LA RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE DEI LABORATORI DELL AZIENDA UNIVERSITARIA POLICLINICO Paolo Giaccone

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1 LA RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE DEI LABORATORI DELL AZIENDA UNIVERSITARIA POLICLINICO Paolo Giaccone CONSIDERAZIONI

2 La riorganizzazione dei laboratori dell A.O.U.P. è da anni al centro dell attenzione della CGIL, che anche in passato ha spesso criticato la dispersione di risorse economiche e umane nei tanti piccoli laboratori che accompagnavano il fiorire di innumerevoli reparti di chirurgia generale e medicina generale. Con l avvento del processo di aziendalizzazione, tale situazione è lentamente migliorata, in conseguenza di una progressiva, anche se ancora oggi incompleta, diversificazione dei reparti. I laboratori si sono via via specializzati, i tanti piccoli reparti di analisi chimico-clinica sono spariti, anche se ad oggi molto è ancora da fare, anche alla luce delle Direttive assessoriali. E dunque con grande interesse che questo sindacato segue il progredire di progetti di riorganizzazione dei laboratori. A tal proposito abbiamo preso visione di due documenti che ci sono stati fornito dalla D.A.: il primo, elaborato da una commissione della Facoltà di Medicina e Chirurgia; il secondo, ben più articolato, prodotto dal CQRC aziendale e siglato dal Direttore Generale dell AUOP. Da una prima lettura dei due documenti, purtroppo frettolosa a causa del poco tempo a disposizione, è stato comunque possibile evidenziare alcune criticità in ambedue le proposte. Il primo documento contiene alcune proposte assolutamente condivisibili, quali quelle di creare un unico Centro prelievi o quello di mantenere il laboratorio di Medicina Legale e Tossicologia forense, che già da molti anni collabora attivamente anche con la Procura della Repubblica e con le Forze dell Ordine e che rappresenta un punto di riferimento per tutto il territorio provinciale. Così come appare ragionevole la riorganizzazione del Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio, con le varie UU.OO. specialistiche la cui modulazione però in presunte, ma non espressamente dichiarate, UU.OO. semplici appare poco comprensibile se non meglio specificata nei contenuti. Si ricorda a tal proposito che il vigente regolamento per la creazione o il mantenimento di eventuali Unità Operative semplici preveda una serie di requisiti in termine di risorse umane, che si deve ovviamente accompagnare ad una caratterizzazione e quantificazione delle prestazioni erogate, e che non vengono riportate nel documento all esame. Si segnala come nell U.O.C. di Laboratorio Specialistico manchino alcune specialità quali quella del laboratorio di marcatori tumorali, e come il Centro di Riferimento Regionale per l AIDS venga invece inserito nei servizi di ospedale, quando al contrario, alla stregua di quanto fatto per altre discipline, potrebbe trovare giusta collocazione nell U.O.C. di Microbiologia, Virologia e Parassitologia. Inoltre nella proposta della Commissione di Facoltà non risulta chiaro quali siano i requisiti per identificare in alcune strutture un Centro di Riferimento Regionale. Viene richiesta la costituzione di un Centro di Riferimento Regionale dall Assessorato alla Sanità, su segnalazione del Rettore e del Direttore Generale, al Ministero della Salute che dovrebbe destinare risorse economiche ad hoc per il suo funzionamento? 2

