SEMINARIO III IL PIANO DI AZIONE. Lorenzo Bono Milano - 21 Settembre 2010

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1 Sviluppo di capacità di gestione integrata per un azione locale efficace nella lotta ai cambiamenti climatici SEMINARIO III IL PIANO DI AZIONE Lorenzo Bono Milano - 21 Settembre 2010

2 Il piano di azione

3 Il piano di azione Obiettivo 1 Misura 1 Misura 2 Misura 3 Insieme di progetti finalizzati al raggiungimento di un obiettivo Progetto 1 Progetto 2 Progetto 3 Progetto 4 Progetto 5 Attività di tipo tecnico/gestionale

4 Classificazione di misure e progetti Settori (residenziale, trasporti, industria...) Attori coinvolti (pubblica amm, associazioni ) Strumenti utilizzati (leggi, incentivi, campagne ) Impatti (efficienza, rinnovabili, comportamenti )

5 Tipologie di progetti Progetti specifici : interventi di natura tecnica o tecnologica che si configurano come realizzazione di infrastrutture o impianti che comportano la riduzione delle emissioni. Progetti quadro : insiemi di interventi di natura tecnica, gestionale e organizzativa, che possono comprendere progetti specifici di diversa natura e sono concepiti come misure di policy o atti di pianificazione che regolamentano le azioni e le scelte di altri soggetti (cittadini, esercizi commerciali, gestori trasporto urbano, ecc.).

6 Priorità di intervento Analisi della baseline review Monitoraggio delle buone pratiche

7 Piani di settore La conoscenza della pianificazione di settore esistente è di fondamentale importanza anche per la elaborazione delle azioni di piano Piani mobilità e trasporti Piani gestione qualità aria Piani territoriali ed urbanistici Piani gestione rifiuti Piani opere pubbliche Piani forestali..

8 Analisi dei rischi Rischi di progetto: sottostima costi/tempi, problemi contrattuali, ritardi nelle procedure di selezione Rischi legati al decisore politico: budget inadeguato, ritardo nell ottenere permessi, cambio normativa Rischi di tipo tecnico: specifiche progettuali inadeguate, performance inferiori a quelle previste. Rischi contrattuali: difficoltà finanziarie, contraenti o subcontractor inadeguati Rischi di mercato: aumento costi materie o della manodopera, mancanza personale tecnico disponibile

9 Finanziamenti Fondi di rotazione (progetti con breve periodo di ritorno dell investimento) Finanziamenti terzi Leasing (acquisto di beni: auto, apparecchiature) Coivolgimento di ESCO (Energy Services Companies) ESCO pubbliche (Germania, PICO: Public Internal Performance Commitment) Partnership pubblico privato (servizi in concessione: piscine, rete teleriscaldamento..)

10 Scheda SEAP Identificazione di tempi, responsabilità, budget disponibile e possibili finanziamenti per ogni azione

11 Scheda di progetto

12 Implementazione progetti Utilizzare un approccio di project management (pianificazione e controllo scadenze, analisi rischi ). Utilizzare procedure e processi tipici di un sistema qualità per raggiungere gli obiettivi fissati. Dividere il progetto in parti e identificare i responsabili per ognuna di esse. Realizzazione di esperienze pilota, soprattutto per quei progetti che richiedono un consistente impiego di risorse. Prevedere un sistema di monitoraggio con indicatori di realizzazione, scostamento dal budget, riduzione emissioni ecc.

13 Implementazione progetti Pianificare un calendario di incontri con gli stakeholder per illustrare e discutere il livello di realizzazione. Tenere costantemente informati gli organismi politici in modo da farli sentire partecipi di successi e insuccessi. Prevedere un programma formativo per le persone coinvolte nello sviluppo del progetto.

