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3 La Cina fa parte del ristretto gruppo dei Paesi prioritari sui quali sono stati focalizzati numerosi programmi e iniziative di internazionalizzazione della Regione Emilia-Romagna e del Sistema Confindustria Emilia-Romagna. Non a caso uno dei primi progetti sui mercati esteri promossi congiuntamente alcuni anni fa era rivolto proprio alla Cina, quando venti imprenditori dell Emilia-Romagna iniziarono a ricercare nuove opportunità di business in questo immenso mercato. Già allora fu chiaro che la Cina aveva ormai conquistato un ruolo di primo piano nell economia mondiale e che per molte aziende questo Paese non era non più una scelta, ma un obbligo. Nelle tante e successive iniziative dedicate al mercato cinese, ci si è sempre sorpresi della capacità, non facilmente prevedibile, di questo Paese di mantenere, per molti anni consecutivi, gli incredibili livelli e ritmi di crescita ai quali siamo stati abituati sino ad oggi. Sebbene l attuale gelata dell economia e del commercio mondiale si sia fatta sentire anche sull industria manifatturiera cinese, le più recenti analisi e ricerche internazionali indicano tuttavia, ancora una volta, come la Cina sia nelle prime posizioni della graduatoria delle aree del mondo più attraenti per fare impresa. Molte previsioni ci dicono che tra pochi anni la Cina scalzerà gli Stati Uniti dalla vetta di questa graduatoria, dominata per oltre un secolo. La Cina rappresenta quindi un Paese di riferimento per gli imprenditori che, in questo difficile momento economico, si guardano in giro nel mondo alla ricerca di mercati che possano offrire buone prospettive di crescita. Le Linee guida pratico-operative agli insediamenti in Cina sintetizzano i risultati di una importante iniziativa congiunta del Sistema Confindustria Emilia-Romagna e della Regione Emilia-Romagna sul tema degli insediamenti strutturati in Cina, proponendo al lettore una utile metodologia per avviare una qualificata strategia di insediamento, alla luce delle più recenti dinamiche degli investimenti stranieri in Cina. Inoltre l analisi di benchmarking svolta su un gruppo di rilevanti imprese dell Emilia-Romagna ha permesso evidenziando i plus e le criticità delle loro attività di insediamento in Cina di rafforzare le informazioni e gli orientamenti contenuti nella Guida, in particolare su temi complessi quali la scelta delle location e dei partner, la gestione delle risorse umane, il rapporto con i fornitori e così via. Il presente lavoro si inserisce tra le iniziative promosse e sostenute dal Programma sull internazionalizzazione della Regione Emilia-Romagna. Alle imprese dell Emilia-Romagna che hanno collaborato all analisi di benchmarking della Guida, unitamente a Capitalia (oggi Gruppo Unicredit) che ha contribuito al progetto, desideriamo rivolgere uno speciale ringraziamento per aver consentito la realizzazione di questo lavoro. Regione Emilia-Romagna Confindustria Emilia-Romagna

4 Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma e mezzo elettronico, meccanico, reprografico, digitale se non in base ad una esplicita autorizzazione rilasciata da Confindustria Emilia-Romagna e Regione Emilia-Romagna (Sprint)

5 INDICE 1 Introduzione alla Guida: gli Obiettivi La metodologia Le aziende coinvolte nella stesura della guida Lo Scenario di Riferimento L ambiente economico, politico, demografico e sociale Quadro macroeconomico (PIL, inflazione, consumi, risparmi e investimenti) Evoluzione del quadro politico-amministrativo e delle riforme Politiche monetarie e valutarie Quadro demografico e sociale Mercato del lavoro: dinamiche e politiche Commercio estero I flussi IDE e l evoluzione della normativa e della fiscalità per gli insediamenti Politiche fiscali per l impresa Politiche ambientali Norme per la protezione della proprietà intellettuale I principali fattori localizzativi Mercato di sbocco Costi Disponibilità di manodopera (e qualità) Sourcing La caratterizzazione macro delle aree I nuovi trend di insediamento: JV, WHOFE, Merger & Acquisition L insediamento in Cina: dalle Motivazioni alle Esigenze Operative, alla Scelta della Location Le motivazioni all insediamento Mercato attrattivo Richiesta dei clienti Minaccia competitiva Efficienza operativa/risparmio sui costi Pressioni da parte degli stakeholder Identificare le proprie motivazioni e la relativa urgenza...44

