P.I.S.L. MONTAGNA

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1 Piano Integrato di Sviluppo Locale Montagna

2 Comunità Montana di Valle Sabbia 2

3 INDICE 1. INTRODUZIONE CONTESTO SOCIO ECONOMICO ED AMBIENTALE Descrizione fisica Andamento demografico Assetto economico Sistema agricolo Turismo Nuove tecnologie LA COMUNITÀ MONTANA E LA GESTIONE SOVRACOMUNALE Sistema informativo territoriale Realizzazione PGT comunali Realizzazione uffici unici Sportello Unico per le Attività Produttive SUAP Gara per la distribuzione del gas metano Gara per servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani Piano di indirizzo forestale P.I.F Reticolo idrico minore R.I.M Piano operativo Piano viabilità agro-silvo-pastorale Marchi di qualità PISL MONTAGNA PARTENARIATO: TAVOLO PUBBLICO DI CONFRONTO COERENZA CON LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE E LOCALE Programma Regionale di Sviluppo Documento Strategico Annuale Programma triennale dei lavori pubblici Protocollo d intesa con la Provincia di Brescia Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale della valle sabbia Piano di Sviluppo Socio Economico PISL MONTAGNA CONNESSIONE BANDA ULTRA LARGA EDIFICI PUBBLICI DEL TERRITORIO DELLA COMUNITÁ MONTANA DI VALLE SABBIA Il quadro di riferimento

4 7.1.1 Gli indirizzi dell Unione Europea Il Piano d azione i L'Agenda Digitale Europea I piani a livello nazionale Le Linee guida per i Piani territoriali per la banda larga Il Rapporto Caio Il Piano Romani Gli interventi regionali L'Accordo di Programma Quadro in materia di società dell informazione Bando per l'erogazione di un contributo per la diffusione di servizi a banda larga Il Programma di Sviluppo rurale Gli interventi della Provincia di Brescia per il superamento del digital divide Realizzazione e concessione in gestione di una rete wireless: Organizzazione del piano di posa di fibre ottiche per le centrali: Supporto all'azione di Telecom Italia per lo sviluppo dell'offerta ADSL in wholesale Promozione del territorio bresciano per lo sviluppo di reti wimax Sviluppo del sistema pubblico connettività (SPC) per il back office della Pubblica amministrazione Analisi delle infrastrutture a Banda Larga sul territorio provinciale Il servizio ADSL e lo sviluppo di fibra ottica per le centrali telefoniche Le dorsali in fibra ottica Le celle wi-fi in aree urbane di particolare pregio e zone turistiche La copertura wireless su frequenze condivise: la tecnologia hiperlan La copertura dell offerta wi-max Bibliografia di riferimento Il CIT della Provincia di Brescia Il contesto normativo Definizione, abbreviazioni e convenzioni generali Il contesto funzionale e applicativo Le tecnologie abilitanti Gestione delle identità - SSO SOA Conservazione digitale a norma Sistema di pagamenti on-line

5 7.4.5 I procedimenti dei servizi on-line BresciaGOV Il piano di Disaster Recovery Il centro servizi della Comunità Montana di Valle Sabbia Ufficio tecnico Tributi Ragioneria Supporto tecnologico Elaborazioni avanzate Progettazione Infrastruttura tecnologica Server farm I servizi on line della Comunità Montana di Valle Sabbia Portali istituzionali Portale dei servizi Porta di dominio Il piano per la Comunità Montana della Valle Sabbia Ipotesi di dorsale Stima parametrica dei costi Quadro normativo e regolamentare Modelli societari Piano di sviluppo temporale del progetto ALLEGATI 1. Invito tavolo pubblico di confronto 2. Pubblicazione sul sito CMVS: convocazione tavoli di confronto 3. Pubblicazione sul sito Vallesabbianews: convocazione tavolo di confronto 4. Presenze tavolo di confronto 5. Slides di presentazione del tavolo di confronto 6. Delibera n 149 del 03/11/2011 L.R. 25/2007: Approvazione bozza P.I.S.L. Montagna 2011/2013 5

6 1. INTRODUZIONE La Regione Lombardia con legge regionale n 11 del 3 agosto 2011 ha disposto l istituzione del PISL Montagna con lo scopo di finanziare lo sviluppo delle aree montane attraverso interventi concorrenti al raggiungimento di obiettivi di valenza strategica e territoriale in armonia con quanto previsto dalla legge regionale n 25 del 2007 che disciplina gli Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani. Il PISL Montagna è il nuovo strumento di Programmazione negoziata sancito dalla Regione Lombardia. Tale strumento punta a sostenere la programmazione territoriale, coerentemente con gli indirizzi strategici delineati dalla Regione Lombardia. Con d.g.r. 4 agosto 2011 n IX/2096 sono state approvate le Linee guida per l avvio e l accompagnamento dei PISL Montagna che, in conformità a quanto stabilito nella L.R. 11/2011, hanno previsto semplificazioni e adeguamenti procedurali rispetto a quanto disposto del r.r. 18/2003. Il PISL Montagna quale strumento di programmazione negoziata è espressione di condivisione ed attuazione delle scelte programmatiche regionali, in coerenza con il principio di sussidiarietà e con l obiettivo primario d individuazione di un percorso di sviluppo dell economia locale che valorizzi le risorse umane, ambientali, culturali, produttive ed infrastrutturali presenti sul territorio, coerenti con le strategie di sviluppo e gli obiettivi di governo espressi nel Programma Regionale di Sviluppo (aggiornato annualmente dal Documento di Programmazione Economico Finanziaria) e nelle programmazioni settoriali regionali. 6

