Miniguida della città di Fiume

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1 Sport Scambi e gite di palo in frasca I nostri veci ne conta Mailing List Histria Miniguida della città di Fiume

2 Sommario Un anno eccezionale 2 La musica 3 Il cacciatore di stelle 4 Rosamunda di Sipar 6 I nostri nonni si raccontano 8 I nostri veci ne conta 9 18 agosto 1946, Vergarolla 11 Il valore dell istruzione 14 Istruzione. L arma più potente 17 Miniguida della mia città 19 La mia mini-guida turistica 23 di palo in frasca 29 Un problema attuale: il sovraffollamento delle carceri 39 Pillole di etica, politica, filosofia 40 A spasso per il mondo 43 Addio IVa 45 La pagina sportiva 47 Attività nell anno scolastico 2013/ Un giro al Circolo 53 Redazione È il messaggio di Malala Yousafzai, la ragazza simbolo del diritto allo studio, a quali riflessioni ti portano le sue parole?". I lavori di gruppo quest anno non hanno coinvolto gli amici liceali che si sono gettati prevalentemente alla ricostruzione di un dialogo con i propri nonni. Tanti i partecipanti ai quali è stato consegnato l'attestato, ma numerosi pure i premiati. Tra i più fortunati, coinvolti e spronati dalle prof.sse Emili Marion Merle e Gianna Mazzieri Sankovic, figurano: Martina Ban (lla), Ani Čudina (la), Carla Čupić (lm), Matea Linić (llla), Jelena Penko (la), Astrid Popić (la) e Nina Rukavina (lla). La premiazione dei vincitori della dodicesima edizione della 'gara' letteraria si è tenuta domenica, 1 giugno 2014, negli spazi della Comunità degli Italiani di Dignano. La cerimonia solenne ha visto artecipi gli attivisti del luogo, ovvero il coro della CI locale che ha interpretato alcune canzoni tradizionali, e gli alunni della SEI di Dignano attivi nel folclore. A conclusione una bella sorpresa: uno spuntino delizioso... Carla Čupić, Im The English pages 56 Le perle 61 Memorabilia 63 Un anno eccezionale. Quando i nonni raccontano, la musica incanta, il libro fa cambiare il mondo... la MAILING LIST HISTRIA... premia Tanti alunni della Scuola media superiore italiana di Fiume hanno partecipato al concorso della Mailing List Histria, concorso divenuto ormai tradizionale dalle nostre parti. Una varietà di titoli a concorso, tra quelli prescelti figuravano: "I nostri veci ne conta" ovvero "I nostri nonni ci raccontano", "Ci sono momenti in cui ascoltando la musica ci sentiamo in armonia col mondo che ci circonda; quali generi musicali, quali composizioni sceglieresti come colonna sonora nella contemplazione del paesaggio che ti circonda?" e "Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo. Collegio redazionale Petra Duhović; Jelena Penko; Ani Čudina; Astrid Popić; Ana Šoda; Miriam Herceg; Carla Čupić; Rea Stemberger; Renè Balint; Martina Ban; Nina Rukavina; Ileana Merdžo; Kris Dragičević; Sara Calderara; Arian Mršulja; Marko Jelić; Dea Car; Massimo Liao; Zhengfei Huang; Mattea Linić; Arber Mehmeti; Petra Grdanović; Carlo Paris; Tara Grubišić; Claudio Begonja; Elena Mudrić; Linda Čendak; David Naglić; Matea Roknić; Laura Razum; Eni Salihi; Dora Silvani. Responsabili Le professoresse Emili Marion Merle, Gianna Mazzieri-Sanković, Rina Brumini, Ingrid Nasić, Laura Piškulić Margan, Patrizia Alberini, il professor Marko Zotić. Supporto web: il professor Mladen Ban Fotografo ufficiale: Jan Mastrović 2

3 La musica Ci sono momenti in cui ascoltando la musica ci sentiamo in armonia col mondo che ci circonda; quali generi musicali, quali composizioni sceglieresti come colonna sonora nella contemplazione del paesaggio che ti circonda? Jelena Penko, Ia Si sa che tutti gli adolescenti ascoltano la musica, anche qui nella bellissima città di Fiume dove il pesce, il mare, il sole e altre meraviglie riescono a rendere perfetta questa città. Spesso, come dice il titolo stesso, riesco a sentirmi in armonia con il mondo che mi circonda; spesso ascolto la musica nell autobus e guardando fuori dal finestrino riesco a sentirmi in armonia ma soltanto con alcuni generi musicali e con certe canzoni. Sono una di quelle persone che ascoltano vari tipi di musica come pop, rock, techno, rap, reggae, e tanti altri ma secondo me nessuno di questi riesce a descrivere l ambiente e l atmosfera mediterranea di Fiume. Anche se non credo che tanti concorderanno con la mia scelta voglio esprimere un giudizio strettamente personale secondo cui i generi musicali con i quali potrei letteralmente descrivere la mia città sono l indie, la musica classica e l opera. Potrei iniziare con la musica classica perché questa e Fiume sono praticamente una cosa sola; entrambe sono belle per la loro semplicità, per la loro anzianità e per la loro eleganza. Questa città è piena di monumenti storici, ma ci sono anche case, edifici e chiese che sono estremamente graziosi per quanto antichi siano. Un altra parola che rappresenta Fiume è la parola semplice. Per quanto sia piena di questi monumenti e persone è sempre stata un luogo semplice e positivo. È anche un luogo elegante appunto per le bellezze antiche che possiede. Secondo me tutto quello che è antico è anche elegante. A mio avviso sono per queste qualità che Fiume mi ricorda sia la musica classica che l opera ma il genere il quale mi ricorda di più è quello indie. Non so perché ma ho sempre visto Fiume come un posto molto speciale e fuori dal normale, diciamo un po insolito, un po come la musica indie. 3 Secondo me il genere indie è un genere diverso, che non tutti riescono ad apprezzare perché non è usuale e ci sono poche persone che lo stimino per la sua bellezza e per il suo soave suono. Credo che avvenga la stessa cosa quando si parla di Fiume. Non tante persone l ammirano e tutti vogliono andarsene quanto prima ma credo che non riescano a vedere tutte le meraviglie che questa possiede, tutte le belle cose che altre città non possono avere. Non c è però una canzone particolare che mi ricordi Fiume ma non credo che sia tanto importante perché alla fin fine ognuno ha una diversa prospettiva di ogni città perché nessuno può e non potrà mai pensare allo stesso modo degli altri. Forse non è importante se si tratta di pop, rap, hip-hop, jazz o se si parla di New York, Madrid, Londra, Hong Kong o semplicemente di Fiume, l importante è che ognuno abbia un proprio pensiero e che abbia una propria opinione armonica di quanto lo circonda. Per finire voglio ammettere che mi sento a mio agio e in grande armonia con il paesaggio che mi circonda. Gli altri però, riescono a sentirsi in armonia, o è solamente una prerogativa mia personale? O sono solo io che ho notato l aumento considerevole di persone in dissonanza con quello che le circonda? Premio Mailing List Histria

4 Il cacciatore di stelle Martina Ban, IIa Premio Europa a scuola Luca era un ragazzino di dieci anni. Viveva con la sorella Clara, tredicenne, suo fratello Marino di nove mesi e i suoi genitori. Avevano tutto ciò di cui potrebbero aver bisogno, anche di più. Luca amava spendere tempo con la famiglia. Con suo padre soprattutto, ogni tanto giocando a pallone, il padre cercava di dedicare il massimo del suo tempo libero alla famiglia, e Luca viveva per momenti del genere. L'armonia in casa era perfetta, erano una tipica famiglia, una di quelle viste spesso in televisione. Tutti insieme formavano un bel collage e ognuno di loro contribuiva alla formazione della felicità e allo sviluppo positivo. A volte, Luca si chiedeva quale ruolo avesse lui in tutto ciò. Negli ultimi tempi però, Luca notò una certa distrazione da parte dei suoi genitori, una certa assenza. Il padre nervoso, la madre distratta e la sorella chiusa tutto il giorno in camera sua che spendeva ore e ore sul suo computer. Notò ancora una cosa: la tensione nei rapporti familiari attraverso la freddezza dei discorsi e la stanchezza negli occhi di tutti. Non gli era chiaro cosa fosse successo. Anche sua sorella si trasformò da una bimba dolce e simpatica in una persona svogliata e sempre pronta a un conflitto. Però tutto ciò non si poteva confrontare con il suo desiderio di giocare almeno ancora una volta a pallone con il padre, visto che non lo facevano già da tempo. Durante una notte di Luna piena la sete svegliò Luca. Inviatosi in cucina a prendere un bicchier d'acqua, udì delle voci, erano i suoi genitori che parlavano sottovoce. Di solito non era interessato nei discorsi degli adulti ma quella volta decise di ascoltare. Cinque minuti di ascolto cambiarono il suo mondo. Suo padre lavorava in una ditta che stava licenziando i suoi lavoratori e lui era uno di loro. Chiunque avrebbe capito tra parole come ''prestito della banca... affitto '' che le cose non andavano bene. Così Luca prese la sua giacchetta e uscì silenziosamente da casa. Era una notte di aprile abbastanza fredda e stellata. La Luna illuminava la strada deserta e insieme al vento leggero lo condusse al prato, dove spendeva ore e ore giocando con il padre. Cercava di capire che sensazione provava a quel punto. 4

5 Il cacciatore di stelle Martina Ban, IIa Non era triste, non era neanche felice, ma era arrabbiato, furioso con se stesso per non poter aiutare la sua famiglia, per non poter dimostrare che lui era capace di cambiare le cose. Era stato sempre troppo piccolo per fatti del genere. ''Chissà se giocheremo mai più..." pensò coricandosi sul prato. Dopo tanto tempo si sentì finalmente calmo, il suo cuore batteva lentamente. Guardò in alto e vide moltissime stelle. ''Un cielo tanto grande non presta sicuramente attenzione ai nostri problemi'' disse tra sé provando una stanchezza sempre più forte. Le palpebre stavano per chiudersi ma a un certo punto, vide una stella cadere. Sembrava sempre più vicina fino a quando, non si appoggiò lentamente, come un fiocco di neve, sul prato, non molto lontano da lui. La prese nelle mani, pensando di sognare, e quella illuminava il suo viso meravigliato. Questa stella era perfetta: piccola, calda, tranquilla. Luca la mise nella sua giacca, vicino al cuore assicurandosi che nessuno lo abbia visto. Giunto a casa appese la stella all'ingresso della casa. Il mattino seguente si svegliò e scese in cucina. Si meravigliò vedendo la sua famiglia a tavola, felice, armoniosa. Tutti ridevano, scherzavano, formando una sintonia e un calore al cuore guardandoli. ''Luca! Dai piccolo, vieni, mangia qualcosa. Hai dormito bene?'' chiese la sorella. Luca non aveva la pallida idea di cosa stesse succedendo. ''Papà ha ottenuto un nuovo posto di lavoro, non volevano farti preoccupare per il licenziamento, ma è successa una cosa straordinaria: in due giorni ha trovato lavoro e poi in questi tempi difficili... ma non voglio oberarti con cose da adulti.'' disse sottovoce Clara a Luca. Lui rimase zitto e si ricordò del sogno strano. Diede uno sguardo all'uscio della casa e vide la sua stella, luminosa e ancora calda, nella posizione in cui l'aveva lasciata lui quella notte. Allora il padre disse: ''Grande, che ne dici di giocare a pallone domani mattina?'' Da quel giorno l'armonia tra i familiari diventò nuovamente perfetta. Quando una stella stava per spegnersi, Luca si alzava di notte e richiedeva dal cielo un'altra. Un giorno, il professore chiese agli alunni che ruolo avessero nella loro famiglia. Luca a quel punto non aveva più dubbi. Quando venne il suo turno, sorrise e disse: ''Io sono il cacciatore di stelle''. Martina Ban, IIa 5

6 Rosamunda di Sipar Ani Čudina, Ia Premio Mailing List Histria Certe volte ho l impressione che i miei nonni siano prigionieri del passato. Parlando di prigionia non mi riferisco a una cella ma a una prigione universale, dove il mondo stesso viene visto come una serie interrotta d immagini, riflessioni e pensieri del passato. In questo caso il passato sarebbe il periodo tra i sessanta e i settanta anni fa. C era ancora la guerra e i bambini erano miseri assieme alle loro famiglie che cercavano lavoro da per tutto per portare il pane a tavola. Ogni volta che non ho voglia di andare a scuola oppure non mi va un pasto preparato dalla mamma, il nonno decide di ricordarmi come dovrei apprezzare quello che ho perché durante la guerra loro non potevano scegliere il cibo o l istituzione dove saranno educati, potevano essere felici e contenti di venir educati ed avere diritto all istruzione. Loro dividevano un pezzo di pane in sette parti per sette giorni della settimana. Mi pento ogni volta che inizio un tema di questo tipo perché allora mi devo subire una predica di almeno mezz oretta durante la quale mi annoio perché sono troppo giovane per capirla. Vivo in un età moderna e non ho bisogno di sapere ogni dettaglio della vita difficile di allora. Certo, mi interessa, però ogni volta quando parliamo mi sento male. Il malessere mi passa comunque presto perché so che si tratta del passato. Ci sono altre storie dei nonni che, pur essendo del passato, mi piacciono. Da sempre i nonni mi raccontano storie di Fiume e dell Italia, così ho deciso di visitare con la famiglia un paio di questi luoghi per avvicinarmi alla storia. 6

7 Una delle più belle gite che abbiamo fatto tutti assieme era quella a Pescasseroli dove abbiamo visitato il più importante edificio civile: il Palazzo Sipar. Abbiamo passeggiato per il Parco Nazionale d Abruzzo ed abbiamo scattato delle bellissime foto accanto alle Rovine della Fortezza a Sipar. La ragione per la quale abbiamo visitato questi luoghi è dovuta alla leggenda raccontataci dal nonno, quella di Rosamunda, una ragazza benestante, figlia del Signore di Sipar, uomo rispettoso e ricco. Rosamunda si era innamorata di un pastorello che purtroppo era povero e non aveva nessun diritto di sposarla. Il padre chiuse la figlia in camera per nasconderla dal ragazzo. Rosamunda si ammalò e l unica cosa che poteva salvarla, secondo la leggenda, era il bacio dell innamorato. Il padre di Rosamunda disse che per poter stare insieme a lei il pastorello avrebbe dovuto trovare due tessere di uguale colore e forma del mosaico di Sipar. E così dopo aver visto i mosaici, il Signore di Sipar diede il permesso ai due di sposarsi. È una storia bellissima che ho sempre ascoltato con piacere e grande interesse. Anche se ero piccola questa gita è una delle più belle memorie che porterò per sempre con me. Spero di visitare il Palazzo ancora una volta siccome il mio fratellino non è ancora riuscito a sentire la storiella perché troppo piccolo per capirla. Capiterà prima o poi il giorno in cui il nonno racconterà la leggenda al fratellino e questo giorno spero di esser presente per sentirla ancora una volta. E come sempre riderò da morire perché il nonno ha una maniera di raccontare veramente ridicola. Ani Čudina, Ia 7

8 I nostri nonni ci raccontano Astrid Popić, Ia Premio Mailing ListHistria L Istria è una terra affascinante, ma non si svela al primo incontro. Nonostante, sin da subito, si possa osservare la sua evidente bellezza, l amore nasce nel momento in cui se ne coglie l anima. Tra i tanti gioielli da scoprire vi è Trstenik, antico villaggio di pastori della Cicciaria, situato tra due colline, nei pressi di Pinguente ma, soprattutto, paese natio di mia nonna. Raccontato spesso da lei con gli occhi lucidi e parole spezzate e sussurrate, nell immaginazione di noi nipoti ha rappresentato sempre un posto surreale, magico, dalle atmosfere quasi fiabesche. Sin da piccola ho desiderato visitarlo e comprenderne il fascino tanto decantato dalla mia amata nonna. Infatti, mentre ci narrava della sua infanzia, delle corse sfrenate sui prati bagnati di rugiada assieme ai suoi animali, del buttarsi in mezzo al fieno caldo e profumato di sole e campagna, non potevo fare a meno di chiudere gli occhi e vivere quelle storie come se fossi stata lì, ubriacando i miei sensi di mille sapori, colori e odori...in quei momenti, il suo mondo diventava mio, le sue emozioni mi travolgevano e la nostalgia mi pervadeva il cuore. Sentivo chiaramente le risate e le urla dei bambini che giocavano, m inebriavo dell odore del pane appena cotto che conquistava le piccole vie del borgo, come pure del profumo delle mele e dei fichi, servite a fine pasto. Rivedevo la capretta nera, che abitualmente saltellava attorno alle gonne di mia nonna, sentivo il cane 8 Nei racconti della nonna c era presente qualcosa di malinconico e antico, qualcosa di sfuggente ma fortemente presente. Per me era poesia pura. Io diventavo mia nonna da piccola. Lei era cosciente di non aver la possibilità di ritornare nel suo paese siccome si è sposata per il nonno, grande fiumano. Però, sempre voleva che Tamara e io vedessimo Trstenik, perché in questo modo abbiamo opportunità di vedere grandi valori della città, il grande cimitero, importante eccome per la gente che viveva lì, la vecchia fontana posta nel centro del villaggio. Alcuni anni fa ho visitato Trstenik. La maggior parte delle case erano diroccate e chiuse, dei duecento abitanti di una volta ne sono rimasti quattro; un vecchio per strada ha ricordato, ma senza toni patetici, che un tempo c'erano un osteria, l officina del fabbro, la bottega del calzolaio e del fornaio... Per un istante sono ridiventata mia nonna e sentivo la mia capretta belare. Poi ho riaperto gli occhi e, come lei, mi sono lasciata cullare dalla malinconia. Astrid Popić, Ia

