Politica Economica Europea. a.a

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1 Politica Economica Europea 11

2 Politiche fiscali nelle unioni monetarie - Qual è il ruolo della politica fiscale in una UM? - Qual è il grado di indipendenza delle politiche fiscali nazionali? Riprendiamo la teoria delle AVO Hp di shock asimmetrico in una UM (vedi lezioni iniziali ) Qual è il ruolo della politica fiscale? Dipende dal grado di centralizzazione dei bilanci

3 Se il bilancio dell Unione è centralizzato: trasferimenti di reddito da un paese all altro (trasferimenti inter-regionali). Ma problema di moral hazard (comportamenti opportunistici), con gravi conseguenze economiche specialmente se lo shock asimmetrico è permanente. Possibili anche problemi e tensioni politiche. Se il bilancio dell Unione non è centralizzato: stabilizzatori automatici nazionali sono importanti. Ricorda: ma possibili problemi dal lato della finanza pubblica se la causa del deficit non è transitoria (aumento del debitoà trasferimenti inter-generazionali) Il tasso di cambio non è utilizzabile perché i due paesi sono membri di una UM. Politica monetaria immobile nell ipotesi che medi tra due situazioni opposte!

4 Breve richiamo delle relazioni di finanza pubblica P b t b t 1 = ( r t g t )b t + d t Affinché il debito sia stabile (in equilibrio): ( r g)b = d p = a p dove a p è l'avanzo primario Il debito esistente è dato dall accumulo di deficit à Accumulare deficit implica che di fronte a shock negativi saranno necessarie politiche di austerità per evitare il default Nel caso r>g l avanzo primario richiesto per stabilizzare il debito è proporzionale al debito esistente (v. lezioni precedenti).

5 La dinamica del debito pubblico sperimentata da diversi stati europei nel tempo, porta a rivedere la desiderabilità delle politiche fiscali in una UM. Infatti, è evidente che il loro utilizzo non è stato solamente finalizzato ad assorbire le fasi cicliche negative. Questa è anche la visione presente nel Trattato dell UE secondo cui l utilizzo della politica fiscale deve sottostare a precise regole.

6 LA POLITICA FISCALE NEI PAESI DELL'AREA EURO Le regole fiscali nel Trattato La politica fiscale, diversamente da quella monetaria, rimane responsabilità dei singoli Stati dell'unione ma è sottoposta ai vincoli dettati nel Trattato della Comunità Europea e precisati nel Patto di Stabilità e Crescita. Il Trattato sul funzionamento dell Unione europea (TFUE) stabilisce infatti che gli Stati membri attuano la loro politica economica allo scopo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell Unione (Articolo 120 del TFUE), considerano le loro politiche economiche una questione di interesse comune e le coordinano nell ambito del Consiglio (Articolo 121(1) ). Ciò comporta che le politiche economiche degli Stati membri non possano essere condotte in modo completamente indipendente, ma sono soggette a regole e a meccanismi di sorveglianza comuni.

7 Trattato sul Funzionamento dell UE Articolo Gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi. 2. La Commissione sorveglia l'evoluzione della situazione di bilancio e dell'entità del debito pubblico negli Stati membri, al fine di individuare errori rilevanti. In particolare esamina la conformità alla disciplina di bilancio sulla base dei due criteri seguenti:

8 a) se il rapporto tra il disavanzo pubblico, previsto o effettivo, e il prodotto interno lordo superi un valore di riferimento, a meno che - il rapporto non sia diminuito in modo sostanziale e continuo e abbia raggiunto un livello che si avvicina al valore di riferimento (3% del PIL); - oppure, in alternativa, il superamento del valore di riferimento sia solo eccezionale e temporaneo e il rapporto resti vicino al valore di riferimento; b) se il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo superi un valore di riferimento (60% del PIL), a meno che detto rapporto non si stia riducendo in misura sufficiente e non si avvicini al valore di riferimento con ritmo adeguato. I valori di riferimento sono specificati nel protocollo per la procedura per i disavanzi eccessivi allegato al TFUE

