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1 NEWS GIURIDICHE PER I DISABILI IN PILLOLE (Per dettagli maggiori potete cliccare il sito dell Anmic/Sede di Milano da cui abbiamo estrapolato le seguenti): POSSIBILITÀ DI DETRARRE I COSTI DEL SERVOSCALA L onere sostenuto per l acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili, come il servoscala, rientra tra gli oneri detraibili ai fini Irpef di cui all art. 15 comma 1 lettera c) del DPR 917/86. Sì può beneficiare della detrazione per l intero onere sostenuto, entro il limite di 6197,48 euro (in tal senso circolare 55/E del 14 giugno 2001), solo se la spesa è qualificabile come sostenuta nell interesse di familiare affetto da patologie che danno diritto all esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. Possono essere altresì indicate quali oneri deducibili, ex articolo 10 lettera b), del citato decreto, le spese mediche generiche (ad esempio l acquisto di farmaci) Fonte: Il Sole 24ore SOSTA VIETATA ANCHE ALL INVALIDO All invalido non è consentito parcheggiare l automobile sulle strisce pedonali. Perché l intralcio e il pericolo alla circolazione restano. La Cassazione (sentenza n della seconda sezione civile, depositata il 5 dicembre scorso) ha così accolto il ricorso del comune di Terni contro la decisione con la quale il giudice di pace aveva escluso la punibilità dell illecito amministrativo commesso per necessità. L automobilista aveva parcheggiato la vettura in prossimità di una banca per un quarto d ora, giusto il tempo di firmare un atto senza fare file allo sportello proprio in ragione della invalidità. In realtà, spiega la Cassazione, la motivazione del giudice di pace è insufficiente quando si limita a sottolineare che <<le ragioni esposte dalla ricorrente sono da ritenersi attendibili e l illecito è stato commesso per necessità>>. O quando afferma che <<la sosta, effettuata per così breve tempo, non costituiva un illecito così grave per essere penalizzata con la sanzione comminata>>. L apparente buon senso del giudice di pace sembra invece ricordare la cassazione, non deve far perdere di vista il rigore delle procedure. Perché le omissione sull argomentazione hanno alleggerito troppo la sentenza di merito, al puinto da vanificare il contenuto.

2 I punti decisivi della controversi asono l avvenuto parcheggio in zona vietata e la ragione per invalidare la conseguente multa. Ebbene su questi punti la sentenza del giudice di pace è assolutamente carente che, anzi, ha ritenuto illegittimo l operato dell agente accertatore annullando il verbale redatto. Tutto ciò sulla base delle dichiarazioni della sfortunata automobilista che però non ha fornito né la prova della mancanza di altri spazi per parcheggiare né quella dell avvenuta operazione dello sportello. Limiti questi che hanno costretto la Cassazione ad accogliere il ricorso del Comune e a cassare il buon senso che il giudice di pace ha maldestramente utilizzato. Fonte: Il Sole 24ore PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA POPOLARE DISPOSIZIONI PER L'INCREMENTO DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI DEI SOGGETTI INVALIDI CIVILI TOTALI Clicca qui per scaricare il volantino (pdf) Con la presente proposta di legge intendiamo rendere esigibile su tutto il territorio nazionale il diritto alla dignitosa esistenza delle persone che si trovano in una condizione di invalidità civile. Ci proponiamo, a tal fine, di estendere senza limiti di età il diritto all'incremento della pensione da parte delle persone con invalidità civile, titolari di pensione di invalidità, che hanno i requisiti di reddito richiesti per accedere alle maggiorazioni sociali. Occorre a tal fine rimuovere ogni possibile discriminazione derivante dall'età della persona. Miriamo a raccogliere il consenso dei cittadini per realizzare, in sostanza, un obiettivo di giustizia sociale e di eguaglianza sostanziale. Ogni cittadino ha diritto al mantenimento in caso di perdita dei mezzi di sussistenza per cause indipendenti dalla sua volontà ; questo è il principio solennemente affermato dall art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell uomo che, recepito dagli Stati membri della Comunità Europea, ha contribuito a dare origine all affermazione dello stato sociale ed al concetto di sicurezza sociale da cui discende la categoria dell invalidità civile. La Costituzione della Repubblica, conformemente alla predetta disposizione, ha inteso tutelare la dignità umana, nello spirito di solidarietà di tutti i cittadini verso coloro che, per minorazioni congenite o acquisite, si trovino nella totale impossibilità di svolgere un proficuo lavoro che garantisca un dignitoso sostentamento. Tale spirito autentico trova espressione nelle seguenti previsioni: - art. 3 della Costituzione: tale norma esprime il fondamentale principio secondo cui è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitino l uguaglianza e la libertà dei cittadini, impedendo il pieno sviluppo della persona umana;

