UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE LA COMUNICAZIONE NON VERBALE: L ESPRESSIONE FACCIALE DEL BAMBINO NEL MONDO DELLA PUBBLICITÀ

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE LA COMUNICAZIONE NON VERBALE: L ESPRESSIONE FACCIALE DEL BAMBINO NEL MONDO DELLA PUBBLICITÀ"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE Corso di laurea in Tecnica Pubblicitaria Tesi di laurea in PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE LA COMUNICAZIONE NON VERBALE: L ESPRESSIONE FACCIALE DEL BAMBINO NEL MONDO DELLA PUBBLICITÀ Laureanda: Michela Serafino Relatore: Professor Enzo Kermol Correlatrice: Dott.ssa Sarah Soloperto ANNO ACCADEMICO 2006/2007

2 Indice Introduzione La comunicazione Cos è la comunicazione Il rapporto tra comunicazione verbale e non verbale La comunicazione non verbale Il sistema vocale Lo sguardo Gesti e postura Prossemica ed aptica La mimica facciale Il sistema cronemico Le funzioni della comunicazione non verbale Studio sulle espressioni facciali: il metodo F.A.C.S Breve storia dei principali studi I metodi per lo studio delle espressioni facciali Il metodo F.A.C.S L analisi delle espressioni facciali dei neonati L importanza degli studi sui neonati Le differenze adulto-neonato nella struttura facciale Il metodo Baby F.A.C.S La ricerca in corso della dottoressa Soloperto Applicazione in ambito pubblicitario La pubblicità e la comunicazione non verbale Analisi dello spot Infasil Deli Talco Conclusioni. 59 Bibliografia.. 62 Webliografia 66 2

3 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni, nello studio della comunicazione e delle sue varie forme, ha cominciato a prendere piede l idea che la trasmissione di un messaggio da un soggetto A ad un soggetto B non avvenga solo attraverso le consuete forme verbali e consciamente apprese ed usate, ma che questa si serva anche di strumenti non verbali, i quali sono ancora oggi oggetto di numerose ricerche, che mirano a capirne ed interpretarne il funzionamento. Gli stessi interlocutori spesso non sono consapevoli dell utilizzo di questi strumenti, essendo per la maggior parte inconsci e non derivanti da specifiche volontà del parlante. Questo fatto ne rende ancora più difficile lo studio, in quanto una registrazione a scopo scientifico durante una conversazione spontanea è molto difficile da realizzare, poiché comprende numerosissime variabili relative al contesto che non si possono escludere; d altro canto anche una riproduzione dello stesso tipo di interazione in un ambiente controllato (laboratorio) non porta agli stessi risultati, in quanto i soggetti, sapendo di partecipare ad uno studio su un determinato aspetto della comunicazione non verbale, anche involontariamente ne modificano le caratteristiche. Per questo i risultati a disposizione derivano da ricerche molto lunghe e sono ancora al centro di accese discussioni fra i teorici, riguardanti soprattutto questioni di metodo e di raccolta delle informazioni. Questo ha portato ovviamente alla nascita di numerose teorie, anche contrastanti tra loro, sui segnali della comunicazione non verbale e sul loro significato a livello emozionale e cognitivo. Questo lavoro ha lo scopo di offrire una panoramica generale sulla comunicazione non verbale e sugli strumenti attraverso i quali questa si realizza, cercando di mantenersi al di sopra dei dibattiti fra teorici per rendere solamente un quadro complessivo, che illustri i traguardi finora 3

4 raggiunti. In particolare mi sono soffermata sullo studio della mimica facciale, vista l importanza oggi assegnata all immagine nel mondo pubblicitario e non solo. L espressione facciale, infatti, è una componente fondamentale in ogni tipo di comunicazione, tanto da far affermare ad alcuni studiosi che questa sia espressione delle emozioni non comunicate verbalmente. Questa teoria non rientra nello scopo di questo lavoro, essendo ancora tutt altro che certa ed universalmente riconosciuta; al contrario, mi sono occupata solo della rilevazione oggettiva dei movimenti facciali attraverso il metodo F.A.C.S. e dell applicazione di quest ultimo ai neonati, servendosi essi soprattutto di questo strumento comunicativo, non avendo ancora la capacità di comunicare con le parole. Per fare ciò, ho collaborato alla ricerca Analisi delle variabili emozionali nel rapporto bambino-madre-pediatra attraverso l uso del F.A.C.S. di P. Ekman e W.V. Friesen e del Baby F.A.C.S. di P. Ekman e H. Oster condotta dalla Dottoressa Sarah Soloperto, consistente in una rilevazione videoregistrata dei movimenti facciali su infanti da tre giorni a cinque mesi di età in diverse situazioni relazionali, e ho applicato questi risultati all analisi di uno spot televisivo, che utilizza immagini di un bambino compreso in quella fascia di età. Ho voluto fare questo confronto, perché credo che oggi, più che in passato, gli esperti di marketing non guardino solo alle parole degli slogan o alle caratteristiche di un prodotto, ma siano in continua ricerca di uno strumento che comunichi qualcosa di più al loro target per invogliarlo all acquisto. Uno di questi strumenti è, secondo me, la comunicazione non verbale, in quanto segnali non verbali, se usati coerentemente alle parole espresse, possono aumentare la capacità comunicativa di uno spot, dato che ogni persona, in maniera innata e senza bisogno di capacità particolari, è capace di recepirli, proprio come fa nelle interazioni di tutti i giorni con gli individui con cui si trova in relazione. In particolare il lavoro è strutturato come segue: 4

5 nel primo capitolo ho voluto fare un analisi generale sulla comunicazione, sulle sue caratteristiche e sul rapporto tra comunicazione verbale e non verbale; nel secondo capitolo ho preso in esame le varie forme di comunicazione non verbale, cercando di descriverne tutti gli aspetti e caratteristiche; nel terzo capitolo ho riassunto brevemente la storia degli studi sulle espressioni facciali ed i metodi a disposizione e ho analizzato il metodo di rilevazione F.A.C.S., spiegandone la composizione ed il funzionamento; nel quarto capitolo ho invece spiegato le applicazioni del Baby F.A.C.S. e l importanza di questo strumento per quanto riguarda la comunicazione dei neonati, descrivendo anche il contenuto della ricerca portata avanti dalla Dottoressa Soloperto a Trieste; nel quinto capitolo, a conclusione del mio lavoro, ho voluto esaminare la pubblicità televisiva della nuova linea Infasil Deli Talco, comparandola con i risultati ottenuti scientificamente per quel che riguarda le espressioni facciali utilizzate nello spot, per poterne rilevare differenze e similitudini con l applicazione del Baby F.A.C.S. Questo mio lavoro non ha la pretesa di essere esaustivo, vista soprattutto la continua pubblicazione di nuovi risultati in quest ambito di studio, ma vuole solo far luce su determinati aspetti del nostro comportamento quotidiano, di cui molte volte non ci rendiamo nemmeno conto. 5