3 Appare anche difficilmente comprensibile l identificazione della tipologia temporale dei laboratori identificati: per esempio l Anatomia Patologica, che secondo la proposta opererebbe in h12, deve prevedere quantomeno la reperibilità per l esame estemporaneo che può risultare necessario durante gli interventi chirurgici in urgenza; così come appare economicamente dispendioso mantenere in h12, la biochimica della nutrizione e il Cladibior, le cui prestazioni non pare rivestano alcuna caratteristica di urgenza e possono essere effettuate con prenotazione, almeno nelle sue attuali proposte di organizzazione. Per quanto riguarda invece la localizzazione di tali UU.OO., è bene sottolineare come oggi le apparecchiature complesse a disposizione sul mercato siano estremamente flessibili e in grado di effettuare dosaggi per varie specialità cliniche: sarebbe quindi auspicabile che l intero dipartimento, nelle sue articolazioni, avesse un unica sede allo scopo di mettere a disposizione di tutte le UU.OO.C., il parco macchine, con un conseguente risparmio economico. Per quanto riguarda invece il documento elaborato dal CQRC, ben più analitico, la FLC CGIL non può non esprime preliminarmente il suo stupore nel giudizio molto negativo e dal tono quasi antiaziendale dell analisi iniziale. Appare singolare, almeno per quanto riguarda le prestazioni di laboratorio, l affermazione che il Policlinico ha perso il suo appeal e che il territorio non si fida più dell Azienda e si rivolge sempre di più ad altre strutture. Tale affermazione dovrebbe quanto meno essere supportata da dati oggettivi in termini di qualità e quantità di prestazioni laboratoristiche prestate per il SSR. Ancor più allarmante l affermazione che tale presunta perdita di appeal sia dovuta ad una mancanza di motivazioni del personale e ad un carico didattico crescente del personale che non sa più come dividersi tra le due attività (che poi in realtà sono tre, visto che il Personale della AUOP ha una produzione scientifica documentabile): appare quasi una generalizzazione di alcuni specifici, ma non certamente significativi, casi. La verità forse è da ricercarsi nella costante contrazione delle risorse economiche per i laboratori, che in questi anni sono riusciti nonostante tutto a mantenere, grazie proprio al lavoro dei professionisti (le vere formichine che scalano la montagna ), un attività quantitativamente e qualitativamente costante, ma che non hanno potuto introdurre, per mancanza di risorse economiche, dosaggi di più sensibili e moderni analiti. Stupore suscita poi l affermazione che il personale e in particolare quello apicale, abbia solo una vaga idea delle norme relative all accreditamento, anche in considerazione del processo di autovalutazione avviato nel 2005, supportato anche da uno specifico programma formativo aziendale, e delle visite della commissione regionale per l accreditamento nei laboratori, le cui conclusioni, a distanza di parecchi mesi, non sono state ancora rese note. Nell elencazione delle cause principali di questa denunciata decadenza del Policlinico, in verità non supportata da una oggettiva analisi dei dati ma prevalentemente da sensazioni di chi ha elaborato il documento, è comunque assolutamente veritiero quanto riportato sull inadeguatezza dei locali e sulla carenza dei requisiti di sicurezza, sulle quali l azienda dovrebbe investire tempestivamente grandi risorse. 3