7 2. CONTESTO SOCIO ECONOMICO ED AMBIENTALE Una prima analisi di contesto sul territorio Valsabbino aiuta a definire gli aspetti fondanti ed i contenuti del presente documento. In particolare, è utile avere una panoramica su aspetti generali quali l andamento demografico, l assetto economico per cogliere alcuni suggerimenti e orientare strategie di sviluppo territoriale il più possibile efficaci. 2.1 DESCRIZIONE FISICA Il territorio della Valle Sabbia, oltre ad essere molto variegato sotto l aspetto morfologico, risulta anche particolarmente frammentato per la presenza di una miriade di località diffuse. L asse principale è costituito dal fiume Chiese, con una tendenza alla conurbazione a Sud di Vestone, attraverso i Comuni di Barghe, Sabbio Chiese, Vobarno, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi, Gavardo. All uscita dal territorio della Comunità montana, la incipiente conurbazione del Chiese prosegue verso Sud attraverso i Comuni di Prevalle, Bedizzole, Calcinato, Montichiari. All interno della Valle Sabbia, si innestano sull asta del Chiese altri due sistemi urbano-industriali minori (ma non nella scala della valle), attorno ai torrenti Vrenda e Nozza. Il sistema del Vrenda da Sabbio Chiese si protende verso Ovest, toccando Odolo, Bione e Agnosine, allargandosi nella Conca d Oro e giungendo a breve distanza in linea d aria dal compatto insediamento di Lumezzane in Valle Trompia. Più a Nord, il sistema del Nozza interessa l area da Vestone a Casto. Evidentemente è in atto un processo di trasformazione territoriale a carattere metropolitano, che ha il suo epicentro nella città di Brescia e si allarga a macchia d olio in tutte le direzioni, interrompendo il naturale collegamento tra montagna e pianura e risalendo in forma tentacolare nelle stesse valli. Percorrendo la strada statale che da Brescia porta verso il Garda lo sguardo può spaziare in quanto si è in presenza di un ampia conca, ma più si prosegue lungo l asta del fiume Chiese e più ci si rende conto di come la valle si stringa arrivando in alcuni punti a dare quasi un effetto ottico di chiusura, con larghezze effettive di poche centinaia di metri. Dal punto di vista amministrativo la Valle Sabbia inizia con Serle e Paitone e termina a Bagolino, sul confine con il Trentino, abbracciando 25 comuni e poco meno di 60 mila ettari di territorio, con circa abitanti. Sul lato occidentale della valle sorge l altopiano carsico delle Cariadeghe, dichiarato riserva naturale e che presenta una forte caratterizzazione morfologica. 7

8 Proseguendo lungo la direttrice per Salò si apre la conca di Vallio, nella quale scorre il torrente Vrenda, omonimo a quello della Conca d Oro più a nord. In corrispondenza di Vobarno la valle si indirizza verso nord-ovest; qui confluiscono la valle di Collio e la Val Degagna, la quale, caratterizzata dal percorso del torrente Agna, è la maggiore delle convalli che insistono sulla sinistra idrografica del Chiese ed ospita abitati di sicuro interesse, come Eno e Carvanno. A Sabbio Chiese il territorio presenta, a destra, un ampio terrazzo di origine fluvio-glaciale sul quale sorgono i nuclei di Pavone e Sabbio Sopra mentre, a sinistra, si apre la Conca d Oro, ospitante il torrente Vrenda ed i nuclei di Preseglie, Odolo, Agnosine e Bione, contraddistinti da una marcata presenza di attività industriali ma, nello stesso tempo, caratterizzati dalla zona più fertile dell intera Valle Sabbia. Quest area, via di comunicazione intervalliva con la vicina Val Trompia, risulta particolarmente compromessa dal punto di vista del consumo di suolo dato che la pesante lavorazione industriale qui praticata non trova sfoghi esterni causa la chiusura morfologica operata dai versanti; i centri abitati e quelli produttivi sono contigui arrivando a formare un urbanizzazione omogenea in quanto alcune delle attuali acciaierie sono sorte sulla stessa area delle vecchie fucine. La valle offre ampi terrazzi sino a Barghe, da dove parte la strada che porta a Provaglio Valle Sabbia, mentre più avanti si incrocia la stretta di S. Gottardo, seguita da quella di Nozza, suggestive forre che conducono alla capitale e cuore del comprensorio valsabbino, Vestone. Da qui partono quattro valli laterali contraddistinte dai rispettivi corsi d acqua: il Savallese con il torrente Nozza, che porta a Casto, altra importante realtà economico-produttiva, e Mura; le due Pertiche con il Tovere ed il Degnone, rispettivamente per la Pertica Alta e per la Bassa, ambedue gravitanti su Vestone, mentre la valle che porta a Treviso Bresciano è percorsa dal Gorgone. Attraversato Vestone si giunge a Lavenone, al quale risulta legato soprattutto per la presenza di insediamenti produttivi che sino a questo punto della valle contraddistinguono l intero territorio; da qui, risalendo la montagna, si possono raggiungere le caratteristiche frazioni di Bisenzio e Presegno. Lasciato Lavenone si entra in quella che può essere definita l Alta Valle, grossa porzione di territorio distinta sia sotto l aspetto ambientale che insediativo, nonché turistico. È qui che troviamo il lago d Idro, l elemento naturalistico e morfologico che caratterizza tutta quest area, con tratti particolarmente suggestivi ed ameni (come ad esempio il sentiero dei contrabbandieri), concentrati sul fianco orientale, e tratti con maggiore presenza antropica, prevalentemente sul lato occidentale solcato dalla S.S. 237, strada altamente trafficata che porta in territorio trentino. Da Idro parte la strada per Treviso Bresciano e Capovalle, che poi si addentra nella Valvestino, via di collegamento intervallivo con il Parco dell Alto Garda Bresciano. Costeggiando invece il lato occidentale del lago si trova il centro di Anfo, famoso per la sua rocca, fortificazione militare risalente al 400; alle sue spalle l oasi di Baremone, raggiungibile con una angusta e 8

