1. Introduzione. There s an easy way to describe today s on-line. culture of participation without invoking Web

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1 1. Introduzione There s an easy way to describe today s on-line culture of participation without invoking Web 2.0 at all. Just call it the Internet. That way, everyone will know what you mean. Paul Boutin Io parto dal presupposto [ ] che alla fine del XX secolo abbiamo vissuto uno di questi 1 eccezionali intervalli della storia, un intervallo caratterizzato dalla trasformazione della nostra cultura materiale grazie all agire di un nuovo paradigma tecnologico incentrato sulle tecnologie dell informazione 2. Così Manuel Castells iniziava, nel 1996, il capitolo La rivoluzione della tecnologia dell informazione del primo volume della sua famosa trilogia. E in questi volumi Castells fonda il concetto di Informazionalismo 3, paradigma tecnologico che sta rimpiazzando l Industrialismo 4, apportando profonde modifiche alla struttura sociale: non più società industriali ma società di reti (Network Society), non più economia centrata sui manufatti ma sulla distribuzione di conoscenza. A coordinare e gestire questa distribuzione si collocano i mezzi di comunicazione che, in questa Età dell Informazione, hanno Si riferisce alla definizione della storia data dal paleontologo Stephen J. Gould nella sua opera The Panda s Thumb: More reflections on Natural Histoy, New York (1980), La storia della vita, per come la intendo io,è costituita da una serie di stati stabili, punteggiata a intervalli da eventi maggiori che si verificano con grande rapidità e che servono a determinare l epoca stabile successiva. Manuel Castells La nascita della Società in Rete, Berkley (1996), ed. italiana, Milano (2002) Paradigma introdotto dalla rivoluzione dell Information Tecnology, che fa riferimento allo specifico modo di sviluppo centrato sull evoluzione tecnologica. Paradigma caratterizzato dalla capacità di generare e distribuire energia per mezzo di manufatti costruiti dall Uomo senza dipendere dall ambiente. 127

2 subito una serie di cambiamenti attraverso l evoluzione tecnologica. Cuore pulsante dell evoluzione, tuttora in corso, è Internet, e soprattutto il World Wide Web, che riesce ad inglobare tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa, come sostengono Bolter e Grusin con il loro concetto di remediation. L idea della rimediazione, già racchiusa in un intuizione di McLuhan 5, che analizza la struttura multimediale propria dell epoca della digitalizzazione: il contenuto dei media digitali sono tutti gli altri media 6. All interno di questa evoluzione, si può assistere ad un altra crescita, che è l evoluzione della Rete stessa. Ripercorrendo la sua storia si possono individuare tre grandi momenti, oltre, naturalmente, alla sua stessa creazione. Il primo, senza il quale probabilmente oggi useremmo Internet solo per scambiarci e- mail, è stato la nascita di Mosaic. Marc Andressen si è reso conto che se il World Wide Web avesse avuto un aspetto più professionale avrebbe attratto ogni genere di wannabes, vale a dire la maggior parte di noi. Subito dopo è arrivato Yahoo!, che ha introdotto una nuova generazione di indispensabili strumenti di navigazione, poi evolutisi in Google. E chissà quali saranno gli sviluppi futuri. Il terzo momento è proprio l avvento dei weblog. [ ] I weblog sono uno spazio per la riflessione condivisa. 7 Il terzo momento di cui parla De Kerkhove, che è quello che stiamo vivendo, è testimone di una diffusa discussione sul nome da attribuire a questo ulteriore sviluppo, scaturito anche dalla diffusione esponenziale di blog personali, photoblog e blog urbani, che hanno contribuito all affermarsi, nella Rete, di pratiche come personalizzazione, partecipazione e condivisione. Molti teorici più o meno autorevoli, a partire dai fondatori di aziende come Aol o Yahoo!, per giungere a blogger appassionati Marshall McLuhan Understanding Media: The extension s of man, NewYork (1964), il contenuto di un medium è sempre un altro medium J.D. Bolter, R. Grusin Remediation. Understanding New Media, London (1999), ed. Italiana, Milano (2002) D. De Kerkhove, Prefazione in G. Granieri Blog Generation, Bari (2005)

3 di Web, amano definire Web 2.0 questo momento della storia della Rete, in contrasto con il periodo precedente (Web 1.0) in cui l utente non aveva a disposizione tutti i servizi e gli strumenti, che invece sono disponibili oggi, per poter partecipare attivamente. Wikipedia 8, la nota enciclopedia libera creata in modo collaborativo dagli utenti, lo definisce come un generico stato di evoluzione di Internet e in particolare del World Wide Web. I promotori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, retroattivamente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall , dall uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web più dinamico e interattivo., mentre Tim O Really, grande studioso della Rete e ideatore della Web2Con 9 (la conferenza sul Web 2.0 per eccellenza, che dal 2004 si svolge a San Francisco), ne da una definizione più concreta: Web 2.0 is the network as platform, spanning all connected devices; Web 2.0 applications are those that make the most of the intrinsic advantages of that platform: delivering software as a continuallyupdated service that gets better the more people use it, consuming and remixing data from multiple sources, including individual users, while providing their own data and services in a form that allows remixing by others, creating network effects through an architecture of participation, and going beyond the page metaphor of Web 1.0 to deliver rich user experiences. Definizione che, a nostro avviso, racchiude le caratteristiche principali di questo nuovo paradigma. La rete si è evoluta in piattaforma, sulla quale si possono creare ed utilizzare una serie molto più ampia di dispositivi, servizi e dati

4 I dati che ciascuno inserisce sulla piattaforma sono riutilizzabili e ri-elaborabili, attraverso l architettura della partecipazione (la struttura stessa di questa piattaforma costituita da sistemi di gestione dei contenuti e tecnologie Wiki, che rendono facile e veloce la partecipazione dell utente). Vivere la rete significa per l utente vivere un esperienza ricca, possedere un point of presence all interno della Rete, singolo nodo in un opera collettiva e ipertestuale che tende a configurarsi come un sistema di contenuti 10. Se si pensa però al 1990, quando, al CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra, un gruppo di ricercatori capeggiato da Tim Berners-Lee progettava il WWW e l HTML, il concetto di partecipazione e di coinvolgimento del singolo utente non risulta così sorprendente. Quelle nuove applicazioni organizzavano il contenuto dei siti Internet per informazione piuttosto che per posizione, fornendo agli utenti un sistema di ricerca più facile per individuare l informazione desiderata e, attraverso il linguaggio di formattazione ipertestuale, rendevano possibile a ciascun computer (e quindi anche a ciascun utente) di adattare il proprio linguaggio all interno di questo formato condiviso. In un intervista, infatti, il padre del web fa notare come già il Web 1.0 fosse totalmente incentrato sulla connessione tra le persone When asked if it s fair to say that the difference between the two might be fairly described as Web 1.0 is about connecting computers, while Web 2.0 is about connecting people, Berners-Lee replied, Totally not. Web 1.0 was all about connecting people. It was an interactive space, and I think Web 2.0 is of course a piece of jargon, nobody even knows what it means. If Web 2.0 for you is blogs and wikis, then that is people to people. But that was what the Web was supposed to be all along. And in fact, you know, this Web 2.0, it G. Granieri (2005), cit.

5 means using the standards which have been produced by all these people working on Web The horrible buzzword Web When I opened my first FIDO BBS 14 system in 1987 it was about community, a buzzword that got on my nerves in 1997, around 10 years later. Computer supported communication between interest groups or friends via networks (or very early floppy disks) is a very old concept, but the industry needs the buzzwords and the marketing and has to reinvent to stay fancy. Because being fancy is important to sell expensive stuff. Look at the fashion victims and Sex and the City viewers. The concept of being fancy and creating a hype is no more than a very clever marketing effect. Now the internet has discovered that and calls it Web 2.0. I call it self-motivation therapy for folks who are looking for the spirit of the new. Sorry to disappoint you: it is not new, it is just polished and has more colors around the input fields in your communication application (aka Browser, formerly Terminal) Con il Web 2.0, quindi, si ritorna al vero intento della creazione del WWW; dopo qualche anno di sbandamento e di svariati esperimenti, si traccia la strada inizialmente aperta da Berners- Lee, arricchendola di strumenti e dispositivi sempre più complessi, che provengono dall esperienza collettiva acquisita in questo decennio di stallo. Proprio per questo, alcuni critici definiscono Web 2.0 semplicemente una buzzword, (un neologismo usato comunemente per semplificare dei concetti, uno slogan facile da ricordare, in grado di fare presa), come l autore di questo post del blog di Trade Bit Una rete ed un sistema per scambio e trasporto files e messaggi interconnesso usato dalle BBS (Bulletin Board System), prima dell'esplosione di Internet, e venne istituito da Tom Jennings nel [Fonte: Wikipedia] 131

6 Altri opinionisti, con una visione tendenzialmente negativa, vedono il Web 2.0 poco partecipativo; Dave Winer 15 ne è un esempio: We need to get all hands involved in what we used to call Web 2.0, he laments. It s time for it to stop being exclusive, and it s way past time for one company to be controlling who s supposed to participate. 16 In altri casi si parla di Web 2.0 come una bolla 17, in riferimento alla bolla speculativa della New Economy 18, come fa il curatore di Sky Tg24 Marco Mantemagno che, attraverso il suo blog, solleva la questione: Un osservazione corretta che ho letto in giro riguarda l attuale mancanza di critiche; in altri termini ogni nuova iniziativa viene accolta con entusiasmo e il muro di diffidenza è troppo basso (diventa quindi difficile capire cosa funzionerà e cosa no). Altro problema: i bassi costi di start up mascherano gli eventuali fallimenti (in era 1.0 era più costoso partire e più grosso era ogni tonfo). 19 VoIP 20, Paul Kedrosky 21 e John Battelle 22 concordano con Mantemagno: l entusiasmo acritico produce una bolla nella creazione delle imprese. Queste compagnie sono tenute artificialmente in vita dai venture capitalists, generando uno squilibrio nell ecosistema: sono troppo pochi quelli che falliscono. Per poter imparare dagli errori, le cattive idee devono fallire Sviluppatore software che ha contribuito alla creazione dell Xml e delle Api Una particolare fase di un qualsiasi mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi, dovuto ad una crescita della domanda repentina e limitata nel tempo [Fonte: Wikipedia] Termine coniato per descrivere l evoluzione degli Stati Uniti e altri paesi sviluppati, da un economia basata su manifattura e industria ad un economia basata sulla circolazione dell informazione [Fonte: Wikipedia] dead20_a_caccia.html

7 Nel suo articolo What is Web Tim O Really comincia proprio descrivendo il concetto di bolla, definendola una caratteristica comune di tutte le rivoluzioni tecnologiche: The bursting of the dot-com bubble in the fall of 2001 marked a turning point for the web. Many people concluded that the web was overhyped, when in fact bubbles and consequent shakeouts appear to be a common feature of all technological revolutions. Shakeouts typically mark the point at which an ascendant technology is ready to take its place at center stage. Tim O Really continua, poi, descrivendo le origini del termine Web 2.0 per quietare il lungo dibattito sulla questione. The concept of Web 2.0 began with a conference brainstorming session between O Reilly and MediaLive International. Dale Dougherty, web pioneer and O Reilly VP, noted that far from having crashed, the web was more important than ever, with exciting new applications and sites popping up with surprising regularity. What s more, the companies that had survived the collapse seemed to have some things in common. Could it be that the dot-com collapse marked some kind of turning point for the web, such that a call to action such as Web 2.0 might make sense? We agreed that it did, and so the Web 2.0 Conference was born. In the year and a half since, the term Web 2.0 has clearly taken hold, with more than 9.5 million citations in Google. But there s still a huge amount of disagreement about just what Web 2.0 means, with some people decrying it as a meaningless marketing buzzword, and others accepting it as the new conventional wisdom. Il problema principale di un espressione come Web 2.0 è la sua genericità. Ognuno può intenderla come vuole e, per dimostrarlo, si potrebbe andare a ricostruire la complicatissima fase di stesura della voce su Wikipedia. Il maggior equivoco, nasce forse da 2.0 che ricorda la modalità di denominazione delle versioni di un software. È questo il caso? Da un punto di vista strettamente tecnologico la risposta è no. Il cuore del Web

8 continuano ad essere TCP/IP, HTTP e il meccanismo dei link, fanno notare in molti, anche se tecnologie che fanno la differenza e che hanno permesso la realizzazione di molti nuovi servizi, ve ne sono, e anche parecchie. L articolo di O Really (la casa editrice da lui fondata è la principale sostenitrice della filosofia Web 2.0) fornisce argomenti piuttosto convincenti a discapito delle varie critiche: Web 2.0 è una buzzword, ma se ha avuto successo è solo perché capace di comunicare ciò che sta accadendo sul web. Cambiare l etichetta, insomma, non cambierebbe la sostanza. Stanno emergendo nuove tipologie di società e di servizi, si parla con insistenza della rete come vero sistema operativo del futuro, dal consumo si sta passando alla partecipazione, dalla fruizione passiva di contenuti altrui al boom dei contenuti generati dagli utenti distribuiti e ri-usati in mille modi diversi grazie alla syndication in XML e ai servizi web. Al momento dare una definizione precisa del periodo di storia del Web che stiamo vivendo sarebbe azzardato, proprio perché definire significa dare dei confini, e in questo contesto in continua evoluzione sarebbe totalmente fuori luogo. Ciò che si può fare però, è un analisi approfondita di tutti i nuovi servizi, i nuovi software, i nuovi strumenti nati negli ultimi tempi per trovare denominatori comuni e giungere così ad una serie di caratteristiche che rendono effettivamente la Rete partecipativa e collaborativa. Le opinioni e le divergenze nel lungo dibattito sulla definizione del Web 2.0, partito dalla conferenza di San Francisco nel 2004 e continuato in Rete, soprattutto attraverso i blog: sono milioni e vanno a penetrare in molti ambiti diversi, sottolineando particolari caratteristiche dei più attuali servizi web. Prima di addentrarsi nell analisi di ciascuno di questi ambiti, si esporrà un confronto tra Web 1.0 e Web 2.0, sulla scia del brainstorming 134

9 attuato nella già citata conferenza, e dal quale è scaturita la flame, ancora in corso 24. Web 1.0 Web 2.0 DoubleClick Adsense, Ofoto Akamai Mp3.com Britannica On-line Personal website Evite Domain name speculation Page Views Screen Scraping Publishing Content Management Systems Directories (taxonomy) Stickiness Google Flickr Bitorrent Napster Wukipedia Blogging Upcoming.org Search engine optimization Cost per click Web Services Partecipation Wikis Tagging (folksonomy) Syndication In un solo colpo d occhio, attraverso una serie di esempi, vengono mostrati i punti salienti dell evoluzione del web: dalle pagine personali ai weblog, dalla pubblicazione (da parte di soli professionisti) alla partecipazione (da parte degli utenti), dalle tassonomie alla pratica del tagging, il nostro modo di interfacciarci alla rete cambia radicalmente, diventa a tutti gli effetti comunicazione che parte dal basso. E come recita, ancor più chiaramente, l articolo di Joe Drumgoole 25, CEO 26 di Putplace.com 27 : Web 1.0 was about reading, Web 2.0 is about writing Web 1.0 was about companies, Web 2.0 is about communities Web 1.0 was about client-server, Web 2.0 is about peer-to-peer Chief Executive Officer (Amministratore delegato) Piattaforma on-line per organizzare i propri dati

10 Web 1.0 was about HTML, Web 2.0 is about XML Web 1.0 was about home pages, Web 2.0 is about blogs Web 1.0 was about portals, Web 2.0 is about RSS Web 1.0 was about taxonomy, Web 2.0 is about tags Web 1.0 was about wires, Web 2.0 is about wireless Web 1.0 was about owning, Web 2.0 is about sharing Web 1.0 was about IPOs, Web 2.0 is about trade sales Web 1.0 was about Netscape, Web 2.0 is about Google Web 1.0 was about web forms, Web 2.0 is about web applications Web 1.0 was about screen scraping, Web 2.0 is about APIs Web 1.0 was about dialup, Web 2.0 is about broadband Web 1.0 was about hardware costs, Web 2.0 is about bandwidth costs 28 L utente non è più solo un lettore, che riceve contenuti passivamente, creati da grosse aziende, attraverso una tecnologia client-server, dominati da portali e invasi dalle tassonomie. L utente, in questa nuova fase è anche scrittore, si organizza, nella rete, in comunità, soprattutto in base ad interessi condivisi, personalizza il proprio spazio attraverso i blog e approfondisce i suoi interessi attraverso gli RSS: la rivoluzione è nell approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice fruizione alla possibilità di contribuire popolandolo e alimentandolo con propri contenuti. L immagine che segue rappresenta un altra interessante visione del Web 2.0, disegnato da Washington, uno degli amministratori di Programming Designs

11 Governano la rivoluzione del Web 2.0 i sistemi di pubblicità, in Figura 1 - Web 2.0 Pyramid primis Google Adsense. Appena sotto, ma molto importanti, ci sono i Feed Rss e la programmazione effettuata in XML, JavaScript e Css. In seconda linea troviamo poi un solido sistema operativo (linux), un ottimo webserver (apache) e un accoppiata vincente come quella formata da PHP e MySql, tutto all insegna dell Open Source. A dar manforte al sistema ci sono sistemi come i blog e le social network, che, facilitate da AJAX 30, favoriscono la rivoluzione. Alla base della piramide c è il rinnovato design fatto di icone, colori e loghi dal sapore fresco e leggero. Il grafico che segue, infine, incentra il paragone strettamente sui contenuti: prima interamente generati da professionisti (sulla scia di Yahoo! molti siti di fama mondiale pagano agenzie di comunicazione o liberi professionisti per riempire il contenitore 30 Cfr. capitolo successivo L innovazione tecnologica 137

12 di contenuti), oggi generati per una parte consistente dagli utenti. Figura 2 Web 1.0 Vs Web 2.0 Si passa da un Web read-only ad uno read & write. A questo proposito è stato coniato da Derrick de Kerckhove 31, direttore del McLuhan Program in Culture & Technology 32 e docente all Università di Toronto, il termine screttore: la condizione contemporanea del lettore di oggi, che attraverso la rete con la sua interattività ricrea il testo in una nuova forma, arricchendolo di sé: come già aveva intuito Mc Luhan, infatti, la tecnologia è un estensione ulteriore dei sensi, del corpo o delle facoltà umane. La massa di questi contenuti generati dagli utenti e organizzati in forme non lineari dagli screttori, va a formare l intelligenza collettiva, termine coniato questa volta da Pierre