4 Riguardo alla mancanza di inventario delle apparecchiature e di un piano di gestione e manutenzione, si ricorda che esiste un Servizio per l inventario che ha puntualmente svolto e continua a svolgere il suo mandato, e il servizio di Ingegneria Clinica; inoltre la gran parte delle apparecchiature dedicate all assistenza sono in service e le ditte fornitrici provvedono alla manutenzione ordinaria e straordinaria, come previsto dai contratti d appalto. In relazione a quanto affermato nella documento aziendale ed in particolare ai vari punti elencati nella proposta, è bene sottolineare come in alcune realtà i percorsi diagnostici siano già attuati; che i programmi VEQ siano in molti casi effettuati regolarmente; che le procedure, essenziali per l accreditamento, siano state già da tempo prodotte, come richiesto e validato dallo stesso CQRC, anche se non sono state mai aggiornate; che nel laboratorio specialistico il lavoro h24 rappresenta a volte un dispendio inutile di risorse economiche; che l introduzione di nuovi test diagnostici è ovviamente condizionata esclusivamente dalle disponibilità economiche che purtroppo oggi limitano perfino il lavoro di routine; che l utilizzo di tecniche complesse quali la spettrometria di massa è a volte eccessivo e molto costoso a fronte di tecniche più semplici e sicuramente sufficientemente sensibili. Incomprensibile è a tal proposito l affido di tale tecnica al CQRC che, ricordiamolo, trova nella proposta una collocazione spaziale diversa da quella del Dipartimento di Diagnostica di laboratorio: sempre in un ottica di razionalizzazione delle risorse e del miglioramento della qualità delle prestazioni, tale apparecchiatura dovrebbe essere a disposizione di molti laboratori specialistici, quali per esempio la Farmacologia Clinica e la Medicina Legale. In ogni caso appare quantomeno singolare la volontà espressa nella proposta di disattivazione indiscriminata della maggior parte dei laboratori, al di là dei dati obiettivi di produttività o della mancanza di duplicazione, riportati nello stesso documento. E comunque assolutamente da rivedere la disattivazione del laboratorio di Medicina Legale con la frammentazione delle attività in altri laboratori: si ricorda in tal senso che si tratta spesso di prove processuali non ripetibili che richiedono grande competenza tecnica e professionalità e che vanno a volte custodite in attesa dell incidente probatorio. Alla luce anche della razionalizzazione delle risorse economiche, non è chiara la necessità della creazione di un Comitato Tecnico, le cui funzioni possono essere demandate al Consiglio di Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio, dove sono presenti sufficienti professionalità e competenze in grado di identificare e attivare le nuove proposte diagnostiche, le relative tecniche e i momenti formativi al già esistente Ufficio di Staff che si occupa da anni di tutta la formazione e l aggiornamento degli operatori sanitari. Così come appare singolare che al CQRC e non al Consiglio del Dipartimento vengano affidate la selezione del repertorio di analisi, la valutazione delle competenze del personale e l individuazione dei responsabili di area. Per concludere appare alla CGIL che l analisi riportata dal documento in esame sia in alcuni casi lacunosa, in particolare nella identificazione qualitativa esistente dell offerta diagnostica nonché dell analisi delle necessità diagnostiche del territorio non ancora effettuabili presso l A.O.U.P. Si ricorda a tal proposito che il D.A. 62/09 giustifica l esistenza dei laboratori specialistici o di riferimento nelle Aziende Universitarie, solo se giustificato da volumi di attività e da un favorevole rapporto costo/efficacia. 4

5 PROPOSTA FLC CGIL Al contrario di quanto affermato nel documento del CQRC e firmato dal Direttore Generale, la CGIL ritiene che presso il Policlinico la qualità del lavoro svolto presso i laboratori diagnostici sia complessivamente molto buona, anche se condivide, proprio per la natura di alta specialità che contraddistingue le Aziende Universitarie, la necessità di un ampia riorganizzazione della rete laboratoristica. Tale rimodulazione non può prescindere da una implementazione dell offerta di prestazioni di laboratorio dopo un attenta analisi delle nuove necessità del territorio e delle nuove acquisizioni clinico-diagnostiche, cui dovrà seguire un attento programma di formazione per l implementazione di competenze non solo tecniche ma anche professionali. A proposito delle competenze professionali esistenti in questa Azienda, il Direttore Generale ha richiesto ai responsabili delle UOC informazioni sulle attività di ricerca di ricaduta assistenziale strettamente connesse e dipendenti dall attività di diagnostica di laboratorio allocata presso le Unità Operative complesse. Ricordiamo a tal proposito che l attività di ricerca può avere una immediata ricaduta nella offerta assistenziale, ma può anche aprire nuove frontiere nell ambito della diagnostica di laboratorio. In ogni caso chiediamo di sapere a cosa servirà acquisire questi dati: A incentivare il personale e possibilmente finanziare ricerche in ambito aziendale (andando un po verso la logica degli IRCCS)? A identificare e possibilmente distinguere il personale che oltre a fare assistenza fa anche ricerca? A penalizzare chi non fa ricerca con ricadute assistenziali? In relazione alla riorganizzazione dei laboratori in base ai dati fornitici nel documento CQRC, riportiamo qui di seguito la nostra proposta di riorganizzazione dei laboratori, che tiene conto delle alte professionalità e delle competenze già presenti nell Azienda, e in cui vengono identificati alcuni esami o attività che attualmente non vengono effettuate presso l Azienda, ma che a nostro avviso, sono di estremo interesse per il territorio; ci riferiamo, oltre che all introduzione di alcuni marcatori tumorali, anche allo studio del cariotipo per la diagnosi prenatale delle malattie genetiche (oggi effettuato prevalentemente sul nostro territorio da strutture private) e alla banca del cordone ombelicale. Nella presente proposta della FLC CGIL, la riorganizzazione dei laboratori prevede 7 Unità Operative Complesse (in gran parte afferenti al Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio) e 10 Unità Operative semplici, qualora siano presenti i requisiti previsti nel regolamento per l affidamento e la revoca degli incarichi. 5

