Grecia-Ue, lo scontro «brucia» miliardi Aiuti o default: l ultimo round domani a Bruxelles

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1 2,50 * In Italia solo per gli acquirenti edicola e fino ad esaurimento copie: in vendita abbinata obbligatoria con Arte e Letteratura/ I Racconti d'autore (Il Sole 24 Ore. 2,00 + I Racconti. 0,50) Domenica 21 Giugno 2015 Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art.1, c. 1, DCB Milano Anno 151 Numero 169 Domenica ALL INTERNO 1945, incredulo film dell orrore Angelo Varni u pagina 23 BREVIARIO di Gianfranco Ravasi #Il Racconto MEMORANDUM di Roberto Napoletano Gemelli, medicina e umanità Nei tuoi panni? No grazie, l empatia è un miraggio Corbellini e Sirgiovanniu pagina 25 L automazione dal volto umano è made in Italy Stefano Micelliu pagina 11 RENZI E I PROBLEMI DEL PAESE Se l opinione pubblica è più impaziente del premier di Luca Ricolfi Non è il caso di girarci troppo intorno: il governo Renzi non ha più la maggioranza nel Paese. Secondo l'ultimo sondaggio di Ilvo Diamanti, il consenso al governo è al 39% (era al 69% un anno fa), mentre quello al Pd sarebbe precipitato al 32%, quasi 10 punti sotto il 41% delle Europee, e circa 1 punto sotto quota-veltroni (il 33% conseguito dal Pd alle politiche del 2008). Che cosa è successo? A me pare che le forze che, in questo momento, stanno mettendo alle corde il renzismo siano due, una di matrice esterna, l'altra di matrice interna. La forza esterna è il cambiamento del clima politico in Europa, con il rafforzamento dei partiti anti-buxelles, anti-euro e anti-immigrati. È un fenomeno che riguarda quasi tutti i Paesi europei, senza distinzioni fra Nord e Sud, fra Est e Ovest, fra Paesi ricchi e poveri, grandi e piccoli. In Francia Marine le Pen. Nel Regno Unito Nigel Farage. In Ungheria Viktor Orbán. In Spagna Pablo Iglesias, leader di Podemos. In Grecia Tsipras, a capo di Syriza. In Italia Grillo e Salvini. Movimenti ostili agli stranieri sono presenti da anni nelle civilissime Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia. Pochi giorni fa, in Danimarca, il Partito del Popolo Danese (formazione anti-immigrati) è diventata la seconda formazione politica del Paese. La seconda forza che sta mettendo in crisi il renzismo, quella di origine interna, è il ritorno in grande stile del movimento anti-casta, alimentato dalla deprimente catena di scandali e inchieste che, per l ennesima volta, ha colpito la politica italiana, coinvolgendo in pieno il partito del premier. Rispetto a queste due grandi forze, Renzi e i suoi sono apparsi impreparati. Sugli immigrati, Renzi non pare aver capito che i problemi sollevati dalla destra xenofoba e razzista, che sono essenzialmente problemi di sicurezza, rispetto delle regole, decoro, sono problemi reali, chiaramente avvertiti dalla maggior parte degli italiani. E che è ingenuo pensare di affrontarli snobbando chi li prende sul serio («sbaglia chi vive su paure e abbaia alla luna»), o dando la colpa ai governi del passato («le regole le ha fatte Maroni quando era ministro dell Interno»), o promettendo di battere i pugni in Europa, senza peraltro avere la forza necessaria per imporsi. In questo, Renzi si è rivelato molto simile ai suoi predecessori progressisti, che sui temi della sicurezza hanno sempre balbettato, prigionieri dell etica dei principi, del tutto insensibili alle paure della gente, aristocraticamente tacciata di ingiustificato allarmismo. Detto per inciso, il tasso di criminalità degli stranieri è circa 5 volte quello degli italiani, segno che l allarme delle persone comuni è più in linea con la realtà della beata benevolenza dei politici di buoni sentimenti. Sulla corruzione, le cose sono ancora più complesse. Non ho mai capito perché, una volta conquistato il Pd, Renzi non abbia imbracciato risolutamente la ramazza. Ovviamente sapeva e sa perfettamente quanto militanti, quadri e dirigenti di questo partito si siano allontanati dagli stili di comportamento dell era Berlinguer. Continua u pagina 20 Anche senza Grexit, la crisi ha un costo record: 600 miliardi persi in Borsa, 385 sui titoli di Stato Grecia-Ue, lo scontro «brucia» miliardi Aiuti o default: l ultimo round domani a Bruxelles pin attesa del vertice straordinario di domani a Bruxelles, che deve trovare in extremis una soluzione alla crisi tra Atene e i creditori, c è già un calcolo di come l incertezza sulla permanenza della Grecia nell euro abbia avuto un impatto molto elevato sui mercati: 600 miliardi persi in Borsa, 385 sui titoli di Stato. Romano, Lopsu pagine 4 e 5 I «NEMICI» DI TSIPRAS Vietato criticare di Vittorio Da Rold Il governo greco ha inserito perfino la propria Banca centrale nella lista dei suoi nemici, nella lunga campagna per raggiungere un accordo dell ultima ora sulla crisi del debito del Paese. Continua upagina 4 Dossier Rating 24. Mese decisivo per il rilancio - Renzi: martedi via al Fisco Governo, ecco le 12 riforme al bivio Fisco, scuola, burocrazia: tempi stretti e nodi politici psono fissate per la prossima settimana due tappe decisive per il piano di riforme del Governo Renzi: il varo di altri sei decreti di attuazione della delega fiscale (al Cdm di martedì) e il probabile ricorso alla fiducia al Senato sulla Buona scuola. Sono 12 le riforme al bivio. Strada in salita per Pa e spending review. Rogari, Paris, Pattau pagine 2 e 3 FONDAZIONI E CAVALIERI DEL LAVORO IN UDIENZA DA FRANCESCO Il Papa: «L economia è radicata nella giustizia» Effetto Grecia sui mercati LA CADUTA DEI BOND DELL EUROZONA L indice dei titoli di Stato dei 19 Paesi dell area euro 1/04/ / Apr Mag Giu I PROVVEDIMENTI ATTUATIVI Cresciuta al 65,3% l attuazione dei decreti previsti da Monti e Letta Paris u pagina 2 di Carlo Marroni Le parole del Papa contro la corruzione pesano come macigni. Il Pontefice torna molto spesso su questo argomento delicato e spinoso, e sempre senza troppe cautele diplomatiche. Anzi. Anche ieri - a due giorni dalla pubblicazione dell'enciclica ambientale-sociale Laudato Si dove tra l altro sferza senza appelli la disonestà negli affari - le frasi di Francesco sono state come sempre molto chiare quando ha detto che bisogna «tenersi lontano da corruzione e malaffare», che si rende possibile se l economia «è radicata nella giustizia». LA CADUTA DELLE BORSE Il calo della capitalizzazione negli ultimi 2 mesi. Dati in miliardi di euro Francia Germania -107,106-98,174 Italia -14,001 Parole pronunciate nell udienza ai membri della Federazione dei Cavalieri del Lavoro, imprenditori che, come ha detto il Papa, si sono distinti «contribuendo a creare lavoro e far crescere il valore dei prodotti italiani nel mondo». Continua u pagina 20 Nicoletta Picchiou pagina 20 IL DIBATTITO E LE IDEE La fiducia che Atene non costruisce intorno a sé di Luigi Zingales ora X si sta L avvicinando. Dopo mesi di negoziati la Grecia e i suoi creditori sembrano arrivati a un impasse. La riunione dell Eurogruppo di domani potrebbe essere decisiva. Se un accordo non viene raggiunto, la Grecia non è in grado di ripagare i suoi debiti nei confronti del Fondo monetario. Da un punto di vista tecnico non è ancora default, ma ci siamo vicini. Nel frattempo la Banca centrale europea sta tenendo in vita le banche greche con continue immissioni di liquidità attraverso una linea di credito chiamata - non a caso - Emergency liquidity assistance (Ela). Continua u pagina 5 Grexit e i sonnambuli europei di Barbara Spinelli u pagina 4 PANORAMA Scuola, sindacati contro il Governo No di Renzi al decreto-stralcio: «Senza riforma assunti solo 20mila» Sulla riforma della scuola è scontro tra Governo e sindacati. No del premier Matteo Renzi alla richiesta di un decreto-stralcio per le assunzioni. «La riforma marcia tutta insieme» è la risposta del premier. «Senza legge saranno assunti solo i 20mila già previsti per legge». Martedì riprende l esame in Commissione, Governo pronto a mettere la fiducia in Aula, con l obiettivo di varare la riforma al Senato entro la prossima settimana e incassare l ultimo sì alla Camera entro metà luglio. upagina 8 Mattarella: garantiamo i diritti ai rifugiati ma l Unione europea faccia di più L Italia «continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, con l auspicabilmente crescente contributo dell Unione europea». Lo ha ribadito ieri a Palermo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. upagina 8 Cattaneo: la Ue fermi le misure anti-concorrenza Flavio Cattaneo (foto), amministratore delegato di Ntv, è pronto a dare battaglia sul decreto del governo che riduce i poteri e l indipendenza dell Autorità di regolazione dei trasporti, indebolendo la liberalizzazione ferroviaria. Primo atto, una segnalazione alla Ue. Giorgio Santilliu pagina 15 L INCHIESTA Sigarette e contrabbando, il «bancomat» delle mafie di Roberto Galullou pagina 21 MILANO MODA UOMO Con Emporio Armani e Zegna sfila l eleganza discreta Flaccavento, Bottelliu pagina 16 LETTERA AL RISPARMIATORE Credem, internet e risparmio gestito per crescere «stand alone» di Vittorio Carlini Proseguire con gli investimenti, in particolare su internet. E, poi, spingere sul fronte di consulenza e risparmio gestito. Sono tra i focus di Credem. L istituto, di recente, ha pubblicato i dati sul primo trimestre Numeri che indicano ricavi e redditività in rialzo. Detto ciò, per comprendere il concreto andamento del business è necessario analizzare le singole voci del bilancio. Ad esempio: il margine finanziario. Questo, nel 2014, era salito. Nei primi tre mesi dell esercizio in corso, nonostante il rialzo degli impieghi, è invece calato. Esiste una problematica? Gli esperti smorzano i timori. I tassi di mercato sono bassi. Quindi è difficile operare con efficacia sul margine d interesse. Certo: l istituto di credito punta ad aumentare i volumi dei prestiti. Questa strategia però ha compensato solo in parte gli effetti della selezione di clientela voluta dalla banca stessa. Credem, infatti, è focalizzata su imprese ad alto merito di credito. Il che, da una parte, riduce il rischio sui prestiti. Ma, dall altra, limita gli spazi di manovra. I soggetti con elevato standing, ad esempio, sfruttano con più forza la leva contrattuale. A ciò deve, poi, aggiungersi la vendita di grande parte dei titoli di Stato italiani. Una mossa che, da un lato, ha spinto i ricavi da trading; ma, dall altra, ha fatto venir meno gli interessi attivi che «aiutano» il margine finanziario. A fronte di questo cocktail di cause si comprende la dinamica della voce contabile in oggetto. La quale, seppure rilevante, deve essere quindi affiancata da altre entrate. Quali? Tra le altre, oltre all incremento dell assicurativo, ha il suo ruolo il risparmio gestito. Il tutto finalizzato alla crescita «stand alone». u pagina 18 La «Lettera» online per gli abbonati Prezzi di vendita all estero: Albania 2, Austria 2, Francia 2, Germania 2, Monaco P. 2, Slovenia 2, Svizzera Sfr 3,20 (*) con Marketing Evolution 10,90 in più; con Capolavori Horror 8,90 in più; con La Biblioteca del Mare 8,90 in più; con Ora Legale 8,90 in più; con Guida alla Salute 1,00 in più; con La Biblioteca dei Ragazzi 7,90 in più; con Guida Touring Club 8,90 in più; con L Impresa 6,90 in più; con Norme e Tributi 12,90 in più; con Guida al 730 Ordinario e Precompilato 9,90 in più; con Unico 2015 e Dichiarazione Irap 9,90 in più; con Il Codice di Procedura Penale 10,00 in più; con Acconto Imu e Tasi ,90 in più; con Il Codice Penale 10,00 in più; con Separazione e Divorzio 14,90 in più; con How To Spend It 2,00 in più; con IL Maschile 0,50 in più. Nella Regione Campania, solo su richiesta e fino ad esaurimento copie, in abbinamento gratuito con Il Denaro a 2,50. Nella Regione Umbria in abbinamento obbligatorio con Il Giornale dell Umbria a 1,10 (solo su richiesta con Arte e Letteratura/I Racconti d Autore 0,50 in più fino ad esaurimento copie).

2 2 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 Rating 24 IL PERCORSO DELLE RIFORME Le incognite prima della pausa estiva In cerca del via libera di Palazzo Madama la riforma costituzionale sul nuovo Senato, la Buona Scuola e la riforma della Rai DISEGNO DI UMBERTO GRATI Le 12 riforme sotto la lente Scuola, fisco e concorrenza: tutte le riforme al bivio Test importanti già in settimana - Restano i nodi Pa e spending Marco Rogari ROMA pil varo di altri sei decreti di attuazione della delega fiscale e il probabile ricorso alla fiducia al Senato sulla Buona scuola con l obiettivo di ottenere il via libera del Parlamento alla riforma prima della pausa estiva. Sono fissate per la prossima settimana queste due tappe chiave per il destino del piano di riforme targato Renzi. Due passaggi importanti. Una sorta di bivio, dopo l attuazione delle otto deleghe del jobs act e il primo sì di Palazzo Madama alla riforma del codice degli appalti, per la composizione del complesso mosaico degli interventi strutturali, necessari per dare maggiore forza alla ripresina economica e per rispettare gli impegni assunti con Bruxelles. Che proprio sulla base della clausole delle riforme ci ha consentito di beneficiare di maggiore flessibilità per i conti pubblici. In quest ottica si colloca anche il percorso del primo Ddl sulla concorrenza, che dovrebbe ottenere il sì di Montecitorio entro luglio. In rampa di lancio ci sono poi due decreti, uno sul settore bancario (accelerazione delle procedure di riscossione dei crediti deteriorati) e l altro sulla giustizia (diritto fallimentare) che potrebbero anche vedere la luce nel prossimo Consiglio dei ministri di martedì chiamato a varare i sei decreti di attuazione della delega fiscale in quella chi annuncia una settimana importante per la partita sulle riforme. Partita che non si annuncia del tutto in discesa. Anche perché alcuni provvedimenti non viaggiano affatto spediti. È il caso della riforma della pubblica amministrazione, che dopo una L INCOGNITA DECRETI Al Cdm di martedì possibile esame anche dei Dl su giustizia civile, banda larga e sulla deducibilità delle perdite sui crediti lunga navigazione al Senato corre il rischio di segnare il passo anche alla Camera. Non mancano le incognite, che non riguardano solo la riforma della scuola, su cui è in atto un braccio di ferro al Senato, ma anche la definizione della nuova fase di spending review da 10 miliardi da realizzare con la prossima legge di stabilità soprattutto per sterilizzare le maxi-clausole di salvaguardia da oltre 16 miliardi nel 2016 (in primis l aumento dell Iva) inserite nelle ultime due ex Finanziarie. Resta poi incerta la sorte del decreto sulla banda larga, atteso da tre mesi ma più volte rinviato. Anche se non è del tutto escluso che il Dl finisca sul tavolo del prossimo Cdm. Matteo Renzi ribadisce comunque di essere intenzionato ad accelerare il più possibile. Il premier conta di incassare prima della pausa estiva dei lavori parlamentari il via libera delle Camere alla riforma delle scuola e quello dei due rami del Parlamento sulla riforma costituzionale che abolisce il Senato elettivo e riforma il Titolo V. Se questo percorso venisse confermato, l approvazione definitiva del provvedimento (la seconda doppia lettura) potrebbe arrivare in autunno e comunque entro la fine dell anno. Ma la partita si gioca in gran parte sui provvedimenti economici. Il Consiglio dei ministri di martedì oltre ai sei nuovi decreti di attuazione della delega fiscale (a partire da quello sulla riforma delle sanzioni penali e amministrative, sul contenzioso e sulla lotta all evasione) potrebbe dare l ok a un decreto legge sul settore bancario per accelerare le procedure di riscossione dei crediti deteriorati e forse anche al Dl sulla banda larga. E tra i decreti in arrivo (anche in questo caso l opzione martedì resta valida) c è quello sulla giustizia. Già in marcia in Parlamento è invece il primo disegno di legge sulla concorrenza. Il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, ripete che per sostenere la ripresa sono necessarie la riforma del lavoro, quella fiscale e le liberalizzazioni. Anche per questo motivo il cammino del provvedimento dovrebbe essere spedito: il primo sì della Camera dovrebbe arrivare entro luglio per consentire al testo di passare all esame del Senato subito dopo la pausa estiva. Meno agevole si profila il percorso della riforma Pa, per la quale il previsto approdo domani in Aula alla Camera è stato già rimandato. L ok di Montecitorio dovrebbe arrivare entro luglio, ma poi il provvedimento dovrà tornare a Palazzo Madama per il disco verde finale. Solo a quel punto potranno essere varati i decreti attuativi delle 13 deleghe del Ddl Madia. Per la riforma della Rai i tempi non dovrebbero invece essere lunghi. La prossima settimana al Senato dovrebbero cominciare le votazioni sui 380 emendamenti presentati in Commissione. Anche in questo caso l obiettivo del Governo è ottenere il disco verde prima della pausa estiva. Il monitoraggio. Avanza la messa in pratica degli interventi varati dagli ultimi tre governi: residuo da 889 a 296 L attuazione delle riforme al 65,3% Tassi di attuazione Tassi % calcolati sulla base dei termini di scadenza previsti (22/2/2014-9/6/2015) /2 7/8 12/2 18/6 22,2% 36,4% 27/11 26/4 IL BILANCIO DI RENZI Gli interventi approvati dall esecutivo in carica richiedono 414 atti di secondo livello: finora adottato il 42 per cento 9/6 65,3% 61,1% 54,5% 48,7% Fonte: Presid. del Consiglio dei ministri ROMA pcontinua la lunga marcia del governo Renzi per completare l attuazione delle riforme varate dal momento del suo insediamento, a febbraio 2014, e di quelle messe in campo dai precedenti esecutivi Letta e Monti: superato il giro di boa del 50% di inizio anno, al 9 giugno la messa a punto dei decreti necessari a rendere efficaci leggi e manovre varate dal 2011 a oggi ha raggiunto il 65,3%. Guadagnando oltre quattro punti rispetto a fine aprile quando il precedente monitoraggio di Palazzo Chigi segnava quota 61,1%. E se dei 414 atti di secondo livello previsti dai 45 tra leggi decreti legge e Dlgs targati Renzi già in vigore ne sono stati adottati il 42%, la grossa «spolverata su decreti attuativi» per usare le parole dello stesso premier qualche tempo fa, è stata fatta sull eredità ricevuta dai due precedenti governi. Stock che è sceso dal livello iniziale di 889 a 296, il 67% in meno. Con un tasso di attuazione che è passato dal 52,4 al 75,3% per il governo dei professori e dal 13,6 al 65,7% per quello Letta. Uno smaltimento che ha marciato anche perché nel frattempo alcune misure sono state superate o riassorbite dalle riforme approvate successivamente. La strada resta comunque in salita perché nonostante manchi solo un terzo del pacchetto dell arretrato con l approvazione nel tempo delle riforme del governo Renzi si accumula una nuova mole di decreti attuativi. Tenendo conto anche che spesso l iter parlamentare appesantisce il fardello degli atti necessari per tradurre in pratica le norme. Anche perché, pur rivendicando una minore produzione legislativa, a oggi i consigli dei ministri dell era Renzi hanno sfornato 176 provvedimenti tra disegni di legge (75), decreti legge (31) e decreti legislativi (70). Inoltre molti dei decreti ancora in stand by prevedono il concerto tra ministeri, che finora ha rappresentato il vero collo di bottiglia dell attuazione. Tanto che l esecutivo è corso ai ripari introducendo la scorsa estate una norma tagliola che prevede il silenzio-assenso nel caso di mancata risposta dell amministrazione concertante. Rimedio però che resta ancora sulla carta visto che la disposizione è stata inserita nella delega Pa (Ddl Madia) ancora in commissione alla Camera, dopo esser stata approvata dal Senato. Tutt altro che una questione tecnica, i ritardi nell approvazione dei decreti attuativi rappresentano un ipoteca sulla crescita, limitando gli effetti sull economia reale delle riforme approvate, come più volte ricordato dall Ocse e da Bruxelles. E i numeri dell attuazione cambiano un po, al ribasso, se si prendono in considerazione proprio solo le grandi riforme economiche adottate dagli ultimi tre esecutivi per portare il paese fuori dalla crisi. Secondo il monitoraggio del Sole 24 Ore che verifica periodicamente lo stato dell arte di questi provvedimenti, a oggi l asticella dell attuazione si ferma al 60,2%: su misure necessarie per tradurre in realtà le otto manovre dei professori (dal Salva Italia ai due Dl Sviluppo), le 11 di Letta (dai pagamenti dei debiti Pa alle imprese fino al riordino delle province passando dal Destinazione Italia) e le 11 dell attuale esecutivo (avviate con il Dl Lavoro e passate per la riforma della Pa e della giustizia) ne mancano ancora all appello 421. Va da sé che le manovre più recenti registrano performance più basse: se per Monti si arriva all 80,5% e per Letta al 64,9%, Renzi segna il 33,5 per cento. Ma. Par. DELEGA FISCALE Sanzioni e contenzioso nei sei decreti in arrivo Stato dell arte. Con i tre decreti su certezza del diritto, internazionalizzazione delle imprese e fatturazione elettronica licenziati in prima lettura da Camera e Senato, l attuazione dei principi della delega fiscale raddoppia: si passa dall attuale 15 al 30,2 per cento. Dopo 15 mesi dall approvazione della legge delega e a una settimana dal termine di scadenza fissato per il prossimo 27 giugno entro cui il Governo potrà emanare i decreti attuativi, sono pienamente operativi con tanto di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» soltanto tre provvedimenti: le semplificazioni con la sperimentazione della dichiarazione precompilata; la tassazione sui tabacchi; le modifiche di composizione e funzionamento delle commissioni censuarie per la riforma del catasto. Prospettive del provvedimento. Nei prossimi giorni il Governo punta a dare una bella spinta all attuazione dei principi della delega portando all esame del Consiglio dei ministri altri sei provvedimenti. Se l obiettivo sarà SCUOLA Stato dell'arte La riforma della scuola è attualmente ferma in commissione Istruzione del Senato. I possibili correttivi interesseranno le tre questioni chiave: merito e valutazione dei docenti, autonomia dei presidi nella gestione dell'istituto, e school-bonus (gli investimenti privati per potenziare le attività didattiche o per migliorare la sicurezza delle aule). Sui presidi, accantonata la proposta di mettere tetti alle durate degli incarichi, si introdurrebbero per legge i criteri di valutazione, da collegare poi alla loro retribuzione di risultato. Prospettive del provvedimento Molto dipenderà dalle reazioni in commissione agli emendamenti dei relatori. In sede referente sono stati depositati circa 3mila emendamenti. Se si troverà un'intesa, questi potrebbero scendere di numero ed essere votati velocemente. Più probabile, che si ricorrerà alla fiducia per velocizzare l'approvazione del provvedimento, il cui piatto forte resta il maxi-piano di stabilizzazione di oltre 100mila precari. GIUSTIZIA CIVILE Stato dell arte. Forse già al prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe essere presentato un decreto legge con un pacchetto di misure urgenti che interverrà sul diritto fallimentare (concordato preventivo, finanza all impresa in crisi, revocatorie, tempi di chiusura del fallimento) sull esecuzione, sul processo telematico e su alcuni punti di amministrazione della giustizia (reclutamento magistrati e personale amministrativo, accesso in magistratura, potenziamento dell ufficio del processo). Con il decreto legge verrà anche previsto un credito d imposta per incentivare negoziazioni e arbitrati. Prospettive del provvedimento. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri che però potrebbe arrivare anche su una versione del testo emendata di alcune parti, forti sono ancora i dubbi sull inserimento delle norme sull organizzazione giudiziaria, il provvedimento centrato la percentuale di operatività dei principi di riforma del fisco salirebbe fino al 72% includendoci anche i principi che saranno fissati dai sei decreti che saranno spediti in Parlamento a partire dalla riforma delle sanzioni penali e amministrative, gli interpelli e il contenzioso, il fondo taglia tasse alimentato dai proventi della lotta all'evasione dal taglio delle tax expenditures, il nuovo catasto, i giochi l'iri e l'irap per gli autonomi. Il condizionale però è d obbligo. Nodi politici. Tra i principi che rischiano di restare inattuati spiccano quelli della tassazione ambientale: nessuna traccia è emersa ancora sulle nuove green taxes finalizzate a nuove forme di fiscalità per orientare il mercato verso stili di consumo e di produzione sostenibili nel principio della neutralità fiscale. (M. Mo. e G.Par.) AVANZAMENTO EFFICACIA MEDIO La sfida di una riforma non solo nuove assunzioni Nodi politici. Le opposizioni, per ora, dichiarano di non voler ritirare i propri emendamenti. E non tutta la (variegata) minoranza dem è d'accordo con la linea d'azione del governo. Inoltre, in commissione Istruzione del Senato, i numeri a favore della maggioranza sono incerti. Un'altra variabile da considerare sono i sindacati che continuano a ritenere illegittimo il Ddl e incalzano per modificare radicalmente il provvedimento su poteri dei presidi e autonomia. Anche ieri Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al governo una rapida convocazione per un confronto sull'articolato, sganciando il pacchetto assunzioni, da far viaggiare con un autonomo decreto-legge. Quest'ultima istanza è bocciata dal premier, Matteo Renzi, secondo cui la riforma deve viaggiare tutta insieme. (Cl.Tu.) AVANZAMENTO EFFICACIA MEDIO Pronto il Dl : nel mirino concordato e revocatorie sbarcherà in Parlamento dove dovrà fare i conti, per la conversione con la classica strozzatura dei tempi in vista della pausa estiva dei lavori di Camera e Senato Nodi politici. I nodi da sciogliere riguardano alcuni passaggi del testo, in primo luogo le norme di diritto fallimentare (per la riforma complessiva del quale, tra altro, è già al lavoro una commissione ministeriale che pochi giorni fa si era espressa in termini critici su nuovi interventi spot sulla Legge fallimentare)appaiono a prima vista assai sbilanciate a favore delle banche, come pure il credito d imposta prevede un budget tutto sommato contenuto (10 milioni) AVANZAMENTO EFFICACIA ALTA MEDIA BASSO MEDIO JOBS ACT Lavoro, decreti attuativi verso il completamento Stato dell arte. Le otto deleghe del Jobs act sono state esercitate nei tempi stabiliti. Con i primi due decreti legislativi entrati in vigore il 7 marzo è stato istituito il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti insieme a un nuovo sostegno per la disoccupazione, la Naspi. Altri due Dlgs saranno operativi con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (lunedì o martedì): il primo riguarda il riordino delle tipologie contrattuali, il secondo la conciliazione tra vita e lavoro. Altri 4 schemi di Dlgs hanno avuto il sì del Cdm l 11 giugno: revisione delle politiche attive, riordino degli ammortizzatori sociali, semplificazioni e controlli a distanza, razionalizzazione dell attività ispettiva (con un unico Ispettorato del lavoro). Prospettive del provvedimento Gli ultimi quattro decreti sono stati trasmessi il 16 giugno alle Camere che hanno un mese per i pareri. A metà luglio, quindi, torneranno al Cdm per essere CREDITO APPALTI Stato dell arte. La settimana che si conclude ha segnato un primo fondamentale punto di fermo, con l approvazione a larghissima maggioranza al Senato della legge delega per la riforma del codice degli appalti e il receipimento delle direttive Ue. Una sessantina di principi di delega vanno nella direzione di cogliere entrambi gli obiettivi auspicati: barriera anticorruzione con norme destinate a fare pulizia e trasparenza e al tempo stesso creazione di un quadro normativo semplificato e fortemente rinnovato per far ripartire un settore bloccato da dieci anni. Prospettive del provvedimento. La larga maggioranza al Senato (solo M5S e Sel astenuti, tutti gli altri favorevoli) fa sperare in un passaggio veloce anche alla Camera che però difficilmente riuscirà ad approvare prima della pausa estiva. C è da mettere in conto qualche modifica e quindi una terza lettura al Senato, ma ci sono tutte le condizioni per fare bene e in fretta. Poi, il governo avrà sei mesi per recepire la delega, ma i paletti posti varati definitivamente. A quel punto si sarà completata la riforma complessiva del mercato del lavoro che ha riguardato la flessibilità in entrata, quella in uscita e la flessibilità organizzativa, insieme al sistema di tutele. Nodi politici. I sindacati criticano le norme sui controlli a distanza ed intendono dare battaglia nelle commissioni per ottenere modifiche sostanziali, avendo una sponda parlamentare nella minoranza Pd e in Sel che hanno criticato le norme. Preoccupa i sindacati anche la parte relativa alle politiche attive, poiché la competenza sul lavoro e sulla formazione è legata alla riforma costituzionale, quindi inevitabilmente vi sarà da gestire una fase transitoria. (G. Pog.) AVANZAMENTO EFFICACIA ALTA Primo step i crediti deteriorati, per fisco e bcc nodi ancora aperti Stato dell arte. Sono tre gli interventi nel settore del credito cui sta lavorando il governo. Il progetto in fase più avanzata, che potrebbe approdare al prossimo Cdm martedì, riguarda l accelerazione delle procedure per la riscossione dei crediti deteriorati. Le nuove misure, che andranno a modificare le procedure di insolvenza, dovrebbero consentire di ridurre il tempo medio per l escussione delle garanzie immobiliari legate ai crediti da 7 anni e 3 mesi ad almeno 5 anni. Prospettive del provvedimento. Più lungo si potrebbe rivelare il percorso per il provvedimento che riguarda la deducibilità delle perdite sui crediti. Le norme attuali prevedono la diluizione su 5 anni delle deduzioni a fronte di perdite su crediti, ma per allineare l ordinamento italiano a quello Ue queste deduzioni dovranno essere accorpate nell esercizio in cui vengono maturate. Nodi politici. Il problema di fondo per cui l innovazione tarda ad approdare in consiglio dei ministri è la necessità di trovare la copertura: secondo alcune stime i costi potrebbero oscillare da 3 a 6 miliardi. Problematico l ultimo fronte, il processo di autoriforma delle banche di credito cooperativo cui sta lavorando l associazione di categoria, Federcasse: incontra resistenze all interno del variegato mondo delle 376 bcc: il timore maggiore risiede nel fatto che la prospettiva di portare il controllo delle banche sotto una unica spa il cui capitale può essere aperto a investitori esterni porti a una perdita di autonomia e allo snaturamento del principio mutualistico e del legame con il territorio che è alla base dell attività delle bcc. Finchè all interno del sistema non sarà trovato un punto di mediazione e di equilibrio per il governo non sarà semplice scrivere la cornice normativa che servirà per attuare la riforma. (L.Ser.) AVANZAMENTO EFFICACIA BASSO Dopo l ok «largo» al Senato iter veloce alla Camera dal Parlamento e il principio della semplificazione dovrebbero rendere agevole anche questa strada. Anche perché, a fronte della delegificazione, crescono i poteri dell Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, pronta alla trasformazione nel regolatore ordinario di mercato. Nodi politici. Al momento non sembrano esserci difficoltà e anche il clima da Tangentopoli che assedia il Palazzo on ha rovinato il clima parlamentare. Finora Renzi non ha rivendicato il successo di questo legge e forse anche questo agevola la conclusione dell iter legislativo. Resta da capire se, aldilà degli aspetti di competenza formale, l attuazione della delega farà capo alla Presidenza del Consiglio o al ministero delle Infrastrutture. AVANZAMENTO EFFICACIA ALTA MEDIA MEDIO MEDIA

