Relazione e Bilancio 2007

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1 Relazione e Bilancio 2007 Banca Carime S.p.A. Sede legale e Direzione di Cosenza - Viale Crati Cosenza - tel Direzione di Bari: Corso Italia, Bari - tel Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capitale Sociale euro ,92 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Registro delle Imprese di Cosenza n Albo delle Banche n Albo dei Gruppi Bancari n Soggetta all attività di direzione e coordinamento di Unione di Banche Italiane S.c.p.a.

2 Elmo in bronzo Taranto - Contrada Lupoli, 1907 Fine del III secolo a.c. Museo Nazionale Archeologico di Taranto Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia- Archivio Fotografico.

3 : Cariche Sociali Consiglio di Amministrazione Presidente Vice Presidente Vicario Vice Presidente Andrea Pisani Massamormile Marcello Calbiani Domenico Palmieri Giampiero Auletta Armenise Ermanna Carci Gaudenzio Cattaneo Alberto Cazzani Alfredo Gusmini Carlo Porcari Ernesto Ramojno Pio Giovanni Scarsi Mario Scicutella Riccardo Sora Alberto Valdembri Germano Volpi Comitato Esecutivo Presidente Vice Presidente Vicario Vice Presidente Andrea Pisani Massamormile Marcello Calbiani Domenico Palmieri Giampiero Auletta Armenise Carlo Porcari Riccardo Sora Collegio Sindacale Presidente Effettivi Supplenti Adelmo Paganini Roberto Giordano Michele Viggiano Giovanni Luigi Maria Boffelli Nicola Vito Notarnicola Direzione Generale Direttore Generale Condirettore Generale Vice Direttore Generale Riccardo Sora Raffaele Avantaggiato Sergio Passoni Società di Revisione KPMG S.p.A. 3 Relazione e Bilancio 2007

4 ORGANIGRAMMA AL Direttore Generale R. Sora Direzione Bilancio e Controllo di Gestione L. Montemurro Direzione Affari Generali G. Lombardi Direzione Controlli Operativi A. Fiore Direzione Risorse Umane M. Papadia Direzione Crediti G. Rispoli Area Commerciale R. Avantaggiato Direzione Mercato Retail S. Passoni Direzione Mercato Corporate R. Avantaggiato ad interim Direzione Mercato Private G. Lenza 7 Aree Territoriali 2 Aree Territoriali 311 Filiali Retail Relazione e Bilancio

5 Avviso di Convocazione E convocata l Assemblea ordinaria degli azionisti di Banca Carime S.p.A. presso la sede legale sita a Cosenza, viale Crati snc, per giovedì 3 aprile 2008 alle ore 13,00 in prima convocazione e, occorrendo, per venerdì 4 aprile 2008 in seconda convocazione, stesso luogo e stessa ora, per deliberare sul seguente ordine del giorno: 1. Presentazione del Bilancio al 31 dicembre 2007; proposta di riparto dell utile; relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione; relazione del Collegio Sindacale; relazione della Società di Revisione; deliberazioni relative; 2. Nomina dei Consiglieri di Amministrazione, previa determinazione del numero e della durata in carica; 3. Determinazione degli emolumenti da corrispondere agli Amministratori; 4. Polizza responsabilità civile amministratori e sindaci: assunzione oneri. Videoconferenza presso la sede di Bari, corso Italia n. 9, presso BPCI S.p.a., via della Moscova n Milano e presso UBI Banca, piazza Vittorio Veneto n. 8 Bergamo. Possono intervenire all Assemblea i titolari di azioni che esibiscano l apposita certificazione, rilasciata dagli intermediari ai sensi della normativa vigente. Milano, 6 marzo 2008 Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente (Prof. Avv. Andrea Pisani Massamormile) 5 Relazione e Bilancio 2007

6 INDICE Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla Gestione 9 1. Lo Scenario di Riferimento Il Quadro Macroeconomico I Mercati Finanziari Il Sistema Bancario L intermediazione Bancaria I Crediti a Clientela La Raccolta Da Clientela La Politica Commerciale La Politica Commerciale nel Mercato Corporate Finanza Agevolata La Politica Commerciale nel Mercato Retail La Politica Commerciale nel Mercato Private L attività nei Mercati Finanziari L operatività in Strumenti Finanziari e sul Mercato Interbancario L operatività in Contratti Derivati I Rapporti Infragruppo Decisioni Soggette all altrui Attività di Direzione e Coordinamento La Corporate Governance Il Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. 231/ Il Patrimonio Netto e l adeguatezza Patrimoniale Azioni Proprie Gli Assetti Proprietari Le Partecipazioni I Controlli Interni Basilea Il Controllo dei Rischi di Mercato e Operativi La Gestione dei Rischi di Mercato La Gestione dei Rischi Operativi La Direttiva di Ammodernamento dei Mercati Finanziari (Mifid) L assetto Distributivo e la Rete Commerciale Le Risorse Umane La Gestione delle Risorse La Formazione Delle Risorse e la Comunicazione Interna Le Relazioni Sindacali Riforma Tfr Andamento del Conto Economico Fatti di Rilievo Avvenuti dopo la Chiusura dell esercizio L evoluzione Prevedibile della Gestione L attività di Ricerca e Sviluppo Proposta di Ripartizione dell utile netto 46 Estratto dal Verbale dell'assemblea Ordinaria degli Azionisti del 3 Aprile Relazione del Collegio Sindacale 53 Relazione della Società di Revisione 57 Schemi di Bilancio 61 Stato Patrimoniale 63 Conto Economico 65 Prospetto delle Variazioni del Patrimonio netto 66 Rendiconto Finanziario - Metodo indiretto 67 Nota Integrativa 69 Parte A - Politiche contabili 73 A.1 - Parte generale 74 A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio 81 Principi Contabili Attività e Passività Finanziarie detenute per la negoziazione e Attività e Passività Finanziarie Valutate Al Fair Value 82 Relazione e Bilancio

7 2. Attività Finanziarie Disponibili per la Vendita Crediti e Finanziamenti Derivati di Copertura Partecipazioni Attività Materiali Attività Immateriali Debiti, Titoli in circolazione e Passività subordinate Attività e Passività Fiscali Attività non correnti e Gruppi di attività in via di dismissione Passività associate ad attività in via di dismissione Accantonamenti a Fondi per Rischi ed Oneri Operazioni in Valuta Estera Altre informazioni 98 Parte B - Informazioni Sullo Stato Patrimoniale 101 Attivo 102 Sezione 1 Cassa e disponibilità Liquide Voce Sezione 2 Attività Finanziarie detenute per la negoziazione Voce Sezione 3 Attività Finanziarie valutate al Fair Value Voce Attività Finanziarie valutate al Fair Value: composizione per Debitori/Emittenti Attività Finanziarie valutate al Fair Value diverse da quelle cedute e non cancellate e da quelle deteriorate: variazioni annue 109 Sezione 4 Attività Finanziarie disponibili per la vendita Voce Attività Finanziarie disponibili per la vendita diverse da quelle cedute e non cancellate e da quelle deteriorate: variazioni annue 112 Sezione 5 Attività Finanziarie detenute sino alla scadenza Voce Sezione 6 Crediti Verso Banche Voce Sezione 7 Crediti Verso Clientela Voce Sezione 8 Derivati di Copertura Voce Sezione 9 Adeguamento di valore delle Attività Finanziarie oggetto di copertura generica Voce Sezione 10 Le Partecipazioni Voce Sezione 11 Attività materiali Voce Sezione 12 Attività immateriali Voce Sezione 13 Le Attività Fiscali e le Passività Fiscali Voce 130 dell attivo e Voce 80 del Passivo 128 Sezione 14 Attività non correnti e Gruppi di Attività in via di dismissione e Passività Associate Voce 140 dell attivo e Voce 90 del Passivo 131 Sezione 15 Altre Attività Voce Passivo 133 Sezione 1 Debiti verso Banche Voce Sezione 2 Debiti verso Clientela Voce Sezione 3 Titoli In Circolazione Voce Sezione 4 Passività Finanziarie di Negoziazione Voce Sezione 5 Passività Finanziarie valutate al Fair Value Voce Sezione 6 Derivati Di Copertura Voce Sezione 8 Passività Fiscali Voce Sezione 9 Passività Associate ad Attività in via di dismissione Voce Sezione 10 Altre Passività Voce Sezione 11 Trattamento di fine rapporto del personale Voce Sezione 12 Fondi per Rischi e Oneri Voce Sezione 14 Patrimonio dell'impresa Voci 130, 150, 160, 170, 180, 190 E Altre Informazioni 155 Parte C - Informazioni Sul Conto Economico 157 Sezione 1 Gli Interessi Voci 10 E Sezione 2 Le Commissioni - Voci 40 E Sezione 3 Dividendi e Proventi simili - Voce Sezione 4 Il risultato netto dell attività di negoziazione - Voce Sezione 5 Il risultato netto dell attività di copertura - Voce Sezione 6 Utili (perdite) da Cessione/Riacquisto Voce Sezione 8 Le Rettifiche/Riprese di Valore nette per deterioramento Voce Relazione e Bilancio 2007

