COME ALLENERO QUEST ANNO?

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1 COME ALLENERO QUEST ANNO? Io sono fatto così!!! Io ho questo carattere!!! Io sono sempre stato abituato così!!!! Io ho sempre fatto così!!!!!! Per me va bene così!!!!! Io la penso così!!! Quando si inizia una nuova STAGIONE bisogna sapersi rinnovare, mettersi in discussione. Costruirsi una leadership (da Gestione delle risorse umane P.Drucker, 2009) La leadership non è un diritto calato dall alto, ma è qualcosa che viene riconosciuto dal basso Il leader deve continuare ad essere un riferimento credibile e riconosciuto nel tempo Oltre al consenso ed al coinvolgimento nel tempo è imprescindibile il raggiungimento di un alto livello di coerenza Aggiungere l elemento temporale (persone e risultati) impone di considerare la leadership come qualcosa di mutevole Il cambiamento Il cambiamento è diventato una dimensione con cui è necessario che tutti ma nel nostro caso ALLENATORI, dirigenti e organizzazioni sportive devono prenderne atto. Il cambiamento prevede la messa in discussione delle proprie abitudini, della propria struttura mentale, del proprio modo di porsi, di fare, di parlare, di insegnare, di organizzare di vedere la propria interazione con l attività da un punto di vista diverso, nuovo, quindi comprendere e condividere i nuovi obiettivi e la struttura necessaria per raggiungerli. Chi non si adatta al cambiamento è destinato a rimanere fuori dalle dinamiche comunicative dall interazione tra soggetti Non è più possibile pensare di raggiungere risultati eccellenti rimanendo sempre gli stessi, rifiutando di mettersi in discussione Questo potrebbe significare anche mettere in dubbio ciò che fino a ieri ha portato risultati o ciò che negli anni è sempre stato considerato punto di forza.. Il mettersi in gioco, nei rapporti, dovrebbe valere, naturalmente, a tutti i livelli: quello organizzativo, di team, del singolo dirigente, del tecnico, dell atleta di tutto l indotto.

2 La motivazione come valore 1. Sviluppare il senso di appartenenza 2. Valorizzare il ruolo e il contributo di ognuno 3. Promuovere il consenso sulle decisioni 4. Mediare i conflitti, tutelando soprattutto i deboli senza condannare i più forti 5. Da gratificare a RESPONSABILIZZARE Un po di teoria non fa mai male, questa è una piccola dose, che è necessaria per iniziare la fase del cambiamento. La Pallavolo negli ultimi anni ha avuto molti mutamenti dovuti a tanti fattori che non credo sia il caso di sottolineare, il dato rilevante è che tutti siamo d accordo che per migliorare la qualità occorre modificare alcuni costumi e abitudini (purtroppo negative) che lentamente hanno affondato le radici nel quotidiano delle nostre palestre, occorre UN CAMBIAMENTO siamo tutti disposti Per produrre il cambiamento bisogna volerlo, questo processo ha bisogno di 4 elementi fondamentali: Condivisione Disponibilità Tempo Pazienza Coerenza COSTRUZIONE di un MODELLO Costruire un ambiente positivo, formativo e motivante, promuovere la qualità, l educazione, la motivazione, la partecipazione.. Promuovere il talento ma anche la pratica dell attività sportiva. Io nel progetto: La completa condivisione ci impone di : Sentirsi funzionali al sistema e non satelliti di un sistema Se decido di stare dentro..scelgo di essere un protagonista Iniziare per gradi, per costruire un modello, bisognerà definire alcuni aspetti importanti: 1. Il metodo 2. Le regole 3. Il controllo 4. La qualità IL METODO ALLENARE non vuol dire solo far crescere un atleta, ma soprattutto far crescere una persona, chi è deputato alla formazione deve essere disposto anche al cambiamento, se necessario, dello stile personale. Deve essere disposto a studiare, apprendere ed applicare i principi pedagogici elementari. L ALLENAMENTO è un PROCESSO PEDAGOGICO GUIDATO Modificare l habitat, attraverso la scelta dello stile.

