Premessa generale. Domanda di formazione

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1 ALLEGATO 1: Proposta nuovo Ordinamento didattico in classe LM-77 Laurea Magistrale in Management della Sostenibilità e del Turismo (acronimo MaST) Premessa generale Informazione: Progettazione del nuovo CdS Analisi: Le motivazioni che supportano la proposta di questa nuova laurea magistrale sono sia interne che esterne. All interno della Facoltà di Economia da più di dieci anni studiosi di diverse discipline hanno svolto ricerche sui temi del management turistico e della gestione dell ambiente assumendo un ottica multidisciplinare alla sostenibilità (Appendice 1). Grazie alla costituzione del DEM, alcuni colleghi dell area psicologica, hanno espresso la disponibilità ad integrare la ricerca e la didattica sui temi della sostenibilità mettendo a disposizione le loro competenze in termini di analisi dei comportamenti degli individui e delle imprese. Questa integrazione va nella direzione di alcune delle esperienze formative più innovative a livello europeo. In particolare, le università di Monaco, Wageningen e Aarhus, all interno del programma congiunto EURECA, propongono percorsi specialistici tra i quali quello in Sustainable consumption che integra i temi di Environmental and Natural Resource Economics e Sustainability Marketing and Sustainable Consumption. Tra le motivazioni esterne, la prima riguarda l opportunità di offrire una proposta di formazione magistrale sui temi del management della sostenibilità e del turismo, unica nel centro-nord Italia nelle classi di LM di tipo economico-aziendale come evidenziato dall analisi di benchmark contenuta in Appendice 2. L unicità della proposta apre quindi spazi di attrattività sovraregionale e all interno dell area dell Euregio. In quest ultimo ambito, infatti, l Università di Bolzano offre una laurea triennale in Management del Turismo, dello Sport e degli Eventi ma non ha attivato alcun programma di LM sulle stesse tematiche. L Università di Innsbruck - School of Management offre invece un programma di Master of Science in Strategic Management, impartito in lingua inglese, all interno del quale è previsto un percorso in "Leisure and Tourism Management. Nell ambito degli incontri organizzati dagli Atenei a partire dall ottobre 2013, è già stata raccolta una manifestazione di interesse da parte di Innsbruck per attivare fin da subito, forme di scambio di studenti (tirocinio, tesi o frequenza a corsi con contenuti omogenei) e docenti, in quanto i contenuti formativi dei due corsi sono fortemente complementari (Appendice 3). Rispetto alla laurea magistrale in Mediazione Linguistica, Turismo e Culture offerta dal Dipartimento di Lettere e Filosofia del nostro Ateneo, la proposta MaST si differenzia per il forte orientamento alle discipline economico-manageriali e si rivolge a laureati triennali con un solido background economicomanageriale. Domanda di formazione Informazione: Identificazione /consultazione delle organizzazioni rappresentative a livello nazionale e internazionale (parti sociali) Analisi: Nel corso del lungo processo di gestazione e definizione della proposta di nuova LM è stato possibile raccogliere un notevole interesse per una nuova LM sui temi del management della sostenibilità e del turismo da parte delle associazioni di categoria (ASAT, ADA, AIPMT) e di altri soggetti istituzionali locali (Dipartimento del Turismo - PAT, Trentino Marketing, parco Adamello Brenta, Parco di Paneveggio, SAT) e nazionali (ENIT, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Turismo Responsabile) (per i dettagli vedi Appendice 4). In particolare, i contatti intercorsi con i responsabili di due associazioni di categoria (Associazione Albergatori e Associazione direttori d albergo) hanno evidenziato il fabbisogno di creare professionalità con una formazione multidisciplinare. E stata inoltre riconosciuta la necessità di creare competenze a livello di laurea magistrale che assicurino la capacità di gestire le strutture alberghiere e/o le organizzazioni turistiche territoriali secondo l approccio alla sostenibilità e alle opportunità offerte dalla green economy. Relativamente all offerta formativa esistente a livello nazionale, è già stato sottolineato in premessa che non esiste un offerta formativa comparabile nelle università contigue. L unica offerta simile, nella denominazione più che nei contenuti proposti, è quella offerta dall Università di Messina (Appendice 2). I dati Almalaurea più recenti relativi al 2012 indicano un numero di laureati nei corsi di LM in turismo e/o ambiente rientranti nelle classi economico-aziendali (LM-56, LM-76 e LM-77) che vanno da un minimo di 13 (Torino) ad un massimo di 49 (Bologna-Rimini). L esistenza di un interesse da parte degli studenti per i temi oggetto della proposta di LM è dimostrato dal fatto che sono circa 140 gli studenti del DEM che, negli ultimi 4 anni, hanno scelto di svolgere e discutere la loro tesi su questi argomenti (Appendice 5). Stato documento: approvato Data ultima modifica: Nome file: Allegati 1 e 2 Management della Sostenibilità e del Turismo LM77.docx

2 Obiettivi formativi Informazione: Obiettivi formativi specifici del corso Risultati di apprendimento attesi Analisi: Il corso di LM MaST si pone i seguenti obiettivi formativi: A. garantire un adeguata preparazione economico-manageriale orientata alla sostenibilità che permetta ai laureati, qualsiasi sia il settore di impiego, la progettazione ed implementazione di soluzioni di impresa che siano anche eco-sostenibili, nonché la progettazione di servizi innovativi e sostenibili; B. garantire una preparazione avanzata in ambito manageriale integrata con conoscenze multidisciplinari che permetta di: B.1 analizzare, progettare e gestire aziende e organizzazioni che operano in campo turistico e della gestione sostenibile dell ambiente, B.2 svolgere attività complesse di coordinamento e di indirizzo riferibili al settore turistico e della gestione sostenibile dell ambiente, B.3 analizzare, progettare, decidere, implementare e monitorare la pianificazione dell offerta turistica complessiva ed integrata di un territorio, B.4 gestire e promuovere la qualità e la sicurezza dei processi turistici nel rispetto e della gestione sostenibile dell ambiente; Le principali aree di apprendimento sono relative alla gestione dell impresa di servizi, alla gestione dei sistemi turistici, del marketing turistico-territoriale, dell economia dell ambiente, della gestione sostenibile delle risorse, della statistica applicata e della comprensione e dell analisi del comportamento decisionale degli individui (consumatori/turisti). L integrazione dell analisi psicologica del comportamento del consumatore, inusuale nel panorama italiano, allinea la proposta formativa MaST ad alcune delle esperienze più innovative a livello europeo (vedi supra). Le attività formative previste per il primo anno sono orientate a garantire a tutti gli studenti la stessa formazione multidisciplinare avanzata, senza alcuna possibilità di scelta fra gli insegnamenti. Oltre a costruire una solida e comune formazione avanzata, questa impostazione ha anche l obiettivo di favorire la costituzione di un gruppo di studenti che si identifica in una classe, in grado di promuove iniziative didattiche idonee a sviluppare l attitudine al lavoro di gruppo multidisciplinare, l abilità di problem sharing, problem solving e team working (lavori di gruppo, laboratori, ecc.), nonché la capacità di autonomia e di giudizio critico. La struttura del secondo anno prevede maggiori gradi di libertà nella costruzione del percorso di studi, consentendo agli studenti di rafforzare le competenze necessarie per il management della sostenibilità, ampliando le proprie conoscenze di tipo multidisciplinare. A. Conoscenza e capacità di comprensione I laureati disporranno di conoscenze e competenze teoriche di livello avanzato nei seguenti campi: gestione d impresa; economia dell ambiente, tecniche quantitative per l analisi dei dati, per la valutazione dei beni ambientali e per la comprensione e l analisi delle scelte dei consumatori/turisti. Le conoscenze e competenze acquisite in tali campi, supportate dalla conoscenza del quadro di riferimento giuridico, consentiranno ai laureati di comprendere: le politiche di gestione delle imprese e delle destinazioni turistiche; il funzionamento del sistema ambientale; i principi della sostenibilità; le opportunità e i limiti della gestione di aree protette e parchi naturali anche in funzione turistica; il management dei processi di integrazione territoriale in chiave sostenibile. B. Capacità di applicare conoscenza e comprensione I laureati saranno in grado di applicare le conoscenze e le competenze acquisite all analisi e alla gestione delle problematiche d impresa e delle organizzazioni; al disegno e all attuazione delle strategie di sviluppo compatibile con l ambiente; alle decisioni di certificazione e controllo qualità; all individuazione degli interventi di politica economica in un ottica di sostenibilità. C. Autonomia di giudizio I laureati acquisiranno i principi fondamentali dell approccio scientifico alla comprensione e soluzione dei problemi economico-ambientali. Svilupperanno la capacità critica di formulare giudizi autonomi in merito: agli effetti e all efficacia delle decisioni sostenibili delle imprese, delle destinazioni e delle istituzioni in cui si troveranno ad operare; alle conseguenze e all efficacia delle politiche e dei modelli di integrazione territoriale secondo i principi della sostenibilità e della green economy. D. Abilità comunicative I laureati saranno in grado di: presentare e comunicare efficacemente all interno dell azienda/organizzazione/istituzione i risultati del loro lavoro (progetti, reporting, analisi documentale, ecc.); argomentare le loro posizioni e comunicare, in modo chiaro ed efficace, in lingua italiana e straniera (inglese) scritta e orale; presentare a workshop e seminari i risultati delle conoscenze acquisite. Pag. 2 di 20

3 E. Capacità di apprendimento L utilizzo della didattica attiva e la costruzione di piattaforme di conoscenza condivisa stimoleranno la capacità dei laureandi ad apprendere in modo autonomo, confrontandosi direttamente con la letteratura scientifica di riferimento e le banche dati. Saranno altresì in grado di impostare e gestire relazioni cooperative e collaborative, assumendo un approccio problem sharing e problem solving. Il corso di LM MaST fornisce, inoltre, le competenze utili per proseguire gli studi in master universitari di secondo livello o in programmi dottorali. Coerenza tra sbocchi occupazionali, obiettivi formativi (competenze e abilità) e attività formative L individuazione delle singole attività formative è avvenuta principalmente sulla base degli obiettivi formativi, della domanda di formazione individuata anche attraverso un azione di audit dei principali stakeholder e degli sbocchi occupazionali individuati (demand driven). Si ritiene quindi che la coerenza del progetto emerga chiaramente dalla lettura di tutte le informazioni contenute in questo documento. In relazione alle attività formative si sottolinea che alcune risultano innovative per un corso di LM in Scienze economico-aziendale, ma strettamente correlate con l obiettivo della creazione di competenze multidisciplinari richieste dal mercato e che aiuteranno i laureati ad affrontare le sfide e i cambiamenti futuri. La tabella sottoriportata risponde alla richiesta di costruire una matrice che incroci gli obiettivi formativi del corso di studio con le singole attività, identificando qualitativamente l intensità del contributo di queste ultime. Obiettivi formativi del percorso A. garantire una B. garantire una preparazione preparazione economicomanageriale avanzata in ambito manageriale Attività formative orientata alla sostenibilità da spendere in qualsiasi settore di impiego integrata con conoscenze multidisciplinari da spendere nel settore turistico e della gestione sostenibile dell ambiente Economia dell'ambiente e del territorio XXX X Management delle imprese di servizi e turistiche XX XXX Sistema di gestione e certificazione per la qualità e l ambiente XXX XXX Insegnamento in ambito giuridico (Diritto del turismo) XX XXX Storia economica del turismo XXX XX Statistica per le ricerche di mercato XXX XX Psicologia del consumatore e delle decisioni economiche XXX XX Marketing turistico e territoriale XX XXX Management delle destinazioni turistiche XXX Metodi per la rilevazione e l'analisi delle preferenze/scelte del consumatore XXX XX Sistemi informativi per il turismo XXX Gestione sostenibile delle risorse naturali XX XX Consumer empowerment XX XX Abilità linguistiche XX XXX Tirocinio formativo XXX Tesi magistrale XXX XXX Sbocchi professionali Informazione: Sbocchi occupazionale e professionali previsti per i laureati, prosecuzione negli studi Analisi: La LM MaSt è disegnata per far acquisire conoscenze di tipo manageriali con una forte valenza multidisciplinare che consentirà ai laureati di inserirsi in un ampia gamma di attività/organizzazioni, sia private che pubbliche, assumendo ruoli professionali di responsabilità in ambiti differenziati. Più nel dettaglio, per quanto riguarda le attività/organizzazioni, sia private che pubbliche, entro le quali il laureato con un profilo professionale multidisciplinare con spiccata preparazione in ambito del management della sostenibilità, potrà inserirsi si possono menzionare: - imprese operanti nel settore del turismo, dell'entertainment, dell'organizzazione e gestione di eventi e manifestazioni legate al territorio; - aziende e agenzie di marketing turistico territoriale, operanti a livello internazionale, nazionale, regionale o locale; - aziende e agenzie di sviluppo territoriale, incubatori di imprese, camere di commercio; - agenzie per la protezione dell ambiente operanti a livello provinciale, regionale, nazionale e internazionale; - autorità di gestione dei parchi e delle aree protette; - agenzie e servizi per la comunicazione sociale allargata (pubblicità, informazione, comunicazione); - associazioni di categoria e associazioni di tutela dei consumatori; - centri studi, istituti di ricerca di mercato sui consumi e sulla pubblica opinione; - società di consulenza in turismo, ambiente e consumer affairs. Pag. 3 di 20

4 Accompagnam ento al mondo del lavoro In particolare, gli sbocchi occupazionali previsti sono: manager in organizzazioni di medie e grandi dimensioni, a diretto supporto al vertice, con competenze in marketing turistico-territoriale, destination management, gestione sostenibile dell ambiente, e del turismo; funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione con incarichi che richiedano competenze di specifica rilevanza per la definizione di linee di indirizzo turistico-ambientale, per la conservazione/valorizzazione dell ambiente e del patrimonio culturale; per gestione di parchi e aree protette, e per la gestione di programmi europei a valenza ambientale (es. Life, Alpine Space); consulenti per le imprese e/o le organizzazioni in: marketing territoriale, progettazione di imprese e organizzazioni turistiche sostenibili; analisi e di investimenti turistici sostenibili; nei sistemi di gestione e certificazione per l ambiente; per il monitoraggio e la valutazione di programmi e piani di sviluppo regionale formatori in materia di approccio sostenibile al turismo, di gestione sostenibile dell ambiente e consumer behavior imprenditori autonomi nel settore del turistico e della gestione sostenibile dell ambientali. Secondo la nuova classificazione delle professioni ISTAT (2013) queste professioni rientrano nelle seguenti categorie: Specialisti dei sistemi economici Specialisti dell economia aziendale Specialisti nella commercializzazione di beni e servizi (escluso il settore ICT) All interno della LM viene data particolare importanza al tirocinio formativo al quale sono stati riservati 6 CFU. Per l individuazione delle imprese/organizzazioni ospitanti la LM può contare sul supporto di tsm Trentino School of Management - che si è resa disponibile a rinnovare e rafforzare la collaborazione già garantita in passato per la laurea specialistica EGAT. In particolare, tsm metterà a disposizione la sua rete di contatti sviluppati in oltre 10 anni di attività nel campo della formazione turistica per la progettazione personalizzata dei tirocini e stage post-laurea. Percorso formativo Informazione: Descrizione del percorso di formazione Analisi: La struttura del corso e la sua logica è già stata descritta nella sezione Obiettivi formativi. La collocazione temporale degli insegnamenti per semestre sottoriportata, può essere solo indicativa perché la programmazione dell attività didattica deve essere armonizzata all interno dell offerta formativa complessiva del DEM. Insegnamento Settore Cfu Anno/Semestre SECS-P/06 Economia dell'ambiente e del territorio 8 1 anno/1 semestre SECS-P/08 Management delle imprese di servizi e turistiche 8 1 anno/1 semestre Sistema di gestione e certificazione per la qualità e SECS-P/ anno/1 semestre l ambiente IUS/06/IUS/04 Insegnamento in ambito giuridico* 6 1 anno/1 semestre SECS-P/12 Storia economica del turismo 8 1 anno/2 semestre SECS S/01 Statistica per le ricerche di mercato 8 1 anno/2 semestre M-PSI/01 Psicologia del consumatore e delle decisioni economiche 8 1 anno/2 semestre Abilità linguistiche 6 1 anno/2 semestre TOTALE CFU PRIMO ANNO 60 Attività formative obbligatorie (24 cfu) SECS-P/08 Marketing turistico e territoriale 8 2 anno/1 semestre SECS-P/08 Management delle destinazioni turistiche 8 2 anno/1 semestre Metodi per la rilevazione e l'analisi delle preferenze/scelte SECS-P/ anno/1 semestre dei consumatori Discipline a scelta vincolata dello studente (totale 8 CFU) ING-INF/O5 Sistemi informativi per il turismo 2 anno/1 semestre AGR/01 Gestione sostenibile delle risorse naturali 8 2 anno/1 semestre M-PSI/01 Consumer empowerment 2 anno/1 semestre Insegnamenti liberi (8 CFU) attivabili/mutuabili da altre LM SECS-P/01 Behavioural economics 2 anno/1 semestre SECS-P/12 Storia d'impresa 2 anno/2 semestre 8 SECS P/08 Project management per il turismo 2 anno/2 semestre SECS S/01 Laboratorio di statistica applicata 2 anno/1 semestre M-PSI/01 Psicologia della percezione e comunicazione del rischio 2 anno/2 semestre TOTALE CFU SECONDO ANNO 40 TIROCINIO FORMATIVO 6 2 anno/2 semestre TESI MAGISTRALE 14 2 anno/2 semestre * Poiché il DEM non possiede al suo interno risorse umane in ambito giuridico, per evitare problemi futuri di sostenibilità dell offerta formativa, l ordinamento prevede la possibilità di scelta tra un corso come Diritto del turismo (IUS/06) da mutuare da Giurisprudenza o da attivare ad hoc e un corso Pag. 4 di 20

5 Infrastrutture sempre disponibile in offerta didattica come Diritto commerciale avanzato (IUS/04). Si prevede che la nuova LM non creerà nessun problema di sovraffollamento in quanto il numero previsto di studenti sarà contenuto entro il range dei numeri programmati a livello di DEM (per le LM in italiano min 30 max 50). Ulteriori indicazioni Informazione: Altre informazioni Analisi: A documentazione della proposta vengono allegati i seguenti documenti: 1) Appendice 1: Produzione scientifica degli ultimi due anni dei proponenti della nuova LM che supporta la stretta integrazione tra aree di ricerca e proposta didattica all interno di MaST 2) Appendice 2: Ricognizione dell offerta formativa presente a livello italiano in ambito turismo e ambiente 3) Appendice 3: Analisi dei contenuti e delle compatibilità della nuova LM rispetto all offerta formativa su temi analoghi erogata dall Università di Innsbruck nell ottica di una possibile collaborazione in ambito Euregio 4) Appendice 4: Manifestazioni di interesse relative all istituzione di una LM sui temi del Management della sostenibilità e del turismo 5) Appendice 5: Elenco delle tesi di laurea seguite da alcuni proponenti della nuova LM sui temi coerenti con i contenuti di MaST che dimostrano l interesse degli studenti per questi temi. Pag. 5 di 20

6 ALLEGATO 2: Proposta nuovo Regolamento didattico MaST Informazione: Modifiche al Regolamento Curricula/Percorsi Requisiti per l ammissione e programmazione degli accessi Coerenza fra CFU e obiettivi formativi degli insegnamenti Differenziazione di cui all art. 1, comma 2, dei DD.MM. 16 marzo Parcellizzazione attività didattiche Struttura del percorso formativo e numero di esami Struttura delle sessioni d esame Assicurazione della qualità Analisi: Nuovo regolamento Nessun percorso all interno della LM Le conoscenze richieste all ingresso saranno espresse in termini di contenuti (conoscenze e capacità) e misurate, a titolo indicativo, in termini di impegno formativo minimo (CFU) normalmente necessario in un corso di laurea per la loro acquisizione. In particolare, i candidati dovranno aver conseguito un numero di crediti minimi nei seguenti settori scientifico disciplinari: Area economica (SECS-P/01, SECS-P/02) minimo 12 crediti Area aziendale (SECS-P/07, SECS-P/08) minimo 12 crediti Area giuridica (IUS/01, IUS/04, IUS-05, IUS-09) minimo 6 crediti Area matematica (SECS-S/06) minimo 6 crediti Area statistica (SECS-S/01) minimo 6 crediti La valutazione della personale preparazione è basata, in via principale, sul voto di laurea di primo livello ed, eventualmente, sull ampiezza delle conoscenze precedentemente acquisite. Il voto di laurea di riferimento per l accesso al corso di laurea magistrale sarà pari a 92/110 come stabilito dal Consiglio DEM. I laureati in carenza del requisito relativo al voto di laurea possono chiedere la valutazione della personale preparazione sulla base di appositi test di conoscenza disciplinare aventi per oggetto le conoscenze previste per l accesso al corso di laurea. Essendo la LM soggetta al numero programmato (vedi delibera DEM), qualora il numero dei richiedenti in possesso dei requisiti per l accesso fosse superiore al numero programmato, la selezione avverrà sulla base di un colloquio in cui verrà testata la personale preparazione e la motivazione. La commissione paritetica docenti studenti (CPDS) è stata consultata in merito alla coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi ed ha dato parere favorevole in data.. E stato verificato che la nuova LM MaST si differenzia per più di 40 crediti da tutte le altre LM in classe 77 offerte dall Università di Trento. Nessuna parcellizzazione perché per nessuna attività didattica sono previsti meno di 6 crediti. Alla quasi totalità degli insegnamenti sono attribuiti 8 crediti. Le attività formative previste per il primo anno sono orientate a garantire a tutti gli studenti la stessa formazione multidisciplinare avanzata, senza nessuna possibilità di scelta fra gli insegnamenti. Oltre a costruire una solida e comune formazione avanzata, questa impostazione ha anche l obiettivo di favorire la costituzione di un gruppo di studenti che si identifica in una classe, all interno della quale promuove iniziative didattiche idonee a sviluppare l abilità di problem sharing, problem solving e team working (lavori di gruppo, laboratori, ecc.). La struttura del secondo anno prevede maggiori gradi di libertà nella costruzione del percorso di studi, consentendo agli studenti di rafforzare le competenze necessarie per il management della sostenibilità, ampliando le proprie conoscenze di tipo multidisciplinare. Come risulta dalla tabella delle attività formative prevista dal percorso (v. Allegato 1), il numero totale di esami calcolato come da DM 386/207 risulta pari a 12 esami. La nuova LM condividerà in tutto e per tutto l articolazione delle sessioni d esame definite dal DEM per le lauree magistrali in italiano. Per garantire il sistema di AQ il corso di studio, in stretto coordinamento con gli altri organi del Dipartimento (Commissione didattica, Commissione paritetica per la didattica, Consiglio di Dipartimento), si organizzerà e opererà attraverso i seguenti organi: il collegio docenti; il gruppo di riesame il responsabile del corso di studio Il gruppo di riesame sarà composto dal responsabile del cds, da un rappresentante degli studenti, dal delegato del direttore per la didattica, da un membro del PTA dello staff di dipartimento. Pag. 6 di 20

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8 APPENDICE 1. Alcune recenti pubblicazioni degli studiosi appartenenti al gruppo Emasus 2014 Beritelli P., Buffa F., Martini U. (Accepted), "The coordinating DMO or coordinators in the DMO? An alternative perspective with the help of network analysis" Tourism Review Bonoldi A. (2014). Dimensioni spaziali dell'azione mercantile: alcune riflessioni sul caso delle fiere di Bolzano, in: Marie- Claude Schöpfer, Markus Stoffel und Françoise Vannotti (Hg.), Unternehmen, Handelshäuser und Wirtschaftsmigration im neuzeitlichen Alpenraum (Veröffentlichungen des Forschungsinstituts zur Geschichte des Alpenraums, Bd. 13), Brig, p Bonoldi A. (2014). La presta espedittione delle liti. Il magistrato mercantile alle fiere di Bolzano ( ): tra giustizia e mediazione., in Acta Histriae, 22 Della Lucia M. (2014) (Accepted). La multidimensionalità dello sviluppo locale culture-led. Laboratori territoriali di sperimentazione. Mercati e Competitività Della Lucia M. (2014) (In corso di pubblicazione) Laboratori urbani di turismo creativo. Il caso della città di Trento. In R. Garibaldi, Il turismo culturale europeo. Prospettive verso il 2020, Collana Quaderni di Viaggio e Turismo. Milano: Franco Angeli. Della Lucia M., Franch M. (2014) (Accepted). Culture-led urban regeneration and place brand building in Alpine Italian cities. In F. Go, A. Lemmetyinen, U. Hakala (eds.), Harnessing Place Branding through Cultural Entrepreneurship, Bansingstoke: Palgrave MacMillan, ISBN: Franch M. (2014). Il Family audit strumento potenziale per facilitare la conciliazione, l efficienza e la redditività delle organizzazioni, in Malfer L., Cittadino C., Franch M., Prandini R. (a cura di) Family Audit: la certificazione familiare aziendale, Milano: FrancoAngeli (pp ). ISBN: Galentino A., Bonini N. (2014). Incidental Affective State and Financial Risk: Beyond a Valence-based Approach. Micro & Macro Marketing. Anno XXIII, n. 2, agosto 2014, pp Gasser P., Leonardi A., Barth-Scalmani G. (Hrsg.) (2014). Krieg und Tourismus im Spannungsfeld des Ersten Weltkrieges. Guerra e turismo nell area di tensione della prima guerra mondiale, Innsbruck, Wien, Bozen, Studien Verlag, ISBN: Go F.M., Della Lucia M., Trunfio M., Martini U. (2014) (In corso di pubblicazione). Governing sustainable development: the case of European networked marginal rural areas. In E. Kasabov (ed.), Rural Cooperation: Its Nature, Consequences and Challenges. Basingstoke: Palgrave Macmillan, ISBN: Go F.M., Della Lucia M., Trunfio M., Presenza A. (2014) (Accepted). Engaging destination stakeholders in social media era: implications for place branding and challenges for cultural entrepreneurship. In F.M. Go, A. Lemmetyinen, U. Hakala (eds.), Harnessing Place Branding through Cultural Entrepreneurship, Basingstoke: Palgrave MacMillan. ISBN: Graffeo M., Bonini N. (2014) (accepted). Il ruolo della psicologia della decisione nel favorire l applicazione della regola giuridica. In Nicola Lettieri e Sebastiano Faro (a cura di) Diritto, mente, cognizione, Leonardi A. (2014) La rilevanza dell'agricoltura nell'economia del Trentino, in A. de Bertolini (a cura di), Terre coltivate. Storia dei paesaggi agrari del Trentino, Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, pp ISBN: Leonardi A. (2014). La prima guerra mondiale e la vulnerabilità del fenomeno turistico, in Gasser P., Leonardi A., Barth- Scalmani G. (Hrsg.), Krieg und Tourismus im Spannungsfeld des Ersten Weltkrieges. Guerra e turismo nell area di tensione della prima guerra mondiale, Innsbruck, Wien, Bozen, Studien Verlag, 2014, pp ISBN: Masotti P., Passamani G. (2014). Smoothed Common Trends in Multivariate Air Pollution Data, 47th Scientific meeting of the Italian Statistical Society, Cagliari Moser R., Raffaelli R. (2014). Does Attribute Cut-off Elicitation Affect Choice Consistency? Contrasting Hypothetical and Real-Money Choice Experiments, Journal of Choice Modelling. doi: /j.jocm Moser R., Raffaelli R., Notaro S. (2014). Testing hypothetical bias with a real choice experiment using respondents' own money, European Review of Agricultural Economics, vol. 41, pp doi: /erae/jbt016 Hadjichristidis C., Steven Sloman A., David Over E. (2014). Categorical induction from uncertain premises: Jeffrey's doesn't completely rule, Thinking and Reasoning, v. 2014, p doi: / Hadjichristidis C., Summers B., Thomas K., (2014). Unpacking estimates of task duration: The role of typicality and temporality, Journal of experimental social psychology, vol. 51, p doi: /j.jesp Nikodinoska, N., Foxcroft, L.C., Rouget, M., Paletto, A., Notaro, S. (2014). Tourists perceptions and willingness to pay for the control of Opuntia stricta invasion in protected areas: A case study from South Africa, Koedoe 56(1), Art. #1214, 8 pages. Pag. 8 di 20

9 Novi Inverardi P.L., Gzyl H., Tagliani A. (2014) (Accepted). Fractional Moments and Maximum Entropy: Geometric Meaning, Communications in Statistics. Theory and methods. doi: / Novi Inverardi P.L., Gzyl H., Tagliani A., Milev M. (Accepted) (2014). Hamburger moment problem and maximum entropy: a simplified procedure, XXXVIII Meeting of the Italian Association for Mathematics Applied to Economic and Social Sciences (AMASES) Pighin S., Bonini N., Savadori L., Hadjichristidis C., Schena F. (2014). Loss Aversion and Hypoxia: Less Loss Aversion in Oxygen Depleted Environment, Stress, p doi: / Rizio D., Gios G. (2014). A Sustainable Tourism Paradigm: Opportunities and Limits for Forest Landscape Planning. Sustainability 6 (4), pp doi: /su ; ISSN Rizio D., Gios G. (2014). Sustainability of tourism in the Alps: the role of hotels. Conference proceedings of the 8th Biennial Conference on Emergy and Environmental Accounting: Theories, Applications and Methodologies. Gainesville (FL), USA, January 16-18, Scuttari A., Della Lucia M. (2014) (Accepted). Managing sustainable mobility in Green Destination. The case of South Tyrol (Italy). In F. Orsi (ed.), Sustainable transportation in natural and protected areas, London: Routledge, ISBN: Scuttari A., Della Lucia M., Martini U. (2014). Turismo sostenibile e mobilità sostenibile: buone pratiche in Alto Adige. Mercati e Competitività, 21(4), Bonoldi A. (2013). Ricostruire e ripartire. Aspetti della situazione economica a Bolzano e in Alto Adige nell'immediato dopoguerra, in G. Mezzalira, F. Miori, G. Perez, C. Romeo (a cura di), Dalla liberazione alla ricostruzione: Alto Adige / Südtirol , Bolzano: Edition Raetia, p Bonoldi A., Clementi S., Heiss H., Huber M. ( ). Editorial in Bewegte Geschichten, Storia in movimento, numero monografico di Geschichte und Region, Storia e regione, , p Bonoldi A., Clementi S, Heiss H., Huber M. ( ). Bewegte Geschichten, Storia in movimento, numero monografico di Geschichte und Region, Storia e regione, 21, 1-2 Buffa F. (2013). Il turismo in Trentino: destination marketing e destination management, Micro & Macro Marketing, n. 2, agosto, pp , doi: /74440 Buffa F. (2013). Struttura e dinamiche di relazione tra Pmi. Approcci di metodo nelle destinazioni turistiche community. Padova: CEDAM Cerroni S., Notaro S. (2013). La percezione del rischio di residui da antiparassitari nelle mele: un esperimento, Agriregionieuropa, Vol. 34, pp Cerroni S., Notaro S., Shaw W.D. (2013). How many bad apples are in a bunch? An experimental investigation of perceived pesticide residue risks, Food Policy, 41, pp Doi: /j.foodpol Della Lucia M. (2013). Cultura e sviluppo locale nell'economia della conoscenza. Politiche e strumenti di sviluppo urbano. Padova: CEDAM, ISBN: Della Lucia M. (2013). La valutazione della sostenibilità dello sviluppo turistico. Una applicazione del modello di Weaver nelle Dolomiti patrimonio dell'unesco. In Franch M., Martini, U. (2013), Management per la sostenibilità dello sviluppo turistico e la competitività delle destinazioni. Bologna: Il Mulino, pp ISBN: Della Lucia M. (2013). Performance measurement systems for event planning and investment decision making. Tourism Management, 34, De Salvo M. Raffaelli R. Moser R. (2013). The impact of climate change on permanent crops in an Alpine region: A Ricardian analysis, Agricultural System 118: Franch M. (2013). Il lato femminile della conciliazione, in Malfer L. (2013) Family Audit: la frontiera del noi, Milano: FrancoAngeli, pp ISBN: Franch M., Martini U. (2013). Management per la sostenibilità dello sviluppo turistico e la competitività delle destinazioni. Bologna: Il Mulino, pp ISBN: Gios G., Rizio D. (2013). Payment for forest environmental services: a meta-analysis of successful elements, iforest, 6, pp doi: /ifor ; ISSN: Go F.M., Trunfio M., Della Lucia M. (2013). Social capital and governance for sustainable rural development. Studies in Agricultural Economics, 115, Graffeo M., Bonini N. (2013). On the evaluation of cultural and environmental public goods, and its implications for social innovation. In Decision Making: Neural and Behavioral Approaches, Progress in Brain Research (PBR) series, Vol. 202, Pag. 9 di 20

10 Pammi, V.S.C., & Srinivasan, N, eds., Amsterdam: Elsevier B. V., Ch. 10, pp ISSN , ISBN: Grill, G., Tattoni C., Notaro S., Ciolli M. (2013). Ursus Arctos e promozione territoriale: un approccio di marketing, Dendronatura, Vol. 1, pp Gzyl H., Novi Inverardi P.L., Tagliani A. (2013). A comparison for numerical approaches to determine the severity of losses, The Journal of operational risk, v. 8, n. 1, p Gzyl H., Novi Inverardi P.L., Tagliani A. (2013). Determination of the probability of ultimate ruin by maximum entropy applied to fractional moments, Insurance Mathematics & Economics, v. 53, n. 2, p Leonardi A. (2013). Le infrastrutture di comunicazione nelle Alpi: gli interventi innovativi realizzati tra XIX e XX secolo, in: Barciela Lòpez, C., Di Vittorio, A., Fenicia, G., Ostuni N. (a cura di), Vie e mezzi di comunicazione in Italia e Spagna in età contemporanea, Soveria Mannelli: Rubbettino, pp ISBN: Leonardi A. (2013). Metodo e merito: il contributo di "Storia e Regione, Geschichte und Region" alla ricerca storica regionale, in: Greschichte und Region, Storia e regione, 20 n.1/2, pp Leonardi A. (2013). Un utile strumento per la storia d impresa, in R. Marini (a cura di), Impresa di costruzioni Pierino Bonvecchio. Inventario dell archivio aziendale: e testimonianze orali, Trento, Provincia autonoma di Trento, pp. XV-XXX. ISBN: Leonardi A. (2013). Una banca per la comunità. La Cassa rurale di Pergine nel corso del XX secolo, Roma-Bari, Laterza, pp. XVIII, 558. ISBN Martini U. (2013). "Approccio alla sostenibilità, governance e competitività delle destinazioni turistiche: stato dell'arte e prospettive", in Franch M., Martini U. (a cura di), Management per la sostenibilità dello sviluppo turistico e la competitività delle destinazioni, Bologna: Il Mulino (pp ) ISBN: Masotti P., Passamani G. (2013). Local atmospheric pollution evolution through time series analysis. Proceedings of the 58th World Statistics Congress, Hong Kong Menapace L. Colson G., Raffaelli R. (2013). Risk Aversion, Subjective Beliefs, and Farmer Risk Management Strategies, American Journal of Agricultural Economics 95(2): ; doi: /ajae/aas107 Nikodinoska N., Notaro S., Paletto A. (2013). Impatti economici delle piante aliene invasive: il caso di studio dell Opuntia stricta (Haw.) nel Parco Nazionale Pilanesberg in Sud Africa, Biologi Italiani, pp Novi Inverardi P.L., Gzyl H., Tagliani A., Milev A. (2013). Recovering a distribution from its translated moments, XXXVII Meeting of the Italian Association for Mathematics Applied to Economic and Social Sciences (AMASES) Stresa 5-7 settembre 2013 Scuttari A., Della Lucia M., Martini U. (2013). Integrated planning for sustainable tourism and mobility. A tourism traffic analysis in Italy's South Tyrol region. Journal of Sustainable Tourism, 21(4), Pag. 10 di 20

11 Appendice 2: OFFERTA DI LAUREE MAGISTRALI IN TURISMO E/O AMBIENTE 2A) IN CLASSE LM-56 SCIENZE DELL'ECONOMIA Università Dipartimento Classe di laurea Corso di laurea Laureati nel 2012 (fonte Almalaurea) Bari Studi Aziendali e Giusprivatistici LM-56 ECONOMIA E GESTIONE DELLE AZIENDE E DEI SERVIZI TURISTICI https://manageweb.ict.uniba.it/didattica/ /economia-e-gestione-delleaziende-e-dei-sistemi-turistici 27 Bologna (sede di Economia LM-56 TOURISM ECONOMICS AND MANAGEMENT 49 Rimini) ECONOMIA DELLE RISORSE E DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PIEMONTE ORIENTALE (SEDE Alessandria) ROMA TRE Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali Economia s Studi Aziendali Interclasse LM 56-LM 76 LM-56 ault.aspx ECONOMIA E POLITICHE PUBBLICHE, AMBIENTE E CULTURA ECONOMIA DELL'AMBIENTE E DELLO SVILUPPO TORINO Economia e Statistica LM-56 ECONOMIA DELL'AMBIENTE, DELLA CULTURA E DEL TERRITORIO Dato non disponibile VALLE D'AOSTA SAINT- CHRISTOPH E Scienze economiche e politiche LM-56 erritorio_lm56.html ECONOMIA E POLITICHE DEL TERRITORIO E DELL'IMPRESA 13 Dato non disponibile Stato documento: approvato Data ultima modifica: Nome file: Allegati 1 e 2 Management della Sostenibilità e del Turismo LM77.docx

12 2B) IN CLASSE LM-76 SCIENZE ECONOMICHE PER L'AMBIENTE E LA CULTURA Università Dipartimento Classe di laurea Corso di laurea Laureati nel 2012 (fonte Almalaurea) Milano Bicocca Economia LM 76 ECONOMIA DEL TURISMO Dato non disponibile =25 Roma Sapienza Economia LM 76 TURISMO E GESTIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI 15 =201 NAPOLI "Federico II LM 76 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ED AMBIENTALE Studi umanistici 37 PIEMONTE ORIENTALE (SEDE Alessandria) Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali Interclasse LM 56-LM 76 2C) IN CLASSE LM-77 SCIENZE ECONOMICO-AZIENDALI ECONOMIA E POLITICHE PUBBLICHE, AMBIENTE E CULTURA 16 Università Dipartimento Classe di laurea Messina LM-77 Dipartimento di Scienze Econ., Aziendali, Ambientali e Metod. Quantit. Napoli Parthenope Economia LM-77 Corso di laurea Laureati nel 2012 (fonte Almalaurea) MANAGEMENT DEL TURISMO E DELL'AMBIENTE MANAGEMENT INTERNAZIONALE E DEL TURISMO _0.asp?idcdl=52&cdl=0258_0 Dato non disponibile 44 Pag. 12 di 20

13 2D) IN CLASSE LM-49 PROGETTAZIONE E GESTIONE DEI SISTEMI TURISTICI (solo 8 cfu minimi in discipline economico-aziendali) Università Dipartimento Classe di laurea Corso di laurea Link Basilicata (sede di Matera) LM-49 Scienze del turismo e dei patrimoni culturali Bergamo Bra (Cuneo) Calabria (sede di Arcavata) Firenze Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente, Patrimoni culturali Lingue, letterature straniere e comunicazione Scienze Gastronomiche Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Scuola di Economia e Management LM-49 LM-49 LM-49 LM-49 Lecce Facoltà di Economia LM-49 Macerata Messina content/files/ piano_d i_studi_13_14_lm49.pdf Milano- Bicocca Molise (sede di Termoli) Napoli Federico II Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo Scienze Cognitive della Formazione e degli Studi Culturali Sociologia e Ricerca Sociale Bioscienze e Territorio Scuola delle Scienze Umane e Sociali LM-49 Interclasse LM-49/65 LM-49 LM-49 LM-49 Progettazione e gestione dei sistemi turistici Promozione e gestione del patrimonio gastronomico e turistico Valorizzazione dei Sistemi Turistico Culturali Design of sustainable tourism systems Gestione delle attività turistiche e culturali Progettazione e gestione dei sistemi turistici TURISMO E SPETTACOLO TURISMO, TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE Turismo e Beni Culturali Progettazione e gestione dei sistemi turistici turismo-e-dei-patrimoni-culturali/organizzazione-didattica html didattica/cdl/cdl_vstc270/ https://www.economia.unisalento.it/specialistica6 nzione=corso&corso=35&pagecorso= ostra_pagina?id_pagina= Studio/dettagli.jsp?id=145 Pag. 13 di 20