6 1. LA COMUNICAZIONE 1.1. Cos è la comunicazione Fin dai tempi più antichi la comunicazione è sempre stata oggetto di indagine da parte di numerosi studiosi, ma è a partire dalla seconda metà del Novecento che ha ricevuto impressionanti attenzioni ed interesse da parte dei ricercatori nei più svariati campi di studio (matematica, filosofia, semiotica, sociologia, linguistica, economia, psicologia ). Nonostante ciò la comunicazione umana costituisce un ambito così esteso e complesso che nessuno può dirsene ancora in pieno possesso. A tutt oggi non esiste una teoria scientifica unica sulla comunicazione ed anche darne una definizione, che si adatti a tutte le circostanze, risulta ancora un arduo compito: basti pensare che solo un vocabolario non di settore fornisce a questo termine almeno cinque o sei significati, se si vogliono escludere quelli legati ai trasporti, ai collegamenti, ecc. Eppure la comunicazione è una dimensione fondamentale del soggetto umano, una parte costitutiva del suo essere. Infatti, nessuno può scegliere se comunicare o meno (come vedremo in seguito anche il silenzio è una forma di comunicazione), ma si può scegliere se ed in che modo comunicare qualcosa a qualcuno. Proprio l inclusione di una seconda entità nel processo comunicativo diversa dal comunicatore, rende la comunicazione un attività specificatamente sociale: si ha comunicazione, infatti, solo all interno di gruppi, poiché questi rappresentano una condizione necessaria, indispensabile e vincolante per l ideazione e l attuazione di un qualsiasi sistema comunicativo. La comunicazione è, quindi, alla base dell interazione sociale e delle relazioni interpersonali. Sotto questo punto di vista la comunicazione prevede dunque anche partecipazione, perché essa prevede la condivisione di significati, segni e regole, che sono presenti in tutti gli scambi. Questa 6

7 conoscenza è l esito di accordi e convenzioni culturalmente stabilite all interno di una determinata comunità, che la comunicazione stessa, però, può elaborare e modificare. Da ciò si può derivare che cultura e comunicazione sono realtà strettamente collegate, vale a dire non vi è cultura senza comunicazione, ma è anche vero che non vi è comunicazione senza cultura 1. Ciò significa che se da un lato la cultura si manifesta e produce determinati sistemi di comunicazione, dall altro anche la comunicazione da vita a determinati modelli culturali 2. Inoltre, la comunicazione è un attività prevalentemente cognitiva e strettamente collegata all azione. Infatti, essa è connessa con il pensiero ed i processi mentali superiori (idee, conoscenze, credenze, emozioni, ecc.), che vengono resi espliciti in uno scambio comunicativo, che è sempre fare qualcosa. Ogni atto comunicativo è dato da una sequenza di interazioni fra i partecipanti e non può perciò mai essere neutro o indifferente, ma influenza lo scambio in corso definendo un certo modello di relazione tra gli interlocutori. Dal punto di vista psicologico, infatti, l individuo non prende semplicemente parte alla comunicazione, ma è in comunicazione ed attraverso essa definisce se stesso e la propria identità [Bateson, 1972] 3. Essere in comunicazione vuol dire costruire, alimentare, mantenere e modificare la rete delle relazioni in cui gli individui sono sempre immersi ed attraverso la quale essi arrivano alla definizione di sé e degli altri. Questa percezione è continua e reciproca fra gli interlocutori ed il flusso continuo di comunicazioni fra di loro definisce il tipo di relazione che li lega (genitorifigli, amici, amanti, colleghi ) o in determinati casi può portare anche all insorgere di conflitti fra gli stessi. 1 L. Anolli (a cura di), Psicologia della comunicazione, Bologna, 2002, Il Mulino. 2 Esistono numerosi dibattiti sull opposizione tra cultura e natura, che qui non vengono trattati, dato che riguardano la comunicazione solo marginalmente. Qui si intende la cultura come un insieme di valori, tradizioni, comportamenti e caratteristiche condivisi da una comunità. 3 G. Bateson, Verso un ecologia della mente, Milano, 1976, Adelphi. 7

8 Oltre a ciò, il concetto di comunicazione va anche distinto da quelli di comportamento ed interazione. Il comportamento è una qualsiasi azione motoria di un individuo, percepibile da altri, che può essere cosciente e volontaria, ma anche automatica e riflessa. Perciò pur essendo due categorie distinte, comportamento e comunicazione sono collegate: ogni comunicazione è un comportamento, in quanto si esprime attraverso azioni manifeste, ma non ogni comportamento è una comunicazione. Inoltre bisogna anche distinguere fra interazione e comunicazione: con il primo termine si intende qualsiasi contatto fisico o virtuale, che avviene fra due o più individui anche involontariamente, mentre la comunicazione è uno scambio consapevole e riconosciuto come tale dai partecipanti. Questo scambio non può avvenire se non in presenza di un intenzione comunicativa, in pratica l intenzione di rendere manifesti dei contenuti mentali, che sono oggetto della comunicazione stessa. L intenzionalità, intesa come proprietà di un azione compiuta in modo deliberato, volontario per raggiungere un certo scopo, permette anche una certa prevedibilità nel corso delle interazioni umane e consente di anticiparle. L intenzionalità deve essere presente sia nel parlante sia nel destinatario, in quanto senza la presenza di un comportamento intenzionale reciproco il messaggio è soltanto informativo e non comunicativo. L informazione, infatti, consiste nella trasmissione involontaria di un segnale, che viene percepito in maniera autonoma dal destinatario, indipendentemente dall intenzione del parlante e senza la partecipazione di quest ultimo. Al contrario, l atto comunicativo è uno scambio consapevole, basato su un sistema di significati e segni condivisi dai partecipanti. In conclusione, la comunicazione può essere definita come uno scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e 8

9 convenzionali di significazione e segnalazione secondo la cultura di riferimento Il rapporto tra comunicazione verbale e non verbale L atto comunicativo è prodotto dal comunicatore ed interpretato dal destinatario sulla base di una molteplicità di sistemi di significazione e segnalazione: chi comunica fa contemporaneamente riferimento a sistemi verbali, come il codice linguistico, ed a sistemi non verbali, come quello vocale, motorio, prossemico. Ognuno di questi diversi sistemi concorre alla formazione ed all elaborazione del significato di un atto comunicativo, producendo una specifica parte di significato che porta alla configurazione finale del significato stesso. La significazione può essere intesa come un modo per spiegare e dare senso agli accadimenti ed alla realtà circostante attraverso l uso di segni per lo più arbitrariamente assegnati. Di conseguenza, un simbolo o segno (parola o gesto) non ha rapporto diretto con la realtà, ma soltanto con il concetto e con l idea mentale di essa. La scoperta dell importanza degli aspetti non verbali nella comunicazione ha portato ad una distinzione dicotomica tra aspetti linguistici ed extra-linguistici, i quali Birdwhistell 4 afferma rappresentare il 65% del significato di un messaggio, al contrario di altri studiosi come Rimé 5, che invece difendono la tesi opposta. In particolare, le differenze tra il verbale ed il non verbale sono state analizzate secondo tre assi fondamentali: Funzione denotativa funzione connotativa. Il verbale avrebbe, secondo questa distinzione, la funzione di denotare, trasmettere conoscenze in modo preciso e definito, mentre il non verbale avrebbe la funzione di connotare, 4 R.L. Birdwhistell, Kinesis and context: Essay on body-motion communication, Philadelphia, 1970, Pennsylvania University Press. 5 B. Rimé, Language et communication,

