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1 DiM gli iornale de alscuola de ml ob eli 7. 14??? Per questo progetto non c è budget! Di Rito Giuseppina, Mirto Antonel, Borsetti Marziantonio, Marta Raminelli, Pensare Next Ferraro Maurizio la dimensione di parole idee immagini progetti racconti disegni esperienze tecnologia professioni :e per l Industria e l Artigianato Arredi e Forniture di Interni Via Galileo Galilei, Brugnera (PN) Tel otats idelanoiseforpotutitsi Istituto Professionale di Stato Arredi e Forniture di Interni di Brugnera : id otubirtnoc l Il futuro è in mano a chi ha entusiasmo e voglia di rischiare. Questa è l unica strada possibile per ripartire Foto rielaborata da Zava Nicola 5D Il futuro è in mano ai giovani. I nostri giovani. Questo numero del magazine DIM è dedicato a loro. Ai nostri giovani diplomati e a chi, si è diplomato già da qualche anno, e sta affrontando la sua avventura di vita. Vita che oggi spesso appare incerta e difficile. L incertezza e le limitate possibilità di programmare la propria realtà se non nel breve-brevissimo termine, incidono profondamente sulle capacità relazionali e nei processi d apprendimento con l effetto di diminuire molte delle potenzialità personali. La scuola, intesa come comunità educante e "motore del cambiamento", può e deve intervenire con forza in questo processo impedendo che le potenzialità si disperdano. Si deve proporre ai giovani una forte visione di un intelligenza collettiva che metta insieme le idee e costruisca un percorso concreto e positivo. La scuola non deve fornire soluzioni prestabilite, ma guidare i giovani ad allenare le loro intelligenze, a sviluppare le loro personali capacità, ad aumentare le loro conoscenze e a diventare protagonisti in ciò che sceglieranno di fare. La scuola deve insegnare a prendere le difficoltà come un opportunità di mettersi in gioco e a trasformare ogni ostacolo in una intelligente e positiva prova di flessibilità intellettiva e d azione.

2 La scuola del Mobile intitolata a Bruno Carniello: un insegnante protagonista del suo territorio. Otto e venti, atrio della scuola del legno, Brugnera: via vai di zainetti colorati, scarpe da ginnastica, libri e registri sotto braccio, un caffè al volo seduti per la chiacchiera mattutina sotto l albero, che accoglie tutti in atrio. E una scuola particolare, questa, che ha una storia legata a filo doppio al suo territorio e allo sviluppo industriale dell Alto Livenza nel settore del mobile fin dalla sua nascita, nel Che ha formato generazioni di imprenditori e tecnici; dove la creatività va di pari passo con il saper fare. Una scuola senza nome, fino a poco tempo fa; oggi, intitolata a qualcuno che ha incrociato zainetti, registri e chiacchiere del mattino per anni, e che ha lavorato non solo per la scuola, ma per tutta la comunità di Brugnera: Bruno Carniello. Bruno aveva studiato all Accademia di Belle Arti, a Venezia, dopo le medie; poi alla facoltà di Archiettura, mai conclusa per motivi familiari. E da allora che comincia a dedicarsi all insegnamento, prima alle scuole medie di Sacile, poi in quelle di Brugnera. Insegnava la creatività e gli strumenti che la veicolano in progetto e concretezza; insegnava, come ricorda un suo alunno, ad essere uomini onesti con umiltà e umanità. Generazioni di lavoratori del comparto del mobile dell Alto Livenza e di imprenditori che hanno fatto buona parte della storia economica di questo territorio sono stati suoi allievi, imparando a tenere dritte stecca e squadra, a temperare le matite, a non macchiarsi con la china, a tenere in ordine tavole e disegni, a risolvere problemi ed equazioni. Il professor Carniello investì la vita per la sua comunità: insieme all insegnamento, infatti, si dedicò all amministrazione del suo paese. Fu vicesindaco dal 1951 al 1956, e poi sindaco dal 1960 al Ritornò al servizio in comune anche dal 1970 al Un impegno fattivo e prolungato, ricordato da molti come un esempio e insignito della nomina a Cavaliere della Repubblica. Non stupisce che il suo nome sia stato scelto: ogni mattina, in questa scuola, cerchiamo di fare proprio quel che lui ha fatto per anni. Insegnare non era per il prof. Carniello solo un impiego, ma un mestiere, che si esercita secondo tecnica, competenza, umanità. La scuola di oggi è decisamente diversa da quella nella quale il professor Carniello ha lavorato per anni; oggi sotto l albero dell atrio ci sono più tablet che tavole a china; e i ragazzi spesso sono più preoccupati per il loro avvenire che spinti ad investire per esso. Immaginiamo che il prof. Carniello sarebbe felicissimo di utilizzare i tablet e le LIM in classe con i suoi alunni, ma non altrettanto delle conseguenze, non ancora risolte, della crisi che ha investito i settori produttivi, e che preoccupa le nuove generazioni. Possiamo immaginare però cosa direbbe agli alunni della scuola del legno: il futuro si costruisce, e lo si fa all interno di una comunità. A partire da un idea, da un progetto, utilizzando i materiali più adatti, il design più accattivante e funzionale. E non dimenticando mai che a scuola si realizza il più grande dei progetti: la persona.

