ANALISI DEL MERCATO DELLA BANDA LARGA IN PIEMONTE

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1 ANALISI DEL MERCATO DELLA BANDA LARGA IN PIEMONTE Dicembre 2004

2 Il seguente rapporto è stato redatto dall unità di Technology to Business Intelligence (T2BI) dell Istituto Mario Boella in collaborazione con il dipartimento di Sistemi di Produzione ed Economia dell Azienda (DSPEA) del Politecnico di Torino. Per informazioni rivolgersi a: Marco Cantamessa (+) Enrico Ferro (*) Stefano Molino (*) Emilio Paolucci (+) (+) Politecnico di Torino (*) Istituto Superiore Mario Boella Analisi del Mercato della Banda Larga in Piemonte 2004

3 Indice 1. INTRODUZIONE Obiettivi dello Studio Metodologia Utilizzata Definizione di Banda Larga TECNOLOGIE Livelli di infrastruttura Tecnologie su doppino Tecnologie xdsl ADSL HDSL SHDSL Considerazioni Fibra ottica Tecnologia Diffusione Soluzioni Wireless Tecnologie Diffusione Soluzioni Satellitari Tecnologia Diffusione Considerazioni Riassuntive LA BANDA LARGA IN EUROPA La situazione attuale I modelli di sviluppo Linee d azione di alcuni Paesi Europei Analisi del Mercato della Banda Larga in Piemonte 2004

4 4. LA SITUAZIONE ITALIANA Regolamentazione Piano nazionale per la diffusione e lo sviluppo della larga banda Obiettivi del piano Politiche di intervento LA SITUAZIONE DELLA BANDA LARGA IN PIEMONTE Analisi dell offerta Copertura L Evoluzione dell Infrastruttura di Rete Sviluppo dell offerta: il punto di vista degli operatori Domanda Cittadini Imprese Comuni CONCLUSIONI ALLEGATO A ALLEGATO B Analisi del Mercato della Banda Larga in Piemonte 2004

5 1. Introduzione L utilizzo delle connessioni a banda larga, ad oggi, è ancora molto limitato sia in Italia che in Piemonte. In alcuni paesi del mondo, invece, si riscontrano livelli di adozione di tale tecnologia nettamente più elevati. Sorge quindi spontaneo domandarsi cosa abbia contribuito alla creazione di tale gap e soprattutto quali siano gli strumenti utilizzabili al fine di ottenerne una riduzione. Gli studi finora condotti, sia a livello nazionale che internazionale, hanno essenzialmente ricondotto minori tassi di penetrazione ad una mancanza di copertura infrastrutturale dovuta a peculiarità morfologiche del territorio, basse densità abitative e politiche di sviluppo poco efficaci e/o non abbastanza aggressive. Ad un analisi più attenta ed approfondita, emerge che il fenomeno di diffusione delle connessioni a banda larga presenta problematiche molto più articolate e complesse spiegate solo in parte dalle ragioni sopracitate. Il seguente rapporto costituisce la prima di una serie di rapporti atti ad approfondire la tematica della banda larga. In questa prima pubblicazione, tale tema verrà trattato come elemento a sé stante e, partendo dalla trattazione dei vari scenari tecnologici, verrà inquadrato all interno di una cornice più ampia che permetterà, per focalizzazioni successive, di contestualizzare la situazione a livello regionale. Negli studi successivi, invece, l adozione di connessioni a banda larga verrà studiata come fattore abilitante per la diffusione di fenomeni quali: l e Business e l e Government. 1.2 Obiettivi dello Studio L obiettivo di breve periodo del seguente rapporto consiste nello scattare una fotografia il più possibile completa del fenomeno di diffusione delle connessioni a banda larga a livello regionale fornendone una contestualizzazione tecnologica, politica ed economica a livello nazionale ed europeo. Una capillare diffusione delle connessioni a banda larga risulta, infatti, essere uno dei target strategici di e Europe 2005 identificati dalla Commissione Europea e conseguentemente recepiti dal governo Italiano. A tal fine, il seguente rapporto si propone di essere un primo passo verso la creazione di uno strumento di monitoraggio ed analisi che il governo regionale piemontese potrà utilizzare nel processo di policy making. Un aggiornata e puntuale comprensione della situazione presente sul territorio permetterà, infatti, la definizione e la valutazione di politiche regionali più efficaci, in quanto progettate sulle specifiche necessità presenti sul territorio. L obiettivo di lungo periodo che il lavoro di rilevazione ed analisi di dati relativi al mercato della banda larga si pone è quello di contribuire ad un più - 1 -

