COMUNE DI NOLA. Provincia di Napoli

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1 COMUNE DI NOLA Provincia di Napoli Trascrizione Seduta Consiglio Comunale del 16 Maggio 2011

2 2 I lavori iniziano alle ore, assiste il Segretario Generale dott. Giacinto Montazzoli. Presiede la seduta il consigliere Pizzella ed all appello nominale risultano presenti: 1. Ambrosio Francesco p 2. Avella Felice p 3. Riccardi Filippo p 4. Biancardi Geremia - sindaco p 5. Bruno Umberto p 6. Caccavale Erasmo p 7. Carofaro Perrotta Luigi p 8. Casilli Raffaele p 9. Conventi Luigi p 10. Cutolo Michele p 11. De Lucia Enzo p 12. Di Somma Francesco p 13. Giannini Raffaele p 14. Giugliano Raffaele p 15. Iovino Vincenzo p 16. La Marca Attilio Maria p 17. Maffettone Salvatore p 18. Manzi Andrea p 19. Manzi Antonio p 20. Mauro Raffaele p 21. Mazzocchi Salvatore p 22. Nappi Franco p 23. Petillo Pasquale p 24. Pizza Carmine p 25. Pizzella Francesco p 26. Santaniello Cosimo p 27. Scala Carmela p 28. Siano Angelo p 29. Sommese Luigi p 30. Trinchese Cinzia p 31. Tufano Antonio p

3 3 Il Presidente: 27 presenti e 4 assenti. La seduta è valida. Vi ricordo che l'odierna seduta di Consiglio Comunale è stata convocata per richiesta a firma dei consiglieri comunali Ambrosio Francesco più 28. Quindi su richiesta di tutti i consiglieri comunali, su uno specifico argomento e in sessione straordinaria di prima convocazione: "futuro dell'ospedale di Nola". Io vi leggo la richiesta così come è stata formulata. "Il sottoscritto dott. Francesco Ambrosio, consigliere comunale e capogruppo della lista Civica Progetto Nola, unitamente ai consiglieri comunali sottoscrittori della presente, in base all'art. 9 comma 1 bis del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, richiede alle Signorie Vostre la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario avente all'ordine del giorno FUTURO DELL'OSPEDALE DI NOLA". Prima di passare nel capo all'ordine del giorno corre l'obbligo di fare alcune comunicazioni. La prima mi perviene dall'on. Paolo Russo, che era stato convocato e invitato questa sera a presenziare alla seduta di Consiglio Comunale: "Roma 17 maggio Carissimo Francesco, ti ringrazio molto per avermi voluto invitare a partecipare al Consiglio Comunale monotematico sul futuro dell'ospedale di Nola che si terrà questa sera. Sarei intervenuto molto volentieri ma precedenti e consolidati impegni istituzionali non mi consentono di essere presente. Colgo l'occasione per formularti i miei più cordiali saluti. Con stima ed affetto on. Paolo Russo". Quindi non sarà presente con noi l'on. Russo. La seconda comunicazione è il decreto sindacale N. 38 del 5 maggio 2011, con il quale il sindaco nomina con effetto immediato quale componente della Giunta Municipale il signor De Luca Aniello, nato a Maddaloni il 24 febbraio 87 e residente in Nola alla via Francesco Crispi N. 2. Conferisce con effetto immediato all'assessore De Luca Aniello la delega ai Lavori Pubblici. Noi formuliamo come Consiglio Comunale gli auguri di buon lavoro al neo assessore Aniello De Luca, sicuri che il suo lavoro sarà proficuo per lo sviluppo della nostra città. Un'altra comunicazione riguarda un incontro che si terrà presso la sala consiliare il 20 maggio alle ore 930, ed è un seminario professionale che il Comune di Nola tiene a titolo gratuito: appalti pubblici nel quadro delle politiche volte a garantire la continua formazione di informazione del personale. L'amministrazione comunale ha ritenuto promuovere un incontro di approfondimento sulla novità in materia: appalti pubblici, direttiva di corsi, regolamento di attuazione, decreto sviluppo. L'incontro si terrà presso la sala consiliare il giorno 20 maggio alle ore 930 e sarà tenuto dal dott. Prof. Carlo Banauro, magistrato TAR. Ed è indirizzata ai dirigenti e agli assessori e all'organo di controllo presso il Comune di Nola, nonché i sindaci e i dirigenti di tutta l'area nolana e gli amministratori comunali nonché assessori al ramo. Una ultima comunicazione mi è stata consegnata da una delegazione della società International Security Service, ed è successiva ad una lettera che il capogruppo Giannini Raffaele ha trasmesso stamattina al sindaco e per conoscenza al Presidente del Consiglio. Vi leggo un attimo il comunicato degli ex dipendenti dell'international Security Service S.p.A. "gli ex dipendenti dell'international Security Service S.p.A. costituiscono una realtà di circa 400 persone da circa 1 anno in mobilità per la revoca delle licenze all'esercizio dell'attività di vigilanza privata deliberate dal Prefetto di Napoli che ne ha determinato l'inevitabile licenziamento. Essi sono stati più volte illusi dalla speranza di vedere revocati i provvedimenti prefettizi in sede giudiziale. Ma il TAR prima e il Consiglio di Stato poi nel rigettare i ricorsi hanno di fatto posto la parola fine ad ogni possibilità di ripresa della precedente attività lavorativa. Molte aspettative erano state allora riposte nel protocollo per la concreta applicazione degli Art. 25 e seguenti del Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori Vigilanza Privata, sottoscritti in data 13 aprile 2010 dal Prefetto, dal Questore, dal Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro di Napoli e dalle organizzazioni sindacali e volto a tutelare i livelli occupazionali in caso di emissione di provvedimenti interdittivi nei confronti delle aziende di vigilanza privata. Tale protocollo prevedeva e prevede che nei casi di emissione di provvedimenti interdittivi nei confronti di società di vigilanza privata aggiudicatarie di appalti o contratti di servizi di vigilanza con enti pubblici o privati le aziende subentranti o già subentrate in via d'urgenza nei richiamati servizi sono obbligati ad assorbire i lavoratori dell'azienda destinataria del provvedimento interdittivo. Ma anche tale disposizione non ha avuto applicazione. Anzi sono stati rilasciati nuovi decreti prefettizi a guardia particolare giurata lasciando di fatto 400 famiglie in grande sconforto. In quest'anno abbiamo assistito all'inerzia delle istituzioni che nulla hanno fatto per tentare di fornire adeguate risposte alle nostre esigenze. Nessuna organizzazione sindacale ha mosso un dito per far valere le nostre ragioni. Nulla, infine, è stato detto e scritto dagli organi di stampa, con un silenzio mediatico a dir poco imbarazzante. Forse la non visibilità all'opinione pubblica rende il problema inesistente. Il nostro disagio lavorativo si sta trasformando in vera e propria emergenza sociale stante il numero di lavoratori coinvolti e, in particolare, all'attuale momento di crisi economica che acuisce ancora di più la precarietà esistenziale. Vogliamo fare appello a tutte le istituzioni comunali, provinciali, regionali e nazionali, a tutte le organizzazioni sindacali, a tutte le forze sociali affinché compiano ogni sforzo per dare attuazione a quanto stabilito nel protocollo del 13 aprile 2010 e per garantire quel lavoro che la nostra Costituzione pone a base della dignità della persona. Noi lavoratori da questo momento lotteremo con ogni forma civile di manifestazione. Saremo in continua