9 I nostri veci ne conta Carla Čupić, Im Premio Mailing List Histria Sabato pomeriggio, la nonna aveva finalmente terminato la sua famosa torta al cioccolato ed io l'ho invitata accanto a me a tavola. Volevo parlare con la nonna poiché ero curiosa di sapere qualcosa sulla provenienza del mio nome legata alla storia della nostra famiglia. La nonna aveva tentato più volte a parlarmi di sua nonna Carla dalla quale ho ereditato il nome ma purtroppo qualcuno interrompeva sempre la nostra chiacchierata. Vedendo la nonna rilassata ho deciso di farle alcune domande. - "Dai nonna mi racconti finalmente la storia di nonna Carla". La nonna appena sentita la domanda è uscita dalla cucina e dopo aver rovistato l'intero armadio nella camera da letto è rientrata portando due scatole piene di vecchie foto. - "Be ti sa già che la nona Carla xe nata nel 1870 a Fiume in via dell'acquedoto, dove la sua mama gaveva l'osteria. Dopo gaverse sposado la ga comprà casa in via Nale Prandi n. 20. Ti sa che ancora ogi quando passo vicino la sua casa me vien in mente tanti bei ricordi. Vara in questa foto semo insieme mi e la nona Carla. Qua gavevo do o tre ani e mi e la nona stemo davanti ala sua casa. Ti vedi, drio la casa, iera un bel prato e ogi xe solo gratacieli e niente verde. La nona gaveva anche una capra e mi me piaseva tanto darghe de magnar e corerghe drio. Durante la II guera mondial, nel '45, sora Fiume volava aeroplani e la nona me ga parlà che tuta piena de paura la zigava 'plani, plani'. Gavevo anche una foto dove iero in rifugio col mio scagneto blu. Me lo gaveva fato zio Pepi co ero picia. Lo go ancora ogi, guarda, qua in cusina". - "Sì, sì, lo vedo e adesso raccontami la storia delle prugne...". - "Gavevo cinque ani e la nona me ga mandà col taxi de zio Rudi a vender in mercato i susini del suo orto. In piaza me ga visto tute le vizine de casa e me ga comprado molti chili de susini e in meno de meza ora la cesta era svoda. Te go de contar anca la storia dele naranze. La nona gaveva una fia che viveva a Genova, l'altra a Massa Marina e la terza a Venezia. Le ne mandava pachi con fruti e altra roba che non se trovava a quel tempo a Fiume. Tute ste robe bone le tegniva sconte in un grande armer in camara da leto dove la tegniva tuta la sua roba. In fondo de sto armer la gaveva i naranzini, le naranze, i datoli e tanti ciocolatini... Sto armer era sempre ciuso a ciave che tegniva nel zizentregher. Mi ero la sua cocola e quando gaveva voia la me dava la ciave e mi ghe portavo qualche naranzin e po lo magnavimo insieme. La gaveva anca una credenza de vetro che stava in saloto con tante bele pupe drento. La credenza era serada e nissun oltre che mi poteva giogar con lore". - "Nonna quante bellissime fotografie. Che è con te in questa foto?". - "Ma vara, questa xe veramente vecia! Qua gavevo intorno i diezi ani. Te go deto che el zio gaveva el taxi e el ne portava spesso in mare. Fazevimo sempre bagno in Riviera a Cantrida. 9

10 I nostri veci ne conta Carla Čupić, Im Premio Mailing List Histria La spiagia iera molto bela e el mar fredo ma neto. Sopra la spiagia era le cabine con la porte de legno. Un bagnin stava atento ai fioi, ai pici.". - "Nonna sei tu in questa foto? Ma come mai la nonna non era mai seduta con voi altri a tavola?" - "Qua son con la nona su quel prato vizin Centocelle dove andavimo ingrumnar fiori. Ala nona ghe piaseva tanto i soldatini. Ti vedi che bel mazolin de fiori go in man. Ala nona non ghe piazeva meterse a tavola. Non la go mai vista magnar con noi ma la stava sempre sentada su un sgabel e la tegniva el piato sui zinoci. La stava sempre atenta de mi. La me cucava dala finestra dela cusina fin che mi giogavo coi amizi davanti casa. La strada non era asfaltada e noi giogavimo 'zip-zop' e più volte son cascada e go spacado le calzete e sporcà el vestitin". - "In questa foto hai delle bellissime trecce ti stavano proprio bene. Quando hai tagliato i capelli? Perché poi li tenevi sempre corti?". - "Non li go tajadi miga mi. Quando che fazevo qualcosa de mal mia madre me zucava per le dreze. Una volta la nona ga visto quando la me zucava e me le ga taià così mia madre non me poteva più zucar per i cavei." - "Ma chi sono tutte queste persone che circondano la nonna?". - "Vara come la era bela e contenta ma la era anche molto generosa e la aiutava sempre. La gaveva una casa modesta ma in andito stava un grande tavolo de marmo. Una volta al mese la gaveva la abitudine de prontar un bon pranzo per i poveri. Quando la xe morta in casa xe vegnuda tanta gente farne le condoglianze e al funeral xe vegnudi tuti quei che essa aiutava. Credime, non go mai visto a un funeral tante persone e anche tante suore che, del resto, le ghe iera amiche. Essa me ga imparà come lavar meio i vestiti, cusinar e prontar i vari impasto ma anche tante altre robe. Adesso che penso capiso che go pasà più tempo in casa dela nona che a casa mia. Me mancava tanto quando la xe morta e con piacer te parlo de questi bei momenti che go passado con ela. Ti vedi, la vita de quei tempi a ogi xe cambiada molto. Ti sa che anca mi coi mii sessantoto ani non go cambiado gnanca una volta contrada ma go cambià governi e stati: dala Italia ala Croazia de ogi." La nonna ed io in silenzio abbiamo continuato a guardare le foto di famiglia mangiando la buonissima torta al cioccolato. Mi sa, comunque, che le sue storie non finiscono qui. Carla Čupić, Im 10

11 18 agosto 1946, Vergarolla Nina Rukavina, IIa Premio Mailing List Histria È una pagina di storia che nessuno mai ci aveva insegnato, che non si trova in nessuno dei manuali scolastici che usavamo in classe. Ne avranno scritto altri libri e giornali, ne avranno anche discusso gli esperti in varie trasmissioni televisive, ma io non ci avevo mai fatto caso prima, o meglio non l'avevo collegata con il mio mondo, con la mia famiglia. L'ho scoperta direi quasi per caso, guardando lo spettacolo "Magazzino 18" di Simone Cristicchi, sull'esodo e sulla tragedia degli istriani, fiumani e dalmati. Ne sono rimasta talmente impressionata che ho voluto conoscere più a fondo la vicenda, approfondire l'argomento con mio nonno da parte materna. Lui è di Pola e sto parlando della strage di Vergarolla. Non ho ancora capito bene fino in fondo quello che è successo, anche perché navigando su Internet, ho trovato tante versioni, tanti dati, anche discordanti, tante ipotesi e poche certezze. Sui fatti, più o meno, non ci sono controversie, cosa che non si può sostenere per le responsabilità dell'esplosione, la dinamica e perfino il numero delle vittime, che sono tuttora fonte di accesi dibattiti. Se ne possono trovare degli articoli sull'"arena di Pola", che mio nonno mi ha passato, con il rammarico di non possederne altre e altri numeri di questo giornale che esce in Italia, pubblicato da quella parte dei "polesani" che dopo la Seconda guerra mondiale non videro altra scelta che andarsene. Dunque, il 18 agosto del 1946 si teneva una festa del circolo di canottieri Pietas Julia, con centinaia di persone, famiglie con bambini, che si erano riversate sulla spiaggia polese. La città cercava di ritornare alla normalità, dopo aver superato quattro anni di dura guerra, ferita da una serie di bombardamenti angloamericani che, a partire dal gennaio 1944, la martellarono fino al marzo La popolazione cercò di reagire, dapprima disponibile a un certo spirito di solidarietà gli operai del cantiere navale rinunciarono persino alla paga di un giorno per aiutare i sinistrati poi, mentre aumentava il numero delle vittime civili, diventava sempre più preda dello scoraggiamento e del fatalismo, colpita nell animo dallo sfollamento in campagna e dalla distruzione di molte abitazioni e di tre luoghi simbolo dell identità cittadina: il Duomo, la parte anteriore del Tempio di Augusto e il cantiere navale di Scoglio Olivi. Molti cittadini giunsero a trascorrere intere notti e giornate nei rifugi, dove addirittura furono celebrate le messe del Natale del Mio nonno Franco, che all'epoca era piccolissimo, aveva appena 2-3 anni (è del febbraio 1942), ha dei ricordi solo vaghi, sa quello che gli raccontarono poi i suoi genitori, ossia delle fughe nei ricoveri. La sua famiglia abitava davanti all'ospedale della Marina, per cui era nei sotterranei di quest'ultimo che si recavano tutti. Lui non si rendeva conto di quanto succedeva, era un bambino che aveva voglia di giocare e scorrazzava per i corridoi, tant'è che in uno di questi suoi continui girovagare gli capitò addirittura di piombare in sala operatoria durante un intervento! Liberata dalla dominazione nazista, a differenza di buona parte dell'istria e del Quarnero occupate dalla Jugoslavia di Tito, che l'aveva occupata fin dal maggio 1945, Pola invece era amministrata a nome e per conto degli Alleati dalle truppe britanniche, ed era quindi l'unica parte dell'istria al di fuori del controllo jugoslavo. 11

12 18 agosto 1946, Vergarolla Nina Rukavina, IIa Premio Mailing List Histria Nel giugno 1945 fu istituito il Governo Militare Alleato della Venezia Giulia, comprendente parti delle province di Trieste e Gorizia, sotto la cui autorità passò anche l enclave dell area urbana di Pola, fino al settembre 1947, quando, per effetto del Trattato di Pace di Parigi, anche questa città, come il resto dell Istria, venne ceduta alla Jugoslavia di Tito. Nel frattempo le autorità alleate avevano dato inizio alla ricostruzione di edifici, case e quant altro danneggiato dalla guerra, valendosi di ditte e cooperative locali. Addirittura fu fatto un importante sforzo da parte dei funzionari italiani della Soprintendenza ai monumenti di Trieste, che curarono il restauro del Duomo e del Tempio di Augusto. Nel tentativo di riprendere con la vita di tutti i tempi, la Società Pietas Julia organizzò una festa sportiva che prevedeva anche gare di canottaggio nei pressi della spiaggia di Vergarolla, zona molto frequentata per i bagni. Oltre alle gare erano previsti anche chioschi gastronomici perché si trattava a tutti gli effetti di una festa popolare. Sulla spiaggia però gli Alleati avevano ammassato ventotto mine marittime con nove tonnellate di tritolo, prive di detonatori ma non vuotate dell esplosivo in esse contenuto. Quelle mine, dalle varie informazioni recuperate in rete e dalle varie testimonianze diffuse, sembra che siano state disinnescate da tre squadre di artificieri, e che dunque non sarebbero mai potute scoppiare senza detonatori. Alcune testimonianze, proprio per evidenziare la convivenza che sussisteva con quelle mine, evidenziavano che i bambini ci giocavano, a cavalcioni sopra i cilindri metallici, che tutti sapevano essere degli oggetti di origine militare, ma inoffensivi e lasciati incustoditi sulla spiaggia dai militari alleati verso cui, gli italiani di Pola, riponevano un immensa fiducia. Alle 14,15 l'esplosione di queste mine uccise diverse decine di persone, da 70 a 87, e decine di feriti. Alcune rimasero schiacciate dal crollo dell'edificio della Pietas Julia. Il boato si udì in tutta la città e da chilometri di distanza si vide un'enorme nuvola di fumo. I soccorsi furono complessi e caotici, anche per il fatto che alcune persone furono letteralmente "polverizzate". Questa è una delle cause per cui non si riuscì a definire l'esatto numero delle vittime. Naturalmente la città fu fortemente scossa da un fatto così tremendo. All epoca furono aperte delle inchieste che però non riuscirono a venir a capo dei motivi reali del fatto. Ogni ipotesi rimase senza prove che potessero portare a scoprire chi o cosa avesse fatto esplodere quelle mine. Un colpevole non venne mai trovato, in ogni caso per molti la strage era frutto della volontà di colpire gli italiani che stavano dimostrando, con quella manifestazione sportiva dimostrando l attaccamento alla patria e la contrarietà alla cessione alla Jugoslavia della città. La Società Pietas Julia, del resto, fin dai primi anni della sua attività aveva molto a cuore la difesa dell'italianità, fatto per il quale fu anche soppressa dalle autorità austriache dal 1915 al 1918, quando Pola era ancora sotto gli Asburgo e l'austria-ungheria era in guerra contro l'italia. 12

13 18 agosto 1946, Vergarolla Nina Rukavina, IIa Premio Mailing List Histria Cercando su Internet informazioni in merito alla strage di Vergarolla, la quasi totalità dei siti, molti dei quali di destra ed anche estrema destra, liquidano il tutto come opera dell'ozna di Tito (i servizi segreti jugoslavi). Da una nota informativa (ancora tutta da verificare) contenuta nelle carte del National Archives di Kew Gardens, nei pressi di Londra, emergerebbe che quella che è conosciuta come la strage di Pola sia stata organizzata dall OZNA e tra gli esecutori materiali spunterebbe il nome di un agente di tale organizzazione: Giuseppe Kovacich, trentenne ex membro della Marina Militare italiana, allora già noto allo spionaggio alleato come terrorista. In seguito all'esplosione, l'ospedale cittadino "Santorio Santorio" divenne il luogo principale della raccolta dei feriti (nell'opera di assistenza medica si distinse in particolar modo il dottor Geppino Micheletti, che nonostante avesse perso nell'esplosione i figli Carlo e Renzo, di 9 e 6 anni, per più di 24 ore consecutive non lasciò il suo posto di lavoro). Mio nonno guardò tutto ciò dalla finestra, i camion scoperti che venivano all'ospedale. "C'era sangue dappertutto, persone morte, feriti che urlavano e chiedevano aiuto, gente con gli arti stracciati, pezzi di carne che pendevano come brandelli di carta. Un orrore. Ed io vidi tutto questo scempio, perché mia mamma non era riuscita a tirarmi via in tempo dalla finestra. Non si sapeva che cosa era successo, si pensava a una nuova guerra. Io, questo mi hanno raccontato dopo, ne soffrii a lungo di quelle scene terribili che si presentarono ai miei occhi, e per una settimana circa mangiai a malapena qualcosa, rifiutando assolutamente la carne", mi ha detto il nonno. Lui più tardi approfondirà sull'accaduto, leggerà nel frattempo tanti libri e articoli di giornale sull'eccidio di Vergarolla. Ma una verità, la Verità che tutti cercano, non è stata ancora scritta e lui non è stato in grado di presentarmela. In ogni caso, qualche mese dopo la maggior parte della popolazione andrà via dalla città. Mio nonno, la cui famiglia deciderà di restare, perderà una parte dei parenti e tanti amici e compagni di scuola, tra cui l'attrice Laura Antonelli. Anche di questo parla lo spettacolo di Simone Cristicchi, che personalmente mi ha aperto certi orizzonti e mi ha insegnato una storia che mi appartiene e che è giusto che io la conosca, ma è anche giusto che la conoscano i miei amici e coetanei, perché possano apprezzare la pace e comprendere il dolore di popoli costretti a lasciare la loro terra per colpa dei giochi politici, dei potenti. E questa non è solo storia, ma continua ad accadere anche oggi. Nina Rukavina, IIa 13

14 Il valore dell istruzione Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo. Malala Yousafzai, ragazza simbolo del diritto allo studio MANCA LA FOTO Matea Linić, IIIa Premio Mailing List Histria Suona il citofono! Che ora è? Sono già le due?! È lei Devo sbrigarmi. Che cosa aggiungo? Un cuore... Sì, un bel cuore, grande e rosso. Basterà? Capirà? Hm... forse è meglio se glielo ripeto anche a parole. TI VOGLIO TANTO, TANTO, TANTO BENE - La parola che viene dal cuore si fa urgente, si fa spazio nella mia mente. Ora piego il foglio in due e lo infilo nella busta a minuscole roselline di un pallido rosa antico. Dietro, a lettere storte e traballanti, scrivo PER MAMMA -. Sento bussare alla porta sette colpettini ritmati (il nostro codice segreto), corro ad aprire. Mamma! grido gioiosamente, tendendo le mie piccole braccia verso di lei. Lei entra in casa, mi sorride come solo una madre sa fare, e accoglie tutto il mio abbraccio. Io la stringo forte e m invaghisco di lei, del suo calore, del suo amore, di quell inconfondibile profumo di mamma... Mi sento bene e ho voglia di farglielo sapere. Le porgo il mio disegno. Lei lo guarda con attenzione, lo legge e, ogni volta, allargando leggermente gli occhi un po lucidi, se lo stringe al cuore e mi ringrazia, dicendomi di amarmi. Che bellissimi momenti! Che sensazioni meravigliose! Oggi, ricordandoli, mi commuovo. Per me, quelli, erano istanti di assoluta perfezione, il trionfo dell amore e della bellezza. E pensare che nascevano dal semplice atto del 'disegnare' con parole fino a un attimo prima solo pensate... Amo le parole! Quanto potere hanno! Quelle scritte e quelle dette, quelle immaginate, quelle desiderate Parole buone contro parole cattive. Parole che cuciono ferite, parole che le aprono. Parole che offendono, parole che incoraggiano. Parole vere, parole false. Parole che si seppelliscono dentro altre parole. Parole - fiore, parole-arma. Parole per sopraffare, parole che ascoltano. Parole che mettono in campo pregiudizi, parole che vogliono comprendere. Parole che danno giudizi, parole che aprono al dialogo. Ma più di tutte amo le parole che si rispecchiano nel silenzio e nel silenzio prendono forma. Chiudo gli occhi. Respiro profondamente. Li riapro. Il mio sguardo scorre i libri della mia libreria. 14

