BB/Stable. Rating Update. Telecom Italia S.p.A. Rating Rationale. Key Rating Factors. Telecomunicazioni / ITALIA FINANCIAL SUMMARY

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1 Rating Update Telecom Italia S.p.A. Telecomunicazioni / ITALIA BB/Stable Rating Rationale FINANCIAL SUMMARY EUR/ Ricavi (EUR '000) Ebitda (EUR '000) Interessi (EUR '000) ( ) ( ) ( ) Utile/Perd (EUR '000) ( ) ( ) Debito Netto* (EUR '000) Ebitda margin (%) 38,94 39,30 40,84 Ebit margin (%) 19,95 20,54 20,75 Debito Netto*/PN (x) 1,43 1,49 1,39 Debito Netto*/ Ebitda (x) 3,52 3,16 2,58 Ebitda/Interessi+Dividendi privilegiati (x) Debito Netto*/ FFO+Int+Div priv (x) 3,82 4,09 6,62 3,74 3,48 - Ebitda-Capex/Interessi (x) 1,65 2,20 - * Passività finanziarie al netto della cassa e dei titoli equivalenti CRIF Rating Agency ( CRIF ) conferma il rating di controparte BB di Telecom Italia S.p.A. ( TI o Gruppo TI ) e modifica l Outlook a Stabile da In evoluzione. La revisione dell Outlook a Stabile riflette la maggiore chiarezza sull assetto azionario del gruppo, l aspettativa di crescita dei ricavi legata alla ripresa, seppur fragile, del mercato domestico e l incremento della marginalità grazie al contributo degli investimenti in reti di nuova generazione previsti dal piano , che ampliano progressivamente la capacità di innovare le offerte bundling (fisso-mobile) e riducono il tasso di recesso contrattuale (churn rate). Il processo di riduzione del debito rimane ancora lento e frutto di operazioni straordinarie, piuttosto che di incremento organico del free cash flow. Sul prossimo triennio gli investimenti incideranno per complessivi EUR14bn e l indice di leva, calcolata come EBITDA net leverage, nel rating case di CRIF, rimane superiore a 3x fino al 2017 in assenza di sviluppi positivi di mercato e regolamentazione. Il contesto competitivo sui servizi fisso-mobile tradizionali potrebbe infatti beneficiare di un ulteriore consolidamento delle quote di mercato, mentre eventuali contributi e/o incentivi governativi allo sviluppo della rete di banda ultralarga (UBB) potrebbero risultare in una riduzione degli investimenti. Il rating non incorpora eventuali nuove operazioni di cessione/acquisizione di assets e di buy back delle obbligazioni sul mercato, che potrebbero essere concluse nel triennio oggetto di forecast. Key Rating Factors Nuovo Assetto Azionario - Il nuovo assetto azionario che si è definito successivamente alla scissione di Telco (holding veicolo attraverso cui Telefonica, Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo controllavano TI con il 22,4% delle quote azionarie), avvenuta a maggio 2015, vede l ingresso del gruppo francese Vivendi al 14,9%, di cui l 8,3% ceduto da Telefonica e il restante 6,6% acquisito per EUR1bn. L insediamento del nuovo azionista prevede l inserimento nel Consiglio di Amministrazione di due esponenti del gruppo francese. Telefonica detiene ancora il 6,42% delle quote di TI, non cedibili in quanto a servizio di un bond convertendo da questa emesso nel 2014 e in scadenza nel 2017 (mediante sottoscrizione di un contratto di Total Return Equity Swap); le quote attualmente detenute da Generali, Intesa Sanpaolo e Mediobanca (ricevute da Telco al momento della scissione per un totale complessivo del 7,6% circa del capitale), come da dichiarazioni degli azionisti, dovrebbero essere cedute nel medio termine sul mercato a soggetti diversi da Vivendì, che manterrebbe comunque la quota di maggioranza. CRIF ritiene che il nuovo assetto azionario e di governance supportino uno scenario di miglioramento del business Media grazie alle potenziali sinergie derivanti dalla collaborazione con il gruppo Vivendì, tramite la library delle società del gruppo Canal+ e Universal Music Group. Analisti Pietro Ragghianti, Rating Analyst Tel.: Ilaria Ottoboni, Junior Rating Analyst Tel.: Riduzione della Leva Finanziaria e Difesa dei Margini - Nel triennio , la marginalità e i flussi di cassa a servizio del debito del Gruppo TI sul mercato domestico si sono progressivamente deteriorati a causa del difficile contesto macroeconomico, della forte concorrenza sui prezzi sul segmento mobile e delle pressioni del regolatore sulle tariffe di terminazione. La strategia di protezione delle metriche di credito, ed in particolare la riduzione degli indici di leva è stata attuata tramite cessione di assets, come la business unit Argentina, le torri in Brasile e la quotazione della società di gestione delle torri mobili in Italia (Inwit). CRIF stima che, nel triennio , la riduzione del debito non deriverà da maggiore marginalità (stimata attorno al 39%-40%) ma da ulteriori dismissioni. Buona Capacità di Accesso al Mercato - La società conserva un ottimo accesso sia al mercato obbligazionario che bancario come dimostra il rifinanziamento del debito in scadenza e il mantenimento delle linee bancarie committed, che preservano un adeguata posizione di liquidità nonostante il deterioramento del rating. Si segnala l allungamento progressivo della vita media del debito finanziario a m/l termine, che alla fine del primo trimestre 2015 era di circa 7 anni. Rating Unsolicited Riproduzione vietata 1 di Agosto 2015

2 Quadro Normativo e Regolamentare - Il settore italiano delle telecomunicazioni ha beneficiato per molti anni di tariffe di terminazione significativamente superiori alla media europea. Le performance del Gruppo TI nel triennio hanno riflesso il difficile contesto regolamentare del mercato domestico che, su sollecitazione della Commissione Europea, ha registrato ripetute azioni al ribasso da parte delle Authority locali (Agcom e Anatel) sulle tariffe di terminazione, con impatti sui ricavi e sulla marginalità. Sul mercato domestico le tariffe si prevedono stabili fino al 2017; CRIF ritiene che successivamente a tale data ci siano margini di ulteriori riduzioni per allineare maggiormente le tariffe nazionali alla media europea.tale eventualità potrebbe ridurre i benefici in termini di marginalità derivanti dall offerta di servizi innovativi basati sulla convergenza e sull utilizzo della rete in Ultra Broad Band (UBB). Alle problematiche del contesto regolamentare, si affiancano le incertezze del quadro normativo nazionale in relazione alla definizione degli incentivi e dei contributi pubblici a supporto degli investimenti in reti innovative. Tali incertezze accrescono il rischio di esecuzione del piano di investimenti del gruppo che, in qualità di operatore verticalmente integrato, potrebbe non aver accesso ad alcune delle agevolazioni previste. L intervento di Enel, a supporto della realizzazione delle nuove infrastrutture di rete, avrebbe un effetto di riduzione dei capex ma potrebbe neutralizzare il piano di riduzione dei