Business Intelligence: un caso di studio nel settore cosmetico

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE FISICHE E NATURALI Corso di Laurea in Informatica Tesi di Laurea Triennale Business Intelligence: un caso di studio nel settore cosmetico Candidato: Federico Fontana Relatore: Prof. Giulio Destri Correlatore: Dott. Fabio Morsiani Anno Accademico 2009/2010

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3 iii A Elena, che mi è stata vicino durante questi anni di studio.

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5 v Ringraziamenti Desidero innanzitutto ringraziare la mia famiglia, Anna, Daniele, Francesco e Veronica per avermi sempre sostenuto durante il mio percorso di studio. Ringrazio l azienda Sinfo-One s.p.a. per avermi permesso di effettuare lo stage aziendale su cui si basa questo lavoro di tesi. Un particolare ringraziamento al Dott. Fabio Morsiani che è stato il mio tutor aziendale e grazie al quale ho conosciuto il mondo della Business Intelligence. Desidero inoltre ringraziare Leonardo Barbato, Sara Cangini, Emanuele Marchesi, Andrea Messetti, Sara Saccò e Antonio Viscomi per il supporto e la formazione aziendale. Ringrazio il Prof. Giulio Destri per il tempo dedicatomi durante questi mesi di lavoro e per i suggerimenti che ha saputo darmi. Infine un grazie a tutti i pagliacci del dipartimento: Fede Ferretti, Fede Bacchi, Gando, Leo, Matte, Marti, Paolo, Ali, Tocci, Ila, Jessica, Bea, Ponz e, perché no, anche il Disa.

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7 vii Presentazione dell azienda Sinfo One S.p.A. nasce il 1 settembre 2007, dalla Divisione Industria di Sinfo Pragma e si rivolge, in particolare, alle medie aziende italiane fornendo soluzioni ERP estese, consulenza direzionale, organizzativa, di processo e tecnologica nonché servizi di system integration. Flessibilità, continui investimenti in ricerca e formazione e attenzione alle esigenze dei clienti costituiscono le basi del suo progetto di sviluppo. L offerta ERP è basata sulla piattaforma proprietaria Si Fides e sulla piattaforma Oracle JD Edwards Enterprise One che Sinfo One completa con il proprio verticale per il Food & Beverage. Sinfo One opera su tutto il territorio nazionale attraverso un team di oltre 100 professionisti con esperienze nei diversi settori di mercato e profonde competenze sui relativi processi specifici. Grazie alla specifica conoscenza della piattaforma Oracle JDEdwards ed alle competenze ed esperienze dei propri team di professionisti è in grado di offrire soluzioni verticalizzate e integrate a Enterprise Content Managemet, Enterprise Performance Management e Business Intelligence. Sinfo One e Oracle Sinfo One è Platinum Partner di Oracle e Oracle Accelerate Partner per il Food & Beverage. Si è inoltre aggiudicata l edizione 2010 degli Oracle Partner Specialization Awards per la regione Europa, Medio Oriente e Africa. Un grande successo per l azienda che ha così superato la concorrenza di altre 87 società provenienti da 22 Paesi, tutte candidate alla conquista del riconoscimento.

8 viii Esperienza e competenza I professionisti Sinfo One hanno competenze estese e specializzate, sono attenti ai bisogni dei clienti e abituati a lavorare con obiettivi ambiziosi. Particolare attenzione, con divisioni e laboratori di ricerca (Isi Lab) dedicati, è data a tematiche di ECM, EPM, BI e SCM. Sul fronte del Supply Chain Planning il team di esperti Sinfo One ha messo a punto una metodologia proprietaria: Step (Sistemi Tecnologici di Pianificazione) che nasce da know-how, esperienza, efficienza e selezione delle migliori tecnologie. Sinfo One numeri Sinfo One ha chiuso il 2010 con un fatturato di 9,5 milioni (nel 2009 il fatturato è stato di 9 milioni di euro), risultato buono se si tiene conto della particolare situazione di crisi che attraversa l economia mondiale. Il budget 2011 prevede un fatturato di 10,5 milioni e i dati dei primi mesi sono in linea con il budget. Sinfo One SPA: Via Benedetta 77/a Parma - Tel , Fax