4 4 mobilitazione. E, in ultima analisi, ricorreremo anche allo sciopero della fame e della sete". A seguito di ciò il capogruppo Giannini ha formulato una comunicazione al sindaco, che io vorrei far leggere proprio al capogruppo la lettera che ha scritto. Anziché leggerla io la legge direttamente il capogruppo. Poi credo che ci sia bisogno di soffermarci qualche minuto sull'argomento, anche se non è all'ordine del giorno, però penso che sia opportuno discuterne. Giannini, prego. Consigliere Raffaele Giannini: grazie Presidente per la parola. Ho protocollato stamattina questa missiva al sindaco di Nola, che comunque in passato già ha mostrato di essere sensibilità a questa problematica. Mi sono permesso di chiedergli formalmente un interessamento per quanto riguarda la vicenda degli ex dipendenti della società International Security Service. La mia lettera la leggo, così evitiamo commenti e sintesi che potrebbero non rendere correttamente l'idea di quanto sto per dire. "Illustrissimo signor Sindaco, mi permetto di sottoporre alla sua attenzione la vicenda degli ex lavoratori dipendenti dell'international Security Service S.p.A., oramai in mobilità da circa 1 anno per la revoca della licenza all'esercizio di attività di vigilanza privata deliberata dal Prefetto di Napoli. Purtroppo i lavoratori hanno visto volatilizzarsi di fatto ogni possibilità di ripresa della pregressa attività lavorativa dopo la conferma da parte degli organi di giustizia amministrativa dei provvedimenti prefettizi di revoca, come lei peraltro ne ha più scienza per avere seguito da vicino professionalmente le fasi processuali. Privo di seguito e di riscontro è risultato inoltre ad oggi il protocollo per la concreta applicazione degli Artt. 25 e seguenti del Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori del settore della vigilanza privata, sottoscritto in data 13 aprile 2010 dal Prefetto, dal Questore, dal Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro di Napoli e dalle organizzazioni sindacali, e volto a tutelare i livelli occupazionali in caso di emissione di provvedimento interdittivo nei confronti delle aziende di vigilanza privata. Circa 400 lavoratori si trovano dunque in situazione di grave disagio. Solo in parte attenuato dalla percepita indennità di mobilità, tra l'altro temporanea e, comunque, di entità inferiore a quanto percepito in costanza di rapporto. E` un disagio lavorativo che si sta trasformando in vera e propria emergenza sociale stante il numero dei lavoratori coinvolti e il particolare attuale momento di crisi economica che acuisce ancora di più la precarietà esistenziale. E` il momento dunque che noi rappresentanti del popolo ci facciamo ancora di più carico delle istanze di chi vive una situazione di difficoltà. E le chiedo, pertanto, di adoperarsi presso tutte le sedi istituzionali al fine di trovare una soluzione condivisa ai fatti esposti, coinvolgendo, se del caso, anche altri sindaci del territorio, che pure rappresentano cittadini per i quali occorre fare ogni sforzo per garantire quel lavoro che la nostra Costituzione pone a base della dignità della persona. A tal fine metto a sua disposizione la mia persona laddove ritenga opportuno servirsene. Con osservanza Raffaele Giannini". La mia lettera è finalizzata, sindaco ne abbiamo d'altra parte parlato anche verbalmente e più volte, lei ha dimostrato sensibilità al problema. Lo scopo della lettera è di coinvolgere altri sindaci e, soprattutto, l'autorità prefettizia, che è la più competente in questa materia, affinché si dia piena attuazione o quanto meno si compia uno sforzo dovuto e necessario per venire incontro alle esigenze di lavoratori che purtroppo stanno vivendo e patendo una situazione indipendente dalla loro volontà e dai loro comportamenti. Grazie. Il Presidente: grazie al consigliere Giannini. Mi ha chiesto la parola il capogruppo Cutolo. Prego. Consigliere Michele Cutolo: grazie Presidente. Io non per fare demagogia, l'intervento è mio e esclusivamente credo di raccogliere la volontà di tutto il Consiglio Comunale, non certamente la mia singola che possa esprimere la solidarietà ai lavoratori che sono qui presenti, che effettivamente gravitano in una situazione da circa 1 anno, senza stipendio. Per cui io credo che noi dobbiamo intervenire in una maniera operativa rispetto al problema. Un problema che si è accentuato rispetto al passato, che hanno dato delle garanzie gli organi istituzionali, che per adesso non vengono rispettate. Allora come capogruppo del PdL, e credo di interpretare la volontà di tutto il Consiglio Comunale, mettere ai voti questa nota dei dipendenti facendola come ordine del giorno - segretario, lei mi assiste tecnicamente - con la delibera che il Consiglio Comunale attraverso questa delibera impegna l'amministrazione comunale a istituire un tavolo di concertazione con la Prefettura, con i sindacati, con una rappresentanza dei lavoratori, affinché si metta in essere il protocollo sottoscritto il 13 aprile del Io penso che è una soluzione che possa dare almeno un'indicazione e un'iniziativa rispetto al problema che si va ad affrontare, coinvolgendo anche i sindaci dell'area nolana questo mi sembra ed opportuno, ma l'iniziativa va posta come fatto sociale naturale da parte dell'amministrazione affinché il sindaco nella sua persona ed anche io mi metto a disposizione tua, Geremia, eventualmente servisse la mia presenza, per istituire un tavolo di concertazione con la Prefettura, con i sindacati e con una delegazione dei lavoratori affinché si avviene effettivamente alla risoluzione dei problemi, perché l'impegno c'è stato da parte della Prefettura.

5 5 L'impegno era quello che le ditte subentranti agli appalti dovessero assumere i dipendenti licenziati momentaneamente. Per cui questa è una ragione che possiamo portare avanti. Noi non vogliamo fare contrapposizioni, battaglie, guerre. Non esiste! Noi come Consiglio Comunale ci stiamo distinguendo per la nostra coesione sui problemi generali che interessano la città. Siamo stati coesi sul problema dei rifiuti. Saremo coesi ed uniti sotto l'aspetto dei problemi dell'ospedale e dobbiamo essere coesi ed uniti rispetto ad una problematica del genere, che in effetti riguarda la vita sociale dei nostri concittadini e i concittadini dell'area nolana. Grazie. Il Presidente: grazie capogruppo. Consigliere Michele Cutolo: se lei vuole mettere a votazione l'ordine del giorno con quello che ho detto, così votiamo. Il Presidente: vogliamo fare gli interventi prima o votare prima l'ordine del giorno e poi discuterlo? Interviene il consigliere Maffettone Salvatore. Prego. Consigliere Salvatore Maffettone: Peppino, figurati se qua ci dividiamo su questa questione. Io semplicemente ho chiesto: è opportuno prima fare eventuali interventi, che pare non ci sono, e poi eventualmente votare la proposta. Io in linea di principio sono d'accordo nell'impegnare l'amministrazione ad andare avanti sulla strada indicata dal capogruppo del PdL. E` probabile che oltre alla convocazione del Prefetto, delle forze sindacali, della delegazione dei lavoratori, vediamo se è opportuno investire anche qualche responsabilità di livello superiore. Perché la questione è complessa, parliamo di 400 lavoratori. Temo che bisognerà allargare un attimino e, quindi, l'intervento è solo in questo senso. Io ritengo che bisognerebbe allargare il campo degli attori coinvolti. Immagino la Regione Campania perché trattasi di una problematica di una certa criticità. Quindi penso che noi dovremmo allargare, se non l'hai detto o se lo hai detto va bene così. Presidente, grazie. Il Presidente: grazie al consigliere Maffettone. Poniamo ai voti l'ordine del giorno. Se il capogruppo Cutolo ce lo formula di nuovo. Solo l'ordine del giorno. Consigliere Michele Cutolo: il deliberato? Cioè il finale? "premesso che... tutta la nota che hanno fatto... il Consiglio Comunale impegna l amministrazione nella persona del sindaco al fine di porre in essere tutte le iniziative e a istituire un tavolo di concertazione con i sindacati, con le istituzioni regionali e, se del caso, anche quelle nazionali, con le forze sindacali ed una rappresentanza dei lavoratori l'istituzione di un tavolo di concertazione con la Prefettura affinché venga posto in essere il protocollo d'intesa sottoscritto il 13 aprile 2010 con le organizzazioni sindacali per quanto riguarda il problema dei dipendenti della Security Service". Il Presidente: si pone ai voti la proposta del capogruppo Cutolo per alzata di mano. Tutti favorevoli. All'unanimità dei presenti approvata la proposta del capogruppo Cutolo.