9 3. Se uno Stato membro non rispetta i requisiti previsti da uno o entrambi i criteri menzionati, la Commissione prepara una relazione. La relazione della Commissione tiene conto anche dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico e la spesa pubblica per gli investimenti e tiene conto di tutti gli altri fattori significativi, compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro. La Commissione può inoltre preparare una relazione se ritiene che in un determinato Stato membro, malgrado i criteri siano rispettati, sussista il rischio di un disavanzo eccessivo. 4. Il Comitato Economico e Sociale formula un parere in merito alla relazione della Commissione. 5. La Commissione, se ritiene che in uno Stato membro esista o possa determinarsi in futuro un disavanzo eccessivo, trasmette un parere allo Stato membro interessato e ne informa il Consiglio. 6. Il Consiglio, su proposta della Commissione e considerate le osservazioni che lo Stato membro interessato ritenga di formulare, decide, dopo una valutazione globale, se esiste un disavanzo eccessivo

10 Cosa succede se viene dichiarato deficit eccessivo? Il Consiglio adotta le raccomandazioni e le inoltra allo Stato membro. Se le raccomandazioni sono disattese, il Consiglio può decidere di intimare allo Stato membro di prendere, entro un termine stabilito, le misure volte alla riduzione del disavanzo che il Consiglio ritiene necessarie per correggere la situazione. Lo Stato dovrà presentare relazioni secondo un calendario preciso al fine di poter esaminare e valutare lo sviluppo della situazione Se lo Stato non ottempera le decisioni del Consiglio, questo può anche richiedere un deposito infruttifero o un ammenda (paragrafi 9-11) NOTE: Ulteriori disposizioni su queste procedure sono precisate nel Protocollo per i disavanzi eccessivi, allegato al Trattato. IL Consiglio, deliberando all unanimità, sentito il Parlamento e la BCE adatta disposizioni che sostituiscono il Protocollo

11 IL PATTO DI STABILITÁ E CRESCITA Formalmente, entra in vigore il 1 gennaio E un quadro di norme per il coordinamento delle politiche di bilancio nazionali nell UME. Rafforza il quadro di riferimento del Trattato e chiarisce la procedura da adottare in presenza di deficit pubblici eccessivi L'obiettivo è garantire, una volta introdotta la moneta unica, che venga mantenuta la disciplina seguita dagli Stati membri in materia di bilancio. Preservare l'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi ed una crescita vigorosa e sostenibile che promuova la creazione di posti di lavoro.

12 Il Patto si articola in una parte preventiva e in un parte dissuasiva. E costituito dai seguenti elementi: 1. la Risoluzione del Consiglio europeo di Amsterdam del 17 giugno 1997; 2. il Regolamento (CE) n. 1466/97 MODIFICATO dal Regolamento (CE) n. 1055/2005 per la sorveglianza delle posizioni di bilancio degli Stati membri e il coordinamento delle loro politiche economiche (parte preventiva); 3. il Regolamento (CE) n. 1467/97 MODIFICATO dal Regolamento (CE) n. 1056/2005 sulle modalità di attuazione della procedura per disavanzo eccessivo (parte dissuasiva) marzo 2005: Il Consiglio ECOFIN adotta il documento Migliorare il PSC, approvato dal Consiglio Europeo il 22 marzo Aggiorna e complementa il PSC di cui ora è parte integrante. Anche i regolamenti sono stati emendati 5. Ulteriori modifiche sono oltre)

13 Parte preventiva Gli Stati membri devono presentare programmi annuali di stabilità (o di convergenza) indicanti come intendono conseguire o salvaguardare posizioni di bilancio sane a medio termine, tenendo conto dell incidenza finanziaria dell invecchiamento demografico.

14 I programmi di stabilità e convergenza I programmi contengono le seguenti informazioni: 1. un obiettivo a medio termine (MTO) costituito da una posizione di bilancio che eviti il rischio di superare la soglia del 3% del PIL e garantisca la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, 2. il percorso di avvicinamento a tale obiettivo (i valori di riferimento anno per anno fino al conseguimento dell obiettivo) 3. L andamento previsto del rapporto debito pubblico/pil; 4. le principali ipotesi economiche (crescita, occupazione, inflazione e altre importanti variabili economiche); 5. la descrizione e la valutazione delle misure di politica economica adottate per conseguire gli obiettivi del programma; 6. l analisi delle ripercussioni di eventuali cambiamenti delle principali ipotesi economiche sulla posizione di bilancio e sul debito; 7. gli obiettivi a medio termine della politica monetaria e la loro relazione con la stabilità dei prezzi e dei cambi (soltanto per i paesi non appartenenti all area dell euro). Le informazioni devono essere fornite, oltre che per l anno in corso e quello precedente, almeno per i tre anni successivi.