15 Storie e parole che accompagnano la mia giovane vita da sempre. Parole non buttate al vento, parole piene che risuonano dentro di me, anche quando sono stanca e mi sembra di non credere più in nulla. I libri contengono in loro anche il silenzio, quello che dovrebbe essere dentro di noi nel momento che accogliamo la parola dell'altro, il silenzio che ci apre al pensiero, alle emozioni, alla contemplazione della vita. Quello che ci dà pace e forza. Sì, la forza dei libri e delle parole, capaci di sollevarci dal nostro stare e prenderci per mano come fossero un padre o una madre che generosamente si prendono cura di noi... La conosce molto bene anche Malala Yousafzai, la giovane studentessa pachistana diventata celebre per il suo attivismo nella lotta per la difesa dei diritti umani e per il diritto allo studio delle bambine della città di Mingora, nella valle dello Swat. Dopo essere sopravvissuta a un attentato da parte dei talebani, Malala ha dimostrato una forza interiore e fisica stupefacente. Crede fermamente che la risposta alla violenza sia la non violenza tramandataci da Gandhi, Martin Luther King e Madre Teresa. Usiamo le penne e i libri perché sono le nostre armi più forti. Un libro e una penna possono cambiare il mondo afferma con convinzione in ogni dichiarazione pubblica. Sono d accordo. La lettura, la scrittura, la conoscenza sono armi potentissime. La lettura ci serve soprattutto per vivere. Leggere con attenzione e passione ci rende più liberi, nutre lo spirito, perfeziona l'essere umano che siamo, ci consola nei momenti di sconforto, ci libera dagli eventuali affanni della solitudine. Facendoci muovere nel tempo e nello spazio la lettura arricchisce le nostre esistenze. La scrittura ci aiuta a sperimentare come le parole agiscono sul pensiero, solleva l animo e la fantasia. Scrivere è fondamentale per rileggersi, per ricordare, per emozionare qualcun altro, per raccontare qualcosa. Scrivere per se stessi. Perché le volte in cui ti viene bene ti senti soddisfatto e felice, perché ti sembra di aver portato a termine il tuo obiettivo. Scrivere per spiegare meglio quello che a volte a voce ti viene difficile dire. Scrivere per gli altri. Scrivere per trasmettere amore. Scrivere per tua madre. Scrivere per sentirsi in pace con se stessi. La conoscenza ci permette di avere gli strumenti completi per poter prendere consapevolmente le nostre decisioni, ci consente di ragionare con la nostra testa e sviluppare senso critico, di farci una nostra idea sul mondo, sulle cose, sulle persone e non subire passivamente la realtà ma cercare di plasmarla, ritagliandoci quello spicchietto di mondo in cui ci sentiamo bene. 15

16 Conoscere, leggere, scrivere, parlare sono strumenti importantissimi, con i quali, come sostiene Malala, possiamo cambiare il mondo. Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può migliorare e rasserenare svariate situazioni, persone, istanti che, al momento possono sembrare senza via di uscita. Tutti noi, conoscendo, possiamo apportare piccoli, ma significativi cambiamenti nei nostri micromondi. Imparando possiamo insegnare e trasmettere conoscenza. Un buon insegnate può smuovere le montagne. A mio avviso egli si dovrebbe sempre proporre, al di là della materia di studio, di stimolare la passione, il desiderio, la gioia di imparare, di socializzare, di fare domande, di impegnarsi in un progetto. Dovrebbe mostrare agli alunni cosa significa giocare con la fantasia e insegnare loro a utilizzare le parole e a sapere scrivere, anche del proprio sé, ad avere atteggiamenti gentili nei confronti delle persone, degli animali, a rispettare le differenze di genere, di razza, di religione. Un bravo insegnante dovrebbe aiutare gli allievi a diventare persone, a cercare dentro di sé le risorse per continuare in modo autonomo lungo questo percorso di formazione nella consapevolezza che non sarà mai concluso, dovrebbe sostenere e sollecitare in loro quell amore per il sapere, quel desiderio di conoscenza che non cessa mai nel corso della vita ma diventa motore della crescita intellettuale. Un buon insegnante, prima di tutto, dovrebbe insegnare con passione e sincerità, nonché avere il coraggio di gettare il suo cuore in pasto ai bambini. Solo così potrà istruirli e farli crescere senza paura di cercare la Bellezza e la Verità. Che notte stellata. Che ore sono? Le due?! Di già? Devo fare in fretta sono in ritardo. Mamma si agiterà. Le invio un sms Mamma, ho perso la cognizione del tempo. Arrivo presto Scusa. La risposta è immediata Va bene tesoro. Ti aspetto. Poche parole buone e un cuoricino. Capisco e mi basta. Matea Linić, IIIa 16

17 Istruzione. L arma più potente Premio Mailing List Histria Martina Ban, IIa È lunedì. Suona la sveglia alle sette del mattino, l'ora d inizio di una giornata comune per Laura. Laura vive a Milano con i suoi genitori e suo fratello di 5 anni, il maestro dei bisticci, come lo descrive lei. Si alza, si veste, fa colazione, si lava i denti e, come ogni giorno, accompagnata dal bacio della mamma e del papà, esce da casa e si avvia verso scuola. Esce dalla macchina e attraversando la strada con la sua nuova borsetta in mano, regalo del padre per il suo quindicesimo compleanno, pensa al momento di mostrarla alla sua amica del cuore, Anna. Si ricorda altrettanto di non aver fatto nuovamente il compito di inglese. ''Ti sta benissimo'' dice Anna mostrando la borsetta. ''Grazie cara. Eh già! Hai fatto per caso il compito d inglese?'' ''Laura, da quand'è che tu hai interesse per il compito d inglese? Non li fai mai, e poi, come dici tu, queste cose non ci aiuteranno nella vita: specialmente la matematica, la biologia... Dio mio, oggi interroga fisica vero?'' risponde Anna. ''Che noia... che ne dici di andarcene via le ultime due ore? ' Andiamo a prendere un caffè, non ho voglia di restare qui tutto il giorno.'' chiede Laura salutando Marco dall'altra parte del corridoio. ''Stai scherzando? Vuoi che chieda a Marco di accompagnarci? Credo sia matto per te!''. 'Ancora ore da giustificare Laura?'' dice la madre vedendola entrare in casa. ''Mamma, non mi sentivo bene, ti avevo mandato il messaggio.'' ''Ti ho vista passeggiare con Anna, non dire bugie...'' risponde la madre con una voce stranamente calma. ''Scusami. A dire la verità, non avevo voglia di restare a scuola, e poi l'interrogazione di fisica...lo sai che odio la scuola!'' ''Non apprezzi affatto la tua educazione, è l'arma più potente che avrai, Laura!'' 17

18 È lunedì. Sono le sette del mattino e i raggi di sole penetrano dalla finestra e svegliano la sedicenne Aalyah. Alzandosi in piedi ringrazia Allah per un altro giorno e si reca velocemente da sua madre per la prima preghiera. Pensa a suo fratello: non l'ha visto da due mesi siccome è in guerra, spera che sia salvo e prega per lui. Dopo aver fatto la colazione si avvia verso scuola. Cammina per la strada con paura poiché i talebani hanno emanato un editto che proibisce a tutte le ragazze di andare a scuola. Solo 10 compagne di 25 si sono presentate alle lezioni. Molte altre hanno abbandonato Swat con la famiglia per paura. ''Hai avuto problemi arrivando?'' chiede Aalyah alla sua compagna di banco, Nihli. ''Ho sentito un uomo dire 'ti ucciderò'; ho affrettato il passo guardandomi alle spalle per vedere se mi stava seguendo ma poi ho capito che stava parlando al cellulare. Minacciava qualcun altro'' rispose Nihli. Quel giorno la professoressa comunica che si proibisce alle alunne di indossare abiti colorati. Poi, verso la fine della giornata il preside annuncia la data d'inizio delle vacanze ma, stranamente, non dice la data del loro rientro. I giorni seguenti quindi potevano essere gli ultimi giorni di scuola per Aalyah. ''Dove'eri fino a quest ora?'' dice la mamma vedendo Aalyah entrare in casa. ''Scusa, a dire il vero, non lo so se ci ritornerò mai più.'' risponde la figlia disperata, abbracciando il fianco della madre. ''Non importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è l'istruzione. E non ho paura di nessuno'', ''Un bambino, un'insegnate, una penna e un libro possono cambiare il mondo'' e molte altre sono citazioni di quella bambina, ragazza, donna che oggi rappresenta il simbolo vero e proprio del coraggio e della verità. L'unica, la cui voce parla per quelli che non possono parlare, le cui parole penetrano in coloro che non vogliono sentire e alzano il mondo in piedi. La grave ferita provocata dai talebani non le ha proibito di parlare e continua a combattere per il bene di questo mondo, per la pace e l'armonia. Il fatto che mette al primo posto il bene degli altri, i loro diritti e la loro liberazione rende Malala il simbolo della lotta all'estremismo. Sono persone come lei che cambiano questo mondo e ci fanno apprezzare il bene che abbiamo, la fortuna di essere privilegiati. Il suo esempio è una spinta per tutti quelli che vogliono procedere sulla strada della pace e della giustizia modificando il mondo, sfruttando la vita per il bene. ''Questo non è il mio giorno, ma è il giorno di coloro che combattono per una causa, io sono qui per dare la parola anche a chi non ha voce.'' Martina Ban, IIa 18

19 Miniguida della mia città Dora Silvani & Eni Salihi IV T Premio Consolato d Italia a Fiume Fiume, 2 ottobre 2013 Cara Lana, Come stai ex compagna di campeggio? Come va la scuola? E gli amici, come sono? Mia mamma mi ha detto che vieni a Fiume con i tuoi fra un paio di giorni. Sono felicissima di rivederti dopo tanto tempo. Senti questa: sto componendo una mini-guida turistica di Fiume e mi farebbe piacere poterti mostrare la città. Ti anticipo qualcosina: Fiume è situata nel Golfo del Quarnero. Al tuo arrivo ci incontreremo in Piazza Jelačić e incominceremo la visita attraverso il Corso. Il Corso è l arteria della città. È stato costruito su terreno strappato al mare. Risale agli inizi del XIX secolo la sua forma attuale. Camminando per il Corso vedremo tante cose come ad esempio i luoghi di ritrovo: il caffè bar Boa, il bar Garibaldi, il pub Fiorello, mentre per vedere il Corso da un panorama diverso saliremo allo Sky bar e al locale Nad Urom. Sul corso possiamo anche fermarci a fare un po di shopping nei vari negozi come il nuovo H&M o i grandi magazzini Ri e Korzo. Ma se vorrai far tanto shopping potresti acquistare la tessera Rijeka card con la quale si possono ottenere sconti in più di centotrenta esercizi convenzionati a Fiume ed Abbazia, e non solo nei negozi ma anche nei musei cittadini, nelle gallerie e nei negozi di souvenir (ottimi sconti dal 50 al 66%), nei ristoranti (dal 10 al 20%) e nei negozi (fino al 10%). La tessera costa 55,00 kune, e si accompagna ad una brochure informativa, ad una mappa della città e al trasporto urbano gratuito nelle 48 ore seguenti all attivazione della tessera. È una buona idea per fare un giro in centro e poi uscire la sera! Di fronte allo Sky bar si trova la Torre civica che è uno dei nostri più famosi monumenti di ed è anche il simbolo della città di Fiume. 19

20 La Torre civica nell età medievale, era un ingresso nelle mura cittadine. Quella che vedrai, la Torre dell orologio è posteriore, sostituisce quella che fu distrutta nel terribile terremoto del L imperatrice Maria Teresa mise a disposizione il denaro necessario per la costruzione della nuova torre, ristrutturata nel Proseguendo, vedrai sulla sinistra il McDonald's e girando a destra l'hotel Bonavia. Il Grand Hotel Bonavia ha ben 125 anni ed è stato completamente rinnovato alcuni anni fa. Mi piacerebbe mostrarti anche la mia scuola e presentarti la mia classe! Come sai, frequento la Scuola media superiore italiana, l'unica media superiore italiana di Fiume. Una cosa che devi sapere prima di entrarci è la leggenda del lampadario. Esiste una superstizione che costringe le generazioni a entrare evitando di passare direttamente sotto il lampadario, scegliendo la strada più breve alla scalinata. Se capita di passarci sotto sarai interrogata!!! Il mio Liceo è stato inaugurato l 8 gennaio 1888 come Scuola cittadina Maschile. La scuola è circolare, nel senso che, se parti da un punto e percorri il corridoio, ritornerai sempre sullo steso punto di partenza. Una cosa, diciamo, ridicola è che le prime classi non si orientano ancora bene e si sanno perdere e non trovare l'aula giusta. La scuola è contraddistinta dalla sua cupola verde. È ristrutturata, decorata e dotata di un sacco di attrezzature e mezzi didattici. Abbiamo anche un Aula magna per le recite e le grandi occasioni. Parliamo italiano e pasticciamo italocroato-inglese, vedrai quando conoscerai i miei compagni di classe. Finita la visita alla scuola passeremo a vedere la cattedrale di San Vito che è un altro simbolo di Fiume. La Cattedrale di San Vito si trova in Piazza Grivica e fu costruita dai Gesuiti. È consacrata al patrono di Fiume, appunto San Vito. È interessante: assomiglia a una gigantesca torta perché è una chiesa a pianta circolare. Ci misero un secolo per costruirla (dal 1638). All interno della chiesa si trova un crocefisso in legno. A questo crocefisso è legata la leggenda di Pietro Lonzarich, un fiumano che, in preda all ira scagliò una pietra colpendo il crocefisso. Un giorno, si racconta, Pietro Lonzarich assieme ad altri due amici stava giocando a carte davanti alla Chiesa di San Vito dove era stato esposto il crocifisso. Pietro stava perdendo e, arrabbiato, scagliò una pietra sulla parte sinistra del costato di Cristo. Davanti all orrore della gente, dal costato di Cristo cominciò a sgorgare sangue. La terra sotto al giovane Pietro si aprì per inghiottirlo lasciando fuori solo la sacrilega mano. 20

21 Il governatore di Fiume, il barone Rauber, ordinò che la mano fosse pubblicamente bruciata e in ricordo di questo fatto fece collocare ai piedi del crocifisso una mano di bronzo. La pietra scagliata si trova oggi dalla parte sinistra del crocifisso con un iscrizione latina Huius lapidis ictu percussus est Crucifixus! Anno Domini (Con questa pietra fu colpito il crocifisso nell anno 1227). Il nostro patrono, San Vito, era nato a Mazzara del Vallo, in Sicilia, e fu perseguito e torturato in quanto cristiano, probabilmente intorno agli anni , sotto l imperatore Diocleziano. Il suo culto iniziò a diffondersi intorno al 600, quando nacque la prima leggenda sulla sua vita e sul suo martirio e quando fu costruita a Roma la prima chiesa a lui dedicata. Il culto di San Vito si è diffuso notevolmente nei paesi slavi dove sostituì l antico culto pagano di Svetovid. Le chiese in suo onore venivano erette in cima alle colline, dalle quali Sv. Vid (San Vito, vid in croato significa il senso della vista ) vede tutto. Se avremo tempo ed energia, vorrei anche farti vedere: la torre del Duomo, il teatro comunale Ivan de Zajc che è il più grande (ma non l unico) teatro di Fiume che ospita il Dramma Italiano la compagnia di prosa in lingua italiana, il Castello di Tersatto e l'arco romano. La torre del Duomo è nei pressi della Chiesa dell Assunta, dove si trovano i resti delle antiche mura civiche che l imperatore Giuseppe II fece abbattere nel Settecento perché ostacolavano l espansione della città. Il Teatro nazionale Ivan de Zajc è stato progettato da due noti architetti viennesi Fellner e Helmer gli stessi del Palazzo Modello, che ospita la Comunità degli Italiani ma che noi chiamiamo il nostro Circolo. I lavori di costruzione del teatro iniziarono nel 1883 e già nel 1885 proprio lì fu accesa la prima lampadina elettrica della città. Fiume ospita anche un planetario però ha un nutrito programma più d estate che adesso. Se torni nel periodo estivo il programma al planetario possiamo vederci le proiezioni dei film in lingua inglese, italiana e francese. Ogni mercoledì sera potremo scegliere tra i film: "Due piccoli pezzi di vetro" ( Two Small Pieces of Glass ) e "Pianeti in vista" ( Planets in Sight ) in lingua inglese e rispettivamente in italiano e francese "Corsa sulla Terra" e "Vibrato". 21

22 Il Castello di Tersatto è un belvedere situato in posizione strategica sopra la città si Fiume. Originariamente forte dei Frangipani, il castello medievale fu probabilmente costruito sui ruderi di una più antica fortezza romana. La parte meglio conservata della struttura originale è il cosiddetto Konak, un cortile chiuso con una cisterna. Dal castello si può ammirare una vista mozzafiato dell intero Golfo del Quarnero, il mare cristallino, le colline e parte del panorama di Fiume. In estate il forte diventa la location di concerti e spettacoli; inoltre ospita una galleria d arte aperta tutti i giorni. Invece l Arco romano è la più antica testimonianza classica di Fiume. Si tratta dell antico ingresso nel bastione di Tarsatica. Ricerche archeologiche hanno confermato l esistenza di mura di cinta che appartenevano al castrum. Fiume è nota per la sua ospitalità e l offerta turistica. Ha diversi alberghi, quattro in tutto. Di uno, il Bonavia, ti ho già detto. Gli altri tre sono: l Hotel Continental, l Hotel Jadran e l Hotel Neboder. L albergo Jadran è situato direttamente a strapiombo sul mare, nella parte residenziale di Fiume ed ha una posizione unica nella città. L'albergo Continental è il più anziano albergo nelle nostre zone, è l unico che non è mai stato chiuso dall inaugurazione nel L'albergo Neboder è molto diverso perché è, a tutti gli effetti, un grattacielo. La costruzione di questa complessa ed esigente struttura durò dal 1929 al Ha quattordici piani, dai quali si gode di una meravigliosa vista sulla città e sul mare. Parlando della vita notturna posso dirti che stiamo abbastanza bene. Abbiamo molti posti bellissimi dove uscire. Con i miei amici vado spesso al Kont, al Johnny, o salgo sulla Nina o Nina2 che sono delle navi-bar, come anche la nave Marina. Altri posti degni di nota, secondo me sono il River pub, Gala e tanti altri. Quando prendi il caffè ti puoi collegare tramite wi-fi perché' l'istituto per le attività informatiche della Città di Fiume in collaborazione con la ditta Krk sistemi s.r.l. ha realizzato un progetto per l'accesso internet wireless gratuito per tutti i cittadini fruitori di computer portatili, come pure per tutti i turisti e visitatori della nostra città. Nell'ambito del progetto, con il segnale viene coperto il centro città, una parte di Tersatto, il polo natatorio di Kantrida, il Centro Zamet, la Palestra di atletica di Cantrida, il cinema "Art-kino Croatia" e il Centro astronomico di Fiume. Non ti ho detto nulla dei miei compagni, ma è per non rovinarti la sorpresa di quando sarai qui e li conoscerai di persona! Un bacione e a presto! 22

