PROGETTO GENITORI QUARTO INCONTRO LE DIPENDENZE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROGETTO GENITORI QUARTO INCONTRO LE DIPENDENZE"

Transcript

1 PROGETTO GENITORI QUARTO INCONTRO LE DIPENDENZE Si è tenuto dalle ore 17,30 alle ore 19,30 di martedì 20 gennaio il quarto incontro del Progetto genitori (il terzo legato al filone della legalità) sullo spinoso tema delle dipendenze in senso lato (alcool, fumo, droghe, ma anche slot machine, scommesse, cellulare, Internet etc.) e sulle dannose ricadute che esse comportano sul mondo giovanile e adolescenziale. Sono intervenuti il dott. Davide Rambaldi del SerT di S. Giovanni in Persiceto; la dott.ssa Bertolotti, psicologa presso lo Spazio giovani di Cento e Bondeno; la prof.ssa Zanetti, docente presso l I.P.S.I.A. F.lli Taddia di Cento. Non ha potuto presenziare per motivi di lavoro il Capitano dell Arma dei Carabinieri di Cento, dott. Virgillo. Ha introdotto l argomento il dott. Rambaldi, dando al suo intervento un taglio medico e sociologico. Il relatore ha anzitutto posto in essere alcuni doverosi chiarimenti inerenti le implicazioni semantiche del termine dipendenza, facendo notare come si possa parlare veramente di dipendenza (alcoolica, tossicologica, psicofarmacologica, materiale et similia) solo ed esclusivamente nella misura in cui il consumatore (di alcool, sigarette, cannabis, psicofarmaci, smartphone...) passi da un uso modico e consapevole delle conseguenze nocive del proprio comportamento ad un abuso smodato e incontrollato della sostanza in oggetto. Rambaldi ha ricordato come la soglia oltre la quale si diventa tossicodipendenti o dipendenti da alcool non è fissa e, nel corso dei decenni, è cambiata, anche in base alle nuove acquisizioni scientifiche e alle conoscenze raggiunte grazie alla ricerca scientifica. Negli anni 60, ad esempio, si pensava che il vino rosso facesse molto bene e, a livello sociale, il classico ubriacone era una figura tollerata se non addirittura, in taluni casi, esaltata. Nel corso degli anni, tuttavia, i dati provenienti dai ricercatori hanno dimostrato, in maniera sempre più netta ed inequivocabile, che l alcool è nocivo per l organismo umano (a maggior ragione nei minorenni, che non hanno ancora sviluppato un importante enzima per metabolizzarlo), soprattutto per i danni che può procurare al fegato e al cervello. Così, se l Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in quegli anni indicava che si poteva bere un litro e mezzo di vino al giorno, di decade in decade la quantità massima consentita si è via via ridotta, fino ad arrivare al canonico bicchiere al giorno che viene consigliato oggi. Come abbiamo più volte avuto occasione di ricordare in questo ciclo di incontri, le regole non sono mai casuali e alla base c è sempre una ragione di fondo. La legalità alligna nella sensatezza e poggia sulle solide basi della logica e dell opportunità. Dunque, è chiaro che abusare del fumo, delle droghe, dell alcool non può che avere effetti indesiderati anche gravi e, comunque, deleteri. La parola alcool, d altronde, come ha giustamente sottolineato Rambaldi, deriva dall arabo ed etimologicamente significa veleno. Come sappiamo, alcuni veleni (assunti in modiche quantità) possono avere proprietà benefiche e terapeutiche, ma dosi eccessive possono risultare persino letali. Anche la cicuta, assunta con parsimonia, può avere degli effetti curativi, ma le cose cambiano se il dosaggio è simile a quello che portò Socrate ad una lenta e stoica morte contro l ingiusta accusa di corrompere i giovani e di introdurre ad Atene nuove divinità. Quando si parla di dipendenza, quindi, bisogna fare un chiaro distinguo tra uso e abuso di una sostanza (o di un oggetto, come il computer o il cellulare), tra dipendenza generica e dipendenza patologica. Sempre secondo l OMS, una dipendenza diventa patologia, quindi malattia vera e propria, nel momento in cui è grave, cronica e recidivante. Questo equivale a dire che non tutti quelli che bevono, non tutti quelli che fumano, non tutti quelli che giocano alle slot machine hanno una dipendenza. Il campo, in un certo senso, si restringe in questo senso, ma il cerchio non si chiude. Non si chiude, perché oggi (come ieri, ma forse più di ieri) viviamo in una società consumistica foriera di tante situazioni di rischio, che potenzialmente aprono le porte alle dipendenze. Se è vero che non solo gli astemi possono essere considerati scevri dall alone della dipendenza, è anche vero che le sostanze eccitanti o inebrianti possono costituire dei trampolini di lancio verso altre sostanze ben più dannose. Il dott. Rambaldi ha precisato che ci sono sostanze, come ad esempio la marijuana, che di per sé non portano alla dipendenza. Vero è, tuttavia, che la dipendenza ha una forte componente psicologica, radicata nelle grandi aspettative e nelle ansie da prestazione che questo mondo fa aleggiare su di noi e che, se non abbiamo sviluppato una corazza abbastanza coriacea, rischia di condizionarci pesantemente (in negativo). Chi non ha ancora sviluppato gli anticorpi contro le seduzioni e le false scorciatoie proposte (e spesso imposte) da questa società sono, ovviamente, gli adolescenti e i giovani. Sono proprio i nostri ragazzi, già dalle scuole medie in alcuni contesti, i soggetti più a rischio. Si tratta di una società del consumo, nella quale bisogna vivere per consumare (più che consumare per vivere), e consumare tutto