3 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N I lavori alla Camera Possibilità di accelerazione per i disegni di legge su liberalizzazioni e appalti mentre resta indietro la riforma della pubblica amministrazione In attesa delle decisioni del governo Oltre ai provvedimenti sul fisco, attendono il via libera del Cdm i decreti sulle banche, sulla banda larga e sulla giustizia civile NUOVO SENATO E TITOLO V Per le riforme costituzionali lo scoglio dei numeri in Senato Stato dell arte. La riforma costituzionale che abolisce il Senato elettivo e riforma il Titolo V della Costituzione riequilibrando le competenze tra Stato e Regioni si trova per la terza lettura in Senato. La volontà del Governo è di arrivare all approvazione da parte dell Aula di Palazzo Madama entro la pausa estiva dopo aver introdotto alcune modifiche per venire incontro alle richieste della minoranza del Pd. Il successivo passaggio alla Camera, che potrà intervenire in ogni caso solo sulle poche modifiche nel frattempo apportate al Senato, sarà politicamente blindato (l accordo nella maggioranza è che si approverà così come uscirà dal Senato) e chiuderà la prima doppia lettura prevista dalla Costizione. Dopo una pausa di tre mesi ci sarà una seconda doppia lettura dove però i parlamentari si potranno espimere con un sì o con un no secco. Prospettive del provvedimento. Il prossimo passaggio al Senato è quello più difficile, visto lo LIBERALIZZAZIONI Stato dell'arte. Il Ddl per la concorrenza, il primo da quando esiste l obbligo annuale istituito nel 2009, è attualmente all esame delle commissioni competenti della Camera. Nei prossimi giorni si concluderanno le audizioni.il termine per la presentazione degli emendamenti dovrebbe essere fissato per la prima settimana di luglio. Prospettive del provvedimento. Il calendario dei lavori parlamentari e la tabella di marcia che stanno immaginando relatori e governo lascia prevedere che il Ddl possa essere licenziato dalla Camera entro luglio per poi passare all esame del Senato dopo la pausa estiva. Il Ddl contiene misure in una decina di settori. Spiccano l addio al mercato tutelato dell energia, a partire dal 2018, il pacchetto assicurazioni con gli sconti da applicare per chi si fa installare la scatola nera, la possibilità per gli avvocati di autenticare compravendite immobiliari per uso non abitativo fino a un valore catastale di 100mila euro, la BANDA LARGA Stato dell arte. Il decreto legge Comunicazioni ha ancora una sorte incerta. Se ne discute già da tre mesi, da quando il governo ha varato la Strategia per la banda ultralarga, ma il varo è più volte saltato. Nel governo si è valutata l opportunità di congelare l intero decreto, difficile da gestire in Parlamento insieme ad altri provvedimenti alle porte della pausa estiva. Per evitare l ingorgo parlamentare l unica possibilità è a questo punto un varo lampo, per questo nelle ultime ore è riaffiorata l ipotesi di un approvazione da parte del Cdm di martedì. Prospettive del provvedimento. Il decreto si pone l obiettivo di dare certezze agli operatori in un quadro di investimenti pluriennali per la realizzazione della rete italiana a banda ultralarga. Ci sono in gioco fino a 5 miliardi da assorbire dal Fondo sviluppo e coesione, ai quali si sommerebbero circa 2 miliardi di fondi strutturali gestiti dalle Regioni. scarso vantaggio di cui gode a Palazzo Madama la maggioranza (9 teste) e il numero cospicuo di dissidenti del Pd (una ventina). Passato questo scoglio il provvedimento viaggerà in discesa e si potrà celebrare il referendum confermativo voluto dallo stesso governo nell autunno del Nodi politici. Il nodo politico più grande riguarda la modalità di elezione dei futuri senatori, che i dissidenti vorrebbero diretta e il governo vuole invece mantenere di secondo grado senza indennità propria (i consiglieri-senatori prenderanno solo l indennità regionale). Una possibile soluzione può essere la previsione di appositi listini all interno delle liste per l elezione dei Consigli regionali: un intervento che si potrà fare con legge ordinaria. (Em. Pa.) AVANZAMENTO MEDIO Avanti sulla concorrenza primo sì possibile a luglio piena portabilità dei fondi pensione, l apertura a società di capitali nelle farmacie. Possibili modifiche sulle norme che riguardano energia, Rc auto, professioni, fondi pensione. Nodi politici.il Ddl, come accaduto in passato per altri provvedimenti riguardanti liberalizzazioni, rischia l assalto delle lobby interessate dalle misure in Parlamento. Rischio prospettato anche dall Antitrust che auspica una tenuta generale del Ddl. Energia, Rc auto, professioni sono i capitoli che potrebbero attrarre le maggiori modifiche durante l iter parlamentare. Tra i nodi anche la possibile estensione alla Gdo della vendita dei farmaci di fascia C senza ricetta: da vedere se si replicherà lo scontro Sviluppo economico-salute che aveva preceduto il varo da parte del governo. (C.Fo.) AVANZAMENTO MEDIO Decreto in attesa da 3 mesi: destino ancora incerto SCHEDE A CURA DI C. Fotina, M. Mobili, G. Negri, G. Parente, E. Patta, G. Pogliotti, M. Rogari, L. Serafini,C. Tucci EFFICACIA EFFICACIA Nodi politici. Il principale nodo è la ricaduta che questo decreto può avere sui rapporti tra il governo e Telecom Italia nel piano nazionale per la realizzazione della rete. Lo schema che, per la posa della fibra ottica, ruota intorno a Metroweb non prevede allo stato la presenza di Telecom (l accordo non è stato trovato). Il Dl, nelle bozze fin qui circolate, contiene tra l altro alcune misure contestate dalla stessa Telecom (in merito alle clausole per partecipare alle gare e alle caratteristiche del voucher che sarebbe limitato alla tecnologia Ftth). Ad ogni modo l iter per l operatività delle misure, tra via libera della Ue e approvazione dei vari decreti attuativi, appare ancora lungo e tortuoso. (C.Fo.) AVANZAMENTO EFFICACIA ALTA ALTA BASSO MEDIO SPENDING REVIEW Una partita da 10 miliardi per sterilizzare le «clausole» Stato dell arte. L ultimo Def presentato ad aprile ha fissato in 0,6 punti di Pil, ovvero 10 miliardi, l obiettivo da centrare nel 2016 con la nuova fase di spending review. Già da diverse settimane il nuovo commissario alla revisione della spesa, Yoram Gutgeld, è al lavoro insieme a Roberto Perotti su alcune specifiche aree (dalle partecipate agli immobili pubblici fino alle sedi periferiche dello Stato, agli acquisti della Pa e alle tax expenditures). Gutgeld conta di elaborare un pacchetto di proposte da sottoporre a settembre, in vista del varo della prossima legge di stabilità, a Matteo Renzi e al ministro Padoan. Prospettive del provvedimento. La nuova fase di spending è indispensabile anzitutto per disinnescare le maxi-clausole di salvaguardia da oltre 16 miliardi per il 2016, a cominciare da quella sul potenziale aumento dell Iva, inserite nelle ultime due leggi stabilità. Un altra finalità è quella di proseguire con il processo efficientamento della spesa con RIFORMA PA Stato dell arte. Tredici le deleghe da attuare del Ddl Madia: spaziano dalla riorganizzazione del personale pubblico e della dirigenza, alla razionalizzazione delle partecipate, fino alla riduzione degli uffici territoriali del Governo (a cominciare dalle Prefetture) e dei Corpi di polizia. La riforma della Pa ha avuto una lunghissima navigazione al Senato. Il provvedimento è poi passato alla Camera ma nonostante le assicurazione del Governo su un iter più rapido, anche a Montecitorio il testo ha cominciato a segnare il passo. Atteso inizialmente in Aula per il 22 giugno, il Ddl è ancora alla prima fase di votazioni in commissione Affari costituzionali. Prospettive del provvedimento. Matteo Renzi continua a ripetere che l approvazione della riforma Pa resta una delle priorità. Ma la lenta navigazione parlamentare della riforma rischia di rendere operativo il provvedimento solo a 2016 inoltrato. Dopo il via libera della camera, ipotizzabile a questo punto non prima della fine di luglio, il testo dovrà tornare al RIFORMA RAI Stato dell arte. La riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo è all esame del Senato dal 20 aprile. Nel corso della prossima settimana la commissione voterà i 380 emendamenti presentati dai vari gruppi, la metà dei quali da Forza Italia. Il Governo si è detto disponibile a migliorare il testo, senza stravolgerlo, e questo, sinora, ha migliorato il clima tra maggioranza e opposizioni. L'obiettivo dell'esecutivo è quello di approvare il testo entro la pausa estiva del Parlamento. Il mandato dell'attuale vertice della Rai è scaduto a fine maggio con l'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea dei soci. Il vertice resta comunque in carica, con pieni poteri, sino alla nomina del nuovo cda. Prospettive del provvedimento. Con la nuova norma si avrà il nuovo vertice in autunno, anche perchè un emendamento dei relatori dà un mese di tempo per nominare il rappresentante dei dipendenti in cda. Nodi politici. Il principale nodo l eliminazione degli sprechi. Resta da capire se il Governo riuscirà a individuare tagli per 10 miliardi. Nodi politici. Per tagliare questo traguardo non potranno non essere toccati settori come la sanità, anche solo facendo leva sulla centralizzazione degli acquisti per beni e servizi, e le partecipate. E proprio questi sono due dei principali nodi da sciogliere, visto il no delle Regioni a subire altri tagli alla sanità e la timidezza dei Comuni sulle municipalizzate. L altra incognita è rappresentata dai tempi di approvazione della riforma della Pa, con le sue misure di razionalizzazione di strutture e personale. Il Ddl delega Madia procede alla Camera e un passo tutt altro che sostenuto. E un iter rallentato che non consentirebbe di cifrare subito preziosi risparmi. (M.Rog.) AVANZAMENTO EFFICACIA Anche a Montecitorio rischio «tempi lunghi» BASSO Senato iin terza lettura per l approvazione definitiva che rischia di arrivare solo alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. A quel punto dovranno essere varati i decreti legislativo di attuazione delle 13 deleghe da sottoporre al parere del Parlamento. Nodi politici. Alla Camera la partita è tutt altro che in discesa. Il nodo principale da sciogliere resta quello della riorganizzazione della dirigenza e degli incarichi esterni. C è poi la questione partecipate e della relativa mobilità del personale. Altre tensioni potrebbero concentrarsi sul futuro dei Prefetti (riduzione e nuovo inquadramento) e sulla soppressione del Corpo forestale dello Stato. Senza considerare che la partita potrebbe in ogni caso riaprirsi al momento della stesura dei decreti legislativi. AVANZAMENTO EFFICACIA BASSO Verso l ok delle camere prima della pausa estiva politico resta quello dei poteri dell'amministratore delegato, nominato dal cda su proposta dell'assemblea dei soci, rispetto a quelli dello stesso cda, che scende da nove a sette membri, di cui quattro nominati dal Parlamento, due dall'azionista (il Tesoro) e uno dai dipendenti della Rai. In base al testo del Governo, si attribuiscono all'ad tutte le nomine, comprese quelle editoriali, ovvero di newsroom, testate e reti, sentito il cda. E' possibile che le nomine editoriali tornino al cda, forse su proposta dell'amministratore delegato. Altri punti caldi sono le due deleghe al governo per la revisione del canone di abbonamento e per riformare il Testo Unico sull'emittenza e la mancata abolizione della commissione di Vigilanza. (M. Me.) AVANZAMENTO EFFICACIA ALTA ALTA MEDIO BASSA L agenda del governo. «La ripresa c è, ora dobbiamo far ripartire l edilizia» Renzi: martedì sei decreti fiscali in Consiglio dei ministri, il 25 giugno sblocchiamo le opere pubbliche L attuazione della delega fiscale Lo stato di attuazione dei principi previsti dalla delega fiscale (legge 23/2014) Emilia Patta ROMA p«se sei al governo e vuoi sconfiggere il populismo e l antipolitica l unica strada che hai davanti a te è fare le riforme. Farle presto, farle bene, farle tutte. E su questo non ci fermeremo mai». Dopo aver stretto i bulloni sul Ddl scuola e sulla riforma costituzionale in un vertice con ministri e capigruppo a Palazzo Chigi, Matteo Renzi affida le valutazioni di questa difficile settimana politica alla sua periodica e-news, che parla direttamente a simpatizzanti ed elettori del Pd. Rilanciando sull azione di governo. Due gli appuntamenti della prossima settimana: martedì 23 giugno il Consiglio dei ministri che approverà gli attesi decreti fiscali, giovedì 25 giugno riunione operativa a Palazzo Chigi per sbloccare le opere pubbliche ferme. «Sono pronti sei decreti legislativi che porteremo martedì in Consiglio dei ministri e che cambieranno profondamente il rapporto tra cittadini e Stato - scrive il premier nella e-news -. Soprattutto per le aziende, all inizio. Ma in prospettiva anche per i cittadini, per i quali abbiamo iniziato con la dichiarazione dei redditi precompilata. Il nostro governo è il primo che ha ridotto le tasse per un valore di 18 miliardi, a partire dall operazione 80 euro e dal taglio di quelle sul lavoro con il pacchetto Jobs act. Ma ancora non è sufficiente, lo sappiamo. Tuttavia iniziare con il rendere più semplice il fisco è un ulteriore passo. Il prossimo sarà la semplificazione del sistema dei tributi locali, a partire da un unica tassa comunale anziché tutti i balzelli che conosciamo». Fisco, ma anche edilizia e opere pubbliche: perché i segnali di ripresa ci sono tutti, è il ragionamento di Renzi, ma c è ancora molto da fare nel settore che ha patito di più la crisi, appunto l edilizia. «Anche in aprile la produzione industriale nel settore costruzioni ha segnato un dato negativo (0,3%). Ripartono i consumi, cresce il Pil, aumentano i posti di lavoro. Ma se non riparte l edilizia la situazione occupazionale non ritornerà mai quella di prima». Dunque bisogna agire su più fronti: sbloccare le opere pubbliche, semplificare le procedure amministrative, agevolare gli investimenti pubblici e provati. «Da una prima analisi, vediamo che almeno un punto percentuale di Pil (circa 17 miliardi di euro) sia bloccato da ritardi e procedure complicate». Sbloccare l Italia, dunque, per ridare ossigeno all economia e «far entrare il futuro dalla porta principale». Sul fronte europeo c è naturalmente il rischio Grexit, non a caso il primo tema trattato da Renzi nella sua e-news. Il premier sottolinea come in queste ore tutte le cancelleria europee siano al lavoro per evitare che Atene esca fuori dall euro. L argomento sarà discusso domani a Bruxelles nel vertice straordinario, ma già domani si avrà un antipasto nel faccia a faccia tra il leader democratico e il presidente francese Francois Hollande. Ma l incontro all Expo di Milano, dopo il braccio di ferro tra Italia e Francia di questi giorni, sarà naturalmente soprattutto incentrato sull immigrazione, un «problema di portata storica» che può essere risolto solo - ribadisce Renzi - con un impegno concreto in cui la solidarietà europea sia «di accoglienza, ma anche economica». E a proposito di expo non manca il riferimento ai cosiddetti «gufi». Una prova che il premier vuole davvero «tornare a fare Renzi» lasciandosi alle spalle la stagione delle troppe mediazioni. «L expo doveva essere un fallimento totale e sarebbe divertente andare adesso a riprendere la rassegna stampa di chi ne chiedeva il blocco appena qualche mese fa - ironizza Renzi -. Invece funziona, circa sette milioni di visitatori hanno già varcato i cancelli e il dibattito culturale sui temi dell alimentazione è straordinario. Quando l Italia fa il suo mestiere, quando cioè l Italia fa l Italia, non ce n è per nessuno. Gufi compresi». Andare avanti con tutte le riforme, dunque, a cominciare da scuola e riforma del Senato e del Titolo V fino ai provvedimenti economici messi in campo già per i prossimi giorni («sul Ddl scuola la morale è semplice - ripete il premier ai suoi -: se non passa la riforma saranno assunti i precari sulla base della normativa vigente, circa 20mila; se invece passa la riforma saranno assunti i precari che il governo vuole stabilizzare, ossia 100mila»). Le riforme come unico modo per rispondere ai populismi di destra e di sinistra, dunque, ma anche l unico modo per risalire nel gradimento degli italiani, che i sondaggi registrano in declino. Anche se sul tavolo a Palazzo Chigi ci sono dati sono un po diversi da quelli di Ilvo Diamanti- Demos pubblicati ieri da Repubblica (Pd al 31% M5s al 26%). L ultima rilevazione di Datamedia, ad esempio, dà il Pd al 34,7% e il M5S al 21,8%. E Nicola Piepoli, uno dei sondaggisti che periodicamente tastano gli umori degli elettori per conto di Palazzo Chigi, dà il Pd al 36%, Fi più Lega al 27% e il M5S al 22%. In ogni caso, è la lezione appresa da Renzi dopo le amministrative di giugno, bisogna correre ancora di più. LEGENDA: Attuati* Allo studio Inattuati % Attuazione % Allo studio Catasto 5 Lotta all evasione 6 Riordino dei bonus 5 Certezza del diritto 6 Semplificazioni ,0% 80,0% 4 0 0,0% 60,0% ,7% 50,0% ,0% 0,0% % 0,0% 0 0 EXPO CONTRO «GUFI» «A Milano già 7 milioni di visitatori e dibattito di alto livello sull alimentazione, e pensare che mesi fa c era chi voleva bloccare tutto» AL MASTER SOLE24ORE-LUISS De Vincenti: no a fughe in avanti sulle pensioni pnessuna fuga in avanti sulla previdenza, ma un «messaggio di stabilità». Si può piuttosto mettere in cantiere qualche aggiustamento rafforzando in particolare la flessibilità in uscita. Favorendo ad esempio l uscita dal mondo del lavoro passando per il part time, secondo il principio mezzo lavoro e mezza pensione. A dirlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti (nella foto), a confronto con gli studenti del I Master di Management politico e del VI Master di giornalismo politico ed economico (promosso a Roma da Luiss e Sole 24 Ore) sulla sua esperienza di tecnico-politico nella stanza dei bottoni di palazzo Chigi. Tra i fattori di rilancio dell economia, De Vincenti ha citato il Jobs act., le misure di sostegno agli investimenti, le norme sulla decontribuzione. Sanzioni e controlli Contenzioso e riscossione Redditi di impresa Tassazione ambientale Tabacchi e giochi 1 0 (*) Si considerano anche i principi contenuti negli schemi di Dlgs già presentati al Parlamento e quelli attuati in altri veicoli legislativi ,7% 33,3% 0,0% 60,0% ,0% 60,0% 0,0% 0,0% 50,0% 50,0% L ANALISI Marco Mobili Giovanni Parente Delega fiscale, rush decisivo: così l attuazione va verso il 72% Ancora sette giorni (salvo proroghe) per attuare almeno il 72% dei principi della delega fiscale. Oltre alle fibrillazioni del dossier Grexit, il Governo dovrà concentrarsi anche sulla riforma del fisco. Allo stato attuale solo il 30,2% della delega è stato attuato, considerando però anche i principi contenuti nei tre decreti (certezza del diritto, internazionalizzazione delle imprese e fattura elettronica) appena licenziati da Camera e Senato e in attesa di un secondo via libera di Palazzo Chigi. In stand by c è un altro 42% di nuovi criteri per aggiornare il fisco italiano che dovrebbero prendere forma in almeno sei decreti: sanzioni penali e amministrative, contenzioso e interpello, fondo taglia tasse (con i proventi di lotta all evasione e riduzione delle tax expenditures), riforma del catasto, giochi, l istituzione della nuova imposta sul reddito dell imprenditore (Iri) con la soluzione per l'irap dei «piccoli». Il Governo sta lavorando con serietà coinvolgendo i soggetti interessati. E Renzi si è impegnato che il Consiglio dei ministri di martedì sarà la volta buona. Ma il condizionale è d obbligo, perché soltanto domani si scioglieranno i molti dubbi politici e tecnici che stanno accompagnando in queste ore la messa a punto dei sei provvedimenti. A partire dal nuovo Catasto, di cui finora esiste esclusivamente la ridefinizione delle commissioni censuarie. La modalità di determinazione delle rendite catastali parametrate ai valori di mercato con il rischio di possibili aumenti della tassazione sugli immobili (nonostante il principiocardine sia l invarianza di gettito) starebbe spingendo l Esecutivo a valutare uno slittamento di qualche mese per non aprire un nuovo versante di discussione su temi sensibili come la casa. Del resto, temi di confronto politico non mancano: dalla scuola alla Pa, dalle pensioni alle riforme istituzionali. Un eventuale proroga del termine del 27 giugno entro cui emanare gli schemi di Dlgs (a pena di decadenza della delega) potrebbe anche coinvolgere anche provvedimenti delicati per il sentiment dell'opinione pubblica come i giochi. Problemi di copertura, invece, riguardano la nuova Iri e l'estensione del regime dell'iva per cassa riservato alle piccole imprese (un discorso molto simile vale per la riscossione locale che per il momento sembra accantonata). Per quest'ultimo decreto si profila, più che una proroga dell'attuazione, uno «sbocco» nella prossima legge di stabilità. Maggiori certezze per i decreti sulle sanzioni, su contenzioso e interpello, nonché sul fondo taglia tasse. Tre provvedimenti molto vicini al varo. Basterebbe la presentazione di questi tre decreti per far salire il termometro dell'attuazione dal 30,2% a circa il 46% dei principi di riforma.

4 4 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 Europa e mercati LA CRISI GRECA Le ipotesi di compromesso Una proroga del programma di salvataggio e la possibilità di utilizzare fondi presso l Esm Le consultazioni tra i leader Ue Il premier Renzi: l impegno europeo in cambio di riforme da parte greca La Grecia prepara l ultima offerta Domani vertici decisivi a Bruxelles per evitare il default di Atene e il caos dell eurozona Beda Romano BRUXELLES. Dal nostro corrispondente p C è incertezza e nervosismo qui a Bruxelles sull esito delle prossime tre riunioni europee durante le quali la crisi greca sarà al centro delle discussioni. La Grecia è drammaticamente in bilico tra la possibilità di ricevere nuovi aiuti finanziari e il rischio di un uscita catastrofica dalla zona euro. Entro la settimana, l establishment comunitario, impegnato nel week-end in contatti incrociati, sa di dover trovare un accordo con Atene, se non vuole assistere a un tragico epilogo. Lo sguardo corre a domani quando si terrà un vertice straordinario dei capi di stato e di governo della zona euro, preceduto da un incontro dei ministri delle Finanze. Tra giovedì e venerdì, è previsto da tempo un summit dei Ventotto. Da settimane ormai la Grecia e i suoi partner stanno discutendo di nuovi aiuti finanziari in cambio di nuove riforme economiche. Finora, senza esito. Atene rifiuta di adottare le proposte comunitarie, mentre i creditori non sono pronti a questo punto ad ammorbidire le loro posizioni. Ieri ad Atene durante una trasmissione televisiva del mattino, un esponente del governo greco, Alekos Flabouraris, ha affermato: «Cercheremo di migliorare le nostre proposte per avvicinarci a una soluzione». Cosa ciò significhi esattamente non è chiaro. Era un modo per calmare una popolazione greca sempre più irrequieta? O il tentativo di guadagnare tempo? O c è invece l improvvisa consapevolezza che sia necessario trovare un accordo con i creditori per evitare il tracollo? Da Atene in questi ultimi giorni non sono giunti segnali accomodanti. Mentre ieri in Germania, Francia e Italia si tenevano manifestazioni pro-grecia a cui partecipavano qualche migliaio di persone, a San Pietroburgo venerdì il premier Alexis Tsipras è stato combattivo: «Siamo al centro di una grande tempesta ha spiegato. Ma siamo una nazione di navigatori, che sa come gestire le intemperie, che non ha paura di viaggiare verso oceani IL CLIMA NEGOZIALE Una fonte di Bruxelles: dopo mesi di tira e molla è giunto il momento della verità e se non si troverà un accordo allora sarà default Scontro istituzionale. Governo contro Banca centrale Atene e l economia dei tempi di guerra di Vittorio Da Rold u Continua da pagina 1 Nella notte dell ultimo eurogruppo a Lussemburgo, è stato Yanis Varoufakis in persona, il flamboyant ministro delle Finanze ellenico, a lanciare una bordata contro la Banca di Grecia, accusandola di incoraggiare timori di liquidità in un modo «sorprendente». Non solo. All inizio di questa settimana, il presidente del parlamento ha rifiutato di accettare il rapporto di politica monetaria annuale del governatore, Yannis Stournaras, perché aveva sollecitato un accordo con i creditori, invece di rilasciare un documento dove avrebbe dovuto sostenere la tesi della Commissione di indagine parlamentare sul debito, secondo cui i debiti odiosi, come quello greco, non devono essere rimborsati. Lo scontro tra il partito di governo Syriza e la Banca di Grecia mostra fino a che punto la crisi del debito del paese mediterraneo rischia di minare il funzionamento di base delle sue istituzioni di governo. Effettivamente fin dal primo giorno di governo a fine gennaio, Syriza ha dovuto lottare contro una drammatica crisi di liquidità. Un elemento di forte debolezza che ha subito colpito l economia ellenica che ha cominciato a perdere colpi. Così la Grecia a maggio è scivolata di nuovo in recessione, con due trimestri consecutivi di crescita negativa. Nel primo trimestre 2015 il Pil di Atene ha segnato un -0,2% dopo il -0,4% dell ultimo trimestre del A pesare è stato ovviamente lo stallo dei negoziati con i creditori internazionali che non avendo trovato la via di un compromesso non hanno consentito ad Atene di ottenere i necessari 7,2 miliardi di euro di ultima tranche ferma da agosto del prestito complessivo da 240 miliardi di euro. La Grecia, dopo sei anni, era faticosamente uscita all inizio del 2014 da un altra profonda recessione durata cinque anni, ma il cambio di Governo avvenuto il 25 gennaio scorso con la vittoria di Tsipras e l incertezza che era subentrata sulla permanenza di Atene all interno di Eurolandia hanno appesantito sensibilmente il clima economico del Paese, depresso i consumi, bloccato i timidi investimenti privati. La Commissione europea, nelle ultime previsioni di primavera, aveva sentito l esigenza di rivedere sensibilmente in calo le proprie attese sull andamento dell economia greca 2015 operando una sforbiciata: da +2,5% a +0,5%. Appene formato il governo, il premier Tsipras ha chiuso i rubinetti: non ha fatto nessun investimento pubblico, né ha pagato i crediti di imposta ai contribuenti né tanto meno, i fornitori, aumentando così il debito che si aggira sul 180% del Pil, ma in realtà sarebbe molto più ampio a causa proprio dei ritardi nei pagamenti dei creditori interni che a loro volta sono stati costretti a ridurre il personale provocando un effetto recessivo dei consumi. Il Governo Tsipras, attraverso una specie di economia di guerra, ha pagato puntuale solo stipendi e pensioni. Il ministro Yanis Varoufakis, come un nuovo Colbert, ha potuto fare questa manovra grazie al fatto che lo stato controlla circa la metà del Pil greco. E da questa tolda di comando costruita a marce forzate, ha chiesto a società pubbliche, enti locali ed enti pubblici di versare al governo le loro riserve di cassa per reperire il massimo di liquidità a livello centrale. Accentrando la tesoreria, Atene ha messo le mani su 90 milioni di fondi extra ma ha bloccato qualsiasi timido segnale di ripresa. Con questa manovra finanziaria Atene è riuscita a pagare le rate dovute all Fmi, un appuntamento che, se non onorato, sarebbe potuto costare caro. lontani, in acque incognite, alla ricerca di un porto sicuro». Il paese è sull orlo del tracollo. Deve al Fondo monetario internazionale 1,6 miliardi di euro entro la fine del mese. Tra luglio e agosto, Atene dovrà poi 6,7 miliardi di euro all Eurosistema. Dinanzi a una preoccupante fuga dei depositi - 4 forse 5 miliardi soltanto nell ultima settimana -, la Banca centrale europea sta sostenendo il sistema creditizio con prestiti d emergenza, tanto che aleggia il rischio di un controllo dei capitali. Finora l establishment greco ha rifiutato le richieste dei creditori di mettere mano al diritto del lavoro, al settore pensionistico, al sistema fiscale. «È giunto il momento della verità dopo mesi di tira-e-molla politico commenta un responsabile europeo vicino al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il nostro obiettivo con il vertice straordinario di lunedì sera è di fare una messa a punto politica. Vogliamo ricordare a tutti impegni e conseguenze delle proprie azioni, e ricordare che nuovi aiuti sono possibili solo con il rispetto degli impegni». Lo stesso Tusk ha spiegato che l alternativa a un intesa è il fallimento del paese. Il clima tra Atene i suoi partner è molto teso. Domina il risentimento per una estenuante trattativa che ha moltiplicato le incomprensioni. Nella pratica, l obiettivo a questo punto è di estendere l attuale memorandum oltre la scadenza del 30 giugno, perché questo è lo strumento giuridico con il quale regolare il rapporto tra le parti e soprattutto concedere nuovi aiuti. L estensione del programma richiede un accordo sulle riforme e il benestare dei creditori. È chiaro che i tempi sono strettissimi. Per velocizzare le cose e consentire i rimborsi, una delle possibilità è di girare al governo i 10,9 miliardi di euro già riservati alla ricapitalizzazione delle banche greche. Intanto, da Berlino, la cancelliera Angela Merkel ha precisato: «Voglio essere molto chiara. Il vertice di lunedì potrà prendere decisioni se vi è materiale per prendere decisioni». Dal canto suo, il premier italiano Matteo Renzi ha spiegato che «l impegno europeo (...) deve essere accompagnato da uno sforzo vero di riforme che Atene può e deve fare». REUTERS REUTERS REUTERS Vertice di crisi. Il ministro Yanis Varoufakis entra nel palazzo di governo per una riunione del consiglio in vista dei vertici europei di domani Scadenze d estate QUANTO DEVE LA GRECIA Dati in miliardi di euro GIUGNO al FMI 1,5 in T-bills 5,2 LUGLIO al FMI 0,45 in T-bills 2,0 alla Bce 3,5 AGOSTO in T-bills 2,4 alla Bce 3,2 L ANALISI Barbara Spinelli Il pericolo di Grexit e i sonnambuli europei Dice Christine Lagarde, mettendo in guardia la Grecia in nome del Fondo Monetario, che «possiamo riavviare il dialogo solo se ci sono adulti nella stanza». Paradossalmente ha ragione: ci sono troppe persone incaute, troppi esperti economici privi di memoria storica e coscienza geopolitica, nelle stanze dove da mesi si sta decidendo il destino non tanto di Atene, quanto dell Unione. Perché quando si discute dell euro e delle sue regole, quando si invocano istituzioni europee più solide senza mettere in questione i parametri chiamati a sorreggere la moneta unica, è di tutta l Europa che si parla e non di un singolo Paese in difficoltà. Non è completamente adulto il Fmi, che difende a oltranza riforme strutturali giudicate dal Fondo stesso nocive e controproducenti, dunque sbagliate, fin dal Non sono adulti coloro che agitano lo spettro del Grexit, fingendo che sia una cosa facile, seminando panico nei risparmiatori greci, disinformando sul caos che regnerebbe nella Banca centrale ellenica. I Trattati dell Unione e lo statuto della Bce non prevedono uscite unilaterali dall euro, a meno che il Paese a rischio bancarotta non decida preliminarmente di abbandonare l Unione stessa. Cosa che il governo greco non ha alcuna intenzione di fare. Cacciarlo non si può. La verità l ha accennata Mario Draghi, il 15 giugno nel Parlamento europeo, chiedendo che a sciogliere i nodi siano i politici dell Eurogruppo e non i banchieri centrali. Si è guardato dal proporre alternative serie, ha ripetuto che «la palla resta inequivocabilmente in campo greco», e con ciò è stato più politico di quanto pretendesse, ma ha ammesso che in caso di ulteriore deterioramento dei negoziati «entreremmo in acque inesplorate». Le pressioni che si stanno esercitando su Atene, perché comprima ancor più spesa pubblica e pensioni già ridotte al minimo, conferma che l Unione è guidata da poteri sprovvisti di senso della responsabilità. Se fossero adulti, quei poteri inviterebbero nelle stanze dei negoziati persone che abbiano senso storico, e soprattutto memoria. Persone con una visione centrale e un forte principio ispiratore, consapevoli del fatto che la storia è tragica, memori dei disastri passati e lucide sui pericoli incombenti: lo sfaldarsi dell Unione, e della sua forza di attrazione presso i propri cittadini. Ci sarebbero, seduti al tavolo delle trattative, esperti geo-strategici, ed economisti sistematicamente disprezzati, anche se in questi anni non hanno sbagliato previsioni, come i due premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman. Tra coloro che insistono nel chiedere al governo Tsipras riforme strutturali già compiute non si annoverano economisti preveggenti ma piccoli politici che pur di conservare il potere rimangono pigramente appesi a dottrine dell austerità al tempo stesso egemoniche e defunte, perché smentite da fatti di cui non si vuol tenere conto. Il prodotto interno lordo della Grecia, calcolato a prezzi costanti, è già calato del 27% a seguito dell austerità, il debito pubblico è salito al 180% del Pil, e la disoccupazione è giunta al 27%. Gli esperti in geopolitica aiuterebbero a capire la centralità della Grecia in un Europa alle prese con un caos, alle proprie frontiere orientali e meridionali, che non sa e non vuole affrontare autonomamente, prendendo le distanze da una strategia statunitense che coscientemente resuscita la guerra fredda con la Russia e che al di là del Mediterraneo ha contribuito a creare un arco di destabilizzazione esteso dall Africa subsahariana fino all Afghanistan. La Grecia è ai confini con questo mondo, all incrocio tra Balcani, Medio Oriente, Siria. I suoi legami con la Russia sono forti e antichi. L avversione del governo Tsipras alle guerre contro il terrore, e oggi a interventi militari in Libia per smantellare le reti di trafficanti, è ben conosciuta a Berlino e Parigi. Non meno conosciuta è la sua avversione al Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip). Qualcuno forse nell Unione vuol perdere Atene proprio per questi motivi. Ma la perdita sarebbe un suicidio geopolitico dell Europa. Se non vuole continuare a essere una pedina delle amministrazioni Usa e precipitare in una nuova guerra fredda, se vuole guardare con occhio freddo alla questione ucraina riconoscendo che da un oligarchia filorussa si è passati a un oligarchia legata a estreme destre russofobe l Europa non può fare a meno della Grecia. Non può farne a meno neanche sulla questione immigrazione. Il nuovo governo ellenico sta NEGOZIATI TROPPO TECNICI I leader dell Unione continuano a sottovalutare la rilevanza geopolitica di Atene affrontando un afflusso di migranti e richiedenti asilo ben più pesante e improvviso di quello italiano. Lo fa senza cedere a impulsi xenofobi. È non solo scandaloso ma immensamente ottuso giocare con l ipotesi di un Grexit, e tacere sull Ungheria che il 17 giugno ha annunciato la costruzione di un muro lungo 175 chilometri, ai confini con la Serbia, per fermare l ingresso di profughi e migranti. Mancano infine persone con un minimo di cultura generale, al tavolo delle trattative. In un articolo uscito il 16 giugno sulla Welt, il commentatore Jacques Schuster mette in guardia i connazionali tedeschi sostenendo che Tsipras si sta rivelando uno dei politici più astuti e abili d Europa. In che consistono quest astuzia e quest intelligenza? Nel sondare l anima tedesca, e nel profittare malvagiamente e furbescamente dei «nervi deboli» della Germania. Non potrebbe essere altrimenti, perché «i greci sono un popolo di naviganti», e i naviganti «sono abituati a fluttuare nelle acque, e a oscillare sull orlo del baratro». Articoli del genere sono allarmanti. Tornano parole del primo anteguerra, con le sue allusioni psico-etniche alla nervosità di singoli popoli personificati. E torna la distinzione tra mare e terra prediletta da Carl Schmitt negli anni 30 e 40 del secolo scorso: tra popoli senza legge abituati a dondolarsi negli oceani e civiltà ben ancorate alla terraferma, capaci conseguentemente di darsi il nòmos, la legge e le regole necessarie. I capi europei sembrano venire da quelle epoche, monarchi che come ubriachi si lasciano tentare da simili vocabolari bellicosi senza averne coscienza. Il futuro dell Europa è troppo importante per essere affidato a sonnambuli esperti solo in teorie economiche defunte. Essere adulti, in Europa, è riconoscere le acque non solo inesplorate ma melmose in cui rischiamo di entrare.

