APPROFONDIMENTI SUL PIANO DI EMERGENZA

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1 APPROFONDIMENTI SUL PIANO DI EMERGENZA La buona riuscita di un Piano di Emergenza è una questione di "cultura". Il Piano di Emergenza fornisce le Indicazioni ma è la popolazione aziendale che decide le azioni. Bisogna considerare che non esistono regole che possano garantire che le stesse saranno rispettate. Infatti, nessuno può assicurare che la popolazione aziendale compia le azioni giuste, come sinteticamente rappresentato nella figura che segue. Sviluppo del piano di emergenza Prima di tutto occorre fare una distinzione tra piano di sicurezza e piano di emergenza. Il Piano di Sicurezza è il documento nel quale sono pianificati tutti gli adempimenti di sicurezza, ed in particolare siano specificati: i controlli gli interventi di manutenzione l addestramento del personale l informazione agli ospiti le procedure da attuare in caso di emergenza (piano di emergenza) Il Piano di Emergenza, invece, è il documento la cui finalità principale è quella di assicurare che, in caso di emergenza, ognuno conosca le azioni che deve attuare per garantire (innanzitutto) la sicura evacuazione dell edificio. Nel piano di emergenza relativo agli incedi sono contenute quelle informazioni chiave che servono per mettere in atto i primi comportamenti e le prime manovre, permettendo di ottenere nel più breve tempo possibile i seguenti risultati: salvaguardia ed evacuazione delle persone messa in sicurezza degli impianti compartimentazione e confinamento dell incendio protezione dei beni e delle attrezzature estinzione completa dell incendio. Quindi il Piano di Emergenza è uno strumento basilare per la corretta gestione degli incidenti, siano essi incendi, infortuni, fughe di gas o spillamenti di sostanze pericolose. In particolare lo scopo dei piani di emergenza è quello di consentire la migliore gestione degli scenari incidentali ipotizzabili. Infatti il modo in cui vengono affrontati i primi momenti dell evento-emergenza, nell attesa dell arrivo delle squadre dei Vigili del Fuoco, ricoprono una importanza cruciale.

2 I principali obiettivi di un piano di emergenza, sono: raccogliere in un documento organico e ben strutturato quelle informazioni che non è possibile ottenere facilmente durante l emergenza; fornire una serie di linee guida comportamentali e procedurali che siano il frutto dell esperienza di tutti i componenti dell Azienda e rappresentano pertanto le migliori azioni da intraprendere; disporre di uno strumento per sperimentare e simulare situazioni di emergenza e promuovere organicamente l attività di addestramento aziendale. La struttura di un piano di emergenza varia in funzione : del tipo di attività, del tipo di azienda, della distribuzione planimetrica del numero di dipendenti di una serie di parametri talmente diversificati che impediscono la creazione di un unico modello standard. È però possibile definire la metodologia per la strutturazione dei piani di emergenza ed elencare, quindi, i contenuti di base comuni a tutti i piani. Questi contenuti sono organizzati due sezioni. La prima sezione o parte raccoglie le informazioni generali, ovvero: 1) Notizie essenziali sull attività; (Ragione sociale, Ubicazione, Mappe della zone e planimetrie, Informazioni meteorologiche, Tipo di attività, Capacità produttiva e di stoccaggio, Struttura organizzativa, Numero dipendenti); 2) Impianti e mezzi antincendio e di pronto intervento (Impianto idrico, Impianti antincendio fissi e mobili, Altre dotazioni di pronto intervento, Materiali e mezzi di riserva, Infermeria, Ambulanza) 3) Avvisatori di incendio; (Filosofia del sistema di segnalazione delle condizioni di emergenza, Tipi di avvisatori esistenti e loro ubicazione); 4) Struttura organizzativa e sistemi di comunicazione (Schema organizzativo della gestione dell emergenza, Mezzi di comunicazione, Flussi informativi, Centro di controllo emergenze); 5) Squadre di emergenza (Tipo, numero, compiti, composizione delle squadre di emergenza). La seconda parte contiene informazioni circa le procedure da adottare in caso di emergenza: 1) Scoperta di un pericolo in atto: Istruzioni su cosa fare quando si scopre una situazione di pericolo; 2) Tipi di emergenza e relativi allarmi: Descrizione delle emergenze ipotizzabili e dei corrispondenti allarmi; 3) Attivazione del piano di emergenza e fine dello stato di emergenza: Procedure per: le chiamate del personale delle squadre interne, e per chiamare i Vigili del Fuoco,