13 Levy 33, noto filosofo del cyberspazio, che lo descrive in questi termini: la cultura è la dimensione collettiva dell intelligenza e poiché possediamo questa intelligenza collettiva siamo degli esseri umani; l intelligenza collettiva è data dalla memoria collettiva, da un immaginario collettivo. Siamo quel che siamo grazie all esistenza delle istituzioni, delle tecniche, dei linguaggi, dei sistemi di simboli, dei mezzi di comunicazione. Questo è il livello più generale dell intelligenza collettiva e la nostra intelligenza individuale è totalmente infiltrata dall intelligenza collettiva. 34 E l intelligenza connettiva, altro concetto ideato da De Kerckhove, non è altro che la pratica di questo processo. McLuhan diceva sempre che il suo lavoro non era altro che una nota a piè di pagina. Posso dire che l intelligenza collettiva sia una nota a piè di pagina su ciò che si è appena scritto, su quello che si è appena detto: è, effettivamente, la pratica della moltiplicazione delle intelligenze le une in rapporto alle altre all interno del tempo reale di un esperienza, di un progetto. Non è molto più di questo ma nello stesso tempo da alla gente subito l esperienza della loro intelligenza collettiva nel loro gruppo. Ed è gradevole da vivere perché è una nuova esperienza cognitiva, o meglio: una vecchia esperienza cognitiva della quale, però, si prende coscienza arricchendola e accelerandola. 35 Tags: Castells, Informazionalismo, Network_Society, Bolter, Grusin, rimediazione, McLuhan, Mosaic, Andressen, Yahoo!, Google, weblog, De_Kerkhove, Aol, Web1.0, Wikipedia, Web2.0, O Really, buzzword, Web2Con, Granieri, Berners-Lee, winer, Mantemagno, VoIP, Kedrosky, Battelle, XML, flame, screttore, intelligenza_connettiva

14 2. L innovazione tecnologica 36 La sola certezza fino ad ora è che il futuro non è quello che era. Il prossimo passo è quello di riconoscere che in questa nuova cultura globale siamo tutti dei primitivi. Per progredire dallo status di semplici vittime delle nostre crisi a quello di esploratori, dobbiamo sviluppare il senso del giudizio critico in tempi critici. Derrick De Kerckhove L esperienza di collaborazione e reale partecipazione che, oggi, gli utenti della Rete possono fruire è determinata innanzitutto dall innovazione dell infrastruttura tecnologica su cui poggia il web e dallo scenario tecnologico che si sta configurando presso gli utenti. Sulla scia delle previsioni di Scott McNearly 37, co-fondatore della Sun 38, oggi gli utenti si trovano in un ambiente composto da: numerosi device, che vanno dalle foto-videocamere digitali, integrate o no nei loro telefoni cellulari, lettori Mp3, I-pod, che possono essere tutti connessi in Rete; una diffusione massiccia della banda larga (anche se in Italia non ha raggiunto ancora risultati eclatanti), e un inizio di espansione della connessione Wi-Fi, grazie alle quali diventa sempre più naturale per l utente essere perennemente connesso; un abbassamento del costo degli hardware che ha reso questo mercato di massa. L innovazione dell infrastruttura tecnologica consiste principalmente nel passaggio dalle pagine statiche, dove Internet rappresentava un contenitore di informazioni, alle pagine La realizzazione di questo capitolo è stata per la maggiorparte realizzata con lo stretto supporto di Wikipedia, Famosa azienda produttrice di computer, hardware, software, e servizi di information-technology

15 dinamiche, in cui i contenuti vivono in un costante aggiornamento. Steven Johnson ha contrapposto a questo proposito alla metafora della libreria (che rappresenta l approccio 1.0) quella dell ecosistema, evidenziando il modo in cui i dati circolano e alimentano i processi 39. La possibilità di partecipazione e interazione dell utente viene generata principalmente grazie alle tecnologie AJAX (Asynchronous JavaScript and XML), cui O Really stesso associa il Web 2.0 nella sua definizione. L intento di queste tecnologie è di ottenere pagine web più attive, scambiando piccoli pacchetti di dati con il server dietro le quinte, così che l intera pagina web non debba essere ricaricata ogni volta che l utente fa una modifica. Questa tecnologia riesce quindi a migliorare l interattività, la velocità e l usabilità di una pagina web. La tecnologia AJAX utilizza una combinazione di: XHTML 40 e CSS 41 per la formattazione delle informazioni e lo stile DOM (Document Object Model 42 ) manipolato attraverso un linguaggio come Javascript per mostrare le informazioni ed interagirvi; l oggetto XMLHttpRequest 43 per l interscambio asincrono dei dati tra il browser dell utente e il web serve; extensible HyperText Markup Language, può essere definito come una riformulazione dell'html come applicazione XML: un file XHTML è un file XML scritto con i termini dell'html. Il linguaggio prevede un uso più restrittivo dei tag HTML; solo la struttura della pagina è scritta in XHTML, mentre il layout è imposto dai cosiddetti CSS Cascading Style Sheets, ovvero fogli di stile a cascata, sono un insieme di raccomandazioni redatte dal W3C (World Wide Web Consortium) per definire l'aspetto delle pagine HTML e XHTL. La loro creazione, avvenuta nel 1996 si è resa necessaria per separare i contenuti dalla formattazione e imporre una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per l'autore che per l utente. una forma di rappresentazione dei documenti strutturati come modello orientato agli oggetti. Set di API che possono essere usate dai linguaggi di scripting dei browser per trasferire XML o altri dati da e a un web server tramite HTTP. 141

16 XML 44 come formato di scambio dei dati, anche se di fatto qualunque formato può essere utilizzato, incluso testo semplice. AJAX non è una tecnologia individuale, ma piuttosto è un gruppo di tecnologie utilizzate insieme, attraverso browser che le possano supportare. Si basa, come molte altre tecnologie, su ciò che in informatica è denominato API, Application Program(ming) Interface, ogni insieme di procedure disponibili al programmatore, di solito raggruppate a formare un set di strumenti specifici per un determinato compito. Le API costituiscono un metodo per ottenere un astrazione, di solito tra l hardware e il programmatore, o tra software a basso ed alto livello; permettono di evitare ai programmatori di scrivere tutte le funzioni necessarie partendo ogni volta da zero. Per quanto riguarda la pubblicazione delle API esistono due atteggiamenti dominanti. Le aziende che non traggono profitto dalla vendita dell implementazione delle API tendenzialmente le conservano gelosamente, fornendole solo a partner commerciali specifici. Altre compagnie distribuiscono invece le proprie API pubblicamente, e traggono il loro profitto dalla vendita delle applicazioni che le implementano. Attraverso l uso delle API si possono realizzare i cosiddetti Mashup, termine derivato dal mondo della musica elettronica (che designa canzoni composte a partire da parti diverse di altri pezzi) indica la fusione di diverse fonti informative, realizzata con la finalità di creare nuovi servizi partendo da contenuti e informazioni già presenti on-line, resi disponibili da terzi. 45 Come si può intuire, il prodotto di questa operazione può extensible Markup Language, ovvero Linguaggio di marcatura estensibile, è un metalinguaggio creato e gestito dal W3C, permette di definire la grammatica di diversi linguaggi specifici derivati; è un linguaggio utile allo scambio dei dati, quindi di back-office e non di frontoffice, o di esposizione. Un esempio di Mashup proviene dallunione di Google Maps con Flickr, per esempio, che permette di visualizzare su una mappa geografica le foto relative alla zona selezionata

17 risultare decisamente innovativo, soprattutto per la possibilità di mescolare tipi di informazioni di natura diversa tra loro. Spesso, si considera questo processo, come il movimento che ha permesso il passaggio dalla passività all interazione degli utenti. L infrastruttura del Web 2.0 comprende, poi, un altro elemento sostanziale: ROR (Ruby on Rails), un framework open source per applicazioni web, scritto in Ruby (un potente linguaggio di scripting completamente a oggetti), che punta alla semplicità e alla possibilità di sviluppare applicazioni di concreto interesse con meno codice rispetto ad altri framework. Il tutto con necessità di configurazione minimale. Le metodologie AJAX vengono spesso combinate con le applicazioni ROR, dando vita al cosiddetto sistema AJAX on Rails, che rende ancora più agevole la programmazione 46 Grazie a queste tecnologie sono nate piattaforme e applicazioni basate completamente sul web (compresi strumenti che sono sempre stati relegati al locale, come gli applicativi office), che vivono grazie all interazione con l utente: per questo si trovano a sviluppare interfacce il più possibile usabili e intuitive per facilitare l utilizzo al più ampio numero di persone. La tendenza è sempre di più quella di avvicinarsi alle interfacce GUI (Graphical User Interface, Interfacce Grafiche), un paradigma di sviluppo che mira a consentire all utente di interagire col calcolatore manipolando graficamente degli oggetti, svincolandolo dall obbligo di imparare una serie di comandi da impartire con la tastiera come avviene, invece, con le interfacce testuali CLI (Command Line Interface); gli oggetti rappresentati graficamente rimandano nella maggior parte dei casi a delle metafore sull uso e sulle funzioni di quello stesso oggetto. Nate da un idea della Apple, queste interfacce hanno contribuito all esplosione del mercato informatico, rendendo l utilizzo del PC alla portata di tutti, compreso chi non possiede alcuna 46 Si vedranno più avanti alcune applicazioni Web 2.0 che utilizzano questo metodo, per esempio Basecamp 143

18 nozione di programmazione, poiché il linguaggio macchina e i processi interni del PC vengono nascosti dall interfaccia stessa. Applicando questo standard al web non si può che realizzare lo stesso principio: si rende intuitivo e particolarmente semplice l interazione dell utente e si sopperisce alle mancanze delle interfacce tipiche del web (WUI - Web User Interface), basate principalmente sul modello dell ipertesto, che non contempla la possibilità che l utente intervenga sui contenuti, ma, semplicemente, lo considera come un fruitore passivo dei contenuti. 2.1 L usabilità Dal punto di vista dell usabilità, anche se le WUI si adattano agli standard, le GUI ne esaltano, di gran lunga, l efficacia. Donald Norman, studioso di fama mondiale per le sue teorie sull attenzione e sui processi cognitivi, definisce l usabilità come La misura della qualità dell esperienza dell utente in interazione con qualcosa, sia esso un sito web o un applicazione software tradizionale o qualsiasi altro strumento con il quale l utente può operare. Un prodotto è usabile quando è facile da apprendere, consente un 47 efficienza di utilizzo, è facile da ricordare, permette pochi errori di interazione e di bassa gravità, è piacevole da usare. In sintesi l usabilità di un artefatto per svolgere una particolare attività è legata al livello di: efficacia (grado di orientamento al compito e all attività); efficienza (facilità di apprendimento e ricordo, ridotto numero di errori e utilizzo in sicurezza); soddisfazione (compatibilità con i bisogni degli utenti, livello di piacevolezza) Norman D., La caffettiera del masochista, Giunti, Milano 1990

19 I principi di buon design esposti da Norman dimostrano come le GUI rispondano perfettamente ai principi di usabilità, fondamentali per la realizzazione di una piattaforma Web 2.0. Essi sono elencati di seguito. Fornire visibilità (rendere visibili le funzioni). Le GUI utilizzando la grafica rendono immediatamente visibili i comandi. Fornire un buon mapping (creare relazioni logico-spaziali evidenti fra i comandi e gli effetti del loro uso). Le GUI utilizzando le metafore, non solo rendono intuitivo l utilizzo di un dato comando, ma ne evitano il processo mnemonico, con un conseguente sovraccarico cognitivo dell utente. Fornire inviti e vincoli all uso (usare affordances 48 e constrains 49 per guidare l interazione). Graficamente si possono creare degli elementi che esprimono da soli l utilizzo che l utente può farne; con il tempo questi elementi sono diventati degli standard. Fornire feedback (dare informazioni di ritorno a seguito di ogni azione). Fornire un buon modello concettuale (fare in modo che l immagine del sistema fornisca le informazioni essenziali per capire la struttura ed il funzionamento). Le applicazioni più rappresentative del Web 2.0 pongono al centro l utente, questo significa che provengono direttamente dalla ricerca di una soluzione a qualche bisogno ancora insoddisfatto individuato nell utente della Rete. L usabilità, quindi, è il cuore pulsante dell applicazione stessa. Proprio la L aspetto fisico di un oggetto che permette all'utilizzatore di dedurne le funzionalità o i meccanismi di funzionamento. Il termine è stato introdotto nel 1966 dallo psicologo James J. Gibson. Più alta è l affordance più sarà automatico ed intuitivo l'utilizzo di un dispositivo o di uno strumento. Ad esempio, l aspetto di una maniglia su una porta dovrebbe far intuire al meglio e automaticamente come questa vada aperta: se tirata, spinta, o fatta scorrere. Vincoli all utilizzo di un oggetto per costringere l utente ad imboccare un unica direzione nell approccio a quel oggetto, evitando l incursione in errori che potrebbero causare danni. 145

20 possibilità di soddisfare un interesse personalmente rilevante costituisce dal punto di vista dell utente, una buona motivazione per utilizzare frequentemente una certa applicazione. 2.2 I Feed RSS L operazione di Mashup, rimanda ad un ulteriore tecnologia innovativa che ha permesso l evoluzione del web: gli RSS e gli ATOM. RSS ed Atom sono due linguaggi basati su XML nati per l aggregazione di informazione pubblicata su siti web o weblog con altre applicazioni. Tipicamente, un sito web (o più frequentemente un blog) può mettere a disposizione dei propri utenti una URL (che rimanda ad una pagina XML) da inserire in appositi software (che interpretano il contenuto di quella pagina), e permette di ricevere i titoli e gli abstract degli ultimi contenuti pubblicati. Si tratta di tecnologie che sono inizialmente nate con scopi di syndication dei contenuti, ma che grazie alla loro funzionalità si stanno diffondendo come standard de facto per la condivisione di informazioni sul web. RSS (RDF Site Summary, Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l estensibilità e la flessibilità; definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto, ecc.). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS (software che interpreta la pagina XML) potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse. 146

21 Atom 50 è un formato di file nato per mettere a disposizione una lista di informazioni (feed) che viene trasmessa da un fornitore di contenuti agli utenti che hanno sottoscritto tale servizio. È molto simile ad RSS per quanto concerne la strutturazione dei dati ma differente quanto a comandi utilizzati. I software normalmente utilizzati per raccogliere le URL dei file RSS o Atom sono detti feed-reader. Questi lettori permettono una sincronizzazione simultanea dei canali sottoscritti dall utente con una conseguente rivoluzione nell ottimizzazione dei tempi per l utente. Inoltre, attraverso una semplice trasformazione XSLT 51, ne danno una rappresentazione HTML, in modo tale che i contenuti possano essere consultati all interno di un comune browser web. 2.3 Always in beta Un ultimo aspetto che si analizza, in questa sede, riguarda la costante condizione beta delle applicazioni Web 2.0. I principi sui quali si basano queste tecnologie sono l apertura degli standard e dei contenuti (Internet non è più una libreria, ma un ecosistema): questo impone che tutto sia in costante aggiornamento e che non si raggiunga mai una versione definitiva, proprio perché grazie alla collaborazione degli utenti, è sempre possibile un miglioramento. Questa condizione ha un risvolto ulteriore nello scenario competitivo che si è creato negli anni tra i realizzatori di servizi web. I motivi cono elencati di seguito extensible Stylesheet Language Transformations è un linguaggio di trasformazione, creato come standard dal W3C. Deriva direttamente dal linguaggio XSL: i file di questo formato sono essenzialmente file di testo, contengono elementi ed attributi ed hanno estensione ".xsl". L'obiettivo principale per cui l'xslt è stato creato è rendere possibile la trasformazione di un documento XML in un altro documento (anche di estensione diversa). 147

22 Si riduce considerevolmente il time-to-market (il tempo che trascorre dalla fase di ideazione di un prodotto alla sua effettiva commercializzazione); se questo tempo si prolungasse, sarebbe un problema difficile da superare. In passato sono disponibili numerosi esempi in cui l estensione del time-to-market ha causato il fallimento di progetti che risultavano obsoleti al termine della loro realizzazione 52. Si riducono i costi di realizzazione e sviluppo, permettendo di fornire inizialmente una versione basilare del prodotto che poi sarà integrata e rivisitata (gratuitamente) dagli utenti stessi (ai quali, per altro, è permesso utilizzare la tecnologia in forma gratuita). Si riducono i tempi di raggiungimento degli obiettivi di progettazione, ancora una volta grazie agli utenti stessi che si fanno carico della fase di inclusione dei contenuti (nell età 1.0 questa fase grava sulle aziende content provider). Tags: Sun, device, banda_larga, hardware, Jhonson, libreria, ecosistema, AKAX, XHTML, CSS, DOM, XMLHttpRequest, API, ROR, AJAX_on_Rails, GUI, CLI, Apple, WUI, usabilità, Norman, efficacia, efficienza., soddisfazione, visibilità, mapping, inviti, vincoli, feedback, modello_concettuale, feed_rss, Mashup, Atom, XML, beta 3. L innovazione sociale Durante il boom, c è stata una corsa a mettere tutto e tutti on-line. Si trattava di creare un villaggio globale. E mettere tutto il mondo in una Uno dei tanti esempi si identifica nel campo automobilistico: un famoso modello di Volvo, fu commercializzato alla fine degli anni '90, corredato da un telefono a tecnologia GPRS, quando si era già fortemente diffusa la tecnologia di telefonia successiva che utilizza le Sim Card.