9 sinuosa strada che si inerpica sulla montagna, dalla quale è possibile raggiungere il Passo del Maniva e, da questo, la Val Camonica, Bagolino o la Val Trompia. All estremo nord del lago si apre il Pian d Oneda, ampia distesa un tempo paludosa ed oggi bonificata sulla quale si trova il borgo di Ponte Caffaro, appartenente al comune di Bagolino, ma da esso distinto sia sotto l aspetto paesaggistico che culturale ed istituzionale; in questo punto viene segnato il confine con l area trentina, ed il Chiese, dopo aver ricevuto le acque del torrente Caffaro, confluisce nel lago d Idro. Bagolino, suggestivo centro di riconosciuta importanza, lo si trova risalendo la Valle del Caffaro; da qui sono facilmente raggiungibili le note località del Maniva e del Gaver, che conducono alla Val Camonica ed al Parco dell Adamello. Una peculiarità che contraddistingue l intero territorio è l evidente contrasto tra la Valle principale, solcata dal Chiese e dal sistema conurbativo di fondovalle, e le amene convalli laterali, caratterizzate da un elevata naturalità e da un valore paesistico di sicuro interesse. La loro potenzialità territoriale è sostenuta dai collegamenti, sia quelli interni che quelli intervallivi; i primi, assicurati da anelli viabilistici di limitata larghezza, permettono, alle zone più periferiche e marginali, di porsi nei confronti del comprensorio come transito e non come semplice accesso unidirezionale. Ciò, nella prospettiva di uno sviluppo maggiormente equilibrato del territorio, contribuirà di certo a favorirne il successo. 2.2 ANDAMENTO DEMOGRAFICO L andamento demografico valsabbino nel complesso è in crescita (+11% dal 2000 al 2010), seppur con considerevoli differenze fra le varie realtà comunali. Mentre alcuni centri presentano un incremento della popolazione residente (Anfo, Gavardo, Idro, Odolo, Paitone, Preseglie, Sabbio Chiese, Vallio Terme, Villanuova sul Clisi e Vobarno presentano un incremento superiore al 10%), in altri si assiste ad una calo costante e continuo (Capovalle, Lavenone e Treviso Bresciano presentano un decremento superiore al 5%). Sostanzialmente la fascia dei comuni di fondo valle presentano un andamento demografico quantomeno stabile; si tratta di aree che coincidono di fatto con una maggiore presenza di servizi e con una più facile accessibilità. Questo dato assume ancor più valore se lo si incrocia con il quadro delle dinamiche economiche in atto. Sono i Comuni economicamente più forti ad attrarre sul loro territorio la popolazione degli altri Comuni, generando flussi di migrazione interna al territorio della Comunità Montana. Il problema dello spopolamento interessa centri periferici e, quindi, Agnosine, Capovalle, Lavenone, Mura, Pertica Alta, Pertica Bassa, Treviso Bresciano; tale tendenza è stata ulteriormente aggravata dal frazionamento dei comuni dove, nelle piccole e isolate località (frazioni delle Pertiche, ecc.), sono venuti 9

