Relazione tecnica relativa al Servizio per l affido familiare

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1 Relazione tecnica relativa al Servizio per l affido familiare 1.1 Informazioni generali Denominazione intervento: servizio integrato per l affido. 1.2 Soggetto titolare ed enti coinvolti Comuni dell ambito Enti coinvolti: ASL, Tribunale per i Minorenni, Scuole, Terzo settore. 1.3 Modalità di associazione prevista tra organizzazioni del settore Protocolli operativi con organismi presenti sull ambito territoriale N Obiettivi dell intervento / servizio L esperienza maturata in questi anni ha permesso alla Fondazione Giuseppe Ferraro onlus di rilevare una serie di ostacoli di natura sociale e culturale che, ancora oggi, impedisce all Affido Familiare di affermarsi quale prassi positiva diffusa sul territorio. L attuazione dell Affido risulta complicata, e talvolta compromessa, a causa anche di fattori di natura organizzativa e gestionale. Infatti, i costi dell Affido vengono, in genere, solo in funzione del sostentamento del minore preso in carico. In realtà l Affido richiede necessariamente la realizzazione di una serie di servizi di supporto che la famiglia, indipendentemente da fattori squisitamente economici: è il caso del sostegno socio-psicologico, della presa in carico dell intero nucleo familiare interessato dall Affido. Si tratta quindi di attuare servizi innovativi di supporto e, allo stesso tempo, di effettuarne una valutazione in itinere in modo da poterli ricalibrare in funzione delle peculiarità dei singoli casi. Gli obiettivi che si intendono perseguire con l attuazione del presente progetto sono : - potenziamento del servizio di affidamento familiare dei servizi sociali degli enti locali, laddove esistente o costituzione di un punto di riferimento dello stesso ove assente, quale servizio di sostegno sociale alle famiglie e ai minori temporaneamente in difficoltà; - potenziamento dell albo delle famiglie affidatarie a livello di ambito ove esistente, altrimenti sua costituzione al fine di garantire l accoglienza di un maggior numero di minori e permettere una maggiore possibilità di scelta della famiglia affidataria nella fase di abbinamento; - realizzazione di una costante mappatura dei bisogni dei minori e delle famiglie multiproblematiche presenti sul territorio di riferimento; - deistituzionalizzazione dei minori già collocati presso strutture di accoglienza residenziali, favorendo il rientro presso il contesto di origine o in alternativa il collocamento presso potenziali famiglie affidatarie o adottive; - incremento del ricorso all affido consensuale; - consolidamento e valorizzazione delle esperienze di affido già esistenti sul territorio; - reinserimento dei minori nel proprio contesto di origine con contemporaneo sostegno alle famiglie di origine attraverso progetti individualizzati; - diffusione territoriale della cultura dell affido e, più ampiamente, dell accoglienza, della solidarietà e della reciprocità - utilizzo di una rete parzialmente costituita mediante protocolli di intesa con strutture residenti sul territorio dell ambito. 1

2 1.6 Risultati attesi Risultati attesi qualitativi - Rafforzamento delle capacità di sostegno ai nuclei affidatari; - Rafforzamento degli aspetti positivi delle risorse dei nuclei di origine dei minori affidati; - Accompagnamento delle famiglie di origine nel superamento delle difficoltà; - Omogeneità, integrazione e superamento della parcellizzazione degli interventi segnatamente all affido familiare; - Sviluppo della cultura dell affido; - Progressiva deistituzionalizzazione dei minori. Risultati attesi quantitativi - selezione e formazione delle famiglie affidatarie; - aggiornamento, ove esistente, dell albo delle famiglie affidatarie dell ambito territoriale, se inesistente si procederà alla sua costituzione; - aumento dei minori affidati al posto dei ricoveri degli stessi. 1.8 Principali attività previste Sul territorio dell ambito si procederà ad un consolidamento del percorso già avviato nella prima triennalità 285/97. Le attività previste dal progetto sono raggruppabili nelle seguenti aree di intervento: A) realizzazione di affidi e avvio contestuale del recupero dei nuclei di origine laddove possibile e deistituzionalizzazione; B) reperimento e formazione delle famiglie affidatarire, con relativa costituzione ed aggiornamento dell albo delle famiglie affidatarie; Rispetto alla prima area di intervento A) si prevede la realizzazione delle seguenti attività: 1) Presa in carico dell utenza. Descrizione: la segnalazione delle famiglie e dei minori in difficoltà potrà essere realizzate dai Servizi Sociali dei Comuni dell ambito, dall ufficio affidi dell ASL, e da qualsiasi altro ente pubblico o privato. Tale segnalazione verrà formalizzata attraverso i S.S. del Comune di riferimento e si procederà alla presa in carico da parte dall èquipe della Fondazione Giuseppe Ferraro o.n.l.u.s. Gli operatori, dal primo contatto con l utenza, mirano a creare un rapporto basato sulla fiducia e sul rispetto, stimolando l'utente a diventare parte attiva nella ricerca di soluzioni ai problemi esposti e garantendogli la salvaguardia della privacy. 2) Accurata analisi della realtà sociale e culturale del minore, dei suoi bisogni e dei suoi problemi. Descrizione: pietra miliare dell attuazione di un affidamento familiare è l approfondita analisi socio-culturale del contesto di origine del minore, intesa sia come connotazioni culturali territoriali, sia come tipologia delle dinamiche affettivo-relazionali del nucleo d origine del minore.individuazione delle risorse positive presenti nei nuclei familiare attraverso colloqui psico-sociali e visite domiciliari. 3) Predisposizione del programma di intervento individualizzato sia per il minore in difficoltà, sia per il nucleo d origine. Descrizione: si darà inizio ad una progettazione sul nucleo in difficoltà che scorre su binari paralleli, affinché l affido rappresenti effettivamente una risorsa familiare ed il minore possa rientrare in un nucleo d origine risollevato dalle problematiche evidenziate. Il programma di intervento individualizzato conterrà dettagli sui tempi e sulle modalità dell affidamento, sulle risorse primarie e secondarie attivate, sugli 2