23 piazza significava il caos totale. Le persone hanno bisogni diversi, obiettivi differenti. Ma le persone modificano le strutture che vengono loro date per soddisfare i propri desideri. Dobbiamo confrontarci con un ambiente digitale che ha valori collettivi Danah Boyd É un fatto ormai di cui dobbiamo prendere atto: la tecnologia ci ha trasformati in individui dalla doppia cittadinanza, che vivono in un doppio sistema di regole, quelle dello Stato e quelle dello spazio condiviso della società digitale 53. Non si tratta però solo di regole, nella loro accezione di legge, ma di tutto ciò che generalmente definiamo cultura: valori, idee, identità e visioni. La tecnologia, da questo punto di vista assume solo il ruolo di infrastruttura che unisce, mentre il valore viene creato dal modo in cui i milioni di individui la utilizzano. Proprio questi individui, comunicando tra loro, scambiandosi file e notizie, condividendo contenuti multimediali e opinioni, danno vita ad un sistema incrementandolo e modificandolo. Fin dalla nascita di Internet, gli individui hanno utilizzato la rete per comunicare tra loro e hanno sviluppato quelle che generalmente vengono chiamate Web Comunity. Una Web Community nasce nel momento in cui un gruppo di persone entra in contatto e crea dei rapporti interpersonali utilizzando un sistema di comunicazione computer-mediated. Le modalità di interazione possono essere molto diverse, ma caratterizzate tutte dal fatto di avvenire a distanza, di essere basate sulla scrittura e di avere come obiettivi la socializzazione, lo scambio di conoscenza, o la collaborazione ad un progetto di lavoro. Già in questa versione 1.0 della società digitale si trova il concetto di collaborazione, inteso come cooperazione tra gli utenti: nel Web 2.0 la collaborazione avviene, invece, come contributo all incremento della conoscenza dell intero sistema. 53 Granieri G., La società digitale, Laterza, Bari,

24 Nell ambito del Web 2.0 si parla a questo proposito di Social software, software sociali, che permettono agli individui di incontrarsi, interagire e collaborare in rete, come i Weblog e le tecnologie Wiki: strumenti che mettono in contatto un numero sempre più ampio di individui e che rendono disponibile ad un altro enorme numero di persone i frutti della collaborazione dei primi, determinando, così, l allargamento dei contatti di quella tecnologia all intero sistema. Grazie alla tecnologia digitale, oggi, stiamo assistendo ad un profonda trasformazione della società, che, per la prima volta nella storia, non nasce dall alto, dai poteri forti, ma riceve una notevole spinta dal basso. Questa spinta si basa su diversi livelli, il primo dei quali viene definito da Granieri come il livello dell architettura di funzionamento: la grande differenze che divide la società tradizionale da quella digitale si trova proprio nell organizzazione. Gerarchica, su delega, strutturata e governata la prima, a rete, orizzontale ed autorganizzata la seconda. Internet sostituisce le gerarchie con i network. Questa trasformazione è tanto organizzativa quanto culturale, poiché i processi sociali sono sempre legati da un nesso profondo ai valori di cui sono portatori. La spinta dal basso, poi, opera ad un altro livello che è quello unplugged, fuori dalla rete: la diffusione delle tecnologie nel tessuto sociale avviene grazie al passaparola e, spesso, al dono del tempo di qualcuno che viene investito per creare informazione e conoscenza. Se si ragiona ancora sulle abitudini di un cittadino unplugged e di uno connesso alla Rete, la differenze nei confronti dell informazione è radicale. Fuori dalla Rete il cittadino si espone passivamente (poiché non ha la possibilità di approfondire e scegliere le sue priorità) e casualmente (poiché nella maggior parte dei casi si riduce a ciò che carpiscono passando davanti al televisore, senza avere un accesso sistematico e organizzato): fuori dalla Rete non esiste memoria. 150

25 Per il cittadino connesso, invece, il rapporto con l informazione diventa più legata al ruolo che hanno da sempre rappresentato i giornalisti: ciascuno diventa un potenziale nodo della rete informativa e la interpreta in base alle proprie capacità. Entrando in rete si partecipa ad un processo di organizzazione dell informazione, della ricerca, e dell assemblaggio di pezzi di conoscenza, della gestione del dialogo con altri individui. Google, il famoso motore di ricerca, in questo senso diventa un modo di pensare, un modo di agire e di comportarsi in rete. Tant è vero che in inglese è diventato un verbo to google : che non significa solo ricercare un concetto, ma nella sua accezione estensiva, si riferisce alla lettura, all approfondimento, alla verifica e, quindi, alla discussione di un dato concetto. Attraverso questo modo di pensare in Rete si può parlare di un cambiamento sociale che possiamo identificare con l espressione Google generation 54. Questa nuova generazione adotta un metodo, più che uno strumento: utilizza un motore di ricerca per fare qualsiasi cosa: per sapere il significato di una parola, per approfondire un concetto, per cercare informazioni su una persona o per sapere come la pensa un politico. Con il Web 2.0 questa generazione si è evoluta ulteriormente: attraverso i numerosi servizi che ha sviluppato (o acquistato) Google negli ultimi tempi 55 : la google generation è diventata oggi multimediale e collaborativa, creatrice di contenuti e interattiva. Screenagers who play their screen, not just watch them 56 Elemento centrale di tutte le tecnologie Web 2.0 è la partecipazione: da dove provengono il tempo, l energia e le risorse per questo sistema sociale partecipativo? Usata sia da Granieri che da De Kerckhove Di cui se ne vedrà un elenco e le caratteristiche nal capitolo Benchmark De Kerckhove in un intervento allo IAB Forum 2006 (http://www.iabforum.it/) ripetuto a Torino in occasione di un convegno organizzato dal Csi Il senso del tempo (20-21 novembre 2006) 151

26 Kevin Kelly, famoso teorico della rete, risponde a questa domanda 57 con il concetto di partecipare all economia del dono. L economia del dono è alimentata e si alimenta in una costante varietà di scelte. Stimola il piacere della reciprocità. Permette facilmente la modifica e il riutilizzo e questo promuove i consumatori al ruolo di produttori. Il piacere della reciprocità è una delle più forti motivazioni umane. Alla base di questo catalizzatore, l individuo, però, dovrà riscontrare una condivisione di valori, sui quali esiste consenso. L esigenza etica della collaborazione determina la socialità all interno del network stesso: i network non proprietari, infatti, sono un bene pubblico e sono percepiti come tali. Risulta così, nettamente più comprensibile, l aggregazione ad un progetto così imponente come Wikipedia, o l associazione volontaria ad una rete peer-to-peer. L importanza sociale delle applicazioni Web 2.0 va anche identificata in un concetto estremamente importante per la sopravvivenza delle piattaforme stesse: il valore di rete. La storia dei network digitali è piena di tentativi falliti di generare collaborazione e di utilizzarla, o anche di generare valore di gruppo: il limite di tutti questi tentavi fu il no aver generato valore di rete. Questo concetto viene ben esplicato da un esempio che pone Granieri: Se sono solo io ad avere un software per condividere documenti, quel software non ha alcun valore. Se lo utilizzano altre dieci persone, il suo valore aumenta, e continua ad aumentare se aumentano i nodi 58. Il valore di rete è la capacità di quella rete di creare gruppi con interessi comuni, che condividono idee, interessi, obiettivi e che abbiano un senso di appartenenza: in poche parole la partecipazione delle persone (o il capitale sociale, come lo chiama Granieri) Kelly K., We are the web, in Wired Magazine, agosto 2005 Granieri G., cit.

27 Alla base di tutto ciò vigono delle pre-condizioni nei confronti delle tecnologie, che devono essere verificate per la realizzazione di un network collaborativo: affidabilità; credibilità. Secondo Lee e See 59, si può definire come fiducia la credenza di un individuo che un agente (sia esso una persona o una tecnologia) lo aiuterà a raggiungere i propri obiettivi, in una situazione caratterizzata da incertezza e vulnerabilità. Nel contesto Web 2.0 la vulnerabilità può essere identificata con la mancanza di sicurezza, generata quando l utente mette in condivisione con gli altri utenti le proprie risorse. Una problematica molto vicina al problema della privacy visto nella prima parte del presente elaborato; in questo contesto l utente deve avere la sicurezza che i propri dati siano protetti e che siano effettivamente accessibili solo ai gruppi con i quali l utente stesso ha deciso di condividerli. D altro canto, l incertezza si identifica con l impossibilità per l utente di sapere se la tecnologia utilizzata continuerà ad esistere nel tempo e che le sue risorse (e quelle degli altri nodi) siano disponibili all infinito. Nella scelta per l attribuzione di fiducia ad una certa applicazione generalmente ci si basa sulla sua popolarità di utilizzo (maggiori persone usano una certa tecnologia in beta, maggiori sono stati i contributi nel migliorarla e maggiori sono i contenuti disponibili creati dagli utenti), ma soprattutto sulla propria esperienza diretta. La credibilità, secondo la classica definizione di Fogg 60 è un valore percepito che si basa sull affidabilità e sull esperienza. L affidabilità si riferisce all etica dell oggetto che viene valutato, al fatto che questo venga o meno percepito come benintenzionato e sincero. Al contrario, l esperienza si riferisce alle conoscenze e competenze possedute. Perché una persona o Lee, J.D. e See, K.A., Trust in automation: designing for appropriate reliance, in Human Factors, vol. 46, no. 1, Spring 2004, pp

28 una tecnologia sia considerata credibile, deve ottenere una valutazione positiva rispetto a entrambe le dimensioni. Nel valutare la credibilità di una tecnologia si raggiungono particolari punti critici, quando la tecnologia diventa fonte di informazione per l utente, consiglia o fornisce istruzioni agli utenti, fornisce feedback sul proprio stato di avanzamento e sui risultati raggiunti. Nel contesto del Web 2.0 il problema della credibilità si sposta con il concetto del riuso di informazioni provenienti da altre fonti (la valutazione verrà effettuata sulle fonti stesse) e si va ad intrecciare con il concetto di personalizzazione. Molte piattaforme Web 2.0 prevedono, nella loro implementazione, una sezione personalizzata in cui ciascun utente seleziona le proprie preferenze e può, in alcuni casi, condividerle con altri, in modo che quelle stesse informazioni diventino raccomandazioni ed informazioni utili per altri utenti. I suggerimenti effettuati con questo sistema dal punto di vista dell interazione potrebbero essere un arma a doppio taglio, poiché se dovessero soddisfare l utente sarebbero percepiti come errori e determinerebbero, quindi, una perdita di credibilità nella piattaforma stessa. Con la possibilità di aggregare dei contenuti con feedback provenienti da altre fonti, si va ad influire su due particolari dimensioni: la credibilità di superficie (i commenti positivi verso una certa tecnologia creano un impressione positiva sul lettore); la reputazione (livello di credibilità attribuito ad un certo oggetto sulla base delle valutazioni di attori terzi ritenuti autorevoli ). Il processo della reputazione non è un metodo nuovo nelle società umane e lo riscontriamo tanto nelle società tradizionali quanto in quelle digitali. Come è importante per ciascuno dei nodi del network il modo in cui sono percepiti dagli altri nodi, è importante per la tecnologia stessa, che rende possibile 154

29 l interazione tra i nodi, essere percepiti per lo meno con credibilità ed affidabilità. Un ultimo aspetto da esaminare, per quanto riguarda l innovazione sociale del Web 2.0, riguarda il concetto di Copyright, l attribuzione del diritto di autore e il concetto di proprietà intellettuale. Nel condividere risorse, creare contenuti in collaborazione, produrre e valutare in un network sociale ci si pongono pesanti interrogativi sul diritto di proprietà tipico dei prodotti editoriali. In materia giuridica, in alcuna parte del mondo non si sono ancora stabilite regole chiare e ciascun responsabile cerca di adattarsi, come meglio può, alle leggi locali in cui opera. Nello specifico delle tecnologie Web 2.0, alcuni servizi si appropriano di fatto (attraverso un contratto sottoscritto con un consenso) dei contenuti condivisi dagli utenti (è il caso per esempio di alcune piattaforme di blogging, come Splinder 61 ), in altri casi, invece, viene imposta o messa a disposizione la licenza Copyleft (un gioco di parole su Copyright): un tipo di licenza libera per la quale pur garantendo le libertà previste dalla definizione, vengono imposte delle restrizioni sul rilascio di opere derivate, in modo tale da far sì che queste si mantengano sempre libere, generalmente sotto la stessa licenza dell opera originale. L espressione copyleft, in un senso non legale, può essere vista come il contrario di copyright, perché priva l autore dell opera di alcuni suoi diritti e li cede all utente. Naturalmente è l autore stesso che decide di usare tale tipo di licenza e quindi è lui stesso che decide di perdere alcuni suoi diritti 62. Il problema diventa ancora più serio nel caso di Wikipedia, poiché non solo non si può attribuire un merito specifico, ma non si può neanche imputare una responsabilità editoriale ad alcuno, soprattutto in caso di controversie (per esempio nel caso di accusa di diffamazione o divulgazione di notizie false) Per esempio nel caso di Flickr, viene data all utente la possibilità di impostare una macro-licenza per l intero corpus di fotografie condivise. 155

30 Su questi problemi gli interrogativi sono ancora tutti aperti, ciò che si può osservare analiticamente è che gran parte delle piattaforme Web 2.0 applicano il concetto per cui attraverso alcune clausole l utente si fa carico delle responsabilità dei contenuti da lui creati. Tags: web_community, doppia_cittadinanza, social_software, Granieri, Web2.0, to_google, Google_generation, Kelly, Wikipedia, P2P, affidabilità, credibilità, privacy, Fogg, reputazione, copyright, copyleft 156

31 4. L innovazione contenutistica Invece di avere l Internet che i tecnici hanno inventato, ci stiamo ritrovando con l Internet che ci meritiamo Bruce Sterling Le applicazioni Web 2.0 rivoluzionano il senso stesso del contenuto digitale fin dalla sua definizione: i contenuti non sono più creati da aziende o professionisti ma vengono creati dagli utenti. Questo importante dato di fatto crea una serie di risvolti in almeno cinque aspetti, che si andranno ad analizzare di seguito: il riuso; l aggregazione e l organizzazione; i tag e i metadati; la redazione distribuita; la geolocalizzazione. 4.1 Il riuso Il riuso dei contenuti (lungi dall essere avvicinabile al concetto di riuso visto nella prima parte di questo elaborato), viene ricreato nello scenario stesso di interazione e collaborazione creato dagli utenti nell ecosistema di cui parlava Johnson 63. I contenuti creati da un singolo (o anche originariamente in collaborazione con altri) vengono condivisi, revisionati dalla collettività, etichettati e a loro volta condivisi ancora. Il concetto di riuso potrebbe essere pensato qui come arricchimento: ponendo in condivisione un prodotto non solo non lo si perde (il concetto di mancanza o di privazione spesso viene associato al concetto di dono ), ma anzi lo si ritrova ri-organizzato, rivisto, 63 Cfr Capitolo 2, Parte B 157

32 e sicuramente arricchito. La maggior parte delle applicazioni Web 2.0 fonda le sue radici su questo concetto: tecnologie come Wikipedia non esisterebbero senza il riuso dell informazione. Persino prodotti come foto o video, che per loro natura sono più difficilmente ri-elaborabili, (con Flickr e YouTube, per esempio) si arricchiscono ponendosi in condivisione: i commenti, le segnalazioni e giudizi degli utenti accrescono il valore stesso delle risorse, andando insieme a loro ad incrementare il valore della rete. Nell apertura della creazione dei contenuti agli utenti ci si è diretti verso una dimensione di espansione della quantità di dati a livello esponenziale, in cui è diventata fondamentale l organizzazione, che determina sia una classificazione personale dei contenuti in base ai propri interessi o esigenze lavorative, ma anche la necessità di aggregazione dei contenuti simili, o correlati. In un sistema in cui tutti sono nodi informativi, intorno ad un certo concetto si crea una sorta di discussione allargata, in cui ognuno esprime la propria opinione in base alle proprie competenze, arricchendo di significato il concetto: chi cerca informazioni su quel concetto deve poter trovare le fila della discussione in modo organizzato e compatibile con i tempi decisamente ristretti che ha disposizione. 4.2 L aggregazione e l organizzazione La risposta a queste esigenze proviene dalla combinazione del linguaggio XML e RSS, attraverso una tecnologia di base, che è la syndication (fornitura distribuita dei contenuti), che ha dato vita a particolari servizi denominati aggregatori : servizi che raccolgono in unico spazio contenuti provenienti da fonti diverse. Il termine metablog (o anche aggregatore) indica un sito web che riunisce e segnala i contenuti di numerosi blog, 158

33 cercando di porre in visibilità nei confronti del lettore quelli ritenuti migliori. I metablog sono in alcuni casi ad iscrizione libera, cioè consentono a chiunque di farne parte, e guadagnarne in visibilità. Altre volte, invece, basano la propria aggregazione su affinità di tipo culturale, politico, o sulla base di interessi ed hobby comuni. Talvolta e più semplicemente, invece, il metablog indica l attività del blogger che scrive del proprio blog e ne discute coi commentatori - come per definire e rendere pubblica una sorta di linea editoriale - oppure generalmente del blog in se, del bloggare, delle piattaforme che ospitano i blog, ecc. (Il primo aggregatore di post per la blogosfera in Italia è stato creato da Giuseppe Granieri nel 2003: il Blog Aggregator 64 ). Oggi l aggregatore è diventato anche un software (per esempio Feedreader) che l utente installa sul proprio PC; il software consente di abbonarsi a diverse fonti di contenuti (più frequentemente blog), ricevere tutti gli aggiornamenti che vengono effettuati dalle fonti, e leggerli attraverso un unica finestra. Il risultato che si ottiene è la raccolta di informazioni pertinenti, perché desiderate dall utente (è lui, infatti che si fa carico dell aggregazione delle pagine XML delle fonti che preferisce), che giungono automaticamente al lettore. L espansione dell utilizzo di questo sistema avviene oggi, anche se in passato già si è assistito alla creazione di molti servizi del genere, poiché è oggi che la società digitale si ritrova nella condizione del costantemente connessi (always on), caratteristica che ha permesso molte delle diffusioni nell utilizzo di piattaforme basate sull user genereted content

34 4.3 I tag e i metadati Un diverso metodo di selezione delle fonti proviene dall utilizzo di Tag: attraverso, per esempio, servizi come Technorati 65 (attualmente il motore di ricerca basato su tag più utilizzato), ci si può abbonare ad uno o più tag o parole chiave, in modo che si possa essere costantemente aggiornati in merito ad una certa categoria: i contenuti aggregati in questa forma hanno l inedita combinazione di caratteristiche della novità pertinenza e immediatezza, combinazione che non si può ottenere in così poco tempo con alcun altro mezzo. L uso dei tag attraverso il Web 2.0 ha avuto una forte spinta, proprio grazie alla necessità di organizzazione di ciascun nodo della Rete. I tag sono etichette, parole chiave, associati a pezzi di informazione o contenuti. L idea alla base è quella di rendere ricercabile, correlabile e, quindi, utilizzabile le informazioni in rete, attraverso criteri qualitativi e non quantitativi (come per esempio fa l algoritmo alla base del funzionamento di Google, Page Rank, che pone in cima alla classifica dei risultati le pagine che sono state visitate o linkate per il maggior numero di volte, insieme a quelle che presentano maggiormente ripetuta al loro interno, la parola chiave ricercata). La metodologia dei tag si basa su una filosofia completamente diversa: gli utenti che producono i loro contenuti si occupano di taggarli, ovvero di etichettarli secondo gli argomenti e i concetti che trattano: il ranking, nella ricerca di quei contenuti non si basa più sulla popolarità, ma sulla attualità; le informazioni più recenti hanno la precedenza su quelle più datate. Gran parte delle applicazioni che forniscono una piattaforma per creare contenuti, offrono la possibilità di taggare quegli stessi contenuti (che siano testuali, video o immagini, per esempio Flickr e YuoTube permettono di taggare le fotografie e i video che ciascun utente condivide)

35 L utilizzo dei tag genera una netta evoluzione nel rapporto con i contenuti che gli utenti della rete hanno vissuto fino ad oggi; con i sistemi dei motori di ricerca, infatti, era molto frequente l equivoco, soprattutto in una lingua, come quella italiana, in cui molti termini, assumono significati diversi, a seconda del contesto in cui vengono usati, oltre che a fornire vantaggi sulla ricerca, che si può effettuare solo attraverso i tag correlati al testo, senza effettuare una ricerca all interno di tutto il testo. La filosofia dei tag, in accordo con le teorie di Clay Shirky 66, determina un passaggio dalla gerarchia di categorie, obiettivo di quel che viene definito Web Semantico, ad una folksonomy (neologismo formato dall unione di folk compare/amico e taxonomy tassonomia/sovrastruttura di classificazione), ovvero tassonomia popolare, etnoclassificazione, il cui obiettivo non è produrre l ordine assoluto, ma il miglior disordine possibile, cioè quello che soddisfa le ricerche e sa adattarsi ad un insieme di contenuti in evoluzione, adattando costantemente il proprio sistema classificatorio. Figura 3 Gerarchia di categorie Con il termine Web Semantico si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove è possibile pubblicare non più solo documenti (pagine HTML, file, immagini, e così via) ma anche informazioni e dati relativi ai documenti stessi