6 3.1.7 Essere preparati al passo Focus sulle aziende della meccanica Linee guida per la valutazione delle aree geografiche in Cina Le esigenze delle aziende I parametri chiave per le aziende La classificazione e identificazione dei parametri chiave La rilevazione degli obiettivi specifici dell azienda e la scelta della location Il case study: Hansa TMP L azienda Le aree di business Mercati e clienti I principali asset competitivi L azienda e l insediamento in Cina Le motivazioni all insediamento Obiettivi, fasi e strategie Individuazione dei parametri chiave La Valutazione delle Aree in Cina Le Zone di Sviluppo del territorio cinese Le ETDZ Zone di Sviluppo Economico e Tecnologico Le HTDZ Zone di Sviluppo ad Alta Tecnologia Le FTZ Zone di Libero Scambio Le EPZ Zone di Lavorazione per l Export La classificazione delle città in base agli indici di attrattività Le principali regioni economiche La preselezione dell area per le PMI italiane La Greater Shanghai area La descrizione delle location selezionate in base a parametri generali Shanghai Ningbo Suzhou Changzhou Il case study: Hansa TMP Le esigenze dell azienda e le possibili location La SPAIZ nel distretto di Jiading, città di Shanghai La SQIZ nel distretto di Qingpu, città di Shanghai La città di Ningbo, della provincia di Zhejiang Il Modello di Insediamento e le Imprese Emiliano-Romagnole in Cina Il Format per le interviste Le aziende intervistate Linee guida per l insediamento Premesse al piano strategico La verifica dei fattori chiave Il sostegno da parte del management...105

7 5.3.2 Le linee guida per il Piano di Insediamento Il percorso La tipologia di insediamento La scelta della location Cosa trasferire (fasi e attività) Quali prodotti Fornitori Risorse Umane La proprietà intellettuale Timing Alcune considerazioni Individuazione dei servizi collettivi Le Possibili Fonti di Finanziamento per l insediamento in Cina I principali strumenti della Regione Emilia-Romagna I principali strumenti a livello nazionale Il sistema bancario e finanziario in Cina Le banche statali Le banche commerciali Le banche straniere I servizi per gli investitori stranieri La Borsa Acronimi e sigle utilizzate Appendice interviste aziende BLM, Duplomatic, Sessa Klein, Volpak Bibliografia...171

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9 capitolo 1

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11 1 Introduzione alla Guida: gli Obiettivi La presente guida vuol essere uno strumento utile al servizio delle imprese italiane, soprattutto le PMI, che intendano insediarsi in Cina al fine di presidiarne il mercato dal punto di vista commerciale o produttivo. Essa si rivolge quindi a tutte le aziende il cui progetto di insediamento è caratterizzato da un diverso stadio di avanzamento del processo decisionale di internazionalizzazione, ovvero: 1. aziende che stanno conducendo una valutazione preliminare per comprendere in maniera approfondita i vantaggi e i requisiti dei possibili modelli di insediamento in Cina, sulla base di un modello più generale e di dati tecnico-economici strutturati; 2. aziende che stanno operativamente sperimentando o pianificando una forma di insediamento, maggiormente bisognose di acquisire ulteriori esperienze concrete di percorsi di insediamento, al fine di limitare i rischi e di disporre di supporti operativi specifici in termini di servizi e/o sinergie con altri soggetti imprenditoriali. Pur affiancandosi agli innumerevoli testi e manuali già esistenti sull argomento, questa guida intende tuttavia distinguersi per il carattere molto concreto e per il fatto di presentare modelli e strategie e fornire percorsi e strumenti operativi derivanti da esperienze reali, quali: l esperienza di esperti di società di consulenza 1 che sviluppano da anni analisi strategiche e di mercato sulle opportunità di aziende italiane e occidentali in Cina; l esperienze di aziende dell Emilia-Romagna che hanno investito in Cina o che stanno sviluppando una strategia di insediamento, supportate anche dal Gruppo di lavoro 2 del progetto dal quale scaturisce questa guida; l esperienza di altre imprese italiane e straniere che presidiano direttamente il mercato cinese (benchmarking). La guida si colloca nel quadro generale delle iniziative promosse e realizzate dalla Regione Emilia-Romagna a sostegno delle attività di internazionalizzazione delle PMI regionali e si pone come momento di riflessione e collegamento tra due importanti progetti riguardanti la Cina, precisamente China Mech e China Net. 1 PEGroup (che ha curato la redazione della guida) società italiana di consulenza strategica direzionale specializzata in percorsi e strategie di internazionalizzazione per le aziende del made in Italy (www.pe-group.it), con sede a Roma InterChina Consulting (che ha collaborato allo sviluppo della guida) società di consulenza strategica specializzata nell assistenza alle aziende che decidono di insediarsi in Cina, con sedi a Pechino, Shanghai, Shenzhen, Madrid, Milano e Washington DC (www.interchinaconsulting.com) 2 Il gruppo di lavoro è composto da Confindustria Emilia-Romagna, PEGroup, InterChina Consulting 13

