Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001

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1 Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Il presente documento ha lo scopo di illustrare il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato dalla società Nufarm Italia S..r.l. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01. La Nufarm infatti, al fine di garantire al meglio il rispetto delle regole di correttezza e trasparenza nella conduzione delle proprie attività aziendali incentrate sulla commercializzazione di fitofarmaci e prodotti chimici destinati all agricoltura, ha ritenuto necessario adottare un modello di organizzazione e di gestione conforme alle prescrizioni del Decreto Legislativo 231/01 e costituito, oltre che dal Modello di organizzazione gestione e controllo parte generale e parte speciale dai seguenti allegati: Codice Etico: dal sito web aziendale Regolamento Interno dell Organismo di Vigilanza e Codice di Condotta integrato ai fini del D.Lgs 231/01: disponibili nella rete aziendale 231_Modello Organizzativo L adozione del sopra citato Modello, comprensivo dei suoi allegati, è stata ritenuta lo strumento più idoneo per sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, nell attività della Società, diretto com è a tutti i dipendenti, collaboratori, rappresentanti, soci, fornitori e, più in generale, a tutti coloro i quali instaurino rapporti giuridici con la Società. A tutti è pertanto raccomandato di tenere, nell espletamento delle attività derivanti da ognuno dei predetti rapporti, comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori etici a cui si ispira la gestione aziendale della Nufarm Italia S.r.l. e in tutto il resto del mondo. Il Modello si compone di una prima parte, di carattere generale, contenente i principi di diritto contemplati nel Decreto Legislativo 231/01, quali integralmente recepiti dalla Nufarm Italia S.r.l.. Il Modello continua quindi con una "Parte Speciale" contenente l analisi dettagliata di tutte le singole, differenti, ipotesi di reato contemplate dalla nuova normativa. Segue poi una parte di carattere operativo, improntata a fornire, già prima facie, una chiara indicazione sulle scelte e strategie ritenute più idonee per prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati dal Decreto Legislativo 231/01.

2 É ribadito, pertanto, che l'organizzazione della Società è improntata al rispetto dei seguenti, fondamentali, principi : -- corretta e veritiera rappresentazione dei fatti -- efficiente e tempestiva comunicazione -- definizione dei ruoli di vertice e delle relative responsabilità (in particolare nei rapporti tra le funzioni rappresentativa/gestoria ed esecutiva). Ogni attività aziendale posta in essere dalla Nufarm deve rispondere ai valori etici ed alle politiche aziendali contemplate nel Codice Etico allegato al Modello, in quanto strumenti complementari ed integrati. Tutte le operazioni aziendali relative a processi individuati come sensibili sotto il profilo del Decreto Legislativo 231/01, devono infatti essere attuate in conformità alle regole ed ai principi ivi contenuti. L aggiornamento della documentazione sopra richiamata ed il controllo del rispetto delle indicazioni contenute in essa è compito demandato all organo ad hoc appositamente istituito, il c.d. Organismo di Vigilanza, ed analiticamente disciplinato nei citati documenti. L Organismo di Vigilanza della Nufarm Italia è composto dal Presidente Stefano Battiato e dai membri esterni Avvocato Vivien Gullotta ed il Dottor Arturo Mattiocco. Funzioni OdV implementazione, attuazione nonché verifica dell adeguatezza del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai rischi potenziali monitorati; conferimento di adeguate istruzioni al Consiglio di Amministrazione della Società in ordine all adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo; indagine in merito alla sussistenza di violazioni, potenziali o attuali, del Modello medesimo nonché pronta comunicazione al Consiglio di Amministrazione dei relativi esiti in ordine all adozione di eventuali provvedimenti sanzionatori nei confronti dei diretti responsabili del fatto di reato; adozione delle iniziative necessarie e/o opportune per l aggiornamento o l adeguamento del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo;