5 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N Europa e mercati EFFETTO GRECIA SUI LISTINI Titoli di Stato Il valore dello stock del debito pubblico quotato dell Eurozona è sceso a miliardi Correzione sull azionario Malgrado la Grecia il bilancio da inizio anno delle Borse resta positivo: Milano +19,4% Mercati, conto greco da miliardi In due mesi di crisi persi 385 miliardi sui titoli di Stato europei - Borse in caduta dai massimi di 600 miliardi Vito Lops puna settimana di passione. È quella che aspetta l Eurozona e i mercati finanziari. Da domani al 28 giugno può succedere di tutto. Gli scenari sono tre: 1) la Grecia trova un accordo con i creditori internazionali in extremis; 2) Atene non trova un accordo, fa default ma rimane nell Eurozona; 3) niente accordo, default e ritorno alla dracma. «Se entro lunedì sera non si trova un accordo la reazione dei mercati potrebbe essere molto pesante», spiega Vincenzo Longo, strategist di Ig. Gli analisti non si sbilanciano ma tutti auspicano il primo scenario. Nel dubbio i greci stanno ritirando i depositi dalle banche (4 miliardi in 5 giorni). Il clima ha snervato anche i mercati finanziari che nell ultima settimana si sono posizionati guardinghi (l indice Eurostoxx ha ceduto lo 0,9%) dopo un periodo di fortissime turbolenze, alimentate dal continuo tira e molla di Atene. Basti pensare che negli ultimi due mesi sui titoli di Stato dei 19 Paesi dell Eurozona si sono accanite le vendite con un bilancio da capogiro: il valore dello stock del debito pubblico quotato in titoli dell Eurozona è sceso di 385 miliardi, vicino a quota miliardi. L effetto iniziale del quantitative easing è stato del tutto vanificato: i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono ritornati ai livelli di novembre e quelli spagnoli a settembre. I bond greci sono balzati nell ultima settimana su soglie da default: i titoli a 10 anni al 13% e i titoli a due anni al 30%. Nel suo ultimo bollettino mensile la Bce ha confermato il pesa della Grecia nelle recenti correzioni dei mercati. «I Paesi dell area dell euro con merito di credito più basso hanno registrato un ampliamento dei differenziali di rendimento rispetto alla Germania, determinato soprattutto dalle incertezze che circondano l accesso ai finanziamenti della Grecia e dalla maggiore emissione di titoli di Stato con scadenze più lunghe in alcuni Paesi. Il differenziale di rendimento a 10 anni è cresciuto di circa 40 punti base in Spagna e Italia e di circa 60 in Portogallo». La turbolenza ha colpito anche le Borse dei 19 Paesi che dai massimi raggiunti nel corso dell anno tra marzo e aprile hanno visto scendere la capitalizzazione di 600 miliardi, portando il conto greco su azioni e titoli di Stato dell area euro a miliardi. Certo, tra le cause non c è solo l effetto-grecia, ma anche il rialzo delle stime di inflazione nell Eurozona (che ha portato a un fisiologico rialzo dei rendimenti dei bond governativi) e la voglia di correzione dei listini azionari dopo la lunga cavalcata del primo trimestre. Non a caso, per i mercati azionari il bilancio resta, nonostante tutto, ampiamente positivo per Piazza Affari: +19,4% che stacca Francoforte e Parigi (+11%) e Madrid (+5%). Discorso a parte per la Borsa di Atene che da inizio anno ha perso il 20% con fortissima volatilità. Le banche greche sono in vita solo grazie alle ripetute estensioni della liquidità di emergenza della Bce. Da febbraio, a una settimana di distanza dall insediamento di Tsipras alla guida della Grecia, la Bce ha esteso per 19 volte la liquidità alle banche elleniche, portando il tetto a circa 86 miliardi. L ultima estensione è stata annunciata venerdì (pare per 1,8 miliardi) ma è a termine: fino a domani. In sostanza la Bce sta cercando di mettere Atene alle strette: entro poche ore bisogna arrivare a un intesa. Altrimenti il rischio di uno strappo ci può essere. Uno strappo che non conviene alla Grecia ma anche alla Germania e al progetto euro perché equivarrebbe mandare in frantumi - per un Paese che rappresenta l 1,8% del Pil dell Eurozona e che dal 2010 è stato già oggetto di due piani di salvataggio - il dogma dell irreversibilità della moneta L effetto Grecia su titoli di Stato e Borse LA CADUTA DEI BOND DELL EUROZONA L indice dei titoli di Stato dei 19 Paesi dell area euro /01/ Fonte: dati Bloomberg Gen Feb Mar Apr Mag Giu / I RENDIMENTI DELLE OBBLIGAZIONI NEL 2015 Germania Portogallo Minimo Francia 0,349 1,309 Massimo 0 1,0 2,0 3,0 0 1,0 2,0 3,0 0,073 0, ,0 2,0 3,0 Spagna 1,170 2, ,0 2,0 3,0 Italia 1,236 2, ,0 2,0 3,0 1,596 3,217 LA CADUTA DELLE BORSE Il calo della capitalizzazione negli ultimi 2 mesi. Dati in miliardi di euro -107,106-98,174-28,730-14,001-4,391 L ANALISI Luigi Zingales La fiducia che Atene non costruisce intorno a sé Qu Continua da pagina 1 ueste iniezioni di liquidità compensano la corsa agli sportelli sempre più frenetica. Senza la liquidità fornita dall Ela le banche greche non potrebbero riaprire lunedì. A quel punto l'unico modo per salvare il sistema bancario sarebbe stampare una propria moneta: sarebbe la famigerata Grexit. In questo contesto estremamente teso è difficile anche per gli esperti capire le posizioni delle due parti ed è facile scadere negli stereotipi dei tedeschi cattivi o dei greci pigri e corrotti. Anche la stampa, che dovrebbe informare in modo analitico, sembra per la maggior parte essere diventata una pura cassa di risonanza di posizioni politiche preconcette. Per questo ho provato ad andare alla fonte ed ho letto le proposte avanzate dal ministro delle Finanze greco Varoufakis all ultimo Eurogruppo. Non fidandosi più di come potrebbero essere riportate sulla stampa europea, il ministro ha messo queste proposte direttamente sulla sua pagina web. Devo ammettere che sono rimasto sorpreso della loro ragionevolezza. Varoufakis propone un piano per aumentare la competizione sui vari mercati a cominciare da quello delle costruzioni; una riforma che faciliti la creazione di nuove imprese; e un severo piano anticorruzione. In cambio richiede una riduzione dello 0,5% del surplus primario di bilancio e uno spostamento del debito greco detenuto dalla Bce all European Stabilization Mechanism, cosicché da permettere alla Grecia di partecipare ai benefici del Quantitative easing. Pochi sanno che oggi la Grecia è l unico Paese dell eurozona a non beneficiare del Qe perché la Bce possiede titoli greci al di sopra del limite. Visto che il limite è stato deciso a gennaio 2015 quando la Bce deteneva già questi titoli, si capisce che è stato scelto apposta per escludere la Grecia. Infine, Varoufakis richiede che non vengano toccate ulteriormente le pensioni. Come è possibile che questo programma così ragionevole non sia accettato dall Europa? Ho chiesto ad una serie di esperti e la risposta è stata duplice. Innanzitutto questo programma è ancora troppo vago, ed effettivamente il discorso non è corredato da molti numeri. Ma il motivo principale è che nessuno si fida del governo greco. A questa sfiducia hanno contribuito non solo il comportamento nei negoziati ma anche alcune iniziative interne (tra cui Oltreoceano. La crisi ellenica vista dagli Usa Wall Street non crede a una nuova Lehman l abolizione delle valutazioni per gli insegnanti), che hanno reso il governo di Tsipras «poco credibile». Sicuramente c è un problema di credibilità. Il governo Tsipras è fatto di outsider. Molto difficile per degli outsider prendere in mano un governo e gestire un Paese efficacemente durante una crisi come quella attuale. Ma ricordiamoci che il motivo per cui i greci hanno votato questo governo è perché gli insider precedenti erano parte del problema (ad esempio, Samaras era uno dei leader del partito il cui governo aveva falsificato i dati finanziari) e forse proprio per questo erano troppo sottomessi alle richieste della Troika. Non dimentichiamoci che nei primi mesi anche il governo Renzi ha faticato a presentare dei piani numericamente accurati e ha fatto marcia indietro sulle valutazioni Invalsi degli insegnanti. Non per questo è stato vilipeso dalla stampa europea, anzi. Certamente Syriza paga un pregiudizio alla fonte, in quanto formazione di sinistra radicale, che in alcune componenti rifiuta l economia di mercato. È anche vero che sia Tsipras che Varoufakis hanno commesso errori. Ma anche l Fmi ha commesso gravi errori (e li ha pure ammessi) eppure i suoi vertici non vengono trattati con la stessa condiscendenza. Syriza paga soprattutto il tentativo di cambiare il modo in cui avvengono le trattative a livello europeo. La burocrazia europea vive di segretezza, perché non è abituata a rispondere a un governo democraticamente eletto. Per questo si trova a disagio con un governo che fa della trasparenza una priorità. La sfiducia che l Europa dimostra nei loro confronti è soprattutto sfiducia nei confronti della diversità, una diversità che minaccia la sopravvivenza degli attuali burocrati europei. Come uscirne? L unica persona che in questo momento può salvare la situazione è Angela Merkel. Spetta a Merkel inchiodare Varoufakis sulle sue proposte e farsi garante di un accordo. Fu l appoggio di Merkel che permise a Draghi di lanciarsi a difesa dell euro. E potrebbe essere il suo appoggio a permettere un accordo domani. Certamente i suoi interessi elettorali vanno in direzione contraria. I tedeschi e tanto più i suoi elettori sono stufi della Grecia e contrarissimi a qualsiasi concessione. Ma è questo il momento in cui si vede se Merkel è solo il capo del governo tedesco o anche il leader dell Europa del futuro. Un vero leader non guarda solo agli interessi personali, ma ha a cuore l interesse di tutta la nazione, in questo caso l'intera nazione europea. E questo interesse è certamente per un accordo. Non parlo di un accordo a tutti i costi, ma di un accordo su linee ragionevoli come quelle proposte da Varoufakis. O Merkel si erge a levatrice di una nuova Europa o si troverà relegata dalla Storia a responsabile di aver ucciso per sempre il sogno europeo. pla migliore settimana da aprile, contornata dal nuovo massimo storico dell indice tecnologico Nasdaq a punti. Con questi numeri Wall Street ha snobbato nei fatti la crisi greca e le ripercussioni che sta avendo sui mercati finanziari dell Eurozona. Dimostrando quindi di non credere che un eventuale mancato accordo tra Atene e i creditori possa scatenare una crisi di panico analoga a quella seguita del settembre 2008 al fallimento di Lehman Brothers. I leader spronano Atene a scendere a patti. Il presidente Barack Obama ha dichiarato: «La Grecia deve fare riforme importanti e prendere decisioni dure». Gli ha fatto eco il segretario al Tesoro, Jack Lew: «Un'uscita della Grecia dall'euro colpirebbe soprattutto il popolo greco in seguito al ''terribile calo'' che l'economia del Paese di troverebbe ad affrontare». A conti fatti Wall Street ha altro a che pensare. Continuano infatti le acquisizioni: nel settore assicurativo Anthem è pronta a mettere sul piatto 47 miliardi dollari (secondo Bloomberg) per rilevare la rivale Cigna. L altro pensiero di Wall Street resta il rialzo dei tassi di interesse atteso entro la fine dell anno. Del resto, sono state proprie le dichiarazioni ancora accomodanti rilasciate dal governatore della Federal Reserve in settimana a far correre Wall Street, allontanando gli Usa dai problemi interni dell Eurozona.

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7 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N La festa della Gdf L INTERVENTO DEL MINISTRO I risultati delle Fiamme gialle Nei primi cinque mesi dell anno oltre 5mila denunce per reati fiscali e 37 arresti La collaborazione necessaria Il ministro insiste: procedure semplificate e il coinvolgimento di tutti gli attori «Riforme per chi sta battendo la crisi» Padoan: bene la voluntary disclosure ma ora lotta più efficace contro l evasione fiscale LA DOPPIA MISSIONE Per il generale Capolupo bisogna «concentrare l attenzione sulle frodi» e ridurre «l invasività dei controlli sugli imprenditori» LA PAROLA CHIAVE Voluntary disclosure 7Possono avvalersi della procedura di voluntary disclosure anche i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale, o che vi abbiano adempiuto correttamente, per regolarizzare le violazioni degli obblighi dichiarativi commesse in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive e imposta sul valore aggiunto, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d'imposta Inps. Possibili altri 24 mesi di mobilità Fondo trasporto aereo verso tutele più lunghe di tutti AGENZIA ISPETTIVA Tito Boeri critica la scelta di lasciare il personale trasferito a carico dell Istituto: si crea un blocco al nostro turn over ROMA pse non ci saranno ripensamenti nei ministeri interessati, vale a dire Lavoro ed Economia, per il Fondo speciale trasporto aereo (Fsta) potrebbe aprirsi la strada del record assoluto delle prestazioni garantite ai propri iscritti. L ipotesi di un estensione di due anni dell indennità di mobilità con integrazione fino all 80% della vecchia retribuzione e con l aggiunta del pagamento degli oneri figurativi avrebbe fatto passi avanti fino a concretizzarsi una prima bozza di decreto interministeriale. Se l operazione andasse in porto dal 1 gennaio prossimo Ftsa potrebbe diventare l unico fondo che eroga ammortizzatori sociali beneficiando quasi esclusivamente (per il 96% delle sue entrate) della fiscalità generale. A indicare questa prospettiva di stridente contrasto con il Jobs act ma anche di violazione della legge Fornero (92/2012) è stato l altro giorno il presidente dell Inps, Tito Boeri, nel corso di un intervento sul tema lavoro e diritti a un convegno organizzato dai Consulenti del lavoro alla Triennale di Milano. Sul Fondo speciale trasporto era stato diffuso un focus informativo Inps il 6 marzo scorso, quando il nuovo presidente aveva inaugurato l operazione Porte aperte, un esercizio di comunicazione e trasparenza sulle regole di funzionamento di alcuni fondi speciali. Si era appreso, allora, che Ftsa non solo non è mai diventato un fondo di solidarietà alimentato dai soli contributi di aziende e lavoratori ma che i trattamenti erogati gravano su tutti i viaggiatori, che contribuiscono al Fsta con il contributo straordinario di 3 euro pagati per ogni biglietto aereo (addizionale comunale sui diritti d imbarco). Il decreto interministeriale allo studio prevede l accesso a una mobilità di 24 mesi con un intervento di Fsta per garantire l integrazione tra la mobilità e l 80% delle vecchie retribuzioni di riferimento dei lavoratori interessati che possono arrivare a percepire una prestazione che supera di gran lunga il massimale di 1167,911 euro previsto per la prestazione di Cigs e di mobilità. Essendo concluso il periodo della mobilità, la prestazione aggiuntiva sarebbe quindi finanziata interamente dal Fondo. «La prestazione integrativa supera spesso, soprattutto nel caso dei piloti, i 10 mila euro mensili lordi, con casi limite in cui la prestazione si avvicina ai 30 mila euro lordi al mese» si leggeva nel focus di marzo, in cui si evidenziava che per quest anno il fondo avrebbe una disponibilità di cassa per 47 milioni. Con l allungamento della mobilità si andrebbe a una squilibrio negli anni a venire con il rischio di un aumento del contributo di 3 euro sui biglietti aerei. Tito Boeri nel suo intervento alla Triennale ha anche parlato della nuova Agenzia ispettiva unica prevista negli ultimi decreti attuativi della delega lavoro. L idea di una razionalizzazione dei controlli è condivisibile - ha spiegato - ma le modalità di costituzione dell Agenzia lasciano più di una perplessità: «Gli ispettori Inps ma anche Inail sono trasferiti all Agenzia che ha una sua totale autonomia gestionale e statutaria ma restano a carico dell Istituto. E inoltre se gli interessati non gradissero il trasferimento possono chiedere di tornare in Inps ed essere collocati in un altra mansione, una procedura che di fatto manda in blocco ogni possibilità di turn over». Davide Colombo ROMA pl economia italiana sta vivendo una fase di rilancio particolare e in questa fase seleziona le forze migliori, quelle che competono lealmente con prodotti e servizi di qualità apprezzati in tutto il mondo. È a queste forze che guarda il Governo con le sue riforme strutturali, in primis la riforma fiscale, quella del mercato del lavoro e le liberalizzazioni. Il ministro Pier Carlo Padoan parla davanti alle donne e gli uomini della Guardia di Finanza riuniti per il 241/mo anniversario del Corpo al fianco del comandante generale, Saverio Capolupo. E ringrazia tutti per il lavoro svolto, perchè mai come ora «occorre contrastare l evasione fiscale e la criminalità organizzata in modo più efficace». Solo bloccando definitivamente «alcune delle prassi più distorsive» l economia potrà infatti beneficiare dei timidi segnali di ripresa che si intravedono. Per farlo non bastano «modalità procedurali e amministrative più semplici ed efficienti»: «sarà necessario - dice il titolare dell Economia - una forte collaborazione tra tutti gli attori istituzionali coinvolti» ma soprattutto andranno «potenziati gli strumenti esistenti e costruirne di nuovi, lavorando per correggere gli errori e modificare le pratiche inefficienti». La volontary disclosure, ad esempio, ha «segnato un punto di forte discontinunità». E servono le riforme, appunto. Per sostenere «il tessuto delle imprese che ha saputo far fronte alla crisi e che ha saputo mettere in campo capacità innovative importanti» l Italia ha bisogno di riforme strutturali: «la riforma fiscale, il mercato del lavoro, le liberalizzazioni». Ma serva anche proseguire con forza nel contrasto dell evasione in un Paese nel quale l economia sommersa vale il 21% del Pil, da 7 a 14 punti in più rispetto alle altre economia evanzate, stando all ultima comparazione offerta dalla Corte dei Conti. Numeri che trovano conferma nei dati della Gdf sui primi 5 mesi dell anno: risorse pubbliche per 100 milioni al mese finiti in mano a soggetti che non ne avevano diritto, appalti irregolari per 600 milioni, redditi evasi all estero che aumentano del 72% rispetto allo stesso periodo del Numeri che confermano come sia ancora lunga la strada per vincere la lotta contro corruzione e malaffare e portare l'italia al livello degli altri grandi paesi europei. Complessivamente sono stati denunciate persone per reati fiscali, di cui 37 arrestate. Dall inizio dell anno sono poi stati scoperti evasori totali e sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per 420 milioni a soggetti che avevano evaso le tasse. «La lotta alla corruzione è una priorità e una missione che la Guardia di Finanza intende portare avanti con assoluta determinazione» ha affermato il comandante generale del Corpo, il generale Saverio Capolupo sapendo di avere di fronte una sfida di «elevatissimo profilo». Ma grazie ai nuovi piani d'intervento le Fiamme Gialle potranno ora «meglio calibrare i controlli in funzione degli obiettivi da raggiungere». E questo consentirà di ottenere un duplice effetto: «concentrare l attenzione sulle frodi che depauperano il bilancio nazionale e comunitario di risorse che dovrebbero, invece, essere utilizzate a favore della collettività e, ridurre l'invasività dei controlli su imprenditori e professionisti». Contrasto all evasione fiscale. L intervento del ministro Pier Carlo Padoan alla festa della Guardia di Finanza CONTRASTO ALL ILLEGALITÀ +72% Redditi evasi Nei primi cinque mesi dell anno l ammontare dei redditi evasi all estero è aumentato del 72% rispetto allo stesso periodo dell anno scorso. Secondo i dati forniti dalla guardia di Finanza da gennaio, inoltre, sono stati scoperti evasori totali, soggetti completamente sconosciuti al fisco, e sono state sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per 420 milioni a soggetti PANETTONE TUTTO L ANNO EVENTO GRATUITO PREVIA REGISTRAZIONE Per iscriverti e/o partecipare alla diretta radio Per prenotare i laboratori per i bambini: che avevano evaso le tasse. 600 milioni Appalti irregolari Sempre a fine maggio sono stati assegnati con procedure irregolari appalti pubblici per 591 milioni. La Guardia di Finanza ha anche denunciato 444 soggetti per reati in materia di appalti e ne ha arrestati milioni Spesa pubblica Quasi 500 milioni di risorse LAPRESSE pubbliche - fondi comunitari e nazionali per lo sviluppo, soldi destinati all'assistenza sanitaria e previdenziale o a prestazioni sociali agevolate - sono finiti nelle mani di oltre 3mila soggetti che li hanno richiesti o percepiti indebitamente. Da gennaio alla fine di maggio, infatti, la Guardia di Finanza ha eseguito complessivamente interventi che hanno interessato i più importanti flussi di spesa, denunciando responsabili di appropriazione indebita delle risorse Un evento organizzato dal Sole 24 ORE e Il Gastronauta che raccoglie i migliori produttori di panettone artigianale in Italia: degustazioni e vendita per il pubblico, incontri tematici con chef e pasticceri e laboratori per bambini. INCONTRI TEMATICI, WORKSHOP E INIZIATIVE DEDICATE AI BAMBINI Sede Gruppo 24 ORE - Milano - Via Monte Rosa 91 SABATO 27 GIUGNO - DALLE ORE ALLE ORE DOMENICA 28 GIUGNO - DALLE ORE ALLE ORE La creazione del panettone con stampante 3D Panettone naturalmente a colori con Massimiliano Alajmo con Gioacchino Acampora Mani in pasta. Piccole creazioni dolci con Marco Canevari La piramide del grano: dal chicco alla farina con Piero Gabrieli (laboratorio per bambini su prenotazione) Merenda con pane e cioccolato Diretta della trasmissione Il Gastronauta di Radio 24 (posti su prenotazione) Mani in pasta. Piccole creazioni dolci con Marco Canevari (laboratorio per bambini su prenotazione) Dalla madre terra al panettone con Rolando e Francesca Morandin La ricetta per fare il panettone in casa con la pasta madre Merenda con pane e cioccolato con Rolando e Francesca Morandin Sponsor Ufficiali Domenica alle ore 12:00, in diretta dall evento, Davide Paolini conduce Il Gastronauta. Prenota il tuo posto in sala per assistere alla trasmissione: posti limitati! L ANALISI Dino Pesole Margini stretti se si riduce il dividendo dello spread I2,2 miliardi stanziati dal governo, con effetti a partire dal 1 agosto, per far fronte agli effetti della sentenza della Consulta sul blocco delle perequazione delle pensioni, hanno ridotto a zero i margini di manovra della politica di bilancio per l anno in corso. Ben altri erano gli intendimenti del governo, che aveva puntato su una mini-manovra in corso d anno per sostenere i redditi medio bassi. Nessun margine ulteriore sul deficit, anzi massima attenzione all evoluzione delle principali variabili di finanza pubblica, a partire dall andamento della spesa per interessi. Sulla base di questa premessa, di cui si darà conto tra breve con l assestamento di bilancio, la possibilità di conseguire il target di crescita programmato (0,8%) è affidato al combinarsi di fattori esogeni e interni, il cui impatto sarà quantificato entro settembre con la Nota di aggiornamento al Def. Da un lato, in primis gli sviluppi della crisi greca, dall altro il percorso delle riforme in itinere, soprattutto la riforma della Pa e la riforma fiscale. Con l attenzione puntata fin d ora sulla prossima legge di stabilità, che parte già con il suo ingombrante carico di 10 miliardi di tagli alla spesa per disinnescare le clausole di salvaguardia che altrimenti scatteranno dal prossimo gennaio sotto forma di aumenti dell Iva e delle accise. Il punto è che, con il venir meno degli spazi ricavati prima della sentenza attraverso lo scarto tra deficit tendenziale e programmatico (1,6 miliardi), in assenza di una più vigorosa spinta alla domanda interna (possibile nell immediato solo attraverso la leva fiscale) nel caso di una drammatica evoluzione della crisi greca in direzione del «default-grexit» rischia di assottigliarsi il dividendo da spread e dal calo dei tassi, che nel Def di solo due mesi fa viene quantificato per il 2015 in circa 4,8 miliardi rispetto allo scenario del settembre È una delle componenti chiave di quella «finestra di opportunità macroeconomica» più volte evocata dal ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, con riferimento al combinarsi di diversi fattori esogeni: il Quantitative easing della Bce con la sua potenza di fuoco di 60 miliardi al mese fino al settembre del 2016, ma anche il calo del prezzo del petrolio e il deprezzamento dell euro. Elementi cui va aggiunta la nuova flessibilità prevista dalla comunicazione della Commissione europea dello scorso 14 gennaio per i paesi fuori dalla procedura per disavanzo eccessivo, in grado di realizzare un nutrito pacchetto di riforme strutturali. Di certo, il LE CIFRE 4,8 miliardi Dividendo spread Rischia di assottigliarsi il dividendo da spread e dal calo dei tassi, che nel Def di solo due mesi fa viene quantificato per il 2015 in circa 4,8 miliardi rispetto allo scenario del settembre punti Il differenziale Il riesplodere della crisi ha già ridimensionato le aspettative ingenerate a metà marzo, quando lo spread era sceso fino all incoraggiante livello di 88 punti basi. La scorsa settimana il differenziale ha riesplodere della crisi ha già ridimensionato le ben più rosee aspettative ingenerate a metà marzo, quando lo spread era sceso fino all incoraggiante livello di 88 punti basi. La scorsa settimana il differenziale ha oscillato attorno ai punti base. Se il «dividendo da spread» si ridimensiona, la partita si sposta inevitabilmente sul rafforzamento della politica di bilancio grazie alle riforme, che fanno attuate e in fretta e non solo perchè ci giochiamo nel 2016 il dividendo di 6,4 miliardi grazie alla clausola di flessibilità europea. Le riforme aumentano il potenziale di crescita nel medio periodo e contribuiscono a creare un prezioso clima di fiducia fondamentale per l inversione in positivo delle aspettative sull andamento dell economia reale. Al momento, stando allo scenario ipotizzato dal Def dello scorso aprile, è proprio la minore spesa per interessi, oltre all incremento delle entrate «conseguenti al miglioramento del ciclo economico», a sostenere una previsione di deficit che nel 2015 resta fissata al 2,6% del Pil, e all 1,8% nel PIÙ SPESA PER INTERESSI Il riacutizzarsi della crisi greca ha riportato il differenziale Btp-Bund a punti base Si passerebbe così dai 75,1 miliardi stanziati nel 2014 per il costo del debito ai 69,3 miliardi indicati per l anno in corso. In base all attuale composizione del debito, che si attesta su una vita media di 6,4 anni, un esercizio relativo alla «sensitività ai tassi di interesse» consente di ipotizzare che in caso di spostamento permanente verso l alto dell intera curva dei rendimenti di 100 punti base, la spesa per interessi in rapporto al Pil salirebbe dello 0,15% nel primo anno (1,7 miliardi), dello 0,29% nel secondo anno (3,3 miliardi). Nello scenario costruito prima della nuova impennata dello spread, l aggregato relativo alla spesa per interessi dovrebbe attestarsi in rapporto al Pil al 4,2% sia nel 2015 che nel Come conferma l Ufficio Parlamentare di Bilancio, il miglioramento del quadro tendenziale di finanza pubblica va ricondotto essenzialmente alla riduzione della spesa per interessi, riflette un profilo di crescita della spesa primaria molto contenuto (1,2 per cento), in linea con il quinquennio precedente, ma molto inferiore alla dinamica nel periodo (4,3 per cento). La stima di deficit per l anno è costruita dal ministero dell Economia sulla base della riduzione di 0,3 punti di Pil per minori spese per interessi, «in relazione a un profilo dei tassi più favorevole di quello ipotizzato nello scorso mese di settembre», oltre che a -0,2 punti di minori spese primarie. Una partita, come emerso chiaramente nelle ultime settimane, ancora in pieno svolgimento e l esito è tutt altro che scontato. oscillato attorno ai punti base. 1,2% La spesa primaria Come conferma l Ufficio Parlamentare di Bilancio, il miglioramento del quadro tendenziale di finanza pubblica va ricondotto essenzialmente alla riduzione della spesa per interessi, riflette un profilo di crescita della spesa primaria molto contenuto (1,2 per cento), in linea con il quinquennio precedente, ma molto inferiore alla dinamica nel periodo (4,3 per cento). La spesa per interessi quest anno dovrebbe scendere da 75,1 del 2014 a 69,3 miliardi