3 attori coinvolti, ed in primis sugli obiettivi che si intendono raggiungere rispetto al nucleo preso in carico. Il programma individua inoltre: le forme più opportune di mantenimento del rapporto tra minore e famiglia d origine; i rapporti tra famiglia affidataria e famiglia d origine del minore; gli impegni definiti dal Servizio Sociale per la famiglia affidataria e per la famiglia d origine; i momenti di verifica del progetto stesso e di sostegno alle famiglie; le condizioni che possono consentire il rientro del minore nella famiglia d origine. 4) Una volta avviati gli affidi, è necessario seguirli mediante un attività di supporto che comprende innanzitutto l accompagnamento sociale da parte dell équipe psicosociale, in tutte le sue fasi anche dopo il termine dell affido. Descrizione:Il supporto si svilupperà attraverso supervisione del percorso con incontri periodici da parte dell assistente sociale e dello psicologo sia con il minore in affido che, separatamente con i membri del nucleo familiare. In tale modo si andrà a monitorare il rientro del minore in famiglia anche dopo il termine dell affido al fine di aiutare il rientro del nuovo equilibrio familiare. In particolare il minore affidato, la famiglia affidatria e la famiglia di origine possono incontrare i professionisti ogni qualvolta se ne ravvisa la necessità, indipendentemente dall affido. (elemento migliorativo del progetto) 5) Vigilanza sugli affidi in corso. Descrizione: monitoraggio costante sugli attori coinvolti nel processo dell affido attraverso incontri, visite domiciliari. 6) Sostegno socio-psicologico costante per la famiglia affidataria, e per il minore. Descrizione: per ciascun affidamento, fin dalle prime tappe, i minori e le famiglie interessate saranno sostenute costantemente da professionisti che mireranno a far vivere l affido in modo sereno e positivo. Le famiglie saranno sostenute con risorse la Fondazione Giuseppe ferraro è erogatrice del banco alimentare. (elemento migliorativo) 7) Per i minori istituzionalizzati si intende attivare un collegamento con le comunità e gli istituti educativo/assistenziali del territorio per poter procedere ad un percorso di progressiva deistituzionalizzazione che comporta necessariamente un lavoro di concertazione tra i servizi sociali dei comuni dell ambito e le strutture ospitanti per l'individuazione dei minori su cui poter costruire un progetto di rientro in famiglia o di affido familiare, o di adozione. Descrizione: è possibile realizzare degli affidamenti che permettano al minore istituzionalizzato di poter contare su una famiglia di riferimento presso la quale trascorrere i fine settimana, le vacanze estive e/o i periodi di festività, ma soprattutto nella quale può vivere momenti di intimità familiare non vissuti all interno dell istituto, e sperimentare dinamiche relazionali connotate da un rapporto di fiducia. 8) Punto importante di ogni piano d azione sarà la costante interazione face to face tra operatori e famiglia, nonché l attivazione della rete tra istituzioni, realtà associative, scuole, centri di svago, ecc.per favorire, laddove necessario, l attuazione delle modalità individuate nel percorso individualizzato di recupero. In effetti tale collegamento territoriale mira a porre la famiglia nella condizione di poter svolgere adeguatamente il proprio ruolo educativo e sociale. In particolare, (quale elemento migliorativo) per le famiglie a seconda delle necessità si realizzeranno: supporto alla genitorialità responsabile e, laddove si rendesse necessario, azioni di mediazione familiare, nonché per la risoluzione di problemi di ordine economico il supporto con il banco alimentare. 9) Le famiglie affidatarie possono contare su una copertura assicurativa per eventuali danni causati o ricevuti dal minore in affido per oggetti e/o persone.(elemento migliorativo del progetto) 3