8 Sezione 9 Le spese amministrative Voce Sezione 10 Accantonamenti netti ai Fondi per Rischi e Oneri Voce Sezione 11 Rettifiche/Riprese di Valore nette su Attività materiali Voce Sezione 13 Gli altri Oneri e Proventi di gestione Voce Sezione 14 Utili (perdite) delle Partecipazioni Voce Sezione 16 Rettifiche di Valore dell'avviamento Voce Sezione 17 Utili (perdite) da Cessione di Investimenti Voce Sezione 18 - Le Imposte sul Reddito dell esercizio dell operatività corrente Voce Sezione 19 - Utile (Perdita) dei Gruppi di Attività in via di dismissione al netto delle imposte Voce Sezione 21 - Utile per Azione 177 Parte D Informativa Di Settore 179 Parte E Informazioni Sui Rischi e Sulle relative Politiche di Copertura 181 Sezione 1 Rischio di Credito 182 Sezione 2 Rischi di Mercato 205 A. Aspetti Generali 205 B. Processi di Gestione e Metodi di Misurazione del Rischio di Tasso di Interesse 205 Sezione 3 Rischio di Liquidità 220 Sezione 4 Rischi Operativi 229 Incidenza delle perdite operative accadute nel periodo gennaio 2004 dicembre 2007 per Risk Driver 233 Incidenza delle perdite operative accadute nel periodo gennaio 2004 dicembre 2007 per tipologia evento 234 Parte F Informazioni sul Patrimonio 235 Sezione 1 Il Patrimonio dell impresa 236 B. Informazioni di natura Quantitativa 238 Prospetto di distribuibilità ed utilizzabilità delle voci di patrimonio netto 238 Sezione 2 Il Patrimonio e i coefficienti di vigilanza 239 Parte G Operazioni Di Aggregazione Riguardanti Imprese O Rami D azienda 243 Sezione 1 Operazioni tealizzate durante l esercizio 244 Sezione 2 Operazioni realizzate dopo la Chiusura dell esercizio 244 Parte H Operazioni Con Parti Correlate 245 Parte I Accordi Di Pagamento Basati Su Propri Strumenti Patrimoniali 251 Allegati al Bilancio d esercizio 253 Allegato n. 1 - Bilancio d esercizio della Società esercente Attività di direzione e coordinamento - dati essenziali (art bis, comma 4, c.c.) Banche Popolari Unite S.c.p.a. (dal 01/04/07 - UBI Banca S.c.p.a.) 255 Pubblicità dei corrispettivi di Revisione Contabile e dei Servizi Diversi dalla Revisione a norma del regolamento emittenti Consob art. 149 duodieces. 256 Glossario 261 Elenco Filiali 275 Relazione e Bilancio

9 Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione

10 Il bilancio 2007 è redatto secondo i principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards) e IFRS (International Financial Reporting Standard) emanati dall International Accounting Standards Board (IASB) ed interpretati dall International Financial Reporting Interpretations Commitee (IFRIC). La Banca chiude il bilancio 2007 con un utile netto di 65,9 milioni contro 69,4 milioni del 2006 (- 5,1%). Il decremento del risultato economico è riconducibile ad eventi straordinari accaduti nel 2007 che hanno fatto rilevare: alla voce Utile delle attività non correnti in via di dismissione al netto delle imposte 17,7 milioni derivanti dalla plusvalenza da cessione di 15 sportelli alla Banca Popolare Pugliese; alla voce Spese del Personale 52,1 milioni di oneri straordinari, conseguenti alla sottoscrizione del nuovo accordo per l accesso al Fondo sostegno al reddito ed all esodo incentivato, oltre a 8,1 milioni di proventi straordinari contabilizzati a seguito della riforma del TFR. L effetto netto negativo dei proventi/oneri straordinari, considerando anche il carico fiscale, è pari a 29,5 milioni. Nel 2007 Banca Carime è stata interessata da due operazioni straordinarie che hanno interessato la rete commerciale: la cessione di 15 sportelli alla Banca Popolare Pugliese (Alberobello, Apricena, Biccari, Casamassima, Cassano Murge, Foggia Agenzia Centrale, Leveranno, Locorotondo, Mottola, Pisticci Ag. 1 Valbasento, San Marco in Lamis, Scanzano Jonico, Termoli, Torremaggiore, Vieste, oltre lo sportello stagionale delle Isole Tremiti e lo sportello leggero presso l Ente Ospedali Riuniti di Foggia ) e lo switch di alcuni sportelli con la Banca Popolare di Ancona. Relativamente alla prima operazione straordinaria, in data 16 gennaio 2007 è stato sottoscritto con la Banca Popolare Pugliese il contratto di cessione del ramo d azienda con data di efficacia 1 maggio Tale contratto prevedeva la cessione di tutti i rapporti di debito e di credito intrattenuti con la clientela e con i dipendenti, la cui gestione faceva capo agli sportelli ceduti, esistenti alla data del 30/04/2007. Relativamente alla seconda operazione, in data 30 maggio 2007 è stato sottoscritto con Banca Popolare di Ancona il progetto di switch degli sportelli che prevede: la cessione delle Filiali di Avellino e Montoro Inferiore a Banca Popolare di Ancona SpA; l acquisizione delle Filiali di Angri, Mercato San Severino, Nocera Inferiore e San Severo da Banca Popolare di Ancona SpA. L operazione di switch degli sportelli con Banca Popolare di Ancona è stata inclusa contabilmente nella situazione trimestrale al Tale operazione è da considerarsi priva di sostanza economica in considerazione della circostanza che è stata realizzata tra società appartenenti al medesimo Gruppo (c.d. business combination under common control ex IFRS 3), con la conseguenza che Banca Carime in qualità di venditore iscrive la plusvalenza a patrimonio netto (+24,3 mila euro al netto dell effetto fiscale) e in qualità di acquirente imputa il maggior importo pagato a riduzione sempre del patrimonio netto ( mila euro al netto della relativa fiscalità). Pertanto, l importo complessivo netto relativo allo switch degli sportelli ha comportato una riduzione della riserva da valutazione Voce 160 dello stato patrimoniale di circa mila. 11 Relazione e Bilancio 2007