costi operativi previsto dal Gruppo per il prossimo triennio. Evoluzione Tecnologica e Nuovo Assetto di Mercato e Competitivo - All interno del piano nazionale di sviluppo della rete in fibra dettato dagli obiettivi dell Agenda Digitale, diversamente dalle indicazioni del Governo e dai piani dei principali competitors che prevedono investimenti esclusivamente in reti Fiber to the Home (Ftth), TI prevede uno sviluppo delle rete in parte Fiber to the Cabinet (Fttc) e in parte Ftth. La tecnologia Ftth garantisce performance qualitativamente migliori e maggiormente in grado di supportare i servizi innovativi basati sulla convergenza, che rappresenteranno il principale driver competitivo del settore. Le nuove tecnologie e la convergenza fisso mobile, insieme al processo di aggregazione e consolidamento tra operatori tradizionali e nuovi operatori, ovvero operatori privi di infrastruttura propria (fissa e/o mobile) ma ad alto tasso di contenuti, modificheranno notevolmente il contesto competitivo; CRIF ritiene che, allo stato tecnologico attuale, non vi siano certezze sull adeguatezza della rete mista Fttc/Ftth alla trasmissione di contenuti innovativi; ulteriori investimenti per adeguare le infrastrutture al modello full Ftth potrebbero rendersi necessari. Incertezze sulla Contribuzione del Mercato Brasile - A partire dal 2013 il rallentamento della crescita economica, gli elevati tagli alle tariffe di terminazione fatti dall Authority locale (Anatel) e la svalutazione della valuta locale (Real) hanno frenato la crescita della marginalità, facendo registrare comunque alla business unit Brasiliana una buona performance in termini di Ebitda organico. Nonostante il mercato presenti ancora margini per un aumento della penetrazione, CRIF ritiene che gli elementi evidenziati potrebbero avere impatti sui risultati della BU anche nel triennio , frenandone la crescita e il contributo all Ebitda di gruppo. Rating Sensitivities Eventi futuri che potrebbero, singolarmente e/o collettivamente, impattare positivamente sul rating: EBITDA Net Leverage Ratio <3x Ebitda-Capex/Interessi >2x Consolidamento del mercato e riduzione della pressione competitiva Sviluppo e stabilizzazione favorevole del contesto normativo e regolamentare Eventi futuri che potrebbero, singolarmente e/o collettivamente, impattare negativamente sul rating: EBITDA Net Leverage Ratio >4x Ebitda-Capex/Interessi <1x Persistente incertezza o sviluppo sfavorevole del contesto normativo e regolamentare Incremento della pressione competitiva Rating Unsolicited Riproduzione vietata 2 di Agosto 2015

3 Profilo della Liquidità Il profilo della liquidità del Gruppo è adeguato e sufficiente a coprire tutto il debito in scadenza entro il 2017 (pari a circa il 30% del debito complessivo). A Marzo 2015, la liquidità era pari a circa EUR14bn, supportata da disponibilità di cassa pari a EUR7,1bn (comprensiva della liquidità raccolta dalle due emissioni obbligazionarie di Gennaio e Marzo 2015 per complessivi EUR3bn), e da due linee di credito revolving committed per complessivi EUR7bn (EUR4bn in scadenza nel 2017 e EUR3bn nel 2018); a tali disponibilità, al lordo dei movimenti del circolante, si somma la liquidità raccolta nei mesi successivi tramite la quotazione della controllata Inwit (c.a. EUR870m) e dall incasso della prima tranche della cessione delle torri in Brasile (circa EUR980m), per contro Telecom ha riacquistato titoli obbligazionari in USD e EUR per complessivi EUR980m. Il profilo di rimborso del debito finanziario evidenzia una maturity media di 7 anni. Il Gruppo può inoltre contare su una struttura delle fonti diversificata sia per tipologia (oltre il 70% del debito è composto da emissioni obbligazionarie e la restante parte da finanziamenti erogati da banche e altri finanziatori) sia geograficamente (circa il 35% del debito finanziario è in valuta estera). Le recenti emissioni e operazioni di buy back evidenziano una buona capacità di rifinanziamento del debito e di allungamento del profilo di maturity. BUSINESS RISK Telecom Italia S.p.A. - Breakdown Ricavi million Domestic Brasile Media Source: CRIF and company data Telecom Italia S.p.A. - Breakdown Ebitda million Domestic Brasile Media Source: CRIF and company data Descrizione del business TI ha un business model integrato, opera sia sul segmento fisso che mobile offrendo servizi voce e data ed è proprietaria della rete in rame nazionale (circa 115,3mil di km, con 12,5mil di accessi fisici retail nel 2014 in costante calo negli ultimi esercizi) oltre che della più estesa rete in fibra sul territorio nazionale. Con l evoluzione della tecnologia il business model si è modificato e ampliato, comprendendo anche attività rivolte al Cloud Computing e alla trasmissione di contenuti multimediali (audio/video). In qualità di operatore verticalmente integrato il Gruppo è in grado di cogliere al meglio le opportunità attualmente offerte delle nuove tecnologie (bundling dei servizi, partnership con OTT e distributori di contenuti audio/video) ed è quindi meno esposto alla ciclicità del mercato e agli impatti di questa sui ricavi e i flussi. Il Gruppo è organizzato in tre BU principali: Domestic, Brasile e Media (il ramo Argentina è stato ceduto nel 2013, la cessione non è stata ancora interamente perfezionata ma le risultanze contabili di tale BU nel 2014 sono indicate separatamente tra le Discontinued Operations del Gruppo). BU Domestic La BU Domestic ha generato c.a. il 71% dei ricavi e l 80% dell Ebitda 2014 del Gruppo e registra da oltre un triennio una decrescita organica ed un deterioramento della marginalità che hanno comportato una flessione dei ricavi e dell Ebitda. Sul trend del mercato domestico hanno impattato negativamente l erosione dei prezzi e dell ARPU nei servizi tradizionali (sia sulla rete fissa che su quella mobile) e l elevato churn rate, imputabili alla elevata concorrenza tra operatori e alla progressiva maturità ed obsolescenza dei servizi offerti. In qualità di proprietaria delle rete fissa in rame e della più estesa rete mobile su tutto il territorio nazionale, TI ha goduto di una posizione privilegiata grazie alle tariffe di accesso alla rete fissa e di terminazione mobile imposte ai competitor, che garantiscono maggiore prevedibilità ai ricavi e ai flussi di cassa; gli interventi in materia da parte dell Authority negli ultimi anni hanno però ridotto la rendita derivante da tali asset, e la rete in rame ha registrato significative svalutazioni nel corso degli ultimi esercizi sia a causa delle limitate performance del business domestico sia in vista del progressivo passaggio alla rete in fibra. La strategia del gruppo prevede una forte accelerazione degli investimenti in infrastrutture innovative (attraverso l acquisto di reti mobili LTE e la posa della rete fissa UBB, in parte con tecnologia Fiber to the Home e in parte Fiber to the Cabinet) a supporto dell offerta dei nuovi servizi bundling, gettando le basi per lo sviluppo di offerte Quadruple Play (offerta congiunta di servizi di telefonia mobile+fissa, di connettività a banda larga/ultralarga e di contenuti digitali audio e video any time/any where, any device ). I recenti accordi di partnership commerciale sottoscritti dal Gruppo con SKY, Netflix e Mediaset Premium rappresentano un tassello fondamentale nel mantenimento della posizione di leadership nel settore tlc da parte del Gruppo, minata dalla forte concorrenza dei competitor nel segmento dei servizi innovativi, e costituiscono un ulteriore stimolo alla realizzazione in tempi brevi delle infrastrutture di nuova generazione per la veicolazione dei contenuti video. Rating Unsolicited Riproduzione vietata 3 di Agosto 2015