8 8 Politica e società Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 Immigrazione. Boldrini: si parla di invasione ma rispetto allo scorso anno aumento solo del 2% - Salvini la attacca: «Deve essere ricoverata» Mattarella: garanzie per i rifugiati ma l Ue faccia di più ANSA Riccardo Ferrazza psul fronte dell accoglienza dei migranti l Italia si conferma in prima fila, è l Europa che dovrebbe contribuire di più. A dirlo, nella Giornata mondiale del rifugiato, è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un messaggio ai partner dell Ue sottoscritto dal premier Matteo Renzi (il nostro Paese «non può fare tutto da solo») e che risuona nel settimo giorno vissuto dai 170 migranti sulla scogliera di Ventimiglia che protestano per il blocco alla frontiera tra Italia e Francia. E mentre l Europa sembra muovere i primi passi concreti per far fronte all ondata migratoria (ieri l agenzia Ansa riportava la notizia che uno «staff tecnico europeo» è in Libia per incontri con la Guardia costiera libica, il tema immigrazione alimenta la polemica politica quotidiana. Ieri lo scontro più acceso è strato quello tra il presidente della Camera Laura Boldrini e il leader della Lega Matteo Salvini. «Si parla di invasione e di esodo e sui nostri schermi televisivi scorrono le immagini di persone stipate su imbarcazioni di fortuna, ma l incremento rispetto all anno scorso è meno del 2%» ha dichiarato la Boldrini. «Deve essere ricoverata» commenta il leader del Carroccio convinto che «in Italia non c è spazio per tutti». IL PREMIER «L Italia non può fare tutto da sola. Ne parleremo al Consiglio al europeo» Oggi l incontro con Hollande all Expo di Milano Non è citato esplicitamente eppure, quando in mattinata Mattarella afferma che l Italia «continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana» sembra voler garantire all esterno che nel nostro Paese, al di là della dialettica a volte violenta tra le forze politiche, rispetto e tolleranza per i migranti che arrivano sulle nostro coste non verrà mai meno. Un atteggiamento che però BLOCCATIO AL CONFINE Manifestazione dei centri sociali a Ventimiglia: in 400 in un corteo di solidarietà per i 170 migranti sugli scogli deve trovare una sponda nell Unione europea e nella comunità internazionale chiamate da Mattarella ad assicurare «un crescente contributo». Rientra in questa lettura anche il «caloroso saluto» dal presidente della Repubblica «ai rappresentanti dell Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia» per la «sensibilizzazione dell opinione pubblica e delle classi dirigenti in relazione al dramma di chi vive quotidianamente gli orrori della guerra, la tragedia delle persecuzioni, la miseria e le migrazioni forzate» e che «contribuisce a combattere l indifferenza per le indicibili sofferenze di quanti, in cerca di un futuro migliore, sono costretti ad abbandonare il proprio paese». Il premier Renzi è sulla stessa linea. Da un parte dice che «ogni volta che un italiano salva una vita sono sempre più orgoglioso di essere alla guida di un Paese che sta scrivendo una pagina di civiltà in mezzo a tanta demagogia». Dall altra parte però il Belpaese «non può fare tutto da solo». Il tema è «difficile non solo per la delicatezza dell argomento» ma «anche per le paure che suscita». «Occorre decisione, determinazione ma anche buon senso e responsabilità, specie pensando che le regole europee sembrano scritte (Dublino II) contro gli interessi del nostro Paese che allora - incomprensibilmente - le appoggiò». Argomenti che il premier affronterà venerdì nel Consiglio europeo ma di cui comincerà a trattare già oggi quando a Milano vedrà il presidente francese François Hollande. I due dovranno certamente parlare della situazione al confine, in partivolare a Ventimiglia. Ieri in città i centri sociali hanno manifestato davanti alla stazione in segno di solidarietà con i migranti bloccati e hanno dato vita a un lungo corteo (400 persone) autorizzato dalla questura e pacifico durato oltre due ore. Contemporaneamente, una manciata di anarchici francesi ha manifestato su suolo francese alla frontiera con la Gendarmerie schierata che ha bloccato il traffico in uscita da Mentone. Secondo i dati forniti dalla Unchr nel 2014 le persone costrette a fuggire dalle loro case erano 59,5 milioni alla fine del 2014, in aumento rispetto all ano precedente (51,2 milioni): ogni giorno persone sono diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni. Migranti. Accampamenti sugli scogli di Ventimiglia Campidoglio. Voci su Improta e Scozzese Roma, due assessori verso l addio a Marino Marzio Bartoloni psulla scuola il premier Renzi non molla e attacca: chi blocca la riforma blocca le assunzioni. Avanti dunque in Parlamento, nonostante le migliaia di emendamenti a cui il Governo risponderà quasi sicuramente con la fiducia, per varare la riforma al Senato entro la prossima settimana e incassare l ultimo sì alla Camera entro metà luglio, termine ultimo per far scattare il piano da 100mila assunzioni su più tappe, ma comunque già da settembre. «Non siamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno senso solo se cambiamo la scuola, se c'è un nuovo modello organizzativo», ha scritto ieri Renzi sulla sua newsletter enews dove ha ribadito la volontà di portare avanti tutte le riforme, a partire da quelle istituzionali che sfoceranno in un referendum costituzionale nel Ma è la scuola quella che finora gli sta riservando più spine: ieri il premier ai suoi ha ricordato come le assunzioni «non siano certo un obbligo di legge, ma una intuizione di questo governo che ha scelto di investire sulla scuola a differenza del passato». «Ma assumere senza riorganizzazione - questo lo sfogo di Renzi - significa parcheggiare settantamila persone in un angolo a scuola per dare uno stipendio ai precari». Morale: «Se non passa la riforma saranno assunti solo i precari in base alla normativa vigente». E cioè circa 20mila del turn over. Ieri sono stati i sindacati ad alzare di nuovo la pressione: serve subito un confronto, prima di nuovi passi avanti del Ddl, hanno ribadito unitariamente Cgil, Cisl LA LINEA DEL PREMIER Per Renzi le assunzioni «non sono un obbligo di legge ma una intuizione di questo Governo che ha scelto di investire sulla scuola a differenza del passato» e Uil. Che hanno rilanciato la richiesta di assicurare «comunque subito le assunzioni tramite decreto». Il piano dei sindacati è quello di continuare con le iniziative di protesta: a cominciare da martedì 23, giorno in cui in commissione cultura del Senato è prevista la ripresa dell esame del testo. I due relatori, Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Ap), in realtà si incontreranno il giorno prima per limare il pacchetto di modifiche da inserire in un maxi emendamento che dovrebbe tener conto, anche, di alcune richieste delle opposizioni e della minoranza dem. Aggiustamenti che però non soddisfano i sindacati. «È chiaro che nel momento in cui procede a un maxiemendamento e alla fiducia, il Governo rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali e il mondo della scuola»,ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso. I sindacati ricordano che l impegno, assunto dal Governo il 12 maggio, di avviare un confronto costruttivo per modificare i punti critici del testo di legge «si è risolto in un nulla di fatto». Da qui la richiesta di puntare subito allo scorporo dal Ddl delle 100mila assunzioni per inserirle in un decreto. È proprio il tema delle assunzioni ad essere al centro delle polemiche: «Assumere i precari è una assoluta priorità», ha detto il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano. Stefano Fassina, tra i dissedenti anti renziani della prima ora nel Pd, accusa Renzi per l «imbarazzante raggiro» sulla conferenza nazionale sulla scuola annunciata dal premier per inizio luglio praticamente «a legge approvata». Fassina parla anche di «aggiustamenti cosmetici» a un Ddl inviso «alla stragrande maggioranza della scuola». Ma quali sono gli aggiustamenti contenuti nel maxi-articolo su cui si chiederà una quasi scontata fiducia che ieri il presidente del Senato Pietro Grasso ha consigliato di «evitare se possibile» in favore di «discussione ed «emendamenti condivisi»? Dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati i nuovi possibili correttivi interesseranno le tre questioni chiave della riforma: merito e valutazione dei docenti, autonomia dei presidi nella gestione dell'istituto, e school-bonus. Per quanto riguarda poi il maxi-piano assunzionale da posti si dovrebbe procedere per tappe e con una sorta di clausola di salvaguardia per consentire al ministero di stabilizzare in tranche le persone nel corso dell anno scolastico : per chi non andrebbe subito in ruolo a settembre, si autorizzerebbe cioè una assunzione solo in termini giuridici per salvaguardare la posizione dell interessato, per la carriera e la pensione, ma l incarico a tempo indeterminato, dal punto di vista economico, scatterebbe solo a settembre Il Ddl in Parlamento. Martedì riprende l esame in commissione, Governo pronto a mettere la fiducia in Aula - Grasso: spero si possa evitare Scuola, nuova lite governo-sindacati Renzi: «No a un decreto stralcio, senza riforma solo 20mila assunti già previsti per legge» A Roma SINTESI VISIVA Family day, in piazza contro le unioni civili «Family Day, difendiamo i nostri figli», è lo slogan della manifestazione nazionale organizzata ieri in piazza San Giovanni a Roma. Lo scopo, spiegano gli organizzatori del comitato (che parlano di un milione di partecipanti), è «riaffermare il diritto di mamma e papà a educare i figli e fermare la colonizzazione ideologica della teoria Gender nelle scuole e nel Parlamento e bloccare sul nascere il ddl Cirinnà che consentirebbe in prospettiva adozione e utero in affitto per le coppie dello stesso sesso». Lega. Martedì da Berlusconi Salvini: pronti a governare Sfida su Roma poggi Matteo Salvini sarà a Pontida per il tradizionale raduno della Lega (arricchito quest anno di una ruspa nel mezzo del pratone). Il leader del Carroccio ieri Milano ha celebrato a porte chiuse un breve congresso straordinario è stato approvato un nuovo Statuto che organizza il movimento in maniera confederale, con 13 associazioni regionali autonome in materia fiscale e organizzativa. E che ridimensiona il ruolo di Umberto Bossi, presidente a vita e del comitato di garanzia e controllo, ma che non potrà reintegrare gli espulsi con più di vent anni di militanza. «Mi ha ridimensionato» ha detto il Senatur e poi «Se fa un partito italiano se ne va da solo»). Nel pomeriggio la replica: «In politica contano i voti». Ma lo sguardo è giù a Roma: Salvini progetta di guidare una proposta di governo alternativa a quella di Matteo Renzi e di presentare un candidato sindaco per il dopo-marino, sicuro di «prendere una barca di voti». Salvini ha confermato che martedì vedrà con il leader di Fi, Silvio Berlusconi, per un confronto sul centrodestra dopo le amministrative. «Le idee della Lega sono chiare: chi ci sta sui nostri temi è alleato della Lega a prescindere dalle vecchie etichette destra-sinistra». pcampidoglio sempre più sotto assedio dopo il terremoto di Mafia capitale e con nuove crepe che potrebbero aprirsi dentro la Giunta capitolina sempre più a rischio caos. Si rincorrono sempre più con insistenza le voci di un prossimo addio di due assessori big dell esecutivo romano: Guido Improta (Trasporti) e Silvia Scozzese (Bilancio). Il primo renziano e colonna portante della Giunta sarebbe pronto ad abbandonare la sua poltrona a fine mese a causa sembra di un litigio con il sindaco Marino che gli avrebbe chiesto di sforare il patto di stabilità. Dal Campidoglio fanno sapere però che ancora ieri Improta avrebbe lavorato insieme al sindaco su alcuni dossier: dalle novità sulla metro C che verranno presentate in settimana al ministro dei Trasporti Graziano Delrio alla lotta alle truffe alle biglietterie dell Atac. L addio dell assessore potrebbe dunque non essere imminente e forse essere congelato per un po. Ma le tegole per Marino non finiscono qui. Perché nuovi rumors parlano di un addio anche dell assessore al bilancio Scozzese pronta anche lei a lasciare il posto in giunta. Di sicuro c è che per Marino si tratterebbe di un duro colpo perché riempire nella sua giunta due caselle vuote così importanti sarebbe un problema non indifferente. Soprattutto in uno scenario dove i vicesindaco Luigi Nieri (Sel) viene dato sempre più in bilico mentre le quotazioni dell assessore alla Legalità, Alfonso Sabella salgono. Anche se il magistrato non sembra interessato a diventare numero due del Campidoglio: «Sono un tecnico - ha detto -. Io vicesindaco? Mi viene da sorridere». Intanto le opposizioni in Campidoglio non lesinano critiche: «La giunta perde pezzi. Ci sembra che ormai Marino sia sempre più un uomo solo» avverte il capogruppo del M5s Marcello De Vito mentre per Alessandro Onorato della Lista Marchini «ormai siamo arrivati ai titoli di coda». Marino però a farsi da parte non ci pensa minimamente. Difende a spada tratta il suo esecutivo - «Sono soddisfatto della mia giunta» dice - e non accenna minimamente a metter mano a un rimpasto. Anche se da domani potrebbe partire una «fase due» con alcune misure di intervento simboliche sul fronte degli appalti, al centro dello scandalo Mafia capitale (si parla del varo d i IL PRESSING DEM Il sindaco resiste («sono soddisfatto della mia giunta») ma il Pd lo incalza e chiede un cambio di passo anche con un rimpasto una centrale unica). Ma di «Fase due» parlano con insistenza anche i renziani. Dopo l ultimatum di Renzi, nonostante l appoggio dichiarato più volte a Marino del presidente del Pd e commissario dei dem a Roma Matteo Orfini, qualcuno vede un ritorno di guerra fredda con il premier. Il messaggio dai piani alti è chiaro: serve un cambio di passo, una svolta per rilanciare Roma: da un azione di governo più incisiva a un vero e proprio rimpasto. «Marino è onesto, adesso bisogna rafforzare l amministrazione», ha chiarito ieri Debora Serracchiani vicesegretaria del Pd. Mar.B. INTERVISTA Ettore Rosato Capogruppo del Pd alla Camera Senza riforme finisce la «mission» del governo di Emilia Patta «Q uesto è un governo nato per fare le riforme, non solo quelle istituzionali ma anche per esempio quelle del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia, rivendendo sia il codice civile sia il codice penale... Tutte riforme che entro l anno saranno approvate, anche se gli effetti si vedranno nei mesi successivi. Così come anche i risultati del Jobs act, già approvato, si cominciano a vedere ora. Si tratta di riforme necessarie ad agganciare in modo duraturo la ripresa economica, e per questo occorre inevitabilmente stabilità di governo. A questo proposito credo che ci sia la necessità di un alleanza forte tra l esecutivo e chi in questo Paese produce lavoro. Una sorta di complicità, di condivisione delle scelte con imprenditori generosi e coraggiosi in un dialogo costante con le forze sociali». Avanti con le riforme, dunque. Non c è alternativa al cambiamento. Il neo capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato riceverà presto i dossier caldi della scuola e delle riforme costituzionali, che prima dovranno però passare le forche caudine del Senato dove i numeri sono notoriamente a rischio (la maggioranza si regge su 9 teste mentre i dissidenti del Pd sono una ventina). E se ci fosse un intoppo? Se il percorso riformatore dovesse interrompersi? «Se si interrompesse questo percorso verrebbe meno il patto che abbiamo stretto con gli italiani, ossia cambiare finalmente questo Paese dove l immobilismo ha bloccato per anni i tentativi riformatori. Le riforme sono la missione di questo governo, se non riusciamo a farle non ha senso continuare». Presidente Rosato, la prima difficile prova che attende la Camera sarà il Ddl Buona scuola. Ce la fate in tempo per garantire le assunzioni dei 100mila precari per il prossimo anno scolastico? Metterete la fiducia anche a Montecitorio? Escluderei la fiducia alla Camera. In Senato, visto l ostruzionismo, probabilmente sarà necessaria. Riuscire a far partire le assunzioni da settembre è esattamente l impegno che la ministra dell Istruzione Stefania Giannini si è presa, con il premier e con noi. E la riforma costituzionale, riuscite ad approvarla anche alla Camera entro la pausa estiva? Così si potrebbe celebrare il referendum nel giugno 2016 accorpandolo al voto nelle grandi città. Nessuno ha mai pensato di poter approvare la riforma del Senato e del Titolo V anche alla Camera nelle prossime cinque settimane, è tecnicamente impossibile. Ora dobbiamo concentrarci sul passaggio del Senato, che considero il punto finale e conclusivo di questa prima doppia lettura. Il referendum confermativo arriverà alla fine del percorso, non si tratta di fare una corsa per guadagnare un mese in più o in meno. Il traguardo della legislatura resta il Sulla riforma costituzionale bisognerà introdurre qualche modifica per venire incontro alle richieste della minoranza del Pd, visti i numeri in Senato. C è già un idea di compromesso? Il compromesso lo lasciamo naturalmente al dibattito del Senato. Quello che posso dire è che noi non facciamo le riforme per accontentare un pezzo del Pd ma perché servono al Paese. Eppure la minoranza più radicale del Pd chiede modifiche profonde al Ddl Boschi, come la reintroduzione del Senato elettivo con relativa indennità propria del senatori. Questa soluzione possiamo escluderla nella maniera più assoluta. Nell ultima direzione del Pd lo stesso Matteo Renzi ha detto che chi non vota la fiducia al governo si mette da solo fuori dal partito. Cambierà qualcosa alla Camera, dove il mese scorso in 26 non hanno votato la fiducia sull Italicum? Alla Camera siamo 309 persone coinvolte in un progetto, ognuno con le sue specificità e le sue idee. Siamo un grande partito plurale. Vero che ci sono stati episodi duri, ma io lavoro affinché non ci siano più atti di rottura. Quanto al non votare la fiducia, come ho sempre detto si tratta di un sfregio grande. Pensa che la nascita della corrente della minoranza dialogante, La sinistra è cambiamento, può aiutare i gruppi parlamentari e il partito a ritrovare l unità? Certamente. La fotografia uscita sui giornali di Matteo Mauri con Ettore Rosato IMAGOECONOMICA LA BUONA SCUOLA «Escluderei la fiducia alla Camera. Ma in Senato credo sarà necessaria» Maurizio Martina, Cesare Damiano, Paola De Micheli, Micaela Campana ed altri è la fotografia di un pezzo importante del gruppo che ha sempre lavorato in squadra, in una posizione di legittima opposizione interna ma leale al governo. Quali sono secondo lei le cause del risultato deludente per il Pd in questa tornata amministrativa? Intanto voglio ribadire che alle elezioni regionali il Pd ha ottenuto un buon risultato. Chi guarda fuori dall Italia sa che cosa succede negli altri Paesi nelle elezioni di mid term: noi abbiamo vinto in 5 regioni su 7 e ne amministriamo 17 su 20. Certo, siamo stati delusi dai ballottaggi delle comunali. E colpisce che in alcune situazioni la destra e il M5S si siano alleati contro di noi: il caso di Gela è emblematico. Non è che è stato lasciato troppo spazio alle primarie locali? Vanno abolite? Le primarie secondo me sono uno strumento e non il fine, e come strumento vanno utilizzate: quanto servono. Il sindaco di Roma Ignazio Marino si deve dimettere? Marino sta lottando da mesi per riportare Roma ad una condizione di normalità e di legalità. Deve utilizzare tutte le energie per amministrare bene la città. BREVI Dall interno SICILIA No alla scarcerazione di Genovese (Pd) Il Tribunale della libertà di Messina ha rigettato l'istanza di scarcerazione, o di attenuazione della misura in carcere, richiesta del legale del deputato Francantonio Genovese (Pd), confermando la decisione emessa dai giudici del Collegio giudicante. Genovese, dunque, deve continuare a restare nel carcere di Gazzi (Messina) dove è rinchiuso dal 15 gennaio con l accusa di truffa e frode fiscale poiché indagato nell operazione Corsi d oro nel settore della formazione professionale in Sicilia. SANITÀ Fecondazione, stretta sui test ai donatori Si precisa ulteriormente il quadro normativo sulla fecondazione assistita. Il Consiglio superiore di sanità ha dato il via libera al regolamento messo a punto dal ministero della Salute che recepisce la direttiva Ue 2012 sul controllo di tessuti e cellule umani. D ora in avanti i donatori di gameti per la fecondazione eterologa dovranno effettuare anche una mappa cromosomica, oltre a vari altri test di controllo, per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di eventuali patologie genetiche. Il regolamento completa la normativa in materia, dopo il parere positivo del Consiglio lo scorso maggio alle nuove linee guida sulla legge 40 per la procreazione medicalmente assistita (Pma) realizzate dal ministero, nelle quali si prevede anche che le coppie che accedono all eterologa non possano scegliere le caratteristiche somatiche del proprio figlio. Nel Regolamento si fissano pure il limite massimo di 10 nascite per ogni donatore e paletti per l età entro cui è possibile donare gameti. Restano da superare le difformità da Regione a Regione: «Sono ancora poche le Regioni che hanno recepito con delibera le linee guida sull eterologa della Conferenza delle Regioni del 2014, e se vari centri privati si stanno attivando, i centri pubblici che sono partiti sono molti di meno» afferma la direttrice del Centro di pma dell Ospedale Careggi di Firenze, Elisabetta Coccia.

9 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N

10 10 Mondo Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 Le potenzialità dell economia iraniana STRUTTURA DEMOGRAFICA E RICCHEZZA IRAQ ARABIA SAUDITA 0 400km KUWAIT Mar Caspio Tehran N Abitanti Età media Pil Pil pro capite Fonte: Fmi, Aie, Ice TURKMENISTAN IRAN LA CRESCITA Var. % annua del Pil , , , ,4 LA SVALUTAZIONE Rial per dollaro 2015* , milioni anni 400 mld di dollari $ L EXPORT PETROLIFERO Mln di barili al giorno, media annua Geopolitica. Le trattative sono complesse e Teheran insiste sull immediata rimozione delle sanzioni economiche Iran, l accordo che (ancora) non c è Scade il 30 giugno il termine per formalizzare il compromesso di Losanna sul nucleare , , ,1 2014** 1,4 L INTERSCAMBIO CON L ITALIA In miliardi di euro , , , ,6 (*) Stime; (**) Media gennaio-maggio LA GIORNATA IN AUSTRIA IL GESTO DI «UNO SQUILIBRATO» Suv di un folle sui passanti Tre morti e 34 feriti a Graz pun uomo con disturbi psichici si è lanciato con il suo Suv contro la folla nel centro di Graz in Austria. Nello scontro sono morte tre persone e altri 34 passanti sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, come ha riferito il governatore del Land, Hermann Schutzenhofer. L uomo di 26 anni dopo aver travolto i pedoni che passeggiavano sulla Herrengasse - una via dello shopping della capitale della Stiria - ha cercato di colpire i passanti con un coltello, prima di essere arrestato. La polizia austriaca ha escluso che si sia trattato di un atto terroristico spiegando che è stato quasi sicuramente «un atto folle compiuto da uno squilibrato». «È un caso di psicosi con risvolti familiari», ha detto il capo della polizia regionale, Josef Klamminger, durante una conferenza stampa. Secondo il racconto di alcuni testimoni, l aggressore ha colpito «in modo apparentemente casuale», travolgendo i pedoni e facendoli sbattere e rimbalzare sul cofano e il parabrezza. Tra le vittime, secondo quanto riferito dal quotidiano Mirror, potrebbe esserci anche un bambino. Alla folle gimcana del giovane è scampato il sindaco di Graz, Siegfried Nagl, che a bordo di uno scooter è riuscito per un soffio ad evitare il Suv. In un comunicato il Consiglio municipale ha reso noto che «alle 12 c è stato un atroce incidente nel centro di Graz, che ha lasciato la città profondamente scossa. Un omicida ha usato la sua automobile come un arma e ha deliberatamente messo sotto le persone. L autore è ora agli arresti». Su Facebook, come riferisce il quotidiano Independent, il vescovo di Graz, Wilhelm Krautwaschl, si è detto «sconvolto», assicurando di pregare «per le vittime e tutti coloro che stanno cercando di aiutarle». di Alberto Negri Il secco tre a zero tra Iran e Usa nel volley - oggi ci sarà la rivincita nel secondo turno di World League - non ha fatto gioire tutti gli iraniani. La vicepresidente Molaverdi, qualche mese fa in visita da Papa Francesco, era furiosa perché ancora una volta i duri del regime, apostrofati come dei cavernicoli, hanno tenuto fuori le donne dagli spalti. Ma non sono neppure passati inosservati i calorosi applausi all inno e alla bandiera degli Stati Uniti. Un espisodio rilevante a Teheran, dove campeggia sempre un gigantesco murales con la scritta Marg bar Amerikia, Morte all'america. La scadenza del negoziato sul nucleare si avvicina e gli iraniani sentono che si profila una svolta con l Occidente. L accordo basato sullo scambio fra rinuncia iraniana all arma atomica e abolizione delle sanzioni forse si farà ma i dettagli - e il diavolo si annida nei dettagli - dovranno essere definiti entro il 30 giugno. Non è detto che la deadline sia rispettata. Il nodo è quello delle sanzioni. L Iran vorrebbe una cancellazione immediata, gli Usa e le altre potenze collegata alle verifiche internazionali. Teheran è sottoposta a sanzioni ma l embargo è più occidentale che internazionale ed è aggirato da molti Paesi: la Turchia non rinuncia al gas OPPORTUNITÀ STORICA Un eventuale intesa permetterebbe al Paese di giocare un ruolo di rilievo anche come potenza economica iraniano, nonostante i due Paesi siano su fronti opposti in Siria. La Cina fa quello che vuole, importando oro nero ed esportando verso l Iran il 40% degli armamenti dei Pasdaran. L Occidente ha lasciato che il mercato iraniano scivolasse nelle mani di altri. Il Medio Oriente crea più problemi di quanto sia in grado di risolverne. Ma questa trattativa non sarebbe nemmeno iniziata se occidentali, russi e cinesi non fossero convinti che l Iran degli ayatollah è abbastanza razionale da non volersi dotare di testate atomiche, ben sapendo che in caso contrario verrebbe annichilita da un attacco americano o israeliano. Quella con Teheran è una svolta che non tutti vogliono. Il punto è che l intesa non è soltanto sul nucleare. Si tratta di un negoziato geopolitico per reintegrare l Iran sulla scena internazionale e assegnare alla Persia un ruolo da protagonista in un vasto quadrante che va dal Mediterraneo all Asia centrale, dalla Mesopotamia alla penisola Arabica, all incrocio delle vie dell energia. A un intesa è ostile lo stesso Congresso Usa, dove la maggioranza repubblicana tenta di soffocare un presidente debole che con questo accordo potrebbe lasciare un eredità tangibile in politica estera. Non la vogliono neppure Israele e l Arabia Saudita, che pur non avendo relazioni diplomatiche da un anno si incontrano, neppure tanto segretamente, per far saltare l accordo. I nemici comuni di Riad e Tel Aviv sono le milizie filoiraniane: gli Hezbollah in Libano, gli Houti in Yemen. Intorno c è un corteo di potenze che difende i suoi interessi. La Francia frena per non dispiacere i ricchi clienti del Golfo della sua industria bellica. I russi vorrebbero invece accelerare per vendere i missili S-300 a Teheran. Premono per un accordo le compagnie petrolifere come l Eni e quelle americane, attirate dal fatto che l Iran, assetato di investimenti, è pronto a rivedere i vecchi contratti capestro. L Iran, sciolto dai vincoli delle sanzioni è un affare stimato oltre 100 miliardi di dollari. Ma 35 anni di contrapposizione fra Stati Uniti e Repubblica Islamica, avvelenata da stereotipi negativi ed esasperata dalla propaganda, non si cancellano d un colpo. America e Iran soltanto adesso sono tornati a parlarsi in un negoziato che costituisce un processo per costruire una fiducia reciproca che non c è mai stata. A cominciare dal giorno fatale in cui Washington e Teheran finirono su fronti opposti, anche se le cose avrebbero potuto andare in maniera completamente diversa. «Dategli un calcione e mandateli a casa», fu così che reagì l Imam Khomeini, racconta Ibrahim Yazdi, allora ministro degli Esteri, quando seppe che un gruppo di studenti aveva occupato l ambasciata Usa. Tutto poteva finire lì ma l ayatollah che aveva innescato la rivoluzione contro lo Shah, vide in tv una folla enorme e si accorse che avrebbe potuto sfruttare questa mobilitazione per rafforzare il suo potere. Era iniziato, il 4 novembre del 1979, il sequestro degli ostaggi americani, che provocò una rottura insanabile. Il conflitto si trasformò in un confronto a tutto campo: Khomeini, come lo Shah, aveva l ambizione di fare dell Iran un leader della regione puntando però sull Islam politico e l appoggio delle masse musulmane. Niente di più distante alla visione dell America e di Israele. Poi ci fu nell 80 la guerra Iran-Iraq, l aiuto americano e delle monarchie del Golfo a Saddam Hussein ma anche il segreto sostegno Usa a Teheran, in una strategia di doppio contenimento che non voleva vedere nessuno dei due Paesi uscire vincitore dal conflitto. La strategia del contenimento non è molto cambiata: oggi gli Stati Uniti devono calmare Israele e accontentare gli alleati sunniti, ma hanno bisogno dell Iran sciita per combattere il jihadismo e stabilizzare la Mesopotamia. L Iran può diventare un alleato rispettabile? La collaborazione non sarà facile: un rapporto del dipartimento di Stato accusa l Iran di attività collegate al terrorismo. Ma come dice Alì Shamkani, capo del consiglio di sicurezza nazionale, Usa e Iran «possono comportarsi in modo tale da non spendere la propria energia l uno contro l altro» e provare a disinnescare i conflitti di un Levante che sta tracimando profughi, instabilità e paure. MANIFESTAZIONI NEL REGNO UNITO Marcia di protesta a Londra contro l austerity di Cameron pdecine di migliaia di persone hanno manifestato ieri a Londra contro i programmi di austerità r i tagli alla spesa del governo conservatore di David Cameron. La marcia di protesta è partita dalla Bank of England, nella city, per arrivare davanti a Westminster. Il corteo pacifico è stato promosso da gruppi politici e associazioni di sinistra e ha avuto il sostegno dei sindacati. Era presenta anche Jeremy Corbyn, uno dei candidati alla guida del Partito laburista. Molti gli slogan contro il premier Cameron e il ministro delle Finanze George Osborne, oltre che contro le banche e i banchieri. Il mese scorso le elezioni hanno a sorpresa premiato i conservatori al governo che forti della maggioranza assoluta ottenuta in Parlamento ha annunciato ulteriori tagli alla spesa pubblica per ridurre il deficit, ancora superiore al 4% del Pil. Secondo gli organizzatori almeno 75mila persone sono scese ieri nelle strade della capitale britannica: la marcia - hanno spiegato - è solo la prima di una campagna di scioperi e iniziative di disobbedienza civile. «C è qualcuno del Fondo monetario qui? Credo di no, ma lo stesso Fondo monetario ha detto che l austerity di George Osborne è una cattiva politica ed è la direzione sbagliata per la Gran Bretagna. L austerity fa pagare ai poveri l avidità e la corruzione dei banchieri e noi non vogliamo più avallarla», ha detto la leader del partito ambientalista, Natalie Bennett.

11 Aumenta il giornale Scarica la nuova app NòvaAJ, inquadra l immagine con il logo dell app. Scarica il contenuto, leggi e condividi n. 482 Domenica 21 giugno 2015 Motto perpetuo Fai tutto quello che puoi con quello che hai, nel tempo che hai a disposizione, nel luogo in cui sei (Nkosi Johnson, ) Meccatronica Made in Italy Manifattura digitale L automazione dal volto umano AGF CREATIVE Crossroads LAVORO, TELEFONI, AZIENDE E LIBERTÀ Una tecnologia non più contrapposta all uomo, ma che dilata la competenza dei singoli: si delinea la via italiana alla robotica di Stefano Micelli a A poche centinaia di metri da piazza Bra, centro storico di Verona, è rinata una vecchia tipografia specializzata nella stampa letterpress. Il progetto è frutto di un inedita alleanza fra un tipografo prossimo alla pensione e un gruppo di giovani imprenditori che hanno deciso di rilanciare l attività grazie alle possibilità offerte dalla manifattura digitale. Se oggi è possibile produrre cliché a basso costo è perché frese a controllo numerico e stampanti 3D fanno il lavoro che finora richiedeva tempi lunghi e materiali costosi. È grazie alle nuove tecnologie, sempre più economiche e facili da usare, che competenze destinate a una rapida obsolescenza ritrovano un senso economico. La vicenda di Lyno s Type ci parla di come una nuova generazione di tecnologie potrebbe diffondersi nel nostro paese. Strumenti tecnologicamente all avanguardia possono essere introdotti efficacemente in settori tradizionali portando benefici sensibili a produzioni tipiche del Made in Italy. I cultori di una manifattura tradizionale storceranno il naso di fronte alla commistione fra saper fare tradizionale e tecnologie: in realtà questo processo di contaminazione è stato avviato da tempo e ha trovato terreno fertile in tanti settori in cui l Italia eccelle, dalla meccanica al design. È quello che molti economisti dell innovazione chiamano free style, mutuando l espressione che indica i tornei di scacchi in cui i giocatori possono avvalersi del sostegno di computer e software sofisticati. Non più, insomma, due mondi contrapposti: piuttosto una tecnologia che dilata la competenza di singoli e organizzazioni. Una ricerca recente di Prometeia ha provato a calcolare l impatto dell introduzione del digital manufacturing nelle piccole e medie imprese italiane mettendo in evidenza i settori che potrebbero beneficiarne. Secondo il rapporto curato da Alessandra Benedini, una diffusione a larga scala di queste tecnologie porterebbe a un fatturato addizionale di 16 miliardi di euro, più o meno un punto percentuale di Pil. I settori maggiormente interessati sono tipici del Made in Italy, dalla gioielleria, che da tempo utilizza stampi in 3D per la microfusione a cera persa, alla meccanica di precisione fino alla produzione di mobili. In tutti questi settori la via italiana all uso del digital manufacturing non prevede necessariamente la nascita di fabbriche automatiche, senza uomini, che tanto entusiasmo avevano ricevuto nella seconda metà degli anni 80. Segnala piuttosto la necessità di trovare un nuovo modello di integrazione fra competenze tipiche del Made in Italy e utilizzo di strumenti particolarmente efficaci in fasi come la prototipazione e la produzione di pezzi su misura. Questa integrazione contribuisce a consolidare le scelte strategiche di tante medie imprese che hanno rinunciato alla produzione di grandi serie per concentrarsi su strategie di varietà (tanti prodotti diversi di grande qualità) e di personalizzazione (prodotti su misura per il cliente). Quanto è realistico pensare a una rapida diffusione di questi strumenti (e di questa nuova cultura gestionale) nel nostro sistema industriale? Una ricerca avviata dall Università di Brescia suggerisce un cauto ottimismo. Lo studio, condotto su imprese di media dimensione (fatturato superiore ai 30 milioni), segnala una crescente attenzione verso il potenziale della stampa 3D, conosciuta in modo superficiale o approfondito da più del 60% degli intervistati, e una maggiore difficoltà a esplorare il mondo della robotica e dei sistemi esperti (in questo caso il 75% degli intervistati dice di non avere alcuna conoscenza a proposito). In generale le aziende segnalano un aumento della qualità di prodotti e servizi offerti, Nòva AJ Innovazione Domande e risposte legato all introduzione delle nuove tecnologie, e una crescente reattività rispetto alle richieste del mercato, con benefici spesso superiori alle attese. Rimane da capire come promuovere un percorso virtuoso che consenta all Italia di avviare quanto la Germania ha saputo innescare sviluppando una propria strategia di Industria 4.0. Il problema è legato, in parte, allo sviluppo di un offerta di tecnologie innovative capaci di affiancare e potenziare (non di sostituire) il lavoro umano. A questo proposito le sperimentazioni avviate da diversi centri di ricerca italiani riflettono un attenzione particolare verso una robotica umanistica, innovativa proprio perché capace di espandere le capacità del lavoro umano. Sul fronte delle imprese rimane, invece, il problema della creazione di nuove competenze, indicato da molte analisi come fattore discriminante nella diffusione delle nuove tecnologie. Il punto non è semplicemente legato a nuovi investimenti nel mondo della scuola. Su questo fronte si può fare certamente molto, come indica Vladi Finotto nel suo volume Cultura tecnica, anche semplicemente replicando le tante innovazioni sul fronte della didattica avviate in paesi come Finlandia e Danimarca. Il problema, in realtà, è più esteso perché riguarda coorti consistenti di lavoratori non più giovani che difficilmente torneranno sui banchi di scuola. In questa prospettiva è giusto mettere a punto processi di diffusione delle competenze più efficaci rispetto a quanto sperimentato con poco successo nell ambito della formazione continua. Una possibilità potrebbe essere quella di immaginare i tanti Fab Lab e Makerspace già attivi nel nostro paese, come luoghi di confronto e di sperimentazione fra competenze e generazioni diverse, incentivando processi sociali di contaminazione e di apprendimento. Alcune fra queste palestre di manifattura digitale già oggi rappresentano casi di successo nella diffusione di saperi tecnici e, più in generale, di una nuova cultura manifatturiera. Robot, la tua opinione conta a Leggendo di robot al lavoro o che possono affiancare chi lavora, come negli articoli di apertura in questo numero di Nòva, c è chi resta affascinato e chi si preoccupa. Di certo, ci sono innovazioni che sfidano la capacità di comprensione: perché l impatto di certe nuove tecnologie non si misura solo in termini funzionali, ma anche e soprattutto in ordine alle loro conseguenze sociali, economiche e culturali. Per interpretare i fatti, in quei casi, è meglio lavorarci insieme. E poiché i lettori di Nòva sono spesso a loro volta degli innovatori, conoscerne l esperienza e la visione è rilevantissimo. A partire da questa domenica, c è un occasione in più. Aprendo la nuova versione di Nòva AJ, quella che serve a leggere gli articoli riassunti sulla carta ed esplosi in digitale, si incontrano anche le domande che stanno alla radice della ricerca di Nòva e si può rispondere in modo molto facile con un video di 15 secondi, che viene pubblicato sul profilo del lettore nel network di Nòva e in una playlist su YouTube, contribuendo alla ricerca del giornale e di tutti gli interessati. Si apre l app, si tocca l icona in basso a destra con la parola domande, si vedono le domande e le risposte eventualmente già offerte dagli altri e si può partecipare. Oltre a questo, la nuova versione di Nòva AJ consente a chi si iscrive al servizio, anche via Facebook o Twitter, di mettersi da parte gli articoli da leggere più tardi, di farsi una lista di preferiti, di ritagliare anche gli articoli che sono pubblicati sulla carta del giornale e tenerli nel proprio archivio digitale. Tutto questo alimenta il profilo personale sul network di Nòva. Che, se si vuole, è pubblico a sua volta. Il che serve per conoscere quali argomenti sono particolarmente importanti per la comunità di Nòva. Tutto questo è necessario: perché un giornale diventa sempre più chiaramente anche una piattaforma al servizio della sua comunità. Entra nella community scarica o aggiorna la app Da oggi è disponibile sull App Store la nuova versione dell app Nòva Aj, l applicazione che permette di accedere al giornale aumentato di Nòva24. L app, sviluppata da Seac02, per il momento disponibile solo per ios, è scaricabile gratuitamente dallo store. Per chi ha già l app sul proprio smartphone è sufficiente (ma necessario per continuare a leggere le notizie del giornale aumentato ) operare un semplice aggiornamento dell applicazione. Il giornale aumentato Giornale aumentato. Inquadra l immagine del giornale con il logo della app e scarica il contenuto: leggi e condividi le storie Le nuove funzionalità Accedi alla community. Ti registri e dal tuo profilo puoi commentare, accedere al tuo archivio e rispondere alle domande di Nòva Cronologia. Con un tap hai a disposizione tutti gli articoli del giornale aumentato che hai scaricato da Nòva24 La domanda. Nòva pone una domanda sui temi dell innovazione: con un tap registri il tuo contributo in un video di 15 secondi Notizie. Una nuova funzionalità: dalla app accedi direttamente al sito di Nòva con tutte le notizie del giornale aumentato Preferiti. A portata di mano il tuo archivio. Puoi anche portare sullo smartphone gli articoli su carta : li inquadri con la app e li scarichi Sviluppo Soluzioni di prossimità L Italia è ricca di eccellenze anche nei laboratori: dalla ricerca nascono nuove elaborazioni vicine alla persona di Riccardo Oldani Servizi Quando la macchina finisce in rete Sempre più spesso le aziende allargano il business integrando soluzioni per fornire impianti «chiavi in mano» di Luca Orlando Industria Il salto nell ecosistema La digitalizzazione delle imprese «tailor made» parte da un dialogo necessario con i ricercatori di Alberto Magnani AGF CREATIVE AGF CREATIVE di Luca De Biase Le aziende possono usare gli strumenti digitali per attuare forme di controllo a distanza dei collaboratori. Il ministero del Lavoro ha chiarito in che senso e con quali limiti. Ma il dibattito intorno alla questione ha alimentato la consapevolezza del potenziale invasivo della privacy che è parte integrante di un uso distorto delle tecnologie di rete. Perché questo caso ha insegnato come, dal punto di vista funzionale, l'azienda può leggere le mail, sapere dove si trovano i telefonini affidati ai collaboratori, al limite ascoltare ciò che dicono e così via. E per la verità l'azienda può anche andare sui social network a leggere che cosa dicono i dipendenti. Se il caso dell'nsa o le varie controversie sul rispetto della privacy da parte delle piattaforme come Google e Facebook potevano interessare soprattutto i più sensibili, questa questione interessa chiunque sul posto di lavoro. E avvicina all'esperienza quotidiana le iniziative che chiariscono le regole alle quali deve sottostare chi vuole regolare la rete, in azienda e fuori. In proposito, in Italia, c'è l'iniziativa della Camera dei deputati che ha dato vita alla Commissione sui diritti in internet (alla quale chi scrive contribuisce). Le grandi piattaforme, divenute quasi obbligatorie per la vita sociale, raccolgono enormi quantità di dati, ma su enormi quantità di persone. Le aziende possono fare uso molto mirato di ciò che le tecnologie registrano. Le precisazioni del Garante per la protezione dei dati personali sull'uso della mail aziendale come strumento di controllo a distanza e su altre questioni simili, si pongono strategicamente l'obiettivo di bilanciare gli interessi in gioco, tenenedo conto dell'efficienza aziendale, della contrattazione sindacale e del rispetto della libertà e dignità delle persone. Ma come si evince anche dalle prese di posizione dell Autorità, lo strumento chiave è la consapevolezza. E la via maestra è aumentarla. direttore responsabile Roberto Napoletano redazione Luca De Biase (caporedattore), Pierangelo Soldavini (vicecaporedattore), Alessia Maccaferri (caposervizio) Francesca Cerati (vicecaposervizio) Luca Tremolada (coordinatore Nòva24tech online) ufficio grafico Cristiana Acquati, Clara Mennella, Antonio Missieri digital design Laura Cattaneo la vita nòva Antonio Larizza nòva aj powered by Seac02