14 PIEMONTE ORIENTALE (sede di Vercelli) Pisa (campus Lucca) Roma Tor Vergata Studi umanistici Lingue e letterature straniere Scienze Storiche, Filosofico Sociali, dei Beni Culturali e del Territorio Interclasse LM37 (Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane) e LM49 LM-49 LM-49 Trento Lettere e filosofia LM-49 Ca Foscari Venezia Economia LM-49 Lingue, Culture, Turismo Progettazione e gestione dei sistemi turistici mediterranei Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici Mediazione Linguistica, Turismo e Culture Sviluppo interculturale dei Sistemi Turistici E) IN CLASSE LM-38 IN LINGUE MODERNE Università Dipartimento Classe di laurea Corso di laurea Link Torino Lingue e Letterature Straniere e Culture Verona Lingue e Letterature Straniere LM-38 - Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale LM-38 - Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale COMUNICAZIONE INTERNAZIONALE PER IL TURISMO Lingue per la comunicazione turistica e commerciale S-Home.asp =392 Pag. 14 di 20

15 Appendice 3. Offerta formativa dell Università di Innsbruck 1) L Università di Innsbruck- School of Management offre un programma di Master of Science in Strategic Management, impartito in lingua inglese, all interno del quale sono previsti 3 percorsi: "Multi-Cultural Branding", "Strategy and Innovation" and "Leisure and Tourism Management Gli studenti che scelgono il percorso Leisure and Tourism Management sono tenuti a conseguire 40 crediti scegliendo tra i corsi elettivi presentati di seguito. Fonte: Pag. 15 di 20

16 Appendice 4: Manifestazione di interesse nei confronti dell istituzione di una Laurea magistrale sul tema del Management della sostenibilità e del turismo ASAT Direttore dott. Pallanch, Presidente Sign. Libardi ADA- Presidente Regione TN AA, Dott. Marroni I contatti intercorsi con i responsabili di due associazioni di categoria (Associazione Albergatori e Associazione direttori d albergo) hanno evidenziato il fabbisogno di creare professionalità con una formazione multidisciplinare. In particolare, è stata riconosciuta la necessità di creare competenze a livello di laurea magistrale che assicurino la capacità di gestire le strutture alberghiere e/o le organizzazioni turistiche territoriali secondo l approccio alla sostenibilità e alle opportunità offerte dalla green economy ENIT TOURING CLUB ITALIANO ASSOCIAZIONE ITALIANA TURISMO RESPONSABILE AIPMT- Associazione Italiana dei Professionisti e Manager del Turismo I contatti con presidenti e responsabili delle organizzazioni elencate sono maturati in occasione dell attivazione del Master Universitario di 1 livello in Tourism Management da parte della Facoltà di Economia dell Università di Trento in collaborazione con tsm Trentino School of Management. Le consultazioni effettuate dal direttore del Master prof. Martini hanno condotto alla co-progettazione dei contenuti e delle figure professionali richieste dal mercato del lavoro nazionale che valorizza una preparazione multidisciplinare per la gestione turistica territoriale sostenibile. Le competenze-obiettivo dei laureati della laurea magistrale in Management della sostenibilità e del turismo rappresentano un elemento di continuità e di approfondimento dei contenuti del master conclusosi nel Il fabbisogno di tale profilo è attestata dal fatto che l 80% di coloro che hanno conseguito il Master ha trovato un occupazione coerente con i contenuti del corso nei 6 mesi successivi al termine dello stesso tsm SCUOLA DI MANAGEMENT DEL TURISMO tsm ha intenzione di sottoscrivere una convenzione con il DEM per la messa a disposizione della sua rete di contatti sviluppati in oltre 10 anni di attività nel campo della formazione turistica per la progettazione di stage e tirocini rivolti agli iscritti alla LM MaST DIPARTIMENTO DEL TURISMO - Provincia Autonoma di Trento- Dott. Nicoletti TRENTINO MARKETING Dott. Manfrini- dott. Rossini SERVIZIO EUROPA Provincia- Autonoma di Trento Dott.ssa Sandrin I rapporti di collaborazione con i soggetti istituzionali responsabili delle politiche turistiche provinciali hanno evidenziato la loro aspettativa nei confronti dell Università di formazione e di ricerca sui temi dell approccio sostenibile allo sviluppo turistico. Il progetto finanziato dal Programma Central Europe elaborato dalla Facoltà Economia e dal Servizio Europa è stata una occasione importante per lo studio e l elaborazione e realizzazione di progetti-pilota di offerte turistiche sostenibili in aree a bassa intensità turistica individuate in alcuni Paesi del Centro Europa.La collaborazione PAT e tsm ha visto il coinvolgimento di alcuni docenti e ricercatori del gruppo Emasus agli Stati generali del turismo ACCADEMIA DELLA MONTAGNA- prof. A. Salsa PARCO ADAMELLO-BRENTA- Direttore dott. Ferrari, dott. Zoanetti PARCO DI PANEVEGGIO- Presidente Dott. Zortea, Direttore dott. Ducoli SAT- Presidente Bassetti, Commissione Tam- Sat Facchini I contatti avuti con questi interlocutori hanno ribadito la necessità di offrire a livello alpino una formazione universitaria di secondo livello articolata intorno ai temi della sostenibilità, della misurazione degli impatti ambientali causati da attività antropiche che, come il turismo, si fondano largamente sull utilizzo di risorse naturali non riproducibili, della mobilità sostenibile. La gestione dei parchi naturali e delle aree protette richiede competenze plurime e trasversali che l attuale offerta universitaria propone solamente in maniera disgiunta (per es. laurea in ingegneria ambientale, laurea in Destination management) e quindi incompleta per garantire scelte equilibrate nell utilizzo delle risorse di un territorio. La capacità di gestire da parte di profili professionali costruiti ad hoc la rete di collaborazioni fra il Parco e i diversi attori del territorio, è ritenuta indispensabile da parte del Parco Paneveggio Pale di San Martino per la realizzazione della Carta Europea per il Turismo Sostenibile" Due appartenenti al gruppo di ricerca Emasus (Franch e Martini) hanno coordinato e gestito il progetto nazionale GSA AIDEA- Management per la competitività e la sostenibilità delle destinazioni turistiche- che ha coinvolto 12 atenei italiani. Il progetto si concluso con la pubblicazione di un volume e con la presentazione dei risultati in diversi convegni nazionali e internazionali che hanno riconosciuto al DEM il ruolo di riferimento scientifico a livello nazionale sui temi del management della sostenibilità dello sviluppo turistico. 16

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20 NTRSDR65C50L378I Sandra Notaro 1 Prof. Associato Unitn AGR/01 Gestione sostenibile delle risorse naturali C si BNNNCL62E25E715I Nicolao Bonini 1 Prof. Ordianario Unitn M-PSI/01 Psicologia del consumatore e delle decisioni economiche C si MSTPLA61B64L483F Paola Masotti 1 Prof. Associato Unitn SECS-P/13 Sistema di gestione e certificazione per la qualità e l'ambiente B si NVNPLG62M03H612A Pier Luigi Novi inverardi 1 Prof. Associato Unitn SECS-S/01 Statistica per le ricerche di mercato B si Dipartimento di Economia e Management LM Management della sostenibilità e del turismo LNRNDR50T08L457U Andrea Leonardi 1 Prof. Ordianario Unitn SECS-P/12 Storia economica del turismo B si LM -77 FRNMNG52D61D663R Mariangela Franch 1 Prof. Ordianario Unitn SECS-P/08 Management delle imprese di servizi e turistiche B si Struttura AccademicaCorso di studio Classe Identificativo (C.F) Nome Cognome Peso (1 o 0,5) Ruolo Istituzione di SSD insegnamento Cod appartenenza SSD insegnamen (Unitn/altro) incardinamento to Nome insegnamento TAF 2014 insegnamento Vali Allegato 3 Docenti di riferim ento M ast 20

21 Bozza di Ordinamento didattico in classe LM-77 Laurea Magistrale in Management della Sostenibilità e del Turismo (acronimo MaST) Obiettivi formativi qualificanti della classe: LM-77 Scienze economico-aziendali I laureati nei corsi di laurea magistrale della classe devono: - possedere un'approfondita conoscenza in ambito economico-aziendale, matematico-statistico e giuridico, ottenuta attraverso la combinazione di discipline e di modalità di apprendimento e acquisizione di capacità che permettono loro di affrontare le problematiche aziendali nell'ottica integrata propria delle direzioni aziendali e della programmazione e gestione del cambiamento; - acquisire le approfondite conoscenze sopra richiamate anche tramite l'uso delle logiche e delle tecniche della formalizzazione quantitativa e della prospettiva internazionale e interculturale; - acquisire le metodologie, i saperi e le abilità necessarie a ricoprire posizioni di responsabilità nell'amministrazione e nel governo delle aziende, nonché a svolgere le libere professioni dell'area economica; - essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, almeno una lingue dell'unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari. Sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea sono: - come imprenditori e manager nelle aziende e istituzioni dei settori industriali e di servizi, di natura pubblica e privata; - come liberi professionisti (nelle professioni dell'area economica); - nelle attività professionali come esperti di responsabilità elevata e consulenti, in particolar modo nelle funzioni di amministrazione, gestione, organizzazione aziendale, del lavoro e della produzione, marketing, finanza, pianificazione e controllo di gestione, auditing e revisione, progettazione e gestione delle reti intra e inter-organizzative. Ai fini indicati i curricula dei corsi di laurea magistrale della classe possono prevedere tirocini formativi presso aziende ed organizzazioni economiche, istituzioni pubbliche e private, nazionali, internazionali e sovranazionali. Sintesi della relazione tecnica del nucleo di valutazione Da acquisire Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, dei servizi e delle professioni In data 24 novembre 2009, si era riunito il board dei rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni locali del mondo della produzione, servizi e professioni referenti della Facoltà di Economia di Trento, per l'esame delle proposte di ordinamento fra cui "Ecomanagement del turismo e dell'industria agroalimentare". Questa proposta congiunta con l Università di Verona, interessata precipuamente agli aspetti dell industria agro-alimentare, rappresentava l evoluzione della precedente esperienza didattica (laurea specialistica EGAT ex DM 270/04). Su questa proposta era stata espressa una sostanziale valutazione positiva di fattibilità. Un ampio confronto con le associazioni di categoria (ASAT, ADA, AIPMT) e altri soggetti istituzionali locali (Dipartimento del Turismo - PAT, Trentino Marketing, parco Adamello Brenta, Parco di Paneveggio, SAT) e nazionali (ENIT, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Turismo Responsabile) ha indotto il gruppo proponente a focalizzare la proposta formativa sugli aspetti del management della sostenibilità ambientale e del turismo. In particolare, i contatti intercorsi con i responsabili di due associazioni di categoria (Associazione Albergatori e Associazione direttori d albergo) hanno evidenziato il fabbisogno di creare professionalità con una formazione multidisciplinare. E stata inoltre riconosciuta la necessità di creare competenze a livello di laurea magistrale che assicurino la capacità di gestire le strutture alberghiere e/o le organizzazioni turistiche territoriali secondo l approccio alla sostenibilità e alle opportunità offerte dalla green economy. Sintesi del parere del comitato regionale di coordinamento Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo La laurea magistrale in MaST si propone di preparare laureati qualificati con una forte competenza multidisciplinare orientata alla sostenibilità nella gestione delle aziende, per imprese, nazionali e multinazionali, organizzazioni senza scopo di lucro, enti e amministrazioni pubbliche operanti in diversi settori, e in particolare in quello turistico. Stato documento: approvato Data ultima modifica: Nome file: Ordinamento Management della Sostenibilità e del Turismo LM77.docx

22 Più nel dettaglio, il corso di LM MaST si pone i seguenti obiettivi formativi: A. garantire un adeguata preparazione economico-manageriale orientata alla sostenibilità che permetta ai laureati, qualsiasi sia il settore di impiego, la progettazione ed implementazione di soluzioni di impresa che siano anche ecosostenibili, nonché la progettazione di servizi innovativi e sostenibili; B. garantire una preparazione avanzata in ambito manageriale integrata con conoscenze multidisciplinari che permetta di: B.1 analizzare, progettare e gestire aziende e organizzazioni che operano in campo turistico e della gestione sostenibile dell ambiente, B.2 svolgere attività complesse di coordinamento e di indirizzo riferibili al settore turistico e della gestione sostenibile dell ambiente, B.3 analizzare, progettare, decidere, implementare e monitorare la pianificazione dell offerta turistica complessiva ed integrata di un territorio, B.4 gestire e promuovere la qualità e la sicurezza dei processi turistici nel rispetto e della gestione sostenibile dell ambiente. Le principali aree di apprendimento sono relative alla gestione dell impresa di servizi, alla gestione dei sistemi turistici, del marketing turistico-territoriale, dell economia dell ambiente, della gestione sostenibile delle risorse, della statistica applicata e della comprensione e dell analisi del comportamento decisionale degli individui (consumatori/turisti). Il tirocinio prevede, di norma, un periodo presso un'azienda o un organizzazione finalizzato ad affrontare uno specifico problema di diretto interesse della stessa, sotto la guida di un tutor aziendale e di un tutor accademico. La tesi di laurea costituisce un importante momento di approfondimento, anche teorico-concettuale, di tematiche tipiche del management della sostenibilità e del turismo, ed è corredato da una parte empirica. Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite descrittori europei del titolo di studio A. Conoscenza e capacità di comprensione I laureati disporranno di conoscenze e competenze teoriche di livello avanzato nei seguenti campi: gestione d impresa; economia dell ambiente, tecniche quantitative per l analisi dei dati, per la valutazione dei beni ambientali e per la comprensione e l analisi delle scelte dei consumatori/turisti. Le conoscenze e competenze acquisite in tali campi, supportate dalla conoscenza del quadro di riferimento giuridico, consentiranno ai laureati di comprendere: le politiche di gestione delle imprese e delle destinazioni turistiche; il funzionamento del sistema ambientale; i principi della sostenibilità; le opportunità e i limiti della gestione di aree protette e parchi naturali anche in funzione turistica; il management dei processi di integrazione territoriale in chiave sostenibile. B. Capacità di applicare conoscenza e comprensione I laureati saranno in grado di applicare le conoscenze e le competenze acquisite all analisi e alla gestione delle problematiche d impresa e delle organizzazioni; al disegno e all attuazione delle strategie di sviluppo compatibile con l ambiente; alle decisioni di certificazione e controllo qualità; all individuazione degli interventi di politica economica in un ottica di sostenibilità. C. Autonomia di giudizio I laureati acquisiranno i principi fondamentali dell approccio scientifico alla comprensione e soluzione dei problemi economico-ambientali. Svilupperanno la capacità critica di formulare giudizi autonomi in merito: agli effetti e all efficacia delle decisioni sostenibili delle imprese, delle destinazioni e delle istituzioni in cui si troveranno ad operare; alle conseguenze e all efficacia delle politiche e dei modelli di integrazione territoriale secondo i principi della sostenibilità e della green economy. D. Abilità comunicative I laureati saranno in grado di: presentare e comunicare efficacemente all interno dell azienda/organizzazione/istituzione i risultati del loro lavoro (progetti, reporting, analisi documentale, ecc.); argomentare le loro posizioni e comunicare, in modo chiaro ed efficace, in lingua italiana e straniera (inglese) scritta e orale; presentare a workshop e seminari i risultati delle conoscenze acquisite. E. Capacità di apprendimento L utilizzo della didattica attiva e la costruzione di piattaforme di conoscenza condivisa stimoleranno la capacità dei laureandi ad apprendere in modo autonomo, confrontandosi direttamente con la letteratura scientifica di riferimento e le banche dati. Saranno altresì in grado di impostare e gestire relazioni cooperative e collaborative, assumendo un approccio problem sharing e problem solving. Il corso di LM MaST fornisce, inoltre, le competenze utili per proseguire gli studi in master universitari di secondo livello o in programmi dottorali. Conoscenze richieste per l'accesso (DM 270/04, art 6, comma 1 e 2) L'immatricolazione al corso di laurea magistrale in MaST è subordinato alla verifica dei seguenti requisiti: Pag. 2 di 5

23 - requisiti curriculari: essere in possesso di laurea di primo livello, conseguita in Università italiane o altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo; avere una padronanza della lingua inglese almeno pari al livello B1 o equivalente; - requisiti di preparazione specifica: mostrare una buona capacità nella lettura e nel commento di dati riferiti all'andamento economico delle imprese e del contesto economico; mostrare buone capacità analitiche nell'affrontare problemi di natura quantitativa; avere un'adeguata dimestichezza con le tecniche di base della statistica descrittiva; avere una buona capacità di analisi di problemi di tipo economico e aziendale. Le conoscenze comprendono di norma l'equivalente di almeno 48 CFU relativi a insegnamenti appartenenti ai settori scientifico-disciplinari di base e caratterizzanti delle classi di laurea 17 e 28 (ex DM. 509/99) o delle classi di laurea 18 e 33 (ex DM. 270/04). Specifici requisiti di conoscenza disciplinare sono indicati dal Regolamento didattico del corso di studio che disciplina la verifica del possesso di tali requisiti. E' prevista la valutazione della personale preparazione, secondo le modalità definite dal Regolamento didattico del corso di studio. La verifica del possesso di tali requisiti è regolata dal Regolamento didattico del corso di studio. Nel caso di titoli congiunti con altre università, i requisiti di ingresso possono essere specificati nel Regolamento didattico del corso di studio in modo da soddisfare i requisiti richiesti dagli ordinamenti degli altri paesi in convenzione. Caratteristiche della prova finale La prova finale per il conseguimento della laurea magistrale in MaST è costituita dall'elaborazione e dalla discussione di una delle seguenti opzioni: - l'esplorazione di una tematica all'interno degli ambiti disciplinari di interesse della laurea magistrale, attraverso un approfondito e completo esame delle letteratura, la raccolta di dati e informazioni, l'elaborazione autonoma degli argomenti - uno studio di progetto, di natura necessariamente applicata ad una realtà aziendale o ad una organizzazione, che consenta al laureando di dimostrare l'effettiva capacità di utilizzare le competenze apprese nel percorso di studi; Il lavoro finalizzato alla prova finale può essere integrato con il tirocinio formativo. Il regolamento didattico del corso di studio può definire in modo più preciso le specifiche modalità di svolgimento della prova finale nell'ambito dei criteri definiti dal presente ordinamento. La prova finale costituisce la naturale continuazione di attività didattiche a carattere disciplinare (cioè riferite a specifici settori scientifico-disciplinari), delle quali la preparazione alla prova finale costituisce un completamento, rappresentandone il momento di approfondimento critico e di elaborazione individuale. In particolare, l'integrazione tra prova finale può costituire un elemento espressamente previsto dai regolamenti didattici o comunque in funzione dello svolgimento di tesi basate su progetti applicativi e costituisce pertanto una possibilità concreta per tutti gli studenti di integrare riflessione teorica con esperienza sul campo. La valutazione complessiva finale tiene conto anche del curriculum individuale e delle valutazioni conseguite dallo studente e, nei casi di integrazione con l'attività di tirocinio, della valutazione dello stesso. Le modalità di svolgimento e di valutazione delle attività relative al superamento della prova finale sono definite nel Regolamento didattico del corso di studio e nel regolamento di Facoltà per lo svolgimento dell'esame di laurea. Sbocchi occupazionali previsti I laureati in MaSt potranno spendere un profilo professionale multidisciplinare con spiccata preparazione in ambito del management della sostenibilità all interno di imprese profit e non profit, e organizzazioni sia private che pubbliche. In particolare potranno assumere il ruolo di: - manager in organizzazioni di medie e grandi dimensioni, a diretto supporto al vertice, con competenze in marketing turistico-territoriale, destination management, gestione sostenibile dell ambiente, e del turismo; - funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione con incarichi che richiedano competenze di specifica rilevanza per la definizione di linee di indirizzo turistico-ambientale, per la conservazione/valorizzazione dell ambiente e del patrimonio culturale; per gestione di parchi e aree protette, e per la gestione di programmi europei a valenza ambientale (es. Life, Alpine Space); - consulenti per le imprese e/o le organizzazioni in: marketing territoriale, progettazione di imprese e organizzazioni turistiche sostenibili; analisi e di investimenti turistici sostenibili; nei sistemi di gestione e certificazione per l ambiente; per il monitoraggio e la valutazione di programmi e piani di sviluppo regionale - formatori in materia di approccio sostenibile al turismo, di gestione sostenibile dell ambiente e consumer behavior - imprenditori autonomi nel settore del turistico e della gestione sostenibile dell ambientali. Pag. 3 di 5

24 Attività caratterizzanti Ambito disciplinare Settore CFU Minimo Min Max da D.M. per l ambito Aziendale SECS P/07 Economia aziendale SECS P/08 Economia e gestione delle imprese SECS P/10 Organizzazione aziendale SECS P/13 Scienze merceologiche Economico SECS P/02 Politica economica SECS P/06 Economia applicata SECS P/12 Storia economica Statistico SECS S/01 Statistica Giuridico IUS/04 Diritto commerciale IUS/05 Diritto dell'economia IUS/06 Diritto della navigazione Attività affini integrativi Ambito disciplinare Settore CFU Minimo Min Max da D.M. per l ambito AGR/01 - Economia ed estimo rurale ING-INF/05 - Sistemi di elaborazione delle informazioni M-PSI/01 Psicologia generale SECS P/01 Economia Politica SECS P/07 Economia aziendale SECS-P/09 - Finanza aziendale SECS S/03 Statistica economica Altre attività Ambito disciplinare A scelta dello studente 8 16 Per la prova finale Ulteriori formative attività (art. 10, comma 5, lettera d) CFU min CFU max Ulteriori conoscenze linguistiche 0 6 Abilità informatiche e telematiche - - Tirocini formativi e di orientamento 4 6 Altre conoscenze utili per l'inserimento nel mondo del lavoro - - Totale altre attività Note relative alle altre attività La prova finale è la naturale continuazione di attività didattica a carattere disciplinare (cioè riferite a specifici SSD), rappresentandone il momento di approfondimento critico ed elaborazione individuale. In particolare, l'integrazione tra prova finale e tirocinio costituisce una possibilità concreta per gli studenti di integrare riflessione teorica con esperienza sul campo, attuabile anche attraverso un laboratorio teorico-applicativo propedeutico alla redazione di un elaborato finale. Pag. 4 di 5

25 Motivazioni dell'inserimento nelle attività affini di settori previsti dalla classe o Note attività affini (SECS P/01 SECS P/07 SECS-P/09 SECS S/03 ) La presenza di crediti di natura economico e aziendale assieme ad altri crediti riferiti ad ambiti diversi è giustificata dall'idea di proporre percorsi interdisciplinari con la presenza di docenti di SSD diversi, impegnati però nello stesso insegnamento, favorendo in tal modo la coerenza tra i SSD dei docenti e quelli dei moduli loro assegnati. Pag. 5 di 5

26 Struttura del percorso formativo LM MAST Informazione: Descrizione del percorso di formazione Analisi: La struttura del corso e la sua logica è già stata descritta nella sezione Obiettivi formativi. La collocazione temporale degli insegnamenti per semestre sottoriportata, può essere solo indicativa perché la programmazione dell attività didattica deve essere armonizzata all interno dell offerta formativa complessiva del DEM. Insegnamento Settore Cfu Anno/Semestre Economia dell'ambiente e del territorio SECS-P/ anno/1 semestre Management delle imprese di servizi e turistiche SECS-P/ anno/1 semestre Sistema di gestione e certificazione per la qualità e l ambiente SECS-P/ anno/1 semestre Insegnamento in ambito giuridico* IUS/06/IUS/ anno/1 semestre Storia economica del turismo SECS-P/ anno/2 semestre Statistica per le ricerche di mercato SECS S/ anno/2 semestre Psicologia del consumatore e delle decisioni economiche M-PSI/ anno/2 semestre Abilità linguistiche 6 1 anno/2 semestre TOTALE CFU PRIMO ANNO 60 Attività formative obbligatorie (24 cfu) Marketing turistico e territoriale SECS-P/ anno/1 semestre Management delle destinazioni turistiche SECS-P/ anno/1 semestre Metodi per la rilevazione e l'analisi delle preferenze/scelte dei consumatori SECS-P/ anno/1 semestre Discipline a scelta vincolata dello studente (totale 8 CFU) Sistemi informativi per il turismo ING-INF/O5 2 anno/1 semestre Gestione sostenibile delle risorse naturali AGR/ anno/1 semestre Consumer empowerment M-PSI/01 2 anno/1 semestre Insegnamenti liberi (8 CFU) attivabili/mutuabili da altre LM Behavioural economics SECS-P/01 2 anno/1 semestre Storia d'impresa SECS-P/12 2 anno/2 semestre 8 Project management per il turismo SECS P/08 2 anno/2 semestre Laboratorio di statistica applicata SECS S/01 2 anno/1 semestre Psicologia della percezione e comunicazione del rischio M-PSI/01 2 anno/2 semestre TOTALE CFU SECONDO ANNO 40 TIROCINIO FORMATIVO 6 2 anno/2 semestre TESI MAGISTRALE 14 2 anno/2 semestre * Poiché il DEM non possiede al suo interno risorse umane in ambito giuridico, per evitare problemi futuri di sostenibilità dell offerta formativa, l ordinamento prevede la possibilità di scelta tra un corso come Diritto del turismo (IUS/06) da mutuare da Giurisprudenza o da attivare ad hoc e un corso sempre disponibile in offerta didattica come Diritto commerciale avanzato (IUS/04).

27 Dipartimento di Economia e Management Al Magnifico Rettore Prof.ssa Daria Depretis e ai componenti del Senato Accademico Trento, 29 ottobre 2014 Oggetto: proposta modifiche offerta lauree magistrali del DEM Una revisione dell offerta complessiva delle lauree magistrali del DEM, che prevede l introduzione di una nuova LM e la modifica di alcuni regolamenti, ha l obiettivo di migliorare l attuale offerta didattica che rappresenta, comunque, una buona base di partenza come dimostrato: a. Dal numero elevato di iscritti nonostante l introduzione dello sbarramento costituito da selezione (lauree in inglese) o voto minimo (lauree in italiano) (Allegato A). Numero di iscritti costantemente in crescita negli ultimi anni e che nell' a.a. 2013/2014 ha visto l'iscrizione al primo anno di 359 unità. a. Dalla elevata capacità di attrazione di studenti con laurea di primo livello ottenuta in altre sedi. (allegato A). Così, sempre nel 2013/2014 gli iscritti al primo anno con titolo di primo livello ottenuto in sede diversa da quella dell'università di Trento rappresentavano quasi il 36% del totale. b. Dai dati Alma Laurea relativi al confronto tra laureati di secondo livello di Trento rispetto al campione nazionale sia relativamente alla soddisfazione per i corsi seguiti sia per l incidenza degli occupati sul totale dei laureati (Allegato B). c. Dai risultati di un indagine comparativa condotta a livello europeo (Trendence graduate barometer 2014) (Allegato C). L indirizzo da seguire nella revisione complessiva dell offerta è desumibile, oltre che dai rapporti sull'autovalutazione, anche dai risultati dell indagine condotta presso gli studenti di laurea triennale che proseguono gli studi presso altre università. Studenti che hanno evidenziato l'eccessivo affollamento della LM in Management e l'esigenza di lauree magistrali in italiano maggiormente specializzate. Più in specifico la revisione dell offerta formativa delle singole lauree magistrali prevede che, per le lauree in inglese, si attui una revisione complessiva volta a razionalizzare l'offerta formativa tenendo conto sia di quanto offerto dai corsi attivati dalla Scuola di Studi Internazionali, sia delle esigenze e proposte delle diverse Università con cui tali corsi sono, in diversi casi, organizzati con modalità di laurea congiunta, sia, infine di potenziali collaborazioni con altri Dipartimenti dell'ateneo. Proprio in conseguenza della necessità di concordare il tutto con diversi interlocutori, i tempi necessari per la revisione dell'offerta magistrale in inglese del DEM sono tali da non consentire di arrivare, al momento attuale, ad una proposta operativa. Per questo si ritiene opportuno rinviare la necessaria rivisitazione dei percorsi formativi in inglese all'anno prossimo. Per quanto concerne l'offerta formativa in italiano si ritiene che per i corsi in Finanza ed Economia e Legislazione d'impresa sia necessaria una rivisitazione di taluni aspetti non centrali attuabile, pertanto, via Inama, n Trento, Italia - tel , fax

28 Dipartimento di Economia e Management a livello di regolamento e non di ordinamento. Interventi decisamente più incisivi devono, per contro, essere effettuati per la laurea in Management. Tale laurea presenta, infatti, un numero di iscritti decisamente superiore a quello previsto come massimo dalla normativa esistente per cui si pone il problema, anche al fine di garantire ai nostri laureati triennali adeguati sbocchi per il proseguimento in sede, o di duplicare i diversi corsi o di attivare un nuovo corso di laurea. Dopo lunga ed approfondita discussione si ritiene opportuno seguire questa seconda strada proponendo l'attivazione di una laurea magistrale in Management della sostenibilità e del turismo (MaST). Tale scelta consente di ampliare le possibilità di scelta per i laureati triennali, offrire un corso formativo con ottime possibilità occupazionali, avere un efficace collegamento con un'area di ricerca da tempo attiva all'interno del DEM, rispondere a sollecitazioni provenienti dal mondo imprenditoriale. Nella individuazione della proposta di ordinamento della nuova LM MaST i principali obiettivi considerati sono relativi a: individuazione di profili che consentano di ottenere figure professionali definite e riconoscibili in grado di favorire l occupabilità dei laureati; creazione di una stretta connessione fra aree di ricerca e percorsi di insegnamento, al fine di garantire la credibilità e i tratti distintivi della proposta formativa. Si sono inoltre tenuti presenti i seguenti vincoli: risorse disponibili sia in termini di docenti di riferimento sia nel numero complessivo di lauree attivabili; necessità di ridurre gli affidamenti di corsi ad esterni; necessità di ridurre il numero di crediti complessivamente attivati In proposito, come mostrano l'allegato D e l'allegato E, il nuovo corso di studi risulta ampiamente sostenibile ed è compatibile, alla luce dei nuovi concorsi già deliberati, con una riduzione delle ore di insegnamento extra carico o affidate ad esterni. Infine, in questo quadro di riferimento vi sono alcune azioni che appare opportuno intraprendere per tutte le lauree magistrali. Tali azioni comuni prevedono: l introduzione di un numero programmato per tutte le lauree magistrali. La selezione dovrebbe avvenire attraverso apposito test (eventualmente combinato con voto di laurea); il rafforzamento della possibilità degli studenti di identificarsi in una classe attraverso l individuazione di idonee iniziative collaterali (seminari, gruppi di studio, incontri con il mondo produttivo, ecc.); il contributo a sviluppare forme di imprenditorialità innovativa attraverso il sostegno di iniziative di start-up; il rafforzamento, anche attraverso l utilizzo di risorse umane dedicate, della partecipazione a stage, anche in imprese estere; l ampliamento dell attività di placement e di ogni tipo di rapporto fra gli studenti e il mondo delle imprese e delle organizzazioni. Cordialità Geremia Gios via Inama, n Trento, Italia - tel , fax

29 Dipartimento di Economia e Management Allegato A. Immatricolati LM fascia età MGT ELI FIN MIM MEC MAIN EMBS Totale CdS Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età Immatricolati con età all'immatricolazione <= 24 anni Immatricolati con età all'immatricolazione > 24 anni Totale fasce età

30 Dipartimento di Economia e Management Immatricolati LM fascia residenza MGT ELI FIN MIM MEC MAIN EMBS Totale CdS in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza in provincia di Trento in provincia di Bolzano in altra regione all'estero Totale fasce residenza

31 Dipartimento di Economia e Management Immatricolati LM tipo laurea 1 livello Nr immatr Voto medio LT Nr immatr Voto medio LT Nr immatr Voto medio LT Nr immatr Voto medio LT LT del DEM , , ,3 LT UniTn non DEM ,3 1 97, ,0 MGT LT di altro ateneo , , ,2 Altri corsi di studio italiani ,0 0 Corsi di laurea stranieri Totale tipi lauree 1 livello , , ,0 LT del DEM , , ,7 LT di altro ateneo , ,5 6 93,3 ELI Altri corsi di studio italiani ,0 0 Corsi di laurea stranieri Totale tipi lauree 1 livello , , ,3 LT del DEM 38 97, , , ,4 LT UniTn non DEM , ,5 LT di altro ateneo 12 93, , , ,6 FIN Altri corsi di studio italiani 2 99, ,0 0 Corsi di laurea stranieri laurea di provenienza non conosciuta Totale tipi lauree 1 livello 55 96, , , ,8 LT del DEM 4 95, ,5 1 96, ,3 LT UniTn non DEM 2 93,5 1 86,0 1 89,0 0 MIM LT di altro ateneo 1 89, ,8 5 95, ,4 Corsi di laurea stranieri laurea di provenienza non conosciuta Totale tipi lauree 1 livello 22 94, , , ,2 LT del DEM 2 90, , , ,0 LT UniTn non DEM 1 100, MEC LT di altro ateneo 2 102, ,0 3 99, ,8 Corsi di laurea stranieri Totale tipi lauree 1 livello 14 96, , , ,5 5

32 Dipartimento di Economia e Management MAIN EMBS Totale CdS LT del DEM 1 104,0 1 97,0 1 98, ,0 LT di altro ateneo 2 105, ,0 5 99,8 5 96,0 Corsi di laurea stranieri Totale tipi lauree 1 livello 9 104, , , ,8 LT del DEM , , ,5 LT UniTn non DEM , ,0 0 LT di altro ateneo , , ,8 Altri corsi di studio italiani Corsi di laurea stranieri Totale tipi lauree 1 livello , , ,0 LT del DEM 45 97, , , ,1 LT UniTn non DEM 3 95, ,3 3 95, ,3 LT di altro ateneo 17 95, , , ,9 Altri corsi di studio italiani 2 99, ,0 0 Corsi di laurea stranieri laurea di provenienza non conosciuta Totale tipi lauree 1 livello , , , ,8 6

33 Dipartimento di Economia e Management Immatricolati LM voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e MGT tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e ELI tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e FIN tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e MIM tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello MEC <= tra 91 e

34 Dipartimento di Economia e Management MAIN EMBS Totale CdS tra 96 e tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello <= tra 91 e tra 96 e tra 101 e tra 106 e e lode non conosciuto Totale fasce voto laurea 1 livello

35 Dipartimento di Economia e Management Laureati LM per AA fascia voto <= tra 91 e MGT tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea <= tra 91 e ELI tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea <= tra 91 e FIN tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea <= tra 91 e MIM tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea <= tra 91 e MEC tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea <= MAIN tra 91 e tra 99 e tra 105 e

36 Dipartimento di Economia e Management EMBS Totale CdS 110 e lode Totale fasce voto laurea <= tra 91 e tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea <= tra 91 e tra 99 e tra 105 e e lode Totale fasce voto laurea

37 Dipartimento di Economia e Management Allegato B L analisi dei risultati dell indagine Almalaurea 2013 conferma che, mediamente i laureati magistrali di Economia a Trento hanno maggiori possibilità occupazionali di quelli che interessano i loro colleghi a livello nazionale. Infatti, come mostra la Tabella 1, per i laureati di Trento è minore la durata degli studi, maggiore la percentuale di chi lavora, minore il tasso di disoccupazione. Sempre consultando la medesima fonte è possibile osservare (Tabella 2) che chi ha frequentato i corsi magistrali del Dipartimento di Economia e Management è complessivamente più soddisfatto del corso e dei rapporti con i docenti rispetto al campione nazionale di corsi di laurea delle medesime classi. Tabella 1. Occupazione dei laureati magistrali (indagine Almalaurea 2013) LM 77 MGM + EMBS Durata degli studi (medie, in anni) Lavora Tasso di occupazione (def. Istat - Forze di lavoro) Tasso di disoccupazione (def. Istat - Forze di lavoro) Tempo dalla laurea al reperimento del primo lavoro Ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea (%) Media naz 2,5 70,7 88 2,7 53, ,5 4,1 4,2 63,2 40,3 Tabella 2. Soddisfazione laureati (indagine Almalaurea 2013) Classe LM 77 Media TN naz Sono complessivamente soddisfatti del corso di laurea specialistica/magistrale (%) decisamente sì più sì che no Sono soddisfatti dei rapporti con i docenti in generale (%) decisamente sì più sì che no Si iscriverebbero di nuovo allo stesso corso stesso Ateneo 11 Classe LM16 Media FIN naz 41,5 53,2 38,8 51,4 44,8 55,2 42,1 49,7 20,5 69,6 20,9 65,8 24,1 72,4 23,3 66, ,9 89,7 72,4

38 Dipartimento di Economia e Management ALLEGATO C L'indagine Trendence Graduate Barometer viene svolta ogni anno in 27 paesi europei ed è basata su intervista mediante un questionario online. L'indagine 2014, svolta tra novembre 2013 e marzo 2014 ha visto partecipare, per la prima volta, studenti del DEM. Complessivamente gli studenti intervistati sono stati poco meno di , di cui 6192 in Italia e 387 del DEM. I principali risultati di tale indagine sono i seguenti: il livello di soddisfazione degli studenti DEM per la propria università è lievemente più basso di quanto si verifica mediamente a livello europeo ma decisamente più elevato di quanto si verifica mediamente a livello italiano viene ritenuta buona (livello IV su massimo di V) dagli studenti DEM sia la qualità dell'insegnamento, sia la formazione pratica durante il caso di studio, sia la reperibilità e disponibilità del personale docente. Viene ritenuto ottimo (V livello l'orientamento internazionale). il tempo stimato per trovare la prima occupazione risulta superiore a quello medio europeo ma inferiore a quello medio italiano, nel mentre il numero presunto di candidature inviate per trovare la prima occupazione è inferiore per gli studenti DEM rispetto ai corrispondenti valori reperibili a livello europeo ed italiano. Tabella 1. Partecipazione al sondaggio trendence Graduate Barometer 2014 Business Edition i vostri studenti: Università degli Studi di Trento 387 Austria Belgio Bulgaria Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Norvegia Paesi Bassi Polonia Portogallo Regno Unito Repubblica Ceca Romania Russia Slovacchia Spagna Svezia Svizzera Turchia Ungheria 3,135 1,445 2, ,718 9,498 13,730 1,332 4,664 6, ,278 2,580 14,108 3,462 2,331 2,533 2,073 8, ,485 2,055 4,184 12

39 Dipartimento di Economia e Management Tabella 2. Indicatori chiavi di prestazione. Gli indicatori chiave di prestazione rappresentano informazioni sul grado di soddisfazione degli studenti. Ogni luce corrisponde ad una prestazione messa a confronto con la media nazionale. La luce verde corrisponde ad una migliore presentazione, mente la luce rossa indica una prestazione peggiore. 13

40 Dipartimento di Economia e Management Tabella 3. Tempo stimato per trovare la prima occupazione Tabella 4. Numero presunto di candidature inviate per ottenere la prima occupazione 14

41 Dipartimento di Economia e Management ALLEGATO D anno B Caratterizzanti tipo AD ordinamento C Affini integrative Docenza A+B+C D Libera scelta Totale Docenza A+B+C+D Esercitazioni e tutoraggi accademico Tipo risorsa crediti ore crediti ore crediti ore crediti ore crediti ore ore Docente strut A contratto Docente strut condiviso A contratto condiviso Totale Totale - condivisi Docente strut A contratto Docente strut condiviso A contratto condiviso Totale Totale - condivisi La tabella riporta il conteggio dei crediti e delle ore di didattica frontale e integrativa che si aggiungono all'offerta didattica del DEM per effetto dell'attivazione del nuovo corso di laure magistrale MAST. Come si può osservare, il fabbisogno (al netto delle attività didattiche condivise con altri CdS) è stimabile in 64 crediti (288 ore di docenza) nel primo anno di attivazione, e di 99 crediti (592 ore di docenza) nel secondo anno (attivazione a regime). Non è previsto il ricorso a docenti a contratto. L'impegno di risorse per esercitazioni e tutoraggi è contenuto. Per verificare la sostenibilità dell'impegno aggiuntivo di risorse connesso all'attivazione del Mast, si è simulato l'impegno complessivo sui CdS del DEM e lo si è confrontato con la disponibilità di ore di docenza minime del personale afferente al DEM, tenendo conto anche dell'impegno su corsi di studio di altri dipartimenti e dei dottorati (quest'ultimo sulla base di quanto previsto nella programmazione didattica dell'a.a ). 15