6 6 Continua il Presidente: si passa adesso a quello che poi è passato come secondo punto all'ordine del giorno: "futuro dell'ospedale di Nola". Io voglio dare la parola al primo firmatario, ricordando a tutti i presenti che l argomento è stato ampiamente discusso in conferenza di capigruppo, nella quale sede è stata formulata anche una proposta di delibera che discuteremo stasera. Il capogruppo Ambrosio. Consigliere Francesco Ambrosio: innanzitutto vorrei ringraziare tutti. Tutti! I consiglieri comunali, tutti, ed anche queste persone che stanno qui. Io sono solidale con voi, ci mancherebbe. Vi ringrazio perché l'argomento ospedale è una cosa che va al di là della politica. Io farò una piccola introduzione sull'ospedale, perché come ha detto il Presidente l'atto che poi presenteremo e voteremo l'abbiamo concordato e, quindi, sarà più facile alla fine chiudere questa discussione. Però dovremmo fare delle premesse, far capire perché stiamo qua; per quale motivo abbiamo sentito la necessità di portare all'ordine del giorno un argomento così serio ma così anche strano, perché l'ospedale a Nola sta da tanti secoli, comunque è un argomento sì certamente di competenza del Consiglio Comunale, però segue tutta un'altra strada. Invece l'ospedale di Nola ha bisogno di tanta politica mai come adesso. La sanità in genere serve l'intervento politico, ma adesso l'ospedale di Nola attraversa un momento dove o i nostri politici grandi di riferimento si interessano di questo argomento oppure l'ospedale di Nola - e veramente mi auguro di sbagliarmi - sta già morendo perché l'ossigeno - come diceva un mio amico medico che sta in aula - hanno cominciato a tagliare l'ossigeno, quindi moriremo lentamente per anossia, un po' alla volta. Non l'hanno tolto tutto perché il coraggio di chiuderlo non ce l'hanno, però neanche hanno il coraggio di dire che fine deve fare l'ospedale. Perciò la domanda "il futuro". Perché il futuro? Noi teniamo in Italia già una situazione abbastanza strana, perché vedo ancora le bandiere dei 150 anni, e io sono uno che crede in queste cose, però fra gli italiani, gli italiani mi riferisco al nord, e noi borbonici, noi al sud, ci stanno le differenze. I signori al nord che si lamentano che noi creiamo problemi, loro hanno qualcosa di media 3 posti letto per ogni mille abitanti. Noi neanche la metà. Il problema principale poi qual è? Che in Campania sono prevalentemente cittadini questi posti letto. A Napoli la maggior parte del numero dei posti letto in periferia, nelle province c'è ben poco. Parliamo addirittura di 0, 24, o una cosa del genere. Se poi facciamo riferimento all'asl NAPOLI 3 Veramente mi chiedo ma mi ha fatto queste divisioni? Ma anche geografiche! Domani devo andare a Castellammare per fatti personali, forse andrò con una macchinetta, altrimenti come ci arrivo, ci vuole una giornata andata e ritorno a fare un servizio. Quindi anche da un punto di vista logistico ma soprattutto da un punto di vista proprio di continuità. Noi con la zona costiera non abbiamo nulla in comune. Sindaco, tu devi fare una battaglia seria. Noi siamo vicini a te ma non per dire vogliamo metri in più, non vogliamo niente! Vogliamo sapere nel loro disegno questo ospedale come lo vedono. Perché se non si modifica già la situazione all'interno dell'asl, perché sì hanno fatto la legge, dovevamo andare con la 3, però nella 3 era anche previsto che una delle direzioni doveva venire a Nola. La scelta della sede doveva essere baricentrica a tutta l'asl. Ditemi dove sta il baricentro fra Sorrento e Roccarainola? Ditemi dove sta? Sembrerebbe qualcuno che ha fatto qualche studio che va verso Somma Vesuviana, da quelle parti. Quindi insistere perché non è un problema adesso di portare un'amministrazione più o meno vicina, è proprio la possibilità di poter lavorare meglio. E poi decidere una volta per sempre se gli accordi presi in Regione, e non è che siano favorevoli a noi però comunque sono accordi, se li vogliono mantenere oppure no. Questo poi è il problema serio. Perché loro hanno detto e hanno fatto tante cose, hanno firmato, strafirmato accordi, poi dopo il dott. Avella entrerà nel merito. Ma vi rendete conto di tutti gli accordi fatti, l'unica cosa che hanno mantenuto sapete qual è? E` lo svincolo della monnezza a Tufino. L'unica cosa che hanno fatto, poi non hanno fatto più niente. E questo la dice lunga. Loro possono anche dire "chiudiamo Nola", però devono dare una soluzione alternativa. Devono dire: il cittadino nolano o dell'area non sono nolana ma proprio della nostra area cosa deve fare quando ha una necessità? Quando ha un'emergenza dove deve andare? Questo lo prevede la Costituzione, non è che lo diciamo noi, perché a Nola abbiamo avuto sempre l'ospedale. Sempre! Ricordo per chi non lo sapesse noi nel 500 avevamo già una specie di ospedale. Quindi questa cultura dell'ospedale l'abbiamo sempre avuta. Poi lentamente l'abbiamo persa perché quando era solo ospedale di Nola 250 posti letto erano più che sufficienti per le nostre esigenze locali. Poi quando siamo diventati Usl28 lottavamo ancora. La prima crisi l'abbiamo avuta quando si è formato la Asl Napoli 4 con lo spostamento a Pomigliano e, soprattutto, con l'altro ospedale Pollena Trocchia ma che certamente non aveva la capacità di lavoro che poteva avere Nola. Quindi questi posti letto sempre a restringersi. Ma con questo giochino qua, dove tutto è spostato verso la costiera, perché gli ospedali dell'asl Napoli 3 sono tutti da Gragnano in poi, ce ne sono 6 o 7. Mentre qua ce ne sta 1 e non si sa se deve essere aperto. Secondo gli accordi dovrebbe essere aperto. Dovevano chiudere Pollena Trocchia. Dovevano chiudere Torre del Greco. Sembrerebbe il contrario. Non chiudono. L'unica cosa certa è che a noi ci hanno messo a dieta, nel senso che l'ospedale deve morire di morte lenta. Poi io mi auguro nel corso della discussione di poter mettere in atto quante più cose è