3 ANNA BRENELLI Nata il 30 luglio anni Residenza attuale Sacile Anno diploma:2013 Frequenta il primo anno della Facoltà di Design Industriale IUAV -Venezia Cinque anni fa ho scelto di iscrivermi a questa scuola perché volevo frequentare una scuola creativa. Chi visita al nostro istituto può notare i mobili da noi realizzati e la nostra creatività in continua evoluzione. Le idee non rimangono solo utopie, noi le concretizziamo! I nostri laboratori ci permettono di sviluppare la manualità e di approfondire la conoscenza di materiali. La collaborazione con le aziende del territorio ci permette di trattare argomenti di design con i nostri progetti Gli alunni del quarto anno effettuano, ogni anno, delle settimane di alternanza scuola- lavoro e vengono inseriti, con stage formativi, all interno di un azienda Al quarto anno, tre alunni scelti dai docenti, volano a Belgrado per partecipare ad un concorso di design tra scuole di settore. Ogni anno partecipiamo a concorsi di progettazione come il Progetto Stars, Il progetto Unioncamere e molti altri scelti per noi dai docenti di disegno e laboratorio. Abbiamo spesso delle occasioni di confronto con studenti stranieri e, in rapporto alla nostra preparazione, nuove esperienze professionali al di fuori del contesto scolastico. Nell anno scolastico 2011/2012 sono stata scelta per partecipare alla gara nazionale tra istituti professionali del settore del mobile di tutta Italia. La gara si è svolta a Tirano (SO). In due giorni ho progettato e realizzato un supporto per PC e mi sono classificata al primo posto! L interesse per l apprendimento mi hanno portata a ricevere quattro borse di studio. Il mio progetto di presentazione all esame finale di stato: CHIAVE di VIOLINO violino elettrico. Grazie a questa scuola sono riuscita a concretizzare uno dei miei sogni: durante il quinto anno ho progettato e realizzato, nei nostri laboratori e con la collaborazione dei docenti, un violino elettrico. Il mio violino funziona attraverso un pick up piezoelettrico, dispositivo in grado di rilevare le variazioni di pressione esercitate da una corda in vibrazione generando un segnale elettrico che poi viene amplificato. E realizzato in legno di tiglio e in precomposto simil Wengè. Il prototipo è stato realizzato il circa 50 ore e ha messo alla prova le mie capacità progettuali e pratiche. Ho deciso di continuare gli studi e durante l estate mi preparerò ai test d ingresso per la facoltà di design del prodotto al Politecnico di Milano e allo IUAV di Treviso.

4 ERIK FAGOTTO Nato il 21 maggio anni Residenza attuale Azzano Decimo Pn Anno diploma:2013 Frequenta il primo anno della Facoltà di Ingegneria di Udine Sono un ragazzo di 19 anni, mi definisco logico e razionale e mi piace stare solo con me stesso. Informatica e fisica sono le discipline che più mi affascinano. Se c è qualcosa che odio è l ignoranza, il non sapere, cogliendo il significato proprio del termine: la mancanza di conoscenza. Se mi viene posta una domanda a cui non so rispondere devo rimediare, non sopporto di non poter rispondere a qualcosa. Mi sono iscritto a questa scuola quasi senza dubbi, per poi incontrarli durante il mio percorso. Ho incontrato alcuni insegnanti che si distinguevano tra tutti. Non finirò mai di ringraziarli. Ora capisco che erano veramente bravi. Dalla terza superiore sono emersi i primi dubbi sul mio presente e sul mio futuro ed è nata la passione per la fisica e l interesse per la chimica La quinta superiore è stato forse l anno che mi ha dato più soddisfazione, sento di essere maturato e di aver acquisito maggior capacità d analisi. Durante quest anno ho incontrato insegnanti che, a mio parere, hanno saputo attribuire ad ogni cosa il giusto valore. LIBRERIA MULTIFUNZIONALE Ho progettato con il Prof. Borsetti una libreria multifunzionale. Il progetto è stato svolto durante l arco di tutto l anno scolastico per concludersi all esame di stato, come focus della tesina. Il mobile si compone di un solo modulo (330x330x18 mm) in multistrato bilaminato, verde chiaro opaco e verde scuro lucido che richiama le fattezze di una foglia. Con l utilizzo di quel solo componente, prodotto in serie con una macchina a controllo numerico, si lascia al cliente completa libertà di composizione. Oggi il mio futuro mi appare incerto più che mai. Se dovessi decidere di proseguire gli studi sceglierei la facoltà di fisica presso l università di Trieste.

5 ERMES CAPOVILLA Nato il 19 dicembre anni Residenza attuale Campomolino, frazione di Gaiarine (TV) Anno diploma: 2013 Attualmente vive a LONDRA e lavora per uno studio di Design Sin da bambino volevo diventare un Interior Designer ed ero interessato al disegno e alla progettazione. Nella Scuola del Mobile mi son sentito libero di esprimere le mie passioni. I professori mi hanno guidato ad esplorare quello che è il vasto ambito del Design come la grafica, la modellazione 3D e la progettazione anche nel campo del design tecnologico e automobilistico. Nella scuola ho avuto modo di conoscere studenti con le mie stesse passioni e insieme ai professori e ai compagni ho avuto modo di scambiare idee, opinioni, progetti e di confrontarmi con studenti provenienti anche da altre realtà scoprendomi sempre più capace d affrontare nuovi percorsi. Il mio progetto di presentazione all esame finale di stato: BOOSTER 33 - Amplificatore per ipod touch - Booster 33 è un amplificatore fisico per ipod touch di 4^ generazione. Per il disegno ho utilizzato un software di modellazione tridimensionale e per la realizzazione del prototipo mi sono rivolto ad un servizio di stampa tridimensionale in Belgio. In breve tempo ho trasformato un progetto virtuale in un oggetto concreto. L amplificazione di Booster non è una amplificazione elettrica ma naturale quindi ecocompatibile ed indipendente da batterie, corrente elettrica o collegamenti wireless., Sfruttando un principio fisico detto risonanza acustica sono riuscito ad amplificare la musica ma ho anche amplificato la mia voce. Per noi giovani è sempre più difficile farsi strada, e il mio progetto, pensato inizialmente come tesina per l esame di stato, si è amplificato nel web e ha dato inizio alla mia carriera professionale. In breve tempo sono stato notato da alcune aziende della zona, da una Start-Up di Design, da uno studio di design londinese e da un rappresentante di Hong Kong. Sto già lavorando per la realizzazione di quella che sarà un evoluzione di Booster 33. Contemporaneamente ho vinto in team una gara di progettazione con tema la stampa tridimensionale e il mio progetto è ora in vendita sotto forma di file (per essere stampato in 3D), prossimamente verrà prodotto e verrà venduto sul web. UN FUTURO A LONDRA Prima ancora di diplomarmi ho firmato un contratto di collaborazione con lo studio di Exterior Design Bamboo Landscaping di Londra. Seguirò la progettazione e curerò l aspetto grafico dell azienda. Nel frattempo porterò avanti i miei nuovi personali progetti. Non so dire con certezza se riuscirò a frequentare corsi oppure un università, sta di fatto che se sono giunto fino a questo livello, lo devo ai professori e a questa scuola.