15 Valutazione dei programmi di stabilità e convergenza Il Consiglio esamina i programmi all inizio di ogni anno ed esprime un parere su ciascun programma, sulla base delle valutazioni formulate dalla Commissione e dal Comitato economico e finanziario. L esame si concentra sui seguenti aspetti: Le ipotesi economiche sono realistiche? L obiettivo di bilancio a medio termine presentato nel programma prevede un margine di manovra per evitare il determinarsi di un disavanzo eccessivo? Il percorso di avvicinamento all obiettivo è adeguato? Le misure di politica economica adottate sono sufficienti per il conseguimento dell obiettivo di bilancio a medio termine? Quali sono i rischi connessi all invecchiamento demografico per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche? Le politiche economiche sono coerenti con gli indirizzi di massima in materia? Sulla base di tale analisi il Consiglio, nel suo parere, può suggerire al paese interessato di prendere determinati provvedimenti.

16 Parte dissuasiva Gli elementi dissuasivi del patto sono quelli previsti dalla procedura per i disavanzi eccessivi, che scatta quando il disavanzo supera la soglia del 3% del PIL prevista dal trattato. Se l ECOFIN verifica la presenza di un deficit eccessivo, si dà avvio alla Procedura per disavanzi eccessivi (EDP) Al paese si chiede di rientrare entro un certo periodo di tempo. Se, considerando anche periodi di proroga, il paese non rientra entro il limite di deficit previsto, scatta una sanzione nella forma di un deposito infruttifero determinato in proporzione al PIL e all entità del disavanzo: Sanzione (in % al PIL)= (d-3) Il deposito diventa ammenda se il pese rimane al di sopra della soglia anche dopo la sanzione.

17 Obiettivo a medio termine Saldo di bilancio corretto per il ciclo economico Il saldo di bilancio che gli stati si impegnano a mantenere o raggiungere nel medio termine, il cosiddetto obiettivo a medio termine, è calcolato utilizzando il saldo di bilancio corrente e l output gap. L output gap misura il ciclo economico. Il saldo di bilancio a medio termine è quindi il saldo di bilancio al netto degli effetti del ciclo economico Vediamo di seguito come si misura l output gap e come si ottiene il saldo di bilancio a medio termine

18 Output gap OG = Y Y P 100 Y P dove Y P = PIL potenziale e Y = PIL Y Y P OG<0 OG>0 tempo

19 PIL potenziale PIL Potenziale: la produzione che l economia sarebbe in grado di sostenere nel medio periodo se utilizzasse i fattori della produzione al loro livello normale. Il PIL Potenziale non è osservabile e viene stimato utilizzando procedure complesse. La stima si basa sulla funzione di produzione i cui fattori sono il lavoro (ore lavorate e il numero di occupati), il capitale e la produttività totale dei fattori (TFP)

20 percent Stima del PIL potenziale e delle sue componenti per l Italia (fonte UE) Contribu6ons to Poten6al Output Labour Pot.Output growth Capital TFP

21 Saldo di bilancio e ciclo economico Perché ed in che misura il saldo di bilancio è influenzato dal ciclo economico? Il ciclo influenza il saldo di bilancio automaticamente in funzione dei cosiddetti stabilizzatori automatici del reddito, vale a dire variazioni nelle entrate (tassazione) e nelle spese determinate da modifiche cicliche nei redditi e nelle posizioni lavorative

22 Rispondenza delle entrate e delle uscite al ciclo economico Per calcolare la sensitività delle entrate all output gap, l OCSE distingue tra 4 tipi di entrate sensibili al ciclo economico: 1. Tasse sui redditi delle persone fisiche 2. Tasse sui redditi delle imprese 3. Tasse indirette 4. Contributi sociali E considera una sola componente di spesa sensibile al ciclo economico 1. Sussidi di disoccupazione