6 omogeneo sviluppo della Società dell Informazione grazie ad una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche ed ad una consapevole anticipazione dei vincoli all adozione rappresentati da variabili di tipo sia socio economico che geografico. La riduzione ai minimi termini delle diverse forme di digital divide risulta essere di importanza strategica per una regione. Infatti, oltre a creare una situazione di pari opportunità per la popolazione residente, la riduzione di tale gap, contribuirebbe all incremento dei livelli di produttività, elemento essenziale per in un economia sana e sostenibile. 1.3 Metodologia Utilizzata La metodologia utilizzata per condurre il seguente studio si basa su una serie di fonti di dati sia di tipo quantitativo che di tipo qualitativo. Per quanto concerne la domanda di servizi a banda larga sono stati presi in esame i tre principali attori socio economici presenti a livello regionale: cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni (comuni). Sono stati creati tre campioni statisticamente rappresentativi della situazione piemontese. Le dimensioni dei campioni sono riportate di seguito: DIMENSIONI DEI CAMPIONI Cittadini In Piemonte 890 A Torino 622 Comuni 275 Imprese 294 I dati relativi ai cittadini piemontesi sono stati raccolti attraverso interviste telefoniche (Computer Aided Telephone Interviews, CATI) e le variabili di segmentazione con cui è stato costruito il campione sono: età, sesso e comune di residenza. Nel caso dei comuni e delle imprese i dati sono stati raccolti attraverso l uso di un questionario erogato attraverso tre canali: posta elettronica, sito web (compilazione on line) e fax. Le variabili di stratificazione utilizzate per la creazione del campione dei comuni sono state la provincia e la dimensione del comune in termini di numero di abitanti residenti. Per il campione delle imprese, invece, le variabili di stratificazione utilizzate sono: settore di appartenenza e dimensione dell impresa in termini di numero di addetti. Per quanto concerne l offerta di connessioni a banda larga sono state condotte delle interviste con gli operatori di telecomunicazione che hanno accettato di aderire allo studio. Nel corso delle interviste sono stati raccolti dati di tipo - 2 -

7 qualitativo, mentre a valle delle interviste è stato proposto un questionario che ha permesso di raccogliere dati di tipo quantitativo circa l offerta da essi fornita. 1.4 Definizione di Banda Larga Il concetto di banda larga può essere considerato un bersaglio mobile. Per questo motivo, una definizione durevole risulta essere non facile da fornire. Sul panorama internazionale si possono riportare posizioni differenti circa le politiche scelte nel processo di definizione del concetto di banda larga. Negli Stati Uniti, la Federal Communication Commission (FCC) ha scelto una definizione di banda larga basata esclusivamente sulla capacità trasmissiva in termini di numero di kilobits al secondo. Il Canada invece ha optato per una definizione basata sulla tipologia di servizi erogabili. In Italia, infine, il Ministero per l Innovazione e le Tecnologie ha deciso di utilizzare la seguente definizione: Per banda larga si intende l ambiente tecnologico che consente l utilizzo delle tecnologie digitali ai massimi livelli di interattività. Come si può facilmente intuire, nessuno degli approcci sopra elencati può considerarsi in linea di principio migliore, in quanto ciascuno di essi porta con sé una serie di vantaggi e svantaggi. Nel caso della definizione americana, il concetto di banda larga viene definito in maniera univoca, ma richiede un opera di aggiornamento periodico. Nel caso italiano, invece, la definizione ha una validità temporale più ampia, ma introduce concetti che lasciano spazio ad interpretazioni e, di conseguenza, difficilmente applicabili in maniera omogenea nelle diverse analisi dei dati. Data la rapidità di evoluzione del fenomeno studiato e la conseguente limitata validità temporale del seguente rapporto, si è preferito puntare su un omogeneità metodologica considerando, quindi, come connessioni a banda larga le connessioni che avessero velocità nominali di downstream uguali o superiori a 640kb/s