12 Introduzione alla Guida: gli Obiettivi Il progetto China Mech, promosso e coordinato dal Sistema Confindustria Emilia-Romagna in collaborazione con l Unione Industriali di Reggio Emilia (capofila regionale) è stato realizzato nel biennio con l obiettivo di favorire opportunità di business (scambi commerciali e investimenti) sul mercato cinese a favore di un gruppo di imprese emiliano-romagnole, operanti prevalentemente nel comparto della meccanica avanzata e della meccatronica. Nel modello seguito, l aggregazione tra le PMI partecipanti ha funzionato come strumento utile a rafforzare le risorse disponibili, in termini soprattutto di conoscenze e capacità di investigazione del mercato cinese, nell ambito di un percorso di internazionalizzazione che ha valorizzato l appartenenza delle imprese ad una medesima filiera e allo stesso territorio. Al progetto hanno aderito 9 PMI e 7 imprese di dimensioni maggiori, e il Club Meccatronica degli Industriali di Reggio-Emilia (per maggiori informazioni si veda il sito Il progetto China Net, invece, è stato avviato nel 2008 ed è tuttora in corso. Coordinato da Unindustria Bologna in qualità di capofila regionale, il progetto si rivolge alle imprese emiliano-romagnole del settore della meccanica e si pone come obiettivo la realizzazione, entro il 2009, di uno studio di fattibilità per la creazione di un HUB China, ovvero di un Centro multiservizi localizzato in Cina, in grado di assistere le imprese dell Emilia-Romagna e fornire loro servizi quali attività di sourcing, logistica, controllo qualità, formazione professionale, produzione, diventando anche una specie di piattaforma commerciale. In particolare, il Centro servizi potrebbe avere il ruolo di coordinare la rete di fornitura in Cina, assistendo le imprese fornitrici e sub fornitrici dell Emilia-Romagna che intendono seguire le grandi imprese committenti nelle loro strategie di localizzazione produttiva in Cina. Grazie a questi due progetti, è stato possibile individuare un gruppo di imprese importanti, con sede principale in Emilia-Romagna, che hanno collaborato alla realizzazione di una attenta analisi di benchmarking, dalla quale sono emerse informazioni ed orientamenti utili alla costruzione dei modelli e delle linee guide contenuti in questa guida. Il presente lavoro si pone dunque in continuità con l approccio che vede nell aggregazione di filiera e nel coordinamento di risorse ed operatori a tutti i livelli il modello ideale grazie al quale le imprese di piccola e media dimensione possono avere accesso anche solo esplorativo ad un mercato che si conferma estremamente complesso, ma altrettanto ricco di opportunità e meritevole di approfondimento. Tali elementi di opportunità sono oggi strettamente interconnessi con minacce evidenti o latenti, legate anche alla competizione sempre più agguerrita delle aziende cinesi nei confronti delle multinazionali occidentali su fattori quali la manodopera specializzata, il mercato, i clienti ed anche l innovazione di prodotto. Un recente testo americano 3 paragona scherzosamente l ondata di investimenti in Cina nella prima metà degli anni 90 alla corsa all oro nello Yukon: Delle decine di migliaia che ce la fecero a raggiungere quella terra di prosperità, solo una manciata riuscirono a fare fortuna. In quel periodo molte multinazionali americane e occidentali si sono precipitate a cercare di conquistare una posizione sul mercato cinese, la maggior parte attraverso joint venture al 50%, l unica forma possibile in quegli anni 4, spesso senza dedicare il tempo necessario a valutazioni di opportunità, soprattutto nella scelta dei partners. E a partire dalla fine degli anni 90 che si sono manifestate con crescente evidenza alcune serie difficoltà (cfr. figura 1.1), legate principalmente al tentativo del Governo cinese di porre un freno al surriscaldamento dell economia e alle continue migrazioni della popolazione rurale verso la città, da cui derivavano problemi sociali, disoccupazione, congestione delle infrastrutture e altre criticità. 3 Steven H. Ganster: The China Ready Company, China Pathways, cfr. capitolo successivo, par