7 7 possibile per svegliare i nostri politici, per svegliare il Presidente. Perché poi anche gli accordi si possono rivedere, perché probabilmente noi con questa asl non abbiamo niente a che vedere, ci spostassero su Napoli; ci spostassero verso Caserta. Su Avellino probabilmente sarebbe più logico! Non è che questo nostro matrimonio con uno che vive in Australia ed uno che vive qua penso che sia un matrimonio sbagliato in partenza e che non possa dare nessun frutto. Però questo è un confronto sereno che dovremmo avere. Noi partiamo e diamo l'input. Invitiamo i sindaci a fare alcune cose. Felice sarà molto più chiaro. Poi con tutti i Comuni della Zona poniamo il problema del futuro. Noi non dobbiamo parlare perché qualcuno si confondo, dice vogliono 3 primari in più, 7 infermieri. Non ci interessa niente! Questo se deve venire è dopo. Cosa dice la legge? Per ogni posto letto che ci deve essere? Quello lo vogliamo. Se poi invece non riescono per motivi economici possono anche dire: non serve, dobbiamo chiudere. Però ci devono dare l'alternativa, perché anche l'idea quando hanno cominciato a chiudere era l'aspettativa dell'ospedale del mare. E quando lo fanno l'ospedale del mare? Mai! Poi l'emergenza emergenza la devono garantire su questo territorio. Magari altre cose no, sono d'accordo pure io, ma l'emergenza se qualcuno ha una cosa seria che bisogna risolvere in 10 minuti, bisogna risolverla a Nola. Ormai gli ospedali di periferia servono a questo, quindi trattare principalmente le emergenze. Però noi dobbiamo parlare politicamente di questa situazione. Se riusciamo a far capire ai nostri politici, che poi sono anche influenti, che questo è stato un errore la divisione. E` stato un errore già allargare le asl, perché dove c'è un debito io allargo? Normalmente si restringe, perché quando le società stanno in perdita si fanno a pezzettini per vedere di recuperare meglio. Invece qua no, stavano per fallire hanno finito di allargare in modo che nessuno deve capire niente. Ma la sfortuna è che ci siamo capitati noi. Questo ospedale in pochi mesi sta vivendo veramente una cosa da tragedia. C'è gente che continua ad andare via volontariamente. Qualcuno valido, magari che veniva da Napoli, e non faccio nomi per ovvie ragioni, ha fatto la domanda di trasferimento. Quindi fra poco quella sarà una scatola vuota se non interveniamo in tempo con iniezioni immediate di fiducia, di lavoro, di tante cose. Perciò io, ripeto, ringrazio tutti i consiglieri comunali che su questa linea mi sono stati vicini. Ringrazio il sindaco, il Presidente che si è messo a disposizione. Ringrazio il segretario che ha collaborato, perché ritengo veramente che sia una cosa importante per il nostro territorio. Eventualmente io sto qua, se magari dopo in sede di contatto sono a tua disposizione per qualunque cosa. Grazie. Il Presidente: il consigliere Felice Avella, del PdL., che tra l'altro è anche "operatore dell'ospedale Santa Maria della Pietà di Nola". Prego. Consigliere Felice Avella: buonasera a tutti. Io ringrazio Franco Ambrosio per l'attenzione che ha posto per l ospedale e vi ringrazio tutti quanti per la partecipazione, come già diceva Franco. A me tocca descrivervi questa delibera, questa ipotesi di delibera che i vari capigruppo hanno stilato. Mi hanno anche invitato cortesemente, e di questo li ringrazio, alla loro riunione per parlare appunto dell'ospedale. Prima di parlare della delibera però volevo riallacciarmi al discorso di Franco riguardo l'ospedale. Franco diceva che l'ospedale sta morendo, e il fatto corrisponde alla piena realtà. Faccio una breve premessa prima di entrare nel merito dell'ospedale, dei problemi dell'ospedale, di carattere della filosofia della medicina. Non vi tedio, sono 3 parole soltanto. La medicina oggi in larghe linee può essere divisa tra medicina per cronici e medicina per acuti. Nel caso del cronico il paziente di qualunque censo deriva, di qualunque livello sociale, di qualunque potere economico abbia, ha la possibilità di scegliere il percorso che vuole fare. Vuole venire a Nola, vuole andare a Avellino, a Milano? In qualunque tipo di struttura può andare perché ha la possibilità di scegliere. Quando, invece, il paziente si presenta in Acutia, come diceva Franco il malato grave, in quel momento sia il paziente che i familiari vengono contagiati dalla necessità di rivolgersi alla struttura più vicina. E a quel punto non c'è differenza tra soldi, tra sindaci, tra medici, tra Avvocati. Ogni cerca il posto più vicino per andarci. Nel caso specifico il posto più vicino è l'ospedale, struttura che sta aperta 24 ore su 24 in qualsiasi momento dell'anno. In tanto vituperato assessore Montemarano tanti anni fa venne a Nola su invito di sua Eccellenza il Vescovo perché da allora un gruppo di medici dell'ospedale - alcuni stanno anche qui, il dott. Avella sta anche qui presente - avevano già inteso, intuito che l'ospedale di Nola aveva preso una piega negativa riguardo l'assistenza, e si tentò di porre già allora rimedio. Poi ha seguito anche il sindaco, anche il consigliere Nappi viene continuamente in ospedale a tutelare un po', a vedere un po' i lavori come procedono. Che disse Montemarano allora? Che era proprio il piano sanitario, lui intendeva fare un polo centrale a Napoli dove c'era l'alta specialità, cioè le patologie più rare e più gravi, ad esempio il trapianto di cuore, la rottura della aorta, il baipass aortocoronarico, venivano devolute a queste strutture. In periferia intorno Napoli (Nola, Frattamaggiore, Giugliano ed altri ospedali) dovevano servire da filtro per Napoli, e nello stesso tempo però dovevano dare per una questione costituzionale - come diceva Franco - di uguaglianza tra i cittadini dovevano per le emergenze più comuni, più

8 8 frequenti nel territorio, le stesse prestazioni che dava -per farvi l esempio più importante - il Cardarelli. Cioè non doveva esserci alcuna differenza tra le prestazioni dell'ospedale di Nola, Giugliano, Frattamaggiore etc. per le acutie più frequenti rispetto al Cardarelli. E queste erano le intenzioni. Che è seguito a queste intenzioni? Non è seguito nulla. Nulla per quale motivo? Perché l'ospedale di Nola, come dicono tanti, sta morendo. Morendo per quale motivo? Uno può tenere in vita una persona, a volte lo fanno con i capi di Stato, in attesa della successione si mette un ammalato in rianimazione, lo si mantiene in vita però praticamente è un essere vegetale. La stessa cosa sta capitando per Nola. Che sta capitando? Che io se voglio avere un ospedale che, come diceva Franco, mi guarda le acutie principalmente devo avere la possibilità questo ospedale che abbia intorno a sé il pronto soccorso un insieme di specialità (neurologia, Gastroenterologia, e così di seguito) per porre rimedio. Nola un po' alla volta sta perdendo tutte queste specialità. Le sta perdendo per fari motivi. Sono un po' riassunti nella delibera. La prima cosa manca la struttura, il contenitore. E` stata fatta una riunione dell'associazione di volontariato ieri il dott. De Stefano ha spiegato un po' che sta succedendo. Succede questo: che l'ospedale di Nola è nato negli anni 60-70, Franco se lo ricorda, lo ha aperto lui si può dire, teneva 5-6 reparti. Oggi i reparti per necessità legati proprio alle malattie, alle patologie, sono 22. Capirete bene che il dott. Avella una Nefrologia che è rinomata in tutta la Campania, viene in genere tutta la Campania per fare la dialisi a Nola, ha secondo la Regione 1 solo posto letto per poter assistere i suoi ammalati. La Neurologia è scomparsa dal piano sanitario. Sapete che nel piano di Nola la Neurologia non c'è più. La Gastroenterologia, una volta assicuravamo a Nola l'emergenza gastroenterologica, cioè in qualunque ora del giorno e della notte venivano un ammalato con un'emorragia poteva fare la gastroscopia. Oggi forse ne fa qualcuna di mattina, perché i medici non ce ne sono quasi più. Ed anche lì il reparto 1 solo posto letto. Questo è per dire qualche altra cosa. Poi mi aggancio un'altra volta a Franco Ambrosio, il personale è stanco. Sono ancora i medici degli anni Non c'è stato ricambio. Non c'è stata soddisfazione di carriera di niente e, principalmente, non c'è stata una tipologia di lavoro che permettesse a queste persone di lavorare in tranquillità. Di conseguenza questo è in brevi linee quello che poi se ne parlerà in discussione. Su questa base i capigruppo hanno scoperto che nel 2008 c'è stata un'intesa, un'istituzione programmatica tra la Regione Campania, i sindaci di tutti i Comuni della zona. Sono alcuni Comuni, però ricordatevi che Nola non assorbe solo questi Comuni ma assorbe tutta la bassa Irpinia, il Vallo di Lauro, il Baianese. In questo programma c'erano già nel 2008 delle cose importanti per Nola che Franco già accennata. Quali sono queste cose? Cioè bisognava realizzare l ampliamento dell'ospedale di Nola. Questo è il vincolo fondamentale. Senza spazi potete creare tanti reparti però non avete dove metterli. In verità c'è già il piano, ci sono i soldi, però dei lavori non se ne parla. Poi un'altra cosa che diceva Franco, una sede dell'asl doveva stare a Nola. Cioè praticamente l'asl ha spostato il centro delle operazioni a Castellammare. Capirete benissimo che il potere sta dove si decide. Chi si siede a tavolino nelle decisioni - lo diceva un Presidente americano: chi è presente decide, chi non è presente non decide - e di Nola, vi posso assicurare, se non il dott. De Stefano che ogni tanto va a Castellammare, nella maggior parte delle riunioni non c'è nessuno di Nola. Faccio un esempio banalissimo: quando si sono accorpate le due asl c'era da uniformare i servizi. Cioè accorpando le due asl ci sono due servizi personale, due servizi economato, due servizi di vario tipo. Bisogna farne uno solo. La commissione che doveva decidere queste fusioni era composto da 8 componenti. Di Nola non ci stava nessuno. Si sono dovuti fare i salti mortali per riuscire a inserire un solo componente. Questo per darvi un'idea dell'andazzo, della strada, la piega che ha preso la questione. Tornando sempre a questa delibera, che poi sarà proposta, un'altra cosa che stava in questa intesa programmatica, oltre ad accrescere i posti letto c'era di istituire a Nola una struttura di Neurologia. Questa, come ho detto, è scomparsa completamente, non sta neanche più nominata nell'elenco delle strutture che devono stare a Nola. Vi leggo la fine della delibera. Poi si passa ai vari interventi. "Considerato che al momento alcuna applicazione di questa intesa da parte delle istituzioni ha fortemente penalizzato l'ospedale di Nola in termini di produttività ed organizzazione; tale struttura esistente da centinaia di anni, unica sull'asse Avellino - Napoli ed ubicata in un centro sede di importantissimo snodo autostradale cui convergono 4 assi viari di insediamenti quali il Cis, Vulcano Buono, Officine delle Ferrovie dello Stato e, inoltre, punto di riferimento sanitario per una popolazione di circa 600 mila anime, cui si aggiunge tradizionalmente tutta la popolazione della bassa Irpinia comprensiva di almeno una decina di Comuni. Questa situazione caratterizzata da un progressivo degrado assistenziale penalizza fortemente la popolazione e gli stessi operatori per i disagi conseguenti alla ridotta funzionalità di servizi essenziali che comporta anche quotidiani trasferimenti di giorno e di notte presso altre strutture ospedaliere oltremodo gravosi per il bilancio dell'azienda. Tutto ciò premesso il Consiglio Comunale chiede al Presidente della Giunta Regionale di dare esecuzione a questa deliberazione con immediatezza nella consapevolezza che ulteriori ritardi non possono che aggravare la già precaria situazione a danno solo ed essenzialmente dei cittadini; di dare mandato al sindaco affinché in tempi brevi promuova analoga iniziativa nei confronti dei Comuni firmatari dell'accordo di programma 14/04, nonché