10 una funzione espressiva, caratterizzata dal fatto di essere spontanea e poco controllata. Al verbale, perciò, spetterebbe l informazione semantica, mentre al non verbale quella affettiva. In realtà, questa ipotesi non è sostenibile, in quanto a definire un determinato significato semantico concorrono sia componenti verbali che non verbali. Arbitrario motivato. Questa seconda distinzione afferma che il segno linguistico è arbitrario, poiché si basa su relazioni convenzionali, mentre gli elementi non verbali hanno un valore motivato ed iconico, perché ci sarebbe una similitudine tra l espressione non verbale e quanto vuol essere comunicato. Questa distinzione però è stata superata da studi che dimostrano che alcuni suoni di una lingua, oltre al carattere di arbitrarietà, hanno anche una funzione evocativa, come onomatopee e sinestesie [Dogana 1990] 6. Digitale analogico. Questa distinzione è solitamente associata a quella tra arbitrario e motivato e perciò il codice linguistico è considerato digitale, in quanto i fonemi hanno tratti diacritici distintivi ed oppositivi, mentre gli aspetti non verbali hanno un valore analogico, dato che presentano variazioni continue e graduate in maniera proporzionale a ciò che intendono esprimere. Anche questa distinzione è ormai superata in quanto non tiene conto del fatto che anche alcuni sistemi di comunicazione non verbale sono regolati arbitrariamente ed influenzati dalla cultura di appartenenza. Superata questa distinzione tradizionale, oggi prevale una concezione integrata fra gli aspetti verbali e quelli non verbali nella definizione del significato di un atto comunicativo. Ciò è reso possibile dal processo di sintonia semantica, che però contribuisce anche a formare la complessità e la parziale indeterminatezza di ogni significato comunicativo, per cui ogni messaggio, pur avendo un significato prevalente, presenta 6 F. Dogana, Le parole dell incanto. Esplorazioni dell iconismo linguistico, Milano, 1990, Angeli. 10

11 comunque possibili variazioni e sfumature di significato che possono diventare oggetto di negoziazione tra i partecipanti. 11

12 2. LA COMUNICAZIONE NON VERBALE VOCALE VERBALE PARALINGUISTICO PROSODICO QUALITÀ VOCALI LINGUISTICO EXTRALINGUISTICO NON LINGUISTICO NON VOCALE CINESICO a) SGUARDO direzione dello sguardo durata reciprocità fissazione oculare b) GESTI E POSTURA gesticolazione (gesti iconici) pantomima emblemi (gesti simbolici) gesti deittici gesti motori linguaggio dei segni postura del corpo c) PROSSEMICA ED APTICA territorialità contatto corporeo distanza spaziale d) MIMICA FACCIALE SCHEMA 1. (Tratto da: L. Anolli, Psicologia della comunicazione, Bologna, 2002, Il Mulino) 12

13 2.1. Il sistema vocale Ci si può facilmente rendere conto di come, in una conversazione, la voce non trasmetta solamente le singole parole (elementi linguistici o segmentali), che si decide di comunicare, ma che aggiunga dell altro al loro significato. Questo altro è dato dagli elementi soprasegmentali del tono, del ritmo e dell intensità della voce, che uniti ai primi formano quel complesso unico chiamato atto fonopoietico 7. Questo rappresenta un particolare strumento di comunicazione, in quanto richiede un dispendio minimo di energia fisica, permette di comunicare anche a distanza o in assenza di visione e assicura un feedback immediato, poiché ci si può udire da soli come ci odono gli altri. La voce è composta da una serie di fenomeni e processi, tra i quali: i riflessi (lo starnuto, la tosse, lo sbadiglio), i caratterizzatori vocali (il riso, il pianto, il singhiozzo), le vocalizzazioni (le cosiddette pause piene, cioè i suoni come ehm, ah, eh), le caratteristiche extra-linguistiche organiche (specifica configurazione anatomica di ciascuno) e fonetiche (uso specifico del proprio apparato, come la voce nasalizzata) ed infine le caratteristiche paralinguistiche. Queste sono essenziali nel processo di comunicazione non verbale e sono determinate da diversi parametri: il tono, che è dato dalla frequenza della voce ed è generato dalla tensione delle corde vocali. L insieme delle variazioni del tono nella pronuncia di un enunciato determina il profilo di intonazione; l intensità, che consiste nel volume da debole a molto forte della voce. Questa è strettamente connessa con l accento enfatico con cui il parlante vuole sottolineare una determinata parte del discorso rispetto ad altre; il tempo, che determina la successione di parlato e pause. Esso comprende la durata (tempo necessario a pronunciare l enunciato), la 7 L. Anolli e R. Ciceri, La voce delle emozioni. Verso una seriosi della comunicazione vocale non-verbale delle emozioni, Milano, 1997, Angeli. 13

14 velocità di eloquio (numero di sillabe al secondo, pause incluse), la velocità di articolazione (numero di sillabe al secondo senza pause), la pausa (sospensione del parlato), la pausa piena e la pausa vuota (periodi di silenzio). Le componenti vocali non verbali determinano la qualità della voce e possono dipendere anche da fattori biologici, sociali, di personalità (basti pensare alla voce di una persona dall umore depresso o, al contrario, dall umore euforico) e da fattori psicologici transitori (dubbio, seduzione, ironia, menzogna). Nell analisi del sistema vocale, merita particolare attenzione anche il silenzio. Infatti, anche l assenza di parola è spesso un modo strategico di comunicare e il suo significato può variare a seconda del contesto, delle relazioni fra i partecipanti e della cultura di riferimento. Il valore da attribuire al silenzio è molto ambiguo, poiché può essere indice di ottimi o pessimi rapporti tra i partecipanti e questo valore, sia positivo sia negativo, riguarda molti aspetti come: i legami affettivi (il silenzio può unire o separare due persone), la funzione di valutazione (il silenzio può indicare consenso o disapprovazione), il processo di rivelazione (il silenzio può rendere manifesto qualcosa o può costituire una barriera) e la funzione di attivazione (il silenzio può indicare forte concentrazione o distrazione mentale). Per cercare di limitare possibili situazioni ambigue, il silenzio è governato da standard sociali definiti come regole del silenzio, che vanno imparate allo stesso modo del linguaggio e indicano dove, quando, come e per quale scopo usarlo. In generale, però, si ricorre al silenzio quando la relazione tra i partecipanti è ancora incerta, poco conosciuta, vaga o ambigua, cioè in situazioni in cui è opportuno non esporsi. Tutto ciò dipende comunque in larga parte dalla cultura di appartenenza; si può notare come nelle culture occidentali il silenzio è considerato quasi come una minaccia e come una mancanza di cooperazione per la gestione della conversazione, per cui si ha una notevole accelerazione nei dialoghi; per 14

15 contro, nelle culture orientali gli interlocutori prendono lunghe pause di silenzio come segno di riflessione e ponderatezza e usano il silenzio come indicatore di fiducia, confidenza, armonia ed intesa Lo sguardo Lo sguardo rappresenta un forte segnale comunicativo a livello non verbale: basti pensare ai numerosi detti popolari sugli occhi come specchio dell anima o a ciò che nella cultura orientale diceva Confucio, cioè guarda le pupille di una persona, non può nascondere se stessa. L occhio costituisce una parte molto importante anche dal punto di vista anatomico: fra i dodici nervi cranici sei sono coinvolti nell attività oculare ed i muscoli di quest area sono i più innervati dell organismo, dovendo contrarsi anche centomila volte al giorno senza affaticarsi. Da tutta questa dotazione si capisce come la vista rappresenti una componente fondamentale per la sopravvivenza. Infatti, il contatto oculare o sguardo reciproco aumenta l attivazione nervosa in molte specie, tra cui quella umana. Questo contatto è basilare per l inizio di qualsiasi rapporto interpersonale, sia che si tratti di competizione, aggressione sia di innamoramento o seduzione. In una conversazione lo sguardo serve ad inviare e raccogliere informazioni e, successivamente, per acquisire il feedback. Inoltre chi ascolta in genere guarda più di chi parla ed è per questo che, in assenza di contatto oculare, le persone hanno la sensazione di non essere pienamente in comunicazione fra loro e di non essere ascoltate. In uno scambio comunicativo lo sguardo è anche un modo per gestire la regolazione dei turni, soprattutto se in apertura di una conversazione con estranei: con questo segnale, infatti, le due persone si mostrano disposte a cominciare l interazione. Successivamente, una volta ottenuta l attenzione dell interlocutore, il parlante rivolge meno lo sguardo al partner in momenti 15

