Radon prone areas: esperienze in Italia

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1 1 AIRP - AIRM Giornate Siciliane di Radioprotezione Radiazioni naturali: tra conoscenza e ricerca Vulcano, maggio 2013 Radon prone areas: esperienze in Italia S. Bucci ARPAT - U.O. Radioattività e Amianto Firenze

2 2 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Aspetti critici per l individuazione delle radon prone areas Geologia del suolo e misure di radon nel suolo come proxy Variabilità spaziale e unità territoriale di campionamento Variabilità interna agli edifici e numero di ambienti da misurare Rappresentatività del campione di edifici misurato Criteri e parametri scelti per l individuazione Utilizzo delle mappe

3 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Come le Regioni hanno affrontato il problema Pochi casi in cui lo studio geologico è stato prevalente rispetto alle indagini campionarie (Piemonte), geologia utilizzata per indirizzare il campionamento e le priorità temporali (Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna.) Misure nelle abitazioni (tranne Toscana), per lo più in un solo locale Campionamento per lo più in unità territoriali non amministrative e campione non casuale (non rappresentativo a priori dell esposizione media della popolazione dell unità, salvo verifiche a posteriori) Le Regioni Veneto, Piemonte, Lombardia hanno emanato atto di riconoscimento distribuzione territoriale del radon nelle abitazioni, NON ai sensi del DL.gs 230/95 e smi; altre regioni (Friuli VG, Lazio, Abruzzo, Valle d Aosta) hanno effettuato più indagini anche nelle scuole e con migliaia di dati, ma non hanno adottato atti e provvedimenti. 3

4 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Le mappe EPA warning: Non devono essere usate per decidere se misurare o meno e se c è un rischio; valori elevati possono trovarsi ovunque. Lo scopo è limitato alla distribuzione delle risorse per la riduzione dei rischi 4

5 5 L individuazione delle radon prone areas in Toscana: DGRT n. 1019/2012 DELIBERA di procedere alla prima individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon di cui all art. 10 sexies, comma 1, del D.Lgs. 230/95 e s.m.i. e all art 37, comma 5, del D. Lgs 241/2000, denominate anche radon prone areas, identificando, sulla base dei risultati delle indagini svolte in Toscana, i seguenti 13 comuni: Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Isola del Giglio, Marciana, Marciana Marina, Montecatini Val di Cecina, Piancastagnaio, Piteglio, Pitigliano, Roccastrada, Santa Fiora, Sorano;

6 6 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità L individuazione è basata sui risultati dell indagine e di quelle precedenti Indagine Unità territoriale dell indagine: Comune Numerosità variabile del campione in funzione della classificazione del Comune (alto, medio, basso radon) Nei Comuni alti molti luoghi pubblici e scuole Ospedali (luoghi ad elevata permanenza del pubblico, come le scuole, le biblioteche ) Attività produttive rappresentative dei comparti toscani e distribuite sul territorio, individuate dai Dipartimenti di Prevenzione

7 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità L individuazione è basata sui risultati di indagini nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro Il campione dell indagine include: circa 1200 luoghi di lavoro (> 3500 ambienti misurati) circa 1500 abitazioni campione casuale (> 3000 stanze misurate); circa 2000 abitazioni in totale (> 4000 stanze misurate) circa rivelatori, 20% per QA Il campione casuale di abitazioni è distribuito in tutti i Comuni, con almeno 5 dati in 156 Comuni su 287 Il campione di luoghi di lavoro è distribuito in circa il 75% dei Comuni, con almeno 5 LL misurati in 64 Comuni 7

8 8 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Il campione del era così costituito Unità territoriale dell indagine: Comune Numerosità variabile del campione in funzione della classificazione del Comune (alto, medio, basso radon) Nei Comuni alti molti luoghi pubblici e scuole Ospedali (luoghi ad elevata permanenza del pubblico, come le scuole, le biblioteche ) Attività produttive rappresentative dei comparti toscani e distribuite sul territorio, individuate dai Dipartimenti di Prevenzione

9 9 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Risultati nelle abitazioni per alcuni Comuni (include i dati delle indagini precedenti) Comune N blu nuovi MA Bq/m 3 MG % > 200 % > 300 Bq/m 3 Bq/m 3 Bq/m 3 Abbadia San Salvatore 39 (14) % 19% Marciana % 16% Montieri 10 (5) % 4% Vergemoli % 19% Arezzo % 0.0% Empoli % 0.0% Numerosità del campione e parametri rappresentativi della distribuzione del radon sono diversi

