IL MINISTERO DELL INTERNO. della Difesa Civile

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1 IL MINISTERO DELL INTERNO tramite Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Emana le norme contenenti le misure di Prevenzione e di Protezione contro gli Incendi che devono essere rispettate t nelle attività a rischio d incendio.

2 ATTIVITA SOGGETTE A CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO D.P.R. 689 del 26/07/1965 D.M. 16/2/1982 PARERE DI CONFORMITA DEL PROGETTO PROCEDURE DI DEROGA D.P.R. n 37 del 12/01/1998 RICHIESTA RILASCIO CERTIFICATO PREVENZIONE INCENDI DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA Attivita normate SPECIFICHE REGOLE TECNICHE Attivita non normate D.M. 4/5/1998 D.M. 10/3/1998

3 ATTIVITA CON PRESENZA DI LAVORATORI NON SOGGETTE A CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO D.Lvo 626 del 19/09/1994 D.M. 10/3/1998

4 Attività dotate di specifica normativa antincendio Le regole tecniche stabiliscono i requisiti minimi di sicurezza e lasciano pochi margini di discrezionalita al progettista; E il legislatore che esegue preventivamente l analisi del rischio e fissa il livello di sicurezza antincendio accettabile per quella attivita ; Tale approccio e di natura prescrittiva e generalmente risulta conservativo; E di facile applicazione; Ha il vantaggio di assicurare l uniformita in tutto il territorio nazionale; Nella procedura di deroga non permette di valutare l equivalenza fra le soluzioni alternative proposte e quelle stabilite dalle norme a cuisideroga;

5 Attività sprovviste di specifica normativa antincendio D.M. 4/5/1998 Individuazione dei pericoli di incendio; Descrizioni delle condizioni ambientali; Valutazione qualitativa del rischio d incendio; Compensazione del rischio d incendio; Gestione dell emergenza; D.M. 10/3/1998 Stabilisce i criteri e gli elementi da prendere in considerazione per la valutazione dei rischi d incendio; Classifica i livelli del rischio ( elevato, medio, basso); Indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare per ridurre le conseguenze.

6 D.M. 4/5/1998 D.M. 10/3/1998 Approccio di tipo prestazionale - La valutazione qualitativa del rischio di incendio non prevede parametri analitici per verificare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendi previsti; quindi - i criteri di accettabilita del rischio compensato scaturiscono da valutazioni soggettivi e possono condurre all imposizione di misure di sicurezza differenti, in situazioni similari, con conseguente disuniformita di applicazione dei criteri di prevenzione incendi nel territorio to o nazionale ae

7 Decreto Ministeriale 9 maggio 2007 (G.U , n 117) Direttive per lattuazione l attuazione dell approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. Fire Safety Engineering

8 Scopo dell approccio Ingegneristico Questo nuovo metodo di tipo prestazionale consente di effettuare la valutazione quantitativa del rischio di incendio. Simula il tipo di incendio più gravoso che ragionevolmente può prodursi nell attività e, attraverso modelli di calcolo matematici, valuta le relative conseguenze e permette di individuare le soluzioni da adottare per compensare il rischio. Inoltre permette di verificare, in modo dettagliato, se con quelle soluzioni l obiettivo di sicurezza è stato raggiunto.

9 Evoluzione normativa Sistema rigido PRESCRITTIVO Un ulteriore passo verso la Sicurezza come bene partecipato t Sistema flessibile PRESTAZIONALE

10 La metodologia stabilita dal D.M. 9 maggio 2007 : - è alternativa ti o it integrativati a quella prevista it dld dal D.M. 4 maggio 1998 e non sostitutiva; - Non può essere imposta dal Comando dei VV.F. ma è una libera scelta del progettista e del committente; - Non mette in discussione le regole tecniche di settore che dovranno obbligatoriamente continuare ad essere rispettate;

11 art.1 - oggetto - stabilisce i criteri ed i parametri da adottare per effettuare e ela valutazione quantitativa del rischio di incendio e progettare le conseguenti misure compensantive; - fissa le procedure generali per eseguire tale valutazione e le modalità dli di esposizione ii di dei risultati.

12 art.2 - campo di applicazione - in presenza di insediamenti di tipo complesso o a tecnologia avanzata; - di edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva; - di edifici i pregevoli per arte estoria; - edifici ubicati in ambiti urbanistici di particolare specificità; Questa metodologia può essere applicata: - per la individuazione delle misure da adottare ai fini del rilascio del c.p.i. nel caso di attività non regolate da specifiche disposizioni - per la individuazione delle misure di sicurezza equivalenti nell ambito del procedimento di deroga

13 Procedimenti di deroga Il metodo prestazionale attraverso valutazioni ingegneristiche, basate su dati scientifici, permette di giustificare dal punto di vista tecnico le scelte progettuali adottate e verificare, attraverso l impiego di parametri oggettivi, se esse, effettivamente, conferiscono all attività attività un livello di sicurezza antincendio equivalente a quello richiesto dalla specifica regola tecnica.