12 12 Il Sole 24 Ore Nòva24 n giugno 2015 Frontiere Progetti Esperienze Digitale Search engine Concorrenza L avanzata dei piccoli Google Le ricerche con Booking, Tripadvisor e Amazon insidiano il colosso. Che li userà per difendersi in tribunale in Europa di Biagio Simonetta a Le consuetudini partoriscono spesso nuovi vocaboli. Parole che nella realtà delle accademie linguistiche non esistono, e che forse non esisteranno mai. Ma c'è anche questo fra i risvolti della rivoluzione digitale degli ultimi anni. Così, cercare informazioni in Rete è già diventato googlare, in perfetto slang duepuntozero. Un vezzo etimologico che, a pensarci bene, la dice lunga sulle abitudini del cittadino connesso. E che consacra una leadership troppo evidente per metterla in discussione. Quando dici motore di ricerca, dici Google. Il colosso di Mountain View, insieme ad Apple e a Facebook, compone il super-tridente californiano. Fatturati da capogiro e miliardi di utenti. Da San Francisco in giù, fino a San José, lungo la costa occidentale degli Stati Uniti d'america, si snoda la Silicon Valley, la valle del silicio, dove il reddito procapite è fra i più alti al mondo. Neanche cento chilometri. Edilizia residenziale che si alterna a ville senza prezzo e colline di un verde intenso. Qui i colossi del web hanno già conquistato il mondo. Bruxelles e chilometri più a est, sede del Parlamento Europeo. L'altra parte del mondo. È qui che i giganti americani trovano, da anni, gli scogli più affilati. Ostacoli fatti di sentenze e sanzioni a molti zeri. Chiedere pure a Microsoft che dal 2004 al 2014 è stata multata quattro volte dai giudici europei per un totale di 2,24 miliardi di euro. Le cronache di questi giorni, invece, portano dritte in casa Google. La società di Page e Brin è al centro di un contortissimo procedimento giudiziario che, nelle prossime settimane, potrebbe culminare in una multa da oltre sei miliardi di dollari. Dall'altra parte del tavolo l'autorità europea garante della concorrenza. A Big G viene contestato un abuso di posizione dominante in fatto di ricerca online. Bruxelles vuole capire come arginare il potere di piattaforme globali che di fatto gestiscono molte informazioni relative ai cittadini europei. E non è propriamente un fatto di privacy, ma di concorrenza. Il commissario europeo Margrethe Vestager è stato molto chiaro: «Obiettivo della Commissione è applicare le norme per garantire che le imprese operanti in Europa non privino i consumatori europei della più ampia scelta possibile o non limitino l'innovazione. Nel caso di Google, sono preoccupata che l'impresa abbia accordato un vantaggio sleale al proprio servizio di acquisti comparativi in violazione delle norme antitrust europee». Frasi che sono arrivate il 15 aprile scorso, dopo un'indagine durata cinque anni. Un'infinità. Ora, però, potremmo essere alla vigilia di una sentenza che entrerà senza alcun dubbio nella storia di internet, se saranno confermate le previsioni. E di certo si tornerà a parlare del sentimento di invidia che l'europa nutrirebbe nei confronti della Silicon Valley, alimentato da una concorrenza tecnologica inconsistente. Faranno ancora rumore le parole di Obama, secondo cui gli europei reagiscono con tasse e sentenze alla capacità di innovazione dei giganti americani. E Google si difenderà cercando di far crollare l'impianto accusatorio. Su cosa punterà Big G? Difficile prevederlo. Le posizioni ufficiali dicono poco. Ma per Page e soci sarà di primaria importanza portare la discussione sul campo della diversificazione dei motori di ricerca. Già, perché la vera chiave è l'evoluzione che negli ultimi cinque anni ha trasformato il search engine, rendendolo un settore ben più complesso. Oggi esistono motori di ricerca orizzontali e verticali, e poi esistono le app. I primi sono quelli classici, e qui Google non ha rivali, con numeri molto vicini al 90% e briciole per i concorrenti, da Yahoo a Bing. Poi, però, ci sono app e motori verticali che stanno facendo passi da gigante. E sono di notevole interesse le parole di uno dei boss di Google, Eric Schmidt, che ha individuato in Amazon il competitor numero uno. Molte ricerche oramai bypassano i motori tradizionali e si fanno direttamente sui siti specializzati. Un hotel lo cerchi su Booking, un rasoio su Amazon, un ristorante su Tripadvisor. Nuovi colossi del web che, nella maggior parte dei casi, dispongono anche di app molto scaricate, che quindi consentono di accedere ai loro servizi senza neanche passare dal browser. I competitor di Google, insomma, non sono più soltanto i motori tradizionali, e nell'impianto difensivo che stanno studiando a Mountain View verrà data grande importanza all'avvento dei motori specifici e della app economy. Settori che, se considerati effettivi concorrenti di Big G, di fatto dimezzano le percentuali dominanti descritte sopra. Oggi il campo delle ricerche è molto più frammentato rispetto a qualche anno fa, e va analizzato per settori. Dallo shopping online ai viaggi, dalle notizie ai social network. In Francia le ricerche relative ai prodotti da acquistare sono dominate da Amazon e ebay, mentre Google Shopping è al nono posto. In Germania, analizzando il mercato dei viaggi online, il motore di Page si colloca al sedicesimo posto, molto dietro a colossi specializzati come Booking, Trivago, Expedia e Tripadvisor. Dati che Google porterà sul tavolo e difenderà con le unghie. L'impressione, dunque, è che la decisione dell'antitrust europeo scatenerà una serie di polemiche, a prescindere da quello che sarà il verdetto. E la complessità del settore non aiuterà a trovare una linea unica e condivisibile. Google ha senza dubbio il dominio del search engine orizzontale. Se il discorso, invece, si allarga alle ricerche specifiche, dai prodotti ai ristoranti e ai viaggi, questo dominio non sembra più così palese. In ballo c'è una multa da 6 miliardi di dollari e i rapporti diplomatici con gli Usa. Mica robetta. I MOTORI DI RICERCA E I CONCORRENTI motori di ricerca orizzontali GOOGLE È il motore di ricerca per eccellenza, con quote di mercato che in Europa sfiorano anche il 90% BING È il motore di ricerca di casa Microsoft, e contende a Yahoo.com la seconda posizione per flusso di utenti, ma il distacco da Big G è abissale YAHOO! Motore di ricerca lanciato nel Apple lo ha promosso come motore di ricerca di default per il suo browser Safari ASK.COM Motore di ricerca fondato da Garrett Gruener e David Warthen. È prevalentemente incentrato sul segmento domande e risposte on-line BAIDU È il primo motore di ricerca in lingua cinese. Secondo il sito netmarketshare.com,a febbraio 2015 era il 2 motore di ricerca al mondo con un 26,7% di share motori di ricerca verticali AMAZON Azienda leader dell e-commerce con sede a Seattle. È stata tra le prime grandi imprese a vendere merci su Internet EBAY È il più famoso sito di aste on-line. È stato fondato nel 1995, conta milioni di utenti, oltre 30mila dipendenti e circa 14 miliardi di dollari di fatturato annuo TRIVAGO È un metamotore di ricerca online gratuito che confronta prezzi di hotel, B&B, ostelli e altri tipi di strutture. Nato in Germania, appartiene al gruppo Expedia BOOKING È un sito di prenotazione di hotel nato da una piccola start-up nel Il sito ha sede a Amsterdam. Dal 2005 è di proprietà del gruppo americano Priceline. TRIPADVISOR È un portale web di viaggi, che pubblica le recensioni degli utenti riguardo hotel, ristoranti e attrazioni turistiche. Il sito raccoglie le valutazioni scritte dagli utenti utilizzatori delle strutture; ogni recensione viene valutata dallo staff che giudica se è coerente alle linee guida del sito I RICAVI PUBBLICITARI DAI MOTORI DI RICERCA MOBILE ,0% 000,0 L EVOLUZIONE DEI MOTORI DI RICERCA 1990 YELP 2,3% 498,1 1,0% 50, Nasce Archie, il primo motore di ricerca. Il sito Ftp ospita un indice di directory scaricabile Quota % di mercato Valori in milioni di dollari Excite creato da sei studenti di Stanford. Nello stesso anno nasce World Wide Web Wanderer GOOGLE 68,9% ,8 63,2% 3.388, A gennaio nasce Altavista, il primo che consente ricerche in linguaggio naturale. Qualche mese dopo nasce Yahoo!Search 1996 Larry e Sergey cominciano a lavorare a BackRub, un motore che utilizza backlink per la ricerca Fonte: Elaborazione Nova24 su fonti varie: emarketer; i dati sulle app di viaggi in Germania e sullo shopping in Francia provengono da Google YELLOW PAGES 7,7% 378,0 4,1% 895, Nello stesso anno viene lanciato Msn Search e Google. Nessuno però vuole acquistare la tecnologia Page Rank Analisi Big G Contesa Mercato Mobile Prospettive Il valore maggiore sta nei dati Le startup investono sulle app Dato, creatore di Istella: Più che l algoritmo contano le informazioni a Quando si parla del perenne conflitto fra l'europa e i colossi della Silicon Valley, il sospetto che le azioni legali di Bruxelles siano forme di difesa dettate da un'incapacità competitiva sul piano tecnologico è oggettivamente forte. Altrove (come in Russia o in Cina) allo strapotere di Google hanno risposto con motori di ricerca autoctoni ai quali Montain View non riesce a strappare la leadership. In Europa, invece, Big G ha percentuali che rasentano il monopolio del settore. Domenico Dato, informatico di origini calabresi formatosi a Pisa, è uno dei massimi esperti italiani in fatto di search engine. È lui il padre tecnologico di Istella, motore di ricerca di proprietà di Tiscali. Sulla vertenza Google- Ue si è fatto una sua idea: «La web search, che è diversa dalla vertical search, è una tecnologia basata sul machine learning. Ed è proprio qui che nasce il vero problema. Problema sul quale, tuttavia, la Ue non sembra aver catalizzato la sua attenzione: i dati». Secondo Dato, oggi «chi ha i dati ha tutto, perché li integra con funzioni di machine learning e diventa imbattibile». Ed è quello che fa Google che «ha una quantità di dati enorme: dati anagrafici, contatti, appuntamenti, piani di viaggio ma soprattutto dati di navigazione e di clic. Questo dà vita a una situazione di monopolio che non è arginabile solo con la tecnologia. Perché puoi avere l'algoritmo più forte al mondo, ma senza i dati non puoi competere. Dati che, a volerla dire tutta, credo dovrebbero essere messi a disposizione (in forma anonima) dei competitor, perché spesso arrivano da segnalazioni degli stessi utenti verso la collettività». Fra gli altri vantaggi di Google nei confronti dei motori concorrenti, subentra anche l'aspetto dell'abitudine, fattore che in rete è determinante: «Hanno provato a travestire Bing e Yahoo con l'interfaccia grafica di Google racconta Dato a Nòva - e l'utente rimaneva sul sito». E poi c'è il problema degli investimenti: «In Europa racconta il padre di Istella - è molto difficile accedere a finanziamenti in grado di creare una struttura competitiva». Quindi non è una carenza dal punto di vista delle competenze tecnologiche? «Chi lavora a Google non è un extraterrestre. Dal punto di vista delle competenze il problema non esiste. Anzi, spesso i migliori ingegneri della Silicon Valley arrivano proprio dall'europa». A pensarci bene, però, il fatto che altrove lo strapotere di Google non abbia preso piede, qualche dubbio lo lascia. Ma Dato è convinto che i risultati arrivino da molto lontano: «In Paesi come Cina, Russia e Corea sono riusciti a vincere questa battaglia per due ragioni. Innanzitutto sono arrivati prima di Google, cioè quando Google non era ancora Google. Hanno conquistato il mercato e ora non lo mollano. E poi perché sono riusciti a sfruttare le caratteristiche territoriali (culturali e linguistiche) dei loro Paesi». L'Europa, però, continua a concentrarsi esclusivamente sul lato giuridico, cercando lo scontro con i colossi americani che, pagate le sanzioni, continuano a essere leader indiscussi. «Certo afferma Dato - un motore di ricerca unico europeo potrebbe essere una strada. Anche se in Europa, oggi, trovare una linea comune non è semplice». Il fondatore di Istella, che intanto ha messo in cantiere nuovi progetti per il suo progetto, è convinto che il futuro dei motori di ricerca sia comunque in evoluzione: «Si struttureranno sempre di più come isole. Luoghi in cui sarà possibile fare tutto senza andare sui siti. Però questo entra in contrasto con il business model di Google, che vive anche di pubblicità su siti terzi». (bi.s.) Quixey ha raccolto 135 milioni di euro, Urx crea le prime search Api a L universo della mobile search è così vergine da attirare un nugolo di startup che ritengono in grado di occupare spazi non ben presidiati (ancora) da Google. Sono due gli aspetti su cui intervengono, le startup del mobile search, e corrispondono a due lacune tipiche dell'esperienza di ricerca su smartphone o tablet. Vogliono darci informazioni immediatamente complete e utilizzabili, come risposta a una ricerca. E consentirci di estrarre quelle che ora sono intrappolate all'interno delle app. È vero che Google (ma anche Bing) sono all'opera su entrambi i fronti, ma le startup sono convinte di fare meglio concentrandosi sul mobile. E gli investitori ci credono: sono state 60 le startup del search finanziate tra il 2013 e il Una delle più promettenti è Quixey, che ha raccolto 135 milioni di euro di venture capital, di cui 60 milioni questa primavera. Ha un'app per Android che permette di trovare informazioni presenti nelle altre app installate sul dispositivo ma anche di raggiungere direttamente le loro funzioni principali, come il pulsante con cui chiamare un taxi. Vurb invece presenta in modo strutturato le informazioni che trova sul web e offre funzioni azionabili. Scriviamo il nome di un film? Vurb ci tira fuori una scheda con recensioni, i cinema più vicini e altre informazioni; più alcuni link per comprare i biglietti. Possiamo dire che la tecnologia è diversa, tra Vurb e Quixey, ma la filosofia è la stessa: dare subito all'utente mobile quello che cerca e guidarlo verso l'azione finale per cui aveva fatto quella ricerca. Urx la prende più alla lontana. La startup, finanziata da Google Ventures, ha creato le prime search Api per le app. In sostanza permette alle app - che usano queste Api- di avere link che conducono l'utente da una all'altra. È indiscussa la centralità delle app, nell'esperienza dell'utente che cerca informazioni sullo smartphone. Secondo emarketer, solo il 19 per cento del tempo di utente smartphone è passato sul web. Il resto è trascorso all'interno di applicazioni (s'intende, per utilizzi diversi da quelli voce tradizionali). Le app hanno semplificato l'uso degli smartphone, ma hanno reso anche l'esperienza più frammentata. Laddove il senso dei motori di ricerca sul web è stato appunto quello di ricondurre a ordine e caos il mare magnum di informazioni. Deve ancora nascere il servizio che possa unire i vantaggi dell'uno e dell'altro mondo, nei confronti di un utente mobile che ha bisogno di informazioni rapide e subito utilizzabili. Ecco perché il vento è cambiato, rispetto al decennio scorso, in cui venture e startup sono state alla larga da quello che ritenevano un dominio indiscusso di Google. Non è prevedibile se alcune startup riusciranno a crescere indipendenti, in questa sfida, ergendosi al ruolo di attori globali. Oppure se- come forse è più probabile- verranno acquistate da Google (o Bing o Facebook ). Certo è che l'innovazione sui motori di ricerca è ora animata da un mucchio di attori, come mai prima, grazie agli stimoli che arrivano dagli usi in mobilità. Un ambiente che, a quanto pare, non è ancora arrivato a piena maturità. (al.lo.)

13 21 giugno 2015 Nòva24 n. 482 Il Sole 24 Ore 13 nòva aj I VIAGGI IN GERMANIA I principali motori di ricerca verticali e Google. In migliaia di utenti unici LO SHOPPING IN FRANCIA I principali motori di ricerca verticali e Google. In migliaia di utenti unici ES BOOKING Holidaycheck Tripadvisor Ab-in-den-urlaub Fluege Expedia Billigfluege Trivago Opodo Travel24 Hotel Fewo-direkt Hrs Reisen AMAZON Cdiscount Ebay Fnac Priceminister Rueducommerce Leguide Aliexpress Twenga GOOGLE Prixmoinscher Shopoon Privacy Giovani più consapevoli dei propri diritti di Claudia Ferrauto mosca Dopo la recente sentenza emessa dalla Corte d'appello Federale di New York che condanna i programmi di sorveglianza denunciati da Snowden, potrebbe forse aprirsi un nuovo scenario. Nel frattempo la sensibilità verso il tema della privacy è aumentata contrariamente a quello che molti dicono, soprattutto per la nuova generazione che non a caso è stata definita la generazione Snowden Airbnb Mistergooddeal 0 YAHOO! 5,1% 442,7 GOOGLE 0 I MOTORI DI RICERCA DA DESKTOP Google 68,54% Baidu 10,18% Bing 9,86% Yahoo! 9,26% Aol 0,47% Ask 0,27% Webmarchand Lycos Altri 0,01% 1,42% Smart city Rivoluzione pedonale 2.0 di Michele Weiss Agenda digitale Italia Login, prime app a ottobre di Alessandro Longo 4,9% 1.073,2 ALTRI Aol Microsoft Soc. di ricerca lavoro Soc. di ricerca viaggi Soc. di app mobile con contenuti search 25,4% 5.528,6 22,4% 1.100,9 I MOTORI DI RICERCA DA MOBILE E TABLET Google 94,62% Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Altri Yahoo! 3,69% Baidu 0,72% Bing 0,67% Ask 0,15% Aol 0,01% Excite 0,01% Altri 0,13% milano Accel è un progetto che trasformerà il centro delle nostre città grazie a veloci e silenziosi nastri trasportatori per le persone, una rete di tapis roulant sopraelevata roma Investimento di 750 milioni di euro per mettere ordine e funzionalità nei servizi digitali della Pa per il cittadino, laddove ora ci sono caos e inefficienze Missioni Nasa, a caccia di vita con i sommergibili spaziali di Leopoldo Benacchio milano L amministratore delegato della Nasa, Charles F.Bolden, racconta agli studenti del Politecnico di Milano gli obiettivi futuri dell ente spaziale Usa: nel 2017, gli americani torneranno sulla Stazione spaziale internazionale, e poi Marte nel 2030, per restarci almeno un anno. Ma anche la strepitosa missione verso Europa, il grande satellite di Giove con la superficie ricoperta di ghiacci, sotto la quale ci potrebbe essere vita MARKA 1999 Aol seleziona, come partner nel search, Google che ottiene finanziamenti da Sequoia Capital Mercato Business Tendenze Il futuro è il mobile search Crescono Yelp e gli altri attori. Attenzione forte al trend pubblicitario di Alessandro Longo a Questo è, senza dubbio, «un momento molto interessante per il mobile search. L'impegno è al massimo, da parte di big e startup, per migliorare l esperienza utente e al tempo stesso trovare la via maestra per portare a maturità il business pubblicitario», come dice Jeremy Kressmann, analista di emarketer. Tutto questo fermento può apparire complicato da discernere, ma si spiega con facilità se si parte dal mercato: «Google è ancora l'attore dominante sulla pubblicità search, ma la sua quota è in calo, man mano che aumenta il peso dei dispositivi smartphone sul mercato internet», aggiunge Kressmann. Per la prima volta in dieci anni, si fa strada l'idea che il gigante non è imbattibile, nemmeno nella sua roccaforte: il search. Già, perché a calare- per colpa degli smartphone e in particolare di Facebook- non è solo la quota di Google sul mercato della pubblicità online. Ma 2000 Google lancia Google Toolbar e rilancia AdWords per vendere pubblicità basandosi sul meccanismo Cost per impression 2003 Alltheweb viene acquistato da Overture 2009 Msn diventa Bing 2012 Microsoft annuncia il redesign di Bing che include Side Bar anche la sua quota nel sotto-mercato del mobile search. Dal 68,9% del 2013 al 66,5% del 2015, con una previsione al 2017 pari al 63,2%, secondo emarketer (mercato Usa). La torta crescerà di molto: dai 4,9 miliardi di dollari del 2013 agli 8,7 del 2014, per salire ai 12,8, 17,8 e 21,7 miliardi nei tre anni successivi. A guadagnare quote sarà Yelp, un motore verticale su ristoranti e varie attività commerciali. Ma soprattutto crescerà la categoria altri (dal 22,4 al 25,4% tra il 2013 e il 2017). Quando un mercato si frammenta, invece di concentrarsi, è segno che c'è grande confusione sotto il cielo. Un caos creativo, che spinge gli attori a trovare soluzioni per conquistare questa nuova prateria. Non bisogna sottovalutare questo aspetto: il mobile search non è un mercato indipendente, ma è correlato a quello pubblicitario del search, dove Google è campione. Tradotto, «Google deve correre adesso, per mettere al riparo la propria dominanza sul mobile search perché ne va in generale della proprio core business sul search in generale», dice Kressmann. Ora i suoi sforzi sono concentrati sul migliorare l'esperienza di ricerca mobile, rendendola quanto più possibile lineare ed efficace. Significa rispondere all'esigenza dell'utente mobile di avere subito informazioni utili e utilizzabili per azioni pratiche, che sono conseguenza di quella ricerca. Se cerchi un ristorante, ti mostra subito quelli vicini, su una mappa, con il punteggio e l'indicazione se sono aperti o chiusi in quel momento; un clic, per vedere il numero di telefono e chiamare. Google ha intrapreso su desktop search la stessa direzione, che però su mobile è più marcata. Sempre su mobile porta avanti, in primo luogo, la tendenza a integrare diversi servizi all'interno dello stesso motore: come la ricerca dei tweet, da fine maggio. Specifica dei dispositivi mobili è la tecnologia di app indexing (o deep linking), che da fine maggio si applica anche a ios (prima solo ad Android). La ricerca pesca contenuti e funzioni dalle app installate sul dispositivo. «Lo scopo, con queste integrazioni di verticalità, è migliorare l'efficacia della ricerca per tenere quanto più possibile l'utente legato all'esperienza Google», dice Kressmann. «Nella stessa direzione va il servizio appena svelato da Google, Now on Tap, evoluzione di Google Now», aggiunge. Clicchi sul tasto home e il motore ti dà informazioni correlate al contesto: per esempio la trama di un film citata all'interno di una appena aperta. E senza che l'utente debba lasciare l'app originaria (l' , nell'esempio). Lo spirito è sempre quello di dare una esperienza integrata, fluida, superando la tipica frammentazione del mondo mobile. Ma Google non è solo. A puntare sempre più sul deep linking che anche Bing. Idem Apple, che 2013 Google rilascia Hummingbird, un core algoritmo aggiornato che consente le ricerche semantiche all'ultima conferenza per gli sviluppatori, a giugno, ha annunciato in ios 9 il supporto alla ricerca di contenuti all'interno di app. Gli sviluppatori dovranno usare le Api dei diversi attori per rendere le proprie app linkabili sui motori di Google, Bing, Apple. Sul fronte pubblicitario, l'altra battaglia- negli Stati Uniti- è la local search: gli annunci degli esercenti che sono prossimi all'utente. Qui hanno cominciato da poco a sfidarsi, direttamente, Google e Facebook. Ma di fondo resta una grande incertezza: «non è stata ancora trovata la soluzione pubblicitaria per sfruttare al meglio il canale mobile search. Le novità tecnologiche, come il deep linking, Google Now e la voice search, migliorano la ricerca ma non è chiaro l'impatto diretto che potranno avere sui ricavi pubblicitari», dice Kressmann. Ora il mercato è diviso a metà, per quote di mercato dei formati, tra link pubblicitari e display. Le aziende sembrano al momento più orientate ad aumentare l'efficacia di questi formati che a trovarne nuovi. La prossima sfida è migliorare il targeting: riuscendo a ricondurre a uno stesso profilo (da dare in pasto agli sponsor) tutto quello che l'utente fa su dispositivi diversi (desktop e mobile). Questo è un obiettivo importante in generale per tutta la pubblicità mobile, ma in particolare per quella search. Qui infatti la spesa pubblicitaria si basa sulle parole chiave digitate nella ricerca, le quali dicono però poco sull'utente. Forse il punto di arrivo è proprio questo, per le varie tecnologie in via di sviluppo: fondere meglio l'utente con l'esperienza di ricerca. A vantaggio di tutti. le illusioni del possibile Treccia Rossa di Aisha Cerami C era una volta una bambina bellissima e testarda di nome Treccia Rossa. La madre le diede quel nome il giorno in cui sua figlia decise di tingersi i capelli del colore delle fragole notiziario aumentato Nòva24Tech Il futuro in tempo reale Quello che il mondo dell'innovazione deve sapere su Nova24Tech, che segue ogni giorno l'hi-tech e la ricerca webreader Rinnovabili alla riscossa di Pierangelo Soldavini Si moltiplicano le prese di posizione e gli impegni in vista della Conferenza sul clima di Parigi. Ma l Aie mette davanti i numeri e sposa la strategia che scommette contro i combustibili fossili 2024 La tecnologia ci cambia la vita di Enrico Pagliarini La trasmissione di Radio24 dedicata alla tecnologia, in onda venerdì alle 22 e domenica alle 13. Ascolta il podcast

14 14 Il Sole 24 Ore 21 giugno 2015 Nòva24 n. 482 Frontiere Progetti Esperienze nòva aj L E3 di Los Angeles Videogame Virtual reality Il virtuale cambia le regole del fantastico I caschetti arriveranno solo nel Ma servirà la migliore creatività di cui l industria del videogame è capace 2015 SONY COMPUTER ENTERTAINMENT INC Tendenze Come sarà il 2016 dei gamers di Luca Tremolada los angeles. Dai giochi per la realtà virtuale ai grandi titoli tripla A, quella con budget milionari. Ecco cosa ci riserva il 2016, l'anno che sancirà (forse) l'ingresso di una nuova generazione di videogame. Ne abbiamo scelti cinque che potrebbero suggerirci come sarà il futuro di questa industria. di Luca Tremolada Musica Chitarre virtuali Rilancio MINECRAFT E HOLOLENS Microsoft e Mojang stanno sviluppando una versione di Minecraft che usa la realtà aumentata delle HoloLens. Ancora in laboratorio, il visore ricrea ologrammi, traccia mani e testa e riconosce la voce permettendo all utente di giocare al Lego digitale. L effetto è impressionante: i mattoncini sembrano prendere vita. a Proviamo a fare due conti. Alla fiera del videogame di Los Angeles che si è chiusa un paio di giorni fa sono stati presentati poco più di duecento nuovi videogiochi. Non applicazioni, giochi veri. Arriveranno su console e pc nei prossimi 18 mesi. E rappresentano una ventata di novità per un industria che vale ormai più di 80 miliardi di dollari. A voler leggere più da vicino i titoli scritti sulle confezioni è davvero difficile non imbattersi in una qualche forma di sequel. I contenuti originali si contano sulla punta delle dita. Qualche esempio? Gears of War e Uncharted sono arrivato al numero 4. Come anche Fallout. Forza Motorsport ha un sei vicino. Dark Soul ha il tre come anche Just Cause. Halo invece è giunto al quinto capitolo. Poi ci sono gli spin off, le serie infinite come Tom Clancy. I graditi ritorni come Deus Ex, Mirror s Edge e Rock Band. E i remake come Doom e Final Fantasy VII. Fuori classifica c è SuperMario, che, per festeggiare il suo trentesimo anniversario, ha pensato bene di riproporsi come scatola di costruzioni per produrre infiniti livelli. Infiniti nuovi SuperMario. Dopo quarant anni di storia del videogame in questa ultima decade si ha la sensazione di giocare sempre allo stesso gioco. O agli stessi giochi. Con le stesse meccaniche videoludiche e gli stessi personaggi. Con poche, a volte impercettibili variazioni sul tema. Questo effetto di loop temporale ha trovato quest anno un punto di atterraggio. Sul vetro è comparsa una piccola crepa. La realtà virtuale, annunciata nel 2014 è pronta e arriverà nel Vent anni dopo i libri di Jaron Lanier una industria ha cominciato a crederci e a sviluppare software. Sony con Project Morpheus ha il suo caschetto virtuale. Lavora su 20 demo e un paio di titoli tripla A. E uscirà nella prima metà del Oculus, che è il visore tecnologicamente più avanzato diventerà un prodotto commerciale all inizio dell anno prossimo. Ha scelto Windows 10 come piattaforma di sviluppo per attirare più sviluppatori a realizzare nuove esperienze (non solo videogame). Come anche Valve, la software house che ha creato capolavori come Half-Life e Portal. Anche loro hanno puntato su Windows 10 che attualmente è il candidato numero uno a ospitare lo sviluppo in VR. L ecosistema si sta popolando. Alla fiera si contano già una decina di attori pronti a vendere accessori per la realtà virtuale. Di caschetti poi ne sono stati annunciati più di una manciata. E i giochi? Chi non muore si rivede: il ritorno di Guitar Hero HALF MOON Sono controlli a forma di mezza luna di un nuovo sistema di controllo chiamato Oculus Touch che dovrebbe permetterci di interagire con lo spazio virtuale in modo più coerente con la natura dei videogame. Il visore Oculus, che sarà supportato da Windows 10, uscirà sul mercato all inizio del PROJECT MORPHEUS Sony ha confermato che sono in sviluppo venti esperienze di realtà virtuale. Di giochi veri c è Rigs. Capcom ha annunciato un motore grafico realizzato ad hoc per Project Morpheus. Il caschetto uscirà - almeno, così promettono - entro la prima metà del 2016 Le demo presentate sono numerose. Spaziano dal classico viaggio in una navicella spaziale all horror. In The Kitchen di Capcom su Morpheus di Sony ti ritrovi legato in una stanza in compagnia di una zombie armata di coltello. Il seguito è un film di Tarantino accompagnato da urletti (veri) e sussulti dei giocatori dallo stomaco più delicato. A dimostrazione che dentro il visore accadono cose. Che la realtà virtuale non è un banale effetto speciale. I manager del videogioco l hanno capito. La VR si può vendere. Ma è un videogame? «Certamente non sono applicazioni commenta Jim Ryan, capo europeo di Sony Computer Entertainment, ma non vanno neanche associate ai videogiochi a cui sono abituati i giocatori di console». Paradossalmente anche alla fiera del videogioco si fa fatica a definirli videogame. Un po tutti gli addetti ai lavori preferiscono definirle esperienze. Il linguaggio dei giochi elettronici che è poi quello del fantastico non ha più bisogno di effetti speciali. Di armi di distrazione di massa. Di trucchi. Per quanto ripetitivi, imprigionati dalle logiche dei sequel, e poco originali nei contenuti, i game hanno saputo creare architetture straordinarie, dare una forma a visioni, plasmare sogni digitali. Giochi come Dreams di Media Molecule che si presenta come una scatola degli attrezzi per animare prodotti della creatività. O i laboriosissimi esperimenti di interattività di Fumito Ueda che con Last Guardian sta ragionando da otto anni - sulle relazioni. O ancora quella macchina per generare sistemi solari chiamata No Man s Sky. Tutti questi esperimenti, più o meno riusciti, non sempre molto divertenti, hanno saputo nel tempo rendere più creativa una industria a volte troppo concentrata a soddisfare il mercato. Quando arriverà la realtà virtuale serviranno sogni per renderla credibile. Non sequel ma architetture e mondi da esplorare. Avrà bisogno della creatività dell avanguardia più visionaria sopravvissuto all industria del videogame. YuSuzuki Kickstarter La bella favola di Shenmue In arrivo Giocare con la realtà virtuale di Luca Tremolada los angeles Quali sono i giochi (e i produttori) che ci intratterranno attraverso un visore? Sono ormai diverse decine le videoesperienze ludiche che si stanno affacciando sul mercato. Comincia a nascere una line-up interessante. Ma guai a chiamarli videogame. Indie I dieci migliori giochi indipendenti di Emilio Cozzi milano. È sempre più difficile stabilire cosa sia indie, un gioco indipendente, Queste produzioni, a volte a basso budget, sono spesso coraggiose e sanno stupirci. Ne abbiamo scelte dieci. Da Unravel a No Man's Sky passando per gli italiani (Mixed Bag, Storm in Teacup) che stanno lavorando a nuovi progetti. Si suona in soggettiva, il pubblico partecipa E i brani si caricano online di Alessio Lana Catalogo aggiornato. Il vecchio Guitar Hero aveva musiche piuttosto datate e una selezione limitata. di canzoni Adesso il problema è stato risolto con un catalogo aggiornabile online. E se sbagliamo nota il pubblico fischia e i compagni di fianco ci guardano male a Signore e signori, si riparte. Dopo qualche anno di fiammante divertimento e un periodo di buio totale, il circuito della musica videogiocata vuole tornare di nuovo in auge. Alfiere di questa rinascita è Guitar Hero, celebre serie videoludica che tra qualche mese tornerà su console (Wii U, One e 360, PS4 e PS3) e mobile nella versione Live. La vecchia chitarrina plasticosa lascia il posto a una bella replica dello strumento principe del rock, i cinque bottoncini colorati vengono sostituiti da sei tasti color legno che sono posti su due file subito sotto la paletta. Così possiamo usare solo indice, medio e anulare evitando l'odiato e inutilizzato mignolo. Altra novità è la visuale. Non guardiamo più la band esibirsi davanti a noi, ora è tutto in prima persona. Accanto a noi abbiamo degli attori reali che suonano e di fronte il pubblico. Nessuna computer grafica ma veri e propri filmati in cui il pubblico reagirà ai nostri virtuosismi offrendoci uno sfoggio di applausi o una sequela di improperi. Questo è solo uno degli ingredienti di un rilancio difficile, irto di interrogativi. Dopo la nascita nel 2005, i giochi musicali per console hanno raggiunto l apice nel 2009 per poi scomparire. Guitar Hero, il loro campione, è arrivato a vendere 35 milioni di copie (con un miliardo di dollari di fatturato)semplicemente sfruttando un idea vecchia come il gaming: portare in casa le esperienze musicali che si sperimentavano in sala giochi. Certo, c era una sostanziale differenza: se nelle sale giochi i rhythm games erano uno strumento per dimostrare la propria abilità andando sempre più veloci e a ritmo, su console si trattava di trasformarsi in una star per dieci minuti. Più relax e meno sfida, più musica e meno abilità. Il periodo d oro però è durato poco. Prima ci si è messa la saturazione del mercato, con titoli che uscivano a rotta di collo. Dalle chitarre si è passati alla batteria, alle console da dj, ai bonghi, ai microfoni. Poi ci sono state le lotte per i diritti, repertori spesso vecchi (chiedete a un bambino chi sono Santana, Tom Morello e Slash) e una selezione musicale limitata visto il prezzo di ogni titolo. Insomma, finito il fenomeno la bolla è esplosa e buonanotte ai suonatori. O forse buongiorno visto che Guitar Hero torna sulla scena con ingredienti molto differenti. Oltre alla prima persona ora c è anche un catalogo aggiornato online e perfino una tv. Se da una parte il pubblico reale offre un esperienza più immersiva, dall altra ha una motivazione più sottile: segue l onda della nostra cultura che vede sempre più gli umani giudicati da altri umani. Talent show di ogni tipo ci insegnano che tutto sommato ci piace essere giudicati dai nostri simili e che si tratti di cucina, ballo o canto poco importa. Oltre alla folla infatti ci sono anche gli altri componenti della band, gli esperti, che ci guardano storto se sbagliamo l assolo o ci incitano se stiamo facendo bene. Per quanto riguarda la musica è l online a metterci lo zampino: ora Activision può caricare continuamente nuovi brani senza darci mai noia. La vera chicca però è la Ghtv, una televisione stile Mtv che proietta a rotazione videoclip reali con sovrimpressa la grafica del videogioco. Basta scegliere uno dei tanti canali divisi per genere per suonare senza soluzione di continuità e nel mentre godersi il videoclip. Più si gioca bene poi e più si accumulano dei punti che ci consentono di andare oltre il concetto di tv e scegliere il video che vogliamo on demand. L ultimo punto fondamentale è il multiplayer online: giocare insieme a qualcuno che si trova a centinaia di chilometri di distanza può donare molta longevità a un genere che finora si svolgeva soprattutto in solitario e che, diciamocela tutta, ti faceva sentire anche un po sciocco. Già che ci siamo, possiamo dare uno sguardo in avanti e chiamare in causa la realtà virtuale. Dal momento che tutto diventa realistico e in prima persona è facile immaginarsi con un caschetto in testa mentre trasformiamo il soggiorno di casa in Wembley. E i protagonisti, stavolta, saremo solo noi. a Yu Suzuki è un nome che significa molto per chi è appassionato di videogiochi. Chi non ha mai posseduto una console Sega DreamCast, o non ha mai sentito parlare di Virtua Fighter o, semplicemente, ha meno di 25 anni si può sentire giustificato a non conoscerlo. Ma lunedì scorso al Memorial Sport Arena di Los Angeles erano davvero moltissimi coloro che lo hanno riconosciuto. Bassino, con l'occhio sveglio e il sorriso stampato. Quando è salito sul palco della conferenza stampa di Playstation. Suzuki-san qualcuno lo ha accolto con urletti degni di una rockstar. Il creatore di Virtua Fighter, uno dei primissimi picchiaduro, è tornato sulla scena videoludica. Motivo? Annunciare il lancio su Kickstarter di una raccolta fondi per realizzare il sequel di Shenmue, Shenmue 3, uno dei videogiochi più costosi degli anni Novanta e il precursore di tutti gli open word. Da Gta ad Assassin's Creed, tutti quei videogiochi di libera esplorazione devono qualcosa a Mister Suzuki. Anzi, c'è chi ancora oggi è convinto che il videogioco moderno nel suo significato più alto debba qualcosa a Shenmue. Eppure, quando uscì nel 1999 il gioco divise la critica. Il modo di raccontare la storia di Ryo non aveva precedenti. Non c'erano mostri da ammazzare o battaglie da combattere. Tutto si svolgeva nei dintorni di Yokosuka, in Giappone. I giocatori potevano passeggiare, interessarsi alle vite di altri personaggi, visitare il parco, entrare nei negozi o dedicarsi alla missione principale che era quella di scoprire la verità sulla morte del proprio padre. Per la prima volta nella storia del videogame il gioco era pura esplorazione. Non più tardi di un anno dalla pubblicazione di Shenmue, quel genio visionario di Will Wright inventò quella perfetta casa delle bambole che porta il nome di Sims. E nel giro di pochissimo tempo Suzuki riuscì nella non facile impresa di litigare con tutti, imbarcarsi in un progetto troppo ambizioso e lasciar perdere le sue tracce. Fino a lunedì scorso. Un'ora dopo l'annuncio il gioco aveva già raccolto un milione di dollari. Nel momento in cui scrivo veleggia sopra i 3 milioni. Obiettivo: raggiungerne due. Ora Suzuki non ha più davvero scuse. (l.tre) Personaggi Come funziona la testa di un game designer los angeles Shuhei Shu Yoshida si definisce un unofficial customer service. Prima di diventare presidente dei Sony Worldlwide Studios ha iniziato con Ken Kutaragi, il padre della Playstation. Da allora ha sempre giocato ai videogame. E ne parla in continuazione Videogame Contemplazioni digitali di Luca Tremolada los angeles Quali sono i nuovi videogiochi che promettono di prenderti e portarti via, in mondi fantastici e avveniristici. Ecco una selezione di video che in qualche modo hanno innovato all'interno del loro genere di Luca Tremolada video invaders Nella lingua dei segni di Cristina Tagliabue The Tribe è un film esperienza, di quelli che cambiano il linguaggio cinematografico. Firmato dal regista ucraino Myroslav Slaboshpytskiy, è l unica pellicola non sottotitolata e interamente in lingua dei segni ucraina. Ancora nei cinema per poco. Distribuito in Italia da Officine Ubu