11 1. Lo scenario di riferimento Dalla seconda metà di luglio, la crisi nel settore dei mutui subprime statunitensi, in un contesto di forte incertezza circa l entità e la distribuzione delle esposizioni, ha innescato acute turbolenze nei mercati finanziari, monetari e borsistici internazionali. L aumento generalizzato dei premi al rischio che ha coinvolto anche i Paesi emergenti, sebbene in misura più contenuta rispetto a precedenti episodi si è tradotto in una forte caduta dei prezzi delle attività più rischiose. A partire da agosto le banche centrali dei principali Paesi industrializzati hanno ripetutamente immesso liquidità nel sistema contribuendo così ad attenuare la situazione di instabilità e a favorire un parziale recupero dei corsi azionari nelle settimane successive. Dalla metà di ottobre però le turbolenze hanno ripreso vigore, influenzate da una serie di fattori: l ulteriore peggioramento delle condizioni nel settore immobiliare statunitense; le revisioni al ribasso dei rating relativi a strumenti connessi con i mutui ipotecari e ad altri prodotti di finanza strutturata; le ingenti svalutazioni di tali strumenti annunciate o iscritte a bilancio dagli intermediari finanziari, con il timore di ripercussioni sulla concessione del credito a famiglie ed imprese. Le borse mondiali hanno registrato nuove consistenti diminuzioni; i differenziali di rendimento tra le obbligazioni societarie e i titoli pubblici con scadenza analoga hanno ricominciato ad aumentare; la variabilità dei prezzi dei titoli a reddito fisso e delle azioni è nuovamente salita, superando in alcuni casi i livelli raggiunti in agosto; la ricomposizione dei portafogli verso attività più liquide e meno rischiose ( flight to quality ), unitamente al consolidarsi delle attese di un rallentamento dell economia, ha accentuato il calo dei rendimenti delle obbligazioni pubbliche a lungo termine emesse dai Paesi industriali. In novembre i tassi d interesse sui principali mercati interbancari sono risaliti marcatamente, riflettendo l accresciuta percezione del rischio di controparte. Per contrastare queste tensioni a metà dicembre la Federal Reserve, la BCE e la Banca d Inghilterra, assieme alle banche centrali canadese e svizzera, hanno attuato un azione coordinata per soddisfare la domanda di liquidità da parte delle banche. Tali interventi hanno mantenuto condizioni ordinate sui mercati a cavallo della fine dell anno ed attenuato le pressioni sui tassi interbancari, senza peraltro eliminarle. Nelle prime settimane del 2008 l accentuarsi delle possibilità di recessione dell economia americana da un lato e i timori relativi alle ripercussioni della crisi sui risultati di bilancio dall altro hanno penalizzato ulteriormente i corsi azionari, determinando forti perdite sia nei Paesi industrializzati che nei Paesi emergenti. Nel complesso gli eventi descritti, oltre ad aver riflesso l interazione tra rischi di credito, rischi di mercato e di liquidità secondo modalità mai sperimentate in passato, hanno reso evidenti alcune criticità in termini sia di inadeguatezza dei rating attribuiti ai prodotti finanziari più complessi, sia di insufficienza dei profili della regolamentazione e della supervisione a livello internazionale, soprattutto in tema di rischio di liquidità. 1.1 Il quadro macroeconomico Nel corso del 2007 la turbolenza dei mercati finanziari si è accompagnata ed ha contribuito al rallentamento dell economia mondiale che comunque è riuscita a crescere per il quarto anno consecutivo ad un ritmo superiore al 4%, sostenuta dall elevato sviluppo dei Paesi emergenti, in particolare dell area asiatica. Il conseguente aumento della domanda di materie prime alimentari, unitamente alle tensioni geopolitiche e alle preoccupazioni di una futura scarsità del greggio, hanno concorso a determinare una generalizzata ripresa delle pressioni inflazionistiche. Nonostante l aumento di produzione operato dall Opec dal 1 novembre, le tensioni sui mercati petroliferi non sono venute meno: il petrolio Brent, dopo aver chiuso l anno a 93,9 dollari al barile (+54% nei dodici mesi), nelle settimane successive ha superato quota 100 dollari, così come il prezzo WTI del petrolio americano. I timori di una possibile recessione hanno trovato nuovi riscontri nella brusca frenata dell economia americana nel quarto trimestre. Il Pil è cresciuto solo dello 0,6% annualizzato, dopo il +4,9% del trimestre precedente, sintesi di un complessivo peggioramento congiunturale di tutte le compo- Relazione e Bilancio

12 nenti. Gli investimenti hanno avuto un impatto fortemente negativo (-12,5% contro il +5% del periodo luglio-settembre), penalizzati dalla crisi del comparto residenziale (-25,2%); i consumi, pur confermandosi la componente trainante, sono in rallentamento (+1,9% rispetto al +2,8% del terzo trimestre); la bilancia commerciale ha ridimensionato il proprio contributo positivo in ragione di una forte frenata dell export (+4,8% a fronte del +19,1% dei tre mesi precedenti), nonostante la debolezza del dollaro. Complessivamente in media d anno il Pil statunitense è cresciuto del 2,2%, il livello più basso degli ultimi cinque anni. La fragilità dell economia ed il progressivo ampliarsi del differenziale rispetto ai tassi d interesse europei in seguito ai ripetuti interventi di politica monetaria operati dalla Federal Reserve hanno indebolito la moneta americana nei confronti di tutte le principali valute internazionali ed in particolare dell euro; dopo aver stabilito un nuovo minimo storico in novembre a 1,4879 dollari per euro, la valuta USA ha chiuso l anno a 1,4589 rispetto agli 1,3196 di fine 2006, arrivando a superare quota 1,53 dollari per euro nelle settimane successive. La debolezza del dollaro e i rincari dei prodotti alimentari ed energetici hanno alimentato l inflazione che, dopo aver toccato un minimo del 2% in agosto, è rapidamente salita fino al 4,1% di dicembre (2,8% il tasso medio annuo). A fine 2006 la crescita dei prezzi era stata pari al 2,5% con una media annua del 3,2%. L inflazione core (al netto dei prodotti alimentari ed energetici) si è invece ridotta al 2,4%, dal 2,6% del dicembre Segnali negativi giungono anche dal mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione che a dicembre è bruscamente salito al 5%, tornando sui livelli del 2005, in ragione di una riduzione dell occupazione nei settori manifatturiero e delle costruzioni (4,6% il tasso medio annuo). I deficit gemelli, pur mantenendosi ancora su livelli elevati, sono andati ridimensionandosi: il deficit pubblico è ulteriormente diminuito a 187,9 miliardi dai 209,2 miliardi del 2006 (-10,2%); invertendo la tendenza degli anni precedenti, anche il disavanzo della bilancia commerciale nei dodici mesi è sceso a 711,6 miliardi di dollari, dai 758,5 miliardi del 2006 (-6,2%). Preoccupata per l evolversi della crisi economica e finanziaria interna, la Federal Reserve ha mutato il proprio orientamento di politica monetaria riducendo per tre volte nel 2007 (50 punti base in settembre, 25 punti in ottobre e dicembre) e ancor più significativamente per due volte nel gennaio 2008 (rispettivamente 75 e 50 punti base) il tasso sui fed funds, ora al 3%. In parallelo anche il tasso di sconto è stato portato al 3,5%. Per il quinto anno consecutivo la Cina si è sviluppata ad un ritmo superiore all 11%, contribuendo per oltre un quarto alla crescita globale: gli investimenti fissi sono aumentati del 24,8% sostenendo la produzione industriale (+18,5%); i consumi interni sono in accelerazione (+16,8%); il saldo positivo record dell interscambio commerciale (262,2 miliardi di dollari, +48% rispetto al 2006) ha ampliato ulteriormente le riserve di valuta estera che a fine anno avevano superato i miliardi di dollari (+43,3% rispetto a fine 2006); solo le esportazioni, pur incrementatesi del 25,7%, hanno mostrato una leggera moderazione rispetto all anno precedente, influenzate in parte dal rallentamento dell economia americana ed in parte dalla rivalutazione dello yuan rispetto al dollaro (6,4% nel 2007). Proprio dal rafforzamento della moneta cinese potrebbe venire un contributo al contenimento del tasso d inflazione, salito in media d anno dall 1,5% al 4,8% (6,9% il picco raggiunto in novembre) a causa in primis dei prodotti alimentari, ma anche delle materie prime. Per raffreddare la congiuntura economica, stante l elevata liquidità, e contrastare il rialzo dei prezzi, la People s Bank of China ha intensificato le manovre di restringimento delle condizioni finanziarie, alzando sei volte il tasso bancario ad un anno, dal 6,12% al 7,47%, a fronte di undici interventi (di cui uno nel gennaio 2008) sulla riserva obbligatoria, ora pari al 15%. Tra gli altri Paesi emergenti anche l India ha confermato nel 2007 un sostenuto ritmo di sviluppo del Pil (+8,5%), alimentato da investimenti e consumi. Solo negli ultimi mesi dell anno l economia ha moderato il proprio slancio, risentendo in parte del mutato contesto internazionale ed in parte dell azione restrittiva adottata dalla Banca centrale indiana (due aumenti del repurchase rate, ora al 7,75%) per contenere l inflazione al consumo che, seppur in diminuzione al 5,6%, si confronta con 13 Relazione e Bilancio 2007