23 Petra Duhović, Ia Premio Consolato d Italia a Fiume Fiume, per qualcuno una città qualunque, ma per me molto di più: la mia città natia. Tante persone nel mondo nemmeno sanno che Fiume esista. È triste perché per me è una città di grandissima importanza. Presentarla è difficile poiché ci sono tanti luoghi significativi da visitare, però io cercherò di farvi conoscere i posti che ogni Fiumano ha visitato almeno una volta, anche senza accorgersi della loro importanza. Ogni tanto ci mangio qualcosa ma sempre preferisco di più Kraš. La cosa più bella del Corso è certamente la Torre Civica. È impossibile mancarla. Nel passato il Corso non esisteva quindi si doveva passare sotto la Torre Civica per entrare nella città (Fiume nel XVIII secolo era circondata da mura e dal mare). La nostra città non sarebbe la stessa senza il Corso: via dove ogni giorno passano più di cinquecento persone.. Fu costruito fino alla fine circa nel È il nostro centro città. Corso è anche il luogo di ritrovo più importante della gioventù. Corso è circondato da molti negozi come h&m, Calzedonia, Benetton. Il mio edificio preferito, però è Kraš dove vado quasi ogni volta che visito il Corso. Questo bar è il mio preferito siccome sono una grande appassionata di cioccolato e soprattutto del gelato Bajadera (però quello che costa 9 kn perché dentro ha dei pezzettini sciolti della Bajadera- una specie di cioccolatino). Tutti i miei amici frequentano di più il McDonalds che si trova di fronte. A me, sinceramente non piace tanto. 23

24 La Torre Civica è di colore giallo-ocre con un tetto a cupola verde. Su di essa si trova anche un grande orologio (per persone come me che non sanno mai che ora fa) e un'aquila che è anche lo stemma fiumano. L'aquila è bicipite con le due teste girate da una parte e le ali spalancate. Sotto c'è la scritta Idenficienter. Il mercato, secondo me, è un luogo speciale, perché li non si vende solo merce sana, senza sostanze chimiche, ma anche perché è un posto dove si comunica. Mi amareggia tanto che sempre il maggior numero di persone vada a comprare cibo nei supermercati e i bambini piccoli non sappiano nemmeno cosa sia un mercato vero e proprio. Ricordo che da piccola io e mia mamma andavamo sempre a fare le spese, ogni Domenica, al mercato. Sono delle piccolezze che a me significano tanto. Il mercato fiumano c'è là da decenni ma pian piano sta sparendo siccome sempre più persone comprano nei supermercati. Siccome nel posto dove c'è il nostro mercato più famoso (perché non c'è solo uno) una volta c' era il mare, il nostro mercato è stato progettato e finito appena nel Comunque sono già tanti anni che esiste e sarebbe un peccato perderlo. Al mercato si può sentire anche una forte fragranza di pesce e frutti marini. Anche se a me, personalmente, questo odore non piace e puzza tanti lo trovano speciale. Nella pescheria si possono trovare i più svariati tipi di pesce (sardine, pesci spada...) conchiglie... Il prodotto più ricercato dai Fiumani sono sicuramente gli scampi. Il peccato maggiore di tutta la Croazia è che si mangiapoco pesce. Noi siamo fortunati ad avere un mare pulito e ricco di pesce e non ne consumiamo che poco. Delle ricerche scientifiche hanno dimostrato che ne consumiamo pochissimo. La nostra città è conosciuta molto anche per i magnifici teatri. Quando mi sono accorta di non sapere tanto sui nostri teatri ho fatto una ricerca perché è cultura generale! Il teatro più famoso è sicuramente il teatro nazionale Ivan de Zajc. È stato progettato da due architteti: Fellner e Helmer. È uno dei quattro teatri nazionali (teatro di Osijek, Spalato, Zagabria) e secondo me il più bello. Il teatro era il primo edificio illuminato con corrente elettrica. L'inaugurazione si è tenuta il 4 ottobre 1885 e c'erano presenti tutte le persone V.I.P fiumane. In cartellone due grandiose opere: la Gioconda di Ponchielli e l'aida di Verdi. L'inaugurazione doveva svolgersi il 3 ottobre però è stata rimandata al 4 ottobre a causa di problemi con la corrente elettrica. Anche il 4 ottobre l'illuminazione s'indebolì verso la fine dello spettacolo ma tutti continuarono a seguirlo con massima attenzione servendosi di lumi a petrolio. Il teatro non era il primo teatro comunale a Fiume: c'era anche il vecchio Teatro Adamich che non poteva accogliere più tutti gli interessati. 24

25 Il Teatro Ivan de Zajc più volte aveva cambiato nome: dal 1913 si chiamava Teatro Verdi, dal 1945 si chiamava Teatro popolare di Fiume, soltanto nel 1945 prese il nome di Ivan Zajc. Il teatro aveva messo in scena per la prima volta un'opera croata nel la Dubravka di Gundulić. Il Teatro Fenice purtroppo ormai già dimenticato da tanti era uno dei luoghi di divertimento più conosciuti di una volta. Prima del Teatro Fenice in quel luogo c'era il Teatro Ricotti che poi era diventato il Teatro Fenice. Nel 1888 il palcoscenico era ricostruito. Il Teatro I.Z. era sempre molto più frequentato soprattutto dalla classe alta e media mentre il Teatro Fenice era frequentato dal volgo. Il Teatro aveva la capacità di ospitare circa 700 persone e nel 1901 il teatro fu ricoperto. Attorno il 1915 il Teatro Fenice fu costruito, diventando così il primo teatro europeo in cemento armato. Anch'io l'avevo frequentato più volte e mi dispiace che non è più in uso. 25 La Cittavecchia fiumana è molto difficile da trovare, impossibile anche perché in qualche modo non c'è. Nel 1750 Fiume fu completamente distrutta da un terremoto. Nel 1753 l'imperatrice Maria Teresa aveva deciso di ricostruire la Civitas Nova fuori dalle mura. Nella nuova città ricostruita si era trasferita tutta l'elite fiumana. Le vie della Cittavecchia erano molto strette con le case quasi incollate l'una sull'altra. Con la Prima e Seconda Guerra Mondiale tutta la città fu distrutta di nuovo. Negli anni Cinquanta nella Cittavecchia vivevano soprattutto persone disperate, di sera per strada c'erano le prostitute... Oggi i resti della Cittavecchia sono molto difficili da trovare, ma si trovano un po' da per tutto: Via dei Telai, sotto l'arco romano... Tutti sanno che Fiume aveva da sempre una forte economia a causa del porto e delle potenti industrie. Una delle industrie di una volta più potenti, ora in rovina e dimenticata è il silurificio. Il silurificio in origine apparteneva a Robert Whitehead.in collaborazione con Giovanni Ciotta e Giovanni Biagio Luppis. Loro hanno creato un'arma potente che toccando una nave gli darebbe una scossa elettrica. Il prodotto prima aveva il nome siluro Luppis- Whitehead ma poi gli avevano cambiato il nome in siluro Whitehead. All'inizio fabbricavano circa 800 prodotti all'anno creando Whitehead una delle perdone più potenti e ricche di Fiume.

26 La fabbrica continuava a lavorare con il nome di Torpedo fino agli anni Novanta. In questi tempi non lavora più e sta crollando lentamente. È molto triste vederla da vicino. Un'altra fabbrica importante di una volta era la cartiera. Produceva 5% di carta nel mondo. Era una delle più importanti industrie che producevano carta. La cartiera fabbricava più tipi di carta: carta per sigarette, carta setata... Terminata la Seconda Guerra Mondiale nella cartiera il lavoro fioriva di nuovo. Era una delle cinque fabbriche più importanti nel mondo e produceva carta di alta qualità. Anche questa fabbrica purtroppo si spegne. Siccome Fiume si trova all'incrocio di diverse culture ci sono anche più tipi di cucina: cucina italiana, mediterranea, americana, ci sono persino due ristoranti cinesi. Fortunatamente ci sono specialità fiumane come: i risi bisi, la polenta con patate, la calandraca, la jota... La mia preferita è la polenta con il formaggio e le uova che si può assaggiare a Grobnicco. Non è una polenta tipica (quella del supermercato fa schifo) ma è quella vera e propria che si cucina per 2-3 ore. In essa si aggiungono formaggio e uova. È deliziosa!! *Abbazia Abbazia è una piccola città distante da Fiume circa quindici chilometri. È nota già dal Medioevo quando i nobili di tutta l'europa costruirono ville per le vacanze. È molto conosciuta anche per il Lungomare che è una via accanto al mare che collega Volosca, Abbazia, Icici, Ika e Laurana. I nobili spesso ci venivano anche per ragioni sanitarie credendo che passeggiando sul Lungomare e inspirando aria marina guariranno. 26

27 *Tersatto: - il castello di Tersatto Abbazia così è stata proclamata centro termale e climatico. *Cherso e Veglia Cherso e Veglia sono due isole croate più grandi. Nel passato si pensava che Veglia fosse la più grande però i risultati scientifici di ulteriori ricerche non risultarono così. L'isola croata più grande è Cherso. Tutte e due le isole offrono bellissime spiagge, su di Cherso: Beli, Lubenice (le due spiagge più famose). A Cherso c'è il lago di Vrana con la sua leggenda. La leggenda narra che una ragazza ricca non voleva dare alla sua sorella né soldi né cibo e di conseguenza una tempesta ha allagato il suo castello, dando origine al lago di Vrana. Si dice che sotto il lago ci sia il suo castello. Il castello di Tersatto Tersatto serviva in origine soltanto per scopi militari, dopo fu aquistato da Leval Nugent che aveva deciso di trasformarlo in un mausoleo. Gli abitanti dicevano che per molti anni intorno al castello passeggiava una donna anziana e che scacciava via tutti i bambini. Si è capito, dopo qualche anno, che si trattava di Ana Nugent, moglie di Leval Nugent, alla quale era stato lasciato il castello in eredità. Lei scacciava via tutti dal castello per vendetta in quanto il governo aveva nazionalizzato il castello. Il santuario di Tersatto è dedicato alla Madonna. Tante persone lasciano lì dei regali per Madonna ringraziandola per le preghiere esaudite. 27

28 Il santuario di Tersatto Si dice che il carnevale fiumano sia il terzo carnevale più grande nel mondo, dopo quello di Rio de Janeiro e quello di Venezia. Il simbolo del nostro carnevale è il Moretto (divenuto anche gioiello tradizionale). Una persona travestita da Moretto ogni anno inizia la sfilata. E ogni anno si sceglie anche la reginetta del carnevale. Petra Duhović, Ia 28

29 di palo in frasca * A cosa serve la scuola e come migliorarla * Nelle società odierne, soprattutto in quelle sviluppate, la scuola è un'istituzione pubblica che ha come scopo l'educazione dei giovani di un determinato Stato. In Croazia la scuola è un'istituzione obbligatoria. In una scuola si cerca di promuovere il sapere, le conoscenze e le importanti scoperte dell'umanità, cercando di educare e creare delle basi lavorative e un'ampia cultura generale alle generazioni giovani che saranno, un giorno, alla guida dello Stato. Le scuole comportano però anche degli aspetti negativi. Purtroppo, in Croazia, gli allievi non vengono motivati a studiare. Basandomi sulla propria esperienza, posso dire che non ho ancora conosciuto una persona che studia per piacere, spinta dall'interesse e dalla curiosità. All'insegnamento dovrebbe aggiungersi del materiale più interessante e intrigante, ma anche materie che preparerebbero alla vita da adulti, come le basi dell'economia del management. Le scuole croate hanno una grande quantità di materie che necessitano parecchio studio. Secondo me, sarebbe meglio seguire l'esempio di certe scuole internazionali e dividere le materie in due gruppi: le materie di base - come la matematica, la lingua, la storia e la biologia - obbligatorie per tutti, e le altre materie come l'arte, la psicologia, l'informatica e la ginnastica che sarebbero materie opzionali. In questo modo 29 ogni alunno potrebbe dedicarsi ai campi di studio che gli interessano maggiormente senza perdere le basi della cultura generale. Le scuole e programmi croati tendono Sono cose che ci aiuterebbero nella vita futura e non verrebbero dimenticate come le complicate formule di equazioni. Un'altra cosa che sarebbe utile agli alunni è una diversa organizzazione di gare, e anche gite, scolastiche. Per il vincitore di un concorso di chimica, per esempio, si potrebbero offrire come premio, al posto di un diploma e di soldi, una visita a un laboratorio chimico, come il nostro JGL. Ciò gli servirebbe come un'utile esperienza dalla quale potrebbe dedurre se il lavoro e la giornata lavorativa di un chimico hanno soddisfatto le sue aspettative, incoraggiandolo o meno di proseguire con i studi di chimica. Un altro fallimento delle nostre scuole è il metodo di valutazione. Ogni alunno è speciale, per le proprie qualità e debolezze, e portato per una materia più che per un'altra, ma tutti vengono giudicati allo stesso modo. Se si mettessero a una prova, ad arrampicarsi su un albero, una scimmia, un pesce, un elefante e un verme, solo la scimmia sarebbe in grado di svolgere bene l'esercizio, mentre gli altri si sentirebbero un po' stupidi e incapaci. Quello che sto cercando di dire è che ognuno di noi è diverso, siamo individui con talenti differenti e vari, ma se veniamo giudicati tutto allo stesso modo, a volte risultiamo meno intelligenti degli altri, mentre le nostre capacità rimangono nascoste e non notate. La scuola dovrebbe essere un'istituzione dove ognuno di noi andrebbe felice, contento di imparare e non impaurito dai professori, dalle verifiche e dei voti. Dovrebbe essere un luogo dove verrebbero i curiosi, gli interessati ma soprattutto gli ansiosi di sapere. Rea Duhović, IIIa

30 di palo in frasca * Ho cambiato indirizzo * Frequento l indirizzo commerciale, però prima frequentavo l indirizzo matematico-scientifico. Avevo deciso di cambiare indirizzo perché avevo dei problemi con la lingua, e per il motivo che l indirizzo commerciale è più facile. L esperienza mi dice che questo indirizzo non è cosi facile come lo pensavo io. Pensavo che all indirizzo commerciale non fosse necessario studiare, ma invece ho dovuto studiare in seconda più che in prima! Secondo me questo indirizzo è diretto a tutte le persone che vogliono andare a lavorare subito dopo la scuola media superiore. Certo, il vantaggio è che fai tanta pratica, e questa esperienza ti può essere di gran aiuto nel futuro. Lo svantaggio è che in questo indirizzo non puoi imparare certe cose che ci sono in altri indirizzi. Anche se si può sempre recuperare! * La mia nuova vita * Zhengfei Huang, IIc Frequentai la prima e la seconda superiore in Italia, più precisamente a Pitz e Serra. La scuola si chiama ITC Primo Levi. I primi due anni sono uguali per tutti, poi alla terza e fino alla quinta si continua con l indirizzo che si è scelto, come ad esempio di biologia, turismo, marketing e giurisprudenza. Era una grande scuola. Pensavo la scuola fosse molto bella, tutti ne parlavano positivamente. Ero entusiasta e molto felice perché nella mia stessa classe c erano i miei migliori amici: Marco e Francesco. Alla mia vecchia scuola sono legato da tanti ricordi. Un giorno, in classe arrivò una professoressa di Diritto e politica, e scoprì che era una razzista e fascista. Prendeva in giro una ragazza disabile nella mia classe. Poi il mio amico Marco era innamorato di una professoressa. Il mio professore di Matematica si divertiva a lanciare libri in faccia agli alunni, e prenderli a calci nel sedere per mandarli fuori dalla classe. L unico professore simpatico e che sapeva fare il suo lavoro (ed è straricco) si chiama Bonfiglio. Lui spiegava perfettamente, si capiva tutto, e scherzava tanto. I miei compagni di classe erano terribili. Urlavano e prendevano in giro tutti. In seconda superiore hanno cambiato Bonfiglio con Aru (economia aziendale). Era terribile, a parlare era più veloce di un jet, e spesso abusava degli alunni. Nel mio vecchio istituto, gli alunni, dopo che finiscono la maturità, vengono a distruggere mezza scuola e bruciare la segreteria. Ora frequento la terza superiore nella Scuola superiore italiana a Fiume e devo dire che mi trovo veramente bene. Tutti gli insegnanti sono ciò che si può definire essere insegnanti. Mi trovo bene, anche molto bene, con i miei compagni di classe e finalmente posso vivere una vita scolastica completamente tranquilla. :D Claudio Begonja, IIIt 30

31 di palo in frasca * La moda * La moda è la tendenza dell uomo ad appartenere ad un gruppo sociale. Oggi la moda, soprattutto quella seguita dai giovani, è basata sul "casual" e sull invenzione creativa. Tradizionalmente il formarsi delle mode è stato interpretato come una "invenzione o differenziazione" tra le persone. Si può notare come si tenga conto di molti fattori come l accessibilità, l interesse e la praticità. Si può ormai notare come oggi anche i bambini hanno un loro modo di seguire le mode, ad esempio chiedendo i genitori qualcosa che a loro piace, come per esempio un gioco. La moda ha maggiore influenza soprattutto tra gli adolescenti perché, essendo in fase di crescita, devono ancora consolidare certezze. Il modo in cui ci si veste, infatti, serve a mio parere a nascondere paure, insicurezze, disagi, mentre per gli adulti può esprimere l'appartenenza ad una classe sociale. A dettar moda non sono solo gli stilisti e le persone famose, ma i talkshow, che anche se trasmettono un messaggio negativo ai giovani, lanciano mode e tendenze e con questo fanno pressione sui ragazzi. Secondo quanto in voga negli ultimi decenni della moda, bisogna essere magri, palestrati e vestirsi in maniera "fashion. Il desiderio di essere e diventare un icona tra gli amici, porta anche a gravi disturbi che nel passato neanche esistevano come l anoressia. La ricerca del fisico da "top model" sembra coinvolgere grande parte delle ragazze che, pur di seguire questi modelli, si arrecano danni. In altre occasioni, il problema si presenta guardando le copertine delle sfilate o i cataloghi, le cui modelle hanno scoperte pance piatte, con l' ombelico ornato da piercing. Questo sta ad evidenziare come la moda si sia revoluta e che questo (decorare il corpo) sia ormai una cosa più che logica e del tutto normale. Concludendo, penso che un conto sia vestirsi in un certo modo, magari per delle occasioni importanti ed un altro sia quello di mettersi in mostra. Ognuno poi è libero di coprirsi o scoprirsi la pancia, farsi un tatuaggio o un piercing ma tutto questo penso debba avere un limite, evitando cosi di metter in gioco la nostra salute. Antonella Čavić, It * La musica I * La musica è l'arte di combinare insieme suoni e parole. L arte dei suoni non è soltanto una forma di divertimento ma è anche uno stile di vita che provoca piacere e felicità. Ci accompagna attraverso tutta la nostra vita e non si può evitare. Ci sono moltissimi generi musicali: hip-hop, techno, rock n'roll, house, musica classica, elettronica, zaiche Ogni stile di vita, nazionalità, cultura e i gruppi di amici sono accompagnati da un proprio stile di musica. Ogni persona ha i propri gusti che si devono rispettare. L'hip-hop è la mia musica preferita, perché si tratta di un genere musicale che collega suoni melodiosi con molte parole e rime. L attributo delle rima nell hip-hop è fondamentale perché fa di questa musica una cosa speciale, bella e unica. Si può dire che le rime sono il simbolo di riconoscimento della musica hip-hop. Mi piace ascoltare quest arte dei suoni perché posso ballare la breakdance ed essere accompagnato dai miei brani preferiti. La fusione della musica hip-hop con la breakdance fa di me la persona più felice al mondo perché è il collegamento di due cose che mi piacciono molto. Ecco perché direi che la musica è uno stile di vita, entra nelle nostre vite, si collega a qualcosa e ci fa stare bene e ci rende felici. Non ci sono molte presone che ascoltano questo tipo di musica. Oggi la maggior parte dei giovani ascolta le zaiche. Le zaiche sono canzoni di provenienza serba. Il tema di queste canzoni è sempre l'amore. A me questo tipo di musica non piace per niente però rispetto le presone che l ascoltano. Sono contento di avere amici con i quali mi vedo ogni giorno e ai quali piace la musica hip-hop. In questo modo posso parlare, condividere e conoscere nuove cose su questa arte, nuovi cantanti e canzoni nuove. Renè Balint, It 31