16 di esitazione, mentre lo guarda di più in presenza di un discorso fluente e veloce. Alla fine del suo eloquio il parlante torna a rivolgere lo sguardo all interlocutore per favorire il passaggio di turno senza pause. L ascoltatore, a sua volta, può anche servirsi di uno sguardo prolungato e insistente per richiedere il turno di risposta. Nel corso di una conversazione, perciò, lo sguardo ha una triplice funzione: di sincronizzazione (per evitare sovrapposizioni e per l avvicendamento dei turni), di monitoraggio (per controllare l interazione con il partner) e di segnalazione (per manifestare le proprie intenzioni) 8. Lo sguardo è anche uno strumento per generare una determinata immagine personale. Infatti, chi guarda il partner è percepito come più attento e coinvolto di chi evita lo sguardo, dimostra maggiore credibilità e affidabilità, intraprendenza, abilità sociale, nonché fiducia e sincerità. Lo sguardo regola anche il rapporto di vicinanza o distanza con le altre persone: infatti, è più frequente con i familiari che non con gli estranei, anche se si tende comunque ad evitare lo sguardo quando si parla di argomenti intimi. In condizioni di contrattazione o negoziazione lo sguardo favorisce anche la cooperazione: gli sguardi risultano più frequenti e lunghi quando la conversazione assume un andamento cooperativo, rispetto a quello competitivo. Anche le emozioni sono strettamente correlate con lo sguardo, poiché le emozioni positive comportano un incremento del contatto oculare, mentre le emozioni negative implicano un abbassamento ed una distorsione dello sguardo. Inoltre esistono anche differenze di genere: le donne tendono a guardare di più e più a lungo e sono più pronte allo sguardo reciproco. Un importante distinzione sussiste anche tra sguardo e fissazione oculare. Il primo è collegato in modo dinamico al comportamento ed allo scambio comunicativo e dura in genere non più di tre secondi, mentre il 8 L. Anolli e L. Lambiase, Giochi di sguardo nella conversazione, in Giornale Italiano di Psicologia, 17,

17 secondo è uno sguardo prolungato e duraturo tra due persone che non può essere ignorato. Infatti, esso ha un rilevante impatto sullo scambio comunicativo ed assume in genere un valore di minaccia e di pericolo in determinate situazioni di debolezza dell interlocutore, mentre lo sguardo fisso reciproco è caratteristico delle situazioni di seduzione, in quanto conduce a condividere un intimità oculare. Ovviamente anche rispetto allo sguardo ed alla sua durata esistono notevoli differenza tra le varie culture, per quel che riguarda il valore ed il significato ad esso assegnato Gesti e postura I gesti sono azioni coordinate e circoscritte, volte a generare un significato ed indirizzate ad un interlocutore, al fine di raggiungere uno scopo. Nell insieme sono anche chiamati linguaggio del corpo, anche se interessano soprattutto le mani. Anche per quel che riguarda i gesti non esiste ancora una classificazione condivisa fra gli studiosi, ma la seguente è quella che riunisce alcuni dei sistemi oggi più diffusi: Gesticolazione o gesti iconici o lessicali. Essi accompagnano l azione del parlare, variano per forma, per estensione spaziale e per durata e sono in stretta relazione con quanto si dice con le parole. Si tratta di gesti scarsamente convenzionalizzati, in quanto ogni parlante tende a realizzarne una serie personalmente. Pantomima. Sono i gesti che costituiscono la rappresentazione motoria e l imitazione delle azioni, scene o situazioni. Possono essere semplici o complessi, di durata variabile, non convenzionalizzati e non legati al discorso. Emblemi o gesti simbolici. Questi sono movimenti notevolmente convenzionalizzati e codificati (ad esempio, il segnale OK); solitamente sono compiuti in assenza di linguaggio e sono in grado di esprimere concetti 17

18 che possono essere detti a parole. Per poter trasmettere il significato di loro pertinenza il segno motorio deve essere completato e presente. Gesti deittici. Sono movimenti, compiuti solitamente con l indice, per indicare un certo oggetto, una direzione o un evento a distanza. Sono gesti notevolmente convenzionalizzati e molto sintetici a livello semiotico. Gesti motori (o percussioni). Si tratta di movimenti semplici, ripetuti in successione e ritmici, che possono accompagnare il discorso, ma possono essere prodotti anche da soli (ad esempio, il tamburellare con le dita). Di questa categoria fanno parte anche i cosiddetti gesti di autocontatto presenti in condizioni di ansia, tensione fisica o psichica e che comportano la ripetizione di uno stesso movimento (per esempio, grattarsi la nuca). Nel complesso sono gesti poco convenzionalizzati, anche se abbastanza comuni e condivisi. Linguaggio dei segni. È il sistema dei segni utilizzato dai sordomuti e ha le proprietà di un vero e proprio linguaggio. Ovviamente sono gesti completamente convenzionalizzati all interno delle comunità, anche se presenta comunque variazioni dialettali in funzione della comunità locale (come anche il linguaggio verbale). Postura del corpo. Questo segnale non-verbale è involontario e difficilmente controllabile coscientemente. Si può dire che ogni cultura ha elaborato diversi modi possibili di stare distesi, seduti o in piedi. Esistono poi vari tipi di postura anche se alcune, come inginocchiarsi, avvengono di rado e solo in particolari momenti (chiedere in sposa una persona), o in particolari luoghi (di solito in luoghi del culto religioso). Esistono relazioni tra i cambiamenti di postura con il ruolo e l'atteggiamento interpersonale in rapporto alla variabile culturale: si riscontrano, per esempio, variazioni tra le posture dell'uomo e della donna. Altri studi, inoltre, hanno messo in evidenza una stretta dipendenza della postura dal contesto sociale. All'interno di alcuni contesti specifici, infatti, regole precise governano le posture che devono essere assunte, cioè definiscono quali posture sono 18

19 corrette e quali invece devono essere evitate. Esistono posture dominantisuperiori ed inferiori-sottomesse: il portamento eretto, la testa reclinata all'indietro e le mani posate sui fianchi possono segnalare il desiderio di dominare. Chi occupa uno status elevato, solitamente siede eretto in posizione centrale di fronte agli altri. Poi vi sono le posture convenzionali che bisogna assumere per le varie situazioni pubbliche. La postura, infine, è influenzata notevolmente dallo stato emotivo del soggetto che la esibisce, soprattutto lungo la dimensione rilassamento-tensione. Come si è potuto notare, in questa classificazione, come in molte altre, non esistono confini netti tra una categoria e l altra, poiché i gesti di per sé costituiscono un insieme eterogeneo e continuo. I gesti, inoltre, per essere compresi pienamente, non hanno sempre bisogno dell accompagnamento di un discorso, ma possono essere realizzati in modo assoluto e per conto proprio in sostituzione ad esso (come la pantomima teatrale o il linguaggio dei segni). Nonostante ciò, non è sempre vero il contrario: in una qualsiasi conversazione, infatti, i gesti partecipano attivamente a precisare il significato di quanto detto, costituendo un modo spaziale di rappresentazione simbolica valido anche in assenza della vista dell interlocutore (come succede durante le conversazioni al telefono). Lo stretto rapporto tra gesti e parola riguarda anche l apprendimento ed il ritmo. I primi, infatti, si sviluppano nel bambino insieme con l apprendimento del linguaggio. Mentre per quel che riguarda il ritmo, basti notare come nel caso della balbuzie la riduzione della fluenza del parlato è associata con un analoga riduzione dei gesti, confermando il fatto che i gesti vengono prodotti in concomitanza con un ritmo scorrevole del discorso, ma non con un ritmo interrotto [Mayberry e Jaques, 2000] 9. I gesti inoltre svolgono diverse funzioni: rendono più preciso e completo il significato di una frase fornendo importanti informazioni di 9 R.I. Mayberry e J. Jaques, Gesture production during stuttered speech: Insights into nature of gesture-speech integration, in McNeill,