2 ciò che si produce. È una società, in definitiva, che si autoalimenta, e si autoalimenta di falsi bisogni, bisogni creati ad arte per renderci schiavi di essi. Per quanto riguarda i giovani, un fenomeno alquanto allarmante che sta prendendo piede è l uso della cannabis, sempre più fattore aggregante e strumento di socializzazione. È molto diffusa tra i giovani, già a partire dai quattordici anni. La marijuana, come si accennava poc anzi, non crea dipendenza fisica, ma produce una sorta di dipendenza psicologica. La mente e il corpo, in un certo senso, si abituano agli effetti prodotti dalle sostanze e, alla lunga, se dall abitudine si passa al bisogno inestinguibile di ricorrere alla cannabis (per cui, se sei in astinenza, ti senti male), allora si può parlare a buon diritto di dipendenza patologica. Il discrimine, il crinale che separa l uso (sociale) dall abuso (individuale) è molto sottile. Ma non altrettanto sottile è la differenza che intercorre tra l assunzione di una sostanza in compagnia e da soli, come si è cercato di spiegare, perché la cannabis in questo caso, e tutte le altre droghe, finiscono la loro funzione aggregante e non sono più dei semplici mezzi per ottenere un fine, ma si convertono esse stesse nel fine da perseguire per il tossicodipendente, senza dimenticare che dalla marijuana si può passare a droghe come le anfetamine, grandi alteranti con effetti molto pericolosi e perciò stesso collocati in tabella due (livello di rischio elevato) dall OMS o la cocaina (più diffusa di quanto non si pensi tra i giovani, crea grandi sbalzi d umore e assuefazione), che genera sensazioni molto intense ma di breve durata e fa venire voglia di riassumerla subito. La cannabis, in particolare, è una sostanza alterante e psicoattiva che può spalancare i cancelli a sostanze ben più pesanti. In realtà, la maggior parte degli adolescenti che fa uso di cannabis dopo i diciotto anni (età in cui si raggiunge il picco) abbandona questa pratica, poiché viene meno la funzione sociale e rituale di quella sostanza. Chi, invece, continua (una minoranza) lo fa perché è diventato dipendente dagli effetti psicofisici di quella sostanza. Il relatore parenteticamente ricordava che chi non fuma sigarette difficilmente farà uso di cannabis nel corso della propria vita. Coloro i quali mal sopportano l odore delle sigarette, in altre parole, saranno poco invogliati a provare questa sostanza. l dott. Rambaldi metteva, poi, anche in luce come le implicazioni e le conseguenze negative legate alle droghe non siano solamente di natura clinica o medica, ma vadano esaminate anche da una prospettiva squisitamente sociologica, poiché comprare il classico caccolo di marijuana o hashish che passa tra le mani dei nostri figli va a ingrassare le tasche della criminalità organizzata. È, quindi, una chiara violazione della legge e uno schiaffo morale (e fisico) alla legalità. L alcool è una sostanza dagli effetti nocivi (perlomeno immediati) senz altro maggiori rispetto alla cannabis, e nonostante il giusto divieto agli esercenti di vendere sostanze alcooliche ai minorenni molto diffusa nel mondo giovanile. Come si diceva, negli ultimi anni si sono scoperte una serie di controindicazioni legate all assunzione di alcool soprattutto nei ragazzi più giovani. Oggi sappiamo che l alcool fa male: fa male, soprattutto, al fegato e, se assunto in quantità smodate, può portare a conseguenze molto gravi, come il coma etilico (e di coma etilico si muore). L alcool, oltretutto, è una sostanza che il nostro organismo non digerisce e i ragazzini non hanno ancora gli enzimi necessari al suo smaltimento. Quando scatta la dipendenza? La dipendenza si configura nel momento in cui una sostanza non viene più utilizzata in modo sociale, ma per il proprio benessere psicofisico e, quindi, individualisticamente o egoisticamente. Insomma, quando se ne fa un uso personale per alleviare le fatiche e lo stress quotidiano, come si fa col caffè, con le sigarette o col bicchiere di vino a fine giornata. Tutte le sostanze (o le abitudini) fin qui citate procurano piacere (non dobbiamo nasconderlo e non dobbiamo condannarle in toto nella loro inseità con atteggiamento moralistico e poco costruttivo), e sono spesso usate come strumento di autocura. Si pensi all aperitivo serale: il cosiddetto happy-hour ha un valore rituale intrinseco, che sancisce la fine della giornata. È il momento in cui, finalmente, possiamo rilassarci e mettere da parte per un po ansie e preoccupazioni. Ma quando diventano mezzi di alienazione e sistematica fuga dalla realtà in noi dovrebbe risuonare un campanello d allarme. Il dott. Rambaldi, a fronte di questo quadro per certi versi apocalittico per i genitori, ha concluso cercando di dare una risposta alla domanda: Cosa possiamo fare?. Ciò che possiamo fare è interrogarci su che modello siamo per i nostri figli. Dobbiamo chiederci: Che rapporto ho con i consumi? Che modello sono, io, per i miei figli? Questo perché, come è stato detto più volte, tutto passa da chi noi siamo, da cosa rappresentiamo per i nostri ragazzi e che alternative siamo in grado di offrire in maniera credibile. Dobbiamo essere capaci, nella vita di tutti i giorni, di dare e di darci dei limiti; di dire dei no ed essere i primi a rispettarli; di imparare a sopportare le frustrazioni (che sono sane per crescere) e non evitarle ai nostri figli, facendoli vivere sotto una inautentica campana di vetro. Ha preso, poi, la parola la dott.ssa Bertolotti, che ha esordito ricordando che da anni con Spazio giovani porta avanti un discorso di prevenzione sul tema delle dipendenze girando per le scuole del circondario, affrontando e approfondendo l aspetto dei rischi e delle conseguenze negative coi ragazzi.