4 Lo sviluppo della rete in fibra e l innovazione dell offerta commerciale sosterranno l incremento della Customer Base (fino a c.a. +1milione di clienti entro il 2017 secondo le stime del management), il miglioramento dell ARPU (Average Revenue per User) e della marginalità (grazie al premium price delle offerte bundling ), oltre che la riduzione del churn rate (tasso di recesso dal contratto), favorendo una ripresa dei flussi di cassa generati dalla BU. Il recente annuncio della fusione tra Wind e 3 Italia dovrebbe supportare ulteriormente la ripresa dell ARPU e della marginalità sul segmento Mobile domestico, grazie alla riduzione della pressione competitiva sui prezzi e del churn rate (maggiore stabilità della customer base e contestuale riduzione dei costi associati alla gestione del cambio operatore). Tali benefici sono però previsti solo a partire dalla fine del 2016 in quanto il processo di integrazione industriale avrà inizio solo dopo l autorizzazione dell Antitrust italiano ed europeo. BU Brasile La BU Brasile ha generato c.a. il 29% dei ricavi e il 20% dell ebitda di Gruppo 2014 ed ha rappresentato negli ultimi esercizi il principale sostegno alla tenuta del fatturato e dei margini operativi del gruppo compensando il trend in flessione del mercato domestico. Dal 2013 la crescita della BU è stata frenata dal contesto di forte concorrenza del mercato mobile, dal rallentamento della crescita economica del Paese, dalla revisione al ribasso delle tariffe di terminazione mobile da parte dell Authority locale (Anatel) e dalla progressiva svalutazione della moneta locale (Real) rispetto all Euro. L acquisto nel 2014 da parte di TIM Celular delle licenze relative alla banda 700 MHz per lo sviluppo della rete mobile di quarta generazione (LTE), per la durata di 15 anni e rinnovabile per un periodo di ulteriori 15 anni, rappresenta un vantaggio competitivo in un mercato in cui la rete 3G non ha raggiunto ancora una percentuale di penetrazione molto elevata, garantendo al Gruppo TI la possibilità di competere sul mercato con le nuove tecnologie disponibili. Anche sul mercato Brasiliano lo sviluppo del network e delle infrastrutture è prioritario per il Gruppo: tra i progetti su cui Tim Brasil sta lavorando ci sono il miglioramento della qualità della rete per le 195 maggiori città in cui è presente, il Mobile BroadBand, lo sviluppo della Fiber-To-The-Site (FTTS) in circa 40 città, diversi progetti pilota di smallcell e Wi-Fi e lo sviluppo del progetto di trasmissione LT Amazonas fiber nella regione amazzonica. BU Media La BU Media, pur contribuendo limitatamente ai ricavi e alla marginalità (0,3% dei ricavi e 0,1% dell Ebitda 2014), contribuisce alla definizione della strategia di TI nel proporsi come principale veicolatore di contenuti multimediali attraverso la rete in fibra. TI ha già sottoscritto un accordo con Sky per l utilizzo della rete UBB del gruppo nell offerta internet tv di quest ultima. A questo si aggiunge l accordo recentemente sottoscritto con con Netflix e l ingresso nel capitale di Vivendi che, con i suoi contenuti media, potrebbe garantire un ampia offerta e il massimo sfruttamento delle potenzialità offerte dal Quadruple Play. Contesto normativo e regolamentare Il Gruppo opera in un contesto normativo e regolamentare stringente, anche se attualmente incerto e dall evoluzione non facilmente prevedibile, che influenza sensibilmente il contesto competitivo, la marginalità degli operatori e la possibilità di questi di effettuare investimenti remunerativi in tecnologie innovative. Sotto il profilo normativo, il recepimento delle direttive imposte a livello europeo (Agenda Digitale 2020) ha portato alla definizione da parte del Governo del Piano Nazionale Banda Ultra Larga, da attuarsi inizialmente mediante l emanazione di un Decreto Legge (Decreto Comunicazioni). Il Piano nazionale prevede una compartecipazione pubblico/privato nella realizzazione delle reti di nuova generazione (NGN) con investimenti complessivi pari a circa EUR12bn (di cui EUR7bn pubblici e EUR5bn investiti dagli operatori privati), e dovrebbe fissare contributi a sostegno degli investimenti da parte degli operatori tlc (agevolazioni fiscali, contributi a fondo perduto) oltre che incentivi per facilitare la penetrazione dei servizi innovativi a queste collegati (voucher per i clienti finali). Attualmente gli operatori tlc si trovano ancora a operare e a effettuare investimenti innovativi in un contesto altamente incerto in relazione all entità e alla effettiva capacità di remunerazione dei piani di investimento definiti. La strada del Decreto Comunicazioni è stata abbandonata, a questo si è sostituito il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica) che ha recentemente deliberato lo sblocco di EUR2,2bn (su EUR 7bn totali previsti) da destinarsi alle aree a minor rendimento per gli operatori. Lo sblocco dei fondi destinati alle aree più redditizie e alle Rating Unsolicited Riproduzione vietata 4 di Agosto 2015