36 (metadati) in un formato adatto all interrogazione, interpretazione e, più in generale, all elaborazione automatica. Questo sistema presuppone, quindi, una categorizzazione, un ordine dall alto, in cui le connessioni tra le categorie avvengono tramite i link, mentre l idea del tagging stabilisce la dotazione di un sistema tassonomico aperto, creato dal basso, attraverso la categorizzazione ingovernata, più soggettiva e decisamente più efficace, dei contenuti in Rete. Il risultato è l eliminazione delle categorie. Figura 4 Eliminazione delle categorie Apparentemente, quindi, raggiungendo questo disordine, non avremmo più punti di riferimento fermi e sembrerebbe complicato orientarsi e organizzarsi nel disordine informativo. Steven Johnson, a questo proposito, descrive il metodo con cui accediamo alla conoscenza ed all informazione, in questo modo: Grazie alla natura connettiva dell ipertesto ed alla fame di esplorazione e di scoperta di cose nuove della blogosfera, il web è il più grande motore di serendipity nella storia della cultura. Serendipità è un neologismo ancora poco usato nella lingua italiana, mentre è assai più diffuso nel mondo anglosassone. Per serendipità si intende lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un altra. Ma il termine non 162

37 indica solo fortuna: per cogliere l indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative. Una famosa frase per descrivere la serendipità è del ricercatore biomedico americano Jiulius H. Comroe: la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino. Oltre ad essere spesso indicata come elemento essenziale nell avanzamento della ricerca scientifica (spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro), la serendipità può essere vista anche come atteggiamento nei confronti dell information overload, il rischio che l abbondanza di informazione si traduca in nessuna informazione (come spesso si è teorizzato nella storia dei mezzi di comunicazione). Il cambiamento sostanziale non solo si ha dal passaggio dall approccio analogico nell indice all approccio digitale della serendipity, ma nella distribuzione stessa dell informazione e dei contenuti. Attraverso i mezzi digitali cambia, infatti, il modo di fruire l informazione, essendo questa sempre disponibile e più facile da raggiungere.. L informazione tradizionale viene distribuita (nelle edicole, attraverso il segnale televisivo) perché nasce da un centro e viene portata a chi deve informarsi. L informazione on-line nasce già distribuita e chi deve informarsi va a cercarla quando gli serve. È un cambiamento importante, perché inverte la prospettiva Granieri, post dal suo blog di gennaio 2006 (http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=455) 163

38 4.4 La redazione distribuita Il quarto aspetto che riguarda l evoluzione dei contenuti nel Web 2.0 è la redazione distribuita. Il concetto rappresenta la moltiplicazione degli attori e redattori di un dato testo fisicamente non compresenti, fisicamente distanti che collaborano alla redazione di un progetto editoriale comune. Come risulterà ormai chiaro, con il Web 2.0 questo concetto diventa realmente possibile. L esempio più eclatante è rappresentato da Wikipedia che, attraverso il contributo di migliaia di utenti, sconosciuti tra loro, e la collaborazione asincrona e remota, ha prodotto una vera e propria enciclopedia on-line, aggiornata e approfondita, grazie all unione dei saperi preziosi che ciascun utente porta con se. Wikipedia si basa sulla tecnologia Wiki, un applicazione web che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere contenuti e modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori. Un Wiki permette di scrivere collettivamente dei documenti in un semplice linguaggio di markup usando un web browser. Una caratteristica distintiva della tecnologia Wiki è la facilità con cui le pagine possono essere create e aggiornate. Generalmente, non esiste una verifica preventiva sulle modifiche, e la maggior parte dei Wiki è aperta a tutti gli utenti, o almeno a tutti quelli che hanno accesso al server Wiki. In effetti, perfino la registrazione di un account utente non è sempre richiesta. I rischi, come è evidente, sono soprattutto nelle conseguenze che si possono generare dall apertura della produzione e dalla cessione al buon senso di ognuno nei saperi generati. Nel caso di Wikipedia si dimostra costantemente come, attraverso strumenti di moderazione non particolarmente forti, sia la stessa comunità ad auto regolamentarsi e ad auto moderarsi, dimostrando come il rispetto per un bene comune può essere forte, se quel bene viene percepito come tale. All interno della comunità di Wikipedia si assiste spesso a tentativi di immissione di contenuti non veritieri o devianti, che hanno costantemente vita breve (a volte solo 164

39 pochi minuti) poiché vengono corretti o eliminati dalla comunità stessa (la pagina dedicata a Silvio Berlusconi, per esempio, è stata disabilitata per quanto riguarda le modifiche, date le numerose incursioni di definizioni a volte incivili sul suo conto). Questo concetto ha però anche un rischio, che è quello del totale conformismo, che porterebbe ad una informazione espressione del pensiero della maggioranza, senza lasciare spazio alla controinformazione e alle culture emergenti. La questione è chiaramente tutt ora aperta e sarà una criticità da discutere negli anni a venire. La tecnologia Wiki, però, non viene utilizzata solo da Wikipedia e, soprattutto negli ultimi tempi, stiamo assistendo un certo proliferare di questa pratica della redazione distribuita. Wired 68, nell agosto 2006, ha presentato il suo primo articolo redatto tradizionalmente in un migliaio di parole da Ryan Singel, ma aperto agli interventi dei lettori che, improvvisandosi editor, possono modificarlo, aggiungere link, riorganizzarlo e proporre titoli e abstract. L esperimento si svolge sotto la supervisione dell autore stesso, che risponde ai lettori attraverso un apposita pagina dei commenti. Non casualmente, l articolo parla proprio di Wiki. L idea di Wired è sperimentare una nuova forma di giornalismo che vede da un lato il tradizionale schema fatto da una committenza e un autore e dall altra la collaborazione attiva dei lettori, che possono contribuire attivamente, migliorando l attività editoriale tradizionale: una mediazione tra il modello giornalistico tradizionale, cioè quello con un ruolo autoriale unico e contenuti immutabili dopo l editing pre-pubblicazione, e il modello di Wikipedia, in cui gli autori sono molteplici e si susseguono nel tempo e il contenuto è fluido e in costante mutazione. Nel novembre 2006, viene poi annunciato l'avvio di un altra grande sperimentazione, in questo senso: la redazione di un libro attraverso il Wiki. Sarà la famosa casa editrice inglese Pearson a

40 pubblicare il libro intitolato We are smarter then me 69, che tratterà proprio di intelligenza collettiva. L invito alla collaborazione si è esteso a studenti della Wharton School dell Università di Pennsylvania e dell istituto tecnologico Sloan School del Massachussetts, ma l invito può essere richiesto da chiunque, possibilmente esperto di tecnologia e business, voglia partecipare. 4.5 La geolocalizzazione L ultimo aspetto che riguarda i contenuti del Web 2.0 è la geolocalizzazione, uno dei fenomeni più diffusi in questo contesto, grazie all utilizzo dei tag. I contenuti, infatti, possono essere categorizzati anche geograficamente, inserendo un tag che fornisca informazioni sul dove, in relazione al contenuto (viene naturale pensarlo per una fotografia, o per un video): in Flickr, per esempio si hanno a disposizione dei tag geografici, che permettono di visualizzare tutte le immagini relative ad un luogo. Ma la geolocalizzazione può essere applicata a qualsiasi contenuto e in termini anche molto specifici. È facile, infatti, associare un dato contenuto a specifiche coordinate su una mappa di riferimento (attraverso, per esempio, l uso di un GPS) oppure puntarlo fisicamente su una mappa grafica (attraverso l indicazione manuale o l immissione, ove possibile, di un indirizzo stradale), ottenendo così dei tag molto più specifici di una generica indicazione di luogo. Attraverso questa ulteriore evoluzione si assiste alla nascita di numerosi servizi che associano contenuti alle mappe: grazie alla presenza di mappe interattive utilizzabili liberamente e dotate di API per l integrazione in servizi terzi ad esempio quelle di Google stanno nascendo numerosi servizi in cui il valore collettivo prodotto dagli utenti è map-based. Allo stesso tempo,

41 numerosi plug-in consentono di integrare contenuti di ogni tipo su mappe condivise, dai testi dei blog fino alle immagini e ai video. Un semplice esempio chiarisce immediatamente i vantaggi portati dalla geolocalizzazione: un Urban Blog (un blog che fa riferimento ad uno specifico contesto metropolitano) può disporre di una mappa cliccabile in cui i singoli post siano graficamente associati ai luoghi a cui fanno riferimento. Questo permette la creazione di mappe interattive in cui i point of interest sono di fatto i singoli post prodotti dall autore. L insieme di informazioni, quindi, diventa fruibile oltre che in un tempo anche in uno spazio, determinando così una rivoluzione anche nell approccio spazio-temporale degli utenti. Tags: riuso, aggregazione, organizzazione, tag, metadati, redazione_distribuita, geolocalizzazione, Jhonson, dono, Flickr, YouTube, XML, RSS, aggregatore, blog, metablog, Technorati, Google, Page_Rank, Shirky, blogosfera, serendipità, Wikipedia, wiki, Siegel, GPS, API, Urban_blog 167

42 5. Benchmarking Internet è un medium solo a livello dei bit. A livello umano è una conversazione che, grazie alla persistenza dei link e delle pagine, ha tutti gli elementi di un mondo. Potrebbe essere un medium solo se noi non ci prestassimo minimamente attenzione. David Weinberger Figura 5 Loghi Web 2.0 Più di un blogger, da quando si è cominciato a parlare di Web 2.0, ha intrapreso la via della classificazione delle applicazioni Web 2.0: se ne trovano numerosi esempi in rete, alcuni davvero interessanti, come la mappa mentale creata da Ed Yourdon 70, oppure il sito Go2web2 71, sviluppato in flash, che nasce in Israele con lo scopo di mappare tutti i siti Web 2.0 su una pagina. Altri 72 ne danno una classificazione basata sulla grafica utilizzata (leggera, futurista, impattante oppure classica) e altri, come Dion Hinchliffe 73 ancora le caratterizzano per il loro impiego. In Italia siamo fermi alla recensione dato l esiguo numero di piattaforme made in italy: Sergio Maistrello 74 e Luca Conti (Pandemia) 75 ne hanno prodotto un censimento sui loro blog

43 Fermo restando che non esistono criteri comunemente riconosciuti o stabiliti dal W3C, per determinare una certa piattaforma come Web , si rileva una particolare difficoltà nel tentativo di trovare dei criteri omogenei di classificazione, dato anche dal fatto che il Web 2.0 è un ecosistema in perenne stato beta e continua evoluzione. In questa sede si è scelto di classificare le piattaforme più comuni (e alcune più curiose) in base all obiettivo per le quali sono state progettate; si considera, infatti, come risorsa primaria delle applicazioni Web 2.0 la capacità di avvicinarsi a bisogni specifici degli utenti, ancora insoddisfatti 77. Di alcune piattaforme si fornirà una descrizione più dettagliata poiché sono quelle più diffuse e che hanno un forte impatto nell esperienza di navigazione dell utente. Naturalmente, non si pretende di essere né esaustivi, né categorici: alcune piattaforme saranno inserite in un certo impiego, ma potranno, far parte anche di altri utilizzi. La classificazione adottata è puramente convenzionale e non condivisa: la si utilizza per la funzionalità del discorso. Il primo impiego che si può considerare nel Web 2.0 è il Social BookMarking, attraverso il quale vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark, come quelli che si possono inserire nel proprio browser per tenere traccia dei siti web visitati: non sono altro che le URL dei siti preferiti) creati dagli utenti. Questi elenchi sono liberamente consultabili e condivisibili con gli altri utenti appartenenti alla stessa A questo proposito sono stati creati alcuni validatori come e che basandosi su innumerevoli criteri (dall uso di tecnologie AJAX, ai contenuti e alla loro distribuzione) stabilisce quanto un sito possa avvicinarsi alla filosofia web 2.0, senza alcuna pretesa di ufficialità Pandora, per esempio permette di ascoltare musica di proprio gradimento senza bisogno di disporre di un lettore e di un proprio supporto di memoria, permette all'utente di scoprire nuovi brani e artisti in grado di avvicinarsi ai suoi gusti, oppure Writely permette la condivisione di documenti di lavoro, permettendo in primo luogo la stesura degli stessi in modalità sincrona e asincrona, senza bisogno di compresenza fisica 169

44 comunità. I siti di social bookmarking organizzano il loro contenuto tramite l uso di tag (etichette, categorie). La popolarità di questi siti è in costante crescita, in quanto sono uno strumento facile e intuitivo per individuare, classificare, ordinare e condividere le risorse Internet attraverso la pratica dell etichettatura e categorizzazione (tagging). Ulteriori risultati possono essere ottenuti raggruppando insieme più tag. Logo Del.icio.us L applicazione più utilizzata nel web oggi, per questo tipo di operazioni, è Del.icio.us 78. Oltre a poter inserire le URL dei propri siti preferiti, con questa applicazione è possibile taggare le pagine memorizzate per classificarle ed identificarle, facilitandone il successivo reperimento. È inoltre possibile utilizzare i tag come chiave per esplorare i segnalibri memorizzati da altri utenti. L organizzazione dei tag è possibile attraverso diverse opzioni: aggregazione in gruppi ordine alfanumerico o di frequenza visualizzazione in tagscloud 79, oppure attraverso una lista. Questo strumento (come molti Web 2.0) dipende totalmente dal contributo degli utenti, per quanto riguarda i contenuti. È un servizio gratuito; l utente può esplorare i contenuti inseriti da altri del tutto liberamente, ma è necessaria la registrazione per poter memorizzare i propri preferiti. Del.icio.us permette ai suoi utenti di accedere ai propri segnalibri da qualunque computer ed esplorare le liste di altre persone a partire dai tag che queste Rappresentazioni grafiche del sistema di tag presenti all interno di un blog o di un sito. Di fatto sono gruppi di parole chiave, in cui la centralità, la dimensione e la posizione di ciascuna di esse ne definiscono la rilevanza all interno dell insieme di contenuti.

45 hanno utilizzato. In tal modo, è possibile accedere con facilità a risorse riguardanti argomenti di proprio interesse, scoperte e memorizzate da altri utenti. Rispetto ai tradizionali metodi di classificazione tramite cartelle, il tagging non obbliga gli utenti a ricordare esattamente il luogo in cui una risorsa era stata memorizzata, o a scorrere lunghe liste alla ricerca di un elemento di interesse. Al contrario, i preferiti vengono esplorati sulla base di un criterio semantico e di una chiave di ricerca. I tag in questa applicazione permettono di trasformare una massa disordinata di informazioni potenzialmente interessanti, in una base di conoscenze facilmente esplorabile, secondo logiche diverse e a partire da criteri di ricerca, che rivestono un senso ben definito per lo specifico utente. Le dimensioni dei tag aiutano l utente a definirne la rilevanza. Il numero di tag da assegnare a ciascun segnalibro è indefinito, permettendo di effettuare una successiva ricerca sulla base di molteplici criteri. È possibile, poi, utilizzare uno spazio, detto inbox, per abbonarsi ad un tag (presumibilmente collegato ad un argomento di interesse) ed essere aggiornati ogni volta che un utente lo associa ad un segnalibro. Analogamente, è possibile monitorare le attività di altri utenti. Del.icio.us mette, inoltre, a disposizione feed RSS per ogni pagina, cosicché gli utenti possono essere aggiornati in tempo reale sulle novità che riguardano singoli tag, combinazioni di tag, utenti o la propria inbox. L utilità di Del.icio.us risiede, per il singolo utente, nella possibilità di raccogliere i propri segnalibri e di visualizzarli, indipendentemente dal computer (e dal browser) che sta utilizzando. A livello collettivo, tuttavia, è soprattutto la condivisione di tali contenuti a rappresentare il valore aggiunto del servizio: in tal modo, ciascun utente può trovare facilmente risorse correlate a temi di interesse, senza bisogno di effettuare 171

46 una ricerca con un motore. Il fatto che i contenuti recuperati siano stati salvati da altri utenti aggiunge ad essi una sorta di garanzia sociale circa la loro bontà che non può essere presente nell interazione con un motore di ricerca. Tale garanzia può sia essere generica ( qualcuno ha trovato interessante un certo documento, quindi è probabile che abbia una qualche utilità), sia essere legata all autorità (o alla funzione di modello) che uno specifico utente riveste in un certo ambito. In questa piattaforma, poi, si manifesta un forte valore sociale nello stimolare esplicitamente le relazioni tra gli utenti: è possibile, infatti, memorizzare i profili dei contatti che si ritengono rilevanti in una pagina specifica ( your network ) e tenere traccia delle loro attività sul sito. Inoltre, è possibile condividere i propri preferiti con altri utenti, o cliccando semplicemente sullo username dell utente, se questi appartiene al proprio network, o indicando tra i tag lo username dell utente, preceduto da for. Tutti i contenuti di Del.icio.us (a parte i nickname degli utenti inseriti nel proprio network) sono pubblicamente accessibili. Non è possibile rendere alcun contenuto privato o limitarne l accesso a determinati gruppi di utenti. In un ottica di riuso delle informazioni e progettazione di nuove applicazioni, Del.icio.us fornisce gratuitamente le proprie API che permettono di: controllare gli aggiornamenti (nuovi preferiti postati dagli utenti); ottenere una lista di tag e modificarla; ottenere una lista di post e modificarla; ottenere, creare e cancellare i raggruppamenti di tag creati da un certo utente. 172 Un difetto riscontrato in questa applicazione è l usabilità della sua interfaccia. Benché questa sia molto semplice e lineare, e condivida alcune delle caratteristiche dello stile 2.0, il suo potenziale, infatti, non è stato sfruttato appieno, così da rendere

47 l applicazione effettivamente usabile anche per un nuovo utente: il funzionamento e i servizi offerti da Del.icio.us non risultano immediatamente comprensibili, dal momento che l utente viene accolto inizialmente da una pagina quasi interamente bianca. Logo Oishii Seguendo le orme dello strumento precedente, è stata creata un altra applicazione. Oishii 80 che cattura gli ultimi siti maggiormente memorizzati su Del.icio.us, permettendo agli utenti di verificare le tendenze di segnalazione e trovare informazioni nuove. Il sistema registra ogni cinque minuti il front page di Del.icio.us e ne trae i link memorizzati. Accanto a ciascun link vengono indicati tra parentesi quante persone hanno segnalato quella fonte tra i propri segnalibri. Un uso intelligente dei tag viene fatto attraverso questa curiosa applicazione, Snacksby 81, in cui ciascun utente indica cosa si ritrova nel frigorifero o in dispensa e il sistema suggerisce quali ricette si possono realizzare, per rendere al meglio gli ingredienti segnalati. Ogni ingrediente è un tag, che porta al suo profilo nel quale vengono mostrate foto e sostituti, mentre le snacksonomies permettono di raffinare la ricerca delle ricette grazie a una tag cloud. Ogni ricetta è rappresentata sotto forma di post, commentabile e con tanto di trackback URI. Logo Digg