14 Settori di intervento Edifici Trasporti Energie rinnovabili Cogenerazione e teleriscaldamento (raffrescamento) Acquisti pubblici Pianificazione urbana e uso del suolo Tecnologie di informazione e comunicazione (ICT)

15 Edifici Migliorare le performance dell involucro dell edificio (isolamento termico, orientamento della superficie vetrata ). Efficienza e corretta manutenzione delle apparecchiature. Massimizzare gli apporti di calore naturali in inverno e ridurli in estate. Migliorare l illuminazione naturale degli ambienti. Incentivare comportamenti virtuosi: modalità di gestione dell edificio e delle apparecchiature meccaniche ed elettroniche.

16 Edifici

17 Trasporti Riduzione spostamenti (telelavoro, pianificazione insediamenti ) Rendere più appetibili gli spostamenti con i mezzi pubblici, a piedi e in bicicletta Disincentivare l uso dell auto (tariffazione di ingressi e parcheggi) Campagne di sensibilizzazione e informazione Riduzione l impatto ambientale ed energetico della flotta pubblica e privata Nuove tecnologie per ottimizzare la gestione del traffico

18 Energie rinnovabili Sviluppo locale di fonti rinnovabili, teleriscaldamento e cogenerazione Campagne di informazione, istituzione di canali di comunicazione dedicata agli stakeholder, offerta di supporto tecnico ed economico Mettere a disposizione spazi pubblici per lo sviluppo di progetti privati

19 Acquisti pubblici Trasporto pubblico (autobus EEV, vetture elettriche/metano ) Elettricità (sia come acquisto diretto che come servizi ad alta efficienza energetica) Prodotti elettronici (prodotti certificati energy star/etichette ecologiche, corsi di formazione per incrementare il risparmio) Edilizia (uso di fonti locali rinnovabili, prodotti ad alta efficienza energetica) Centrali di acquisto ecologiche (joint procurement)

20 Tecnologie ICT Uso della domotica negli edifici Sistemi di monitoraggio dei consumi Diffusione dell e-government, teleconferenze, ecc. Gestione dei flussi di traffico Infrastrutture ICT energeticamente efficienti

21 Pianificazione DENSIFICAZIONE URBANISTICA parametro effetti positivi effetti negativi Aumento temperature: maggiore bisogno di condizionamento; Minore illuminazione naturale: Isole di calore _ maggiore utilizzo di luce elettrica condizionamento estivo per diminuire gli apporti di calore dell'illuminazione artificiaiale Sistemi energetici Energia solare Ventilazione Maggiore efficienza teleriscaldamento e teleraffreddamento _ Un adeguato posizionamento di edifici a torre può creare correnti d'aria "naturali" Minore disponibilità di tetti e altre superfici esposte

22 Costruire il piano Strategia Obiettivo Settoriale Obiettivo Misura Misura Misura A Progetto A1 Progetto A.. Progetto A2

23 Costruire il piano Misura Progetto Descrizione Responsabile Risorse Tempi Budget Progetto A1 Misura A Progetto A2 Progetto A3 Progetto A4 Progetto B1 Misura B Progetto B2 Progetto B3 Progetto B4

24 Costruire il piano Edifici Trasporti Energie rinnovabili Cogenerazione e teleriscaldamento (raffrescamento) Acquisti pubblici Pianificazione urbana e uso del suolo Tecnologie di informazione e comunicazione (ICT)

Geol. MARCO REDINI COMUNE DI PISA Direzione Ambiente-Emas Palazzo Pretorio Vicolo del Moro,n. 2 (2 piano) 56125 PISA Tel: +39 050 910404-39 328

Geol. MARCO REDINI COMUNE DI PISA Direzione Ambiente-Emas Palazzo Pretorio Vicolo del Moro,n. 2 (2 piano) 56125 PISA Tel: +39 050 910404-39 328 Geol. MARCO REDINI COMUNE DI PISA Direzione Ambiente-Emas Palazzo Pretorio Vicolo del Moro,n. 2 (2 piano) 56125 PISA Tel: +39 050 910404-39 328 0126928 e-mail: m.redini@comune.pisa.it Segreteria Tel: +39

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