20 natura spaziale per illustrare concetti, situazioni, stati d animo, ecc.; allo stesso modo aggiungono importanti porzioni di significato a quanto detto; costituiscono dei marcatori dell atteggiamento del parlante nei confronti di ciò che sta dicendo e, allo stesso modo, manifestano le sue aspettative al destinatario. In generale, si può dire che gesto e discorso sono generati da una medesima rappresentazione di ciò che si comunica, cioè manifestano la medesima intenzione comunicativa e sono realizzati in modo sincronico in riferimento ad un dato contesto. I gesti, però, presentano anche rilevanti variazioni culturali: neppure i cenni del capo per dire sì o no sono universali e anche gesti che crediamo diffusi, come la V con le dita per vittoria ed il segno di OK, hanno numerosi significati diversi se ci si sposta da una cultura all altra Prossemica ed aptica Il sistema prossemico ed aptico sono dei sistemi di contatto. In particolare, la prossemica riguarda la percezione, l organizzazione e l uso dello spazio, della distanza e del territorio nei confronti degli altri, mentre l aptica fa riferimento all insieme di azioni di contatto corporeo con gli altri. Prossemica L uso della distanza e dello spazio è basato su un equilibrio molto precario fra processi affiliativi (di avvicinamento) e bisogni di riservatezza (di distanziamento): in altre parole, l uomo sente il bisogno di mantenere dei contatti con gli altri, anche attraverso la vicinanza spaziale, ma nel contempo, ha il bisogno di definire e proteggere la propria riservatezza attraverso la distanza fisica. Gli spostamenti, nel corso dei vari atti comunicativi, da un opposto all altro sono il risultato della gestione della propria territorialità. Il territorio è un area geografica, che assume risvolti e significati psicologici importanti nel corso di ogni scambio comunicativo e 20

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta La Comunicazione Cosa significa Comunicare? Trasmettere informazioni,conoscenze,pensieri tra due o piú soggetti. La comunicazione contiene elementi non

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

Comunicazione. Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione

Comunicazione. Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione Comunicazione Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione Non si può non comunicare, afferma uno degli assiomi della comunicazione. Non esiste infatti la non

Dettagli

Psicologia dell emergenza negli eventi catastrofici annunciati LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Psicologia dell emergenza negli eventi catastrofici annunciati LA COMUNICAZIONE EFFICACE Corso di formazione per volontari di protezione civile Psicologia dell emergenza negli eventi catastrofici annunciati LA COMUNICAZIONE EFFICACE Supporti visivi di Consuelo C. Casula Specialista Psicologia

Dettagli

Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all altro dimentica il manuale. C.G. Jung

Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all altro dimentica il manuale. C.G. Jung La Comunicazione una premessa. Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all altro dimentica il manuale. C.G. Jung La Teoria (Dalla scuola di Palo Alto Watzlawic) Lo studio della

Dettagli

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Obiettivo: Fornire conoscenze relative alla comunicazione tra istruttore e allievo e strategie funzionali

Dettagli

Tecniche di mediazione: introduzione alla comunicazione nuova figura professionale costruzione di una buona relazione tra le parti

Tecniche di mediazione: introduzione alla comunicazione nuova figura professionale costruzione di una buona relazione tra le parti Il procedimento di mediazione, oggi disciplinato dal DLgs n 28/2010, introduce nel nostro sistema una nuova figura professionale, quella appunto del mediatore che deve necessariamente possedere competenze

Dettagli

COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA

COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA Comunicare vuol dire scambiare informazioni legate a fatti o ad emozioni personali con un'altra persona. La vera comunicazione avviene quando uno riceve il messaggio

Dettagli

Alcune domande fondamentali

Alcune domande fondamentali PSICOLOGIA DEI GRUPPI sabina.sfondrini@unimib.it Testi: Boca, Bocchiaro, Scaffidi Abbate, Introduzione alla Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna. Tutti i capitoli tranne il 3 Speltini, 2002, Stare in

Dettagli

Materiale didattico del corso di Marketing e Comunicazione d Impresa

Materiale didattico del corso di Marketing e Comunicazione d Impresa Il processo di comunicazione Generalmente si ritiene che nel processo di comunicazione avvenga il semplice trasferimento di un messaggio già dotato di determinati significati. Comunicare Informare Il termine

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

I DISCORSI E LE PAROLE

I DISCORSI E LE PAROLE I DISCORSI E LE PAROLE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE 1. Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati

Dettagli

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO Obiettivi: Conoscere le peculiarità del counseling nelle professioni d aiuto Individuare le abilità del counseling necessarie per svolgere la relazione d aiuto Analizzare

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SCUOLA DELL INFANZIA

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SCUOLA DELL INFANZIA IL SE E L ALTRO Il bambino supera serenamente il distacco con la famiglia Conosce e rispetta le prime regole di convivenza E autonomo nelle situazioni di vita quotidiana (servizi igienici, pranzo, gioco)

Dettagli

La comunicazione ambientale a sostegno della prevenzione

La comunicazione ambientale a sostegno della prevenzione La comunicazione ambientale a sostegno della prevenzione VIII Conferenza Nazionale delle Agenzie per la Protezione dell Ambiente (Genova 5-7/7/2004) 5 Giorgio Cesari L informazione ambientale L informazione

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA anno scolastico 2013 2014 1 CLASSE PRIMA ITALIANO - Ascoltare, comprendere

Dettagli

Psicologia dello sviluppo

Psicologia dello sviluppo Università degli Studi di Torino Facoltà di Scienze Politiche Sede di Biella Psicologia dello sviluppo PRAGMATICA COMUNICAZIONE UMANA 1 Pragmatica della comunicazione umana Semiologia: Pragmatica (effetti

Dettagli

Il telefono in Pediatria:

Il telefono in Pediatria: Il telefono in Pediatria: criteri di efficacia nella comunicazione e nella relazione Mario Maresca mario.maresca@nexolution.it www.nexolution.it Relazione e Comunicazione La comunicazione è un processo

Dettagli

Di cosa di occuperemo?