3 AUTORITA O AUTOREVOLEZZA G. Esposito, RU. Management A. La differenza sostanziale tra autorevolezza e autorità è rappresentata dall'origine dell assegnazione dell'una o dell'altra. L'autorità è corrispondente al livello gerarchico, quindi al potere del grado. L'autorevolezza è invece riconosciuta dagli altri. In genere, l'autorità è legata allo stile direttivo (ad esempio per comunicare ordini non negoziabili), quindi al superiore gerarchico, al "capo"; L'autorevolezza, invece, più efficacemente si associa allo stile partecipativo, quindi al consenso e alla capacità di convincere e di vendere, anche un'idea. L Autorevole è un capo che non ha paura di perdere credibilità, al contrario, interviene con rapidità nel prendere decisioni e nel negoziare con la propria gerarchia. Il capo autorevole, quindi, ha anch'esso una sua azione autoritaria, ma la sua dote maggiore è rappresentata dalla capacità soprattutto comportamentale, di comunicare con i suoi collaboratori individualmente, con tutto il gruppo ed esercitare quando necessario la propria gerarchia. Nell ambito sportivo autorità e autorevolezza devono essere entrambe presenti nella persona dell allenatore, lo stile autoritario risulterà fondamentale nella conduzione di allenamenti e nei momenti di vita comune, lo stile autorevole sarà invece indispensabile nel difficile lavoro di equilibrio tra i rapporti allenatore-atleti-regole, tra atleti-atleti-dinamiche di gruppo, tra allenatore-dirigente-società, tra allenatoreatleta-genitori. IL tutto guidato da una grande dose di BUON SENSO. Priorità di scelta: LE REGOLE 1. Educazione e comportamento (linguaggio e regole comportamentali durante tutta l attività) 2. Rispetto di persone e strutture ( allenatori, compagni di squadra, allenamenti, dirigenti, genitori, palestre, spogliatoi) 3. Comportamento sportivo (Arbitro, avversari, pubblico, trasferte) 4. IL CONTROLLO ATTEGGIAMENTO COERENTE Alle parole seguono i fatti.sempre 1. Profondo rispetto per la persona/atleta/giovane 2. Stesso stile con tutti 3. Stessa quantità comunicativa con tutti 4. Stessa qualità comunicativa con tutti 5. Stessa interazione con tutti 6. Stessa attenzione tecnica con tutti 7. Un obiettivo tecnico ed agonistico per tutti 8. Sviluppo per tutti del senso di appartenenza al gruppo ed all attività 9. Campo per tutti in proporzione alle capacità MA PER TUTTI!!!!

4 ERRORI DA NON COMMETTERE Non lasciarsi influenzare da simpatie ed antipatie Non lasciarsi condizionare dai furbetti Non lasciarsi condizionare dalla bravura tecnica Non lasciarsi condizionare da genitori antipatici Non parlare mai di altre cose se non dell accaduto Non usare mai parole offensive neanche per scherzo Non usare mai parole lesive neanche per scherzo Non usare mai parole che indichino punizioni corporee Non scendere mai sul personale Non alzare mai la voce Non perdere mai la calma Non sentirsi chiamato in causa PERDITA di COERENZA INDIVIDUALE Avere un comportamento poco attento e superficiale Mostrare con parole e comportamento, poca motivazione, poco entusiasmo Avere un linguaggio demotivante e scoraggiante anche se per scherzo Partecipare passivamente all allenamento (allontanarsi dalla palestra, parlare con altri, parlare al telefonino) Usare due pesi e due misure Lasciarsi condizionare dal proprio umore giornaliero Accanirsi sempre contro gli stessi Non considerare tutte gli atleti persona allo stesso modo Non dare a tutti le opportunità tecniche, in allenamento e gara. Essere poco propositivi in allenamento e gara perdendo subito la pazienza Essere assenteisti Incoerenza tra il dire ed il fare PERDITA di COERENZA AMBIENTALE Non rispettare il regolamento e le procedure Avere un atteggiamento buonista per apparire più bravi degli altri Mettere in dubbio l operato di un altro tecnico o dirigente Parlare privatamente, esponendo la propria contrarietà al regolamento, alle procedure, ad un episodio e ad un provvedimento sia con i diretti interessati che con chiunque appartenente all ambiente. Contraddire pubblicamente l applicazione del regolamento e delle procedure, ma discuterne privatamente Prendere provvedimenti immediati con atleti di altri gruppi senza attivare le procedure Scendere sul personale con altri tecnici, dirigenti, genitori. LA QUALITA PROCEDURE PER UN ALLENAMENTO ORGANIZZATO PRESUPPOSTI Puntualità Avvisare con sms/tel incaso di assenze, ritardi e inconvenienti vari (pena l applicazione delle procedure) Si arriva in palestra 15 prima dell ora di allenamento (non un ora prima) Comportamento corretto negli spogliatoi e corridoi