6 1. DIPARTIMENTO DI DIAGNOSTICA DI LABORATORIO: centro unico di costo, ospitato in un unica struttura, con la completa condivisione delle apparecchiature complesse, compresa la spettrometria di massa, articolato nelle seguenti Unità Operative complesse: a. Centro unico di prelievo: Unità Operativa semplice h6 con almeno due aperture pomeridiane, che effettuerà prelievi anche per eventuali laboratori decentrati. Questo consentirebbe da una parte una razionalizzazione delle risorse umane, dall altra la possibilità per un paziente di un unico prelievo. b. Unità Operativa complessa di analisi chimico cliniche h12; comprendente le seguenti Unità Operative semplici con budget, qualora siano presenti i requisiti previsti nel regolamento per l affidamento e la revoca degli incarichi: i. area di emergenza, e annesso servizio di emogas analisi, in regime h24; ii. marcatori tumorali h12, con implementazione della procalcitonina, del PCA3, del Ca72.4 e del Cyphra21.1; iii. endocrinologia h12 che dovrebbe implementare l offerta di prestazioni specialistiche specifiche, comprendendo anche i dosaggi necessari allo studio della fertilità e quelli relativi alla nefrologia e ipertensione; iv. ematologia h12: v. allergologia h 12; vi. biochimica e malattie metaboliche h 12 c. Unità Operativa complessa di microbiologia, virologia, parassitologia e micologia h12 con servizio di pronta disponibilità; d. Unità Operativa complessa di Farmacologia Clinica e Tossicologia clinica h12 con reperibilità; e. Unità Operativa complessa di Genetica, Immunologia, Iimmunogenetica, e Biologia Molecolare h6, cui dovrebbero essere demandate tutte le procedure diagnostiche con tecniche di biologia molecolare e sierologia anche in ambito ematologico e ostetrico (analisi del cariotipo dopo amnio- o villocentesi), e che preveda anche la banca delle cellule staminali provenienti dalla donazione del cordone ombelicale. In tal caso, si valuterà la eventuale necessità di passare ad un regime h12 con reperibilità. Potrebbe essere articolata nelle seguenti Unità Operative semplici qualora siano presenti i requisiti previsti nel regolamento per l affidamento e la revoca degli incarichi: i. Genetica e Biologia Molecolare ii. Immunologia e Immunogenetica f. Unità Operativa complessa di Anatomia Patologica, h12 con reperibilità per le estemporanee, sito presso l attuale sede. 6

7 2. Unità Operativa semplice di Medicina Legale e di Tossicologia Forense (articolazione dell U.O. di Medicina Legale): h 12 con reperibilità, ubicato in Medicina Legale. 3. SIMT (Unità Operativa complessa): h12 con reperibilità 4. Igiene Ospedaliera e prevenzione (Unità Operativa complessa): h12 con servizio di pronta disponibilità. Il personale presente nei laboratori specialistici potrà transitare nel Dipartimento di Diagnostica di laboratorio dove continuerà a svolgere il proprio ruolo nel rispetto delle professionalità acquisite e con disponibilità di spazio per il proseguimento dell attività di ricerca e di didattica. Alla luce della riorganizzazione della rete dei laboratori dell AUOP, si segnala l urgenza di un incontro di contrattazione decentrata con la Direzione Generale, per definire un regolamento di mobilità per il personale. Si richiede inoltre l assegnazione di personale infermieristico e tecnico da destinare anche a servizi di pronta disponibilità per una corretta gestione delle strutture proposte: tale personale va identificato soprattutto tra il personale in via di stabilizzazione e gli operatori con contratto a tempo determinato. 7

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