15 Executive MBA MASTER IN BUSINESS ADMINISTRATION 3 A EDIZIONE, Milano, dal 19 novembre mesi / 3 gg. al mese SONO APERTE LE SELEZIONI Domenica 21 Giugno 2015 IL GIORNALE DELL ECONOMIA REALE L ISTAT SUI PREZZI AL CONSUMO I NUMERI +0,1% +1,4% DELLA SETTIMANA Maggio certifica l uscita dell Italia dalla deflazione Executive MBA MASTER IN BUSINESS ADMINISTRATION ServizioClienti-tel.02(06) LE IMMATRICOLAZIONI DI MAGGIO Rallenta il tasso di crescita delle vendite di auto in Europa 24ImpresaTerr INTERVISTA Flavio Cattaneo Amministratore delegato di Ntv MICROCOSMI LE TRACCE E I SOGGETTI «Concorrenza, intervenga Bruxelles» Ntv scrive alla Ue sul decreto Recast - «A rischio diritti dei passeggeri, investimenti e posti di lavoro» di Giorgio Santilli IMAGOECONOMICA Alla guida di Ntv. L amministratore delegato, Flavio Cattaneo presenteremo a Bruxelles una segnalazione sul decreto legi- «Lunedì slativo di recepimento della direttiva Recast perché le norme che riducono i poteri e l indipendenza dell Autorità di regolazione dei trasporti e ripropongono la possibilità di un sovraprezzo per gli operatori privati frenano la liberalizzazione, creano ulteriori ostacoli alle imprese private, penalizzano chi viaggia in treno e vanno quindi in direzione opposta a quella che l Italia dovrebbe prendere per chiudere le procedure di infrazione aperte dalla commissione Ue». Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Ntv, non si arrende nella battaglia per garantire condizioni regolatorie favorevoli al mercato e alla concorrenza. «Mi pare difficile che il governo con questo provvedimento ottenga la chiusura della procedura di infrazione attuale, ma anche se dovesse prevalere un approccio formalistico, presenteremmo ulteriore ricorso per aprirne una nuova». Il decreto Recast approvato quindici giorni fa dal governo spunta le armi sanzionatorie dell Autorità di regolazione dei trasporti, ponendo un tetto di un milione di euro alle multe, proprio mentre è aperto un procedimento contro Rfi (per non aver rispettato le regole di par condicio nell accesso alla rete e agli stabilimenti connessi) che può portare a una multa fino a 934 milioni di euro. Pensa che il bersaglio di questa decisione del governo sia l Autorità? Constato che la prima volta che l Autorità si muove davvero a difesa della concorrenza, con l apertura di un procedimento sanzionatorio nei confronti di Rfi per violazioni che denunciamo da anni, crea un problema e e si decidono norme per ridurne l indipendenza e i poteri. Ma chi pagherà il prezzo di questa decisione non sarà solo l Autorità o imprese private come Ntv ma il processo di liberalizzazione: saranno i cittadini a pagare, i nostri 9 milioni di passeggeri che avranno meno possibilità di scelta fra servizi in concorrenza, in generali gli utenti dei treni che vedranno scadere la qualità dei servizi e aumentare i prezzi. Mentre a parole si dice di voler allargare la liberalizzazione anche ai treni pendolari, in realtà si mette a rischio anche la liberalizzazione che c è mentre i pendolari continueranno a viaggiare come oggi. E si metteranno a rischio anche migliaia di lavoratori che operano direttamente e indirettamente nel settore. Rispunta il solito conflitto di interesse del governo e di certi ministeri che sono azionisti di Fs e vogliono continuare a intervenire nei processi regolatori che riguardano le società da loro controllate e i loro concorrenti. Prendiamo il caso dell articolo 17 del decreto Recast che dà la possibilità di creare un sovracanone per l uso dell infrastrutture a danno delle imprese di trasporto private. L Autorità verrà solo sentita dai ministeri dell Economia e delle Infrastrutture. E dov è l indipendenza, allora? L indipendenza dell Autorità deve garantirla il Parlamento, non il governo azionista di Fs. Il ragionamento non fa una piega. Ci sarà sullo sfondo la preoccupazione per la privatizzazione di Fs? Premetto che noi siamo favorevoli alla privatizzazione di Fs, perché è un elemento di progresso, non di regresso. E pensiamo anche che l attuale management Fs sia all altezza di questo compito. Certo, noi preferiremmo una separazione netta fra rete e servizi, una terzietà effettiva della rete rispetto al gruppo Fs, ipotesi che non vedo francamente all orizzonte. Ma il discorso che voglio fare qui è un altro: attenzione, perché il decreto Recast non favorisce la privatizzazione di Fs, la penalizza. Crea un incertezza regolatoria che scatenerà centinaia di cause legali da parte delle imprese private ma anche dei passeggeri, con richieste di indennizzi miliardari. Questo decreto apre un altra fase di conflitto regolatorio anziché una fase di certezze. Tutte queste cause andranno inserite nel prospetto per la quotazione in Borsa. E il mercato vuole stabilità regolatoria, non i rischi da incertezza regolatoria. Oltre la spada di Damocle di risarcimenti a sei zeri comunque da mettere in bilancio. Torniamo al procedimento sanzionatorio aperto dall Autorità contro Rfi che ha presentato i propri impegni per superare le infrazioni contestate. Vi soddisfano? Riteniamo quegli impegni non soddisfacenti e generici. Soprattutto non danno tempi certi e fanno prevedere altre dilazioni. Ricordo che a Termini non abbiamo ancora le bigliettere automatiche e che continuiamo a essere penalizzati sulle tracce orarie. Con il decreto Recast salta la possibilità della maximulta? La possibilità di comminare la maximulta non può saltare. Se accadesse sarebbe una cosa gravissima. Le decisioni del governo hanno un impatto anche sul piano di risanamento di Ntv? La nostra parte l abbiamo fatta e gli azionisti di Ntv sono tutti favorevoli alla sottoscrizione della ricapitalizzazione che avverrà a breve. La società in questi mesi ha migliorato i conti e le performance. Certamente le decisioni del governo non aiutano, anche per noi l incertezza regolatoria è un ostacolo grave che mette a rischio i nostri investimenti ma soprattutto i diritti dei cittadini. Made in Italy. L Italia è il 15 partner commerciale di Pechino a livello mondiale (4 europeo) Accordo Sace-Bank of China per l export GLI EFFETTI «Le norme non favoriscono la privatizzazione di Fs: i mercati vogliono certezza regolatoria, non liti» LE SANZIONI CONTRO RFI «Si riduce l indipendenza dell Autorità proprio ora che aveva cominciato a difendere la concorrenza» DOPPIA DIREZIONE L intesa è rivolta sia alle imprese cinesi interessate ad acquistare beni dall Italia, sia alle aziende italiane che mirano a investire in Cina Il concorrente del Frecciarossa. Un immagine del treno Italo (Ntv) L Alta velocità batte la crisi Domanda di trasporto durante la crisi economica. In Passeggeri/chilometro, ( ). Dati in % Alta velocità 39 Treni regionali sussidiati -2 Rita Fatiguso PECHINO. Dal nostro corrispondente pl'internazionalizzazione delle aziende, specie quella delle Pmi, passa attraverso la cooperazione finanziaria tra sistemi. E tra Cina e Italia la nuova strada è ormai segnata: un accordo di sistema che potrebbe far scuola è stato appena siglato tra Sace, guidata da Alessandro Castellano, e la Bank of China di Tian Guoli, destinato a espandere le opportunità di interscambio e investimento tra Italia e Cina, facilitando la realizzazione di operazioni di mutuo interesse. L'accordo procede in doppia direzione e prevede il rafforzamento dei canali di comunicazione e dello scambio di informazioni tra Sace e Bank of China per individuare progetti strategici, facilitando l'accesso a fonti di finanziamento sia per le imprese cinesi interessate ad acquistare beni e servizi dall'italia, sia per le imprese italiane interessate a progetti di investimento in Cina. Ormai lo scambio è bidirezionale non a caso per la prima volta giovedì prossimo 25 giugno parleranno di cooperazione finanziaria a Roma l'ambasciatore Li Ruiyu, e i vertici di Sace e Ice - la Cina ha imboccato un Go global che non coincide più con il business delle comunità cinesi immigrate all'estero, mentre per l'italia c'è in ballo una crescita di opportunità per le circa 2 mila imprese italiane in Cina, a cui è riconducibile un fatturato di circa 5 miliardi di euro. Il portafoglio di impegni di Sace in Cina, pari a circa 88 milioni di euro, riflette l'abbondante liquidità e il rating creditizio positivo del Paese, e presenta ampi margini di espansione alla luce delle prospettive della domanda cinese. Le esigenze di ammodernamento e innalzamento degli standard qualitativi industriali traineranno la domanda di beni di investimento, principalmente della meccanica strumentale, che rappresentano oggi oltre il 50% dell'export italiano. Michal Ron, managing director, head of International business di Sace ne è convinto: «Questa nuova intesa conferma l'impegno di Sace nel sostenere le imprese italiane in un mercato chiave per il made in Italy come quello cinese, in cui esiste ancora un ampio margine di penetrazione per i nostri prodotti. E ci consentirà di beneficiare dell'ampio network di Bank of China, non solo a livello regionale ma anche internazionale, per cogliere insieme nuove importanti opportunità». Non solo. Questa nuova collaborazione permetterà di beneficiare della consolidata esperienza di Sace sul mercato locale ed internazionale, ampliando le opportunità di collaborazione su scala globale. Con volumi di export dell'ordine dei 10 miliardi, l'italia è oggi il 15 partner commerciale della Cina a livello mondiale e il 4 a livello Autostrade Dati in miliardi di euro * 2016* 2017* -9 L export italiano in Cina 2018* 13,1 (*) previsioni Mercato aereo (nazionale) -11 9,8 10,5 11,2 11,7 12,4 Var.% 9,4 6,6 6,5 5,0 5,6 5,4 BLOOMBERG -30% I prezzi Nel triennio , con l apertura alla concorrenza nel settore ferroviario italiano ad alta velocità, i prezzi del servizio sono scesi di oltre il trenta per cento, con un ulteriore discesa nel corso del In nessun altro paese d Europa il prezzo medio del biglietto nel settore dell alta velocità è così basso come in Italia. Al tempo stesso, nei servizi regionali, i prezzi sono cresciuti di circa l 11,8 per cento +39% Il mercato Durante i primi due anni di concorrenza, l'av ha registrato un incremento del 39 per cento della domanda, mentre i treni regionali sussidiati hanno accusato una caduta del due per cento. Anche il trasporto aereo, nello stesso periodo, ha sofferto, con una diminuzione dell 11 per cento. Il settore autostradale, infine, ha accusato una caduta di quasi il nove per cento europeo. Negli ultimi quindici anni, la performance delle vendite italiane nel Paese è sempre stata sostenuta: ha messo a segno un tasso di crescita medio annuo superiore al 17% nel periodo pre-crisi ( ), sceso all'8,3% nel , e tornato al 10% nel 2014, con prospettive altrettanto positive per i prossimi anni. Secondo le previsioni dell'ufficio studi di Sace è prevista una crescita dell'export italiano del 6,5% nel 2015 e del 5,3% in media tra il Infatti lo sviluppo socio-demografico e l'evoluzione degli standard di vita spingerà la domanda di beni di consumo, in particolare di prodotti di fascia medio-alta nei settori alimentari, arredamento, abbigliamento (soprattutto dopo la recente decisione di Pechino di un taglio ai dazi alle importazioni dei beni di lusso), occhialeria e gioielleria di cui la Cina è il terzo importatore al mondo per l'italia, dopo Russia e Emirati Arabi Uniti. Modello Puglia per coniugare cultura e territorio... di Aldo Bonomi Per l Italia la via alta allo sviluppo può passare dalla cultura. Questo il messaggio del nuovo rapporto di Symbola e Unioncamere: 440mila imprese, 78 miliardi di euro di valore aggiunto e 1,5 milioni di occupati nel settore sono numeri importanti che misurano il brulichio operoso di una economia della conoscenza diffusa. Numeri e narrazione che contengono in nuce alcuni temi, a mio parere, centrali e che ho ritrovato anche in una ricerca appena conclusa sul laboratorio territoriale della Puglia. Anzitutto le nuove forme dei lavori nella creatività e l emergere di una economia leggera la cui composizione sociale esprime non solo i vecchi assetti in disgregazione ma tracce di un non ancora che oggi intravediamo nella trasformazione del paese. Il lavoro culturale o creativo è cambiato e più ancora cambierà nei prossimi anni. La figura anni '90 del creativo a partita Iva pioniere di un nuovo ceto medio urbano affluente, versione terziaria del capitalismo molecolare artigiano, è oggi solo una componente di un più vasto mondo a cavallo tra cultura, creatività e innovazione. Attorno ad esso sono cresciute altre forme produttive e soggettività caratterizzate da genealogie e percorsi molto differenti. Parliamo del mondo delle start-up legato alla cultura dell'innovazione tecnologia e al rapporto con la finanza d'investimento, del mondo della sharing economy e dei co-working figli dei processi di riorganizzazione delle smart cities e delle culture dell'innovazione sociale; il mondo delle produzioni e dei servizi culturali veri e propri dal teatro al cinema alla musica, i giovani ritornanti protagonisti di un movimento dalla città al territorio che trasformano l'attività agricola in economie circolari della sostenibilità e del Km0. Questa diversificazione mostra i diversi modi in cui la creative economy italiana può esercitare un ruolo di motore dell'innovazione rispetto all'impresa tradizionale. È questo un tema giustamente centrale nel rapporto Symbola-Unioncamere ma che va declinato secondo una geografia economica e sociale complessa e in evoluzione. È il caso, ad esempio, del vecchio Nec (l'asse Nord Est-Centro) in cui accanto al rapporto tra le città d'arte, l'italia borghigiana della grande bellezza e la transizione dei distretti, emerge l'impatto divaricante della metamorfosi tecnologica ed economica sulle filiere culturali. A Nord in rapporto con le catene del valore del capitalismo europeo nelle piattaforme produttive di media impresa e di urbanizzazione diffusa dell'asse pedemontano o della via Emilia, il fenomeno emergente è una imprenditoria culturale che mixa produzione di contenuti innovativi e creativi dal design alla comunicazione al web con la cultura dei makers e dei saperi politecnici orientati all'innovazione industriale d'alta gamma. Nell Italia di mezzo le filiere della cultura sono più orientate al mix tra valorizzazione del paesaggio, distretti del made in Italy, impianto agricolo delle culture del buon vivere con il ruolo forte delle città d'arte. Se declinata guardando alle sue differenze interne, l economia della cultura si riconfigura dunque come una geografia a tre punte. Una, l abbiamo appena detto, è rappresentata dall'evoluzione della vecchia Terza Italia attraverso la culturalizzazione dei distretti e delle filiere del made in Italy. Una seconda è rappresentata dalle polarità metropolitane con i loro agglomerati terziari in cui la creatività diventa tessuto di produzione di saperi scientifici, reti lunghe,infrastrutture e reti digitali, ricerca fondate sul mix tra tessuto molecolare e grandi organizzazioni della conoscenza. La terza punta è rappresentata da quei territori in cui cultura e creatività costituiscono potenzialità evolutive connesse alle trasformazioni dei modelli turistici globali. La Puglia ne è un laboratorio per me centrale dentro il riposizionamento difficile del Sud. A partire dal 2005 la regione ha avviato una sua piccola transizione fondata su cultura e creatività. Si è trattato di un intervento straordinario CREATIVITÀ DIFFUSA Nella regione si è sviluppata una vera e propria fabbrica dell intrattenimento con oltre 9mila eventi dell'immateriale che ha integrato le politiche culturali nelle politiche industriali e territoriali. Al cuore del modello Puglia è l'architettura della governance con la creazione delle agenzie e dei programmi verticali dedicati allo sviluppo delle filiere culturali (Apulia Film Commission, Puglia Sound, Teatro Pubblico Pugliese dagli anni '80 e Puglia Promozione per il turismo), del distretto orizzontale Puglia Creativa e delle politiche giovanili di Bollenti Spiriti. E poi quella vera e propria fabbrica territoriale dell'intrattenimento costituita dagli oltre 9mila eventi culturali che costituisce il vero motore della catena del valore nell'economia della cultura. Una nebulosa che va dalla Notte della Taranta, oggi vero e proprio evento-blockbuster che attira centinaia di migliaia di persone, alla fiera-evento della musica, il Medimex al Bif&st nel cinema, allo storico Festival della Valle d'itria per la musica classica, fino al progetto Teatri Abitati del TPP attraverso cui compagnie teatrali adottano come loro sedi i teatri comunali. L'interesse del modello pugliese non sta nelle singole strutture, eventi o programmi ma nella capacità della creatività diffusa e orizzontale di alimentare le canne verticali delle filiere. Con l'interessante emergere di un nuovo modello di impresa culturale multifunzionale un po impresa, un po associazione, un po comunità di pratiche, capace di attraversare i confini tradizionali che separano cultura, economia, sociale. Un'impresa il cui prodotto non si esaurisce nel fatturato ma allarga la sua mission al fare società. Nuove soggettività e nuove geografie si intrecciano dunque nel definire una mappa della transizione su cui dovremo discutere a lungo.

16 16 Impresa & territori Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 STILI&TENDENZE In breve LARUSMIANI Nuances brillanti, tessuti iper leggeri Da Larusmiani i jacquard di sete convivono con lo sportswear, l'informale con la più classica formalità. Accanto ai blu, colori anche in nuance brillanti per tessuti iper leggeri: cotone, seta, lino e persino lana. CHURCH S Frange larghe per i mocassini Il modello di punta della primavera-estate 2016 di Church s (gruppo Prada), il mocassino Oreham, riprende la forma di un altro modello Church s, il Pembrey, arricchito da una frangia larga e nappine sulla parte alta della tomaia. Realizzato in vitello soft, sarà disponibile nei colori brown, nero e cordovan. FAY Bleecker Jacket, omaggio a NY Capo icona per la P-E 2016 di Fay (gruppo Tod s) è la Bleecker Jacket, in lino lavato effetto used, che prende il nome dalla una delle più famose strade del Greenwich village di New York, punto di incontro di artisti e creativi di ogni genere. Un capo eclettico, che permette di passare dall ambiente di lavoro alle occasioni di relax e tempo libero. CESARE PACIOTTI Topkapi, preziosa pantofola ricamata Si chiama Topkapi la pantofola di Cesare Paciotti. Realizzata in camoscio nero e interamente ricamata a mano con perle dai brillanti colori estivi come il turchese, lo smeraldo, il corallo bianco e l argento, richiama, la sofisticata trama degli arazzi di antica fattura. FASHION WEEK Tutte le gallery delle sfilate Clicca le photogallery delle sfilate delle collezioni uomo per la primaveraestate 2016 e scopri dettagli, recensioni live, personaggi e curiosità dalle passerelle di Milano sui social network, Facebook, twitter e Instagram Milano / giorno 1. Anche da Corneliani la leggerezza è il tema della moda uomo P-E 2016 Emporio Armani e Zegna, sfila l eleganza discreta Dolce&Gabbana esuberante, da Versace atmosfere del deserto Angelo Flaccavento pil movimento è in atto da alcune stagioni, ma a questo giro la conclamazione è definitiva, e si colloca subito in apertura di fashion week: il circo della moda, inteso come girandola fiammeggiante di varie assurdità, si è ormai spostato sui marciapiedi e a latere delle sfilate, perchè in passerella impera sobrietà. Da non confondere con understatement e normalità, sia chiaro. Qui si parla piuttosto di misura, dignità, modestia: caratteri affermativi e propositivi, non rinunciatari. Insuperato alfiere di questo punto di vista autenticamente progressivo è Stefano Pilati, che da Ermenegildo Zegna continuava a raccontare una storia di eleganza insieme concreta e rarefatta. Il suo è un linguaggio per forza di cose di nicchia, perchè tale è la sensibilità estetica che lo genera. Eppure non ha nulla di forzoso, men che mai di compiaciuto. La collezione è un viaggio intorno al tema della leggerezza, intesa come qualità della materia, del taglio e del colore. Tutto fluttua: è l aria tra il corpo e le vesti a definire le forme. Le strutture sono presenti, ma come liquefatte. A colpire davvero, però, è il percorso cromatico dal nero denso e opaco - ma per assurdo luminoso - al bianco spiritualizzato e coriaceo, passando per la sedizione non allineata dei quadri madras distribuiti su cappottini e giacche: una disegnatura classica, difficile da maneggiare in leggerezza, che Pilati tratta con la levità di un acquerello. Su una analoga linea di elegante purismo si muove Giorgio Armani - per la successione alla guida creativa del marchio, quando sarà, Pilati appare fin da ora come il vero e solo possibile erede - che in effetti si può a ragione considerare il padre fondatore e il miglior interprete della discrezione contemporanea. «Gli uomini non devono apparire per forza in maniera eclatante» dichiara Armani, in forma smagliante, dopo lo show di Emporio Armani. Una prova particolarmente a fuoco e felice, percorsa da una idea di sincretismo oriente/ occidente che non è facile tentazione del folk o deriva dell etnico, ma ricerca di una purezza vibrante, con l anima. Lo show è una teoria di sottili variaziomi sul tema dell abito morbido e del colore sommesso, in combinazioni ton sur ton. Unico accento di calcolata distonia, le scarpe incongrue perché, conclude King George con una risata «osare con gli accessori è concesso per uscire dalla drammaturgia del prestabilito». Anche da Corneliani il tema è leggerezza, come sintetizzato dagli spolverini lunghi e aerei in nuance polverose, dai bermuda che sostituiscono i pantaloni sotto la giacca. Nelle auguste stanze di palazzo Litta si aggira un plotone di giovinetti imberbi e delicati, dignitosi e fieri nei loro pantaloni a vita alta, nelle t-shirt dall appiombo fermo, nel tailoring senza peso. Dolce & Gabbana sono portavoce di tutt altro pensiero sullo stile maschile: esuberante, giocoso. Identico è invece l interesse per il mix di mondi e culture, che poi altro non è se una espressione di globalismo, dal cuore eternamente siculo, perchè sull isola il metissage Ermenegildo Zegna. Il cappottino con la stampa madras si pratica da millenni. «Per questa collezione ci siamo ispirati ai decori della Palazzina Cinese nel giardino della Favorita a Palermo: una autentica gemma, nascosta in un luogo per noi magico». Tradotto in abiti, è tutto un brulicare di cineserie e preziosimi su suit di seta molli e facili come pigiami, di ricami sontuosi su jeans laceri, di stampe micro e macro per ogni dove. Perchè aprirsi all esotismo vuol dire anche lasciar spazio al caso, alle contaminazioni che avvengono senza ragione apparente. Donatella Versace, ad esempio, si apre alla sabbia del deserto, allungando, alleggerendo e fluidificando fino a trovare un magico equilibrio tra ascesi e tensione muscolare. Da Bikkembergs il bambù zen e i tagli atletici trovano un inatteso punto di incontro, mentre da Costume National sono rockers scheletrici e inesorabili in nero assoluto e lampi di rosso. Una vibrazione ska percorre l ottima prova di Rodolfo Paglialunga per Jil Sander, fusione di purismo e utility dal tono positivamente duro e perverso, mentre il gran collage di estenuatezze, grafismi e torsioni subculturali di Andrea Pompilio ha un aspetto deliberatanente femmineo e non sempre convincente. Da Marni, in fine, è eclettismo - come da copione - con una energia nuova: spontanea, fresca, condensata in abiti reali e possibili, che è poi il plus assoluto di questo marchio capace di coniugare sperimentazione e commercio con raro equilibrio. Dolce & Gabbana. Globalismo dal cuore eternamente siculo Emporio Armani. Sincretismo tra oriente e occidente per l abito morbido Corneliani. Spolverino lungo Costume National. Total black Versace. Atmosfera del deserto Marni. Energia spontanea Jil Sander. Tono duro e perverso Bikkembergs. Sport couture ANALISI Paola Bottelli La certezza dell export, il grazie ai turisti primi sei mesi di quest anno il «Nei fatturato del mio gruppo è cresciuto dell 8%, ma nei negozi italiani lo shopping lo fanno in pratica solo i turisti stranieri che aspirano alla nostra moda. I clienti italiani stanno alla finestra e i segnali di risveglio sono molto timidi, anche perché, lo dico con franchezza dopo avere fatto un giro in centro, c è un'offerta eccessiva di marchi fashion». Nel backstage della collezione primavera-estate 2016 di Emporio, una delle sfilate più attese del calendario di Milano moda uomo partito ieri in una giornata con il cielo turchese, Giorgio Armani risponde così alle domande sulla congiuntura internazionale, che molte soddisfazioni sta garantendo all industria della moda anche grazie al super dollaro, e su quella domestica. La moda maschile italiana sta progressivamente accelerando nei mercati globali e l incidenza dell export sul fatturato, secondo un elaborazione di Smi su dati Istat, è balzata l anno scorso al 64,2%, dieci punti in più rispetto al Una strada obbligata, peraltro, a causa della disaffezione degli italiani all acquisto di abbigliamento e accessori testimoniata, tra l altro, dall analisi del paniere elaborato dall Istat: nel 2007 il peso di questi due segmenti nel carrello della spesa virtuale era dell 8,6% e quest anno è calato al 7%. Non che negli altri Paesi europei le cose vadano meglio, a dire il vero: l unica voce in crescita riguarda la Gran Bretagna, salita al 7% dal precedente 6,2%. Sul fatto che siano i turisti esteri a trainare le vendite concorda con Armani pure Gildo Zegna, amministratore delegato della Ermenegildo Zegna: «C è in corso un risveglio dei consumi del lusso sia in Italia sia nel resto d Europa, e non soltanto nelle città d arte. Russia e Cina ci hanno penalizzati, ma Giappone e Usa stanno andando molto bene, consentendoci un secondo trimestre in ripresa rispetto ai primi tre mesi più complessi». Più fiducioso sulla propensione allo shopping dei clienti domestici è Maurizio Corneliani, direttore marketing e finanza della Corneliani: «Nei primi sei mesi di quest anno i nostri ricavi sono aumentati del 2% e siamo positivamente sorpresi dal ritorno degli acquirenti nazionali anche in città medie non strettamente turistiche, come ad esempio Bari e Bologna. Mi sembra un ottimo segnale». Scarsa incidenza di shopping dei connazionali nel conto economico della Vicini, proprietaria del marchio Giuseppe Zanotti Design: «L export rappresenta ormai il 96% dei nostri ricavi - spiega Zanotti mentre ospita in showroom Mario Balotelli in versione papà affettuoso - e nei primi sei mesi dell esercizio fiscale la crescita è del 20%. Nei nostri negozi domestici i clienti italiani non sono diminuiti, ma chi compra a mani basse sono i cinesi e, da un paio di mesi, i turisti statunitensi, in pieno boom». Per compensare il calo dei connazionali, Michele e Federico Giglio, top retailer di Palermo con negozi mono e plurimarca, hanno virato sul web: «Abbiamo lanciato l ecommerce nove anni fa e ora dalla Sicilia distribuiamo in 120 Paesi: è un lavoro diverso, ma ci dà tantissime soddisfazioni». Tutti d accordo, invece, sullo scarsissimo impatto di Expo sulle vendite: «I visitatori - conclude Armani - vanno a Rho in pullman, stanno là fino alla chiusura e poi crollano stremati: non hanno voglia di fare shopping in centro».