3 Dal contatto serrato e continuativo con adolescenti e preadolescenti, la relatrice ha potuto rilevare come vi sia un terrore diffuso tra i ragazzi di essere diversi dagli altri e di essere, per questa ragione, esclusi o emarginati. Come spesso avviene, il gruppo riveste un ruolo determinante nelle dinamiche relazionali, esercitando una pressione ed un condizionamento tali da portare i soggetti più fragili a sperimentare le sostanze più disparate (dall alcool alla cannabis, fino a droghe più pesanti) pur di farsi accettare dal branco e sentirsi accolti. I ragazzi a rischio, che cedono alla tentazione (o imposizione sociale?) di provare la sigaretta, la birra, la canna etc., sono solitamente gli elementi più deboli, con alle spalle famiglie poco attente, e con pochi punti riferimento solidi e mete sfumate davanti agli occhi. Questa incertezza di fondo miete le prime vittime ed è un riverbero corrusco dell omologazione inautentica e impersonale cui la società ci conduce (e ci abitua) sin da piccoli, incanalandoci. La psicologa, poi, portava avanti una riflessione sul tema dei paletti e dei freni con cui il mondo degli adulti, attraverso leggi e regolamenti interni, cerca di arginare il fenomeno dell uso e dell abuso di fumo, alcool e droghe tra i minorenni. La dott.ssa Bertolotti metteva in risalto come, da un lato, i ragazzi stessi si sappiano organizzare in vario modo (e facendo ricorso a diversi espedienti e sotterfugi) per aggirare l ostacolo della legalità. In questo senso, la relatrice portava l esempio dei capannelli di studenti nei cortili delle scuole durante l intervallo: i ragazzi al centro fumano, mentre quelli che sono assiepati tutt intorno impediscono con il proprio corpo a docenti e vigilanti di vedere chi effettivamente stia fumando. Gli adulti, quindi, vedono in lontananza la nuvoletta di fumo, ma non riescono ad individuare il colpevole. Dall altro lato, esiste il divieto per i locali e i bar di vendere alcool o sigarette ai minori di sedici anni, ma la dott.ssa Bertolotti si chiedeva: Quanti effettivamente rispettano tale divieto?. E questo è un punto focale, un nodo di Gordio di fondamentale importanza, perché se noi adulti temiamo le conseguenze negative che le dipendenze possono arrecare ai nostri figli (fisicamente e psicologicamente), allora dobbiamo essere i primi a impegnarci nel dare il buon esempio e nel fare seguire alle parole (per quanto giuste e sacrosante) i fatti. La relatrice ha, poi, passato in rassegna le varie sostanze e l uso che i ragazzi ne fanno, a cominciare dalla cannabis. All inizio della sua carriera, la psicologa non attribuiva alla marijuana un grado di pericolosità molto elevato, partendo dall assunto che in sé e per sé non crea dipendenza e che non sono accertati a livello medico e scientifico danni significativi sull organismo umano (e senz altro inferiori, ad esempio, a quelli provocati dall alcool). Tuttavia, nel corso della propria esperienza, confrontandosi con tante realtà e racconti di vita vissuta, si è dovuta ricredere. Innanzi tutto, consumare cannabis comporta una serie di criticità e rischi connessi legati allo spaccio e, conseguentemente, al mancato rispetto della legalità; in seconda battuta, la cannabis rende aggressivi e il principio attivo della marijuana oggi è più concentrato rispetto a quello di venti/trent anni fa. All uso della cannabis, inoltre, pare siano da associare difficoltà nell apprendimento, problemi per quanto riguarda la memoria a breve termine e le capacità attentive e di concentrazione. La cannabis può essere un fattore aggregante, un elemento (e uno strumento) di socializzazione, ma la dott.ssa Bertolotti raccontava come alcuni ragazzi, che si erano creati un giro di amicizie (o presunte tali) spacciando, nel momento stesso in cui decidevano di smettere con le canne e con lo spaccio, restavano soli. La verità sta nel mezzo come recita il famoso adagio- e non è vero che la marijuana faccia morire, come non è vero che non abbia controindicazione alcuna. La dott.ssa Bertolotti è, poi, passata a parlare di alcool ed effetti collaterali. L alcool, a differenza della cannabis (per lo meno in Italia), è socialmente accettato e tollerato, forse troppo considerando le gravi conseguenze (e non solo fisiche) cui può condurre. Avere un tasso alcolemico molto alto nel sangue può portare non solo al coma etilico (e, quindi, alla morte), ma anche a compiere atti che da sobri non faremmo mai, arrivando -nei casi estremi- anche a commettere dei reati, come violenze sessuali o infrazioni del codice della strada. Come psicologa, la dott.ssa Bertolotti è preoccupata del fatto che i giovani sempre più spesso cerchino delle scorciatoie, senza passare dal via (ma, come nel noto gioco da tavolo, questo può significare andare dritti in prigione), per evitare le difficoltà e le sofferenze della vita. Affrontare gli spauracchi e i draghi del vivere quotidiano, invece, è molto importante per costruirsi quegli anticorpi necessari a contrastare e superare le avversità di tutti i giorni, dalle più piccole alle più grandi. Di fronte ai dispiaceri, ai dolori, ai lutti non dobbiamo girare la testa o nasconderla sotto la sabbia come fanno gli struzzi. I lutti, pian piano, vanno elaborati e la cognizione del dolore (per dirla con Gadda) è un sentimento inderogabile. Ma viviamo in una società che sempre più tende a rimuovere e occultare il dolore, a rifuggire le fatiche. E ancora una volta noi adulti e genitori abbiamo le nostre responsabilità poiché, volendo evitare ai nostri figli paturnie e malesseri in senso lato, finiamo per sostituirci a loro. Così li facciamo vivere sotto una campana di vetro, in un mondo irreale. Ma quando un giorno, volenti o nolenti, si troveranno a dover affrontare la nuda e dura realtà, saranno in difficoltà e, poco avvezzi a mettersi in gioco in prima persona, sceglieranno molto probabilmente la via più semplice (e dannosa). La dott.ssa Bertolotti, in chiusura, registrava come nel corso della propria esperienza professionale abbia incontrato diverse madri molto dolci, amorevoli e affettuose, che, però, hanno