13 Figura 1.1 Fasi dell investimento estero in Cina 5 Introduzione alla Guida: gli Obiettivi In particolare, le aziende a livello nazionale ed internazionale hanno dovuto metabolizzare una serie di lezioni 6 : il mercato era stato sovra-stimato nelle sue potenzialità, in termini soprattutto di crescita e di livelli di prezzi applicabili; si è confidato in modo eccessivo nella capacità delle imprese locali, scelte come partner, di offrire un supporto allineato a standard occidentali, in termini di marketing e commercializzazione; le pratiche di due diligence sui partner sono state svolte in modo troppo rapido e superficiale; si è talvolta sottovalutato il ruolo delle istituzioni e delle Amministrazioni cinesi nel processo di insediamento, soprattutto per quanto riguarda la loro capacità di incidere sulle decisioni strategiche, relative ad esempio alla scelta della location, orientando in modo anche pressante le scelte degli imprenditori stranieri in base ai propri fini, non sempre espliciti e trasparenti. La localizzazione in Cina viene oggi considerata dalle aziende occidentali come parte integrante (e forse necessaria) di una strategia globale: per la maggior parte delle imprese che intendono affermare e consolidare la propria competitività, l opzione di non affrontare il mercato cinese o di affrontarlo come un iniziativa a sé stante semplicemente non è sostenibile. Allo stesso tempo è importante ricordare che il doing business in Cina è una materia estremamente complessa, che richiede un continuo percorso di definizione ed aggiornamento delle strategie, sia sul piano offensivo, che su quello difensivo. L insieme di queste considerazioni conferma la necessità di un approccio strategico e condiviso dalle PMI, ed evidenzia l utilità di strumenti di guida ed interpretazione del mercato cinese sempre più orientati ed aggiornati. Molte aziende occidentali a questo punto sono state costrette a rivedere le loro strategie di penetrazione nel mercato cinese, fino a pervenire, nella decade in corso, ad un approccio più misurato e ad una maggiore pianificazione, in base anche ad una visione più equilibrata delle minacce ed opportunità, come sintetizzato nella figura Fonte: Steven H. Gangster, op. cit. 6 Gli attuali elementi di minaccia e di rischio, alcuni anche in continuità con il passato, vengono trattati nel capitolo successivo 15

14 Introduzione alla Guida: gli Obiettivi Figura 1.2 Investimento in Cina: minacce e opportunità 7 Alla luce di questo scenario, è necessario prendere atto di due elementi chiave: la struttura del mercato cinese sta cambiando velocemente e questo dunque impone una revisione della metodologia e del senso degli investimenti: la Cina e i Paesi limitrofi non rappresentano più solo un opportunità di abbattimento dei costi di produzione, ma sono diventati un mercato di sbocco finale sempre più interessante; ancora oggi, malgrado l esperienza acquisita, le PMI italiane fanno fatica a metabolizzare le lezioni a cui si è accennato prima. Per quanto riguarda il primo elemento, la Cina sta vivendo in effetti il passaggio da un economia basata sulle esportazioni ad un economia mossa da consumi domestici in continuo aumento. Studi e ricerche 8 condotti sulle imprese a livello globale, hanno evidenziato che ormai al primo posto, tra le motivazioni principali delle imprese agli investimenti in Cina, il 56% delle imprese dei mercati evoluti mette la crescita e il potenziale di mercato, seguiti subito dopo da abbattimento dei costi e maggiore efficienza. Questo dato, come vedremo, viene confermato anche dall analisi di benchmarking svolta sulle imprese della meccanica della Regione Emilia-Romagna, illustrata nel capitolo 5. Con un tasso di crescita del PIL dell 11,5% nel 2007, del 4,1% nel 2008, sono infatti complessivamente aumentate le fasce di popolazione che godono di maggiore ricchezza e capacità di spesa, anche se la crisi che sta sconvolgendo i mercati globali negli ultimi mesi del 2008 e nei primi mesi del rende difficile qualunque previsione per i mesi a seguire. Ad ogni modo, gli sforzi del Governo cinese per diminuire la disoccupazione, sostenendo e guidando i processi di urbanizzazione e lo spostamento della popolazione dalle aree rurali più interne e arretrate verso le città, potranno contribuire a migliorare la condizione di vita dei cittadini e, crisi permettendo, il reddito disponibile. E da registrare infine il cambiamento di rotta nelle politiche governative, con una maggiore tendenza ad incentivare e supportare, tramite specifici strumenti economici, gli investimenti stranieri ad alto contenuto tecnologico, destinati ad accelerare il passaggio della Cina verso una fase di economia avanzata. 7 Fonte: Steve H. Ganster, op. cit. 8 Ernst&Young, Risk Management in China, Fonte: Fondo Monetario Internazionale 16