9 ix Sommario L aumento esponenziale del volume dei dati operazionali ha reso il calcolatore l unico supporto adatto al processo decisionale, inoltre l utilizzo massiccio di tecniche di analisi dei dati aziendali ha reso il sistema informativo un elemento strategico per la realizzazione del business. Per questi motivi il ruolo dell informatica è passato da passivo strumento per la registrazione delle operazioni, a fattore decisivo per l individuazione di elementi critici dell organizzazione e di potenziali aree di business. Il termine Business Intelligence (BI) venne introdotto nel 1989 da Howard Dresner, per indicare un insieme di strumenti e procedure che consentono a un azienda di trasformare i propri dati di business in informazioni utili al processo decisionale, da rendere disponibili alla persona giusta e nel formato idoneo. Le informazioni ottenute sono utilizzate dai decisori aziendali (decision maker) per definire e supportare le strategie di business. Lo strumento principe per la BI è stato fino a oggi il data warehouse (DW), al quale vanno riconosciuti meriti come la capacità di gestire serie storiche dei dati o di effettuare analisi multidimensionali, basandosi su un modello semplice e che può essere facilmente assimilato dai manager. Caratteristiche come queste hanno facilitato l ampia diffusione dei sistemi di data warehousing e hanno favorito la maturazione degli utenti che, una volta sfruttate appieno le sue potenzialità, cominciano a percepirne i limiti e di conseguenza richiedono nuove soluzioni in grado di soddisfare l accresciuta richiesta di informazioni. In particolare sorge la necessità di soluzioni che consentano analisi su dati provenienti da sorgenti informative eterogenee, con aggiornamenti più rapidi rispetto a quelli del DW, che difficilmente hanno una periodicità inferiore al giorno, e che consentano ai decion maker la possibilità di prevedere il futuro. Il data mining, le analisi what-if e le attività di Business Performance Management (BPM), sono alcune delle tecniche che vengono utilizzate per soddisfare i limiti che i sistemi di data warehousing presentano. La tecnologia Oracle BI 11g fornisce una gamma completa di soluzioni per la business intelligence. Tuttavia nel caso di studio realizzato utilizzeremo le sole funzionalità di analisi su dati provenienti da un data warehouse.

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11 INDICE 1 I dati e l azienda Processi e catena del valore La catena del valore di Porter La piramide di Anthony I principali tipi di sistemi usati nelle aziende I DBMS ed il loro ruolo DBMS transazionali (OLTP) DBMS per l analisi (OLAP) Perché è necessario distinguere Introduzione alla Business Intelligence Data warehousing Componenti di un data warehouse Architetture per il data warehousing Gli strumenti ETL Il modello multidimensionale Modellazione concettuale: il Dimensional Fact Model Modellazione logica I sistemi ROLAP I sistemi MOLAP Slowly Changing Dimensions (SCD)

12 xii INDICE 2.3 La Business Intelligence (BI) Accedere al data warehouse Business Intelligence: oltre il data warehouse Data Mining Analisi what-if Business Performance Management (BPM) Ciclo delle analisi di Business Intelligence La tecnologia Oracle BI 11g Oracle e la business intelligence Architettura logica Installazione del prodotto Componenti di front-end Analisi e reportistica Dashboard Scorecard e Strategy Management BI Publisher Actionable Intelligence BI Mobile L Administration Tool Comparazione con gli altri competitor Prodotti open source Il caso di studio: Realizzazione di una soluzione di Business Intelligence per l azienda Cadey Presentazione dell azienda Struttura data center Cadey Struttura del data mart vendite Costruzione dei metadati Livello fisico Livello logico Livello di presentazione Validazione del repository Costruzione della reportistica Conclusioni 95