8 2. Tecnologie Nella seguente sezione del rapporto si cercherà di fornire una panoramica il più possibile completa delle tecnologie attualmente presenti sul mercato. Data la rapida e continua evoluzione dello scenario tecnologico è stato reputato opportuno focalizzare l attenzione sulle tecnologie che hanno già raggiunto un buon grado di diffusione. Di conseguenza, opzioni quali il digitale terrestre e ed il wi fi non verranno trattate nella sezione seguente. Non si esclude però che possano essere incluse in versioni ed aggiornamenti successivi del presente rapporto. 2.1 Livelli di infrastruttura Lo stato delle infrastrutture di rete ad oggi presenti in Italia può essere diviso in tre categorie: Rete di backbone nazionale Rete di distribuzione cittadina Rete di accesso Rete di backbone nazionale Si tratta della infrastruttura di rete a monte delle reti di distribuzione cittadine. In Italia sono presenti diverse reti alternative a quella dellʹincumbent (operatore ex monopolista). Sono realizzate prevalentemente in fibra ottica e rappresentano il link tra le diverse reti cittadine. Note con il nome di dorsali, rappresentano un asset molto importante per il nostro Paese. Ai fini dello sviluppo dei servizi in banda larga, l infrastruttura fisica a questo livello va dotata di apparecchiature e centrali in grado di consentire l effettivo utilizzo della rete esistente. Rete di distribuzione cittadina Le reti di distribuzione cittadine, o anelli ottici cittadini, rappresentano, nell ambito di una rappresentazione di tipo nazionale, lo strato fisico intermedio che lega le reti di backbone nazionali alle utenze cittadine. E il livello in cui si è raggiunto il maggiore livello di concorrenza tra le categorie prese in esame. Le aziende che operano su questo mercato hanno dimensioni importanti, tali da permettere azioni di tipo massivo su tutto il territorio nazionale, o almeno sui centri urbani ritenuti più profittevoli. Non mancano, però, esempi di operatori locali che sfruttano la posizione competitiva derivante dall uso di infrastrutture preesistenti (strade, reti di utilities varie): le società ex municipalizzate rappresentano uno di questi casi. Alcuni operatori hanno realizzato reti cittadine, fisicamente affini agli anelli ottici descritti, con l obiettivo, però, di creare dei collegamenti dedicati puntopunto per clienti business di una certa dimensione

9 Rete di accesso In Italia fino al 1998, anno in cui per il mercato delle telecomunicazioni è stata avviata la liberalizzazione, l infrastruttura di rete di accesso, nota anche come ultimo miglio o local loop, aveva caratteristiche peculiari rispetto ai maggiori paesi europei ed agli USA, in quanto realizzata dall incumbent attraverso un unica tecnologia, il rame. Tecnologie come il cavo coassiale, che hanno facilitato altri paesi nel passaggio alla larga banda, non hanno avuto diffusione nel nostro Paese a causa dell assenza di TV via cavo e di una regolamentazione ancora in divenire. Dopo la liberalizzazione del mercato, sono state realizzate opere infrastrutturali con tecnologie diverse dal rame, in particolare utilizzando la fibra ottica. Non risulta difficile comprendere come la capillarità del mercato potenzialmente raggiungibile imponga, nel caso in cui si voglia creare una rete di accesso alternativa a quella in rame, degli investimenti notevoli. Vista la situazione a livello europeo, sembra essere questo, in Italia, il maggior limite alla diffusione della banda larga. La rete di accesso può essere sviluppata, in relazione alla tratta trasmissiva iniziale (tra cliente e centrale dati), utilizzando principalmente quattro tecnologie: Compressione del segnale su rame Fibra ottica Wireless Local Loop Satellite La sezione seguente descrive in modo dettagliato tali tecnologie, evidenziandone limiti e punti di forza. 2.2 Tecnologie su doppino Il doppino telefonico è senza dubbio il componente fisico più utilizzato per i collegamenti di accesso tra gli utenti e gli apparati di centrale della rete telefonica tradizionale. Costituito da una coppia di fili di rame avvolti elicoidalmete sui quali viaggia il segnale elettrico di comunicazione, il doppino (o twisted pair) ha una capacità trasmissiva fortemente dipendente da diverse caratteristiche fisiche quali la lunghezza, la sezione del cavo in rame, le interferenze esterne e il grado di schermatura. In base alla loro qualità e al segnale digitale che sono in grado di trasportare, i cavi in doppino si suddividono, secondo una specifica ANSI, in 5 categorie: la peggiore (cat. 1) consente il trasporto di fonia analogica o ISDN, quella migliore (cat. 5) è impiegata per il trasporto di segnali Fast Ethernet a 100 Mb/s. Data la disponibilità di grandi quantità di doppino nelle reti telefoniche di accesso, molti sforzi e investimenti sono stati indirizzati verso lo sviluppo di tecnologie che consentissero di sfruttare questo supporto fisico per la trasmissione digitale ad alta velocità

