L'architettura Introduzione e concetti base dell'architettura

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2 Indice Voci Premessa 1 Architettura 2 Storia 16 Storia dell'architettura 16 Discipline e tecniche 20 Disegno architettonico 20 Geometria descrittiva 21 Progettazione architettonica 26 Progetto 26 Rappresentazione architettonica 28 Restauro architettonico 29 Rilievo 32 Tecnologia dell'architettura 34 Teoria dell'architettura 36 Terminologia 39 Alzato 39 Ambiente costruito 40 Architetto 43 Architettura spontanea 46 Assonometria 47 Casa 50 Edificio 55 Edilizia 56 Elemento architettonico 60 Involucro edilizio 61 Ordine architettonico 67 Pianta 72 Planimetria 73 Sezione 74 Sostegno 75 Spaccato 75

3 Note Unità abitativa 77 Fonti e autori delle voci 79 Fonti, licenze e autori delle immagini 81 Licenze della voce Licenza 83

4 Premessa 1 Premessa Cos'è questo libro Questo è un libro di Wikipedia. È una raccolta di voci tratte dall'edizione italiana dell'enciclopedia online Wikipedia [1]. Le voci di Wikipedia sono scritte collettivamente e i lettori sono anche gli autori. Nessuno è stato pagato per scrivere questo libro. Come usare questo libro Quest'opera può essere liberamente utilizzata, riprodotta, modificata, distribuita per qualsiasi scopo (anche commerciale), a patto di attribuire correttamente la provenienza dei contenuti e citare gli autori, nel rispetto della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo (CC-BY-SA) 3.0 [2] per quanto riguarda i testi. Le opere derivate devono mantenere la stessa licenza o una compatibile. In fondo al libro sono riportati l'elenco degli autori dei testi e delle immagini. Prima di distribuire il libro, verifica in particolare che le licenze delle immagini siano riportate correttamente. [3] Proprio per la natura del contributo libero e gratuito di tutti gli autori, compresi gli utenti anonimi, Wikipedia non può fornire garanzie sulla validità e l'accuratezza dei contenuti. Benché la comunità degli utenti cerchi di essere nel complesso vigile e accurata, in ogni istante è sempre possibile che una pagina venga vandalizzata o modificata in modo improprio, seppure in buona fede, con informazioni errate, illegali o non conformi alle consuetudini della comunità o dell'area in cui vivi. Per favore, leggi attentamente le avvertenze [4] e tieni presente che le informazioni qui riportate hanno un valore puramente illustrativo e divulgativo. Wikipedia non fornisce alcun consiglio medico, legale o professionale. Dove trovare altri libri come questo Se desideri scaricare gratuitamente altri libri di Wikipedia, oppure la versione più aggiornata di questo stesso libro, vai alla pagina / it. wikipedia. org/ wiki/ Wikipedia:Libri Ce ne sono molti altri, tutti gratuiti, sui più vari argomenti. Se non trovi quello che fa per te, lo puoi costruire tu facilmente, raccogliendo assieme le voci dell'enciclopedia. Come correggere questo libro Se leggendo questo libro incontri degli errori o ritieni di poter migliorare i suoi contenuti per le future edizioni, ti invitiamo a raggiungere il sito web / it. wikipedia. org, cercare la voce sull'argomento relativo e fare clic su "modifica". In pochi secondi puoi eliminare l'errore. Ricordati che la tua collaborazione è preziosa. Una volta effettuate le correzioni, puoi aggiornare la tua versione del libro e ristampare le pagine interessate dalle modifiche. Buona lettura. Wikipedia, 30/01/2012

5 Premessa 2 Note [1] / it. wikipedia. org [2] / creativecommons. org/ licenses/ by-sa/ 3. 0/ [3] A causa di un problema tecnico, la licenza di alcune immagini potrebbe risultare sconosciuta ("unknown"). Alcune di queste immagini potrebbero non essere utilizzabili al di fuori del sito di Wikipedia. Si consiglia di scaricare il libro in formato ODT per rimuovere i contenuti non liberi e correggere tali licenze. [4] / it. wikipedia. org/ wiki/ WP:General_disclaimer Architettura L'architettura è la disciplina che ha come scopo l'organizzazione dello spazio in cui vive l'essere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dell'ambiente costruito. Finché l'uomo ha avuto capacità cognitive tali da potersi organizzare in civiltà, l'architettura è sempre esistita. L'architettura è nata anzitutto per soddisfare le necessità biologiche dell'uomo quali la protezione dagli agenti atmosferici, e proprio per questo è tra le discipline maggiormente presenti in tutte le civiltà. Solo in un secondo momento, con lo sviluppo della divisione del lavoro nella società, alla funzione primaria vennero aggiunte funzioni secondarie in numero sempre crescente. Con la comparsa di caratteri estetici si ebbe la nascita dell'architettura anche come arte visiva, dotata però di proprie caratteristiche peculiari. Sarebbe riduttivo anche parlare di valori estetici in quanto una buona architettura è spesso frutto di valori etici e di uno studio con approccio quasi scientifico sul modo di operare. Risultato di questa operazione è anche un ammirabile valore estetico, ma questo è sostanzialmente frutto proprio del lavoro intenso e non di una volontà di esteticità in sè. Incisione dell'interno del Pantheon (Roma); Pierers Definire l'architettura risulta difficile in quanto il fenomeno Konversationslexikon encyclopedia, editore: Joseph architettonico è stato sempre presente nella cultura Kürschner, dell'uomo, acquistando caratteristiche, definizioni, funzioni, aspetti spaziali e costruttivi spesso differenti o addirittura contrastanti da civiltà a civiltà o da epoca ad epoca. [1] Nell'architettura concorrono aspetti tecnici ed artistici. Etimologia "Architettura" deriva da architetto, termine derivato nelle lingue occidentali dal latino architectus, ma di origine greca: ἀρχιτέκτων (pronuncia architéktōn), parola composta dai termini ἀρχη (árche) e τέκτων (técton) che significa "ingegnere", "capo costruttore", "primo artefice" o proprio "architetto" [2]. Il primo termine, ἀρχη connesso con ἀρχειν (árchein), principiare, comandare, esprime in greco antico il significato di "impresa", "partenza", "origine", "fondazione" o "guida". Introdotto da Anassimandro, ἀρχη trova nella Metafisica di Aristotele (V, 1, 1012b-1013a) la sua prima completa definizione, conservatasi fino alla modernità.

6 Architettura 3 Aristotele distingue almeno sei accezioni del termine, riconducibili ai due significati principali di ἀρχη, ossia primo per importanza o primo in ordine temporale. Quando primato valoriale e primato temporale coincidono, ἀρχη esprime la divinità: Dio come massimo valore e causa prima di tutte le cose. Il secondo termine, τέκτων (técton), richiama diversi significati, tra i quali "inventare", "creare", "plasmare", "costruire": il fare tecnico ma anche l'arte, il fare manuale ma anche l'artigianato. L'unione dei due termini in ἀρχιτέκτων la troviamo per la prima volta da Erodoto, Storie, (III, 60, 4) e vuole indicare chi provveda a dar norma razionale alla costruzione di alcunché. Il riferimento all'edilizia o all'abitazione non è affatto esplicito; anzi, l'ἀρχιτέκτων originariamente si occupa di quanto è "costruibile" in generale. Questa interpretazione è sancita da Vitruvio, il quale definisce l'architettura come attività che "nascitur ex fabrica et ratiocinatione", cioè dalla capacità fabbricativa congiunta alla consapevolezza teorica. Altro aspetto interessante è costituito dalla permanenza fonetica e dalla somiglianza letterale e dalla somiglianza grafica che il termine ha conservato in molte lingue europee: architecture in francese, architecture in inglese, arquitectura in spagnolo, architektur in tedesco (che però gli aggiunge il termine baukunst che letteralmente significa "arte del costruire"). Definizioni Data la vastità e la complessità della disciplina, è pressoché impossibile dare una definizione univoca che descriva cosa sia l'architettura; di seguito ne vengono riportate alcune celebri e significative. L'architettura è una scienza, che è adornata di molte cognizioni, e colla quale si regolano tutti i lavori, che si fanno in ogni arte. Vitruvio, De architectura, 25 a.c. circa; Architettore chiamerò io colui, il quale saprà con certa, e maravigliosa ragione, e regola, sì con la mente, e con lo animo divisare; sì con la opera recare a fine tutte quelle cose, le quali mediante movimenti dei pesi, congiungimenti, e ammassamenti di corpi, si possono con gran dignità accomodare benissimo all'uso de gli homini. Leon Battista Alberti, De re aedificatoria, 1450 circa; Cos è l architettura? La definirò io, con Vitruvio, l arte del costruire? Certamente No. Vi è, in questa definizione, un errore grossolano. Vitruvio prende l effetto per la causa. La concezione dell opera ne precede l esecuzione. - Etienne-Louis Boullée, 1780; L'Architettura è l'arte di fabbricare. - Francesco Milizia, Principii di architettura civile, 1781; L'architettura è l'arte di disporre e di adornare gli edifici, innalzati dall'uomo per qualsivoglia scopo, in modo che la loro semplice vista possa contribuire alla sanità, alla forza, al godimento dello spirito. - John Ruskin, Lectures on Architecture and Painting, 1854; Il mio concetto di architettura abbraccia l'intero ambiente della vita umana; non possiamo sottrarci all'architettura, finché facciamo parte della civiltà, poiché essa rappresenta l'insieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto - William Morris, Prospects of Architecture in Civilization, 1881; La casa deve piacere a tutti. A differenza dell'opera d'arte che non ha bisogno di piacere a nessuno. [ ] Dunque la casa non avrebbe niente a che vedere con l'arte e l'architettura non sarebbe da annoverare tra le arti: proprio così. [ ] Se in un bosco troviamo un tumulo lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto un uomo. Questa è Architettura - Adolf Loos, Parole nel vuoto, 1910; L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce - Le Corbusier, Vers une architecture, 1923; Chiarezza costruttiva portata alla sua espressione esatta. Questo è ciò che io chiamo architettura - Mies van der Rohe, 1925; L'architettura è in qualche modo un ordinare l'ambiente che ci sta intorno, un offrire migliori possibilità all'insediamento umano. - Vittorio Gregotti, Il territorio dell'architettura, 1966; L'architettura è troppo importante per essere lasciata agli architetti. - Giancarlo De Carlo, 1969;

7 Architettura 4 L'architettura è la più antica professione sulla terra, l'arte del costruire, ma anche l'arte di rappresentare le cose. - Renzo Piano, Il concetto di architettura nel tempo «Essa [l'architettura] è il prodotto di fattori di ogni genere, sociali, economici, scientifici, tecnici, etnologici. Per quanto un'epoca cerchi di mascherarsi, la sua vera natura trasparirà sempre attraverso la sua architettura.» (Sigfried Giedion, Controspazio 1-2, pag. 40, 1970.) Antichità Il primo vero trattato di architettura è il De Architectura di Vitruvio, in cui viene data una prima definizione della disciplina e si delinea la figura dell'architetto e delle sue conoscenze. Vitruvio dà alla scienza architettonica il primato su tutte le altre, poiché essa è somma di tutte le conoscenze. Il De Architectura influenzerà in particolar modo l'architettura dal secolo XV al secolo XIX. Medioevo Nel Medioevo l'architettura è assimilata alle artes mechanicae [1][1] da filosofi quali Scoto Eurigenia e Ugo di San Vittore. Durante il periodo romanico e quello gotico la figura più simile a quella dell'architetto, era quella del capomastro, un magister operis che dopo anni di esperienza curava la progettazione dell'edificio e l'andamento del cantiere. [3][4] Rinascimento ed Umanesimo Mentre nel resto dell'europa il gotico resterà lo stile predominante per lungo tempo, in Italia il Rinascimento pone l'architettura sotto una nuova luce. Uno dei trattati fondamentali fu il De re aedificatoria di Leon Battista Alberti che si rifà alla triade Vitruviana (firmitas, utilitas, venustas). Nel secoli XV e XVI si sviluppò il concetto di città ideale, per la prima volta l'architettura si interessa alla città e alla corretta disposizione dei suoi elementi. [5] Fu durante l'umanesimo invece il passaggio dell'architetto da artista-artigiano a quello di artista scienziato universale. [6] Particolarmente importante fu anche la figura del Vignola che contribuì a creare un lessico uniforme dell'architettura mediante la catalogazione degli ordini architettonici classici. [7] Il Seicento L'architettura viene estesa alla progettazione di ampi spazi verdi, come i giardini delle regge e dei palazzi signorili. Il Settecento Nel corso del secolo XVIII vi è la nascita del concetto di estetica e di una grande riflessione su questo termine da parte dei filosofi e storici del tempo (Giambattista Vico, Immanuel Kant). Carlo Lodoli e Giambattista Piranesi teorizzarono per primi un'architettura priva di ornamenti, senza concessioni all'effimero piacere visivo e che tenesse in massima considerazione l'utilità e la finalità funzionale. [8] Anche grazie alla Rivoluzione Industriale, gli architetti vengono chiamati a progettare gli oggetti da realizzare in serie, è il caso della manifattura Etruria di Josiah Wedgwood, primo caso di disegno industriale modernamente inteso. [9]

8 Architettura 5 L'Ottocento E' durante l'ottocento che avviene la definitiva scissione della professione di ingegnere da quella dell'architetto; in più mentre alcune facoltà di ingegneria si andranno formando in Europa nelle università, l'architettura verrà confinata nelle accademie di belle arti, rimanendo in alcuni casi un mero esercizio artistico, lontana da questioni di ordine pratico e funzionale. [10][11] Negli Stati Uniti d'america si sviluppa invece la scuola di Chicago, in cui l'architettura si troverà a confrontarsi con edifici molto alti e con un materiale nuovo: il calcestruzzo armato. In Francia, grazie al contributo di Viollet-Le-Duc, nasce il restauro e un intenso dibattito attorno a questa disciplina coinvolgerà anche l'inghilterra prima (John Ruskin e William Morris) e l'italia poi (Camillo Boito e Luca Beltrami). Il Novecento e il Razionalismo Una serie di fattori, fra cui la teoria dell'einfulung dell'art nouveau e quella della pura visibilità di Konad Fiedler, la questione delle abitazioni popolari nata dalla prima guerra mondiale, i conflitti fra le classi sociali, porteranno alla nascerà in architettura di quel movimento progettuale e teorico chiamato razionalismo. L'architettura farà propria tutta una serie di discipline per poter permettere all'architetto di arrivare a progettare dagli oggetti più piccoli a quelli più grandi; si tenderà ad eliminare qualsiasi velleità artistica dal concetto di architettura in favore di opere maggiormente improntate all'utilità e al servizio della gente. Tra i grandi teorici e fautori di questo movimento vi sono stati Le Corbusier, Walter Gropius e Mies Van der Rohe. In Italia si distinse Bruno Zevi, mentre negli Stati Uniti, Frank Lloyd Wright. La progettazione architettonica La progettazione architettonica è una delle discipline principali su cui si fonda l'architettura. Il progetto è l'elaborazione teorica che precede la realizzazione dell'oggetto architettonico, espresso in un certo numero di grafici (sezioni, piante, prospetti, render, ecc.) ed elaborati (computo metrico, analisi strutturale, VIA, ecc.). Esso si basa sulle indicazioni fornite dalla committenza e su una serie di indagini e studi effettuati dallo stesso architetto anche in concertazione con altre figure professionali; tali studi possono essere estremamente variegati ed abbracciare molteplici discipline. Il progetto architettonico può essere esemplificato in tre fasi principali: una preliminare nella quale si descrive graficamente l'opera da realizzare e si esplicano i vari vincoli desunti dalle indagini effettuate; [12] una definitiva composta dai grafici utili a comprendere l'opera in tutte le sue parti e da una serie di relazioni inerenti la descrizione completa dell'area d'intervento; [13] una esecutiva costituita da tutti i grafici relativi alla realizzazione del manufatto, compresi i dettagli in opportuna scala, e tutti gli studi di fattibilità nonché i calcoli relativi alle strutture e agli interventi. [14] Discipline L'architettura, la cui vastità deriva anche dai vari campi cui essa può essere applicata, si suddivide in diverse branche; al di là della progettazione del singolo edificio, vi sono infatti una serie di interventi propri dell'architettura che definiscono le varie discipline in cui essa si articola. Urbanistica Si tratta di interventi relativi alla costruzione, l'ampliamento o il miglioramento di zone urbane. Restauro Il restauro è quella disciplina che si occupa degli interventi diretti sui beni culturali volti alla conservazione dell'oggetto architettonico al fine di valorizzarlo, proteggendone i suoi valori storici e culturali, e consentirne il riuso.

9 Architettura 6 Architettura del paesaggio Si occupa della progettazione di ampi spazi, siano essi urbani o rurali, basandosi su caratteristiche culturali, ambientali, storiche e sociali del territorio. Disegno Industriale È quella branca dell'architettura che si occupa della progettazione di oggetti riproducibili in serie, tenendo conto degli aspetti tecnici, funzionali ed estetici del prodotto finale. I tre fattori dell'architettura Una delle definizioni più antiche e risale a Vitruvio: l'architettura è un insieme di tre fattori: 1. firmitas (stabilità) 2. utilitas (utilità) 3. venustas (bellezza o piacere) In altre parole vi si mischiavano qualità: 1. strutturali 2. funzionali 3. estetiche Senza stabilità l'architettura è pericolosa ed effimera; senza utilità l'architettura fine a sé stessa è semplicemente una scultura in larga scala; senza bellezza (come sottolineano Ruskin, Le Corbusier e Pevsner) si parla solo di edilizia. In ogni edificio questi tre aspetti sono di vitale importanza, anche se durante le epoche storiche non sempre ebbero il medesimo peso. Si pensi per esempio all'architettura del cosiddetto Movimento Moderno: il fattore estetico inteso come mera decorazione era volutamente trascurato nella progettazione, focalizzata solo sulla funzione degli edifici; dalla semplicità essenziale scaturì tuttavia una naturale valenza estetica. Un celebre crollo: il Campanile di San Marco, a Venezia, mal restaurato in seguito ai danni di un fulmine, rovinò il 14 luglio 1902 (l'immagine è tuttavia una elaborazione e non una vera foto). Un'evoluzione di questa prima definizione è stata per esempio data nel 1624 da Sir Henry Wotton, che nel suo Elements of Architecture parlava di tre imperativi dell'opera architettonica: robustezza, funzionalità e piacere, ovvero solidità dei materiali e della costruzione (=stabilità), adattamento razionale degli spazi alle loro finalità (=utilità) e produzione di un piacere estetico (=bellezza). Questi tre fattori possono essere messi in una ipotetica scala gerarchica: un edificio ha innanzitutto bisogno di stare in piedi, poi può ricoprire una funzione per la società, infine può essere costruito secondo criteri estetici; ma l'attenzione alla bellezza non può venire prima dell'attribuzione di una destinazione, né qualsiasi uso o decorazione possono essere messo in atto se manca la stabilità strutturale.

10 Architettura 7 Architettura e stabilità: la statica Per garantire stabilità a un edificio si deve ricorrere alle nozioni della statica e della scienza delle costruzioni, cioè a quei principi di fisica, chimica e meccanica che assicurano l'equilibrio della costruzione, cioè lo stare in piedi e non crollare. Le forze che agiscono su una costruzione sono molteplici: innanzitutto il peso proprio della struttura, i carichi accidentali (persone, arredi, merci depositate...); poi vi sono le forze esterne, dovute agli agenti atmosferici (vento, peso della neve), ad eventi ordinari (oscillazioni del traffico stradale, spinta del corso dell'acqua su un ponte) o straordinari (sismi, bufere) o ad altro. Nonostante i carichi possano essere numerosi e la struttura molto complessa, gli edifici vengono sollecitati da soli due tipi di azione: trazione e compressione. Essendo ogni forza compensata da un'altra di pari grandezza ma di direzione opposta, la condizione di equilibrio viene raggiunta quando la somma di tutte le forze e dei loro momenti è zero. Architettura e utilità: opera architettonica o opera scultorea? Architettura come spazio interno, Basilica di Sant'Apollinare in Classe, Ravenna. Secondo il critico Bruno Zevi il criterio distintivo dell'architettura era lo spazio interno: la presenza o meno di un ambiente abitabile e usufruibile per l'uomo era la condizione sine qua non si poteva parlare di architettura; tutto il resto era in funzione di questo assunto. Le conseguenze di questa affermazione sono che edifici fatti senza spazio interno (o con uno spazio irrilevante) non sarebbero architettura: Zevi indicava come esempio lampante le Piramidi di Giza, enormi "sculture" all'aperto, ma non architetture; nemmeno il tempio greco era architettura, poiché la sua limitata cella era destinata all'abitazione simbolica del dio e non all'uso degli individui, che svolgevano le cerimonie religiose all'esterno. Walter Gropius era sostanzialmente d'accordo con questa definizione, anche se la adattò in senso più astratto: per lui l'architettura era l'arte di organizzare lo spazio e si esprime per mezzo della costruzione di edifici. La definizione di Zevi è logica, ma è molto rigida ed esclude dal campo d'indagine dell'architettura molte opere tradizionalmente considerate "architettoniche". Un suo superamento si può avere considerando anche la struttura e la costruzione di un'opera: quando un fabbricato viene murato secondo i criteri dell'edilizia, anche se non ha uno spazio interno, ecco che comunque si può parlare di edificio, non di scultura. È chiaro pertanto nel nostro modo di pensare che una scultura nasca dallo "scolpire" (ovvero dal togliere) e un edificio dal "murare" (ovvero dal mettere): ecco che quindi il Monte Rushmore, per quanto colossale, è considerato intuitivamente scultura e le Piramidi, anche se fossero prive di qualsiasi ambiente interno, architettura. Una via di mezzo tra le due concezioni è guardare invece alla funzione delle strutture "costruite" che definiamo edifici: grazie all'utilità (sia accogliere la salma di un faraone, lo spirito di un dio o una comunità in preghiera) possiamo parlare di architettura, altrimenti si parla semplicemente di scultura in grande scala. Così vengono ricomprese nell'architettura anche strutture "aperte" come i ponti o gli anfiteatri.