13 CAPITOLO 1 I dati e l azienda Un azienda è una struttura sociale stabile e formale che trae risorse dall ambiente e le elabora per produrre un risultato. Il capitale e la forza lavoro sono i principali fattori di produzione forniti dall ambiente. L azienda trasforma questi input in prodotti e servizi tramite la funzione di produzione. I prodotti e i servizi vengono poi consumati dall ambiente. Molte aziende operano in un contesto complesso ed in continua trasformazione: le nuove opportunità che si vengono a creare devono essere valutate rapidamente con sempre maggior frequenza per non rischiare di perdere la propria competitività. In questo contesto, le tecnologie dell informazione e della comunicazione (ICT) stanno contribuendo a modificare il modo di lavorare e di vivere dell azienda, attraverso nuove e sofisticate soluzioni di elaborazione e trasmissione dell informazione. La disponibilità, a costi sempre minori, di tali soluzioni sta provocando significativi cambiamenti soprattutto per quelle attività, sempre più numerose, che comportano gestione di informazione. La costruzione dell informazione ed il suo uso entro l azienda, a partire da dati grezzi di ingresso, può avvenire attraverso quattro stadi successivi qui di seguito riportati: Dati: sono l insieme di fatti, il risultato di una misurazione, la materia prima dell informazione in relazione agli oggetti del mondo reale. Non possiedono significato al di là della loro esistenza. Possono essere scoperti, ricercati, raccolti e prodotti.

14 2 I dati e l azienda Informazione: l informazione conferisce un significato ai dati, grazie al fatto che li pone in una relazione reciproca e li organizza secondo dei modelli. Per trasformare i dati in utili informazioni, un impresa deve impegnare risorse per organizzare i dati in categorie di comprensione, come rapporti relativi ai totali di vendita mensili, giornalieri, regionali o per negozio. Conoscenza: la conoscenza è informazione rielaborata ed applicata. È un evento cognitivo e persino fisiologico che ha luogo nella mente delle persone, ma allo stesso tempo viene conservato in librerie e registrazioni, condiviso, ad esempio, per mezzo di conferenze, e conservato dalle aziende sotto forma di processi gestionali codificati e documentati e know-how dei dipendenti. La conoscenza presente nella mente dei dipendenti e che non sia documentata prende il nome di conoscenza tacita, mentre quella documentata viene definita conoscenza esplicita. Saggezza: la saggezza è l esperienza collettiva ed individuale dell applicazione della conoscenza alla soluzione di problemi. Essa implica il dove, come e quando applicare la conoscenza. Non è possibile creare la saggezza allo stesso modo di come vengono creati i dati e le informazioni, e non è possibile condividerla con gli altri, come invece avviene per la conoscenza. Per l impresa la conoscenza è un tipo di bene diverso, per esempio, dagli edifici o dai beni finanziari; inoltre la conoscenza è un fenomeno complesso e il processo di gestione che la riguarda ha molti aspetti. Possiamo inoltre riconoscere che il nucleo delle competenze basate sulla conoscenza di un impresa, ossia le due o tre cose che un azienda fa meglio, sono beni organizzativi fondamentali. Sapere come fare le cose in modo efficiente adottando soluzioni che le altre organizzazioni non possono riprodurre è una fonte primaria di profitto e di vantaggio competitivo che i concorrenti non possono facilmente acquistare sul mercato. La collaborazione e la comunicazione con professionisti ed esperti, la creazione di nuova conoscenza, l agevolazione dell accesso alla conoscenza e l uso di quest ultima per migliorare i processi gestionali e direzionali sono diventati elementi vitali per l innovazione e la sopravvivenza delle imprese [LL06].

15 1.1 Processi e catena del valore Processi e catena del valore Con il termine processo si fa riferimento a un insieme di attività attraverso le quali le risorse di un impresa o, più in generale, di un organizzazione (individui e mezzi) realizzano la mission organizzativa trasformando input (materiali o immateriali) in output, ossia in prodotti/servizi che trasferiscono valore al fruitore dei prodotti/servizi stessi. Il concetto di valore è fondamentale, in quanto uno degli scopi fondamentali della modellazione tramite processi delle attività aziendali è proprio un ausilio alla misurazione del valore prodotto. In ciascun processo vengono tipicamente coinvolte competenze e unità organizzative diverse che rispondono al responsabile del processo (process owner), figura alla quale sono stati affidati la responsabilità e il coordinamento del processo stesso. Figura 1.1: Rappresentazione di un processo aziendale La catena del valore di Porter In ogni organizzazione è possibile individuare alcuni processi fondamentali. La catena del valore di Porter rappresenta una classificazione dei processi, modellizzando il funzionamento dell intera azienda come una successione di processi. I processi sono suddivisi in: [Des07]

