FACILITAZIONE E SEMPLIFICAZIONE

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1 Ferrara, 14 aprile 2014 FACILITAZIONE E SEMPLIFICAZIONE LA SEMPLIFICAZIONE DEL PARLATO di Tania Pasqualini «Ogni lingua dice il mondo a modo suo» Rudolf Steiner

2 LA SEMPLIFICAZIONE L insegnante, da un lato, ha il dovere di semplificare il suo linguaggio per renderlo comprensibile; dall altro, ha il ruolo specifico di portare gli studenti a comprendere e usare anche il registro più elevato della lingua. Di conseguenza, la semplificazione che si opera in classe deve essere graduale e avere come obiettivo finale la comprensione di testi non semplificati. Il fine della semplificazione è eliminare la necessità di semplificare

3 Foreigner talk / semplificazione Foreigner talk quando un nativo parla con un non-nativo. Spesso, eccessiva semplificazione della lingua che può portare a una deviazione dalla norma, a un input sgrammaticato Semplificazione insieme delle strategie consapevoli che mirano a facilitare la comprensione del messaggio senza violare la norma grammaticale

4 Riduzione / Ridondanza Foreigner talk (riduco) - Riduzione - Sottrazione di elementi INVECE nella Facilitazione (aggiungo): regolarizzo, evidenzio, esplicito - Ridondanza (il meccanismo è aggiuntivo) - Ripetizione (si ripetono i nomi invece di usare i pronomi) - Aggiunta (forme intere invece che contratte) - Esplicitazione (dei nessi sintattici)

5 L input produttivo deve essere comprensibile senza essere artificiale Perché l input sia produttivo senza essere artificiale deve 1. Essere comprensibile 2. Contenere elementi nuovi Necessità della comprensione = necessità della semplificazione a. Rallentamento dell eloquio b. Articolazione chiara di tutte le sillabe c. Pausa fra una parola e l altra d. Riduzione dei fenomeni di legamento e fusione tra la fine di una parola e l inizio di un altra e. Accentuazione delle parole chiave

6 L input produttivo deve contenere elementi nuovi ed essere negoziato Un input troppo facile rischia di offendere e infastidire l interlocutore Ma come fa un nativo a calibrare il proprio input sul livello di competenza di una persona che incontra per la prima volta senza offenderla o frustrarla? Una buona parte delle interazioni tra nativi e non-nativi, infatti, falliscono e si conducono con difficoltà La risposta è la negoziazione partendo da un livello alto per poi abbassarlo in rapporto alle difficoltà di comprensione

7 L importanza delle domande Nell interazione nativo / non-nativo le domande hanno un importanza fondamentale perché 1. Indicano volontà di interagire 2. Coinvolgono l interlocutore in maniera diretta Se le domande aperte risultassero difficili si possono fare 1. Domande chiuse: la cui risposta prevede sì/no, senza però accontentarsi della prima risposta: ti piace vivere in Italia? / sì / perché? vuoi rimanere a vivere in Italia? / no / allora vuoi tornare a vivere nel tuo Paese? 2. Domande che contengono già la risposta: da dove vieni? Dal Marocco?

8 Il foreigner talk: gli eccessi analisi linguistica Quanto tu stare a Palermo? Procedimento sottrattivo-riduzione del messaggio ai suoi elementi essenziali, cioè quelli lessicali Si omettono: 1. Funtori grammaticali: articoli, copula, preposizioni, congiunzioni 2. Connettivi logici: poiché, anche se, dopo che, al fine di 3. Forme basse polivalenti: l infinito per tutti i verbi La conseguenza può essere un messaggio ambiguo - Da quanto tempo sei a Palermo? Oppure - Per quanto tempo vuoi restare a Palermo? In più, gli effetti di una tale scelta sull apprendimento saranno nulli

9 Il foreigner talk: gli eccessi analisi sociolinguistica amico, quanto costare questo? Rivolgersi a uno straniero con un linguaggio troppo semplificato o addirittura sgrammaticato presuppone un pregiudizio sociale e forse anche razzistico: la percezione della persona come appartenente a un gruppo inferiore. Eccessiva familiarità 1. uso del tu, invece che del Lei 2. amico, quanto costare questo? 3. fratello, non passare avanti

10 Il teacher talk la lingua degli insegnanti con gli alunni stranieri Il teachertalk è 1. Consapevole: monitora giorno per giorno i progressi dei suoi allievi 2. Competente: conosce bene i suoi destinatari 3. Corretto: non sgrammaticato 4. Dinamico 5. Temporaneo: non è uno stadio di troppa lunga permanenza 6. In evoluzione: verso un input finale simile a quello rivolto ai nativi

11 LE STRATEGIE Il parlato è più semplice da capire dello scritto perché prevede 1. un contesto 2. un feedback 3. la ridondanza 4. un registro informale 5. strategie di rallentamento: ripetizioni e riformulazioni Sono quasi tutte tendenze che già caratterizzano il parlato ma che con gli alunni stranieri vanno accentuate.