42 Dipartimento di Economia e Management La disponibilità è stata incrementata nell'ipotesi che avvengano le progressioni di carriera per i Ricercatori a tempo indeterminato che hanno conseguito (o si prevede conseguano nella tornata in corso) le idoneità ad associato, e inoltre considerando la sostituzione di posizioni RTD A con posizioni RTD B per i settori dove sono già stati messi a bando i posti, o per i quali si prevede di emettere bandi entro la primavera La disponibilità è stata ridotta in base ai pensionamenti previsti. Non sono invece state inserite le maggiori disponibilità a fronte delle posizioni aggiuntive che si prevede di bandire (due posti di associato e 1-2 RTD A), o di coprire con chiamata dall'estero (un associato o RTD B). La simulazione dell'impegno sui corsi di studio diversi dal MAST è stata impostata in maniera prudenziale, ipotizzando che si effettuino interventi di sdoppiamento dei corsi fondamentali sulle lauree con maggior numero di frequentanti (LT in Gestione aziendale e LM in Management)i, secondo gli interventi auspicati nei rapporti di riesame. Sulla base dei dati della tabella "Impegno e disponibilità per fasce" [foglio di lavoro successivo], a nuova LM si dimostra ampiamente sostenibile, anche in presenza di ulteriori riduzioni del ricorso a docenti a contratto. Dal punto di vista della copertura dei fabbisogni con le disponibilità per gli specifici settori disciplinari rappresentati nel piano di studi MAST, si riscontra una buona corrispondenza poiché la nuova LM impiega docenti di settori oggi impiegati su corsi a libera scelta, che quindi sostituirebbero i corsi attualmente impartiti con corsi caratterizzanti o affini del MAST. L'unica area disciplinare che potrebbe essere interessata da un impegno eccedente è quella di Economia e gestione delle imprese (SECS-P/08), in particolare per le discipline di Marketing e Economia delle imprese di servizi: in tale area si potrà peraltro beneficiare dell'incremento di ore disponibili conseguente alle progressioni di carriera e alla riduzione di insegnamenti a libera scelta attualmente offerti. 16

43 Dipartimento di Economia e Management 17

44 ALLEGATO 1: Proposta nuovo Ordinamento didattico Interaction Design LM-55 Scienze Cognitive La proposta di nuovo Ordinamento deve prendere in esame ogni nuovo corso di studio e ogni modifica di ordinamento, sottoponendoli a un attenta analisi. Per ognuno degli aspetti analizzati si suggerisce di utilizzare mezza facciata o al più una pagina intera. In ogni caso l analisi di un intero corso di studio non dovrebbe superare le 4 cartelle. Premessa generale Informazione Progettazione del nuovo CdS Analisi: L area dell interazione persona/computer (HCI) è emersa durante gli anni ottanta come risposta a una domanda crescente di interfacce usabili che permettessero a un gruppo sempre più ampio di persone indipendentemente dalle loro abilità e conoscenze tecniche di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie comunicative. Inizialmente l area è stata fortemente influenzata dalle teorie e dai metodi delle scienze computazionali della psicologia cognitiva e dei fattori umani, e il suo scopo principale era quello di disegnare interfacce per migliorare le prestazioni umane. Nel corso degli anni HCI ha attratto l interesse dei ricercatori e dei professionisti in tutto il mondo e il suo focus è shiftato dai requisiti pragmatici (correlati alla soluzione di un compito cognitivo) al soddisfacimento di bisogni edonistici (correlati al benessere dell utente) al recente interesse nei temi del coinvolgimento pubblico (correlati alle motivazioni di essere protagonisti). Questo sviluppo è stato reso possibile dalla combinazione dei progressi tecnologici e aspettative dell utente e lo sviluppo di nuove metodologie di disegno fondate sulla ricerca in psicologia, sociologia e antropologia. In questa nuova, più completa prospettiva, HCI si pone l obiettivo di sviluppare una comprensione scientifica dei processi e bisogni cognitivi, sociali, e della società messi in atto dall interazione fra le persone e le tecnologie comunicative al fine di migliorare specifici interventi di design nell ambito di una prospettiva centrata sull utente. In questa prospettiva HCI si basa su un set di discipline che includono l informatica, le scienze cognitive, le scienze sociali, le scienze umanistiche e artistiche che, considerate congiuntamente, rendono possibile superare alcuni dei limiti intrinseci nei programmi di ricerca tradizionali producendo i tal modo nuove conoscenze per quanto attiene al design. In parecchie università esistono corsi in HCI e tali corsi pongono un enfasi diversa sulle specifiche aree e discipline che hanno un ruolo preminente in quelle università; tuttavia si può osservare una generale tendenza verso l informatica, mentre le scienze umane sono spesso delegate al ruolo di giustificare decisioni tecniche fatte a priori. Negli ultimi vent anni in Europa si è assistito allo sviluppo di una ampia base di experties che deriva da una varietà di discipline che hanno prodotto un approccio specifico ai sistemi informativi (concepiti sia in termini di dispositivi di notevole grandezza in termini di infrastrutture industriali o di comunità a dispositivi piccoli nei termini di prodotti per la casa, prodotti per il consumatore e device mobili ). Questo approccio ha preso in considerazione la concezione, disegno e uso dei sistemi informatici sulla base di un vasto corpus di studi sperimentali e ricerche sul campo in numerosi domini e con numerosi attori coinvolti. Da questo punto di vista l Europa ha un vantaggio comparativo quando si adottano approcci olistici a temi che sono relati al design e l uso delle tecnologie; in aggiunta, la sua diversità culturale comporta una sensibilità speciale nei confronti della complessità dell attività umana. I più prestigiosi master che sono dedicati specificamente allo studio dell HCI in Europa sono offerti dall University College di Londra, dall Università di Lancaster, Università di Madeira in collaborazione con Carnagie Mellon, by the Umeå Institute of Design, the School of Arts and Communication at Malmo University, the University of York, Delft University, and Eindhoven University. A nostra conoscenza nessuno di questi corsi sono offerti da un Dipartimento di Psicologia e nessun corso analogo è offerto in Italia. Da questo punto di vista la LM che si propone potrebbe avere un rilevante vantaggio competitivo. The longest-running Master in HCI in the USA is offered by the Human-Computer Interaction Institute at Carnegie Mellon University, which includes staff from School of Computer Science, the College of Fine Arts, the Tepper School of Business, the Dietrich College of Humanities and Social Sciences, the Robotics Institute, and the Software Engineering Institute. The MS-HCI at Georgia Tech is organized jointly by the Department of Industrial Design, Interactive Computing, Literature, Media, and Communication (LMC) and the Department of Psychology. Other important programs are delivered by Standford University, Indiana University, Cornel University, the University of Maryland and the University of Washington, among others. A list can be found at https://www.scribd.com/doc/ /worldwide-masters-programs-in-hci-ixd.

45 Domanda di formazione Informazione Identificazione/consultazione delle organizzazioni rappresentative a livello nazionale e internazionale (parti sociali) Analisi: Quali sono gli enti e delle organizzazioni consultate, direttamente o tramite studi di settore? Il contatto diretto e la presentazione della presente proposta di LM è avvenuta, tra gli altri, con i seguenti enti e istituzioni: Progetto per l'innovazione, lo sviluppo dell'information and Communication Technology (ICT) e l'organizzazione del sistema pubblico provinciale (Progetto Innovazione, Sviluppo ICT e Organizzazione. Indirizzo: Via Romagnosi, 9 - Centro Europa, Trento (Tn). dott. Marco Tomasi (Dirigente) Presidenza Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige Südtirol (Indirizzo: Piazza Dante 16, Trento Tn. dott. Diego Moltrer (Presidente) Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni 8, Rovereto Tn. (Dott. Mauro Casotto Responsabile Innovazione) Confindustria Trento (Palazzo Stella via A. Degasperi, Trento. (Dott. Alessandro Santini) Health Innovation Hub (Via Kufstein 5, Spini di Gardolo Trento) il Consorzio Health Innovation Hub, nato dall associazione di 16 aziende trentine e nazionali del settore informatica e telecomunicazioni. (dott. Ing. Giordano Tamanini - Presidente) Consiglio delle Autonomie Locali - Consorzio dei Comuni Trentini, TRENTO - Via Torre Verde 23 - tel fax , (dott. Marco Merler Responsabile Innovazione) Assessorato alla Sviluppo Economico e Lavoro Dip. Sviluppo e lavoro, via Romagnosi 9, Tel.: , Fax: ; E- - (Assessore avv. Alessandro Olivi, dott. Claudio Moser - Dirigente) Quali sono i soggetti esterni interessati (employer) all attivazione del corso di studio e relazioni intraprese con gli stessi? Membri degli, o aziende rappresentate negli, Enti sopra elencati, in particolare di Confindustria le cui attività hanno risvolto nelle ITC e sono quindi parte attiva negli incontri con Confindustria e gli altri organismi contattati. Gli enti e le organizzazioni consultate sono adeguatamente rappresentative a livello regionale, nazionale e/o internazionale? Gli enti e le organizzazioni consultate hanno la massima rappresentatività economica e istituzionale nel contesto trentino e regionale. Si sono considerati, a integrazione o in sostituzione, studi di settore di livello regionale, nazionale o internazionale? A integrazione dei contatti svolti si sono anche presi in esame studi relativi al connubio di ICT e design. Tali studi sono molto rari sul piano locale, ma costituiscono un recente filone sul piano internazionale (Commissione Europea, British Council, aziende multinazionali). Agli studi prodotti localmente appartengono studi curati anzitutto da Trentino Sviluppo nonché i rapporti annuali di Banca d Italia. Tra questi: Fare microimpresa in montagna, Quaderni di territorio. La domanda di autoimprenditorialità nelle aree obiettivo 2 della provincia di Trento, Quaderni di Territorio, Trentino Sviluppo, vol. 2, Trento 2008; Capra, L., CULTWAyS. Progetto Europeo per la realizzazione su larga scala geografica di servizi sperimentali via smartphone, Trentino Sviluppo, Trento 2012; Remi, S., (a cura di), Il settore delle costruzioni in Trentino. Le strategie delle imprese per uscire dalla crisi, Quaderni di territorio, vol. 3, Habitech distretto tecnologico Trentino, Trentino Sviluppo Spa, Trento 2013; Economie regionali. L economia delle Provincie autonome di Trento e Bolzano, Banca d Italia, Roma Agli studi prodotti internazionalmente appartengono alcuni prodotti al più alto livello dalla Commissione Europea e dai suoi comitati, ovvero in Uk, e a cura di grandi imprese del settore delle ICT. Tra questi: DG Enterprise and Industry of the European Commission, Design for Growth and Prosperity. Report and Recommendations of the European Design Leadership Board, edited by Michael Thomson, Design Connect and Tapio Koskinen, Aalto University, Unigrafia, Helsinki 2012; IBM, Innovation in Practice. Adding Value through Creative Thinking, FT Partnership Publications, In association with IBM, London 2006; Design Council, Annual Report and Accounts 06/07, Design Council, London 2008.

46 Obiettivi formativi Informazione Obiettivi formativi specifici del corso Analisi: Gli obiettivi formativi specifici della LM in HCI pongono la comprensione delle persone e delle loro pratiche come momento fondamentale nel disegno della tecnologia con lo scopo ultimo di fornire una prospettiva particolare nell affrontare molti dei temi critici attualmente incontrati dalle scienze informatiche, quali la consapevolezza, privacy, il contesto, l esperienza, l emozione e la partecipazione. Il nostro scopo è quello di formare una nuova generazione di ricercatore e professionisti che comprendano la complessità della cognizione, il comportamento e l emozione umana entro livelli di analisi micro, meso e macro e che siano capaci di incorporare tale conoscenza in prodotti nuovi che possano interfacciarsi con i valori, gli interessi e i bisogni umani che si differenziano notevolmente da individuo a individuo. Gli esiti dell apprendimento si focalizzano sia sulla teoria che sulla pratica in modo tale che gli studenti laureati in HCI siano in grado di condurre ricerca di base e applicata attività di disegno e pianificazione in modo competente e indipendente. Con questi obiettivi, la LM in Interaction Design (a) fornirà un curriculum integrato che permetterà agli studenti di perseguire i loro interessi di ricerca in un ambiente di ricerca interdisciplinare e strutturato (b) offrirà agli studenti l opportunità di acquisire competenze e potenzialità di ricerca in aree che non sono coperte da un singolo dipartimento (c) enfatizzerà competenze specializzate che non sono coperte dai programmi di insegnamento tradizionali. Titolo Settore Design epistemology and ethics Design expericence User-centred design Partecipatory design Visual design (+lab) User experience / HCI Prototyping interactive systems Design for Social inclusion E-learning Social interaction Affective computing Mind-Brain interaction and cognitive constraints Crediti a scelta vincolata Research methodology quantitive Research methodology qualitative M-FIL/04 ING-INF/05 ING-INF/05 ING-INF/05 ICAR/17 ING-INF/05 ING-INF/05 SPS/07 INF/01 M-PSI/05 INF-INF/05 ING-INF/06 M-PSI/03 M-PSI/03

47 Risultati di apprendimento attesi Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il corso fornisce la base per sviluppare competenze teoriche,che potranno essere applicate in modo originale in contesti anche di ricerca, riguardanti: - l'approccio interdisciplinare allo studio del design visto come componente essenziale delle tecnologie della comunicazione; - la dimensione sociale dell'interazione interpersonale mediata dalla tecnologia, anche in riferimento ai cambiamenti legati ai manufatti tecnologici; - le metodologie di raccolta e analisi di dati; - le principali teorie espicative e tecniche di intervento nell'ambito dell Interaction Design. Il raggiungimento di tali obiettivi formativi sarà verificato attraverso gli esami di profitto di ogni insegnamento, la valutazione dei prodotti, testuali o tecnologici, elaborati dagli studenti, e l'approvazione dell'attività svolta nel laboratori. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Il laureato, con riferimento ai differenti contesti produttivi e di servizi in cui si troverà ad operare sarà in grado di: - definire obiettivi della propria azione professionale (analisi dei bisogni, definizione degli obiettivi, risultati attesi); - progettare servizi o prodotti tecnologici (e.g., definizione, progettazione, produzione di servizi o prodotti); - effettuare valutazioni degli interventi relativi alle tecnologie della comunicazione (analisi valutativa). La capacità di applicare le conoscenze acquisite sarà verificata attraverso l'approvazione delle attività svolte nel corso dei laboratori, attraverso la valutazione finale dell'attività di tirocinio, nonché attraverso il lavoro individuale svolto dallo studente sotto la guida di un docente per la preparazione e stesura della tesi. Autonomia di giudizio (making judgements) Il laureato, con riferimento ai differenti contesti produttivi e di servizi in cui si troverà ad operare sarà in grado di: - integrare le conoscenze e gestire la complessità, e formulare giudizi ragionati, anche con dati incompleti, in relazione a problemi riguardanti l'analisi delle tecnologie comunicative, con particolare riguardo all usabilità, all integrazione forma funzione, all impatto sociale delle tecnologie. Tali competenze saranno valutate in particolar modo attraverso la capacità di esporre in modo critico le diverse posizioni teoriche e le diverse alternative tecnologiche attinenti alle specifiche tematiche trattate nelle discussioni e nei lavori di gruppo, nel corso degli esami di profitto e nella discussione della tesi. Abilità comunicative (communication skills) Al termine del corso il laureato magistrale in Interaction Design sarà in grado di comunicare i propri risultati e le proprie conclusioni a un pubblico di specialisti e non specialisti in modo chiaro e dettagliato. Dovrà anche essere in grado di utilizzare in modo comunicativamente efficace, in forma scritta e orale la lingua inglese, con riferimento ai lessici disciplinari. Il raggiungimento di tali competenze comunicative sarà verificato attraverso gli esami di profitto, le attività seminariali con ruolo attivo degli studenti e la discussione della tesi. Capacità di apprendimento (learning skills) Il percorso formativa fornirà competenze disciplinari e strumenti cognitivi e relazionali che permetteranno al laureato magistrale di: - definire un piano per il proprio sviluppo professionale continuo; - definire un piano di ricerca e sviluppo della propria professione e di assicurazione della qualità professionale; - proseguire la formazione con studi specializzati successivi e/o con formazione professionale continua. L'acquisizione di tali capacità sarà verificata attraverso l'approvazione delle attività di laboratorio, la valutazione finale dell'attività di tirocinio, e il lavoro individuale svolto dallo studente sotto la guida di un docente per la preparazione e stesura della tesi.

48 Coerenza tra sbocchi occupazionali, obiettivi formativi (competenze e abilità) e attività formative Descrivere la relazione tra sbocchi occupazionali, obiettivi formativi del corso di studio, nonché obiettivi formativi degli insegnamenti. È possibile utilizzare come strumento anche la matrice per l incrocio degli obiettivi formativi delle singole attività e quelli del corso di studio. Il laureato magistrale del presente CdS sarà competente di tecnologie della comunicazione dal punto di vista della creazione e lo sviluppo di prodotti e interfacce ergonomiche e funzionali sia dal punto di vista dell utente individuale sia della sostenibilità sociale e ambientale. Sarà quindi in grado di rispondere a un esigenza crescente che chiede di creare interfacce fra persone e nuove technologie (intesa come prodotti e servizi) che vengono concepite con la prospettiva dell utilizzatore in mente. Una figura simile è ricercata in un ampio spettro di ambiti che includono sia il settore privato (e.g., marketing, ricerca, qualsiasi industria che crea e sviluppa prodotti che prevedono un interfaccia umana) sia il settore pubblico (e.g., sanità, servizi, e ricerca). Questa figura professionale richiede una formazione multi-disciplinare che permette di fare un analisi sia degli aspetti tecnici, informatici e di design, sia dell impatto psicologico della nuova tecnologia sull utilizzatore. Di conseguenza, il presente CdS prefigge di preparare una nuova generazione di professionisti che hanno una comprensione approfondita delle nuove tecnologie, della cognizione umana e delle dinamiche sociali e che possono incorporare queste conoscenze nello sviluppo e realizzazione di nuovi prodotti e servizi che possono soddisfare diversi bisogni, interessi, e valori umani. Per raggiungere quest obiettivo il CdS incorpora degli insegnamenti caratterizzanti delle discipline matematiche, informatiche e dell ingegneria d un lato e delle discipline psicologiche, economiche e sociali dell altro. Inoltre, quest obiettivo richiede un approcio teorico e pratico e si rispecchia nelle varie attività formative che includono sia corsi teorici che laboratori pratici. Inoltre, grande importanza verrà dato al tirocinio e la tesi che avranno un forte carattere professionalizante.

49 Sbocchi professionali Informazione Analisi: Sbocchi occupazionale e professionali previsti per i laureati, prosecuzione negli studi Il laureato magistrale del presente CdS sarà competente di tecnologie della comunicazione dal punto di vista della creazione e lo sviluppo di prodotti e interfacce ergonomiche e funzionali sia dal punto di vista dell utente individuale sia della sostenibilità sociale e ambientale. Sarà quindi in grado di rispondere a un esigenza crescente che chiede di creare interfacce fra persone e nuove technologie (intesa come prodotti e servizi) che vengono concepite con la prospettiva dell utilizzatore in mente. Una figura simile è ricercata in un ampio spettro di ambiti che includono sia il settore privato (e.g., marketing, ricerca, qualsiasi industria che crea e sviluppa prodotti che prevedono un interfaccia umana) sia il settore pubblico (e.g., sanità, servizi, e ricerca). Accompagnamento al mondo del lavoro Sono previste attività seminariali e cicli di conferenze su Imprenditorialità e Sviluppoo Professionale; Sono allo studio collaborazioni con Aziende ed Enti di ricerca per attivare tirocini post laurea retribuiti; Saranno utilizzate le possibilità offerte dai tirocini post-laurea all estero nell ambito del Programma Erasmus.

50 Percorso formativo Informazione Analisi: Descrizione del percorso di formazione Titolo Settore Tipologia CFU Docenti riferimento Esami Semestri Design epistemology and ethics M-FIL/04 Affine Design expericence ING-INF/05 Car User-centred design ING-INF/05 Modulo 6 1 Partecipatory design ING-INF/05 Modulo Visual design (+lab) ICAR/17 Affine User experience / HCI ING-INF/05 Car Prototyping interactive systems ING-INF/05 Car Design for Social inclusion SPS/07 Car E-learning INF/01 Car Social interaction M-PSI/05 Car Affective computing INF-INF/05 Car Mind-Brain interaction and cognitive constraints ING-INF/06 Car Crediti a scelta vincolata 1 Research methodology quantitive M-PSI/03 Car Research methodology qualitative M-PSI/03 Car Crediti liberi Liberi 12 1 Corsi con esame Stage + tesi 36 Totale 120 C = Caratterizzanti Car-1 42 Car-2 12 Car-3 0 Car-4 6 Affine Caratterizzanti, discipline matematiche informatiche e dell'ingegneria Caratterizzanti, discipline psicologiche Caratterizzanti, Discipline psicobiologiche e neuroscienze cognitive 6-12 Caratterizzanti, discipline economiche statistiche e sociali Affini e integrative Liberi Liberi

51 Infrastrutture Le attività del CdS saranno in inglese, basate in misura significativa su didattica laboratoriale e lavoro su progetti. Le attività si svolgeranno presso il DPSC e il DISI, strutture che hanno aule di studio e laboratori adeguati per questa tipologia di CdS e di ampiezza sufficiente per il numero di studenti previsto (N = 30). Il calendario e il coordinamento delle attività terrà conto dell articolazione infrastutturale delle attività didattiche. Ulteriori indicazioni Informazione Altre informazioni Analisi: Qualora la struttura didattica lo ritenga importante, può analizzare ulteriori aspetti non trattati nelle sezioni precedenti.

52 ALLEGATO 2: Proposta modifica Regolamento didattico CdS : Interaction Design LM-55 Scienze Cognitive Premessa generale Informazione Motivazioni modifica Regolamento didattico Analisi: Indicare i motivi che hanno portano alla modifica del regolamento didattico del corso di studio, coerentemente con quanto indicato nel Rapporto di Riesame (se il nuovo Regolamento si rende necessario a seguito di un nuovo Ordinamento, riprendere le motivazioni legate al nuovo Ordinamento, aggiungendo eventuali ulteriori informazioni) L area dell interazione persona/computer (HCI) è emersa durante gli anni ottanta come risposta a una domanda crescente di interfacce usabili che permettessero a un gruppo sempre più ampio di persone indipendentemente dalle loro abilità e conoscenze tecniche di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie comunicative. Inizialmente l area è stata fortemente influenzata dalle teorie e dai metodi delle scienze computazionali della psicologia cognitiva e dei fattori umani, e il suo scopo principale era quello di disegnare interfacce per migliorare le prestazioni umane. Nel corso degli anni HCI ha attratto l interesse dei ricercatori e dei professionisti in tutto il mondo e il suo focus è shiftato dai requisiti pragmatici (correlati alla soluzione di un compito cognitivo) al soddisfacimento di bisogni edonistici (correlati al benessere dell utente) al recente interesse nei temi del coinvolgimento pubblico (correlati alle motivazioni di essere protagonisti). Questo sviluppo è stato reso possibile dalla combinazione dei progressi tecnologici e aspettative dell utente e lo sviluppo di nuove metodologie di disegno fondate sulla ricerca in psicologia, sociologia e antropologia. In questa nuova, più completa prospettiva, HCI si pone l obiettivo di sviluppare una comprensione scientifica dei processi e bisogni cognitivi, sociali, e della società messi in atto dall interazione fra le persone e le tecnologie comunicative al fine di migliorare specifici interventi di design nell ambito di una prospettiva centrata sull utente. In questa prospettiva HCI si basa su un set di discipline che includono l informatica, le scienze cognitive, le scienze sociali, le scienze umanistiche e artistiche che, considerate congiuntamente, rendono possibile superare alcuni dei limiti intrinseci nei programmi di ricerca tradizionali producendo i tal modo nuove conoscenze per quanto attiene al design. In parecchie università esistono corsi in HCI e tali corsi pongono un enfasi diversa sulle specifiche aree e discipline che hanno un ruolo preminente in quelle università; tuttavia si può osservare una generale tendenza verso l informatica, mentre le scienze umane sono spesso delegate al ruolo di giustificare decisioni tecniche fatte a priori. Negli ultimi vent anni in Europa si è assistito allo sviluppo di una ampia base di experties che deriva da una varietà di discipline che hanno prodotto un approccio specifico ai sistemi informativi (concepiti sia in termini di dispositivi di notevole grandezza in termini di infrastrutture industriali o di comunità a dispositivi piccoli nei termini di prodotti per la casa, prodotti per il consumatore e device mobili ). Questo approccio ha preso in considerazione la concezione, disegno e uso dei sistemi informatici sulla base di un vasto corpus di studi sperimentali e ricerche sul campo in numerosi domini e con numerosi attori coinvolti. Da questo punto di vista l Europa ha un vantaggio comparativo quando si adottano approcci olistici a temi che sono relati al design e l uso delle tecnologie; in aggiunta, la sua diversità culturale comporta una sensibilità speciale nei confronti della complessità dell attività umana. I più prestigiosi master che sono dedicati specificamente allo studio dell HCI in Europa sono offerti dall University College di Londra, dall Università di Lancaster, Università di Madeira in collaborazione con Carnagie Mellon, by the Umeå Institute of Design, the School of Arts and Communication at Malmo University, the University of York, Delft University, and Eindhoven University. A nostra conoscenza nessuno di questi corsi sono offerti da un Dipartimento di Psicologia e nessun corso analogo è offerto in Italia. Da questo punto di vista la LM che si propone potrebbe avere un rilevante vantaggio competitivo.

53 Percorso formativo Informazione: Modifiche introdotte nel Regolamento Analisi: Quali sono le modifiche rispetto al regolamento vigente? Si tratta di Corso di Studi di nuova istituzione di carattere interdipartimentale che vede coinvolti il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive (DPSC) e il Dipartimento Ingegneria e Scienza dell Informazione (DISI). Per la gestione del corso i due Diparimenti nominano un Comitato di gestione interdipartimenteale (CGID) con due rappresentanti per ciascun dipartimento. Curricula/Percorsi Sono previsti dei percorsi? Quanti? Quali sono le loro caratteristiche? Non sono previsti percorsi diversi. Requisiti per l ammissione e programmazione degli accessi È richiesto di dar risposta ai seguenti punti: - Nel caso di corso di laurea o laurea magistrale a ciclo unico, come vengono verificare le conoscenze all accesso? - In caso di conoscenze non adeguate, vengono attribuiti degli obblighi formativi aggiuntivi (OFA)? - Quali sono gli OFA e come ne viene verificato il soddisfacimento? (gli OFA vanno previsti anche nei corsi di laurea a numero programmato) - Nel caso di corso di laurea magistrale, come viene verificata la personale preparazione? L accesso corso di laurea magistrale è programmato secondo il numero stabilito annualmente dal Dipartimento. In prima istanza tale numero viene fissato a 30. L accesso al corso di laurea magistrale è subordinato alla verifica dei seguenti requisiti, il cui possesso è condizione necessaria per l immatricolazione: a) requisiti curriculari: - essere in possesso di laurea di primo livello, conseguita in Università italiane o altro titolo di studio conseguito all estero, riconosciuto idoneo, - avere una padronanza della lingua inglese e competenze informatiche certificate; b) requisiti di preparazione specifica: - mostrare una buona capacità di analisi di temi di scienze cognitive, - mostrare buone capacità nell affrontare problemi di natura metodologica, - mostrare buone capacità di lettura dei dati di ricerca nell ambito delle tecnologie. Queste conoscenze comprendono di norma l equivalenza di almeno 50 CFU relativi a insegnamenti appartenenti ai cinque ambiti disciplinari caratterizzanti le scienze cognitive (Decreto Ministeriale 16 marzo Determinazione delle classi di laurea magistrale). L ammissione alla laurea magistrale è curata dal CGID che funge da comitato di ammissione (admission committee). La valutazione dei candidati si basa sul livello delle conoscenze e capacità sopra elencate. Il possesso dei requisiti per l ammissione è verificato inoltre sulla base di: - valutazione curriculare; - motivazioni individuali; - lettere di presentazione.

54 Coerenza fra CFU e obiettivi formativi degli insegnamenti Secondo quanto previsto all art. 12, comma 3, del DM n. 270/2004, le disposizioni dei regolamenti didattici dei corsi di studio concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati sono deliberate dalle competenti strutture didattiche, previo parere favorevole di commissioni didattiche paritetiche o di altre analoghe strutture di rappresentanza studentesca. - La commissione paritetica docenti studenti (CPDS) è stata consultata in merito? - La CPDS ha suggerito la modifica dei CFU assegnati a qualche insegnamento? Nel caso in cui la CPDS non abbia ancora risposto, indicare la scadenza entro cui è tenuta a formulare il suo parere La commissione paritetica docenti studenti (CPDS) è stata consultata in data 28/10/2014 e esprimerà parere nella seduta prevista per il 25/11/2014. Condivisione CFU (art. 11, comma 7, lettera a, del DM 270/2004) Trattasi di corso di LM Differenziazione di cui all art. 1, comma 2, dei DD.MM Si possono istituire due diversi CdS afferenti alla medesima classe qualora le attività formative dei rispettivi ordinamenti didattici si differenzino per almeno 40 CFU nel caso dei corsi di laurea e per almeno 30 CFU nel caso dei corsi di laurea magistrale, secondo quanto previsto dall art. 1, comma 2, dei DD.MM. 16 marzo La differenziazione va calcolata sulla base dei ssd considerati obbligatori (intesi come insegnamenti associati ai ssd obbligatori, i cui esami sono sostenuti da tutti gli studenti della coorte di riferimento). - Nel caso in cui il CdS ricada in questa fattispecie, la norma viene rispettata? SI. Il corso appartiene alla stessa classe corso di Laurea Magistrale in Scienze Cognitive (classe LM-55) le cui attività formative degli ordinamenti didattici si differenziano per almeno 30 CFU. Parcellizzazione attività didattiche Come previsto dal DM 1059/13, allegato a), lettera c), al fine di limitare l eccessiva parcellizzazione delle attività didattiche, gli insegnamenti e le altre attività formative di base e caratterizzanti erogabili in ciascun corso di studio nelle classi definite in attuazione del D.M. n. 270/2004, vengono organizzati in modo tale che a ciascuno di essi, ovvero a ciascun modulo coordinato, corrispondano, di norma, non meno di 6 crediti, o, comunque, non meno di 5, previa delibera dell organo competente a livello di Ateneo. Per quanto riguarda gli insegnamenti e le altre attività formative affini e integrativi, è possibile prevedere un numero di crediti inferiore a 6, ovvero a 5, previa delibera motivata delle strutture didattiche competenti. Segnalare se nel corso di studio sono previsti casi in cui è stata necessaria la delibera della Struttura Accademica o casi in cui si chiede l autorizzazione del S.A. E rispettata la parcellizzazione delle attività didattiche secondo il DM 1059/13, allegato a), lettera c).

55 Struttura del percorso formativo e numero di esami Indicare il numero totale di esami previsti dal CdS, tenendo conto che il DM 16 marzo 2007, per la verifica di tale requisito il numero massimo di esami o valutazioni finali di profitto è il seguente: - corsi di Laurea: 20 - corsi di Laurea Magistrale: 12 - corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale: 30 Si consiglia di fare rinvio ad un allegato che riporta la sequenza degli insegnamenti previsti, dando per quanto possibile la rappresentazione anche degli insegnamenti nei diversi curricula. Il numero totale di esami previsti dal CdS rispetta il DM 16 marzo 2007 (limite di 12 per la Laurea Magistrale) in quanto sono previsti 12 esami.

56 Informazione: Struttura delle sessioni d esame Analisi: Descrivere l articolazione delle sessioni d esami in termini: - di frequenza e durata nel corso dell a.a. - di numero di appelli previsti per gli studenti per ogni insegnamento - di regole che si applicano alla definizione appelli (dd es l intervallo minimo fra un appello e il successivo dello stesso insegnamento, altro) Il calendario dei corsi di insegnamento è strutturato in semestri e la verifica di tali attività formative è svolta sotto forma di esami, consistenti in prove scritte, orali o elaborati progettuali. Il calendario delle prove di esame prevede due tipi di prove: - prove a fine corso, integrate eventualmente da una o più prove intermedie tenute durante il periodo delle lezioni; - prove d'esame in periodi successivi al termine del periodo di lezioni (sessioni aggiuntive); tali prove possono essere sostenute dagli studenti che non avessero sostenuto o superato le prove di fine corso. Ogni anno sono previste almeno due sessioni aggiuntive collocate in periodi diversi rispetto a quelli in cui si tengono le prove di fine corso. Per ogni attività formativa il totale annuale degli appelli sarà di almeno cinque (due appelli nella sessione gennaio-febbraio, due appelli nella sessione giugno-luglio, un appello nella sessione agosto-settembre). Assicurazione della Qualità Informazione Assicurazione qualità per il corso di studio Analisi: Ciascun corso di studio deve dimostrare la presenza di un sistema di AQ. - Come è organizzato il corso di studio? - Quali sono i componenti del gruppo di riesame - Criticità individuate in precedenti Rapporti di Riesame e azioni intraprese nel corso di studio (nei casi in cui il Regolamento non derivi da un nuovo Ordinamento di un nuovo CdS) Per il CdS sarà costituito un gruppo di assicurazione della qualità, con membri del DPSC e del DISI, che verifica l'andamento del CdS, analizza i dati statistici forniti dall'ufficio studi e dal Nucleo di Valutazione d'ateneo e svolge incontri con i docenti del CdS e con studenti anche mediante focus group. Procede a redigere la relazione di riesame che viene approvato nel Consiglio di ciascuno dei due Dipartimento, evidenziando i punti di forza e le criticità del CdS e pianificando le azioni correttive da intraprendere. Le Commissioni paritetiche per la didattica dei Dipartimenti DPSC e DISI hanno il compito è sovrintendere alla funzionalità delle attività didattiche, svolgono attività di monitoraggio dell'offerta formativa e della qualità della didattica, nonché dell'attività di servizio agli studenti da parte dei professori e dei ricercatori. Le Commissioni inviano ai Consigli di Dipartimento una relazione annuale sulla didattica. Il Consiglio di ciascuno dei due Dipartimento è garante dell'acquisizione della qualità per il CdS, provvede a esaminare e approvare le relazioni fornite dal Gruppo di riesame e dalle Commissioni paritetiche per la didattica e discute eventuali criticità. Durante l anno il gruppo di Riesame si riunisce al fine di analizzare i dati statistici su studenti e laureati, esaminare le Relazioni delle Commissioni Paritetiche e procede in seguito alla scrittura del Rapporto di Riesame, evidenziando le criticità e valutando le azioni correttive da intraprendere.

57 Ulteriori indicazioni Informazione Altre informazioni Analisi: Qualora la struttura didattica lo ritenga importante, può analizzare ulteriori aspetti non trattati nelle sezioni precedenti. Documentazione allegata alla proposta di modifica al regolamento didattico del CdS 1. Regolamento del corso di studio completo dell elenco delle attività formative previste dal percorso formativo per la coorte di studenti, declinate nei Curricula, ove presenti 2. Parere commissione paritetica per la didattica in merito alla coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati 3. Eventuale delibera del Dip/Centro per la parcellizzazione delle attività didattiche 4. Eventuale richiesta al SA per la parcellizzazione delle attività didattiche

58 ALLEGATO 1: Proposta Ordinamento didattico Laurea interateneo con università di Verona Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro (Classe SNT/4) Premessa generale Informazione Progettazione del nuovo CdS Analisi: Il 22 gennaio 2010 è stato siglato il Protocollo d intesa tra la Provincia Autonoma di Trento, l Università degli Studi di Verona e l Università degli Studi di Trento, per l attivazione e la realizzazione di corsi universitari di ambito sanitario e ai i sensi del suddetto Protocollo, l Università di Verona e l Università di Trento sin dall a.a. 2019/10 contribuiscono a realizzare il programma della formazione degli operatori del sistema sanitario della Provincia Autonoma di Trento, collaborando a tutt oggi, per l a.a. 2014/15, nella gestione dell offerta formativa dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. Inoltre il Domanda di formazione sociali) Informazione Identificazione/consultazione delle organizzazioni rappresentative a livello nazionale e internazionale (parti Analisi: Il corso TPALL rientra fra la iniziative del piano triennale della formazione in ambito sanitario predisposto da APSS e PAT. Il fabbisogno formativo viene stabilito con delibera della PAT Obiettivi formativi Informazione Obiettivi formativi specifici del corso Risultati di apprendimento attesi Coerenza tra sbocchi occupazionali, obiettivi formativi (competenze e abilità) e attività formative Analisi: Si rinvia all Ordinamento didattico predisposto da UniVR, allegato al presente documento L Ordinamento didattico non sarà oggetto di alcuna modifica, nel passaggio a CdS interateneo Si rinvia all Ordinamento didattico predisposto da UniVR. Si rinvia all Ordinamento didattico predisposto da UniVR. Sbocchi professionali Informazione Sbocchi occupazionale e professionali previsti per i laureati studi Accompagnamento al mondo del lavoro Analisi: Si rinvia all Ordinamento didattico. Si rinvia all Ordinamento didattico. Percorso formativo Informazione Descrizione del percorso di formazione Analisi: Si rinvia al Regolamento didattico, allegato al presente documento. Infrastrutture L attività didattica si svolge presso il Polo delle Professioni sanitarie ed inoltre sono attive numerose convenzioni con soggetti pubblici e privati presso i quali si svolgono le attività di tirocinio degli studenti in formazione

59 ALLEGATO 2: Proposta nuovo Regolamento didattico Laurea interateneo con università di Verona Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro (Classe SNT/4) Non si rende necessario compilare la scheda relativa alla modifica del regolamento didattico, in quanto trattandosi di trasformazione di una laurea già esistente, il Regolamento didattico non subirà alcuna modifica. Documentazione allegata 1.Regolamento del TPALL 2. Ordinamento didattico di TPALL All interno del Regolamento didattico è presente l elenco delle attività formative previste dal percorso formativo

60 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA CONVENZIONE TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA E L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TRENTO PER L ATTIVAZIONE DEL CORSO DI LAUREA INTERATENEO IN TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (CLASSE SNT/4 - LAUREE PROFESSIONI SANITARIE DELLA PREVENZIONE)

61 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA Indice Art. 1 Finalità... 4 Art. 2 Ordinamento e Regolamento didattico del corso di studio... 4 Art. 3 Titolo di studio... 5 Art. 4 Organi del corso di studio... 5 Art. 5 Diritti e doveri delle Parti... 5 Art. 6 Gestione amministrativa e diritto allo studio... 6 Art. 7 Programmazione e gestione della didattica... 6 Art. 8 Durata della convenzione... 6 Art. 9 Modifiche al presente accordo... 6 Art. 10 Trattamento dei dati... 7 Art. 11 Foro competente e registrazione

62 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA CONVENZIONE TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA E L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TRENTO PER L ATTIVAZIONE DELLA LAUREA INTERATENEO IN TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (CLASSE SNT/4 - LAUREE PROFESSIONI SANITARIE DELLA PREVENZIONE) TRA L Università degli Studi di Verona (CF e P. IVA ) con sede a Verona, via dell Artigliere, 8 (di seguito denominata Università di Verona), rappresentata dal Prof. Nicola Sartor, nato a Bolzano il 14 marzo 1953, in qualità di Rettore dell Università medesima, autorizzato alla stipula del presente atto con deliberazioni del Senato Accademico del.. e del Consiglio di Amministrazione del.; E l Università degli Studi di Trento (CF/P.IVA ) con sede a Trento, via Calepina, 14 (di seguito denominata Università di Trento), rappresentata dal Prof. Aronne Armanini, nata a Padova (PD) l 8 luglio 1948, in qualità di Prorettore vicario dell Università medesima, autorizzato alla stipula del presente atto con deliberazioni del Senato Accademico del. ; PREMESSO che il 22 gennaio 2010 è stato siglato il Protocollo d intesa tra la Provincia Autonoma di Trento, l Università degli Studi di Verona e l Università degli Studi di Trento, per l attivazione e la realizzazione di corsi universitari di ambito sanitario (di seguito denominato protocollo ); che ai sensi del suddetto Protocollo, l Università di Verona e l Università di Trento sin dall a.a. 2019/10 contribuiscono a realizzare il programma della formazione degli operatori del sistema sanitario della Provincia Autonoma di Trento, collaborando a tutt oggi, per l a.a. 2014/15, nella gestione dell offerta formativa dei corsi di laurea delle professioni sanitarie; che la Provincia Autonoma di Trento, tramite l Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e in stretta sinergia con le sopraccitate Università, ha realizzato a Trento il Polo delle Professioni sanitarie, nel quale si svolgono le attività formative degli studenti e ha dato vita inoltre ad una rete che coinvolge soggetti pubblici e privati presso i quali si svolgono le attività di tirocinio degli studenti in formazione; che l Università di Verona e l Università di Trento collaborano in particolare nella gestione del corso di laurea in Tecniche Della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro (Classe SNT/4), in quanto è loro reciproco interesse cooperare nel settore delle discipline relative all igiene e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, all igiene e sanità pubblica e veterinaria, che interessano ambiti disciplinari ampi e adeguatamente presidiati in termini di competenze nella didattica e nella ricerca grazie alla condivisione delle risorse presenti nei Dipartimenti, nelle Scuole e nei Centri di ricerca delle due Università; che è interesse dell Università di Verona e dell Università di Trento sviluppare iniziative comuni che coinvolgano docenti e studenti valorizzando le competenze esistenti, realizzando un offerta formativa ampia e specializzata, razionalizzando al tempo stesso l offerta didattica presente sul territorio di riferimento delle due Università; 3