16 4 I dati e l azienda Buy side: come acquisti/approvvigionamenti, ossia processi il cui output proviene dai fornitori; Inside: ossia aventi sia input sia output interni all azienda, che possono essere ulteriormente suddivisi tra processi primari, che sono direttamente legati alla produzione del valore del core business dell azienda e processi ausiliari, che non generano direttamente un valore, ma producono quei servizi senza i quali l organizzazione non potrebbe operare; Sell side: il cui output è rivolto direttamente ai clienti esterni dell azienda La piramide di Anthony La piramide di Anthony, illustrata in Figura 1.2 è una modalità di rappresentazione dell organizzazione, introdotta con l obiettivo specifico di classificare le attività tipicamente svolte nell organizzazione stessa e identificare il ruolo dei sistemi informatici a supporto di tali attività e la progettazione del loro sviluppo. Nonostante l inarrestabile e radicale innovazione delle ICT questo modello ha sostanzialmente mantenuto intatta la validità della sua formulazione originaria nel corso del tempo. Il modello di Anthony, sviluppato nel 1965, distingue tre diverse tipologie di attività, ognuna delle quali interagisce con quella adiacente realizzando cicli di pianificazione e controllo attraverso i quali verificare risultati e decidere azioni correttive. Tali attività sono: [PM05] Attività strategiche: concorrono all identificazione degli obiettivi primari dell azienda nei confronti del mercato e della concorrenza; Attività tattiche: traducono gli obiettivi strategici in obiettivi economici, definendo le previsioni a medio termine e verificandone periodicamente l attuazione; Attività operative: attuano i piani definiti occupandosi dello svolgimento delle attività correnti.

17 1.1 Processi e catena del valore 5 Figura 1.2: Le attività aziendali secondo Anthony Una tale classificazione è dovuta al fatto che attività appartenenti a ciascuna tipologia possiedono caratteristiche comuni per quanto riguarda il fabbisogno informativo che richiedono per supportare in modo adeguato il loro svolgimento. I criteri per identificare tali caratteristiche sono: [TRS03] Orizzonte temporale di riferimento: è l intervallo di tempo che intercorre tra due esecuzioni successive di una determinata attività. Le attività strategiche hanno effetto nel lungo termine, mentre le attività operative solitamente hanno effetto immediato; Orientamento all esterno: è l entità dell impatto che le attività hanno al di fuori dei confini dell organizzazione. Le attività strategiche hanno effetto sul contesto competitivo in cui l organizzazione opera, mentre le attività operative sono confinate nell interno dell organizzazione; Discrezionalità: è il grado di arbitrio con il quale si può decidere come e quando svolgere un attività. È massima a livello strategico e diminuisce progressivamente nelle attività di più basso livello. Nelle attività operative le procedure di esecuzione sono il più possibile precise;

18 6 I dati e l azienda Ripetitività: è la frequenza con cui un attività viene svolta. Un alta ripetitività caratterizza le attività operative; Prevedibilità: è correlata alla ripetitività. È tipica delle attività operative, poiché producono risultati prevedibili a priori e la loro esecuzione è prevista a priori nei tempi e nella modalità; Ruoli organizzativi coinvolti: Le attività strategiche sono di competenza della direzione aziendale. Le attività di programmazione e controllo sono assegnate alle direzioni funzionali o di divisione. Le attività operative sono condotte dal personale esecutivo. In particolare questo ultimo criterio è alla base della scomposizione dell organizzazione, che secondo un approccio di tipo gerarchico può essere rappresentata con la piramide indicata. 1.2 I principali tipi di sistemi usati nelle aziende Poiché in un azienda esistono interessi, specializzazioni e livelli differenti, esistono anche tipi di sistemi diversi. Non esiste un sistema in grado di fornire tutte le informazioni di cui ha bisogno un azienda. Come abbiamo visto prima, secondo il modello di Anthony un azienda può essere scomposta in tre livelli, ad ognuno dei quali corrispondono differenti tipologie di attività: strategiche, tattiche ed operative. È inoltre possibile osservare un ulteriore suddivisione in aree funzionali, come per esempio vendite e marketing, produzione, gestione finanziaria e contabilità e risorse umane. I sistemi informativi hanno lo scopo di servire questi diversi interessi nell azienda. I sistemi informativi a supporto delle attività strategiche aiutano i senior manager ad affrontare i problemi strategici e a valutare le tendenze a lungo termine sia nell azienda sia nell ambiente esterno. La loro principale preoccupazione è far corrispondere i cambiamenti nell ambiente esterno con le capacità organizzative dell azienda. Quali saranno i tassi di occupazione tra cinque anni?. Quali saranno le tendenze dei costi in questo campo a lungo termine e come si posizionerà la nostra azienda?. Quali prodotti dovremo produrre nei prossimi cinque anni?.