11 Architettura 8 Architettura e bellezza: opera architettonica o opera edilizia? Edilizia: una rimessa di biciclette ad Amsterdam. «Una rimessa di biciclette è un edificio. La Cattedrale di Lincoln è un'opera di architettura» (Nikolaus Pevsner, 1943) L'edilizia in genere può essere definita come la costruzione di edifici per fini pratici (difendersi dagli agenti atmosferici): non è necessariamente contemplata la componente estetica, cioè non è detto che vengano dati all'edificio connotati di "bellezza". Fino ad alcuni secoli fa la discriminante era la presenza o meno di un progetto teorico a monte, di un disegno. Oggi questa distinzione si è un po' complicata perché nel mondo moderno sono scomparse quelle forme di edilizia spontanea priva di progetto e l'uso del disegno è necessario anche in opere di semplice edilizia. Si può dire che per parlare di "estetica" di un'opera architettonica ci deve essere un'idea, un concetto formale, che si aggiunga alle considerazioni strutturali e funzionali, e si espliciti nella forma dell'opera architettonica (in questo senso può esistere anche un'architettura spontanea). In altre parole serve che ci sia un elemento di "gratuità" intesa nel senso greco del termine (di bellezza, grazia, e di gratuità come la intendiamo noi), cioè una ricerca del bello senza condizionamenti. Si esprime così la volontà di espressione dell'architetto determinata dal suo sentire estetico e artistico. Esiste anche infatti una separazione tra colui che si occupa prevalentemente (ma non solo) di aspetti tecnici strutturali, l'ingegnere, e colui che si dedica più in generale ad aspetti estetici, l'architetto (anche se oggi i due campi hanno confini ormai molto labili). Tra i tre elementi basilari dell'architettura quello visivo, in senso spaziale e monumentale, è quello che ci impressiona maggiormente. Le qualità strutturali (cioè come l'edificio faccia a stare in piedi) sono infatti spesso nascoste o pienamente comprensibili solo dagli esperti del settore; le qualità funzionali sono invece spesso date per Architettura: il Capitolo della Cattedrale di Lincoln, Inghilterra. scontate od ovvie e sebbene ci possano impressionare positivamente non riescono a colpirci profondamente come la monumentalità. Ad esempio si può restare colpiti dalla comodità di una stazione ferroviaria o dall'accoglienza di una chiesa, ma è più facile che ci resti scolpita nella memoria la sensazione di bellezza e di imponenza degli edifici stessi. Lo stesso Pevsner individua tre elementi che contribuiscono al raggiungimento di un effetto estetico:

12 Architettura 9 il trattamento delle superfici, i rapporti tra pieni e vuoti, la disposizione delle aperture e la presenza di un apparato decorativo; la relazione tra i diversi blocchi che costituiscono un edificio e la loro articolazione volumetrica; l'effetto sensoriale che scaturisce dal trattamento degli interni e dalla disposizione dei vari ambienti. L'architettura si configura quindi come un'arte spaziale, capace di modellare le superfici ed i volumi con gli stessi criteri di percezione e comunicazione visiva dei pittori e degli scultori [15], che non si riduce alla sola componente visiva, ma che è anche legata alle sensazioni che vivere uno spazio (oltre che vederlo) riesce a trasmettere. Lo "sguardo architettonico" «[Un grande edificio] è capace di impressionarci esteticamente come nessun'altra opera d'arte: ci seduce, ci circonda, dà forma alla nostra vita e ci protegge; (...) domina il paesaggio; (...) capta come nessun'altra forma lo spirito dei tempi.» (Marvin Trachtenberg e Isabel Hyman, Arquitectura, Akal, Madrid, 1990.) L'architettura, a differenza di altre forme artistiche quali per esempio la pittura e la scultura, non si presenta in maniera "completa" allo spettatore: per esempio un dipinto è fatto per essere visto standogli di fronte, una scultura può richiedere di girarci intorno, ma di un'architettura si possono avere solo delle impressioni parziali dell'insieme: ad esempio solo la facciata dell'edificio, solo una stanza per volta, solo una veduta in pianta. Soltanto con uno sforzo intellettivo possiamo quindi valutare l'insieme reale di un complesso architettonico. Su questo aspetto di esperienza "parziale" dell'osservatore a volte alcuni architetti ed artisti hanno anche giocato: si pensi solo all'esempio della galleria prospettica di Palazzo Spada a Roma, dove Francesco Borromini deformò gli elementi architettonici per dare l'idea di una grande profondità che in realtà non esiste. Witelo, un matematico e fisico del XIII secolo originario della Slesia, scriveva che "L'occhio non può comprendere la forma vera delle cose con il semplice sguardo (aspectus), ma sì con Galleria di Palazzo Spada, Roma. La galleria è lunga l'intuizione diligente (obtudus)". L'"obtudus" è quindi un sguardo 8,82 metri, ma dà l'impressione di una trentina di metri. penetrante, raziocinate, mentre l'"aspectus" è la semplice visione esteriore: va da sé che solo con l'uso del primo si può comprendere un'opera architettonica, mentre l'"aspectus" è sufficiente per la pittura e gran parte della scultura. La percezione dello spazio è un aspetto complesso dell'esperienza umana e non è riducibile al senso della vista. Ammirare la foto di un edificio in una rivista e visitare lo stesso edificio inserito nell'ambiente costituiscono esperienze diverse, incomparabili. Ancora, più visite allo stesso edificio possono dare sensazioni molto diverse, ad esempio a seconda dell'ora del giorno e della stagione. Per cogliere la ricchezza dell'architettura è necessario farne esperienza diretta.

13 Architettura 10 Pilastri gotici nella Basilica di Saint Denis, presso Parigi (opera di Emil Pierre Joseph de Cauwer). «La forma architettonica parte da un'idea, di chi progetta, e torna a un'idea, di chi la percepisce. Non necessariamente - anzi quasi mai - (...) coincidono.» (Giovanni Leoncini, Introduzione alla storia dell'architettura) Un altro elemento di difficoltà è rappresentato dalla costante evoluzione nei secoli delle forme degli edifici, in relazione al mutare delle necessità della società. I grandi edifici antichi non venivano considerati come opere "finite" [16], al pari di una quadro o di una statua, ma venivano periodicamente modificati e aggiornati, acquisendo una sorta di "vita" evolutiva: alcuni [17] parlano in questo caso di formatività, intesa come il processo dinamico a più riprese di invenzione e produzione. Per questo davanti ad un'opera del passato, in maniera più frequente davanti ad un'opera architettonica, dobbiamo immaginare di sfogliare strati a "cipolla" di aggiunte, manomissioni e sottrazioni di epoche diverse. Questa difficoltà di percezione ha come conseguenza che sia difficile avere un'esperienza "univoca" dell'architettura e il concetto stesso di quest'arte è difficilmente inquadrabile in termini assoluti, come testimoniano anche la grande varietà di definizioni che si sono succedute nei secoli. Una corretta percezione di una costruzione da luogo alla comprensione della forma architettonica. La forma architettonica è la summa di tre fattori sostanziali, combinati organicamente e non in gerarchia: 1. Le strutture (gli elementi costruttivi) 2. Lo spazio (inteso come la disposizione nell'ambiente con volumi pieni e vuoti) 3. Il disegno Una perfetta fusione di questi tre fattori dà un'opera architettonica quale "opera d'arte". Un esempio possono essere i pilastri gotici di una basilica come Saint Denis presso Parigi: la struttura è composta dai conci di pietra appositamente scolpiti e sovrapposti; questa struttura da vita a uno spazio pieno, cioè al volume stesso del pilastro, che si estende nello spazio vuoto della navata; questo volume ha un disegno tridimensionale, che però non è dovuto solo a motivi decorativi, ma ciascuna semicolonnina che vi si affaccia si prolunga in precisi elementi architettonici (degli archi, del cleristorio, fino ai costoloni delle volte), per cui si può dire che i tre fattori sono inestricabilmente collegati.

14 Architettura 11 Architettura e volume Tra i fattori costitutivi dell'architettura c'è la valutazione del volume costruito, cioè del modo di disporsi e rapportarsi degli edifici nello spazio. Si hanno così due estremi, tra i quali esiste una vasta gamma di possibilità: 1. architetture in funzione del solo volume. 2. architetture in funzione del solo spazio. Con spazio si intende uno spazio "artificiale" creato dalla costruzione, che sia finito, ordinato e protetto, a differenza dello spazio naturale aperto. Un esempio di architettura di solo volume è una forma pura come quella delle Piramidi, la cui struttura è dettata dal raggiungimento di una forma esterna e si Le Piramidi di Giza. disinteressa quasi completamente dello spazio interno. Un caso opposto di architettura eretta a partire dello spazio può essere quello di una basilica cristiana, nella quale la costruzione esterna può essere vista come un semplice involucro determinato dallo spazio interno. Un esempio di compenetrazione intermedia può essere quello del tempio greco, dove spazi vuoti e pieni sono determinati da precisi rapporti, con alcuni elementi di volume indipendente, come le colonne, e altri che invece perderebbero di significato se isolati dal contesto dell'edificio al quale appartengono. Lo studio della storia dell'architettura non è solo un mero esercizio di individuazione degli stili e delle tecniche e della loro evoluzione nel tempo. È importante capire anche quali sono i fini che una società rispetto a un edificio, le conoscenze tecniche e i materiali disponibili che hanno determinato la costruzione. Per esempio si possono elencare le differenze oggettive tra: un tempio greco dell'antichità e una chiesa. Nell'antichità le funzioni religiose avvenivano all'esterno dell'edificio: la cella era riservata alla simbolica residenza del dio, qui accedevano solo pochissimi sacerdoti, mentre nella chiesa la comunità dei fedeli si riuniva al suo interno, quindi è chiaro che l'edificio diventava luogo chiuso dove praticare le ritualità religiose. Nella realizzazione di un'opera architettonica hanno da sempre concorso sia le richieste di una committenza sia l'estro e la fantasia degli artisti. La mancanza di fatto di edifici fini a sé stessi (quando si costruisce c'è sempre almeno uno scopo pratico per il quale la costruzione è destinata) fa sì che l'aspetto della convergenza degli interessi di artisti e committenti sia rimasto un concetto chiave, rispetto ad altre forme di attività artistica dove l'artefice si è ormai affrancato dalla domanda.

15 Architettura 12 I primi esempi di "architettura" come unione di stabilità, funzionalità e bellezza non sono quindi da ricercare nell'edilizia di tipo abitativo (in antico dettata solo da basilari esigenze di sussistenza), ma negli edifici collettivi (religiosi o civili) di quelle prime civiltà come quella mesopotamica o egizia: in tali opere confluivano infatti tutti gli sforzi di una comunità, compresa l'esigenza di abbellimento quale specchio del suo prestigio e della sua ricchezza. Un'architettura istintivamente votata alla bellezza si rintraccia già all'origine della civiltà, ma è comunque con il tempio greco che la maggior parte degli La Cattedrale di Brasilia, la cui architettura è carica di riferimenti studiosi concordano nello stabilire almeno un punto simbolici. fermo nell'evoluzione dell'arte del costruire: un primo traguardo inequivocabile di struttura architettonica completa di valenze progettuali, estetiche e funzionali, corroborata dalla teorizzazione degli ordini architettonici. I tre tipi di ordine (dorico, ionico e corinzio) infatti sono relativi a questioni puramente estetiche e la loro nascita indica come ormai non si guardasse più all'edificio solo secondo un punto di vista funzionale. Negli edifici infine sono confluiti nel tempo tutta una serie di valori, con diversi gradi di intensità, che ne hanno influenzato la storia e la forma: valori funzionali, legati cioè a determinati bisogni dell'individuo e della società; valori simbolici, rapportati a realtà di altro ordine; valori sacri, della sfera religiosa; valori sociali, in relazione ai caratteri e alla configurazione della società; altri valori (personali del committente o dell'architetto, valori universali, ecc...) L'effetto estetico non scaturisce quindi da un mero impatto visivo: ad esempio, nelle architetture riconducibili al Movimento Moderno, lo spazio viene modellato sulla base di precise esigenze funzionali e quindi il raggiungimento di un risultato estetico deriva dal perfetto adempimento di una funzione. In definitiva l'architettura, più che espressione del singolo individuo (l'architetto) è quella di un ambiente, di un'epoca, di una società: tutt'al più, proprio valutando il maggiore o minore apporto personale dell'architetto rispetto al contesto generale, emergerà con più o meno forza il suo "genio". Nell'architettura high-tech, che vede nel Centre Pompidou di Renzo Piano una delle opere paradigmatiche, sono gli aspetti tecnici e strutturali che delineano i canoni di una nuova estetica, più aperta alle innovazioni tecnologiche e che porta di fatto ad un superamento della costante e dannosa dicotomia tra architetti ed ingegneri. Colle Val d'elsa: l'edificio della filiale del Monte dei Paschi di Siena Note [1] / www. sapere. it/ enciclopedia/ architettura. html [2] Giacomo Devoto, Dizionario etimologico [3] / freemasonry. bcy. ca/ architecture/ architects. html [4] / www. sapere. it/ enciclopedia/ magister. html [5] / www. arte-argomenti. org/ saggi/ cittaideale. htm [6] Dizionario della critica d'arte, L. Grassi, M. Pepe, Torino 1978

16 Architettura 13 [7] Manuale di Disegno architettonico, Giuseppe A. Boidi, Torino 1876 [8] Architettura e critica, Raffaele Mormone, Napoli 1992 [9] Storia del design, Renato De Fusco, Laterza, Roma-Bari 2004 [10] / www. aising. it/ docs/ atticonvegno/ p pdf [11] Storia dell'architettura contemporanea, Renato De Fusco, Laterza, Roma-Bari 1992 [12] / www. bosettiegatti. com/ info/ norme/ statali/ 1999_0554. htm# [13] / www. bosettiegatti. com/ info/ norme/ statali/ 1999_0554. htm# [14] / www. bosettiegatti. com/ info/ norme/ statali/ 1999_0554. htm# [15] N. Pevsner, Storia dell'architettura europea, Bari 1998, pp [16] Il concetto di preservazione delle forme di un bene culturale è un concetto relativamente recente, frutto della mentalità del dopoguerra. [17] Lauigi Payreson, Estetica. Teoria della formatività, p Bibliografia AA.VV. Enciclopedia dell'architettura, Garzanti, Milano 1996, ISBN Sergio Bollati e Giuseppe Lonetti, L'organismo architettonico, Alinea, Firenze 1990 Giorgio Cricco e Francesco Di Teodoro, Itinerario nell'arte, Zanichelli, Bologna 2003 ISBN X W. Müller e G. Vogel, Atlante di architettura, Hoepli, Milano 1992, ISBN Pevsner, Fleming e Honour, Dizionario di architettura, Utet, Torino 1978 ISBN ; ristampato come Dizionario dei termini artistici, Utet Tea, 1994 B. Tschumi e M. Berman, Index. Archivio dell'architettura contemporanea, postmedia books, Milano 2004, ISBN L. Quaroni, La costruzione del progetto architettonico, Laterza, Roma-Bari 1996

17 Architettura 14 Voci correlate Ingegneria civile Statica delle strutture Tecnologia delle costruzioni Elemento architettonico Categoria:Elementi architettonici Fondazioni Sostegni architettonici Pareti Copertura Attacco a terra Termotecnica Acustica Illuminotecnica Ambiente costruito Progettazione Disegno architettonico Rappresentazione architettonica Antropometria Ergonomia Proprietà dei materiali Green building Altri argomenti correlati Architetto Progettazione Restauro architettonico Storia dell'architettura Costruzioni Urbanistica Teoria dell'architettura La passerella di Marc Mimram sul Reno, Jardin des deux rives, Strasburgo Discipline collegate Edilizia Geometria descrittiva Ingegneria Tecnologia dell'architettura Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Architecture Wikiversità contiene informazioni: / it. wikiversity. org/ wiki/ Facoltà:Architettura Wikizionario contiene la voce di dizionario: / it. wiktionary. org/ wiki/ architettura

18 Architettura 15 Wikiquote contiene citazioni: / it. wikiquote. org/ wiki/ Architettura

19 16 Storia dell'architettura Storia Lo studio della storia dell'architettura deve essere collocato, come quello di qualsiasi altra forma artistica, nel tempo e nello spazio. I fenomeni architettonici sono, infatti, variati in funzione degli stili succedutisi nei vari periodi storici con differenze e varietà distintive per aree geografiche, fino a una frammentazione del linguaggio e a una convivenza di diverse espressioni architettoniche in età contemporanea. Campo d'indagine Per un'opera complessa quale un'opera d'architettura non si possono però considerare solo le valenze estetiche, ma è fondamentale valutare almeno la funzione che tali realizzazioni hanno avuto nella società che le ha prodotte e le qualità tecniche che hanno determinato il suo stare in piedi. Quindi molti studiosi di architettura tendono a considerare un edificio come un "organismo" dove vi si fondono coordinatamente: 1. Struttura (elementi strutturali legati alla stabilità), 2. Funzione (elementi funzionali legati all'utilità), 3. Estetica (elementi estetici legati alla bellezza), Si tratta degli elementi identificati già nel I secolo da Marco Vitruvio Pollione, architetto e ingegnere romano, nel trattato De Architectura. Nella realizzazione di un'opera architettonica hanno da sempre concorso sia le richieste di una committenza sia l'estro e la fantasia dei progettisti. La mancanza di fatto di edifici fine a sé stessi (quando si costruisce c'è sempre almeno uno scopo pratico per il quale la costruzione sarà destinata) fa sì che l'aspetto della convergenza degli interessi di progettisti e committenti sia rimasto un concetto chiave, rispetto ad altre forme di attività artistica dove l'artefice si è ormai affrancato dalla domanda. I primi esempi di "architettura" come unione di stabilità, funzionalità e bellezza non sono quindi da ricercare nell'edilizia di tipo abitativo (in antico dettata solo da basilari esigenze di sussistenza), ma negli edifici collettivi (religiosi o civili) di quelle prime civiltà come quella mesopotamica o egizia, condividendo gli studi con l'ambito archeologico: in tali opere confluivano infatti tutti gli sforzi di una comunità, compresa l'esigenza di abbellimento quale specchio del suo prestigio e della ricchezza. Negli edifici infine sono confluiti nel tempo tutta una serie di valori, con diversi gradi di intensità, che ne hanno influenzato la storia e la forma: valori funzionali, legati cioè a determinati bisogni dell'individuo e della società; valori simbolici, rapportati a realtà di altro ordine; valori sacri, della sfera religiosa; valori sociali, in relazione ai caratteri e alla configurazione della società; altri valori (personali del committente o dell'architetto, valori universali, ecc.) Per agevolare lo studio della storia dell'architettura sono state create delle categorie entro le quali classificare i vari fenomeni architettonici; queste categorie possono essere tra loro combinate in molteplici modi, e la prevalenza verso una o un'altra tipologia di categorie porta alla lettura della storia dell'architettura attraverso diverse prospettive. Categorie riguardanti la funzione (esempi principali): Edifici pubblici e privati Edifici religiosi, militari e civili

20 Storia dell'architettura 17 Categorie legate alla costruzione (esempi principali): Trabeato, edifici creati con strutture non spingenti, nella fattispecie coperte con travi; Arcuato, edifici con strutture spingenti, nella fattispecie coperte con volte. Categorie legate alla forma (esempi principali): Architettura con struttura a vista Architetture con strutture celate (coperte da intonaci, stucchi, ecc.) Categorie storiche (la classificazione principalmente usata): Architettura classica, ellenistica, romanica, gotica... Periodi della storia dell'architettura occidentale Architettura minoica È l'architettura sviluppata nell'ambito della civiltà minoica, la civiltà cretese dell'età del bronzo circa a.c. Architettura micenea È l'architettura sviluppata nell'ambito della civiltà micenea, che si sviluppò in Grecia circa a.c. Architettura greca L'architettura greca viene suddivisa, come tutta l'arte greca, convenzionalmente in tre periodi: nel periodo arcaico abbiamo la costituzione degli ordini architettonici e l'erezione dei primi templi. In età classica, corrispondente al V e IV secolo a.c., l'erezione di capolavori come i templi dell'acropoli di Atene, in età ellenistica la diffusione del linguaggio greco in buona parte del Mar Mediterraneo. Architettura romana Rispetto all'architettura greca, di cui rielabora talvolta il linguaggio, l'architettura romana si basa sulla conquista dello spazio interno dando vita a quella che Siegfried Gideon definì la concezione occidentale dello spazio. Le straordinarie realizzazioni di età imperiale furono rese possibili grazie anche all'alto livello tecnologico raggiunto dall'ingegneria romana del tempo. Architettura paleocristiana È un'architettura soprattutto ecclesiastica. Rielabora forme romane come la basilica, adattandola al culto cristiano. Architettura bizantina L'architettura bizantina è l'architettura che si è sviluppata nell'impero Romano d'oriente e nelle regioni sottoposte al suo influsso politico e culturale, come l'esarcato di Ravenna. Dopo la caduta dell'impero d'oriente ebbe seguito nelle aree europee e asiatiche di confessione ortodossa, come nell'impero russo. Architettura merovingia Nei territori dei Franchi tra il V e l'viii secolo. Architettura longobarda Sviluppata in Italia tra VII e VIII secolo nei territori soggetti al Regno longobardo, mescola elementi bizantini e sviluppi originali. Le testimonianze sono scarse, poiché gran parte degli edifici è stata rimaneggiata in epoche successive. Architettura romanica L'architettura romanica è l'architettura dell'occidente europeo prevalentemente nei secoli XI e XII. Le maggiori realizzazioni sono edifici religiosi come cattedrali, pievi e abbazie ed edifici civili come castelli e palazzi. Architettura gotica Nasce nella metà del XII secolo nell'ile de France e si diffonde in tutta Europa. È caratterizzata da una innovativa e ardita tecnica costruttiva e dalla ricerca di nuove forme spaziali. Vedi anche tecniche costruttive dell'architettura gotica.