6 SARA ZANETTE Nata il 20 Febbraio anni Residenza attuale Brugnera anno diploma: 2013 frequenta il primo anno della facoltà di Design industriale ISIA di Pordenone -ISIA ROMA DESIGN- Non mi sono mai pentita della scelta di frequentare la Scuola del mobile e del design di Brugnera. E stata una scelta compiuta a soli quattordici anni. Questa scuola ha contribuito a farmi diventare la ragazza che sono oggi. Mi sono sempre impegnata al massimo per raggiungere i miei obiettivi e ho ottenuto gradi soddisfazioni che hanno reso orgogliosa me e la mia famiglia. Ho vinto, per due anni consecutivi una borsa di studio. Nel marzo del 2012 sono stata scelta per partecipare al concorso Design playground di Belgrado, ho avuto la possibilità di mettermi in gioco e di far valere le mie abilità. Lo studio non mi hanno però impedito di farmi vivere appieno la mia adolescenza. Mi piace staccare la spina dagli impegni scolastici e dedicare del tempo ai miei amici. Mi piace socializzare e divertirmi! Viaggiare e conoscere nuove persone è quello che voglio. Queste esperienze mi aiutano ad essere meno timida ed introversa. Ho avuto la fortuna di soggiornare per una mese a Londra. Ho vissuto la frenesia della città e delle persone che ci abitano e ho migliorato il mio inglese, una lingua al giorno d oggi indispensabile per poter comunicare con il mondo. Oggi mi trovo davanti ad un bivio: università o lavoro? La scelta è un continuo alternarsi di idee. Invio il curriculum ad aziende del settore e nello stesso tempo mi informo su università ed accademie che possano migliorare le mie conoscenze e che, nel limite del possibile, mi garantiscano un occupazione nel mondo del lavoro. Io credo che valga la pena fare qualche sacrificio per raggiungere i propri sogni. Quello che vorrei è girare il mondo lavorando all estero. Il tema della mia tesina di presentazione all esame finale di stato: IL PACKAGING Strumento di comunicazione e di marketing.

7 ANDREA POLESEL Nato nel anni Residenza attuale: Brugnera Anno diploma:2009 Attualmente Impiegato presso l ufficio acquisti, controllo qualità e gestione dei fornitori di un mobilificio della zona. Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? La formazione che ho ricevuto a livello scolastico è stata una buona base di partenza che però deve essere approfondita sotto il punto di vista tecnico dei materiali e della comunicazione interpersonale nel mondo del lavoro. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Ad oggi che sono un tecnico in formazione posso dire che le nozioni imparate a livello tecnico sono quelle che mi hanno permesso di capire con che materiale è fatto un componente e quali sono le caratteristiche, gli aspetti di prova tecnici del materiale con le interconnesse capacità di relazionali di dei risultati ottenuti. Mi sono trovato spaesato quando si è trattato di dover parlare di un' industrializzazione in serie di un prodotto. A scuola, secondo me, l'approccio alla progettazione è stato troppo artigianale e mi sono mancate delle nozioni su quelli che sono i particolari delle giunzioni dei mobili (ferramenta). Le aspettative quando mi sono diplomato erano quelle di trovare un buon lavoro con delle buone prospettive di crescita all'interno di un'azienda... e non nascondiamocelo speravo anche di guadagnare bene. Sfortunatamente mi sono imbattuto nel triste periodo che tutti stiamo passando. Si deve continuare a lavorare con mille responsabilità e uno stipendio che non cresce con il crescere delle mansioni e spesso devo fare i conti con la gelosia tecnica di alcuni colleghi più vecchi che ti vedono come una minaccia! Ricordo un detto del buon Gaspardo: "Chi è bravo e creativo non ha bisogno di essere geloso delle proprie conoscenze" già belle parole!!! E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? I miei obiettivi sono quelli di capire e apprendere il maggior numero di cose sul mondo del mobile e dell arredamento addentrandomi in profondità anche su quello che riguarda il flusso di produzione e di pianificazione delle attività, nella scelta dei materiali in fase di acquisto.. La mia idea sarebbe diventare un responsabile di stabilimento e poi magari un domani, confidando in un mutamento economico mondiale, mettermi in proprio. Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? Ad un giovane che frequenta la nostra scuola consiglio di rubare tutto il possibile dal personale preposto... soprattutto dai professori tecnici; non nascondo che le materie accademiche (matematica, storia ecc..) sono delle cornicette che nel mondo del lavoro di ora contano poco... si parla in dialetto ovunque Ma gli consiglio anche di imparare ad adattarsi a temprarsi moralmente per emergere in qualsiasi ambito lavorativo con dedizione applicazione e costanza. Ad un professore l'unica cosa che posso dire é di alzare il tiro e di pressare, mantenere sotto pressione... il mondo del lavoro presenta ogni giorno esami e prove e non sono mai programmati!