48 Digg 82, altro servizio di bookmark, unisce le caratteristiche del social bookmarking e del blog collettivo, sopperendo allo stesso tempo, ai limiti di ciascuna delle due pratiche, prese singolarmente. I Social Bookmarks, come abbiamo visto, sono utili, non solo per sapere quali siti interessano ai nostri amici o quali siti siano i più popolari (su vasta scala), bensì anche per trovare siti specifici che trattino argomenti di nostro interesse, eseguendo ricerche all interno dei database, tramite i tag. Le brevi descrizioni inserite dagli utenti possono aiutare ad identificare meglio il bookmark di quanto non lo facciano l indirizzo oppure il titolo del sito o della pagina. I Blog Collettivi sono, invece, dei grossi Blog dove ognuno degli autori può scrivere articoli, o segnalare indirizzi di altri siti interessanti, sotto forma di articoli. Purtroppo lo spazio lasciato a descrizioni e commenti nei classici siti di Social Bookmarking è solitamente abbastanza ristretto, limitando di molto l utilità delle segnalazioni, dove si può al massimo conoscere la popolarità di un sito in base a quante persone lo inseriscano tra i propri bookmark. Dall altro lato, il Blog Collettivo per la segnalazione di link impedisce di sapere quanti utenti inseriscono i link segnalati tra i propri bookmark, lasciando però ampio spazio a descrizioni e commenti. 174 Digg, grazie alla sua semplicità, permette di segnalare link, e aggiungere descrizioni di qualche riga. Gli altri utenti potranno poi commentare link e descrizione e inserirli tra i propri bookmark. Sono presenti, inoltre, una serie si opzioni che fanno da punti di forza nei confronti di Del.icio.us. La prima è la possibilità di dare una valutazione ai commenti di altri utenti, per distinguere tra commenti che aggiungono valore alla discussione e commenti sterili, che potrebbero portare ad esempio a flames. La seconda funzione è molto interessante per 82

49 chi possiede un Blog, e consiste nella possibilità di inserire in automatico sul proprio Blog personale la storia trovata su Digg: è sufficiente impostare i dati di accesso al proprio Blog nel proprio account su Digg. Logo Oknotizie Oknotizie 83, rappresenta la versione italiana di Digg, è un filtro collaborativo di notizie. Ogni utente può inserire le proprie segnalazioni in una delle categorie presenti (da arte e cultura, Scienza e Tecnologia per citarne due) e votare per tutte le segnalazioni presenti on-line contribuendo a decidere, insieme agli altri utenti, quali notizie debbano andare in prima pagina. In pratica un giornale democratico e collaborativo. A differenza di Digg è possibile votare le notizie senza essere registrati. Un secondo utilizzo che viene fatto di applicazioni Web 2.0 è la Start Page: il servizio di creazione di pagine iniziali di navigazione personalizzate. Logo Netvibes Logo Google In questo ambito i servizi maggiormente usati sono Netvibes 84 e Google 85 : entrambi permettono di creare home page personalizzate e offrono il servizio in maniera gratuita; Netvibes non richiede una registrazione, se l utente desidera accedere alla propria pagina sempre dal medesimo computer (in questi caso, vengono utilizzati i cookies per riconoscere l utente), mentre per Google è sempre richiesta una registrazione (anche se sul

50 proprio computer può essere facilmente elusa attraverso la possibilità di memorizzare nome utente e password sul proprio browser). Il contenuto delle pagine personali è privato. Caratteristica dell applicazione è la possibilità di aggregare in un unico spazio contenuti di vario tipo: feed RSS, segnalibri, appunti, liste di cose da fare, motori di ricerca. L utente ha inoltre una moderata possibilità di gestire l aspetto della pagina, spostando le varie finestre sul piano di lavoro. In un caso, come nell altro, la fase di apprendimento dell uso dell interfaccia viene agevolata, presentando ai nuovi utenti una pagina non personalizzata, ma già popolata con alcuni contenuti, permettendo in tal modo di farsi rapidamente un idea delle caratteristiche del servizio e dell aspetto che può avere una pagina popolata di contenuti. I contenuti che possono essere aggiunti vengono mostrati in un elenco. Le possibilità offerte comprendono, tra l altro: feed da fonti specificate dall utente, feed da siti e blog promossi da Netvibes o da Google, vari motori di ricerca (Google, Yahoo, Ice Rocket, Wikipedia), le previsioni meteo, la propria posta (proveniente da account Google o Yahoo), i bookmark di del.icio.us, spazi per scrivere i propria appunti, collegamenti a documenti di Writely (e nel caso di Google anche agli altri servizi di office basati sul web), liste di cose da fare, il pannello di controllo della pagina. In particolare, Netvibes rappresenta un buon esempio di progettazione conforme ai criteri che qualificano l approccio Web 2.0, a partire dal fatto di proporsi nella sua versione beta. Dal punto di vista dell interfaccia, sia Netvibes che Google sfruttano in modo intelligente il modello delle GUI per offrire agli utenti un ambiente familiare e usabile, in cui l interazione si svolge principalmente grazie ad elementi quali icone, finestre, bottoni e menù. Viene ripresa la metafora del desktop nell impostazione generale delle applicazioni, laddove le varie finestrelle con i contenuti dell utente sono disposte su una sorta 176

51 di scrivania. Le funzioni descritte sono abilitate dalle tecnologie AJAX. In quanto aggregatori di contenuti, si basano fortemente sull idea di riuso dei dati, sfruttando il formato RSS e le API pubbliche per offrire informazioni e servizi (ad esempio, l accesso alla propria casella di posta elettronica) provenienti da fonti diverse. In tal senso, non possono prescindere da una concezione delle informazioni come bene pubblico e liberamente distribuito. Nel caso di Netvibes, proprio per questo motivo, gli utenti sono stimolati a condividere con gli altri le informazioni pubblicate su blog e siti personali, offrendo la possibilità di inserire in questi ultimi un bottone tramite il quale essi vengono aggiunti come fonti di Netvibes. Al servizio di pagine personali Netvibes affianca il cosiddetto Netvibes ecosystem, tramite il quale gli utenti possono scambiarsi i moduli aggiuntivi che hanno progettato per arricchire le proprie pagine personali (ad esempio, erano disponibili moduli per la visualizzazione risultati delle partite dei Mondiali dei Calcio in tempo reale). I moduli disponibili nel Netvibes ecosystem possono essere aggiunti velocemente alla propria pagina personale semplicemente cliccando su un bottone. Possono essere commentati da qualunque utente ed essere taggati dall autore, permettendo di effettuare una ricerca sulla base di criteri semantici. Tuttavia, proponendosi come pagina personale, Netvibes permette di controllare in modo molto restrittivo l accesso al servizio, che dipende o dal possesso di una password, o dall accesso al computer dell utente, dove sono memorizzati i suoi cookies. Non è invece possibile configurare diversi gradi di accesso alla propria pagina personale. Per quanto riguarda l aggregazione, vanno segnalati i numerosi servizi che a prima vista sembrerebbero semplici aggregatori di altri contenuti, ma che in realtà sono molto più di questo. 177

52 Logo Xfruits Primo fra tutti Xfruits 86, che offre numerosi servizi di aggregazione: aggregazione di molti feed in un unico feed; conversione di un feed in una pagina web (in XHTML): pubblicazione di un feed come sito accessibile da un supporto mobile; generazione di un feed a partire da una mail inviata ad un casella di posta all interno della piattaforma; creazione di un archivio pdf a partire da un feed; creazione di un alert degli aggiornamenti dei feed, che vengono raggruppati in un unica mail e inviati all indirizzo mail indicato; organizzazione dei feed attraverso un archivio OPML; creazione di una pagina web navigabile in mobilità a partire dall archivio OPML. Il servizio presenta l obbligo di registrazione per poter personalizzare tutti i servizi a disposizione e offre, unitamente, uno spazio blog, su una piattaforma predefinita. Inoltre, è possibile utilizzare la geolocalizzzione, grazie all utilizzo delle API di Google Maps. InTopic 87 è un aggregatore di contenuti, che, a differenza della maggior parte di aggregatori di feed basati sul web, è basato su un filtro automatico, un algoritmo che categorizza automaticamente gli articoli in 11 macro-categorie. Ogni macrocategoria ha il proprio spazio semantico, più vicina è una notizia al centro di questo spazio maggiore sarà la probabilità di appartenere a questa categoria; è presente, poi, un sistema semiautomatico che suddivide ulteriormente queste categorie in

53 topic. I topic vengono creati sia manualmente sia utilizzando una tecnica di clustering che calcola la distanza tra gruppi di notizie. Una volta individuato lo spazio semantico di un topic, tutte le notizie presenti nel database che hanno una distanza minore o uguale a un valore definito dall algoritmo vengono etichettate con il nome del topic. Per evitare gli errori che provengono dall ambiguità della lingua stessa, l aggregatore comprende un algoritmo di disambiguazione. Per ora le notizie vengono inserite manualmente, poiché l obiettivo di questa piattaforma è soprattutto condurre la sperimentazione per perfezionare l algotitmo di disambiguità che risolverebbe molti problemi dei motori di ricerca e dell information retrival. Logo Original Signal Original Signal 88 è, invece, un single page aggregators, un sistema semplice per avere un unica visione di uno specifico insieme di feeds; questo servizio raccoglie in prima pagina le news prelevate dai 15 blog più famosi che trattano un certo argomento: in breve tempo aveva lanciato diverse versioni (Web2.0, Gadgets, Digg, Jobs, ecc.) della propria pagina (ognuna dedicata ad un certo tema). Oggi, dopo una ristrutturazione del sito, il servizio presenta un menù di navigazione per raggiungere le varie sezioni. Sono selezionabili opzioni per visionare i più popolari divisi per giorno, settimana e mese, riposizionare i vari feed e si può anche visionare una versione leggera da leggere tramite cellulare (semplicemente aggiungendo /mobile alla URL della pagina). È presente, poi, un box di ricerca, fornito da Yahoo!, e un widget da applicare nel proprio blog che visualizzerà il feed dell intera pagina, oltre

54 anche alla possibilità di sottoscrivere un feed che aggrega tutti i post dei feed presenti in una delle pagine di Original Signal. Un altro genere di aggregatori di notizie, si fondano sulla partecipazione e condivisione. Logo Newsvine Uno di questi è Newsvine 89, che permette un lettura delle notizie provenienti da varie fonti in maniera molto rapida collegandosi alla pagina principale. Sono disponibili molte sezioni del sito, ognuna con una home page che comprende le notizie da fonti ufficiali, le notizie scritte dagli utenti e quelle segnalate sempre dagli utenti. Viene offerta la possibilità agli utenti di scrivere le proprie storie, indicizzate nella propria pagina e in quella relativa ai tag relativi alla storia stessa. Ciascun utente può segnalare notizie dentro e fuori Newsvine per metterle in evidenza e diffonderle tra gli altri utenti. Ogni notizia può essere commentata, segnalata e discussa in una chat che si apre nella stessa pagina. Per ciascun utente vengono raccolte in un unica pagina le notizie segnalate e scritte da lui stesso. Newsvine condivide parte degli introiti pubblicitari che deriveranno da quella pagina, per incentivare gli utenti a produrre contenuti interessanti. Ogni utente potrà, poi, installare sul proprio browser un pulsante di voto e segnalazione per Newsvine. Ogni volta che, su qualsiasi sito di news del mondo, l utente riterrà di aver letto un servizio che vale la pena di segnalare al resto degli altri lettori di Newsvine, potrà marcarlo con quel pulsante e quel pezzo andrà a comporre la pagina iniziale di un raccoglitore di articoli sul tema. In questo modo, oltre a cambiare il rapporto degli utenti nei confronti dell informazione, cambia il rapporto con la

55 memoria: mentre oggi, se vogliamo ricostruire cosa avveniva il 15 novembre del 1995, non ci rimane che guardare i telegiornali e i quotidiani di quel giorno, fra dieci anni la memoria collettiva di oggi potrebbe essere diversa. Come avviene anche con Google Zeitgeist 90, che ci dice cosa ha cercato la gente in un dato giorno o settimana: gli interessi di quel giorno. Il terzo utilizzo che si prende in esame è la lista delle cose da fare via web. Logo Ta-da Lists Ta-da List 91 e un servizio gratuito che permette di creare liste di cose da fare, di condividerle con gli altri utenti e di sottoscriverle tramite feed RSS: primo fra tutti sopperisce ai problemi di organizzazione e coordinazione che si incontrano nel lavoro di gruppo. Logo Remember the milk Remember the milk 92 è, invece, un servizio più completo in questo senso, che consente di pianificare eventi, lavori, impegni e può inviare anche dei reminder via , Icq o Messenger. Attraverso la registrazione, l utente può localizzare le proprie attività su una mappa, controllando, così, il percorso da effettuare, e individuando il modo migliore per attendere a tutte le attività. L interfaccia è accessibile anche da un sistema mobile ed è a disposizione un servizio di ricerca dei propri impegni in pieno stile Web

56 La quarta funzione è realizzata da tutti quei servizi che permettono si archiviare e condividere fotografie e video. Logo Flickr Flickr 93 è un applicazione che consente in maniera semplice e intuitiva di creare e condividere materiale fotografico Si distingue dai sistemi tradizionali per il valore dell interfaccia e per le modalità d interazione con il sistema così come per alcune funzionalità (organizzazione dei contenuti, reperimento degli stessi, partecipazione, condivisione, ecc.) che lo rendono una tra le applicazioni web 2.0 di maggior successo. Nel marzo del 2005 Flickr è stato acquisito da Yahoo! Nel maggio del 2006, dopo un restyling a livello di funzionalità e di organizzazione dei contenuti, è passato dalla versione Beta a quella Gamma. Flickr permette di inserire per ogni foto un titolo, i relativi tag e una breve descrizione, che risulta come il corpo di un post. Essendo un sistema di blogging fotografico consente inoltre ai diversi utenti di commentare le diverse fotografie creando di fatto interazione e partecipazione. Flickr offre inoltre la possibilità di sottoscrivere un feed, ottenendo così gli aggiornamenti apportati dagli utenti di Flickr, sia a livello di post sia di commenti. Gli utenti hanno inoltre un ulteriore modalità per categorizzare le proprio fotografie, definito set, ossia una galleria fotografica (visualizzabile attraverso uno slideshow, o caricate all interno di gruppi) all interno della quale far rientrare un insieme di foto definite dall utente. Questo sistema di categorizzazione è più flessibile rispetto ai tradizionali sistemi a cartelle o directory: una fotografia può

57 infatti appartenere a più set, a nessun set o a tutti. In questo senso i set di Flickr possono essere considerati una forma di categorizzazione basata sui metadati piuttosto che su di una rigida struttura gerarchica. Una delle sezioni che maggiormente caratterizza Flickr come applicazione Web 2.0 è quella denominata Organizr. Si tratta infatti di una sezione per organizzare in modo evoluto le foto all interno del proprio account. Organizr consente all utente di modificare i tag, le descrizioni date alle singole foto o ai set interi attraverso un interfaccia, sviluppata in AJAX, che riprende in quanto ad aspetto e funzionalità le caratteristiche dei sistemi desktop-based di gestione delle foto. Un altra delle principali caratteristiche di Flickr è quella relativa ai permessi di accesso attribuibili alle foto caricate all interno del sistema. L utente può infatti, per ognuna foto, definire una particolare policy di accesso, considerando le foto pubbliche o private. Le foto etichettate come private sono visibili dall utente stesso e dalle categorie di utenti, o contacts, etichettati a loro volta come family o friends. Anche i commenti vengono gestiti in base ai permessi: l utente definisce se questa operazione è fattibile da tutti gli utenti generici, purchè registrati, o se invece è rivolta ai soli contatti/amici. Gli utenti possono, inoltre, aggiungere personali note all interno delle foto caricate nel sistema. Si tratta di uno strumento semplice e intuitivo attraverso il quale segnalare, evidenziandole, specifiche porzioni all interno della foto. Flickr ha permesso, poi, agli utenti di creare applicazioni che sfruttano questo sistema e di includere in altre piattaforme le funzionalità di questa applicazione attraverso le API rese pubbliche. Questa operazione ha permesso la creazione di molte applicazioni anche per dispositivi mobili; Nokia, per esempio, ha sviluppato applicazioni per il suo sistema operativo Symbian, in grado di permettere un agevole inserimento sul proprio 183

58 account Flickr delle foto scattate attraverso la fotocamera del cellulare. Molti sistemi di blogging si interfacciano sia nativamente sia attraverso l utilizzo di specifici plugin con Flickr, permettendo una perfetta simbiosi tra piattaforme diverse. Queste sono solo alcune delle innumerevoli applicazioni (proprietarie ed open source) nate per interfacciarsi con questo applicativo che, proprio grazie al suo successo, sta permettendo di sviluppare piccoli modelli di business mai pensati prima attorno al mondo della fotografia amatoriale e non. Logo Zoto Un sistema del tutto simile a Flickr è Zoto 94, ma richiede una installazione del software in locale per interagire con l interfaccia web. Logo YuoTube Youtube 95 è una galleria di videoclip condivisi on-line, associati a tag apposti dall autore e a commenti da parte dei visitatori. Rappresenta per i video ciò che Flickr è per le foto. Come Flickr, anche Youtube è stato acquistato in tempi recenti da una delle aziende più potenti nel mercato del web: Google. La caratteristica fondamentale di YouTube, è la semplicità d interfaccia, unita ad un assoluta trasparenza tecnologica. Gli utenti, dopo una semplice registrazione, possono immettere nel database i propri video attraverso un interfaccia di uploading

59 estremamente semplice. Il vero elemento critico della condivisione di video, cioè la conversione dei formati, avviene in maniera del tutto trasparente all utente. YouTube, infatti, dispone di sistemi di conversione così efficaci da riconoscere numerose tipologie di file video e diversi tipi di encoding. In questo modo il servizio può accettare contenuti provenienti da fonti diverse, da hardware diversi e di qualità variabile. La conversione, inoltre, è un task che avviene in presenza dell utente, che può valutare immediatamente la qualità e il funzionamento del video immesso on-line. Ad una forte vocazione alla semplicità tecnologica fa eco un altrettanto forte predisposizione alla condivisione e alla relazione tra utenti. I video, infatti, non solo possono essere commentati da tutti gli utenti registrati, ma consentono anche di stabilire, tra utenti, una risposta video, di fatto alimentando la nascita di thread di discussione interamente basati sul video. Si tratta di un applicazione Web 2.0 perché: permette di condividere contenuto attraverso una piattaforma unica dotata di strumenti di folksonomy (i tag); consente forme di interattività agli utenti attraverso i commenti; rende fruibile il contenuto da tutti, attraverso l uso di un player multimediale universale, compatibile con i principali browser e sistemi operativi; favorisce la disseminazione di contenuti e il loro riuso su altre piattaforme, grazie alla versatilità del player multimediale, che può essere facilmente integrato nei blog, con un semplice copia-incolla di una stringa di testo (presentata con evidenza a fianco di ciascun video); genera feed RSS per le categorie di video (i più popolari, i più recenti, ecc.) e soprattutto per ciascun tag associato ad essi (es. tutti i video taggati con calcio ); dispone di un interfaccia di pubblicazione estremamente facile, che solleva gli utenti da qualsiasi preoccupazione in 185