3 segnalare lo stato d allarme e impartire istruzioni via sistemi di diffusione o telefono, le operazione di fine emergenza, comunicare al personale la fine dello stato di emergenza; 4) Ruoli di emergenza: Descrizione dei compiti assegnati alle varie posizioni in organico in casi di emergenza; 5) Interventi pianificati: Procedure di intervento per specifici tipi di incendio e di emergenza, studiate e provate con esercitazioni. L ultima parte è costituita da allegati vari, come per esempio: 1) Indirizzi e numeri telefonici delle persone chiave da informare dell emergenza; 2) Numeri telefonici, telex e fax del C.N.VV.F. e delle autorità da informare; 3) Numeri telefonici degli ospedali vicini e del medico aziendale; 4) Elenco indirizzi telefonici di fornitori ai quali può essere chiesto supporto tecnico; 5) Raccolta schede di sicurezza delle sostanze trattate, stoccate o che possono prodursi, anche per reazioni anomale. Ovviamente la seconda parte dedicata alle procedure rappresenta la sezione fondamentale di un piano di emergenza. Le procedure sono la rappresentazione, in genere schematica, delle linee guida comportamentali ed operative che scandiscono i vari momenti dell emergenza. Le Procedure Operative Standard sono un insieme di direttive tramite le quali il personale può operare efficacemente, efficientemente e con maggiore sicurezza. In mancanza di appropriate procedure un incidente diventa caotico, causando confusione ed incomprensione ed aumentando il rischio di infortuni. Il piano di emergenza deve identificare, quindi, alcune persone/gruppi - chiave come gli addetti al reparto, al processo di lavorazione, ecc., dei quali il piano deve: descrivere il comportamento; dettagliare le azioni da intraprendere; identificare cosa non fare. Una figura indispensabile nella progettazione ed attuazione del piano di emergenza è il Gestore Aziendale dell Emergenza. A questa figura vanno delegati poteri decisionali e la possibilità di prendere decisioni anche arbitrarie, al fine di operare nel migliore dei modi e raggiungere gli obiettivi stabiliti. Il piano deve prendersi cura anche di tutte le possibili persone che potrebbero trovarsi coinvolte nell emergenza. Infatti l obiettivo primario del piano di emergenza deve essere la salvaguardia delle persone, siano esse dipendenti dell azienda, clienti, visitatori, dipendenti di altre società o abitanti delle aree circostanti. Le azioni previste nel piano di emergenza devono assolutamente essere correlate alla effettiva capacità delle persone di svolgere determinate operazioni. Infatti la legge prevede che devono essere attribuiti compiti particolari a personale adeguatamente addestrato. Il piano di emergenza deve essere strutturato e prevedere azioni tenendo conto che in condizioni di stress e di panico le persone tendono a perdere la lucidità. Infatti poche, semplici, efficaci azioni sono meglio che una serie di incarichi complicati nei quali il rischio di saltare alcuni passaggi fondamentali è molto alto.