5 agevolazioni per gli utenti e gli operatori (benefici fiscali e voucher) è ancora subordinato alla delibera e allo sblocco del negoziato con la Commissione Europea. CRIF ritiene che tale contesto normativo potrebbe non garantire il rispetto delle tempistiche di realizzazione delle reti NGN preventivate dal Governo nel Piano Nazionale, con impatti anche sulla pianificazione degli investimenti degli operatori che potrebbero non rivelarsi più redditizi come da previsioni. Sotto il profilo regolamentare, negli ultimi esercizi il Gruppo TI ha dovuto affrontare, sia sul mercato domestico che su quello Brasiliano, la pressione derivante da una progressiva revisione al ribasso delle tariffe di terminazione mobile da parte delle Authority locali (Agcom in Italia, Anatel in Brasile). A livello domestico tale riduzione è stata imposta dalla Commissione Europea per adeguare le tariffe nazionali alla media Europea, l effetto retroattivo di tale azione ha avuto impatti sull ARPU e quindi sui ricavi e sulla marginalità del biennio Attualmente, al fine di agevolare gli investimenti nello sviluppo della rete da parte degli operatori tlc, le tariffe sono fissate su un livello stabile fino al 2017; non si esclude che oltre tale orizzonte l Authority possa intervenire con ulteriori ribassi per dato il divari oche ancora esiste in rapporto agli altri Paesi europei. Il quadro regolamentare relativo alle tariffe di accesso alla rete fissa nazionale, ad esclusivo beneficio di Telecom in qualità di proprietaria dell intera rete in rame su cui transitano i servizi tradizionali e in parte anche quelli innovativi (tecnologia Fiber to the Cabinet), è attualmente in corso di revisione con la nuova analisi dei mercati dei servizi di accesso. La tendenza dell Authority dovrebbe essere quella di incentivare il passaggio dalla vecchia rete a quelle di nuova generazione, che si dovrebbe tradurre in un aumento di tali tariffe nelle zone dove lo sviluppo della fibra è maggiormente avanzato e remunerativo per le tlc, e in una tendenziale stabilità nelle zone difficilmente raggiungibili dalla fibra o con bassa densità di popolazione; nonostante le incertezze in relazione a tale aspetto normativo, non si prevedono impatti negativi per TI in termini di ricavi e marginalità derivanti dall intervento dell Authority. Contesto e posizionamento competitivo Market Share Mobile (per numero di utenze) 29% 35% Source: CRIF and company data 36% Wind+3 Italia Telecom Italia Vodafone Italia Market Share Banda larga (per numero di utenze) 13% 15% 6% Source: CRIF and company data 16% 50% Wind+3 Italia Telecom Italia Vodafone Italia Fastweb Tiscali Il settore delle tlc è tendenzialmente poco correlato al ciclo economico e caratterizzato da ricavi e flussi di cassa relativamente stabili ITA e prevedibili. L evoluzione tecnologica e la Debito Netto crisi economica lo hanno reso però negli ultimi Wind+3 Italiaanni un settore maturo, con tassi di Telecom Italia crescita negativi. Dal 2007 al 2014 gli operatori nazionali hanno perso circa il 30% dei Vodafone Italia ricavi (di cui oltre il 50% sul segmento mobile), Debiti vs banche mentre a m/l terminel ARPU e la marginalità si sono Debiti vs altri finanziatori ridotte a causa sia della forte concorrenza Disponibilità sui liquide prezzi sia della continua revisione al ribasso delle tariffe fissate dall Authority. Wind+3 Italia Il mercato domestico è maturo sia sul segmento Fisso, sia sul segmento Mobile. Il trend Telecom Italia in flessione dei ricavi del segmento fisso è imputabile Vodafone Italia principalmente al segmento Retail, Fastweb mentre il Wholesale ha resistito maggiormente Tiscali grazie ai ricavi derivanti dall affitto della rete in rame ai competitor (il Wholesale è storicamente per TI un business in monopolio con visibilità sui ricavi e una marginalità del 65% contro poco più del 40% degli altri business). Nonostante le attuali evoluzioni tecnologiche e i cambiamenti in atto nel ITA contesto Debito Netto competitivo, CRIF ritiene che la rete in monopolio continuerà a rappresentare Wind+3 Italia per Telecom TI Italia un importante elemento di certezza e visibilità sulla marginalità ed i flussi di cassa Vodafone Italia attesiquantomeno nel prossimo futuro, in quanto non risente della concorrenza che Debiti vs banche a m/l termine caratterizza Debiti vs altri finanziatori invece gli altri ambiti di business. Il progressivo sviluppo della rete in fibra e Disponibilità liquide lo switch tecnologico comporterà per TI la necessità di svalutare la rete in rame, sostituendo i ricavi e la marginalità da questa generati con nuovi servizi e ampliare la Wind+3 Italia rete Telecom in Italia fibra di proprietà, ma tale processo sarà graduale. Vodafone Italia Le tempistiche del processo di svalutazione ed il contributo ai margini operativi della rete Fastweb in Tiscali rame nei prossimi esercizi dipenderanno dalle decisioni del legislatore e del regolatore (Agcom) in relazione alle tariffe di accesso alla rete fissa. La possibilità di realizzare soluzioni miste rame-fibra tramite l utilizzo della tecnologia Vectoring, sviluppata in collaborazione con Fastweb, potrebbe rallentare il processo di perdita di valore della rete in rame. La flessione del segmento mobile è dovuta all elevata competizione sul prezzo, ai consumi in calo e agli interventi dell Authority che hanno portato a una riduzione dell ARPU. La ripresa dei ricavi e della marginalità generati dal segmento è legata alle strategie di retention e di riduzione del churn rate tramite offerte di servizi bundling basati sulla convergenza tra Fisso e Mobile e tra operatori tlc e proprietari dei contenuti video (OTT-operatori Over the Top); le strategie competitive non si baseranno unicamente sui prezzi ma anche sulla qualità e velocità dei servizi offerti, influenzati dalle caratteristiche della rete in fibra realizzata dagli operatori (Fiber to the Cabinet vs Fiber to the Home). Rating Unsolicited Riproduzione vietata 5 di Agosto 2015

6 I trend a livello internazionale confermano che le reti di nuova generazione rappresentano il driver strategico di crescita e competitività per i prossimi anni, all interno di un settore dove la competizione si sta spostando dai prezzi/tariffe all offerta di servizi sempre più integrati e innovativi; la capacità degli operatori di investire in reti di nuova generazione di proprietà determinerà il futuro assetto competitivo del mercato tlc. A conferma di tale trend, nel 2014 il settore ha evidenziato investimenti in tecnologie innovative in crescita di circa il 7%, in contrapposizione alla costante erosione dei ricavi e della marginalità. Il Gruppo TI si trova ad affrontare una concorrenza già elevata sul mercato dei servizi innovativi, registrando negli ultimi 5 anni una perdita di circa il 10% delle quote di mercato nei servizi a banda larga. Servizi tradizionali Sul mercato domestico TI opera in qualità di ex incumbent, come tale mantiene la leadership nel settore ma con quote di mercato in costante flessione nel corso degli ultimi esercizi. A Dicembre 2014 il Gruppo sul mercato domestico aveva una market share in termini di fatturato di circa il 60% nel segmento della telefonia Fissa (-1,9% rispetto al 2013, contro un +1% di Fastweb e un +0,5% di Vodafone) e del 33% nel segmento Mobile (+0,4% rispetto al 2013). In termini di clienti la quota del Gruppo era del 32,1%, contro il 27,5% del secondo operatore sul mercato nazionale (Vodafone). A Dicembre 2014 TI gestiva