Di cosa di occuperemo? Un contributo per interpretare e gestire i flussi di comunicazione nel processo di ispezione Di cosa di occuperemo? aspetti di comunicazione e relazionali nelle visite ispettive e nel processo di certificazione

Dettagli

ALLEGATO 4. Scuola Primaria. Parametri di valutazione per la scuola primaria DESCRITTORI-INDICATORI

ALLEGATO 4. Scuola Primaria. Parametri di valutazione per la scuola primaria DESCRITTORI-INDICATORI ALLEGATO 4 Scuola Primaria Parametri di valutazione per la scuola primaria DESCRITTORI-INDICATORI VOTO Eccellenti competenze e pieno controllo degli aspetti tecnici e formali. Rivela creatività, logica

Dettagli

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Bologna - Tel. & fax 051 543101 e-mail: e.communication@fastwebnet.it www.excellencecommunication.it Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Docente: Antonella Ferrari

Dettagli

SEMINARIO INTENSIVO di

SEMINARIO INTENSIVO di SEMINARIO INTENSIVO di LINGUAGGIO DEL CORPO L uomo non vive la realtà e la comunicazione in modo diretto. Schemi sociali, stereotipi, pregiudizi e lo stesso impiego della parola fanno da filtro per tutto

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA AMPI DI ESPERIENZA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PER I BAMBINI DI 5 ANNI ESPERIENZE

Dettagli

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 L ASCOLTO Primo passo dell Accoglienza Padre GHERARDO ARMANI C. M. 1. La relazione di aiuto La relazione si fonda su un rapporto umano centrato sull incontro di

Dettagli

Dispense di Filosofia del Linguaggio

Dispense di Filosofia del Linguaggio Dispense di Filosofia del Linguaggio Vittorio Morato II settimana Gottlob Frege (1848 1925), un matematico e filosofo tedesco, è unanimemente considerato come il padre della filosofia del linguaggio contemporanea.

Dettagli

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati.

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati. ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI LINGUA STRANIERA CURRICOLO DI INGLESE SCUOLA SECONDARIA COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Comunicazione in lingua straniera Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE

Dettagli

Unità d apprendimento IL TEMPO CORRE E VA

Unità d apprendimento IL TEMPO CORRE E VA MOTIVAZIONE Istituto Comprensivo Gallicano nel Lazio Unità d apprendimento IL TEMPO CORRE E VA La dimensione del tempo, come quella dello spazio, nella società di oggi è stravolta dalla modalità e dalla

Dettagli

PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI

PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI 3 anni IL SÉ E L ALTRO Supera il distacco dalla famiglia Prende coscienza di sé Sviluppa

Dettagli

COLLOQUIO EFFICACE URBINO 3-12-2010. Antonella Scalognini A.A.2010/2011. www.mastercounselingurb.it

COLLOQUIO EFFICACE URBINO 3-12-2010. Antonella Scalognini A.A.2010/2011. www.mastercounselingurb.it COLLOQUIO EFFICACE URBINO 3-12-2010 Tipologie di rispecchiamento Il rispecchiamento può avvenire: -a livello non verbale, quando si riproducono la posizione, i gesti, i movimenti, la respirazione, l espressione

Dettagli

Progetto 5 anni. Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Premessa

Progetto 5 anni. Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Premessa Progetto 5 anni Premessa Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco L esplorazione di questi elementi così diversi tra loro rappresenta un occasione per stimolare l immaginazione

Dettagli

Benvenuti al percorso di Comunicazione e Vendita efficace

Benvenuti al percorso di Comunicazione e Vendita efficace Benvenuti al percorso di Comunicazione e Vendita efficace La comunicazione carismatica CARISMATICI SI NASCE O SI DIVENTA? Cos è il Carisma? IMPRESSIONE SPECIFICA E PERSONALE CHE LASCIAMO ALLE PERSONE CHE

Dettagli

Riflessioni sul valore dell amicizia Ogni uomo è un isola - Nessun uomo è un isola

Riflessioni sul valore dell amicizia Ogni uomo è un isola - Nessun uomo è un isola Riflessioni sul valore dell amicizia Ogni uomo è un isola - Nessun uomo è un isola La frase, tratta da un noto film con Hugh Grant ( About a boy ), apre la strada a importanti riflessioni sul valore a

Dettagli

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche INTRODUZIONE La presente trattazione ha come oggetto l analisi di un caso, che ho seguito durante il tirocinio, svolto durante la mia formazione in psicoterapia sistemica, in qualità di osservatrice. L

Dettagli

IL NOSTRO PROGETTO D ISTITUTO MEMORIA. storia e storie. riflessione critica e interazione tra passato presente e futuro CITTADINANZA CONSAPEVOLE

IL NOSTRO PROGETTO D ISTITUTO MEMORIA. storia e storie. riflessione critica e interazione tra passato presente e futuro CITTADINANZA CONSAPEVOLE IL NOSTRO PROGETTO D ISTITUTO LEGALITÀ riflessione critica sull importanza e la motivazione delle regole; scelta consapevole di rispettarle MEMORIA storia e storie riflessione critica e interazione tra

Dettagli

[Digitare il testo] Pagina 1

[Digitare il testo] Pagina 1 [Digitare il testo] Pagina 1 Il concetto di gruppo si sviluppa a partire dal 1895 con Gustave Le Bon e la Psicologia delle folle, in cui i gruppi vengono considerati come forme pericolose ed irrazionali;

Dettagli

Comunicazione e Relazione

Comunicazione e Relazione Seminario di Comunicazione e Relazione Dott.ssa Isabella Fanelli Esperta nei Processi Formativi Facoltà di Scienze della Formazione Dipartimento di Psicologia Università degli Studi di Bari E-mail: l.fanelli@tin.it

Dettagli

Curricolo Scuola Infanzia

Curricolo Scuola Infanzia Curricolo Scuola Infanzia CHIAVE COMPETENZA SOCIALE E CIVICA Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d animo propri e altrui. Acquisire consapevolezza

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. PASCOLI TRAMONTI (SA) ARTE E IMMAGINE Classe 1

ISTITUTO COMPRENSIVO G. PASCOLI TRAMONTI (SA) ARTE E IMMAGINE Classe 1 ARTE E IMMAGINE - Decodificare una sequenza d immagini; - Discriminare uguaglianze e differenze; - Percepire la figura-sfondo; - Eseguire riproduzioni di figure rispettando le relazioni spaziali; - Discriminare

Dettagli

IC SIGNA- Curricolo verticale di INGLESE (in raccordo con le competenze previste dall UE e in ambito Nazionale al termine dell obbligo di istruzione)

IC SIGNA- Curricolo verticale di INGLESE (in raccordo con le competenze previste dall UE e in ambito Nazionale al termine dell obbligo di istruzione) IC SIGNA- Curricolo verticale di INGLESE (in raccordo con le competenze previste dall UE e in ambito Nazionale al termine dell obbligo di istruzione) COMPETENZE DI BASE A CONCLUSIONE DELL OBBLIGO DI Utilizzare

Dettagli

PIANO EDUCATIVO E DIDATTICO DI ISTITUTO

PIANO EDUCATIVO E DIDATTICO DI ISTITUTO Allegato 8 PIANO EDUCATIVO E DIDATTICO DI ISTITUTO Scuola Primaria PERCORSI FORMATIVI E CRITERI DI VALUTAZIONE Il Piano Educativo e Didattico d Istituto (P.E.D.) è la programmazione dei percorsi formativi

Dettagli

Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda

Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda di valutazione delle classi di Scuola Primaria C. Goldoni

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Scuole dell infanzia di Baraggiole e Calderara PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Anni scolastici 2012-13/2014-15 Le scuole dell infanzia dell Istituto Comprensivo T. Croci si pongono come obiettivo, nel corso

Dettagli

Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria

Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria Profilo dello studente Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola,

Dettagli

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum Questa storia è stata scelta perché ricca di spunti educativi. Nel periodo dell inserimento ci guiderà DOROTHY che ci aiuterà nella conoscenza delle regole

Dettagli

Istituto Comprensivo Gandhi a.s. 2014/2015. Curricolo di Musica: Scuola Primaria

Istituto Comprensivo Gandhi a.s. 2014/2015. Curricolo di Musica: Scuola Primaria Istituto Comprensivo Gandhi a.s. 2014/2015 Curricolo di Musica: Scuola Primaria TRAGUARDI DI COMPETENZA : L alunno esplora diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali,