4 commesso l errore di essere troppo permissive. Questo è il rovescio della stessa medaglia: ci vuole equilibrio nell educare i figli, che vanno accompagnati e seguiti, magari da un po più lontano quando crescono e, non essendo più dei bambini (ma nemmeno degli adulti) si arriva al momento inevitabile (e improcrastinabile a oltranza) del taglio del cordone ombelicale. Che il cordone venga reciso, tuttavia, non significa che dobbiamo abbandonare i nostri figli a sé stessi e al loro destino. Significa che è arrivato il momento che camminino da soli, che operino le loro scelte e che coltivino le loro passioni, ma senza che smettano di sentire il nostro amore, la nostra preoccupazione per loro e un po di sano fiato sul collo. L ultimo intervento è stato quello della prof.ssa Fiammetta Zanetti dell I.P.S.I.A F.lli Taddia di Cento. La disamina della relatrice, che ha avuto come oggetto il ruolo e la responsabilità educativa di genitori e docenti su un tema delicato come quello delle dipendenze tout court, ha preso le mosse da un assioma incontrovertibile: l adolescenza oggi dura troppo. Oggi uomini di venti/trant anni vivono ancora a casa con i genitori. La famiglia nel corso degli ultimi decenni (e segnatamente negli ultimi anni) ha subito una drastica, seppur graduale, trasformazione: da famiglia etica (che propone un modello educativo improntato alla legalità e al rispetto delle regole) si è passati ad una famiglia affettiva, fondata sul dialogo e sulla comprensione. Il fatto che gli adolescenti si contrappongano alla figura dell adulto e a ciò che essa rappresenta o incarna è normalissimo e non deve stupire; d altra parte, non è possibile a priori determinare un modo univoco e unilaterale per veicolare gli stessi valori (e per costruire la stessa corazza dai pericoli del mondo) ai nostri figli, dacché ogni ragazzo è un universo a sé e quello che vale per uno non vale per l altro e viceversa. Il punto, però, è che non possiamo (né dobbiamo) mai rinunciare al nostro ruolo, e dobbiamo (e possiamo) restare dentro ai nostri panni di genitori, comprese le scarpe. Come si fa, però? Quello di genitore è il vero mestiere più antico del mondo, e soprattutto il più difficile. La prof.ssa Zanetti faceva notare come spesso i ragazzi ci spiazzino, ponendoci domande che ci mandano in crisi, poiché a tutta prima non abbiamo la risposta in tasca, e ci pongono tali domande quando meno uno se l aspetta. Così, di primo acchito, ci viene da dare la prima risposta che ci viene in mente, pur di non perdere ai loro (e ai nostri) occhi la nostra autorevolezza genitoriale. Ma questo è il miglior modo per perderla. È meglio non parlare di qualcosa che non conosciamo. Se, per esempio, come un acquazzone d estate dovesse piombare sulla nostra testa una domanda del tipo quali sono gli effetti della cannabis?, oppure è vero che l alcool fa bene?, ma non ne conosciamo la risposta, è sempre meglio aspettare e, prima di dire qualsiasi cosa, documentarsi. Il fatto è che oggi stiamo poco con i nostri figli e preferiamo riempire il loro tempo con attività di vario genere piuttosto che passare il nostro tempo con loro e accanto a loro, aiutandoli a crescere e crescendo insieme. Così succede che, quando stiamo con loro, tendiamo a concedere troppo e a darle tutte vinte, perché non lo vedo mai: vuoi che gli dica anche di no?. Ed è proprio questo il problema: non siamo capaci di dire di no quando è necessario e di dialogare fino in fondo con loro, mostrando gli aspetti negativi che possono annidarsi dentro ad abitudini e stereotipi diffusi. Lo faccio perché lo fa anche il mio amico ; i suoi genitori non gli dicono niente ; lui torna alle quattro. Frasi di questo tipo tintinnano come la goccia che scava la roccia. Ma la roccia non deve cedere, non deve sgretolarsi. È fondamentale che i genitori e la famiglia restino dei capisaldi adamantini, inscalfibili (il più possibile); dei punti di riferimento incrollabili. Non sempre, del resto, quelle frasi corrispondono a verità. Dobbiamo essere in grado di dire dei no, non monolitici ma motivati, ma comunque dei no fermi. E poi restare sul pezzo, dialogare con nostro figlio, capire cosa gli passa per la mente, che cosa sta attraversando. Rispetto al tema delle dipendenze, come genitori non possiamo abbassare la guardia, perché è un campo su cui si combatte una battaglia decisiva. Quella odierna è un adolescenza che è stata definita liquida, nel senso che è sfuggente e se non trova un solido appiglio, punto di riferimento saldo nei genitori (e nella scuola) con grande facilità trova il modo di svicolare e trovare (e provare) una nuova trasgressione, una nuova sostanza. Ancora una volta è stato ribadito un concetto cardine: in tutto questo la famiglia ha una grande responsabilità, poiché siamo il primo e più importante modello per i nostri figli. Oramai la società (soprattutto quella virtuale) non è più un utile appoggio in senso etico ed educativo per i genitori, poiché è un caleidoscopio di messaggi psichedelici e disorientanti, quando non addirittura espressamente devianti. E in questo magma indistinto la figura di un genitore forte, capace di controproposte positive è fondamentale. Viviamo in una società contradditoria, in cui noi adulti siamo i primi ad abusare dello smartphone (a scapito del tempo che potremmo passare con i nostri figli), a vendere e consumare alcoolici, a fumare etc. In questo senso, siamo figure poco credibili nel momento in cui imponiamo (o vogliamo imporre) dei diktat assoluti, non negoziabili, che in realtà sono contraddetti dal nostro comportamento. In tutto questo, un vantaggio il nuovo modello di famiglia affettiva ce l ha rispetto ad una famiglia etica ed autoritaria: il dialogo. Attraverso il dialogo, portando delle motivazioni convincenti, negoziando (come ha sottolineato il dott. Rambaldi) è possibile con-vincere (e, quindi, vincere

5 insieme ). È possibile, insomma, far sentire ai nostri figli la nostra vicinanza alle loro difficoltà e ai loro problemi e far loro sapere che noi ci siamo, che noi siamo lì ad indicare la via con dei no, con dei perché, ma anche con dei beh, avevi ragione tu!. Lo smartphone, notava la prof.ssa Zanetti, è uno strumento meraviglioso, che ti consente di trovare quel che cerchi seduta stante, in presa diretta, ma è anche uno strumento ipnotico, che ti rende schiavo e vittima di un incantesimo che ti distoglie dalla vita vera e che ti toglie il gusto dell attesa, della fatica della ricerca e della rielaborazione. Manca l aspetto emozionale. Un altra conseguenza dell uso eccessivo dello smartphone (fino a quella che a buon diritto può definirsi una vera e propria dipendenza ) è il mancato sviluppo del senso critico nei ragazzi e della curiosità: quando troviamo la pappa pronta viene meno la curiosità di sapere come è stata cucinata. Perciò la relatrice invitava i genitori ad abituare i ragazzi a fare delle sane fatiche, come aiutare in casa o studiare prima di uscire, per far capire loro che ciò che ricevono non piove dal cielo e per far gustare loro il sapore della gioia di ottenere qualcosa con le proprie forze. Abituiamo i nostri figli a vivere le fatiche, a sopportare i dolori e a non fruire passivamente del piacere che deriva dal consumo. I figli di oggi sono dei piccoli principi, attorniati da un entourage di zii, nonni, genitori ai loro piedi e al loro servizio, principi protetti (o iperprotetti) ma, poi, incapaci di conquistarsi un loro regno. Il mestiere di genitore è tosto, ma dà anche grandi soddisfazioni. È verissima la frase pronunciata dal signor Méndez nel cortometraggio Il circo della farfalla diretto da Joshua Weigel: "Più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo". Lottare per educare i nostri figli come gladiatori nell arena è una prospettiva dura, forse estenuante, ma ne vale davvero la pena. A volte ci sentiremo dire che siamo pesi o che siamo dei matusa, dei dinosauri, ma è di assoluta e vitale importanza restare lì con i nostri figli, affrontare le grandi e piccole difficoltà quotidiane, come figure solide e ferme. Alla strategia della fermezza dialogante, il dott. Rambaldi (in un estemporaneo botta e risposta con la prof.ssa Zanetti) proponeva la strategia della reciprocità e della negoziazione. Alcuni genitori facevano notare come spesso non sia facile dire dei no in assoluto e, poi, farli rispettare. Come si diceva in apertura, non esistono panacee o ricette valide per tutti; in realtà, le due soluzioni proposte non sono in contraddizione tra loro e non si escludono vicendevolmente, ma sono perfettamente compatibili e complementari. La reciprocità di cui parlava Rambaldi di certo non nega la necessità di porre dei paletti fermi ai nostri figli, ma declina la negazione o il divieto in senso più elastico. Partendo dal dato di fatto che gli adolescenti pretendono di essere autonomi e indipendenti per le cose che fanno loro comodo (come, ad esempio, uscire fino a tardi), devono, però, assumersi anche le annesse responsabilità, sulle quali, invece, spesso glissano. Ed è qui che entra in gioco il procedimento della psicologia inversa. Alla base della reciprocità sta un altra idea, quella del contratto : il genitore e il figlio stipulano un patto nel quale le due parti contraenti fissano delle regole e si impegnano a rispettarle. Io, genitore, ti concedo in occasioni particolari di tornare alle 02:00 di notte, ma tu, figlio, devi tornare alle due, altrimenti il patto salta. In cambio, il figlio s impegnerà a prendere dei buoni voti a scuola, ad aiutare a pulire, a rispettare gli orari etc. Patti chiari, insomma, amicizia lunga. Le regole vengono stabilite dal genitore, ma con un margine di apertura alla negoziazione e al dialogo (con una soglia ben chiara, comunque, oltre la quale non si può andare). Il contratto non è fisso una volta per tutte, ma (come del resto la Costituzione italiana) modificabile in qualsiasi momento, sempre, però, rispettando le regole del gioco. In tutto questo, ad ogni modo, è fondamentale la coerenza: ci sono punti su cui il genitore non può mollare, altrimenti perde di credibilità e diventa egli stesso una figura liquida, e non più un solido punto di riferimento o modello fermo. La prof.ssa Zanetti ha concluso il suo intervento aprendo uno spiraglio alla speranza, dicendo che sarebbe stato bello uscire da questo incontro con l acquisita consapevolezza dell importanza di far sapere ai nostri figli e studenti che il mondo in cui viviamo è senz altro difficile e pieno di insidie, ma che insieme (dialogando, confrontandoci e, a volte, scontrandoci) lo possiamo affrontare. Non è giusto né onesto dipingere loro un mondo invivibile e orrendo, fatto di droghe e false suggestioni dietro ad ogni angolo, dimenticando e omettendo che dalle insidie di quel mondo si possono proteggere e che noi siamo lì vicini a loro non solo per aiutarli e guidarli, ma anche per renderli capaci di scegliere le cose buone e scartare quelle cattive, insomma: per renderli veramente autonomi. Generalizzare è sbagliato, perché il ragazzo, spaventato e basta, si arrenderà a non vivere o a essere protagonista di quel mondo negativo. L adolescente è in un momento della propria esistenza estremamente delicato e spesso si trova su un crinale molto pericoloso in cui è portato o costretto a scegliere. Vive sicuramente una crisi d identità legato al distacco dai genitori ed è desideroso di trovare una propria dimensione, un posto per il proprio io. Il nostro compito di genitori e insegnanti è quello di rendere i nostri ragazzi degli spiriti critici, e di aiutarli a cercare e trovare sé stessi. Essere bravi genitori, in ogni caso, non è facile e a volte è sbagliato persino essere dei genitori troppo bravi, dei genitori perfetti. Chi ha dei genitori imperfetti quando è piccolo, a volte si trova avvantaggiato nel periodo dell adolescenza, poiché nel corso dell infanzia ha avuto modo di crearsi gli