32 di palo in frasca * Il bullismo * Il bullismo oggi è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti e si diffonde sempre di più, soprattutto nelle scuole, luogo dove invece i ragazzi dovrebbero sentirsi al sicuro. Sono sempre di più le notizie sui giornali e nei telegiornali che riguardano il bullismo: questi fatti gravissimi hanno portato le giovani vittime a lasciare la scuola o a vivere in un luogo di terrore. Il bullo è una persona esibizionista che fa violenza psicologica o assume atteggiamenti aggressivi nei confronti degli individui più deboli. sms o in chat o la fotografa o filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri per minacciarlo o dargli fastidio. Alcune persone pensano che il bullismo esista soltanto tra i maschi ma questo non è vero. Il bullismo è sempre più frequente tra le ragazze che cercano di escludere un membro del gruppo. Quando non riescono, cominciano a offenderlo. Usando ogni giorno parole offensive e prendendo in giro la vittima, questo diventa bullismo verbale o psicologico. Il bullismo provoca grandi danni alle vittime, come per esempio traumi che restano impressi per tutta la vita. Le vittime del bullismo dovrebbero parlare con una persona della quale si fidano, cercare aiuto e trovare una soluzione per risolvere il problema. In realtà il bullo non ha una forza ma una debolezza. Se un ragazzo picchia o minaccia un altro individuo è per sentirsi forte o perché non riesce a esprimersi diversamente. Esistono vari tipi di bullismo: il bullismo fisico è quando il bullo colpisce la vittima con pugni, calci, spintoni, sputi o la molesta sessualmente; il bullismo verbale è quando il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e offese; il bullismo psicologico è quando il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto; il bullismo elettronico o cyberbullismo è quando il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite Rea Stemberger, It 32

33 di palo in frasca * Una donna eroica * Esistono molti eroi al mondo, persone che salvano una vita o persone le quali hanno un significato grande per noi; gli eroi dei cartoni animati o quelli della vita vera, come per esempio i pompieri, che ogni giorno salvano migliaia di vite nel mondo. Mia nonna rappresenta per me una donna eroica. Ha passato molte cose nella vita, che ai miei occhi la rendono un'eroina. Da piccola viveva in campagna, dove tutti erano poveri. Non esistevano ancora telefoni, cellulari e altre tecnologie moderne. Andava a scuola senza scarpe come tutti i suoi amici. Non c'entrava se c era la neve o la pioggia, dovevano sopportarlo. Spesso non aveva niente da mangiare e per quello che rimediava, doveva lavorare sodo. Non poteva, come noi oggi, semplicemente entrare nel negozio e comprare il cibo. Ogni giorno doveva svegliarsi molto presto al mattino, quando fuori ancora era buio, andare al pascolo e governare le bestie. Quando è cominciata la guerra, doveva nascondersi con la sua famiglia. Per non essere sorpresi dai nemici, scappavano nei boschi e nelle case vecchie e abbandonate. Sono stati fermati dai nemici molte volte, ma sono sempre riusciti a scappare. Aveva anche una sorella e un fratello, che però sono morti in guerra. Non posso nemmeno immaginare quanto doveva essere difficile continuare la vita dopo quella perdita. Dopo la guerra, cresciuta, si è trasferita in città e ha partorito mia madre. Tutta la sua famiglia si era dispersa. Ognuno si era trasferito in un altro punto del mondo, perciò mia nonna non vedeva spesso i suoi. Qualche volta mi sembra di vivere con lei e non con i miei genitori, perché trascorro molto tempo nella sua casa. Mi piace ascoltare le storie della sua vita. Voglio bene e stimo mia nonna più di ogni cosa al mondo; lei è per me una donna eroica. Rea Stemberger, It * Inquinamento, quale futuro? * Tutte le persone del mondo sanno che oggi c è tanto inquinamento attorno a noi, alcuni fanno qualcosa per cambiare, ma altri purtroppo no. L inquinamento sta crescendo in maniera esponenziale da pochi decenni addietro, con lo sviluppo delle fabbriche e delle industrie pesanti. Continuando di questo passo, il nostro mondo sarà così inquinato che fra un paio di decenni non sarà più possibile vivere. Tutti gli animali moriranno, e le piante anche. Gli alberi non potranno produrre più ossigeno (sempre se non saranno già stati tutti abbattuti). La maggioranza delle persone non si cura delle conseguenze di un inquinamento ormai fuori controllo. Il mondo diventerà un posto pieno di fabbriche, tutto asfaltato e senza anima. Linda Čendak, IIIt Ascoltandola oggi, considero eroico il fatto che sia riuscita a sopravvivere la guerra, a finire le scuole, impiegarsi e formare una famiglia malgrado fosse sola e non potesse contare sull aiuto dei famigliari, persi in guerra Oggi vive accanto a casa mia. Quando ho un problema che devo risolvere, vado sempre da lei perché so che mi aiuterà. 33

34 di palo in frasca * Internet * Nel mondo due miliardi di persone oggi usano internet. Il 60,5 % usa il web per trovare le strade, il 22,5% per le operazioni bancarie, il 19% per fare acquisti, il 18% per prenotare un viaggio e il 41% dei disoccupati per cercare lavoro. L'88% delle persone ha un account su Facebook. Se pure ha introdotto considerevoli comodità e miglioramenti nelle nostre vite, la rete, tuttavia, sembra costituire anche un pericolo. Navigare tra le pagine online richiede grande prudenza. Come nella vita reale, anche su internet possiamo venire in contatto con truffatori, ladri, pedofili... Ci sono ladri d identità in rete ed è molto semplice che qualcuno c è la rubi. Quindi non si devono dare mai indirizzi, numeri di telefono o altre informazioni che ci rendano rintracciabili a persone che non abbiamo incontrato nella vita reale. Sui diversi siti di internet non si deve mai credere alle persone che non abbiamo incontrato nella vita reale perché ci sono tanti pedofili che si presentano con informazioni false. Facebook è entrato nelle nostre vite e alcune persone l usano troppo. anche Facebook che ha dei pregi ma anche dei difetti. Su Facebook ci sono un sacco di pericoli. Ogni cosa che noi pubblichiamo, scriviamo, condividiamo sul nostro profilo, se non è impostato in modo adatto, è visibile a tutti, e questo può creare molti problemi. In rete è facile anche essere molestati da cyberbulli i quali non ricorrono alla violenza fisica ma alla violenza virtuale cioè, basta un fotomontaggio o una foto che può farti star male se lo vedono i tuoi amici. Se qualcuno apre un gruppo su un social network con lo scopo di prenderti in giro. Tutto questo è considerato molestamento virtuale. La rete e tutti i social network che contiene ha influenzato sul linguaggio perché le persone hanno cominciato a parlare usando abbreviazioni, simboli, parole straniere e inventate. Internet ha cambiato anche il nostro modo di entrare in contatto col mondo. Che non avviene più in modo diretto, corporeo, ma in modo indiretto, attraverso il computer, davanti al quale siamo sempre più soli a vivere le nostre esperienze virtuali. * Riflessioni sull ingiustizia * Renè Balint, It L ingiustizia è una delle cose che dipende dall etica e dal nostro sistema di valori morali, perciò ogni persona avrà una diversa percezione della giustizia e dell ingiustizia. Per quanto mi riguarda, sono ingiuste tutte le cose che vanno contro l etica del mio tempo poiché è ovvio che vivendo nel XXI secolo abbiamo valori diversi da quelli delle epoche passate. L ingiustizia però esiste ovunque, in ogni parte del mondo, ma la ragione della sua esistenza è difficile da spiegare. Penso ad un equilibrio superiore, metafisico e necessario, come lo Yin ha lo Yang, il bianco il nero, di conseguenza anche la giustizia ha l ingiustizia. L ingiustizia è commessa dalle persone di basso profilo morale, delle volte per il proprio bene, altre volte solo per il puro gusto di farlo. Penso che l ingiustizia esista da sempre ed esisterà per sempre. Si tratta di una cosa che non si può sconfiggere, perché fa parte di noi come uomini, e l idea di una vita futura senza ingiustizia è un utopia. Arber Mehmeti, IIIa 34

35 di palo in frasca * L equivoco * Gli anziani raccontavano e raccontano storie di vita e di morte, di guerre e di miseria, di magie e di mistero, ma anche storie di momenti allegri, di feste, di tradizioni, di solidarietà. Vicende che non si leggono nei libri di storia, che non sempre costituiscono testimonianze valide per la ricostruzione di fatti storici, ma dalle quale emergono tratti significativi. È importante conoscere i sentimenti, il modo di vivere, gli usi e i costumi della nostra gente. Ciò che fa parte delle nostre radici costituisce il fondamento del nostro pensiero. Vorrei rinarrare una delle storie che mi ha raccontato una persona molto speciale: mio nonno. Sfortunatamente, lui non c è più, sono restate soltanto le memorie, i ricordi e una traccia dei bei tempi. Mio nonno era un uomo carissimo e gentile, dai capelli neri con sfumature grigie e occhi del color lavanda. Mi ricordo del suo sorriso dolce e riesco ancora a sentire il suo odore. Ma ritorniamo alla storia. Al nostro Teatro comunale c era un attore di nome Ivica Vidović. Ed è proprio così che si chiamava mio nonno - Ivica Vidović. Mi ha raccontato che tutti i lavoratori dovevano andare alle visite di controllo annuali dal medico. Questo non sarebbe stato così grave se non fosse che dovevano fare anche le analisi del sangue e lui ne era spaventato. Il fatto che dovesse farlo non gli piaceva, e perciò faceva passare avanti i suoi colleghi, e restava sempre ultimo. In occasione di una di queste visite si era ad Abbazia, dove lavorava una giovane infermiera. Uscita nel corridoio gridò il nome di mio nonno: Ivica Vidović - chi è Ivica Vidović? Lui rispose timidamente ed entrò nello studio del dottore. Le altre persone che stavano nel corridoio commentarono che assomigliava molto all attore della serie Velo e Malo misto. Quando riuscì nella sala d attesa, fu circondato da un gruppo di pazienti che l acclamavano felicemente. Alcuni chiesero l'autografo del grande attore. Mio nonno rideva, firmava i pezzi di carta porti e imitava la voce dell attore. Quando i suoi colleghi lo videro ritornare, non poterono credere che sorridesse. Gli chiesero cosa fosse successo e perché fosse così felice, e lui rispose solo: Non è successo niente. Io sono Ivica Vidović, il grande Ivica Vidović. Quando poi raccontò l episodio ai colleghi, tutti si fecero una gran risata. Mi manca molto il mio Ivica Vidović. Nel mio cuore sempre ci sarà il posto per la felicità della quale mi ha parlato e l'amore per lui. Rea Stemberger, It 35

36 di palo in frasca * La musica II * Finalmente l opportunità di esprimere la mia opinione su questi due tipi di musica! Personalmente, ascolto il metal (e non le cajke/zaiche), ma ho un opinione su entrambi. Parliamo della storia dei due generi musicali. All'inizio (negli anni Sessanta) il metal ancora non esisteva, ma si distingue un tipo di rock più duro (il hard rock). Con gli anni Ottanta arriva la prima evoluzione del hard rock al metal (con band tipo Metallica, Slayer; Black Sabbath). Era un nuovo tipo di musica che scioccava alcuni ma era interessante ad altri. I giovani di quel tempo percepirono questo nuovo tipo di musica come un opportunità per esprimersi differentemente dagli altri e con il tempo questo genere musicale diventò uno stile di vita (una delle frasi molto conosciute dai metalhead è proprio they can't stop, us let them try, for heavy metal we will die ). Agli antipodi ci sono le zaiche. Questo genere della musica è ancora giovane ed ha iniziato la propria evoluzione a partire dal XXI secolo. I suoi 'predecessori erano i cosiddetti narodnjaci o canzoni del popolo. Erano delle canzoni davvero vecchie e popolari ai tempi dei nostri genitori, con testi riferiti all'amore (in genere infelice se non tragico). Oggidì questa musica è diventata talmente computerizzata, che non si sente la voce normale del cantante. Questa è la storia dei generi. E ora due parole sulla loro influenza nel mondo. Essendo una fan dei band metal, cerco di conoscere un po della storia e delle cose anche private dei miei band preferiti. Non è strano per i cantanti o anche gruppi interi del genere, di tagliare i propri capelli per farne donazioni umanitarie (per esempio, il batterista di una band, tre anni fa ha tagliato i capelli e la barba per dare un esempio al mondo nell offrire aiuto ai bisognosi - - in questo caso si trattava di una ragazza ammalata di leucemia). A differenza dei metal band, i cantanti delle zaiche fanno tutto per pubblicità. Infatti, i gruppi metal organizzano talvolta eventi umanitari a sorpresa (cioè fanno il concerto ed alla fine dicono che tutti i soldi che si sono raccolti non andranno a loro ma in qualche organizzazione umanitaria). D altra parte, ogni volta che vedo qualche star balcanica fare lavoro umanitario, questo deve essere spalmato in tv affinché tutti sappiano che cosa questa persona abbia organizzato. Vorrei concludere l analisi facendo un osservazione sull'aspetto dei due. I metalhead di solito hanno i capelli lunghi, la barba, portano le maglie con i logo dei loro band preferiti, portano i jeans e le Converse o le dr. Martens. Ma non è che uno che ascolta metal non e un metalhead se non osserva scrupolosamente questo look. L'aspetto fisico è completamente arbitrario. Il pubblico che ascolta le zaiche, di solito indossa vestiti un po più costosetti: i loro capi sono fatti da designer famosi. Per essere conosciuto in questo ambiente devi essere preparato a spendere un po più di soldi. Questo non significa che gli uni o gli altri siano migliori, se gli uni spendono 100 euro per i loro jeans e gli altri 30 euro, questo dimostra solo il rispettivo modo di pensare. Linda Čendak, IIIt 36

37 di palo in frasca * La pace nel mondo è possibile? * Nell anno 1945 la più grande e sanguinosa guerra della storia finì con il suicidio del mostro che l ha commessa: Adolf Hitler si suicidò con la sua moglie Eva Braun nel bunker della Cancelleria. Dopo la sua morte Berlino fu occupata dalle truppe dell URSS, e con questo atto finisce la grande guerra con la Germania. Ma il Giappone non aveva intenzione di arrendersi. Gli USA decidono di bombardare il Giappone con Little Boy, la prima bomba atomica ad essere utilizzata in un conflitto militare. Little Boy provocò circa morti saliti a negli anni seguenti a causa delle radiazioni con persone sfollate ed alcune poi morte. Il Giappone non si arese neanche dopo l esplosione della prima bomba atomica. Gli USA decisero di bombardare un altra volta, questa volta Nagasaki. Gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica chiamata Fat Man, tra e le persone morirono all'istante per l'esplosione nucleare e si stima che circa furono i feriti. Molte migliaia di persone, inoltre, morirono in seguito per le radiazioni. Dopo Fat Man il Giappone si arese. Per via della invenzione dell energia atomica, il mondo entra nella cosi chiamata ''era atomica''. Quando finì la grande guerra, nel mondo si creò un conflitto tra le grande potenze militari ed economiche, per essere più precisi, gli URSS ed gli USA entrano nella cosiddetta Guerra Fredda. Chiamata cosi perché i due stati non entravano nella guerra diretta fra loro, infatti era una cosiddetta competizione su fronti militari, spaziali, tecnologici, ideologici, psicologici ed anche sportivi che va sotto il nome di ''corsa agli armamenti''. Questa guerra durava quasi mezzo secolo. Fu un tempo di grande tensione e paura perché tutti i due stati avevano le bombe atomiche talmente potenti da distruggere il mondo. C'erano contrasti fondamentali tra le visioni di Stati Uniti e Unione Sovietica, tra capitalismo e comunismo. E questi contrasti erano stati semplificati e raffinati nelle ideologie nazionali per rappresentare due stili di vita, ognuno dei quali era stato confermato nella sua correttezza. Josif Stalin il noto dittatore del URSS muore nel 1953 e viene sostituito da Nikita Sergeevič Chruščëv che era noto per essere stato un abile politico e anche il primo leader sovietico a visitare gli USA. Il suo viaggio in USA era molto delicato ed era compiuto per calmare la situazione tra i due stati. Non erano passati che pochi giorni, e un aereo di spionaggio fu abbattuto sopra il territorio Russo: il fatto scalò nella Crisi dei missili di Cuba. Questa crisi durò esattamente 13 giorni ed era considerato uno dei momenti più critici della Guerra Fredda. La crisi dei missili di Cuba fu un confronto tra USA e URSS conseguente al tentativo di invasione di Cuba che fu interrotta con l intervento di Kennedy. Il solo pensiero che se una delle potenze militari non si fosse ristirata è terrificante, perché in quel momento poteva nascere la terza guerra mondiale. Per fortuna nessuno fece la prima mossa. Dopo anni di conflitto cadde il Muro di Berlino che era l inizio della pace fra USA e gli URSS e la fine della guerra fredda. La caduta del Muro di Berlino mette fine alla divisione della città: si gettano le basi per la riunificazione delle due Germanie, che avverrà l'anno dopo. Cadono i regimi comunisti di Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania, che diventano Stati democratici. Con questo atto finisce la guerra ma lo scioglimento del URSS avviene nel 1991 con il Patto di Varsavia. Con lo scioglimento dell URSS e la caduta del Muro di Berlino avvengono molte cose in Europa. 37