13 un obiettivo di medio termine del 3%. Sul fronte dell interscambio commerciale il deficit si è ulteriormente ampliato. In Russia l espansione è proseguita ad un ritmo superiore al 7% grazie al vigore della domanda interna alla quale si sta accompagnando un inflazione intorno all 11%, sospinta dai prezzi alimentari. Sia la bilancia commerciale, favorita dalla forte crescita dei prezzi delle materie prime esportate (in particolare quelle energetiche), sia il bilancio pubblico, supportato dalle entrate petrolifere, hanno presentato saldi positivi. Pur in un contesto di incertezza circa le future prospettive economiche, il Pil del Giappone è cresciuto in media d anno di circa il 2%, beneficiando di un risultato dell ultimo trimestre superiore alle attese (+0,9% congiunturale). A fronte di una contribuzione positiva, seppur in progressiva diminuzione, dei consumi e di un andamento degli investimenti fattosi più vivace, la componente residenziale ha fornito un apporto costantemente negativo, controbilanciato però da un significativo contributo positivo netto dell interscambio commerciale, grazie al buon andamento dell export. In particolare, nel corso dell anno si è assistito ad una ricomposizione dei flussi di esportazioni verso l area euro ed ancor più verso la Cina, divenuta il principale partner commerciale a scapito degli Stati Uniti, anche in relazione al rafforzamento della valuta nipponica rispetto a quella americana (6,5% nel 2007). Segnali più contrastanti giungono invece dalla produzione industriale, cresciuta su base annua a dicembre solo dello 0,8%, in linea con le anticipazioni del rapporto Tankan, che evidenziava un calo di fiducia per le grandi imprese manifatturiere e per tutte le categorie di imprese non manifatturiere. Dopo un accelerazione al 4% in settembre e ottobre che lo ha riportato sui livelli di inizio anno il tasso di disoccupazione è nuovamente sceso al 3,8% nell ultimo bimestre; sul fronte dei prezzi al consumo le variazioni, negative o nulle nei primi nove mesi, sono divenute positive nell ultimo trimestre (+0,7% a dicembre). In considerazione dell incerta congiuntura economica interna, la Bank of Japan ha lasciato invariati allo 0,5% il tasso di riferimento (call rate sui depositi overnight) e allo 0,75% il tasso di sconto, dopo i rialzi rispettivamente di 25 e 35 punti base operati nel febbraio Pur in un contesto di rallentamento, l espansione dell area euro è risultata in media d anno piuttosto sostenuta (+2,6% rispetto al +2,8% del 2006), superando quella statunitense per la prima volta dal Nell ultimo trimestre tuttavia la variazione congiunturale del Pil è stata solo dello 0,4% a fronte del +0,7% dei mesi estivi, risentendo in particolare del rallentamento di Germania e Francia. L indice della produzione industriale è cresciuto in dicembre dell 1,3% (+3,4% in media nel 2007 a fronte del +4% del 2006), mostrando però una variazione congiunturale negativa per la terza volta negli ultimi quattro mesi. Non si riscontrano per il momento conseguenze sul tasso di disoccupazione, sceso dal 7,8% di fine 2006 al 7,2% dell ultimo bimestre del Il quadro congiunturale è reso ancora più incerto dal brusco rialzo dell Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo, salito repentinamente dal minimo dell 1,7% di agosto al 3,1% di dicembre (1,9% a fine 2006); il trend ha trovato ulteriore conferma nelle prime stime relative a gennaio (3,2%). L indice depurato delle componenti alimentari ed energetiche, nonché di alcolici e tabacchi, è invece rimasto sostanzialmente stabile all 1,9% per buona parte dell anno (1,5% a dicembre 2006). La tradizionale attenzione della Banca Centrale Europea verso i rischi di inflazione, in un contesto di crescita sempre sostenuta del credito bancario, è andata accompagnandosi alla preoccupazione per l evoluzione delle tensioni finanziarie e per il conseguente impatto sull economia reale; pertanto, dopo i due aumenti di 25 punti base ciascuno operati in marzo e giugno, nel secondo semestre la BCE ha lasciato invariato al 4% il tasso di rifinanziamento principale, ora superiore di un punto percentuale rispetto al tasso americano sui fed funds. Dal 1 gennaio 2008, con l ingresso di Malta e Cipro, sono saliti a 15 i Paesi aderenti all unione monetaria. Entrati a far parte dell Unione Europea il 1 maggio 2004, i due Stati hanno soddisfatto tutti i parametri (debito pubblico, disavanzo di bilancio, tassi di interesse e inflazione) necessari per l ammissione. Così come per l area euro, anche l economia italiana ha visto accentuarsi un processo di rallentamento della crescita che era già in atto quando è esplosa la crisi dei mercati finanziari. Nel 2007 la crescita del Pil è stata pari all 1,5% (+1,8% del 2006), sostenuta da una parziale ricomposizione della contribuzione dagli investimenti ai consumi delle famiglie, stante l apporto ancora Relazione e Bilancio