6 anticorpi e le difese immunitarie necessari ad affrontare il mondo; chi, invece, ha avuto dei genitori molto (o troppo) attenti nei primi anni di vita, rischia di trovarsi in difficoltà e di far fatica a staccarsi dal famoso cordone ombelicale. Ad ogni modo, l adolescenza è un momento di passaggio e i rapporti tra genitore e figlio che a volte si raffreddano in quegli anni, possono essere tranquillamente recuperati dopo. Essere bravi genitori può significare, talvolta, fare un passo indietro rispetto alla propria immagine di genitori modello, quando questa rischia di diventare uno stereotipo, un ombra di quel che siamo in realtà. Essere bravi genitori, come sempre, è tutta una questione di equilibrio. Prof. Filippo Tedeschi

Informazioni per utenti e familiari

Informazioni per utenti e familiari LA DEPRESSIONE MAGGIORE Informazioni per utenti e familiari In questa dispensa parleremo di depressione e dei problemi che può dare nella vita di una persona. Nella vita, è comune attraversare periodi

Dettagli

redditizia della criminalità organizzata, il tentativo di stroncarla è ancora in fase di estenuante lavoro, aggravato anche dalle complicità e

redditizia della criminalità organizzata, il tentativo di stroncarla è ancora in fase di estenuante lavoro, aggravato anche dalle complicità e LA DROGA La diffusione del fenomeno droga ha assunto dimensioni allarmanti. Quali le cause di questo gravissimo male della società moderna? Quali possibili rimedi? Bisogna considerare il drogato un reo

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

Cosa ti porti a casa?

Cosa ti porti a casa? 8. L o p i n i o n e d e i r a g a z z i e d e l l e r a g a z z e Cosa ti porti a casa? A conclusione dell incontro di restituzione è stato richiesto ai ragazzi di riportare in forma anonima una valutazione

Dettagli

ADOLESCENTI AL BIVIO TRA DIPENDENZE E LIBERTÀ

ADOLESCENTI AL BIVIO TRA DIPENDENZE E LIBERTÀ ANTONELLO VANNI ADOLESCENTI AL BIVIO TRA DIPENDENZE E LIBERTÀ Manuale sulla prevenzione delle dipendenze per genitori, educatori e insegnanti INDICE Premessa: adolescenti al bivio, ma non più soli PARTE

Dettagli

Alcol, droghe e comportamenti a rischio

Alcol, droghe e comportamenti a rischio 26 marzo 2014 h. 09.10-11.00: LEZIONE DI LEGALITA Alcol, droghe e comportamenti a rischio prof.ssa Alessandra Busulini Mosaico - classi 1 e : prevenzione all uso di alcol Mosaico - classi 2 e : prevenzione

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO

CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO Sommario Questo capitolo l aiuterà a pensare al suo futuro. Ora che è maggiormente consapevole dei suoi comportamenti di gioco e dell impatto che l azzardo

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile Novembre 2011 Nel primo incontro di questo giornalino ognuno di noi ha proposto la sua definizione di lavoro minorile e ha raccontato la sua esperienza. personale.

Dettagli

Il prossimo progetto

Il prossimo progetto Il prossimo progetto Probabilmente avrei dovuto usare una pietra più chiara per il pavimento. Avrebbe sottolineato la dimensione naturale della hall di ingresso, o forse è sbagliato il legno, anche se

Dettagli

GIANLUIGI BALLARANI. I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe

GIANLUIGI BALLARANI. I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe GIANLUIGI BALLARANI I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe Individuarli e correggerli VOLUME 3 1 GIANLUIGI BALLARANI Autore di Esami No Problem Esami No Problem Tecniche per

Dettagli

La gestione della sfera emotiva e delle relazioni sociali per i bambini e ragazzi con ADHD. Dott.ssa Francesca Potena Pedagogista clinico

La gestione della sfera emotiva e delle relazioni sociali per i bambini e ragazzi con ADHD. Dott.ssa Francesca Potena Pedagogista clinico La gestione della sfera emotiva e delle relazioni sociali per i bambini e ragazzi con ADHD Dott.ssa Francesca Potena Pedagogista clinico Perché parlare di gestione emotiva? ADHD è un disturbo che colpisce

Dettagli

Prevenzione delle dipendenze: qualche consiglio per i genitori

Prevenzione delle dipendenze: qualche consiglio per i genitori Prevenzione delle dipendenze: qualche consiglio per i genitori 1 Contenuti della presentazione I motivi del consumo Tabacco, alcol, canapa I comportamenti problematici: l esempio della ciberdipendenza

Dettagli

L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA

L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA Come affrontarla a scuola e in famiglia. Centro AP - Psicologia e Psicosomatica Piazza Trasimeno, 2-00198 Roma - Tel: 06 841.41.42 - www.centroap.it 1 Perché tanta attenzione?