21 Storia dell'architettura 18 Architettura del Rinascimento L'architettura del Rinascimento ebbe origine a Firenze, agli inizi del Quattrocento, principalmente grazie all'operato di alcuni artisti e intellettuali fiorentini come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. L'architettura del Rinascimento è caratterizzata dalla ripresa degli ordini e delle proporzioni dell'architettura del mondo classico, in particolare di quello romano. Architettura barocca L'architettura barocca è quella fase della storia dell'architettura europea che comprende i secoli XVII e XVIII e che, nell'ultima sua fase, prende il nome di rococò. Il termine barocco, originariamente dispregiativo, indicava la mancanza di regolarità e di ordine. L'architettura del barocco, se da un lato mantiene la grammatica compositiva classica, dall'altro ne infrange le regole sintattiche, mettendo al centro l'interpretazione soggettiva e priva di regole dell'artista. Architettura del Settecento Architettura neoclassica L'architettura del neoclassicismo si sviluppa fra la seconda metà del XVIII secolo e il XIX secolo. I teorici di questo periodo sostengono la necessità che l'architettura sia derivata da basi razionali, rispecchiate negli ordini classici, e che si eviti la licenza e il "cattivo gusto" che avrebbe, a parer loro, caratterizzato l'architettura del XVII secolo e del rococò. Architettura del romanticismo L'architettura del romanticismo è caratterizzata dallo storicismo e dall'eclettismo, in particolare dalla ripresa dell'architettura neogotica e in seguito anche di altri "stili", come il neogreco, il neoromanico o il neobarocco. Architettura moderna L'architettura moderna è caratterizzata da una molteplicità di tendenze. Per Movimento Moderno si intende in particolare l'architettura razionalista che si è sviluppata a partire dagli anni trenta del XX secolo, in particolare attorno alla figura di Le Corbusier. Altro importante maestro è Frank Lloyd Wright. Architettura postmoderna Architettura contemporanea Architettura non occidentale Architettura mesopotamica Architettura egizia Architettura assira Architettura ittita Architettura islamica Architettura ottomana Architettura moresca Architettura georgiana Architettura persiana Architettura indiana Architettura della Cambogia Architettura cinese Architettura giapponese Architettura della Mongolia Architettura africana Architettura maya

22 Storia dell'architettura 19 Architettura azteca Architettura inca Voci correlate Storia del giardinaggio Categoria:Storici dell'architettura Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Architecture by style Collegamenti esterni EAHN - European Architectural History Network [1] SAH - Society of Architectural Historians [2] OSA - Officina di Storia dell'architettura [3] AISU - Associazione Italiana di Storia Urbana [4] DO.CO.MO.MO. - Documentation and Conservation of buildings, sites and neighbourhoods of the Modern Movement [5] AAA Italia - Associazione nazionale Archivi di Architettura contemporanea [6] Database di storia dell'architettura [7] Note [1] / www. eahn. org/ site/ en/ home. php [2] / www. sah. org/ [3] / www. osaweb. net/ [4] / www. storiaurbana. it/ [5] / www. docomomoitalia. it [6] / www. aaa-italia. org/ index. htm [7] / www. thais. it/ architettura/ default. htm

23 20 Discipline e tecniche Disegno architettonico Il disegno architettonico è un tipo di disegno tecnico specializzato nella progettazione di opere architettoniche. Con la rappresentazione grafica si prefigura in uno o più schemi a due dimensioni quello che sarà l'edificio da costruire, a tre dimensioni. Si distingue tra il progetto e il rilievo. Inoltre a volte si usano anche schizzi. Progetto Il progetto è un processo teorico messo per iscritto nel quale si prefigurano metologicamente tutti quei processi che porteranno all'esecuzione di un'opera di architettura. Di solito si avvale in larga misura di disegni e altre rappresentazioni architettoniche, inoltre incorpora valutazioni sui tempi, sui costi, su aspetti tecnici (materiali, organizzazione del cantiere, ecc.) Architetto (illustrazione, 1893) Rilievo Il rilievo è l'insieme delle operazioni destinate a determinare la forma e le dimensioni di un edificio. Nella pratica si tratta di una serie di elaborati grafici (piante, sezioni, prospetti) che indicano più caratteristiche di un edificio possibili, premettendone una conoscenza il più ampia possibile e quindi facilitando la presa di decisioni in merito all'edificio stesso. Voci correlate Rappresentazione architettonica Disegno tecnico Architettura

24 Geometria descrittiva 21 Geometria descrittiva La geometria descrittiva è la scienza che permette, attraverso determinate costruzioni geometriche, di rappresentare in modo inequivocabile su uno o più piani, oggetti bidimensionali e tridimensionali. La rappresentazione può essere finalizzata a visualizzare oggetti già esistenti, come nel rilievo (per lo più architettonico), e/o di oggetti mentalmente concepiti, come nella progettazione di manufatti tridimensionali. I metodi di rappresentazione (di prospettiva, di assonometria e di Monge) della geometria descrittiva si basano principalmente su due operazioni fondamentali, dette operazioni di proiezione e sezione. Gli assiomi della geometria descrittiva elementare sono sostanzialmente i postulati di Euclide, ma modificati dall'aggiunta della nozione di ente improprio (direzione, giacitura), secondo una costruzione analoga a quella della geometria proiettiva (si veda anche la voce V postulato di Euclide). Storia Fin dall'antica civiltà egiziana, è stato dimostrato, attraverso il ritrovamento di disegni che illustravano copertura ellittica di tombe, un corretto utilizzo delle doppie proiezioni ortogonali. Tra il I secolo a.c. e il I secolo d.p. Vitruvio, nei suoi trattati intitolati "De architectura" usava come elementi di rappresentazione di edifici le piante ed i prospetti da lui denominati iconografie e ortografie. In epoca successiva, nell'opera di Jacopo Barozzi da Vignola "i cinque ordini di architettura" viene adoperato il metodo di Monge. Nello stesso periodo, Alberto Dürer ( ) definì alcuni procedimenti grafici riguardanti le coniche, come sezioni piane di un cono quadrico e, anche, lo studio della prospettiva. Nel 1600 gli studiosi Girard Desargues e Guarino Guarini hanno posto i fondamenti per la nascita della disciplina "geometria descrittiva", con questo nome è stata battezzata dallo scienziato francese Gaspard Monge ( ). Nel 1700 fu pubblicato il libro "Geometrie descriptive" in cui vengono poste le regole fondamentali della geometria descrittiva. Regole che sono

25 Geometria descrittiva 22 finalizzate, soprattutto, a rappresentare, su uno stesso piano (detto piano di proiezione), gli oggetti in 3D. Attualmente la geometria descrittiva comprende come parte integrante la geometria proiettiva in cui studi più significativi e conclusivi si devono a Jean Victor Poncelet ( ) discepolo di Monge. Con la geometria proiettiva viene introdotto il concetto di Ente geometrico improprio (punto, retta e piano), che determina una sostanziale differenza con la geometria euclidea, pur considerando validi i rimanenti postulati di Euclide. Nel 1995 è stata codificata la Prospettiva Parallela dalla Prof.ssa Architetto Barbara Aterini, insegnante di Geometria Descrittiva alla Facoltà di Architettura dell'università degli Studi di Firenze. Concetti Alcuni concetti fondamentali della geometria descrittiva sono: definizione degli enti geometrici fondamentali (punto, retta, piano, direzione e giacitura). postulati d'appartenenza: di un punto ad una linea; di una linea ad una superficie; di un punto ad una superficie. L'incidenza: tra due rette, tra una retta ed un piano, e tra due piani; o più in generale tra linea e superfici. Condizioni di parallelismo e di perpendicolarità come casi limiti di Incidenza Le condizioni di tangenza (in particolare la tangenza tra coniche e la tangenza tra quadriche). la Corrispondenza biunivoca, quali prospettività, omologia, omologia inversa, Affinità prospettiva, affinità, omotetia, Omotetia inversa ed Involuzione. I Metodi di rappresentazione Essi si classificano, in generale, secondo l'entità dello stabilito centro di proiezione. Quando esso è un punto proprio si parla di proiezioni centrali, altrimenti di proiezioni parallele, cioè quando tale centro di proiezione è punto improprio. proiezioni centrali il metodo della prospettiva. La restituzione prospettica (o fotorestituzione). teoria delle ombre con sorgente propria (da molti non viene considerata una "teoria" in quanto si tratta sempre di una proiezione). proiezioni parallele. proiezioni ortogonali il metodo dell'assonometria il Metodo di Monge il metodo delle proiezioni quotate. proiezioni oblique il metodo dell'assonometria teoria delle ombre con sorgente impropria

26 Geometria descrittiva 23 Problemi e costruzioni Alcuni problemi di cui si occupa la geometria descrittiva sono: I problemi d'incidenza, come tra linee e superfici e come tra superfici. I problemi di misura delle distanze lineari (come ad esempio la costruzione geometrica che permette di determinare la distanza minima di un punto da un piano eventualmente degenere) e di quelli angolari (come ad esempio l'angolo tra retta e piano). costruzioni geometriche e modellazione 3D delle volte delle elicoidi delle superfici rigate delle superfici toriche elicoidi conoide Raccordo tangenziale tra coniche, tra quadriche e tra toriche (vedi figura a lato) Sviluppo di solidi Approssimazione poliedrica di una superficie curva Curve geometriche Le coniche: ottenute come sezioni piane di un cono quadrico (punto, retta, ellisse, parabola ed iperbole) Le quartiche: ottenute, in generale, come in intersezione di due superficie quadriche che non hanno nessuna sezione piana in comune. Le curve cicloidiche: curve ottenute come conseguenza del movimento planare e rigido di una conica rispetto ad un'altra conica ad essa complanare. Le eliche: ottenute dal movimento trasrotazionale, tridimensionale e rigido di una conica rispetto ad un'altra conica ad essa complanare.

27 Geometria descrittiva 24 Superfici geometriche Le principali categorie di superfici trattate dalla geometria descrittiva sono così classificate: Le superfici rigate: in questa categoria vengono trattate le superfici generate dal movimento rigido di una retta lungo una o più direttrici, come gli elicoidi rigati, i conoidi rigati e le superfici coniche ed i piani (come casi particolari di rigate). Le superfici toriche: questa categoria include tutti i tipi di tori che sono generati dal movimento rotatorio affine o omotetico di una conica non degenere lungo una direttrice conica, anch'essa non degenere. La condizione è che tali coniche, direttrice e generatrice, siano ortogonali tra loro. I paraboloidi. Applicazioni la geometria descrittiva viene applicata principalmente nei campi che riguardano la costruzione di manufatti architettonici. In particolare viene usata per avere proporzioni dimensionali e percettive di una data e possibile idea progettuale. L'applicazione informatica dei concetti della geometria descrittiva, permettono oggi giorno, oltre che quello, di poter creare un'architettura ad alta complessità tridimensionale, ma soprattutto quello, di poter controllare e in modo inequivocabile ogni sua forma e dimensione. Campi d'applicazione Progettazione architettonica Modellazione geometrica Disegno tecnico Rilievo dell'architettura Fotorestituzione 3D Bibliografia Antonella Gesuele, Alessandra Pagliano, Valentina Verza. La geometria animata. Lezioni multimediali di Geometria Descrittiva. Venezia, Editrice Cafoscarina, ISBN Lamberto Nasini. Lezioni ed esercizi di fondamenti e applicazioni di geometria descrittiva. Roma, Editrice Kappa, Hasan Isawi e Lamberto Nasini. Vedere con la mente. Una geometria per comprendere lo spazio senza percepirlo visivamente. Editrice Officina, Barbara Aterini. Introduzione ai metodi di rappresentazione della geometria descrittiva. Firenze, Alinea, 1997.

28 Geometria descrittiva 25 Glossario In questa sottocategoria, della geometria descrittiva, vi sono termini e simbologie, utili a chi lavora nei vari campi di grafica, sia per facilitare il compito di individuare degli elementi notevoli di un dato oggetto geometrico, sia per acquisire un linguaggio tecnico in grado di facilitare il compito di descrivere, in modo chiaro, le situazione spaziali di tali elementi. Voci correlate Geometria proiettiva Elementi architettonici Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Descriptive geometry Collegamenti esterni Trazoide. Disegno tecnico (in spagnolo) con esercizi e teoria pratica per Antonio Castilla. [1] Dibujo técnico con ejercicios y teoría practica Applicazioni informatizzate della Geometria descrittiva [2] geometria descrittiva, trigonometria sferica, solidi geometrici e cristallografia [3] Note [1] / trazoide. com [2] / assex. altervista. org/ geomtr-1. htm [3] / spazioinwind. libero. it/ corradobrogi/ IV/ IV-001. htm

29 Progettazione architettonica 26 Progettazione architettonica La progettazione architettonica consiste in un processo logico-artistico-scientifico in grado di individuare forme, organizzazioni e processi atti alla creazione di spazi dedicati in cui l'uomo possa svolgere specifiche attività quali abitare, lavorare, rilassarsi, curarsi ecc. A questa definizione schematica tuttavia bisogna aggiungere che spesso il processo progettuale, comunque lo si intenda, appartiene innanzitutto ad una sfera creativa in cui la fantasia, il sentimento, le necessità e la tecnica si fondono in un insieme di schemi grafico-descrittivi. La storia dell'architettura è ricca di esempi di come ciò possa avvenire. Nello specifico, il progetto architettonico deve rispecchiare, interpretare e risolvere sia artisticamente che tecnicamente ogni aspetto relativo all'abitare inteso nella accezione più ampia del termine. Uno dei maggiori architetti al mondo, Renzo Piano, ebbe a dire che "l'architettura è il secondo mestiere più antico del mondo". La progettazione architettonica è insegnata all'interno dei corsi di laurea delle Facoltà di Architettura di solito agli ultimi anni del corso, e non è da confondersi con i corsi di composizione architettonica che si tengono per gli studenti dei primi anni. Voci correlate Fascia prestazionale Disegno architettonico Progetto Con il termine progetto si identifica il complesso di attività correlate tra loro e finalizzate a creare percorsi e/o prodotti o a realizzare servizi rispondenti a obiettivi specifici determinati. In un progetto su commissione con valore legale, i criteri di esecuzione, controllo e completamento in termini di tempi, costi e qualità, sono definiti in un contratto. Il termine deriva dal latino proiectum, participio passato del verbo proicere, letteralmente traducibile con gettare avanti; il che spiega anche l'assonanza etimologica dei verbi italiani proiettare e progettare. Il termine progetto è strettamente associato a quello di gestione del progetto che deriva dal termine inglese project management. Uno dei padri storici del project management è Russel D. Archibald. Nel governo del territorio e dell'ambiente, in senso generale, il progetto è un modello preventivo, realizzativo e gestionale, di un intervento che si intende realizzare. «Mandare avanti un progetto, come indica la derivazione della parola significa estrarre da se un'idea in modo tale che essa acquisti una propria autonomia e sia realizzata non soltanto dagli sforzi di chi l'ha originata ma anche da quelli indipendenti dal proprio Io.» (Czeslaw Milosz)

30 Progetto 27 Articolazione tipica di un progetto Di solito un progetto, inteso come complesso di attività interdipendenti, prevede: obiettivi specifici, ragionevolmente raggiungibili ed eventualmente interconnessi con altri obiettivi o progetti; vincoli temporali per il suo completamento; vincoli economici per il suo sviluppo; un insieme di risorse umane e strumentali assegnate e adeguate alle difficoltà del progetto; una organizzazione interna con una chiara assegnazione dei ruoli, divisione dei compiti e una struttura di governo del progetto (nei progetti più grandi di solito viene creato un comitato di guida e controllo detto anche steering committee) oggetti e/o i servizi da rilasciare (i cosiddetti deliverable necessari al raggiungimento gli obiettivi) ben definiti e descritti in documenti quali capitolati e/o contratti; articolazioni del progetto in fasi (es: progettazione, esecuzione, test, ecc.) in cui sono definite le interfacce, i vincoli esterni (dipendenze da eventi non controllabili internamente al progetto e condizioni al contorno di cui tener conto) e le responsabilità (chi fa che cosa entro quando); una pianificazione che definisce: le date di partenza/termine di ciascuna attività; l'assegnazione delle risorse alle attività su cui è articolato il progetto; le interdipendenze tra le attività del progetto; l'esplosione fino a un sufficiente (ma non esasperato) livello di dettaglio delle attività (i cosiddetti task); le date di rilascio dei principali oggetti (o gruppo di oggetti) intermedi (i cosiddetti milestone); la data di completamento del progetto; un insieme di strumenti per controllare l'avanzamento del progetto rispetto agli obiettivi, sia in termini di tempo, che di costo che di deliverable rilasciati (strumenti di consuntivazione, Earned Value Analysis, ecc.). I progetti più critici e importanti di solito prevedono anche: un piano dei rischi (che indica anche le appropriate azioni di riduzione/mitigazione dei rischi individuati); un piano della qualità (che definisce le strategie e i criteri per assicurare l'aderenza dei prodotti/servizi rilasciati ai requisiti stabiliti). progetto di una rete Fattori di successo di un progetto In definitiva, nel caso che gli obiettivi assegnati siano sufficientemente impegnativi e/o critici, per garantire il successo del progetto è necessario disporre di risorse umane adeguate in termini qualitativi e quantitativi, ma anche tecniche e finanziarie, nonché di chiarezza riguardo ai seguenti aspetti: contesto e settore (es. edilizia, informatica ecc.) a cui si riferisce il progetto obiettivi (requisiti e prestazioni dei prodotti e/o servizi che deve rilasciare il progetto) responsabilità (intesa come distribuzione dei compiti: chi, che cosa, entro quando) tempo (inizio, durata) costo (prestabilito) qualità (intesa come aderenza ai requisiti ed alle prestazioni richieste) Le metodologie e le tecniche per la gestione di un progetto vanno sotto il nome di project management, voce alla quale si rimanda per maggiori dettagli.