10 10 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Risultati nei luoghi di lavoro per alcuni Comuni Comune N MA Bq/m 3 MG % > 400 % > 500 Bq/m 3 Bq/m 3 Bq/m 3 Abbadia San Salvatore % 16% Marciana % 25% Montieri % 0% Vergemoli % 0% Arezzo % 7% Empoli % 0% 1. I valori misurati nei luoghi di lavoro sono analoghi a quelli delle abitazioni dove il campione è numeroso 2. Dove c è poco radon nelle abitazioni può capitare qualche valore elevato nei luoghi di lavoro (ad esempio nei capoluoghi)

11 11 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità La variabilità interna nei luoghi di lavoro è maggiore che nelle abitazioni Parameters Dwellings Workplaces N AM 20% 30% Min 0% 0% Max 136% 159% SD 23% 32% Median 13% 20% 3 rd Quartile 27% 48%

12 12 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Risultati: confronto fra le medie comunali nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni Buona correlazione in media fra i livelli di radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, con alcuni scostamenti che possono dipendere dalla numerosità del campione I livelli di radon risultano più variabili e un po più alti in media nei luoghi di lavoro rispetto alle abitazioni Le abitazioni sono più adatte a rappresentare la distribuzione territoriale del radon

13 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEI COMUNI NUMERO MINIMO DI DATI = 15 % STIMATA DI ABITAZIONI CON CONCENTRAZIONE SUPERIORE A 200 Bq/m 3 MAGGIORE del 10% Tenendo conto che la proposta di Direttiva (2011) definisce radon prone area una area geografica o regione amministrativa individuata sulla base di indagini che indicano che la % attesa di edifici superiore al livello di riferimento nazionale sia significativamente più alta rispetto ad altre parti del paese e che 200 Bq/m 3 è il livello di riferimento per gi edifici futuri nella stessa Direttiva (WHO Bq/m 3 ) 13

14 14 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Sintesi La Regione ha formalizzato con gli atti di propria competenza l individuazione delle radon prone areas, dove quindi dovrà essere misurato il radon nei luoghi di lavoro anche non sotterranei Ha programmato inoltre sia l approfondimento della mappatura nei comuni dove sono emersi valori anomali su pochi dati, sia le attività che consentano di supportare l applicazione della normativa: un percorso di qualificazione dei laboratori che effettuano misure di radon (ARPAT) linee guida sulle tecniche di riduzione del radon nei nuovi edifici e negli edifici esistenti sperimentazione di azioni di rimedio

15 15 Stato di attuazione della normativa italiana sul radon nei luoghi di lavoro e sue criticità Il percorso Il processo di individuazione è stato iterativo, dal primo rapporto sull indagine nel 2010 la DGRT arriva alla fine 2012, dopo documenti integrativi e un ulteriore rapporto conclusivo (pubblicato sul sito) nel 2012 La regione è stata coinvolta nella discussione e scelta dei criteri, dopo avere prospettato diversi approcci, e con un indirizzo iniziale di tenere conto anche dei luoghi di lavoro La regione ha accettato di programmare tutte le attività proposte, inclusi gli approfondimenti di misura

16 16 Alcune implicazioni per le misure nei luoghi di lavoro Per una efficace protezione dei lavoratori si deve tenere conto della variabilità della concentrazione di radon all interno del LL e adottare una adeguata strategia di misura nel LL al fine di valutare l esposizione E possibile stabilire priorità di misura fra i luoghi di lavoro (ad es. edifici pubblici, incluse le scuole, che con la Direttiva avranno il LR ridotto a 300 Bq/m 3 )

17 17 Requisiti gestionali dei laboratori Organizzazione Sistema di gestione e tenuta sotto controllo della documentazione Modifiche e diffusione dei documenti Rapporti con i clienti Tenuta sotto controllo delle attività di prova non conformi Miglioramento e azioni preventive

18 18 Requisiti tecnici dei laboratori Personale Luogo di lavoro e condizioni ambientali Metodi di prova Incertezza di misura Tenuta sotto controllo dei dati Apparecchiature Riferibilità delle misure Campionamento Manipolazione degli oggetti da sottoporre a prova Assicurazione di qualità misurazioni delle misure di radon Rapporti di prova

19 Grazie per l attenzione e per lo splendido contesto 19

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