23 Qual è mediamente l elasticità di queste componenti all output gap? Se il PIL effettivo è, ad esempio, 1pp sotto il PIL potenziale, di quanto varieranno, proporzionalmente le componenti di entrata e di uscita del bilancio pubblico? ü ü ü ü ü Saldo di bilancio corretto per il ciclo Tasse sui redditi delle persone fisiche: ε>1 (progressività della tassazione) Tasse sui redditi delle imprese ε>1 (base imponibile: profitti molto sensibili al ciclo) Contributi sociali ε<1 (scarsa rispondenza al ciclo del monte salari) Tasse indirette ε=1 (ipotesidi elasticità unitaria tutti i paesi UE) Sussidi di disoccupazione ε bassa (bassa quota dei sussidi sulla spesa pubblica totale)

24 Elasticità del saldo di bilancio all output gap ITALIA ε R = 0.49 ε G = ε = 0.50 ε R, ε G = Elasticità delle entrate e delle uscite ε ε G ε R

25 A partire dal 2013 l elasticità del saldo di bilancio all output gap è stata ricalcolata. Attualmente si assume che il saldo di bilancio in percentuale al PIL ha un elasticità all output gap pari a circa Il prodotto tra questa elasticità (0.55) e l output gap misura quindi la componente ciclica del saldo di bilancio

26 Saldo di bilancio corretto per il ciclo economico CAB t = d t ε OG t, dove: CAB = cyclically adjusted balance d = Deficit, OG = output gap, misura del ciclo economico PIL ε = rispondenza del saldo di bilancio all'output gap CAB t = d t ε OG t De=icit corretto per il ciclo De=icit Componente ciclica del de=icit

27 Saldo strutturale o a medio termine Il saldo di bilancio a medio termine o saldo strutturale di ottiene sottraendo al deficit effettivo il deficit ciclico e le componenti una tantum. individua quindi il saldo di bilancio quando il PIL è al suo livello potenziale. Indica quanto l indebitamento pubblico è determinato dalla struttura del sistema.

28 Vedi ad esempio il Documento di Economia e Finanza (DEF), Sez.1 Programma di stabilità dell Italia deliberato dal CdM il 10 aprile 2013 e presentato alla Commissione europea

29 TAVOLA III.8: LA FINANZA PUBBLICA CORRETTA PER IL CICLO (in percentuale del PIL) Tasso di crescita del PIL a prezzi costanti 0,4-2,4-1,3 1,3 1,5 1,3 1,4 Indebitamento netto -3,8-3,0-2,9-1,8-1,5-0,9-0,4 Interessi passivi 5,0 5,5 5,3 5,6 5,8 6,0 6,1 Tasso di crescita del PIL potenziale 0,4-0,5 0,0 0,2 0,3 0,3 0,5 Contributi dei fattori alla crescita potenziale: Lavoro 0,3-0,4 0,2 0,3 0,3 0,2 0,2 Capitale 0,2 0,0 0,0 0,1 0,1 0,2 0,2 Produttività Totale dei Fattori -0,1-0,2-0,2-0,1-0,1 0,0 0,1 Output gap -1,8-3,6-4,8-3,8-2,6-1,7-0,8 Componente ciclica del saldo di bilancio -1,0-2,0-2,7-2,1-1,5-0,9-0,5 Saldo di bilancio corretto per il ciclo -2,8-1,1-0,2 0,3-0,1 0,0 0,0 Avanzo primario corretto per il ciclo 2,2 4,5 5,1 5,9 5,7 6,1 6,1 Misure una tantum 0,7 0,1-0,2-0,1-0,1 0,0 0,0 Saldo di Bilancio al netto delle una tantum -4,5-3,1-2,7-1,7-1,5-0,9-0,5 Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle una tantum -3,5-1,2 0,0 0,4 0,0 0,0 0,0 Avanzo primario corretto per il ciclo al netto delle una tantum 1,5 4,4 5,3 6,0 5,8 6,0 6,1 Variazione saldo di bilancio al netto delle una tantum -0,2-1,3-0,4-1,0-0,2-0,5-0,5 Variazione saldo di bilancio corretto per ciclo al netto delle una tantum -0,2-2,3-1,1-0,4 0,4 0,0 0,0 1) Gli arrotondamenti alla prima cifra decimale possono determinare incongruenze tra i valori presentati in tabella. Output gap * 0.55 =componente ciclica del saldo di bilancio La componente ciclica che fornisce una misura approssimata dell impatto delle fluttuazioni congiunturali sul bilancio dello Stato viene definita come il prodotto tra l output gap e l elasticità del saldo di bilancio alla crescita economica. A partire da quest anno, il Comitato di Politica Economica dell UE ha deciso di adottare un concetto di semi-elasticità 13. Pertanto, in luogo della Indebitamento netto - componente ciclica = saldo di bilancio corretto per il ciclo Saldo di bilancio corretto per il ciclo misure una tantum = saldo strutturale