in Italia una rete fissa in rame di proprietà di circa 115,3mil di km (con circa 12,5mil di accessi fisici retail, in costante calo negli ultimi esercizi) e un numero di linee Mobile di circa 30,1mil. La sfida degli operatori tlc, ed in particolare di TI, è quella di ripensare e far evolvere il modello di business tradizionale, basato sul traffico voce e sulla rendita derivante dalla proprietà della rete (tariffe di terminazione mobile e tariffe di accesso alla rete fissa in rame). Sempre in ambito di servizi tradizionali in Brasile il Gruppo è presente con TIM Brasil, uno dei maggiori player per numero di linee mobili (oltre 75,7 milioni di linee mobili al 31 marzo 2015). Con una quota di mercato sulle linee pari a circa il 27%, TIM Brasil è il secondo operatore del paese ed è stato il primo a essere presente, con i propri servizi, in tutti gli stati del paese. Servizi innovativi Il Gruppo a Dicembre 2014 disponeva di una rete in fibra di circa 8,6mil di km (con accessi retail pari a circa 7mil); per quanto si tratti della rete in fibra più estesa sul territorio nazionale, e il numero di accessi alla rete fissa e di linee mobili siano in crescita, in termini di penetrazione della clientela TI ha perso quote di mercato (-1,3% rispetto al 2013) a vantaggio di Fastweb (+0,6%), che gode del vantaggio del primo entrante nel segmento della fibra, e di Vodafone (+0,5%). Ad Agosto 2015 l annunciata fusione tra Wind e 3 Italia ha ulteriormente modificato il contesto competitivo domestico; si tratta della prima grossa operazione di concentrazione del settore in Italia, destinata a incidere sulle dinamiche del settore, le quote di mercato e l andamento dei ricavi e della marginalità di tutti gli operatori presenti in Italia. La nuova realtà nascente dalla fusione sarà un operatore verticalmente integrato come TI, in quanto Wind ha mantenuto la proprietà di Infostrada, operatore di rete fissa con circa 2,8 milioni di clienti. Il nuovo operatore diventerà leader nel segmento della telefonia mobile con quota di mercato complessiva del 36% (rispetto al 35% per Telecom). In particolare 3 Italia- Wind presenterà una quota superiore di circa 10 punti percentuali sul segmento Consumer rispetto a TI (secondo operatore). Telecom Italia manterrà la leadership sul segmento Business, con circa il 59% di market share. Nel segmento della banda larga TI continua a mantenere la leadership di mercato per numero di utenze e km di rete di proprietà, pur avendo registrato nell'ultimo esercizio una perdita di quote di mercato pari a circa il -1,3%. Di seguito il confronto con i principali competitor a livello domestico: Telecom Group Vodafone Group Wind-H3G Fastweb EUR/m Proforma Ricavi yoy% - -8% - 1% na - 5% Ebitda Ebitda margin 39,3% 38,9% 30,1% 28,9% 39,3% 31,6% 30,5% Net Debt/Ebitda 3,2 3,5 2,2 1,2 4,9 3,6 3,7 Rating Unsolicited Riproduzione vietata 6 di Agosto 2015

7 Key driver del settore L ARPU (ricavo medio mensile per cliente) e il Churn Rate (tasso di abbandono dei clienti) sono tra i principali driver su cui gli operatori delle tlc dovranno fare leva nei prossimi anni per recuperare competitività e marginalità; il miglioramento di tali parametri passerà attraverso gli investimenti in reti di nuova generazione in grado di garantire elevate prestazioni (tecnologie FttH). Per TI sia il mercato del fisso che quello del mobile hanno evidenziato fatturato e marginalità in calo dal 2012 al 2014, l ARPU ed il churn rate sono tra i principali driver di tale flessione; negli ultimi anni hanno registrato valori in diminuzione ma la rapida evoluzione tecnologica del settore degli ultimi anni, la rimodulazione delle offerte da parte di TI e dei principali operatori tlc ed il processo di aggregazione tra gli stessi (a partire da Wind e 3) dovrebbe consentire un recupero di tali parametri. Si ritiene che i margini di miglioramento di tali parametri nel segmento dei servizi tradizionali siano molto ridotti, trattandosi di un mercato maturo e intensamente competitivo, oltre che sottoposto a pressioni da parte dell Authority in materia tariffaria. La ripresa di questi sarà quindi guidata dal lancio dei servizi innovativi basati sulla convergenza. FINANCIAL RISK 20,0 18,0 16,0 14,0 12,0 10,0 Telecom Italia S.p.A. - Indici di Copertura 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 (X) Ebitda/Interessi+Dividendi privilegiati (FFO+Interessi+Dividendi privilegiati)/interessi+dividendi privilegiati E 2016E 2017E Source: CRIF and company data Telecom Italia S.p.A. - Indici di Leva & Capitalizzazione Debito Netto/(FFO+Interessi+Dividendi privilegiati) Debito netto/ebitda (X) Debito Netto/PN 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, E 2016E 2017E Source: CRIF and company data Nel triennio il fatturato di gruppo ha subito un decremento del 14,5%. La contrazione è imputabile principalmente alle performances della BU Domestic, che da più esercizi evidenzia ricavi ed Ebitda in flessione a causa: (i) dell intervento del Regolatore (Agcom) nella determinazione delle tariffe di terminazione mobile, (ii) della elevata competizione sui prezzi nel segmento mobile (più intensa nel 2013, in riduzione nel 2014), (iii) delle condizioni macroeconomiche negative, mercato debole e in declino per i servizi tradizionali (iv) della significativa underperformance sul segmento business. La BU Domestic nel 2014 ha generato il 71% dei ricavi e l 80% dell Ebitda di Gruppo, rispettivamente in diminuzione rispetto al 2013 del 7% e del 10%. In contrazione le performance nel segmento mobile per il -9% (ARPU in flessione del 7,7% vs 2013) e nel fisso per il 7% (-3% c.a. le utenze vs 2013, churn rate in aumento). Pur mantenendosi negativo, il trend dei ricavi nel corso dei trimestri 2014 ha evidenziato un leggero progressivo miglioramento (-8,3% nel 1Q14,e -5% in4q14 variazioni yoy). La BU Brasile nel 2014 ha generato il 29% dei ricavi e il 19% dell Ebitda di Gruppo. Rispetto al 2013 i ricavi sono in flessione del 10% (-2% la variazione organica), nonostante un incremento della customer base (+3% yoy), a causa della riduzione dell ARPU dovuta alla revisione al ribasso delle tariffe di terminazione mobile. Sulla flessione dei ricavi ha inoltre impattato negativamentela svalutazione del Real brasiliano sull euro (oltre l 8% rispetto al 2013 in termini di tassi medi). Nonostante tali dinamiche l Ebitda è cresciuto di circa il 6,6% grazie alla riduzione dei costi operativi. Complessivamente nel 2014 l Ebitda margin di gruppo si è mantenuto costante rispetto al 2013 al 39%, dopo la flessione di c.a. 2%. registrata nel 2013 rispetto al 2012, grazie al contributo della BU Brasile e al lancio di nuovi servizi innovativi (LTE per il mobile, nuovi contratti su