5 ATLETI Divisa da allenamento obbligatoria per tutti Bottiglia o borraccia per bere durante l allenamento Elastico individuale, ginocchiere ALLENATORE Rete ben messa, carrello, palloni, altra attrezzatura necessaria, borsa medicinali In abbigliamento sportivo, con cartellina e programma di allenamento e registro presenze. Si entra il palestra solo al momento di inizio allenamento e non prima Raduno in cerchio al centro del campo, per verifica presenze, presentazione allenamento Allenamento: non si parla, non si perde tempo, non ci si distrae, Spiegazione esercizio breve e chiara, correzioni se possibile, individuali senza interrompere, di squadra con brevissime interruzioni Ogni blocco di lavoro 30 circa, sosta per bere 45 Al termine raduno al centro del campo per comunicazioni e programmi Controllo finale negli spogliatoi per verificare il comportamento DA EVITARE Di organizzare esercizi che escludono alcuni atleti Di organizzare esercizi, cambi e rotazioni che limitano sempre gli stessi atleti Di organizzare esercizi troppo complicati e tecnicamente complessi Di organizzare allenamenti sempre con la stessa struttura Di organizzare esercizi che non abbiano una progressione crescente Di provare sempre il sestetto che gioca senza mai provare gli altri Di abbassare il livello qualitativo dell allenamento per provare tutti Di interrompere con frequenza gli esercizi Di non interrompere mai gli esercizi COME FAR GIOCARE TUTTI SENZA ABBASARE TROPPO LA QUALITA Oltre ai cambi classici per ruolo, durante gli allenamenti: Specializzare alcune riserve sulla battuta (per un cambio in battuta) Specializzare alcune riserve per la difesa( per un giro dietro) Specializzare alcune riserve per il muro o attacco per un giro avanti I CAMBI, QUANDO? Nella prima parte del set (fino a 16) In set con uno scarto positivo o negativo di 8 punti Al 3 set di una partita compromessa (che si poteva vincere) Distribuiti al di una partita che si può vincere Mai 2/3 cambi insieme quando si è in vantaggio di 2-0 (set) Distribuiti con parsimonia ed in maniera strategica in un set o partita equilibrata (cambio in : battuta, a muro sul centrale avanti, in difesa sull opposto in 2 linea che non riceve, al posto del palleggiatore basso per una posizione avanti, cambio avanti su un attaccante che non attaccherà comunque )

6 RAPPORTI SPORT/STUDIO L istruzione deve rimanere la prima priorità nel percorso formativo di una persona, per cui nella nostra attività dovremo tenere in considerazione questo punto. Chiaramente bisognerà giocare d anticipo, con alcuni passaggi importanti: 1. Chiedere periodicamente agli atleti il loro andamento scolastico 2. Chiedere periodicamente ai genitori l andamento scolastico dei figli 3. Concedere ogni tanto la pausa studio 4. In caso di scarso rendimento scolastico, scegliere il periodo strategicamente MIGLIORE per una sospensione dalle attività, concordata con i genitori, per permettere il recupero. 5. Non sovraccaricare troppo gli atleti, occupando ogni giorno con allenamenti e gare 6. Ricordiamoci sempre che abbiamo a che fare con soggetti in fase di CRESCITA a 360 e lo sport deve essere scelto e non imposto.

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