9 9 quelli della bassa Irpinia; di riservarsi ulteriori interventi anche con il coinvolgimento della popolazione affinché l'ospedale di Nola diventi un sicuro ed efficace presidio per la salute dei cittadini". Io penso che l'ospedale di Nola, se vogliamo arrivare ad un risultato concreto, dovrebbe essere preso sotto tutela non soltanto dalla politica ma anche dalla popolazione, dai sindacali, dalle associazioni di volontariato, da tutti, per arrivare ad avere un ospedale che ci fornisca standard di prestazioni veramente efficaci. Grazie. Il Presidente: grazie al consigliere Avella per il suo intervento. Il capogruppo Conventi, Città Viva. Prego. Consigliere Luigi Conventi: Grazie Presidente. Buonasera consiglieri. Buonasera pubblico. Io ringrazio fraternamente, caramente, il dott. Avella per avermi invitato a carne e maccheroni, come si dice a Napoli, su un argomento che mi sta molto a cuore, perché è vero e convengo con Michele Cutolo che non si deve fare demagogia, ma neanche ipocrisia. Nel dire e nel fare politica, noi qua siamo chiamati a fare politica, non ci può essere fra di noi ipocrisia, cioè una critica sottostante. Dobbiamo essere leali con noi stessi e con gli altri. Allora ringrazio veramente di cuore perché mi ha dato il là. E io devo fare un brevissimo excursus su questa materia, sui servizi pubblici, fra cui è quello dell'ospedale di Nola. Io l'ho scritto per non dilungarmi molto, ed è la prima volta che metto sulla carta, proprio per essere molto più chiaro con me stesso. Alla fine degli anni 60 si va affermando anche in Italia una nuova materia di studio e di applicazione: il marketing. Che tradotto alla meno peggio equivarrebbe all'arte di fare mercato. L'esperienza positiva fatta nell'economia americana liberista ed efficientista ne consiglia l'applicazione anche ai mercati meno evoluti, come quello italiano, e ne consegue una rivoluzione lenta ma continua che trasforma il concetto di fare impresa; apre le porte all'internazionalizzazione dei mercati e, poi, alla loro globalizzazione. La società si trasforma, si percepisce prima e poi si consolida la convinzione che il mercato è onnipotente. Nasce una nuova imprenditoria, una filosofia degli affari, che indubbiamente ha avuto conseguenze positive, compresa quella di rigenerare il tessuto produttivo cacciando dal mercato imprese vecchie ed ancorate ad obsoleti schemi aziendalistici. Tale nuovo modo di fare mercato è stato adottato, segno univoco che è valido, anche dalla malavita organizzata e dall'imprenditoria illegale, che le fa da corona. E qua absit iniuria verbis per chi porta questo cognome. Negli anni 90 il marketing che aveva dato ottimi risultati per le imprese innovative viene presentato e introdotto anche nelle imprese di pubblici servizi facendo leva su una spinta di nuovo liberalismo economico e di trasformazione universale del sistema bancario attraverso un sistema politico che andava rinnovandosi dopo il crollo del muro di Berlino e la caduta dell'egemonia Comunista nei paesi ad est della cortina di ferro e la spinta economica poderosa dei paesi quale Cina, India, Indonesia Etc.. L'applicazione ai pubblici servizi già ridimensionati con la liberalizzazione delle imprese a prevalente struttura industriale (enel, sip, Anas, ferrovie) non ha ottenuto al marketing la stessa fortuna della sua applicazione alle imprese produttive. Ciò per diversi ordini di motivi, tra i quali mi piace citare solo uno, che rappresentano nonostante i tentativi vani finora operati una grande difficoltà per il marketing applicato alle imprese di pubblici servizi. Nelle imprese di pubblici servizi - e l'ha detto molto sapientemente il dott. Avella - il rapporto più importante e comunque finale è quello tra costi e benefici. I costi sono espressi in moneta, i benefici sono espressi in soddisfazioni dei bisogni della collettività. Questi sono lavoratori che esprimono un bisogno collettivo. Un numero al cospetto di un giudizio qualitativo. Tanti soldi al cospetto di un giudizio qualitativo. Raffronto quanto mai improbo ed opinabili. I pubblici servizi quali sono? Istruzione, sanità, giustizia, sicurezza e difesa. Beni comuni, cioè tutti quelli che appartengono a tutti (acqua, aria, ambiente, pulizia, igiene). Il Comune, ultimo anello della Pubblica Amministrazione, è costituito perché i cittadini attraverso i loro rappresentanti, che siamo noi, cioè noi riuniti in Civico Consesso, vengano tutelati e possano indistintamente fruire dei pubblici servizi che non vanno e non dovrebbero avere rilevanza economica. Infatti quanto vale la nascita di un essere umano? Infatti volevo chiedere al dottore, e lui mi risponde subito. Quanto vale la nascita di un essere umano? Quanto vale la salvezza di un ferito? Quanto vale evitare la morte ad un infartuato? Disinnescare una bomba o ottenere giustizie o essere formati ad una scuola per il futuro o anche evitare che terroristi attentino alla sicurezza nazionale e comune? Quanto vale un bicchiere d'acqua per un assetato? Ecco quindi il quesito che mi pongo: perché il marketing è fallito nei pubblici servizi? Perché lo si è affidato al potere tout court senza dire a Destra o a Sinistra? Si è affidato al potere e l'ha detto il dottore! Perché lo si è affidato al potere, ai politici per perpetrare il loro potere dispensando favori, promozioni, raccomandazioni ed affari ad amici, parenti, nipoti e a se stessi. I cittadini tutti in modo proporzionale, quelli a reddito fisso, come siamo noi, anche quelli che prendono la cassa integrazione, e in modo dichiarativo chi invece tiene un'attività liberare a reddito variabile, concorrono a sostenere la spesa pubblica che è pubblica, perché viene da noi e da noi destinati con l'offerta razionala a completa dei servizi pubblici. Qui oggi ci interroghiamo sul futuro dell'ospedale di Nola, ospedale antichissimo, punto di riferimento dell'intero agro ed