15 Questo significa quindi un approccio più selettivo agli investimenti in entrata, dettato da una maggiore propensione alla difesa e al protezionismo dell industria locale, sempre più competitiva e qualificata dal punto di vista della qualità e innovazione dei prodotti. Per quanto riguarda il secondo elemento chiave, ovvero l esperienza delle PMI italiane in Cina, le difficoltà incontrate dalle aziende come dimostra l indagine regionale illustrata nel cap. 5 - appartengono a sfere diverse e possono essere legate a barriere all entrata (scelta del luogo dove investire, scelta del partner e della tipologia di investimento, risorse umane, mancanza di una visione di lungo periodo anche in ragione di un quadro normativo e istituzionale confuso e ambiguo), oppure a problemi di tipo gestionale (distribuzione, logistica, risorse umane, aspetti legali), oltre naturalmente alle questioni concernenti la difesa della proprietà intellettuale La metodologia Introduzione alla Guida: gli Obiettivi Come già accennato, la guida si sviluppa a partire dall analisi di esperienze concrete e case history, e precisamente: a) Analisi di benchmarking su un gruppo di aziende emiliano-romagnole L analisi ha previsto la rilevazione e valutazione delle esperienze concrete di un gruppo di imprese regionali e delle tipologie e caratteristiche dei diversi modelli di insediamento produttivo e/o logistico già realizzati e/o in fase di realizzazione. Ai casi analizzati si fa riferimento, ove possibile e opportuno, nei vari capitoli della guida. b) Analisi di benchmarking su alcune aziende occidentali (non dell Emilia-Romagna) L analisi è stata sviluppata attraverso i seguenti punti: descrizione dei diversi modelli di insediamento produttivo e/o logistico possibili, sulla base di esperienze concrete (casi di successo e insuccesso) di aziende occidentali (non regionali) già localizzate in Cina; revisione critica dei punti di forza e debolezza di ciascun modello, con identificazione di criticità e opportunità emergenti, al fine di valutare la trasferibilità del modello stesso e le possibili applicazioni delle sue caratteristiche essenziali. Il risultato di questa analisi di benchmarking condotta sulle aziende italiane ed estere localizzate in Cina è stato la modellizzazione del percorso di insediamento e la definizione di linee guida. Tale percorso di insediamento dovrebbe idealmente ripercorrere lo stesso schema adottato per la costruzione della presente guida, ovvero: 1. Analisi delle esigenze e motivazioni all insediamento L analisi puntuale e approfondita delle motivazioni di insediamento rappresenta il primo passo per tracciare un quadro puntuale delle esigenze e delle aspettative rispetto alla possibilità di insediamento in Cina da cui partire per definire obiettivi e strategie specifiche. 2. Identificazione della localizzazione ottimale per il potenziale insediamento A valle della fase 1 è possibile ricavare i parametri in base ai quali valutare le aree di potenziale insediamento (nella guida sono state considerate quattro possibili location di partenza), tenendo conto sia degli obiettivi espressi dalle imprese, sia delle caratteristiche rilevanti delle aree stesse (ad es.: presenza di distretti analoghi, presenza di concorrenti, presenza di clienti, ecc.). 10 Fonte: Osservatorio Asia 17