19 1.2 I principali tipi di sistemi usati nelle aziende 7 I sistemi informativi a supporto dell attività manageriale favoriscono le attività di monitoraggio, di controllo, decisionali e amministrative dei middle manager. La principale domanda a cui devono rispondere questi sistemi è: Le cose funzionano bene?. In genere i sistemi a livello manageriale forniscono report periodici piuttosto che informazioni istantanee sulle operazioni. I sistemi informativi operativi supportano i manager per la registrazione delle attività elementari e delle transazioni che si svolgono nell azienda. Lo scopo principale dei sistemi a questo livello è quello di supportare le attività di routine e registrare il flusso delle transazioni all interno dell azienda. Normalmente in un azienda esistono sistemi informativi operativi, di supporto alle attività manageriali e di supporto alle attività strategiche per ognuna delle aree funzionali (alcuni esempi sono stati riportati sopra). Per esempio la funzione vendite sarà in generale dotata di: un sistema operativo per registrare i dati di vendita quotidiani e per elaborare gli ordini; un sistema informativo di supporto all attività manageriale avrà un sistema per registrare i dati di vendita mensili suddivisi per area geografica e indicare i luoghi in cui le vendite hanno superato o non hanno raggiunto i livelli previsti; un sistema informativo di supporto alle attività strategiche che prevede le tendenze di vendita nell arco di cinque anni. I principali tipi di sistemi informativi sono: TPS (Transaction Processing System): I sistemi di elaborazione delle transazioni sono i sistemi operativi di base che servono il livello operativo dell azienda. Un sistema di elaborazione delle transazioni è un sistema computerizzato che svolge e registra le transazioni di routine necessarie quotidianamente per condurre le attività aziendali. Per esempio, può trattarsi di sistemi per l inserimento di ordini, di prenotazione alberghiera, di calcolo degli stipendi, di archiviazione della documentazione relativa ai dipendenti e delle spedizioni. I sistemi di elaborazione delle transazioni sono talvolta così importanti per un azienda

20 8 I dati e l azienda che un guasto di qualche ora può sancire la sua fine e talvolta anche di altre aziende ad essa connesse. I TPS sono anche i principali produttori di informazioni per altri tipi sistemi. MIS (Management Information System): Il termine sistemi di gestione dell informazione designa una specifica categoria di sistemi informativi che servono le funzioni di livello manageriale. Generalmente adempiono a questo compito offrendo ai manager report e spesso un accesso online alle prestazioni correnti e ai dati storici dell azienda. In genere questi sistemi sono orientati quasi esclusivamente a eventi interni. Il sistema di gestione delle informazioni normalmente risponde alle necessità dei manager interessati a risultati settimanali, mensili e annuali, benché alcuni di essi consentano loro di approfondire fino a vedere i dati su base giornaliera o persino oraria. DSS (Decision Support System): Anche i sistemi di supporto alle decisioni rispondono alle esigenze del livello manageriale dell azienda. Aiutano i manager a prendere decisioni che sono uniche, in rapido cambiamento e difficilmente specificate in anticipo. Questi sistemi riguardano problemi in cui la procedura per arrivare ad una soluzione può non essere nota completamente in anticipo. Sebbene i sistemi di supporto alle decisioni usino le informazioni interne fornite dai sistemi di elaborazione delle transazioni e dai sistemi di gestione delle informazioni, spesso impiegano anche informazioni tratte da fonti esterne. Per definizione i DSS hanno una maggiore potenza analitica rispetto agli altri sistemi. Essi utilizzano vari modelli di analisi dei dati o condensano grandi quantità di dati in un formato utile per prendere decisioni. Sono sistemi progettati in modo che gli utenti possano lavorare direttamente sui dati; questi sistemi sono costituiti da software di facile uso; sono interattivi e l utente può cambiare le premesse, porre nuove domande e includere nuovi dati. ESS (Executive Support System): Sono sistemi informativi per il livello strategico. Per prendere le loro decisioni i senior manager utilizzano sistemi di supporto direzionale. Essi riguardano decisioni non di routine che richiedono giudizi, valutazioni e conoscenze approfondite, poiché non esiste nessuna procedura standard per giungere a una soluzione.