30 Utilizzo del saldo di bilancio strutturale Nel corso del 2012 nella Costituzione italiana è stato introdotto il principio dell equilibrio di bilancio in conformità con il dettato europeo (Six Pack). Legge costituzionale del 20 aprile 2012 n.1 recante L introduzione del principio di bilancio nella Carta Costituzionale e la legge del 24 dicembre 2012 n.243 recante Disposizioni per l attuazione del principio del pareggio di bilancio si sensi dell art.81, sesto comma della Costituzione Secondo la nuova legislazione l equilibrio di bilancio si ottiene qualora il saldo strutturale di attesti al livello dell Obiettivo a Medio Termine (MTO).

31 L MTO è definito in termini strutturali sulla base di indicatori specifici di ciascun paese quali: il tasso di crescita potenziale di lungo periodo, il livello corrente del rapporto debito/pil e dell ammontare delle passività implicite legate all invecchiamento della popolazione. Per l Italia MTO coincide con un saldo strutturale in pareggio. Questo sposta l accento della sorveglianza fiscale sulle valutazioni effettuate in termini strutturali, cioè al netto del ciclo economico e delle misure una tantum (da DEF 2013)

32 La regola del debito Oltre al pareggio di bilancio, il Six Pack modifica il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) introducendo una regola del debito che prevede che il rapporto debito/pil si riduca all anno di almeno 1/20 dello scostamento rispetto al 60% del PIL calcolato sulla media dei tre anni precedenti. Questa regola, introdotta nel PSC è stata recepita dalla L. n. 243/2012.

33 La regola del debito E possibile quindi calcolare, utilizzando la formula prevista, quale dovrebbe essere, in ogni anno, il Benchmark del debito (BB). Nel 2015 (primo anno in cui l Italia dovrà confrontare il proprio debito con il benchmark richiesto) tale riferimento sarà 124.1%. Riuscirà l Italia a soddisfare questo ulteriore vincolo? Conoscendo l equazione della dinamica del debito, sappiamo che questo dipenderà da (r-g) e dal disavanzo primario

34 forward looking). Le figure riportano i punti che individuano la combinazione tra avanzo primario e differenziale crescita/interessi nel 2012, 2013, 2015 (con e senza la correzione per il ciclo economico) e La figure confermano che gli obiettivi di bilancio programmati dal Governo permettono di rispettare ampiamente la regola del debito. COMBINAZIONI TRA AVANZO PRIMARIO, TASSO DI CRESCITA E TASSI DI INTERESSE NOMINALI CHE CONSENTONO DI RISPETTARE IL BENCHMARK DEL DEBITO AL 2015 E AL 2017

35 Fonte: elaborazioni MEF

36 Avvio della procedura per disavanzo eccessivo (PDE) nel 2009 in quasi tutti i paesi europei. All Italia veniva chiesto di riportare il disavanzo entro il 3% del PIL entro il 2012 e di garantire uno sforzo di bilancio medio annuo pari almeno a 0.5 punti percentuali del PIL nel periodo Come evidenziato nel Programma di stabilità (DEF 2013) il livello di indebitamento conseguito nel 2012 e le proiezioni per gli anni successivi evidenziano un risanamento dei conti pubblici coerente con le raccomandazioni del Consiglio ECOFIN Rientro di parecchi paesi dalla PDE nelle scorse settimane (maggio 2014)