14 art La documentazione tecnica prevista dal D.M. 4 maggio 1998 da produrre al Comando dei V.V.F. per : - parere di conformità sul progetto; - domanda di deroga; - Dichiarazione di inizio attività; deve deve essere integrata con : - valutazione quantitativa del rischio; - programma per l attuazione del S.G.S.A.

15 Cos è Il Sistema di gestione della Sicurezza Antincendio L introduzione del sistema di gestione della sicurezza antincendio è una novità assoluta rispetto alla normativa ed alla metodologia finora utilizzata in questo campo. Non è un semplice adempimento o una norma di esercizio, ma un insieme strutturato di regole, di procedure e tutto quanto necessario alla gestione della sicurezza, organizzato sulla base di normative di riferimento.

16 Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio La metodologia prestazionale, dell approccio ingegneristico, e basandosi su individuazione dua di misure di protezione effettuate su scenari di incendio valutati ad hoc, necessita, affinché non ci sia una riduzione nel tempo del livello di sicurezza prescelto, di un attento mantenimento di tutti i parametri posti alla base della scelta degli scenari e del pogetto progetto.

17 (art. 6) Sistema di gestione della sicurezza antincendio (SGSA) Conseguentemente è necessario che venga posto in atto un sistema di gestione della sicurezza antincendio attraverso uno specifico documento condiviso dall organo di controllo fin dalla fase di approvazione del progetto e da sottoporre a verifiche ispettive periodiche.

18 Sistema di gestione della sicurezza antincendio (SGSA) (art. 6) Qualora l esito della verifica del SGSA rilevi la mancanza dei requisiti previsti viene sospesa la validità del CPI e ne viene data comunicazione al Prefetto, al Sindaco ed alle altre Autorità competenti, per i conseguenti provvedimenti.

19 Osservatorio per l approccio ingegneristico (art. 7) Per garantire uniformità ed omogeneo sull intero territorio Nazionale il Decreto ha previsto l Osservatorio per l approccio ingegneristicoi alla sicurezza antincendio, istituito presso il Dipartimento e composto da dirigenti e funzionari dei VV.F. L Osservatorio: espleta attività di monitoraggio adotta misure tese ad uniformare i metodi applicativi fornisce supporto e indirizzi ai Comandi dei VV.F

20 Allegato Tecnico Processo di valutazione e progettazione nell ambito dell approccio ingegneristico g alla sicurezza antincendio Analisi preliminare (I fase) Analisi quantitativa (II fase) SGSA

21 Analisi Preliminare (I fase) Viene descritto in modo dettagliato il progetto, vengono esplicitati gli obiettivi di sicurezza antincendio, i parametri significativi che devono essere valutati per assicurare quegli obiettivi e i valori massimi di tali parametri, ed infine i possibili scenari di incendio da esaminare nel progetto. Definizione del progetto Obiettivi di sicurezza antincendio Livelli di prestazione Scenari di incendio di progetto Sommario tecnico a firma del titolare e del progettista

22 1 - Definizione del progetto (I fase) eventuali vincoli progettuali derivanti da previsioni normative veo da esigenze e peculiari dell attività; tà; individuazione dei pericoli di incendio connessi con la destinazione d uso prevista; descrizione delle condizioni ambientali per l individuazione dei dati necessari per la valutazione degli effetti che si potrebbero produrre; analisi delle caratteristiche degli occupanti in relazione alla tipologia di edificio ed alla destinazione d uso prevista.

23 2 - Definizione degli Obiettivi (I fase) Sono le finalità specificate mediante parametri quantificabili: Salvaguardia dell incolumità delle persone; Limitazione it i dell insorgenza dell incendio di e la ridotta propagazione dei prodotti della combustione; Stabilità degli elementi costruttivi; Possibilità per le squadre di soccorso di operare in sicurezza.

24 3 - Individuazione dei livelli di prestazione (I fase) In relazione agli obiettivi di sicurezza individuati, il progettista deve indicare quali sono i parametri significativi presi a riferimento per garantire il soddisfacimento degli stessi obiettivi e i valori massimi ammissibili di tali parametri (livelli di prestazione). I parametri possono includere, ad esempio, temperature massime dei gas, irraggiamento termico, livelli di visibilità, livelli di esposizione termica per le persone o per i materiali, ecc..