31 Progetto 28 Voci correlate Progettazione architettonica Progettazione Progettista Progetto di ricerca Progetto educativo Programma Project management Project manager Stato Avanzamento Lavori Collegamenti esterni (EN) Sito dedicato a Russell D. Archibald [1] Note [1] / www. russarchibald. com/ Rappresentazione architettonica La rappresentazione architettonica è il metodo con cui è possibile raffigurare un'opera edilizia, che sia già esistente e quindi rilevarla, oppure che sia in fase progettuale; ovvero per poter raggiungere una conoscenza migliore dell'oggetto in questione. Essendo un'opera architettura una struttura complessa e articolata sulle tre dimensioni spaziali in larga scala, a differenza di altre forme artistiche quali per esempio la pittura e la scultura, non si presenta in maniera "completa" allo spettatore: per esempio un dipinto è fatto per essere visto standogli di fronte, una scultura può prevedere di girarci intorno, ma di un'architettura si possono avere solo delle impressioni parziali dell'insieme (ad esempio solo la facciata di un edificio, solo una stanza per volta, solo una veduta aerea) e solo con uno sforzo intellettivo possiamo valutare l'insieme di un complesso architettonico. Le soluzioni di rappresentazione architettonica, siano essi fatti a mano o al computer: Tecniche, tramite le proiezioni ortogonali Schizzi, tramite una rappresentazione artistica Modelli tridimensionali, digitali o materiali Per venire incontro a queste difficoltà esistono vari metodi di fornire una rappresentazione semplificata dell'edificio. Un metodo rappresentativo è quello di creare un modellino tridimensionale in scala, ma è un modo costoso e ingombrante, che al crescere della scala applicata diminuisce in chiarezza. Più diffuse sono le rappresentazioni grafiche, che tramite segni convenzionali esemplificano realtà architettoniche e urbanistiche. Attraverso la scelta di un rappresentazioni che privilegiano taluni aspetti rispetti ad altri si ha una vera e propria "operazione di conoscenza", rispetto a una più semplice raffigurazione dell'oggetto. Grazie all'uso delle proiezioni ortogonali inventate da Gaspard Monge, applicando delle convenzioni di rappresentazione, è possibile rappresentare qualsiasi cosa in maniera oggettivamente e geometricamente precisa. Tra le principali rappresentazioni architettoniche vi sono: La planimetria La pianta Lo spaccato

32 Rappresentazione architettonica 29 L'alzato L'assonometria La sezione La prospettiva Mischiando queste categoria possiamo trovare altre soluzioni grafiche: Esploso Sezione prospettica Sezione assonometrica Spaccato assonometrico Spaccato prospettico Voci correlate Disegno architettonico Restauro architettonico Il restauro architettonico può essere definito come la disciplina dell'architettura volta a garantire la conservazione di un oggetto architettonico, per valorizzarlo e consentirne il riuso, tenendo in debito conto le sue valenze storiche. Le tendenze metodologiche riguardo al restauro architettonico sono varie e vanno a porsi tra le due posizioni teoriche estreme: una che mira alla conservazione assoluta dell'edificio storico nella situazione in cui si trova e l'altra che giunge a legittimare ricostruzioni anche consistenti dell'opera architettonica così com'era e dov'era. Gli sviluppi attuali prevalenti sono per una conservazione della materia esistente, compatibilmente con le esigenze di carattere strutturale ma anche di conservazione o ripristino dell'immagine storica, sempre ricercando un riuso compatibile degli edifici. Solo il riuso, infatti, garantisce una cura e manutenzione costante dell'opera nel tempo. Si elencano brevemente di seguito alcuni dei concetti fondamentali del restauro architettonico. [1] : Piove di Sacco, Torre Carrarese: lavori di restauro sull'orologio della torre. - Destinazione d'uso compatibile La destinazione d'uso prevista per gli edifici storici deve essere tale da non comportare uno stravolgimento della consistenza fisica e dei significati del manufatto. - Uso di materiali e tecnologie originali Si tratta delle tecniche che offrono il migliore effetto di continuità formale oltre che funzionale con le parti antiche, garantendo lunga durata; sono dunque da preferire. La loro corretta riproposizione deriva da un attento lavoro di rilievo e comprensione delle parti esistenti dell edificio. Tale attività conoscitiva rientra negli indispensabili studi preliminari al progetto di restauro. - Ripristino o conservazione del comportamento statico originario Quello strutturale è un aspetto che fa parte del monumento e del suo valore storico, peraltro in modo tutt'altro che secondario e concorre a determinarne l identità materiale e culturale. Stravolgere questa componente, anche con

33 Restauro architettonico 30 mezzi destinati a rimanere occulti equivale a mutilare l opera di uno dei suoi valori fondamentali. - Compatibilità chimica Tutti i materiali usati, a contatto con quelli della costruzione originaria, non devono in alcun modo costituire potenziale danno di tipo chimico alla materia originale. - Compatibilità fisica Sono da evitare situazioni che, turbando l equilibrio originario delle condizioni fisiche del manufatto, possano incrementare i fenomeni di degrado. In particolare ci si riferisce alle condizioni di traspirazione delle superfici, di umidità, di temperatura ecc. - Reversibilità Qualsiasi operazione eseguita sul manufatto storico, la cui materialità deve essere garantita il più possibile, deve essere reversibile ovvero intaccare al minimo la materia originale. - Minimo intervento Tutti gli interventi devono essere calibrati in relazione alle effettive necessità. In particolare, i consolidamenti, vanno dimensionati con ogni cura, commisurandoli ai potenziali, effettivi rischi tenendo nel dovuto conto, evitando sottostime, le capacità portanti esistenti nella struttura storica. - Riconoscibilità Tutti gli interventi di restauro devono, essere databili, per evitare confusioni con le parti originali, a tal fine è opportuno offrire all occhio esperto la possibilità di riconoscere le parti di restauro. Inoltre documentazione cartacea e informatica, sugli interventi eseguiti, deve sempre essere conservata e resa facilmente reperibile. - Leggibilità L'intervento di restauro deve tendere a facilitare la comprensione delle stratificazioni, far capire, per quanto possibile, le fasi di crescita dell'edificio. - Durabilità I materiali e le tecnologie da usare dovranno essere molto durevoli oppure dovranno essere tali da consentire interventi successivi di manutenzione ordinaria o straordinaria senza che ciò comporti alterazioni al monumento stesso. - Manutenibilità Questo criterio sollecita una particolare attenzione nel prevedere l uso di soluzioni progettuali che rendano agevole l ordinaria e la straordinaria manutenzione dell' edificio. - Cura delle relazioni con il contesto fisico Il modo in cui l'edificio si inserisce nel suo intorno è di fondamentale importanza per la sua fruizione sia formale che funzionale e per la sua corretta comprensione. - Cura nel recupero dei significati e delle relazioni col contesto antropologico Non meno importanti sono gli aspetti immateriali, psicologici e simbolici di cui l'edilizia storica si è caricata nel tempo. - Riconoscimento, salvaguardia e valorizzazione dei caratteri specifici e di unicità dell'edificio storico su cui si interviene Ogni edificio storico possiede caratteristiche specifiche che lo rendono unico e che, pertanto, ne definiscono l'identità. Sono quindi da salvaguardare attentamente. - Varianti in corso d'opera Possibilità di riprogettazioni in corso d'opera dovrebbe fare parte integrante del metodo da seguire negli interventi di restauro e recupero in quanto, molto spesso, solo durante la fase del cantiere, emergono importanti, nuove

34 Restauro architettonico 31 informazioni di cui non si può non tenere conto nella fase esecutiva. A Giovanni Urbani si deve, per primo, il concetto di conservazione programmata (1975). I riferimenti metodologici storici di base sono contenuti nelle carte del restauro. Conferenza Internazionale di Atene. Carta di Atene (1931) Consiglio Superiore Per Le Antichità e Belle Arti. Norme per il restauro dei monumenti. Carta italiana del restauro (1932) Carta di Venezia (1964) Carta Italiana del Restauro (1972) Raccomandazioni per gli interventi sul patrimonio monumentale a tipologia specialistica in zone sismiche (1986). Il primo atto internazionale sul restauro è la Carta di Atene, alla quale aderirono sia i conservatori che i restauratori. Ecco i punti principali di questo Carta: Questo documento esprime innanzitutto un atteggiamento conservativo: si devono rispettare il monumento e l'ambiente, il carattere e la fisionomia della città, soprattutto in prossimità dei monumenti. Viene data la massima importanza alla manutenzione e al consolidamento delle opere Si eprime la volontà di conservare tutti gli elementi di valore aristico L'inserimento di nuovi elementi nelle opere d'arte viene ridotto al minimo, con la volontà di non creare mai un documento falso Si è favorevoli all'introduzione di nuove tecniche costruttive se quelle dell'epoca del monumento non sono più adatte. Note [1] Cfr.: Giovanni Manieri Elia, Metodo e tecniche del restauro architettonico, Carocci, Roma 2010, pagg (http:/ / metodoetecniche. blogspot. com) Collegamenti esterni Sito dedicato al restauro della Torre dell'orologio di piazza San Marco - Venezia (http:// www. torreorologio. it) Ministero per i beni e le attività culturali: grandi restauri (http:// www. beniculturali. it/ mibac/ export/ MiBAC/ sito-mibac/ MenuPrincipale/ GrandiRestauri/ index. html)

35 Rilievo 32 Rilievo Il rilievo è un processo integrante della geometria descrittiva, avente lo scopo di rappresentare un manufatto esistente, per lo più architettonico. Questo utilizza documentazioni (di ubicazione, catastale, di conservazione) e rilievi storici, schizzi quotati, documentazione fotografica e disegni tecnici per finalità diverse, quali lo studio e la didattica il restauro la costruzione e la riqualificazione la stima Fasi del rilievo Un rilievo eseguito in maniera scientifica deve essere condotto in più fasi: Fase preliminare di individuazione della strumentazione tecnica a disposizione per il rilievo; dalla strumentazione più semplice (metro rigido o pieghevole, rotella metrica gergalmente detta bindella, livella ad acqua o canna d'acqua [1] ), alla più complessa (strumenti topografici, livelle e distanziometri laser). Progetto del rilievo: individuazione dei piani di sezione (orizzontali per le piante e verticali per le sezioni e i prospetti). Redazione di schizzi in doppie proiezioni ortogonali (detti eidotipi) dell'edificio rappresentanti piante, sezioni e prospetti come definiti dai piani di sezioni precedentemente individuati. Definizione dei piani di sezione orizzontale mediante la "battitura" del piano da eseguirsi con livelle ad acqua o laser. Esecuzione delle misure nei modi più adatti in relazione agli strumenti a disposizione. Se si dispone di strumenti che sono in grado di misurare solo le lunghezze e non gli angoli, è necessario che i segmenti che vengono misurati uniscano i punti da definire secondo un reticolo di triangoli (infatti in un triangolo nota la lunghezza dei lati è nota anche quella degli angoli). Al rilievo propriamente detto, segue la fase di restituzione grafica nella quale si redigono gli elaborati grafici inizialmente previsti. Metodologia del rilievo 1) eidotipi il piano terra. tutti gli altri piani, compreso quello interrato. un numero sufficiente di sezioni verticali e tutti i prospetti. dettagli architettonici e costruttivi. 2) misurazione dal vero

36 Rilievo 33 le misure planimetriche, cioè quelli delle piante, può essere eseguita con il metodo della trilaterazione o attraverso le coordinate Ortogonali. il metodo delle trilaterazioni in generale esso consiste nel determinare ogni punto notevole, del perimetro planimetrico da rilevare, come vertice di un triangolo aventi un lato appartenente alla cosiddetta retta di base r. In cui si stabilisce, quando è possibile, che la direzione di tale retta base, sia parallela a al lato da rilevare. il metodo delle coordinate Ortogonali in esso si stabilisce una retta base b, in modo che sia, quanto possibile, parallela ad un lato l del perimetro dell'edificio da rilevare e, sulla retta b, si proiettano ortogonalmente i punti di tale lato l. Ciascun punto P di l viene individuato attraverso due coordinate, rispettivamente, quella della distanza di P dalla retta base b, detta ordinata, e quella della distanza di P^(proiezione di P) da un punto fisso o della retta base b, detta ascisse. Pertanto il punto fisso o viene detto origine della retta base, per cui conviene posizionarlo in modo che coincidesse con la proiezione del estremo sinistro di tale lato l. 3) disegno tecnico Esempi Rilevamento dell'angolo retto Si prendono due misure = 3 e 4, rispettivamente, sui cateti dell'angolo da rilevare, se l'ipotenusa risulta = 5, significa che tale angolo è retto, nel sistema sessagesimale = 90. Trilaterazione del cerchio Considerato che sono sufficienti tre punti per disegnare un circonferenza Fi, tuttavia la costruzione reale di una circonferenza Fi (come base di una superficie conica) non corrisponde proprio ad una circonferenza ma ad una spezzata che approssima Fi.La procedura per rilevare Fi, consiste nel trilaterare i vertici di Fi rispetto a due (o più) punti di una retta base. Il termine punto base significa che esso fa da centro di un fascio proprio di rette ( stella propria di rette) passanti per un numero sufficiente di punti dell'oggetto da rilevare. Suggerimento: Trilaterazione di una superficie conica K Procedimento si individua il perimetro d'imposta come sezione orizzontale di K eseguita con un piano orizzontale; si divide una direttrice Omega di K, in numero sufficiente di punti ( ad esempio ) si divide un'altra direttrice Delta di K, in numero doppio rispetto alla suddivisione precedente ( 1'2'3'... 10') congiungendo i punti di Omega con quelli di Delta, in modo da formare progressivamente un reticolo triangolare. Il rilevamento di tale reticolo (1_1_'2') può avvenire considerando ciascun triangolo come sezione di un prisma retto che ha base sullo stabilito piano di riferimento orizzontale ( come il piano di calpestio). Gli spigoli di ogni prisma possono essere materializzati con il filo a piombo.

37 Rilievo 34 Una volta ottenuti i dati numerici rilevati, si può passare alla modellazione geometrica di una superficie poliedrica che approssima quella oggettiva K. Note [1] La livella ad acqua si basa sul principio fisico dei vasi comunicanti e consente a partire da un punto dato di individuarne altri alla stessa quota altimetrica Voci correlate Rilievo dell'architettura Disegno tecnico Quotatura Restituzione prospettica Collegamenti esterni Portale dell'università di Brescia - approfondimenti, tutorial, presentazioni, formazione nel settore del rilevamento (http:// www. rilevamento. it) RilievoArcheologico.it - sito sul rilievo archeologico e lo studio dell'architettura antica (http:// www. rilievoarcheologico. it) Tecnologia dell'architettura Tecnologia dell'architettura è un settore scientifico-disciplinare (SSD ICAR12) istituito in Italia nell'ambito del sistema nazionale di istruzione universitaria. La declaratoria disciplinare (DM 4/10/2000 [1] ) definisce il suo dominio di studio come segue: «I contenuti scientifico disciplinari riguardano le teorie, gli strumenti ed i metodi rivolti ad un architettura sperimentale alle diverse scale, fondata sull evoluzione degli usi insediativi, della concezione costruttiva e ambientale, nonché delle tecniche di trasformazione e manutenzione dell ambiente costruito. Comprendono la storia e la cultura tecnologica della progettazione; lo studio dei materiali naturali ed artificiali, la progettazione ambientale, degli elementi e dei sistemi; le tecnologie di progetto, di costruzione, di trasformazione e di manutenzione; l innovazione di processo e l organizzazione della produzione edilizia; le dinamiche esigenziali, gli aspetti prestazionali e dei controlli di qualità» Voci correlate Prestazioni acustiche dell'involucro edilizio Materiali innovativi avanzati per l'edilizia Dichiarazione ambientale dei prodotti da costruzione Durabilità dei componenti edilizi Materiale nanostrutturato per l'edilizia Involucro edilizio Isolante termico in edilizia Riciclaggio dei materiali edili Tecniche di Riciclaggio dei materiali edili Retrofit energetico in edilizia Assemblaggio a secco Biocompatibilità

38 Tecnologia dell'architettura 35 Bioarchitettura Architettura ecosostenibile Costruzioni temporanee Prestazioni energetiche dell'involucro edilizio Sistemi costruttivi leggeri Indicatori di sostenibilità ambientale Qualità d'uso Percorribilità L'involucro edilizio a secco Comfort ambientale Materiali a cambiamento di fase per l'edilizia Recupero delle tecnologie del XX secolo Risorse rinnovabili Piattaforma logistica Riqualificazione energetica dell'edificio Ibridazione tecnologica Climatizzazione Qualità del manufatto edilizio Addizioni leggere Valutazione integrata Valutazione LCA degli edifici Note [1] DM 4/10/2000 (http:/ / www. miur. it/ 0002Univer/ 0021Offert/ 0092Settor/ index_cf2. htm)

39 Teoria dell'architettura 36 Teoria dell'architettura La teoria architettonica è l'atto di pensare, discutere, o più importante scrivere di architettura. Teoria architettonica viene insegnato nelle scuole di architettura e praticata dagli architetti più importanti del mondo. La teoria dell'architettura prende la sua forma dalle lezioni o dal dialogo, dai trattati e dai libri, dai progetti e dai concorsi. La teoria architettonica è spesso di origine didattica, ed i teorici tendono a lavorare all'interno delle scuole o in relazione con esse. La teoria architettonica in qualche forma esiste fin dall'antichità, e con i mezzi di comunicazione moderni, ha acquisito una ricchezza maggiore. Libri, riviste e periodici vengono pubblicati in quantità senza precedenti. Come risultato, gli stili e movimenti si formano e dissolvono molto più velocemente rispetto al passato. C'è da attendersi che l'uso di internet velocizzi ulteriormente tale processo nel XXI secolo. Discorsi di architettonico, illustrazione dal Dizionario dell'architettura francese dall'xi al XVI secolo Antichi Vitruvius Leon Battista Alberti Cesare Cesariano Filarete Francesco di Giorgio Martini Sebastiano Serlio Andrea Palladio Vignola Marc-Antoine Laugier Eugène Viollet-le-Duc John Ruskin Horatio Greenough Karl Friedrich Schinkel Gottfried Semper Hans Auer Paul Sédille Constantin Lipsius Richard Streiter Hermann Muthesius

40 Teoria dell'architettura 37 Moderni Bruno Zevi Steen Eiler Rasmussen Otto Wagner Theo van Doesburg Le Corbusier Adolf Loos Raymond Unwin William Pereira Ebenezer Howard Serge Chermayeff Manfredo Tafuri Christian Norberg-Schulz Lúcio Costa Postmoderni Charles Jencks Aldo Rossi Demetri Porphyrios Robert Venturi Contemporanei Kenneth Frampton Christopher Alexander Corrado Levi Stan Allen Jeff Kipnis Rem Koolhaas Leon Krier Sanford Kwinter Daniel Libeskind Juhani Pallasmaa Colin Rowe Nikos Salingaros Robert Somol Bernard Tschumi Anthony Vidler Mark Wigley Peter Eisenman

41 Teoria dell'architettura 38 Bibliografia Reyner Banham. Theory and Design in the First Machine Age. Praeger Publishers, ISBN Bernd Evers, Christoph Thoenes, et al. Architectural Theory from the Renaissance to the Present. Taschen, ISBN X K. Michael Hays. Architecture Theory since Cambridge: MIT Press, ISBN Stephen R. Kellert, Judith Heerwagen, and Martin Mador, Editors, "Biophilic Design: the Theory, Science, and Practice of Bringing Buildings to Life", John Wiley, New York, ISBN Hanno-Walter Kruft. A history of architectural theory: from Vitruvius to the present. Princeton Architectural Press, ISBN Harry F. Mallgrave, Modern Architectural Theory: A Historical Survey, Cambridge University Press, ISBN Kate Nesbitt. Theorizing a New Agenda for Architecture: An Anthology of Architectural Theory. Princeton Architectural Press, ISBN X Joan Ockman, Edward Eigen. Architecture Culture : A Documentary Anthology. Rizzoli, ISBN Nikos Salingaros. "A Theory of Architecture". Umbau-Verlag, ISBN Manfredo Tafuri, translated by Giorgio Verrecchia. Theories and History of Architecture. Harper & Row, ISBN Vitruvius, Translation: Morris Hicky Morgan (1960). The Ten Books On Architecture. Dover Publications. Voci correlate Città ideale

42 39 Terminologia Alzato L'alzato o prospetto è un tipo di rappresentazione grafica di un oggetto o di un edificio, usato soprattutto nel disegno architettonico. Il prospetto di un edificio si ottiene come proiezione ortogonale eseguita su un piano verticale, detto generalmente secondo piano di proiezione. Un tipico esempio di alzato è lo schema di una facciata di un edificio, ma può trattarsi anche di una parete interna, una controfacciata, eccetera. Più in generale l'alzato di un edificio è lo sviluppo in verticale di esso, così come la pianta è lo sviluppo in orizzontale. Voci correlate Alzato del Pantheon (Roma) metodo di Monge scala Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Architectural elevations

43 Ambiente costruito 40 Ambiente costruito L'antropizzazione è il processo mediante il quale l'uomo modifica l'ambiente naturale, per renderlo più consono ai propri fini. La colonizzazione umana di territori naturali comporta sempre, o quasi, che vi siano alterazioni dell'ambiente preesistente, e perciò si dice, che tale ambiente subisce antropizzazione. La parola deriva dal greco ànthrōpos che significa uomo. È importante sottolineare che l'antropizzazione non consiste necessariamente nella costruzione di un manufatto: realizzare un sentiero battuto in un bosco, piantare un albero o anche solo mettere dei pesci in uno stagno naturale sono interventi che rendono un territorio antropizzato perché lo modificano in un modo che può ripercuotersi nel campo biologico o spaziale a breve o lungo termine. In senso estremo, anche fotografare un paesaggio vergine corrisponde ad un'azione di antropizzazione (pur non attuata nella realtà) che consiste nello scegliere nello stesso ambiente una tale forma od un tale punto di vista piuttosto che altri. Ambiente naturale. Cenni storici Le grandi civiltà L'uomo iniziò a modificare l'ambiente con l'invenzione dell'agricoltura. Da cacciatore nomade si trasformò in agricoltore stanziale. Così cominciò a costruire le prime capanne, a dissodare il terreno, a seminare e a piantare alberi da frutto. Le prime grandi civiltà tuttavia, malgrado alcune opere imponenti, come le piramidi[1] o il controllo del corso del Nilo in Egitto, la capitale terrazzata con grandi giardini pensili a Babilonia[2] e le bellissime città stato in Grecia non provocarono grandi mutamenti ambientali. La grande piramide di Giza in una immagine del diciannovesimo secolo.