10 2.2.1 Tecnologie xdsl Il doppino telefonico nasce per la normale comunicazione vocale di tipo analogico e, dal momento che un segnale vocale difficilmente può superare l intervallo in frequenza compreso fra 300 e 3400 Hz, al momento dell installazione delle prime centrali si decise di assumere per tutte le comunicazioni telefoniche una banda di 4 khz. È chiaro dunque che volendo sfruttare le proprietà trasmissive della linea telefonica per effettuare delle comunicazioni dati, queste ultime passeranno necessariamente attraverso un canale attribuito originariamente solo alle comunicazioni vocali; ragion per cui le trasmissioni di dati devranno sottostare alle condizioni che sono state definite per quelle di tipo vocale. Con il passare degli anni e con l aumentare della quantità di informazioni in transito sulle reti, le trasmissioni dati fatte transitare sui canali telefonici hanno trovato quindi una struttura sempre meno adeguata alle proprie esigenze. Anche gli ultimi modem analogici a 56k V90, per quanto sofisticati essi siano, sono costretti comunque ad adattare i segnali in forma digitale ad alta velocità di computer e periferiche in segnali analogici ridimensionati ai 4 khz della rete telefonica. Con la sigla xdsl (Digital Subscriber Line) si indica l insieme di tecnologie per trasmissioni di dati ad alta velocità che utilizza, come supporto fisico, il vecchio doppino telefonico di rame allargando lo spettro di frequenze utilizzate dalle normali linee telefoniche. Nasce negli anni 80 negli Stati Uniti, ma solo con Internet trova la sua reale applicazione. All interno della famiglia la lettera x viene sostituita con una o più lettere che indicano le diverse forme di questa tecnologia, ciascuna caratterizzata da prestazioni e caratteristiche diverse quali la potenza del segnale, la banda occupata e il tipo di modulazione utilizzata. Tali caratteristiche portano ad un impiego diversificato a seconda di: Velocità di trasmissione Distanza massima su doppino Distribuzione delle frequenze su doppino Tipologie di clientela target ADSL ADSL è l acronimo di Asymmetric Digital Subscriber Line ovvero linea asimmetrica di collegamento digitale; tale tecnologia trasforma la tradizionale linea telefonica in una connessione digitale utilizzando il vecchio doppino telefonico per trasmettere dati e voce a velocità 10 volte superiore alle normali linee ISDN e 50 volte superiore ai modem 56K

11 Caratteristiche tecniche L ADSL è asimmetrica nel senso che il canale trasmissivo viene sfruttato in modo diverso in ricezione e in trasmissione; l ampiezza della banda utilizzata quando si riceve è maggiore di quella sfruttata per trasmettere. In altre parole in ricezione, cioè verso l utente, i dati viaggiano molto più velocemente (tra 1,5 e 9 Mbps) rispetto a quelli in trasmissione, cioè dall utente verso l esterno (tra i 16 e i 640 kbps). La tecnologia ADSL è in grado di coprire distanze fino a metri su singolo doppino telefonico in rame, e in generale è stata progettata per massimizzare il rapporto tra la banda disponibile e la distanza tra centrale e utente. Essa può simultaneamente inviare dati e gestire il traffico vocale (telefonate). Per rendere possibile la trasformazione in connessione digitale, la linea telefonica deve essere suddivisa in tre canali con frequenze distinte: Un canale downstream per la ricezione dei dati: questo canale ha normalmente una velocità di trasferimento pari a 640 kbps Un canale upstream per la trasmissione dei dati: questo canale ha solitamente una velocità di trasferimento limitata a 128 kbps Un canale per la trasmissione della voce: questo canale è dedicato alle comunicazioni telefoniche tradizionali via voce e sfrutta una minima parte della banda disponibile lasciando il resto al trasferimento ADSL La suddivisione in canali con diversa frequenza permette, non solo di aumentare la velocità del collegamento, ma anche di non occupare la linea telefonica quando si è connessi ad Internet, in altri termini si può navigare e contemporaneamente parlare al telefono, senza per questo dover installare una nuova linea telefonica (come avviene ad esempio con la linea ISDN). È importante sottolineare come le suddette velocità rappresentano in realtà dei limiti superiori, che non vengono mai garantiti dai fornitori di accesso. Nessun ISP è in grado di garantire una velocità minima di upstream e di downstream, a meno di particolari offerte commerciali particolarmente costose; per le offerte più economiche invece i limiti teorici non vengono generalmente raggiunti; questo perché la velocità di connessione dipende anche da altri fattori, quali il numero di utenti connessi al provider, il traffico sul server remoto, la distanza fisica del modem ADSL dal provider (la cui distanza non dovrebbe mai superare i 5 km affinché il collegamento ADSL possa garantire prestazioni elevate)