14 modesto, ma comunque positivo, della domanda estera, influenzata dall apprezzamento dell euro e dal rallentamento dei principali mercati di sbocco. La dinamica dell attività produttiva, misurata dall indice della produzione industriale (corretto per i giorni lavorativi), è risultata negativa (-0,2% a fronte del +2,6% del 2006) con un marcato peggioramento nell ultimo trimestre (-3,4%), risentendo dell andamento sfavorevole di alcuni settori, in particolare pelli e calzature e apparecchi elettrici di precisione. Per contro risultati positivi sono stati conseguiti da gomma e materie plastiche, raffinerie di petrolio, tessile ed abbigliamento. Segnali incoraggianti continuano invece ad arrivare dalla rilevazione della forza lavoro, che nel terzo trimestre ha evidenziato la nona riduzione consecutiva del tasso di disoccupazione (al netto dei fattori stagionali), ora al 5,9%. Sul fronte dell inflazione, l Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo nel quarto trimestre è rapidamente salito attestandosi a dicembre al 2,8%, dal minimo dell 1,7% dei mesi estivi (2% il tasso medio annuo rispetto al 2,2% del 2006), principalmente a causa del rincaro dei trasporti e dei prodotti alimentari; la tendenza è proseguita anche nel gennaio 2008, riportando il dato italiano (3,1%) quasi in linea con quello europeo (3,2%). Consuntivi e previsioni (Valori percentuali) Prodotto Prezzi al Disoccupazione Disavanzo (+) avanzo (-) interno lordo consumo (tasso medio annuo) sett. Pubbl. (%del Pil) (tasso medio annuo) OCSE 2,9 2,5 1,8 2,4 2,2 2,7 n.d. n.d. n.d. n.s. n.s. n.s. NON-OCSE 7,3 7,6 6,5 7,4 6,9 7,1 n.d. n.d. n.d. n.s. n.s. n.s. STATI UNITI 2,9 2,2 1,6 3,2 2,8 3,5 4,6 4,6 5,4 2,6 2,8 3,1 GIAPPONE 2,4 1,9 1,8 0,2 0,1 0,4 4,1 3,9 3,9 4,6 4,8 4,7 EURO 2,8 2,7 1,7 2,2 2,1 2,6 8,2 7,4 7,1 1,6 0,8 1,2 ITALIA 1,9 1,7 1,1 2,2 2,0 2,5 6,8 6,0 5,8 4,4 2,0 2,3 GERMANIA 2,9 2,6 1,8 1,8 2,3 2,6 9,8 8,4 7,6 1,6 0,0 0,6 FRANCIA 2,0 1,9 1,6 1,9 1,6 2,4 9,2 8,3 8,1 2,5 2,6 2,8 SPAGNA 3,9 3,8 2,6 3,6 2,8 3,3 8,5 8,2 8,1-1,8-1,6-0,6 REGNO UNITO 2,9 3,1 2,3 2,3 2,3 2,2 5,3 5,4 5,9 2,8 2,6 3,0 1 Previsioni Fonte: Prometia e Statistiche ufficiali Il disavanzo della bilancia commerciale è sceso a 9,5 miliardi di euro dai 21,4 miliardi di fine 2006, beneficiando per circa due terzi dell accresciuto surplus del settore dei beni strumentali e dei beni di consumo, e per la restante parte del minor deficit energetico. Per quanto attiene infine alla finanza pubblica, ed in particolare agli impegni assunti nel 2005 in sede comunitaria, il rapporto indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche/pil potrebbe essere sceso nel 2007 all 1,9% dal 3,4% - recentemente rivisto - del 2006, grazie a dinamiche delle spese e delle entrate rispettivamente inferiori e superiori a quella del Prodotto interno lordo. Se confermato in sede di consuntivo ed avvalorato dalle previsioni 2008, tale risultato garantirebbe la chiusura della procedura europea di infrazione per deficit eccessivo ancora aperta nei confronti dell Italia. Dopo due anni di crescita anche l incidenza del debito pubblico sul Pil, dovrebbe ridursi intorno al 105%, a fronte del 106,8% registrato nel I mercati finanziari A fine 2007 le curve dei rendimenti evidenziavano, soprattutto negli Stati Uniti, aspettative di rallentamento dell attività economica, con un inclinazione negativa nel tratto a più breve scadenza. Sul medio-lungo termine, seppur in presenza di rendimenti contenuti che scontano il processo di flight to quality in atto, l inclinazione della curva era divenuta positiva a conferma della fiducia in una rapida ripresa dell economia. La tendenza descritta è andata accentuandosi nel mese di gennaio: anche a seguito delle ul- 15 Relazione e Bilancio 2007

15 time due manovre espansive della Fed, la curva americana si è portata su livelli inferiori a quelli europei per tutte le scadenze. Per quanto attiene all area euro, dopo il generalizzato innalzamento seguito alle due manovre restrittive della BCE, l ultima delle quali in giugno, la curva dei rendimenti ha assunto una conformazione simile a quella americana, evidenziando tuttavia, nella parte a più breve termine, le tensioni sui tassi interbancari dovute all accresciuta percezione del rischio di controparte, solo in parte rientrate con l inizio del nuovo anno allorquando sono divenute più evidenti le aspettative di ribasso dei tassi ufficiali. Per i mercati azionari il 2007 è stato un anno particolarmente difficile. I guadagni conseguiti dai listini europei, americani e giapponesi prima della crisi dei mutui subprime si sono fortemente ridimensionati ed in alcuni casi trasformati in perdite. In Europa la performance finale è stata mediamente positiva, con alcune brillanti eccezioni. Nonostante l accresciuta volatilità, gli indici di Wall Street, dopo aver segnato in alcuni casi nuovi massimi storici nel mese di ottobre, hanno chiuso l anno con modesti rialzi in virtù di un andamento dei titoli tecnologici ed energetici che ha bilanciato le perdite del comparto finanziario. In Giappone le perdite sono state superiori al 10%. Per quanto riguarda infine i mercati emergenti, il progresso così come sintetizzato dall indice azionario MSCI Emerging Market ha superato il 35%. Anche quest anno le borse cinesi hanno svolto un ruolo trainante arrivando ad insidiare il secondo posto mondiale, in termini di capitalizzazione, detenuto dal Giappone. Questi gli andamenti nel 2007 dei principali indici, espressi in valuta locale, di alcune tra le più importanti piazze finanziarie: +22,3% per lo Xetra Dax di Francoforte; +9,8% per il Nasdaq Composite e +6,4% per il DJ Industrial di New York; +3,8% per il Ftse 100 di Londra; +3,5% per lo S&P 500 di New York; +1,3% per il Cac 40 di Parigi; -7% per lo S&P Mib di Milano; -11,1% per il Nikkei 225 e - 12,2% per il Topix di Tokio. Per quanto attiene alla realtà italiana si deve innanzi tutto segnalare che, in seguito a fusione, dal 1 ottobre 2007 Borsa Italiana e London Stock Exchange hanno dato vita al principale gruppo borsistico a livello europeo. Quest operazione, di portata storica per la finanza italiana, ha permesso di integrare due modelli di business altamente efficienti e complementari, quello del London Stock Exchange negli strumenti azionari del Regno Unito e internazionali e il primato di Borsa Italiana nelle azioni italiane, negli ETF 1 e securitised derivatives 2, nei derivati e nel reddito fisso, nonché nell offerta di servizi di posttrading più efficiente d Europa. 1. Exchange Traded Fund: fondi che replicano fedelmente l andamento di un indice sottostante, acquistabili come un qualsiasi titolo azionario. 2. Derivati cartolarizzati che si differenziano rispetto alle altre categorie di strumenti derivati, quali ad esempio futures ed opzioni, per il fatto di non essere contratti, bensì titoli. Relazione e Bilancio