17 I FONDAMENTALI D IMPRESA Servizio Clienti Tel. 02 (06) /3811/6372/6379 PERCORSO FULL TIME L economia e la finanza spiegata dagli esperti e dai giornalisti del Sole 24 ORE Domenica 21 Giugno 2015 IL GIORNALE DEI PROFESSIONISTI DOMANI SUL SOLE 24 ORE DIRITTO E SENTENZE Sui bonifici in ritardo deve pagare la banca EDILIZIA E AMBIENTE Condizionatori liberi fino a quota 12 Kw #11 c Il meglio dei quesiti dell Esperto risponde 22 giugno 2015 Riservato ai lettori dell Esperto risponde e agli abbonati del Sole 24 Ore condominio le regole delle assemblee L Esperto risponde MILANO E ROMA DAL 28 SETTEMBRE AL 9 OTTOBRE 2015 DAL 2 AL 13 NOVEMBRE settimane (10 giornate consecutive) Il Sole 24 ORE Business School ed Eventi Milano - via Monte Rosa, 91 Roma - piazza dell Indipendenza, 23 b/c L ESPERTO RISPONDE In regalo l ebook sul condominio 24NormeTributi Jobs act. Dal 2016 stop al contratto a progetto - Nel 2015 spazio all assunzione a tutele crescenti con gli sconti sui contributi Co.co.pro al conto alla rovescia Dopo il 1 gennaio possibile stabilizzazione con estinzione delle vecchie irregolarità Franco Toffoletto pdalla prossima settimana, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale deld ecreto legislativo sui contratti, sparirà il lavoro a progetto. Ci sarà, però, una grande confusione, non solo perché ormai si credeva, erroneamente, che il contratto a progetto fosse una soluzione (e non la era!), ma perché le nuove norme, comunque, lasciano molti spazi di incertezza. Il primo elemento da sottolineare sta nei diversi termini di efficacia della norma. Il giorno successivo all entrata in vigore (qualche giorno della settimana prossima), le norme che disciplinano il contratto a progetto verranno immediatamente abrogate. Lo dice espressamente l articolo 52 che, però, precisa anche che tali norme «continuano ad applicarsi esclusivamente per la regolamentazione dei contratti già in atto alla data di entrata in vigore». Poiché il contratto a progetto è necessariamente a termine, quelli in essere proseguiranno fino Le novità alla loro naturale scadenza. L articolo 2 introduce una rilevantissima novità: «A far data dal 1 gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro». Quindi, il primo problema che si pone è cosa succeda per i contratti a progetto che abbiano una scadenza successiva al 1 gennaio Credo che debbano essere interrotti prima del 31 dicembre per non subire la conseguenza prevista dall articolo 2 (applicazione delle norme sul lavoro subordinato). In altri termini, dopo il 31 dicembre, tale norma supera la disposizione transitoria. E delle due l una. O si mantiene il contratto a progetto esistente e, dopo il 1 gennaio 2016, si procede con la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato (dal quale non si potrà recedere per 12 mesi, se non per giusta causa o giustificato motivo soggettivo) che, se sottoscritto in sede protetta (articolo 2113 del codice civile) o di certificazione, «comporta l estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all'erronea qualificazione del rapporto di lavoro, fatti salvi gli illeciti accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente alla assunzione» (assunzioni, per intenderci, senza lo sconto contributivo), oppure si procede prima del 31 dicembre alla risoluzione consensuale del contratto a progetto ed all'assunzione del lavoratore, godendo dello sconto contributivo triennale, ma senza l effetto sanatorio di cui sopra. Ma il lavoro autonomo esiste ancora? Certamente sì. Infatti non sono state abrogate le norme del codice civile, nè è stata «abrogata» la collaborazione continuativa e coordinata, perché non esiste (non è un tipo contrattuale). È soltanto una modalità di atteggiarsi Il convegno dei giuslavoristi. Meno contenzioso a vantaggio dell assistenza per contrattazione e conciliazione Cambia il mercato dei servizi ADDIO AI CO.CO.PRO Stop alle collaborazioni Dall entrata in vigore del decreto sui contratti non sarà più possibile stipulare accordi di collaborazione a progetto. Quelli già in essere potranno arrivare alla scadenza. In futuro le collaborazioni saranno ammesse a patto che non siano svolte da una singola persona, non siano continuative e che le modalità di esecuzione non siano organizzate dal committente LA CONVERSIONE I requisiti per le collaborazioni D ora in poi, quindi, potranno essere ammesse solo le collaborazioni che prevedono prestazioni coordinate e continuative ma senza obblighi di presenza, orario, luogo e svolgimento. In caso contrario dal 2016 saranno convertite in contratti subordinati. Per il settore pubblico i tre criteri che determinano la conversione della collaborazione in contratto subordinato non verranno applicati per tutto il 2016 di un contratto di lavoro autonomo il cui oggetto non è la realizzazione di un opera, ma l erogazione di un servizio (articolo 2222 del codice civile) mediante una prestazione continuativa (e non periodica) e «coordinata». Ed è questo, alla fine, l elemento distintivo. Il decreto del Jobs act, opportunamente, sottolinea che queste sono caratteristiche della prestazione e non del contratto e che le modalità di esecuzione debbano essere organizzate dal committente «...anche con riferimento ai tempi ed al luogo di lavoro» (peccato quell «anche»...). In sostanza, il legislatore dice: se è l azienda che fissa i tempi e il luogo di lavoro è un rapporto che merita la protezione del lavoro subordinato. Ma potranno stipularsi, più liberamente di prima (è stato abrogato l articolo 69 bis introdotto dalla riforma Fornero), reali contratti di lavoro autonomo (con Iva), o anche con oggetto una prestazione «continuativa e coordinata» (senza Iva), senza la necessità di indicare un progetto nè un termine (quindi anche a tempo indeterminato). Il lavoratore autonomo non dovrà avere obblighi (anche impliciti) di presenza, di orario, o di luogo di svolgimento della prestazione. Altrimenti, non subito, ma dal prossimo anno, gli si applicherà l intera disciplina del lavoro subordinato (forse pur rimanendo un contratto di lavoro autonomo). Questa «sanzione» non si applicherà mai per alcuni particolari rapporti, tassativamente indicati (professionisti, amministratori ecc.). Non sono più contemplati i «pensionati». Anche i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro non saranno più possibili. Restano però in vigore quelli già stipulati, fino alla loro cessazione e quelli a tempo indeterminato, fino all esercizio del recesso da parte di una delle parti in qualunque momento futuro, anche tra vent anni. LE ECCEZIONI Salvi i professionisti Il rispetto dei requisiti di esclusività personale, continuità ed eterorganizzazione non è richiesto per i professionisti iscritti agli Albi; per le collaborazioni in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche; per quelle dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni Matteo Prioschi pcambiano le caratteristiche del lavoro, cambiano le norme che lo regolano, cambia di conseguenza la professione dei giuslavoristi. Nel corso della seconda e ultima giornata di lavori del convegno nazionale Agi che si è svolto a Milano, gli avvocati del lavoro si sono confrontati con l evoluzione del contesto in cui operano. Nel corso della prima tavola rotonda della mattinata, Serafino Negrelli, ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro all università Milano-Bicocca ha evidenziato i tre fattori sociali che stanno modificando la natura del lavoro: globalizzazione dei mercati; innovazione tecnologica, di prodotti, di organizzazione con conseguente ristrutturazione delle imprese; sviluppo del capitale umano, che significa aumento di lavoratori con almeno una laurea. Un evoluzione che determina al contempo la nascita di nuove attività, spesso difficilmente inquadrabili nel contesto preesistente. Mauro Pisu, senior economist dell Ocse, nel sottolineare la necessità di regolare le nuove forme di lavoro ha citato per esempio Uber. Per le figure innovative del lavoro autonomo si devono anche individuare sistemi previdenziali adeguati e un accesso al credito simile alle Pmi. Da qui la necessità di intervenire sulla normativa, operazione spesso non facile perché, ha affermato Giuseppe Casale, direttore del centro internazionale di formazione dell Organizzazione internazionale del lavoro, sono cambiati i paradigmi. Così può succedere che l adeguamento delle regole sui controlli a distanza, previsto nel Jobs act, susciti forti polemiche. A questo proposito, il capo dell ufficio legislativo del ministero del Lavoro, Stefano Visonà, ha evidenziato che l intervento mira a risolvere problemi di carattere pratico, fa un chiaro riferimento al codice della privacy e stabilisce che i dati non possono essere utilizzati senza un adeguata informativa al dipendente, cosa che prima non era prevista. «È una disposizione - ha dichiarato - che segna un passo avanti nella tutela dei lavoratori: la maggior chiarezza non può che portare beneficio perché un conto è essere controllato occultamente, altro è esserne informato». Oltre che sulla vita dei lavoratori, l evoluzione impatta sull attività dei giuslavoristi, che si sono interrogati sugli effetti dell introduzione della compensazione economica al posto della reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Dal confronto con i colleghi di altri Paesi - in particolare quelli dove la compensazione economica è molto più diffusa - è emerso che ci saranno comunque spazi di attività, anche se diversi rispetto a quelli attuali. «Non possiamo ignorare - ha osservato Aldo Bottini, presidente Agi - che siamo di fronte alla tendenza, presente in vari ordinamenti, di ridurre il contenzioso. Dobbiamo reagire reinventando il nostro ruolo, trovare nuovi spazi in cui possiamo essere utili, per esempio nell assistenza nella contrattazione collettiva decentrata e aziendale, nella conciliazione e nella cosulenza stragiudiziale». Crisi d impresa Insolvenza di gruppo sul tavolo del governo pin arrivo nuove norme sulla risoluzione delle crisi d impresa: continua, infatti, il lavoro della commissione di esperti costituita al ministero della Giustizia. Compito della commissione è quello di elaborare proposte per di interventi di riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali. Alla commissione di esperti spetta anche il compito di armonizzare la disciplina italiana con le norme del Parlamento europeo e del Consiglio che modificano il regolamento del Consiglio (CE) n del 2000 relativo alle procedure di insolvenza transfrontaliere. Le novità più importanti sul lavoro della commissione sono state presentate nei giorni scorsi a Napoli durante la 15esima Conferenza annuale dell International insolvency institute. «Tradizionalmente - ha spiegato Vito Cozzoli, capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico - la misura adottata in casi di insolvenza era quella della liquidazione. Negli ultimi anni, però, è emerso un approccio diverso, finalizzato a dare una seconda possibilità alle aziende in difficoltà in modo da salvaguardare i tantissimi interessi che ci sono in gioco, quelli dell imprenditore ma anche quelli dei lavoratori, dei creditori, delle aziende dell indotto». Sul tavolo di discussione c è la possibilità di introdurre una specifica disciplina nazionale dell insolvenza di gruppo. Le nuove norme europee mirano a rendere più efficaci le procedure d insolvenza transfrontaliere al fine di assicurare il buon funzionamento del mercato interno e la sua capacità di affrontare le conseguenze di prolungati tempi di crisi economica. «L obiettivo principale - ha spiegato Cozzoli - è quello di adeguare la legislazione nazionale alle nuove norme europee per rafforzare al massimo questo approccio». DIRITTO E IMPRESA Osservatorio Fondazione Bruno Visentini - Ceradi A cura di Valeria Panzironi Danni da illeciti concorrenziali: la Ue è fuori rotta di Valeria Falce Anche l Italia si appresta a raccogliere la sfida del recepimento della direttiva sul private enforcement (2014/104/ Ue). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare a una disciplina di armonizzazione tesa a rafforzare l effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è tracciata dal legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. Tuttavia, queste buone intenzioni sono state trasfuse in previsioni che, complessivamente, schiudono un concreto rischio di over detterence. La direttiva, ad esempio, riconosce la vincolatività delle decisioni antitrust (solo per quelle di condanna) per il giudice civile che dunque può dare per provati i fatti e il disvalore del comportamento censurato; introduce un poderoso sistema di presunzioni, che rischia di creare un automatico collegamento tra la decisione assunta dall autorità di concorrenza, l esistenza di un danno e il suo trasferimento a valle; ancora, alleggerisce gli oneri di allegazione che incombono sulla parte che deve dimostrare di aver subito un pregiudizio risarcibile; introduce lo strumento della discovery che allarga le chance di divulgazione delle prove; infine, incentiva il ricorso alla via liquidativa per la quantificazione del danno, con possibili implicazioni opportunistiche. Insomma, il lodevole sforzo compiuto in sede Ue sembra essere andato oltre il segno, rovesciando la situazione di sbilanciamento che si proponeva di risolvere. Di più. La direttiva sconta un altro limite: mentre alcune delle misure e procedure delineate sono difficilmente riconciliabili con regole nazionali, altre sono rimesse alle stesse legislazioni per le concrete modalità e gradazione di attuazione. Pur nel vigore di principi di efficacia ed equivalenza, non è scontato dunque il superamento della frammentazione dei sistemi nazionali in sede di recepimento, con conseguenti rischi di arbitraggio e forum shopping, che potrebbero indurre ad avviare un azione sulla base delle tutele e garanzie accordate. Se poi i responsabili dell infrazione risiedono in Stati diversi e nelle diverse giurisdizioni si applicano regole diverse, non si può escludere che gli esiti delle azioni intraprese e i danni liquidati possano variare anche in maniera significativa, così pregiudicando gli obiettivi della direttiva e più ampiamente il corretto funzionamento del mercato. La domanda che ci si pone è: se è vero che la direttiva è il miglior risultato che si poteva raggiungere e se è altrettanto vero che il risultato finale è sotto vari aspetti insoddisfacente, non vale forse la pena continuare a investire nel più condiviso sistema di public enforcement, dotando le autorità di concorrenza di maggiori risorse e di poteri sanzionatori più incisivi, così da rendere residuali i casi di private enforcement? Quale che sia la risposta, nella fase di recepimento un ruolo chiave verrà svolto proprio dalle autorità di concorrenza, che saranno chiamate a esprimersi sulle prove da ammettere nel giudizio civile, sulla loro rilevanza e sul bilanciamento tra i configgenti interessi in gioco. Alle autorità di concorrenza in generale e all Antitrust in particolare spetterà una preziosa e insostituibile funzione: di filtro e cerniera tra principi generali e fattispecie concrete, allo scopo di contribuire a salvaguardare i principi di proporzionalità e bilanciamento all insegna di una effettiva tutela giurisdizionale dei diritti soggettivi riconosciuti dall Unione. MERCOLEDÌ COME DIFENDERSI DAI CONTROLLI Il Focus del Sole 24 Ore di mercoledì 24 giugno è dedicato a verifiche e accertamenti del fisco. Su carta per chi acquista in edicola e in digitale per gli abbonati. Fisco e contribuenti. Entro il 30 giugno ravvedimento «breve» per i tributi 2015 e a un anno per quelli del Come correggere i micro-errori Imu e Tasi con doppio «perdono» Luca De Stefani ptripla scadenza il 30 giugno per Imu e Tasi. L ultimo giorno del mese è, infatti, la data ultima per fruire del ravvedimento breve per i tributi locali 2015 (con la sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo nel pagamento) e per la dichiarazione Tasi e Imu. Inoltre entro il 30 può essere ancora sanato con il ravvedimento operoso l omesso o insufficiente versamento dell Imu o della Tasi per il 2014, in acconto o in saldo, scaduto lo scorso anno. Il ravvedimento lungo per l Imu e la Tasi, infatti, scade con il «termine per la presentazione della dichiarazione relativa all anno nel corso del quale è stata commessa la violazione» e non «entro un anno dall omissione» del pagamento (ad esempio, entro il 16 giugno 2015 per l acconto Imu 2014). Il chiarimento è arrivato dall agenzia delle Entrate con la circolare n. 23/E/2015, che ha modificato la tesi contenuta nella nota Ifel (Fondazione Anci) del 19 gennaio 2015, secondo la quale i termini delle varie percentuali dei ravvedimenti operosi dovevano decorrere dal momento della scadenza di pagamento del tributo, in acconto o in saldo.tripla scadenza il La norma prevede che il ravvedimento lungo, dove la sanzione ordinaria del 30% viene ridotta al 3,75%, possa essere effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, solo se è prevista la dichiarazione periodica, altrimenti entro un anno dall omissione o dall errore. Per l Ifel le dichiarazioni Imu e Tasi non sarebbero periodiche, perché non vanno ripresentate se non cambiano gli elementi che incidono sull ammontare dell imposta; quindi il ravvedimento lungo scadrebbe entro un anno dal mancato pagamento. Questa tesi, però, è stata superata dalle Entrate, che hanno previsto che sia l acconto che il saldo possano essere sanati entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all anno nel corso del quale è stata commessa la violazione. Passando ai versamenti in scadenza il 16 giugno scorso un altro tema rilevante riguarda il caso in cui nelle sezioni Erario, Regioni o Imu e altri tributi locali di un modello F24, già presentato, siano stati indicato un codice tributo o un periodo di riferimento errati. Si è in presenza di una violazione meramente formale non soggetta a sanzioni. È possibile, quindi, correggere l errore presentando un istanza di rettifica del modello redatta in carta libera, corredata della copia del modello F24 errato e contenente gli elementi necessari per consentire la correzione dell errore. Queste regole valgono anche se vengono effettuati errori nella compilazione dei righi del modello F24 per pagare i tributi locali, come l Imu e la Tasi. Possono essere corretti con l istanza di rettifica il codice tributo, il codice catastale del Comune ove è situato l immobile, l anno di riferimento, il numero degli immobili o il riferimento al saldo o all acconto. In tutti questi casi, però, siccome l Imu e la Tasi sono tributi comunali, la correzione dei codici tributo va richiesta al Comune interessato alla modifica. Anche se è stata errata la ripartizione dell Imu tra la quota di tributo spettante allo Stato e quella del Comune (fabbricati D), l istanza va presentata solo al Comune e spetta all ente locale e allo Stato il compito di effettuare le relative regolazioni. Se l errore riguarda il codice catastale del Comune ove è situato l immobile, per rimediare è necessario presentare la comunicazione a entrambi i Comuni interessati. Considerando che la circolare n. 5/E/2002 prevedeva di informare l Agenzia anche per le correzioni della sezione Imu e altri tributi locali degli F24, si consiglia di inviare l istanza, spedita al Comune, anche all Agenzia per conoscenza.

18 18 Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 LETTERA AL RISPARMIATORE CREDITO IN BORSA GESTIONE DI PORTAFOGLIO BTp Il gruppo ha ridotto l esposizione sull Italia ANALISI TECNICA 6,5 euro Il supporto definito dai «graficisti» Credem, più internet e risparmio gestito per spingere la crescita Altri 30 milioni d investimenti nello sviluppo del canale web Con i tassi bassi essenziale puntare su gestione e consulenza di Vittorio Carlini Proseguire con gli investimenti, in particolare per sviluppare il canale di vendita di Internet (anche mobile). E, poi, spingere sul fronte dei ricavi legati a consulenza e risparmio gestito. Sono tra i focus del Gruppo bancario credito emiliano. Quel Credem che di recente ha pubblicato i dati sul primo trimestre I numeri indicano il margine d intermediazione (+23,2%) e la redditività (utile netto a 84 milioni) in rialzo rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. Al di là dei singoli numeri, però, il risparmiatore è interessato a comprendere concretamente la dinamica del business. Un obiettivo che può raggiungersi analizzando più a fondo le voci del conto economico. Ebbene, nel 2014, il margine finanziario era salito del 5,3% sull anno precedente. Nei primi tre mesi dell esercizio in corso, invece, la voce contabile è calata (-14,2%) rispetto al marzo E questo nonostante gli impieghi alla clientela siano saliti, anno su anno, del 6,8%. A fronte di ciò il risparmiatore esprime il timore che il trend indicato possa costituire l indizio di qualche problema più strutturale. Gli esperti smorzano i timori, sottolineando che il tema è articolato. In generale i tassi di mercato sono bassi. Quindi, è l indicazione, operare con efficacia sul margine d interesse è difficile. Certo: l istituto di credito punta ad aumentare i volumi dei prestiti. Questa strategia però, nel primo trimestre dell anno, ha compensato solo in parte gli effetti della selezione di clientela voluta dalla banca stessa. Credem, infatti, è focalizzata su imprese ad alto merito di credito. Il che, da una parte, riduce il rischio sui prestiti. Ma, dall altra, limita gli spazi di manovra. I soggetti con elevato standing, infatti, sfruttano con più forza la leva contrattuale. E non solo: il rendimento dei loro eventuali debiti è inferiore a quello di altri prestiti concessi a società con rating inferiore. A queste considerazioni, poi, deve aggiungersi un altro elemento: l operatività sui titoli di Stato. Credem, che storicamente vanta un approccio prudente al trading, proprio in gennaio ha realizzato la plusvalenza potenziale legata al rally dei bond governativi italiani. Così, da una lato, è cresciuta la voce contabile del trading; ma, dall altro, è venuta meno la «fonte» (i titoli di Stato italiani) degli interessi attivi che «rimpinguavano» il margine finanziario. A fronte di questo cocktail di cause si comprende la discesa della voce contabile in oggetto. La quale secondo il Credem, seppure stimata in rialzo, è prevedibile rimanga strutturalmente debole per l intero Fin qui alcune considerazioni sul primo elemento costitutivo dei ricavi. Il fatturato complessivo (margine d intermediazione), come detto, è però salito. Quali allora le attività che hanno più che controbilanciato la discesa del margine d interesse? In primis, oltre all incremento nel settore assicurativo, è il business del risparmio gestito. Le commissioni nette, che possono considerarsi una cartina tornasole di STRATEGIE E BUSINESS Nel primo trimestre 2015 conti in rialzo L istituto è focalizzato sui clienti italiani: con il Pil debole può essere un limite La società, vista la sua limitata market share, indica che c è spazio per crescere questo segmento, sono cresciute nei primi mesi del 2015 del 12,2%. Un incremento, a ben vedere, che non stupisce. Analizzando i conti dal 2009 ad oggi, infatti, salta fuori che il risparmio gestito è sempre stato un focus di Credem. Nel 2010, ad esempio, l incidenza delle commissioni sul margine d intermediazione era oltre il 23%. Negli esercizi successivi è un po scesa ma proprio lo scorso anno si è assestata al 23,8%. Un ulteriore rialzo che, per l appunto, testimonia l accelerazione voluta su questa attività. Già, l accelerazione. Ma quali le strategie per concretizzarla? Le strade sono diverse. Tra queste un «fil rouge» è quello della consulenza. Così, nel mondo retail, Credem (come tante altre banche) ha industrializzato la profilazione del cliente. Dati, quali ad esempio, l età, il reddito, l essere dipendente (o avere la partita Iva) sono informatizzati. In questo modo, facendo leva per l appunto sulla consulenza, il titolare di un semplice conto deposito può essere indirizzato verso un prodotto di risparmio gestito. E riguardo alle imprese? Qui capita spesso che la banca abbia, ad esempio, in gestione la tesoreria di un azienda. Di nuovo, attraverso la consulenza, può essere proposto, ovviamente se utile, un leasing oppure un factoring. O, altrimenti, l apertura di conti correnti per gli impiegati. Con il che si acquisiscono altre commissioni. Simili meccanismi, ovviamente, richiedono efficienti piattaforme tecnologiche (anche per gestire il rischio). Ebbene proprio sull innovazione hi-tech il Credem ha avviato, da metà 2013 a metà 2016, degli investimenti. Circa 100 milioni complessivi (ancora 30 gli ultimi da impiegare) focalizzati, in particolare, sullo sviluppo del canale di vendita di Internet, sia fisso che mobile. L istituto, va detto, sconta qualche ritardo sulla propria tabella di marcia (ad esempio, rispetto ad alcuni acquisti di prodotti finanziari direttamente dal web). Con l impegno previsto il gap, entro il 2015,sarà chiuso e la banca (che punta a posizionarsi tra le best practise) potrà sfruttare meglio l internet banking. Anche per allargare la platea dei clienti. Allo stato attuale la società ne ha circa 1,065 milioni. L obiettivo, nell esercizio in corso, è di averne circa di nuovi. Il che significa, a fronte di un tasso di abbandono (indotto dalla stessa banca o per scelta del cliente) di circa il 3-4%, un numero di clienti netti intorno a Se questi i numeri quali però i soggetti cui Credem guarda con maggiore attenzione? Al di là della necessità di non lasciarsi scappare ogni potenziale correntista, la banca nel mondo retail ha nel radar, da una parte, i clienti affluent (fino a euro di patrimonio); e, dall altra, il private banking. Nel settore delle imprese, invece, il target sono le Pmi con un fatturato non superiore in media ai 300 milioni. Fin qui alcune indicazioni sulle strategie di Credem per spingere i ricavi. Il risparmiatore tuttavia volge lo sguardo anche ad altre voci di bilancio. Una di queste, soprattutto nelle banche, sono i costi operativi. Ebbene, quelli di Credem sono, nell ultimo esercizio, cresciuti (+6,8%). Un trend al rialzo replicato nel primo trimestre del 2015 (+5,3%). A fronte del suddetto scenario il risparmiatore storce il naso. Certo: il cost/income è calato, passando dal 58,1 del marzo 2014 all attuale 49,7. Tuttavia, il rapporto tra costi e margine d intermediazione resta elevato rispetto al sistema. Il che, vista la continua debolezza della congiuntura in Italia, può rivelarsi nel medio periodo di difficile gestione. Credem rigetta la considerazione, argomentando la sua posizione su di un duplice livello. In primis, la banca rivendica la validità della strategia di spesa finalizzata alla crescita. Gli investimenti, soprattutto in tecnologie ma anche in assunzioni di personale qualificato, sono essenziali per cogliere le opportunità di sviluppo (come peraltro mostra il miglioramento del conto economico). Ciò detto, Credem sottolinea un altro aspetto. Il cost/income è un rapporto dove, al numeratore, sono previsti gli oneri operativi. Ebbene, questi sono calcolati senza tenere conto del costo del rischio di credito (rettifiche sulla media degli impieghi). Il che, indica la società, è un errore. Considerando, invece, anche questa variabile il valore del cost/income rettificato è in linea a quello del sistema bancario italiano. Quindi, è la conclusione della banca, la crescita degli oneri operativi non è un problema. La volontà, insomma, è di investire per crescere. Un obiettivo che, peraltro, Credem vuole perseguire per linee interne. Cioè, non c è l intenzione di partecipare al futuro risiko conseguente alla riforma degli istituti popolari. Anzi, proprio la fase di aggregazione potrebbe costituire un momento favorevole per allargare la base di clienti. Quei clienti, però, che si trovano tutti in Italia. Al che può obiettarsi: il Belpaese, anche a fronte dei venti di tempesta in arrivo dalla Grecia, rimane caratterizzato da una congiuntura molto debole. L offerta di servizi, consulenza e impieghi rischia quindi di scontrarsi con una domanda che, in realtà, non c è. La società non condivide l analisi. La banca ricorda, infatti, di avere solo circa l 1,4% degli impieghi in Italia. Quindi lo spazio per crescere c è. Tanto che, nel giro di 2-3 anni, non è azzardato ipotizzare una market share intorno al 2%. Certo, la sfida è riuscire a cogliere la domanda di credito e finanza. Ma qui, sottolinea Credem, il target per l attuale esercizio è, da una parte, circa 1 miliardo di impieghi; e, dall altra, l incremento della raccolta da clientela, al netto degli effetti di mercato, oltre 5 miliardi. I numeri del gruppo Credem I TRIMESTRI DI CREDEM A CONFRONTO dati in milioni I trim I trim EVOLUZIONE DEI COSTI OPERATIVI Dati in milioni Spese del personale Costi amministrativi PORTAFOGLIO TITOLI DI CREDEM il peso dei diversi titoli Gov. Italia Gov. estero/ Efsf/ Bei Altro Italia Altro estero Fonte: Società IL TITOLO DI CREDEM A PIAZZA AFFARI 18/6/ 14=100 Ftse Italia all share Credito Emiliano Margine di intermediazione 286,7 I trim 2014 Risultato operativo Utile ante imposte 353,1 110,8 168,1 93,4 127,3 57,0 II trim ,7 164, % 16% 10% 13% 18/06/ III trim , % 18% 11% 15% IV trim , Utile netto 84,0 I trim , I trim % 60% 10% 17% 18/06/2015 Domande & risposte equali le indicazioni dell analisi tecnica sul titolo? Il titolo del gruppo Credem sta attraversando una fase correttiva, dopo aver toccato un cosiddetto massimo relativo a 8,3 euro a metà aprile. Le quotazioni hanno provato a rimbalzare in area 7,3 euro, corrispondente a un precedente livello significativo. Tuttavia, alla fine hanno ceduto il passo spingendosi fino a 6,9 euro. In questa situazione si avrebbe un segnale positivo con la rottura della resistenza situata al livello di 7,3 euro. Vale a dire un area in prossimità della quale sono stati registrati, nel recente passato, dei massimi. Così, sopra l indicato valore di 7,3 euro si aprirebbero le porte per spingersi fino a 8 euro. E, inseguito, fino a 8,3 euro. Verso il basso, invece, la situazione diventerebbe più complicata da un punto di vista tecnico in seguito ad eventuali sviluppi sotto 6,5 euro. (di Andrea Gennai) ral 30 marzo 2015 i crediti problematici sono saliti a 1,36 miliardi. Una continua dinamica al rialzo che preoccupa il risparmiatore... Il Credem smorza le preoccupazioni. In primis viene ricordato che, in generale, quando la ripresa economica si consolida (il che non è ancora avvenuto in Italia) passano 6-12 mesi prima di vedere l inversione di tendenza nel trend dei prestiti problematici. Ciò detto, l istituto ricorda che la quota percentuale delle sue sofferenze lorde rispetto agli impieghi è di circa un terzo inferiore alla media del sistema bancario italiano. Inoltre, sottolinea sempre la società, il tasso di copertura dei crediti problematici è salito dal 40,7% del 31 dicembre 2014 all attuale 42,3%. Infine il Credem rileva che, alla fine dello scorso anno, l 84% dei suoi impieghi alle aziende è ricompreso nei quattro livelli più alti del sistema interno di valutazione del merito di credito.in conclusione, quindi,la situazione è ritenuta sotto controllo. tquale la composizione del portafoglio titoli del gruppo Credem? Al 30 marzo 2015 ciò che balza all occhio dalla composizione del portafoglio è la diminuzione, nell ottica di diversificare il rischio, dell esposizione ai titoli governativi italiani. Questa, infatti, è passata dal 56% di fine 2014 al 13% del primo trimestre dell anno. Il totale dell esposizione al Belpaese, invece, è diminuito dal 67% al 23% con l incremento del peso dei titolidei Paesi del Nord Europa. Va sottolineato peraltro che il Credem, dopo la risalita dei rendimenti in seguito all acuirsi della crisi in Grecia, non esclude di ritornare ad aumentare la propria quota in titoli di Stato di Paesi periferici. Sono disponibili sul sito la serie storica degli articoli e i link ai dati economici. Per le vostre domande inviare l all indirizzo:

19 SUMMER SCHOOL 2015 ART & MUSEUM MANAGEMENT Rome, July 20 th to 31 st 2015 Tel:+3906(02) SUMMER SCHOOL 2015 LUXURY GOODS MANAGEMENT Milan, July 20 th to 31 st 2015 Tel:+3902(06) Domenica 21 Giugno 2015 IL GIORNALE DELLA FINANZA PIAZZA AFFARI I NUMERI +19,4% 2,275% DELLA SETTIMANA Il rialzo dell indice Ftse Mib dall inizio del 2015 TITOLI DI STATO Il rendimento del BTp italiano con scadenza a 10 anni 24FinMerc Banche. In settimana il varo della piattaforma con Alvarez&Marsal sui ristrutturati approvata dai consigli nella primavera scorsa Kkr, pronto il veicolo con Intesa e UniCredit Si parte con 6-7 aziende, dotazione di un miliardo tra crediti esistenti e nuova finanza Marco Ferrando pnuove risorse e competenze specifiche per accelerare il turn-around di alcune aziende a metà del guado. Ha una doppia connotazione, finanziaria e industriale, il progetto condiviso da Kkr e Alvarez&Marsal con le prime due banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, che finalmente - secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore - vedrà la luce la prossima settimana con una dotazione iniziale di un miliardo, tra il valore dei crediti coinvolti e la nuova finanza a disposizione delle aziende. In Europa non ci sono precedenti, si tratta di una prima volta per tutti - le banche, le aziende, i regolatori - e anche così si spiega l anno e mezzo di gestazione che ha richiesto il progetto, di cui i dettagli si dovrebbero conoscere a metà settimana, probabilmente mercoledì. Il primo accordo tra i quattro partner risale all aprile 2014, mentre gli organi di Intesa Sanpaolo e UniCredit si sono espressi tra marzo e aprile scorsi, ma da allora si è ancora lavorato per definire sia la struttura dell operazione che l elenco delle aziende coinvolte. Quest ultimo, nei fatti, è destinato a rimanere fluido fino all ultimo: inizialmente i dossier avrebbero dovuto essere una dozzina, poi per alcuni di essi si sono trovate altre soluzioni e così, secondo quanto trapela, si partirà con 6-7 imprese. Quali? Tra i nomi in circolazione da mesi figurano sia Riello che Ferroli, anche se i progetti di riassetto in corso potrebbero rivelarsi incompatibili con il veicolo Kkr, poi Burgo, a sua volta al centro di un operazione che però potrebbero conciliarsi, quindi Orsero, Alfapark, Comital Saiag. Qualunque sia l elenco, sarà provvisorio; perché la piattaforma prevede che progressivamente possano essere aggiunti nuovi file. Nel dettaglio, saranno costituite due newco. Una Spa, partecipata all 80% da Kkr e al 20% LA STRUTTURA Prevista la nascita di due società, di cui una Spa partecipata all 80% da Kkr e al 20% da A&M che controllerà un Veicolo 130 da A&M, che a sua volta controllerà un Veicolo 130, al quale saranno conferite - in cambio di obbligazioni - le esposizioni di Intesa, UniCredit e di altre banche, nel caso in cui ci siano altri creditori e siano interessati a partecipare. Ceo del Veicolo 130 sarà Andrea Giovanelli, fino a ieri head of restructuring large files di UniCredit. Ad accomunare le aziende coinvolte, diverse per dimensioni e settore, il fatto di avere serie possibilità di rilancio ma i propri crediti in ristrutturazione, situazione di semi-paralisi che di norma impedisce l erogazione di nuove risorse secondo le vie tradizionali. Entrando nel progetto K-Equity, invece, oltre a veder compattato il fronte dei creditori gli imprenditori avranno accesso a competenze specifiche nel turnaround (messe a disposizione da A&M) e nuova liquidità, fornita da Kkr attraverso il Veicolo 130, che potrà - a fronte di nuovi piani industriali - dare nuovi crediti, garantire emissioni obbligazionarie, oppure partecipare anche ad aumenti di capitale. Con il doppio contributo, industriale e finanziario, si punta in sostanza a quel rilancio che un private equity, da solo, fatica a centrare. Secondo quanto si apprende, le banche almeno nella prima fase non avranno benefici contabili dallo scorporo dei crediti. In compenso, gli istituti contano di accelerare il ritorno delle posizioni tra quelle in I crediti delle banche italiane CREDITI CLIENTELA RETTIFICHE SUI CREDITI TOTALE In Bonis Fonte: Stime Prometeia, Banca d Italia rapporto stabilità finanziaria gennaio Dati dicembre Sofferenze Incagli Ristrutturati 20 Deteriorati totali 349 (17,7%) Riassetti. Mef e Fondazioni stanno studiando profili coerenti con la nuova mission - Giovedì il passo indietro del consiglio attuale e la convocazione delle assemblee Cdp, dopo Costamagna si lavora al nuovo board Celestina Dominelli Marco Ferrando prush finale sul riassetto di Cdp annunciato dall esecutivo. Designato il presidente, Claudio Costamagna, tra il governo e le Fondazioni si lavora al resto del nuovo board che dal mese di luglio guiderà la Cassa depositi e prestiti. Il ricambio di tutto l organo - visto che si va verso un passo indietro dell intero consiglio - sarà coerente con la scelta fatta per il presidente e l ad, Fabio Gallia: personalità di elevato standing come gli attuali consiglieri, ma con esperienze e professionalità che possano contribuire al rafforzamento del ruolo di Via Goito nel sostegno alla crescita, come ha indicato venerdì il premier. Più competenze tecniche, dunque, in particolare in quella finanza per le infrastrutture e le imprese che dovrebbe segnare la nuova fase della Cassa, senza comunque compromettere l aspetto della redditività. Criteri che varanno tanto per cominciare per i consiglieri di nomina ministeriale: l idea è quella di un ricambio profondo, rispetto ai nomi che siedono attualmente nel board di Cassa e che sono tutti dirigenti dell Economia. La road map Il prossimo snodo è rappresentato dal cda già in programma per giovedì prossimo. L obiettivo di Palazzo Chigi è arrivare a quella data avendo chiuso anche la partita economica che ruota attorno all attuale ad Giovanni Gorno Tempini. L accordo, che consentirà all ex banchiere d affari di uscire senza perdere il diritto all indennizzo e senza esporre la Cassa ai possibili rilievi della Corte dei conti, che ha acceso un faro sulla vicenda, sarebbe vicino LA PAROLA CHIAVE Npl 7È l acronimo di Non performing loans e indica i crediti deteriorati delle banche: quelli che difficilmente saranno rimborsati per intero dai debitori. Solitamente quando un credito non viene ripagato, dopo un certo lasso di tempo, viene catalogato come incaglio e successivamente come sofferenza: in entrambi i casi le banche devono accantonare in bilancio le somme necessarie per coprire le prevedibili perdite e la conclusione potrebbe arrivare già all inizio della prossima settimana e a quel punto l intesa, con molta probabilità potrebbe essere sottoposta, per l approvazione, al board di giovedì. Al quale, poi, spetterà avviare l iter per l avvicendamento. La prima tappa sarà necessariamente l assemblea straordinaria, chiamata a deliberare le modifiche statutarie relative alla governance - visto che l indicazione di Costamagna, che sarà un presidente forte nella futura Cdp, è stata concordata dai due soci - e quelle che consentiranno la nomina come I NOMI Certo l arrivo di Gallia, gli enti pronti a indicare Nuzzo (confermato), Carla Ferrari al posto di Giovannini, e un terzo della Fondazione BdS ad di Gallia su cui pende una citazione in giudizio della procura di Trani. Per render possibile la sua designazione, sarà infatti necessario modificare la clausola etica, prevista dalla direttiva Saccomanni del 2013 e recepita da Cdp nello Statuto (comma 4-bis dell articolo 15). La soluzione potrebbe essere quella già adottata dall Enel che, con l avallo del Mef, ne ha subordinato l applicazione all emissione di una sentenza di condanna. Poi toccherà all assemblea ordinaria procedere con l elezione del nuovo cda. Le Fondazioni All interno del nuovo board, gli enti dovrebbero poter contare su tre consiglieri come in quello attuale. Il nuovo presidente, pur frutto di una «designazione concordata», come dice il comunicato di Palazzo Chigi, per questa volta è stato indicato dal Mef, così agli enti dovrebbe spettare la nomina di un vicepresidente e di due consiglieri. Sui nomi si sta lavorando, ma già a Lucca nei giorni scorsi è emerso che per Mario Nuzzo, rappresentante delle Fondazioni più piccole, dovrebbe esserci la conferma; probabile l uscita di Marco Giovannini, indicato due anni fa dalla Fondazione Crt, al suo posto potrebbe entrare una donna - le altre due, in ossequio alla legge sulle quote rosa, saranno nominate dal socio di maggioranza-, designata dalla Compagnia di San Paolo: l ente ha individuato Carla Ferrari, attuale consigliere di gestione di Intesa Sanpaolo e in precedenza ceo di Equiter, la società del gruppo che investe in infrastrutture e progetti pubblico-privati per lo sviluppo del territorio (mission affine a quella della Cdp). Il terzo nome, con ogni probabilità, sarà a carico della Fondazione Banco di Sardegna, diventato secondo azionista della Cassa alle spalle del Mef dopo aver acquistato buona parte della quota dismessa negli anni scorsi dalla Fondazione Mps. Nel nuovo board, contrariamente a quanto fatto circolare ieri, non ci sarà invece il presidente uscente della Cassa, Franco Bassanini, che traslocherà a Palazzo Chigi come consigliere speciale del premier. L ex ministro lavorerà su dossier specifici, analisi, proposte che, di volta in volta, gli saranno affidati da Renzi. Tra questi non ci sarà il piano per l attuazione della banda larga, visto che Bassanini conserverà la presidenza di Metroweb. Il bilancio della Cdp In milioni di euro e var. % 2014/ /12/ /12/2014 DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI 0 Risultato di gestione Utile di esercizio ,5% -22,4% DATI PATRIMONIALI RICLASSIFICATI 0 Totale attività Scaduti Patrimonio netto ,4% +16,2% Mission. Tutti i dossier che dovranno essere presi in carico dal nuovo management Le sfide del vertice, da Stm a Saipem ptra le sfide con cui dovranno misurarsi i nuovi vertici di Cassa, ci sono anche le privatizzazioni e il ruolo ritagliato per il Fondo strategico italiano, il braccio operativo di Cdp guidato da Maurizio Tamagnini. Nel cronoprogramma inviato a Bruxelles nei mesi scorsi, tra le dismissioni programmate figurava infatti anche la cessione a Fsi della partecipazione detenuta dal Mef in STMicroelectronics, joint venture italo-francese attiva nel mercato dei microchip e già al centro di uno swap azionario nel 2010 con il Tesoro, al quale la partecipazione venne ceduta da Cdp insieme al 35% di Poste e al 17,36% di Enel, in cambio di un pacchetto di Eni. Su quella quota, già all epoca, si registrarono parecchie perplessità delle Fondazioni che ritenevano quel tipo d investimento non in linea con il profilo di rischio di Cdp. E ora il percorso tratteggiato dall esecutivo comporta un ritorno al passato su cui evidentemente i nuovi vertici dovranno fare un supplemento di riflessione considerando l andamento altalenante di quel business e i paletti statutari del Fondo che può, al pari di Cdp, investire solo in imprese in bonis. Aspetto, quest ultimo, su cui, va detto, non sono mancate le frizioni nei mesi scorsi tra l esecutivo e l attuale ad Gorno Tempini - che è presidente del Fondo -, come pure su alcune operazioni concluse da Fsi (da Cremonini a Rocco Forte Hotel) e giudicate non troppo strategiche dalle parti di Palazzo Chigi. Infine, c è il capitolo Saipem. Nei mesi scorsi anche Fsi aveva aperto un faro sui piani di deconsolidamento di Eni rispetto alla sua quota (42,9%). Poi le alterne vicende che hanno interessato la società hanno modificato le condizioni del dossier e dunque spetterà al nuovo vertice decidere se riprenderlo in mano. Perché è chiaro che anche questo sarà un test per capire se l esecutivo vuole imprimere una svolta anche nella gestione del Fondo. Ce. Do. Privatizzazioni. In assemblea la riforma della govermance Poste, cda verso l aumento da 5 a 7 consiglieri entro luglio Laura Serafini pil consiglio di amministrazione di Poste Italiane si prepara a salire da 5 a 7 consiglieri. È questo l orientamento che si profila nell ambito della riforma della governance cui la società sta lavorando ormai da qualche mese e che ha già avuto un primo esame da parte del board nei giorni scorsi. La riforma, che comprende anche aspetti cruciali per la privatizzazione come l introduzione di un tetto al possesso azionario, dovrà andare all approvazione di un assemblea straordinaria che è stata convocata dal ministero per l Economia, azionista con il 100% del capitale, per la seconda metà di luglio. Per il gruppo guidato da Francesco Caio si tratta di un passaggio importante e delicato. Il ministero per l Economia preme affinché si proceda all integrazione del cda rapidamente, forse subito dopo il passaggio in assemblea. Sulla stessa linea sarebbe la Banca d Italia, che dal mese di giugno ha assunto la vigilanza diretta sul gruppo dei recapiti in virtù della presenza nel gruppo del Bancoposta. Proprio l esistenza di questa realtà bancaria, via l istituto di via Nazionale ha chiesto che la capogruppo adeguasse la governance a quella di maggiori istituti di credito italiani. Il cda si deve dotare quindi di tre comitati endoconsiliari: un comitato rischi, un comitato remunerazioni e un comitato nomine. Le disposizioni di Bankitalia prevedono che i tre comitati non debbano avere gli stessi componenti e che almeno uno debba variare. Un esercizio complicato per Poste, visto che i componenti del board sono solo 5, di cui uno è l amministratore delegato. Da qui nasce l esigenza di un ampliamento del consiglio ancora prima che si arrivi alla quotazione in Borsa, passaggio quello che renderebbe inevitabile l apertura a nuovi consiglieri per consentire ai rappresentati dei fondi di investimento di entrare nel cda. La scelta dei nuovi componenti non sarà un esercizio semplice: è probabile che venga individuata un altra figura femminile, oltre al presidente Luisa Todini e al consigliere Elisabetta Fabbri (oltre a Caio, gli altri uomini sono Roberto Rao e Antonio Campo Dall'Orto) per rispetto delle quote rosa. L attenzione del Tesoro e di via Nazionale sul tema è alta: da una parte crea qualche preoccupazione il fatto che l innesto di due persone a digiuno sulle vicende dell azienda nel bel mezzo di processo di Ipo (a inizio luglio potrebbe già essere depositato in Consob il prospetto informativo) possa rischiare di rallentare i processi decisionali per dare loro il tempo di approfondire le varie tematiche. Dall altra si ritiene che la scelta di limitare l ampliamento a 7(rispetto a un ipotesi valutata in passato di 9 consiglieri) può ridurre questo problema, soprattutto se la scelta cadrà su profili tecnicamente e qualitativamente elevati. Secondo alcuni, il Mef potrebbe cercare contribuire a individuare persone fiducia per poter seguire da vicino le dinamiche decisionali che porteranno (o non porteranno) alla quotazione IL BOARD L innesto di due componenti sollecitato da Bankitalia per adeguare i comitati interni. Nello statuto arriverà anche il tetto al possesso azionario a piazza tra ottobre e novembre. È chiaro che la doppietta di nomi dovrà comunque emergere da un confronto con palazzo Chigi e con i vari equilibri politica nella maggioranza che appoggia l esecutivo. Tra gli altri punti che saranno oggetto di modifica dello statuto ci sono, poi, l introduzione con un tetto al possesso azionario che dovrebbe attestarsi al 5%, in linea con quanto è previsto per altre partecipate come Enel. E la modifica della clausola dei requisiti di onorabilità che preveda la decadenza dagli incarichi non più a seguito di un rinvio a giudizio ma dopo una condanna di primo grado. IPO Inwit, domani il debutto a Piazza Affari pinwit arriva in Borsa. Domani la società della torri controllata da Telecom Italia debutterà a Piazza Affari. Il prezzo della quotazione è di 3,65 euro per azione per una valutazione complessiva di 2,19 miliardi. Ciò significa che tratterà attorno a 16,2 volte l ebitda pro-forma del Il multiplo è più elevato rispetto a quello dei competitor ma la maggior valutazione si spiega così: ha la rete più estesa sul territorio italiano (il 27% del mercato), ha un debito limitato (120 milioni) e una reddittività elevata (l ebitda del 2014 è stato di 135 milioni rispetto a 314 milioni di ricavi). R.Fi.

20 20 Commenti e inchieste DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Napoletano VICEDIRETTORI: Edoardo De Biasi (VICARIO), Alberto Orioli, Salvatore Padula, Alessandro Plateroti, Fabrizio Forquet (redazione romana) SUPERDESK CARTA-DIGITAL: Caporedattori responsabili: Marina Macelloni e Guido Palmieri Ufficio centrale: Daniele Bellasio, Giuseppe Chiellino, Franca Deponti, Federico Momoli, Giorgio Santilli, Alfredo Sessa, Alberto Trevissoi (vice) Segretario di redazione: Marco Mariani INFORMAZIONE NORMATIVA E LUNEDI: Mauro Meazza SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA FINANZA: Christian Martino UFFICIO GRAFICO CENTRALE: Adriano Attus (creative director) e Francesco Narracci (art director) RESPONSABILI DI SETTORE: Luca Benecchi, Luca De Biase, Jean Marie Del Bo, Attilio Geroni, Laura La Posta, Armando Massarenti, Lello Naso, Francesca Padula, Christian Rocca, Fernanda Roggero, Stefano Salis, Giovanni Uggeri, Paolo Zucca SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte (coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 Ore S.p.A. PRESIDENTE: Benito Benedini AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu Un accordo di sistema che deve fare scuola IL CONTRATTO FRA SACE E BANK OF CHINA Le relazioni economiche tra Italia e Cina hanno raggiunto un tale livello da non poter più essere confinate nell ambito dei rapporti di business tra le comunità immigrate e la madrepatria. Specie quelle relazioni che implicano l utilizzo di mezzi finanziari adeguati, tant è vero che per la prima volta le autorità cinesi scendono in prima fila per cooperare con le istituzioni economiche italiane. Il seminario previsto da Ice e Sace tra qualche giorno a Roma è una pietra miliare che arriva proprio quando Sace ha appena siglato un contratto di collaborazione con Bank of China, uno dei quattro big del credito cinese. Scambio di informazioni e di sostegno finanziario in entrambe le direzioni: Cina-Italia e viceversa. Un accordo di sistema che potrebbe fare scuola. C è bisogno di riequilibrare le asimmetrie tra i due Paesi. Troppe volte i flussi finanziari hanno imboccato direzioni sbagliate, è ora che i canali di collaborazione siano quelli davvero utili per alimentare le aziende e le economie di entrambe le forze in campo. (Rita Fatiguso) Kkr e la soluzione in house sui crediti LE BANCHE E LA RIPRESA Mentre il governo si prepara - settimana prossima? - a varare le nuove misure per i crediti in sofferenza delle banche, Kkr con Intesa e UniCredit proprio in settimana lanceranno il veicolo congiunto chiamato a rilevare le posizioni di alcune aziende per accelerarne il rilancio. Non è una coincidenza: al di là di polemiche e demagogie, il motore inceppato del credito è uno dei freni più evidenti al consolidamento della ripresa e tutte le iniziative volte a sbloccarlo sono benvenute. In particolare quella che vede protagonisti gli americani di Kkr e Alvarez&Marsal insieme alle due prime banche italiane - primo esperimento del genere in Europa, per lo meno su larga scala - è specifica e punta a far uscire dal pantano aziende con possibilità di rilancio ma, appunto, bloccate dal corto circuito del credito. Trattandosi di una soluzione nuova a un problema vecchio, andrà monitorata con attenzione: sulla carta, se funziona, c è da guadagnarci per tutti. L investitore ripagato del rischio, la banca con il suo credito risanato, soprattutto l azienda, forte di risorse (e idee) nuove. Quelle tutele record pagate dalla collettività IL CONTRIBUTO PER IL TRASPORTO AEREO possibilità che nei prossimi anni il contributo di 3 euro che paghiamo con l acquisto di un biglietto aereo C è la possa anche aumentare. Quell addizionale comunale sui diritti d imbarco uguale per tutti - dalla classe business all ultimo low cost - serve infatti a finanziare il Fondo speciale trasporto aereo (Fsta), quello che paga gli ammortizzatori sociali per gli ex esuberi Alitalia o Meridiana, per capirci. Il rincaro potrebbe scattare se andasse in porto il piano di allungare di 24 mesi l indennità di mobilità (Naspi) per beneficiari che da lunghi anni già hanno beneficiato di cassa integrazione straordinaria e indennità di mobilità con la garanzia di un integrazione fino all 80% dell ultima busta paga (contributi figurativi inclusi). L allungamento della tutela è allo studio e una bozza di decreto interministeriale sarebbe già stata predisposta. Se l operazione andasse in porto non solo si garantirebbe un record di tutela a un gruppo di lavoratori particolare ma, anche, si garantirebbe che quella tutela continua a esser pagata (per il 96%) con una tassa di scopo e non con i soli contributi versati da aziende e lavoratori. La solidarietà dei fondi bilaterali resta una chimera per questo settore. Lettere Quest Europa dai molti documenti e dalle lacrime facili Mentre l Europa politica ed economica chiede ai paesi membri, specie a quelli in difficoltà, profonde riforme strutturali che toccano la vita dei cittadini, c è una Europa burocrate che rimane ancorata a meccanismi obsoleti e costosi, vive e lavora su due palazzi dai costi immorali, stipendiano parlamentari, funzionari e dipendenti di ogni genere con retribuzioni da boom economico in barba ai sacrifici chiesti ai cittadini europei. La lentezza, la macchinosità e l inneficacia con cui sta affrontando il tema dei migranti come non fosse un problema europeo, è evidente a tutti. Sul tema dello sviluppo e della crescita (piano Junker) siamo fermi: dopo aver chiesto i soldi agli stati membri, della quota dei miliardi privati e dei progetti operativi neanche l ombra. È una Europa dai molti documenti e dalle lacrime facili ma dei pochi fatti concreti, se non quando si tratta di infliggere sanzioni. Cieca sui problemi veri e reali, che riguardano milioni di suoi cittadini che si ritrovano a gestire un flusso umano migrante in fuga dai propri paese. È già stata cieca l Europa 70 anni fa I DIBATTITI SUI BLOG DEL SOLE 24 ORE quando ha fatto finta di non vedere i convogli di deportati Ebrei e oppositori dei regimi totalitari che percorrevano i suoi territori destinati a morte certa. Salvo poi prenderne coscienza in modo traumatico e viscerale di fronte ai cancelli aperti dei campi di concentramento e stermio. È la stessa umanità dolente, sofferente e impaurita. Sono le stesse minoranze devastate da guerre tribali, religiose ed etniche che oggi chiedono aiuto, ma soprattutto chiedono che l Europa non volti la testa e aspetti che il problema si risolva da solo, lasciando poi alla storia contare i morti. C è necessità di questa revisione di comportamento, c è necessità di questa presa di coscienza, di modernizzazione, di capacità di soluzione dei problemi. Infine, si deve bilanciare l apporto economico degli stati membri con il ritorno di benefici reali non solo di burocrazia, per non lasciare spazio a un sempre più ampio sentimento anti-europeo che non deve aver modo di trovare argomenti facili per attecchire. Lettera firmata La validità degli atti Con riferimento all articolo La validità degli atti resta nel mirino, pubblicato il 18 giugno sul Sole 24 Ore, desideriamo precisare che nella sentenza in questione non è vero che l atto impugnato è stato annullato in quanto sottoscritto da funzionario incaricato di funzioni dirigenziali decaduto per effetto della sentenza della Consulta. In realtà il capo area che ha sottoscritto l atto lo ha fatto per effetto della delega del Direttore provinciale, dirigente di ruolo, e non in virtù dell incarico dirigenziale. La Ctp di Palermo ha rilevato la nullità dell atto perché ha ritenuto non provata, in questo singolo giudizio, l efficacia della delega stessa e l appartenenza del sottoscrittore delegato alla carriera direttiva, cioè la carriera riservata ai funzionari e non ai dirigenti. Per questo motivo, nella sentenza citata nell articolo - contro cui comunque l Agenzia farà appello per contestare la motivazione e le conclusioni - non sono stati affatto affermati principi che possono costituire un precedente per altri contribuenti. Ufficio Stampa Agenzia delle Entrate L UDIENZA IN VATICANO /1. Il mondo del risparmio Francesco: «Stare alla larga dalla corruzione» I vertici Acri hanno illustrato al Pontefice un iniziativa per l infanzia svantaggiata di Carlo Marroni CALCIO&BUSINESS Marco Bellinazzo Fair play finanziario, la Uefa stanga la Dinamo Mosca Stangata da parte della Uefa per la Dinamo Mosca: fuori dalle competizioni europee per quattro anni u Continua da pagina 1 Ma a tutto il mondo del lavoro Bergoglio ricorda che nel quadro della giustizia - che non è però solo «osservanza delle leggi, va oltre» - bisogna prendersi «a cuore la sorte dei più poveri», quelli che pagano più di tutti il danno della corruzione. Un occasione anche per rimettere in primo piano il dramma dei giovani senza lavoro, che si sentono considerati inutili dalla società. Una «disfunzione che non si può attribuire soltanto a cause di livello globale o internazionale». La disoccupazione giovanile «è una vera e propria piaga sociale - ha detto il Papa, che su questo argomento torna ogni settimana - in quanto priva i giovani di un elemento essenziale per la loro realizzazione e il mondo economico dell apporto delle sue forze più fresche. Il mondo del lavoro dovrebbe essere in attesa di giovani preparati e desiderosi di impegnarsi e di emergere. Al contrario, il messaggio che in questi anni essi hanno spesso ricevuto è che di loro non c è bisogno». Molti del temi trattati ieri sono ormai parte integrante della pastorale del Papa argentino e ormai anche della Dottrina Sociale della Chiesa: «Il bene comune non puo essere raggiunto attraverso un mero incremento dei guadagni o della produzione ma ha come presupposto imprescindibile l attivo coinvolgimento di tutti i soggetti che compongono il corpo sociale». Insomma è l uomo al centro dello sviluppo e finché gli essere umani restano ai margini o passivi il bene comune non può essere considerato come pienamente conseguito. «Voi vi siete distinti - ha detto ai Cavalieri del Lavoro, una delle massime onorificenze italiane - perché avete osato e rischiato, avete investito idee, energie e capitali, facendoli fruttare, affidando compiti, chiedendo risultati e contribuendo a rendere altri più intraprendenti e collaborativi». E ha riconosciuto agli imprenditori insigniti del titolo di Cavalieri del Lavoro come il loro impegno abbia una «portata etica». Un opera, ha aggiunto, «che è più che mai preziosa in un 24ZAMPE Guido Minciotti Domenico Rosa Bracconaggio, un durocolpo al traffico mondiale L'Operazione Cobra III è stato il colpo più forte in assoluto assestato a livello globale a bracconieri e trafficanti tempo, quale è il nostro, che a seguito della crisi economico finanziaria ha conosciuto una pesante stagnazione e anche una vera recessione in un contesto sociale già segnato da disuguaglianze e dalla disoccupazione, in particolare quella giovanile». Ecco, per il Papa, la portata sociale del lavoro: la capacità di coinvolgere le persone e affidare responsabilità in modo da stimolare l intraprendenza, la creatività, l impegno. «Questo ha effetti positivi sulle nuove generazioni e fa si che una società ricominci a guardare avanti, offrendo prospettive e opportunità e quindi speranze per il futuro». Insomma, ha ribadito il Papa, «solo se radicata nella giustizia e nel rispetto della legge l economia concorre a un autentico sviluppo, che non emargini individui e popoli, si tenga lontano da corruzione e malaffare, e non trascuri di preservare l ambiente naturale». Non solo: «È giusto chi si prende a cuore la sorte dei meno avvantaggiati e dei più poveri, chi non si tanca di operare ed è pronto a inventare strade sempre nuove». Nel L udienza in Vaticano/2. I Cavalieri del Lavoro D Amato: «Noi paladini della buona impresa» di Nicoletta Picchio voluto questo incontro con il Papa per testimoniare che si può essere «Abbiamo buoni imprenditori nonostante i pregiudizi e le semplificazioni che talvolta identificano l impresa con l arricchimento illecito, lo sfruttamento e la speculazione». Antonio D Amato, presidente della Federazione dei Cavalieri del lavoro, davanti a Papa Francesco, ha tratteggiato i valori di quella «buona impresa» che punta al «bene comune» evocato da Jorge Mario Bergoglio, e che resta lontana dalla corruzione e dal malaffare, come sollecitato dal Papa. Messaggi in cui si sono trovati in sintonia il Santo Padre e i Cavalieri del lavoro, ricevuti in un udienza privata concessa dal Papa nella Sala Clementina del palazzo Apostolico Vaticano. «Siamo tra i più tenaci avversari della corruzione e della criminalità economica che devastano le regole del mercato, diffondono la concorrenza sleale a danno degli onesti e generano sfiducia e pessimismo fra i cittadini», ha detto D Amato, rappresentando il pensiero degli oltre 200 Cavalieri del lavoro presenti. «Saper L incontro. Un momento dell udienza in Vaticano INSIDER Carlo Festa ANSA Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore "Lettere al Sole-24 Ore" Via Monte Rosa, Milano includere per favore nome, indirizzo e qualifica La ricerca del nuovo Ad dell Istituto Centrale Bain, Advent e Clessidra incaricano Egon Zehnder di trovare il nuovo Ad dell'istituto Centrale: in uscita Capponcelli solco degli aiuti ai più deboli, una delegazione dell Acri, guidata dal presidente Giuseppe Guzzetti, ha presentato al Papa il progetto che le Fondazioni di origine bancaria intendono realizzare a favore dell infanzia svantaggiata. La condanna della corruzione pronunciata ieri è arrivata appena un giorno dopo l omelia della messa mattutina a Santa Marta, dove il Papa aveva detto che «la corruzione è la ruggine che ci corrode». Ma soprattutto è giunta all indomani delle notizie trapelate dall inchiesta della Procura di Trani che ha tirato in ballo (per una intercettazione del 2014) il cardinale Giuseppe Versaldi in merito alla complessa operazione di salvataggio dell ospedale dermatologico Idi, che si è conclusa lo scorso aprile. Bergoglio, appena avuta notizia delle vicenda venerdì sera scorso risulta che - pur avendo preso atto delle precisazioni - abbia dato incarico di approfondire tutta la materia, come ha fatto in altre occasione per vicende economiche o legate alla gestione di immobili. distinguere fra la buona e la cattiva impresa è essenziale così come saper distinguere tra bene e male, il giusto e l ingiusto». Se il Papa ha sottolineato che il bene comune non può essere raggiunto attraverso un «mero incremento dei guadagni o della produzione», D Amato ha ben scandito che «il profitto rappresenta non solo la misura del successo economico delle nostre imprese, ma anche lo strumento per poter promuovere progresso, innovazione e cultura». E ancora che l impegno dei Cavalieri del lavoro è di contribuire alla prosperità del paese, diffondere nel mondo l orgoglio del lavoro italiano, creare occupazione. Quell occupazione che sta a cuore al Santo Padre, che ha definito «piaga sociale» la mancanza di lavoro per i giovani. Le buone imprese «riducono le disuguaglianze e lottano contro la povertà». Il lavoro, ha detto D Amato, è il presupposto indispensabile per la dignità e la libertà della persona umana. «Per questo crediamo che tra i principi del Cristianesimo e quelli dell economia libera non ci siano contrapposizioni ma sostanziali consonanze». C è contrarietà nei confronti della speculazione finanziaria che «non produce nulla e crea bolle che quando scoppiano generano crisi e accentuano il divario tra ricchi e poveri». Per D Amato sviluppo economico ed equità sociale sono «indissolubilmente legati». E i Cavalieri del lavoro si sentono portatori di un modo di essere dell impresa responsabile, attenta alle ragioni dell equità, della solidarietà sociale e della sostenibilità ambientale. Infine D Amato ha espresso una profonda condivisione del messaggio centrale dell Enciclica Laudato sì, perchè viene riconosciuto all impresa un ruolo fondamentale non solo economico e occupazionale ma come modello di crescita sostenibile sul piano sociale e ambientale. Ed ha ringraziato il Papa per l Enciclica dedicata alla Cura della casa comune, «il primo e più profondo significato dell economia», e per gli inviti rivolti agli imprenditori perché non smarriscano il loro «ruolo profondo nel creare un mondo non solo più ricco di beni materiali ma anche più libero e giusto». L EDITORIALE Il Sole 24 Ore Domenica 21 Giugno N. 169 Se l opinione pubblica è più impaziente del premier di Luca Ricolfi u Continua da pagina 1 Ovviamente sapeva e sa perfettamente quanto politica ed affari siano intrecciate, e quanto qualsiasi partito di governo (Lega inclusa) sia ostaggio e complice di comitati di affari. Ovviamente sapeva e sa quanto il procacciamento di voti inquini l azione della Pubblica Amministrazione, e quanto poco il Pd possa chiamarsi fuori. Non occorreva certo aspettare il meritorio studio di Fabrizio Barca per scoprire che cosa sia diventato il maggiore partito della sinistra. Quei comportamenti si vedevano ad occhio nudo, ed erano stati denunciati più volte, anche da membri del Pd. Perché ha aspettato così tanto a muovere un dito? L unica risposta che mi so dare è che Renzi abbia sbagliato priorità. Fra la battaglia per moralizzare il Pd e la battaglia per normalizzare (o mettere a posto ) la Magistratura, restituendo alla politica la sua autonomia, forse Renzi ha ritenuto di dover privilegiare la seconda. Sapendo che gli inquisiti possono essere innocenti, e che persino un condannato, talora, è vittima di un errore giudiziario, ha preferito sfidare i giudici piuttosto che far fare un passo indietro al Pd. Senza rendersi conto che un premier che sceglie sottosegretari inquisiti e candida politici condannati non sfida solo la magistratura, ma sfida l opinione pubblica. Un opinione pubblica cui certo si può rimproverare lo scarso garantismo, l istinto giustizialista, il moralismo a senso unico, il deficit di cultura liberale, ma che non è saggio rieducare sfidando platealmente il senso comune. Se un personaggio pubblico è condannato o sotto processo le scelte sono solo due: o decidi di non candidarlo, oppure lo candidi e ti prendi la responsabilità di dire che i magistrati hanno preso un granchio, come ebbero il coraggio di fare i Radicali con il compianto Enzo Tortora nel Far finta di niente non è una scelta. Guardando alla traiettoria politica di Renzi, quel che mi colpisce di più è il contrasto fra astuzia e lungimiranza, fra capacità di comunicare e capacità di governare. Mi sembra un po come quando devi accendere un fuoco. Certo, ci sono dei mezzi con cui puoi fare immediatamente un grande falò, spettacolare e sfavillante. Basta mettere molta carta, molta paglia, molti truccioli, o ricorrere a quel liquido accendifuoco che si usa per preparare un barbecue con la carbonella. Di mezzi simili la politica è piena: conferenze stampa, trasmissioni tv, tweet, gesti simbolici, inaugurazioni, provvedimenti più o meno demagogici, promesse solenni, bei discorsi e parole alate. Poi però, dopo un po, il fuoco si smorza, e del tuo falò restano solo le ceneri. C è un altra strada, tuttavia, per fare un bel fuoco. Sotto, carta, rametti e bastoncini, poi rami via via più spessi, e infine grandi ceppi ben stagionati. All inizio il tuo fuoco non sembrerà un granché, ma dopo un po di tempo brucerà alla grande, e finirà per ardere tutta la sera. Ecco, la mia impressione è che Renzi, come la maggior parte dei politici che l hanno preceduto, sia più a suo agio con i truccioli che con i ceppi. È stato bravissimo a suscitare entusiasmo e speranze, ma si è trovato disarmato non appena la realtà gli ha presentato il conto. Sbarchi e corruzione non sono problemi che si possono maneggiare a forza di tweet e di slogan. E a maggior ragione non lo sono temi come l occupazione, le tasse, la burocrazia, gli sprechi, forse ancora più importanti per il futuro dell Italia. Per questo genere di cose, quel che serve non è l astuzia, l abilità nel mettere all angolo gli avversari, o la capacità di incantare l opinione pubblica. Quel che servirebbe, semmai, è uno sguardo un po più lungo: darsi, e pretendere, il tempo che è necessario, trasmettendo l idea che è per il futuro di tutti che si sta lavorando. Da questo punto di vista l impazienza renziana potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio. Avendo dato a credere che i grandi problemi dell Italia non siano mai stati risolti soprattutto per mancanza di volontà politica, Renzi ha alimentato la credenza che quei problemi si possano aggredire e risolvere rapidamente, solo che lo si voglia. Così l impazienza renziana ha contribuito ad allevare un opinione pubblica a sua volta impaziente, che ora comincia a passare all incasso. E potrebbe, alla fine, rivelarsi ancora più impaziente di lui. PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A. SEDE LEGALE - DIREZIONE E REDAZIONE: via Monte Rosa, Milano - Tel Fax AMMINISTRAZIONE: via Monte Rosa, Milano REDAZIONE DI ROMA: piazza dell Indipendenza 23b/c Tel Fax PUBBLICITÀ: Il Sole 24 ORE S.p.A. - SYSTEM DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE: via Monte Rosa, Milano Tel Fax Copyright Il Sole 24 ORE S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici o meccanici quali la fotoriproduzione e la registrazione. 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Oppure via fax al n. 02 o Il costo di una copia arretrata è pari al doppio del prezzo di copertina del giorno richiesto. Non verranno rimborsate le istanze relative ad edizioni più vecchie di 24 mesi dalla data odierna. STAMPATORI: Il Sole 24 ORE S.p.A., via Busto Arsizio 36, Milano e via Tiburtina Valeria, Km 68,700, Carsoli (AQ) - Etis 2000 S.p.A., 8ª strada, 29 zona industriale, (CT) - Stampa quotidiana S.r.l., via Galileo Galilei 280/A, località Fossatone, Medicina (BO) - Stampa quotidiana Srl - Zona industriale Predda Niedda, strada 47 n Sassari (SS) - B.E.A. Printing, Rue de Bosquet 16, Zona Ind Nivelles (Belgio). DISTRIBUZIONE ITALIA: m-dis Distribuzione Media S.p.A., via Cazzaniga Milano, Tel Certificato Ads n del Registrazione Tribunale di Milano n. 322 del La tiratura del Sole 24 Ore di oggi 21 Giugno 2015 è stata di copie

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