8 CHIARA BAITA Nata nel anni Residenza attuale: Trivignano (Venezia) Anno diploma:2007 Laureata nel 2012 in Scienze Religiose all Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine. Attualmente sta raggiungendo il traguardo della Laurea Magistrale con la specializzazione in Didattica e lavora come Insegnante di Religione Cattolica presso due Istituti Comprensivi della provincia di Venezia. Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? Ritengo che la formazione sia stata puntuale per quanto riguarda l indirizzo di studi e il settore lavorativo dell Industria del Mobile. I percorsi di studio delle materie non di indirizzo sono stati svolti con alcune difficoltà. La formazione è stata buona non solo dal punto di vista tecnologico e tecnico-progettuale, ma anche dal punto di vista professionale e soprattutto umano. Avresti voluto cambiare qualche cosa? Nel periodo in cui frequentavo io, non era ancora stato fatto l ampliamento dell edificio scolastico, perciò per alcune lezioni dovevamo trasferirci dalla sede principale a altre sedi. Questo era certamente scomodo e non giovava ad un ottimale impiego del tempo scolastico, ora penso che le cose siano nettamente migliorate. Talvolta mancavano materiali per eseguire alcune lavorazioni e vi dovevamo provvedere personalmente o tramite la buona volontà del professore. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. I punti di forza della preparazione ricevuta all IPSIA sono certamente: Avere avuto la possibilità di imparare un mestiere, entrando a contatto con professionisti del settore e tramite il periodo dello Stage in azienda che ha permesso una conoscenza, seppur parziale, del mondo del lavoro nel settore dell Industria del mobile e dell arredamento Essere stata educata a lavorare in gruppo sia in condizione di leadership, che di sottoposto, che di pari grado Aver imparato a rispettare le scadenze sia imposte che auto-imposte Aver avuto la possibilità di costruire rapporti educativi e sociali di alta qualità basati sulla professionalità, la stima reciproca e, in alcuni casi, l amicizia, sia tra gli appartenenti al gruppo classe (i compagni) sia con insegnanti e tecnici I punti deboli della preparazione ritengo non siano da imputare in maniera specifica all istituto o agli insegnanti ma, se da un lato a livello di indirizzo specifico di studi la formazione è ottima, dall altro i programmi ministeriali delle materie comuni a tutte le scuole sono di un livello che ritengo insufficiente. Per quanto mi riguarda sarebbe meglio, per l Italia intera, che gli artigiani ed esperti nei mestieri più svariati, non solo siano competenti nel loro settore, ma abbiano anche una solida cultura. Di sicuro una cosa non preclude l altra!!! Un altro punto debole che mi sento di sottolineare è la mancanza di materiali. Se io e i miei compagni abbiamo avuto la possibilità di acquisire un eccellente capacità tecnica nel nostro futuro settore lavorativo, è stato perché nel percorso di studi abbiamo potuto sperimentare anche manualmente ciò che stavamo studiando e abbiamo potuto sviluppare i progetti, che altrimenti sarebbero stati un semplice sforzo teorico, ma non certamente pratico. Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Oggi io non lavoro più nel settore del legno. Sono rimasta disgustata dallo stile, spesso poco umano e rispettoso della persona, nonché decisamente poco professionale presente purtroppo in alcune aziende e negozi del settore.

9 Ciò non lo dico con leggerezza, ma con tristezza, delusione e anche grande rammarico, sapendo che il mestiere che ho lasciato è veramente splendido e stimolante. Ora studio Scienze Religiose e insegno Religione Cattolica nelle scuole Statali, un salto molto grande mi hanno detto tutti! Se da un lato posso essere d accordo, dall altro dirò che questo salto è stato possibile grazie alle persone che ho incontrato nel mio percorso alle scuole superiori compagni e soprattutto insegnanti. I miei professori mi hanno trasmesso i valori della fatica, la pazienza, la tenacia nel raggiungere un obiettivo, la correttezza nell ambiente di studio e lavoro, il valore del lavoro di squadra e la capacità di spalleggiare i compagni in modo sano, nonché l energia positiva che può dare un ambiente sereno dal punto di vista delle relazioni umane. Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? Dire che è stato utile ciò che ho imparato all IPSIA è estremamente riduttivo, io definirei che è stato indispensabile! Ho sempre avuto un problema di dislessia (un disturbo dell apprendimento) che non ha facilitato i miei studi, sono arrivata alle superiori con la voce della mia vecchia professoressa di lingua Inglese che mi suggeriva di non studiare e di andare a lavorare. L IPSIA, o meglio le persone che la compongono mi hanno insegnato a conoscere i miei limiti e le mie potenzialità, a superarmi sempre e a perseguire con tenacia i miei obiettivi, esultando per le vittorie e impegnandomi ancora di più nelle sconfitte. Risultato? Una persona formata dal punto di vista tecnico e scolastico che si è potuta permettere di affrontare una laurea magistrale in un settore umanistico mai conosciuto prima, uscendo con un punteggio superiore al cento e in grado ora di lavorare nella Scuola Statale. Non male per una che doveva smettere di studiare a quindici anni!!! E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Oggi le mie attese sono di poter lavorare nel mondo della Scuola per donare ad altri ciò che mi è stato insegnato in tutto il percorso di vita e di studi svolto fino ad ora, certa che ciò che mi verrà donato sarà ancora maggiore di ciò che io darò. Come per tutti i campi della vita umana gli obiettivi si raggiungono con fatica, passione, perseveranza, pazienza, senso del dovere, energia e gioia. Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Ad un giovane delle scuole superiori consiglio di non lasciarsi fregare da chi gli dice che non vale niente e che nessuno ascolta la sua voce, perché se anche oggi può sembrare che per i grandi lui non conti nulla, tra non molto anche lui sarà un grande, con tutti i diritti e tutti i doveri, operaio o senatore e deve poter essere non un numero nella società, ma un elemento pensante in grado di spendersi per gli altri, perché l uomo è un essere sociale, e ciò, nella nostra società, si capisce e si apprende con lo studio, l istruzione e la vita nell ambiente scolastico. Per realizzarvi come persone, ve lo dico subito, non potrete prescindere dalla fatica, fisica, psicologia e morale, ma nulla vi potrà fermare se sarete in grado di perseguire alti e grandi ideali, e ciò si fa iniziando dal quotidiano e dando il massimo in questi anni dedicati allo studio, che sono le radici che permetteranno all albero della vostra persona di stendere i suoi rami ovunque vorrete. Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? Sì, non scoraggiatevi dalle difficoltà oggettive e logistiche del nostro splendido lavoro, ma pensate sempre al fine altissimo che questo lavoro ha. Non dimenticatevi di incardinare il vostro insegnamento in un ruolo educativo, cioè su una solida base di relazioni umane sane, positive e collaborative, prima tra voi e poi con i ragazzi. Se saprete essere prima educatori e poi insegnanti sarete in grado di offrire alla società Italiana ragazzi preparati ad essere uomini e donne capaci dal punto di vista umano e certamente anche dal punto di vista professionale.