60 merito al formato dei video condivisi: seguendo il wizard di pubblicazione, è sufficiente indicare al servizio il file che di desidera condividere e automaticamente Youtube provvederà alla conversione. Un quinto bisogno che viene soddisfatto dalle applicazioni Web 2.0 si riscontra nella creazione di applicazioni normalmente relegate alla sfera locale: le applicazioni office, quelle applicazioni che permettono di redarre documenti di testo, fogli di calcolo. Anche in questo campo le applicazioni più diffuse sono di proprietà di Google. Logo Writely, sfondo Google Writely 96 è un sistema dinamico per la creazione e condivisione on-line di documenti, acquistato da Google nel marzo del 2006, è un applicazione che permette di assolvere in maniera intuitiva e veloce ai compiti principali di un word processor. Writely affianca una serie di funzioni base, tipiche dei programmi utilizzati off line, con funzionalità particolari: prima fra tutti, la possibilità di collaborare, gestire le revisioni di gruppo e pubblicare sul web il testo. Tra le caratteristiche principali bisogna sottolineare l alto grado di interoperabilità tra il sistema web based e la suite Office di Microsoft ed OpenOffice. Il sistema permette, infatti, di salvare tutti i files creati in formato word, openoffice, postscript,.rtf,.odf e.pdf. È possibile stampare dal web oppure in locale, utilizzando lo stesso formato prescelto evitando così di perdere la formattazione prestabilita. Writely, consentendo a redazioni distribuite la condivisione di documenti creati o importati all interno del sistema, offre ai

61 diversi redattori la possibilità di revisionare il testo in modalità sincrona, tenendo inoltre traccia delle revisioni effettuate. È possibile, poi, taggare i documenti con specifiche keywords, un aspetto particolarmente vantaggioso, soprattutto nel caso di documenti lunghi o complessi. Per poter collaborare alla stesura di un particolare documento è indispensabile che l utente si registri al sistema e che riceva, da parte del creatore del documento un invito a partecipare. Il sistema tiene traccia delle diverse revisioni attraverso un Feed o nell apposita sezione che riporta la cronologia delle modifiche effettuate. Quando sono presenti più di un redattore sullo stesso documento, il sistema fornisce un bottone di aggiornamento che permette agli utenti di visualizzare le parti realizzate dagli altri. Logo Google Docs & Spreadsheet Google offre poi, un servizio di realizzazione di fogli di calcolo on-line, condivisi e collaborativi, con le stesse modalità, e la stessa interfaccia creata per la creazione di documenti di testo. Tra i numerosi servizi offerti da Google ad un utente registrato si trova anche il servizio Notebook che permette di realizzare documenti di appunti on-line, archiviati nella pagina personale dell utente e condivisibili con altri utenti. A proposito di creazione di testi in collaborazione, la tecnologia che la fa da padrone è quella denominata wiki, della quale Wikipedia è l esempio lampante. Attraverso questo sistema la collaborazione non è ristretta a pochi ma diventa una collaborazione di massa, che può essere usata in innumerevoli modi diversi (il sito del Barcamp , per esempio, ha realizzato in maniera decisamente funzionale, l iscrizione dei partecipanti attraverso un wiki: ciascun partecipante ha così 97 Incontro annale di blogger 187

62 provveduto alla sua propria iscrizione e all inserimento dei suoi dati). Social Text 98 è il wiki commerciale più noto in circolazione, che da poco, ha deciso di rendere disponibile il proprio codice. Permette la condivisione di file e l inserimento di note collaborative, con l aggiunta del servizio di feed. Logo FaiNotizia FaiNotizia 99 rappresenta l utilizzo della redazione collaborativa applicata al giornalismo, tutto completamente on-line. È la sperimentazione italiana del giornalismo collaborativo. Dopo la registrazione l utente può segnalare, commentare, votare o scrivere. L utente, oltre a segnalare le notizie lette sui siti d informazione e archiviare in una pagina personale le proprie segnalazioni, può votare ma soprattutto commentare le notizie, incrementandole o smentendole. L impaginazione delle notizie viene definita in base ai voti degli utenti e alle tag inserite per etichettarle. Logo Google Calendar L organizzazione del tempo è un ulteriore bisogno cui le nuove piattaforme possono concorrere a colmare. Anche in questo caso Google offre un applicazione Google Calendar, che permette

63 all utente di inserire i propri impegni e le proprie attività, e di condividerle con altri utenti: in questo senso di può utilizzare il servizio per coordinare le attività e gli impegni di un gruppo di persone (per lavoro, ma anche per qualsiasi altra motivazione) che necessitano di un calendario condiviso. Naturalmente Google non è l unico ad aver realizzato piattaforme simili, anzi si parla di Web 2.0, proprio in relazione alla possibilità di poter utilizzare tutti i software di cui necessitiamo senza averli installati in locale, potendo così permettere all utente di possedere computer con caratteristiche adatte alla navigazione in rete. 30Boxes 100, previa registrazione gratuita, permette di utilizzare una vera e propria agenda on-line. L interfaccia basata sulla tecnologia AJAX permette all utente di inserire, editare e gestire appuntamenti, incontri, impegni e quant altro, in modo semplice e veloce nella stessa pagina. Si giunge all analisi del sesto bisogno degli utenti soddisfatto da applicazioni Web 2.0: la necessità di coordinazione e gestione del lavoro di gruppi in condizioni di non compresenza fisica, un bisogno particolarmente impellente per le aziende. Logo Basecamp Basecamp 101 è un servizio di project management che permette di tenere traccia di tutti dettagli, realizzati e da finire, i file e gli appuntamenti relativi ai progetti in corso. Le singole sezioni possono essere aperte alla consultazione dei clienti (nel caso di un azienda) e, naturalmente, dei collaboratori

64 L interfaccia è altamente personalizzabile e intuitiva, e, nonostante il grande numero di funzioni di Basecamp, il tempo di apprendimento è relativamente breve. Comprende funzioni come avverti via , che crea degli alert i base alle necessità dell utente, e l integrazione dei feed RSS, per l aggiornamento dei progetti. L usabilità dell interfaccia viene dimostrata, poi, dal fatto che il risultato di ogni click è immediatamente visibile. Oggi è disponibile in versione beta gratuita e in versione completa dietro pagamento di un abbonamento. Viene percepito come un limite il fatto che non sia disponibile la versione distribuita, da installare sul proprio server. Logo Zimbra Zimbra 102 è un pacchetto di applicazioni basato, invece, sul codice libero. La suite è disponibile in tre versioni: Open Source Edition, rivolta agli sviluppatori e alle organizzazioni che cercano una soluzione di collaboration, ma non hanno bisogno di supporto o caratteristiche di amministrazione avanzata; Network Standard Editino, indirizzata a organizzazioni ed enti che hanno bisogno di una soluzione di collaboration enterprise-level e di tutti i servizi di supporto avanzati, volti a garantire continuità operativa e gestione avanzata; Network Professional Editino, versione sostanzialmente identica alla precedente, con la possibilità aggiuntiva di sincronizzarsi con Microsoft Outlook o Apple isync. Le sue caratteristiche principali sono elencate di seguito. Client di posta: è possibile raggruppare le in conversazioni, così come assegnare loro tag per identificarle

65 immediatamente (un po come le label in Gmail). L uso è fluido e intuitivo, grazie all uso pervasivo di AJAX in tutta la suite. È presente un search builder che permette di eseguire ricerche complesse in modo visuale. Le ricerche possono essere salvate, in modo da averle disponibili per un uso successivo. Rubrica: è possibile applicare tag ai contatti, raggruppandoli. Anche la rubrica beneficia del search builder, così come tutti gli altri componenti della suite. Per un uso più produttivo all interno dei gruppi di lavoro, la rubrica può essere condivisa (totalmente o parzialmente) con gli altri membri del team. Calendario: è una delle applicazioni più utilizzate nelle suite di collaborazione; Zimbra offre la possibilità di creare diversi calendari personali, nei quali inserire i propri appuntamenti. Ovviamente è possibile creare dei calendari condivisi, all interno dei quali tutti i membri di un gruppo possono inserire appuntamenti e visualizzare eventi inseriti da altri. Le visualizzazione presenti sono quelle comuni ad altre soluzioni di on-line calendaring, come quella per giorno/settimana/mese. Documenti: la possibilità di creare e modificare on-line dei documenti (sia testo che fogli di lavoro), da condividire in gruppo. È disponibile l editing collaborativo (che funziona in maniera simile ad un wiki) ed è possibile inviare i documenti prodotti via senza uscire dalla finestra di composizione del documento, risparmiando tempo e focalizzando l attenzione sul risultato. Messaging e VoIP 103 : grazie alla collaborazione con uno dei leader nel campo del VoIP Open Source, Zimbra ha portato il messaging e la comunicazione a voce all interno della sua suite sotto il nome di Unified Messaging; è possibile chiamare un contatto dalla rubrica, o un numero presente nel testo di un o ancora avviare delle conference call con il proprio 103 Voice over IP (Voce tramite protocolo Internet), una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un'altra rete dedicata che utilizza il protocollo IP, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale 191

66 team utilizzando il Voice over IP, riducendo quindi i costi di comunicazione. Zimlets: tramite questa funzionalità è possibile integrarsi con altri servizi e creare dei mash up all interno dell interfaccia di Zimbra; tramite zimlets, per esempio, è possibile effettuare chiamate via Skype a contatti, o mandare sms ai propri colleghi per avvisarli di un appuntamento improvviso oppure visualizzare un indirizzo ricevuto via sulle mappe di Google. Le possibilità date dalle zimlets sono pressoché infinite. Il settimo aspetto che rivoluziona l approccio dell utente al web riguarda la geolocalizzazione. In questo ambito, ancora una volta è Google a farla da padrone con il suo servizio Google Maps 104. Logo Google Maps Si tratta della digitalizzazione di mappe geografiche vettoriali, liberamente navigabili via web o attraverso un software gratuito chiamato Google Earth 105. Le mappe presentate su Google Maps risultano avere un alto grado di interattività e riutilizzo. Ad oggi, sfruttando le API che Google ha reso libere, è stata infatti implementata una vastissima gamma di applicazioni. Ad esempio integrando Google Maps con Flickr, ha preso piede un fenomeno definito memory maps. Vere e proprio mappe della memoria che consentono agli utenti di arricchire attraverso diversi contenuti la propria storia e identità personale, geolocalizzarla e condividerla con altri utenti. Le modalità di utilizzo e interazione, come spesso accade per i prodotti marchiati Google, sono estremamente intuitive. Per quanto

67 riguarda la referenziazione di una località all interno della mappa la procedura risulta molto semplice: l utente infatti deve inserire la località d interesse all interno di una form di ricerca per vedere immediatamente visualizzata la relativa porzione di mappa, all interno della quale viene evidenziato il punto d interesse. L utente ha, inoltre, a disposizione strumenti di navigazione, quali lo zoom o il drag and drop, in grado di arricchire e potenziare l esperienza finale di interazione con il sistema. Google Maps mette, inoltre, a disposizione dell utente una modalità alternativa di navigazione basata sui tasti di scelta rapida: utilizzando i tasti freccia è possibile spostarsi verso sinistra, destra, in alto e in basso; mentre con i tasti PagSu, PagGiù, Home e Fine è possibile allargare la panoramica e aumentare o ridurre lo zoom. Come molte altre applicazioni web 2.0, Google Maps ha implementato il servizio utilizzando la tecnologia AJAX, ottenendo così un interfaccia estremamente usabile e interattiva. Le possibili visualizzazioni di una porzione di territorio sono tre: satellitare: visualizzazione di fotografie satellitari ad alta risoluzione in alcuni casi in grado di rendere definiti anche dettagli di un metro; mappa: definizione politica (vettoriale) della cartina con il dettaglio di strade, autostrade e città; ibrida: entrambe le visualizzazioni sovrapposte. Il sistema, ad oggi, non consente di tracciare all interno della mappa molteplici destinazioni ma supplisce a questa carenza attraverso l integrazione con Google Earth, dove ad esempio è possibile impostare diversi punti e calcolare le relative distanze. Il sistema consente, inoltre, di calcolare le coordinate di latitudine e longitudine di specifici punti selezionati e di stampare le mappe in diversi formati. Una volta stabilito il percorso è possibile vederne le tappe in modalità stradale, fotografica o ibrida e stampare una versione adatta a viaggi off 193

68 line. Da poco è anche possibile utilizzare una versione appositamente adattata per i dispositivi mobili, e fruire quindi di informazioni cartografiche in movimento. Gli sviluppi di questa tecnologia sono interessantissimi e porteranno in un futuro prossimo ad avere delle mappe di navigazione molto più realistiche e agganciate a dati in costante aggiornamento. Per quanto riguarda le modalità di ricerca Google Maps mette a disposizione dell utente due opzioni. La prima, definita Trova attività commerciale consente di specificare l oggetto della ricerca (ad esempio, biblioteca) e il relativo luogo. Così facendo per i diversi oggetti che soddisfano la ricerca effettuata il sistema posiziona all interno della mappa un pin che, se selezionato, riporta una breve descrizione dell oggetto in questione. La seconda opzione definita Ottieni informazioni consente di visualizzare il percorso tra due punti e ottenere indicazioni dettagliate sul percorso. Selezionando una di queste il sistema fornisce un mappa ingrandita, un immagine satellitare oppure ibrida del dettaglio oltre a stimare il tempo richiesto per coprire la distanza tra due punti specifici. Il Mashup reso possibile dalle API distribuite liberamente da Google, ha prodotto nell ambito Web 2.0 una serie di servizi che passano dall utile al curioso, tutte con una grafica fresca e un interfaccia particolarmente intuitiva. Panoramio 106 permette di mappare le proprie foto, organizzandole con etichette. Frappr 107 dopo la registrazione offre una home page personale in cui salvare dati e immagini, una chat, un blog in cui inserire i propri post, una mappa in cui aggiungere i propri amici e la possibilità di integrare dei widgets sul proprio sito che permettono di visualizzare la mappa dei contatti, la chat e una galleria fotografica

69 Plazes 108 alla stessa materia integra una piattaforma blog con le mappe interattive. Logo 2Spaghi 2Spghi 109, una delle più famose applicazioni Web 2.0 italiane, unisce le raccomandazioni (dei ristoranti) alla geolocalizzazione (la loro ubicazione geografica), relegando il tutto in una tipica Web 2.0: è possibile taggare i commenti dei vari ristoranti, è possibile accedere ad una sezione weiki del sito, in cui si può diventare autori della descrizione dei ristoranti (particolarmente interessante per il titolare stesso del ristorante) e si possono salvare in un apposita pagina personale le proprie segnalazioni (Qype 110 ne rappresenta la versione tedesca). Maiom 111, altra applicazione made in italy, è un portale dedicato al real estate, in cui le migliori agenzie immobiliari inseriscono i propri annunci. Consultando le foto satellitari e le mappe, l utente può cercare l immobile che più si conforma alle sue esigenze. Ciascun utente può salvare gli annunci che più gli interessano nella sezione preferiti (attraverso un iconcina a stella, come avviene nella maggior parte delle interfacce usabili) e raccomandarli ai propri contatti. Personalizzando la categoria, l agenzia e la zona è, possibile, poi, scaricare i feed per un aggiornamento costante sui nuovi annunci inseriti. Soundseeker 112 permette di inserire dei suoni correlati ad un punto sulla mappa. L ottavo elemento rivoluzionato dalle applicazioni Web 2.0 si riscontra nell attività di social networking

70 Logo Linkedin Linkedin 113 è un esempio applicativo di social networking utilizzato per finalità di business e viene utilizzato per ricerche di personale, proposte di lavoro e di progetti. L idea alla base di questa business community è la teoria dei six degree, secondo la quale si potrebbe raggiungere una qualsiasi persona passando per non più di cinque persone che si conoscono a vicenda. Linkedin, con il supporto di strumenti estremamente semplici ed efficaci, tiene traccia dei percorsi attraverso i quali le persone possono raggiungersi e potenzia la rete di contatti che si viene a creare. La registrazione, gratuita ma indispensabile per poter accedere al servizio, prevede una breve profilazione, basata principalmente sul percorso di studi e sulle esperienze professionali. Una volta registrato l utente accede direttamente alla propria home page personalizzata: all interno della sezione account & setting l utente può inserire e modificare le informazioni personali e definire le modalità attraverso le quali essere ricercati dal resto della comunità. Ciò che è particolarmente efficace in Linkedin è la raffigurazione del network sociale di ogni utente. Questo, infatti, è navigabile attraverso un semplice elenco testuale, ma può essere anche ricercato attraverso un potente strumento di ricerca, che consente di restringere o allargare la ricerca di competenze, persone, ecc. al grado specificato di separazione tra utenti. Un utente, quindi, può cercare collaboratori tra coloro che compongono il suo secondo grado di relazione, oppure può allargare lo spettro e fare ricerche più ampie. Durante tutto il percorso, Linkedin tiene traccia in tempo reale del numero di contatti disponibile per ogni grado di separazione, di fatto rappresentando all utente la forza della sua rete sociale

71 Per quanto riguarda le operazioni di ricerca, oltre al motore interno al data base, l utente può effettuarle sulla base delle persone (find people), delle opportunità di lavoro (find jobs) o sulla base di fornitori e consulenti (find services). La rete di contatti è al centro del servizio offerto da Linkedin e la sua costruzione è forse l aspetto più interessante dell intero applicativo. L utente può valutare i diversi contatti e le connessioni in base alle relazioni, alle referenze e alla reputazione. La relazione indica a che distanza si trova il contatto selezionato. Linkedin prende in considerazione le relazioni che arrivano fino al terzo livello, partendo dal presupposto che oltre questo i legami siano troppo deboli. La relazione di primo livello rappresenta un contatto diretto mentre per quella di secondo si tratta del contatto di un contatto. Le referenze sono impressioni personali dei contatti di primo e secondo livello su di un utente particolare mentre la reputazione deriva dal sostegno (endorsement) che datori di lavoro, colleghi, clienti, maestri, hanno attribuito a quella persona. Nell ambito della creazione di social network, Linkedin rappresenta uno dei casi di maggior successo non solo per il numero di utenti che hanno aderito al servizio ma soprattutto per la modalità attraverso la quale LinkeIn ha saputo sfruttare la rete e le sue potenzialità. Nei fatti, Linkedin è una grande piattaforma di hiring, in cui domanda e offerta di lavoro (libero e dipendente) si incontrano su una base non casuale. Linkedin è un applicazione Web 2.0, per diversi motivi che elenchiamo di seguito. Permette la condivisione di contenuti (nello specifico i curricula vitae), ma non la loro modifica da parte di terzi. In realtà l oggetto della condivisione è la cerchia di relazioni che ogni individuo reca con sé: mettere in comune le relazioni significa sviluppare circuiti positivi in cui aumenta la fiducia tra soggetti e si riducono le distanze sociali tra attori. 197

72 Stimola la collaborazione (non produttiva, ma relazionale) tra individui e facilita la creazione di relazioni basate sulla fiducia e sulla conoscenza. Sviluppa sistemi di valutazione, sebbene non diretti, grazie allo strumento dell endorsement: la raccomandazione che ciascun utente può associare a ciascun componente della propria cerchia di conoscenze). La nona necessità che il Web 2.0 è stato in grado di colmare è quella musicale, attraverso le numerose web radio personalizzate che sono nate in questo ultimo periodo. Si va da Last.fm 114, a Finetune 115, da Musicovery 116, alla più diffusa e utilizzata Pandora 117. Pandora è una web-radio realizzata con la tecnologia Flash che, dato un punto di partenza (sia esso un artista o una singola canzone), genera un flusso musicale in streaming. Il sistema, partendo dal primo parametro inserito, propone le successive canzoni in modo che si avvicinino il più possibile al genere musicale caratterizzante il brano (o l artista) inserito dall utente. L idea di base, sviluppata all interno del Music Genome Project, è quella di catturare l essenza della musica al suo livello più basso, quello dei suoni che la compongono. Nel corso degli ultimi sei anni il gruppo di ricerca del Genome Project ha analizzato le canzoni di oltre artisti, da quelli più popolari a quelli cosiddetti underground, identificando centinaia di attributi musicali in un vero e proprio genoma musicale. Attraverso questi geni, che descrivono tutti gli attributi che caratterizzano una canzone (melodia, ritmo, strumentazione, arrangiamento) è possibile non solo descrivere un brano ma anche identificare le similarità tra due canzoni di gruppi diversi, senza per questo ricorrere a classificazioni predeterminate. Per