16 Dopo quattro anni consecutivi di rialzi, i mercati gestiti da Borsa Italiana Spa hanno chiuso l anno con performance negative ed un accresciuta volatilità che non hanno però impedito il conseguimento di nuovi traguardi. In dettaglio, sia il numero di contratti (72,5 milioni) sia il controvalore complessivo degli scambi azionari (oltre miliardi di euro) hanno raggiunto nuovi massimi; il controvalore degli scambi medi giornalieri è cresciuto del 37,8% da 4,5 al livello record di 6,2 miliardi; la media giornaliera dei contratti è salita, per il quinto anno consecutivo, del 27,3% a 288 mila. Si è inoltre confermata la leadership europea di Borsa Italiana per la turnover velocity degli scambi di azioni su sistemi telematici (214%) 3, mentre è stato stabilito un nuovo massimo storico per il controvalore scambiato al mercato serale ( after hours ), pari a 47 milioni di euro al giorno. A fine anno le società quotate erano 344, nuovo primato per il mercato italiano, 33 in più rispetto a dodici mesi prima. A tale risultato hanno contribuito 49 nuove ammissioni che eguagliano il record del Nonostante l ampliamento del listino, la capitalizzazione complessiva è scesa a 734 miliardi (-5,8% rispetto agli oltre 778 miliardi di fine 2006), equivalenti al 48% del Pil (52,8% a fine 2006). Per il mercato del risparmio gestito si è trattato di un anno di ulteriore ridimensionamento. Accentuando il trend in atto sin dagli inizi del 2006, la raccolta netta è risultata negativa per 53,1 miliardi di euro, peggior risultato assoluto. I comparti maggiormente penalizzati sono stati gli obbligazionari (-46,3 miliardi) e gli azionari (-23,6 miliardi), affiancati dai bilanciati (-7,2 miliardi). Hanno invece proseguito nel loro andamento favorevole gli hedge (+5,9 miliardi) e soprattutto i flessibili (+10,5 miliardi), mentre sono tornati a crescere i fondi di liquidità (+7,6 miliardi), beneficiando dell incertezza che ha caratterizzato le scelte degli operatori nel secondo semestre. La contrazione della raccolta netta è stata particolarmente accentuata per i fondi di diritto italiano (-52,8 miliardi), a fronte di un calo più contenuto dei fondi roundtrip (-3,2 miliardi) e di un modesto incremento dei fondi esteri (+2,9 miliardi). Il generalizzato ridimensionamento del settore si è riflesso sulla consistenza del patrimonio netto complessivo di fondi e Sicav che a fine dicembre era sceso a 570,2 miliardi dai 609,2 miliardi di fine 2006 (-6,4%); al suo interno merita di essere segnalata la riduzione del peso della componente obbligazionaria (dal 40,4% al 35,8%) a fronte di un aumento dell incidenza della componente liquida (dal 13,7% al 16,5%), di quella flessibile (dall 8,5% all 11,7%) e degli hedge (dal 4,6% al 6,4%). 1.3 Il sistema bancario A fine dicembre la raccolta diretta (depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito e obbligazioni) delle banche italiane presentava una variazione annua del 6,3%, in leggera decelerazione rispetto a fine 2006 (+7,6%). Tale andamento è la risultante di un sempre sostenuto sviluppo delle obbligazioni (+12,1%) a fronte di un rallentamento delle altre forme tecniche (+2,4%). Dal confronto europeo riferito ad un aggregato più ampio che include oltre ai depositi e alle obbligazioni anche i prestiti subordinati emerge un minor dinamismo delle banche italiane, cresciute del 7,2% a fronte del +11,4% registrato dall area euro, che ha interessato tutte le principali forme tecniche, con la sola eccezione delle obbligazioni (+11,8% contro +9,4%). Nonostante i timori circa un possibile inasprimento dei criteri per l erogazione del credito, conseguenza della crisi finanziaria in atto, l espansione degli impieghi in Italia è rimasta sostenuta (+9,9% a dicembre), seppur in rallentamento rispetto a fine 2006 (+11,2%), a fronte di una domanda complessivamente elevata da parte sia delle famiglie che delle imprese. In analogia con il recente passato, l incremento ha interessato principalmente il segmento a medio e lungo termine (+11,8%) nell ambito del quale la domanda per l acquisto di abitazioni ha continuato a segnare una dinamica rilevante ancorché in rallentamento mentre la componente a breve (+6,6%) dal mese di aprile è in decelerazione. Il confronto europeo riferito ad un aggregato più ampio, comprensivo delle sofferenze e dei finanziamenti pronti contro termine evidenzia uno sviluppo annuo dei prestiti italiani (+10,1%) leggermente inferiore alla media dell area euro (+11,4%). Dal punto di vista della rischiosità, in dicembre la consistenza dei prestiti in sofferenza al lordo delle svalutazioni cresceva su base annua dello 0,5% (+4,9% il dato relativo alle famiglie e +0,5% quello inerente alle imprese), mentre lo stock delle sofferenze nette mostrava una diminuzione del 2,4%. 3. Indicatore che rapportando il controvalore degli scambi telematici alla capitalizzazione segnala il tasso di rotazione delle azioni. 17 Relazione e Bilancio 2007

17 Anche in relazione alla persistente espansione dei prestiti, il rapporto sofferenze nette/impieghi si presentava in miglioramento all 1,11% (1,25% a dicembre 2006), mentre il rapporto sofferenze nette/patrimonio di vigilanza si era ridotto al 6,13%, dal 6,71% di fine Il portafoglio titoli, salito del 5%, ha mostrato al suo interno una sostanziale ricomposizione dai titoli a più breve scadenza (BOT e CTZ, -36,5%) agli altri titoli (+8,7%), in particolare obbligazioni bancarie, nonché verso i titoli di Stato a medio-lungo termine (CCT e BTP, +10,3%). In dicembre il rapporto fra titoli e impieghi in euro era in diminuzione al 12,8%, dal 13,4% di fine Per quanto attiene infine ai principali tassi di interesse bancari, coerentemente con l evoluzione del mercato, il tasso medio sulla raccolta da clientela (che include il rendimento dei depositi, delle obbligazioni e dei pronti contro termine per le famiglie e le società non finanziarie) si era portato a dicembre al 2,93%, in aumento rispetto al 2,24% di fine Parallelamente anche il tasso medio ponderato sui prestiti alle famiglie e alle società non finanziarie è progressivamente aumentato attestandosi al 6,17%, dal 5,39% del dicembre In ragione sia di una contenuta esposizione ai rischi connessi al settore dei subprime, sia di un minor ricorso ad operazioni di cartolarizzazione nel finanziamento dei nuovi volumi di intermediazione, il sistema bancario italiano, pur nella condivisione degli effetti negativi della crisi che sta interessando i mercati finanziari, è risultato finora scarsamente colpito dalle perdite sul mercato dei titoli rivenienti da cartolarizzazioni, con effetti molto limitati sui conti economici. Nel corso del 2007 lo scenario di riferimento per le banche italiane è stato oggetto di una serie di importanti novità. Con l emanazione, in aprile, del decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze e, in maggio, delle Istruzioni di vigilanza, si è completato il quadro normativo che consente anche in Italia la creazione di un mercato delle obbligazioni bancarie garantite ( covered bond, le cui caratteristiche principali rispetto alle normali obbligazioni bancarie sono il profilo di rischio molto basso e l elevata liquidità), ampliando così la gamma di strumenti finanziari a disposizione delle banche per migliorare la propria raccolta, anche in termini di costo. Al mese di aprile risale anche l introduzione del divieto di penali (o altre prestazioni, comunque denominate) a carico dei clienti nei casi di estinzione anticipata, totale o parziale, quando si tratti di nuovi mutui destinati all acquisto da parte di persona fisica della casa nella quale si intende stabilire la propria residenza o all acquisto/ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale. Il 2 maggio è stato sottoscritto il protocollo ABI Associazione Consumatori finalizzato all individuazione dei parametri per la determinazione delle penali dovute per l estinzione anticipata, totale o parziale, dei mutui in essere alla data di entrata in vigore della nuova normativa. Dopo una serie di rinvii che hanno cagionato all Italia l avvio di una procedura d infrazione per mancato recepimento di direttiva comunitaria è stata recepita la direttiva MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) entrata in vigore a partire dal 1 novembre. La nuova normativa, volta ad integrare ed ammodernare i mercati finanziari a livello europeo, ha introdotto maggiori tutele per i risparmiatori ampliando al tempo stesso le opportunità per gli intermediari, chiamati a ripensare le proprie strategie in termini di servizi da erogare e ad identificare il modello organizzativo più coerente. In novembre è stato pubblicato il D.Lgs. 195/2007 che recepisce i contenuti della direttiva sull armonizzazione degli obblighi di trasparenza, la cui mancata attuazione nei termini stabiliti aveva determinato l apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell Italia: tra le novità introdotte, merita di essere segnalata l integrazione dell articolo 154 bis del T.U.F. con più specifiche attribuzioni in capo al dirigente preposto, nonché l introduzione del nuovo articolo 154 ter che ha modificato i termini di pubblicazione e i contenuti minimi dei bilanci e delle altre relazioni finanziarie intermedie. Le nuove disposizioni si applicano ad esercizi, semestri e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto, quindi a partire dall informativa relativa al primo trimestre Dal 1 gennaio 2008 inoltre è entrata in vigore l Area Unica dei Pagamenti in Euro ( Sepa ) all interno Relazione e Bilancio