10 BARZAN GIADA Nata nel anni Residenza attuale: Pordenone Anno diploma:2009 Laureata nel 2012 in Comunicazione integrata per le Imprese e le Organizzazioni presso l Università di Trieste Attualmente studentessa in Lingue e letterature straniere presso l Università di Udine Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? Gli anni passati all IPSIA Brugnera a mio parere sono stati molto formativi non solo dal punto di vista vero e proprio dell istruzione, ma anche dal punto di vista umano e caratteriale. La scuola da modo, non solo di interagire con i propri compagni di classe mediante i lavori di gruppo ma permette anche di esprimere la propria creatività e la propria personalità in lavori e presentazioni individuali, a mio parere, molto formativi. Inoltre permette di entrare in contatto con professori che amano il loro lavoro e cercano di trasmettere agli studenti le loro conoscenze e la loro passione. Avresti voluto cambiare qualche cosa? Ripensando alla mia esperienza e a ciò che richiede il mondo del lavoro oggi forse avrei preferito che qualche ora in più fosse stata dedicata all insegnamento dei programmi di grafica e al disegno a mano libera. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. Punti di forza: buona padronanza della lingua inglese, buone capacità nella comprensione e nella realizzazione di disegni tecnici, ottima capacità nel relazionarsi con il prossimo, buona capacità nell esprimere la mia personalità nei vari progetti (da quelli grafici, agli elaborati,..); Punti di debolezza: scarsa capacità di realizzazione di disegni con programmi di grafica. Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Attualmente frequento l Università degli studi di Udine. Nello specifico la Facoltà di Lingue e letterature straniere, corso di laurea in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni. Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? Anche se il mio percorso di studi mi ha portato ad allontanarmi da quello che ho studiato alle superiori ritengo che quello che ho imparato sui banchi di scuola mi sia stato utile. Quando si parla di comunicazione si parla anche di grafica e ritengo che i miei gusti e le mie competenze espressive si siano sviluppate proprio alle superiori. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? Quando mi sono diplomata sapevo di voler continuare a studiare, e così è stato. Le aspettative che avevo riguardavano soprattutto l università. Non sapevo se ce l avrei fatta a superare gli esami, a laurearmi. Ma mi sono impegnata e i risultati sono arrivati. E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Oggi sono concentrata su quello che sto studiando. Anche se mi sono laureata lo scorso ottobre faccio già il conto alla rovescia per gli esami che mi mancano alla laurea specialistica e alla fine del mio percorso universitario. Spero che ciò che ho studiato, non solo all università ma anche alle superiori, possa essermi utile per poter trovare un lavoro che mi soddisfi e mi gratifichi.

11 GIULIA CANDOSIN Nata nel anni Residenza attuale: Oderzo Anno diploma:2007 Attualmente. Commessa presso un wine shop -bottiglieria Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? Trovo che la formazione ricevuta sia stata a dir poco soddisfacente, mi sono trovata a relazionare con gente del settore ed a essere preparata nel design di interni, nella storia dell'arte e nei contenuti tecnici. purtroppo quello che stiamo passando non e' uno dei migliori momenti per il nostro settore ma io sono molto fiduciosa e so che tutto passerà. Avresti voluto cambiare qualche cosa? No. Gli anni passati alla Scuola del mobile sono stati alcuni dei migliori anni della mia vita e non esagero. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. I punti forti sono stati sicuramente la storia del design, e disegno. Quelli deboli la tecnologia dei materiali e la matematica. Non ho mai sopportato queste materie. Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Oggi faccio la commessa e tengo la contabilita' in una bottiglieria di Oderzo. Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? Si, moltissimo. Sono dei concetti che comunque cerco sempre di applicare nella vita di tutti i giorni, per esempio, disponendo l'arredo degli ambienti dove lavoro. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? Quando mi sono diplomata volevo frequentare l'universita'. Sogno che ho deciso di non seguire perché non ero sicura dei risultati che avrei ottenuto, avrei voluto un lavoro nel settore dei miei studi, ci ho provato ricevendo molti no o molti le faremo sapere. Ancora non mi sono arresa e nel frattempo, anche se faccio un altro lavoro, cerco sempre di tenermi in contatto con il settore dell arredo. E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Attendo un lavoro che mi piaccia veramente e che sento mio, vorrei ancora diventare un'arredatrice d'interni. Questo è ancora tra i miei obiettivi. Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Consiglierei ai giovani di scegliere con il cuore non con la testa anche se in questo momento il settore del mobile è in crisi, io penso che la situazione non possa che migliorare. Se ti piace veramente fare un mestiere scegli quello oltre tutto e tutti e non farti condizionare mai! Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? Continuate così! Siate, come sempre. non solo insegnanti ma anche amici dei vostri alunni. Severi ma allo stesso tempo attenti alle loro esigenze, io ho avuto molto bisogno dei vostri consigli. Questa scuola che mi ha fatto vivere dei momenti bellissimi e conoscere alcune delle persone più importanti per me.

12 MARCO CELOTTO Nato nel anni Residenza attuale: Cavolano di Sacile (PN) Anno diploma:2010 Laureato nel 2013 in Scienze dell Architettura -IUAV Venezia Attualmente studente universitario frequenta il corso di Laurea specialistica in Architettura Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? Sicuramente è stata una preparazione di tipo pratico, dove all atto progettuale seguiva l atto costruttivo ossia concreta materializzazione. Il continuo confronto di una propria idea astratta con l arte del costruire permette di semplificare l oggetto nelle sue parti evitando le utopie o effimeri riferimenti legati alla mode. Avresti voluto cambiare qualche cosa? Sono contento del mio percorso di studi cominciato a Brugnera e terminato a Venezia; per quello che riguarda eventuali cambiamenti nella didattica, avrei preferito incrementare del tutto le esperienze pratiche. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. Senza dubbio i fondamenti maggiori che questa scuola mi ha dato riguardano il buon metodo di progettazione insegnato: il continuo confronto tra l idea astratta e come fisicamente l oggetto possa essere costruito non solo può evitare la creazione di utopie ma soprattutto pone la persona in una costante e continua ricerca della conoscenza. Sicuramente devo a questa scuola gli ottimi risultati ottenuti nei primi esami, infatti, proprio qui, mi è stato insegnato il disegno manuale che con il tempo ho potuto poi perfezionare trasformandolo nell attuale metodo di rappresentazione: il disegno digitale. Troppo spesso però, almeno nella mia esperienza, ci si soffermava su degli ottimi metodi quali le proiezioni ortogonali e l assonometria ponendo poca attenzione a quello che, secondo me, è un metodo fondamentale:la prospettiva. La ritengo basilare sia per rappresentare le proprie idee e per comprendere i rapporti fra l oggetto e il contesto. In generale posso dire di aver ricevuto una buona preparazione anche se per alcune discipline scientifiche quali la fisica e l analisi matematica, la preparazione richiesta all università si avvicina maggiormente a quella offerta da un liceo. Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? L attività di studio di cui attualmente mi sto occupando è l Architettura. Si, ciò che ho imparato è stato utile ed in un certo senso credo che l attuale strada intrapresa possa definirsi come la continuazione di una passione cominciata nell istituto che ho frequentato. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Credo che la mia più grande aspettativa sia sempre stata, fin da piccolo, la curiosità intesa come voglia di conoscere sia essa legata a materie umanistiche come la storia, sia intesa nelle discipline tecniche o legate alle arti. Tutt ora nell affrontare un qualsiasi problema è la curiosità che mi spinge a cercare sempre nuove e migliori soluzioni. Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? Consiglio loro di essere curiosi, di non soffermarsi all apparenza delle cose e cercare di studiare ed approfondire ciò che più gli piace, creando il proprio percorso di studio fatto di riferimenti forti e chiari che li accompagneranno nelle scelte future. Le esperienze tra le più interessanti e formative svolte durante il percorso di studi universitario, che consiglierei come novità da poter inserire nella scuola di Brugnera, riguardano dei workshop estivi durante i quali, in sole tre settimane, gli studenti sono impegnati a definire un progetto e rappresentarlo correttamente. In particolare l ultimo laboratorio ha visto il progetto e realizzazione di un piccolo padiglione in legno in scala 1.1, sicuramente un esperienza diversa dalle classiche lezioni frontali universitarie. All interno di questi Atelier si formano delle vere e proprie piccole comunità e persone provenienti da paesi diversi legano tra di loro.