Dettagli

Conversazione sulla comunicazione didattica

Conversazione sulla comunicazione didattica 2010 Conversazione sulla comunicazione didattica 1. Il saper fare didattico e pedagogico del tecnico 2. Saper comunicare 3. Il processo comunicativo 4. L effetto dell etichettamento - 5. L articolazione

Dettagli

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport La formazione e lo sviluppo delle capacità e delle abilità motorie Prof. Maurizio Mondoni LE CAPACITA MOTORIE

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO

SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO Via Pertini, 1 73020 UGGIANO LA CHIESA (LE) tel 036 17370 fax 036 14535 LEIC4300C@istruzione.it www.comprensivouggiano.it codice

Dettagli

La comunicazione medico paziente

La comunicazione medico paziente Università degli Studi di Perugia Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia La comunicazione medico paziente Damiano Parretti I principi della comunicazione Watzlawick (1971) descrive gli aspetti della comunicazione

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO SECONDO BIENNIO

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO SECONDO BIENNIO SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO SECONDO BIENNIO CLASSI TERZA E QUARTA Competenza 1. Interagire e comunicare oralmente in contesti di diversa natura. Al termine del II biennio ( 3^ e 4^ Scuola Primaria)

Dettagli

Sante Perazzolo Trainer PNL e coach PNL new code

Sante Perazzolo Trainer PNL e coach PNL new code Sante Perazzolo Trainer PNL e coach PNL new code e-cons s.r.l. Via del Lavoro, 4 35040 Boara Pisani (PD) Quando comunichiamo con altre persone dobbiamo riuscire a capire: se ci stanno seguendo, se comprendono

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO Ascolto e parlato Prendere la parola negli scambi comunicativi (dialogo, conversazione, discussione) rispettando

Dettagli

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili In questa unità didattica sono indicate alcune modalità di comportamento con persone disabili, in modo da migliorare la conoscenza rispetto

Dettagli

Durante una recente vacanza la vostra macchina fotografica

Durante una recente vacanza la vostra macchina fotografica Durante una recente vacanza la vostra macchina fotografica digitale si è rotta: ora dovete comprarne una nuova. Avevate quella vecchia da soli sei mesi e non avevate nemmeno imparato a usarne tutte le

Dettagli

INDICATORI PER LA VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO

INDICATORI PER LA VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO INDICATORI PER LA VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO Comunicare oralmente in modo adeguato. Leggere e comprendere parole, frasi e semplici brani. Produrre semplici testi scritti. Svolgere attività esplicite

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI

ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE CURRICOLO delle ATTIVITA EDUCATIVE Della SCUOLA DELL INFANZIA Anno Scolastico 2012.13

Dettagli

Storia della PNL PROGRAMMA. I presupposti della comunicazione. I sistemi rappresentazionali. Il sistema rappresentazionale preferenziale

Storia della PNL PROGRAMMA. I presupposti della comunicazione. I sistemi rappresentazionali. Il sistema rappresentazionale preferenziale PROGRAMMA Storia della PNL I presupposti della comunicazione I sistemi rappresentazionali Il sistema rappresentazionale preferenziale Individuazione del sistema rappresentazionale primario I LEM (Lateral

Dettagli

Cinesica e comunicazione. Cosa dicono i nostri gesti

Cinesica e comunicazione. Cosa dicono i nostri gesti Cinesica e comunicazione. Cosa dicono i nostri gesti Giovanni Manetti Scienze della Comunicazione Università di Siena c. Giovanni Manetti 1 La comunicazione non verbale tra il 75 e l 80% delle informazioni

Dettagli

LOVE MARKETING MARKETING ANALITICO

LOVE MARKETING MARKETING ANALITICO LOVE MARKETING Love Marketing è un contributo italiano che rivela un lapalissiano dato di fatto: il marketing è una tecnica che ciascuno di noi mette in atto quotidianamente nei rapporti interpersonali.

Dettagli

La rappresentazione nella pubblicità. Università di Roma La Sapienza (Prof. Maria D Alessio) 1. Premessa. Le azioni della ricerca.

La rappresentazione nella pubblicità. Università di Roma La Sapienza (Prof. Maria D Alessio) 1. Premessa. Le azioni della ricerca. Università di Roma La Sapienza (Prof. Maria D Alessio) 1 La rappresentazione nella pubblicità Premessa La letteratura internazionale ha affrontato negli ultimi anni la pubblicità che utilizza i bambini

Dettagli

TABELLA 1 Livelli comuni di riferimento: scala globale

TABELLA 1 Livelli comuni di riferimento: scala globale TABELLA 1 Livelli comuni di riferimento: scala globale avanzato intermedio elementare C2 C1 B2 B1 A2 A1 È in grado di comprendere senza sforzo praticamente tutto ciò che ascolta o legge. Sa riassumere

Dettagli

CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI EUROPEE Comunicazione nella madre lingua

CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI EUROPEE Comunicazione nella madre lingua ISTITUTO COMPRENSIVO 3 - VICENZA DIPARTIMENTO DI ITALIANO CURRICOLO DI LINGUA ITALIANA SCUOLA SECONDARIA Fine classe terza COMPETENZE CHIAVE COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA

CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA Nucleo tematico Oralità Traguardi per lo sviluppo delle competenze -Partecipa a scambi comunicativi con compagni e docenti -Ascolta e comprende messaggi

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE MUSICALE

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE MUSICALE CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE MUSICALE AMBITI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI OBIETTIVI 3 4 ANNI TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PAESAGGIO SONORO Riconoscimento/analisi di - suoni e rumori naturali

Dettagli

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING E una tecnica di pronto soccorso emotivo, si tratta di un intervento breve(20-40 minuti) che viene organizzato per le persone (6-8) che hanno

Dettagli

L.N.V. - Linguaggio Non Verbale

L.N.V. - Linguaggio Non Verbale L.N.V. - Linguaggio Non Verbale Una persona non può non comunicare Da rogrammazione Neuro Liunguistica R.Dilts, J.Grinder, R. e L. Bandler, J. De Lozier www.battistag.it L.N.V. - Linguaggio Non Verbale

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO NOTARESCO SCUOLA DELL INFANZIA DI MORRO D ORO CAPOLUOGO PROGETTO DI PLESSO. Il girotondo delle parole ANNO SCOLASTICO 2015/2016

ISTITUTO COMPRENSIVO NOTARESCO SCUOLA DELL INFANZIA DI MORRO D ORO CAPOLUOGO PROGETTO DI PLESSO. Il girotondo delle parole ANNO SCOLASTICO 2015/2016 ISTITUTO COMPRENSIVO NOTARESCO SCUOLA DELL INFANZIA DI MORRO D ORO CAPOLUOGO PROGETTO DI PLESSO Il girotondo delle parole ANNO SCOLASTICO 2015/2016 INSEGNANTI CURRICOLARI: DI BONAVENTURA LAURA MARAINI

Dettagli

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo

Dettagli

Lo sviluppo emotivo e relazionale. Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1!