16 Introduzione alla Guida: gli Obiettivi 3. Analisi di benchmarking e sviluppo del modello di insediamento L ultima fase è quella della modellizzazione del percorso per gli investimenti, ovvero dell elaborazione e formalizzazione di una metodologia raccomandata per progettare l insediamento, intesa come un modello di riferimento (linee guida) che ciascuna azienda può declinare e applicare alla propria situazione, come supporto per orientare e/o riconsiderare le proprie scelte relative alla prospettiva di un insediamento in Cina. 1.2 Le aziende coinvolte nella stesura della guida Le aziende coinvolte appartengono al settore della meccanica (anche per continuità con il progetto China Mech - cfr. pag.11), come settore consolidato che offre opportunità considerevoli, derivanti dal bisogno della Cina di tecnologie occidentali. In Emilia-Romagna il comparto della meccanica allargata (che unisce alla meccanica i settori metalli e prodotti in metallo, macchine elettriche, elettroniche ed ottiche e mezzi di trasporto ) è di gran lunga il macro-settore che negli anni dal 1997 al 2008 ha visto l aumento più significativo in termini di incidenza sul totale delle esportazioni regionali. Ciò è confermato da un primato anche in termini di vocazione all internazionalizzazione, con 57,1% di quota export sul fatturato e 41,6% di imprese esportatrici 11 ; nel ha mostrato performance tali da farlo considerare come il settore trainante per l andamento economico regionale. In particolare poi, l export italiano verso la Cina vede una quota significativa di meccanica strumentale. E le presenze produttive dell Emilia-Romagna mostrano una notevole concentrazione nel settore meccanico (50% del totale 12 ). Coerentemente con l obiettivo del progetto e la metodologia seguita, che mirano a fornire un piano di azione che consenta di minimizzare i rischi della delocalizzazione, i contenuti di questa guida hanno una valenza generale trasferibile anche ad aziende di settori diversi che non partecipano al progetto stesso. 11 Unioncamere Rapporto sull economia regionale nel 2006 e previsioni per il Fonte: Osservatorio Asia 18

17 capitolo 2

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19 2 Lo Scenario di Riferimento Per la complessità del Paese, la sua eterogeneità in termini geografici, economici, demografici e sociali, l enorme distanza anche e soprattutto culturale - che ce ne separa, la scelta di insediarsi in Cina rappresenta una decisione da prendere in modo ponderato e con assoluta cognizione di causa. Per questa ragione, è molto importante che le aziende acquisiscano informazioni puntuali e affidabili su una serie di fattori che possono rivelarsi determinanti per il successo o l insuccesso dell impresa in Cina. È necessario avere un quadro chiaro sia degli ambiti più generali entro i quali è definita l attività di impresa nel Paese, sia degli elementi più specifici che possono influenzare in un modo o nell altro la scelta dell insediamento, determinandone le caratteristiche. In altre parole, bisogna focalizzare l attenzione su due macro-ambiti principali: 1. quello più generale concernente tutti gli aspetti fiscali, normativi e regolamentari 2. quello più specifico che riguarda gli aspetti tecnici e operativi, quali la scelta della location, il modello di insediamento, ecc Nei paragrafi che seguono sarà tracciato un quadro d insieme della situazione nel Paese relativamente agli aspetti citati, che saranno maggiormente approfonditi in particolar modo quelli tecnico-operativi nei capitoli successivi, con gli opportuni richiami allo scenario generale. In primo luogo vengono descritte, in questo capitolo, alcune caratteristiche e tendenze macro del Paese, mettendone in luce gli elementi di interesse per le aziende, soprattutto laddove si evidenzino dei rischi di cambiamento significativo delle condizioni dell insediamento: dall evoluzione dell economia in genere, alle tendenze demografiche e relative politiche messe in atto dal Governo (anche in campo monetario e valutario), al sistema amministrativo, ai rapporti economici con l estero, comprendendo anche materie più immediatamente prossime agli interessi dei potenziali investitori, quali il mercato del lavoro, le politiche fiscali, le politiche ambientali, la protezione dei diritti di proprietà intellettuale. In secondo luogo si forniscono alcune considerazioni sui tradizionali punti di forza della Cina come location di investimenti produttivi: costi, manodopera, opportunità di sourcing e mercato di sbocco. Si prosegue poi con una visione d insieme delle forme di investimento più vantaggiose e più adatte alle tendenze in atto, nonché delle specializzazioni settoriali delle macro-aree geografiche. 2.1 L ambiente economico, politico, demografico e sociale La Cina è oggi considerata la migliore destinazione al mondo per gli investimenti produttivi/manifatturieri, grazie anche alla competitività dei costi, al crescente impegno nella realizzazione di una rete infrastrutturale al passo con lo sviluppo 1, al buon livello di istruzione della popolazione. 1 L investimento nelle infrastrutture sta crescendo al ritmo del 28,5% ( An American Guide to Doing Business in China, Mike Saxon, 2007) 21