4 10) Quale ulteriore elemento migliorativo si prevede l attuazione di un percorso metodologico standard e comprovato. Descrizione: la Fondazione Giuseppe Ferraro o.n.l.u.s. vanta la strutturazione di una buona prassi per la realizzazione dell affido familiare (anche dal punto di vista di modulistica e formulari appositi), frutto di una lunga esperienza nel campo. 11) Utilizzo di personale specializzato per la trattazione dei casi. Descrizione: i professionisti impiegati per lo svolgimento delle attività progettuali hanno già esperienza nel campo dell affido e sono oggetto di una formazione costante che li rende flessibili rispetto alle innovazioni apportate a livello legislativo ed esperienziale. 12) Coinvolgimento attivo delle persone già sensibilizzate ai temi dell affido nel I triennio della L.285/97 Descrizione: Il coinvolgimento delle persone ai temi dell affido diviene meno complessa quando a porgere la proposta sono famiglie e singoli che già conoscono l affido. In questo modo l invito appare meno astratto, direttamente verificabile, più percorribile. Pertanto si procederà ad una fase di ricerca delle famiglie affidatarie presenti sul territorio e successivamente saranno incentivate attraverso colloqui mirati ad impegnarsi nell estendere la proposta ai loro conoscenti nonché a coinvolgersi in alcuni annunci che sono rivolti alla collettività quali: momenti pubblici, incontri con i genitori degli scolari, annunci alle messe domenicali. 13) Creazione di un link apposito per il progetto su pagina Web. Descrizione: Al fine di favorire la diffusione di una significativa cultura dell affido e dell accoglienza sul sito dell ambito territoriale N15, curato dalla Fondazione G. Ferraro Onlus, sarà attivato un link dedicato al progetto, evidenziandone i risultati raggiunti, le principali attività, i recapiti cui rivolgersi per ulteriori informazioni, gli obiettivi previsti e numerose altre informazioni utili a diffondere la conoscenza del percorso in essere. Tramite il sito sarà realizzato un concorso di idee finalizzato alla creazione del logo del servizio. Il suddetto concorso è rivolto agli studenti delle scuole medie superiori ed inferiori dell ambito territoriale N 15. Inoltre vi sarà a cura dell ambito territoriale l attivazione di un apposito N. verde. 14) Creazione di uno sportello affido presso la sede dell ambito territoriale a Torre Annunziata Valore aggiuntivo alla progettazione. a) Utilizzo della buona prassi formulata dalla Fondazione Giuseppe Ferraro o.n.l.u.s. per la realizzazione dell affido familiare, intesa sia come procedura metodologica, sia come modulistica e formulari già predisposti. b) Pre-esistenza di un albo di famiglie affidatarie residenti e non sul territorio dell ambito N15 in possesso della Fondazione contenente dati e disponibilità di famiglie che hanno maturato una lunga esperienza nell accogliere bambini in affido. c) Copertura assicurativa per eventuali danni causati o ricevuti dal minore in affido per oggetti e/o persone. d) Formazione permanente delle famiglie affidatarie incluse nell albo. e) Creazione del Link sulla pagina Web specifica del progetto. Realizzazione di gruppi di mutuo aiuto, f) Mappatura dei minori istituzionalizzati, g) Utilizzo della sede della Fondazione Giuseppe O.N.L.U.S. a Torre Annunziata in C.so Umberto I per la realizzazione delle visite protette. 4

5 Luoghi Sede della operativa Fondazione Giuseppe O.N.L.U.S. a Torre Annunziata in C.so Umberto I. Tale sede è disponibile anche per effettuare le visite protette Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell intervento / servizio La Fondazione Giuseppe Ferraro onlus impegnerà per la realizzazione del presente progetto le seguenti figure professionali: N 3 professionisti. N. 1 assistente sociale; N. 1 psicologo, N. 1 educatore Si precisa che le suddette figure professionali svolgono le funzioni specifiche attinenti alle proprie professionalità INDICATORI PREVISTI PER LA VALUTAZIONE Il modello di valutazione e di monitoraggio su cui si vuole improntare la verifica degli interventi parte da due presupposti: - il primo si sostanzia degli elementi utili al controllo gestionale e dei processi di cambiamento (auditing interno o valutazione interna); - il secondo è legato alla necessità di dar voce all utente per comprenderne il grado di partecipazione e di soddisfacimento (auditing esterno o valutazione esterna). Le fasi della valutazione individuate sono quelle tradizionali: valutazione ex ante, in itinere ed ex post. Queste saranno collegate alla metodologia più innovativa del problem solving Auditing interno o valutazione interna L auditing interno o valutazione interna riguarda le seguenti aree: VALUTAZIONE DELLE PROFESSIONALITÀ: grado di congruenza tra le professionalità previste ed i bisogni incontrati; grado di stabilità degli operatori; VALUTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI: grado di accessibilità per gli utenti (sede, orari, livello di burocratizzazione, ); chiarezza dei percorsi per l utenza; livello di scambio tra utenza e servizio (spazi di partecipazione, possibilità di modifiche); VALUTAZIONE DELL EFFICIENZA: rapporto tra spesa e tipo di servizio offerto, rapporto tra spesa e tipo di risultato raggiunto. 5

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