21 1.2 I principali tipi di sistemi usati nelle aziende 9 I sistemi di supporto direzionale sono progettati per incorporare i dati legati a eventi esterni, ma traggono anche informazioni dai MIS e dai DSS. Essi filtrano, comprimono, estraggono ed individuano i dati critici, mettendo in luce quelli della massima importanza per i senior manager. Il sistema ESS utilizza software di grafica avanzato ed è in grado di presentare grafici e dati provenienti da molte fonti. La Figura 1.3 illustra il modo in cui i vari sistemi servono i vari livelli di un azienda e le relazioni tra di essi. Figura 1.3: Relazioni tra i sistemi I sistemi di elaborazione delle transazioni rappresentano la fonte principale dei dati per gli altri sistemi, mentre i sistemi di supporto direzionale fondamentalmente ricevono i dati dai sistemi di livello inferiore. È sostanzialmente vantaggioso avere una certa integrazione tra questi sistemi in modo che le informazioni possano fluire con facilità tra le varie parti dell azienda e offrire al management una visione delle prestazioni aziendali che abbracci l intera impresa. Ma l integrazione costa. L integrazione di tanti sistemi differenti richiede molto tempo e impegno [LL06]. La Tabella 1.1 riassume le principali caratteristiche dei sistemi appena descritti.

22 10 I dati e l azienda Tipo di sistema Informazioni di input Elaborazioni svolte Informazioni di output Utenti ESS Dati aggregati, esterni e Grafici, simulazioni; interattività Proiezioni; risposte alle interrogazioni Senior manager interni DSS Bassi volumi di dati o grossi Interattività; simulazioni database ottimizzati per l analisi dei dati; modelli analitici e strumenti di analisi dei dati analisi MIS Riepilogo dei dati sulle transazioni, alti volumi di dati, semplici modelli Report di routine, modelli semplici; analisi di basso livello TPS Transazioni; eventi Ordinamento, produzione elenchi, unioni e aggiornamenti Report speciali; analisi delle Professionisti; manager di decisioni; risposte alle staff interrogazioni Riepiloghi e report delle Middle manager eccezioni Report dettagliati, liste; riepiloghi Personale operativo, supervisori Tabella 1.1: Caratteristiche dei diversi tipi di sistemi informativi. 1.3 I DBMS ed il loro ruolo Nel primo capitolo abbiamo osservato quanto siano importanti i dati per un azienda al fine di produrre in successione informazione, conoscenza e saggezza. L attenzione ai dati ha caratterizzato le applicazioni dell informatica fin dalle sue origini, ma sistemi software specificamente dedicati alla gestione dei dati sono stati realizzati solo a partire dalla fine degli anni Settanta. I DBMS (Data Base Management System) rientrano in questi sistemi software; sono infatti in grado di gestire collezioni di dati che siano grandi, condivise e persistenti, assicurando la loro affidabilità e privatezza. Come ogni prodotto informatico, un DBMS deve essere efficiente ed efficace. Una base di dati è una collezione di datigestita da un DBMS [ACPT06]. In un azienda i vari tipi di sistemi utilizzano gli stessi dati ma con finalità e modalità diverse. In base a questa osservazione, possiamo suddividere i sistemi in sistemi operazionali o transazionali, ovvero sistemi a supporto di attività operative e gestionali e sistemi di analisi, ovvero sistemi a supporto delle attività decisionali-strategici DBMS transazionali (OLTP) Si definisce transazione un unità logica di elaborazione, cioè una sequenza di operazioni che hanno un effetto globale sul database, vista come un insieme atomico, che completa con successo o fallisce, senza nessuna possibilità intermedia. Un sistema che mette a disposizione un meccanismo per la definizione e l esecuzione di transazioni viene detto sistema transazionale. Il loro scopo principale è quello di supportare attività routinarie