10 progressivamente a mancare quei servizi di base, di tipo sia commerciale, che sanitario e culturale, che creano disagi rilevanti e con effetti sulla qualità della vita. La tabella di seguito sintetizza i dati demografici riferiti al numero degli abitanti tra il 2000 e il Comuni POPOLAZIONE RESIDENTE DAL 2000 AL 2010 Abitanti al 31/12/2000 Abitanti al 31/12/2010 Differenza Differenza % Agnosine % Anfo % Bagolino % Barghe % Bione % Capovalle % Casto % Gavardo % Idro % Lavenone % Mura % Odolo % Paitone % Pertica Alta % Pertica Bassa % Preseglie % Provaglio Val sabbia % Roè Volciano % Sabbio Chiese % Serle % Treviso Bresciano % Vallio Terme % Vestone % Villanuova sul Clisi % Vobarno % Totale % 2.3 ASSETTO ECONOMICO In merito all assetto economico, il comparto commerciale è dinamico e ben rappresentato in tutta la zona ad alto tasso di insediamento, cioè nei comuni più popolati della Valle Sabbia, ma presenta carenze 10

11 gravissime o addirittura assenze nei centri interni, in particolare quelli di minori dimensioni. Tre i settori principali: produzione industriale, sistema agricolo, settore turistico. La tradizionale vocazione produttiva e il concetto di monocultura del ferro che impera da secoli nella Media e Bassa Valle Sabbia ha subito un declino aggravatosi con l attuale contingenza di crisi economica, ed allo stesso tempo ha lasciato poco spazio all apertura ad altre forme di economia (come per esempio l economia turistica). 2.4 SISTEMA AGRICOLO Il sistema agricolo è in oggettiva difficoltà, e le imprese agricole, penalizzate dalle particolari condizioni dell agricoltura di montagna e da un problematico ricambio generazionale, rischiano di non essere in grado di assumere i nuovi ruoli multifunzionali (ambientali, turistici, artigianali, culturali) che la società vorrebbe affidare loro. Alla sempre minor competitività dell agricoltura e, di conseguenza, ad un progressivo abbandono delle superfici coltivate poste nelle zone più svantaggiate si deve sommare la sottrazione di superfici da destinare ad altri usi nelle zone di fondovalle, con un reale rischio di peggioramento della qualità ambientale. Il dato relativo agli addetti in agricoltura è in coerenza con il dato relativo alla popolazione; sono i comuni maggiormente interessati dallo spopolamento e quindi, quelli con una struttura economica più debole, ad avere un maggior numero percentuale di addetti (in particolare si segnalano Bagolino, Capovalle, Lavenone, Pertica Alta, Pertica Bassa). 2.5 TURISMO Per quanto riguarda il turismo, il mancato sviluppo del settore non è imputabile a carenze quantitative o qualitative dal punto di vista ambientale, paesaggistico, culturale e architettonico, assicurate da ricche testimonianze del passato legate soprattutto alla funzione di confine che il territorio possedeva e da un ambiente naturale caratterizzato sia dagli scenari ameni dell alta montagna (Gaver, Maniva e Bagolino) che dalle suggestioni del lago d Idro. L insuccesso è in parte correlabile a una insufficiente gestione di queste potenzialità, ad una necessità di maggiore valorizzazione e promozione a livello nazionale ed internazionale, nonché ad una cronica indifferenza verso un coordinamento degli sforzi per creare una piacevole immagine di valle e anche dalla scarsità di strutture. Le presenze turistiche alberghiere ed extralberghiere sono concentrate in particolare a Idro (affacciato sul lago, in cui è possibile praticare sport acquatici come la canoa e il windsurf) e Bagolino (espressione di un tipico turismo montano). Perseguire quindi obiettivi di recupero e valorizzazione delle testimonianze del passato e dell ambiente naturale da una parte, e di miglioramento della struttura turistica complessiva e, soprattutto, di avvicinamento ad una cultura per il turismo dall altra, aprirebbe possibilità di sviluppo a questo settore; costruendo, conseguentemente per il territorio un alternativa occupazionale interessante e 11

12 che non precluderebbe l inserimento lavorativo alle fasce più deboli. In questo contesto la vicinanza e il raccordo con il bacino turistico del Garda e del Trentino rappresentano un eccezionale opportunità. 2.6 NUOVE TECNOLOGIE In questi ultimi anni la Valle Sabbia ha attivato nuove iniziative volte a perseguire percorsi di innovazione e incentivi allo sviluppo del territorio. In modo specifico, gli investimenti e il lavoro sull informatizzazione territoriale stanno supportando gli enti locali ad avere una panoramica territoriale mai avuta finora. Ciò in particolare grazie a due principali attività: - servizio di supporto all innovazione della pubblica amministrazione tramite l ammodernamento dei sistemi e reti informatiche; - riordino, completamento e aggiornamento della mappatura cartografica del territorio con le sue risorse e caratteristiche. I cambiamenti delle dinamiche occupazionali, vanno considerati nella direzione di un opportunità di revisione delle attività agro-silvo-pastorali, guardando ai settori di turismo e servizi innovativi quali ambiti di potenzialità lavorative. 12