Dettagli

Adolescenza: la coppia scoppia?

Adolescenza: la coppia scoppia? Adolescenza: la coppia scoppia? Cambiamento e conflittualità in adolescenza dei genitori e dei figli Valeria D Anchise Psicologa, Psicoterapeuta, Diagnosi DSA Sonja Riva Professional Counselor, Mediatrice

Dettagli

Da una parte. D altra parte. Tutto quello che occorre sapere su alcol e droghe nei luoghi di lavoro.

Da una parte. D altra parte. Tutto quello che occorre sapere su alcol e droghe nei luoghi di lavoro. Da una parte. D altra parte. Tutto quello che occorre sapere su alcol e droghe nei luoghi di lavoro. Alcol e droghe sul lavoro Perché dire NO Non vogliamo vietare nulla Mettiamo le cose in chiaro: non

Dettagli

Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana

Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana Il Progetto di Educazione Scientifica promosso dalla Regione Toscana ha coinvolto i docenti in un attività

Dettagli

Centro Documentazione SerT Arezzo COSA NE SO? QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE POSSEDUTE SU DROGHE E ALCOL. Barrare la risposta corretta

Centro Documentazione SerT Arezzo COSA NE SO? QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE POSSEDUTE SU DROGHE E ALCOL. Barrare la risposta corretta Centro Documentazione SerT Arezzo COSA NE SO? QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE POSSEDUTE SU DROGHE E ALCOL Barrare la risposta corretta A cura della Dott.ssa Cristina Cerbini Febbraio 2006

Dettagli

PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI

PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI Cos è la meditazione e a cosa serve nel processo educativo La meditazione

Dettagli

Istituto Santelia Cantù

Istituto Santelia Cantù 30 gennaio 2012; primo incontro (Riccardo) Istituto Santelia Cantù Classe 1 f liceo scientifico Brain storming DIPENDENZA: droga, alcool, farsi figo, fumare, monotonia, dimenticare, gioco, isolamento,

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

FAMIGLIA ED EDUCAZIONE

FAMIGLIA ED EDUCAZIONE FAMIGLIA ED EDUCAZIONE Card. Carlo Caffarra Cari genitori, ho desiderato profondamente questo incontro con voi, il mio primo incontro con un gruppo di genitori nel mio servizio pastorale a Bologna. Sono

Dettagli

COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO

COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO Studiare non è tra le attività preferite dai figli; per questo i genitori devono saper ricorrere a strategie di motivazione allo studio, senza arrivare all

Dettagli

ricerca di relazioni sociali e affettive fuori dalla famiglia, con i coetanei; è

ricerca di relazioni sociali e affettive fuori dalla famiglia, con i coetanei; è L adolescenza è una fase di sviluppo che copre approssimativamente il periodo che va dagli 11 ai 22 anni. La parola pubertà è spesso utilizzata per denotare manifestazioni fisiche dello sviluppo sessuale.

Dettagli

MESSA IN ATTO DI AZIONI RISCHIOSE

MESSA IN ATTO DI AZIONI RISCHIOSE ADOLESCENTI E COMPORTAMENTI A RISCHIO Esigenza di unicità e visibilità messa in atto di comportamenti di provocazione, o comunque eccentrici. Scopo: anticipare l adultità anche attraverso comportamenti

Dettagli

ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI

ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI Relazione Incontro del 15 ottobre 2015 ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI Relatore: Dott. Marco Chistolini Psicologo, psicoterapeuta e formatore Il tema centrale della ricerca è il rapporto con la storia

Dettagli

Quello Che Non Ti Dicono Sul Network Marketing

Quello Che Non Ti Dicono Sul Network Marketing Quello Che Non Ti Dicono Sul Network Marketing Ciao da Matteo Nodari di Network Marketing Top Strategy! Come ti dicevo il network marketing è uno dei settori più controversi e fraintesi di tutti i tempi.

Dettagli

Indagine conoscitiva sui ragazzi delle classi Terze delle Scuole Medie Inferiori

Indagine conoscitiva sui ragazzi delle classi Terze delle Scuole Medie Inferiori Indagine conoscitiva sui ragazzi delle classi Terze delle Scuole Medie Inferiori porta avanti da diversi anni interventi di informazione-educazione nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuti da un medico

Dettagli

I 47 Errori Più Comuni Della Seduzione

I 47 Errori Più Comuni Della Seduzione I 47 Errori Più Comuni Della Seduzione "Il Primo Ebook In Italia Che Ti Svela Gratuitamente Tutti Gli Errori Che Commetti Durante La Seduzione" Istruzioni passo per passo... Parte 1 Dal 1 al 10 1 I 47

Dettagli

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali)

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Al mare, verso gli undici anni, avevo fatto amicizia con un bagnino. Una cosa innocentissima, ma mia madre mi chiedeva

Dettagli

Codice Deontologico del Volontario adottato dalla Federazione Cure Palliative

Codice Deontologico del Volontario adottato dalla Federazione Cure Palliative Art.5. Agisce senza fini di lucro anche indiretto e non accetta regali o favori, se non di modico valore. ASSOCIAZIONE VOLONTARI ASSISTENZA PAZIENTI ONCOLOGICI Codice Deontologico del Volontario adottato

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

VIETATO NON VIETATO. Claudio Barbaranelli, Roberta Fida, Valerio Ghezzi

VIETATO NON VIETATO. Claudio Barbaranelli, Roberta Fida, Valerio Ghezzi 1 VIETATO NON VIETATO Indagine nazionale sull accesso dei minori ad alcol, fumo, videogiochi non adatti ai minori, giochi con vincita in denaro, pornografia Claudio Barbaranelli, Roberta Fida, Valerio

Dettagli

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci Pensieri. Perché? Cara dottoressa, credo di avere un problema. O forse sono io il problema... La mia storia? Stavo con un ragazzo che due settimane fa mi ha lasciata per la terza volta, solo pochi mesi

Dettagli

Questionario Studenti Analisi e Commento dei dati

Questionario Studenti Analisi e Commento dei dati Questionario Studenti Analisi e Commento dei dati 7 Area di indagine: Io e il fumo Analisi e commento dei dati All interno di questa prima area di indagine le asserzioni fra cui gli alunni erano chiamati

Dettagli

I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI

I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI Per comportamenti problematici si intendono pratiche quali il fumo, il bere alcoolici, il consumo di cannabinoidi e situazioni di aggressività come il bullismo. In questa sede