20 Lo scenario di riferimento Come emerge infatti dallo studio sull indice di attrazione europeo An open world, condotto annualmente da Ernst & Young e presentato alla World Investment Conference di La Baule, in Francia, il Paese è al primo posto come polo di attrazione mondiale per gli investimenti esteri, davanti all Europa Orientale e a quella Occidentale. Con un indice di gradimento del 21% sul totale, ha infatti superato India (9%), Usa/Canada (9%), Russia (7%), Brasile (2%) e Giappone (2%). Allo stesso tempo, gli imprenditori che si preparano ad affrontare, o che hanno già affrontato e realizzato, un processo di avvicinamento al mercato cinese sono consapevoli dei rischi e delle contraddizioni insite nello sviluppo di questo gigante economico, che si appresta a diventare nel 2050, secondo le proiezioni di Price Waterhouse Coopers, la più grande economia del mondo 2. L insieme di questi rischi e contraddizioni probabilmente spiega perché sia ancora così difficile per le aziende straniere e in particolare per quelle di piccola dimensione, come le italiane - concludere percorsi insediativi di successo in Cina. Si tratta di una serie di fenomeni (identificabili in alcuni casi come condizioni al contorno ), qui anticipati in sintesi e spiegati poi nella trattazione che segue, che vanno attentamente monitorati per stabilire con esattezza il quadro di partenza applicabile alla generalità delle imprese - per valutare l opportunità dell investimento in Cina: 1. un economia in via di surriscaldamento, con tensioni inflattive crescenti; 2. una lentezza affatto sorprendente nell adeguamento del livello dei consumi alla crescita; 3. le forti disomogeneità territoriali, con possibili fenomeni di tensione sociale; 4. una difficoltà nell allineamento delle pratiche legali, amministrative e di business rispetto ai mutamenti del quadro legislativo in direzione di un maggiore rispetto delle condizioni di mercato e dei diritti; 5. in particolare, un perdurante elemento di rischio sulla protezione della proprietà intellettuale; 6. una certa scarsità nell offerta di manodopera di qualità, specie nelle aree già congestionate, cui si aggiunge un alto tasso medio di turnover, che a livello generale si attesta al 10-15% 3 e riguarda soprattutto le posizioni di mid-management; 7. una nuova legislazione del lavoro che rende più stringente il rispetto delle condizioni contrattuali dei lavoratori cinesi (ed un rafforzamento del potere del sindacato); maggiori oneri contributivi per le imprese; 8. norme più stringenti e costi aggiuntivi per le imprese sulla protezione dell ambiente; 9. una politica restrittiva della Cina sugli investimenti esteri che non apportano valore, soprattutto in termini di innovazione tecnologica; 10. una politica di protezionismo verso le proprie industrie a discapito di quelle straniere, che si realizza attraverso forme legittimate da regolamenti o, in alcuni casi, da pratiche non ortodosse, quali ad esempio l assenza di controlli sulle aziende nazionali che non pagano le tasse. A metà luglio, inoltre, è entrato in vigore il provvedimento sull aumento dei rimborsi sull IVA corrisposta dagli esportatori tessili, che eleva dall 11 al 15% lo sconto governativo sull Iva all export di prodotti di abbigliamento, e dall 11 al 13% quello sui tessuti 4. Di seguito si riporta una scheda sintetica ma esaustiva dei rischi principali, suddivisi per macroaree, che è necessario considerare nel valutare l opportunità di un investimento in Cina. 2 La Banca Mondiale prevede che nel 2025 la Cina rappresenterà il 25% di tutta l economia mondiale 3 China. Business perspectives 2008, InterChina Consulting 4 L.Vinciguerra Troppi vincoli, imprenditori cinesi in fuga dal Guandong, Il Sole 24 ore,

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