10 10 ora in condizioni di ritarda e di ossequenzia subordinata. La sovrastruttura politico - territoriale elettoralistica, che ne è la causa senza altri aggettivi, non esiste da alcuna parte che la salute pubblica debba essere sottomessa a questo o a quel potente di turno che tiene in soggezione e incomprensibile ansia e insoddisfazione professionale. Quanti e tanti valenti addetti, medici e paramedici, consapevoli che il servizio che oggi l'ospedale rende è di scarsa qualità non per pigrizia o ignoranza ma per calcolo politico. Allora i cittadini di Nola hanno tutti il dovere e il diritto di pretendere che questo servizio venga reso nelle migliori condizioni. Il Comune non potrebbe, perché non saprebbe farlo, occuparsi di imprese di mercato. Devo però, e non può soltanto fare voti o impegnarsi che il bene pubblico - Sanità - venga erogato in modo completo ed uguale. Tutti sono uguali davanti alla legge. Tutti sono uguali davanti al bisogno. Tutti sono uguali davanti all'acqua. Tutti sono ancora più uguali davanti alla malattia e al dolore. E se la spesa pubblica veramente è debordante, si cerchino e si smascherino le inefficienze, e il dott. Avella lo diceva. Si duplicano i servizi. Si duplicano i costi. Non si duplicano le prestazioni, si duplicano i costi. E le sacche di parassitismo, iniziando dall'alto fino all'ultimo degli addetti, ma non si faccia più dipendere il diritto dei cittadini dai calcoli economici dei potenti, dalle mafie occulte, dalle multinazionali del farmaco con regali miliardari. Non dimenticate in che cosa trovarono nel puff dove si sedeva Poggiolini a vedere la televisione. Non dimenticatelo mai! E` ora che la Pubblica Amministrazione pensi al pubblico e non al privato. E` facile dire noi estrernalizziamo tutto. Esternalizzando si duplicano i costi e si fanno favori. Nell'ospedale si entra per concorso pubblico. Noi dobbiamo dare più pubblico al pubblico e più privato al privato. Noi dobbiamo non dire soltanto meno Stato e più mercato. Dobbiamo dire più Stato nel mercato, laddove è il servizio pubblico che non può essere reso dal privato, perché il privato ci fa soltanto il proprio utile, vuole guadagnarci anche sulle malattie. Vuole guadagnarci anche sui nostri bisogni essenziali! Noi qui dobbiamo affermare con forza e tutti quanti insieme che ci sono dei diritti inviolabili dell'uomo, della persona umana! E il medico non chiede chi è, quando deve cucire o deve curare un infarto! Il privato o ha la raccomandazione per andare, dice: va beh, vai là per curarti. Ma come ha detto il dottore quando si va con un infarto o si sta l'unita di emodinamica oppure quello può morire con l'infarto. Ma se si interviene con un'angioplastica lo sa bene il dottore e lo devono sapere tutti che si può salvare l'infartuato dalla morte. E` ora che la Pubblica Amministrazione pensi al pubblico e non al privato, operi affinché il servizio venga reso in qualità di diritto e non come favore. E il popolo deve chiedere il proprio diritto non andare a chiedere a noi politici il favore: fammi andare qua; dove devo andare là; voglio questo. Stamattina è venuta una signora che diceva: io non posso pagare la luce. Non la devi chiedere, se ci stanno i soldi te li devono dare. Che cos'è questo andirivieni, questa corte dei miracoli che lega la persona umana alle altre persone? Siamo tutti uguali! Poveri, ricchi, intelligenti, non ignoranti, siamo tutti uguali, davanti alla malattia, davanti al bisogno, davanti a questo! Perché questo è il Comune! Non ci dimentichiamo che questa è la casa di tutti! Che noi siamo rappresentanti di tutti indistintamente e non di chi ci ha votato! Non di quello che si è schierato con questo partito o con un altro partito! Questa è la casa Comune! E` la Commune che a Parigi si riunirono i cittadini per stabilire che cosa dovevano fare dopo la rivoluzione. Quando c'è stata fatta la rivoluzione a Parigi noi stavamo ancora sotto la schiavitù feudale dei Borboni. E se anche è stato possibile con un autentico colpo di mano strappare la gestione dell'acqua ed ultimamente la concessione pluriennale delle spiagge, nel mare nostrum, non è mare vostrum, è mare nostrum del pubblico! Del popolo che deve avere l'accesso al mare, alle spiagge, perché è garantito! Il litorale, il mare è di tutti! Nessuno se lo è comprato! Hanno fatto un altro colpo di mano, 99 anni, poi 20 anni, io dico niente, neanche 1 mese! Chi sta là sopra deve pagare per fare il proprio servizio perché incassa, perché per un ombrellone si prende 50 euro al giorno! E c'è gente che non la tiene 50 euro al giorno per mangiare. Questo dobbiamo dire! Questo dobbiamo dire senza fare demagogia! Che questo è l'andamento di un tipo di governo capitalista che vuole tenere in soggezione così come certi vertici politici vogliono tenere in soggezione l'ospedale, perché fa comodo! Perché magari Castellammare è più potente di un altro che sta a noi qui vicino! Non si può e non si deve fare scambio tra salute pubblica e convenienza personale. Dunque o l'ospedale di Nola, che ricade nella competenza della nostra competenza territoriale, è un ospedale uguale e equivalente, come ha detto il dott. Avella, ad altre strutture sanitarie, oppure dovremo dichiarare chiaramente chi, che cosa, come, quando e perché qualcuno o più vogliono declassare l'ospedale di Nola a rango di medicheria di frontiera. Grazie. Il Presidente: grazie al capogruppo Conventi. Penso per una replica perché altrimenti è già intervenuto il consigliere. Consigliere Francesco Ambrosio: no, no, voglio solo aggiungere una cosa che prima mi sono dimenticato.