23 1.3 I DBMS ed il loro ruolo 11 e registrare il flusso delle transazioni entro l azienda, al livello operativo; mentre il loro componente principale sono i sistemi OLTP (On-Line Transaction Process), che svolgono e registrano le transazioni di routine necessarie per le attività quotidiane dell azienda. In un DBMS transazionale, tutto il codice che viene eseguito all interno di una transazione gode di proprietà particolari, le cosiddette proprietà acide delle transazioni: atomicità, consistenza, isolamento e persistenza; il termine deriva dall acronimo ACID (Atomicity, Consistency, Isolation, Durability) [ACPT06]. Atomicità: rappresenta il fatto che una transazione è un unità indivisibile di esecuzione. Tutte le operazioni della sequenza terminano con successo (commit) oppure, se anche una sola di esse fallisce, l intera transazione viene abortita (abort); si applica quindi un approccio tutto o niente ; Consistenza: richiede che l esecuzione della transazione non violi i vincoli di integrità definita sulla base dati. Una transazione è una trasformazione corretta dello stato del database, vale a dire, al termine di ogni transazione il database deve trovarsi in uno stato consistente. Nel caso di un eventuale violazione il sistema interviene per annullare la transazione o per correggere la violazione del vincolo. Isolamento: richiede che l esecuzione di una transazione sia indipendente dalla contemporanea esecuzione di altre transazioni. In particolare si richiede che il risultato dell esecuzione concorrente di un insieme di transazioni sia analogo al risultato che le stesse transazioni otterrebbero qualora ciascuna di esse fosse seguita da sola; Persistenza: richiede che l effetto di una transazione che ha eseguito il commit correttamente non venga più perso. In pratica, una base di dati deve garantire che nessun dato venga perso per nessun motivo. Data la sua natura esecutiva, il sistema transazionale ha la tendenza a strutturare i flussi e a standardizzare il contenuto informativo per minimizzare la possibilità di commettere errori e, nello stesso tempo, rendere le operazioni fluide e rapide. La sua struttura è ottimizzata per sostenere l attività di un numero potenzialmente elevato di persone che interagiscono puntualmente con la base dati in attività di ricerca, di creazione e di aggiornamento delle informazioni.

24 12 I dati e l azienda DBMS per l analisi (OLAP) Mentre i dati operazionali coprono un arco temporale di solito piuttosto limitato, poiché la maggior parte delle transazioni coinvolge i dati più recenti, i sistemi di analisi devono permettere analisi che spazino sulla prospettiva di alcuni anni. Per questo motivo questi ultimi sistemi devono essere aggiornati a intervalli regolari a partire dai dati operazionali e sono in crescita continua. Volendo fare un paragone possiamo supporre che, a intervalli regolari, venga scattata una fotografia istantanea dei dati operazionali. La progressione delle fotografie scattate viene immagazzinata, generando un film che documenti la situazione aziendale da un istante zero fino al tempo attuale. I processi decisionali non sono standardizzabili né riconducibili a procedure automatizzate, perché sono influenzati dai modelli di realtà che le persone utilizzano per effettuare le scelte. I sistemi di analisi devono pertanto supportare il processo decisionale seguendo i passaggi logici del decisore e dandogli la possibilità di avere visioni diversamente organizzate dai dati. L On-Line Analytical Processing (OLAP) è l insieme dei sottosistemi informativi aziendali pensati per l analisi interattiva dei dati, ottimizzati per garantire la massima efficienza nell elaborazione dei dati di sintesi e la massima flessibilità nelle interrogazioni. Solitamente si basano su sistemi in sola lettura, o comunque articolati in modo tale da privilegiare operazioni di lettura e di aggregazione dei dati, con strutture orientate agli oggetti di analisi. Il database per il processo di analisi ha le seguenti caratteristiche: [Des07] Entità denormalizzate; Disegno del database più semplice (meno tabelle e meno associazioni) per una comprensione più facile da parte dell utente; I dati memorizzati possono essere aggregati (riassuntivi); Le interrogazioni richiedono poche join; Ottimizzato per la consultazione di grandi moli di dati. Dal momento che i sistemi di analisi, come già detto, accedono ai dati quasi solamente in sola lettura, le proprietà acide osservate precedentemente per i DBMS transazionali possono essere tralasciate.

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