4 In riferimento al rischio incendio le procedure d emergenza da adottare sono differenti in funzione ai diversi tipi di insediamenti ed attività (uffici, edifici con afflusso di pubblico, aziende, ecc...). Gli aspetti e le procedure comuni alle diverse situazioni dei luoghi e degli eventi incidentali sono: Comportarsi secondo le procedure prestabilite (ove esistono); Se si tratta di un principio di incendio valutare la situazione determinando se esiste la possibilità di estinguere immediatamente l incendio con i mezzi idonei a portata di mano; Non tentare di iniziare lo spegnimento con i mezzi portatili se non si è sicuri di riuscirvi; Dare immediatamente l allarme al 115; Intercettare le alimentazioni di gas, energia elettrica, ecc... ; Limitare la propagazione del fumo e dell incendio chiudendo le porte di accesso (compartimentazione); Iniziare l opera di estinzione solo con la garanzia di una via di fuga sicura alle proprie spalle e con l assistenza di altre persone; Accertarsi che l edificio venga evacuato; Se non si riesce a mettere sotto controllo l incendio in breve tempo, portarsi all esterno dell edificio e dare le adeguate indicazioni alle squadre dei Vigili del Fuoco. E fondamentale una pronta azione di controllo del fuoco ai fini del suo contenimento ed estinzione. A tale proposito dovrà essere prevista la presenza all interno dell azienda di personale preposto all azione di primo intervento in caso d incendio. Il servizio antincendio interno può essere realizzato, nelle aziende più grandi, da squadre antincendi aziendali permanenti, mentre in quelle più piccole è opportuno disporre di personale aziendale pratico nell uso di mezzi antincendio. Le squadre antincendi aziendali permanenti dovranno essere opportunamente formate ed addestrate, con particolare riferimento a: Processi produttivi e relativi rischi; Misure di prevenzione e protezione attuate; Utilizzo dei mezzi e degli impianti di estinzione; Procedure da adottare in caso di allarme e/o di incidente; Procedure di evacuazione. Procedure da adottare in caso di allarme Le procedure da adottare in caso di allarme sono differenziate, tra i diversi tipi di insediamento (uffici, edifici con afflusso di pubblico, aziende, ecc.). Esistono comunque diversi aspetti sempre presenti: Mantenere la calma (a tal fine è fondamentale la conoscenza approfondita delle procedure e l addestramento periodico che permette di prendere confidenza con le operazioni da intraprendere); Attenersi scrupolosamente a quanto previsto nei piani di emergenza; Evitare di trasmettere il panico ad altre persone; Prestare assistenza a chi si trova in difficoltà, se avete la garanzia di riuscire nell intento; Allontanarsi immediatamente, secondo procedure (ad esempio in un azienda può essere necessario mettere in sicurezza gli impianti di processo; oppure in una scuola può essere necessario che il docente prenda con sé il registro della classe per poter effettuare le verifiche sull avvenuta evacuazione di tutti gli alunni);

5 Non rientrare nell edificio fino a quando non vengono ripristinate le condizioni di normalità. Procedure di evacuazione L obiettivo principale di ogni piano di emergenza, come abbiamo detto, è la salvaguardia delle persone presenti, e se necessario, della loro evacuazione. Il piano di evacuazione è, in pratica, un piano nel piano che esplicita con gli opportuni dettagli tutte le misure da adottare e tutti i comportamenti da attuare (in fase di emergenza) per garantire la completa evacuazione dell edificio/struttura da parte di tutti i presenti. Anch esso deve essere elaborato tenendo conto del tipo di evento ipotizzato e delle caratteristiche dell azienda. La predisposizione del piano di evacuazione va effettuata prevedendo di far uscire dal fabbricato tutti gli occupanti utilizzando le normali vie di esodo, senza pensare di impiegare soluzioni personalizzate tanto ingegnose quanto pericolose. Le Vie di esodo o Via di Emergenza sono un percorso senza ostacoli, che consente alle persone che occupano un Ambiente di Lavoro di raggiungere un posto sicuro. In caso di pericolo tutti i posti di lavoro devono poter essere evacuati rapidamente e in piena sicurezza da parte dei lavoratori. I pavimenti ed i passaggi per l esodo non devono essere ingombrati da materiale che ostacolino la normale circolazione. Inoltre, devono essere lasciati liberi da ogni ostacolo o impedimento, anche temporaneo: i corridoi; le vie di transito; le vie di accesso e di esodo; le uscite di emergenza; le scale di sicurezza ; tutte le zone attraverso le quali è possibile raggiungere i mezzi antincendio. Ogni luogo di lavoro deve disporre anche di vie di uscita alternative definite Uscita di Emergenza. Ciascuna via di uscita deve essere indipendente dalle altre e deve sempre condurre a luogo sicuro. Per luogo sicuro si deve intendere un luogo in cui le persone sono da considerarsi al sicuro da situazioni di pericolo. Le vie di uscita devono essere segnalate mediante apposita cartellonistica. Le procedure di chiamata dei servizi di soccorso Una buona gestione dell emergenza inizia anche con la corretta attivazione delle squadre di soccorso. Pertanto, è bene che, dopo aver individuato la figura che è incaricata di diramare l allarme, venga predisposto un apposito schema con le corrette modalità. Le aziende più all avanguardia spediscono periodicamente il piano di emergenza aggiornato alla Sala Operativa 115 del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Una richiesta di soccorso deve contenere almeno questi dati: l indirizzo dell azienda e il numero di telefono; il tipo di emergenza in corso; persone coinvolte/feriti; reparto coinvolto;