63 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA che l Università di Verona e l Università di Trento hanno già sottoscritto accordi al fine di realizzare percorsi formativi congiunti all interno di corsi di studio interateneo, resi possibili grazie alla condivisione sia delle risorse finanziarie e strumentali sia, soprattutto, delle competenze disciplinari presenti nei due Atenei; che i Regolamenti didattici di entrambe le Università prevedono ai sensi del DM 22 ottobre 2004, n. 270 l istituzione di corsi di studio interuniversitari definendone congiuntamente il percorso formativo e rilasciando pertanto il relativo titolo congiunto; che l Università degli Studi di Verona, con deliberazione del Senato accademico del..ha approvato la trasformazione del corso di laurea in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro, classe SNT/4 in corso di laurea interateneo in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro - classe SNT/4; che l Università degli Studi di Trento, con deliberazione del Senato accademico del.. ha approvato l istituzione e attivazione del corso di laurea interateneo in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro, classe SNT/4; Tutto ciò premesso si conviene e stipula quanto segue Art. 1 Finalità 1. Le premesse sono parte integrante e sostanziale del presente accordo di collaborazione. 2. L Università di Verona e l Università di Trento (di seguito denominate anche Parti ) istituiscono e attivano, a decorrere dall anno accademico 2015/16, il corso di laurea interateneo in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro, classe SNT/4. 3. Le Parti si impegnano reciprocamente a collaborare attivamente alla realizzazione e alla gestione del predetto corso di studio (di seguito corso o anche laurea ), disciplinando nel presente accordo gli aspetti necessari per l attivazione e la gestione del corso, che costituisce parte integrante dell offerta formativa delle Parti. 4. Le Parti si impegnano inoltre a favorire attività ed iniziative finalizzate allo sviluppo della formazione relativa alle professioni sanitarie al fine di fornire adeguate risposte ai fabbisogni espressi dal territorio riguardo i profili professionali previsti dal corso. Art. 2 Ordinamento e Regolamento didattico del corso di studio 1. L ordinamento didattico della laurea interateneo in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro, classe SNT/4 sarà quello definito di comune accordo tra le Parti, tenendo conto di quanto previsto dalla normativa vigente; ogni eventuale futura modifica sarà proposta dal Collegio didattico del corso di studio e approvata dai rispettivi organi accademici, nel rispetto delle procedure previste dalle disposizioni vigenti in materia, nonché dai rispettivi Statuti e regolamenti didattici di Ateneo. 2. Il regolamento didattico della laurea disciplina, ai sensi della normativa vigente e tenuto conto dell ordinamento didattico, l organizzazione didattica del corso. Stabilisce, inoltre, le modalità per l accesso, l elenco delle singole attività formative erogate precisando la sede di attivazione, le regole per la predisposizione dei piani di studio e per il conseguimento del titolo, i relativi criteri di valutazione, il riconoscimento di eventuali attività formative precedentemente acquisite. 3. Il regolamento didattico viene concordato dalle Parti ed approvato dai rispettivi organi, nel rispetto della normativa vigente, almeno due mesi prima dell avvio delle lezioni e comunque sempre prima dell apertura del periodo utile per presentare domanda di ammissione al corso. 4

64 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA Art. 3 Titolo di studio 1. Agli studenti che concludono il corso con l acquisizione dei CFU previsti, viene conferita la laurea interateneo in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro, classe SNT/4. 2. Il titolo di studio è rilasciato congiuntamente dall Università di Verona e dall Università di Trento. Il diploma congiunto attestante il conseguimento del titolo riporta i nomi delle due Università e viene firmato dai rispettivi Magnifici Rettori. 3. Le Parti si impegnano a definire di comune accordo gli aspetti relativi al processo di conseguimento del titolo entro 6 mesi dalla firma della convenzione. Art. 4 Organi del corso di studio 1. Viene attivato il Collegio didattico del corso di studio, costituito da tutti i docenti aventi un insegnamento nel corso medesimo, cui sono attribuite le competenze previste dalla normativa vigente, in conformità agli statuti, dai regolamenti didattici di Ateneo e dai regolamenti delle strutture di riferimento delle due Sedi. 2. Il Collegio didattico del corso di studio può istituire al proprio interno Commissioni alle quali affidare materie di carattere amministrativo/gestionale relative alle carriere degli studenti e/o all offerta formativa. All atto della nomina il Collegio definisce le competenze istruttorie ed eventualmente deliberanti di ciascuna commissione. 3. Ai sensi del Protocollo richiamato in premessa è inoltre attivato il Comitato Tecnico Organizzativo (di seguito CTO) cui sono attribuite funzioni propositive e di coordinamento, in particolare nell ambito del processo di programmazione didattica annuale delle due Sedi, al fine di stabilire in modo efficace e tempestivo il contributo richiesto a ciascun Ateneo per l erogazione dell offerta formativa. 4. Il CTO svolge inoltre l azione di monitoraggio del percorso formativo finalizzata alla definizione di eventuali modifiche al Regolamento didattico del corso e, se del caso, all Ordinamento. In ogni caso le proposte di modifica, adeguatamente suffragate dai dati di monitoraggio del percorso formativo e dagli sbocchi occupazionali dei laureati, sono sottoposte al Collegio didattico del corso di studio. 5. Il CTO potrà essere ampliato con membri designati da altri Enti o Istituzioni che partecipano alla realizzazione del percorso formativo. In questo caso l organo sarà allargato ad un numero di membri tale da garantire la presenza di un numero maggiore di docenti di ruolo appartenenti alle due Sedi, rispetto al numero degli altri membri. Art. 5 Diritti e doveri delle Parti 1. Le Parti si impegnano, per quanto di competenza, a: a. mettere a disposizione i docenti, il personale tecnico-amministrativo e, più in generale, le risorse tecniche e finanziarie necessarie alla realizzazione del corso con particolare riferimento alle attività svolte presso le proprie strutture, nonché alle risorse finanziarie a copertura della mobilità dei propri docenti; b. concorrere, in funzione delle proprie risorse, al soddisfacimento dei requisiti necessari in termini di docenza come definito nel comma successivo; c. non attivare al proprio interno altri corsi di laurea che prevedano la formazione di analoghi profili professionali; d. promuovere la mobilità degli studenti verso l estero e favorire al tempo stesso il processo di internazionalizzazione del corso, con particolare riguardo al perseguimento delle finalità dei programmi promossi dall Unione Europea. 2. Le Parti si impegnano inoltre a definire, almeno due mesi prima della scadenza ministeriale per l istituzione del corso di studio, i nominativi dei docenti che in quanto coinvolti nella didattica del corso, rappresentano i docenti di riferimento ai sensi della normativa vigente. 5

65 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA Art. 6 Gestione amministrativa e diritto allo studio 1. La sede amministrativa è attribuita all Università di Verona, cui compete pertanto la gestione delle carriere degli studenti. 2. Le parti si impegnano a definire con i rispettivi enti per il diritto allo studio gli interventi in materia di borse di studio, premi per il merito e di servizi disponibili per gli studenti (ristorazione, trasporto, alloggi, facilities), con l obiettivo di garantire analoghi servizi agli studenti di tutte la coorti. 3. I dati relativi alle carriere degli studenti iscritti al corso interateneo sono rendicontati nella banche dati ministeriali dall Università di Verona, nel rispetto degli adempimenti richiesti. Le certificazioni rilasciate agli studenti danno evidenza che il corso interateneo è realizzato in collaborazione con l Università di Trento. Art. 7 Programmazione e gestione della didattica 1. Le iniziative didattiche e scientifiche organizzate nell ambito del corso riportano l indicazione di entrambe le Università. 2. Compete alla sede amministrativa, che è rappresentata dalla Scuola di Medicina dell Università di Verona: a. deliberare l eventuale contingente riservato agli studenti non comunitari e residenti all estero; b. deliberare l eventuale numero programmato; c. curare gli adempimenti connessi all attivazione annuale del corso di studio; d. coordinare ogni altro aspetto inerente alla programmazione e gestione della didattica, curandone gli eventuali adempimenti. 3. La Scuola in collaborazione con i Dipartimenti e Centri dell Università di Trento delibera in merito all assetto didattico e all assegnazione dei compiti istituzionali su proposta del Collegio didattico del corso di studio, sentito il CTO. 4. L attività didattica si svolge a Trento presso il Polo delle professioni sanitarie, richiamato nelle premesse. Art. 8 Durata della convenzione 1. La presente convenzione ha durata corrispondente a tre cicli triennali a decorrere dall anno accademico 2015/16 e può essere rinnovata per un periodo di pari durata previo scambio di comunicazione scritta tra le Parti e previa verifica della compatibilità degli impegni in essa previsti con il quadro normativo di riferimento. 2. E fatta salva la possibilità da parte di una delle Parti di recedere dal presente accordo, da formularsi con lettera raccomandata AR entro il 30 settembre di ogni anno, onde consentire eventuali modifiche dell Ordinamento didattico del Corso di studio entro i termini previsti dalla normativa di riferimento. Il recesso avrà effetto ai fini dell inserimento del corso nell offerta formativa dell anno accademico successivo. La Parte che effettua il recesso deve garantire, in ogni caso, il completamento del percorso formativo degli studenti già iscritti. Art. 9 Modifiche al presente accordo 1. Il presente accordo potrà essere modificato d intesa tra le Parti mediante apposito atto scritto. 2. Per quanto non espressamente disciplinato nel presente atto, si fa rinvio alla normativa vigente in materia, agli Statuti e ai Regolamenti degli Atenei contraenti, nonché ad eventuali accordi specifici già in essere. 6

66 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA Art. 10 Trattamento dei dati 1. Il trattamento dei dati personali da parte degli Atenei contraenti che si rendesse necessario per garantire la piena realizzazione degli impegni di cui al presente accordo di collaborazione, avverrà nel perseguimento delle finalità istituzionali proprie di ciascuna delle Università coinvolte e nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n. 196 del 30 giugno Art. 11 Foro competente e registrazione 1. Le Parti contraenti concordano di definire amichevolmente qualsiasi vertenza che possa nascere dalla validità, interpretazione e esecuzione della presente convenzione. Nel caso in cui non sia possibile raggiungere in questo modo l'accordo, il Foro competente per qualunque controversia inerente la validità, l'interpretazione e l esecuzione della presente convenzione sarà quello competente sul territorio in cui è situata la sede amministrativa del corso. 2. La presente convenzione è soggetta a registrazione solo in caso d uso ai sensi dell art. 4, tariffa - parte seconda, annessa al DPR 26/04/1986 n Letto, confermato e sottoscritto, Verona Università degli Studi di Verona Il Rettore Trento Università degli Studi di Trento Il Prorettore vicario 7

67 Università degli Studi di Verona Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Regolamento Didattico Anno accademico

68 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Indice Art.1 Finalità del regolamento Art. 2 Obiettivi formativi del corso Art. 3 Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei Art. 4 Accesso a studi ulteriori Art. 5 Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati Art. 6 Requisiti di ammissione al corso Art. 7 Modalità di svolgimento della didattica e rapporto crediti/ore Art. 8 Programmazione didattica Art. 9 Calendario didattico Art. 10 Organi del Corso di Laurea Art. 11 Coordinamento della didattica professionale Art. 12 Sistema di tutorato Art. 13 Esami di profitto e Commissioni esami di profitto Art Conoscenze linguistiche Art Attività formative a scelta dello studente Art Ulteriori attività formative (art. 10, comma 5, lettera d) Art Progress test Art. 18 Eventuali obblighi di frequenza, propedeuticità o sbarramenti Art. 19 Prova finale Art Composizione e funzionamento delle commissioni per la prova finale Art Passaggi e trasferimenti Art Riconoscimento dei crediti acquisiti in altri corsi di studio Art Titoli stranieri e periodi di studio svolti all estero Art Forme di tutorato Art Studenti part time Art Ricevimento degli studenti Art. 27 Autovalutazione della didattica - 2 -

69 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Laurea in Classe Facoltà Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro) L/SNT 4- Professioni Sanitarie Medicina e Chirurgia Art.1 Finalità del regolamento Il presente Regolamento disciplina l articolazione dei contenuti, le modalità organizzative e di funzionamento del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro, classe L/SNT4, attivato presso l Università degli Studi di Verona a partire dall anno accademico 2010/2011 con la collaborazione dell Università degli Studi di Trento e della Provincia autonoma di Trento. Il corso di Laurea mira a fornire le conoscenze e competenze necessarie all esercizio della professione così come disciplinato dal profilo professionale del Tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro previsto dal D.M. 17 gennaio 1997 n. 58. Art. 2 Obiettivi formativi del corso Il Corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro si propone il conseguimento degli obiettivi formativi di seguito definiti: I laureati nel Corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro dovranno essere dotati della preparazione teorico-pratica e delle basi scientifiche necessarie, ai sensi del D.M. 17 gennaio 1997 n. 58, all esercizio della professione di Tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro; il Tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro è un professionista sanitario impegnato nella promozione e tutela della salute pubblica e svolge con autonomia tecnicoprofessionale e responsabilità tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica veterinaria, di igiene e protezione ambientale in esecuzione a quanto stabilito dal profilo professionale. Nello specifico il laureato esercita le sue funzioni attraverso attività di vigilanza, controllo, consulenza, pareri, indagini, informazione, formazione, educazione, gestione e ricerca. Al termine del percorso formativo il laureato deve essere in grado di: - Gestire con autonomia e responsabilità le attività di prevenzione, verifica e controllo sulla qualità degli ambienti di vita e di lavoro; - Gestire le modalità di campionamento e analisi dei dati di aria, acqua, suolo ed alimenti e di matrici biologiche ai fini della prevenzione sia in ambienti di vita che di lavoro; - Definire le priorità degli interventi sulla base dei bisogni di salute e sicurezza, delle esigenze organizzative e dell utilizzo ottimale delle risorse disponibili; - Progettare, realizzare ed erogare, collaborando con altri professionisti, interventi informativi ed educativi di controllo e prevenzione dei fattori di rischio rivolti al singolo e a gruppi; - Utilizzare strumenti e metodologie di valutazione e revisione della qualità professionale, organizzativa e relazionale; - Gestire gli interventi di prevenzione e controllo per assicurare la sicurezza e salubrità degli alimenti e bevande destinate all alimentazione dalla fase produttiva al consumo - Identificare, analizzare e valutare i fattori di rischio per la sicurezza e per la salute (impianti e attrezzature, agenti fisici,chimici, biologici, fattori psisociali, organizzativi ed - 3 -

70 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro ergonomici) e individuare le tecniche e misure di prevenzione più efficaci e appropriate al problema evidenziato. - essere responsabile e professionista, comprendendo i problemi etici e deontologici in relazione agli utenti e in rapporto alla collaborazione interdisciplinare e integrata con altri professionisti della salute; - Condurre accertamenti ed inchieste per infortuni sul lavoro e malattie professionali; - Gestire gli interventi di verifica e controllo sulle condizioni di sicurezza degli impianti e la rispondenza delle strutture e degli ambienti di lavoro in relazione alle attività ad esse connesse; - Nell attività di assistenza collettiva nei settori di competenza identifica i bisogni emergenti di sicurezza e salute valutando all occorrenza la necessità di procedere a successive indagini specialistiche; - Gestire gli interventi di prevenzione e controllo sull igiene e sanità pubblica, interagendo con altri professionisti sulle problematiche legate a patologie trasmesse dagli animali; - Verificare la sicurezza e salubrità dei prodotti dietetici e cosmetici; - Interpretare e gestire le attività di controllo nell applicazione delle previsioni legislative e regolamentari in materia di prevenzione sanitaria e ambientale nell ambito e rispetto delle proprie competenze; - Formulare pareri in materia di sanità pubblica, istruire, determinare e comunicare le difformità o non conformità gestendo il processo di adeguamento ai criteri di sicurezza e salute sui problemi riscontrati; - Gestire le attività istruttorie finalizzate al rilascio di autorizzazioni o nulla osta tecnicosanitari per attività soggetto a controllo; - Integrare la propria assistenza specialistica a supporto ed in collaborazione dell amministrazione giudiziaria nei casi di indagini per reati ambientali e sulle condizioni di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli alimenti rischiose per la salute; - Operare nel contesto della promozione della salute e della prevenzione primaria sul territorio al fine di promuovere le relazioni di rete, favorire e sostenere la gestione dei rischi negli ambiti di vita e di lavoro; - Valutare i risultati degli interventi erogati riadattandone la pianificazione sulla base degli esiti, dell evoluzione scientifica e della ricerca; - Dimostrare capacità didattiche e tutoriali nell ambito della formazione del personale e al aggiornamento del proprio profilo professionale; - Gestire i sistemi informativi di supporto all attività interagendo con altre figure professionali per gestire e programmare progetti di prevenzione nell ambito dei servizi in cui opera; - Contribuire in modo costruttivo allo sviluppo della professione, delle strutture e delle organizzazioni sanitarie; Percorso formativo: 1 anno finalizzato a fornire le conoscenze chimico-fisiche, biomediche e igienico preventive di base, i fondamenti della disciplina professionale quali requisiti per affrontare la prima esperienza di tirocinio finalizzata all orientamento dello studente agli ambiti professionali di riferimento e all acquisizione delle competenze di base. 2 anno finalizzato all approfondimento di conoscenze multidisciplinari caratterizzanti le diverse aree di intervento della figura professionale e competenze professionali relative ai metodi e tecniche della prevenzione nei diversi settori di competenza ( igiene e salute nei luoghi di vita, di lavoro, alimenti e bevande, igiene e sanità pubblica ). Sono previste esperienze di tirocinio nei contesti in cui lo studente può sperimentare le conoscenze e le tecniche apprese. 3 anno finalizzato all approfondimento specialistico nei processi di gestione del rischio e qualità ma anche all acquisizione di conoscenze e metodologie inerenti l esercizio - 4 -

71 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro professionale, la capacità di lavorare in team e in contesti organizzativi complessi. Acquisiscono competenze metodologiche di ricerca scientifica anche a supporto di elaborazione di tesi. Aumenta la rilevanza assegnata all esperienze di tirocinio e lo studente può sperimentare una graduale assunzione di autonomia e responsabilità con la supervisone di esperti. Questa logica curriculare si è concretizzata nella scelta di crediti assegnati alle esperienze di tirocinio che aumentano gradualmente dal 1 al 3 anno. Art. 3 Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei 1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) I laureati in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro devono dimostrare conoscenze e capacità di comprensione nei seguenti campi: - scienze biomediche per la comprensione e interpretazione dei più rilevanti elementi che sono all origine dei processi patologici connessi allo stato di salute e malattia delle persone, in particolare di quelli associati a fattori ambientali e occupazionali; - scienze psico sociologiche e umanistiche per la comprensione delle dinamiche relazionali e dell influenza e importanza della cultura della salute e sicurezza nelle organizzazioni e nei cittadini; le teorie di apprendimento e del cambiamento migliorano la comprensione dei processi formativi e educativi rivolti ai cittadini e/o portatori di interesse; - scienze chimico, fisiche e sanitarie per la comprensione e interpretazione dei rischi associati a fattori ambientali e occupazionali e del loro agire sulla salute degli individui e della comunità; - scienze della prevenzione per la comprensione dei campi di intervento del tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro, del metodo che guida un approccio efficace alla prevenzione, verifica, controllo e assistenza, delle tecniche operative di intervento e delle evidenze tecniche, legislative e scientifiche che guidano la presa di decisioni in una vasta gamma di situazioni complesse; - scienze igienico-preventive per la comprensione dei determinanti di salute, dei fattori di rischio e della loro valutazione e impatto sulla salute e sicurezza delle persone e della comunità, delle strategie di gestione per creare, implementare e controllare la sicurezza e la salute nei processi e contesti organizzativi, delle strategie di prevenzione sia individuali che collettive e degli interventi volti a promuovere la salute e la sicurezza degli operatori e nelle organizzazioni; - scienze etiche, legali e sociologiche per la comprensione della complessità organizzativa del Sistema Sanitario, dell importanza e dell utilità di agire in conformità alla normativa e alle direttive nonché al rispetto dei valori e dei dilemmi etici che si presentano via via nella pratica quotidiana; sono finalizzate inoltre a favorire la comprensione dell autonomia professionale, delle aree di integrazione e di interdipendenza con altri operatori del team di intervento; - discipline informatiche e linguistiche con particolare approfondimento della lingua inglese per la comprensione della letteratura scientifica sia cartacea che on line. Metodologie e attività formative, strumenti didattici per sviluppare i risultati attesi: - lezioni - lettura guidata e applicazione - grafici, video, schemi e materiali - costruzione di mappe cognitive - discussione di casi - 5 -

72 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Strumenti di valutazione per accertare il conseguimento dei risultati attesi: - esami scritti e orali, prove di casi a tappe, project -work, report. 2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) I laureati in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro devono dimostrare conoscenze e capacità di comprensione dei seguenti processi, applicando capacità, conoscenze e la comprensione nell esercizio della sua attività in modo da dimostrare un approccio professionale al lavoro, possedendo competenze adeguate, nonché abilità di sostenere argomentazioni per risolvere eventuali problemi e tematiche anche interdisciplinari connesse al suo campo di studi, in particolare: - Integra le conoscenze al fine di interpretare i rischi per la salute e sicurezza derivante da fattori ambientali e occupazionali - Utilizza le conoscenze per interpretare i processi patologici e per analizzare gli aspetti eziopatogenetici associabili in particolare ai rischi ambientali e professionali - Integra le conoscenze, abilità e attitudini al fine di applicare metodi e tecniche della prevenzione per la gestione dei processi di gestione e verifica in materia di igiene e salute nei luoghi di vita, di lavoro, alimenti e bevande, igiene e sanità pubblica. - Individua, analizza e valuta i rischi per sicurezza e la salute della popolazione derivante dai diversi comparti ambientali: ambienti di lavoro, ambienti confinati, alimenti, aria, acqua, suolo - Finalizza le conoscenze apprese alla gestione degli interventi assistenziali, di prevenzione e controllo relativi ai rischi sanitari connessi al lavoro, agli alimenti, all ambiente e agli stili di vita - Si dimostra responsabile nel riconoscere l importanza del proprio ruolo sociale e nel definire il proprio ruolo nell ambito del contesto normativo relativo alla tutela della salute - Integra le conoscenze tecnico-scientifiche, al fine di ridurre i possibili disagi e/o effetti nocivi causati dall ambiente di vita e di lavoro, tenendo conto delle specificità di gruppi sociali e individui considerati più sensibili e dell evoluzione del concetto di stato di salute - Utilizza tecniche di analisi e valutazione dei problemi correlati alle attività umane in relazione alle ricadute sulle salute della comunità - Integra le conoscenze teoriche delle diverse discipline per riconoscere i bisogni delle persone e della comunità nei diversi contesti e situazioni di vita. - Integra le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti per erogare interventi di prevenzione appropriati, efficaci e basate sulle evidenze - Si dimostra responsabile dell'organizzazione della pianificazione, dell'esecuzione e della qualita' delle attività svolte e considera le indicazioni giuridico-legali, etiche e i diritti delle persone. - Interpreta e applica i risultati della ricerca alla pratica lavorativa e partecipa collaborando con le altre professioni a progetti di promozione, prevenzione, formazione e assistenza in materia di salute e sicurezza. - Interpreta i dati derivanti da indagini epidemiologiche e ambientali inerenti i fattori di rischio per la salute e applica gli interventi di prevenzione primaria più appropriati. Metodologie e attività formative, strumenti didattici per sviluppare i risultati attesi: - lezioni - lettura guidata e applicazione - video, dimostrazioni di immagini, schemi e materiali, grafici - costruzione di mappe cognitive - discussione di casi - esercitazioni - 6 -

73 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro - tirocinio con esperienze supervisionate da tutor in diversi contesti e con una progressiva assunzione di autonomia e responsabilità. Strumenti di valutazione per accertare il conseguimento dei risultati attesi: - esami scritti e orali, prove di casi a tappe, project -work, report - supervisione e feedback di valutazione durante il tirocinio - esami strutturati. 3. Autonomia di giudizio (making judgments) Il laureati devono dimostrare autonomia di giudizio attraverso le seguenti abilità: capacità di raccogliere e interpretare i dati e le situazioni che caratterizzano la sua attività professionale in modo da sviluppare una autonomia di pensiero e giudizio che include la riflessione su pratiche e questioni rilevanti, sociali, scientifiche o etiche. Identifica le criticità nell ambito organizzativo o nelle tecniche di prevenzione proponendo soluzioni con l applicazione delle migliori evidenze nel pieno rispetto delle norme tecnico legislative e deontologiche, in particolare è in grado di: - riflettere sulla propria pratica per selezionare ed erogare interventi di prevenzione efficaci e appropriati allo specifico contesto. - assumere la responsabilità e rispondere del proprio operato durante la pratica professionale in conformità al profilo e al Codice deontologico garantendo l adesione a standard etici e legali - formulare pareri, raccomandazioni e prescrizioni in materia di tutela della salute e sicurezza articolando le soluzioni in maniera personalizzata ed in relazione alle specificità del caso. - Selezionare appropriati approcci d indagine in situazioni complesse e identifica le azioni più efficaci tenendo conto degli aspetti legislativi, tecnici, umani e socio-organizzativi. - Praticare l assistenza collettiva negli ambienti di vita e di lavoro in relazione ai bisogni di salute e sicurezza della comunità e del singolo e nel rispetto delle proprie competenze. - Analizzare direttive e pratiche operative dei servizi sanitari e identificare azioni appropriate che riflettono scelte e influenze legislative, politiche, geografiche, economiche, etiche e sociali. Metodologie e attività formative, strumenti didattici per sviluppare i risultati attesi: - lezioni sull argomento - lettura guidata e applicazione - video, schemi e materiali, grafici - discussione di casi in sottogruppi con presentazioni in sessioni plenarie - tirocinio con esperienze supervisionate da tutor in diversi contesti e con una progressiva assunzione di autonomia e responsabilità - sessioni di debriefing per riflettere e rielaborare esperienze di pratica professionale. Strumenti di valutazione per accertare il conseguimento dei risultati attesi: - esami scritti e orali, prove di casi a tappe; - supervisione e feedback di valutazione durante il tirocinio (attraverso portfolio, schede di valutazione strutturate e report sulla pratica professionale) - esame strutturato. 4. Abilità comunicative (communication skills) I laureati devono sviluppare le seguenti abilità comunicative: a seconda del contesto e nel pieno rispetto delle differenze culturali o etniche, sa comunicare in modo efficace e comprensibile, idee, informazioni, problemi e soluzioni al pubblico e ad interlocutori - 7 -

74 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro specialisti, motivando il suo operato e le decisioni assunte. In relazione all interlocutore utilizza la terminologia più adeguata, in particolare è in grado di: - Utilizzare abilità di comunicazione appropriate con gli utenti di diversa età, abilità, genere e condizione socio-culturale all interno del processi di assistenza collettiva negli ambienti di vita e di lavoro e/o con altri professionisti sanitari in forma appropriata verbale, non verbale e scritta. - Stabilire relazioni professionali e collaborative con altri professionisti sanitari e non nella consapevolezza delle specificità dei diversi ruoli professionali - utilizzare principi di insegnamento e apprendimento per interventi informativi formativi educativi finalizzati alla prevenzione dei rischi e alla promozione della salute - Sostenere l utente a prendere decisioni e scelte informate rispetto alle esigenze di salute e sicurezza - Sviluppare strategie di comunicazione necessarie al lavoro di gruppo e in team sanitari interdisciplinari e/o multidisciplinari. Metodologie e attività formative, strumenti didattici per sviluppare i risultati attesi: - lezioni - discussione di casi e di situazioni relazionali paradigmatiche in sottogruppi con presentazioni in sessioni plenarie - tirocinio con esperienze supervisionate da tutor in diversi contesti con sessioni di debriefing per riflettere e rielaborare esperienze relazionali con l utenza e con l equipe. Strumenti di valutazione per accertare il conseguimento dei risultati attesi: - osservazione di frame di filmati o scritti, di dialoghi con griglie strutturate - supervisione e feedback di valutazione durante il tirocinio. 5. Capacità di apprendimento (learning skills) Il laureato sviluppa capacità, strategie, metodi di apprendimento e competenze pratiche che sono necessarie per continuare a intraprendere in autonomia un costante aggiornamento scientifico e di promuovere le sue conoscenze in contesti accademici e professionali. In particolare al termine degli studi lo studente di successo sarà in grado di: - Sviluppare abilità competenti e indipendenti di risoluzione dei problemi dimostrando la capacità di ricercare con continuità le opportunità di autoapprendimento - Assumere responsabilità per il proprio sviluppo professionale e per rispondere ai continui cambiamenti delle conoscenze scientifiche e dei bisogni sanitari e sociali - Dimostrare capacità di studio indipendente e utilizzare metodi di ricerca delle evidenze efficaci e pertinenti - Gestire efficacemente il suo tempo durante l intero corso degli studi. Metodologie e attività formative, strumenti didattici per sviluppare i risultati attesi: - Apprendimento basato sui problemi (PBL) - Uso di mappe cognitive - Utilizzo di contratti e piani di autoapprendimento al fine di responsabilizzare lo studente nella pianificazione del suo percorso di tirocinio e nell autovalutazione - Laboratori di metodologia della ricerca bibliografica online e cartacea - Lettura guidata alla valutazione critica della letteratura scientifica e professionale sia in italiano che in inglese. Strumenti di valutazione per accertare il conseguimento dei risultati attesi: - project -work, report su mandati di ricerca specifica - supervisione tutoriali sul percorso di tirocinio - partecipazione attiva alle sessioni di lavoro e di de briefing - 8 -

75 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro - puntualità e qualità nella presentazione degli elaborati. Art. 4 Accesso a studi ulteriori Il laureato in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro potrà accedere a Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale, Master di 1 livello, Laurea Magistrale della classe LM/SNT4 di appartenenza. Art. 5 Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati I laureati in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro possono trovare occupazione in strutture sanitarie e aziende, pubbliche o private, in regime di dipendenza che di libera professione. In particolare gli sbocchi occupazionali sono individuabili presso il Servizio Sanitario Nazionale nei servizi di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro, ambiente, igiene alimenti e nutrizione, veterinaria, igiene e sanità pubblica e di assistenza territoriale, nelle Agenzie di prevenzione e protezione ambientale regionali e provinciali, nei Servizi di prevenzione e protezione di Enti e Aziende pubbliche o private, negli organi e articolazioni del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e nelle aziende/settori privati negli ambiti di competenza sviluppati nel corso. Gli sbocchi professionali possono essere riferiti alle competenze professionali acquisite nel Corso di laurea e pertanto possono essere spese e sviluppate in forma trasversale su molteplici settori e attività economiche. Art. 6 Requisiti di ammissione al corso Possono essere ammessi al Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro i candidati che siano in possesso del diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo di studio conseguito all estero ritenuto idoneo. L accesso al Corso di Laurea è a numero programmato in base alla Legge 2 agosto 1999 n 264, e prevede un esame di ammissione che consiste in una prova con test a scelta multipla. Per essere ammessi al Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro è richiesto il possesso di un adeguata preparazione nei campi della biologia e della chimica. Agli studenti che siano stati ammessi al corso con una votazione inferiore a 6 punti nella disciplina di Biologia e a 3 punti nella disciplina della Chimica, saranno assegnati obblighi formativi aggiuntivi in tali discipline. Allo scopo di consentire l'annullamento dell eventuale debito formativo accertato, saranno attivati piani di recupero personalizzati sotto la responsabilità del docente titolare della disciplina; i debiti formativi si ritengono assolti con una verifica verbalizzata sulla parte integrata, in itinere o prima di accedere al regolare esame dell insegnamento relativo. Art. 7 Modalità di svolgimento della didattica e rapporto crediti/ore In conformità al Decreto Interministeriale 19 febbraio 2009 Determinazione delle classi delle lauree delle professioni sanitarie che stabilisce per i cfu dei corsi nella classe SNT/4 un peso in crediti pari a 25 ore il rapporto crediti/ore, per le diverse tipologie didattiche, approvate dal Consiglio di Facoltà nella seduta del 4/03/2010, è stato determinato come segue: a) didattica frontale (lezione) riferita ai SSD generici (esclusi i professionalizzanti): 10 ore per CFU di didattica frontale (15 ore di studio individuale) a1) didattica frontale (lezione) riferita ai SSD professionalizzanti(med/45- MED/50):12 ore di didattica frontale per CFU (13 ore di studio individuale) - 9 -

76 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro b)esercitazioni-laboratori -didattica frontale interattiva: 15 ore per CFU (10 ore di studio individuale). c) formazione professionale con guida del docente per piccoli gruppi di studenti (assimilabile ai laboratori professionali) 20 ore per CFU (con 5ore di studio individuale) d) stage/tirocinio professionale: 25 ore per CFU (senza ulteriore impegno individuale) e) la lingua straniera L-LIN/12 identificata come disciplina contributiva: 15 ore per CFU (10 ore di impegno individuale ) f) attività didattiche a scelta dello studente e programmate dal Corso di laurea e seminari multidisciplinari: 12 ore per CFU (13 ore studio individuale) con compresenza anche di più docenti, se riferite a esperienze di tirocinio 1 CFU equivale a 25 ore. Il piano di studio prevede 16 insegnamenti (16 esami). Ad ogni unità didattica logistica sono assegnati di norma 2 CFU, talvolta 1 o 3 CFU. Per ogni anno di corso è previsto un congruo numero di CFU assegnati al tirocinio, che saranno certificati con 1 esame all anno. 6 CFU sono riservati alle attività elettive che prevedono un unico esame. Complessivamente sono previsti 20 esami per corso di laurea triennale. Gli insegnamenti sono semestrali ad eccezione dell Inglese Scientifico che è annuale. Gli insegnamenti sono composti da più unità didattiche logistiche, con distinta denominazione, che attivano competenze di docenze specifiche e che devono essere integrate sia nella fase di progettazione dell insegnamento stesso che nella gestione di un esame di profitto integrato e contestuale volto ad accertare l apprendimento degli studenti rispetto agli obiettivi formativi previsti. Per ogni insegnamento il Presidente propone all approvazione del Consiglio di Facoltà i Coordinatori degli insegnamenti, scelti prioritariamente tra i docenti universitari che afferiscono a quell insegnamento. Il coordinatore assume le funzioni di coordinare e garantire l integrazione e la coerenza con gli obiettivi formativi previsti, curare la predisposizione di un programma unitario, presentare agli studenti le finalità dell insegnamento, presiedere la commissione d esame e curarne la relativa verbalizzazione; garantire il monitoraggio della qualità formativa offerta e, se necessario, apportare modifiche e riprogettare le interazioni con altri insegnamenti. Art. 8 Programmazione didattica Il Consiglio di Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro, o su sua delega, la Commissione Didattica, programma le attività formative del corso, stabilendone l articolazione e definendo i Coordinatori dei vari insegnamenti; valuta e approva le proposte formulate dai docenti sui contenuti e le modalità di svolgimento delle attività didattiche e degli esami, prima di sottoporle, entro il 31 luglio, all approvazione del Consiglio di Facoltà. Prima dell inizio di ogni anno accademico, sul sito web del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro, sono pubblicate le seguenti informazioni che precisano i dettagli organizzativi delle attività didattiche del corso di studi: - l elenco degli insegnamenti attivati; - gli obiettivi formativi e programma di ciascun insegnamento; - i docenti degli insegnamenti; - gli orari di ricevimento dei docenti; - le modalità di svolgimento degli esami di profitto e valutazione delle altre attività; - linee-guida per argomento;

77 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro - l orario delle lezioni; - gli appelli di esame. Art. 9 Calendario didattico Il Calendario è pubblicato nel sito web del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro ed è redatto nel rispetto del Regolamento generale di Ateneo. Il calendario del Corso di laurea si articola come segue: - l anno accademico inizia il 1 ottobre e termina il 30 settembre, - i periodi di lezione si distribuiscono in due semestri, in alternanza con i periodi dedicati agli esami, e ai tirocini professionali; - il numero annuale degli appelli d esame non deve essere inferiore a sei, distribuiti in tre sessioni nel corso dell anno e l intervallo tra due appelli successivi non può essere inferiore alle due settimane; - il numero annuale degli appelli può essere elevato per gli studenti fuori corso ; - le sessioni di laurea sono 2 nell arco dell Anno Accademico. Art. 10 Organi del Corso di Laurea Sono Organi del Corso di Laurea: Il Presidente Il Vicepresidente Il Consiglio di Corso di laurea Il Presidente convoca e presiede le riunioni ordinarie e straordinarie del Consiglio, sovrintende alle attività didattiche svolte all interno del Corso e rende esecutive le relative delibere. Il Presidente, in accordo con gli organi accademici dell Università degli Studi di Trento, individua e nomina tra i docenti del Corso di Laurea e appartenenti alla citata università, un Vicepresidente. Il Presidente e il Vicepresidente hanno la responsabilità di relazionare sulle attività didattiche svolte all interno del corso con le Facoltà delle rispettive sedi e interagire al fine di garantire l adeguata organizzazione del corso di Laurea. Il Consiglio di Corso di Laurea è costituito da tutti i docenti del Corso e assolve le funzioni previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale di Ateneo. Alle riunioni partecipano anche una rappresentanza degli studenti e del personale tecnico-amministrativo, dove regolarmente elette. Il Consiglio di Corso di Laurea ha competenze deliberative, propositive e consultive sulle materie concernenti l organizzazione e la gestione delle attività didattiche e professionalizzanti; alcune sue funzioni possono essere demandate ad una Commissione Didattica per un migliore coordinamento delle attività. La Commissione didattica è costituita dal Presidente, il vicepresidente, dal Coordinatore della didattica professionale e da un rappresentante dei docenti appartenente al Servizio Sanitario. Il Consiglio di Corso di Laurea può delegare alla Commissione Didattica il coordinamento e la supervisione del regolare svolgimento delle attività didattiche, la valutazione dei curricula formativi pregressi degli studenti, ed ulteriori compiti con potere deliberante

78 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Il Presidente, per le attività formative professionali e di tirocinio, si avvale di un Coordinatore della didattica professionale di cui all art. 11. I compiti degli Organi e la procedura elettorale della carica di Presidente e delle cariche elettive dei componenti del Consiglio di Corso di Laurea sono stabilite dal Regolamento Generale di Ateneo e dallo Statuto di Ateneo. Art. 11 Coordinamento della didattica professionale La responsabilità della progettazione e del coordinamento delle attività di tirocinio sono affidate al Coordinatore della didattica professionale (CDP), che assicura l integrazione tra gli insegnamenti teorici e il tirocinio, favorisce la conformità degli insegnamenti professionali agli standard di competenza definiti e dirige i Tutor Professionali. Deve essere scelto tra i docenti del Consiglio del CdL e appartenente allo stesso profilo professionale del Corso di Laurea; deve essere in possesso della Laurea Specialistica o Magistrale della rispettiva classe, o, in via transitoria, della massima qualificazione professionale e formativa. L individuazione di tale figura avviene sulla base della valutazione del curriculum che esprima la richiesta esperienza professionale, non inferiore ai 5 anni, nell ambito della formazione e secondo le procedure definite dal Consiglio della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L incarico ha durata triennale e deve essere espletato, di norma, a tempo pieno. Le competenze del Coordinatore della Didattica Professionale sono: programmare e gestire le attività di tirocinio considerando i criteri formativi, organizzativi e clinici dei servizi, nonché le linee di indirizzo degli organi universitari e professionali; coordinare la progettazione, gestione e valutazione delle attività didattiche professionalizzanti avvalendosi per il tirocinio e i laboratori di tutori dedicati e/o dei servizi; coordinare i docenti dei moduli di area professionale promovendo la loro integrazione degli insegnamenti teorici assicurando la pertinenza formativa agli specifici profili professionali; gestire l inserimento e lo sviluppo formativo dei tutor assegnati; fornire consulenza pedagogica e attività di orientamento agli studenti, attraverso colloqui ed incontri programmati; gestire le risorse assegnate alla struttura in cui ha sede il Corso di laurea; promuovere strategie di integrazione con i referenti dei servizi sanitari per facilitare e migliorare la qualità dei percorsi formativi; garantire la sicurezza e gli adempimenti della normativa specifica; produrre report e audit rispetto all attività formativa professionale realizzata. Le attività di tirocinio sono finalizzate a far acquisire allo studente competenze specifiche d'interesse professionale. Per conseguire tali finalità formative, si possono attivare convenzioni con strutture, che rispondano ai requisiti di idoneità per attività, dotazione di servizi e strutture come previsto dal decreto n 229. I 60 crediti minimi riservati al tirocinio sono da intendersi come impegno complessivo necessario allo studente per raggiungere le competenze professionali core previste dal rispettivo profilo professionale indicate nell art 2. Il tirocinio professionale comprende:

79 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro sessioni tutoriali che preparano lo studente all esperienza; esercitazioni e simulazioni in cui si sviluppano le abilità tecniche, relazionali e metodologiche in situazione protetta prima o durante la sperimentazione nei contesti reali; esperienze dirette sul campo con supervisione; sessioni tutoriali e feedback costanti; compiti didattici elaborati e approfondimenti scritti specifici e mandati di studio guidato. Art.12 - Sistema di Tutorato clinico La supervisione dello studente durante l esperienza di tirocinio è garantita da un sistema di tutorato articolato su 2 o 3 livelli e, di norma, assunto da operatori dello stesso profilo professionale degli studenti: Tutor professionale con competenze avanzate sia pedagogiche che professionali; collabora all organizzazione e gestione dei tirocini, alla progettazione e conduzione di laboratori di formazione professionale. Seleziona le opportunità formative, integra l esperienza pratica con la teoria appresa, presidia in particolare le prime fasi di apprendimento di un intervento o di una competenza. Si occupa dei processi di apprendimento degli studenti in difficoltà, facilita i processi di valutazione dell apprendimento in tirocinio e tiene i rapporti con le sedi di tirocinio. Supervisore coincide con un operatore del servizio sede di tirocinio che aiuta i colleghi a selezionare le opportunità di apprendimento coerenti con gli obiettivi e il piano di tirocinio dello studente. Offre supporto ai Colleghi che affiancano gli studenti durante il percorso e nella fase della valutazione. Si è formato con specifici corsi alla funzione tutoriale. Guida di Tirocinio è l operatore che guida lo studente nella sede di tirocinio mentre svolge le sue normali attività lavorative. E garante della sicurezza dello studente e degli utenti, vigila affinché gli utenti ricevano una prestazione di qualità anche quando essa venga delegata agli studenti, si assicura che gli stessi siano informati e diano il loro consenso ad essere assistiti da uno studente. I Tutori sono di norma appartenenti allo stesso profilo professionale. I Tutor Professionali sono scelti in accordo con le strutture sanitarie presso cui si svolge l attività formativa e assegnati con incarichi triennali alla struttura didattica. Le modalità del reclutamento e di assegnazione delle funzioni avvengono secondo quanto definito dal Consiglio di Facoltà. d) La valutazione delle competenze acquisite in tirocinio Le esperienze di tirocinio devono essere progettate, valutate e documentate nel percorso dello studente. Durante ogni esperienza di tirocinio lo studente riceve valutazioni formative sui suoi progressi sia attraverso colloqui e schede di valutazione. Al termine di ciascun anno di corso viene effettuata una valutazione certificativa per accertare i livelli raggiunti dallo studente nello sviluppo delle competenze professionali attese. Tale valutazione è la sintesi delle valutazioni formative via via documentate durante l anno di corso, il profitto raggiunto negli elaborati scritti e le perfomance dimostrate all esame di tirocinio che può essere realizzato con colloqui, prove scritte applicative, esami simulati

80 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro La valutazione annuale è certificata da una Commissione presieduta dal Coordinatore delle attività formative professionalizzanti e composta almeno da un docente e da un Tutor Clinico. La valutazione certificativa del tirocinio sarà espressa in trentesimi in base al livello di raggiungimento degli obiettivi. Verrà registrato come ritirato lo studente che sospende il tirocinio per problemi di salute, gravidanza o per motivazioni personali; sarà registrata come respinto quando lo studente durante il percorso o alla fine del tirocinio non ha raggiunto livelli sufficienti negli obiettivi formativi. L esame annuale di tirocinio prevede un unico appello per anno accademico, salvo particolari situazioni per le quali la commissione didattica potrà concedere un appello straordinario. e) Prerequisiti di accesso al tirocinio Il Coordinatore della Didattica Professionale ammette alla frequenza dell esperienza di tirocinio previsto per l anno di corso gli studenti che: hanno frequentato regolarmente le attività teoriche, in particolare gli insegnamenti delle discipline professionali dell anno in corso e dell anno precedente la frequenza regolare dei laboratori professionali ritenuti propedeutici al tirocinio f) Assenze dal tirocinio Lo studente che si assenta dal tirocinio per periodi brevi (assenze inferiori ad una settimana durante l anno solare) può recuperare tali assenze su autorizzazione del tutor con le seguenti modalità: aumentando l orario di qualche turno sopra i riposi; utilizzando i sabati; prolungando il tirocinio al termine del percorso ovvero anticipando il tirocinio seguente (es: fine agosto/prima settima di ottobre/periodo delle vacanze). Non sono ammessi recuperi di giornate isolate al di fuori del periodo dedicato al tirocinio Lo studente che si assenta dal tirocinio per periodi lunghi (assenze superiori ad una settimana nell anno solare) per gravi e giustificati motivi deve concordare con il Coordinatore della Didattica Professionale un piano di recupero personalizzato. Lo studente che conclude positivamente il tirocinio di anno con un debito orario sul monte ore previsto (non superiore a 40 ore), può essere ammesso all esame annuale di tirocinio se l assenza non ha compromesso il raggiungimento degli obiettivi di anno e può recuperare il suddetto debito entro la fine del 3 anno. Lo studente è tenuto a documentare le ore di presenza in tirocinio nel libretto, a farle controllare e controfirmare dal tutor e segnalare tempestivamente l esigenza di recupero di eventuali assenze. g) Sospensione dal tirocinio Le motivazioni che possono portare alla sospensione dal tirocinio sono le seguenti: Motivazioni legate allo studente 1. studente potenzialmente pericoloso per la sicurezza degli utenti/tecnologia o che ha ripetuto più volte errori che mettono a rischio la vita dell utente 2. studente che non ha i prerequisiti e che deve recuperare obiettivi formativi propedeutici ad un tirocinio formativo e sicuro per gli utenti 3. studente che frequenta il tirocinio in modo discontinuo Altre motivazioni 1. stato di gravidanza nel rispetto della normativa vigente 2. studente con problemi psicofisici che possono comportare stress o danni per lui, per i malati o per l èquipe della sede di tirocinio o tali da ostacolare le possibilità di apprendimento delle competenze professionali core

81 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro La sospensione temporanea dal tirocinio è proposta dal tutor al Coordinatore della Didattica Professionale tramite apposita relazione, che verrà discussa e motivata in un colloquio con lo studente. La sospensione è formalizzata con lettera del Coordinatore della Didattica Professionale allo studente. La riammissione dello studente al tirocinio è concordata con tempi e modalità definite dal Coordinatore della Didattica Professionale sentito il tutor che l ha proposta. Qualora persistano le difficoltà che hanno portato alla sospensione temporanea dal tirocinio o ci sia un peggioramento che impedisce l apprendimento delle abilità professionali, il Coordinatore della Didattica Professionale ha facoltà di proporre al Consiglio di Corso di Laurea la sospensione definitiva dello studente dal tirocinio tramite apposita relazione che documenti approfonditamente le motivazioni h) Studenti ripetenti per profitto insufficiente in tirocinio. Lo studente ripetente per un profitto insufficiente in tirocinio concorda con il Coordinatore della Didattica Professionale un piano di recupero personalizzato sulla base dei propri bisogni formativi che potrà prevedere un prolungamento dell attività di tirocinio. Per essere ammesso a frequentare l esperienza di tirocinio prevista dal piano di recupero personalizzato, allo studente ripetente è richiesto di aver ripetuto le esperienze di laboratorio ritenute propedeutiche al tirocinio dal Coordinatore della Didattica Professionale. Lo studente insufficiente in tirocinio non può ripetere più di una volta il tirocinio per ogni anno di corso. Ciò vale anche nel caso in cui lo studente sospenda il tirocinio prima del termine previsto dal calendario e non si presenti all Esame Annuale di Tirocinio. Tirocinio supplementare Lo studente fuori corso o ripetente per non avere superato gli esami di insegnamenti di area non professionale che ha già superato positivamente il tirocinio dell anno di corso e che richiede di svolgere un esperienza supplementare dovrà rivolgersi al Coordinatore della Didattica Professionale che risponderà alla richiesta compatibilmente con le esigenze organizzative. La frequenza dell esperienza supplementare non deve interferire con il completamento dei suoi impegni di recupero teorico. L esperienza supplementare dovrà essere valutata e registrata a tutti gli effetti sul libretto di tirocinio a scopi assicurativi, ma non potrà essere considerata un anticipo dell anno successivo. i) Sciopero dei dipendenti delle strutture di tirocinio Qualora lo sciopero interessi l area del personale non dirigenziale della sanità (personale sanitario della prevenzione ) il tirocinio è sospeso in quanto il numero di tecnici sanitari della prevenzione presente (contingente minimo) non garantisce una adeguata supervisione dello studente e di conseguenza la sicurezza dell utente. Tale assenza non dovrà essere recuperata, le ore saranno riconosciute come studio individuale. Art. 13 Esami di profitto e Commissioni esami di profitto Il numero complessivo degli esami per accedere all Esame finale di laurea è di 20. Ciascuno degli insegnamenti previsti nel piano didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro si conclude con un esame, che lo studente sostiene negli appelli previsti dal calendario accademico, alla presenza di una

82 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Commissione costituita da almeno due Docenti, o da loro supplenti, e presieduta, di norma, dal Coordinatore dell insegnamento. La Commissione formula il proprio giudizio attraverso un voto espresso in trentesimi. L esame si intende positivamente superato con una valutazione compresa tra un minimo di 18 fino ad un massimo di 30/30mi, cui può essere aggiunta la lode. Il superamento dell esame comporta l attribuzione dei crediti relativi all insegnamento. Sono previste modalità differenziate di valutazione, anche consistenti in fasi successive del medesimo esame: - prove orali e prove scritte oggettive e strutturate per la valutazione di obiettivi cognitivi; - prove pratiche e prove simulate per la valutazione delle competenze cliniche e delle capacità gestuali e relazionali. La valutazione certificativa annuale del tirocinio è disciplinata all art. 12. Art Conoscenze linguistiche Il piano di studio prevede un Corso di Inglese scientifico che consenta agli Studenti di acquisire le abilità linguistiche necessarie per leggere e comprendere il contenuto di lavori scientifici su argomenti professionali specifici. Art Attività formative a scelta dello studente La Commissione Didattica organizza l'offerta di attività didattiche opzionali, realizzabili con lezioni, seminari, corsi interattivi a piccoli gruppi, tirocini fra i quali lo studente esercita la propria personale opzione, fino al conseguimento di un numero complessivo di 6 CFU. Le attività formative a scelta dello studente si concludono con una valutazione in quanto tale esame concorre al completamento delle certificazioni di profitto requisito per accedere all esame finale. Il calendario e l elenco delle attività didattiche elettive sono pubblicati all inizio delle attività didattiche sul sito web. Art Ulteriori attività formative (art. 10, comma 5, lettera d) Seminari I seminari sono un attività didattica che si propone di affrontare una tematica con un approccio interdisciplinare ed è svolta di norma in compresenza da più docenti, anche di settori SSD diversi. Laboratori professionali Il Decreto Interministeriale del febbraio 2009 prevede 3 CFU da dedicare ai laboratori professionali dello specifico SSD del profilo finalizzandoli a potenziare la preparazione professionalizzante e pertinente al profilo; di norma anticipano le esperienze di tirocinio al fine di far acquisire agli studenti abilità tecnico-pratiche e relazionali in contesti di laboratorio protetti prima di provarsi nei servizi e direttamente sugli utenti, al fine di ridurre l impatto emotivo degli studenti che deriverebbe dal provarsi in situazioni reali ma anche per garantire eticità e sicurezza agli utenti. La progettazione, gestione formativa e certificazione delle attività didattiche di laboratorio professionale devono essere affidate formalmente ad un tutor/docente dello stesso profilo professionale che si avvale della collaborazione di professionisti esperti nelle

83 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro specifiche competenze professionali. I laboratori professionali si realizzano in ambienti attrezzati e coinvolgendo piccoli gruppi di studenti. Art Progress test Qualora previsto, tutti gli studenti del Corso di Laurea sono sollecitati a partecipare al Progress Test durante ogni anno del corso. I risultati complessivi e individuali di performance al Progress Test sono comunicati agli studenti sulla pagina web degli avvisi del Corso di Laurea. La partecipazione nel triennio al Progress Test è attribuito1 CFU, nell ambito dei crediti a scelta dello studente. Art. 18 Obblighi di frequenza, propedeuticità o sbarramenti a) Frequenza La frequenza dell'attività formativa è obbligatoria ed è verificata dai Docenti, i quali non ammettono lo studente all esame qualora le frequenze alle attività formative dell insegnamento integrato siano inferiori al 75% o inferiore al 50% di ogni singola attività didattica logistica che lo compone. Lo studente che, nel corso dell anno accademico, non abbia ottenuto l attestazione di frequenza ad almeno il 75% delle ore previste per ciascun insegnamento integrato o che non abbia assolto l impegno del tirocinio - sia rispetto alla frequenza, sia al conseguimento degli obiettivi formativi stabiliti - è iscritto, nel successivo anno accademico, anche in soprannumero, come ripetente, con l obbligo di frequenza dei corsi e del tirocinio, per i quali non abbia ottenuto l attestazione. b) Sbarramenti Per il passaggio agli anni successivi devono essere soddisfatti i seguenti requisiti: 1) avere completato il monte ore di tirocinio previsto e superato con valutazione positiva il tirocinio clinico; 2) avere superato gli esami degli anni precedenti, con un eventuale residuo non superiore a 10 crediti dal I al II anno e a 14 crediti dal II al III anno. 3) avere superato tutti gli esami previsti per il primo anno di Corso entro la fine del secondo anno di Corso Lo Studente che alla fine della sessione d esame invernale dell Anno Accademico successivo (gennaio-febbraio) abbia un debito formativo superiore ai crediti indicati nel punto 2, viene iscritto come fuori corso/ripetente. Le attività didattiche relative all anno successivo eventualmente frequentate non sono riconosciute e non danno luogo ad attestazione di frequenza. E possibile iscriversi come fuori corso e/o come ripetente per non più di 4 volte complessive nel triennio. Art. 19 Prova finale Per essere ammessi alla prova finale occorre avere conseguito tutti i crediti nelle attività formative previste dal piano degli studi, compresi quelli relativi all attività di tirocinio. Alla preparazione della tesi sono assegnati 7 CFU

84 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro La prova è organizzata, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della Ricerca di concerto con il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in due sessioni definite a livello nazionale. La prova finale, con valore di esame di Stato abilitante, si compone di: - una prova pratica nel corso della quale lo studente deve dimostrare di aver acquisito le conoscenze e abilità teorico-pratiche e tecnico-operative proprie dello specifico profilo professionale; - redazione di un elaborato di una tesi e sua dissertazione. Si è ammessi alla discussione dell elaborato di Tesi solo se si è superata positivamente la prova pratica. Lo studente avrà la supervisione di un docente del Corso di Laurea, detto Relatore, ed eventuali correlatori anche esterni al Corso di Laurea. Scopo della tesi è quello di impegnare lo studente in un lavoro di formalizzazione, progettazione e di ricerca, che contribuisca sostanzialmente al completamento della sua formazione professionale e scientifica. Il contenuto della tesi deve essere inerente a tematiche o discipline strettamente correlate al profilo professionale. La valutazione della tesi sarà basata sui seguenti criteri: livello di approfondimento del lavoro svolto, contributo critico del laureando, accuratezza della metodologia adottata per lo sviluppo della tematica. Il punteggio finale di Laurea, espresso in cento/decimi con eventuale lode, è formato dalla media ponderata rapportata a 110 dei voti conseguiti negli esami di profitto, dalla somma delle valutazioni ottenute nella prova pratica (fino ad un massimo di 5 punti) e nella discussione della Tesi (fino ad un massimo di 6 punti). La commissione di Laurea potrà attribuire ulteriori punti anche in base a: presenza di eventuali lodi ottenute negli esami sostenuti; partecipazione ai programmi Erasmus fino a 2 punti aggiuntivi; laurea entro i termini della durata normale del corso 1 punti aggiuntivi. È prevista la possibilità per lo studente di redigere l'elaborato in lingua inglese. La scadenza per la presentazione della domanda di laurea e relativa documentazione, verrà indicata negli avvisi dello specifico Corso di laurea. Art Composizione e funzionamento delle commissioni per la prova finale La Commissione per la prova finale è composta da non meno di 7 e non più di 11 membri, nominati dal Rettore su proposta del Consiglio di Corso di Laurea, e comprende almeno 2 membri designati dal Collegio professionale, ove esistente, ovvero dalle associazioni professionali individuate con apposito decreto del Ministro della sanità sulla base della rappresentatività a livello nazionale. Le date delle sedute sono comunicate ai Ministeri dell'università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e della Sanità che possono inviare esperti, come loro rappresentanti, alle singole sessioni. In caso di mancata designazione dei predetti componenti, il Rettore esercita il potere sostitutivo. Art Passaggi e trasferimenti

85 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Passaggio/Trasferimento da altro Corso di Studio dello stesso Ateneo o di altro Ateneo Il passaggio da altro corso di studi dello stesso Ateneo oppure il trasferimento da altro corso di studi di altro Ateneo, al 1 anno del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro sarà possibile solo se lo studente avrà superato la prova di ammissione e si sarà collocato in posizione utile in graduatoria. Al momento dell immatricolazione presso le Segreterie studenti lo studente potrà presentare domanda di abbreviazione di corso per il riconoscimento dei crediti acquisiti e delle attività svolte precedentemente, allegando la documentazione necessaria (programmi e bibliografia degli esami sostenuti). Trasferimenti da altro Ateneo Le richieste di trasferimento ad anni successivi al primo di studenti iscritti presso altri Atenei al medesimo Corso di Studi, dovranno essere presentate inderogabilmente entro il 31 luglio e accompagnate dalla documentazione necessaria (programmi e bibliografia degli esami sostenuti) per la valutazione della carriera pregressa. Le richieste verranno accolte in base al numero di posti disponibili in ciascun anno di corso secondo i seguenti criteri: Disponibilità di sedi e di Tutor clinici; Merito (numero di crediti acquisiti e in seconda istanza la media voto degli esami); Motivi familiari (criteri: a economici, b avvicinamento, tenendo conto della maggior distanza). Art Riconoscimento dei crediti acquisiti in altri corsi di studio La Commissione didattica è competente per il riconoscimento e la convalida dei crediti conseguiti dallo studente in attività didattiche ed esperienze di tirocinio pregresse. Lo studente dovrà presentare richiesta di riconoscimento crediti presso la Segreteria Studenti, accompagnata da dettagliata documentazione, che certifichi gli esami svolti con relativo voto ottenuto, i crediti maturati e i programmi sostenuti. La Commissione Didattica valuterà, in base alla documentazione, i crediti acquisiti, le equipollenze tra le attività svolte e quelle previste dal Corso di Studi, e proporrà, quindi, le eventuali integrazioni per il raggiungimento dei crediti previsti per ogni singola attività. Nel caso di passaggio/trasferimento tra corsi di laurea delle professioni sanitarie appartenenti ad identico profilo professionale, nonché a differente profilo appartenente alla medesima classe, la quota di CFU relativi al medesimo SSD direttamente riconosciuti allo studente non sarà comunque inferiore al cinquanta per cento, secondo quanto stabilito dal comma 8, art. 4 del D.I. 19/02/2009. In caso di attività per le quali non sia previsto il riferimento a un SSD specifico, la Commissione Didattica valuterà caso per caso il contenuto delle attività formative e la loro coerenza con gli obiettivi del corso di studio, valutando la quantità dei crediti acquisiti che possono essere riconosciuti nell'ambito delle attività formative previste nel Corso di Studio. Nel caso che il voto da associare ad una particolare attività formativa sia il contributo di più attività che hanno dato luogo a votazioni differenti, il voto finale sarà determinato dalla media pesata sul valore di ogni attività espressa in crediti, dei voti riportati, arrotondata all'intero più vicino. A parità di distanza, si arrotonda all'intero superiore. I crediti in eccedenza, comunque maturati, possono essere, a richiesta dello studente, riconosciuti nelle attività facoltative (fino a 6 crediti) e per il tirocinio (fino a 9 crediti ove pertinenti). Art Periodi di studio svolti all estero Lo studente che intenda seguire un periodo di studi presso una Università o Istituto di Formazione universitaria all estero dovrà acquisire preventivamente il parere della Commissione Didattica, che ne valuterà la congruenza rispetto agli obiettivi formativi prefissati per lo specifico profilo professionale

86 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Al termine del periodo di studi all estero, lo studente presenterà alla Commissione la certificazione delle attività svolte per il riconoscimento dei crediti, per la conversione dei voti in trentesimi e per l individuazione di eventuali integrazioni. Per ulteriori informazioni si rimanda agli specifici Bandi in materia di mobilità internazionale, disponibili nel sito web dell Ufficio Relazioni Internazionali dell Ateneo. Art Forme di tutorato Per l attività di tutorato, si rimanda a quanto già definito nell art. 12 relativo al tirocinio professionale. Art Studenti part time Con riferimento all emanazione del D.R del 19 aprile 2007 riguardante il Regolamento per gli studenti impegnati a tempo parziale il Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro non ha dato disponibilità ad accogliere studenti con impegno a tempo parziale. Art Ricevimento degli studenti I docenti sono tenuti ad assicurare settimanalmente e su appuntamento il ricevimento degli studenti per un minimo di 2 ore, secondo le modalità comunicate nel programma di insegnamento pubblicato su sito web del corso di laurea. Durante i periodi dedicati agli esami, le vacanze estive ed invernali i ricevimenti degli studenti sono sospesi. Art. 27 Auto Valutazione della didattica Il Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro sottopone annualmente la propria attività didattica ad un processo di auto-valutazione, allo scopo di: - individuare e correggere le tendenze negative; - sviluppare e potenziare quelle positive; - permettere un confronto critico fra gli obiettivi prefissati, i progetti realizzati e i risultati raggiunti; - costruire uno strumento attraverso il quale introdurre azioni correttive e migliorative mediante una consapevole coinvolgimento degli organi responsabili. L analisi prende in esame i diversi momenti della gestione del Corso di Laurea (progettazione, erogazione e controllo) e monitora la qualità didattica e l efficienza organizzativa con particolare riguardo alle seguenti dimensioni: - Dimensione delle esigenze e degli obiettivi - Dimensione dell insegnamento, apprendimento e accertamento - Dimensione delle risorse e dei servizi - Dimensione del sistema di gestione e di controllo L autovalutazione della didattica viene svolta in collaborazione con le strutture e gli organi di Ateneo individuati a tal fine: - il Comitato di Ateneo per l autovalutazione delle attività didattiche; - i Team di autovalutazione dei Corsi di Studio; - la struttura amministrativa Programmazione e controllo direzionale

87 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro ottemperando a quanto deliberato dal Senato Accademico Ristretto nelle sedute del 21/11/2006 e 09/09/2008, e nel rispetto delle direttive europee. Ogni Corso di Laurea procede ad individuare il proprio Team, nominato dalla Facoltà per un ciclo di autovalutazione avente la medesima durata del Corso di Laurea in oggetto. Il Team è composto da: tre docenti afferenti al Corso di Studi; uno studente designato dai rappresentanti degli studenti nell organo di governo della struttura didattica competente; un tecnico-amministrativo, individuato fra il personale della struttura didattica. I Team hanno il compito di espletare la procedura di autovalutazione, applicando, al termine dell anno accademico di riferimento, lo schema operativo previsto dal modello e redigendo il relativo Rapporto di Autovalutazione (RAV). In tale attività essi vengono coordinati dal Comitato di Ateneo per l autovalutazione delle attività didattiche. I Team hanno l obbligo di trasmettere annualmente i RAV al Preside ed al Presidente del Consiglio di Corso di Studi, al Comitato di Ateneo per l autovalutazione delle attività didattiche ed al Nucleo di Valutazione, in tempo utile affinché quest ultimo possa procedere agli adempimenti di legge

88 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Allegato 1 - Ordinamento didattico del corso (DAL RAD) Attività di base ambito disciplinare Scienze propedeutiche Scienze biomediche Primo soccorso settore BIO/07 Ecologia CHIM/03 Chimica generale e inorganica CHIM/06 Chimica organica FIS/07 Fisica applicata (a beni culturali, ambientali, biologia e medicina) ICAR/17 Disegno ING-IND/25 Impianti chimici MED/01 Statistica medica MED/42 Igiene generale e applicata BIO/10 Biochimica BIO/13 Biologia applicata BIO/16 Anatomia umana MED/04 Patologia generale MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica BIO/14 Farmacologia MED/09 Medicina interna MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche Minimo di crediti riservati dall'ateneo minimo da D.M. 22: - CFU min max minimo da D.M. per l'ambito Totale Attività di Base Attività caratterizzanti ambito disciplinare Scienze della prevenzione nell' ambiente e nei luoghi di lavoro settore AGR/15 Scienze e tecnologie alimentari CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo CHIM/10 Chimica degli alimenti CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali ING-IND/09 Sistemi per l'energia e l'ambiente ING-IND/10 Fisica tecnica industriale ING-IND/11 Fisica tecnica ambientale IUS/16 Diritto processuale penale IUS/17 Diritto penale MED/42 Igiene generale e applicata MED/44 Medicina del lavoro MED/50 Scienze tecniche mediche applicate VET/04 Ispezione degli alimenti di origine animale CFU min max Scienze medico-chirurgiche MED/17 Malattie infettive minimo da D.M. per l'ambito

89 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Scienze della prevenzione e dei servizi sanitari Scienze interdisciplinari cliniche Scienze umane e psicopedagogiche Scienze del management sanitario Scienze interdisciplinari Tirocinio differenziato specifico profilo MED/36 Diagnostica per immagini e radioterapia MED/42 Igiene generale e applicata MED/43 Medicina legale MED/44 Medicina del lavoro MED/50 Scienze tecniche mediche applicate MED/42 Igiene generale e applicata MED/44 Medicina del lavoro M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale SPS/07 Sociologia generale IUS/07 Diritto del lavoro IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro CHIM/07 Fondamenti chimici delle tecnologie ICAR/03 Ingegneria sanitaria - ambientale ICAR/20 Tecnica e pianificazione urbanistica ING-INF/06 Bioingegneria elettronica e informatica MED/50 Scienze tecniche mediche applicate Minimo di crediti riservati dall'ateneo minimo da D.M. 104: Totale Attività Caratterizzanti Attività affini ambito disciplinare Attività formative affini o integrative settore ICAR/09 - Tecnica delle costruzioni ING-IND/16 - Tecnologie e sistemi di lavorazione ING-IND/34 - Bioingegneria industriale SPS/08 - Sociologia dei processi culturali e comunicativi CFU min max minimo da D.M. per l'ambito Totale Attività Affini 2-6 Altre attività ambito disciplinare CFU A scelta dello studente 6 Per la prova finale e la lingua straniera (art. 10, Per la prova finale

90 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro comma 5, lettera c) Ulteriori attività formative (art. 10, comma 5, lettera d) Per la conoscenza di almeno una lingua straniera Altre attività quali l'informatica, attività seminariali ecc. Laboratori professionali dello specifico SSD Totale Altre Attività Riepilogo CFU CFU totali per il conseguimento del titolo 180 Range CFU totali del corso

91 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Allegato 2 - Tabella di conformità dei curricula rispetto all ordinamento didattico (piano didattico) Delibera S.A.R I progetti formativi deliberati dalla Facoltà devono riportare tutte le informazioni necessarie per verificare il rispetto delle disposizioni ministeriali (individuazione dei crediti in comune e dei crediti che differenziano i corsi di una stessa classe, identificazione per ogni insegnamento della tipologia di attività formativa, ambito disciplinare, settore scientifico disciplinare ecc), secondo lo schema predisposto dagli uffici competenti TAF AMB MUR MUR SSD ANNO INSEGNAMENTO MODULO CFU AMB MIN MAX TAF A Scienze propedeutiche Scienze biomediche 22,00 8,00 11,00 BIO/01 - Botanica generale BIO/07 - Ecologia CHIM/03 - Chimica generale e inorganica 1 CHIM/06 - Chimica organica 1 FIS/07 - Fisica applicata (a beni culturali, ambientali, biologia e medicina) 1 ICAR/17 - Disegno 2 INF/01 - Informatica ING-IND/25 - Impianti chimici ING-INF/02 - Campi elettromagnetici M-DEA/01 - Discipline demoetnoantropologiche M-PSI/01 - Psicologia generale MAT/04 - Matematiche complementari MED/01 - Statistica medica 3 MED/42 - Igiene generale e applicata 1 SPS/10 - Sociologia dell'ambiente e del territorio BIO/09 - Fisiologia BIO/10 - Biochimica 1 BIO/12 - Biochimica clinica e biologia molecolare clinica BIO/13 - Biologia applicata 1 Scienze chimicofisiche Chimica generale e inorganica 2,00 Scienze chimicofisiche Chimica organica 2,00 Scienze chimicofisiche Fisica applicata 2,00 Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di Disegno civile e vita industriale 2,00 Ricerca, promozione ed educazione alla salute Fondamenti di igiene, epidemiologia e sanità pubblica Statistica applicata alla ricerca epidemiologica 2,00 Epidemiologica delle malattie cronico degenetative 1,00 11,00 Fondamenti biomolecolari della vita biochimica 2,00 Fondamenti biomolecolari della vita biologia e genetica 2,00 11,00 9,00 12,00 11,00 11,00 13,00 25,00 BIO/16 - Anatomia umana 1 Scienze biomediche e anatomia 2,00

92 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro azione dei fattori di rischio BIO/17 - Istologia MED/03 - Genetica medica MED/04 - Patologia generale 1 MED/05 - Patologia clinica MED/07 - Microbiologia e microbiologia clinica 1 Scienze biomediche e azione dei fattori di rischio Fondamenti di igiene, epidemiologia e sanità pubblica patologia generale 2,00 Microbiologia, contaminazione di matrici e agenti biologici 3,00 11,00 Primo soccorso 3,00 BIO/14 - Farmacologia MED/09 - Medicina interna 1 MED/18 - Chirurgia generale MED/41 - Anestesiologia MED/45 - Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche 1 Scienze biomediche e azione dei fattori di rischio fisiopatologia 2,00 Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Tecniche di primo soccorso 1,00 3,00 3,00 4,00 3,00 *Scienze della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro - almeno 15 CFU assegnati al SSD di rif. Di ogni specifico profilo (MED/50) 104,00 30,00 AGR/15 - Scienze e tecnologie alimentari 1 AGR/18 - Nutrizione e alimentazione animale BIO/03 - Botanica ambientale e applicata CHIM/08 - Chimica farmaceutica CHIM/09 - Farmaceutico tecnologico applicativo 1 CHIM/10 - Chimica degli alimenti 1 CHIM/12 - Chimica dell'ambiente e dei beni culturali 2 ICAR/13 - Disegno industriale ING-IND/09 - Sistemi per l'energia e l'ambiente 2 ING-IND/10 - Fisica tecnica industriale Scienze della prevenzione applicate all'igiene degli alimenti Scienze della prevenzione applicate all'igiene degli alimenti Scienze della prevenzione applicate all'igiene degli alimenti Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita 25,00 Processi e tecnologie alimentari 2,00 Chimca - farmaceutica applicata alla tutela della salute 1,00 Chimica degli alimenti 2,00 Chimica dell'ambiente 2,00 Sistemi elettrici e campi elettromagnetici 2,00 42,00 40,00 46,00 129,

93 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro ING-IND/11 - Fisica tecnica ambientale 2 IUS/16 - Diritto processuale penale 2 IUS/17 - Diritto penale 2 MED/42 - Igiene generale e applicata 1 MED/42 - Igiene generale e applicata 3 MED/44 - Medicina del lavoro 1 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 1 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 1 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 1 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 1 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 2 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 2 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 2 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 2 Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita Fisica tecnica ambientale e industriale 3,00 Diritto processuale penale 1,00 Scienze giuridiche e medico legali Scienze giuridiche e medico legali Diritto penale 2,00 Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Igiene industriale 2,00 Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Scienze della prevenzione applicate all'igiene degli alimenti Scienze della prevenzione applicate all'igiene degli alimenti Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita Scienze della prevenzione applicata alla sanità pubblica veterinaria Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Organizazzione e legislazione dei sistemi sanitari 1,00 Medicina del lavoro, richio chimico e tossicologia industriale 2,00 Elementi di sicurezza sul lavoro 2,00 La sicurezza nei luoghi di lavoro 1,00 Tecniche della prevenzione nell'igiene degli alimenti 1,00 Modelli e metodi di prevenzione e controllo per la sicurezza alimentare 1,00 Tecniche della prevenzione ambientale 1,00 Tecniche e prevenzione in igiene pubblica e assistenza territoriale 1,00 Modelli e metodi di prevenzione e vigilanza nella filiera agroalimentare di origine animale 1,00 Sicurezza impianti e macchine 2,00 Sicurezza sul lavoro nel processo edilizio 2,00

94 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 VET/03 - Patologia generale e anatomia patologica veterinaria VET/04 - Ispezione degli alimenti di origine vegetale 3 VET/05 - Malattie infettive degli animali domestici VET/06 - Parassitologia e malattie parassitarie degli animali Sistemi di qualità e Risk management Sistemi di qualità e Risk management Sistemi di qualità e Risk management Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Ricerca, promozione ed educazione alla salute Ergonomia e risk analysis Scienze della prevenzione applicata alla sanità pubblica veterinaria Risk management e sistemi di qualità applicati alla prevenzione 2,00 Modelli e sistemi di gestione e auditing 2,00 Modelli e organizzazione della prevenzione 1,00 Deontologia e regolamentazione esercizio professionale 1,00 Metodi e tecniche degli interventi educativi 1,00 Metodi e tecniche della prevenzione nell'analisi e valutazione dei rischi 1,00 Ispezione degli alimenti di origine animale 2,00 Scienze umane e psicopedagogiche 2,00 M-FIL/02 - Logica e filosofia della scienza M-FIL/03 - Filosofia morale M-PED/01 - Pedagogia generale e sociale M-PED/03 - Didattica e pedagogia speciale M-PSI/01 - Psicologia generale M-PSI/03 - Psicometria M-PSI/04 - Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione MED/02 - Storia della medicina SPS/07 - Sociologia generale 3 Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali 42,00 Sociologia dei processi economici e del lavoro 2,00 2,00 2,00 4,00 2,00 Scienze medicochirurgiche 2,00 BIO/14 - Farmacologia MED/05 - Patologia clinica MED/08 - Anatomia patologica MED/09 - Medicina interna 2,

95 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro MED/17 - Malattie infettive 1 MED/18 - Chirurgia generale MED/33 - Malattie apparato locomotore Fondamenti di igiene, epidemiologia e sanità pubblica Epidemiologia in sanità pubblica e profilassi delle malattie infettive e diffusive 2,00 2,00 4,00 MED/38 - Pediatria generale e specialistica Scienze della prevenzione dei servizi sanitari 2,00 BIO/12 - Biochimica clinica e biologia molecolare clinica M-EDF/01 - Metodi e didattiche delle attività motorie MED/36 - Diagnostica per immagini e radioterapia 2 MED/37 - Neuroradiologia MED/42 - Igiene generale e applicata 3 MED/43 - Medicina legale 2 MED/44 - Medicina del lavoro 3 MED/45 - Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Ricerca, promozione ed educazione alla salute Scienze giuridiche e medico legali Ergonomia e risk analysis Ricerca, promozione ed educazione alla salute Radioprotezione 2,00 1,00 Progettazione di interventi di promozione alla salute 2,00 Medicina legale 2,00 Ergonomia e fattori di rischio psicosociale 2,00 Metodologia della prevenzione basata sulle evidenze 1,00 8,00 7,00 10,00 Scienze interdisciplinari cliniche 4,00 MED/06 - Oncologia medica MED/10 - Malattie dell'apparato respiratorio MED/11 - Malattie dell'apparato cardiovascolare MED/12 - Gastroenterologia MED/13 - Endocrinologia MED/14 - Nefrologia MED/15 - Malattie del sangue MED/16 Reumatologia MED/19 - Chirurgia plastica MED/20 - Chirurgia pediatrica e infantile MED/21 - Chirurgia toracica 8,00 5,00 4,00 6,00 MED/22 - Chirurgia

96 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro vascolare MED/23 - Chirurgia cardiaca MED/24 - Urologia MED/26 - Neurologia MED/27 - Neurochirurgia MED/28 - Malattie odontostomatologiche MED/30 - Malattie apparato visivo MED/31 - Otorinolaringoiatria MED/32 - Audiologia MED/34 - Medicina fisica e riabilitativa MED/35 - Malattie cutanee e veneree MED/39 - Neuropsichiatria infantile MED/41 - Anestesiologia MED/42 - Igiene generale e applicata 2 MED/42 - Igiene generale e applicata 1 MED/42 - Igiene generale e applicata 3 MED/43 - Medicina legale MED/44 - Medicina del lavoro 2 Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Scienze della prevenzione applicate all'igiene degli alimenti Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Igiene applicata all'ambiente 1,00 Igiene degli alimenti 1,00 La sanità come sistema complesso 1,00 Medicina del lavoro e fattori di rischio fisico 2,00 Scienze del Management sanitario 2,00 Organizzazione sanitaria e dei IUS/07 - Diritto del processi lavoro 3 assistenziali IUS/09 - Istituzioni di Scienze giuridiche diritto pubblico 2 e medico legali Scienze psicosociali nella M-PSI/06 - Psicologia del comunicazione e lavoro e delle percezione dei organizzazioni 2 rischi SECS-P/06 - Economia applicata Diritto del lavoro 5,00 1,00 Elementi di diritto pubblico 1,00 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni SECS-P/07 - Economia aziendale SECS-P/10 - Organizzazione aziendale SPS/09 - Sociologia dei processi economici e del lavoro 4,00 2,00 4,00 6,00 4,

97 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Scienze interdisciplinari 2,00 CHIM/07 - Fondamenti chimici delle tecnologie 3 CHIM/12 - Chimica dell'ambiente e dei beni culturali ICAR/03 - Ingegneria sanitaria-ambientale 2 ICAR/20 - Tecnica e pianificiazione urbanistica 2 ING-IND/33 - Sistemi elettrici per l'energia ING-INF/05 - Sistemi di elaborazione delle informazioni ING-INF/06 - Bioingegneria elettronica e informatica SECS-S/02 - Statistica per la ricerca sperimentale e tecnologica SECS-S/05 - Statistica sociale Ergonomia e risk analysis Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Processi e rischi industriali Ingegneria sanitaria ambientale Tecnica e pianificazione urbanistica 2,00 2,00 2,00 4,00 8,00 VET/07 - Farmacologia e tossicologia veterinaria 6,00 Tirocinio differenziato per specifico profilo 60,00 MED/45 - Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche MED/48 - Scienze infermieristiche e tecniche neuropsichiatriche e riabilitative MED/49 - Scienze tecniche dietetiche applicate MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 1 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 2 MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 3 Attività formative professionalizzanti Attività formative professionalizzanti Attività formative professionalizzanti Tirocinio professioanle Tirocinio professioanle Tirocinio professioanle 6,00 16,00 60,00 60,00 20,00 24,00 60,00 16,00 C Affini e integrative SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi ING-IND/16 Tecnologie e sistemi di lavorazione ICAR/09 tecnica delle costruzioni 2 Scienze psicosociali nella comunicazione e percezione dei rischi Sociologia dei processi culturali e comunicativi 85,00 2,00 2,00 2,00 6,00 ING-IND/

98 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Bioingegneria industriale D D 6,00 1;2;3 6,00 6,00 6,00 6,00 2,00 E Prova finale 3 7,00 9,00 L-LIN/12 Inglese Scientifico 1 Lingua inglese inglese scientifico 2,00 9,00 F Ulteriori attività formative 6,00 3,00 Informatica, attività seminariali, ecc. Laboratori professionali dello specifico SSD del profilo 1;2;3; 1 Lingua inglese 1 informatica attività seminariali per approfondiemnti specifici 1;2;3; Laboratiorio professionale Inglese scientifico Informatica e sistemi elaborazioni dati Approfondiemnti specifici relativi all'area professionale 1,00 1,00 9,00 4,00 3,00 136,00 180,00 6,00 8,00 3,00 5,