12 Mercato Date le caratteristiche di asimmetria tra banda dedicata al downlink e all uplink, una connessione ADSL consente in generale all utente di ricevere contenuti corposi (ad esempio file multimediali), senza escludere allo stesso tempo una certa interattività con la rete. Queste caratteristiche si addicono all utente residenziale (al limite small business), le cui esigenze, relativamente alla connessione Internet, si limitano di norma a: navigare velocemente, ascoltare musica, scaricare rapidamente programmi, utilizzare servizi di video streaming e di music streaming, utilizzare servizi di community (Chat, Forum). Ovvero tutte quelle applicazioni che necessitano di una notevole banda in ricezione e che possono essere sfruttate appieno avendo a disposizione una connessione del tipo ADSL. La ridotta banda in uplink può rendere al contrario questa soluzione poco adatta al mercato delle medie e grandi imprese. Presso la sede d utenza vengono di norma installati il modem ADSL, che permette di fatto l accesso a Internet, e un apparato denominato splitter che consente la convivenza di voce e dati sul doppino telefonico. La figura seguente fornisce uno schema semplificato della modalità di impiego di questi apparati presso l utente. Figura 1: Modem e splitter per ADSL I costi di questa soluzione dipendono ovviamente dalla banda offerta; al momento esistono sostanzialmente due tipi di piano tariffario per i privati: tariffazione flat, associata a connessioni veloci e più indicata per utenti assidui, e tariffazione a tempo più indicata per utenti di internet occasionali. Per quanto riguarda la clientela microbusiness (professionisti, commercianti, piccole imprese, etc.), le tariffazioni sono sostanzialmente di tipo flat ad alte prestazioni

13 2.2.3 HDSL Alla stessa famiglia DSL appartiene l HDSL, un altro sistema pensato per ottenere elevati tassi di trasferimento dati sulle attuali linee telefoniche in rame, che permette connessioni full duplex fino alla velocità di 2 Mb/s (su una sola coppia di doppini) su link lunghi fino a qualche chilometro, con un tasso di errore comparabile a trasmissioni su fibra ottica. Per prestazioni superiori è possibile associare più coppie di doppini. Caratteristiche tecniche Come per l ADSL, anche per l HDSL si riscontra, all aumentare della distanza, un deterioramento delle prestazioni, che scendono al di sotto dei 256 kbps oltre i 12 km di lunghezza della linea. Tuttavia è possibile affermare che le linee HDSL consentono una velocità bidirezionale (quindi non asimmetrica come nel caso dell ADSL) fino a 2 Mbps, utilizzando due o tre doppini su una distanza massima di 3,6 km. Grazie a queste caratteristiche l HDSL permette di ottenere le seguenti condizioni: Connessione permanente: la connessione alla rete è sempre attiva, ossia garantita 24 ore su 24 e termina solamente quando viene spento l apparato di connessione Connessione simmetrica: la velocità di trasferimento dati è la medesima,sia in entrata che in uscita (download e upload) garantendo, a differenza dell ADSL, anche servizi a larga banda dalla macchina connessa verso l esterno Alta velocità: l HDSL può essere anche spinto, mediante l utilizzo di più modem e più linee, fino a 155 Mbit al secondo IP pubblico: a differenza di altri sistemi a larga banda (come quelli satellitari) gli indirizzi IP possono essere riconosciuti normalmente anche dall esterno della rete Un IP fisso o più: con la connessione HDSL si ottiene anche uno o in genere più indirizzi IP su cui poter collegare una propria macchina o una propria rete interna Tariffazione a traffico: nella recente delibera dell Autorità per le telecomunicazioni e nei piani Telecom è prevista una tariffazione fissa a canone, cui si aggiunge quella variabile in base al consumo: più dati si scaricano più si pagherà a fine mese - 9 -