37 La revisione della governance dell eurozona a seguito della crisi 2007 Perché sorge questa necessità? Si evidenziano problemi nei conti pubblici e squilibri macroeconomici Criticità dell attuale governance Proposte e modifiche legislative

38 Crisi e conti pubblici 1. Ancor prima dell inizio della crisi alcuni paesi (sia grandi sia piccoli) avevano registrato disavanzi eccessivi per diversi anni dopo l introduzione dell euro. 2. Inizio 2008: solo otto dei diciassette paesi appartenenti all area dell euro avevano davvero raggiunto il proprio obiettivo di bilancio a medio termine nel 2007, mentre diversi altri avevano posticipato il percorso di aggiustamento previsto. 3. Ampi squilibri nei conti pubblici accumulati, da alcuni stati, anche in congiunture favorevoli 4. Il risparmio sui tassi di interesse passivi dovuto dalla riduzione dei differenziali avvenuta con l ingresso nell UME non è sempre stata usata per ridurre il debito. 5. La crisi ha acuito situazioni in alcuni casi già precarie

39 Reazioni insufficienti da parte europea 1. Benché evidenziato dal Consiglio Ecofin, ciò non ha implicato l uso degli strumenti procedurali previsti dalla parte preventiva del PSC, quali gli early warnings o le raccomandazioni della Commissione europea. 2. Gli strumenti procedurali per affrontare casi di mancato rispetto delle regole di bilancio non avevano automaticità e lasciavano ampia discrezionalità. 3. La peer pressure fra gli Stati membri, strumento potenzialmente efficace per garantire la sorveglianza reciproca dei conti pubblici, è stata debole giacché i paesi non hanno attribuito adeguata importanza alla loro comune responsabilità

40 Squilibri macroeconomici 1. Alcuni paesi hanno registrato forti squilibri economici interni ed esterni, nonché tassi di inflazione persistentemente al di sopra del livello medio dell area dell euro. In alcuni paesi gli aumenti salariali, trainati il più delle volte dalla forte crescita dei salari nel settore pubblico, hanno ampiamente superato gli incrementi di produttività, determinando rialzi del costo del lavoro unitario superiori a quelli osservati in altri paesi dell area dell euro e nella media dell area e una graduale erosione della competitività. Forte crescita della domanda interna a ritmi non sostenibili, ottimistico andamento atteso dei redditi, eccessiva crescita del credito à Ampi disavanzi delle partite correnti 2. Accumulo di rischi finanziari che possono facilmente ripercuotersi su altri paesi in presenza di una elevata integrazione finanziaria

41 Debolezze della governance europea 3. Insufficiente coordinamento delle politiche economiche. Nell UE il coordinamento viene condotto principalmente nel quadro degli Indirizzi di massima o priorità per le politiche economiche, degli Orientamenti per l occupazione e della strategia Europa 2020 (in precedenza la strategia di Lisbona). Questi definiscono raccomandazioni di politica economica per i responsabili nazionali delle politiche macroeconomiche, strutturali e del mercato del lavoro.

42 Consiglio Europeo 8-9 dicembre Six pack 1. Vengono deliberate varie misure finalizzate a rafforzare la sorveglianza fiscale per tutti i 27 paesi UE 2. Viene introdotta la sorveglianza macroeconomica nell ambito della nuova Procedura per gli squilibri macroeconomici Complessivamente il pacchetto è denominato six pack perché composto da 5 regolamenti e una direttiva

43 Principali novità che rafforzano il PSC Una più forte azione preventiva Nuove sanzioni finanziarie e misure non finanziarie nei confronti dei paesi dell eurozona inadempienti relativamente agli aggiustamenti verso l obiettivo a medio termine; le sanzioni sono da applicare in una fase iniziale del processo di sorveglianza, con un intensità progressiva. Una maggiore automaticità delle procedure di sorveglianza sui conti pubblici mediante il ricorso a un meccanismo di voto a maggioranza qualificata inversa (le raccomandazioni della Commissione intese a imporre sanzioni finanziarie sono ritenute adottate a meno che il Consiglio decida, a maggioranza qualificata, di respingerle). La procedura per i disavanzi eccessivi si estende anche ai debiti che superano il 60%. Anche in questo caso è prevista deposito infruttifero pari al 0.2% del PIL Si quantificano le significative deviazioni dall obiettivo a medio termine. Requisiti minimi di indipendenza delle autorità statistiche nazionali e possibilità di sanzioni finanziarie in caso di falsificazione dei dati di bilancio