6 stadio dell evento (in fase di sviluppo, stabilizzato, ecc.); altre indicazioni particolari (materiali coinvolti, necessità di fermare i mezzi a distanza, ecc.); indicazioni sul percorso; Criteri generali per predisporre un piano di emergenza La prima stesura del piano di emergenza conterrà alcune imprecisioni e sarà molto generale. Questa prima fase è indispensabile per studiare le procedure più efficaci. É bene però che la fase di prima sperimentazione sia il più possibile limitata nel tempo; i documenti provvisori non devono rimanere come definitivi. Infatti dopo questa fase il piano di emergenza deve essere integrato e modificato applicando le nuove parti definite e sviluppate in base a prove pratiche atte a verificare l adeguatezza di quanto pianificato. Infatti, un elemento chiave nella preparazione alla gestione di un emergenza è l addestramento periodico. Senza l aggiornamento continuo e la messa in pratica periodica, anche il piano più semplice e le migliori procedure non avranno mai la giusta efficacia. L addestramento permette, inoltre, la verifica ed il controllo delle attrezzature e l aggiornamento dei piani d emergenza. É consigliabile prevedere la prova delle procedure di emergenza almeno due volte l anno. Inoltre, l addestramento è necessario per rendere automatici certi comportamenti e certe procedure in modo da facilitare il controllo dello stress e del panico che accompagnano sempre un emergenza. In particolare lo scopo dell aggiornamento è quello di raffinare continuamente la qualità della procedure per disporre di strumenti sempre più efficaci. I piani di emergenza devono essere aggiornati: in occasione di cambiamenti di processo, introduzione di nuovi macchinari; a scadenza prefissata (in linea di massima con cadenza annuale) ; se si ritiene migliorabile dopo ogni fase di addestramento. La figura successiva mostra schematicamente le fasi relative alla strutturazione di procedure di emergenza.