38 di palo in frasca Come detto prima, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania divennero stati democratici, ma si sciolse anche la ex-jugoslavia. Lo scioglimento della ex-jugoslavia era seguita da una guerra terribile tra gli stati della ex Jugoslavia. Nel 1991, Slovenia e Croazia si dichiararono indipendenti. Dal 26 giugno al 7 luglio venne combattuta una guerra tra l'esercito jugoslavo e l'armata territoriale slovena, che vide la resa dell'esercito federale. Dal 1991 al 1995 durò il conflitto tra l'esercito croato e la popolazione serba, appoggiata dall'esercito jugoslavo, che si concluse con la vittoria croata. Il simbolo della guerra serbocroata è divenuto l'assedio alla città di Vukovar (1991), un territorio in cui Serbi e Croati riuscivano a convivere, fino a poco tempo prima. La città fu bombardata e quasi completamente rasa al suolo dai Serbi, che impegnarono uomini e 300 carri armati. Oltre alle truppe regolari dell'esercito serbo, a Vukovar combatterono anche i paramilitari stranieri in maggioranza anglofoni, responsabili, assieme all'esercito, di saccheggi e uccisioni di centinaia di civili compresi i malati presenti nell'ospedale cittadino, ignorando ogni convenzione di guerra. Nei primi giorni di maggio del 1995 vengono lanciate le operazioni Lampo (Bljesak) e Tempesta (Oluja) con l obiettivo della riconquista del territorio controllato dai serbi. L obiettivo era compiuto. In seguito ci fu la guerra di Bosnia e Serbia che durò dal 1992 al 1995, fu la più mostruosa e sanguinosa guerra per via dell alto numero dei civili uccisi e massacrati. La guerra termina con l indipendenza della Bosnia. Cosi l ex-jugoslavia si scioglie e la guerra nei Balcani finisce. Da questo punto di vista sembra che l umanità non ha capito niente dalla Seconda Guerra Mondiale, e tutti i massacri commessi in essa. Vedendo che nel corso dei 50 anni dalla grande guerra, dopo tutte quelle perdite umane, e tutte quelle vite innocenti rovinate, la nostra specie non ha visto dove ha sbagliato; non ha cambiato niente e niente è cambiato, perciò io ho dei pensieri più o meno pessimisti in riguardo alla pace nel mondo e invece pensieri realisti in riguardo a nuove guerre. Dobbiamo solamene guardarci intorno e vedremo che una tensione sociale, politica ed economica si sta alzando. Marko Jelić, IIt Seguendo il corso della storia dal 45' la 95', ho capito che l'europa era coinvolta in moltissime guerre sanguinose, anche dopo la Seconda Guerra Mondiale. 38

39 Un problema attuale: il sovraffollamento delle carceri Il tema del sovraffollamento delle carceri è molto attuale ed è molto difficile decidere in che verso proseguire con le decisioni da intraprendere. Da anno in anno si può notare il numero di reclusi in aumento e gli spazi che sono sempre meno sufficienti e adatti. Una delle possibili soluzioni potrebbe essere l'amnistia; in modo da sostituire la pena detentiva con una eventuale pena pecuniaria. L'indulto sarebbe concesso però, soltanto in caso di pene lievi. Se intesa come misura rieducativa alla pari della detenzione, l'amnistia potrebbe essere un incoraggiamento al detenuto ad applicare la buona condotta, assumendo pertanto lo scopo di dissuadere i malviventi dal commettere i crimini. Con il reato avviene automaticamente la violazione del contratto sociale che fa da garante alla sicurezza e all incolumità dei cittadini. Il criminale deve subire una conseguenza per i crimini compiuti e perciò la pena pecuniaria diventa un parametro poco affidabile in caso di malviventi economicamente benestanti. In questo modo la legge non sarebbe uguale per tutti e i ricchi sarebbero privilegiati anche nel campo giuridico. amnistìa s. f. [gr. «dimenticanza»]. Provvedimento di clemenza, concesso di solito per celebrare determinate ricorrenze. Ha per effetto di togliere carattere di reato a determinati fatti commessi anteriormente alla data di presentazione del disegno di legge. indulto s. m. [lat. «indulgere»]. Atto d indulgenza, di benigna concessione, consistente in una remissione totale o parziale della pena. Provvedimento di clemenza cui consegue l estinzione della pena inflitta al condannato, la quale viene condonata in tutto o in parte oppure è commutata in una meno grave. La pena pecuniaria sarebbe pertanto un'ingiustizia sociale. Sono tanti i pro e i contro all'amnistia. I dati di fatto di cui disponiamo sono il sovraffollamento delle carceri, il rischio di infrangere il contratto sociale e di sminuire il fondamentale ruolo rieducativo delle carceri. Tuttavia, non bisogna sottovalutare le circostanze economiche in cui viviamo. A causa di questo duro momento non si è presa nemmeno in considerazione l opportunità di costruire nuove carceri ma piuttosto evacuare quelle esistenti. Sarebbe il caso di applicare tutti gli strumenti che la tecnologia moderna ci offre. Si potrebbe ricorrere all'amnistia, monitorare la condotta dei graziati mediante strumenti digitali. In questo modo si corrisponderebbe alle due principali esigenze del processo riabilitativo: il miglioramento della condotta nel corso dello svolgimento del lavoro socialmente utile che sempre e comunque segue all'uscita dalle carceri. incolumità s. f. [lat.]. Il fatto d essere o rimanere incolume, illeso; integrità fisica di una persona. pecuniàrio agg. [lat. pecunia «denaro»]. Che riguarda il denaro, che comporta scambio o perdita di denaro. Pene p., indicano le pene, come le multe e le ammende, che consistono nel pagamento di una somma di denaro, in contrapposizione alle pene detentive (e, un tempo, alle pene corporali). David Naglić, IVa 39

40 Pillole di etica, politica, filosofia Alcuni problemi della società post-moderna Secondo me ci sono veramente tanti problemi che affliggono la nostra società, come ad esempio l inquinamento, la mafia, i criminali, la crisi economica, e via dicendo. Oggigiorno ci sono ancora una classe politica che non svolge adeguatamente il proprio lavoro e sta rovinando il futuro dei giovani, che si sentono disarmati e insicuri. La società cerca sempre di più di uniformarci alla massa che ti dice cosa fare, cosa mangiare, come vivere, come essere e come pensare. Tutto questo è solo per illuderci che in questa maniera saremo accettati. La società di oggi ha l obiettivo di depersonalizzarti rendendoti un piccolo ingranaggio anonimo di un meccanismo senza futuro, senza più valori, incentrato sul materialismo e sull individualismo, generando così il più terribile dei mali. L uomo e la tecnologia Huang Zhengfei, IIc Il mondo cambia in maniera veloce, quello che una volta sembrava impossibile oggi è diventato inevitabile. Le persone che si trovano in continenti diversi comunicano tra di loro a velocità della luce. Ci scambiamo fotografie, video, idee, paure, bugie e verità. Siamo tutti-connessi. In ogni momento possiamo vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri. Probabilmente nel futuro perderemo ogni capacità di memorizzare o di imparare a causa di Google. Questa veloce trasformazione del mondo mi rende un po' pensieroso. La tecnologia ci sta conducendo al punto-delnon-ritorno. Che cosa succederà se in un futuro prossimo Internet dovesse scomparire per due giorni, due mesi o due anni? La tecnologia moderna ha completamente cambiato il mondo, la gente si sente impotente se non riesce ad accedere a Internet. Pertanto non è strano il fatto che migliaia di abitanti di New York camminano per chilometri nella speranza di trovare un punto Wi-Fi o una presa per ricaricare la batteria del proprio dispositivo elettronico. E questo tipo stile di vita ha raggiunto anche noi. Dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri la tecnologia ha conquistato tutto il mondo. La globalizzazione e l'impoverimento della società sono logiche conseguenze dello sviluppo della tecnologia. Anche se a prima vista sembrerebbe positiva, poiché ha aiutato la gente ad avere conoscenze sempre più ampie, superando le barriere spaziali e temporali. Nella società odierna quasi non esiste una persona che non segua gli avvenimenti mondiali o anche solo locali attraverso Internet, la televisione, lo smartphone, il computer e giornali. I moderni processi tecnologici ormai fanno parte della nostra vita quotidiana, indipendentemente dall'età o dall'abilità di ciascuno di noi. Però la tecnologia ha anche il suo lato negativo. L'uomo ne diventa gradualmente schiavo. Iniziamo a perdere i valori tradizionali e a cercarne altri completamente diversi. Però, la cosa peggiore che potrebbe succedere è di scordarsi la dimensione umana e di non pensare più all'uomo ma piuttosto alla macchina. Mi chiedo se alla fine il risultato di tutta questa varietà d innovazioni tecnologiche sarà lo smarrimento dell'uomo? Arian Mršulja, IIm 40

41 Pillole di etica, politica, filosofia Globalizzazione, consumismo e illegalità Verso la metà del secolo scorso iniziò a verificarsi un processo di collegamento e di rafforzamento dei rapporti di diversi paesi in tutto il mondo. Questo processo, detto globalizzazione, portò a svariate conseguenze positive come il progresso dell'economia, ma produsse anche effetti negativi per la società. Tra questi c'è senz'altro il consumismo, una corrente che impone i beni materiali come veri valori a cui tendere. Il consumismo ha reso le persone schiave delle aziende e delle corporazioni multinazionali senza che se ne siano accorte. Il progresso tecnologico realizzatosi verso la fine del XX secolo sta simultaneamente facendo progredire e regredire la società. Per un verso, rende possibile una produzione molto accelerata di prodotti in tutto il mondo e facilita la vita quotidiana di ogni persona, d altra parte, causa l'aumento di disoccupati in tutte le parti del mondo. Significa che aumenta il numero di persone povere rispetto alla media e questo comporta diverse cose, tra cui anche la difficoltà di accedere ad un grado di istruzione decente. Nonostante il fatto che, in molte zone vengano offerte borse di studio agli studenti, ci sono comunque regioni in cui è molto costoso frequentare le università, specialmente se si tratta di facoltà prestigiose. Questo fatto implica che ancora oggi quelli che hanno denaro possono fare molto di più di quelli che, non per causa loro, si trovano in condizioni sociali peggiori. Un problema che vale sicuramente nominare è la continua violazione delle leggi da parte dei cittadini. Le persone credono di essere furbe, ma non capiscono che facendo danni alla società fanno anche del male a se stessi. Dopotutto, le leggi esistono per tenere unita la società e violandole si crea soltanto confusione. Ci sarebbero delle soluzioni percorribili, però richiederebbero uno sforzo veramente grande da parte delle istituzioni e tantissimo tempo. La soluzione sarebbe far capire alle persone il motivo per cui sono state inventate le leggi. Come dice Gherardo Colombo nel suo romanzo Sulle regole, le persone devono cambiare mentalità, comportamento e il mondo di interagire gli uni con gli altri, bisogna cercare di essere coerenti e di dare ad ognuno gli stessi diritti. Di tutti i fattori negativi che accompagnano la nostra civiltà, forse il peggiore è quello del continuo impegno in diverse attività. La società moderna rende l'uomo molto occupato e non gli dà pace. Le persone sono in continuo movimento e vanno sempre di corsa, a partire dal momento in cui si alzano al mattino e poi fino alla sera riescono a malapena a trovare qualche momento per riposare. Avendo migliaia di obblighi le persone sono soggette a stress e spesso al panico. Tali condizioni, se si manifestano con ricorrenza, possono causare danni alla salute delle persone, portando disturbi psicofisici oppure, in casi più gravi, a vere e proprie malattie. La nostra società è senz'altro molto sviluppata per quanto riguarda i diversi settori dell'economia, della scienza della tecnologia, però presenta anche numerosi difetti che non è possibile correggere in questo momento. Petra Grdaković, IIIm 41

42 Pillole di etica, politica, filosofia L angolo buono della morale Bisogna tener conto anche delle opinioni con le quali non siamo d'accordo? Socrate afferma che anche le opinioni altrui sono importanti, non importa se siano esatte o no, intelligenti o meno, ovvie o implicite. Prendendo spunto da ciò, possiamo arrivare a tanti ragionamenti. Certamente non possiamo essere d'accordo con tutte le opinioni, questo non è niente di strano. Ogni concetto ha un suo posto e una sua contraddizione, perciò se siamo d'accordo con un'idea, inevitabilmente siamo in disaccordo con un'altra, ovvero con l opposto. Però si dovrebbe prendere in considerazione questo opposto. Tra l'altro Socrate afferma che si deve essere anche capaci di riconoscere la propria ignoranza. Raramente le opinioni sono giuste al 100%, e in più spesso le situazioni cambiano. Nel medioevo la concezione tolemaica dell'universo era accettata ovunque, mentre quella copernicana, prima non esisteva, e dopo, in età moderna, è stata respinta con forza. Questo avveniva perché la gente, la Chiesa e altre istituzioni, erano certi di avere ragione. Non avevano nessun atteggiamento critico, non si ponevano domande, non prendevano in considerazione l'opinione altrui. Consideravano gli innovatori come degli ignoranti, e per via della loro arroganza, hanno limitato il proprio potenziale di sapienza e conoscenza. Essendosi chiusi a ogni influenza esterna, non hanno fatto altro che ostacolare il proprio progresso, rimanendo saldamente ancorati alle vecchie idee, come l'universo che ruota attorno alla terra. Siccome nessuno ha sempre ragione, dobbiamo prendere in considerazione le opinioni altrui perché potrebbero essere fondamentali per la nostra evoluzione personale. Ci sono anche dei casi in cui gli oggetti stessi hanno una natura ambigua. Prendiamo in considerazione una teoria sulla quale si basa la chimica e la fisica contemporanea, quella del dualismo onda-particella. La luce si comporta come particella in alcuni casi, in altri si comporta come un'onda elettromagnetica. Ciò serve a dimostrare che in certi casi la realtà stessa si manifesta in molti modi e con diversi aspetti. Questo può valere anche per le opinioni: anche quando abbiamo ragione, non significa che l'altro abbia torto per forza. Purtroppo spesso rifiutiamo di prendere in considerazione le opinioni altrui, rinunciando così all'altra parte della verità. Come colui che rifiuta di credere che la luce possa comportarsi solo come onda o solo come particella. Bisogna invece sapere ascoltare e riflettere cum grano salis su tutto ciò che sentiamo. Non facendolo corriamo il rischio di fare esattamente quello che Socrate sconsiglia di fare, ovvero di rimanere ignoranti. Carlo Paris, IIIm 42

43 A spasso per il mondo Gita a Udine La Giornata della formazione imprenditoriale A metà novembre, in occasione della Giornata della formazione imprenditoriale, noi delle seconde classi della SMSI ci siamo recati ad una gita istruttiva ad Udine. La partenza era stata fissata per le sette, ma ovviamente siamo partiti con un po' di ritardo. Nell'autobus si sentiva la solita atmosfera eccitante che precede una gita scolastica: si giocava a carte, si ascoltava della musica e c'erano pure quelli che seguivano attentamente le spiegazioni della guida. La prima tappa del viaggio è stata la Mostra Domestiche Rivoluzioni una mostra dell'innovazione tecnologica dagli anni '50 fino ai giorni nostri, allestita presso la Fiera di Udine. Qui abbiamo trovato oggetti di tutti i tipi: dai primi telefoni, alle radio e ai computer primitivi, agli scolapasta e agli altri utensili che hanno rivoluzionato la quotidianità delle famiglie. Naturalmente era vietato toccare qualsiasi elemento della mostra, ma la nostra curiosità era più forte di qualunque regola e quindi ci siamo ritrovate a palpare tutto quanto. In particolar modo ci hanno interessato i primi walkie talkie. A nostro parere, questa mostra è stata la parte più interessante della gita in quanto ci ha entusiasmato l'evoluzione della tecnologia e i passi da gigante che ha fatto in pochi decenni. Ci siamo resi conto di come la vita di una volta, secondo certi aspetti, era più semplice e meno articolata rispetto a quella di oggi. Di fronte all'edificio della mostra vi era pure un tendone ospitante la fiera ispirata al Natale. Appena entrati abbiamo avuto la sensazione di esser nel paese delle meraviglie. Era tutto decorato con addobbi natalizi e si vendevano dolciumi e caramelle di ogni tipo. I prezzi erano abbastanza alti, quindi non potevamo abbuffarci più di tanto, ma quello che abbiamo assaggiato ci ha lasciato l'acquolina in bocca. Dopo la fiera ci siamo recati a visitare due ditte che fabbricano prodotti interamente in Italia. La prima, Gervasoni, si occupa di arredamento. Un gentile signore ci ha fatto da guida, ci ha introdotto all'interno passando per i capannoni e i magazzini della fabbrica. Ci ha spiegato il processo di lavorazione del legname e abbiamo assistito al lavoro stesso degli operai. La parte migliore della visita è stata la sala di esposizione al piano superiore dell edificio, dove c'erano letti e poltrone comode e soffici come piume che hanno cullato dolcemente le nostre stanche membra... Costretti a separarci alla fine da questi favolosi sofà, siamo tornati al pullman con il quale abbiamo raggiunto la nostra destinazione successiva: il pranzo. Più tardi abbiamo visitato la seconda fabbrica in programma, la Practic, produttrice di tende da sole e pergole. Ci hanno fatto vedere la loro lavorazione e lo show room. Una tenda ci ha entusiasmato in particolar modo: la tenda che luccica sotto la luce neon! Ci siamo resi conto che per un'imprenditoria di successo oggi sia importante l'inventività. Il mercato ha bisogno di novità e di qualità. Da quanto abbiamo appreso, non è necessario cercare luoghi lontani per produrre con successo. Con una buona organizzazione del lavoro, il lavoro può rimanere a casa nostra. L'ultimo luogo che abbiamo visitato in quella giornata è stato il castello di Susans che sorge sulla cima di una collina e con la sua posizione controlla un ampio tratto del Tagliamento. Il castello aveva un qualcosa di magico perché il tempo in quel luogo è volato e dovevamo già ritornare a Fiume. E' stata un'esperienza interessante e istruttiva (e noi non abbiamo perso l'occasione anche per divertirci) e speriamo di aver l'opportunità di farne altre. Ileana Merdžo & Kris Dragičević, IIa 43