3 - art. 38 della Costituzione: alla stregua di tale norma l assistenza sociale, quale attività pubblica diretta a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limita di fatto l eguaglianza e la libertà dei cittadini, rappresenta l espressione necessaria della solidarietà di tutta la collettività organizzata. Nel sistema dei rapporti economici costituzionalmente garantiti, il primo comma dell'art. 38 pone, fra i compiti primari dello Stato, l esplicazione del principio della solidarietà, che deve informare la normativa della pubblica assistenza e beneficenza a favore di chi versa in condizioni di indigenza, per inabilità allo svolgimento di una attività remunerativa, prescindendosi da precorse qualità e situazioni personali e da servizi resi allo Stato. La tutela di tutti i cittadini - sia dei lavoratori, ma pure di quei cittadini che al lavoro sono inabili sprovvisti dei mezzi necessari per vivere è, pertanto, un fondamentale dovere per lo Stato ed al contempo un primario diritto del soggetto protetto. Al principio espresso nell art. 38 della Costituzione aderisce la funzione assegnata all istituto pensionistico/assistenziale; funzione che non può non individuarsi, per i soggetti disagiati, nel carattere alimentare delle prestazioni, in quanto destinate a fronteggiare primarie necessità degli assistiti. L erogazione pensionistica a favore dei soggetti invalidi inabili al lavoro risponde, quindi, ad un criterio di pubblico interesse, volto a garantire la corresponsione di un minimum vitale, la cui quantificazione é ovviamente riservata ad apprezzamenti del legislatore, il quale, come é noto, vi ha apportato progressivi adeguamenti. Al fine di assolvere la finalità alimentare dell istituto pensionistico, il legislatore, con la Legge 448/2002, art. 38 (Legge Finanziaria), ha statuito l incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati. In particolare, tale legge stabilisce che le maggiorazioni in oggetto spettino (art. 1), in presenza di determinati requisiti reddituali (art. 5), anche ai titolari di prestazioni assistenziali, tra cui gli invalidi civili inabili al lavoro. Per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale, i titolari di pensione devono avere, di norma, almeno 70 anni di età. Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili, i sordomuti e i ciechi civili assoluti, l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni ( art. 4). Pertanto, la situazione ad oggi delineatasi, con riferimento ai soli soggetti affetti da invalidità civile al 100%, riconosciuti totalmente inabili al lavoro, è la seguente: - a favore dei soggetti riconosciuti invalidi civili al 100%, totalmente inabili al lavoro, di età compresa tra 18 e 60 anni di età, è prevista, ex Legge 118/1971 art. 12, la provvidenza assistenziale della pensione di inabilità che per l anno 2007 è pari ad Euro 242,84 mensili; - a favore dei soggetti riconosciuti invalidi civili al 100% totalmente inabili al lavoro, ultrassessantenni la pensione di invalidità è erogata nella misura prevista dalla Legge 448/2002, art. 38 (Legge Finanziaria) che per l anno 2007 è pari ad Euro 559,91 mensili;