44 Nuovo quadro di sorveglianza macroeconomica Considerato che le scelte economiche dei paesi membri hanno portato, nell ultimo decennio, ad ampliare le divergenze di produttività e ad accrescere gli squilibri macroeconomici nell UE, viene introdotto un nuovo meccanismo di sorveglianza dotato di un sistema preventivo e di uno correttivo, con i seguenti elementi procedurali: 1. Meccanismo allerta rapida (Early warning) basato su una serie di indicatori macroeconomici e una valutazione economica e finanziaria annuale condotta dalla Commissione europea; 2. Esame degli andamenti economici negli Stati membri per i quali la Commissione ha individuato significativi squilibri macroeconomici o rischi che questi ultimi insorgano; 3. Raccomandazioni indirizzate agli Stati membri per l attuazione di politiche economiche specifiche al fine di correggere o prevenire detti squilibri macroeconomici;

45 Nuovo quadro di sorveglianza macroeconomica 4. Una Procedura per squilibri eccessivi (PSE) cui possono essere sottoposti gli Stati membri nei quali sono stati individuati gravi squilibri macroeconomici tali da poter mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell UEM; l obbligo del paese di presentare un piano di azioni correttive. 5. Sanzioni finanziarie, che possono essere imposte ai paesi dell area dell euro sotto forma di depositi fruttiferi qualora il Consiglio stabilisca che il paese in questione non abbia ottemperato per due volte alla raccomandazione del Consiglio.

46 Consiglio europeo 8-9 dicembre Patto intergovernativo sulla Stabilità, il Coordinamento e la Governance E stato firmato da 25 paesi dell UE (tutti eccetto UK e Re.p Ceca) Si applica a tutti i paesi dell Eurozona La parte fiscale di questo Patto Intergovernativo è nota come Fiscal Compact Dal punto di vista delle politiche di bilancio, un elemento fondamentale del trattato intergovernativo è la regola del pareggio di bilancio formulata in termini strutturali (il freno al debito, debt brake) da recepire nelle legislazioni nazionali, unitamente a un meccanismo di correzione automatica in caso di scostamento. NOTA: questo è un cambiamento fondamentale rispetto al PSC che invece impone delle regole ai governi nazionali. In tal modo la legislazione europea in tema di bilancio si avvicinerebbe a quella USA (leggi Il Patto intergovernativo recepisce poi il rafforzamento del PSC. Chiede di basare i bilanci nazionali su previsioni di crescita definiti da enti terzi, indipendenti dal governo Chiede di consultare la Commissione europea prima di adottare qualsiasi importante riforma della politica a.a. economica o di bilancio.

47 Consiglio Europeo marzo Istituzione di ESM Istituzione di un meccanismo permanente di gestione delle crisi da attivarsi in situazioni di difficoltà di uno Stato membro (European Stability Mechanism, ESM). Tale meccanismo sostituisce l European Financial Stability Facility (EFSF), prevede il sostegno finanziario al paese che richiede assistenza a condizioni rigorose. Tale sostegno è subordinato a un approfondita analisi di solvibilità: per i paesi considerati solvibili, il settore privato sarebbe incoraggiato a mantenere le esposizioni e il nuovo meccanismo interverrebbe con uno status di creditore privilegiato, secondo soltanto all FMI; qualora invece l analisi rivelasse una situazione di insolvenza, lo Stato membro dovrebbe in primo luogo negoziare con i creditori privati un piano di ristrutturazione del debito. La capacità di prestito di ESM sarà di 500 mld di euro Nuovo paragrafo nell art.136 del TFUE entrato in vigore il 1 gennaio 2013.

23.11.2011 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 306/33

23.11.2011 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 306/33 23.11.2011 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 306/33 REGOLAMENTO (UE) N. 1177/2011 DEL CONSIGLIO dell'8 novembre 2011 che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l accelerazione e il chiarimento

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