73 fare in modo che lo streaming sia il più vicino possibile ai gusti dell utente, Pandora consente inoltre di esplicitare un giudizio sui brani che vengono trasmessi. L utente può infatti per ogni canzone dire se questa è di suo gradimento o meno, inserirla nella lista dei preferiti o saltarla. Tutte queste operazioni sono possibili grazie ad un interfaccia sviluppata in Flash che rende ogni operazione estremamente semplice e intuitiva. Questa funzionalità consente al sistema di affinare sempre più la selezione di canzoni trasmesse e all utente di disporre di un canale radio sempre più personalizzato. Ogni utente può creare più stazioni personalizzate (fino a cento) che hanno come punto di partenza un input particolare: questo permette di memorizzare le preferenze e le modifiche apportate alle singole stazioni musicali e di poter risintonizzarsi su una determinata stazione cambiano genere musicale. Grazie alla funzione Archiviazione Locale sul player di macromedia Flash, Pandora tiene traccia della musica che viene trasmessa all utente, ricordandone le preferenze e garantendo che tali informazioni non verranno utilizzate con altri fini. I brani trasmessi su Pandora vengono fatti ascoltare in versione integrale e per ognuno è possibile sapere perché è stato inserito all interno del canale radio (vengono infatti descritti i geni caratterizzanti uno specifico brano) oltre che inserirlo a sua volta all interno di una lista di preferiti. Ogni utente ha infatti una propria pagina personale all interno della quale vengono raccolte tutte le canzone segnalate. Questa lista, oltre ad essere visibile agli altri utenti di Pandora, può essere inviata via mail oppure direttamente pubblicata su di un blog. Il sistema offre la possibilità di accedere ad una serie di informazioni aggiuntive sulla canzone, sull album o sull artista di riferimento oltre che fornire il link direttamente ad Amazon e itunes per l acquisto del cd o del singolo brano. Recentemente è stata aggiunta una sezione denominata Backstage all interno della quale vengono raccolte le schede descrittive delle canzoni 199

74 e degli artisti, di cui vengono proposti biografia e discografia. Selezionando uno specifico album vengono elencate le diverse tracce che lo compongono e di cui è possibile ascoltare un breve estratto e leggere la scheda relativa al suo genoma. Data la varietà delle piattaforme Web 2.0 sviluppate fino ad oggi, le possibilità di classificazione sono moltissime: si può per esempio considerare il livello di partecipazione concesso dalla piattaforma all utente, distinguendo tra: i servizi che permettono l accesso solo agli utenti registrati e coinvolti nella condivisione (per esempio LinkedIn); quelli che permettono un accesso limitato agli utenti non registrati (è il caso di Flickr, in cui per commentare le fotografie si deve esere registrati); quelli che creano un accesso relazionale aperto a tutti gli utenti (è il caso dei blog); quelli che determinano un accesso completamente aperto a tutti gli utenti (è il caso delle tecnologie Wiki). Oppure si potrebbe considerare il grado di personalizzazione delle piattaforme. Ciò che è importante sottolineare è che, al di là dei generi diversi di servizi, i concetti alla loro base (appartenenti alla filosofia Web 2.0) di collaborazione, condivisione, partecipazione e creazione dei contenuti dal basso trovano un successo inaspettato. Gli utenti di questi servizi crescono esponenzialmente ogni giorno e la qualità dei servizi cresce con loro. Tags: Ed_Yourdon, Go2web2, Hinchliffe, Maistrello, Pandemia, W3C, Web2.0, beta, Social_BookMarking, Del.icio.us, validatore, categorie, feed, Oishii, Snacksby, Digg, flame, blog_collettivo, Oknotizie, Netvibes, Google, Yahoo!, AJAX, 200

75 RSS, API, coockies, aggregatore, Xfruits, clustering, Original_Signal, Newsvine, Google_Zeitgeist, Ta-da_List, Remember_the_milk, Flickr, Zoto, YouTube, Writely, Google_Docs_&_Spreadsheet, wiki, Social_Text, Fai_Notizia, Google_Calendar, 30Boxes, Basecamp, Zimbra, Google_Maps, Google_Earth, Mashup, Panoramio, Frappr, Plazes, 2spaghi, Oype, Soundseeker, Maiom, Linkedin, Musicovery, Genome_Project, Pandora 201

76 6. L evoluzione della ricerca delle informazioni There is a central quality which is the root criterion of life and spirit in a man, a town a building, or a wilderness. This quality is objective and precise, but it cannot be named. The search which we make for this quality, in our own lives, is the central search of a person, and the crux of any individual person s story. It is the search for those moments and situations when we are most alive. Christopher Alexander Nel Web 2.0, oltre a cambiare l approccio che l utente assume nei confronti dell informazione e dei contenuti in Rete, cambiano le modalità e le tecniche di information retrival e di organizzazione dei contenuti, come si può intuire dalla presenza dei tag. L organizzazione dei contenuti in Rete inizialmente proposta è stata costruita sul concetto di tassonomia: classificazione gerarchico-enumerativo nata per archiviare oggetti fisici, come i volumi delle biblioteche; un approccio, quindi, top-down, in cui ogni oggetto è associato a categorie sempre più profonde e specifiche. In questo modo le risorse risultano associate esclusivamente ad una classe e hanno un identificativo che permette di enumerarle in modo sistematico. I classici motori di ricerca che tutt oggi rappresentano spesso il punto di partenza e di riferimento principale nella navigazione in Rete (per esempio Google), utilizzano un sistema automatico (spider) per estrarre da ogni pagina web delle parole chiave che le descrivano (parole contenute nel titolo, nel testo o nei metatag) e che permettono, quindi, la loro indicizzazione e archiviazione in un database. Nel momento in cui l utente, durante la ricerca, specifica dei criteri di selezione, il sistema estrae dal database le pagine indicizzate con le keyword 202

77 specificate. I sistemi di indicizzazione attraverso keyword non sono però in grado di valutare la reale attinenza dei risultati con le richieste dell utente. Infatti presuppongono che i creatori delle risorse siano assolutamente obiettivi nel descriverle, mentre spesso inseriscono keyword popolari anche se non attinenti alla risorsa stessa per aumentare le possibilità che sia visualizzata tra i risultati delle ricerche svolte dagli utenti. L interesse principiale del navigatore è invece l individuazione delle risorse più interessanti relative ad un certo argomento, per questo sono stati introdotti meccanismi che permettono di ordinare le pagine in base alla rilevanza che viene attribuita loro dagli altri siti (nella classifica dei risultati di Google le prime posizioni sono rappresentate da quelle pagine che sono state maggiormente linkate da altri). La categorizzazione dei contenuti in Rete che avviene, quindi, in maniera poco ottimale per una ricerca successiva (non oggettiva), e l impossibilità di categorizzare tutto il contenuto presente in Rete, rappresentano i forti limiti dell information retrival del Web 1.0. L approccio user-centered del Web 2.0 va ad occuparsi, come è prevedibile, del processo di ricerca delle informazioni orientandosi all utente. I motori di ricerca e le classificazioni gerarchiche utilizzati fino ad ora forniscono risultati generici e sono basati su categorizzazioni dei contenuti centralizzate e univoche, che non offrono la possibilità di costruire percorsi conoscitivi alternativi. L attività di ricerca fornisce invece buoni risultati se esiste una coincidenza tra l organizzazione della conoscenza del singolo utente e quella del sistema. Il primo passo per rendere questa coincidenza si realizza attraverso la marcatura semantica dei contenuti. Si è già visto, nei capitoli precedenti, come le folksonomy, siano in grado di determinare un sistema di organizzazione dei contenuti creato dal basso, attraverso una categorizzazione più soggettiva, che risulta decisamente efficace, sopratutto quando si utilizzano motori di 203

78 ricerca che si fondano sull utilizzo dei tag (e che quindi per ora, trovano per la stragrande maggioranza risultati nei blog). Technorati 118 (il motore di ricerca dedicato al mondo dei blog, di cui vanta milioni di archiviazioni) è uno di questi strumenti: basato su feed RSS generati dai blog e sui tag, svolge una funzione estrema di aggregatore globale, ed è in grado di associare decine di migliaia di fonti attraverso i tag. Technorati è in grado di fornire informazioni pertinenti su temi caldi, cioè le keyword più aggiornate dai blog a livello planetario, correlare e aggregare contenuti diversi e consentire agli utenti di ricercare l intero corpus di contenuti attraverso una ricerca full-text e una ricerca per tag. Come utente, invece, vengono presentati in modo evidente i link ai propri blog, per verificare la presenza di qualche nuova citazione proveniente da altri blog. Presenta, poi, alcune sezioni che si rifanno ai principi della personalizzazione. La sezione Popoular presenta i contenuti più popolari, quali i tag più cercati e più usati dai blogger nei propri articoli, i blog più linkati al mondo e i propri blog preferiti; seguono i video più visti su YouTube e le notizie, i film e i libri che riscuotono più citazioni e riferimenti nei blog di tutto il mondo. La sezione Discover raggruppa per argomento i blog indicizzati probabilmente attraverso le parole chiave inserite dagli autori medesimi. Le sezioni sono cinque: Entertainment, Life, Sport, Business e Tech. Ognuna di queste ha quattro o cinque ulteriori sottocategorie. La sezione Favorites mette a disposizione un vero e proprio aggregatore di feed RSS di blog. Gli articoli sono ordinati in ordine cronologico, dal più recente al più arretrato; allo stesso modo vengono presentati i propri blog preferiti, rispetto all ultimo aggiornamento. In ultimo, la sezione WatchList che permette di tenere traccia di una parola chiave o di un indirizzo web, per il quale conoscere chi ne ha parlato e come

79 Secondo i sostenitori del Web Semantico, solo al suo interno, però, possono essere integrati meccanismi automatici che, conoscendo le caratteristiche delle risorse disponibili, forniscano risultati di ricerca corrispondenti alle richieste dell utente. Le informazioni tipicamente utilizzate per descrivere le risorse sono di due tipi: le meta-informazioni attribuite dagli autori e i termini contenuti nei documenti testuali, che non saranno però ricavabili dagli oggetti grafici, audio e video che popolano la rete. È stata, quindi, elaborata la metodologia dei meta-dati per caratterizzare questo tipo di risorse. Il linguaggio HTML è stato pensato per definire la modalità di visualizzazione dei contenuti, e dunque prevede un numero limitato di meta-tag, non sufficienti ad effettuare una marcatura semantica completa delle risorse. La realizzazione di un Web Semantico invece prevede che agli oggetti presenti in rete vengano associati meta-dati significativi che permettano di descriverli e di metterli in relazione reciproca. Il risultato finale sarà la trasformazione di quella che attualmente è una raccolta di documenti, in un database: un archivio in cui le risorse sono catalogate utilizzando i meta-dati descrittivi definiti con un linguaggio standard (RDF 119 ) appositamente creato per essere comprensibile semanticamente anche da sistemi automatici. Per la costruzione e definizione di documenti semantici è necessaria una struttura stratificata di tecnologie composta da: un meccanismo standard per identificare le risorse in modo univoco (URI) e una serie di linguaggi per strutturare i dati (XML), esprimere affermazioni attraverso un vocabolario condiviso (RDF) e definire ontologie in grado di stabilire formalmente le relazioni che intercorrono tra i termini di uno specifico dominio di conoscenza (OWL). L utilizzo dell XML consente di descrivere semanticamente (e con il dettaglio desiderato) le diverse parti del documento, il quale può poi essere elaborato per usi diversi: estrazione di 119 Il Resource Description Framework è un framework per la descrizione della conoscenza nel web 205

80 informazioni secondo specifici criteri, riformulazione più o meno parziale per adattarlo ad altri formati, visualizzazione in funzione delle capacità del terminale. Nel Web distribuito e decentralizzato, però, le informazioni su una particolare entità devono poter essere localizzate ovunque, e l XML sembra non essere adatto a questo scopo. Con questo linguaggio,infatti, è possibile descrivere adeguatamente i contenuti di un documento, ma la sintassi non definisce alcun meccanismo esplicito per qualificare le relazioni tra documenti. In questo non è di aiuto neppure il meccanismo dei link perché amorfo, non prevede, cioè, la possibilità di descrivere il legame definito. Tuttavia, se si incentiveranno gli utenti da un lato ad utilizzare linguaggi semantici nella creazione dei contenuti, e dall altro la loro marcatura semantica (grazie ai social software), in poche parole se si stimolerà la collaborazione e la partecipazione, si potrà assistere ad una ulteriore trasformazione del Web in una forma più evoluta e integrata, in cui, grazie all utilizzo di linguaggi standard e universalmente comprensibili, le applicazioni saranno inter-operabili e la conoscenza completamente condivisibile. Tra i sostenitori della folksonomy, al contrario, si considera la necessità di classificazione dall alto totalmente inadeguata, mentre la categorizzazione attraverso tag ha un elemento che il web semantico non ha: la dimensione sociale. I tag nascono dal basso e usano le categorizzazioni comuni, quelle che gli stessi utenti utilizzano più frequentemente. Il dibattito in questo ambito è tutt ora aperto poiché entrambe le teorie hanno dei limiti intrinsechi, tra i quali, quello legato agli aspetti semantici della lingua stessa. I primi risultati di una progettazione dei sistemi di ricerca nel contesto Web 2.0 sono già visibili on-line. Anche qui (e forse soprattutto qui), la necessità di soddisfare bisogni ancora latenti negli utenti della rete è impellente: come è evidente le tecnologie di information retrival sono ancora lontane dalla realizzazione delle loro potenzialità. 206

81 Nonostante il dominio di Google, si è creato lo spazio per il social search (o come viene definito da Ebrahim Ezzy 120 Search 2.0), un tipo di ricerca che unisce la partecipazione e la personalizzazione alle tecniche di retrival. La ricerca on-line diventa quindi una costruzione collettiva in grado di riunire non solo informazioni, ma soprattutto opinioni. Tra i motori sociali si trovano quelli guidati dalla comunità. Di seguito ne illustriamo alcuni. Logo Swicki Swicki 121, la naturale estensione del personal publishing sul web, permette agli utenti di effettuare ricerche anche molto specifiche e si adatta automaticamente, basandosi sul comportamento di ricerca della community. Logo Rollyo Rollyo 122, offre la possibilità di creare ricerche personali usando solo le risorse che l utente ritiene rilevanti, e pubblicare: gli altri utenti possono decidere di includere l utente nei propri SearchRoll. Logo Wink

82 Wink 123, un motore di ricerca creato dagli utenti. Ciascuno può aggiungere ai proprio preferiti una pagina e aggiungerla ai propri link preferiti, taggandola, votandola e commentandola, segnalando gli spam o i siti migliori. I risultati della ricerca, effettuata attraverso una parola chiave, fornisce in due pagine distinte, i risultati provenienti dalle pagine trovate dagli altri utenti ( People ), e quelli trovati attraverso un normale motore di ricerca ( The web ). Si possono poi trovare motori intelligenti, come vengono definiti in un articolo di VisionBlog 124. Ne elenchiamo alcuni. Logo Clusty Clusty 125, basato sulla tecnica del clustering (concetti di similarità e vicinanza) e sui meta-tag, organizza i risultati della ricerca in cartelle, e fornisce ulteriori informazioni suddivise in base alla loro provenienza (pagine gialle, shopping, news, blog). Logo Lexxealpha sid=443

83 Lexxealpha 126, che si basa sulla ricerca di risposte a domande poste dall utente; utilizza il livello delle parole e i significati associati ad esse, enfatizzando il processo linguistico. Altri ancora sono motori legati strettamente alla località e alla prossimità geografica (local search). Logo Ask city Ask City 127, si tratta di una integrazione per raccogliere informazioni locali riguardanti gli eventi, i locali e le mappe stradali. La struttura di Ask City si presenta con una impostazione a tre colonne: la prima dedicata ai box di ricerca, la seconda ai risultati testuali con tutte le informazioni e la terza relativa alla mappa. È possibile salvare degli snapshot della zona per poter accedere direttamente a una mappa pre-impostata dall utente stesso; in questo modo è facile ritrovare un cinema, per esempio, e controllare settimanalmente la programmazione con un click. È possibile, poi, fare ricerche approfondite e consequenziali attraverso la rielaborazione di dati differenti; è molto semplice, infatti, visualizzare un locale sulla mappa, prenotare il tavolo, e inviare via la cartina con le indicazioni stradali agli invitati. Le immagini sono personalizzabili attraverso note testuali e grafiche; le informazioni e le direzioni possono, inoltre, essere inviate immediatamente a un qualsiasi telefono cellulare. Attualmente il servizio è disponibile solo per le città statunitensi, ma per il 2007 è prevista la versione internazionale. Logo Topix

84 Topix 128 offre, invece, l opportunità di ricercare notizie strettamente connesse a città o codici postali, semplicemente inserendoli nel box di ricerca o selezionandoli da un elenco. La personalizzazione dei motori di ricerca viene, poi, lanciata da un ulteriore servizio di Google: Google Co-op 129, che permette a tutti gli utenti registrati, di restringere la ricerca di una data keyword ad indirizzi (siti, blog, ecc.), precedentemente specificati, e da un altro motore italiano, Gotuneed 130 : il primo motore di ricerca a tre dimensioni (dove, cosa e quando); sono possibili diverse ricerche modificando anche un solo un parametro di quelli inseriti e ricerche avanzate testuali, inserendo una parola, un numero o una lettera. Inoltre, il servizio è correlato da uno spazio web che l utente può riempire con propri materiali e informazioni. Per emergere dall information overloading della rete di oggi è doveroso, per lo meno, citare un ulteriore sistema basato sull interattività degli utenti: i sistemi di raccomandazione. I recommendation system sono particolari sistemi adattivi di personalizzazione realizzati per selezionare i contenuti adeguati alle caratteristiche dell utente. Gli ambiti di applicazione dei sistemi di raccomandazione nella rete sono principalmente il marketing e la ricerca di informazioni on-line. Nei negozi virtuali vengono utilizzati per consigliare prodotti ai clienti, mentre le applicazioni informative li adottano per attuare una selezione delle notizie da proporre ai navigatori. Indipendentemente dall ambito di applicazione, i recommendation system sono dunque meccanismi di filtraggio delle informazioni che hanno come presupposti un dominio d applicazione strutturato semanticamente e la conoscenza dettagliata della persona che sta interagendo con il sistema 131,