4 - nulla è previsto nella legge 448, art.38 ( Legge Finanziaria ) per gli invalidi civili con percentuale invalidante dal 75% al 99% che continuano a percepire Euro mensili. Il legislatore ha pertanto ritenuto di differenziare la quantificazione del trattamento economico assistenziale degli invalidi civili al 100% inabili al lavoro in base all età di tali soggetti, ignorando del tutto quelli con percentuale dal 75% al 99%. Questa scelta normativa ha determinato una gravissima discriminazione, disparità di trattamento, frustrazione del principio di solidarietà sociale a danno degli invalidi civili infrasessantenni, con evidente violazione di principi e finalità di rango costituzionale. Mentre, infatti, con riguardo a soggetti non affetti da invalidità l età diviene unico elemento presuntivo in relazione al quale il legislatore può determinare la perdita della capacità lavorativa e la conseguente perdita della capacità di sostentamento, tale criterio appare del tutto inconferente al fine di valutare la necessità di assistenza di un soggetto clinicamente riconosciuto inabile al lavoro. I bisogni, le necessità, le sofferenze, le difficoltà che astringono i cittadini invalidi sono i medesimi, indipendentemente dall età. La condizione di permanente menomazione di capacità lavorativa di tali individui deriva dalla malattia, non dall età, e li pone nella impossibilità di provvedere al proprio sostentamento. La presente proposta di legge di iniziativa popolare si propone l obiettivo di realizzare l equiparazione della pensione di invalidità tra soggetti infra e ultrasessantenni, nel rispetto del principio di solidarietà sociale di cui all articolo 38 della Costituzione e di eguaglianza sostanziale di cui all articolo 3 della Costituzione, così da definire e realizzare livelli essenziali di assistenza uniformi e certi per tutti i cittadini affetti da disabilità, così come già la ex lege 118/71 aveva riconosciuto. Tale obiettivo è possibile, doveroso e necessario. Possibile perché non sussistono reali ragioni che ostino alla sua adozione. Doveroso perché il sistema normativo vigente opera una manifesta discriminazione e disparità di trattamento a danno dei soggetti invalidi che, pur trovandosi in una condizione di inabilità al lavoro clinicamente accertata, usufruiscono di un trattamento pensionistico assistenziale deteriore rispetto a quello riservato a quei soggetti che, pur nelle medesime condizioni, godono di trattamenti maggiormente favorevoli per esclusiva ragione di età o di percentuale invalidante. Necessario perché la pensione di invalidità nella misura attualmente prevista a favore dei soggetti invalidi ed inabili al lavoro, sia con percentuale 75/99% che con 100%, tra i 18 e i 60 anni risulta assolutamente inadeguata e insufficiente a garantire una dignitosa esistenza e a realizzare la funzione alimentare a cui il Legislatore deve assolvere. Art. 1 - Scopi e finalità 1. In attuazione degli articoli 3 e 38 della Costituzione, a tutti i soggetti riconosciuti invalidi civili ai sensi dell art.2 della Legge 30 marzo 1971, n.118, è riconosciuto il diritto all incremento del trattamento pensionistico di cui all art. 38, comma 1, Legge 28 dicembre 2001, n.448, senza limiti di età.

5 Art. 2 - Incremento delle pensioni in favore di soggetti svantaggiati. 1. Al fine di assicurare i livelli essenziali ed uniformi delle prestazioni concernenti l'incremento delle pensioni a favore di soggetti svantaggiati, all'articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il comma 4 è sostituito dal seguente: 4. I benefici incrementativi di cui al comma 1 sono altresì concessi ai soggetti che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti, senza limiti di età, titolari di pensione, nonché ai titolari di pensione di inabilità di cui all art.2 della Legge 12 giugno 1984, n. 222 Art. 3 - Disposizione finanziaria 1. La copertura finanziaria della presente legge, per quanto attiene alla fiscalità in generale, è garantita attraverso la destinazione, in sede di approvazione della legge finanziaria, di una quota annuale incrementale di risorse per l INPS 2. Il Governo è delegato ad adottare entro 90 giorni dall entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo di definizione della tassa di scopo di cui al comma 1. Art. 4 - Abrogazioni 1. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la presente legge PER AVERE ISTRUZIONI SU COME E DOVE ORGANIZZARE LA RACCOLTA DELLE FIRME, TELEFONATE IN VIA DOGANA NUOVI IMPORTI PER LE PENSIONI PER L ANNO 2008 Si comunica che sono ridefiniti gli importi per pensioni, assegni ed indennità per l anno Importi e limiti di reddito vengono illustrati nella circolare n. 142 del Per visualizzare la circolare clicca qui Nella tabella sottostante gli importi ed i limiti di reddito del 2008 comparati a quelli dell anno precedente (espressi in euro). Tipo di provvidenza Importo Limite di reddito Pensione ciechi civili assoluti 262,62 266, , ,57 Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati) 242,84 246, , ,57 Pensione ciechi civili parziali 242,84 246, , ,57 Pensione ciechi civili parziali con solo assegno a vita 180,21 183, , ,11 Pensione invalidi civili totali 242,84 246, , ,57

6 Pensione sordomuti 242,84 246, , ,57 Assegno mensile invalidi civili parziali 242,84 246, , ,26 Indennità mensile frequenza minori 242,84 246, , ,26 Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti Indennità accompagnamento invalidi civili totali 710,32 733,41 Nessuno Nessuno 457,66 465,09 Nessuno Nessuno Indennità comunicazione sordomuti 229,64 233,00 Nessuno Nessuno Indennità speciale ciechi ventesimisti 168,70 172,86 Nessuno Nessuno Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major Fonte: Inps 436,14 443,12 Nessuno Nessuno La redazione Nicola Todisco

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