18 della quale si potranno gradualmente effettuare e ricevere pagamenti in euro con condizioni di base, diritti e obblighi uniformi. Ad essa hanno aderito 31 Paesi europei (oltre ai 27 Paesi aderenti all Unione Europea anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Lichtenstein). Sempre dalla medesima data, infine, l Ufficio Italiano dei Cambi è stato soppresso e le sue funzioni sono ora esercitate dalla Banca d Italia, ereditaria di tutti i diritti e rapporti giuridici di cui l UIC era titolare. 2. L intermediazione bancaria 2.1 I crediti a clientela L attività creditizia di Banca Carime nel 2007 è stata caratterizzata da una ulteriore crescita degli impieghi verso clientela, dopo la sostenuta fase espansiva del Nell esercizio, infatti, si è registrato un incremento dei crediti per cassa (al netto delle filiali cedute) di 352 milioni su base annua (+9,6%) determinato soprattutto dalla crescita degli impieghi sia nei segmenti di clientela del Mercato Retail, sia dall ampliamento del portafoglio clienti imprese. La variazione positiva dello stock non considera l erogazione dei prestiti personali che, per effetto della convenzione sottoscritta con Banca 24.7, Carime ha svolto soltanto attività di collocamento; nel corso del 2007 sono stati erogati da detta società 267 milioni. Considerando tra gli impieghi a clientela anche i prestiti collocati, la crescita si attesterebbe a +17%; Valori lordi Var. 2007/2006 (dati in milioni di euro) comp. % comp. % assoluta % Crediti in bonis 3.913,4 97, ,4 97,8 344,0 9,6 Crediti dubbi 88,9 2,2 80,8 2,2 8,1 10,0 di cui: Crediti in sofferenza 45,5 1,1 35,0 1,0 10,5 30,1 Incagli 34,3 0,9 36,6 1,0 (2,4) -6,4 Crediti ristrutturati 1,1 0,0 0,0 0,0 1,1 Esposizioni scadute 8,0 0,2 9,1 0,3 (1,1) -12,3 Rischio paese 0,0 0,0 0,1 0,0 (0,1) Totale crediti verso clientela 4.002,3 100, ,2 100,0 352,1 9,6 N.B.: I valori del 2006 comprendono i crediti delle filiali acquisite da BPA ed escludono quelli delle filiali cedute a BPA e BPP. Valori netti 31/12/ /12/2006 Variaz. 2007/2006 (dati in milioni di euro) assoluta % Conti Correnti 733,3 778,0 (44,7) -5,8% Mutui 2.425, ,9 419,7 20,9% Carte di credito, prestiti personali e cessioni del V 148,2 233,8 (85,6) -36,6% Altre operazioni 593,2 543,1 50,1 9,2% Attività deteriorate 55,3 54,9 0,4 0,8% Totale crediti verso clientela 3.955, ,7 339,8 9,4% La variazione positiva dei crediti a clientela è stata determinata dalla sostenuta crescita del segmento Small Business del Mercato Retail, i cui stock sono passati da 957 a milioni (+181 mln.), e del Lower Corporate da 450 a 591 milioni (+141 mln.), nonostante il calo fisiologico degli impieghi nella Pubblica Amministrazione (da 224 a 161 mln. per effetto del rientro dei mutui in ammortamento) e il decalage del credito del consumo (i cui stocks sono passati da 265 a 180 mln.), a causa del trasferimento dell attività deliberativa ed erogativa in capo a Banca 24/7. Per gli impieghi a medio-lungo termine è proseguita, in linea con il sistema, l allocazione mediante interventi creditizi in favore sia di controparti famiglie consumatrici che imprese (con lo stock passato da 2,3 a 2,6 miliardi). La componente degli impieghi assistita da garanzia ipotecaria ammonta a 1,8 miliardi pari al 47% del portafoglio (contro 1,5 mld. del 2006) Le erogazioni mediante prestiti e mutui ipotecari è stata pari a 840 milioni (776 milioni nel 2006 pari a 29% al netto dei prestiti al consumo), di cui 292 milioni a sostegno della domanda rivolta da controparti consumatrici per mutui residenziali; per la quota residua in favore di imprese individuali (157 milioni) e aziende costituite in forma societaria (357 milioni) 19 Relazione e Bilancio 2007