44 Ambiente costruito 41 Roma Con Roma nacque per la prima volta l'urbanesimo. La città raggiunse, al tempo dell'impero, il milione di abitanti. Si edificarono costruzioni su diversi piani, che raggiunsero anche i 20 metri di altezza, suddivise in piccoli appartamenti. Questi quartieri furono dei veri e propri alveari, con scarse condizioni igieniche che favorirono il proliferare di infezioni e malattie. Il modello romano influenzò notevolmente l'ambiente, infatti venne intensificata l'agricoltura, vennero curate le comunicazioni con la costruzione di strade, ponti ed acquedotti, gettando le basi di quella che sarà la gestione e la modificazione dell'ambiente in senso moderno. Un esempio di inserimento ambientale equilibrato dell'epoca furono le ville dei nobili romani Acquedotto romano a Pont Du Gard. che si inserivano dolcemente nella natura, seguendo e sfruttando le caratteristiche dei luoghi. Il medioevo Castello Hochosterwitz sul Laengsee, in Carinzia, Austria. Nel medioevo lo spopolamento e la dispersione della popolazione sul territorio ridusse il fenomeno urbano. Roma ridusse drasticamente il numero dei suoi abitanti. Le opere umane cercarono di sfruttare il territorio soprattutto a scopo difensivo; ecco quindi il Castello, la Pieve, il Convento [3] e il Borgo. Attorno ad essi l'agricoltura, in un nuovo equilibrio. Un esempio di questo habitat lo possiamo ancor oggi vedere nelle vicinanze di Siena all'abbazia di S. Galgano ed al suo inalterato ambiente circostante. L'umanesimo L'Umanesimo portò una ripresa dello sviluppo urbano, seguendo i valori classici della filosofia rinascimentale, che progettarono città ed ambienti ideali, che per la loro armonia non possono incidere negativamente nell'assetto ambientale. Nel territorio si consolidò una agricola integrata ed organica alla natura. Questo derivò dalla rinascita della villa, che, come archetipo, aveva la villa romana. L'ambiente architettonico e rurale che nell'insieme crearono queste ville, fu di grande armonia. Solo negli ultimi secoli l'incremento demografico ha creato un impatto maggiore sull'ambiente naturale.

45 Ambiente costruito 42 L'ambiente costruito L'ambiente costruito è un neologismo che definisce l'insieme delle realizzazioni umane che trasformano l'ambiente naturale, rimodellandolo secondo le esigenze umane. Tali trasformazioni comprendono non solo le vere e proprie costruzioni (architettura, ambiente abitativo ecc.), ma anche le lavorazioni agricole, forestali ecc. Ambienti costruiti, sono gli agglomerati edilizi e di infrastrutture, urbani e non, le aree rurali e anche le zone allo stato naturale attraversate da attrezzature di collegamento come autostrade o ferrovie. L'ambiente costruito è quindi la fusione dell'elemento naturale con l'intervento umano. Il grado di integrazione dell'opera umana con l'ambiente naturale è oggetto di dibattito in varie sedi, e l'urbanistica e la pianificazione territoriale sono gli strumenti tecnici per realizzare gli Fallingwater in Pennsylvania. Opera di Frank Lloyd Wright. interventi. L'analisi delle risorse è un aspetto prioritario. Interessante, a tal proposito è la famosa casa sulla cascata (Fallingwater) di Frank Lloyd Wright, uno dei maestri del movimento moderno e ideatore del concetto di architettura organica. Nonostante la sua dirompenza, l'abitazione si integra "organicamente" con il suo intorno: il bosco e la cascata. È quel "nuovo sistema in armonia" che magicamente Wright riesce a costruire ed a cui ogni progettazione dell'ambiente costruito deve tendere. Una nuova sensibilità ambientale, unita alla necessità di salvaguardare l'ambiente naturale, ha portato al progetto CasaClima, entrato in vigore nel 2005 in provincia di Bolzano. La modifica dell'ambiente e la sua salvaguardia Modifiche ambientali come il disboscamento al fine di ottenere zone edificabili o coltivabili, l'agricoltura stessa, e lo sbancamento del terreno per la costruzione di strade e di ogni altro insediamento umano provocano danni sempre più evidenti e sempre meno accettabili. Tali modifiche portano con se, spesso, conseguenze come inquinamento, degrado, depauperamento delle risorse e, per la popolazione, condizioni di vita critiche. Invertire la tendenza appare difficile, ma in tutti i paesi sviluppati l'opinione pubblica impone sempre più ai vari governi una attenzione crescente al problema. La difesa ambientale (o il suo recupero), quindi, è diventata una necessità diffusa. Può essere considerato un esempio di antropizzazione anche un ambiente naturale ricostruito artificialmente dall'uomo a proprio piacimento, come l'acquario di casa o una riserva di caccia o un parco pubblico. Ambiente urbano degradato.

46 Ambiente costruito 43 Note [1] La piramide di Cheope Le 7 Meraviglie del Mondo. La Piramide di Cheope (http:/ / www. roccioso. it/ meraviglie/ cheope. htm) [2] I giardini pensili Le 7 Meraviglie del Mondo. I Giardini pensili di Babilonia (http:/ / www. roccioso. it/ meraviglie/ giardini. htm) [3] Abbazia di Monte Cassino Abbazia di Monte Cassino (http:/ / www. italiatua. it/ monumenti/ Cassino/ 2406) Voci correlate Architettura Casa energetica Culturally Modified Trees Design Ingegneria civile Ingegneria per la Gestione del Costruito Inquinamento Ecologia Ecologia urbana e sociale Fauna urbana Litoralizzazione Frank Lloyd Wright Urbanistica Tecnologia Risorse Movimento Moderno Razionalismo italiano Architetto L'architetto è la figura professionale massimamente esperta della progettazione architettonica a qualsiasi scala e spazio, del restauro dei monumenti, della pianificazione, dell'estimo in relazione alla costruzione di edifici e più in generale di spazi a livello architettonico e urbanistico. È storicamente tra gli attori principali della trasformazione dell'ambiente costruito. Gli architetti trovano impiego non solo nel campo dell'edilizia, ma soprattutto in settori più o meno affini all'architettura, come, design-engineering o ergonomia a diverse scale e ambiti tecnologici. Il termine deriva dal greco ἀρχιτέκτων (arkhitekton), parola composta da arkhi (capo), particella prepositiva che serve a denotare "superiorità", autorità, ma soprattutto pensiero, ossia responsabilità e consapevolezza di colui che si accinge a costruire, e tékton particella che riguarda l'azione, l'operatività (tecnico, ingegnere). Dal termine "architetto" è derivato quello di "architettura" (non il contrario). Immagine di un architetto di fine ottocento Malgrado quello di architetto sia un termine specifico riferito ad un professionista laureato ed abilitato, la parola è spesso usata impropriamente in un senso più generico per definire chi viene incaricato di progettare l'edificazione (o demolizione) di un ambiente attraverso gli strumenti della ragione (per esempio, degli ideatori di software o i designer talvolta chiamano se stessi architetti). Il titolo di architetto è tutelato dalla legge, in Italia come in molti altri

47 Architetto 44 paesi europei, è reato fregiarsi di tale titolo senza possederne le caratteristiche legali, quali titoli accademici o iscrizione ordine professionale. Aspetti professionali Gli architetti sono dei professionisti, come lo sono medici, avvocati, ingegneri, in quanto è loro richiesto un percorso formativo specifico e una precisa abilitazione professionale (esame di stato o di abilitazione). I requisiti per l'ingresso alla professione possono variare notevolmente a seconda della nazione in cui operano. La professione in Italia Per accedere alla professione di architetto in Italia sono richieste: 1. laurea in ARCHITETTURA Tab. XXX; laurea in Ingegneria edile e architettura 4/S o Architettura e Ingegneria edile architettura LM-4,(come specificato dal DPR. 328/2001 per gli esami di Stato negli Art.17 e Art. 18) e da D.M.9 luglio abilitazione professionale, che si ottiene superando un esame di stato che consiste in quattro prove (tre scritte e una orale). 3. iscrizione all'ordine professionale degli architetti. L'Ordine degli Architetti - che a seguito di una recente riforma raccoglie anche i pianificatori (urbanisti), i paesaggisti e i conservatori dei beni storico-architettonici - è il supremo organo di tutela professionale, ed è organizzato su base provinciale (in base al luogo di residenza dell'architetto) e ultimamente con norma europea che equipara il Domicilio professionale alla residenza. All'interno dell'ordine vi sono attualmente diverse classi e categorie, a seconda della specifica abilitazione. Architettura (dettaglio), formella del Campanile di Hanno diritto al titolo di dottore in architettura i laureati Giotto, Nino Pisano, , Firenze secondo i vecchi ordinamenti e quelli in possesso dell'attuale laurea quinquennale; gli stessi possono sostenere l'esame di abilitazione per il titolo di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore e consequenzialmente iscriversi all'ordine professionale nella sezione A. I laureati dei nuovi ordinamenti con laurea triennale hanno diritto a sostenere l'esame di abilitazione per iscriversi alla sezione B. Il loro titolo sarà quello di architetto iunior, ed avranno alcune limitazioni nell'ambito professionale, ovvero potranno svolgere attività di collaborazione alle attività di progettazione degli architetti e degli ingegneri e svolgere incarichi in forma autonoma relativamente a costruzioni civili semplici con l'uso di metodologie standardizzate. La legge italiana riconosce prerogative equivalenti a quelle degli architetti anche agli ingegneri civili o edili regolarmente iscritti al rispettivo ordine, per quanto riguarda l'esercizio della professione. Rimane campo esclusivo dell'architetto l'intervento su manufatti storico-architettonici vincolati dalla legislazione specifica.

48 Architetto 45 Altri professionisti del settore edilizio sono il geometra e il perito industriale specializzato in edilizia (perito edile); tali figure professionali hanno varie limitazioni rispetto ad architetti ed ingegneri ed anche, a seguito di un diverso e più breve percorso di studi, finalizzato all'apprendimento di aspetti basilari e complementari del lavoro nell'edilizia, nell'estimo, nella topografia e nella progettazione di medie strutture anche civili. Titolo di dottore in architettura Con la modifica dell'ordinamento relativo al percorso di studi, attualmente l'attribuzione del titolo di Dottore Magistrale in architettura è oggetto di non poche discussioni (cfr. voce dottore). Il titolo di dottore ha comunque valore legale per tutti coloro che hanno conseguito (o conseguiranno) la laurea seguendo l'ordinamento antecedente il Decreto ministeriale 509/1999 (ovvero gli studenti e i laureati secondo il vecchio ordinamento). Riconoscimenti Il riconoscimento più prestigioso per un architetto è il Premio Pritzker, che si può considerare l'equivalente del Nobel. Altri riconoscimenti sono conferiti dall'american Institute of Architects, dal Royal Institute of British Architects (RIBA) e da altri enti, come il Royal Institution of Naval Architects. Basilica di San Lorenzo del Brunelleschi, uno dei più grandi architetti fiorentini Citazioni «L'architettura, disciplina dell'edificare, sceglie, dirige e giudica i contributi pratici e teorici di molte altre scienze ed arti. ( ) il vero architetto dovrà possedere doti intellettuali e attitudine all'apprendere Sia perciò competente nel campo delle lettere e soprattutto della storia, abile nel disegno e buon matematico; curi la sua preparazione filosofica e musicale; non ignori la medicina, conosca la giurisprudenza e le leggi che regolano i moti degli astri... Dal momento che dunque questa disciplina è così importante, supportata e arricchita da numerose e svariate forme di cultura, non credo che possano definirsi subito a buon diritto architetti, se non coloro che siano giunti alla vetta suprema dell'architettura dopo esser stati nutriti della conoscenza della maggior parte della letteratura e dell'arte, attraverso la salita per questi gradi delle discipline. Ma forse sembrerà sorprendente agli inesperti che una natura umana impari alla perfezione un numero così grande di insegnamenti e li conservi nella memoria. Quando però avranno constatato che tutte le discipline hanno tra loro una sostanziale comunanza di oggetti, si convinceranno che può accadere facilmente; una cultura enciclopedica infatti è come un corpo unico composto da queste membra.» (Vitruvio, architetto del I secolo a.c., De architectura)

49 Architetto 46 Voci correlate Architettura Design Ergonomia Grafica Ingegneria civile Ingegneria edile Progettazione Urbanistica Progettazione architettonica Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Architects Wikisource contiene opere originali: / it. wikisource. org/ wiki/ :Categoria:Architetti Wikizionario contiene la voce di dizionario: / it. wiktionary. org/ wiki/ architetto Architettura spontanea Architettura spontanea (non-pedigreed architecture) è una definizione dello storico e architetto Bernard Rudofsky che descrive quelle forme architettoniche-edilizie che appartengono alla tradizione più antica dell'uomo: dalle tende dei nomadi alle tombe celtiche fino ai portici come dispositivo urbano e che non sono attribuibili a nessun progettista o autore in particolare. Questa architettura è definibile anche come "anonima", "rurale", "nativa", "indigena", "vernacolare". Bibliografia Corricella a Procida, un esempio di architettura spontanea Bernard Rudofsky, Architecture without Architects, 1964 Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Vernacular architecture

50 Assonometria 47 Assonometria L'assonometria (dal greco áxon = asse e métron = misura, cioè misura in base agli assi) è un metodo di rappresentazione grafica trattato dalla geometria descrittiva. Fu introdotta dal francese Gaspard Monge alla fine del Settecento. Il principio alla base dell'assonometria è la proiezione di un oggetto geometrico su un piano (piano di proiezione o quadro), lungo la direzione determinata da un punto improprio (retta di proiezione o centro di proiezione). Una caratteristica dell'assonometria è di poter rappresentare contemporaneamente tre facce di uno stesso parallelepipedo rettangolo. Un'assonometria viene detta ortogonale oppure obliqua a seconda Proiezione in assonometria che la direzione di proiezione sia o meno ortogonale al piano di proiezione. Inoltre, a seconda delle riduzioni assonometriche, ovvero del riscalamento dovuto alla proiezione, delle tre rette del sistema di riferimento (unità di misura), un'assonometria può essere isometrica (o monometrica), dimetrica oppure trimetrica.

51 Assonometria 48 Assonometria obliqua Si ha l'assonometria obliqua quando la direzione di proiezione è obliqua rispetto al piano di proiezione. In considerazione del fatto che il quadro può essere coincidente (o parallelo) ad una faccia dell'angoloide triedrico retto di riferimento (xyz), o incidente tutte le facce dello stesso angoloide, l'assonometria può essere rispettivamente di due tipi l'assonometria cavaliera e l'assonometria generica. Assonometria cavaliera L'assonometria cavaliera, così denominata perché attribuita a Bonaventura Cavalieri, insigne matematico e allievo di Galileo Galilei, è un tipo di assonometria obliqua in cui uno dei tre piani del sistema di riferimento è parallelo al piano di proiezione (detto anche quadro). Viene detta militare o frontale a seconda che il piano di proiezione sia orizzontale (xy) o verticale (xz o yz). Siccome due assi del sistema di riferimento xyz sono paralleli al quadro, le loro proiezioni ne mantengono vera forma e misura. Un'assonometria cavaliera può essere quindi solo isometrica o dimetrica. L'assonometria cavaliera isometrica si ha quando la direzione del centro di proiezione è inclinata di 45 gradi rispetto al quadro. L'assonometria cavaliera viene utilizzata di frequente a motivo della sua facilità di costruzione. Le immagini prodotte dall'assonometria cavaliera risultano però innaturali per l'occhio umano. Per questo motivo si usa ridurre (solitamente di metà) le misure relative all'asse perpendicolare al quadro. Un'assonometria cavaliera che non utilizza la riduzione della altezza, né della minima profondità, viene detta rispettivamente Cavaliera militare rapida o Cavaliera frontale rapida. Assonometria generica In essa gli assi della terna di riferimento xyz formano angoli diversi con il quadro. Si differenzia dall'assonometria trimetrica ortogonale per il fatto che il l'immagine O' dell'origine O degli assi xyz non coincide con l'ortocentro del triangolo delle tracce txy, txz, tyz. SI motiva dalla direzione di proiezione che e' obliqua rispetto al quadro. assonometria cavaliera militare di un prisma retto sormontato da una piramide Assonometria ortogonale

52 Assonometria 49 Assonometria isometrica Un'assonometria è detta isometrica quando gli assi formano tutti e tre angoli uguali e quindi hanno la stessa riduzione assonometrica. Il termine "assonometria isometrica" viene spesso usato per indicare l'assonometria ortogonale isometrica. In questo caso si ha che il triangolo delle tracce è un triangolo equilatero e che i tre piani del sistema di riferimento (xy, zx, yz) formano lo stesso angolo con il piano di proiezione. In particolare per un corretta esecuzione, preso come riferimento l'asse verticale y, bisogna tracciare un asse x inclinato di 120 rispetto all'asse verticale che guardi verso destra e un asse z inclinato di 150 rispetto all'asse verticale che guardi verso sinistra. Assonometria dimetrica Una rappresentazione in assonometria isometrica Un'assonometria è detta dimetrica quando gli assi formano due angoli uguali ed uno diverso e quindi le riduzioni assonometriche saranno medesime sui due assi e diverso su quello diverso. Il termine "assonometria dimetrica" viene spesso utilizzato per indicare l'assonometria ortogonale dimetrica. In questo caso si ha che il triangolo delle tracce è un triangolo isoscele e che due dei tre piani del sistema di riferimento formano lo stesso angolo con il piano di proiezione. Assonometria trimetrica Un'assonometria viene detta trimetrica quando gli assi formano tre angoli diversi ed hanno tre quindi diverse riduzioni assonometriche. Il termine "assonometria trimetrica" indica spesso l'assonometria 'ortogonale' trimetrica. In questo caso si ha che il triangolo delle tracce è un triangolo scaleno e che gli angoli dei tre piani del sistema di riferimento con il piano di proiezione sono diversi tra loro. Voci correlate Planivolumetria Proiezione (geometria) Spaccato assonometrico Teorema di Pohlke Triangolo delle tracce Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Isometric projection

53 Casa 50 Casa Per casa si intende una qualunque struttura utilizzata dall'uomo per ripararsi dagli agenti atmosferici dove vive generalmente una famiglia dove si compiono le azioni fondamentali per la vita, quali quelle di fare comunità, dormire, mangiare. Essa generalmente ospita uno o più nuclei famigliari e talvolta anche animali. Può anche corrispondere al concetto di unità abitativa coniato dal Movimento moderno in architettura ed è stato nella storia il primo elemento fabbricato, che è andato ad incidere sull'ambiente naturale realizzando l'ambiente costruito proprio dei paesi e delle città. Tipi di casa La grotta è la prima forma di casa riparata, scavata nella roccia in seguito a fenomeni d'erosione, soprattutto marina, fluviale o glaciale e di altre specie. La tenda, invece, accompagna fin dal suo apparire il nomadismo dell'uomo ed esiste tuttora in forme assai varie. Case a Firenze Casa a Novosibirsk, Russia

54 Casa 51 La capanna, che compare nel Neolitico, implica già un progetto di architettura primitiva; il tipo più elementare è un riparo costruito con rami piegati ad arco e fissati al terreno per le due estremità e quindi ricoperti di frasche: è il tipo detto ad alveare. Il tipo cupoliforme, invece, è più complesso ed è usato tutt'oggi da molti popoli. I materiali variano secondo il clima e la cultura del popolo: dal feltro dei Mongoli alla pelle di bufalo dei Sioux al ghiaccio per gli igloo degli Inuit. Esempio di capanna Un tipo particolare di abitazione, anch'esso risalente al Neolitico, è costituito dalle palafitte, ovvero da case di legno innalzate su piattaforme infisse nell'acqua su alti pali, allo scopo di difesa in ambienti acquitrinosi e paludosi. L'uso del legno per le abitazioni è comunque tipico delle aree boschive settentrionali ed estremo orientali, mentre l'uso del mattone contraddistingue le aree meridionali e orientali. La costruzione con muri di argilla, ciottoli e pietre a blocchi cominciò alla fine del Neolitico, nelle grandi civiltà d'oriente. Qui iniziarono ad essere costruite case la cui struttura rimarrà immutata nel corso dei secoli. Sono prevalentemente abitazioni ad uno o più piani, con il tetto a forma di terrazza che serve a raccogliere l'acqua piovana. Attualmente in Giappone le case sono strutturate per i frequenti terremoti, per questo sono leggerissime e mobili. La semplicità dell'arredamento, inoltre, esprime il distacco tra il nucleo familiare ed il mondo esterno, garantendo alla casa un significato di luogo ideale e di riposo. Soluzioni abitative odierne Casa monofamiliare destinata ad ospitare un solo nucleo famigliare e può essere o casa isolata se circondata da uno spazio verde privato. Questa tipologia abitativa richiede un considerevole sviluppo di strade e condutture per i servizi ed è caratteristica delle aree a densità abitativa molto bassa. Un esempio è il maso. casa a schiera se costituite dall'aggregazione di alloggi unifamiliari, ciascuno dei quali ha due lati in comune con gli alloggi contigui e dispone di due fronti liberi, l'ingresso e il giardinetto privato, e generalmente si dipana su due piani. Quartiere di case isolate a Colorado Springs La Palazzina plurifamiliare è un condominio consistente in un fabbricato solitamente libero da ogni lato, costruito su aree piuttosto ristrette, con 2-6 appartamenti per piano e con un numero variabile di piani solitamente 3-6. Caratteristico di questa tipologia abitativa sono i cortili interni o le chiostrine sulle quali si affacciano i vani di servizio. Questa soluzione abitativa si è diffusa nelle prime fasce periferiche delle grandi città nel secondo dopoguerra, non sempre con effetti positivi. Difatti questa soluzione abitativa spesso dà luogo a edifici isolati ma vicinissimi gli uni dagli altri, senza i servizi pubblici e le aree verdi.