rete fissa in fibra). Nel primo trimestre 2015, pur mantenendo un trend negativo, il fatturato e l Ebitda domestici hanno confermato il trend di minore flessione rispetto ai trimestri precedenti (- 2,6% vs 1Q2014), grazie all attenuazione della contrazione dei servizi tradizionali e allo sviluppo dei servizi innovativi. In particolare sul segmento Mobile si è registrato un continuo rafforzamento del posizionamento competitivo, con una tenuta delle market share ed una limitata erosione dei ricavi medi per cliente (ARPU), sostenuti in particolare dalla maggiore penetrazione dell internet mobile e da una concorrenza che si è progressivamente ridotta a partire dal Sul Fisso il trend di recupero dei ricavi è stato sostenuto dal positivo andamento dell ARPU broadband (Premium price sui servizi innovativi), dalla progressiva crescita dei clienti ADSL, con offerte premium bundle/flat, e dallo sviluppo dei servizi ICT. Rating Case Principali linee guida CRIF stima per il triennio una stabilizzazione dei ricavi attorno a EUR21bn imputabile all effetto congiunto di: (i) proseguimento del trend in flessione dei servizi tradizionali (sia su fisso che su mobile) sul mercato domestico, (ii) progressiva crescita dei servizi innovativi bundling basati sulla convergenza fisso-mobile e la trasmissione di contenuti media, che sosterranno i ricavi per gli esercizi , (iii) tendenziale stabilità della BU Brasile, dove la crescita è frenata dalla forte competizione nel segmento mobile oltre che dal trend sfavorevole del tasso di cambio. In particolare si conferma per il 2015 una leggera flessione dei ricavi (-2% vs 2014), in linea con l andamento del 2014 e dei risultati del 1Q2015, imputabile alla lenta ripresa Rating Unsolicited Riproduzione vietata 7 di Agosto 2015

8 del mercato domestico, l Ebitda margin è stimato in progressivo leggero miglioramento a partire dal 2016 per il sempre maggiore contributo dei servizi innovativi; eventuali upside alla ripresa del fatturato e della marginalità potrebbero provenire dalla BU Media, grazie alle sinergie sfruttabili in seguito all ingresso del nuovo socio Vivendi, e dai recenti accordi stretti con Netflix (che dovrebbe supportare la crescita dell ARPU e un incremento della customer base). Le previsioni dei ricavi e della marginalità riflettono la stima di una lieve ripresa dell ARPU nell arco del triennio grazie a: (i) determinazione di tariffe di terminazione mobile flat da parte del regolatore a EUR0,98 fino al 2017 (contro la precedente previsione di costante decrescita di queste); (ii) atteggiamento conservativo da parte dell Authority in relazione alle tariffe di accesso alla rete in rame e in fibra (nella definizione degli scenari Alfa e Beta); (iii) premium price e maggiore marginalità dei servizi bundle; (iv) efficiency program che prevede costi operativi in riduzione per EUR1bn cumulato (EUR0,6bn nel 2015, EUR0,2bn nel 2016 e nel 2017). Per la BU Brasile CRIF prevede ricavi e marginalità sostanzialmente stabili, sostenuti dalla strategia di difesa della market share attraverso il continuo investimento nello sviluppo delle infrastrutture (soprattutto nelle componenti innovative). Si stima che la crescita registrata dalla BU nel triennio sarà frenata dalla progressiva penetrazione e saturazione del mercato Mobile, dal fenomeno di migrazione dai servizi tradizionali voce-sms ai servizi internet, dall impatto di riduzione delle tariffe di terminazione mobile (MTR) e dal tasso di cambio Euro/Real sfavorevole. A supporto delle stime, CRIF incorpora il piano di investimenti previsto dal gruppo pari a ca EUR14bn nel triennio , di cui EUR10bn dedicati alla BU Domestic e ca EUR4bn alla BU Brasile. CRIF ritiene che ci sia un significativo tasso di incertezza in relazione all entità e alle tempistiche del piano di investimenti del Gruppo, dovuta sia a un quadro normativo ancora instabile (sblocco integrale dei contributi erogabili, delibera degli incentivi ai consumatori e dei benefici fiscali per gli operatori e eleggibilità di TI questi), sia alla collaborazione con Enel nello sviluppo fisico della rete in fibra che potrebbe ridurre sensibilmente gli investimenti necessari per TI e consentire di raggiungere gli obiettivi fissati in termini di copertura della rete fissa in tempi inferiori. Tali fattori non sono inclusi nel Rating Case, che incorpora prudenzialmente l intero ammontare degli investimenti messi a piano. Non vengono inoltre considerati i possibili upside a livello di ricavi e marginalità derivanti dalla partnership commerciale recentemente sottoscritta con Netflix e Mediaset Premium e dalle sinergie sfruttabili nella BU Media in seguito all ingresso del nuovo azionista di maggioranza, né il potenziale contributo al miglioramento della marginalità derivante dalla fusione 3 Italia- Wind ufficializzata nei primi giorni di Agosto 2015, ipotizzando che gli effetti non si manifesteranno nel breve termine (si stima che sarà necessario un anno per ottenere tutte le autorizzazioni dell Antitrust italiano ed europeo, e che solo a partire dalla fine del 2016 inizierà il processo di integrazione industriale tra i due operatori). Rating Case Flussi di cassa e Debito Nel 2014 il debito netto di Gruppo è aumentato di EUR800m, portandosi a EUR30,9bn, per effetto dei minori flussi di cassa imputabili alla riduzione dell Ebitda, all assorbimento del circolante e alle significative esigenze di investimento. L Ebitda Net Leverage è passato da 3,2x nel 2013 a 3,5x nel 2014 e l indice di copertura degli oneri finanziari (Ebitda Interest Coverage), anche se in lieve riduzione da 4,09x nel 2013 a 3,82x nel 2014, si è mantenuto sulivelli accettabili. Il debito lordo a dicembre 2014 era complessivamente pari a EUR37bn (-EUR200m rispetto al 2013), con una scadenza media pari a ca 7 anni e un costo medio del 5,4% circa. A copertura delle esigenze finanziarie emerse nel corso dell esercizio 2014 sono stati emessi due nuovi prestiti obbligazionari pe run importo complessivo di circa EUR 2,4b. Il 35% del debito è in valuta straniera (60% USD, 25% GBP), di cui il 40% fully hedged. La liquidità disponibile al 31 dicembre 2014 era pari a c.a. EUR13b, data da: - Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti per EUR4,8bn, in diminuzione rispetto al 2013 pari a EUR5,7bn; hanno impattato l utilizzo della liquidità per il riacquisto di obbligazioni proprie, oltre che la dinamica accensioni/rimborsi; - Titoli correnti diversi dalle partecipazioni per EUR1,3b (stabili sul 2013), Includono principalmente titoli di stato, oltre ad obbligazioni quotate; - Linee di credito committed per EUR7b (EUR8b nel 2013) non utilizzate. Nel 1Q2015 il margine di liquidità ammontava a ca EUR14b, di cui: - Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti per EUR5,5b; - Titoli correnti diversi dalle partecipazioni per EUR1,6b; - Linee di credito committed per EUR7b, ancora inutilizzate. Rating Unsolicited Riproduzione vietata 8 di Agosto 2015