Dettagli

Relazioni fra istituzioni: famiglia, scuola e rischio in adolescenza

Relazioni fra istituzioni: famiglia, scuola e rischio in adolescenza Relazioni fra istituzioni: famiglia, scuola e rischio in adolescenza Dott.ssa Manuela Bina Ph.D.* ** in collaborazione con Elena Cattelino**, Silvia Bonino*, Emanuela Calandri* *Università degli Studi

Dettagli

Il benessere educativo che i figli ci chiedono

Il benessere educativo che i figli ci chiedono Il benessere educativo che i figli ci chiedono Maristella Meli IL BENESSERE EDUCATIVO CHE I FIGLI CI CHIEDONO affetto e disciplina nella genitorialità www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maristella

Dettagli

Internet Addiction Disorder : la terapia in tempi brevi

Internet Addiction Disorder : la terapia in tempi brevi Internet Addiction Disorder : la terapia in tempi brevi di Chiara Ratto Un ossessione vissuta alla sazietà si annulla nei suoi stessi eccessi. E. M. Cioran Al giorno d oggi, leggendo le riviste, i quotidiani,

Dettagli

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it Favorire l autostima nel bambino Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it 1 Un senso di impotenza si sviluppa in seguito all incapacità di influenzare positivamente le proprie

Dettagli

Come imparare a disegnare

Come imparare a disegnare Utilizzare la stupidità come potenza creativa 1 Come imparare a disegnare Se ti stai domandando ciò che hai letto in copertina è vero, devo darti due notizie. Come sempre una buona e una cattiva. E possibile

Dettagli

Manuale di autovalutazione genitoriale

Manuale di autovalutazione genitoriale Manuale di autovalutazione genitoriale Io, genitore non per caso! Figli da 6 a 10 anni Strumento di riflessione sulla qualità del buon genitore a cura di Cesarino Marchioro. Ogni genitore potrà scegliere

Dettagli

<< La mia vita si consuma nel dolore; dammi forza secondo la tua Parola.>>

<< La mia vita si consuma nel dolore; dammi forza secondo la tua Parola.>> Salmo 119:28 > Cari fratelli e care sorelle in Cristo, Il grido di sofferenza del Salmista giunge fino a noi! Il grido di sofferenza

Dettagli

Responsabile e corretto utilizzo delle tecnologie digitali

Responsabile e corretto utilizzo delle tecnologie digitali Responsabile e corretto utilizzo delle tecnologie digitali Informazioni e indicazioni per i genitori Le tecnologie audiovisive e digitali sono strumenti molto utili per la formazione ed il divertimento

Dettagli

L importante è... ...evitare gli eccessi. Guida al gioco. ...divertirsi responsabilmente!...prevenire il gioco minorile!

L importante è... ...evitare gli eccessi. Guida al gioco. ...divertirsi responsabilmente!...prevenire il gioco minorile! L importante è......evitare gli eccessi...divertirsi responsabilmente!...prevenire il gioco minorile! Guida al gioco RESPONSABILE RISERVATO AL RICEVITORE aams aams aams Per diffondere il gioco responsabile,

Dettagli

Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze.

Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze. Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze. Roberto Babini (Allenatore di base con Diploma B UEFA) svolge da 13 anni l attività di allenatore.

Dettagli

Come uscire. dalle droghe

Come uscire. dalle droghe Come uscire dalle droghe Uscire dalle droghe è possibile in ogni Ho perso il controllo Un giovane può cadere facilmente nella trappola della droga, sia per curiosità, sia per una particolare situazione

Dettagli

Quando la famiglia raddoppia

Quando la famiglia raddoppia AI PADRI, ALLE MADRI, AI FIGLI Quando la famiglia raddoppia Guida INFORMATIVA alla separazione non più coniugi.. ma sempre genitori a cura di FABIO BARZAGLI NETWORK EDUCATIVO PATERNITA.INFO www.paternita.info

Dettagli

Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del. giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un

Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del. giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un 1 Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un attimo assentarmi, ma è una questione di cinque minuti. Devo uscire,

Dettagli

I disturbi del comportamento alimentare. Dott.ssa Bernardelli Sara Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

I disturbi del comportamento alimentare. Dott.ssa Bernardelli Sara Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale I disturbi del comportamento alimentare Dott.ssa Bernardelli Sara Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Cosa sono i disturbi alimentari (DCA)? Sono problematiche che riguardano il rapporto

Dettagli

La Famiglia nell era digitale

La Famiglia nell era digitale La Famiglia nell era digitale sabato 22 gennaio 2011 Firenze - Convitto della Calza Alcuni siti web che possono essere utilmente consultati per Navigare sicuri bambini e adulti Siti che possono essere

Dettagli

Via Belzoni 80 Via Belzoni 80 35121 Padova 35121 Padova tel +39 049 8278464 tel +39 049 8278458 fax +39 049 8278451 fax +39 049 8278451

Via Belzoni 80 Via Belzoni 80 35121 Padova 35121 Padova tel +39 049 8278464 tel +39 049 8278458 fax +39 049 8278451 fax +39 049 8278451 La.R.I.O.S. Laboratorio di Ricerca ed Intervento per l Orientamento alle Scelte DPSS Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione Centro di Ateneo di Servizi e Ricerca per la Disabilità,

Dettagli

IL COMITATO GLOBALE PER LA CANNABIS CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI

IL COMITATO GLOBALE PER LA CANNABIS CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI ITALIAN IL COMITATO GLOBALE PER LA CANNABIS CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI MEMBRI:= ROBIN ROOM BENEDIKT FISCHER WAYNE HALL SIMON LENTON PETER REUTER AMANDA FEILDING `lmvofdeq=«=qeb=_b`hibvclrka^qflk=ommu=

Dettagli

Trovare il lavorochepiace

Trovare il lavorochepiace Trovare il lavorochepiace Perché a molti sembra così difficile? Perché solo pochi ci riescono? Quali sono i pezzi che perdiamo per strada, gli elementi mancanti che ci impediscono di trovare il lavorochepiace?