55 Casa 52 Casa a torre è un particolare tipo di condominio isolato a sviluppo verticale le cui origini nascono dalla necessità di diradare nel verde gli edifici pur mantenendo alta la densità abitativa. Questa soluzione abitativa fu promossa soprattutto dagli architetti razionalisti nella prima metà del '900 perché offriva maggior superficie libera di suolo per uso pubblico e gli alloggi erano dotati di migliori condizioni di illuminazione e aerazione. La casa a torre può superare i 30 metri e presenta un numero variabile di appartamenti per piano. Casa a torre a Manchester Casa in linea è un impianto strutturale variabile che dipende dal numero di piani, che possono essere oltre dieci, da quello dei corpi scala e dal numero di alloggi per piano (da due fino a quattro e più). Il corpo di fabbrica ha generalmente dimensioni costanti lungo l'asse trasversale e può crescere indefinitamente lungo l'asse longitudinale. Questo tipo di soluzione abitativa è detta "a stecca" quando l'asse longitudinale è rettilineo, "a crescent" quando tale asso è curvo, "ad angolo" quando segue assi di aggregazione ortogonali. Nel migliore dei casi tali costruzioni sono ubicate nel verde e dotate di scuole, servizi commerciali e per il tempo libero. Il Nuovo Corviale a Roma è un tipico esempio di casa in linea Spazi interni e aggregazione Le moderne case sono dotate di più spazi interni adibiti a specifiche funzioni. Tra i principali: l'ingresso è la stanza in cui si apre la porta di entrata; il salotto o soggiorno è la stanza accogliente e di dimensioni relativamente ampie in cui si sta abitualmente nel tempo libero; la cucina è la stanza adibita alla preparazione a alla cottura dei cibi. È detta cucina abitabile qualora è abbastanza grande da poter consumare in lei i pasti (altrimenti vi è la sala da pranzo). In Italia la cucina molto spesso è utilizzata alla stregua del salotto diventando la stanza principale in cui si soggiorna; Esempio di cucina la sala da pranzo stanza destinata al consumo dei cibi; il disimpegno o corridoio di servizio è il locale della casa che consente l'accesso ad altri locali della casa; il bagno è la stanza destinata all'igiene personale ed è dotata dei necessari apparecchi igienici. Spesso per questioni di

56 Casa 53 economicità e spazio il bagno ricopre anche il ruolo della lavanderia, dotandosi degli apparecchi necessari al lavaggio dei capi di vestiario; la lavanderia è la stanza adibita al lavaggio e trattamento dei capi di vestiario; la camera da letto è la stanza destinata al riposo e al recupero notturno e può essere "matrimoniale" se adibiti a letto matrimoniale, "doppia" se adibiti a due letti singoli o "singola" se adibita a un solo letto singolo. Si chiama "camera degli ospiti" se adibiti esclusivamente al pernottamento degli ospiti; Esempio di sala da pranzo il balcone, la terrazza o la loggia negli appartamenti sono tesi a sopperire all'assenza di un giardino. Servizi e sistemi L'interno della casa può usufruire dei servizi di erogazione d'acqua, luce e gas ed altri servizi attraverso rispettivamente: marco nano impianto idraulico; impianto elettrico (illuminazione e utilizzo di apparecchiature elettriche quali gli elettrodomestici); impianto a gas (caldaia + tubature per ottenere riscaldamento, acqua calda, energia termica per cucina); impianto di ricezione televisiva (antenna + cavo coassiale) impianto di telefonia fissa Storia Nel IV secolo a.c. iniziano a diffondersi tipi di case che rispecchiano la formazione della famiglia come nucleo autonomo. Sin dal Medioevo troviamo tipi di abitazione monolocale. Di solito sono addossate l'un l'altra a formare quasi degli isolati. Prende così piede un modello abitativo esteso: dalla Mesopotamia all'egitto, da Creta alla Grecia. Adeguandosi all'ambiente sociale e climatico, l'abitazione mesopotamica si sviluppa intorno ad un cortile interno scoperto, dal quale si accede ai vari ambienti. Le zone sono ben distinte: al piano terreno si svolge la vita degli uomini, al piano superiore risiedono le donne e i servi. L'antico Egitto invece trovò soluzioni di abitazioni collettive in case comuni a terrazze, costruite con mattoni grezzi e paglia, costituenti talora veri e propri quartieri. Per quanto riguarda la casa romana, derivata dalla casa greca e da quella etrusca, era distribuita intorno ad uno o due cortili (atrium e peristilium) e si divideva in una parte adibita alla vita privata e in una parte aperta alla vita pubblica. Con il Medioevo torna ad affermarsi l'abitazione unifamiliare, connessa anche con le attività produttive (magazzini, botteghe) situate generalmente al piano terra. Ad esigenze di difesa e di vita comunitaria rispondevano anche i monasteri comparsi nell'alto Medioevo, fondati sulla compresenza delle abitazioni (le celle dei monaci organizzate intorno al chiostro), della vita sociale e della preghiera (refettorio e chiesa) e dell'attività lavorativa, soprattutto agricola. Intorno ad essi ben presto si formarono piccole comunità di abitanti. Nel Rinascimento, seguendo le tendenze culturali dell'epoca, la casa si configurò su modello di quella romana, con cortili di forma rettangolare o quadrata; la residenza comune si mantenne di tipo unifamiliare e mista a funzioni commerciali. Immutata restò la situazione nell'età barocca finché, a partire dalla fine del XVIII secolo, cominciarono a sorgere case plurifamiliari su più piani, in risposta alle richieste di una popolazione urbana in continuo aumento. Con la

57 Casa 54 rivoluzione industriale, poi, si pose frontalmente il problema dell'abitabilità per le grandi masse affluite nella città. La prima città dove, nel corso dell'ottocento, si afferma un tipo di abitazione proletaria è Londra, con i cosiddetti slums: tristemente famosi per le scarse condizioni igieniche essi altro non erano che modesti monolocali su un unico piano che servivano in pratica da dormitori. Il problema abitativo nella società di massa fu affrontato nei primi decenni del Novecento dagli architetti del Modernismo. Grazie al cemento armato è possibile costruire abitazioni che variano in rapporto alla necessità. Da qui anche l'interesse per la prefabbricazione, che consente la variabilità degli spazi ma anche l'allestimento veloce. Essa risolve anche, in parte, la richiesta di case a prezzo economico ma spesso si trova a fare i conti con un'innegabile incompatibilità ambientale con ecosistemi e paesaggi. La "casa" in psicologia e scienze sociali La casa non è solo il luogo fisico costruito e abitato dagli uomini. Essa è anche una rappresentazione simbolica spesso utilizzata in psicologia. Infatti, ad un livello psicologico profondo, la casa va a costituirsi come le fondamenta stesse della vita psichica di un individuo, per cui "essere a casa" equivale a "essere integri a livello psicologico". Questo utilizzo metaforico della "casa" è stato impiegato da Renos K. Papadopoulos per l'analisi e il trattamento dei rifugiati, i quali si trovano a essere tutti indistintamente accomunati, più che da un trauma, dall'abbandono doloroso della propria casa e dal tentativo di recuperarla. Secondo le parole di Papadopoulos, «la casa non è soltanto un luogo, ma anche il fascio di sentimenti associato a esso.» Ed essendo, inoltre, il posto dove gli opposti vengono fatti coesistere e dove sono mantenuti in equilibrio, ovvero contenuti, la "casa" va a definirsi come la matrice stessa della soggettività. L'azione simbolica realizzata dalla "casa" sulla vita psichica degli individui si riflette anche su quella sociale, andando a rappresentare un costrutto chiave che riunisce, e in parte sovrappone, tre campi: oltre che quello intrapsichico, anche quello interpersonale e quello sociopolitico. Di conseguenza, quando si perde la "casa" si perdono o si frammentano anche le sue funzioni organizzatrici e contenitrici e ciò può portare alla frantumazione dei tre livelli: individuale-personale, familiare-coniugale e socio-economico/culturale-politico. È questa destrutturazione che nei rifugiati porta, secondo l'analisi di Papadopoulos, al disorientamento nostalgico. [1] Un'altra funzione importante della casa è quella di fornire una base coerente alla storia delle famiglie. Una storia che non ha valore obiettivo ma che ordina e rende coerente tutti i momenti che gli individui hanno vissuto, da quelli peggiori a quelli migliori. In questo modo essi sono resi intelligibili, comprensibili e danno, agli attori di quegli stessi eventi, un senso di continuità e di prevedibilità. «Quando la gente perde la propria casa e diventa rifugiata s'infrange proprio quella continuità ed è precisamente quella dimensione che l'assistenza terapeutica ai rifugiati dovrebbe favorire. [2]»

58 Casa 55 Note [1] K.R Papadopoulos (a cura di). L'assistenza terapeutica ai rifugiati. Roma, Edizioni Magi, [2] K.R Papadopoulos (a cura di). L'assistenza terapeutica ai rifugiati. Roma, Edizioni Magi, Voci correlate Agenzia immobiliare Maso Isba Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Houses Wikizionario contiene la voce di dizionario: / it. wiktionary. org/ wiki/ casa Wikiquote contiene citazioni: / it. wikiquote. org/ wiki/ Casa Edificio Con il termine edificio si indica una costruzione edilizia realizzata dall'uomo destinata ad accogliere al suo interno persone o attività a queste connesse. Costituisce l'elemento minimo, (se corrisponde ad una singola unità abitativa), dell'ambiente costruito creato dall'uomo, per adattare il primario stato naturale alle sue esigenze di vita. Questa denominazione nasce nella civiltà classica dell'antica Grecia, dove la parola significava "porzione di territorio soggetto a leggi proprie e identificabile come un'unità autonoma". Essi possono essere classificati a seconda dell'uso in: edifici residenziali, nel caso siano usati come abitazione; edifici industriali, nel caso siano destinati ad ospitare attività produttive su larga scala; edifici agricoli, quando sono destinati ad ospitare attività inerenti all'agricoltura; edifici religiosi, nel caso siano adibiti a luoghi di culto; ecc. Edificio moderno a Firenze Un'ulteriore classificazione può essere fatta in base alla proprietà, in tal caso si parla di: edifici pubblici, nel caso siano di proprietà dello stato; edifici privati, nel caso i proprietari siano una o più persone fisiche e/o giuridiche La disciplina che regola la progettazione degli edifici è detta architettura. Le esigenze dell'utenza finale vengono considerate nella norma UNI 8289, le maggiori sono la Sicurezza strutturale, la fruibilità, l'igiene, l'aspetto, la gestione, integrabilità e l'ecocompatibilità. Ultimamente, a causa dell'aumento dei costi energetici e dei cambiamenti climatici recenti, si sta tenendo molto più in considerazione la questione dei consumi energetici degli edifici e quindi le loro prestazioni in questo ambito.

59 Edificio 56 Voci correlate Edificio incompiuto Costruzione edilizia Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Buildings Edilizia L'edilizia è l'insieme delle tecniche e delle conoscenze finalizzate alla realizzazione di una costruzione o più specificatamente di un edificio. Etimologia La parola edilizia, come la parola "edile" deriva dal latino aedile, a sua volta derivazione di aedes che significa "casa" o "abitazione" ma anche "tempio". La parola "edificio" ha la medesima radice aedes legata al suffisso ficium che significa "fare", "costruire", "realizzare". Edilizia e architettura È sotto il nome di edilizia che ricadono tutte quelle opere, lavorazioni e interventi che mirano a realizzare, modificare, riparare o demolire un edificio. Per edilizia si intende un'attività essenzialmente tecnica e di processo produttivo; essa è una componente del processo architettonico e può essere scissa e facilmente distinta da questo. L'architettura ha una connotazione ben più complessa di un semplice fatto edilizio; la sua determinazione avviene per l'esercizio paziente e meditato di discipline diverse in bilico tra tecnica e arte. Nel gergo comune, il termine edilizia può assumere significato dispregiativo (es. un Edilizia a Firenze fabbricato costruito con forme elementari, privo di ornamenti, giochi di volume o forme che catturino l'attenzione). Tale utilizzo del termine è comunque errato, in quanto ogni edificio ha una sua 'componente edilizia'; alcuni di essi, con particolari caratteristiche qualitative (di composizione, ricerca sui materiali, inserimento urbano etc.) possono rientrare anche nella categoria delle architetture. Ogni edificio è un oggetto edilizio ma è nello stesso tempo opera architettonica, bello o brutto che sia. L'edilizia sono i materiali e le tecniche costruttive, l'architettura è la realizzazione attraverso l'uso di questi materiali e di queste tecniche di un nuovo spazio, definiamolo architettonico. Quindi, l'architettura attraverso l'edilizia realizza nuovi involucri, nuovi ambienti, più genericamente l'ambiente costruito.

60 Edilizia 57 Il Processo edilizio Con l'industrializzazione e la specializzazione sempre maggiore dell'edilizia si è venuto a creare il concetto di processo edilizio identificato con i termini anglosassoni di Construction integrante le dstinzioni di Design-Bid-Build, Design-Build e Construction Management". Per Processo edilizio si intende tutta la sequenza delle operazioni, che riguardano la creazione, la realizzazione, l uso ed il mantenimento di un opera edilizia dalla sua progettazione iniziale, alla sua costruzione ed alla sua gestione per tutto il tempo di vita utile. Le fasi principali del processo sono: la Progettazione, la Costruzione, la Gestione e Manutenzione I settori dell'edilizia Per settori dell'edilizia si intendono delle parti delle lavorazioni che richiedono competenze specifiche per essere eseguite. Il settore può essere definito anche mestiere. I settori dell'edilizia possono essere descritti sommariamente di seguito: demolizioni scavi, movimento terra fondazioni murature, tramezzature e tamponature, comprese rasature pitture impermeabilizzazioni e isolamenti (ad es. isolamento acustico) pavimentazioni e rivestimenti strutture in cemento armato, comprese fondazioni strutture in acciaio opere in ferro/acciaio/alluminio opere in vetro idraulica elettricità ed elettrotecnica impiantistica di condizionamento e trattamento aria lavorazione marmi falegnameria Il personale o le ditte che operano nel mondo dell'edilizia sono in genere specializzate in uno solo di questi settori, perché le competenze che bisogna acquisire sono talmente tante che difficilmente si riesce a essere maestri di più mestieri, anche e soprattutto per la complicata questione normativa che coinvolge ciascun settore. Ciò non toglie che possano esistere imprese che abbiano a stipendio maestranze di diversi settori. Le scienze e le discipline nell'edilizia La scienza delle costruzioni si occupa della statica degli edifici, permettendo un calcolo preciso delle componenti strutturali. È stata resa possibile dall'avanzamento dell'analisi matematica. Fino alla fine dell'800 non veniva eseguito un dimensionamento delle strutture, ma ci si basava sull'esperienza e sulla tradizione costruttiva. L'"Architettura tecnica" che analizza gli organismi edilizi, nei loro aspetti fondativi di natura costruttiva, funzionale, tipologica e formale e nelle loro gerarchie di sistemi, tale analisi è finalizzata ai temi della fattibilità del progetto e della rispondenza ottimale delle opere ai requisiti essenziali. Implicano la valutazione critica delle tecniche edili tradizionali ed innovative e la loro traduzione in termini di progettazione anche assistita e di procedimenti produttivi. Interessano sia le problematiche delle nuove costruzioni a varie scale dimensionali, sia quelle della conservazione, del recupero e della ristrutturazione dell'esistente.

61 Edilizia 58 La "fisica tecnica", che mette in relazione conoscenze teoriche con le tecniche per la realizzazione degli impianti di un edificio (elettrico, idrico di adduzione e di scarico, termico). Di particolare importanza è la termodinamica, che permette di descrivere in che modo il calore passa dall'ambiente interno a quello esterno (e che di conseguenza permette di progettare al meglio la stratigrafia dei muri perimetrali, onde ridurre le dispersioni del calore d'inverno e del fresco d'estate). La fisica tecnica analizza anche le modalità di interazione tra sole, ambiente ed edificio, per studiare la migliore posizione delle finestre o la migliore inclinazione delle coperture. L'acustica è un'altra scienza in stretto contatto con l'edilizia, soprattutto da quando si ritiene che l'inquinamento acustico sia molto influente sulla salute. L'acustica, nell'edilizia, studia come il suono si propaga da un ambiente all'altro, e permette di capire come ottenere il giusto grado di isolamento acustico soprattutto in relazione alle caratteristiche fisiche degli elementi dell'edificio che dividono le stanze, i diversi piani e, in generale, l'ambiente esterno da quello interno. Solo di recente si comincia a sentire il problema dell'inquinamento acustico: in Francia, per esempio, vi è una legge che obbliga chi costruisce edifici a rispettare dei criteri di comfort acustico per i diversi locali. I consulenti acustici sono fondamentali nella progettazione di particolari ambienti, come i teatri: talvolta vengono eseguite simulazioni computerizzate per ottenere il migliore risultato geometrico per la propagazione del suono. L'illuminotecnica è una disciplina (e non una scienza, perché non ha dei principi suoi, ma sfrutta quelli di altre scienze) di grande importanza nell'edilizia. Spesso, come l'acustica, viene considerata di secondaria importanza per la progettazione degli edifici. Si occupa delle modalità con cui la luce, sia naturale che artificiale, interagisce con gli ambienti, determinando, quindi, il comfort visivo. Esiste una normativa UNI (la 10380) che descrive quali devono essere i livelli di illuminamento medi per diverse tipologie di locali, classificate in base all'attività che vi si svolge. L'illuminotecnica studia anche le diverse tipologie di apparecchi illuminanti e fornisce le indicazioni per poter scegliere la migliore lampada in relazione all'uso o all'effetto che si vuole ottenere. Il controllo della luce è fondamentale per realizzare ambienti che garantiscano una elevata qualità del vivere. L'estimo è la disciplina che permette di analizzare i costi legati alla realizzazione di una costruzione, o che permette di stimare il più probabile valore di mercato di un edificio. È legata all'economia, ed è fondamentale per capire se un progetto può essere realizzato o meno dal punto di vista economico: quindi, se sia conveniente intraprenderlo o no. Costruire un grattacielo nel deserto del Sahara sarebbe forse un'ottima prova di competenza tecnica, ma probabilmente il costo di realizzazione sarebbe talmente elevato paragonato al valore di mercato della costruzione ultimata da rendere svantaggiosa l'intera operazione. Molte altre scienze e discipline sono più o meno legate all'edilizia: l'ecologia, la topografia e la geologia sono tra le più importanti. Le arti e le tecniche dell'edilizia L'arte nell'edilizia ha un significato ben preciso: è il modo corretto di portare a termine una lavorazione, secondo i dettami del buon costruire. Solo alcuni trattati descrivono il modo corretto di realizzare manufatti edili: tra i più famosi il De Architectura di Vitruvio o il de re aedificatoria scritto da Leon Battista Alberti nel pieno rinascimento italiano. Tuttavia, le tecniche del buon costruire (l'arte del costruire) sono dettate principalmente dal buon senso di seguire le regole, semplici ma ferree, tramandate dai mastri operai ai loro apprendisti. L'arte di innalzare un semplice muro richiede la conoscenza dell'arte dell'impastare una buona malta, conoscendo i dosaggi di legante, acqua e eventuale inerte, della tecnica di allettare i mattoni in modo tale che collaborino attivamente alla portanza del muro, dell'arte e della tecnica di effettuare la rasatura del muro e, naturalmente, dell'arte e della tecnica di passare la pittura sullo stesso. Quando, in una descrizione di opere edili (come un capitolato), si richiede che un a lavorazione venga "realizzata a regola d'arte" si fa riferimento proprio al fatto che si prevede che l'opera verrà fatta seguendo tutte le precauzioni, le regole e, quindi, le tecniche del buon costruire relative a quel particolare manufatto, che può essere una trave in cemento armato, un tramezzo, o anche la semplice ritinteggiatura di una vecchia parete. Ciascuna piccola opera

62 Edilizia 59 edilizia, che, assieme a tante altre, permette di costruire edifici interi, ha le sue piccole grandi regole. Figure professionali Nel mondo dell'edilizia esistono diverse figure professionali, ciascuna con un proprio ruolo all'interno del processo produttivo. Si parte dal semplice operaio non qualificato, che è impiegato per la corretta funzionalità del cantiere compiendo le lavorazioni più disparate: dal trasporto dei sacchi di materiale alla pulizia del cantiere stesso. L'operaio qualificato, invece, è quello in grado di realizzare specifiche lavorazioni. Ogni settore dell'edilizia ha il suo operaio qualificato per la realizzazione delle opere relative, e a capo di ogni mestiere c'è sempre un maestro d'arte qualificato. A capo della squadra di operai in genere vi è un capo mastro, con il quale in genere dialoga il direttore dei lavori, che è la figura professionale responsabile della corretta esecuzione dei lavori in base al progetto approvato. Il direttore dei lavori è un tecnico qualificato, in genere ingegnere, architetto o geometra e il Perito Industriale Edile (Per. Ind.) e può coincidere con il progettista. Il progettista è il fautore del progetto, e riceve l'incarico dal committente dell'opera. Il progettista può non essere un'unica persona, in quanto può esservi chi ha fatto il progetto architettonico, chi il calcolo del cemento armato, chi la redazione manuale del disegno, chi l'espletamento delle pratiche amministrative, ecc. Voci correlate ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili Architettura Bio-architettura Biocompatibilità Green building Cassa edile Costruzione edilizia Ingegneria Intervento edilizio Perito industriale Vuoto per pieno Costo di costruzione Commissione tecnico urbanistica Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Construction Collegamenti esterni Testo unico in materia edilizia [1] (legislazione italiana) Konrad Wachsmann ed Elio Giangreco, Edilizia e costruzioni: 1) Costruzioni in acciaio; 2) Costruzioni in cemento armato e precompresso [2], Enciclopedia del Novecento Istituto dell'enciclopedia italiana Treccani