9 Il profilo di liquidità e il FCF,nella prima parte del del 2015 si caratterizza per la la cassa generata dalla quotazione di Inwit (ca EUR900m) e dalla cessione delle torri in Brasile (c.a. EUR550m), oltre che per le recenti operazioni di buy back per un importo complessivo di circa EUR3,8bn. Da stime di CRIF negli esercizi prospettici il profilo della liquidità continuerà a essere supportato dalla generazione di Free Cash Flow postivi (mediamente pari a ca EUR0,7bn annui), oltre che dall ottimo accesso che il gruppo può vantare sia al mercato obbligazionario che bancario, come dimostrano le recenti operazioni di rifinanziamento del debito in scadenza (operazioni di buy back e nuove emissioni obbligazionarie) e il mantenimento nel tempo delle linee bancarie committed. Nonostante la stima di FCF positivi per un valore complessivo di circa EUR2bn per l intero triennio , CRIF ritiene che il processo di riduzione del debito rimanga ancora lento e legato a operazioni straordinarie, piuttosto che a un incremento organico dei free cash flow, principalmente a causa della lenta ripresa del mercato domestico che comprime la crescita dei margini. L Ebitda Net Leverage, nel Rating Case di CRIF, resta superiore a 3x fino al 2017 in assenza di sviluppi positivi di mercato e regolamentazione che potrebbero accelerare il processo di ripresa del fatturato e della marginalità con impatti positivi sui flussi di cassa. PROFILO SOCIETARIO Telecom Italia S.p.A. è l ex incumbent e attuale leader di mercato nazionale nel settore delle tlc per fatturato e numero di accessi alle linee fisse sia tradizionali che in banda larga; a seguito della recente fusione tra Wind e 3 Italia, TI ha ceduto la leadership di mercato in termini di utenze sul segmento Mobile consumer al nuovo operatore nato dall integrazione, mentre ha mantenuto la leadership sul segmento Mobile Business. In termini di quote di mercato complessive sul segmento Mobile, il nuovo operatore (Wind+3 Italia) ha acquisito la leadership di mercato, con il 36% delle utenze contro il 35% di TI. Operatore verticalmente integrato, offre una gamma completa di servizi che vanno dalla telefonia fissa e mobile, alla trasmissione dati, contenuti interattivi e soluzioni ICT. A Dicembre 2014 il Gruppo riportava 12,5 milioni di accessi fisici alle linee fisse e 30,4 milioni di linee mobili, un fatturato consolidato attorno a EUR21,6b e un debito netto di circa EUR31bn. Il Gruppo, tramite la divisione TIM Brasil, è inoltre il secondo operatore sul mercato Brasiliano dove gestisce oltre 75 milioni di linee mobili (circa il 27% della quota di mercato in termini di clienti); nel 2014 la Business Unit Brasile ha generato c.a. il 29% del fatturato e il 20% dell Ebitda di gruppo. Di seguito il confronto con i principali competitor a livello internazionale: Telecom Italia Deutsche Telekom France Telecom BT Group Plc Telefonica EUR/m Dec-13 Dec-14 Dec-13 Dec-14 Dec-13 Dec-14 Dec-13 Dec-14 Dec-13 Dec-14 Ricavi 23,4 21,6 65,8 68,6 44,8 43,2 23,6 24,5 62,4 55,1 yoy% - -8% - 4% - -4% - 4% - -12% Ebitda ,6 21,0 14,7 13,4 8,5 9,0 21,7 17,3 Ebitda Margin 39,3% 38,9% 31,3% 30,6% 32,9% 31,1% 36,0% 36,7% 34,8% 31,4% Debt/Ebitda 3,2 3,5 3,8x 4,0x 3,2x 3,5x 3,1x 3,2x 3,4x 4,3x Organigramma societario al 31 marzo 2015* * la struttura di Gruppo attuale comprende anche la partecipazione al 60% nella società Inwit SpA. Rating Unsolicited Riproduzione vietata 9 di Agosto 2015

10 Eventi Recenti Compagine societaria - A maggio 2015 l'antitrust argentino ha dato l'approvazione alla scissione di Telco, consegnando il 22,3% delle azioni a Telecom, il 14,72% a Telefonica, il 4,3% a Generali, l 1,64% a Intesa Sanpaolo e a Mediobanca. Telefonica, Generali, Intesa e Mediobanca hanno espresso la volontà di cedere le proprie quote, ad esclusione della parte della quota di proprietà di Telefonica (6,4%) legata al convertendo in scadenza nel A giugno 2015 Telefonica ha ceduto l'8,3% del capitale votante a Vivendi, come da accordi per l acquisto della brasiliana Gvt. Subito dopo il gruppo francese ha portato la quota al 14,9%, acquistando il rimanente 6,6% per EUR1b. CRIF ritiene che l ingresso del nuovo socio e l inserimento di suoi esponenti all interno del CdA di Telecom, daranno maggiore impulso alla realizzazione delle strategie e degli investimenti del gruppo nello sviluppo della rete in fibra e dei servizi innovativi, e consentiranno lo sfruttamento di sinergie nella BU Media incrementando il contributo di questa alla generazione dei ricavi e dell Ebitda. Il nuovo azionista di maggioranza relativa, per il tramite dei suoi esponenti, potrebbe inoltre fare leva su ulteriori operazioni di dismissione di assets al fine di ridurre la leva finanziaria del Gruppo. Accordo Netflix/Mediaset Premium - A fine luglio 2015 TI ha concluso l accordo con Netflix per la trasmissione, tramite la sua piattaforma digitale TIMvision, dei contenuti di quest ultima; l operazione costituisce un tassello fondamentale nella strategia di convergenza tra tlc e contenuti video che rappresenta uno dei principali driver di sviluppo del settore delle telecomunicazioni. Netflix passerà quindi attraverso la rete fissa in UBB di TI, sfruttando il decoder TIMvision, l accordo consentirà al Gruppo di allargare la base clienti e darà impulso al miglioramento dell ARPU e della marginalità grazie alle tariffe applicabili a i nuovi servii in banda larga e ultra larga. E inoltre stato concluso recentemente un accordo commerciale anche con il Gruppo Mediaset per l utilizzo della rete fissa in fibra di Telecom finalizzato alla trasmissione dei contenuti Mediaset Premium tramite il canale on demand on line. Accordo Enel a inizio agosto 2015 è stato formalizzato un accordo tra TI e Enel relativo allo sfruttamento della rete mobile LTE di Telecom per il monitoraggio dei dati relativi ai consumi di energia dei contatori elettronici di Enel; l accordo comporterebbe la sostituzione da parte di Enel delle attuali SIM dell operatore Wind con quelle TIM, e rappresenterebbe per il Gruppo TI un ulteriore elemento a supporto della ripresa del fatturato sul mercato domestico; tale accordo va inoltre a rafforzare la collaborazione tra i due gruppi e rende sempre più probabile una partnership nei lavori di sviluppo della rete fissa UBB di TI, che in tale caso dovrebbe sostenere investimenti molto inferiori rispetto a quelli pianificati nella realizzazione del proprio piano Sono già in corso studi di fattibilità su 25 città italiane