19 La distribuzione del portafoglio crediti per categorie di prenditori (3,9 miliardi) ha registrato una proporzionata crescita in tutte le sue componenti: in favore di controparti famiglie consumatrici il dato è rimasto stabile (da 1,3 a 1,4 miliardi) nel suo complesso, ma con una diversa distribuzione fra le forme tecniche più rilevanti: per effetto della riferita nuova operatività di Banca 24/7 la componente mutui è passata da 74% (985 milioni) a 81,4% (1.155 milioni), con conseguente calo della quota dei prestiti al consumo (da 265 a 180 milioni). Stabile l impiego sulle aperture di credito in c/c (da 61 a 68 milioni); in favore di controparti imprese produttive Retail (con fatturato inferiore ai 2,5 milioni) per milioni (nel 2006 per 957 milioni) pari al 29% del portafoglio complessivo (27% nel 2006); in favore di controparti imprese del Mercato Corporate (con fatturato superiore ai 2,5 mln.) per milioni (991 mln. nel 2006) pari al 30% (28% nel 2006); la quota residua è riconducibile a controparti appartenenti alla pubblica amministrazione per 161 milioni (224 nel 2006). Il credito problematico, espresso nella versione aggregata di tutte le sue componenti (posizioni sotto particolare osservazione, Past Due 180 giorni, incagli, ristrutturate e sofferenze) ammonta a fine 2007 a 120 milioni (nel 2006 per 116 mln.) pari al 3,9% del portafoglio impieghi, sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione di fine dicembre 2006 (nel ,3% del portafoglio). I segmenti di prenditori che presentano un miglior profilo di rischiosità si confermano quelli relativi alle famiglie consumatrici (2,2% del totale) e alle imprese Corporate dimensionalmente più strutturate (1,66%) rispetto a quelle Retail (6,35%) maggiormente esposte ai fenomeni congiunturali. L attività deliberativa ha registrato, nella comparazione con il 2006, una crescente operatività che ha condotto a fine 2007 all erogazione di finanziamenti per un controvalore di 1,1 mld. (contro 0,8 mld. del 2006), così ripartito: 0,6 miliardi a favore delle famiglie consumatrici e 0,5 miliardi a favore delle imprese. Rispetto a dicembre 2006 sotto l aspetto qualitativo si registra sui valori al lordo delle rettifiche: l aumento dei crediti in bonis per 344 milioni (+9,6%); l incremento dei crediti non performing di 8,1 milioni (+10%) determinato dalla crescita delle sofferenze per 10,5 milioni, nonostante la cessione effettuata nel corso del 2007 di posizioni di difficile recuperabilità per un valore netto di circa 2,4 milione, dei crediti ristrutturati per 1,1 milioni e dalla contrazione degli incagli per 2,4 milioni e delle esposizioni scadute da almeno 180 gg. per 1,1 milioni. La composizione qualitativa al lordo delle rettifiche - è rimasta sostanzialmente invariata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I crediti in bonis, infatti, rappresentano il 97,8% dell intero comparto (come a dicembre 2006), mentre i crediti anomali si attestano complessivamente al 2,2% La raccolta da clientela La raccolta globale da clientela ammonta al 31 dicembre 2007 a milioni e registra un incremento su base annua di 191 milioni (+1,4%). In particolare: la raccolta diretta evidenzia un incremento di 354 milioni (+5%) dovuto in gran parte alla crescita dei prestiti obbligazionari; la raccolta indiretta registra un decremento di 163 milioni (-2,5%), nonostante la performance positiva della raccolta assicurativa (+165 milioni pari a +16,3%). La flessione del comparto è dovuta, pertanto, esclusivamente alla riduzione del risparmio gestito di 260 milioni. Il peso della raccolta indiretta sull aggregato globale è diminuito rispetto all anno precedente attestandosi al 45,7% (47,6% a dicembre 2006). Raccolta da clientela Var. 2007/2006 (dati in milioni di euro) comp. % comp. % Assoluta % Raccolta diretta 7.468,1 54, ,6 52,5 353,5 5,0 Debiti verso clientela 4.787,2 34, ,8 35,9-61,6-1,3 Titoli in circolazione 2.680,9 19, ,8 16,4 415,1 18,3 Raccolta indiretta 6.273,7 45, ,5 47,6-162,8-2,5 Risparmio amministrato 1.628,0 11, ,5 11,4 97,5 6,4 Risparmio gestito 4.645,6 33, ,0 36,2-260,4-5,3 di cui Polizze Vita 1.179,1 8, ,1 8,0 165,0 16,3 Raccolta globale ,8 100, ,1 100,0 190,7 1,4 N.B.: I valori del 2006 comprendono la raccolta delle filiali acquisite da BPA ed escludono quelli delle filiali cedute a BPA e BPP. Relazione e Bilancio

20 Raccolta da clientela Var. 2007/2006 (dati in milioni di euro) comp. % comp. % Assoluta % Raccolta diretta 7.468,1 54, ,3 51,9 355,9 5,0 Conti correnti, depositi liberi e vinc ,0 31, ,3 34,3-251,3-5,4 Pronti contro termine 367,4 2,7 167,0 1,2 200,5 120,1 Altri debiti verso clientela 47,5 0,3 57,1 0,4-9,6-16,7 Certificati di deposito 305,3 2,2 325,9 2,3-20,5-6,3 Obbligazioni e passività subordinate 2.375,6 17, ,1 14,1 436,5 22,5 Raccolta indiretta 6.273,7 45, ,5 47,0-162,8-2,5 Risparmio amministrato 1.628,0 11, ,5 11,4 97,5 6,4 Risparmio gestito 4.645,6 33, ,0 36,2-260,4-5,3 di cui Fondi comuni di investimento 3.028,1 22, ,2 24,3-256,1-7,8 Gestioni patrimoniali 365,3 2,7 536,1 3,9-170,9-31,9 Polizze Vita 1.179,1 8, ,1 8,0 165,0 16,3 Raccolta globale ,8 100, ,8 99,0 193,0 1,4 Rispetto a dicembre 2007 l analisi di dettaglio per forma tecnica evidenzia: nell ambito della raccolta diretta, la contrazione dei certificati di deposito per 20 milioni (-6,3%) e dei conti correnti per 251 milioni (-5,4%), la consistente crescita dei prestiti obbligazionari per 437 milioni (+22,5%) e dei pronti contro termine per 201 milioni (+120,1%); nell ambito della raccolta indiretta, la crescita della raccolta assicurativa da a milioni (+165 milioni pari al +16,3%) e della raccolta amministrata (+98 milioni), mentre si evidenzia una flessione dei fondi comuni d investimento da a milioni (-256 milioni) e delle gestioni patrimoniali (-171 milioni) in linea con quanto accaduto nel mercato del risparmio gestito. Nel corso del 2006 sono state collocate nuove polizze di Aviva Vita SpA per oltre 243 milioni, con particolare riguardo alle polizze del tipo a capitalizzazione e Index Linked. 3. La politica commerciale La struttura commerciale della Banca nel corso del 2007 ha intensificato le sinergie con le società prodotto del Gruppo (soprattutto con UBI Assicurazioni S.p.A., Mercato Impresa-Coralis e UBI Pramerica Sgr) e con Aviva Spa. Con Centrobanca è stata ulteriormente sviluppata l attività di collaborazione, anche per la vendita di operazioni di finanza strutturata e per la copertura dei rischi di tasso e cambio. 3.1 La politica commerciale nel Mercato Corporate Nel 2007 si è registrato un buon trend di crescita del Mercato Corporate. Gli impieghi complessivi, infatti, sono cresciuti rispetto al 2006 di oltre 200 milioni (+20,6% su base annua) superando 1,2 miliardi. In particolare nel segmento Lower, che rappresenta circa il 50% del Mercato, l incremento è stato superiore al 31% (+141 milioni), mentre per i segmenti Mid e Upper Corporate la crescita si è attestata a +22,6% (+52 milioni). Anche nel comparto del Large Corporate, dove si è verificato il disimpegno di controparti istituzionali a basso rendimento e soprattutto di una importante società finanziaria del Gruppo, a causa dell accentramento operativo della tesoreria aziendale, si è registrata una crescita del 3,8%. Lo sviluppo degli impieghi a clientela Corporate su delineato è stato determinato da due direttrici: il sempre maggior sostegno alla clientela acquisita e soprattutto il significativo incremento di nuova clientela, rappresentata per lo più da aziende del segmento Lower Corporate in cui la penetrazione commerciale del Mercato Corporate ha raggiunto circa un quarto delle società di capitali con fatturato maggiore di 2,5 milioni; tale percentuale supera il 40% per le aziende con fatturato superiore a 25 milioni. La propensione al sostegno della struttura finanziaria delle imprese meridionali e la capacità consulenziale dei corporate bankers hanno riscontro nella rilevante crescita dei finanziamenti a mediolungo termine erogati, che nel 2007 hanno superato i 240 milioni di euro. Sempre a sostegno degli investimenti delle aziende del territorio meridionale vanno anche annotate le operazioni veicolate alle società collegate Centrobanca Spa e UBI Esaleasing Spa. Questi risultati sono stati ottenuti con una costante attenzione alla qualità del credito e perseguendo una politica di pricing adeguata al rating dei clienti in un ottica di avvicinamento ai dettami di Basilea Relazione e Bilancio 2007

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