99 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Allegato 3 - Quadro dettagliato delle attività formative Piano didattico del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Insegnamenti /Esami 1 anno SSD Unità didattiche logistiche CFU TAF 1 Scienze chimico fisiche CHIM/03 Chimica generale e inorganica 2 CHIM/06 Chimica organica 2 FIS/07 Fisica applicata 2 A 2 Fondamenti BIO/10 Biochimica 2 biomolecolari della vita BIO/13 Biologia e genetica 2 A 3 Scienze biomediche e azione dei fattori di rischio BIO/16 Anatomia 2 MED/09 Fisiopatologia 2 MED/04 Patologia generale 2 A MED/07 Microbiologia, contaminazione di matrici e agenti biologici 3 4 Fondamenti di igiene, epidemiolgia e sanità pubblica MED/42 MED/17 Epidemiologica delle malattie cronico degenerative Epidemiologia in sanità pubblica e profilassi delle malattie infettive e diffusive 1 2 A/B 5 Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro 6 Scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti MED/42 Igiene industriale 2 MED/44 Medicina del lavoro, rischio chimico e tossicologia industriale MED/50 Elementi di sicurezza sul lavoro 2 MED/50 La sicurezza nei luoghi di lavoro 1 MED/45 Tecniche di primo soccorso 1 MED/50 CHIM/09 MED/50 Tecniche della prevenzione nell'igiene degli alimenti Chimica - farmaceutica applicata alla tutela della salute Modelli e metodi di prevenzione e controllo per la sicurezza alimentare A/B B

100 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro CHIM/10 Chimica degli alimenti 2 MED/42 Igiene degli alimenti 1 AGR/15 Processi e tecnologie alimentari 2 Ulteriori attività formative 7 Attività formative professionalizzanti L-LIN/12 Inglese scientifico INF/01 Informatica e sistema elaborazione dati 3 E/F 1 F MED/50 Laboratorio professionale 1 F MED/50 Tirocinio professionale 16 B Insegnamenti /Esami 2 anno SSD Unità didattiche logistiche CFU TAF CHIM/12 Chimica dell'ambiente 2 8 Scienze della prevenzione applicate all'ambiente 9 Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita. 10 Scienze giuridiche e medico legali 11 Scienze psicosociali nella comunicazione e percezione dei rischi ICAR/03 Ingegneria sanitaria ambientale 2 MED/50 Tecniche della prevenzione ambientale MED/42 Igiene applicata all'ambiente 1 ICAR/20 Tecnica e pianificazione urbanistica 2 ING- IND/11 MED/50 Fisica tecnica ambientale e industriale Tecniche e prevenzione in igiene pubblica e assistenza territoriale ICAR/17 Disegno civile e industriale 2 ING- IND/09 Sistemi elettrici e campi elettromagnetici IUS/09 Elementi di diritto pubblico 1 IUS/16 Diritto processuale penale 1 IUS/17 Diritto penale 2 MED/43 Medicina legale 2 M-PSI/06 SPS/08 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni Sociologia dei processi culturali e comunicativi B A/B B B/C

101 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro 12 Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 13 Attività formative professionalizzanti MED/44 Medicina del lavoro e fattori di rischio fisico MED/36 Radioprotezione 1 MED/50 Sicurezza impianti e macchine 2 MED/50 Sicurezza sul lavoro nel processo edilizio MED/50 Laboratorio professionale 1 F MED/50 Tirocinio professionale 20 B 2 2 B Insegnamenti /Esami 3 anno SSD Unità didattiche logistiche CFU TAF MED/50 Risk management e sistemi di qualità applicati alla prevenzione 2 14 Sistemi di qualità e Risk management MED/50 Modelli e organizzazione della prevenzione 1 B MED/50 Modelli e Sistemi di gestione e auditing 2 MED/50 Metodi e tecniche degli interventi educativi 1 15 Ricerca, promozione ed educazione alla salute MED/42 MED/01 Progettazione di interventi di promozione alla salute Statistica applicata alla ricerca epidemiologica 2 2 A/B MED/50 Metodologia della prevenzione basata sulle evidenze 1 MED/42 La sanità come sistema complesso 1 16 Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali MED/42 SPS/07 MED/50 Organizzazione e legislazione dei sistemi sanitari Sociologia dei processi economici e del lavoro Deontologia e regolamentazione esercizio professionale B 17 Scienze della prevenzione applicata alla sanità pubblica veterinaria IUS/07 Diritto del lavoro 1 VET/04 MED/50 Ispezione degli alimenti di origine animale Modelli e metodi di prevenzione e vigilanza nella filiera agroalimentare di origine animale 2 1 B

102 Università degli Studi di Verona Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro CHIM/07 Processi e rischi industriali 2 18 Ergonomia e risk analysis MED/44 MED/50 Ergonomia e fattori di rischio psicosociale Metodi e tecniche della prevenzione nell'analisi e valutazione dei rischi 2 1 B Ulteriori attività formative Seminari multidisciplinari per approfondimenti specifici ( 1-2-3) 4 F MED/50 Laboratorio professionale 1 F 19 Attività formative professionalizzanti MED/50 Tirocinio professionale 24 B 20 Attività a scelta dello studente PROVA FINALE Da realizzarsi nel triennio ( ) 6 D 7 E TOTALE 180 Per quanto pertiene agli obiettivi formativi specifici di ciascuna attività formativa presente nel Piano didattico, si rimanda a quanto pubblicato nelle pagine web del Corso di Laurea relativamente agli obiettivi e contenuti di ciascun insegnamento per i Diploma Supplement

103 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 1 Chimica chimica generale ed inorganica CHIM/ Scienze chimico fisiche Chimica generale e inorganica CHIM/ Chimica Chimica organica CHIM/ Scienze chimico fisiche Chimica organica CHIM/ fisica, informatica fisica applicata FIS/ Scienze chimico fisiche Fisica applicata FIS/ ecologia e chimica organica biochimica BIO/ Fondamenti biomolecolari della vita Biochimica BIO/ biologia genetica e botanica biologia applicata BIO/ Fondamenti biomolecolari della vita Biologia e genetica BIO/ anatomia anatomia umana BIO/ fisiologia e microbiologia fisiologia BIO/ patologia generale e agenti infettivi 5 CFU patologia generale MED/ Scienze biomediche e azione dei fattori di rischio Scienze biomediche e azione dei fattori di rischio Scienze biomediche e azione dei fattori di rischio Anatomia BIO/16 2 Fisiopatologia MED/ Patologia generale MED/ fisiologia e microbiologia microbiologia e microbiologia clinica MED/ Fondamenti di igiene, epidemiolgia e sanità pubblica Microbiologia, contaminazione di matrici e agenti biologici MED/ Igiene generale ed applicata 2 CFU Igiene generale ed applicata MED/ Fondamenti di igiene, epidemiolgia e sanità pubblica Epidemiologica delle malattie cronico degenetative MED/ patologia generale e agenti infettivi 5 CFU malattie infettive MED/ Fondamenti di igiene, epidemiolgia e sanità pubblica Epidemiologia in sanità pubblica e profilassi delle malattie infettive e diffusive MED/ Igiene e medicina del lavoro Igiene generale ed applicata ( igiene industriale) MED/ Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Igiene industriale MED/ Igiene e medicina del lavoro medicina del lavoro (tossicologia industriale) MED/ Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Medicina del lavoro, rischio chimico e tossicologia industrale MED/ Disegno industriale e scienze tecniche mediche e applicate scienze tecniche mediche applicate mod.a MED/ Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Elementi di sicurezza sul lavoro MED/ Disegno industriale e scienze tecniche mediche e applicate Scienze tecniche mediche applicate mod b MED/ Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro La sicurezza nei luoghi di lavoro MED/50 1 Pagina 1

104 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 3 Scienze infermieristiche generale, cliniche e pediatriche 2 CFU Scienze infermieristiche generale, cliniche e pediatriche MED/ Fondamenti di prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro Tecniche di primo soccorso MED/ da sostenere 1 scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti Tecniche della prevenzione nell'igiene degli alimenti MED/ Farmaceutico tecnologico applicativo 2 CFU Farmaceutico tecnologico applicativo CHIM/ scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti Chimca - farmaceutica applicata alla tutela della salute CHIM/ da sostenere 1 scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti Modelli e metodi di prevenzione e controllo per la sicurezza alimentare MED/ chimica degli alimenti e dell'ambiente 4 CFU chimica degli alimenti CHIM/ scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti Chimica degli alimenti CHIM/ da sostenere 1 scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti Igiene degli alimenti MED/ Scienze e tecnologie alimentari 3 CFU Scienze e tecnologie alimentari AGR/ scienze della prevenzione applicate all' igiene degli alimenti Processi e tecnologie alimentari AGR/ lingua inglese lingua inglese L-LIN/ Ulteriori attività formative Inglese scientifico L-LIN/ fisica, informatica informatica INF/ Informatica e sistema elaborazione dati 1 da sostenere 1 Laboratorio professionale MED/ Attività formative professionalizzanti Tirocinio professionale MED/ Attività formative professionalizzanti INF/01 Tirocinio professionale MED/ biologia genetica e botanica botanica generale BIO/01 2 ESAMI IN ESUBERO 1 biologia genetica e botanica genetica medica MED/ psicologia generale psicologia generale M-PSI/ ecologia e chimica organica ecologia BIO/07 2 Pagina 2

105 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 2 3 chimica degli alimenti e dell'ambiente 4 CFU Ingegneria sanitaria-ambientale 2 CFU chimica dell'ambiente e dei beni culturali Ingegneria sanitariaambientale CHIM/ ICAR/ da sostenere 2 2 scienze sanitarie 6 CFU igiene generale ed applicata MED/ Tecnica e pianificazione urbanistica 2 CFU Tecnica e pianificazione urbanistica ICAR/ Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Scienze della prevenzione applicate all'ambiente Chimica dell'ambiente CHIM/12 2 Ingegneria sanitaria ambientale Tecniche della prevenzione ambientale ICAR/03 2 Da integrare MED/ In esubero Igiene applicata all'ambiente MED/ Tecnica e pianificzione urbanistica ICAR/ fisica ambientale ed industriale I 2 CFU fisica tecnica ambientale ING-IND/ fisica ambientale ed industriale I 2 CFU fisica ambientale e industriale II 2 CFU fisica tecnica industriale ING-IND/10 1 fisica tecnica ambientale ING-IND/ Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita. Fisica tecnica ambientale e industriale ING-IND/ fisica ambientale e industriale II 2 CFU fisica tecnica industriale ING-IND/ da sostenere 2 Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita. Tecniche e prevenzione in igiene pubblica e assistenza territoriale MED/ Disegno industriale e scienze tecniche mediche e applicate disegno industriale ICAR/ Ingegneria e scienze della prevenzione per la tutela della salute negli ambienti di vita. Disegno civile e industriale ICAR/ sistemi energetici e campi elettromagnetici 4 CFU sistemi energetici e campi elettromagnetici 4 CFU istituzioni di diritto pubblico 2 CFU campi elettromagnetici ING-INF/02 2 Ingegneria e scienze della 1 Sistemi elettrici e campi 2 prevenzione per la tutela della ING-IND/09 2 sistemi per l'energia e elettromagnetici ING-IND/09 2 salute negli ambienti di vita. 1 l'ambiente istituzioni di diritto pubblico IUS/ Scienze giuridiche e medico legali Elementi di diritto pubblico IUS/ Pagina 3

106 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 3 Diritto processuale penale 2 CFU Diritto processuale penale IUS/ Scienze giuridiche e medico legali Diritto processuale penale IUS/ diritto penale 2 CFU diritto penale IUS/ Scienze giuridiche e medico legali Diritto penale IUS/ scienze sanitarie 6 CFU medicina legale MED/ Scienze giuridiche e medico legali Medicina legale MED/ psicologia del lavoro e sociologia dei processi culturali e comunicativi 4 CFU psicologia del lavoro e delle organizzazioni M-PSI/ Scienze psicosociali nella comunicazione e percezione dei rischi Psicologia del lavoro e delle organizzazioni M-PSI/ psicologia del lavoro e sociologia dei processi culturali e comunicativi 4 CFU sociologia dei processi culturali e comunicativi SPS/ Scienze psicosociali nella comunicazione e percezione dei rischi Sociologia dei processi culturali e comunicativi SPS/ scienze sanitarie 6 CFU medicina del lavoro MED/ da sostenere 2 Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Medicina del lavoro e fattori di rischio fisico MED/44 2 Radioprotezione MED/ scienze tecniche mediche e applicate 2 2 CFU Scienze tecniche mediche applicate mod c MED/ Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Sicurezza impianti e macchine MED/ produzione e sicurezza in edilizia 3 CFU scienze tecniche mediche applicate mod.d MED/ Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Sicureza sul lavoro nel processo edilizio MED/ da sostenere 2 Scienze della prevenzione applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Laboratorio professionale MED/ Attività formative professionalizzanti Tirocinio professionale MED/ Attività formative professionalizzanti Tirocinio professionale MED/ Pagina 4

107 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 2 botanica ambientale e applicata 2 CFU botanica ambientale e applicata 2 sociologia generale 2 CFU sociologia generale SPS/07 2 BIO/03 2 ESAMI IN ESUBERO 2 produzione e sicurezza in edilizia 3 CFU produzione edilizia ICAR/11 1 Pagina 5

108 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 3 da sostenere 3 3 Scienze tecniche mediche applicate III 2 CFU Scienze tecniche mediche applicate III 2 CFU 3 da sostenere Scienze tecniche mediche applicate mod f Scienze tecniche mediche applicate mod e MED/50 1 MED/ Sistemi di qualità e Risk management Sistemi di qualità e Risk management Sistemi di qualità e Risk management Ricerca, promozione ed educazione alla salute Risk management e sistemi di qualità applicati alla prevenzione Modelli e organizzazione della prevenzione Modelli e Sistemi di gestione e auditing Metodi e tecniche degli interventi educativi Da integrare MED/ MED/50 1 In esubero MED/ MED/ da sostenere 3 Ricerca, promozione ed educazione alla salute Progettazione di interventi di promozione alla salute MED/ statistica 2 CFU statistica per la ricerca sperimentale e tecnologica SECS-S/ Ricerca, promozione ed educazione alla salute Statistica applicata alla ricerca epidemiologica MED/ da sostenere 3 Ricerca, promozione ed educazione alla salute Metodologia della prevenzione basata sulle evidenze MED/ da sostenere 3 Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali La sanità come sistema complesso MED/ Organizzazione aziendale 1 CFU Organizzazione aziendale SECS-P/ Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Organizzazione e legislazione dei sistemi sanitari MED/ Sociologia dei processi economici del lavoro 2 CFU Sociologia dei processi economici del lavoro SPS/ Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Sociologia dei processi economici e del lavoro SPS/ da sostenere 3 Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Deontologia e regolamentazione esercizio professionale MED/ Diritto dellavoro 2 CFU Diritto del lavoro IUS/ Organizzazione sanitaria e dei processi assistenziali Diritto del lavoro IUS/ Pagina 6

109 Tabella di Raccordo Allegato n 5 Tabella di raccordo tra i Moduli del Vecchio Ordinamento e del Nuovo Ordinamento CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 509/99) CdL in TECNICHE DI PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (D.M. 270/04) Corrispondenza CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Anno Insegnamento Modulo SSD CFU Da integrare In esubero 3 Ispezione degli alimenti 2 CFU Ispezione degli alimenti VET/ Scienze della prevenzione applicata alla sanità pubblica veterinaria Ispezione degli alimenti di origine animale VET/ da sostenere 3 Fondamenti chimici delle tecnologie 2 CFU Fondamenti chimici delle tecnologie CHIM/ Medicina del lavoro 2 CFU Medicina del lavoro MED/ Scienze della prevenzione applicata alla sanità pubblica veterinaria Modelli e metodi di prevenzione e vigilanza nella filiera agroalimentare di origine animale MED/ Ergonomia e risk analysis Processi e rischi industriali CHIM/07 2 Ergonomia e risk analysis Ergonomia e fattori di rischio psicosociale MED/ da sostenere 3 Ergonomia e risk analysis Metodi e tecniche della prevenzione nell'analisi e valutazione dei rischi MED/ da sostenere 3 Ulteriori attività formative Seminari multidisciplinari per approfondimenti specifici ( ) da sostenere 3 Laboratorio professionale MED/ Attività formative professionalizzanti Attività a scelta dello studente Tirocinio professionale MED/50 14 Da realizzarsi nel triennio ( ) Attività formative professionalizzanti Attività a scelta dello studente Tirocinio professionale MED/ Da realizzarsi nel triennio ( ) 3 PROVA FINALE 7 TOTALE Sociologia dell ambiente e del territorio 2 CFU Sociologia dell ambiente e del territorio SPS/10 2 ESAMI IN ESUBERO 3 Impianti chimici 2 CFU Impianti chimici ING-IND/ Sistemi elettrici per l energia 2 CFU Sistemi elettrici per l energia ING-IND/33 2 Pagina 7

110 Stato documento: bozza Data ultima modifica: Nome file:proposta Ordinamento in Arte Cl. LM-89.doc Proposta di Ordinamento Corso di Laurea magistrale in Arte Classe LM 89

111 Indice Premessa... 3 Domanda di formazione... 4 Obiettivi formativi... 4 Sbocchi occupazionali... 8 Percorso formativo... 9 Corsi interateneo Allegati alla proposta di istituzione, attivazione e gestione del corso di studio: Pag. 2 di 17

112 Proposta di istituzione, attivazione e gestione del corso di studio Premessa Il Dipartimento di Lettere e filosofia dell Università degli Studi di Trento propone La trasformazione della laurea magistrale in Conservazione e gestione dei Beni culturali (IdSua: ) biclasse (LM-89 - Storia dell'arte / LM-2 Archeologia) in una Laurea magistrale in Arte (LM- 89) in collaborazione con l Università di Verona, con sede amministrativa per il primo triennio a Verona. La nuova laurea magistrale si aggiunge alla laurea interateneo di Quaternario, preistoria e protostoria (LM-2) con sede amministrativa a Ferrara, attiva dall a.a Queste due nuove lauree magistrali sostituiscono e potenziano dunque, in un ottica di necessaria razionalizzazione delle risorse, l offerta sinora garantita dal corso di laurea magistrale interclasse LM-89/2, che ha rappresentato sinora lo sbocco naturale degli iscritti alla laurea triennale in Beni Culturali dell ateneo trentino. La struttura interateneo del corso rafforza e amplia l offerta formativa, sfruttando risorse già esistenti. Gli atenei di Verona e Trento si radicano in territori diversi, ma per ragioni geografiche, storiche e culturali fortemente interrelati tra loro. Tanto il contesto trentino quanto quello veronese presentano un patrimonio culturale diffuso e assai diversificato in termini sia spaziali che cronologici, offrendo una base ineludibile per un corso che prepari alla sua conoscenza, conservazione, gestione e valorizzazione nel campo dell arte, della musica e dello spettacolo. Un corso così finalizzato consente, inoltre, di mettere in valore risorse e competenze - anche d'ambito scientifico - già attive nei due Atenei, ma non del tutto sfruttate. Va, inoltre, tenuto in conto, che la collaborazione tra Verona e Trento ha già un significativo precedente nella Laurea Magistrale interateneo di Scienze Storiche, positivamente attivata dall a. a , cui si aggiunge, dal , la Laurea Magistrale Quaternario, Preistoria e Archeologia, che estende il rapporto privilegiato Verona Trento a Ferrara e Modena. Pag. 3 di 17

113 Domanda di formazione Informazione Consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello nazionale e internazionale della produzione di beni e servizi, delle professioni Analisi: In data 14 gennaio 2014, si è svolto un primo incontro con le organizzazioni rappresentative a livello regionale di seguito elencate: Provincia autonoma di Trento Assessorato all Università e Ricerca politiche giovanili e cooperazione allo sviluppo Provincia autonoma di Trento Dipartimento della Conoscenza Provincia autonoma di Trento Soprintendenza per i Beni storico artistici, librari e archivistici Provincia autonoma di Trento Ufficio Beni archeologici Fondazione Bruno Kessler ISIG Assessorato alla Cultura del Comune di Trento Turismo Giovani Museo Diocesano Tridentino Ufficio diocesano Beni Culturali Ufficio Diocesano Università Società Studi Trentini di Scienze Storiche Conservatorio Claudio Monteverdi Bolzano Centro Servizi Culturali Santa Chiara Trento Teatro Stabile Bolzano Muse di Trento MART di Rovereto Museo Castello del Buonconsiglio Trento IPRASE del Trentino UIL Trentino CISL Trentino Associazione artigiani e piccole Imprese della Provincia di Trento Trento Film Festival Biblioteca comunale di Trento TSM Trentino School of Management Pergine Spettacolo aperto L esito di tale consultazione è stato positivo e ha dato risalto al valore del progetto formativo soprattutto con riguardo al potenziamento dell offerta in ambito storico-artistico e alla possibilità di offrire un più ampio spettro di insegnamenti grazie al contributo dei docenti di Verona. Tale risultato si è ulteriormente potenziato nella trasformazione del progetto originario di una magistrale biclasse in Arte e musica-spettacolo (LM 89- LM 65) in una pura monoclasse in Arte (LM 89). Si prevede di riconvocare le parti sociali al più presto per un aggiornamento della proposta di attivazione del nuovo corso monoclasse. Questa laurea magistrale in Arte è il primo progetto italiano interateneo sulla classe LM 89. Obiettivi formativi Informazione Obiettivi formativi specifici del corso Analisi: Il CdS intende, innanzitutto, fornire agli studenti una solida formazione di base di carattere storico e metodologico finalizzata alla ricerca e all esegesi nei diversi ambiti riguardanti le arti visive. Nella parte del corso obbligatoria per tutti gli iscritti, l iter formativo prevede un numero consistente di crediti relativi ai SSD riguardanti le discipline storico-artistiche, integrati ad altri relativi alla storia e alla legislazione, questi ultimi finalizzati a favorire una competenza operativa nella gestione, tutela e valorizzazione dei Beni Culturali. Il CdS si propone, poi, di far acquisire una formazione avanzata nel campo Pag. 4 di 17

114 delle discipline storico artistiche, con attenzione ai diversi ambiti delle arti visive (pittura, scultura, architettura, arti decorative e suntuarie), ma anche della musica e dello spettacolo, dal Medioevo al periodo contemporaneo. Obiettivo primario sarà quello di fornire delle solide basi metodologiche e una piena consapevolezza delle coordinate storico-critiche, dando attenzione privilegiata alla considerazione delle opere in sé e nel loro contesto spaziale, storico e culturale. Il percorso formativo consentirà altresì di favorire un approccio interdisciplinare allo studio, con particolare attenzione alle discipline storiche e dello spettacolo. La conoscenza diretta delle opere e l'acquisizione delle metodologie di ricerca saranno facilitate da visite ai complessi monumentali del territorio, nonché da viaggi di studio a musei e monumenti italiani e stranieri. Saranno, inoltre, eventualmente organizzati stage e tirocini presso laboratori e in luoghi di interesse artistico, anche in collaborazione con altre Università, Enti e Soprintendenze, sia in Italia, sia all'estero. Lo studente avrà la possibilità di svolgere una parte del curriculum degli studi in Università di altri paesi della UE, grazie agli scambi Erasmus. Questa impostazione del CdS coinvolge, di fatto, due aree di apprendimento, accomunate dall obiettivo di rafforzare le capacità di pensare, progettare e operare, tenendo costantemente presenti la circolarità del rapporto tra sapere teorico ed esperienza pratica. La prima area mira a consolidare e ampliare la formazione di base di carattere storico e metodologico, finalizzandola alla ricerca, alla comprensione e all interpretazione dei fenomeni culturali in una logica interdisciplinare. La seconda area di apprendimento riguarda più strettamente l ambito storico artistico e mira a offrire una formazione avanzata relativamente ai contenuti, alle metodologie e alle tecniche dei beni culturali, dal Medioevo al presente, fornendo conoscenze teoriche e applicate sui problemi della conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e delle sue istituzioni. Struttura formativa del percorso di studio e sua articolazione La struttura formativa del percorso di studio è organizzata in conformità con le aree tematiche sopra descritte. Discipline di carattere storico e metodologico, utili a garantire un approccio multidisciplinare ai problemi, si affiancano, infatti, a quelle legate alla storia dell arte, per potenziare le conoscenze acquisite nella laurea di primo livello e per sviluppare le capacità di analisi e di riflessione su monumenti ed opere di ambito storico artistico. Lo studente, a seconda dei suoi interessi culturali e professionali, potrà indirizzare più specificamente il suo percorso. Con gli insegnamenti affini e con quello/quelli a scelta dello studente, il percorso formativo potrà essere indirizzato verso ambiti di approfondimento più specifici, privilegiando un periodo storico, approfondendo una disciplina particolare, allargando gli orizzonti di studio in senso interdisciplinare alla storia della musica o dello spettacolo. La scelta andrà mirata in base alla materia individuata per la preparazione della tesi di laurea. I singoli docenti e i tutor del corso potranno orientare gli studenti nella definizione del proprio percorso di studio, avendo la possibilità di estendere le proprie scelte tanto nell offerta formativa dell Ateneo di Trento quanto in quella dell Ateneo di Verona. Risultati di apprendimento attesi Area di approfondimento del sapere di natura metodologico Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Pag. 5 di 17

115 La finalità del corso è quella di formare studenti capaci di autonomia nello studio, nella ricerca e nell applicazione pratica delle proprie conoscenze. A tal riguardo si dovranno consolidare e approfondire quelle maturate con la laurea di primo livello, sviluppando le capacità di analisi critica. Il laureato in Arte dovrà maturare un approfondita competenza nell attività di ricerca, conoscendone i fondamenti generali, comprendendone il valore e sapendo utilizzare i diversi metodi e tecniche d indagine in una logica interdisciplinare. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso: a. le attività didattiche (lezioni, laboratori, esercitazioni, uscite didattiche) proposte a vario titolo da tutte le discipline; b. lo studio personale e di gruppo; c. le attività di valutazione e verifica previste a completamento di ogni attività teorico pratica. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Gli studenti dovranno acquisire capacità analitiche e strumenti storico-critici che permettano loro di affrontare in modo autonomo e con approccio interdisciplinare temi e problemi mai affrontati. Tali qualità potranno essere sviluppate, in particolare, attraverso l utilizzo di casi di studio esemplari, esercitazioni seminariali e uscite sul campo per avviare gli studenti a un corretto approccio disciplinare. Area di approfondimento storico-artistica Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il laureato in Arte dovrà avere maturato una solida conoscenza di base nelle discipline di ambito storico artistico e avere acquisito una sicura capacità di comprensione delle opere in sé e nel loro contesto. Per ottenere ciò gli studenti dovranno essere messi a diretto confronto con le opere e introdotti ai risultati delle ricerche più avanzate e alle metodologie e alle tecniche di indagine specifiche ai diversi campi della storia delle arti visive, ma anche dello spettacolo e della musica, incoraggiando un approccio interdisciplinare. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso il ricorso a testi specialistici (monografie, saggi e articoli) in un quadro di ricerche internazionale, presentando non soltanto temi e problemi ormai acquisiti dalla storiografia e dalla critica, ma anche argomenti e percorsi di ricerca nuovi e in corso di sviluppo. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) La capacità di applicazione del sapere acquisito si dimostrerà, dal punto di vista teorico, nel potenziamento della competenza riflessiva, discorsiva e argomentativa, che permetterà al laureato di estendere le analisi e la comprensione anche in altri contesti tematici e problematici. Sono in particolare funzionali a questi obiettivi attività seminariali, uscite didattiche, esercitazioni di riconoscimento, stage e tirocini. Autonomia di giudizio (making judgements) Il corso intende sviluppare l'autonomia critica degli studenti e la capacità di integrare le conoscenze acquisite. Gli studenti dovranno essere in grado di formulare giudizi ed ipotesi su problemi specifici; a questo scopo, nella didattica frontale, sarà utile affrontare casi esemplari nella storia della disciplina, ripercorrendo i passaggi che hanno portato alla formulazione di Pag. 6 di 17

116 ipotesi di cui si è potuta dimostrare l'esattezza. Nelle attività seminariali e nella preparazione della tesi di laurea gli iscritti saranno incoraggiati a ricercare autonomamente la documentazione specifica, diretta e indiretta, di vagliare la letteratura storico-critica, di attuare collegamenti tra le fonti utilizzate e di formulare un proprio giudizio scientifico, anche nel caso di una documentazione incompleta, sulle opere d arte considerate. Abilità comunicative (communication skills) I laureati del corso devono essere in grado di esporre in modo chiaro e consequenziale le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni ad interlocutori specialisti e non. Tale capacità dovrà essere verbale e scritta, e uno degli scopi principali sarà quello di sviluppare la coscienza e la necessità di diversi stili espositivi e di diverse forme di comunicazione, scientifica e divulgativa. A tale fine, durante il corso e nell ambito dei diversi insegnamenti, sarà data l opportunità agli studenti di impegnarsi in esposizioni scritte e orali in occasioni seminariali e nel corso di uscite didattiche. Un impegno obbligato di comunicazione scritta sarà, inoltre, costituito dalla tesi di laurea alla fine del percorso di studio. Capacità di apprendimento (learning skills) Alla fine del percorso di studio, il laureato dovrà essere autonomo, avendo acquisito capacità di analisi e di ricerca sulla base di metodologie appropriate e rigorose. Tale obiettivo sarà conseguito attraverso gli stimoli forniti dai docenti, nei singoli corsi, in esercitazioni e seminari e nelle relative verifiche di profitto, nonché nella redazione dell elaborato per la prova finale. Nel corso di studio, in particolare, i laureati acquisiranno capacità di apprendimento in ambiti differenziati, riguardo alla conoscenza, alla gestione, alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali. Coerenza tra domanda di formazione, sbocchi occupazionali, obiettivi formativi del corso e insegnamenti offerti Funzione in un contesto di lavoro Tra le possibili funzioni professionali del laureato in Storia dell Arte si prevede: l'attività di catalogazione dei beni storico-artistici; la partecipazione ad attività di gestione, tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici; l'organizzazione di un variegato spettro di iniziative culturali e turistiche (mostre d'arte, itinerari turistici, ecc.); l attività didattica nei musei; l insegnamento della Storia dell'arte nelle scuole; attività di perizia e stima di opere d'arte. Competenze associate alla funzione Il laureato magistrale in Storia dell Arte deve saper valutare correttamente e autonomamente i beni storico-artistici in sé e nel loro contesto storico e culturale; deve saper comunicare in modo chiaro e comprensibile, le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni sia a interlocutori specialisti, sia a non specialisti, sapendo usare un lessico tecnico e una terminologia specifica; deve aver assimilato una capacità di analisi e di ricerca basata su linee metodologiche precise e rigorose. Pag. 7 di 17

117 Sbocchi occupazionali Informazione Accompagnamento al mondo del lavoro Analisi: Gli sbocchi professionali e lavorativi dei laureati sono individuabili nei ruoli previsti dagli organigrammi di Istituzioni pubbliche (ad es. Archivi, Biblioteche, Soprintendenze, Musei, Scuole) ed Enti locali ovvero aziende, società, cooperative e organizzazioni anche private operanti nel campo dei beni culturali. I laureati potranno altresì operare presso enti e istituzioni specifiche come biblioteche, audioteche, cineteche, fonoteche, archivi, musei, nonché presso aziende, teatri, orchestre e organizzazioni professionali operanti nel settore della tutela, della fruizione e della valorizzazione dei beni culturali. I laureati potranno inoltre offrire consulenze specialistiche nei settori dell'industria culturale, della comunicazione, dello spettacolo e del marketing, e dell'organizzazione turistica. I laureati possono prevedere come occupazione futura anche l'insegnamento nella scuola, una volta completato il percorso di abilitazione all'insegnamento e superati i concorsi previsti dalla normativa vigente. Potranno inoltre accedere a dottorati di ricerca, master, corsi di perfezionamento e borse di studio post-lauream per l'eventuale inserimento nella carriera universitaria o in enti di ricerca. Nel percorso formativo sono previsti obbligatoriamente 6 CFU dedicati al tirocinio e altre attività formative. La promozione e la gestione dei tirocini/stage in Dipartimento si avvale della consulenza dell'ufficio Job Guidance dei due Atenei, che supporta gli enti/aziende interessati nella definizione dell'offerta di stage, nell'individuazione dello studente/laureato e nella procedura di avvio. L'Ufficio utilizza strumenti di monitoraggio in itinere e finale che sono diversi per i tirocini curriculari rispetto ai tirocini extracurriculari. Per tutti i tirocini/stage effettuati all interno del CdS si chiede feedback sul livello di soddisfazione complessivo nei confronti dell'esperienza (per i tirocini extracurriculari anche l'intenzione o meno di assumere) e sulla customer satisfaction nei rapporti con l'ufficio. Si segnalano inoltre precise valutazioni su aspetti comportamentali, sull'orientamento al lavoro, sulla capacità di lettura del contesto, e sulle principali competenze trasversali. I dati raccolti riguardano la quasi totalità di tirocini/stage, si segnala solo qualche difficoltà nel ricevere feedback dai tutor aziendali che seguono tirocini extracurriculari, in particolare quando i rapporti tra l'ateneo e il soggetto ospitante sono occasionali. Entrambi gli Atenei supportano il laureato nella transizione al mondo del lavoro e nelle scelte professionali, principalmente attraverso le attività organizzate dall'ufficio Job Guidance riguardanti la formazione specifica, l'orientamento professionale e il mercato del lavoro. Viene inoltre offerto un servizio di Job Opportunities, attraverso l'organizzazione di Presentazioni aziendali per incontrare in modo diretto e informale le aziende, valutare le job position e i percorsi di carriera e presentare la propria candidatura, e di Assesment direttamente presso l'università per partecipare ad una prima fase di selezione, con prove e test. Viene inoltre gestita una bacheca di offerte di lavoro, segnalate direttamente dalle aziende o tramite l'ufficio Job Guidance. Sbocchi occupazionale e professionali previsti per i laureati Funzione in un contesto di lavoro Tra le possibili funzioni professionali del laureato in Storia dell'arte si prevede: l'attività di catalogazione dei beni storico-artistici; la partecipazione ad attività di gestione, tutela e valorizzazione dei beni Pag. 8 di 17

118 storico-artistici e all'organizzazione di un variegato spettro di iniziative culturali e turistiche (mostre d'arte, itinerari turistici, ecc.); attività didattica nei musei e insegnamento della Storia dell'arte nelle scuole; attività di perizia e stima di opere d'arte. Competenze associate alla funzione Il laureato magistrale in Storia dell'arte deve saper valutare correttamente e autonomamente i beni storico-artistici in sé e nel loro contesto storico e culturale; deve saper comunicare in modo chiaro e comprensibile, le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni sia a interlocutori specialisti, sia a non specialisti, sapendo usare una terminologia specifica; deve aver assimilato una capacità di analisi e di ricerca basata su linee metodologiche precise e rigorose. Sbocchi professionali Tra gli sbocchi professionali della Laurea magistrale Arte Classe LM 89 vi sono impieghi a vari livelli, in primo luogo, presso le istituzioni preposte alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico, quali soprintendenze e musei. Si prospettano, poi, possibilità d'impiego presso la pubblica amministrazione (comuni, province, regioni) e presso fondazioni, enti, società e cooperative privati. E' possibile anche l'attività di consulenza specialistica per settori dell'industria culturale, dell'editoria, della pubblicistica e dell'educazione alla conoscenza del patrimonio storicoartistico. I laureati, in particolare, possono trovare impiego in attività in campo artistico, finalizzate, ad esempio, alla realizzazione di eventi culturali, quali mostre e allestimenti museali. Attraverso un tirocinio aziendale i laureati possono diventare stimatori d'asta presso aziende commerciali specializzate nell'arte oppure giungere ad essere accreditati come periti nel campo artistico dei Tribunali. I laureati possono accedere all'insegnamento nella scuola, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. I laureati possono accedere, mediante concorso, alla categoria professionale delle guide turistiche e possono inserirsi nelle professioni legate al turismo culturale. Per i laureati magistrali che intendano proseguire gli studi vi sono, infine, oltre a quelli citati, gli sbocchi occupazionali nelle Soprintendenze a livello dirigenziale, e nel settore della ricerca in ambito universitario. Il percorso formativo può proseguire nelle Scuole di Specializzazione, nei Master di secondo livello e nel Dottorato di ricerca. Percorso formativo Informazione Infrastrutture Analisi: Nelle due sedi consorziate sono presenti infrastrutture (aule, laboratori e aule informatiche, sale studio, biblioteche) fruibili dagli studenti al fine di agevolarne il percorso formativo. Pag. 9 di 17

119 Corsi interateneo Informazione Convenzione Tasse e risorse finanziarie Sede amministrativa Analisi: Il testo della Convenzione riproduce essenzialmente quello dell esistente Convenzione interateneo in Scienze storiche. Come precisato all art. 8, cc. 2 e 3, della Convenzione, i due Atenei si impegnano a definire di comune accordo entro 6 mesi dalla firma della convenzione gli importi delle tasse universitarie dovute dagli studenti iscritti alla laurea magistrale, tenuto conto dei sistemi di tassazione presenti nei due Atenei e delle politiche per la determinazione della condizione economica del nucleo familiare dello studente. La sede amministrativa predispone un rendiconto relativo alle tasse e contributi studenteschi effettivamente incassati al 31 luglio di ogni anno, che saranno assegnati per il 30% alla sede amministrativa e per il restante 70% ripartiti in uguale misura tra le Parti consorziate. In base all art. 8, c. 1 della Convenzione, la sede amministrativa per i primi tre anni di attivazione del corso è l Università degli Studi di Verona; per i successivi due anni l Università di Trento. In seguito la sede amministrativa si alternerà ogni due anni. ALLEGATI: - CONVENZIONE INTERATENEO ORDINAMENTO Pag. 10 di 17

120 Proposta regolamento didattico LM Arte (LM 89) Pag. 11 di 17

121 Indice Premessa Percorso formativo Assicurazione qualità Ulteriori indicazioni Allegati alla proposta di regolamento didattico del corso di studio Pag. 12 di 17

122 Premessa Il Dipartimento di Lettere e filosofia dell Università degli Studi di Trento propone La trasformazione della laurea magistrale in Conservazione e gestione dei Beni culturali (IdSua: ) biclasse (LM-89 - Storia dell'arte / LM-2 Archeologia) in una Laurea magistrale in Arte (LM- 89) in collaborazione con l Università di Verona, con sede amministrativa per il primo triennio a Verona. La nuova laurea magistrale si aggiunge alla laurea interateneo di Quaternario, preistoria e protostoria (LM-2) con sede amministrativa a Ferrara, attiva dall a.a Queste due nuove lauree magistrali sostituiscono e potenziano dunque, in un ottica di necessaria razionalizzazione delle risorse, l offerta sinora garantita dal corso di laurea magistrale interclasse LM-89/2, che ha rappresentato sinora lo sbocco naturale degli iscritti alla laurea triennale in Beni Culturali dell ateneo trentino. La struttura interateneo del corso rafforza e amplia l offerta formativa, sfruttando risorse già esistenti. Gli atenei di Verona e Trento si radicano in territori diversi, ma per ragioni geografiche, storiche e culturali fortemente interrelati tra loro. Tanto il contesto trentino quanto quello veronese presentano un patrimonio culturale diffuso e assai diversificato in termini sia spaziali che cronologici, offrendo una base ineludibile per un corso che prepari alla sua conoscenza, conservazione, gestione e valorizzazione nel campo dell arte, della musica e dello spettacolo. Un corso così finalizzato consente, inoltre, di mettere in valore risorse e competenze - anche d'ambito scientifico - già attive nei due Atenei, ma non del tutto sfruttate. Va, inoltre, tenuto in conto, che la collaborazione tra Verona e Trento ha già un significativo precedente nella Laurea Magistrale interateneo di Scienze Storiche, positivamente attivata dall a. a , cui si aggiunge, dal , la Laurea Magistrale Quaternario, Preistoria e Archeologia, che estende il rapporto privilegiato Verona Trento a Ferrara e Modena. Pag. 13 di 17