85 ed hanno lo scopo di selezionare informazioni (o oggetti) il più possibili vicini alle preferenze dell utente. Esistono due differenti metodologie per prevedere quali sono gli oggetti che interessano l utente: il filtraggio cognitivo che compie una selezione in base alle caratteristiche delle risorse; il filtraggio collaborativo o social filtering che suggerisce le informazioni riferendosi alle scelte compiute da utenti simili. Il filtraggio basato sul contenuto necessita di una buona conoscenza semantica del dominio di selezione, in quanto la predizione avviene in base alla compatibilità delle caratteristiche delle risorse (categoria di appartenenza, autore, titolo, parole chiave) rispetto alle esigenze dell utente. Il collaborative filtering si basa sul presupposto che utenti con caratteristiche simili o che hanno avuto simili comportamenti in passato, avranno gli stessi gusti e gli stessi comportamenti futuri. Dopo aver associato gli utenti in base alla similarità reciproca, vengono suggerite ad ognuno le risorse che utenti simili hanno gradito. L efficacia del filtraggio collaborativo dipende dalla conoscenza non del singolo utente ma dell interna comunità virtuale. Uno dei maggiori problemi di questo approccio è dunque la partenza a freddo (cold start) in quanto nel primo periodo di funzionamento dell applicazione il sistema avrà a disposizione un numero insufficiente di informazioni su cui basare le raccomandazioni. Infine, nel Web 2.0, le raccomandazioni avvengono anche tra gli stessi utenti; molti sistemi, come si è evidenziato nel capitolo precedente, comprendono tra i loro servizi, la condivisione delle proprie informazioni riguardanti, per esempio i bookmark preferiti o i feed aggregati: se gli utenti si stimano in base alle informazioni reciproche in loro possesso (che nel Web 2.0 possono essere molte), nutriranno reciproca credibilità e saranno maggiormente incentivati a visitare i siti che leggono, piuttosto 131 Tasso C., Omero P., La personalizzazione dei contenuti web, FrancoAngeli, Milano,

86 che acquistare sui siti preferiti. A questo proposito si approfondirà il tema, da poco emerso, dell influenza che possono avere i blog nella creazione di pareri della sfera pubblica. Tags: Google, keyword, information_retrival, folksonomy, user-centered, categorizzazioni, blog, Tecnhorati, RSS, YouTube, WatchList, Web_Semantico, RDF, URI, XML, HTML, OWL, Swiki, Rollyo, Wink, VisionBlog, AskCity, Clusty, Lexxealpha, Topix, recommendation_system, Google Co-op, Gotuned, collaborative_filtering, bookmark. 212

87 7. Business 2.0 Il cavallo resterà. L automobile è una moda passeggera. Horace Rackhman avvocato di Henry Ford Sin dalla nascita e dalla diffusione di Amazon.com 132 e ebay 133 sono converse riflessioni, considerazioni e dimostrazioni della potenza economica della Rete: Internet, inevitabilmente, modificando la cultura, e la società, non può che andare ad influire sul sistema economico, parte fondamentale della vita umana. La teoria maggiormente diffusa, a questo proposito, è quella della Long Tail (la coda lunga), formulata da Chris Anderson 134. Dopo aver osservato un curioso caso di impennate delle vendite su Amazon.com di un libro (La morte sospesa di Simpson) che dalla sua edizione aveva venduto pochissime copie e che, grazie alla citazione di un utente (che osservava la similarità ad un altro di recente edizione, Aria Sottile di Krakauer), è riemerso dal dimenticatoio, Anderson imputa (a ragione) l inaspettato successo del vecchio libro al passaparola on-line. Quando il libro più recente venne pubblicato, altri lettori scrissero delle recensioni su Amazon.com evidenziando le similarità con il meno noto La morte sospesa, che coprirono di lodi. Altri utenti lessero le recensioni, andarono a vedere il libro e lo aggiunsero al carrello della spesa. Ben presto il software dei librai on-line notò uno schema nel comportamento dei clienti (i lettori che compravano Aria sottile compravano anche La morte sospesa) e cominciò a raccomandare i due libri accoppiati. La gente accettò il consiglio, concordò incondizionatamente e scrisse ulteriori Chris Anderson, The Long Tail: Why the Future of Business Is Selling Less of More, Hyperion,

88 recensioni entusiastiche. Altre vendite, altre raccomandazioni ad albero e un potente feedback positivo fece la sua comparsa. Particolarmente degno di nota è il fatto che quando Aria Sottile arrivò sugli scaffali, La Morte sospesa era praticamente uscito di stampa. Una decina di anni fa i lettori di Krakauer non sarebbero mai venuti a sapere del libro di Simpson e in ogni caso non avrebbero potuto trovarlo. Le librerie on-line hanno cambiato tutto ciò. Grazie alla combinazione di uno spazio espositivo infinito e un informazione in tempo reale sui trend di acquisto e sull opinione pubblica, crearono il fenomeno di La morte sospesa. Risultato: domanda in ascesa per un libro sconosciuto. Non si tratta di una virtù esclusiva delle librerie on-line; si tratta di un esempio di modello economico totalmente nuovo per le industrie dei media e dell intrattenimento, un modello che sta appena cominciando a mostrare la sua forza. La scelta illimitata ci sta rivelando delle verità su quel che i consumatori vogliono e su come vogliono ottenerlo, un settore dopo l altro, dai DVD noleggiati via su Netflix 135 alle canzoni su itunes Music Store 136. La gente si immerge nel catalogo, giù per una lunga, lunghissima lista di titoli disponibili, molto più giù di quanto permetta Blockbuster Video 137. E più trovano, più sono soddisfatti. Allontanandosi dalla strada battuta, scoprono che il loro gusto non è mainstream come pensavano (o come erano stati indotti a credere dal marketing, da una cultura incentrata sugli hit e dalla semplice mancanza di alternative). I dati e i trend di vendita desunti da questi e altri servizi analoghi mostrano che l emergente economia dell intrattenimento digitale (e poi in estensione, per quanto riguarda molti altri settori) sarà radicalmente diversa dall odierno mercato di massa. Se l industria dell intrattenimento del XX secolo ruotava intorno agli hit, quella del XXI ruoterà attorno alle nicchie

89 Per troppo tempo abbiamo subito la tirannia del minimo-comundenominatore, sottomessi a film da botteghino estivi e a canzoni pop da catena di montaggio. Perché? Semplice: economia. Molti dei nostri assunti riguardanti il gusto popolare sono in realtà frutto del mero accoppiamento domanda-offerta: una risposta del mercato a una distribuzione inefficiente. Il problema principale, ammesso che problema sia il termine giusto, è che viviamo nel mondo fisico, e fino a poco tempo fa ci viveva anche la maggior parte dei media, ponendo dei limiti radicali al nostro intrattenimento. Il problema è la necessità di trovare un pubblico locale. Un cinema normale non metterà in cartellone un film se non attira almeno 1500 persone in quindici giorni; corrisponde in sostanza all affitto dello schermo. Un normale negozio di dischi deve vendere almeno quattro copie di uno stesso CD all anno perché valga la pena trattare quel articolo; corrisponde all affitto di un centimetro di scaffale. E via dicendo, per videoteche, negozi di videogiochi, librerie ed edicole di giornali. In ciascun caso, i venditori tratteranno esclusivamente gli articoli in grado di generare sufficiente domanda da auto-sostentarsi. Comunque, ognuno di loro può contare solo su una limitata popolazione locale, magari un raggio di dieci chilometri per un cinema, meno per librerie, negozi di dischi e per i videonoleggi. Molti prodotti di ottima qualità, con un pubblico nazionale non solo potenzialmente numeroso, ma addirittura entusiastico, non riescono a superare l ostacolo della distribuzione. Un esempio sorprendente proviene dall industria cinematografica indiana, che produce più di ottocento film. Secondo alcune stime, in America vivono un milione e settecentomila indiani. Eppure Lagaan: Once Upon a Time in India, film in lingua hindi, uscì su due soli schermi degli Usa. A dirla tutta, quello stesso anno solo una manciata di film indiani riuscì a ottenere una qualche distribuzione americana Anderson C., cit. 215

90 Un altra costrizione del mondo fisico è la fisica stessa. Lo spettro delle frequenze radiofoniche può contenere solo un certo numero di stazioni, e un cavo coassiale può prevedere solo un certo numero di canali televisivi. E, naturalmente, ci sono solo ventiquattrore di programmazione al giorno. La maledizione delle tecnologie di trasmissione è che sono utenti sfrenate di risorse limitate. Il risultato è un ulteriore esempio di aggregazione di un grande pubblico in una sola area geografica, un altro ostacolo che solo una minima percentuale di contenuto potenziale riesce a superare. Nel secolo scorso l intrattenimento ha offerto una facile soluzione a queste costrizioni: dedicarsi a sfornare hit. Dopotutto, le hit riempiono le sale, trattengono ascoltatori e spettatori dal cambiare stazione o canale. In realtà non c è nulla di male in questo. I sociologi ci diranno che le hit sono connaturate alla psicologia umana, che sono l effetto della combinazione tra conformità e passaparola. E di certo una bella fetta di hit merita la propria posizione: canzoni orecchiabili, film ispiratori e libri che inducono alla riflessione possono attrarre un pubblico variegato e numeroso. Sia come sia, sostiene Anderson, la maggior parte di noi vuole qualcosa di più. Il gusto di ciascuno devia dal mainstream, a un certo punto. Più esploriamo le alternative, più ne siamo attratti. Sfortunatamente, fino ad anni recenti, quelle alternative erano relegate ai margini da possenti veicoli di marketing, costruiti da industrie che di quei veicoli avevano un disperato bisogno. L economia incentrata sulle hit è la creazione di un epoca in cui semplicemente mancava lo spazio per offrire tutto a tutti: non abbastanza scaffali per contenere tutti i CD, DVD e videogiochi prodotti; non abbastanza schermi per proiettare tutti i film disponibili; non abbastanza canali per trasmettere tutti i programmi televisivi; non abbastanza onde radio per diffondere tutta la musica creata; e meno che mai abbastanza ore in un giorno per trarre tutto il possibile da uno di questi spazi. 216

91 Questo è il mondo della scarsità. Ora, con la distribuzione e la vendita on-line, stiamo entrando nel mondo della abbondanza. E le differenze sono profonde. L esempio chiaro di quali siano queste differenze stanno proprio nella Teoria della Coda Lunga. Se si prendono in esame i dati di vendita mensili di qualsiasi distributore di prodotti d intrattenimento si potrà osservare, all incirca, costantemente una curva della domanda composta da un grande richiamo per i brani più popolari, e una rapida diminuzione per quelli meno noti: tutta l attività sembra limitarsi a un minuscolo numero di brani sulla parte sinistra del diagramma (raffigurata in rosso). Figura 6 La Teoria della Coda Lunga Concentrarsi sulle hit sembrerebbe assolutamente sensato: tutto sommato fanno la parte del leone nel mercato. Tutto quello che segue i primi 5000 o brani sembra posizionarsi in prossimità dello zero. Perché interessarsi a quei perdenti? Questo, in sostanza, è il modo in cui abbiamo considerato il mercato nel secolo scorso. Ogni rivenditore ha la propria soglia economica, ma tutti pongono un limite alle merci trattate. Gli articoli che probabilmente venderanno quanto basta saranno trattati dal rivenditore; gli altri No. Nella nostra cultura dominata dalle hit, la gente continua a concentrarsi ossessivamente sulla parte sinistra della curva, tentando di indovinare cosa riuscirà a posizionarsi in quel punto. Anderson, dopo decine di anni di contemplazione della parte sinistra della curva, rivolge l attenzione alla parte destra 217

92 (raffigurata in giallo nel grafico soprastante), e ne deduce una serie di osservazioni. In prima analisi, sembra che la linea giunga a zero perché i valori elevati della vendita di hit comprimono la scala verticale, ma guardando nel dettaglio il grafico risulta chiaro che non lo fa: tende a zero ma non lo raggiunge. L area sottostante la curva, dove, se si guarda da lontano, non sembra esserci nulla, corrisponde in realtà a circa un quarto del business complessivo 139. In quest area si posizionano tutte le nicchie per le quali la domanda non è ancora nulla, composta da prodotti non popolari ma che insieme raggiungono un numero talmente ampio da rappresentare un mercato sostanzioso. Ecco presentarsi la coda lunga. Figura 7 La Coda Lunga Nella lunga coda si può trovare di tutto, soprattutto nel settore dell intrattenimento. Nell editoria musicale per esempio si possono trovare back-catalog, album del passato tuttora ricordati con affetto dai fan o riscoperti da neofiti. Ci sono brani dal vivo, B-side, remix, cover. Ci sono migliaia di nicchie, generi nei generi nei generi. Ci sono gruppi stranieri, un tempo sistemati nella corsia dei dischi d importazione a un prezzo proibitivo, e band sconosciute o etichette persino più sconosciute. E naturalmente, nella lunga coda ci sono anche molti prodotti di scarsissima qualità. Ma c è ne sono molti anche negli album di Anderson a questo proposito verifica la sua tesi con degli esempi reali di analisi delle vendite dei negozi di musica, che qui si è omesso di riportare.

93 successo, argomenta Anderson. L utente è costretto a mandare avanti i CD, saltando i brani mal riusciti, mentre on-line può evitarli molto più facilmente con l aiuto di raccomandazioni personalizzate. Così, diversamente dai CD, in cui ogni brano penoso costa un dodicesimo del prezzo di copertina, in rete tutti i brani orrendi rimangono innocui su qualche server, ignorati da un mercato che valuta ogni canzone secondo il merito. Effettivamente, le iniziative di maggior successo su internet stanno traendo profitto dalla lunga coda, in un modo o in un altro. Google, ad esempio, deve la maggior parte dei suoi proventi non ai grandi inserzionisti, ma ai piccoli (la lunga coda della pubblicità). Anche ebay rientra per lo più nella coda (prodotti di nicchia, dalle auto da collezione alle mazze da golf decorate). Lasciandosi alle spalle i limiti localizzativi e dimensionali (di spazio, ma anche di tempo), le società come queste non solo hanno ampliato i mercati esistenti, ma, cosa più importante, ne hanno scoperto di totalmente nuovi. In ciascun caso quei nuovi mercati, che sono fuori dalla portata dei rivenditori fisici, hanno dimostrato di essere molto più grandi di quanto tutti si aspettassero. Quando queste società iniziarono a offrire sempre di più (semplicemente perché potevano farlo), scoprirono, infatti, che la domanda in realtà seguiva l offerta. La strategia di aumentare in modo consistente la scelta sembrò liberare la domanda per quella scelta. Non si può ancora verificare se si tratti di una domanda latente di prodotti di nicchia, piuttosto che una domanda nuova di zecca. Quello che è chiaro, però, è che la parte in maggior crescita della attività di queste aziende è la vendita di prodotti non reperibili presso i rivenditori tradizionali. Queste aziende dagli scaffali infiniti hanno appreso efficacemente una nuova lezione: un numero molto, molto elevato (i prodotti sulla coda) moltiplicato per un numero relativamente piccolo (le vendite di ognuno di quei prodotti) continua a dare un numero molto, molto grande. E quel numero 219

94 grandissimo non fa che aumentare. Quel che davvero sorprende, della lunga coda, è la sua dimensione. Non solo: questi milioni di vendite marginali sono un business redditizio ed efficiente. Non dovendo pagare lo spazio sugli scaffali e, nel caso di servizi puramente digitali come itunes, neppure i costi di fabbricazione e di distribuzione, un prodotto di nicchia venduto è solo un altra vendita, con gli stessi (o maggiori) margini di una hit. Per la prima volta nella storia, hit e nicchie sono sullo stesso livello economico, entrambi voci in un database che vengono richiamate a richiesta, entrambe ugualmente degne di essere trattate. All improvviso, la popolarità non detiene più il monopolio della redditività. La metafora più bella utilizzata da Anderson per comprendere la differenza tra la scelta limitata di ieri e l abbondanza di oggi, utilizza la configurazione geografica della terra: egli immagina che la nostra cultura sia come un oceano, sulla cui superficie affiorano solo isole di hit. C è un atollo della musica composto da album di successo, un isola del cinema fatta di Blockbuster, un arcipelago di programmi televisivi popolari, e così via. Il livello dell acqua è la soglia economica di una certa categoria, cioè la quantità di vendite necessarie a soddisfare i canali di distribuzione. Le isole rappresentano i prodotti che sono sufficientemente popolari da emergere sul pelo dell acqua, e quindi abbastanza redditizi da essere offerti tramite canali di distribuzione poco capienti, vale a dire lo spazio espositivo della maggior parte dei rivenditori. Scrutando l orizzonte culturale, si noteranno i picchi di popolarità che svettano sulle onde. Ma le isole sono solo la cima di grandi montagne sottomarine. Quando il costo di distribuzione precipita, è come se il livello dell acqua si abbassasse. Improvvisamente emergono cose prima nascoste. E ci sono molti, molti più prodotti al di sotto dell attuale livello dell acqua che non al di sopra. Quello che stiamo cominciando a vedere, mentre i rivenditori on-line iniziano a trarre profitto dalla loro straordinaria efficienza 220

95 economica, è la forma di un imponente montagna di scelta che sta emergendo là dove prima c era solo la cima. Potendo diminuire radicalmente i costi di collegamento tra domanda e offerta, si ottengono ripercussioni non solo sui numeri, ma su tutta la natura del mercato. Si tratta di un cambiamento quantitativo, ma anche qualitativo. Rendere disponibili le nicchie rivela la domanda latente di contenuti non commerciali. Poi, mentre la domanda si sposta verso le nicchie, la capacità di rifornire quelle nicchie e crearne di nuove migliora ulteriormente, dando vita a un feedback positivo che trasformerà intere industrie, e la cultura, negli anni a venire. Oggi le nicchie di mercato assumono questo enorme risultato grazie alla presenza di: nuove tecnologie hardware e software a basso-costo che permettono ai movie-makers indipendenti di creare i propri film e le proprie programmazioni; servizi a costi contenuti che forniscono banda e hosting illimitato ai produttori indipendenti; nuove vie e device per accedere, immagazzinare, recuperare e utilizzare contenuti video su strumenti media portatili o da casa; l impatto che motori di ricerca e sistemi umani di classificazione e raccomandazione hanno sull intera industria dei film; i cambiamenti rivoluzionari che le tecnologie P2P apporteranno sia alle emittenti tradizionali sia ai piccoli e indipendenti produttori di film, una volta che sarà largamente compreso che non vi è più alcun bisogno di hardware, antenne e ripetitori ultra-costosi per il broadcasting: tutto può essere distribuito liberamente dal pubblico, senza costi addizionali; le innovazioni tecnologiche che riducono drasticamente i costi di marketing e distribuzione, grazie a canali e approcci più 221

96 efficienti come blog, RSS, P2P, i download digitali (che annullano i costi di stampa, di magazzino e di spedizione). Tutto ciò che, come si è descritto nel capitolo precedente, appartiene alla fase 2.0 del Web. È naturale, quindi che la coda lunga si sia manifestata in conseguenza alle innovazioni (o per essere più precisi alle origini) che si vedono proliferare giorno per giorno nel Web. Il passaggio dalle hit ai mercati di nicchia nel prossimo futuro porterà i nostri sistemi economici ad un livellamento tra le due entità opposte, come sostiene Edgeio 140. Dalla situazione che si è configurata nella Rete tra il 2002 e il 2005, Figura 8 Dal 2002 al 2005 alla situazione attuale, con l avvento sempre più consistente del Web 2.0, Figura 9 Oggi per giungere ad un previsione sul futuro Nel suo post originale si riferisce al settore dei siti web, ma il concetto funziona anche negli altri settori.

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