13 SARA ABBIATICI Nata nel anni Residenza attuale Motta di Livenza e Milano Anno diploma:2010 Attualmente è studentessa universitaria al Politecnico di Milano frequenta il corso di Design degli interni Sono uscita dalle scuole superiori con un' ottima conoscenza tecnica e professionale a livello progettuale. Credo che il punto forte della mia formazione a Brugnera sia stato il disegno tecnico. Ho acquisito una precisione tale del segno che tante volte, riguardando i miei disegni di quel periodo, mi stupisco dei livelli ai quali ero arrivata. Inoltre, ho avuto la fortuna di studiare gran parte dei maestri del design e dell'architettura e di apprezzare e capire molti dei loro lavori. Il punto debole, invece, è stata l'insufficiente conoscenza di programmi fondamentali in questo settore, quali Autocad e Solidworks poiché, una volta uscita dalla scuola, mi sono resa conto che saper usare questi programmi è indispensabile nel mondo del lavoro. Attualmente ho appena terminato il secondo anno di università alla Scuola del design del Politecnico di Milano. Ammetto che non è facile portare avanti questo tipo di studi poiché la maggior parte dei miei compagni di corso arriva dal Liceo Scientifico e sono molte le materie scientifiche con cui ci dobbiamo confrontare. Però, per quanto riguarda la progettazione, io ho una marcia in più rispetto a loro e, avendo già anni di esperienza alle spalle, mi risulta più facile e veloce affrontare queste materie. Quando mi sono diplomata sognavo di riuscire ad entrare al Politecnico (facoltà a numero chiuso con solo 315 posti per Design degli interni). Il primo anno non sono riuscita a superare il test d'ingresso. Ho quindi cercato lavoro e dopo diversi tentativi ho conosciuto una Visual merchandiser e ho iniziato a collaborare con lei nell'allestimento di mostre d'arredo, servizi fotografici di aziende locali e stand fieristici al Salone del mobile di Milano. Tutt'ora appena posso continuo a collaborare con lei e spero di mantenere i contatti anche dopo l'università perché è un settore molto interessante e coinvolgente. L anno dopo ho riprovato il test al Politecnico e sono riuscita ad entrare in questa ottima università. Spero di laurearmi a luglio Non credo che continuerò la Laurea specialistica, o per lo meno non al Politecnico, perché affrontano la progettazione in modo troppo teorico. Mi piacerebbe fare degli stage in qualche studio di architettura per farmi un'idea del mondo del lavoro e perché no, magari fare dei corsi aggiuntivi come Wedding planner o Art Buyer. Per gli studenti consiglio di proseguire gli studi perché, al giorno d'oggi la laurea è molto richiesta dalle aziende. Oppure, a chi è stanco di studiare, consiglio di seguire qualche corso aggiuntivo di modellazzione 3d e rendering, che sono molto utili e richiesti nel mondo del lavoro. Alla scuola e ai professori consiglierei di integrare l'insegnamento con programmi grafici. Secondo me, è fondamentale saper usare perfettamente programmi utili alla progettazione. Consiglio anche l uso di programmi come Illustrator e Indesign per l'impaginazione grafica dei progetti. Ho visto molto spesso idee premiate non solo per l'originalità progettuale ma anche per la qualità grafica giusta.

14 TANYA ROMAN Nata nel anni Residenza attuale: Cecchini di Pasiano Anno diploma:2009 Finite le superiori ha frequentato un corso post diploma di design industriare della durata di sei mesi. Nel 2011 si è iscritta all'università facoltà di "Design Industriale" a Pordenone. Attualmente è studentessa universitaria e docente tecnico pratico di tecnologia del legno all' Istituto Palladio di Treviso. Quando ho scelto di iscrivermi alla "scuola del mobile e dell'arredamento " non ero molto convinta di quello che stavo facendo. Quasi subito mi sono resa conto di essere in una scuola/famiglia, gli insegnanti erano sempre presenti per qualsiasi problema, ti ascoltavano e ti davano consigli su come affrontare la vista scolastica, il clima che si respirava era bellissimo. La formazione che ho ricevuto mi è servita molto sia per i miei studi che per la vita di tutti i giorni. Mi ricordo ancora le lezioni con la professoressa Di Rito sulla storia del design. Quando mi sono iscritta all'università ero una delle poche che conosceva il design italiano. E stata una gran soddisfazione. All Università sono avvantaggiata rispetto ai compagni anche per le conoscenze in disegno tecnico. Io ho una preparazione molto più ampia e molto più specifica e sapevo già usare Autocad. Penso che se tornassi indietro non cambierei niente, ho fatto delle bellissime esperienze, ho avuto la possibilità di essere eletta anche come rappresentante degli studenti, ho conosciuto professori fantastici che mi hanno insegnato moltissime cose e sono riusciti anche a farmi appassionare a determinate materie e hanno creduto molto in me, forse se non ci fossero stati magari adesso non farei quello che sto facendo. Prima di iscrivermi all'università ho lavorato per un anno in ufficio tecnico in una azienda del mobile, poi ho capito che non era quello che faceva per me e allora mi sono iscritta all'università, ho scelto "design industriale" a Pordenone e sono al secondo anno. Mi piace molto. Poi quest'anno ho avuto la possibilità di fare una bellissima esperienza nel mondo del lavoro, ho insegnato per un anno come ITP, nell' istituto per geometri "Palladio" di Treviso. In realtà quando mi sono diplomata mai avrei pensato di andare all'università e di fare la professoressa, anche perché non ero proprio la classica studentessa modello. Invece eccomi qua che racconto di come mi sto realizzando, anche se la salita ancora non è finita e ho ancora molti traguardi e altri obiettivi da raggiungere, ma pian piano c'e la farò come sono sempre riuscita a fare nella mia vita. Se devo consigliare a un ragazzo che ha appena iniziato a frequentare "la mia scuola" gli direi di ascoltare più che può, di stare attento, che ha fatto la scelta migliore, che può imparare divertendosi e che quando uscirà da quella scuola si porterà dietro un bagaglio di conoscenza non indifferente. Non ho niente da suggerire ai professori (anche se adesso lo sono anch'io ;)), spero non cambino mai che con me sono stati fantastici, (in particolare la Di Rito e Gaspardo).