123 Percorso formativo Informazione: Modifiche al Regolamento Percorsi/curricula/or ientamenti Descrizione del percorso di formazione Requisiti per l ammissione e programmazione degli accessi Analisi: L attuale Laurea magistrale in Gestione e conservazione dei Beni culturali è una biclasse e pertanto la presente Laurea magistrale monoclasse dà risalto, in termini di insegnamenti caratterizzanti, alla sola classe di Storia dell Arte. Non sono previsti curricula ma sono previste piani di studio consigliati (Storia dell arte medievale, Storia dell arte moderna e contemporanea, Musica e spettacolo) non formalizzati nel Regolamento ma pubblicizzabili annualmente sui portali dei due Atenei. Si fa rinvio ai Piani degli studi allegati. Si fa rinvio all allegato Manifesto degli studi il quale specifica le denominazioni degli insegnamenti, la loro collocazione temporale, il numero dei CFU previsti e la sede dell erogazione delle attività didattiche coincidente con la sede di appartenenza del docente. Conoscenze richieste all accesso Ai fini dell'accesso alla Laurea magistrale in Arte gli studenti in possesso di titolo idoneo devono aver conseguito nel percorso di studio precedente un totale di almeno 60 CFU nei SSD sotto elencati, di cui obbligatoriamente 6 nell ambito L-FIL-LET, 6 nell ambito M-STO e 6 nell ambito L-ART o L-ANT: BIO/01-BIO/03, BIO/08; CHIM/12; FIS/07; GEO/05 - GEO/07; L-ANT; L-ART; ICAR/06, ICAR/10, ICAR/12, ICAR/14 - ICAR/19; INF/01; L-OR/01 - L-OR/08, L-OR/10 - L-OR/11; M- STO; L-FIL-LET; L-LIN/01; M-DEA/01; M-FIL/04 - M-FIL/08; M-GGR/01 - M-GGR/02; M- PED/01 - M-PED/02; SECS-P/01, SECS-P/04, SECS-P/06, SECS-P/08, SECS-P/10; SPS/02 - SPS/03, SPS/07 - SPS/08, SPS/10; IUS/09 - IUS/11, IUS/18 - IUS/19. Le conoscenze in ingresso dovranno, comunque, comprendere una solida formazione di base nelle discipline umanistiche, con particolare riferimento alla storia dell'arte, dall'antichità all'epoca contemporanea, competenze d'ambito informatico e una adeguata padronanza di almeno una lingua straniera dell'ue, a scelta tra tedesco, spagnolo, francese, inglese. Modalità di verifica della preparazione iniziale Il possesso di un'adeguata preparazione iniziale sarà oggetto di verifica per il tramite di un colloquio. Ne saranno esentati i laureati triennali in Beni Culturali (Classe L 1), i laureati di I livello con punteggio di laurea pari o superiore a 100/110, i laureati in possesso di laurea dell ordinamento previgente (DM 509/1999) o altra laurea specialistica ovvero magistrale. La verifica della personale preparazione dello studente nella lingua straniera, di norma, si svolge mediante la presentazione di adeguata certificazione. Il livello di competenza richiesto sarà corrispondente almeno al B1. Non sono ammesse iscrizioni di laureati di primo livello in presenza di debiti formativi, sia per quanto riguarda il possesso dei requisiti curriculari, sia per quanto attiene il possesso dell'adeguata preparazione iniziale. Eventuali carenze curriculari devono essere colmate prima dell'iscrizione al Corso di laurea magistrale. E prevista la possibilità di iscrizione per tali fini, ai Corsi singoli. Non è prevista alcuna programmazione locale degli accessi. Coerenza fra cfu e obiettivi formativi La Commissione paritetica docenti studenti (CPDS) esprimerà il proprio parere nella seduta del mese di novembre Pag. 14 di 17

124 Informazione: degli insegnamenti Parcellizzazione attività didattiche Condivisione cfu (art. 11, comma 7, lettera a, del DM 270/2004) Differenziazione di cui all art. 1, comma 2, dei DD.MM. 16 marzo 2007 Struttura del percorso e numero di esami Struttura delle sessioni d esame Analisi: Riguardo a tale punto, si precisa che nell offerta del corso di studio non sono previsti casi in cui è stata necessaria la delibera della Struttura Accademica o casi in cui si chiede l autorizzazione del S.A. Il CdS non ricade in questa fattispecie. Il CdS non ricade in questa fattispecie. Il numero degli esami previsti è pari a 12. Si fa rinvio al Manifesto degli studi. In entrambe le sedi convenzionate si prevedono almeno tre sessioni d esame in base ai rispettivi calendari accademici opportunamente adattati alle esigenze congiunte della laurea interateneo. Sono previsti almeno 5 appelli d esame per ciascun insegnamento distribuiti nelle tre sessioni. L intervallo tra due appelli successivi dello stesso insegnamento non può essere inferiore a 15 gg. Pag. 15 di 17

125 Assicurazione qualità Informazione: Assicurazione qualità per il corso di studio Analisi: La struttura a supporto del processo di Assicurazione della Qualità del corso di studio, prevista al fine di sviluppare adeguate procedure per rilevare e tenere sotto controllo i risultati delle attività formative e dei servizi offerti, è articolata come segue: 1. Le Commissioni paritetiche istituite nei rispettivi Dipartimenti; è compito delle Commissioni sovraintendere alla funzionalità delle attività didattiche, esprimere pareri sulla qualità delle stesse e dei servizi forniti agli studenti, nonché in materia di diritto allo studio. 2. Il Gruppo di Riesame, composto come sottospecificato. Il Gruppo di Riesame redige annualmente un Rapporto che evidenzia i punti di forza e di criticità del corso di studio, individua gli obiettivi e le azioni correttive di breve periodo da implementare e valuta lo stato di avanzamento delle azioni intraprese utilizzando i dati relativi ai questionari degli studenti, le segnalazioni dei rappresentanti degli studenti, i dati di sintesi disponibili a livello di Ateneo e da altre Banche dati inerenti le carriere degli studenti e i laureati. Gruppo di riesame I Dipartimenti convenzionati dei due Atenei individuano un unico Gruppo di Riesame costituito dal/la Presidente del Collegio didattico, dal/la Coordinatore/trice di Ambito didattico di Beni culturali del Dipartimento di Lettere e Filosofia di Trento, dal/la Responsabile AQ (Assicurazione della Qualità) dei due Dipartimenti, da almeno due rappresentanti degli studenti iscritti al Corso di studio ed eventualmente da altri docenti che abbiano un carico didattico rilevante per il corso di studio Pag. 16 di 17

126 Ulteriori indicazioni Informazione: Docenti di riferimento a regime Analisi: COGNOME NOME S.S.D. DI APPARTENENZA RUOLO SSD ATTIVITA' DIDATTICA DA MANIFESTO Dipartimento di afferenza TAF B TAF C CAVAZZINI LAURA L-ART/01 PA L-ART/01 GALLI ALDO L-ART/02 PA L-ART/02 SIMONATI ANNA JUS-10 PA JUS-10 Uni Trento Dip.to LF 1 Uni Trento Dip.to LF 1 Uni Trento Dip.to Giur, 1 AIKEMA BERNARD L-ART/02 PA L-ART/02 Uni Verona 1 FRANCO TIZIANA L-ART/01 PO L-ART/01 Uni Verona 1 TERRAROLI VALERIO L-ART/04 PA L-ART/04 Uni Verona 1 Ciascun docente è conteggiato con peso pari a 1. Allegati alla proposta di regolamento didattico del corso di studio 1. Regolamento didattico del corso di studio 2. Manifesto degli studi 3. Piani degli studi consigliati Pag. 17 di 17

127 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA CONVENZIONE TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TRENTO PER L ISTITUZIONE E L ATTIVAZIONE DELLA LAUREA MAGISTRALE INTERATENEO IN ARTE (CLASSE LM-89)

128 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA Indice Art. 1 Finalità... 4 Art. 2 Ordinamento e Regolamento didattico del corso di studio... 4 Art. 3 Titolo di studio... 4 Art. 4 Organi del corso di studio... 5 Art. 5 Diritti e doveri delle Parti... 5 Art. 6 Programmazione e gestione della didattica... 5 Art. 7 Articolazione e svolgimento del percorso formativo... 6 Art. 8 Gestione amministrativa, contribuzione e diritto allo studio... 6 Art. 9 Durata della convenzione... 7 Art. 10 Modifiche al presente accordo... 7 Art. 11 Trattamento dei dati... 7 Art. 12 Foro competente e registrazione

129 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA CONVENZIONE TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA E L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TRENTO PER L ISTITUZIONE E L ATTIVAZIONE DELLA LAUREA MAGISTRALE INTERATENEO IN ARTE (CLASSE LM-89) TRA L Università degli Studi di Verona (CF e P. IVA ) con sede a Verona, via dell Artigliere, 8 (di seguito denominata Università di Verona), rappresentata dal Prof. Nicola Sartor, nato a Bolzano il 14 marzo 1953, in qualità di Rettore dell Università medesima, autorizzato alla stipula del presente atto con deliberazioni del Senato Accademico del.. e del Consiglio di Amministrazione del.; E l Università degli Studi di Trento (CF/P.IVA ) con sede a Trento, via Belenzani 12 (di seguito denominata Università di Trento), rappresentata dalla Prof.ssa Daria de Petris, nata a Cles (TN) il 31 ottobre 1956, in qualità di Rettore dell Università medesima, autorizzato alla stipula del presente atto con deliberazioni del Senato Accademico del. ; PREMESSO che il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 prevede all art. 3 commi 1 e 10 l istituzione dei corsi di laurea magistrale e la possibilità di corsi di studio interuniversitari con rilascio congiunto del titolo sulla base di apposite convenzioni; che i Regolamenti didattici degli Atenei firmatari riconoscono la possibilità di attivazione di corsi di studio anche in collaborazione con altri Atenei italiani e stranieri rilasciando congiuntamente, secondo modalità concordate, i relativi titoli; che presso l Università degli Studi di Verona è attualmente attivo il corso di laurea magistrale in Discipline artistiche, classe LM-89, attivato ai sensi del decreto ministeriale del 22 ottobre 2004 n. 270; che presso l Università degli Studi di Trento è attualmente attivo il corso di laurea magistrale in Conservazione e gestione dei beni culturali, classi LM-89/LM-2, attivato ai sensi del decreto ministeriale del 22 ottobre 2004 n. 270; che l Università degli Studi di Verona, con deliberazione del Senato accademico del..ha approvato la trasformazione del corso di laurea magistrale in Discipline artistiche, classe LM-89 in corso di laurea magistrale interateneo in Arte - classe LM-89; che l Università degli Studi di Trento, con deliberazione del Senato accademico del.. ha approvato la trasformazione del corso di laurea magistrale in Conservazione e gestione dei beni culturali, classi LM- 89/LM-2 in corso di laurea magistrale interateneo in Arte - classe LM-89; che è interesse dell Università di Verona e dell Università di Trento collaborare nel settore delle discipline storico-artistiche, dello spettacolo e della produzione multimediale al fine di valorizzare le competenze esistenti, di arricchire l offerta formativa e di sviluppare iniziative comuni tra le istituzioni che coinvolgano docenti e studenti, anche al fine di razionalizzare le attività formative offerte sul territorio; 3

130 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA che l Università di Verona e l Università di Trento hanno già sottoscritto accordi al fine di realizzare percorsi formativi resi possibili grazie alla condivisione delle risorse dei due atenei e di altri soggetti che collaborano con l'una o l altra sede; TUTTO CIÒ PREMESSO SI CONVIENE E STIPULA QUANTO SEGUE Art. 1 Finalità 1. Le premesse sono parte integrante e sostanziale del presente accordo di collaborazione. 2. L Università di Verona e l Università di Trento (di seguito denominate anche Parti ) istituiscono e attivano, a decorrere dall anno accademico 2015/16, il corso di laurea magistrale interateneo in Arte - classe LM Le Parti si impegnano reciprocamente a collaborare attivamente alla realizzazione e alla gestione del predetto corso di studio (di seguito corso di studio o anche laurea magistrale ), disciplinando nel presente accordo gli aspetti necessari per l attivazione e la gestione del corso di studio, che costituisce parte integrante dell offerta formativa delle Parti. 4. Le Parti si impegnano inoltre a favorire attività ed iniziative finalizzate al rafforzamento del terzo livello della formazione universitaria, nonché l'attività di ricerca, anche eventualmente con il coinvolgimento di altri Enti ed Istituzioni di ricerca e culturali. Art. 2 Ordinamento e Regolamento didattico del corso di studio 1. L ordinamento didattico della laurea magistrale interateneo in Arte - Classe LM-89 sarà quello definito di comune accordo tra le Parti, tenendo conto di quanto previsto dalla normativa vigente; ogni eventuale futura modifica sarà proposta dal Collegio didattico del corso di studio e approvata dai rispettivi organi accademici, nel rispetto delle procedure previste dalle disposizioni vigenti in materia, nonché dai rispettivi Statuti e regolamenti didattici di Ateneo. 2. Il regolamento didattico della laurea magistrale disciplina, ai sensi della normativa vigente e tenuto conto dell ordinamento didattico, l organizzazione didattica del corso di studio, le modalità di verifica dei requisiti curriculari e del grado di preparazione personale richiesti per l ammissione. Stabilisce, inoltre, le modalità per l accesso, l elenco delle singole attività formative erogate precisando la sede di attivazione, le regole per la predisposizione dei piani di studio e per il conseguimento del titolo, i relativi criteri di valutazione, il riconoscimento di eventuali attività formative precedentemente acquisite. 3. Il regolamento didattico viene concordato dalle Parti ed approvato dai rispettivi organi, nel rispetto della normativa vigente, almeno due mesi prima dell avvio delle lezioni e comunque sempre prima dell apertura del periodo utile per presentare domanda di ammissione al corso di studio. 4. Il Comitato paritetico di coordinamento, di cui al successivo articolo 4, potrà formulare al Collegio didattico del corso di studio proposte di modifica all ordinamento e al regolamento didattico, dandone adeguata motivazione suffragata dai dati di monitoraggio del percorso formativo e dagli sbocchi occupazionali dei laureati. Art. 3 Titolo di studio 1. Agli studenti che concludono il corso con l acquisizione dei CFU previsti viene conferita la laurea magistrale interateneo in Arte - Classe LM Il titolo è rilasciato congiuntamente dalle Università di Verona e di Trento. Il diploma congiunto attestante il conseguimento del titolo deve riportare i nomi delle due Università e viene firmato dai rispettivi Magnifici Rettori. 3. Le Parti si impegnano a definire di comune accordo gli aspetti relativi al conseguimento del titolo entro 6 mesi dalla firma della convenzione. 4

131 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA Art. 4 Organi del corso di studio 1. Viene attivato un Comitato paritetico di coordinamento cui sono attribuite funzioni propositive e di coordinamento, in particolare nell ambito del processo di programmazione didattica annuale delle due Sedi, al fine di stabilire in modo efficace e tempestivo il contributo richiesto a ciascun Ateneo per l erogazione dell offerta formativa. 2. Spetta inoltre al Comitato paritetico di coordinamento l azione di monitoraggio del percorso formativo finalizzata alla definizione di possibili modifiche nell Ordinamento e/o nel regolamento didattico da sottoporre al Collegio didattico del corso di studio. 3. Il Comitato paritetico di coordinamento è composto dai Direttori dei Dipartimenti di riferimento delle due Sedi, o loro delegati, e da un ulteriore docente per ciascuna sede nominato dal Dipartimento di riferimento della sede stessa. 4. Il Comitato paritetico di coordinamento potrà essere ampliato con membri designati da altri Enti o Istituzioni che partecipano alla realizzazione del percorso formativo. In questo caso l organo sarà allargato ad un numero di membri tale da garantire la presenza di un numero maggiore di docenti di ruolo appartenenti alle due Sedi, rispetto al numero degli altri membri. 5. Viene attivato il Collegio didattico del corso di studio, costituito da tutti i docenti aventi un insegnamento nel corso medesimo, cui sono attribuite le competenze previste dalla normativa vigente, in conformità agli statuti, dai regolamenti didattici di Ateneo e dai regolamenti dei Dipartimenti di riferimento delle due Sedi. 6. Il Collegio didattico del corso di studio può istituire al proprio interno Commissioni alle quali affidare materie di carattere amministrativo/gestionale relative alle carriere degli studenti e/o all offerta formativa. All atto della nomina il Collegio definisce le competenze istruttorie ed eventualmente deliberanti di ciascuna commissione. Art. 5 Diritti e doveri delle Parti 1. Le Parti si impegnano, per quanto di competenza, a: a. mettere a disposizione le strutture, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e, più in generale, le risorse tecniche e finanziarie necessarie alla realizzazione del corso di studio con particolare riferimento alle attività svolte presso la propria sede, nonché alle risorse finanziarie a copertura della mobilità dei propri docenti; b. concorrere, in funzione delle proprie risorse, al soddisfacimento dei requisiti necessari in termini di docenza come definito nel comma successivo; c. non attivare al proprio interno altri corsi di laurea magistrale nella classe LM-89; d. promuovere la mobilità interna degli studenti iscritti, anche favorendo a tale scopo la collaborazione fra i rispettivi Enti per il diritto allo studio; e. promuovere la mobilità degli studenti verso l estero e favorire al tempo stesso il processo di internazionalizzazione del corso di studio, con particolare riguardo al perseguimento delle finalità dei programmi e progetti promossi dall Unione Europea; 2. Le Parti si impegnano inoltre a definire, almeno due mesi prima della scadenza ministeriale per l istituzione del corso di studio, i nominativi dei docenti disponibili per il soddisfacimento dei requisiti di docenza e che saranno pertanto coinvolti nella didattica del corso di studio. 3. L impegno delle Parti di cui al comma precedente sarà di 3 docenti titolari di insegnamento nel corso di studio, di cui almeno 2 professori e almeno 2 titolari di insegnamento in SSD caratterizzanti. Nel caso di modifiche alla normativa vigente in relazione alla docenza di riferimento, l impegno delle Parti verrà proporzionalmente riformulato. Art. 6 Programmazione e gestione della didattica 1. Le iniziative didattiche e scientifiche organizzate nell ambito del corso di studio devono riportare l indicazione delle Università convenzionate. 2. Il Dipartimento di riferimento della sede amministrativa del corso di studio, su proposta del Collegio didattico del corso di studio e sentito il Comitato di coordinamento: 5

132 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA a. delibera l eventuale contingente riservato agli studenti non comunitari; b. delibera l eventuale numero programmato; c. cura gli adempimenti connessi all attivazione annuale del corso di studio; d. coordina ogni altro aspetto inerente alla programmazione e gestione della didattica, curandone gli eventuali adempimenti. 3. I Dipartimenti di riferimento curano la pubblicazione dei bandi per l affidamento degli insegnamenti attivati presso la propria sede didattica e deliberano in merito all assetto didattico e all assegnazione dei compiti istituzionali su proposta del Collegio didattico del corso di studio, sentito il Comitato paritetico di coordinamento. 4. Le eventuali spese di mobilità dei docenti, ai fini della realizzazione dell attività didattica o in riferimento agli impegni collegiali e di gestione del Corso di studio, sono a carico del Dipartimento di afferenza del docente, fatta salva la disponibilità di specifici fondi messi a disposizione da terzi. Art. 7 Articolazione e svolgimento del percorso formativo 1. Il percorso formativo offre la possibilità agli studenti di frequentare insegnamenti in entrambe le Sedi. In particolare, l offerta didattica è articolata in modo tale da consentire agli studenti di usufruire delle strutture didattiche e dei servizi di supporto messi a disposizione da entrambi gli Atenei. 2. Le Parti si impegnano a coinvolgere, se del caso con specifiche convenzioni, gli Enti per il diritto allo studio competenti, al fine di garantire a tutti gli studenti iscritti uniformità di trattamento, tenuto conto che ci saranno studenti che frequenteranno parte del percorso formativo in sede diversa da quella amministrativa presso cui sono iscritti. A tal fine la sede amministrativa è tenuta a trasmettere periodicamente alle Parti l elenco degli iscritti. 3. Le Parti convengono sull opportunità di prevedere che attività formative corrispondenti ad un numero limitato di CFU (non superiore a 6 CFU) potranno essere acquisite mediante un iniziativa semiresidenziale al di fuori delle strutture didattiche delle due Sedi, se svolta in collaborazione con Enti ed Istituzioni qualificate, individuate di comune accordo fra le Parti. Art. 8 Gestione amministrativa, contribuzione e diritto allo studio 1. La sede amministrativa per i primi tre anni di attivazione del Corso di studio è attribuita all Università di Verona, per i successivi due anni all Università di Trento. In seguito la sede amministrativa si alternerà a bienni alterni. 2. Le Parti si impegnano a definire di comune accordo entro 6 mesi dalla firma della convenzione gli importi delle tasse universitarie dovute dagli studenti iscritti alla laurea magistrale, tenuto conto dei sistemi di tassazione presenti nei due Atenei e delle politiche per la determinazione della condizione economica del nucleo familiare dello studente. 3. La sede amministrativa predispone un rendiconto relativo alle tasse e contributi studenteschi effettivamente incassati al 31 luglio di ogni anno, che saranno assegnati per il 30% alla sede amministrativa e per il restante 70% ripartiti in uguale misura tra le Parti consorziate. 4. Le parti si impegnano a definire con i rispettivi enti per il diritto allo studio gli interventi in materia di borse di studio, premi di merito e di servizi disponibili per gli studenti (ristorazione, trasporto, alloggi, facilities), con l obiettivo di garantire analoghi servizi agli studenti di tutte la coorti. 5. Fermo restando che le attività formative potranno svolgersi in entrambe le Università, la gestione delle carriere degli studenti ai fini del rilascio del titolo di studio è assicurata dalla sede amministrativa presso la quale lo studente si è iscritto al primo anno della laurea magistrale. 6. Le Sedi concordano la modalità di certificazione delle attività didattiche da parte dei rispettivi uffici, nonché la verbalizzazione e la registrazione degli esami, in modo da assicurare l unicità della carriera universitaria dello studente. 7. I dati relativi alle carriere degli studenti iscritti al corso di studio saranno rendicontati dall Università sede amministrativa, nel rispetto dei diversi adempimenti richiesti. 6

133 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di VERONA 8. Scaduta la presente convenzione, compresi gli eventuali rinnovi, le Parti definiranno di comune accordo le modalità con cui gestire le carriere degli studenti che non avranno conseguito il titolo in un numero di anni pari al doppio della durata normale del corso, favorendo il trasferimento degli studenti ad altri percorsi formativi attivi presso le due Sedi. Art. 9 Durata della convenzione 1. La presente convenzione ha durata corrispondente a cinque cicli biennali della LM a decorrere dall anno accademico 2015/16 e può essere rinnovata per i successivi quattro cicli biennali previo scambio di comunicazione scritta tra le Parti e previa verifica della compatibilità degli impegni in essa previsti con il quadro normativo di riferimento. 2. E fatta salva la possibilità da parte di una delle Parti di recedere dal presente accordo, da formularsi con lettera raccomandata AR entro il 30 settembre di ogni anno, onde consentire eventuali modifiche dell Ordinamento didattico del Corso di studio entro i termini previsti dalla normativa di riferimento. Il recesso avrà effetto ai fini dell inserimento del corso nell offerta formativa dell anno accademico successivo. La Parte che effettua il recesso deve garantire, in ogni caso, il completamento del percorso formativo degli studenti già iscritti. Art. 10 Modifiche al presente accordo 1. Il presente accordo potrà essere modificato d intesa tra le Parti mediante apposito atto scritto. 2. Per quanto non espressamente disciplinato nel presente atto, si fa rinvio alla normativa vigente in materia, agli Statuti e ai Regolamenti degli Atenei contraenti, nonché ad eventuali accordi specifici già in essere. Art. 11 Trattamento dei dati 1. Il trattamento dei dati personali da parte degli Atenei contraenti che si rendesse necessario per garantire la piena realizzazione degli impegni di cui al presente accordo di collaborazione, avverrà nel perseguimento delle finalità istituzionali proprie di ciascuna delle Università coinvolte e nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n. 196 del 30 giugno Art. 12 Foro competente e registrazione 1. Le Parti contraenti concordano di definire amichevolmente qualsiasi vertenza che possa nascere dalla validità, interpretazione e esecuzione della presente convenzione. Nel caso in cui non sia possibile raggiungere in questo modo l'accordo, il Foro competente per qualunque controversia inerente la validità, l'interpretazione e l esecuzione della presente convenzione sarà quello competente sul territorio in cui è situata la sede amministrativa del corso. 2. La presente convenzione è soggetta a registrazione solo in caso d uso ai sensi dell art. 4, tariffa - parte seconda, annessa al DPR 26/04/1986 n Letto, confermato e sottoscritto, Verona Università degli Studi di Verona Il Rettore Trento Università degli Studi di Trento Il Rettore 7

134 Università Classe Università degli Studi di VERONA LM-89 - Storia dell'arte Ateneo data conv durata conv data provvisoria Atenei in convenzione Università degli Studi di Trento Tipo di titolo rilasciato Deve essere inserita la convenzione per tutti gli atenei inseriti Congiunto Nome del corso Arte modifica di: Discipline artistiche ( ) Nome inglese Lingua in cui si tiene il corso Codice interno all'ateneo del corso Arts italiano Data di approvazione della struttura didattica 01/06/2011 Data di approvazione del senato accademico/consiglio di amministrazione 01/06/2011 Data della relazione tecnica del nucleo di valutazione 24/01/2008 Data della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni N76^2015^PDS0-2015^ Modifica 25/01/ Data del parere favorevole del Comitato regionale di Coordinamento 30/01/2008 Modalità di svolgimento Eventuale indirizzo internet del corso di laurea Dipartimento di riferimento ai fini amministrativi convenzionale Tempo, spazio, immagine, societa' Massimo numero di crediti riconoscibili 12 DM 16/3/2007 Art 4 Nota 1063 del 29/04/2011 Obiettivi formativi qualificanti della classe: LM-89 Storia dell'arte I laureati nei corsi di laurea magistrale della classe devono: * possedere avanzate competenze sia di carattere storico che metodologico ai fini della ricerca e dell'esegesi critica nelle diverse aree e nei diversi settori cronologici relativi allo sviluppo delle arti (architettura, pittura, scultura, arti applicate) dal Medioevo all'età contemporanea; * possedere conoscenze teoriche e applicate dei problemi della conservazione, gestione, promozione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e delle sue istituzioni; * aver approfondito le problematiche specifiche relative alla storia e alla conservazione di un settore artistico determinato; * essere in grado di utilizzare pienamente i principali strumenti informatici negli ambiti specifici di competenza e in particolare in ordine alla catalogazione e documentazione dei beni storico-artistici e dei relativi contesti; * essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari. Sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea sono, con funzioni di elevata responsabilità, in istituzioni specifiche, quali musei e sovrintendenze e in attività professionali di consulenza specialistica per settori dell'industria culturale e dell'educazione alla conoscenza del patrimonio storico-artistico. Gli atenei organizzano, in accordo con enti pubblici e privati, stages e tirocini. Sintesi della relazione tecnica del nucleo di valutazione Il CdLM in "Discipline artistiche" è stato correttamente progettato sia per quanto attiene alla trasparenza nella scelta della denominazione che nella definizione degli obiettivi formativi. Il CdLM in oggetto presenta buoni elementi di qualificazione sia in riferimento al numero degli esami, sia nell'attribuzione di CFU ai vari insegnamenti nel rispetto della prescrizione del Senato Accademico. Il CdLM in esame rispetta il vincolo di docenza necessaria stabilito dalle disposizioni ministeriali. Le aule ed i laboratori sono adeguati per entità e qualità alle esigenze formative del CdLM, tenuto conto della numerosità degli studenti, della capienza delle strutture medesime e della razionale organizzazione nell'uso delle stesse. Il CdLM presenta apprezzabilmente il requisito di qualificazione prescritto dal Senato Accademico già in sede di istituzione per almeno il 30% dei CdLM di secondo livello progettati da ciascuna Facoltà ovverossia l'afferenza di almeno 3 docenti le cui pubblicazioni scientifiche negli ultimi cinque anni corrispondano a parametri definiti, in relazione alla specificità delle varie aree, dal CIVR. Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni DA AGGIORNARE II rappresentanti delle parti sociali presenti esprimono: - piena condivisione con gli obiettivi formativi identificati per la pianificazione del corso di LM in Discipline artistiche; - parere altamente positivo sul piano didattico presentato; - piena soddisfazione sulla corrispondenza tra piano formativo, competenze tecniche e scientifiche del corpo docente della Facoltà.

135 Segnalano l'introduzione di miglioramenti rilevanti ed innovativi rispetto al passato. In particolare notano con soddisfazione che: - il numero di esami complessivo è stato ridotto; - sono stati introdotti aspetti relativi ad un maggiore controllo della qualità delle conoscenze possedute dagli studenti al momento dell'immatricolazione attraverso la prova d'ingresso; - è previsto un continuo rapporto con le realtà storico-artistiche di competenza della Sovrintendenza ai Beni culturali; - per quanto attiene all'esecuzione delle attività di tirocinio, risulta ancor più curata la loro integrazione con il piano di formazione culturale "in aula". All'unanimità viene espresso dai presenti parere favorevole all'istituzione del corso di studio magistrale in Discipline artistiche. Sintesi del parere del comitato regionale di coordinamento DA AGGIORNARE Il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Veneto - considerate le funzioni attribuite dalla normativa vigente; - esaminate le proposte degli Atenei del Veneto di istituzione di nuovi corsi di laurea e di laurea magistrale ai sensi del DM 270/2004 descritte nella documentazione RAD, che viene allegata al verbale della riunione; - tenuto conto del parere espresso dai Nuclei di valutazione degli Atenei; - sentite e accolte le motivazioni addotte per l'istituzione dei corsi; - valutato che le proposte si inseriscono nell'ambito del piano di sviluppo della formazione universitaria del Veneto unanime, esprime parere favorevole in merito all'istituzione del corso di studio ai sensi del DM 270/2004: corso di laurea magistrale in "Discipline artistiche" (classe LM-89) Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo Il CdS intende, innanzitutto, fornire agli studenti una solida formazione di base di carattere storico e metodologico finalizzata alla ricerca e all'esegesi nei diversi ambiti riguardanti le arti visive. Nella parte del corso obbligatoria per tutti gli iscritti, l'iter formativo prevede un numero consistente di crediti relativi ai SSD riguardanti le discipline storico-artistiche, integrati ad altri relativi alla storia e alla legislazione, questi ultimi finalizzati a favorire una competenza operativa nella gestione, tutela e valorizzazione dei Beni Culturali. Il CdS si propone, poi, di far acquisire una formazione avanzata nel campo delle discipline storico artistiche, con attenzione ai diversi ambiti delle arti visive (pittura, scultura, architettura, arti decorative e suntuarie), ma anche della musica e dello spettacolo, dal Medioevo al periodo contemporaneo. Obiettivo primario sarà quello di fornire delle solide basi metodologiche e una piena consapevolezza delle coordinate storico-critiche, dando attenzione privilegiata alla considerazione delle opere in sé e nel loro contesto spaziale, storico e culturale. Il percorso formativo consentirà altresì di favorire un approccio interdisciplinare allo studio, con particolare attenzione alle discipline storiche e dello spettacolo. La conoscenza diretta delle opere e l'acquisizione delle metodologie di ricerca saranno facilitate da visite ai complessi monumentali del territorio, nonché da viaggi di studio a musei e monumenti italiani e stranieri. Saranno, inoltre, eventualmente organizzati stage e tirocini presso laboratori e in luoghi di interesse artistico, anche in collaborazione con altre Università, Enti e Soprintendenze, sia in Italia, sia all'estero. Lo studente avrà la possibilità di svolgere una parte del curriculum degli studi in Università di altri paesi della UE, grazie agli scambi Erasmus. Questa impostazione del CdS coinvolge, di fatto, due aree di apprendimento, accomunate dall'obiettivo di rafforzare le capacità di pensare, progettare e operare, tenendo costantemente presenti la circolarità del rapporto tra sapere teorico ed esperienza pratica. La prima area mira a consolidare e ampliare la formazione di base di carattere storico e metodologico, finalizzandola alla ricerca, alla comprensione e all'interpretazione dei fenomeni culturali in una logica interdisciplinare. La seconda area di apprendimento riguarda più strettamente l'ambito storico artistico e mira a offrire una formazione avanzata relativamente ai contenuti, alle metodologie e alle tecniche dei beni culturali, dal Medioevo al presente, fornendo conoscenze teoriche e applicate sui problemi della conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e delle sue istituzioni. Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio (DM 16/03/2007, art. 3, comma 7) Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) La finalità del corso è quella di formare studenti capaci di autonomia nello studio, nella ricerca e nell'applicazione pratica delle proprie conoscenze. A tal riguardo si dovranno consolidare e approfondire quelle maturate con la laurea di primo livello, sviluppando le capacità di analisi critica. Il laureato in Arte dovrà maturare un'approfondita competenza nell'attività di ricerca, conoscendone i fondamenti generali, comprendendone il valore e sapendo utilizzare i diversi metodi e tecniche d'indagine in una logica interdisciplinare. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso: a. le attività didattiche (lezioni, laboratori, esercitazioni, uscite didattiche) proposte a vario titolo da tutte le discipline; b. lo studio personale e di gruppo; c. le attività di valutazione e verifica previste a completamento di ogni attività teorico pratica. Il laureato in Arte dovrà avere maturato una solida conoscenza di base nelle discipline di ambito storico artistico e avere acquisito una sicura capacità di comprensione delle opere in sé e nel loro contesto. Per ottenere ciò gli studenti dovranno essere messi a diretto confronto con le opere e introdotti ai risultati delle ricerche più avanzate e alle metodologie e alle tecniche di indagine specifiche ai diversi campi della storia delle arti visive, ma anche dello spettacolo e della musica, incoraggiando un approccio interdisciplinare. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso il ricorso a testi specialistici (monografie, saggi e articoli) in un quadro di ricerche internazionale, presentando non soltanto temi e problemi ormai acquisiti dalla storiografia e dalla critica, ma anche argomenti e percorsi di ricerca nuovi e in corso di sviluppo. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Gli studenti dovranno acquisire capacità analitiche e strumenti storico-critici che permettano loro di affrontare in modo autonomo e con approccio interdisciplinare temi e problemi mai affrontati. Tali qualità potranno essere sviluppate, in particolare, attraverso l'utilizzo di casi di studio esemplari, esercitazioni seminariali e uscite sul campo per avviare gli studenti a un corretto approccio disciplinare. La capacità di applicazione del sapere acquisito si dimostrerà, dal punto di vista teorico, nel potenziamento della competenza riflessiva, discorsiva e argomentativa, che permetterà al laureato di estendere le analisi e la comprensione anche in altri contesti tematici e problematici. Sono in particolare funzionali a questi obiettivi attività seminariali, uscite didattiche, esercitazioni di riconoscimento, stage e tirocini. Autonomia di giudizio (making judgements) Il corso intende sviluppare l'autonomia critica degli studenti e la capacità di integrare le conoscenze acquisite. Gli studenti dovranno essere in grado di formulare giudizi ed ipotesi su problemi specifici; a questo scopo, nella didattica frontale, sarà utile affrontare casi esemplari nella storia della disciplina, ripercorrendo i passaggi che hanno portato alla formulazione di ipotesi di cui si è potuta dimostrare l'esattezza. Nelle attività seminariali e nella preparazione della tesi di laurea gli iscritti saranno incoraggiati a ricercare autonomamente la documentazione specifica, diretta e indiretta, di vagliare la letteratura storico-critica, di attuare collegamenti tra le fonti utilizzate e di formulare un proprio giudizio scientifico, anche nel caso di una documentazione incompleta, sulle opere d'arte considerate. Abilità comunicative (communication skills) I laureati del corso devono essere in grado di esporre in modo chiaro e consequenziale le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni ad interlocutori specialisti e no. Tale capacità dovrà essere verbale e scritta, e uno degli scopi principali sarà quello di sviluppare la coscienza e la necessità di diversi stili espositivi e di diverse forme di comunicazione, scientifica e divulgativa. A tale fine, durante il corso e nell'ambito dei diversi insegnamenti, sarà data l'opportunità agli studenti di impegnarsi in esposizioni

136 scritte e orali in occasioni seminariali e nel corso di uscite didattiche. Un impegno obbligato di comunicazione scritta sarà, inoltre, costituito dalla tesi di laurea alla fine del percorso di studio. Capacità di apprendimento (learning skills) Alla fine del percorso di studio, il laureato dovrà essere autonomo nello studio, avendo acquisito capacità di analisi e di ricerca sulla base di metodologie appropriate e rigorose. Tale obiettivo sarà conseguito attraverso gli stimoli forniti dai docenti, nei singoli corsi, in esercitazioni e seminari e nelle relative verifiche di profitto, nonché nella redazione dell'elaborato per la prova finale. Nel corso di studio, in particolare, i laureati acquisiranno capacità di apprendimento in ambiti differenziati, riguardo alla conoscenza, alla gestione, alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali. Conoscenze richieste per l'accesso (DM 270/04, art 6, comma 1 e 2) REQUISITI CURRICULARI A) Diploma di laurea, diploma universitario triennale o titolo universitario straniero equipollente. Ai fini dell'accesso alla Laurea magistrale in Arte gli studenti in possesso di titolo idoneo devono aver conseguito nel percorso di studio precedente un totale di almeno 60 CFU nei SSD seguenti: BIO/01-BIO/03, BIO/08; CHIM/12; FIS/07; GEO/05 - GEO/07; L-ANT; L-ART; ICAR/06, ICAR/10, ICAR/12, ICAR/14 - ICAR/19; INF/01; L-OR/01 - L-OR/08, L-OR/10 - L-OR/11; M-STO; L-FIL-LET; L-LIN/01; M-DEA/01; M-FIL/04 - M-FIL/08; M-GGR/01 - M-GGR/02; M-PED/01 - M-PED/02; SECS-P/01, SECS-P/04, SECS-P/06, SECS-P/08, SECS-P/10; SPS/02 - SPS/03, SPS/07 - SPS/08, SPS/10; IUS/09 - IUS/11, IUS/18 - IUS/19. di cui obbligatoriamente - 6 nell'ambito L-FIL-LET; - 6 nell'ambito M-STO; - 6 nell'ambito L-ART o L-ANT. PREPARAZIONE INIZIALE Le conoscenze in ingresso dovranno, comunque, comprendere una solida formazione di base nelle discipline umanistiche, con particolare riferimento alla storia dell'arte, dall'antichità all'epoca contemporanea, competenze d'ambito Informatico e una adeguata padronanza di almeno una lingua straniera dell'ue, a scelta tra tedesco, spagnolo, francese, inglese. Le modalità di accertamento del complesso delle conoscenze e competenze richieste per l'accesso saranno normate nel Regolamento didattico. Caratteristiche della prova finale (DM 270/04, art 11, comma 3-d) La prova finale consiste nella preparazione e nella discussione di una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un docente relatore. E` prevista la figura del correlatore. L'argomento della prova finale deve riguardare uno degli insegnamenti del piano di studi. I laureati devono saper dimostrare con il lavoro di tesi di aver applicato le loro conoscenze, capacita` di comprensione e abilita` nella risoluzione di problemi e nell'affrontare tematiche nuove in modo autonomo e in un contesto di ricerca e di progettazione originale. Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati (Decreti sulle Classi, Art. 3, comma 7) Funzione in un contesto di lavoro: Tra le possibili funzioni professionali del laureato in Storia dell'arte si prevede: l'attività di catalogazione dei beni storico-artistici; la partecipazione ad attività di gestione, tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici; l'organizzazione di un variegato spettro di iniziative culturali e turistiche (mostre d'arte, itinerari turistici, ecc.); l'attività didattica nei musei; l'insegnamento della Storia dell'arte nelle scuole; attività di perizia e stima di opere d'arte. Competenze associate alla funzione: Il laureato magistrale in Storia dell'arte deve saper valutare correttamente e autonomamente i beni storico-artistici in sé e nel loro contesto storico e culturale; deve saper comunicare in modo chiaro e comprensibile, le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni sia a interlocutori specialisti, sia a non specialisti, sapendo usare un lessico tecnico e una terminologia specifica; deve aver assimilato una capacità di analisi e di ricerca basata su linee metodologiche precise e rigorose. Sbocchi professionali: Tra gli sbocchi professionali della Laurea magistrale in Arte Classe LM 89 vi sono impieghi a vari livelli, in primo luogo, presso le istituzioni preposte alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico, quali soprintendenze e musei. Si prospettano, poi, possibilità d'impiego presso gli enti locali della pubblica amministrazione (comuni, province, regioni) e presso fondazioni, enti, società e cooperative privati. E' possibile anche l'attività di consulenza specialistica per settori dell'industria culturale, dell'editoria, della pubblicistica e dell'educazione alla conoscenza del patrimonio storico-artistico. I laureati, in particolare, possono trovare impiego in attività in campo artistico, finalizzate, ad esempio, alla realizzazione di eventi culturali, quali mostre e allestimenti museali, festival culturali. Attraverso un tirocinio aziendale i laureati possono diventare stimatori d'asta presso aziende commerciali specializzate nell'arte oppure giungere ad essere accreditati come periti nel campo artistico dei Tribunali. I laureati possono accedere all'insegnamento nella scuola, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. I laureati possono accedere, mediante concorso, alla categoria professionale delle guide turistiche e possono inserirsi nelle professioni legate al turismo culturale. Per i laureati magistrali che intendano proseguire gli studi vi sono, infine, oltre a quelli citati, gli sbocchi occupazionali nelle Soprintendenze a livello dirigenziale, e nel settore della ricerca in ambito universitario. Il percorso formativo può proseguire nelle Scuole di Specializzazione, nei Master di secondo livello e nel Dottorato di ricerca. Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT) Esperti d'arte - ( ) Curatori e conservatori di musei - ( ) Ricercatori e tecnici laureati nelle scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche - ( ) Organizzatori di fiere, esposizioni ed eventi culturali - ( ) Organizzatori di convegni e ricevimenti - ( ) Guide turistiche - ( ) Tecnici dei musei - ( ) Tecnici delle biblioteche - ( ) Stimatori di opere d'arte - ( ) Tecnici del restauro - ( ) Comunicazioni dell'ateneo al CUN