13 3. LA COMUNITÀ MONTANA E LA GESTIONE SOVRACOMUNALE La Comunità Montana di Valle Sabbia da alcuni anni si è attivata per far sì che il ruolo tradizionale di Ente di programmazione con funzioni delegate dallo Stato e dalla Regione si trasformasse sempre più in quello di Ente erogatore di servizi per il territorio. L attività amministrativa e gestionale della COMUNITÁ MONTANA DI VALLE SABBIA, grazie anche alla collaborazione delle 25 Amministrazioni Comunali del territorio di propria competenza e del supporto operativo di Secoval, si concretizza, quindi, nella cosiddetta gestione associata di funzioni e servizi comunali. L Ente ha pertanto assunto un nuovo ruolo che lo rende parte attiva e concreta nello sviluppo del territorio, superando i limiti che spesso incontrano soprattutto le piccole realtà amministrative, sviluppando e garantendo al cittadino tutti i servizi tradizionali dell Ente pubblico, ma anche e principalmente una vasta gamma di nuovi servizi altamente innovativi, dando così la possibilità anche alle realtà montane più disagiate di poter superare i limiti che tale marginalità presenta, cercando di impedire lo spopolamento del territorio. La finalità è quella di sostenere le amministrazioni nell esercizio delle funzioni amministrative proprie, sia da un punto di vista funzionale che qualitativo e, aspetto non meno importante, anche dal punto di vista economico. Tutto questo non più con una visione limitata ai soli confini comunali ma con il coinvolgimento attivo di tutto il territorio della Valle ed anche dei comuni confinanti. E infatti evidente la difficoltà oggettiva per le piccole realtà comunali ad affrontare e risolvere le diverse problematiche legate alla gestione ed alla promozione del proprio territorio in maniera autonoma, a causa della difficoltà nel reperire le risorse e le figure professionali qualificate che consentano di esercitare concretamente i propri poteri per dare risposte ai cittadini. La valenza delle gestioni associate, consiste nella possibilità data ai comuni di poter fruire di servizi di alto livello a costi contenuti e di poter ovviare, soprattutto nelle piccole realtà ma anche in quelle di media dimensione, alla carenza di personale, di figure professionali qualificate, alle problematiche relative all espletamento di servizi e/o prodotti tecnologicamente avanzati, oltre che di avere procedure unificate e standardizzate uniche per tutto il territorio. D altra parte i nuovi servizi, unitamente alle numerose competenze trasferite negli ultimi anni, hanno comportato un consistente aumento di lavoro e di tutta la connessa parte logistica che, al fine di evitare duplicazione e sovrapposizioni burocratiche, ha dovuto essere rivista attraverso: - un complessivo ed organico ridisegno dei flussi procedurali; 13

14 - un intensivo utilizzo delle nuove tecnologie; - un forte coinvolgimento dei Comuni e di tutti i soggetti portatori di interessi; E subito risultata evidente la necessità di un processo di razionalizzazione per ottimizzare le risorse umane ed economiche disponibili, in modo particolare la necessità di svolgere le varie funzioni in modo unitario. Gli obiettivi iniziali erano: - la condivisione di informazioni, di infrastrutture e beni (es. informatiche, lo stesso linguaggio di comunicazione); - l attivazione di servizi on-line dialoganti con le altre Pubbliche Amministrazioni accessibili via internet dagli enti e dai cittadini, ottenendo in tempo reale informazioni sullo stato di una istanza o sul suo esito; - raccogliere, ampliare e informatizzare i molteplici studi, indagini e progetti inerenti il territorio per avere un quadro territoriale organizzato e sistematizzato e per supportare i processi di pianificazione e autorizzativi, in ottica di difesa e salvaguardia del territorio; - permettere ai cittadini di accedere in via telematica alla consultazione dei dati o alla verifica dell iter delle proprie istanze; - limitare le necessità di accesso agli archivi cartacei; Per raggiungere tali obbiettivi è stato necessario avere un approccio sovraccomunale, considerando l intera valle come un unico sistema economico, sociale ed ambientale e dedicare molto lavoro alla fase di progettazione e di raccolta e informatizzazione dei dati, per avere poi la struttura su cui attivare i servizi, studiare e programmare i progetti e gli interventi, alcuni dei quali vengono di seguito descritti. 3.1 SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE Consiste in un sistema tecnologicamente avanzato costituito da una base topografica di tutto il territorio della Valle Sabbia e zone limitrofe, costantemente aggiornato, che permette alle amministrazioni di interagire, disponendo di un supporto tecnologico utile ed indispensabile per lo sviluppo di nuovi servizi e/o per l informatizzazione di quelli classici (ICI TARSU TIA ecc.). Il SIT rappresenta lo strumento Informatico a servizio delle amministrazioni e dei cittadini nel quale sono raccolti e coordinati fra di loro tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale: Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Piano di Indirizzo Forestale, Piano della Viabilità Agro-Silvo- Pastorale, Piano di Governo del Territorio dei singoli comuni, Piano di Indirizzo Forestale, Reticolo Idrografico Minore, Piano Operativo, Studi Geologici, etc. Si tratta di una banca dati centralizzata ufficiale in continua fase di aggiornamento in base ai nuovi studi e ai relativi risultati. La peculiarità è data dalla capacità di cartografare e quindi monitorare tutto ciò che avviene sul territorio, dal punto di vista tecnico e della spesa pubblica. 14