25 4 - Scenari di Incendio di progetto (I fase) Nel processo di individuazione degli scenari di incendio di progetto, devono essere valutati tutti gli incendi realisticamente ipotizzabili, scegliendo i più gravosi per lo sviluppo e la propagazione dell incendio, la conseguente sollecitazione strutturale, la salvaguardia degli occupanti e la sicurezza delle squadre di soccorso.

26 4- Scenari di Incendio di progetto (I fase) stato, tipo e quantitativo del combustibile; configurazione e posizione del combustibile; rateo di crescita del fuoco e picco della potenza termica rilasciata (HRR max); rateo di sviluppo dei prodotti della combustione; caratteristiche dell edificio (geometria del locale, condizioni i i di ventilazione i interna ed esterna, stato t delle porte e delle finestre, eventuale rottura di vetri, ecc.); condizioni delle persone presenti (affollamento, stato psico-fisico, s co, presenza di disabili, ecc.).

27 Analisi preliminare (I fase) 1) DEFINIZIONE del PROGETTO 2) OBIETTIVI 3) CRITERI di PRESTAZIONE (valori Numerici) 4) INCENDI di PROGETTO Valori Numerici A firma del PROGETTISTA e del TITOLARE SOMMARIO TECNICO

28 Analisi quantitativa (II fase) Viene svolta l analisi quantitativa degli effetti causati dall incendio e verificato il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza assunti attraverso il confronto dei risultati ottenuti con i livelli di prestazione indicati e, quindi, dimostrata l adeguatezza delle misure che si intendono adottare. Scelta del Modello di calcolo Risultati delle elaborazioni che caratterizzano l incendio Individuazione del Progetto Finale

29 5- Scelta del Modello di calcolo (II fase) Sviluppata una ipotesi progettuale il passo successivo consiste nella scelta dei modelli di calcolo da applicare al caso in esame per la valutazione dello sviluppo dell incendio e delle sue possibili conseguenze. Il progettista può optare tra i modelli di calcolo che le attuali conoscenze tecniche di settore mettono a disposizione, purché di comprovata attendibilità, e dovrà interpretare e giustificare i risultati ottenuti.

30 6- Risultati delle elaborazioni che caratterizzano l incendio (II fase) L applicazione del modello scelto deve fornire una serie di parametri numerici che servono a descrivere l evoluzione dell incendio ed a fornire le indicazioni necessarie per sviluppare la progettazione in termini di raggiungimento dei livelli di prestazione prefissati.

31 7- Individuazione del Progetto Finale (IIfase) Al Comando provinciale i VV.F. deve essere presentato il progetto completo, sottoscritto dal progettista e dal titolare, che dovrà dimostrare che sono stati analizzati i vari aspetti, e rispetto agli scenari di incendio prescelti, è stato verificato che le soluzioni tecniche adottate consentono di raggiungere g gli obiettivi prefissati.

32 Analisi quantitativa (II fase) 5) SCELTA DEI MODELLI DI CALCOLO 6) RISULTATI DELLE ELABORAZIONI 7) PROGETTO FINALE DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO

33 SGSA Nell ambito del sistema di gestione della sicurezza antincendio devono essere valutati ed esplicitati i provvedimenti presi relativamente ai seguenti punti: Organizzazione del personale; Identificazione e valutazione dei pericoli derivanti dall attività; Controllo operativo; Gestione delle modifiche; Pianificazione di emergenza; Controllo delle prestazioni; Controllo e revisione.

34 Riassumendo.. Fase I DEFINIZIONE del PROGETTO OBIETTIVI CRITERI di PRESTAZIONE (valori Numerici) INCENDI di PROGETTO Valori Numerici SOMMARIO TECNICO Fase II Ipotesi progetto Scelta MODELLO Di CALCOLO Analisi Risultati PROGETTO SGSA Documentazione FINALE

35 Esempi di attuazione Procedimenti investigativi: i le valutazioni ieseguite con le tecniche dell ingegneria della sicurezza antincendio permettono anche di stimare l influenza che alcuni parametri dello scenario hanno sullo sviluppo dell incendio per ricostruirne la dinamica. I risultati possono fornire preziose indicazioni per confermare o determinare le cause di incendio.

36 Esempi di attuazione - Progettazione e verifica dei sistemi di evacuazione di emergenza attraverso una valutazione della lunghezza massima dei percorsi di esodo, in relazione alla reale quantità dei prodotti combustibili che possono essere presenti nei percorsi di uscita ed al massimo affollamento ipotizzabile nell edificio; edificio;

37 Esempi di attuazione -un esempio di attuazione dei metodi dell Ingegneria della sicurezza antincendio consiste in una differente valutazione della prestazione di resistenza al fuoco da richiedere agli elementi costruttivi portanti e a quelli di separazione. (D.M. 9/3/2007)

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