Giovani al lavoro La qualità dei servizi di placement universitari come leva per lo sviluppo territoriale

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1 Giovani al lavoro La qualità dei servizi di placement universitari come leva per lo sviluppo territoriale Nuovi standard e procedure di miglioramento della qualità: le esperienze degli atenei UNIVERSITA DI GENOVA Monica Sbrana Capo Servizio formazione permanente e orientamento al lavoro Roma, 16 Dicembre 2014

2 Il Placement nell Università di Genova fino al 31/12/12 La storia e il posizionamento L ufficio Servizi per l orientamento al lavoro opera da 15 anni, offrendo tutto il ventaglio dei servizi di placement. L ufficio lavora indisturbato e quasi ignorato. Dal 2010 si chiama ufficio Placement e orientamento al lavoro. In parallelo, 11 sportelli dislocati nelle facoltà, offrono sostanzialmente servizi amministrativi di tirocinio, pochissimi anche servizi più evoluti di orientamento e placement La vision strategica dell ateneo Il placement non è ritenuto compito istituzionale dell ateneo MA I SERVIZI DI INCROCIO D/O ESISTONO IN ATENEO DA SEMPRE, SEGUONO CIRCUITI INFORMALI E FANNO PERNO SUI DOCENTI

3 Ruoli e funzioni del servizio Placement 1/1/13 cambia l organizzazione di Ateneo: l ufficio passa dalla Direzione Didattica alla Direzione Formazione permanente e post lauream per migliorare la sua efficacia Occorre (ri)definire COSA A CHI COME COME CI VEDONO 1/1/13 parte il progetto FIxO S&U ed è la classica Ci consente di fermarci e pensare (analisi organizzativa e formazione)

4 La procedura di Standard Setting: gli obiettivi di sviluppo Non è chiaro cosa siano i servizi di placement, cosa debba costituire il pacchetto di servizi primari e quali possano essere quelli periferici. OCCORRE UNA CARTA DEI SERVIZI Servizi erogati da attori diversi, senza coordinamento nessuno standard qualiquantitativo, né di struttura, né di processo, né di risultato non esiste la rete interna né territoriale OCCORRE UN ORGANIZZAZIONE PIU CHIARA COSA COME CULTURA A CHI COME CI VEDONO - Laureandi e neolaureati, ma anche - studenti fin dai primi anni - aziende - tutor didattici e aziendali - CdS - commissione tirocinii ABBIAMO SERVIZI PER QUESTI CLIENTI? per molti docenti curiamo adempimenti i potenziali utenti conoscono solo la funzione tirocinii le aziende non hanno riferimenti chiari di contatto e sperimentano tanti Atenei in uno OCCORRE COMUNICAZIONE E FORMAZIONE OPERATORI

5 La procedura di Standard Setting: gli obiettivi di sviluppo 1) Il focus si deve spostare dalle strutture che erogano servizi, al cliente che ha bisogni da soddisfare Standard 46: il patto di servizio Standard 47: l analisi dei fabbisogni latenti o manifesti dell utente Standard 125: valutazione annuale di esito dei servizi offerti

6 La procedura di Standard Setting: gli obiettivi di sviluppo 2) Occorre aumentare il commitment di tutti gli attori interni Standard 84: la gestione del processo di tirocinio Standard 100: monitorare coinvolgendo i tutor

7 La procedura di Standard Setting: gli obiettivi di sviluppo 3) I rapporti con il territorio devono farsi più fertili e collaborativi Standard 62: formazione su ricerca attiva del lavoro Tutti gli standard scelti per il metodo partecipativo

8 L investimento organizzativo nella messa in campo degli Standard Equipe coordinamento Definizione del Piano Delegato Rettore Dirigente competente Ufficio placement Delegato Rettore Docente esperto Ufficio placement Facilitatori esterni Diffusione e condivisione Organi accademici Presidi e direttori dipartimento Dirigenti strutture didattiche Commissione orientamento di Ateneo Operatori Web e stampa interna UNIGE Scelta degli standard da sperimentare 45 Interviste 4 Focus group 90 soggetti coinvolti

9 Un bilancio della sperimentazione: i primi risultati a) Standard 46: il patto di servizio è diventato uno standard b) Standard 84: il monitoraggio dei tirocinii è entrato a regime (per ora solo per gli extra curriculari) c) Abbiamo fatto un attenta analisi organizzativa d) Abbiamo definito il pacchetto di servizi primari e periferici e) Abbiamo fatto formazione agli operatori e creato una comunità professionale f) Abbiamo proposto azioni correttive organizzative alla DG g) Abbiamo riorganizzato in ottica client oriented il sito e la comunicazione h) Siamo entrati in Garanzia Giovani con tutte le altre agenzie per il lavoro i) Abbiamo ampliato la rete di partnership con enti e aziende j) Abbiamo dislocato alcuni servizi presso le Scuole k) Abbiamo fatto incontri promozionali con i CdS

10 Un bilancio della sperimentazione: un eredità da valorizzare La sensazione a conclusione della sperimentazione Numerose azioni organizzative non valgono un cambiamento culturale. Senza un forte commitment politico sulla terza missione, le sperimentazioni rimangono barchette di carta in mezzo al mare

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