7 Il metodo base per la strutturazione di un piano di emergenza si basa sulla predisposizione di schemi e procedure operative per la gestione dell emergenza. Nel preparare un piano di emergenza, ci si deve imporre di trattare solo delle cose essenziali e di esporle in modo semplice, chiaro e facilmente memorizzabile. I passi che è necessario intraprendere per giungere a tale risultato, possono essere schematizzati come segue: 1. Valutazioni dei rischi: Raccolta di informazioni e dati; 2. Pianificazioni: Predisposizione delle griglie evoluzione dell evento/persone coinvolte/azioni, Realizzazione delle schede procedurali/comportamentali delle diverse figure. Per quanto riguarda la Valutazione del rischio relativa all emergenza, fase importantissima della costruzione di un piano di emergenza, essa deve evidenziare i possibili eventi che ci si può ragionevolmente aspettare e deve essere eseguita con precisione e completezza. Tutte le informazioni raccolte che permetteranno di strutturare il processo di pianificazione dell emergenza devono essere sintetizzate nel documento di valutazione dei rischi. L analisi dei rischi deve essere svolta per ogni area funzionale e, conseguentemente, devono essere predisposti dei protocolli operativi scritti per ogni reparto considerato. Le informazioni e i fattori utili alla predisposizione del piano di emergenza che devono essere presi in considerazione per effettuare la valutazione dei rischi riguardano: i locali interni: le caratteristiche fisiche dei luoghi di lavoro, i sistemi dall allarme fino a predisporre mappe dei vari piani e/o edifici costituenti l attività (da allegare ai piani specifici per area) con indicazioni delle vie d uscita, scale, ascensori, aree sicure ecc.; Le persone: ovvero il numero del personale presente, la loro ubicazione con particolare attenzione verso i dipendenti che necessitano di assistenza particolari per alcuni soggetti (disabili, anziani, bambini, etc.); il livello di addestramento fornito ai dipendenti; eventuale ditta esterna presente. Dopo la valutazione occorre stabilire quali eventi presentano i maggiori rischi ed iniziare da questi la pianificazione delle procedure di emergenza. Sintetizzando i punti chiave sono: programmazione e organizzazione di interventi in base ai rischi specifici; individuazione dei compiti da ripartire tra i vari livelli di responsabilità gli incarichi da affidare ad ogni lavoratore (es. addetti emergenze, addetti assistenza ospiti; informazione, preparazione e aggiornamento del personale; controllo sulle capacità umane attraverso periodiche esercitazioni in bianco o dal vero; efficienza degli equipaggiamenti e degli impianti Individuare un area esterna come punto di ritrovo delle persone evacuati, Predisporre la segnaletica informativa e quella dei percorsi di fuga; Individuare e segnalare linee telefoniche dedicate all emergenza; Esempio di punti di raccolta esterni all attività

8 Tutto il personale dell azienda deve far proprio il piano di emergenza, per poter essere veramente utile nel momento in cui dovrà essere applicato in un incidente reale. Il piano di emergenza deve anche prevedere la pianificazione di alcune azioni come: Predisporre controllo e verifica sulla sequenza di allarme (incaricato dell invio, destinatari, modalità); Predisporre un sopralluogo per verificare l esatta entità del danno e del rischio evolutivo (incendio, fumo, crollo, fuga di gas o sostanze tossiche); Predisporre check list del personale coinvolto e/o feriti nell evento che impone l evacuazione; Predisporre procedura per il blocco di eventuali altre attività; Predisporre un Circuito di evacuazione interna, utilizzando il personale interno sotto il comando di un leader. Quindi il piano, come abbiamo già detto in precedenza, deve essere basato su chiare istruzioni scritte e deve includere: I doveri del personale cui sono affidati particolari adempimenti o responsabilità in caso d emergenza; Le misure per assicurare una corretta informazione; Le misure da attuare nei confronti delle persone più a rischio (disabili, visitatori, ospiti); Le specifiche misure per le aree a maggior rischio di incendio; Le procedure per la chiamata dei Vigili del Fuoco e per fornire la necessaria informazione ed assistenza al loro arrivo. Per quanto riguarda i Vigili del Fuoco il modo migliore per collaborare con loro durante l emergenza è quello di mettere a disposizione la vostra capacità ed esperienza lavorativa e la conoscenza dei luoghi. E importante che il responsabile dell Azienda si metta in contatto immediatamente con il Responsabile delle Operazioni di Soccorso VV.F. per aiutarlo nel pianificare la strategia generale d intervento, fornendo tutte le indicazioni necessarie. Realizzazione delle schede procedurali La realizzazione delle schede parte dalla schematizzazione di una griglia dove vengono indicati: il tipo di evento incidentale; il reparto interessato; la sequenza temporale delle azioni da intraprendere; le persone/gruppi coinvolti ;

9 i compiti che ogni singola persona/gruppo deve portare a termine. Obiettivo delle schede è creare una relazione tra le persone e le relative azioni, nella giusta sequenza e soprattutto coordinate con le operazioni che stanno eseguendo altri soggetti. Quindi la scheda che riguarda ogni persona/gruppo deve essere veramente una scheda. Alle scheda generale si collegano delle schede più dettagliate delle azioni che ogni singola figura/gruppo di persone deve intraprendere. In emergenze di tipo più articolato, può essere necessario che la scheda faccia riferimento ad ulteriori sotto-schede specifiche ( come ad esempio delle sotto-schede relative alla messa in sicurezza di impianto oppure per attivare/disattivare determinati macchinari o attrezzature).