3 Poteri OdV: presentazione al Consiglio di Amministrazione della Società Nufarm Italia S.r.l. di una relazione annuale illustrativa dell attività svolta e dello stato di attuazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo; presentazione di rapporti scritti, a cadenza almeno semestrale, concernenti aspetti puntuali e specifici della propria attività ritenuti di particolare rilievo nel contesto del sistema di prevenzione e controllo. Ogni componente dell Organismo di Vigilanza potrà accedere liberamente presso ciascuna delle funzioni aziendali della Società, senza necessità di alcuna autorizzazione preventiva, onde ottenere informazioni o dati ritenuti necessari per lo svolgimento dei compiti previsti dal D.Lgs. n. 231/01; L Organismo di Vigilanza potrà avvalersi, sotto la propria sorveglianza e responsabilità, dell ausilio di tutte le strutture della Società ovvero di consulenti esterni nei limiti del budget di spesa approvato dal Consiglio di Amministrazione; L Organismo di Vigilanza potrà impartire ai dipendenti di ciascuna funzione od a singoli individui, responsabili di eventuali violazioni del Modello, indicazioni vincolanti volte alla cessazione di tali comportamenti. Tali indicazioni avranno l effetto di sospendere l efficacia di eventuali istruzioni difformi ricevute dai superiori gerarchici. Qualora l Organismo di Vigilanza si avvalga del potere di cui al presente punto, in conformità alle policy del gruppo Nufarm, riferirà immediatamente al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale ogni circostanza utile affinché tali organi, ciascuno nell ambito delle rispettive competenze, possano se del caso confermare le istruzioni impartite dall Organismo medesimo ed annullare definitivamente eventuali disposizioni difformi e adottare ogni altro provvedimento ritenuto opportuno; L Organismo di Vigilanza potrà richiedere degli incontri con responsabili di area o di settore, con singoli dipendenti e collaboratori, singolarmente o congiuntamente, al fine di verificare la corretta applicazione del modello; Nei limiti e con le procedure indicati nel modello organizzativo, e nel rispetto delle norme di legge e del contratto collettivo applicabili, l Organismo di Vigilanza potrà suggerire all organo amministrativo le sanzioni disciplinari da irrogare ai dipendenti che abbiano violato le disposizioni del modello stesso.

4 Importanti informazioni sulla normativa Il Decreto Legislativo n. 231/2001: l introduzione della responsabilità penale amministrativa delle persone giuridiche Con il Decreto Legislativo n. 231 emanato in data 8 giugno 2001 in attuazione della delega di cui all art. 11 della Legge 29 settembre 2000 n. 300, ed entrato in vigore il 4 luglio 2001 il legislatore italiano ha adeguato la normativa interna alle convenzioni internazionali in materia di responsabilità delle persone giuridiche, alle quali l Italia aveva già da tempo aderito, in particolare: la Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee, la Convenzione firmata a Bruxelles il 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione nella quale siano coinvolti funzionari della Comunità Europea o degli Stati membri, la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche ed internazionali. Il Decreto Legislativo 231, recante Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, ha introdotto nell ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilità amministrativa assimilabile sostanzialmente alla responsabilità penale, applicabile agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, (di seguito collettivamente denominati Enti o Ente ) per alcuni reati, elencati, tassativamente ove commessi nel loro interesse o vantaggio da: persone fisiche che rivestano funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione degli Enti stessi o di una loro unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone fisiche che esercitino, anche di fatto, la gestione e il controllo degli Enti medesimi; persone fisiche sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati, se la commissione del reato sia stata resa possibile dall omissione di vigilanza. La responsabilità dell Ente si aggiunge a quella della persona fisica che ha commesso materialmente il reato. Tale normativa fa sì che si possa in sostanza parlare di responsabilità penale delle aziende, e quindi può ritenersi applicabili e anche il correlato regime sanzionatorio. Le sanzioni sono sia di tipo pecuniario che interdittivo, oltre alla confisca dei beni e alla pubblicazione della sentenza.

5 Tali sanzioni, inoltre, su richiesta del Pubblico Ministero, qualora ricorrano gravi indizi di responsabilità della società e il concreto pericolo di reiterazione dell illecito, sono applicabili dal giudice anche in via cautelare. Parimenti applicabili dal giudice sono il sequestro preventivo sui beni suscettibili di confisca e il sequestro conservativo in ipotesi di pericolo di dispersione delle garanzie per gli eventuali crediti dello Stato (spese di giustizia, sanzione pecuniaria). Reati ex Decreto Legislativo 231/01 La normativa elenca una eterogenea compagine di reati, sinteticamente raggruppabili in: reati attinenti i rapporti con la Pubblica Amministrazione: reati in materia di falsificazione nummaria: reati in materia societaria: altri reati (contro il patrimonio, la persona, l ordine pubblico) reati in violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro L adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo quale esimente della responsabilità amministrativa Il Decreto Legislativo 231/01, art. 6, in ipotesi di reato commesso da taluno dei predetti soggetti, esclude la responsabilità della società nel caso in cui la società medesima dimostri che: l organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un Modello di Organizzazione e di Gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi; il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello e di curarne l aggiornamento è stato affidato a un organismo della società, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, c.d Organismo di Vigilanza ; le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il Modello di Organizzazione e di Gestione; non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo preposto al controllo.

6 Affinché l attuazione del Modello abbia tale valenza di esimente, dovrà pertanto rispondere a diverse esigenze ed essere strutturato di conseguenza; in particolare tale Modello organizzativo dovrà: individuare le aree a rischio, ovvero le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati attraverso una idonea mappatura delle aree/processi c.d. sensibili; prevedere, nelle suddette aree, specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni della società così da escludere la possibilità di commissione degli illeciti ex Decreto Legislativo 231/01; individuare modalità gestionali, con particolare riguardo all aspetto economicofinanziario, idonee ad evitare situazioni a rischio 231; prevedere all interno della società, specifici obblighi di informazione nei confronti dell organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello; introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello.

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