137 Il rettore dichiara che nella stesura dei regolamenti didattici dei corsi di studio il presente corso ed i suoi eventuali curricula differiranno di almeno 30 crediti dagli altri corsi e curriculum della medesima classe, ai sensi del DM 16/3/2007, art Attività caratterizzanti ambito disciplinare Discipline storico-artistiche settore L-ART/01 Storia dell'arte medievale L-ART/02 Storia dell'arte moderna L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro CFU min max minimo da D.M. per l'ambito Discipline metodologiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro Economia e gestione dei beni culturali IUS/10 Diritto amministrativo Discipline storiche e letterarie M-STO/01 Storia medievale M-STO/02 Storia moderna M-STO/04 Storia contemporanea Minimo di crediti riservati dall'ateneo minimo da D.M. 48: Totale Attività Caratterizzanti Attività affini ambito disciplinare Attività formative affini o integrative settore ICAR/16 - Architettura degli interni e allestimento ICAR/18 - Storia dell'architettura L-ANT/02 - Storia greca L-ANT/03 - Storia romana L-ANT/07 - Archeologia classica L-ANT/08 - Archeologia cristiana e medievale L-ART/01 - Storia dell'arte medievale L-ART/02 - Storia dell'arte moderna L-ART/03 - Storia dell'arte contemporanea L-ART/04 - Museologia e critica artistica e del restauro L-ART/05 - Discipline dello spettacolo L-ART/06 - Cinema, fotografia e televisione L-ART/07 - Musicologia e storia della musica L-ART/08 - Etnomusicologia L-FIL-LET/02 - Lingua e letteratura greca L-FIL-LET/04 - Lingua e letteratura latina L-FIL-LET/05 - Filologia classica L-FIL-LET/08 - Letteratura latina medievale e umanistica L-FIL-LET/10 - Letteratura italiana L-FIL-LET/11 - Letteratura italiana contemporanea L-FIL-LET/13 - Filologia della letteratura italiana M-DEA/01 - Discipline demoetnoantropologiche M-FIL/04 - Estetica M-STO/01 - Storia medievale M-STO/02 - Storia moderna M-STO/04 - Storia contemporanea M-STO/05 - Storia della scienza e delle tecniche M-STO/07 - Storia del cristianesimo e delle chiese M-STO/08 - Archivistica, bibliografia e biblioteconomia M-STO/09 - Paleografia SECS-P/01 - Economia politica SECS-P/08 - Economia e gestione delle imprese CFU min max minimo da D.M. per l'ambito Totale Attività Affini 24-24

138 Altre attività ambito disciplinare CFU min CFU max A scelta dello studente Per la prova finale Ulteriori attività formative (art. 10, comma 5, lettera d) Ulteriori conoscenze linguistiche - - Abilità informatiche e telematiche - - Tirocini formativi e di orientamento - - Altre conoscenze utili per l'inserimento nel mondo del lavoro 6 6 Minimo di crediti riservati dall'ateneo alle Attività art. 10, comma 5 lett. d Per stages e tirocini presso imprese, enti pubblici o privati, ordini professionali - - Totale Altre Attività Riepilogo CFU CFU totali per il conseguimento del titolo 120 Range CFU totali del corso Non è possibile chiudere il corso: correggere gli errori segnalati Motivazioni dell'inserimento nelle attività affini di settori previsti dalla classe o Note attività affini (ICAR/16 ICAR/18 L-ANT/07 L-ANT/08 L-ART/01 L-ART/02 L-ART/03 L-ART/04 L-FIL-LET/02 L-FIL-LET/04 L-FIL-LET/08 L-FIL-LET/10 L-FIL-LET/11 L-FIL-LET/13 M-FIL/04 M-STO/01 M-STO/02 M-STO/04 M-STO/08 M-STO/09 SECS-P/08 ) La ripetizione dei SSD previsti nelle attività caratterizzanti la classe di laurea tra le attività affini e integrative è determinata dall'esigenza di rafforzare la specificità del corso magistrale, coniugando la tradizione delle arti visive con potenziate conoscenze storiche e linguistico-letterarie, e di consentire agli studenti di modulare piani di studio che contemperino una buona preparazione generale con degli approfondimenti mirati, legati anche alla scelta della tesi di laurea. Note relative alle altre attività Note relative alle attività caratterizzanti Non è possibile chiudere il RAD perchè ci sono errori

139 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ARTE Emanato con D.R.. del 201_

140 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte INDICE Titolo I - Istituzione ed attivazione... 3 Art. 1 Informazioni generali... 3 Art. 2 Organi del corso di studio... 3 Titolo II - Obiettivi formativi e risultati attesi... 4 Art. 3 - Obiettivi formativi e sbocchi occupazionali... 4 Titolo III Conoscenze verificate all accesso e numero di iscritti... 8 Art. 4 - Programmazione locale degli accessi... 8 Art. 5 Requisiti di ammissione al corso di studio... 8 Art. 6 Trasferimenti in ingresso e numerosità studenti iscritti... 9 Titolo IV - Organizzazione del percorso formativo Art. 7 Svolgimento delle attività formative e delle forme di verifica Art. 8 Piani di studio e iscrizione agli anni di corso Art. 9 Mobilità internazionale Art. 9 Conseguimento del titolo Art. 11 Iniziative per l assicurazione della qualità Titolo V Norme finali e transitorie Art. 11 Modifiche, entrata in vigore e validità del regolamento Allegato Obiettivi formativi, dati obbligatori e facoltativi delle attività formative previste dal Corso di laurea magistrale in ARTE (Classe LM 14) cod. 0424H Emanato con D.R. del..201

141 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte Titolo I - Istituzione ed attivazione Art. 1 Informazioni generali 1. Il Corso di laurea magistrale in Arte è attivato sulla Classe delle lauree magistrali LM-89 Storia dell arte (DD.MM. 16 marzo 2007) da parte delle Università di Trento e di Verona sulla base della Convenzione stipulata in data. 2. Il corso di Laurea magistrale in Arte nasce dalla dismissione di due corsi di laurea magistrale: il corso di laurea magistrale in Discipline artistiche dell Università di Verona, classe LM-89, e quello di Conservazione e gestione dei beni culturali, classi LM-89/LM-2 dell Università di Trento. 3. Le strutture didattiche responsabili sono il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell Università di Trento, al cui interno è costituito l Ambito Didattico di Beni culturali, le cui attribuzioni sono definite dall art. 12 del Regolamento generale del Dipartimento di Lettere e Filosofia emanato con D.R. n. 533 dd. 21 novembre 2012, e il Dipartimento di Tempo, Immagine, Spazio, Società dell Università di Verona, cui fa capo il Collegio didattico di Beni culturali, le cui attribuzioni sono definite dall art. Statuto emanato con. 4. La sede amministrativa per i primi tre anni di attivazione del Corso di studio è attribuita all Università di Verona, per i successivi due anni all Università di Trento. In seguito la sede amministrativa si alternerà a bienni alterni. 5. La gestione del corso di studio è affidata agli organi previsti all art Gli indirizzi internet del corso di laurea magistrale interateneo sono i seguenti: Il percorso formativo offre la possibilità agli studenti di frequentare insegnamenti in entrambe le Sedi. In particolare, l offerta didattica è articolata in modo tale da consentire agli studenti di usufruire delle strutture didattiche e dei servizi di supporto messi a disposizione da entrambi gli Atenei. 8. L ordinamento didattico in conformità al quale viene redatto il presente Regolamento è quello approvato nell anno Il presente Regolamento viene attivato a decorrere dall a.a. 2015/ Le attività di ricerca a supporto delle attività formative del Corso di laurea magistrale sono quelle che si riferiscono alla storia dell arte, alla musica e allo spettacolo. Art. 2 Organi del corso di studio 1. Sono organi del corso di studio interateneo: a) Il Collegio didattico del corso di studio; b) Il Comitato paritetico di coordinamento. 2. Il Collegio del corso di studio è composto da: a) i docenti e i ricercatori di ruolo e i ricercatori a tempo determinato titolari di insegnamenti o di moduli didattici attivati nell'ambito del Corso di laurea; coloro che tengono insegnamenti in mutuazione e i docenti non appartenenti ai ruoli dell Ateneo partecipano alle sedute del collegio didattico con voto consultivo e non sono computati ai fini della determinazione del numero legale. Emanato con D.R. del..201

142 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte b) una rappresentanza di due studenti iscritti al Corso di laurea. 3. Il Collegio del Corso di studio è convocato e presieduto da un Presidente che viene eletto tra i professori di ruolo di I o di II fascia del Consiglio e dura in carica per un biennio con possibilità di rielezione. Il Presidente cura l esecuzione delle delibere del Corso di studio in stretto rapporto con il Comitato di coordinamento e la Direzione dipartimentale della sede amministrativa. 4. Le sedute del Collegio del corso di studio sono valide anche quando sono svolte in forma telematica. 5. Il Collegio del corso di studio: a) approva la programmazione annuale delle attività didattiche, sentito il Comitato paritetico di coordinamento, e la sottopone alla delibera della struttura didattica sede amministrativa; b) richiede annualmente ai Direttori dei Dipartimenti (sulla base della proposta del Comitato paritetico di coordinamento) di provvedere alla copertura degli insegnamenti con docenza interna o esterna nel rispetto delle norme previste in materia da ciascuna struttura; c) definisce le linee guida per l organizzazione delle attività di orientamento, di tutorato e di promozione del corso di studio in stretto rapporto con il Comitato paritetico di Coordinamento. 6. Il Collegio del corso di studio può istituire al proprio interno Commissioni alle quali affidare materie di carattere amministrativo/gestionale relative alle carriere degli studenti, alla gestione dell offerta formativa (orario delle lezioni, individuazione delle sedi, ). All atto della nomina il Collegio definisce le competenze istruttorie ed eventualmente deliberanti di ciascuna commissione. 7. Il Comitato paritetico di coordinamento è composto dai Direttori di Dipartimento di riferimento delle due Sedi, o loro delegati e da un ulteriore docente per ciascuna sede nominato dal Dipartimento della sede stessa. 8. Il Comitato paritetico di coordinamento potrà essere ampliato con membri designati da altri Enti o Istituzioni che partecipano alla realizzazione del percorso formativo. In questo caso l organo sarà allargato ad un numero di membri tale da garantire la presenza di un numero maggiore di docenti di ruolo appartenenti alle due Sedi, rispetto al numero degli altri membri. 9. Al Comitato paritetico di coordinamento sono attribuite funzioni propositive e di coordinamento, in particolare nell ambito del processo di programmazione didattica annuale delle due sedi al fine di stabilire in modo efficace e tempestivo il contributo richiesto a ciascun Ateneo per l erogazione dell offerta formativa. 10. Spetta inoltre al Comitato paritetico di coordinamento l azione di monitoraggio del percorso formativo finalizzata alla definizione di possibili modifiche nell Ordinamento e/o nel presente regolamento didattico da sottoporre al Collegio di corso di studio. Titolo II - Obiettivi formativi e risultati attesi Art. 3 - Obiettivi formativi e sbocchi occupazionali Emanato con D.R. del..201

143 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte 1. Obiettivi formativi specifici del corso Il CdS intende, innanzitutto, fornire agli studenti una solida formazione di base di carattere storico e metodologico finalizzata alla ricerca e all esegesi nei diversi ambiti riguardanti le arti visive. Nella parte del corso obbligatoria per tutti gli iscritti, l iter formativo prevede un numero consistente di crediti relativi ai SSD riguardanti le discipline storico-artistiche, integrati ad altri relativi alla storia e alla legislazione, questi ultimi finalizzati a favorire una competenza operativa nella gestione, tutela e valorizzazione dei Beni Culturali. Il CdS si propone, poi, di far acquisire una formazione avanzata nel campo delle discipline storico artistiche, con attenzione ai diversi ambiti delle arti visive (pittura, scultura, architettura, arti decorative e suntuarie), ma anche della musica e dello spettacolo, dal Medioevo al periodo contemporaneo. Obiettivo primario sarà quello di fornire delle solide basi metodologiche e una piena consapevolezza delle coordinate storico-critiche, dando attenzione privilegiata alla considerazione delle opere in sé e nel loro contesto spaziale, storico e culturale. Il percorso formativo consentirà altresì di favorire un approccio interdisciplinare allo studio, con particolare attenzione alle discipline storiche e dello spettacolo. La conoscenza diretta delle opere e l'acquisizione delle metodologie di ricerca saranno facilitate da visite ai complessi monumentali del territorio, nonché da viaggi di studio a musei e monumenti italiani e stranieri. Saranno, inoltre, eventualmente organizzati stage e tirocini presso laboratori e in luoghi di interesse artistico, anche in collaborazione con altre Università, Enti e Soprintendenze, sia in Italia, sia all'estero. Lo studente avrà la possibilità di svolgere una parte del curriculum degli studi in Università di altri paesi della UE, grazie agli scambi Erasmus. Questa impostazione del CdS coinvolge, di fatto, due aree di apprendimento, accomunate dall obiettivo di rafforzare le capacità di pensare, progettare e operare, tenendo costantemente presenti la circolarità del rapporto tra sapere teorico ed esperienza pratica. La prima area mira a consolidare e ampliare la formazione di base di carattere storico e metodologico, finalizzandola alla ricerca, alla comprensione e all interpretazione dei fenomeni culturali in una logica interdisciplinare. La seconda area di apprendimento riguarda più strettamente l ambito storico artistico e mira a offrire una formazione avanzata relativamente ai contenuti, alle metodologie e alle tecniche dei beni culturali, dal Medioevo al presente, fornendo conoscenze teoriche e applicate sui problemi della conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e delle sue istituzioni. La struttura formativa del percorso di studio è organizzata in conformità con le aree tematiche sopra descritte. Discipline di carattere storico e metodologico, utili a garantire un approccio multidisciplinare ai problemi, si affiancano, infatti, a quelle legate alla storia dell arte, per potenziare le conoscenze acquisite nella laurea di primo livello e per sviluppare le capacità di analisi e di riflessione su monumenti ed opere di ambito storico artistico. Lo studente, a seconda dei suoi interessi culturali e professionali, può indirizzare più specificamente il suo percorso. Con gli insegnamenti affini e con quello/quelli a scelta dello studente, il percorso formativo potrà essere indirizzato verso ambiti di approfondimento più specifico, privilegiando un periodo storico, approfondendo una disciplina particolare, allargando gli orizzonti di studio in senso interdisciplinare alla storia della musica o dello spettacolo. La scelta andrà mirata in base alla materia individuata per la preparazione della tesi di laurea. I singoli docenti e i tutor del corso potranno orientare gli studenti nella definizione del proprio percorso di studio, avendo la possibilità di estendere le proprie scelte tanto nell offerta formativa dell Ateneo di Trento quanto in quella dell Ateneo di Verona. Emanato con D.R. del..201

144 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte 2. Risultati di apprendimento attesi espressi tramite i descrittori europei del titolo di studio Area di approfondimento del sapere di natura metodologico Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) La finalità del corso è quella di formare studenti capaci di autonomia nello studio, nella ricerca e nell applicazione pratica delle proprie conoscenze. A tal riguardo si dovranno consolidare e approfondire quelle maturate con la laurea di primo livello, sviluppando le capacità di analisi critica. Il laureato in Arte dovrà maturare un approfondita competenza nell attività di ricerca, conoscendone i fondamenti generali, comprendendone il valore e sapendo utilizzare i diversi metodi e tecniche d indagine in una logica interdisciplinare. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso: a. le attività didattiche (lezioni, laboratori, esercitazioni, uscite didattiche) proposte a vario titolo da tutte le discipline; b. lo studio personale e di gruppo; c. le attività di valutazione e verifica previste a completamento di ogni attività teorico pratica. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Gli studenti dovranno acquisire capacità analitiche e strumenti storico-critici che permettano loro di affrontare in modo autonomo e con approccio interdisciplinare temi e problemi mai affrontati. Tali qualità potranno essere sviluppate, in particolare, attraverso l utilizzo di casi di studio esemplari, esercitazioni seminariali e uscite sul campo per avviare gli studenti a un corretto approccio disciplinare. Area di approfondimento storico-artistica Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il laureato in Arte dovrà avere maturato una solida conoscenza di base nelle discipline di ambito storico artistico e avere acquisito una sicura capacità di comprensione delle opere in sé e nel loro contesto. Per ottenere ciò gli studenti dovranno essere messi a diretto confronto con le opere e introdotti ai risultati delle ricerche più avanzate e alle metodologie e alle tecniche di indagine specifiche ai diversi campi della storia delle arti visive, ma anche dello spettacolo e della musica, incoraggiando un approccio interdisciplinare. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso il ricorso a testi specialistici (monografie, saggi e articoli) in un quadro di ricerche internazionale, presentando non soltanto temi e problemi ormai acquisiti dalla storiografia e dalla critica, ma anche argomenti e percorsi di ricerca nuovi e in corso di sviluppo. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) La capacità di applicazione del sapere acquisito si dimostrerà, dal punto di vista teorico, nel potenziamento della competenza riflessiva, discorsiva e argomentativa, che permetterà al laureato di estendere le analisi e la comprensione anche in altri contesti tematici e problematici. Sono in particolare funzionali a questi obiettivi attività seminariali, uscite didattiche, esercitazioni di riconoscimento, stage e tirocini. Autonomia di giudizio (making judgements) Il corso intende sviluppare l'autonomia critica degli studenti e la capacità di integrare le conoscenze acquisite. Gli studenti dovranno essere in grado di formulare giudizi ed ipotesi su problemi specifici; a questo scopo, nella didattica frontale, sarà utile affrontare casi esemplari nella storia della disciplina, ripercorrendo i passaggi che hanno portato alla formulazione di ipotesi di cui si è potuta dimostrare l'esattezza. Nelle attività seminariali e nella preparazione della tesi di laurea gli Emanato con D.R. del..201

145 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte iscritti saranno incoraggiati a ricercare autonomamente la documentazione specifica, diretta e indiretta, di vagliare la letteratura storico-critica, di attuare collegamenti tra le fonti utilizzate e di formulare un proprio giudizio scientifico sulle opere d arte considerate. Abilità comunicative (communication skills) I laureati del corso devono essere in grado di esporre in modo chiaro e consequenziale le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni ad interlocutori specialisti e non. Tale capacità dovrà essere verbale e scritta, e uno degli scopi principali sarà quello di sviluppare la coscienza di diversi stili espositivi e di diverse forme di comunicazione, scientifica e divulgativa. A tale fine, durante il corso e nell ambito dei diversi insegnamenti, sarà data l opportunità agli studenti di impegnarsi in esposizioni scritte e orali in occasioni seminariali e nel corso di uscite didattiche. Un impegno obbligato di comunicazione scritta sarà, inoltre, costituito dalla tesi di laurea alla fine del percorso di studio. Capacità di apprendimento (learning skills) Alla fine del percorso di studio, il laureato dovrà essere autonomo nello studio, avendo acquisito capacità di analisi e di ricerca sulla base di metodologie appropriate e rigorose. Tale obiettivo sarà conseguito attraverso gli stimoli forniti dai docenti, nei singoli corsi, in esercitazioni e seminari e nelle relative verifiche di profitto, nonché nella redazione dell elaborato per la prova finale. Nel corso di studio, in particolare, i laureati acquisiranno capacità di apprendimento in ambiti differenziati, riguardo alla conoscenza, alla gestione, alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali. 3 Sbocchi occupazionali e professionali Funzione in un contesto di lavoro Tra le possibili funzioni professionali del laureato in Storia dell Arte si prevede: l attività di ricerca scientifica, l'attività di catalogazione dei beni storico-artistici; la partecipazione ad attività di gestione, tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici; l'organizzazione di un variegato spettro di iniziative culturali e turistiche (mostre d'arte, itinerari turistici, ecc.); l attività didattica nei musei; l insegnamento della Storia dell'arte nelle scuole; attività di perizia e stima di opere d'arte. Competenze associate alla funzione Il laureato magistrale in Storia dell Arte deve saper valutare correttamente e autonomamente i beni storico-artistici in sé e nel loro contesto storico e culturale; deve saper comunicare in modo chiaro e comprensibile, le proprie conoscenze e le proprie argomentazioni sia a interlocutori specialisti, sia a non specialisti, sapendo usare un lessico tecnico e una terminologia specifica; deve aver assimilato una capacità di analisi e di ricerca basata su linee metodologiche precise e rigorose. Sbocchi professionali: Tra gli sbocchi professionali della Laurea magistrale in Arte Classe LM 89 vi sono impieghi a vari livelli, in primo luogo, presso le istituzioni preposte alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico, quali soprintendenze e musei. Si prospettano, poi, possibilità d impiego presso gli enti locali della pubblica amministrazione (comuni, province, regioni) e presso fondazioni, enti, società e cooperative privati. E possibile anche l attività di consulenza specialistica per settori dell'industria culturale, dell'editoria, della pubblicistica e dell'educazione alla conoscenza del patrimonio storico-artistico. I laureati, in particolare, possono trovare impiego in attività in campo artistico, finalizzate, ad esempio, alla realizzazione di eventi culturali, quali mostre e allestimenti museali, festival culturali. Attraverso un tirocinio aziendale i laureati possono Emanato con D.R. del..201

146 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte diventare stimatori d'asta presso aziende commerciali specializzate nell'arte oppure giungere ad essere accreditati come periti nel campo artistico dei Tribunali. I laureati possono accedere all'insegnamento nella scuola, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. I laureati possono accedere, mediante concorso, alla categoria professionale delle guide turistiche e possono inserirsi nelle professioni legate al turismo culturale. Per i laureati magistrali che intendano proseguire gli studi vi sono, infine, oltre a quelli citati, gli sbocchi occupazionali nelle Soprintendenze a livello dirigenziale, e nel settore della ricerca in ambito universitario. Il percorso formativo può proseguire nelle Scuole di Specializzazione, nei Master di secondo livello e nel Dottorato di ricerca. Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT): Esperti d'arte - ( ) Stimatori d arte ( ) Curatori e conservatori di musei - ( ) Tecnici dei musei ( ) Tecnici delle biblioteche ( ) Ricercatori e tecnici laureati nelle scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche - ( ) Organizzatori di fiere, esposizioni ed eventi culturali - ( ) Organizzatori di convegni e ricevimenti - ( ) Guide turistiche - ( ) Tecnici del restauro - ( ) Titolo III Conoscenze verificate all accesso e numero di iscritti Art. 4 - Programmazione locale degli accessi Per il Corso di laurea magistrale in Arte non è prevista alcuna programmazione locale degli accessi. Art. 5 Requisiti di ammissione al corso di studio 1. Conoscenze richieste all accesso Ai fini dell'accesso alla Laurea magistrale in Arte gli studenti in possesso di titolo idoneo devono aver conseguito nel percorso di studio precedente un totale di almeno 60 CFU nei SSD sotto elencati, di cui obbligatoriamente 6 nell ambito L-FIL-LET, 6 nell ambito M-STO e 6 nell ambito L-ART o L-ANT: BIO/01-BIO/03, BIO/08; CHIM/12; FIS/07; GEO/05 - GEO/07; L-ANT; L-ART; ICAR/06, ICAR/10, ICAR/12, ICAR/14 - ICAR/19; INF/01; L-OR/01 - L-OR/08, L-OR/10 - L-OR/11; M- STO; L-FIL-LET; L-LIN/01; M-DEA/01; M-FIL/04 - M-FIL/08; M-GGR/01 - M-GGR/02; M- PED/01 - M-PED/02; SECS-P/01, SECS-P/04, SECS-P/06, SECS-P/08, SECS-P/10; SPS/02 - SPS/03, SPS/07 - SPS/08, SPS/10; IUS/09 - IUS/11, IUS/18 - IUS/19. Emanato con D.R. del..201

147 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte Le conoscenze in ingresso dovranno, comunque, comprendere una solida formazione di base nelle discipline umanistiche, con particolare riferimento alla storia dell'arte, dall'antichità all'epoca contemporanea, competenze d'ambito informatico e una adeguata padronanza di almeno una lingua straniera dell'ue, a scelta tra tedesco, spagnolo, francese, inglese. 2. Modalità di verifica della preparazione iniziale Il possesso di un'adeguata preparazione iniziale sarà oggetto di verifica per il tramite di un colloquio. Ne saranno esentati i laureati triennali in Beni Culturali (Classe L 1), i laureati di I livello con punteggio di laurea pari o superiore a 100/110, i laureati in possesso di laurea dell ordinamento previgente (DM 509/1999) o altra laurea specialistica ovvero magistrale. La verifica della personale preparazione dello studente nella lingua straniera, di norma, si svolge mediante la presentazione di adeguata certificazione. Il livello di competenza richiesto sarà corrispondente almeno al B1. Non sono ammesse iscrizioni di laureati di primo livello in presenza di debiti formativi, sia per quanto riguarda il possesso dei requisiti curriculari, sia per quanto attiene il possesso dell'adeguata preparazione iniziale. Eventuali carenze curriculari devono essere colmate prima dell'iscrizione al Corso di laurea magistrale. E prevista la possibilità di iscrizione per tali fini, ai Corsi liberi/singoli. Art. 6 Trasferimenti in ingresso e numerosità studenti iscritti 1. Sono ammessi trasferimenti da altri corsi di laurea del Dipartimento, dell Ateneo e di altri Atenei e passaggi da Ordinamenti diversi. 2. Le modalità di riconoscimento dei CFU sono definite dal Collegio didattico, il quale può delegare una apposita Commissione, tenendo conto del contributo delle attività formative già svolte al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di laurea nel rispetto delle indicazioni previste dall Ordinamento e dal Regolamento didattico di entrambi gli atenei. Ai sensi della normativa vigente l eventuale mancato riconoscimento di crediti deve essere motivato. 3. Possono inoltre essere riconosciute le competenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia nonché altre competenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l Università abbia concorso, nel limite massimo di 12 CFU. 4. Con riguardo al numero atteso di immatricolati per ogni coorte di studenti sulla base del quale è stata programmata l attività didattica del Corso di laurea, si fa rinvio all indicazione riportata nella Scheda Unica Annuale del Corso di studio (SUA-CdS). Emanato con D.R. del..201

148 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte Titolo IV - Organizzazione del percorso formativo Art. 7 Svolgimento delle attività formative e delle forme di verifica 1. La durata normale del Corso di laurea magistrale in Arte è di due anni. Per conseguire il titolo finale si deve avere acquisito 120 CFU. 2. Il numero massimo di esami previsti è di 12, oltre alle attività formative altre e alla prova finale. Gli studenti che abbiano ottenuto 120 CFU e adempiuto a quanto previsto dalla struttura didattica prima della scadenza del biennio possono comunque conseguire il titolo finale. 3. L elenco delle attività formative previste dal Corso di laurea magistrale coerentemente all Ordinamento è riportato nell Allegato 1. L offerta formativa è pubblicata annualmente sui siti dei due Atenei del Corso di laurea magistrale, che viene approvato annualmente e definisce i seguenti elementi: a) l elenco degli insegnamenti e delle altre attività formative attivate con i riferimenti relativi all anno di corso, al codice attività didattica, alla denominazione dell attività didattica, alle ore di attività didattica e numero CFU, al SSD per ciascuna attività didattica, alla lingua dell attività didattica, al TAF (tipologia attività formativa), al partizionamento, ai docenti associati all attività didattica, al periodo/i di svolgimento, all indirizzo internet nel quale rilevare il Syllabus,; b) il calendario delle attività formative, degli esami, delle altre verifiche di profitto e della prova finale. 4. Il percorso formativo prevede l acquisizione di: a) 12 CFU senza vincoli di settore scientifico-disciplinare scelti liberamente tra gli insegnamenti attivati dai Corsi di laurea magistrale di entrambi gli Atenei. b) 6 CFU per tirocini, stages o altre attività formative previste dalla lettera f) del DM 270. c) Le propedeuticità tra gli insegnamenti e le iterazioni delle attività formative possono essere definite nell Allegato 1 al presente Regolamento. d) Ogni anno è pubblicato il Syllabus in conformità agli insegnamenti del piano didattico di cui all Allegato 1; oltre agli obiettivi formativi, ai contenuti e alle modalità didattiche di ogni insegnamento, il Syllabus dovrà contenere una dettagliata descrizione delle modalità di valutazione e della bibliografia necessaria per la preparazione all esame. Le informazioni contenute nel Syllabus sono valide per tutto l anno accademico di riferimento. e) Le attività didattiche del corso di studio si svolgono, di norma, attraverso lezioni frontali (in presenza e/o a distanza teledidattica); alcuni insegnamenti possono prevedere attività seminariali, esercitazioni e/o laboratori, oltre a visite guidate. f) Il percorso formativo prevede la possibilità per gli studenti di frequentare insegnamenti in entrambe le sedi; il piano didattico annuale e il sito del corso di studio precisano il dettaglio delle attività didattiche erogate in ciascuna sede. Lo studente può scegliere liberamente la sede di frequenza dei singoli insegnamenti. g) Per ciascuna attività formativa è prevista una verifica finale di profitto (orale o scritta), che può essere preceduta, a discrezione del/la docente, da forme di verifica in itinere. Per ciascun esame o verifica del profitto la struttura didattica individua un/a docente responsabile della procedura di valutazione, il/la quale ne garantisce il corretto svolgimento; Emanato con D.R. del..201

149 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte il/la docente responsabile può essere coadiuvato da altre persone scelte nell ambito di un insieme di docenti ed altri esperti individuati dalla struttura accademica responsabile quali componenti della Commissione d esame. Nel caso di attività formative articolate in due unità didattiche, il cui svolgimento risulti affidato a due docenti, la verifica finale di profitto deve in ogni caso essere unitaria e collegiale. h) Le verifiche di profitto sono, di norma, superate con voto, espresso in trentesimi, uguale o superiore a diciotto. Una valutazione espressa con due soli gradi ( approvato o non approvato ) è prevista soltanto per la verifica della conoscenza passiva della seconda lingua straniera e per quella delle competenze informatiche e telematiche in ambito umanistico. i) Il Comitato di coordinamento assicura una distribuzione equilibrata delle attività didattiche e di verifica del profitto nei diversi periodi dell anno. j) Per ogni credito formativo sono previste, convenzionalmente, 25 ore di impegno complessivo (minimo 5 ore in aula e 20 ore di studio personale). Art. 8 Piani di studio e iscrizione agli anni di corso 1. Piano di studi: a) Gli studenti iscritti sono tenuti a compilare online un piano degli studi che rispetti le tipologie di carriera approvate dal Collegio didattico. Qualora il piano presentato si discosti dalle indicazioni del Collegio esso deve essere sottoposto ad approvazione da parte del Presidente o da un suo delegato e comunque deve rispettare l Allegato 1 del presente Regolamento e garantire la coerenza con le finalità formative del corso. b) In casi particolari, debitamente motivati, riferiti a trasferimenti e/o a programmi di titolo congiunto/doppio/multiplo con Università estere o di mobilità internazionale, lo/la studente può presentare domanda di piano di studi individualizzato, in deroga a quanto stabilito dalle carriere tipo, purché nel rispetto dell ordinamento del Corso di laurea; la domanda dovrà essere approvata dal Presidente, o da altro/a docente da lui delegato. c) Tutte le attività offerte nei due Atenei, dotate di settore scientifico disciplinare, sono a libera scelta purché offerte da un Corso di laurea di pari livello. 2. Iscrizioni agli anni di corso: a) Gli/le studenti che si iscrivono al Corso di laurea magistrale in Arte devono seguire le attività formative inserite nel proprio piano degli studi e acquisire i relativi crediti con le modalità di cui all articolo 7. La progressione nell iscrizione agli anni di corso avviene, di norma, in parallelo con il conseguimento progressivo dei CFU collegati alle attività formative inserite annualmente nel piano degli studi. b) Si possono anticipare esami di anni successivi all anno di iscrizione qualora il Regolamento o il piano didattico annuale non prevedano propedeuticità tra gli insegnamenti offerti nei vari anni e purché essi siano inseriti nel piano degli studi previa richiesta motivata al Presidente del Collegio. c) Dall atto dell iscrizione o della presentazione del piano di studi lo/la studente è tenuto ad un impegno a tempo pieno negli studi. L iscrizione come studente part-time sarà possibile solo a seguito dell emanazione di un apposito Regolamento di Dipartimento o di Ateneo. Emanato con D.R. del..201

150 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte d) Per ogni altra disposizione inerente le norme di iscrizione al Corso di laurea magistrale e alla decadenza dal medesimo si fa rinvio ai Regolamenti didattici dei due Atenei. 3. Obbligo di frequenza: Il Collegio didattico definisce annualmente eventuali obblighi di frequenza associati ad alcuni degli insegnamenti riportati nell Allegato 1. Un assidua frequenza è in ogni caso sempre auspicata e vivamente sollecitata per tutti gli insegnamenti. Art. 9 Mobilità internazionale 1. I due Dipartimenti e gli organi del Corso di laurea magistrale promuovono azioni specifiche volte a migliorare il livello di internazionalizzazione dei propri programmi formativi, attraverso: - la previsione di periodi di studio all estero, in sostituzione di parte del curriculum previsto nel programma formativo del Corso di Studio, da svolgere presso Istituzioni accademiche in cui sia presente un sistema di crediti riconducibile al sistema ECTS; - la stipula di apposite convenzioni con Istituzioni accademiche straniere che prevedono l attivazione di programmi formativi che portano al conseguimento di titoli congiunti, doppi/multipli; - corsi di studio erogati in lingua straniera e organizzati in modo da favorire il reclutamento di studenti in ambito internazionale 2. Per l Erasmus studio il bando annuale viene emanato dalla sede amministrativa; in esso sono indicate le modalità di partecipazione al programma e le modalità di riconoscimento delle attività formative certificate dall Istituzione straniera ospitante attraverso il Transcript of Records (ToR), precedentemente indicate nel Learning Agreement. 3. Altri progetti di mobilità internazionale sono possibili in base a specifici accordi con le Università straniere. Art. 9 Conseguimento del titolo Alla prova finale per il conseguimento della laurea magistrale in Arte sono assegnati 30 CFU. La prova finale consiste nella preparazione e nella discussione di una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un docente relatore. E` prevista la figura del correlatore. L'argomento della prova finale deve riguardare uno degli insegnamenti del piano di studi. I laureati devono saper dimostrare con il lavoro di tesi di aver applicato le loro conoscenze, capacità di comprensione e abilità nella risoluzione di problemi e nell'affrontare tematiche nuove in modo autonomo e in un contesto di ricerca e di progettazione originale. La discussione della prova finale ha luogo davanti a una Commissione composta secondo le relative norme del Dipartimento e del Regolamento didattico di Ateneo. Per la prova finale è previsto un massimo di 7 punti. La votazione è espressa in centodecimi, a cui la Commissione può aggiungere, in casi di eccellenza, la distinzione della lode. Emanato con D.R. del..201

151 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte Art. 11 Iniziative per l assicurazione della qualità Commissione paritetica: a) Nei Dipartimenti delle due Università convenzionate, sono istituite le Commissioni paritetiche per la didattica. È compito delle Commissioni sovraintendere alla funzionalità delle attività didattiche, esprimere pareri sulla qualità delle stesse e dei servizi forniti agli studenti, nonché in materia di diritto allo studio. b) Le Commissioni paritetiche per la didattica esprimono parere sulle disposizioni dei Regolamenti didattici dei corsi di studio concernenti la coerenza tra i crediti (CFU) assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati deliberati dalla struttura didattica responsabile. Le Commissioni paritetiche per la didattica hanno espresso il proprio parere positivo sul presente Regolamento nelle seguenti date: per il Dipartimento di Verona, per il Dipartimento di Trento. c) La Commissione paritetica della sede amministrativa redige una relazione annuale sulla didattica la quale prende in esame: la soddisfazione degli studenti per i diversi aspetti della didattica e del tutorato, anche sulla base dei risultati dei questionari di valutazione della didattica resi loro disponibili in forma disaggregata per singolo insegnamento; il regolare svolgimento delle carriere degli studenti; la rispondenza del progetto formativo ai risultati di apprendimento attesi; l adeguata dotazione di strutture e laboratori, la qualità e l organizzazione dei servizi. Gruppo di Riesame: a) I Dipartimenti individuano un unico Gruppo di Riesame costituito dal/la Presidente del Collegio didattico, dal/la Coordinatore/trice di Ambito didattico di Beni culturali del Dipartimento di Lettere e Filosofia di Trento, dal/la Responsabile AQ (Assicurazione della Qualità) dei due Dipartimenti, da almeno due rappresentanti degli studenti iscritti al Corso di studio ed eventualmente da altri docenti che abbiano un carico didattico rilevante per il corso di studio. b) 3. Il Gruppo di Riesame redige annualmente un Rapporto che evidenzia i punti di forza e di criticità del corso di studio, individua gli obiettivi e le azioni correttive di breve periodo da implementare e valuta lo stato di avanzamento delle azioni intraprese utilizzando i dati relativi ai questionari degli studenti, le segnalazioni dei rappresentanti degli studenti, i dati di sintesi disponibili a livello di Ateneo e da altre Banche dati inerenti le carriere degli studenti e i laureati. Tutorato e orientamento: a) Il Comitato di coordinamento può individuare docenti tutor nei confronti degli iscritti al corso di studio di carattere individuale o per area disciplinare collegata alle diverse tipologie di piani di studio. Emanato con D.R. del..201

152 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte b) Gli Atenei e/o i Dipartimenti provvedono annualmente alla selezione di studenti di dottorato e delle lauree magistrali da destinare alle attività di tutorato generale e di tutorato collegato ad aree disciplinari specifiche nei confronti degli studenti. c) Il Comitato di coordinamento individua annualmente un/a docente delegato alle attività di orientamento nei confronti degli studenti che intendono iscriversi al Corso di studio il/la quale si coordina con il/la docente delegato del Dipartimento designato dal/la Direttore/trice. Emanato con D.R. del..201

153 Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Arte Titolo V Norme finali e transitorie Art. 11 Modifiche, entrata in vigore e validità del regolamento 1. Le modifiche al presente Regolamento saranno adottate in relazione a cambiamenti normativi collegati alle fonti citate (Regolamento didattico di Ateneo e normativa nazionale) e ad altre modifiche del presente Regolamento proposte dai due Dipartimenti. 2. Il presente Regolamento entrerà in vigore a partire dall a.a. 2015/2016 e sarà applicato a tutti gli studenti che si immatricoleranno al Corso di laurea magistrale in tale anno accademico. La validità del presente Regolamento è pari almeno al numero di anni di durata normale del Corso di laurea magistrale. Emanato con D.R. del..201

154 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Allegato 1 Obiettivi formativi, dati obbligatori e facoltativi delle attività formative previste dal Corso di laurea magistrale in ARTE (Classe LM 89) Attività previste per le coorti di studenti iscritti dall a.a. 2015/2016 e successivi Attività didattiche obbligatorie Denominazione dell insegnamento Storia dell arte medievale I Storia della critica d arte I LM Storia dell arte moderna I LM Obiettivi formativi CFU SSD Perfezionare la conoscenza della storia dell arte medievale, acquisire piena padronanza degli strumenti metodologici della ricerca storico-artistica, sviluppare la capacità di analisi critica, in vista di un attività di ricerca condotta in autonomia. Acquisire una conoscenza specifica di autori e testi fondamentali per la storia della critica d'arte o di questioni salienti per l'analisi museologica o iconografica e iconologica. Perfezionare la capacità di analisi autonoma su specifici aspetti della storia dell arte moderna. Acquisire una consapevole padronanza degli strumenti critici della disciplina, anche ai fini di Tipologia attività formativa * Totale CFU ** 6 L-ART/01 B 6 12 L-ART/04 B 12 6 L-ART/02 B 6

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