condotti in partnership da TI e Enel, il piano concreto degli interventi potrebbe essere presentato già da fine Settembre 2015 in considerazione dell accelerazione che Enel ha dato al suo piano di sostituzione dei contatori. Cessione delle Torri in Brasile - ad aprile 2015 ha avuto luogo il primo trasferimento di torri di trasmissione (sottoscritto a novembre 2014) ad American Tower do Brasil che ha così acquisito siti, a fronte del pagamento di c.a. EUR550m. Il perfezionamento della vendita delle rimanenti massime torri di telecomunicazione è attesa per i prossimi mesi. Essendo regolata in Reias l operazione presenta rischi in relazione al tasso di cambio, soprattutto alla luce della recente svalutazione del Reais rispetto al USD. L accordo di cessione prevede inoltre un contratto di locazione di parte di tali torri da parte di TIM Brasil avente la durata complessiva di 20 anni. Quotazione di Inwit SpA - In data 22 giugno 2015 si è conclusa la quotazione di Inwit. L IPO è stata promossa a maggio 2015 per una quota fino al 40% delle azioni ordinarie, e si è conclusa a un prezzo per azione pari a EUR3,65, per un valore complessivo stimato dell intera società pari a circa EUR2,2b. La raccolta di liquidità effettiva derivante dall IPO è pari a circa EUR875m. Inwit detiene, gestisce e concede in locazione, in particolare a operatori della telefonia mobile, infrastrutture per le comunicazioni wireless (i siti, storicamente parte delle infrastrutture di TI) e genera ricavi dalla locazione di spazi e dall offerta di servizi sui siti medesimi. Al 31 dicembre 2014 i siti ammontavano a circa , distribuiti su tutto il territorio nazionale. CRIF ritiene che lo scorporo del business relativo alle gestione delle torri di trasmissione, in linea con la tendenza del settore attualmente in atto a livello internazionale, consentirà una gestione maggiormente efficiente delle stesse e che la nuova BU contribuirà progressivamente al miglioramento delle performance economiche del gruppo. Rating Unsolicited Riproduzione vietata 10 di Agosto 2015

11 FINANCIALS CONTO ECONOMICO (EUR '000) Dic 2012 Dic 2013 Dic 2014 Valore della Produzione Ricavi netti Ebitda Ebit Interessi ( ) ( ) ( ) Utile (Perdita) d'esercizio ( ) ( ) STATO PATRIMONIALE (EUR '000) Dic 2012 Dic 2013 Dic 2014 Capitale Circolante Netto ( ) ( ) ( ) Rimanenze Crediti vs. clienti Debiti vs. fornitori ( ) ( ) ( ) Altri crediti/debiti commerciali ( ) ( ) ( ) Attivo fisso netto Fondi ( ) ( ) ( ) Capitale Investito Netto Patrimonio Netto (PN) Posizione Finanziaria Netta (PFN) Debiti bancari a breve termine Debiti bancari a m/l termine Obbligazioni Altri debiti/crediti finanziari Cassa e disponibilità liquide ( ) ( ) ( ) Risorse finanziarie Debito netto FLUSSI DI CASSA (EUR '000) Dic 2013 Dic 2014 Flusso di cassa da gestione reddituale (FFO) Capitale Circolante Netto (CCN) ( ) Flusso di cassa operativo (CFO) CAPEX ( ) ( ) Flusso di cassa lordo (FCF) ( ) Flusso di cassa netto ( ) ( ) INDICI DI COPERTURA Dic 2012 Dic 2013 Dic 2014 EBITDA Interest Coverage (x) 6,62 4,09 3,82 FFO Interest Coverage (x) 3,71 3,59 INDICI DI LEVA & CAPITALIZZAZIONE Dic 2012 Dic 2013 Dic 2014 FFO Gross Leverage (x) 4,30 4,48 FFO Net Leverage (x) 3,48 3,74 EBITDA Net Leverage (x) 2,58 3,16 3,52 Debito netto/pn (x) 1,39 1,49 1,43 FFO/CAPEX (%) 143,95 119,64 CAPEX/Ricavi netti (%) 18,80 23,10 PFN/PFN+PN (%) 55,80 58,06 56,36 Rating Unsolicited Riproduzione vietata 11 di Agosto 2015

12 DETTAGLIO RATING Denominazione Telecom Italia S.p.A. Codice fiscale Tipologia di Rating Rating Unsolicited sottoposto a monitoraggio Classe di Rating BB Outlook/Credit Watch Outlook Stable Entità la cui capacità di adempimento dei propri impegni finanziari è modesta e altamente correlata alle condizioni di mercato o di business e Descrizione Rating presenta elementi speculativi. Il rischio di insolvenza è rilevante. Per ulteriori informazioni sulla Scala di Rating (significato delle classi di rating, definizione di default) si rimanda alla metodologia utilizzata. Data di prima pubblicazione del Rating 18/07/2013 Data di pubblicazione dell ultima revisione del Rating 27/07/2014 Metodologia utilizzata CRIF Rating Methodology: Emittenti Corporate (http://www.creditrating.crif.com) Modifiche a seguito della comunicazione NO Approvazione Nota Francesca Fraulo, Presidente Comitato di Rating Il rating non è stato sollecitato dalla controparte, o da suoi intermediari, e pertanto CRIF Rating Agency non ha percepito un compenso a fronte dell esercizio analitico effettuato. FONTI INFORMATIVE CONSULTATE al 20/07/2015 Visura Camerale ordinaria Procedure concorsuali Archivio protesti Informazioni da Tribunali e da Uffici di Pubblicità immobiliare Bilanci Individuale/Consolidato al 31/12/2014 Altre informazioni pubbliche e proprietarie DISCLAIMER Il rating attribuito da CRIF rappresenta l esito di un giudizio indipendente sull entità valutata. In accordo con la politica in materia di conflitto d interesse di CRIF, le persone intervenute nell attribuzione del rating risultano non avere conflitti d interesse con l entità valutata. Il rating è basato su informazioni di fonte pubblica e su informazioni disponibili sui siti aziendali. Il rating è altresì basato su un quadro informativo giudicato completo ed affidabile dagli analisti di rating; in assenza dei requisiti di completezza e affidabilità, CRIF si astiene dall emettere il rating. CRIF non è tuttavia responsabile della veridicità delle informazioni utilizzate per l attribuzione del rating, sulle quali non svolge alcuna attività di audit né assume obbligazioni di verifiche indipendenti/due diligence. I rating di CRIF sono attribuiti sulla base delle linee guida metodologiche definite all interno di CRIF Rating Agency e sono il risultato di un lavoro collegiale, non potendo dunque essere ascritto alla responsabilità dei singoli analisti. Il rating è un opinione fornita da CRIF Rating Agency, sul merito di credito dell entità valutata e non costituisce in alcun modo raccomandazione a comprare, vendere o detenere titoli o altri strumenti finanziari emessi dalla stessa.crif si riserva il diritto di aggiornare o ritirare in qualsiasi momento i rating emessi, in accordo con le linee guida metodologiche e di processo definite all interno di CRIF Rating Agency. I rating di CRIF sono richiesti e remunerati dalle entità valutate, da soggetti terzi a questa riferiti o da investitori, ovvero assegnati dall agenzia di propria iniziativa laddove si ravvisi un interesse, ancorché indiretto, dal mercato. CRIF è manlevata dall utilizzo indiscriminato del Rating da parte del CLIENTE. Rating Unsolicited Riproduzione vietata 12 di Agosto 2015

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