Lo sviluppo emotivo e relazionale. Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1! Lo sviluppo emotivo e relazionale Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1! Che cos è un emozione? EMOZIONE Esperienza complessa, multidimensionale, che svolge un ruolo

Dettagli

INGLESE - SCUOLA PRIMARIA Classe 1 a

INGLESE - SCUOLA PRIMARIA Classe 1 a INGLESE - SCUOLA PRIMARIA Classe a comprendere testi di vario tipo. Colori Oggetti di uso comune Animali domestici Numeri (-0) Identificare la corrispondenza parole/immagini e viceversa di : colorioggetti-animali-numeri

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

CAPIRE E COMUNICARE CON PARTI IN CONFLITTO

CAPIRE E COMUNICARE CON PARTI IN CONFLITTO ASPETTI DA VALUTARE CAPIRE E COMUNICARE CON PARTI IN CONFLITTO LE PERSONE Gli interessi in gioco I vantaggi Introduzione agli aspetti comportamentali per la gestione dei negoziati e delle controversie

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese via Ciriè 52 10071 BORGARO (TO) Tel. 0114702428-0114703011 Fax 0114510084 Cod. Fiscale 92045820013 TOIC89100P@istruzione.it http://www.icborgaro.it Marchio SAPERI certificato n. 14 CURRICOLO VERTICALE

Dettagli

«I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un immediata relazione sociale con chi li cura»

«I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un immediata relazione sociale con chi li cura» «I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un immediata relazione sociale con chi li cura» Volkmar et al 1977 ABILITA SOCIALE È la capacità di relazionarsi

Dettagli

La comunicazione e il linguaggio

La comunicazione e il linguaggio Linguaggio = sistema di simboli, suoni, significati e regole per la loro combinazione che costituisce la modalita primaria di comunicazione tra gli esseri umani Caratteristiche fondamentali del linguaggio:

Dettagli

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Premessa All arrivo di un nuovo volontario l intero sistema dell associazione viene in qualche modo toccato. Le relazioni si strutturano diversamente

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA

LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA Dott.ssa Alessandra Marsili Psichiatra, Psicoterapeuta Civitanova Marche L assertività è la capacità del soggetto di utilizzare in ogni contesto relazionale, modalità di comunicazione

Dettagli

Indicazioni per la conduzione delle interviste

Indicazioni per la conduzione delle interviste Indicazioni per la conduzione delle interviste Condurre almeno due interviste sul tema della Relazione di coppia utilizzando lo schema di massima riportato di seguito. Dopo aver condotto le interviste

Dettagli

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé Assertività Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi Presenza di Affinate Abilità interpersonali Assenza Di paure o Inibizioni sociali Buona immagine di sé Privata e professionale ESSERE

Dettagli

COMUNICAZIONE EFFICACE NEL BUSINESS (Power Business Communication) DR. CRISTIAN BISCUOLA PER PAROLESCELTE.IT info@parolesclete.it

COMUNICAZIONE EFFICACE NEL BUSINESS (Power Business Communication) DR. CRISTIAN BISCUOLA PER PAROLESCELTE.IT info@parolesclete.it COMUNICAZIONE EFFICACE NEL BUSINESS (Power Business Communication) DR. CRISTIAN BISCUOLA PER PAROLESCELTE.IT info@parolesclete.it 1 «La necessità di sviluppare una capacità comunicativa più efficace è

Dettagli

l intervento, la ricerca che si sta progettando)

l intervento, la ricerca che si sta progettando) Definizione delle motivazioni che richiedono l attuazione del progetto (contesto e target) Il motivo è quello di lasciare a tutti un pensiero sull essere felici. Definizione chiara e coerente degli obiettivi

Dettagli

I PRINCIPI MULTIMEDIALI

I PRINCIPI MULTIMEDIALI I PRINCIPI MULTIMEDIALI (dal sito www.nicky.it/materiali%20tic/mayer.doc) Il principio multimediale afferma che gli studenti apprendono meglio dalle parole e dalle immagini piuttosto che solo dalle parole,

Dettagli

MUSICA TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

MUSICA TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA MUSICA TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L'alunno esplora, discrimina ed elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo spaziale e in riferimento alla loro fonte.

Dettagli

Comunicazione persuasiva e manipolazione

Comunicazione persuasiva e manipolazione Comunicazione persuasiva e manipolazione Il messaggio persuasivo, tipico della comunicazione pubblicitaria o politica, è quel messaggio che induce il ricevente ad un certo comportamento, perché in grado

Dettagli

LINGUE STRANIERE. Presentazione

LINGUE STRANIERE. Presentazione LINGUE STRANIERE Presentazione La conoscenza di almeno due lingue comunitarie oltre alla lingua materna è obiettivo strategico dell istruzione obbligatoria in ambito europeo. L esercizio della cittadinanza

Dettagli

La comunicazione potente dei Coach

La comunicazione potente dei Coach La comunicazione potente dei Coach Il potere delle parole 13 Il Coaching può essere definito come una potente arte sull uso del potere delle parole. Quando si pratica il coaching con una persona si affrontano

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA SVILUPPARE L AUTONOMIA

CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA SVILUPPARE L AUTONOMIA CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA SVILUPPARE L AUTONOMIA FINALITÀ EDUCATIVA DESCRITTORI DELLA IGIENE PERSONALE Intesa come gestione dei propri indumenti personali OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO COMPORTAMENTI

Dettagli

ALLEGATO 1 ANNO SCOLASTICO 20013/14 F.S. AREA 1 GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCUOLA DELL INFANZIA :

ALLEGATO 1 ANNO SCOLASTICO 20013/14 F.S. AREA 1 GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCUOLA DELL INFANZIA : ALLEGATO 1 ANNO SCOLASTICO 20013/14 F.S. AREA 1 GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCUOLA DELL INFANZIA : GRIGLIA PER LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DI MATURAZIONE GRIGLIA PER LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI PER I

Dettagli

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA LE DINAMICHE DELLA CRESCITA 1. Viviamo in una situazione di disequilibrio educativo, a causa di: a) fattori strutturali, quali - ritmi di cambiamento sociale, - esposizione ripetuta e prolungata di immagini

Dettagli

ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO

ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA (dalle INDICAZIONI NAZIONALI) IL SE E L ALTRO: Il bambino gioca

Dettagli

Dr. Siria Rizzi 2013 - NLP Trainer ABNLP DEFINIZIONE DI PNL

Dr. Siria Rizzi 2013 - NLP Trainer ABNLP DEFINIZIONE DI PNL DEFINIZIONE DI PNL Programmazione: Neuro: L abilità di scoprire e utilizzare i programmi che facciamo funzionare (la comunicazione con noi e con gli altri) nel nostro sistema neurologico per ottenere obiettivi

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

PROGETTO Dott.ssa Valentina Zaffino

PROGETTO Dott.ssa Valentina Zaffino GIOCO DI RUOLI PROGETTO Dott.ssa Valentina Zaffino GIOCO DI RUOLI Dott.ssa Valentina Zaffino PREMESSA La scuola è per i ragazzi la prima e la principale forma di aggregazione. La personalità del singolo

Dettagli

Il processo di comunicazione

Il processo di comunicazione Il processo di comunicazione La comunicazione comprende l insieme delle attività che nutrono le relazioni biunivoche tra l impresa ed i suoi pubblici di riferimento (interni ed esterni) con l obiettivo

Dettagli

CAMPI D ESPERIENZA SETTEMBRE OTTOBRE- NOVEMBRE DICEMBRE-GENNAIO FEBBRAIO-MARZO APRILE-MAGGIO GIUGNO. Ascoltare i vissuti dei compagni.

CAMPI D ESPERIENZA SETTEMBRE OTTOBRE- NOVEMBRE DICEMBRE-GENNAIO FEBBRAIO-MARZO APRILE-MAGGIO GIUGNO. Ascoltare i vissuti dei compagni. SCUOLA DELL INFANZIA CHE AVVENTURA - Progetto educativo/didattico anno scolastico 2014 / 2015 Obiettivi di apprendimento ipotizzati per bambini di 3 anni CAMPI D ESPERIENZA SETTEMBRE OTTOBRE- NOVEMBRE

Dettagli