14 I vantaggi sostanziali rispetto all ADSL sono rintracciabili nella maggiore velocità e simmetria della connessione, nella disponibilità in tutti i casi di uno o più IP fissi. È bene ricordare tuttavia che lo standard HDSL prevede l utilizzo dei doppini esclusivamente da parte del flusso digitale a 2 Mb/s, senza lasciare spazio alla banda per la fornitura del segnale di fonia (4 khz); ciò libera una porzione importante di banda a bassa frequenza (quella appunto inferiore ai 4 khz) permettendo tecniche di modulazione particolarmente efficaci per sistemi di tipo simmetrico. Poiché la trasmissione alle basse frequenze risulta più efficiente, i sistemi simmetrici sono in grado di raggiungere distanze superiori a quelli asimmetrici, spesso utilizzando minor potenza trasmissiva. Oltre che dallo sfruttamento delle frequenze dedicate alla normale fonia, e dalla possibilità di usare più doppini per la stessa connessione, le alte velocità in trasmissione e in ricezione sono garantite dall elevata complessità tecnologica dei modem HDSL, progettati per modellare matematicamente, in pochi istanti e con estrema precisione il comportamento del mezzo trasmissivo, compensando le distorsioni dovute alla non linearità del mezzo, alle giunzioni e alle variazioni di diametro dei fili stessi. In ricezione, il modem elabora il segnale che giunge dal filo e, grazie al sofisticato modello matematico impiegato, compensa la distorsione introdotta sul segnale durante la propagazione; inoltre, per consentire la trasmissione full duplex, i modem impiegano cancellatori di eco. Questa tecnologia, in precedenza impossibile da diffondere in modo generalizzato a causa della sua complessità e dei costi elevati, è oggi realizzabile in modo relativamente economico con dispositivi a larga scala di integrazione. Lo schema riportato nella figura che segue illustra l insieme di apparati necessari all utente per poter usufruire di una connessione HDSL. Figura 2: Apparati utente HDSL

15 Mercato La tecnologia HDSL si rivela particolarmente indicata per utenze di tipo aziendale, che normalmente richiedono non solo una connessione veloce ma anche un sistema che garantisca un flusso di dati costante sia in uscita che in entrata. In più grazie al numero, più o meno variabile, di indirizzi IP fissi che una connessione HDSL consente di generare, è anche possibile gestire, da una sola sede, una rete complessa interna che abbia attivi vari servizi accessibili anche dall esterno. Un altro aspetto interessante relativo all utilizzo di collegamenti HDSL proviene dalla possibilità di creare una rete privata virtuale (VPN, Virtual Private Network) ovvero una rete sulla quale far passare in via dedicata il traffico delle proprie sedi. Una VPN è sostanzialmente un mezzo sicuro e veloce per collegare due o più sedi distanti della propria azienda. Una rete di questo tipo si appoggia ad alcune tecnologie (dalla crittografia all utilizzo di particolari collegamenti virtuali) per creare un tunnel nel quale far passare i dati tra le varie sedi aziendali. Tale soluzione risulta profittevole anche nel caso in cui si volessero dare in outsourcing (ossia in gestione a terzi) alcuni servizi della propria azienda. Creando una rete consolidata fra l azienda e il gestore esterno si renderebbe più immediata e sicura l intera gestione dei dati e dei processi produttivi. Il modello di tariffazione adottato di solito è quello del pagamento a consumo (pay per use) che elimina i problemi dei costi legati agli scatti telefonici. Rispetto all ADSL i costi crescono in maniera significativa per l acquisto (o il noleggio) e l installazione degli apparati presso l utente; il canone annuo base che comprende solitamente il noleggio di un modem HDSL lievita in maniera considerevole per l aggiunta di apparati più sofisticati (quali un router, indispensabile per poter implementare una rete privata); a questi costi si aggiungono quelli di attivazione del servizio. Per l utilizzo della connessione si può scegliere tra una tariffazione flat e una a traffico (ovvero si paga una somma fissa per Mbit scaricato). Soluzione efficace per connettere permanentemente e ad alta velocità il proprio computer ad Internet o di collegare tra di loro vari uffici o stabilimenti nella stessa area urbana, l HDSL è una tecnologia che ha raggiunto da tempo la fase matura ed è largamente utilizzata per la fornitura di servizi all utenza (tipicamente accessi per l utenza business). Tuttavia per il futuro è prevista un graduale rimpiazzo di questa tecnologia con sistemi di tipo SHDSL, che forniscono gli stessi servizi con l utilizzo di un solo doppino e con il vantaggio di un architettura più efficiente per la concentrazione di traffico a livello di rete di distribuzione cittadina