12 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 1. RIPETIZIONI (DEL LESSICO) Nel parlato la ripetizione crea COESIONE e rende minimo il margine di ambiguità Ho visto un carabiniereavvicinarsi alla macchina. Il mezzoera posteggiato in divieto di sosta e la guardia sembrava avere cattive intenzioni. Al posto di «mezzo» e «guardia» è meglio ripetere: «macchina» e «carabiniere»

13 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 2. RIFORMULAZIONI(del lessico) e PARAFRASI(ripetizione dei concetti) Riformulare in modo corretto ed espandere ciò che l apprendente straniero ha detto in modo magari accennato e frammentato è di grande aiuto perché è un modo indiretto per CORREGGERE. Correggere esplicitamente nel parlato rischia di inibire. A: che cosa pensavi di Bologna prima di arrivare qui? B: Ho una bella notizia di Bologna perché i miei amici mi raccontano di gente di Bologna, un paese che sono tutti aperti, tutti diciamo non hanno rassismo A: dove vieni accettato B: sì

14 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 3. ESEMPLIFICAZIONI Per contestualizzare: raccontare aneddoti, fatti, esempi di vita quotidiana. A: che percorso fai da casa tua al lavoro, per arrivare al posto dove lavori B: ripetere A: che percor-che strade prendi per andare a lavorare? E poi ritornare qua B: non l ho capito A: che strade fai tipo tu scendi da casa per andare a lavorare, giusto? Come vai? A piedi giusto? B: prima a piedi sei anni a piedi e poi due anni col motore, ora sono da quattro con la macchina grazie a Dio

15 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 4. SCANSIONE DELL INFORMAZIONE A ogni frase dovrebbe corrispondere una micro-unità informativa

16 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 5. COSTRUZIONE DI PERIODI a. Struttura tema-rema: prima l argomento del discorso, poi il suo sviluppo. A: come pensi di saper parlare l italiano? B: come? A: l italiano, secondo te, come lo sai parlare? Bene, male. B: io non parlo bene l italiano b. Ordine logico e cronologico c. Paratassi (frasi principali coordinate) invece che ipotassi (subordinate) d. Evitare gli incisi

17 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 6. SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA VERBALE a. Il passato prossimo copre anche il passato remoto b. Il presente copre il futuro c. L imperfetto copre il condizionale nelle forme di cortesia (volevo..) d. L imperfetto copre sia il condizionale sia il congiuntivo nel periodo ipotetico (se lo sapevo non venivo) e. Il futuro vale anche come previsione o congettura (saranno le 10, ieri saremo stati una ventina) f. Forme esplicite al posto delle implicite (non sono andato a scuola perché sono ammalato)

18 ACCENTUARE ALCUNE TENDENZE 7. LINGUAGGIO DEL CORPO Gesti ed espressioni del volto per chiarire, integrare e modulare il significato di ciò che si dice.

19 LIMITARE ALCUNE TENDENZE 1. IPOARTICOLAZIONE Non si dovrebbe: - Parlare velocemente - Usare elisioni - Usare assimilazioni - Usare contrazioni - Usare apocopi (fiore, mano, bello) Ma si dovrebbe: - Parlare con pause frequenti

20 LIMITARE ALCUNE TENDENZE 2. DEITTICI Anche se i deittici sono funzionali alla comunicazione orale perché sono facili ed economici, non si dovrebbero utilizzare in una conversazione con un nonnativo perché l apprendente perderà un occasione: quella di integrare il proprio vocabolario. L ideala sarebbe accompagnare i deittici con la pronuncia chiara del nome degli oggetti a cui ci riferiamo. Oggipomeriggio (alle 3) io rimango qui(a scuola)con te(amin)e con lei (Lin) Prendi il libro, questo (il libro di storia)!

21 LIMITARE ALCUNE TENDENZE 3. RIFERIMENTI ALL ENCICLOPEDIA COMUNE Meglio ridurre - l uso di espressioni idiomatiche e colorite - I riferimenti al contesto culturale comune

22 LIMITARE ALCUNE TENDENZE 4. FRAMMENTARIETA Non bisognerebbe - Lasciare frasi in sospeso - Cambiare discorso velocemente - Usare incisi e divagazioni Hai detto a tuo fratello che ora che ci penso non mi ha ancora finito la verifica di storia che domani pomeriggio deve fermarsi per il recupero?

23 LIMITARE ALCUNE TENDENZE 5. FORME INDIRETTE E OPACHE Che ne diresti di venire a scrivere alla lavagna? Ti dispiacerebbe chiudere la porta? Meglio dire Vieni a scrivere alla lavagna? Chiudi la porta per favore?

24 FACILITARE LA COMUNICAZIONE IN CLASSE Per concludere: - Aiutare l orale con lo scritto: scrivere sempre alla lavagnaquello che si dice, o comunque i concetti e le parole chiave - Riformulare a specchio: scrivere alla lavagna quello che l alunno ha detto variandone solo la forma (rassicura l alunno e lo valorizza) - Riformularele proprie frasi con livelli diversi di difficoltà per soddisfare tutte le diverse competenza linguistiche - La glossa: soffermarsi sulle parole difficili utilizzando una glossa (ma segnalando bene l interruzione: ma cosa significa questa parola? [ ] ora torniamo al nostro discorso / allora, stavamo dicendo che

25 ORA SIAMO PRONTI PER METTERE IN PRATICA! GRAZIE A TUTTI e arrivederci al prossimo incontro MARTEDI 21 APRILE sulla SEMPLIFICAZIONE DELLO SCRITTO Tania Pasqualini

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