15 MARCELLO SANTIN Nato nel anni Residenza attuale: Milano Anno diploma: 2004 Attualmente Impiegato presso foscarini srl / tema design Azienda Foscarini Marcon VE Tema design - San Quirino Pordenone Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? Reputo la formazione della scuola del mobile molto valida soprattutto per gli aspetti pratici e l approccio veritiero al mondo del progetto, penso che non ci sia modo migliore di imparare alternando teoria alla pratica in egual quantità, credo che mi sia stato dato l esempio di come tutto possa essere progettato e realizzato con le proprie mani, quello che viene dopo è solo l aggiustaggio dei dettagli che l esperienza ti da come risultato di un percorso di perseveranza e impegno, che non dovrebbe mai finire! Avresti voluto cambiare qualche cosa? Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? L unica cosa che cambierei, anche se non è la parola corretta: direi piuttosto che evolverei le cose con il seguente tipo di approccio. Il modo del progetto ormai non può più vivere di una sola disciplina, ma è un continuo assorbimento di informazioni e stilemi che si hanno solo con la ricerca a tutto tondo, passando dall arte alla tecnica e soprattutto alla grafica cosa che per ora non viene affrontata in maniera esaustiva, ci vorrebbe una piccola infarinatura anche di questa importantissima disciplina di progetto. Ad oggi mi occupo di molteplici cose all interno del sisitema del design italiano, ho un impiego presso l ufficio ricerca e sviluppo dell azienda Foscarini srl e contemporaneamente seguo una piccolo marchio di complementi d arredo del Pordenonese con l incarico di art director insieme al mio ex collega ed amico Joeri Reynaert. Credo che tutto quello che si impara dietro i banchi di scuole sia utile a presindere dalla disciplina o percorso che si sceglie. Abolirei l attuale nozionismo che frena le scuole italiane. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Ora come ora non ricordo che cosa pensavo quando mi sono diplomato, l unica cosa di cui sono sicuro è che volevo questo e ci sto riuscendo, la gavetta lavorando con i maestri tipo Paolo Orlandini e Roberto Lucci, Sergio Calatroni ecc ecc, l impronta che mi hanno dato persone tipo Michele DeLucchi e Tobia Scarpa mentre frequentavo l università mi hanno regalato soddisfazioni numerose. Oggi vedo che il dilettantismo dilaga a dismisura e che la parola design sta velocemente perdendo il suo significato, la semiotica viene meno e i progetti si impoveriscono rendendoli deboli nel tempo, con la mia art direction cerco di cambiare questo, ma come ogni cambiamento sarà lento e probabilmente poco capito, ma scrivendo di mano mia la nuova filosofia aziendale ho modo di analizzare e auto criticare il mio stesso lavoro giorno per giorno, perché una delle molteplici regole non scritte che ho imparato è l autocritica sempre! Solo così riesco ad essere sempre puntuale e dettagliato, arrivando il più vicino possibile al risultato sperato! Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? L unica cosa che consiglio è quella di affrontare il proprio percorso con la felicità e l impegno, questo richiede passione e ognuno ne ha una, dico solo che se qualcuno vi dice che la scuola serve a poco, io rispondo che grazie a quello che ho studiato ora come ora sono soddisfatto, quindi che serva o non serva studiare, dipende da chi prende in mano il proprio percorso e non da chi segue percorsi già tracciati. Studiare serve a comprendere e capire i percorsi che esistono e che sono già stati formati, in modo che tu possa creare il tuo senza doverti allienare ai desideri altrui. Ma questo è solo un mio pensiero!

16 ALLEGA FOTO DI TUE REALIZZAZIONI DIVANO PALIO Menzione speciale Concorso young&design 2011 By Marcello Santin Per Orlandini design SERIE DI sedute Ray Per horm 1989 Progetto Orlandini Design Sviluppo totale della serie seguito interamente da me presso l azenda stessa.

17 Tavolino Botton Molto significativo perché È il primo lavoro con l azienda pordenonese Tema design. Design by Marcello Santin Joery Reynaert