44 A spasso per il mondo La gita a Udine Il 15 novembre 2013, siamo stati a Udine, accompagnati dalla capoclasse, tutti noi delle seconde. Abbiamo visitato una fiera dell'imprenditoria. Mi è piaciuta la bancarella dei dolci, dei prodotti natalizi, la bancarella dei libri (con il venditore che aveva la barba di babbo natale). Abbiamo anche visto prodotti per la casa, vini, prodotti per il bar ecc. è sicuramente uno dei più grandi! Poi siamo andati a visitare una ditta che si chiama ''Gervasoni'' che si occupa di mobili per la casa, e ne abbiamo anche visitato il magazzino. Dei magazzini che ho visto, Poi abbiamo visitato il castello di Susans. Il castello funziona come museo, in una stanza c erano addirittura le piume bianche di uccello sul pavimento. Dopo la visita al castello siamo tornati a casa. Quello che più mi è piaciuto è stata la fiera. E questo perché abbiamo assaggiato i dolci. È stata una bella esperienza e mi auguro che anche i miei compagni che ci andranno si divertiranno quanto mi sono divertito io. Arrivederci Roma La scuola superiore italiana di Fiume da anni organizza lo s cambio con la scuola Blaise Pascal di Pomezia (Roma). A dicembre 2013 io ho avuto l opportunità di partecipare a questo scambio. Una ventina degli alunni delle nostre terze e quarte classi sono stati ospitati dagli alunni di Pomezia. Abbiamo visitato la loro scuola, il centro storico di Roma e vissuto una loro giornata. Gli alunni di Pomezia si sono impegnati di presentarci i più bei monumenti e le più interessanti vicende storiche di Roma. Questa settimana è passata presto e noi siamo ritornati a Fiume. A maggio poi, gli alunni di Pomezia sono arrivati a Fiume. Purtroppo la ragazza che ospitava me non poteva venire perciò ho ospitato un altro ragazzo che era molto simpatico. A Fiume abbiamo visitato la nostra scuola, il centro, il teatro e il Dramma italiano, la sinagoga, Pola con la sua magnifica arena e Rovigno. Spero che si siano trovati bene. Purtroppo tutte le belle cose finiscono, ma la fine di questo viaggio non è certo la fine della nostra amicizia. Presto le terze classi ritorneranno a Roma e ci incontreremo di nuovo. Questo scambio è stato una grande esperienza per tutti noi! Tara Grubišić, IIIt Massimo Liao, IIc 44 Massimo Liao IIc

45 Addio IVa Si avvisano amici, parenti e conoscenti che dopo una lunga e dolorosa malattia si è spenta la IVa. Il funerale? Già fatto, mi dispiace. Perciò non c è niente da fare. Le ceneri sono state sparse per tutto il paese per evitare che tali resti diventino una specie di reliquia o che sia eretto un qualche santuario per adulti nostalgici dei bei tempi. L'unica cosa che si può fare è dire poche parole dei vizi e dei pochi pregi del defunto. È tosta, da dove cominciare? Quattordici erano le parti del suo corpo. Partiamo dal cervello, che oggi si premia di meno. Il cervello aveva un nome, femminile per giunta. Il cervello si chiamava Lea, un elemento strano, alto, occhi scuri, carnagione chiara d'inverno e da zingara d'estate. Capelli lunghi, cuore fragile ma un cervello brillante, sempre preparato, funzionante al massimo, altruista, pronto ad aiutare, simpatico, dolce e poco cattivo. L'udito, anch'esso di genere femminile, si chiamava Daniela. Un po' meno altruista ma di grande personalità. Un'amica. Sempre convinta di fare il massimo (seppure a volte non lo facesse) seria e tranquilla, a prescindere da quanto amore riceveva, sincera. Finalmente un maschio, un poco noioso, quello che parlava sempre. Era lui la bocca e il suo nome era David. Che dire? Strano anche lui! Come tutti, però questo era anche pazzo, furioso a volte, ubriaco della vita. Com erano gli occhi? Gli occhi, al plurale, erano Karolina e Sara. Due donne piccoline. Di regola strane anche loro, ma divertenti, qualche volta indifferenti, due occhi che hanno visto il mondo a modo loro. Il volto era Fabijan. Senza peli sulla lingua, uno che sa dirti in faccia ciò che pensa, senza nascondersi dietro a false parole. Uno che aveva sempre delle idee strambe ma che facevano ridere tutti. 45

46 Addio IVa Simpatico, affatto diligente, un grande amico di tutti e di Geppi in particolar modo, anche se non lo avrebbe mai ammesso. I due non si staccavano mai, due cuccioli inseparabili. E poi Geppi, buono con tutti e amato da tutti. Era tra i più piccoli della classe ma aveva un cuore grande, delizioso; preso in giro dalle gambe e dalle mani, in questo caso da Oskar e Marco, i due sempre in forma, fisici bestiali. Appassionati di sport, basket e calcio, ma non solo Entrambi dei Casablanca (leggi Casanova), ci sapevano proprio fare con le donne, o forse no Sono troppo complicate le donne e su ciò eravamo d'accordo tutti. Sempre a parlare di donne. E poi, e poi ci sono le parti ribelli del corpo, quelle che creavano sempre dei problemi: Antonella, Vanna e Patrizia. Alla fin fine si cercava di fare amicizia tra di noi ma non abbiamo mai superato la fase Linić-Milanović. E per concludere, Gini e Matija o Mattia (chiamato così dal prof. Biekar). Gini era la più piccola parte del nostro corpo. Il dito mignolo. La picia cocola, sorridente e sempre tranquilla. Chi l avrebbe mai detto, è diventata mamma così presto! Ma il cielo è sempre più blu e anche se il defunto non resuscita, tranne che nella Bibbia, la vita continua. David Naglić, IVa 46

47 La pagina sportiva La passione per la pallavolo La pallavolo è la mia passione da sette anni. Ho incominciato un anno dopo che mi sono trasferita a Fiume dall Italia. Non ho mai pensato che sarei riuscita ad arrivare così lontano. Prima della pallavolo, praticavo la danza moderna e quella classica. Poi ho capito che questo non faceva per me: ho deciso che mi serviva uno sport più adatto a me, e cosi ho incominciato a giocare a pallavolo. Quando ho iniziato, non avevo una gran ambizione, mi allenavo a tempo perso. Dopo un po ho capito che mi piaceva moltissimo. sempre insieme. Nella pallavolo tutto è possibile, basta solo crederci. Per me la pallavolo è come una dipendenza, è difficile smettere dopo che hai iniziato. Quando gioco a pallavolo, riesco finalmente a essere me stessa. In quel momento quando sono sul campo sento scorrere in me passione, amore e felicità. La pallavolo è uno sport che si gioca in squadra. Se vinciamo o perdiamo siamo comunque Forse alcuni pensano che questo sport sia solo per le femmine, ma i maschi sono anche bravissimi. La cosa più bella e guardare come giocano. Saltano molto bene. Nel mondo, la pallavolo è uno sport abbastanza popolare, in Croazia un po meno. Nel nostro paese, lo sport più praticabile e popolare è senza dubbio il calcio. Ci sono moltissimi stati nel mondo che hanno una squadra di pallavolo morto forte e potente, tra cui il Brasile, Cuba e gli USA. La squadra di pallavolo che rappresenta la Croazia è brava. Quest estate si terrà in Italia la Coppa del mondo, e la Croazia ci parteciperà. Speriamo che quest anno riescano ad ottenere dei bei risultati. La pallavolo è uno sport molto divertente, con la nostra squadra conosciamo molti altri giocatore e allenatori. Spero di riuscire ad essere una brava pallavolista un giorno, e ottenere dei bei risultati. Elena Mudrić, IIIt 47

48 La pagina sportiva IL KICK-BOXING Il kick-boxing non e solamente uno sport, è la mia passione e la mia vita. Molte persone pensano, sbagliando, che li kick-boxing lo pratichino solamente persone che hanno scrupoli mentali. Il kick-boxing non è uno sport in cui è importante solamente la forza fisica, ma anche quella intellettiva. Prima di un combattimento, mi sento molto agitato e nervoso e, nonostante la mia esperienza nel campo di combattimento, mi sento ansioso tutte le volte. Il mio allenatore mi dice sempre che il vincitore è quello che sconfigge la paura. Perciò in questo sport non e solamente importante il fisico di una persona ma anche la capacità di superare la paura; si può dire che è un gioco mentale. Mi ritengo uno sportivo di successo: ho vinto tante medaglie e devo vincerne ancora. Ho tanta esperienza nel campo del kick-boxing e posso dire che questo sport non è per tutti, ma lo consiglio alle persone che vogliono affrontare sfide nella loro vita e a quelle che si vogliono dedicare a questo sport per rendersi più forti e vivere una vita sana e sportiva. Marko Jelić, IIt 48

49 Attività nell anno scolastico 2013/2014 Settembre Giovedì 12 - Incontro a Buie delle classi terze con Gherardo Colombo. L evento è stato realizzato nell ambito del progetto UI-UPT ( La scuola incontra ). Mercoledì 18 - Il Dramma italiano presenta la sua stagione teatrale. In Aula Magna, gli alunni incontrano la direttrice Laura Marchig e gli attori Giuseppe Nicodemo ed Elena Brumini. Lunedì 23 - Una delegazione di alunni accompagnati dalle prof.sse Alberini e Močinić partecipa alla presentazione del libro "I codici della vittoria" (un libro per combattere la SLA) di Andrea Carnevale e Pierluigi Grande, presso la Sala grande della Comunità degli Italiani. Domenica 29 - Ex tempore a Grisignana organizzata dall'ui-upt. Per la categoria giovani David Naglić (IVa) ottiene il secondo e Matea Roknić (IVm) il terzo posto. Ottobre Mercoledì 2 - XIII edizione delle Gare di lingua italiana a Pola (organizzazione UI-UPT). Partecipano Sven Turkalj (IVm), David Naglić (IVa), Vanna Vidotto (IVa), Ugo Gruden (IVm) e Patricija Tonković (IVa). Giovedì 10 - Presentazione dell'università di Trieste. Giovedì 10 - Gli alunni delle classi terze accompagnati dalle prof.sse Marion Merle e Brumini partecipano all'incontro con il regista Roberto Andò e il prof. Elvio Guagnini, nell'ambito delle Giornate della cultura e della lingua italiana presso la Facoltà di Filosofia dell'università di Fiume. Novembre Martedì 5 - Conferenza sul tema Il dialetto Fiumano. Intervengono Guido Brazzoduro e Fulvio Mohoratz. Partecipano le classi prime, seconde e terze. Venerdì 15 - Giornata formativa imprenditori a Udine (organizzazione UI-UPT). Partecipano gli alunni della classi seconde accompagnati dalle rispettive capiclasse. Giovedì 21 - Campionato di calcetto organizzato in occasione dei 386 anni di fondazione del Primo ginnasio croato di Fiume. La squadra della Scuola si classifica al quarto posto. Ne fanno parte: Marco Matešković (IVa), Giuseppe Amura (IVa), Fabijan Matković (IVa), Ivan Šarlija (IVt), Arian Mršulja (IIm), Francesco Casalini (IIIm), Thomas Medeot (It), Leo Barić (Im), Alen Huljić (Im), Angelo Girotto (IIIt), Jacopo Jakov Kren (IIt), Sven Turkalj (IVm), Antonio Baldo (IIIt). Giovedì 28 - Visita alla scuola di un gruppo di alunni del liceo classico Torricelli di Faenza accompagnati dalla prof.ssa Elena Romito. L'incontro è organizzato nell'ambito del progetto di storia sulla tragedia dell'esodo. Vi partecipano i rappresentanti della Comunità degli italiani. Venerdì 29 - Performance Artistico-Teatrale Dantescamente organizzato dalla Società Dante Alighieri Comitato di Fiume, presso il Duomo di Fiume. Partecipano alunni e docenti della Scuola. Mercoledì 16 - Premiazione degli alunni, vincitori del concorso sul tema Miniguida della mia città, organizzato nell ambito della XIII Settimana della lingua italiana, promossa dal Ministero degli Affari Esteri sotto l Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, il Consolato Generale d Italia a Fiume, in collaborazione con la Scuola Media Superiore Italiana di Fiume. Eni Salihi (IVt) e Dora Silvani (IVt) (mentore prof.ssa Rina Brumini) ottengono il primo premio, a Rea Duhović (Ia) (mentore prof.ssa Gianna Mazzieri-Sanković) viene conferita menzione. 49

50 Attività nell anno scolastico 2013/2014 Dicembre Mercoledì 11 - Martedì 17 - Scambio culturale con l istituto B. Pascal di Pomezia (Roma): ventuno ragazzi delle classi seconde e terze soggiornano a Roma accompagnati dalla prof.ssa Ana Bradičić e dalla preside Ingrid Sever. Giovedì 12 - Spettacolo teatrale di Simone Cristicchi: Magazzino 18 a Buie. Partecipano le classi terze e quarte accompagnate dai rispettivi capiclasse. Lunedì 23 - Adesione all'iniziativa della Caritas Za 1001 radost. L'importo raccolto è stato versato sul conto bancario della Caritas. Gennaio Giovedì 15 - Apertura della mostra CXXV anniversario in occasione della ricorrenza del 125 o anniversario dell inaugurazione delle scuole civiche maschile e femminile. Martedì 21 - Una delegazione della Comunità ebraica di Fiume visita la mostra CXXV Anniversario, sotto la guida dalla prof.ssa Rina Brumini. Mercoledì 22 - L associazione REF - Riječka enciklopedija Fluminensia - visita la mostra CXXV Anniversario, sotto la guida dalla prof.ssa Rina Brumini. Mercoledì 22 - Gara scolastica di inglese: Enea Dessardo (IIa). Mercoledì 22 - Presentazione dell'università di Pola. Venerdì 24 - Ballo di maturità della classe IVm, nel salone delle feste della Comunità degli italiani di Fiume. Venerdì 24 - Gara scolastica di francese: Rea Duhović (IIIa), Vanna Vidotto (IVa). Lunedì 27 - Giornata della memoria: conferenza della prof.ssa Brumini e del prof. Zotić su La Shoah. Febbraio Venerdì 7 - Ballo di maturità della classe IVa, nel salone delle feste della Comunità degli italiani di Fiume. Lunedì 10 - Gara scolastica di croato. Martedì 11 - Gare di pallavolo per le scuole medie superiori della CNI, nell'ambito delle gare sportive organizzate dall'ui-upt, Coppa A. Rakić, presso la palestra Gimnasium della SMSI di Rovigno. Partecipazione della squadra femminile che si classifica al terzo posto. Ne fanno parte: Elena Mudrić (IIIt), Astrid Popić (Ia), Vanna Vidotto (IIIa), Andrea Legac (IVm), Kris Dragičević (IIa), Patricija Tonković (IVa), Dharma Dana Grubišić (Ia), Deborah Kornjača (Ia), Sara Chelli (Ia). Venerdì 14 - Gara scolastica di biologia. Partecipano: Petra Grdaković (IIIa), Carlo Paris (IIIm), David Contus (IVm), Matea Roknić (IVm), Sven Turkalj (IVm). 50

51 Attività nell anno scolastico 2013/2014 Venerdì 28 - Gare di nuoto per le scuole elementari e medie superiori della CNI, nell'ambito delle gare sportive organizzate dall'ui-upt Coppa Duško Pandur a Fiume. Partecipano: Katja Tonković (Ia) (primo posto stile libero categoria allieve 50 m), Ani Čudina (Ia) (terzo posto stile libero e dorso categoria allieve 50 m), Jelena Penko (Ia) (terzo posto rana categoria allieve 50 m), Edda Škorić (IIa) (primo posto stile rana e dorso categoria allieve 50 m), Mia Šestan (IIa) (secondo posto delfino categoria allieve 50 m), Sara Calderara (IIIm) (primo posto dorso e delfino categoria juniores 50 m), Patricija Tonković (IVa) (primo posto stile libero e secondo posto stile delfino categoria juniores 50 m), Valnea Glavaš (IVm) (primo posto stile rana categoria juniores 50 m), Mauro Matešković (IIa) (secondo posto stile dorso categoria allievi 50 m), Oskar Amančić (IVm) (primo posto stile dorso e stile delfino categoria juniores 50 m). La squadra della SMSI di Fiume si aggiudica il primo posto. Marzo Mercoledì 5 - Presentazione dell'università Ca' Foscari di Venezia per i maturandi. L associazione Centar Tehničke Kulture Rijeka visita la mostra CXXV Anniversario, sotto la guida dalla prof.ssa Rina Brumini. Venerdì 7 - Si svolge a Fiume presso SE San Nicolò la cerimonia di premiazione Europa a Scuola a livello conteale. Premiate le alunne Martina Ban (IIa) e Matea Linić (IIIa) coadiuvate dalla prof.ssa Emili Marion Merle, e Laura Razum (IVm) coadiuvata dalla prof.ssa Gianna Mazzieri Sanković. Venerdì 7 - Si svolge a Visignano la cerimonia di premiazione dello Sportivo dell'anno della CNI. All'alunna Astrid Popić (Ia), con pallavolo, viene assegnato il premio quale Migliore sportiva dell'ui nella categoria Allieve. Mercoledì 12 - Campionati di calcetto a Isola (organizzazione UI-UPT). La squadra si classifica al terzo posto. Ne fanno parte: Marco Matešković (IVa), Ivan Šarlija (IVt), Arian Mršulja (IIm), David Contus (IVm), Antonio Baldo (IIIt), Thomas Medeot (It), Enea Dessardo (IIa), Alen Hujić (Im), Arber Memeti (IIIa). Lunedì 17- Venerdì 21 - Scambio culturale con l istituto F. Liceti di Rapallo: nove ragazzi italiani soggiornano a Fiume accompagnati dalla prof.ssa Laura Coppo. Martedì 18 - Visita dei maturandi all'università degli studi di Trieste. Mercoledì 19 - Partecipazione delle classi Ia, IIa, IIIa, IVa, Im, IIm e IVt all'incontro con la dott.ssa Sandra Rossi, responsabile del Dipartimento del Rinascimento delle Gallerie dell'accademia di Venezia, nell'ambito del progetto La Scuola incontra. La dott.ssa Rorri è intervistata dalla dott.ssa Elisabetta Pavan della Ca' Foscari di Venezia sul tema Sotto il colore il pittore La diagnostica applicata alla pittura del Cinquecento. Lunedì 24 - Partecipazione a Trieste alle selezioni regionali delle Olimpiadi delle neuroscienze. Partecipano: Martina Ban (IIa), Enea Dessardo (IIa), Klaudia Kamenar (IIa), Edda Škorić (IIa), Petra Grdaković (IIIm), accompagnati dal prof. Denis Stefan. Aprile Martedì 1 - Giornata scientifica ai Laboratori del Life Learning Center Trieste e al Sincrotrone per gli alunni delle prime classi. Venerdì 4 - Un gruppo di studenti del Liceo Visconti di Roma, in viaggio nell'ambito del progetto relativo alla questione del confine orientale, visitano la Scuola. Lunedì 7 - Partecipazione al progetto International Physics Masterclasses presso il Dipartimento di Fisica dell'università degli Studi di Trieste. Vi prendono parte gli alunni: Petra Grdaković (IIIm), Vilim Kvaternik (IIIm), Jan Mastrović (IIIm), Carlo Paris (IIIm), David Contus (IVm), Ivan Jadrić (IVm), Matea Roknić (IVm), Mauro Suhin (IVm), accompagnati dal prof. Mladen Ban. Martedì 8 - Sabato 12 - Scambio culturale con l'istituto F. Liceti di Rapallo. Partecipano otto ragazzi delle classi prima e seconda dell'indirizzo alberghiero-turistico. Soggiornano a Rapallo accompagnati dalla prof.ssa Ingrid Nasić. 51