16 2.2.4 SHDSL Le tecnologie SDSL/SHDSL (Symmetric Digital Subscriber Line o Single Line High speed Digital Subscriber Line) sono state sviluppate come evoluzione della tecnologia HDSL, dalla quale si distinguono principalmente per la maggiore efficienza spettrale e per la capacità di fornire servizi simmetrici su un singolo doppino. Caratteristiche tecniche Con SDSL si indica propriamente una serie di tecnologie non standardizzate che forniscono una banda simmetrica di 1,5 o 2 Mbit/s ideale per le esigenze di comunicazione dati tipiche dell utenza business. L SHDSL è anch essa una tecnica di trasmissione simmetrica, inizialmente nota anche con il nome di G.Shdsl, riconosciuta dallo standard internazionale ITU con la sigla G L SHDSL prevede velocità di trasmissione da 192 kbit/s fino a 2.3 Mbit/s (in modalità due fili) e da 384 kbit/s a 4.6 Mbit/s (in modalità quattro fili), ed è spettralmente compatibile con le altre tecnologie DSL attualmente presenti sul mercato. Mercato Ciò che differenzia commercialmente quest offerta dalle comuni proposte HDSL è la modalità flat : l SHDSL è infatti una soluzione che consente, a fronte di una tariffa fissa mensile, una connessione permanente senza costi legati al traffico. I costi di attivazione sono solitamente di alcune centinaia di euro, cui si aggiunge il canone mensile variabile a seconda della connessione e della banda garantita, che può andare da un minimo di 64x64 kbps fino ad un tetto di 2x2 Mbps. Per i sistemi che utilizzano l SHDSL valgono considerazioni analoghe a quelle fatte per l HDSL, ovvero che possono supportare numerosi tipi di servizi che necessitano un accesso simmetrico. Nonostante l SHDSL sia stata concepita per le esigenze dei clienti di tipo SOHO (Small Office Home Office), essa sembra potenzialmente utilizzabile anche in ambito residenziale. Poiché i servizi sono gestiti digitalmente, la banda può essere facilmente modulata per adattarsi alle esigenze di voce, dati e video. Questa caratteristica, assieme alla possibilità di operare a differenti velocità, fa dell SHDSL una

17 tecnologia particolarmente versatile ed efficiente in ogni contesto, dal residenziale al SOHO. Essendo prevista per sistemi di trasmissione dati che necessitano di elevate capacità sia in downstream che in upstream, l SHDSL è orientato ai seguenti servizi in ambito business: VPN (già descritta in precedenza) Acceso remoto a LAN aziendali: in ambito di telelavoro o per personale che si trova spesso fuori dalla sede aziendale Voice a pacchetto: questo servizio necessita di stringenti requisiti di QoS sulla banda upstream e downstream Web Hosting (ovvero per l accesso ad un server web): servizio che richiede una grande quantità di banda Video conferenza: servizio che coinvolge voce, video e talvolta dati Per quanto riguarda il segmento residenziale, diversamente dall ADSL, l SHDSL riesce a raggiungere distanze particolarmente significative, specialmente utilizzando rigeneratori di segnale. Anche senza rigeneratori comunque, l SHDSL garantisce mediamente coperture di circa 1 km in più rispetto ai suoi predecessori, consentendo un potenziale bacino d utenza superiore. In considerazione di queste caratteristiche, l SHDSL appare, al momento, la tecnologia su rame che più si avvicina, in termini di prestazioni, alla fibra ottica, almeno dal punto di vista della percezione dell utilizzatore del servizio. Non sembra lontano insomma il momento in cui sarà possibile avere a disposizione da casa una connessione 10 Base T (ovvero su doppino) a 10 Mbit/s simmetrica, in grado di soddisfare gli utilizzatori più esigenti. Lo schema di installazione degli apparati SHDSL presso l utente è sostanzialmente analogo a quello HDSL, con la differenza che in questo caso il modem usufruisce di un solo doppino telefonico. Come per l HDSL, è possibile utilizzare tutta la banda disponibile per la trasmissione di voce su svariati canali (fino a 30), gestibili ad esempio tramite un ISPBX privato, come illustrato nella figura seguente. Figura 3: SHDSL per PBX privati

18 Di nuovo in maniera analoga all HDSL, non è possibile far convivere sullo stesso supporto fisico voce e dati, come illustrato nell immagine che segue. Figura 4: Apparati utente SHDSL Nonostante i tempi siano maturi per un ampia diffusione di questa soluzione e benché le tecnologie SHDSL siano già disponibili sul mercato, il loro impiego non è ancora diffuso, probabilmente a causa della costante evoluzione che ancora le caratterizza. La standardizzazione della tecnologia, le alte prestazioni offerte, la possibilità di erogare al meglio i nuovi servizi interattivi uniti al basso costo dei componenti di base e l opportunità di raggiungere utenti anche molto distanti dal gestore di servizio, portano a credere che, almeno sulla carta, la diffusione dell SHDSL possa arrivare a livelli paragonabili a quella dell ADSL e di superarla in alcuni segmenti di mercato (es. business) Considerazioni Dal lato utente l xdsl consente una connessione always on cioè sempre collegato (differente dalle normali connessioni via modem analogico o ISDN che sono di tipo dial up ovvero a chiamata ), con una tariffazione di tipo flat di solito senza limiti di traffico dati. Dal lato gestore il vantaggio principale delle soluzioni analizzate in questa sezione è senza dubbio la possibilità di consentire l accesso a servizi che necessitano di banda molto larga senza dover stendere nuovi cavi, risolvendo così il problema dell ultimo miglio