15 In particolare riguarda: - Nuovi dissesti idrogeologici; - Interventi di sistemazione idraulico-forestali; - Miglioramenti forestali; - Inserimento nuove infrastrutture viarie (dalle arterie principali, alla VASP, alle piste ciclabili), e reti tecnologiche (collettori fognari, reti gas, acquedotti, ). In sostanza si tratta di una piattaforma sistematica di analisi e aggregazione dati che consente un risparmio di decine di migliaia di euro ai Comuni per funzioni strategiche e costose, quale la formazione del Piani di Governo del Territorio, nonché il monitoraggio urbanistico con recupero di tasse non versate come l ICI. I Professionisti inoltre possono scaricare direttamente informazioni per avviare pratiche edilizie o attività con risparmio di tempi e risorse. E uno strumento in grado di fluidificare e semplificare sempre di più le procedure. 3.2 REALIZZAZIONE PGT COMUNALI E stata coordinata l attività di realizzazione dei Piani di Governo del Territorio dei Comuni. In particolare 9 comuni si sono convenzionati con la C.M. al fine di progettare i loro strumenti urbanistici mediante un approccio unitario, per addivenire ad obiettivi comuni di sviluppo dei territori valorizzando la costruzione e l organizzazione di un sistema omogeneo di conoscenze e servizi per la promozione di politiche territoriali unitarie. Tale visione globale del territorio, oltre al notevole risparmio economico, ha consentito lo sviluppo di una progettualità impensabile se ogni comune avesse proceduto chiuso entro i propri confini territoriali. Tale approccio ha per esempio consentito, a seguito dell'analisi del territorio, il confronto con le singole realtà amministrative, la conoscenza delle iniziative relative alla valorizzazione ambientale, culturale e paesaggistica dei nove comuni interessati, la perimetrazione della parte più incontaminata di questi territori come ambito da tutelare e valorizzare, dando luogo al "Comprensorio delle 3 Corne". E in fase di studio un percorso indirizzato ad un uso sostenibile di questo territorio a fini turistico ricettivi con l obiettivo di valorizzare il patrimonio immobiliare esistente favorendone il riutilizzo anche al fine di realizzarvi seconde case, attività di agriturismo, case d affitto per la villeggiatura, stazioni di sosta, stalle per il ricovero dei cavalli, ecc... Si tratta sostanzialmente di favorire la realizzazione di un sistema dell accoglienza diffusa in considerazione di tutte le offerte che il territorio può offrire. 15

16 3.3 REALIZZAZIONE UFFICI UNICI UFFICIO RAGIONERIA UNICO UFFICIO TECNICO UNICO UFFICIO SEGRETERIA UNICO L istituzione degli uffici unici costituisce un innovazione sul piano dell organizzazione amministrativa e sul piano della semplificazione procedimentale, oltre a rispondere a tutto il processo di riforma in atto, che vede coinvolte le autonomie locali. Inoltre valorizza uno degli elementi di forza del sistema enti locali: il personale. L ufficio unico si struttura attraverso l utilizzo del personale già in forza nelle singole amministrazioni con una organizzazione che tende a valorizzare le capacità e le competenze dei singoli a vantaggio dell intero sistema. Questo si traduce in termini pratici attraverso l utilizzo da parte di più amministrazioni del personale facente parte dell ufficio unico e la possibilità di avere a disposizione Jolly a sostegno delle singole realtà comunali. L Ufficio Unico si basa sui seguenti principi: Coordinamento a livello sovracomunale del personale; Maggiore specializzazione e formazione del personale; Accentramento delle attività ripetitive di competenza del servizio con diminuzione del tempo ad esse dedicato da parte del personale operante presso il comune; Definizione e razionalizzazione delle procedure di predisposizione dei documenti; Uno dei principali punti di forza del sistema Comunità Montana è l aver creato un Sistema Informativo Territoriale unico per tutti i Comuni della Valle, che sta sviluppando delle potenzialità veramente notevoli e ha messo a disposizione una serie di servizi rivolti ai cittadini con una fruizione semplice e veloce. Un esempio relativo ad una qualsiasi pratica edilizia: Il cittadino/professionista entrando nel SIT ottiene in tempo reale tutte le informazioni inerenti una determinata area/fabbricato: destinazione urbanistica e relativa normativa, vincolistica presente sull area (idrogeologica, forestale, paesistica, rispetto fluviale, etc ), classe di fattibilità geologica, etc. A questo punto è a conoscenza di cosa può fare sulla sua area/fabbricato e quindi può decidere di presentare istanza di autorizzazione. Entrando nel sistema tramite la Carta Regionale dei Servizi all apposita sezione Relazione Tecnica Asseverata, si procede mediante una compilazione guidata in cui: rispondendo semplicemente si/no si completano automaticamente tutte le istanze e relativa modulistica; 16