11 11 Il Presidente: va bene. Il capogruppo Ambrosio, prego. Consigliere Francesco Ambrosio: nel dispositivo che abbiamo preparato dobbiamo chiarire bene, perché credo che sia stata colpa nostra, che noi chiediamo una delle tre direzione a Nola. O amministrativa o sanitaria, noi accetteremo la sanitaria. Ma lo dobbiamo mettere nel dispositivo, lo dobbiamo scrivere. Il Presidente: va bene. Consigliere Francesco Ambrosio: sto chiedendo solo questo. Il Presidente: va bene, allora aggiungiamolo al documento che abbiamo preparato. Consigliere Francesco Ambrosio: non si legge bene, è meglio che nel dispositivo finale facciamo questa cosa. Grazie e chiedo scusa. Il Presidente: capogruppo Cutolo, prego. Consigliere Michele Cutolo: grazie Presidente. Ringrazio anche il consigliere Caccavale che mi invita a ragionare su una tematica tra l'altro di carattere sociale che parte - e lo voglio dire ma non per fare una distinzione - da una volontà comune di tutti i consiglieri comunali. Parte da una volontà di mettere in atto un'iniziativa che porti effettivamente l'ospedale di Nola a essere quel presidio ospedaliero che merita Nola, meritano i Comuni dell'area e meritano la popolazione che usufruisce dell'ospedale. Io volevo ringraziare anche Luigi Conventi che con il suo discorso di marketing dalla Cina a Nola verso le spiagge, verso l'acqua e sui diritti della salute ci ha anche illustrato in una maniera ampia il modo in cui noi dobbiamo mettere in campo questa iniziativa. Un'iniziativa che secondo me, caro sindaco, tu hai fatto già tanto per questo ospedale. Hai convocato una conferenza. Hai fatto venire a Nola assessori regionali. Hai invitato i medici. Hai invitato il direttore dell'ospedale. E` lodevole la tua iniziativa ma deve essere ancora più incisiva. Incisiva in un modo forte, che la Regione, gli enti istituzionali percepiscono che un Consiglio Comunale, quello di Nola, all'unanimità insieme agli altri Consigli Comunali si raggruppano intorno a questa problematica per portare effettivamente alla rinascita dell'ospedale di Nola. Io condivido in pieno quello che ha detto Franco e quello che ha detto Felice. Effettivamente io credo che sia una strategia di carattere sovracomunale, quella di far morire questo ospedale man mano, proprio farlo diluire, non supportando quelle che sono le specialità o le specialistiche che bisogna intervenire nell'ospedale. Quindi la nostra azione è mirata sotto l'aspetto politico, perché il problema è di carattere politico, non è un problema di carattere tecnico sostanziale. Noi dobbiamo intervenire sotto l'aspetto politico. Noi dobbiamo accomunarci con i Comuni dell'area affinché tutti i sindaci, il tavolo dei Comuni dell'area, affinché tutti i sindaci pongano all'attenzione del Ministro della Salute, dell'assessore alla Sanità, questa problematica che effettivamente non riguarda una piccola popolazione come Nola. Qua si parla di 600 mila utenti! Quindi è un eccellenza quello che tu hai detto, il discorso dell emergenza. Avendo quello già riusciamo a sopperire a quelle esigenze che una popolazione come Nola e quella dei Comuni della bassa Irpinia e dell'area nolana possono usufruire. Per cui, sindaco, ti rinnoviamo l'impegno con forza. Sappi che hai tutto il Consiglio Comunale con te. Qualsiasi manifestazione, anche a carattere allegorico, sciopero della fame, incatenamento vicino all'ospedale, qualsiasi iniziativa che possa svegliare gli animi della politica, perché è solo e esclusivamente un problema di carattere politico. Il protocollo sottoscritto è del Dal 2009 è stato realizzato esclusivamente uno svincolo. Uno svincolo di Avella, quello che serve allo Stir. La nostra azione rispetto a quello realizzato ci poteva anche andare bene ma capendo poi alla fine l'obiettivo ci siamo uniti anche sotto quell'aspetto. Allora per questo io rivolgo ulteriormente un invito a tutti i consiglieri comunali, qualsiasi iniziativa che il sindaco ritiene di porre in essere, ripeto, anche sotto l'aspetto della presenza di tutti i consiglieri comunali e tutte le amministrazioni circostanti sarà ben lieta che venga e che possa portare effettivamente alla risoluzione definiva del problema. Perché noi non chiediamo niente. Noi non chiediamo una contrapposizione verso gli organi superiori. Noi chiediamo l'attuazione della legge 16. Cioè noi vogliamo l'attuazione di quello che ha stabilito la riorganizzazione del piano sanitario: l'aumento dei posti letto, Pollena Trocchia diventa un centro di riabilitazione e Nola diventa un presidio ospedaliero a tutti gli effetti. Grazie. Il Presidente: grazie capogruppo Cutolo. Non essendoci altri interventi inviterei il capogruppo Ambrosio a leggere la proposta di deliberazione. Allora è stata già letta nell'intervento del dottore. I consiglieri comunali in

12 12 aula cortesemente! Allora leggiamo quanto meno il deliberato con questa aggiunta che abbiamo detto per ultimo. Leggiamo solo il deliberato senza le premesse. Allora lo legge il segretario il deliberato. Il Segretario Generale: "il Consiglio Comunale delibera: di dare esecuzione alla deliberazione di Giunta Regionale N dell'11 settembre 2008 con immediatezza nella consapevolezza che ulteriori ritardi non possono che aggravare la già precaria situazione a danno solo e esclusivamente dei cittadini; di richiedere il trasferimento di una delle attività direzionali dell'asl nel Comune di Nola; di dare mandato al sindaco affinché in tempi brevi promuova analoga iniziativa nei confronti dei Comuni firmatari dell'accordo di programma nonché di quelli della bassa Irpinia; di riservarsi ulteriori interventi anche con il coinvolgimento della popolazione affinché l'ospedale di Nola diventi un sicuro ed efficace presidio per la salute dei cittadini; di trasmettere il presente ordine del giorno ai sotto indicati soggetti (Presidente della Repubblica, sindaci dei Comuni interessati, Ministero della Salute, Presidente del Consiglio, Ministero dell'interno, Arpac, Asl, Asl 3 sud)". Il Presidente: la proposta si pone ai voti. All'unanimità dei presenti. La proposta è approvata. Mi ha chiesto la parola il consigliere Caccavale. Prego, consigliere. Consigliere Erasmo Caccavale: grazie Presidente. Io ho aspettato la fine di tutti gli interventi perché era giusto portare a termine i lavori concordati già in conferenza di capigruppo per quanto riguarda la delibera che poc anzi abbiamo votato. Però fatto questo io volevo invitare tutto il Consiglio Comunale, perché poi quando ci mettiamo tutti quanti insieme riusciamo anche a fare un buon lavoro e portare degli ottimi risultati a casa. Però poi a dare sostanza e essere consequenziali. Il sindaco sicuramente dopo la delibera si attiverà nelle sedi competenti per far sì che la voce di Consiglio arrivi forte. Però mo sarà stata la vicinanza al consigliere Conventi a risvegliare un attimino in me quello spirito guerrafondaio, io dico: non ci dobbiamo fermare qua. Noi ci dobbiamo dare anche una scadenza, perché ovviamente il tempo gioca a nostro sfavore. Più tempo passa più si allontana la possibilità di risolvere il problema. Quindi a stretto giro, credo non più di 1 mese, noi dovremmo riattivare una procedura un attimino un poco più forte di quella di oggi mettendo in campo tutta una serie di iniziative che poi concorderemo insieme in conferenza di capigruppo, anche mettendo sul tavolo quello che è il nostro mandato, perché noi qua stiamo parlando di una cosa che se perdiamo questo presidio le generazioni a venire ci malediranno per tanto tanto tempo e, quindi, anche nella tomba non staremo tanto sereni. Quindi ci dobbiamo giocare tutto su questa partita e ritengo che iniziative più forti sia opportuno fare. Come anche quelle di dare una mano ai lavoratori che poc anzi, e non sono quelli, perché ci stanno lavoratori di altre aziende che stanno in grande difficoltà. L'Avvocato ha fatto una lettera al sindaco dove sollecitava il sindaco ad attivare qualche procedura per sollevare l'attenzione sulla problematica. Io dico anche su queste vicende dobbiamo essere più forti, perché ahimè a volte il nostro Presidente del Consiglio, al quale io sono legatissimo per appartenenza di partito, alcuni suoi atteggiamenti a volte mi creano imbarazzo, ma tante volte dice delle sacrosante verità. Caro consigliere Maffettone, mi dispiace per lei ma lei probabilmente è l'unico che in questo contesto... non si preoccupi, lei ha i suoi guai da piangere con il Partito Democratico... Il Presidente: non ci discostiamo tanto dall'argomento all'ordine del giorno. Consigliere Erasmo Caccavale: è il consigliere Maffettone che mi vuole portare su un altro argomento. Io sto parlando di questioni locali. Ho tirato in ballo il Presidente. Il Presidente: ne parliamo fra 15 giorni. Consigliere Erasmo Caccavale: ho tirato in ballo il Presidente del Consiglio solamente per ricordare alcune vicende che colpiscono. Il Presidente: ma il Presidente del Consiglio dei Ministri? Consigliere Erasmo Caccavale: il Presidente del Consiglio dei Ministri, l'on. Berlusconi, il quale ogni tanto attacca. Quando la magistratura è così solerte ad emettere provvedimenti che causano poi situazioni di disagio sociale dovrebbe essere anche così solerte a far sì che gli organi competenti attivino tutte le procedure e il rispetto delle leggi per far sì che i lavoratori abbiano accesso a quelli che sono i loro diritti. E parlo del discorso