63 Edilizia 60 Note [1] / www. parlamento. it/ parlam/ leggi/ deleghe/ 01378dla. htm [2] / www. treccani. it/ enciclopedia/ edilizia-e-costruzioni_%28enciclopedia-novecento%29/ Elemento architettonico Un elemento architettonico è una delle strutture che contribuiscono a formare un edificio. I vari elementi architettonici possono essere raggruppati e studiati secondo vari criteri. Si possono distinguere gli elementi verticali (parete, colonna...) e orizzontali (solai, architravi...). Uno dei più citati è quello di dividerli in: 1. Strutture portanti (o primarie, dette anche sostegni), che sostengono il peso di altri elementi e tengono su l'edificio (di solito elementi verticali) 2. Strutture portate (o secondarie), che scaricano il loro peso su altre strutture; a volte possono diventare portanti per altri elementi (di solito elementi orizzontali, ma anche archi) Esistono poi elementi di raccordo (come capitelli, pennacchi, trombe) e elementi puramente decorativi (lesene, cornici). Guardando la statica, si hanno strutture spingenti (cioè che generano spinte laterali, oltre alla normale forza di compressione del peso, come archi e volte) e non spingenti (architravi e capriate). Principali elementi architettonici Verticali Parete Piedritto (di forma generica) Colonna (a sezione circolare) Pilastro (a sezione poligonale o mistilinea) Orizzontali Basamento Solaio Trabeazione Di copertura delle aperture Architrave Piattabanda Arco Di copertura degli spazi Tetto Capriata Volta Volta a botte Volta a crociera Cupola Di controspinta Contrafforte Arco rampante

64 Elemento architettonico 61 Di raccordo Pennacchio Tromba Voci correlate Muratura Struttura spingente Struttura non spingente Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Architectural elements Involucro edilizio L involucro edilizio è un elemento architettonico che delimita e conclude perimetralmente l organismo costruttivo e strutturale (è perciò detto "di frontiera"). La sua funzione è quella di mediare, separare e connettere l interno con l esterno, ma esso è anche un elemento ambientale, che delimita e identifica gli spazi esterni circostanti. L involucro edilizio è costituito da tutte le unità tecnologiche ed elementi tecnici che morfologicamente e funzionalmente definiscono nelle tre direzioni, interagendo a sistema, il limite tra l ambiente interno (insieme di elementi spaziali e unità ambientali che devono garantire il soddisfacimento delle esigenze dell'utenza) e l'ambiente esterno (contesto ambientale, condizioni al contorno) di un organismo edilizio. Si definisce involucro edilizio a secco una tipologia costruttiva di involucro nella quale l insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici (singoli componenti e sistemi di elementi), con funzioni portanti o non portanti, sono assemblati con giunzioni a secco e fissati ad una struttura principale attraverso sistemi di ancoraggio (bulloneria, viterie o saldature). Il concetto di involucro in edilizia L'utilizzo del termine involucro riferito all edilizia è piuttosto recente e nasce come evoluzione del concetto di chiusura, che identificava, come unità distinte tra loro, i tamponamenti esterni (orizzontali, verticali, opachi, trasparenti ecc.). Nel costruire contemporaneo l involucro edilizio, che identifica l intero sistema di chiusura esterno, è articolato in diversi strati funzionali e materiali ed è sempre più spesso indagato nelle sue relazioni con il sistema strutturale e quello impiantistico. Evoluzione dell'involucro edilizio La primitiva esigenza dell uomo di costruire artificialmente il proprio habitat, modificando le risorse naturali a disposizione, ha condotto alla realizzazione di rifugi più sofisticati e sicuri e questa iniziale necessità si è arricchita e trasformata in un sistema di bisogni in crescita e nella ricerca di un rapporto equilibrato tra mondo naturale ed artificiale. Nel passato la pratica costruttiva fu dominata dalle Regole dell'arte, restate identiche e trasmesse da generazione a generazione, tali da conservare l equilibrio con la natura, capace di assorbire le trasformazioni prodotte dall uomo; in più era una pratica largamente diffusa quella del riciclo dei materiali e della rifunzionalizzazione degli edifici, motivata da ragioni economiche e di tempo, che contribuivano al minimo impiego di materiali nuovi. L'evoluzione che l'involucro dell'edificio ha subito nei decenni, ha generato la crescita dei requisiti richiesti, motivati da un aumento sensibile delle prestazioni, della complessità e della gamma di prodotti offerti al progettista e dall affinamento delle tecniche e dei materiali tradizionali.

65 Involucro edilizio 62 Gli anni settanta sono stati segnati da un particolare interesse alle problematiche legate all'isolamento termico, generando uno sviluppo rapido, in tutta Europa, di tecniche di coibentazione dell involucro opaco come: vetro camera e serramento a taglio termico con tenuta all aria. L'introduzione di materiali artificiali ed industriali ed i processi di evoluzione sociale e culturale hanno determinato la trasformazione delle murature da elemento portante dell'edificio a parte perimetrale dell'involucro edilizio, dando vita alla progressiva scomposizione delle funzioni in parte portante, pellicola protettiva, isolante termico ed acustico ecc. L'involucro edilizio nel processo di ricerca e sperimentazione tecnologico-architettonica si è evoluto da elemento-barriera protettivo a complesso sistema filtro in grado di ottimizzare le interazioni tra microambiente esterno ed interno. L'involucro edilizio è divenuto sempre più una superficie di confine dinamica, in grado di variare le proprie prestazioni al mutare delle situazioni ambientali esterne e delle esigenze di coloro che vivono l'ambiente interno ed in grado di ospitare dispositivi impiantistici di varia natura. Questo atteggiamento ha generato un radicale cambiamento: dalla cultura dissipativa si è passati a concepire l'involucro come un dispositivo in grado di sfruttare le risorse naturali per produrre energia. L'involucro attivo L'involucro edilizio diviene involucro attivo quando non solo supporta, ma integra nella propria struttura i sistemi impiantistici, quelli per la raccolta e la trasformazione dell energia solare e per la ventilazione artificiale degli ambienti interni; risulta più efficiente in termini energetici e più controllabile in termini funzionali rispetto a quello passivo. Nonostante ciò limita notevolmente l'espressione architettonica a causa della modularità dimensionale tipica dei componenti impiantistici e crea problemi per il disegno della facciata in funzione della distribuzione interna degli ambienti. Le soluzioni adottate più frequentemente e che hanno riscontrato maggior successo nell utilizzo sono la parete vetrata ventilata e la facciata integrata con un impianto fotovoltaico. La prima è costituita da due superfici trasparenti separate da un'intercapedine e ventilate artificialmente tramite delle bocchette d'aria; la seconda è composta da una serie di celle fotovoltaiche integrate nelle pareti vetrate. Le celle fotovoltaiche con la loro collocazione e con la loro texture esaltano le potenzialità comunicative e formali dell'involucro edilizio. Involucro ibrido Le esperienze compiute sugli involucri attivi e passivi e le riflessioni sui progetti che tali esperienze hanno anticipato o seguito portano gli architetti a concepire gli involucri come ibridi. L'involucro ibrido è insieme passivo ed attivo, perché in grado di svolgere funzioni diverse, e dinamico, perché in grado di modificare le sue prestazioni fisico tecniche nel tempo, in relazione alle circostanze climatiche ed alle esigenze dell'utenza. Nonostante ciò, numerosi dubbi nascono sia sulla sua sostenibilità rispetto alle altre due tipologie, che rispetto alla complessità, in quanto adotta sistemi funzionalmente e tecnologicamente molto complessi. Inoltre, i costi di costruzione risultano di gran lunga superiori rispetto a quelli degli involucri convenzionali, senza contare i costi elevati di manutenzione provocati dalla complessità dei componenti e della loro reciproca collocazione.

66 Involucro edilizio 63 Efficienza energetica dell'involucro edilizio Il crescente interesse alle problematiche ambientali ha fatto sì che l'involucro edilizio non venisse più considerato solo come l elemento separatore tra interno ed esterno, ma come un interfaccia dinamica in continua ed attiva interazione con i fattori climatici esterni, ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building. L'efficienza dell'involucro è data dalla capacità di reagire in maniera flessibile alla variabilità delle condizioni ambientali, minimizzando le dispersioni termiche nel periodo invernale e limitando l'innalzamento della temperatura in quello estivo, con il conseguente miglioramento del comfort abitativo e della qualità ambientale, ottenuti senza l'utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili. «Se intendiamo l'involucro come "pelle" dell'edificio che protegge l'interno dagli agenti atmosferici ma che allo stesso tempo ne sfrutta in modo funzionale la potenza, allora possiamo pensare alla creazione di uno spazio protetto controllabile. In questo caso le condizioni ambientali esterne diventano una risorsa e non una forza contro cui lottare, mentre l'involucro una "pelle reattiva" che migliora il benessere interno ed evoca molte possibilità di cambiamento. [1]» Scomposizione in elementi e strati Il sistema di chiusura dell'involucro edilizio a secco è costituito dai seguenti elementi e strati: L elemento portante, struttura alla quale sono fissati con diversi sistemi di aggancio le altre stratificazioni dell involucro, può essere contemporaneamente un elemento strutturale e di tamponamento. L elemento di ancoraggio, è un sistema o componente del sistema di facciata avente lo scopo di portare o trattenere gli elementi di rivestimento. Nella progettazione dei sistemi di rivestimento, l'ancoraggio è l'elemento fondamentale d interfaccia tra il rivestimento e la struttura di supporto. È costituito da elementi assemblati con tecnologie a secco; gli elementi devono essere scelti e calcolati in funzione del tipo di superficie, dei carichi accidentali e permanenti in esercizio, del tipo di rivestimento e della distanza tra questo e la struttura di supporto. Il sistema di ancoraggio a secco, inoltre, prevede dispositivi di sostegno e ritegno nella posizione voluta, di aggiustamento nelle tre direzioni spaziali, di trasferimento dei carichi orizzontali e verticali, e di assorbimento degli assestamenti e delle dilatazioni differenziali nei confronti degli elementi di rivestimento. Lo strato di tamponamento e di rivestimento esterno, che può essere realizzato in diversi modi: sistemi di rivestimento continuo, sistemi ad elementi assemblati, ecc. Una sempre più diffusa evoluzione della componentistica permette di ottenere elementi caratterizzati da molteplici combinazioni, con le quali è possibile sfruttare le potenziali sinergie tra materiali diversi e consentire un integrazione di più sistemi costruttivi e abitativi. Classificazione in base al sistema costruttivo Dal punto di vista del sistema costruttivo, le tipologie di involucro a secco si distinguono in: Strutture composte da montanti e traversi; Secondo la norma UNI pren la tipologia a montanti e traversi è definita come un intelaiatura portante leggera di componenti assemblati in loco a sostegno di pannelli di tamponamento opachi e/o traslucidi prefabbricati. Il reticolo strutturale della facciata è costituito dalla messa in opera di montanti verticali e di traversi orizzontali collegati ad essi. Successivamente, l'intelaiatura costituisce il supporto degli elementi di tamponamento e dei serramenti apribili. In alcune soluzioni come ultima fase, all intelaiatura vengono fissati i panelli esterni di protezione (schermi o rivestimenti). Struttura a cellule o unità;

67 Involucro edilizio 64 In accordo con la normativa UNI pren le strutture a cellule o unità sono rappresentate da moduli preassemblati, interconnessi, di altezza corrispondente a uno o più piani, completi di pannelli di tamponamento. Il vantaggio principale di questo sistema è che risulta costante e garantita la qualità dei singoli elementi preassemblati, poiché vengono realizzati in officina attraverso processi industrializzati che prevedono elevati controlli. Strutture composte da montanti, traversi e schermi esterni Questo sistema, che rappresenta l evoluzione del sistema di assemblaggio descritto nella prima tipologia, è costituito da una struttura principale a montanti e traversi e da una ulteriore struttura sporgente verso l esterno (spesso formata a sua volta da mensole e tiranti di fissaggio) che sostiene una schermatura con varie funzioni, prevalentemente di protezione dalla pioggia battente o dall insolazione. Tipologie e soluzioni di involucro a secco La evoluzione dei sistemi di involucro edilizio a secco è caratterizzata sotto il profilo tecnologico-prestazionale da un aumento della complessità e un innalzamento dei livelli di qualità delle prestazioni svolte, e sotto il profilo architettonico dalla ricerca di linguaggi e stili architettonici diversi, spesso connessi ai materiali utilizzati per gli strati di rivestimento (vetro, pietra, cotto, metallo, legno), ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building. Nella loro evoluzione le diverse tipologie di soluzioni sono state denominate, in letteratura e nella pratica, in diversi modi. Si riportano di seguito alcune denominazioni, sottolineando che non si tratta di una classificazione e che una stessa soluzione tecnica può essere denominata in più modi a seconda dell aspetto caratterizzante che si vuole sottolineare: Il sistema stratificato a secco Struttura/Rivestimento. È il prodotto di un appropriata stratificazione di elementi costruttivi sottili, leggeri e ad alte prestazioni. Nelle strutture stratificate, ad ogni assemblaggio tecnologico di differenti strati corrisponde un insieme di differenti prestazioni fisiche, che può essere definito in fase di progetto, mediante un'analisi prestazionale. La costruzione di pacchetti a secco consente, inoltre, una maggiore cura del dettaglio, la possibilità di scegliere i materiali più appropriati da assemblare, la possibilità di variazione continua, un ottimizzazione della stratificazione dell involucro e una maggiore manutenibilità delle unità tecnologiche. La facciata continua o curtain wall In conformità alla norma EN 13119, una facciata continua è una facciata esterna di un edificio prodotta con intelaiatura costituita principalmente di metallo, legno o PVC, solitamente costituita da elementi strutturali verticali ed orizzontali, collegati insieme e ancorati alla struttura portante dell edificio. Questa garantisce, di per sé o congiuntamente alle restanti parti della costruzione, tutte le normali funzioni di una parete esterna senza dover contribuire alle funzioni della struttura portante. La facciata continua o curtain wall è caratterizzata sotto il profilo prestazionale ed estetico da una continuità dell involucro rispetto alla struttura portante dell edificio, che resta interamente arretrata rispetto al piano della facciata. La facciata ventilata La norma UNI 11018, definisce la facciata ventilata come un tipo di facciata a schermo avanzato in cui l'intercapedine tra il rivestimento e la parete è progettata in modo tale che l'aria in essa presente possa fluire per effetto camino in modo naturale e/o in modo artificialmente controllato, a seconda delle necessità stagionali e/o giornaliere, al fine di migliorarne le prestazioni termoenergetiche complessive. In questo caso la soluzione a secco può riguardare solo lo schermo avanzato o di rivestimento antistante l intercapedine ventilata. Le Strutture a schermo antipioggia (Rain Screen Cladding); In questo sistema, caratterizzato da un sistema di assemblaggio a montanti e traversi, lo schermo svolge funzione di protezione dalla pioggia battente, dalla infiltrazione di umidità, la intercapedine retrostante lo schermo è areata e non contribuisce necessariamente alle prestazioni termoenergetiche dell involucro. Anche in questo caso la soluzione a secco può riguardare esclusivamente lo schermo.

68 Involucro edilizio 65 La facciata a doppia pelle È una tipologia di facciata appartenente al sistema di chiusura a isolamento dinamico. Le facciate a doppia pelle formano un contenitore trasparente continuo lungo tutto il perimetro dell edificio: la pelle esterna, è fissa - non apribile ed è destinata a proteggere il fabbricato mediante le proprie caratteristiche di tenuta all aria, all acqua e al vento, mentre la seconda, posta verso l interno, è quasi sempre dotata di serramenti, e permette di ventilare i locali interni senza la necessitá di un controllo particolare delle sollecitazioni ambientali. Per migliorare il comfort all interno dell edificio, talora, viene prevista una ventilazione naturale o forzata dell intercapedine definita dalle due pelli. Nell intercapedine, inoltre, possono essere inseriti dispositivi di oscuramento continuo o a lamelle regolabili dall interno dei locali ed elementi apribili per arieggiare gli ambienti. L involucro integrato per la produzione di energia Questo tipo d involucro permette l integrazione di panelli fotovoltaici che trasformano la radiazione solare in elettricità. Questi moduli, ad esempio, possono essere integrati in sistemi di chiusura trasparente che si presentano a singolo strato o a doppia pelle, verticali o orizzontali, con inclinazioni da 0 a 90 (con un ottimizzazione della captazione solare mediante una inclinazione a 45º rispetto alla verticale). Il sistema permette, inoltre, l integrazione di schermature solari, come i frangisole fissi, mobili e orientabili. L involucro Interattivo È definito involucro interattivo quel sistema che interagisce con le variazioni delle condizioni climatiche esterne mediante dispositivi di controllo automatici o mediante l intervento diretto dell utenza; tale involucro consente il controllo dei livelli prestazionali offerti dalla chiusura modificando i valori dei parametri termoigrometrici e ambientali relativi al microclima interno. L involucro Interattivo multimediale È definito involucro interattivo multimediale un sistema finalizzato alla retroproiezione di immagini fisse o in movimento sulla superficie interna dei pannelli trasparenti. In questo caso, la pelle dell'edificio è costituita da pannellature verticali sempre montate su telai metallici di supporto - costituite con materiali traslucidi accoppiati tra loro le cui proprietà consentono alle proiezioni di apparire all'esterno con effetti decorativi anche molto spettacolari (spesso, infatti, il sistema è utilizzato a scopi pubblicitari). Esempi significativi di facciate a secco descritte Sistema stratificato a secco Struttura/Rivestimento: Alloggi e Biblioteca Quartiere a Évreux, Francia, (progetto Dubosc & Landowski). Ristrutturazione Ampliamento dell'ospedale Ceccarino, Riccione (RM), (progetto Ettore Zimbelli) Centro di Ricerche Campus Point a Lecco (progetto Studio Ardea) Sistema curtain wall: Seagram Building a New York, USA, (progetto Mies van der Rohe) Willis Faber and Dumas Earthquarters a Ipswich, Inghilterra, (progetto Norman Foster) Facciata ventilata: Le Citè Internazionale a Lione, Francia, (progetto Renzo Piano). Museo d'arte Moderna a Vienna, (progetto Ortner & Ortner Baukunst) Sistema Strutture a schermo antipioggia: Alcoa Building a Pittsburgh, USA, (progetto Fallace H. Harrison e Max Abramovitz) Federal Building a San Francisco, (progetto Morphosis Architects) Facciata a doppia pelle: L edificio Helicon a Londra, Inghilterra, (progetto Sheppard Robson) Manulife Financial a Boston, USA, (progetto Skidmore Ownigs & Merill Architects)

69 Involucro edilizio 66 Involucro integrato per la produzione di energia: Solarfabrik a Friburgo, Germania, (progetto Rolf & Hotz) Biblioteca di Mataró, Spagna, (progetto Miquel Brullet) Involucro interattivo: Istitut du Monde Arabe a Parigi, Francia, (progetto Jean Nouvel) L'edificio per uffici a Wiesbaden, Germania (progetto Thomas Herzog & Partner) Involucro interattivo multimediale: Terminal Traghetti White Hall a New York, USA (Scott Brown & Associated) L edificio La Fayette a Berlino (Jean Nouvel) Normativa tecnica UNI En13830 Facciate continue - Norma di prodotto UNI pren Facciate continue - Terminología UNI En Finestre, porte e facciate continue - Criteri di scelta in base alla permeabilità all'aria, tenuta all'acqua, resistenza al vento, trasmittanza termica ed isolamento acustico. UNI En Rivestimenti e sistemi di ancoraggio per facciate ventilate a montaggio meccanico -Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione - Rivestimenti lapidei e ceramici UNI EN Facciate Continue - Permeabilità dell'aria - Requisiti prestazione e clasifficazione UNI En Facciate Continue - Permeabilità dell'aria - Metodo di prova UNI En Facciate Continue - Tenuta all'acqua - Requisiti prestazionali e classificazione. UNI En Facciate Continue - Resistenza al carico di vento - Requisiti prestazionali. Note [1] Thomas Herzog (2005). Bibliografia Thomas Herzog, Roland Krippner, Werner Lang, Atlante delle facciate, UTET, Torino, 2005; Christian Schittich (a cura di), Involucri edilizi, Birkhäuser, Basel, S. Altomonte, L involucro architettonico come interfaccia dinamica - strumenti e criteri per un architettura sostenibile, Alinea, Firenze, 2005; G. Boaga (a cura di), L involucro architettonico, Masson, editoriale ESA, Milano, 1994; Monica Lavagna, Sostenibilità e risparmio energetico. Soluzioni tecniche per involucri eco-efficienti, Clup, Milano, 2006; Gianmichele Panarelli, Filippo Angelucci, Involucri energetici, Sala editori, Pescara, 2003; Marco Sala (et alia), Schermature solari, Alinea Editrice, Firenze, 2005; Fabrizio Tucci, Involucro ben temperato Efficienza energetica ed ecologica in architettura attraverso la pelle degli edifici, Alinea Editrice, Firenze, 2006; Aurelio Fusi, Vantaggi dell'inerzia termica nell'edificio - progetto , in Rivista tecnica della Svizzera italiana, "Verso una casa senza perdite termiche - Un'esperienza a Breganzona (CH)", n. 2 (febbraio 1982) Altamonte Sergio L'nvolucro Architettonico Come Interfaccia Dinamica ALINEA Editrice Brookes Alan J, Grech Chris, The Building Envolpe. Butterworth & Co., 1990 Coppa Alessandra, Barbara Borello, Facciate A Secco Fererico Motta Editore, Milano 2006 Herzog T. Kripper R, Lang W, Atlante delle Facciate,UTET, Torino 2005 Imperadori Marco Le Procedure Struttura/Rivestimento Per L'edilizia Sostenibile Maggioli Editore, 1999