17 ogni sezione indica la documentazione da allegare a completamento dell istanza. Se la domanda non risulta completa il sistema attraverso un semaforo rosso non consente di procedere; a semaforo verde tramite posta elettronica certificata il tutto viene inoltrato al comune di competenza per le relative istruttorie; il protocollo comunale interagisce con il sistema registrando automaticamente tutti i dati trasmessi (l operatore in tal modo non deve digitare nome, cognome, etc.). Il sistema provvede anche alla verifica della correttezza dei dati (per es. codice fiscale, mappali), consentendo un notevole risparmio di tempo oltre che una maggiore garanzia di correttezza. tutto l iter successivo segue la stessa metodologia. 3.4 SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE SUAP Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) è uno strumento innovativo in grado di semplificare e concludere in minor tempo le pratiche e l'iter inerente tutti gli adempimenti necessari all'avvio e gestione di una attività imprenditoriale. Presso lo sportello telematico si possono avere informazioni su cosa fare per aprire, modificare, cessare un'attività, si può ritirare la modulistica e prendere visione della normativa di riferimento. Lo Sportello telematico diviene il punto di riferimento dell'imprenditore: garantisce facilità di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, informazioni sugli adempimenti utili alle imprese, una gestione delle pratiche caratterizzate da una maggiore semplicità nella presentazione delle domande e dalla certezza dei tempi, nonché la precisa individuazione del personale cui la pratica viene affidata. E importante che l imprenditore si rivolga direttamente allo Sportello Unico della Comunità Montana e dialoghi con essa via web. E l unico modo per velocizzare, con la massima trasparenza, le proprie istanze, e rappresenta l esercizio concreto di un diritto: lo Sportello Unico costituisce l unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e fornisce, altresì, una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le Pubbliche Amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento (Legge n. 133/2008). Il SUAP diviene quindi l unico punto di riferimento per tutti gli adempimenti burocratici tra imprese e Pubblica Amministrazione e può essere riepilogato e rappresentato: S = SEMPLIFICAZIONE Attraverso l entrata a regime dei SUAP, si riducono i tempi di rilascio dei pareri e delle autorizzazioni e si snellisce in generale la procedura di avvio dell attività produttiva: semplificazione amministrativa e razionalizzazione degli atti istruttori. U = UNICITA 17

18 I procedimenti per l avvio, la conversione/trasformazione e la cessazione di attività produttive seguono un unico iter ed una modulistica uniformata ed omogeneizzata in tutto il territorio provinciale. A = ASSISTENZA Attraverso la C.M., i Responsabili e gli Operatori di Sportello hanno a disposizione un servizio di consulenza costante ed aggiornato, mirato all adeguamento del Servizio ad uno standard unificato ed efficiente, a tutto vantaggio dell utente-impresa. P = PROMOZIONE Il Coordinamento svolge una mirata attività di promozione economica del territorio, individuando eventuali criticità e carenze nel tessuto economico e indicando le più efficaci azioni da intraprendere. 3.5 GARA PER LA DISTRIBUZIONE DEL GAS METANO Un importante risultato, sempre nell ambito di una visione sovraccomunale del territorio, è stato conseguito dalla Comunità Montana con lo svolgimento della gara della distribuzione gas, costituendo un ambito ottimale di circa abitanti, primo in Italia e precursore di quello che la norma è andata successivamente a definire. Questo risultato è frutto di un intenso lavoro di rapporti fra gli Enti interessati e in modo particolare con Regione e con la partecipazione ai tavoli di lavoro nazionali. La maggior parte dei Comuni della Valle ha una popolazione relativamente bassa e con un utenza molto sparsa quindi con poca attrattività per i gestori. L unione di tutti i Comuni della Valle, ma ancor più, il coinvolgimento di tutti i Comuni dell area Brescia Est ha generato un bacino di abitanti, un area grande quasi come l intera provincia di Cremona con un potere contrattuale nei confronti dei gestori molto forte. Questa unione ha dato forza all operazione con un palpabile vantaggio sia per i grossi comuni che, oltre ad avere costi di gara bassissimi, si sono visti riconoscere dei canoni maggiori, sia per i piccoli comuni i quali oltre al canone per loro quasi insperato se fossero rimasti da soli, hanno la certezza di avere un ottimo servizio, in quanto il gestore si muoverà sull intero territorio con una sede operativa in loco. Non ultimo il vantaggio di essere riusciti ad ottenere notevoli investimenti per l ottimizzazione del servizio ed il mantenimento dell efficienza delle strutture. 3.6 GARA PER SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI Con lo stesso principio e con le stesse motivazioni sopra esposte per la gara del gas, la Comunità Montana ha esperito un unica gara per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per tutti i Comuni della Valle. Oltre ai vantaggi economici e di ottimizzazione del servizio va qui sottolineato come la Comunità Montana abbia svolto un importante ruolo a favore dei piccoli Comuni montani. Attraverso la gara unica si 18