13 13 prima degli ex dipendenti dell'international e delle altre maestranze che sono anche presenti qui stasera. Quindi quello che voglio dire io alla fine è sollecitare tutti gli organismi, anche - ripeto - con azioni forti nostre per alzare il livello di attenzione sulle problematiche che stanno attanagliando in questi ultimi tempi quest'area. Quindi era solo un invito a tutto il Consiglio, che tutti insieme potremmo veramente fare qualcosa per risollevare Nola. Grazie. Il Presidente: grazie consigliere Caccavale. Chiede gli interventi il sindaco. Il Sindaco: per quanto riguarda le problematiche di lavoro per quello che possiamo fare non ci tireremo indietro, così come abbiamo fatto per l'esplana, che forse territorialmente ci interessava meno da un punto di vista di appartenenza territoriale dei soggetti che lavoravano rispetto alle altre attività che sono in crisi in questo momento. Certamente per quello che possiamo fare. Perché noi non dobbiamo vendere illusioni. Assolutamente! Anche perché uno può assumersi le responsabilità quando poi ha il potere effettivo di decidere in tal senso. Noi questo potere effettivo rispetto a determinate problematiche non l'abbiamo. Quello che faremo per i lavoratori dell'international sicuramente sarà quello di attivare un tavolo presso la Prefettura affinché il Prefetto tenti di dare attuazione a quel protocollo d'intesa, che non prevede purtroppo l'obbligatorietà per la Prefettura di assorbire tutti i lavoratori, ma prevede sicuramente la necessità di esperire tutti i tentativi affinché tutti i lavoratori o una parte di essi possano trovare chiaramente collocazione. A quanto ci risulta questo non è stato fatto. Mi dispiace per i lavoratori dell'international anche perché voglio dire sinceramente in questo momento sicuramente è più difficile rispetto a 1 anno fa quando i sindacati dovevano fare tutto quanto era nelle loro possibilità, perché chiaramente, e Raffaele mi dà conferma, il passaggio di cantiere avviene nel momento in cui si perde un lavoro, un servizio, e subentrano gli altri al servizio. Dal momento che l'international non sta svolgendo più la propria attività da quasi 1 anno probabilmente tutti quei servizi che prima erano affidati all'international adesso sono affidati ad altre società. Sicuramente io parlo chiaro, come ho sempre parlato, il Prefetto Panza è venuto sicuramente meno ad un dovere istituzionale, che era quello di esperire quel tentativo nel momento in cui ha siglato quel protocollo d'intesa, e probabilmente non l'ha fatto. Però attivare il tavolo anche in questo momento pur sembrando la cosa tardiva diciamo secondo me ha un senso se quello che dicono i lavoratori è vero, che la Prefettura in questi giorni, in questa settimana sta rilasciando tanti titoli di Polizia ai soggetti, perché per le vigilanze nel momento in cui devi essere assunto si deve fare la richiesta per il porto d'armi. Quindi se la Prefettura sta rilasciando centinaia di porto d'armi, almeno a quanto dicono i lavoratori, vuol dire che c'è richiesta di assunzione e, quindi, il Prefetto in questo senso può intervenire. Ed è questo che diciamo io e Lello Giannini cercheremo insieme di fare. Oltre questo chiaramente non possiamo fare. Per quanto poi riguarda l'ospedale, io ritengo che chiaramente l'azione del Consiglio Comunale è encomiabile. Però per essere sempre concreti noi dobbiamo indirizzare sempre la nostra azione nell'ambito di quelle che sono le norme che poi ci consentono effettivamente di raggiungere dei risultati. Altrimenti, come dice un proverbio napoletano: seghiamo la segatura. E noi penso che questo non è nelle intenzioni di nessuno, né tanto meno dei medici che lavorano e hanno lavorato fino a ieri, come il dott. Ambrosio, in quell'ospedale. Oggi, purtroppo, noi dobbiamo fare i conti con un Ambito Territoriale, che è quello dell'asl Napoli 3, e che è un raggruppamento che per legge è stato costituito. Chiaramente è una sciagura. Chiaramente i politici che hanno votato quella legge regionale, penso nel 2008 se non sbaglio, se solo avessero voluto pensare che purtroppo da Roma in giù tutto quello che diventa ampio, diventa un carrozzone e diventano sprechi, del resto proprio nell'ambito dell'asl bastava considerare che l'asl Napoli 1, che è la più grande d'europa, è la più indebitata d'europa, per concludere nel senso di non fare un Ambito così ampio ma quanto piuttosto di restringere gli Ambiti. Per quanto riguarda l'ospedale di Nola in particolare io ritengo che l'ospedale di Nola non rischi la chiusura. Però chiaramente è un ospedale che in questo momento non garantisce a noi cittadini del territorio, che ha un'utenza di 600 mila abitanti, lo stesso diritto alla salute che invece è garantito ad altri cittadini che vivono in altre zone dove gli ospedali funzionano bene. E chiaramente questo è un nostro preciso dovere su questo intervenire, sensibilizzare e fare in modo che noi abbiamo le stesse possibilità di salvarci in emergenza che hanno gli altri cittadini della regione Campania e dell'italia. In emergenza perché? Perché penso che oramai è chiaro a tutti, che essendo finito il tempo degli sprechi, e noi di questo dobbiamo necessariamente renderci conto, dobbiamo puntare su un ospedale che almeno nelle emergenze sia un ospedale all'avanguardia, che è quello che poi a noi cittadini interessa, perché ognuno di noi che ha un problema che non è emergenziale può curarsi altrove, a Napoli o in altre città. Quello che a noi interessa però è avere un ospedale che nell'emergenza sia un ospedale all'avanguardia. E secondo me su questo noi dobbiamo batterci, così come dobbiamo batterci per avere una direzione sanitaria o amministrativa dislocata se non a Nola quanto meno diciamo a metà strada, una posizione

14 14 abbastanza baricentrica rispetto all'intera ampiezza dell'asl. Io avevo proposto al direttore sanitario di fare una proposta che non è assolutamente baricentrica ma sarebbe favorevole per l'area nolana. Nel senso che noi in questo momento a Nola non avremmo la possibilità di ospitare una direzione, però c'è il Comune di Comiziano che praticamente ha delle scuole che per mancanza di alunni sono chiuse, e il sindaco Paolino Napolitano proprio alcune settimane fa mi chiedeva se c'era la possibilità in qualche modo di utilizzare queste scuole. Quindi la direzione sanitaria o amministrativa potrebbe essere ospitata a Comiziano senza che l'asl paghi un solo euro. Io voglio oltre che chiaramente impegnarmi nel portare avanti queste cose e chiaramente coinvolgere anche il Consiglio Comunale e, soprattutto, i medici che sono presenti in Consiglio Comunale, ritengo pure che noi per vedere che cosa possiamo veramente ottenere una volta per tutte dobbiamo anche in qualche modo studiare rispetto a quelle che sono le prospettive economiche che oggi la Campania ha a disposizione. E su quello poi puntare e vedere di speculare quanto più è possibile per ottenere i maggiori risultati. Quindi partendo dal piano che è stato fatto. Vedere effettivamente quel piano che cosa prevede, e da lì poi praticamente cominciare ad organizzarci e, ripeto, a vedere di spuntare quanto più è possibile. Fermo restando che le altre cose che però presuppongono anche un cambiamento di norma noi ci possiamo lavorare ma su un altro binario, altrimenti rischiamo soltanto di creare il caos e alla fine di non stringere niente. Quindi secondo me l'impegno del Consiglio Comunale ma dell'intero territorio nolano deve essere questo, di viaggiare su due binari praticamente: quello operative, delle cose che in virtù di quello che è il piano attuativo e delle norme che oggi esistono e possiamo ottenere; e quelle là poi attraverso anche i nostri referenti politici, tutti, dell'intero arco costituzionale, e fare in modo che se qualcosa deve essere cambiato va cambiato. Perché fortunatamente è soprattutto in sede regionale che va cambiato. Però devo dire anche che a quanto mi risulta a Roma e nelle conferenze Stato/Regioni purtroppo la situazione per la Regione Campania è praticamente nera. Quindi applicando quelli che sono i parametri previsti da Maastrich che ricadono anche sulla Sanità e purtroppo sulla Sanità nolana, veramente c'è poco da essere allegri. Quindi io penso che dobbiamo agire in questo solco tenendo presente però tutte queste difficoltà. Grazie. Il Presidente: grazie sindaco. Non essendoci altri argomenti all'ordine del giorno la seduta è sciolta. Buonasera a tutti.

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