52 Attività nell anno scolastico 2013/2014 Domenica 28 - Torneo dell'amicizia di calcetto, organizzato dalla CI di Fiume. La squadra di clacetto della Scuola è composta da: Giuseppe Amura (IVa), Fabijan Matković (IVa), Ivan Šarlija (IVt), Arian Mršulja (IIm), David Contus (IVm), Alen Hujić (Im), Thomas Medeot (It), Enea Dessardo (IIa), Alen Hujić (Im), Arber Memeti (IIIa), si è aggiudicata il secondo posto. Maggio Giugno Lunedì 2 - Premiazione del 12 Concorso Letterario Internazionale MAILING LIST HISTRIA 2014, a palazzo Bradamante a Dignano. Sotto il mentorato della prof.ssa Emili Marion Merle, ottengono il premio: Nina Rukavina (IIa), Martina Ban (IIa) e Matea Linić (IIIa). Sotto il mentorato della prof.ssa Gianna Mazzieri Sanković, ottengono il premio: Ani Čudina (Ia), Carla Čupić (Im), Jelena Penko (Ia) ed Astrid Popić (Ia). Venerdì 9 - venerdì 16 - Scambio culturale con l'istituto B.Pascal di Pomezia (Roma): venti ragazzi di Pomezia, accompagnati dalla prof.ssa Donatella Schurtzel, soggiornano a Fiume. Martedì 13 - Progetto Martina, iniziativa coordinata da The International Association od Lions Clubs nella lotta contro i tumori. La dottoressa Gabriella Vaglieri di Trieste e il dott. Jonjić incontrano in Aula Magna gli alunni delle seconde e terze classi ginnasiali per informarli sulle metodologie di lotta contro i tumori. Venerdì 16 - I maturandi partecipano al programma di fine lezioni organizzato dalla Contea litoraneomontana - Maturljada. Giovedì 15 mercoledì 21 - Settimana delle porte aperte della SMSI di Fiume per gli alunni delle SEI svolta dai prof. Rina Brumini, Iva Balen e Luka Živković. Il 20 maggio a mezzogiorno gli alunni delle SEI visitano la Scuola. Venerdì 13 - Celebrazione della Giornata della Scuola con l assegnazione del Premio San Vito in collaborazione con la Società di Studi Fiumani di Roma. Ottengono il premio gli alunni Sven Turkalj (IVm), Josip Baković (Ivm) e Romina Marković (Ia) coadiunati dalla prof.ssa Gianna Mazzieri Sanković; gli alunni Mattea Linić (IIIa), Nika Skerbec (IIIa), Martina Ban (IIa), Petra Grdaković (IIIm) e Nina Rukavina (IIa) coadiuvati dalla prof.ssa Emili Marion Merle, l'alunno Ivo Šubat (IIa) coadiuvato dal prof. Marko Zotić. Mercoledì 21 - Gli alunni organizzano la raccolta di generi alimentari, vestiario e prodotti igienici a favore degli alluvionati della Slavonia. Il tutto è stato poi consegnato al Centro di raccolta tramite il Club dei giovani. 52

53 Un giro al Circolo Il coro giovanile e la Comunità Ogni venerdì alle 18:30h un gruppo di giovani, quasi in sordina si trova in una piccola cameretta della nostra Comunità degli Italiani. Sono gli spazi dei minicantanti e proprio in occasione del 49esimo Festival dei minicantanti, il 31 maggio il coro giovanile si è esibito nel Circolo cantando uniti ai ragazzi delle superiori della SE Dolac e agli stessi protagonisti. Ci siamo divertiti moltissimo, sia durante lo spettacolo, sia durante tutto l'anno quando ci esercitavamo tra uno scherzo e l'altro. Allo spettacolo abbiamo cantato Counting Stars, Nel blu dipinto di blu, Respiro di te e, uniti alla Dolac e ai mini abbiamo cantato in conclusione la canzone che ha entusiasmato il pubblico, appunto Supercalifragilistichespiralidoso. Durante le nostre prove abbiamo certamente cantato molto, ma riso ancora di più, e così si sono formate delle nuove amicizie. Il professore Sanković ha tentato spesso di calmarci, quando siamo stati colpiti dalle risate, ma solitamente si finiva col farlo ridere con noi. Al coro vengono tanti, anche quelli delle quarte, delle terze, delle seconde e delle prime. A volte ci vengono anche i ragazzi della Dolac. Tutti insieme cantiamo e ridiamo, cercando comunque di divertirci al massimo. Le presenze non sono costanti, a volte siamo in un numero maggiore, a volte in un numero minore, ma questo non cambia niente, perché siamo comunque sempre pronti per il canto. Per quest'anno abbiamo in piano ancora il concerto in occasione dei festeggiamenti di San Vito, concerto che si terrà nell'aula magna del Liceo. El Cucal in camiseta alla conquista della Comunità Sono una decina di ragazzi, tra cui alcuni liceali. I loro nomi sono: Dorian, Ivo, Martina B., Maurizio, Roberta, Martina S, Leo, Miriam e Ivan. Quest ultimo, pur di far parte del gruppo, viaggia ogni settimana (o quasi) dall Istria (da Umago). Non hanno un direttore, uno scenografo, nemmeno un regista, sono piuttosto dei fai-da-te. Quest idea è sorta nell estate del 2013, ispirata dall'evento 'Sempre fiumani', settimana dedicata all'incontro dei fiumani di tutto il mondo, organizzato in quella data per la prima volta nella nostra città dopo tanti decenni. Così sono stati riuniti ragazzi tra i 15 e i 25 anni ed è qui che è nata l idea della filodrammatica giovani. In quella serata si è discusso del desiderio di molti giovani di poter discorrere in dialetto, e della difficoltà pratica di riuscire ad incontrarsi e a conoscere altri fiumani. Il nome del gruppo è nato durante una lunga e spassosa conversazione nel caffè bar al quale la filodrammatica si reca alla chiusura del Circolo, dopo ogni prova, per giocare una partita di biliardo, e trarre spunti per nuove scenette. Poi, le vacanze estive e si sospendono le prove: non vedo l'ora di proseguire l'anno prossimo! Saranno questi, nuovi momenti da custodire nella nostra memoria... storie da raccontare. Ana Šoda, Im 53

54 Un giro al Circolo CHE COSA FANNO? Il Cucal in camiseta fa teatro. Ma è molto più di un semplice teatro. Durante le prove c è chi mette a posto la scena, chi cerca di aiutarlo, chi litiga per qualcosa e chi si diverte a guardare i litiganti che, senza accorgersi improvvisano una scenetta sul momento I componenti, insomma, non si annoiano mai, e aspettano con grande gioia ogni prova, momento di teatro ma pure di incontro. Gli spettacoli messi in scena sono, di solito, un gruppo di sketch messi assieme, qualche volta collegati tra loro, altre volte invece no. Sono però molto divertenti e, la cosa più importante, sono adatti a ogni età e scritti da loro stessi. L autore della maggior parte delle scenette è comunque Ivan. Questa filodrammatica, così, oltre ad essere un simpatico pretesto per stare in compagnia il venerdì sera, ha come idea di fondo la speranza di riuscire, con i suoi spettacoli, a portare altri giovani in Comunità, ad invogliarli a collaborare, ad incontrarsi, a parlare in dialetto per far sì che questo non venga dimenticato, come accade con molti dialetti ormai in disuso. FORZA GIOVANI FIUMANI, FATEVI AVANTI! Miriam Herceg, Im IL CIRCOLO Quando qualcuno mi viene a visitare a Fiume, è d'obbligo portarlo a visitare Palazzo Modello. È stato così anche quando mia cugina dall'italia è venuta per la prima volta nella nostra bellissima città. L'ho portata a visitare proprio Palazzo Modello, perché ha per me un significato speciale e adesso spiego il perché. La prima volta quando ci sono entrata era quando ho visitato mia nonna Flora nella biblioteca cittadina, dove lavorava. Non potevo nemmeno immaginare che quello sarebbe stato un posto del quale mi sarei sempre ricordata con rispetto. Guardavo quei libri e dai titoli potevo immaginare il loro inizio e la fine. Guardandomi intorno vedevo i muri alti e quando alzavo lo sguardo vedevo il soffitto pieno di decorazioni dorate, e mi immaginavo i tempi di quando il palazzo fu costruito e m immaginavo ci vivessero dei principi e principesse. Quando sono cresciuta un po', ogni tanto mio nonno Luciano mi portava al piano superiore, al bar del Circolo, a bere un succo di frutta. Dopo il succo, mi portava a vedere tutte le belle sale e saloni che ci sono nel edificio. Le guardava con orgoglio, perché è la sede della comunità italiana di cui noi siamo membri. Mi sentivo molto speciale, circondata da tutta quella bellezza e splendore. Dopo alcuni anni, il Circolo è diventato un posto particolare: un posto per il divertimento, un luogo per gli incontri con gli amici e per altre attività. 54

55 Un giro al Circolo Ma ora ne conosco anche la vera storia. Una volta al posto del Palazzo Modello cera il teatro Adamić, costruito nel 1805, dal architetto e geometra fiumano Valentino Defranceschi. Il teatro fu abbattuto nel 1883, e sui suoi resti fu eretto il Palazzo Modello, nel 1885, dagli architetti Helmer e Felliner. Il Palazzo Modello è un pezzo di storia interessante, caratterizzato da una possente architettura asburgica, e noi fiumani siamo fieri di averlo. E qui ho portato mia cugina dall Italia. Dopo averle mostrato la città, le ho fatto conoscere i miei amici, che ci hanno invitato a prendere un caffè al Circolo. Mia cugina ha accettato volentieri l'invito perché voleva vedere Circolo ancora una volta. Era entusiasta a vedere come ci incontriamo tutti insieme, e raccontando storie diverse, cantando e occupandoci di varie attività, custodiamo e tramandiamo il nostro patrimonio culturale. Rea Stemberger, It 55

56 The English pages What can I say? Everything happened so suddenly I am a sixteen- year- old, high school girl. So far I'd say I ve lived a rather normal and tranquil life. You know, I go to school, I hang out with a few friends, I'm lazy and I like music, cats and nutella. What a description. Anyway, being in the middle of puberty people consider me young (and I am), but when you get to this age, sweet sixteen, you actually understand you have no idea what you have done all your life. I'm aware I sound like a typical confused teenager in the middle of an existential crisis, but if you think about it, it makes sense. I mean, you start thinking how the next sixteen years will pass and everything will be the same. By same I don't mean I'll still go to school or live with my parents and won't make new friends. Of course, it'll change, but these are just details. My life context will be pretty much like everyone else's at that age. Not to mention the big minus that I won't remember what I was like in this life period. For example, I already forgot how elementary school was. To get to the point, sometimes I feel like I'm just wasting my time, even with school. I know education is important, but let's face it, the school system is pretty messed up. There's a huge difference between learning, studying and studying stressed and under pressure. No wonder why teenagers are so depressed. What I'm trying to say is this: since life is so short, why is everyone trying to make it so complicated? It should be a nice journey, not a hideous and tortured path through hell. So when I grow up and become an old, grumpy, wrinkled grandma, I think I'll have nothing to tell to the kids, because of the fact we just exist and haven't got the time to live. What could I possibly say? Everything happened so suddenly. WHO S THE BAD GUY? All I ever wanted was to have a pure-blood world, some people were against me, but they weren't such a threat because I would kill them all anyway. So then this boy appears and takes all my powers and almost kills me, but I was prepared for a situation like that. It took me a long time, but I returned and once again I have the power! Now, the question is: who will die? The boy who lived or He who must not be named? Martina Šikić and Mauro Matešković, IIa WHO S THE BAD GUY? Ileana Merdžo, IIa I m always the one that wants to eat somebody or destroy something, they say. But that s not true at all. You see, all I wanted was the Little Red Riding Hood s basket, it smelled so good. She had cupcakes and blueberries; who could resist such a smell! But the part they probably didn t tell you is that I hadn t eaten for days! I might have seemed a little aggressive, but that s just my nature when I came to the house they had already eaten the cupcakes so I had two options: one was to eat the Grandma and the other was to turn back and stay hungry needless to mention which one I chose Nika Jelić and Klaudia Kamenar, IIa 56

57 The English pages FOR and AGAINST essays on the topic: Video games: do they affect your personality in a negative way? Ever since personal computers have become an essential part of our everyday life, video games have been on the rise. It is hard to find a person with access to modern technology that can resist the temptation of playing a video game. The fact that people spend significant amounts of time playing them rightfully leads us to the question: does it affect our personality? Recent discussions have been centered on their negative effects. Everything we do and experience at our young age affects us in a way, and so do video games. Hopefully, there are several games aimed at a young audience. However, children find a way to get in contact with those containing bad language, nudity, excessive violence and which a generally WHO S THE BAD GUY? When I was young I was a good person. I had the most wonderful teacher who had told me I could be successful. I met a great woman and fell in love immediately. However, people were against our relationship so we got married secretly. When she told me that she was pregnant, we were very excited. I wanted to protect her from all the bad things. At the end of her pregnancy a friend told me that if I joined his group she d be safe. Unfortunately, she died during childbirth. She gave birth to two twins and I became seriously deformed. After I noticed my bad actions I realized there was no coming back. I became a very powerful man. Even though I have a lot of power I wish my wife and kids were alive and I regret all my bad decisions. age restricted. All the exposure to similar content could, sadly, mark a kid s personality. Besides, they can develop an incontrollable will to play games and later, in their lives, neglect their duties and responsibilities. The positive effects, however, prevail on the negative ones. Firstly, video game players tend to develop a sharp and keen mind thanks to the various riddles and mind games, which require the utmost concentration and make up the most of the gaming experience. In fact, studies have shown that people who frequently play video games are faster and better at taking important decisions and that they have a strongly developed sense of space. Secondly, multiplayer gaming helps build a strong team or competitive spirit, depending on the method on which the game is based. Moreover, the fact that most video games feature English as their main language has contributed to its spreading and has facilitated the learning process to both native and non-native speakers. To sum up, as all things have their pros and cons, so do video games. In my opinion, people tend to generalize when talking about video games without trying them themselves and often take them as childish way of entertainment, without taking in consideration the complexity and the benefits they have on our process of thought and personality, which is seldom affected in a negative way well, only in extreme cases. Mia Šestan and Ileana Čalmić, IIa David Contus, IVm 57

58 The English pages FOR and AGAINST essays on the topic: Social Work (volunteering) should be added to every school curriculum The human being is a social animal, said Aristotle, one of the famous ancient philosophers and, similarly, volunteering is a noble action that develops our personality in a positive way. It is the same as socializing and, if we think about it, we can see that in fact it isn't so difficult to do. To begin with, volunteering is definitely a positive thing. It develops our approach to the others and our spirit. A very sad fact is that volunteering has not been added to the school curriculum. The school should be the first place after the family, in which a child develops his personality and socialization. Volunteering is also important because by doing it we improve the behavior of our society. For example, if we help old people in their everyday chores, maybe we can be a good role model to someone else, so that he also tries to help them. However, there are some negative facts about volunteering, too. Firstly, it can take a lot of free time and it can be rather stressful. As we all know stress can take a toll on our health. This can be considered the main reason why volunteering hasn't been added in our schools. The teachers are afraid of the fact that if a pupil takes the act of volunteering too seriously it can be overwhelming. Secondly, if we do an extreme volunteering action, for example saving some people in the nature we can also endanger our lives. In conclusion, I would say that by volunteering we should leave all the prejudices and help others with all our strength, because volunteering is an action that comes from the heart. If we don't do it from the heart this action can't be considered as volunteering. In fact, we are all brothers and brothers love and help each other. To sum up, in my opinion volunteering should be definitely added to the school curriculum. Josip Baković, IVm 58

59 The English pages Censorship a good way to protect people? In the last 50 years our society has drastically changed. Never before did we have such an amount of gadgets and information at our disposal. The globalization has penetrated even the most secluded and remote sectors of our planet bringing improvement and technical development. People realized, however, that not every type of content should be available to everyone; because of that most countries introduced a certain level of censorship regarding information, which is thought inappropriate. Is it a positive process or is it just a wise weapon of the politicians to hide the truth? One of the positive aspects of censorship is that thanks to it many scenes that include violence, explicit sexuality or use of drugs can be be hidden from the eyes of young children who cannot fully understand the meaning of those scenes. Children should learn gradually at a very young age they are just not ready for everything. Also, people who act or behave in an immoral and unethical way should not be given much space in the media. In other words, they should be censored because if they appear constantly on television or in the newspaper, people, and especially children, could begin to think that that is the best way of attracting attention and behaving. There are, however, many negative aspects of censorship. The problem is that very often politicians and other powerful and influential people use censorship to hide the truth from the eyes of the masses, rather than to protect the citizens. Asia is the continent that has many problems regarding that. For example, the governments of China and North Korea censor a great amount of information: most of the Internet pages are completely unavailable. They do that because they fear that if the citizens see how the quality of life is better in other states, there might be a big probability of revolution. They prefer having their citizens brainwashed instead, convincing them that their state is the best place in the world. To sum up, my opinion is that although censorship can be used for various positive ends, at the same time it can be abused. If we censor too much information, we will find ourselves blocked in a masked word full of lies and falsity. The truth is here to be seen and to be hidden from people, because only if we see what truly happens in the world around us can we contribute to the process of our planet. Sven Turkalj, IVm 59

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