10 Proseguiamo la trattazione fornendo un esempio di pianificazione sotto forma di procedura descrittiva.

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13 Istruzioni di Sicurezza Il piano di emergenza deve includere una planimetria nella quale sono riportate: Le caratteristiche dei luoghi e vie di esodo; I mezzi di spegnimento (tipo, numero ed ubicazione); L ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo; L ubicazione dell interruttore generale dell alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, gas e fluidi combustibili.

14 Riepilogo Le emergenze possono essere classificate in base al tipo di evento o incidente che può avvenire e alla causa che li innesca. Per emergenze, quindi possono essere considerati: incendi che si sviluppano all'interno degli ambienti di lavoro per cause naturali e/o indotte; incendi che si sviluppano nelle vicinanze degli ambienti di lavoro e che potrebbero coinvolgere le strutture operative aziendali; un terremoto; crolli dovuti a cedimenti strutturali negli ambienti di lavoro o di edifici contigui; avviso o sospetto della presenza di ordigni esplosivi; inquinamenti dovuti a cause esterne, se viene accertata da parte delle autorità competenti la necessità di uscire dall'edificio piuttosto che rimanere all'interno; ogni altra causa che venga ritenuta pericolosa dal personale preposto alle emergenze. Organizzare e disporre un piano d emergenza significa: Preparazione del Personale Addetto alla Gestione delle Emergenze; Preparazione del personale interno ed esterno presente in azienda; Elaborazione Procedure Operative; Prove di Simulazione. In caso di emergenza i fattori chiave che influenzano la buona riuscita del piano sono l autocontrollo e la gestione dell ansia e della paura facilitata dall addestramento offerto e dalle prove pratiche che hanno il compito sia di testare l efficienza delle procedure previste che di fare automatizzare comportamenti corretti.

15 Di seguito è riportato un indice degli argomenti che bisogna affrontare per predisporre un piano di emergenza in maniera efficace: Prima Parte - "Piano Informativo" 1. Criteri seguiti e Documenti di Riferimento 2. Dati identificativi dell Azienda 3. Documenti di Riferimento 4. Popolazione Aziendale 4.1. Elenco del Personale Personale Operativo Personale Amministrativo Personale Ausiliario Personale Esterno 4.2. Distribuzione Generale della popolazione aziendale 5. Caratteristiche degli ambienti di lavoro 5.1. Caratteristiche Generali 5.2. Caratteristiche operative e strutturali Ubicazione Caratteristiche costruttive Misure per l'evacuazione in caso di Emergenza Aree ed Impianti a Rischio Specifico Impianti Elettrici Sistemi di Allarme Mezzi ed Impianti di Estinzione Incendi Segnaletica di Sicurezza Seconda Parte - "Piano Organizzativo" 6. Analisi della Struttura Aziendale 6.1. La Struttura Aziendale 6.2. Composizione degli Ambienti 6.3. Ubicazione degli Ambienti 7. Obiettivi del Piano di Emergenza 7.1. Il Panico 7.2. Un comportamento adeguato 8. Classificazione delle Emergenze 8.1. Fattori di rischio 9. Organizzazione delle Emergenze 9.1. Preparazione del personale operativo 9.2. Preparazione del personale interno/esterno 9.3. Prove di Simulazione 10. Attivazione del Piano di Emergenza Diramazione dell'allarme Modalità di Evacuazione Assegnazione degli Incarichi Comportamento Generale Terza Parte - "Piano Operativo" 11. Diramazione Allarme e Procedure Operative Piano Provvisorio di Evacuazione Istruzioni personale interno/esterno Assegnazione Nominativa degli Incarichi Indicazioni Operative 11.5 Punti di Raccolta

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