19 Grazie a queste tecnologie i gestori sono in grado di poter garantire bande consistenti agli utenti finali in tempi relativamente brevi, sfruttando le infrastrutture capillari e già disponibili, con interventi semplici presso i privati e fornendo svariate soluzioni tecnologiche per l integrazione dei servizi. D altro canto le tecnologie su doppino sono particolarmente vincolanti per l operatore che intende fornire servizi xdsl e che non possiede il supporto fisico con cui raggiungere il cliente, dal momento che è obbligato ad appoggiarsi sul doppino di un altro operatore, attraverso condizioni di ULL; a questa schiavitù si devono aggiungere l installazione di apparati e l occupazione di spazi presso il gestore proprietario del doppino, eventualmente da condividere con altri gestori concorrenti (colocation). Un ulteriore pecca tecnologica è poi la ridotta scalabilità in termini di aumento di banda per il singolo utente senza la realizzazione di ulteriori sistemi di rete. 2.3 Fibra ottica La fibra ottica è una delle espressioni più avanzate della tecnologia dell informazione, essendo in grado di trasportare enormi quantità di informazioni, con affidabilità e pulizia, a velocità molto superiori rispetto ai cavi in rame tradizionali. La fibra ottica si differenzia dagli altri mezzi di trasmissione poiché consente di trasferire le informazioni digitali attraverso la propagazione di impulsi luminosi. Questa qualità conferisce alla fibra ottica immunità alle interferenze elettromagnetiche, nonché da intercettazioni, garantendo sicurezza e segretezza dei dati che circolano in rete e migliori prestazioni in termini di attenuazione e affidabilità Tecnologia La fibra ottica si presenta fisicamente come un cavo costituito da una sottile fibra di vetro o silicio; ad una estremità viene applicata una sorgente luminosa, quale un diodo led o un laser, che emette luce a seguito di un impulso elettrico, all altra estremità si trova un rivelatore che trasforma la luce giunta in impulsi elettrici. Questi impulsi luminosi viaggiano all interno della fibra ottica per lunghi tratti senza attenuazioni apprezzabili grazie al fenomeno della riflessione totale. Sfruttando quindi la velocità che può raggiungere la luce, si ottiene uno scambio di dati digitali molto rapido, che attualmente va dai 54,9 Mbps ai 2,5 Gbps (ottica sincrona), implementabile anche utilizzando la tecnologia DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexer) che sfrutta lo

20 spettro ottico e associa ad ogni colore che lo compone un diverso canale di trasmissione dati. Attualmente esistono due tipi di sistema DWDM: Long Haul e Metropolitano. Il primo e il più sviluppato consente di raggiungere, senza amplificazione, distanze fino a 400 km, supportando protocolli SDH, ATM e IP; il secondo supporta connessioni punto punto, multipunto e ring protetto, con una distanza senza amplificazione fino a 80 km, ed è trasparente a tutti i protocolli. Il sistema DWDM consente, quindi di far fronte in maniera ottimale alla sempre crescente necessità di banda, dovuta al notevole incremento dei servizi richiesti ed in particolare del tipo multimedia broadband. L instaurazione di una rete in fibra può essere effettuata basandosi sostanzialmente su due approcci: tramite la realizzazione totale della rete in fibra fino all utente oppure attraverso una diffusione graduale della rete seguendo le pre esistenti infrastrutture in rame con l obiettivo di avvicinarsi fisicamente sempre di più all utente, e impiegando altre soluzioni (xdsl o radio) per coprire la distanza rimanente. Lo schema più diffuso per l implementazione di una rete d accesso in fibra ottica è basato su un anello ottico che connette tutti gli apparati remoti: sia quelli che forniscono banda all utenza residenziale che quelli destinati alla clientela business. Tale schema è illustrato nella figura che segue. Figura 5: Rete di accesso in fibra ottica Diffusione Nata per garantire la trasmissione di enormi quantità di dati in tempi brevi lungo grandi dorsali (anche transoceaniche), la fibra ottica è stata in seguito largamente impiegata per garantire l accesso alle grandi imprese e alla pubblica amministrazione, estendendosi poi anche alla clientela residenziale

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