70 Involucro edilizio 67 Pedrotti Laura, La flessibilità tecnologica dei sistemi di facciata. Evoluzione delle tecniche di produzione e di assemblaggio, Angeli, Milano, Oesterle, Lieb, Lutz, Heusler Double-Skin Facades Prestel Verlag Zambelli Ettore- P. A. Vanoncini - M. Imperadori, Costruzione stratificata a secco Maggioli Editore, UNIedil Strutture 2006, Norme tecniche per le strutture, l involucro e le finiture di costruzione, aggiornamento ottobre Riviste Costruire a Secco - Sistemi non tradizionali, Anno II, nº 14, giugno 2007 Costruire - Speciali Involucro, "Le facciate continue tutto vetro", nº 286, marzo 2007 Modulo - "La Costruzione Stratificata A Secco", n 273 luglio/agosto 2001 Voci correlate Assemblaggio Prestazioni acustiche dell'involucro edilizio Prestazioni energetiche dell'involucro edilizio Uncsaal Ordine architettonico Un ordine architettonico è uno degli stili sviluppatisi a partire dell'architettura classica, e successivamente codificati dalla cultura architettonica, ognuno distinto da proporzioni e profili e dettagli caratteristici, generalmente riconoscibili dal tipo di colonna, o per meglio dire dall'insieme coordinato di elementi architettonici teso a costituire un completo sistema trilitico, i cui elementi caratterizzanti sono principalmente la colonna con il rispettivo capitello e la soprastante trabeazione. Storia Ordini dorico, ionico e corinzio La prima codificazione degli ordini architettonici che ci è perventa e contenuta nel trattato in dieci libri De architectura di Vitruvio che dedicò buona parte del secondo, terzo e quarto libro alla descrizione dei tre ordini di origine greca (dorico, ionico, corinzio). [1] Tali ordini sono stati infatti sviluppati nell'architettura greca: il dorico e lo ionico a partire dalle sue origini, al momento delle prime realizzazioni in pietra, diffondendosi già dal VI secolo a.c., con una prevalenza del dorico nella Grecia continentale e nelle colonie della Magna Grecia e dello ionico e eolico (raro, per esempio il tempio di Neandria e il tempio di Larissa) nelle città greche dell'asia Minore, odierna Turchia. Il primo esempio di capitello corinzio risale invece al IV secolo a.c. nel tempio di Apollo a Bassae. Secondo Marco Vitruvio Pollione l'inventore fu

71 Ordine architettonico 68 l'architetto Callimaco, che passeggiando vide un cesto depositato come offerta votiva su una tomba di una giovane e coperto da una lastra quadrangolare, intorno al quale era cresciuta una pianta di acanto, dal quale prese ispirazione per lo schema decorativo del nuovo capitello. A questi tre ordini Vitruvio aggiunse, con una descrizione sommaria, l'ordine tuscanico che riteneva autoctono dell'italia, ma che in realtà rappresenta una variante locale italica del dorico. [2] A partire dalla fine del XV secolo, la diffusione del trattato vitruviano portò a varie riflessioni e speculazioni sugli ordini architettonici. Dal XVI secolo in poi, i teorici dell'architettura e per primo Sebastiano Serlio, riconobbero cinque ordini nell'architettura classica, aggiungendo quindi l'ordine composito che Vitruvio non cita in quanto fu una creazione romana dell'epoca di Augusto mescolando gli stili ionico e corinzio insieme. [3] I cinque ordini secondo Vignola La speculazione sugli ordini continuò fino al XIX secolo con tentativi vari di canonizzazione di tipi, utilizzazioni, dimensioni, proporzioni e sintassi compositiva, ma anche con ricerche stravaganti tra cui proposte di ulteriori ordini. Caratteri comuni Ognuno degli stili ha una propria trabeazione, consistente di architrave, fregio e cornice. L'ordine architettonico si basa su rapporti proporzionali: si basa su un sistema di regole (canoni) che stabilisce i rapporti proporzionali tra ogni singola parte del tempio greco con ogni altra singola parte del tempio. Questi rapporti proporzionali si basano sul modulo che è dato dal diametro della colonna preso all'imoscapo (punto più basso della colonna). Gli ordini architettonici, liberi (con colonne o pilastri) o addossati ad una parete (con semicolonne o lesene), sono costituiti da elementi di sostegno verticali (p.e. colonna) e da un elemento orizzontale (trabeazione). A sua volta la colonna si compone di diversi elementi: (capitello, fusto, base), e così anche la trabeazione (cornice, fregio, architrave). A seconda principalmente del tipo di capitello, gli ordini si distinguono in: dorico, ionico e corinzio, in Grecia, con l'aggiunta del tuscanico e del composito a Roma. I cinque ordini

72 Ordine architettonico 69 Elementi architettonici Abaco Abbaino Architrave Arco Arco a sesto acuto Arco rampante Atrio Attacco a terra Base attica Base ionica Capitello Cariatide Claristorio Colonna Contrafforte Copertura Cornice Costolone Cuore allungato Cupola Echino Facciata Fondazione Fregio Frontone Facciata Metopa Pilastro Pilastro a fascio Ponte Pulpito Metopa Rosone Scena Telamone Timpano Trabeazione Trave Triglifo Volta Volta a crociera

73 Ordine architettonico 70 Ordini architettonici Queste sono sinteticamente le caratteristiche dei diversi ordini (per la descrizione in particolare dei capitelli, v. la voce Capitello): Ordine dorico Base mancante: il fusto della colonna poggia direttamente sulla parte di pavimento chiamata stilobate (l'ultimo dei tre gradini). Fusto scanalato dorico: le scanalature si incontrano formando un angolo vivo, invece che essere separate da listelli. Esse sono 20 come negli ordini ionico e corinzio. Capitello dorico formato da abaco più echino Architrave non suddiviso in fasce e con guttae, ossia piccoli elementi a forma di tronco di cono, al di sotto della fascia sporgente che funge da coronamento (taenia). Fregio suddiviso in metope, riquadri piani decorati a pittura o a rilievo, e triglifi, elementi più sporgenti solcati da scanalature (in teoria tre, da cui il nome tri-glifo). Cornice con una parte superiore più sporgente, decorata sulla superficie inferiore (soffitto) con basse tavolette (mutuli) ornate da più file di guttae. Priva di dentelli nella parte inferiore. Ordine tuscanico Base presente: il tipo propriamente tuscanico è costituito da un semplice toro, o modanatura con profilo a semicerchio convesso. Fusto come nell'ordine dorico, oppure liscio. Tuttavia molti dei fusti che oggi sembrano lisci avevano in realtà in origine un rivestimento in stucco che riproduceva le scanalature, oggi scomparso. Capitello tuscanico Architrave teoricamente come nell'ordine dorico. Fregio teoricamente come nell'ordine dorico. Cornice teoricamente come nell'ordine dorico. Ordine ionico Base presente:la base può assumere forme diverse a seconda del luogo e del periodo, la più nota e comune è, comunque, quella detta "base attica", dal luogo in cui è stata utilizzata per la prima volta (Toro,Trochilo,Toro). Fusto scanalato con le scanalature separate da listelli e non a spigolo vivo. Capitello ionico Architrave suddiviso in fasce, ciascuna leggermente sporgente rispetto a quella inferiore, e coronato superiormente da modanature. Fregio continuo. Cornice decorata con dentelli. Ordine corinzio Base presente. Fusto scanalato come nell'ordine ionico. Capitello corinzio. Architrave come nell'ordine ionico. Fregio continuo come nell'ordine ionico. Cornice come nell'ordine ionico. Ordine composito Base presente. Fusto scanalato come nell'ordine ionico. Capitello composito Architrave come nell'ordine ionico. Fregio continuo come nell'ordine ionico Cornice come nell'ordine ionico. Quindi non solo il capitello, ma anche gli altri elementi dell'ordine sono differenti sulla base di questa medesima suddivisione: tuttavia va rilevato che nell'architettura romana è tutt'altro che raro trovare mescolati elementi di ordini diversi, un uso iniziato in epoca ellenistica. Da notare che nel periodo in cui fu elaborato il capitello composito, venne creato anche un nuovo tipo di base, costituito da due tori separati da due scozie (modanatura concava con profilo curvilineo a tre quarti di cerchio), che viene chiamato "base composita", e che costituisce il tipo più diffuso nell'architettura romana di età imperiale

74 Ordine architettonico 71 (insieme alla base "attica", con una sola scozia tra i due tori). Questo nuovo tipo di base viene tuttavia utilizzato sia con l'ordine corinzio che con l'ordine composito. Inoltre, a partire già dall'età romana repubblicana si era sviluppato anche un diverso tipo di cornice, nella quale la parte sporgente superiore era sorretta da mensole (cornice con mensole). Anche questa nuova forma diventa canonica dall'epoca augustea e viene utilizzata sia con l'ordine corinzio che con quello composito. L'utilizzo degli ordini architettonici nella storia dell'architettura Il sistema degli ordini architettonici è la formalizzazione dal punto di vista decorativo del sistema costruttivo su cui si basa l'architettura greca, il sistema trilitico (ossia, letteralmente, "a tre pietre": due sostegni verticali ed un elemento orizzontale che copre lo spazio tra i due). L'essenza stessa dell'architettura greca si basa sull'equilibrio e l'armonia delle proporzioni delle parti, sia fra loro che con il tutto, che saranno formalizzate negli schemi dei diversi ordini architettonici di epoca classica, trovando sempre nuove realizzazioni in particolare negli edifici templari. In epoca romana l'architettura, a partire soprattutto dal II secolo a.c. acquista altre caratteristiche, con un maggiore interesse all'articolazione degli spazi interni, resa possibile dalla duttile tecnica costruttiva del cementizio. In questo caso gli ordini architettonici ereditati dalla tradizione greca ed ellenistica, costituiscono soprattutto un rivestimento decorativo, che spesso ha poco a che fare con la reale struttura portante dell'edificio. In questo contesto dunque acquista maggiore importanza la decorazione degli elementi architettonici piuttosto che il loro sistema proporzionale. Si capisce dunque come sia possibile sia l'invenzione di forme nuove, sia la mescolanza di elementi di ordini diversi. L'abbandono del sistema trilitico, già svuotato del suo significato strutturale, avviene lentamente. Nel III secolo, in grandi monumenti di committenza imperiale, invece che un architrave le colonne sorreggono degli archi (tra i primi esempi i portici della piazza del Foro severiano a Leptis Magna, in Libia. Sarà questo il sistema prevalentemente adottato per le colonne che dividono in navate le chiese della prima epoca medioevale a Roma e altrove, che spesso utilizzano per fusti, basi e capitelli, pezzi di reimpiego, mescolando tra loro, spesso per necessità ed economia, elementi di diversa origine, tipologie e misure. In questo quadro gli elementi degli ordini architettonici classici non vengono più utilizzati per una partizione delle superfici e degli spazi, ma come decorazione con valore simbolico, che si riferisce alla grandezza del passato. In epoca rinascimentale, l'esigenza di un inquadramento razionalmente comprensibile dello spazio e delle superfici, fa rinascere l'interesse per gli ordini architettonici: gli elementi visibili degli edifici di Roma in rovina vengono disegnati e studiati dagli architetti (tra i primi Filippo Brunelleschi), che ne ripropongono le forme nelle loro realizzazioni, badando nuovamente alle proporzioni. Da questo momento le tradizionali forme dell'architettura classica continueranno ad essere utilizzate, passando per l'esuberanza decorativa dello stile barocco, la ripresa formale del neoclassico, le mescolanze eclettiche con forme artistiche di altra provenienza storica e geografica nell'ecclettismo degli inizi del XX secolo. Note [1] Joseph Rykwert, La colonna danzante. Sull'ordine in architettura, 2010, pag.15 [2] Joseph Rykwert, op. cit.", 2010, pag.248 e sgg. [3] Particolarmente importante, per la sua grande diffusione, fu il trattato di Vignola intitolato appunto Regola delli cinque ordini d'architettura pubblicato nel Voci correlate Architettura greca Architettura romana Architettura del Rinascimento Architettura neoclassica

75 Ordine architettonico 72 Ordine gigante Trabeazione: Cornice Fregio Architrave Colonna (o semicolonna, o pilastro, o lesena): Capitello Fusto Base Sistema trilitico Modanatura Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Drawings of columns Wikiquote contiene citazioni: / it. wikiquote. org/ wiki/ Ordine architettonico Collegamenti esterni Ordini architettonici romani (http:/ / digilander. libero. it/ F. I. S. A/ MarinaM/ htm/ 04_02_15_PagOrdini01. htm) Pianta In architettura, la pianta o icnografia (dal greco iknòs, orma, traccia) è un tipo specifico di disegno architettonico ridotto in scala, in particolare si tratta di una sezione orizzontale del manufatto eseguita ad un livello significativo, come quella dei vani finestre e porte, e poi proiettata con direzione ortogonale su un piano di riferimento orizzontale, coincidente spesso con quello di calpestio (pavimento). In fase di progettazione, la definizione della pianta di un edificio implica anche il modo in cui un edificio sarà usato perché ha a che fare con i percorsi che gli utenti possono utilizzare, interni e esterni. Si può parlare di pianta anche per insiemi di edifici, quali un isolato urbano, una parte di città o di una città intera, anche se in questi casi si dovrebbe usare il termine tecnico di planimetria. Pianta di Castel del Monte La diffusione delle rappresentazioni in pianta ha fatto sì che oggi si parli di pianta anche quale elemento architettonico a sé stante, inteso come caratteristica di un edificio: si usano per esempio le espressioni pianta circolare, pianta a croce latina, pianta centrale, eccetera. Le piante di edifici erano conosciute fin dall'antichità: ci è pervenuta la Forma Urbis severiana del III secolo. Un noto esempio altomedievale è poi la pianta dell'abbazia di San Gallo, dell'

76 Pianta 73 Voci correlate Disegno architettonico Spaccato Esploso Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Floor plans Planimetria La planimetria è una rappresentazione in piano dello spazio o di una superficie, di un terreno o di un territorio, di un edificio o di una costruzione, di un macchinario o di un oggetto. Riguarda quindi varie discipline scientifiche e tecniche ed equivale al concetto di pianta nel disegno tecnico per le rappresentazioni più limitate (edifici, macchinari, oggetti). Le rappresentazioni planimetriche vedono la loro applicazione: in architettura in cui si disegnano e si progettano le unità (residenziali, direzionali, commerciali), gli edifici, i quartieri, con gli edifici rapportati all'ambiente circostante; in archeologia che individua le zone di reperimenti archeologici (carte archeologiche); in astronomia che rappresenta in piano la mappa della sfera celeste e singole parti di essa; nel design per la creazione di oggetti, arredi, ecc. in geofisica e geologia dove su carte nella prima si delimitano e si analizzano le caratteristiche terrestri, di sismicità, magnetismo, vulcanologia e nella seconda le tipologie degli strati di terreno delle varie zone; in geografia per la riproduzione in carte quotate di comprensori, province, regioni, ecc; in ingegneria per la definizione di strutture edilizie, di strade, di ponti ecc; in meccanica per la rappresentazione planimetrica di macchine ed utensili di vario genere; in topografia dove si studiano l andamento dei terreni e se ne stimano le misure,(planimetrie catastali); in urbanistica, nella quale si definiscono le destinazioni dei vari territori e si progetta l'ambiente costruito; Il disegno in piano dello spazio o della superficie irregolare di un territorio, di un fabbricato o di un oggetto, consente di valutare le loro dimensioni rispetto ad altri elementi e determinarne quindi la grandezza. Collegata alle altre rappresentazioni di sezione e di prospetto, specificatamente negli oggetti di minore estensione, rende misurabile anche il volume. Voci correlate Rappresentazione architettonica Disegno architettonico

77 Sezione 74 Sezione In geometria descrittiva, il termine sezione indica una condizione d'incidenza tra due elementi geometrici. Per inciso indica un elemento geometrico che può essere ottenuto, rispettivamente: come conseguenza delle cosiddette operazioni di proiezione e sezione, come l'immagine centrale o parallela di un punto o di una linea; come figura piana comune ad solido ed un piano, per esempio: le coniche (ellisse, parabola, iperbole) sono sezioni piane di un cono quadrico; sezione piana di un manufatto architettonico come figura piana comune a due solidi, per esempio: la base comune di due superfici proiettive, come quella di due piramidi o di due cilindri; come figura sghemba comune a due solidi, per esempio, come la quartica d'intersezione tra due coni circolari, nella condizione che, tali coni, non abbiano nessuna sfera in comune, altrimenti si ha, come intersezione, due coniche (in tal caso, la sezione, può essere battezzata quartica digrammica degenere). Nomenclatura della sezione Secondo la giacitura del piano α che seziona un solido K, la sezione che viene ottenuta può essere chiamata, rispettivamente: sezione orizzontale, quando α ha giacitura orizzontale, cioè parallela al primo piano di proiezione π 1 ; sezione verticale, quando α è verticale, cioè ortogonale al piano π 1. sezione generica, quando la giacitura di α non è né parallela né ortogonale a nessun dei principali piani di proiezione π 1, π 2 e π 3. Inoltre, la figura piana che si ottiene come sezione di un piano α con un solido K, può essere chiamata, rispettivamente: longitudinale, quando α passa per l'asse di K, e trasversale quando α è ortogonale all'asse di K. Sezioni in grafica La sezione in grafica rappresenta un oggetto (o un edificio, o un essere vivente, ecc.) come se uno o più piani regolari avessero tagliato una parte, che viene esclusa dalla rappresentazione. Le sezioni più comuni sono quelle orizzontali (tipica è la pianta) e verticali (spaccato). A volte più sezioni vengono combinate con un'assonometria: in quel caso si parla di spaccato assonometrico. Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Cross sections

78 Sostegno 75 Sostegno Un sostegno in architettura è una generica struttura portante, cioè che riceve il peso o altri tipi di forza da altre strutture. In genere si tratta di un elemento verticale. I sostegni continui possono essere le pareti portanti (si parla anche di muro di sostegno), nelle quali possono essere inglobati piedritti o stipiti. I sostegni discontinui sono quelli che si ergono isolati, in particolare sono i pilastri e le colonne: questi elementi oltre al valore strutturale hanno una particolare valenza formale, per il loro volume indipendente, che permette di ammirarli anche al di Il Tempio di Atena Afaia a Egina. Nell'architettura greca i sostegni fuori del contesto architettonico (si pensi alle colonne sono immediatamente distinguibili dal carico (la trabeazione e il tetto), hanno volumi indipendenti e tra gli spazi interni passa la luce. isolate o a quelle di antiche rovine). Mentre nell'architettura antica i sostegni avevano grande importanza all'esterno degli edifici (soprattutto le colonne), in quella medievale avevano rilevanza specialmente all'interno. La forma dei sostegni dipende dai materiali, dalla funzione, dal carico che devono sostenere e da ragioni estetiche. Spaccato Uno spaccato è un tipo di rappresentazione grafica di un oggetto. Tempio di Santa Maria della Consolazione, Todi

79 Spaccato 76 Descrizione Si tratta di una sezione verticale, a differenza della pianta, che è una sezione orizzontale. Il risultato della sezione viene poi proiettato ortogonalmente su un piano in scala ridotta. Talvolta con spaccato si intende anche un disegno in assonometria o in prospettiva dove sono stati rappresentati un alzato, varie sezioni verticali, orizzontali e/o oblique in modo da mostrare anche porzioni dello spazio interno di un edificio: in questi casi si parla di spaccato assonometrico o prospettico. spaccato prospettico Questo termine viene utilizzato anche quando il disegno riesce a far notare i componenti interni, pur facendo visualizzare per intero l'oggetto in esame, tramite uso di trasparenze o tagliando alcune parti, dei oggetti che normalmente andrebbero a coprire. Uso Viene usato spesso in fase di progettazione soprattutto per oggetti e edifici, assieme ad altri tipi di disegni tecnici. Nel caso di disegno architettonico, se nella proiezione si rappresenta la superficie esterna senza sezioni si parla in quel caso di alzato. Inoltre può essere utilizzato anche per descrivere il funzionamento di un determinato componente finito. Voci correlate Esploso Pianta Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali: / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Cutaway diagrams

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