18 NICOLA SCIAN Nato nel 1983 Anni: 30 Residenza attuale: Pordenone Anno diploma: 2001 Attualmente impiegato presso: studio associato di architettura Luogo: Pordenone Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? In generale è difficile dire, ho frequentato solo una scuola superiore! La considero un buon punto di partenza, se si è interessati al fare e al progetto. Questa scuola mi ha insegnato a realizzare un idea, una forma, con il disegno, le mani e le macchine. In questa scuola mi hanno presentato il legno, è stato un piacere! Ricordo che una delle prime cose da fare erano gli incastri, conservo ancora gli schemi. Imparare facendo è diverso da imparare studiando, il corpo ricorda meglio. Avresti voluto cambiare qualche cosa? A posteriori, potendo aggiungere alcune materie, inserirei lo studio dei colori, la fotografia, il disegno dal vero e le tecniche di rappresentazione. Credo che la manualità artistica sia importante per progettare. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. Punti di forza: buona preparazione al progetto del mobile industriale ed uso del disegno tecnico (manuale ed assistito), buona formazione professionale, rapporto diretto con le realtà produttive circostanti. È una scuola ben aggiornata, soprattutto per i metodi e i software di disegno. Si impara presto a fare cose molto tecniche e specialistiche. La scuola fornisce una buona cultura del progetto, dall idea alla realizzazione. Punti deboli: tra le materie manca la filosofia! Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Collaboro con una società di architettura, composta da diverse figure professionali. Mi occupo di progettazione. Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? Si, non si butta niente! La familiarità con i materiali, il controllo del progetto attraverso la rappresentazione e la dimestichezza con le soluzioni tecniche sono un ottimo bagaglio culturale. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? Lavorare, ma un professore incoraggiante mi ha indicato l università. E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Fare bene il mio lavoro; lavorando, studiando. Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Viaggiare, quando possibile. Imparare qualche lingua. Capire cosa si vuol fare una volta finita la scuola. Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? Professori udite! Insegnate la meraviglia e la curiosità! Considerate il lavoro di insegnante come rischiosissimo e pericolosissimo! Fate di ogni studente un buon insegnante! Ovviamente, ciascuno a suo modo.

19 GIULIA TURBIAN Nata nel anni Residenza attuale: Dublino Irlanda Anno diploma:2009 Laureata nel 2013 in Management del Progetto - IUAV Venezia Attualmente ragazza aupair e studentessa universitaria di Architettura Cosa ne pensi della formazione che hai ricevuto nella nostra scuola? Il mio percorso scolastico è stato un percorso sereno e coinvolgente sotto i più diversi aspetti. Se qualche volta non ho mostrato interesse verso alcune discipline era perché alcuni professori, a mio avviso, non erano adeguatamente preparati e coinvolti nel proprio lavoro. Ogni docente dovrebbe trasmettere il proprio sapere con cognizione di causa, entusiasmo e sopratutto deve amare l insegnamento. Certo è che ancor oggi ricordo con estrema felicità il mio percorso di studi. Avresti voluto cambiare qualche cosa? Anche se la Scuola del Mobile è un istituto tecnico/professionale credo che si dovrebbero fornire agli studenti basi più solide in campo umanistico e culturale. Inoltre mi sento di suggerire uno sviluppo dell'insegnamento della lingua inglese. Non basta solo lo sviluppo del vocabolario specifico del settore del mobile e dell'arredamento, si deve fornire una solida base grammaticale e apprendere le espressioni più comunemente usate nella vita di tutti i giorni. Sottolinea quelli che ritieni siano stati i punti di forza della tua preparazione e indica i punti deboli. I punti di forza della mia preparazione sono stati la qualità e l efficacia del disegno tecnico a mano libera e con strumenti informatici. Qual è oggi la tua attività di studio o di lavoro? Ciò che hai imparato sui nostri banchi ti è stato utile? Nel marzo del 2012 mi sono laureata in Management del progetto presso l'università IUAV di Venezia. Percorso di studi entusiasmante volto a formare una figura che si occupi di coordinare i diversi aspetti della progettazione architettonica ed acquisire la sensibilità sotto diversi aspetti quali progettuali, tecnologici, ingegneristici ed economico/valutativi, sviluppando così una particolare capacità nella gestione di processi di costruzione e gestione delle opere. La preparazione in disegno tecnico e l'uso di programmi come il Cad è stata fondamentale. Ritengo d'esser stata avvantaggiata rispetto ad altri compagni di corso, in quanto la mia preparazione in ambito tecnico-illustrativo mi ha permesso di gestire facilmente i primi esami universitari. Mi sono trovata svantaggiata negli altri ambiti. Quali erano le tue aspettative quando ti sei diplomato? E oggi, quali sono le tue attese e come pensi di raggiungere i tuoi obiettivi? Ricordo con chiarezza che molti dei miei amici erano certi di volersi iscrivere all'università e oramai da tempo gestivano le più diverse pratiche per i test di ammissione, chi al corso di disegno industriale e chi a quello di architettura. Molti altri invece erano certi di volersi affacciare al mondo del lavoro. Mentre con realismo studiavo strategie per il mio futuro rimasi colpita dal nuovo piano di studi che l'università di Venezia promuoveva: Management del Progetto :una nuova figura nel campo architettonico. Con una certa apprensione decisi di iscrivermi al test di ammissione. E andata bene al primo colpo. Dieci giorni dopo la laurea sono partita per Dublino. Dovevo fermarmi solo tre mesi, ma ho trovato lavoro e oggi sono ancora in Irlanda con un lavoro stupendo ed una seconda famiglia meravigliosa.

20 Oltre a vivere la vita giorno dopo giorno cerco di guardare al mio futuro più vicino, per questo al mio rientro in Italia inizierò nuovamente un percorso universitario che mi porterà a conseguire il diploma di laurea magistrale e concludere i miei studi. Credo che viaggiare dia nella vita la più ampia possibilità di crescita e la certezza di tornare a casa con una ricchezza e un'aurea diversa. Cosa consiglieresti ad un giovane che frequenta la scuola superiore? Hai qualcosa da suggerire ai professori per migliorare il loro lavoro? Direi semplicemente di trarre profitto da ogni minuto che si trascorre all'interno della scuola. All'inizio non capirai perché, ma quando affronterai la routine quotidiana sia nello studio che nel lavoro ringrazierai ogni suggerimento che ricorderai e che ti aiuterà a superare gli ostacoli. Fare lo studente non è certamente un lavoro facile, ma allo stesso tempo non pensare di svegliarti la mattina solo per sederti sul banco ripetendo nella tua testa "non mi interessa ciò di cui stai parlando, preferisco pensare ai fatti miei". Purtroppo è un errore che facciamo in tanti e si tratta di ingenuità. Cerca invece di entrare in classe con il desiderio di imparare qualcosa di nuovo che ti servirà nel costruire il tuo personale bagaglio tecnico-culturale. Direi a tutti i docenti di trasmettere passione per le materie che si insegnano. Rendete le lezioni coinvolgenti ed armoniche, non sedetevi mai alla cattedra a leggere solamente ciò che il libro riporta. Non smettere mai di interessarsi alle novità, dovete aggiornare continuamente il vostro sapere e trasmettere agli studenti sempre qualche cosa di nuovo.

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