19 è infatti ottenuta l applicazione delle medesime tariffe sia per i grossi Comuni di fondo valle che per i piccoli Comuni Montani. Questo risultato sarebbe stato impensabile se non ci fosse stata questa unione e quindi la possibilità anche per il gestore di ottimizzare il servizio ed offrire tariffe molto competitive. 3.7 PIANO DI INDIRIZZO FORESTALE P.I.F. Il Piano di Indirizzo Forestale provvede all attribuzione del concetto di attitudine potenziale (o funzione) ai comprensori boscati ricadenti nella propria area di indagine. Per attitudine potenziale si intende la capacità delle formazioni forestali di erogare determinati beni e servizi in relazione alle proprie caratteristiche intrinseche ed estrinseche, le quali non sono necessariamente correlate con il reale utilizzo del bosco. Ovviamente il bosco esercita tutte le funzioni contemporaneamente e la gestione dovrebbe tendere a non pregiudicarne alcuna, anche se per opportunità legate proprio al contesto in cui il bosco si trova a vegetare, può tendere ad enfatizzarne una o più. Il Piano di Indirizzo Forestale definisce la predisposizione di ciascun complesso forestale ad erogare determinati beni o servizi, indipendentemente dall utilizzo attuale e che dovrebbe costituire un obiettivo per la gestione, e lo fa attraverso un metodo di seguito illustrato che è in grado di sintetizzare, su piattaforma GIS, informazioni territoriali qualificanti la funzione di volta in volta indagata. Le attitudini individuate dal Piano di Indirizzo Forestale vanno intese come indicazioni generali ed orientative delle scelte selvicolturali. Costituiscono una base conoscitiva per supportare e orientare l applicazione degli indirizzi selvicolturali delle proprietà assestate nella fase di revisione dei Piani di Assestamento Forestale vigenti, o durante la presentazione delle denunce di taglio da parte dei proprietari di ambiti forestali non pianificati. 3.8 RETICOLO IDRICO MINORE R.I.M. L Ente ha in corso da tempo un attività finalizzata a sostenere i comuni nella gestione del Servizio Reticolo Idrico Minore per la gestione dei corsi d acqua divenuti di competenza comunale in seguito alla delega conferita dalla Regione Lombardia nel L attività è stata rivolta prima di tutto all individuazione del Reticolo Idrico e alle occupazioni in alveo e quindi all inserimento nel SIT. Il lavoro è stato svolto mediante sopralluoghi con conseguente rilievo, successivamente si è provveduto alla sovrapposizione con la carta dei dissesti della Regione Lombardia, e lo studio geologico del comune di riferimento. 19

20 Lo strumento consente la riscossione dei canoni di concessione, oltre all individuazione delle situazioni di rischio per gli abitati e le strutture con la proposta di un piano tecnico finanziario quale strumento di programmazione delle opere di difesa e protezione civile. 3.9 PIANO OPERATIVO Stessa filosofia e impostazione è stata attuata per predisporre un Piano di sviluppo integrato d area o di filiera Piano Operativo (P.O.) quale strumento in grado di coordinare e concretizzare azioni ed interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e di difesa del suolo atti alla salvaguardia del territorio, oltre ad interventi di miglioramento forestale e di sostegno a imprese boschive e consorzi forestali, il tutto in conformità agli strumenti pianificatori della Comunità Montana PIANO VIABILITÀ AGRO-SILVO-PASTORALE Il Piano della Viabilità Agro-Silvo-Pastorale costituisce lo strumento conoscitivo del patrimonio viabilistico a servizio dell attività agricola e forestale dell intero territorio della Valle Sabbia, permette di avere una visione d insieme del sistema infrastrutturale e consente di: migliorare e ottimizzare le condizioni di lavoro nei boschi; ridurre le spese di taglio, consentendo l accesso agli operatori con attrezzature nel bosco; facilitare le attività antincendio e di pronto intervento; incrementare la fruizione turistico ricreativa di zone di rilevante interesse paesistico ambientale; facilitare la realizzazione di interventi di manutenzione diffusa del territorio, interventi di difesa del suolo e sistemazioni idraulico-forestali. Questo Piano permette inoltre di programmare, a livello di Valle, gli interventi di manutenzione, nuova costruzione e recupero delle strade forestali e di monitorare lo stato di percorribilità delle stesse al fine di migliorarne la sicurezza e di razionalizzare l utilizzo delle risorse finanziarie disponibili. Il sistema della viabilità agro-silvo-pastorale così pianificato è stato inserito in un apposita cartografia digitale (GIS), ottenendo una banca dati georeferenziata accessibile a tutti attraverso il SIT della Comunità Montana. Questa cartografia digitale consente di associare la visualizzazione grafica delle infrastrutture alle informazioni disponibili (denominazione, lunghezza, larghezza, pendenza max, tipologia del fondo ), di aggiornarle in modo dinamico in base alle variazioni che si verificano nel tempo e di rendere disponibili i dati alle Pubbliche Amministrazioni, ai Tecnici e ai cittadini per le più svariate esigenze. 20

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