Dettagli

IL MIO BAMBINO E IL RISPETTO

IL MIO BAMBINO E IL RISPETTO IL MIO BAMBINO E IL RISPETTO Laboratorio per genitori di bambini 0 11 anni Conduttore: dott.ssa Patrizia Garbin Le aspettative dei genitori che hanno partecipato al seminario sul rispetto sono state molteplici:

Dettagli

Come sta cambiando il mondo delle dipendenze nel mondo giovanile

Come sta cambiando il mondo delle dipendenze nel mondo giovanile Come sta cambiando il mondo delle dipendenze nel mondo giovanile Adolescenti, dipendenza da internet, gioco e possibili strategie preventive di scuola e famiglia Carlo Cenedese SerDAzienda ULSS 7 Regione

Dettagli

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi Introduzione Tina e Toni è un programma di prevenzione globale destinato alle strutture che accolgono bambini dai 4 ai 6 anni, come le scuole dell infanzia, le strutture d accoglienza e i centri che organizzano

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

MILENA GABANELLI IN STUDIO

MILENA GABANELLI IN STUDIO COME VA A FINIRE? Contanti saluti al nero aggiornamento del 15/4/2012 Di Stefania Rimini MILENA GABANELLI IN STUDIO Il 15 aprile scorso abbiamo proposto di ridurre drasticamente l uso del contante. Perché

Dettagli

Un sondaggio rivela che il 70% delle donne detesta questa ricorrenza Marte & Venere a confronto il 14 Febbraio

Un sondaggio rivela che il 70% delle donne detesta questa ricorrenza Marte & Venere a confronto il 14 Febbraio Un sondaggio rivela che il 70% delle donne detesta questa ricorrenza Marte & Venere a confronto il 14 Febbraio Sapevate che sia le donne single che quelle in coppia hanno gli incubi pensando alla Festa

Dettagli

SOCRATE E LE LEGGI DELLA CITTA. L esempio di un cittadino nell antichità

SOCRATE E LE LEGGI DELLA CITTA. L esempio di un cittadino nell antichità SOCRATE E LE LEGGI DELLA CITTA L esempio di un cittadino nell antichità Poiché Socrate non ha lasciato testi scritti, conosciamo la sua vita e il suo pensiero attraverso le opere di Platone, famoso filosofo,

Dettagli

Università per Stranieri di Siena Livello B1

Università per Stranieri di Siena Livello B1 Unità 4 Fare la spesa al mercato In questa unità imparerai: a capire testi che danno informazioni e consigli su come fare la spesa al mercato e risparmiare parole relative agli acquisti e ai consumi gli

Dettagli

SUGGERIMENTI DI ATTIVAZIONE

SUGGERIMENTI DI ATTIVAZIONE SUGGERIMENTI DI ATTIVAZIONE Documento di sintesi del Progetto Pilota AttivaMente Questo documento rappresenta un punto di arrivo di un progetto pilota interreg chiamato AttivaMente. AttivaMente è una delle

Dettagli

LA GUIDA PERICOLOSA IN ADOLESCENZA: FUNZIONI E FATTORI DI PROTEZIONE

LA GUIDA PERICOLOSA IN ADOLESCENZA: FUNZIONI E FATTORI DI PROTEZIONE Dipartimento di Psicologia Laboratorio di Psicologia dello Sviluppo LA GUIDA PERICOLOSA IN ADOLESCENZA: FUNZIONI E FATTORI DI PROTEZIONE Emanuela CALANDRI, Federica GRAZIANO Laboratorio Regionale Pensare

Dettagli

La fiducia. alle scelte di risparmio. Educare i giovani alla finanza e. consapevoli

La fiducia. alle scelte di risparmio. Educare i giovani alla finanza e. consapevoli dicembre 2010 Percorso formativo sperimentale di educazione economico-finanziaria Educare i giovani alla finanza e alle scelte di risparmio consapevoli La fiducia 2 La fiducia Durata: 1 ora. Obiettivo

Dettagli

DEFINIZIONE DI DIPENDENZA

DEFINIZIONE DI DIPENDENZA DIPENDENZA DA FUMO Il tabagismo è l'abitudine o dipendenza dal fumo di tabacco a cui consegue un'intossicazione di tipo cronico DEFINIZIONE DI DIPENDENZA Per dipendenza si intende una alterazione del comportamento

Dettagli

UNA COMUNITA IN CRESCITA

UNA COMUNITA IN CRESCITA UNA COMUNITA IN CRESCITA Proposte di formazione per bambini, ragazzi, insegnanti e genitori 2008-2009 2009 La Bottega dei Ragazzi Cooperativa Sociale Onluss Via Tintoretto 41 35020 Albignasego (PD) Tel.

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

In particolare, il settimo obiettivo prevede di assicurare la sostenibilità ambientale.

In particolare, il settimo obiettivo prevede di assicurare la sostenibilità ambientale. ASSICURARE LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE Nel settembre 2000, con l'approvazione unanime della Dichiarazione del Millennio, 191 Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto un patto globale di impegno congiunto

Dettagli

IL METODO CA. PA. LE. S.: CApire, PArlare, LEggere, Scrivere

IL METODO CA. PA. LE. S.: CApire, PArlare, LEggere, Scrivere IL METODO CA. PA. LE. S.: CApire, PArlare, LEggere, Scrivere Paola Casi paola.casi@italianoperme.it Il percorso naturale di acquisizione di una lingua madre per un bambino piccolo segue le tappe indicate

Dettagli

Violenza sui minori: i professionisti si interrogano

Violenza sui minori: i professionisti si interrogano Violenza sui minori: i professionisti si interrogano Focus territoriale Modalità di intervento a favore di minori vittime di violenza: come gli psicologi del Servizio Psicologico della Azienda Sanitaria

Dettagli

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B Il Quotidiano in Classe Classe III sez. B Report degli articoli pubblicati Dagli studenti sul HYPERLINK "iloquotidiano.it" Ilquotidianoinclasse.it Allestimento di Lorenzo Testa Supervisione di Chiara Marra

Dettagli

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 F= risposta degli alunni/figli G = risposta dei genitori F: 1- Cosa pensi della dipendenza elettronica?

Dettagli

Corso di sensibilizzazione all approccio approccio ecologico-sociale alla promozione del Benessere nella Comunità (mutuato da Metodo Hudolin)

Corso di sensibilizzazione all approccio approccio ecologico-sociale alla promozione del Benessere nella Comunità (mutuato da Metodo Hudolin) Corso di sensibilizzazione all approccio approccio ecologico-sociale alla promozione del Benessere nella Comunità (mutuato da Metodo Hudolin) Lunedì 12 settembre venerdì 16 settembre 2011 GLI ITALIANI

Dettagli

La diffusione del gioco d azzardo tra i giovani. Simone Feder

La diffusione del gioco d azzardo tra i giovani. Simone Feder La diffusione del gioco d azzardo tra i giovani Simone Feder 2004: Fabio Fabio, un ragazzo di 15 anni chiedeva un consiglio per aiutare suo padre, caduto da alcuni mesi in una rete sconosciuta che catturava

Dettagli

Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito

Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito che la globalizzazione ha degli effetti positivi per il

Dettagli

DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010

DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010 DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010 La famiglia etica EDUCAZIONE AUTORITARIA 1. Comando 2. Responsabilità del padre 3. Severità 4. Esemplarità 5. Paura e senso di colpa del bambino La famiglia

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

IL RISULTATO DEI VOSTRI CONTRIBUTI

IL RISULTATO DEI VOSTRI CONTRIBUTI #NOVIOLENZA CONTRO LO STALKING, IL FEMMINICIDIO, ED OGNI ALTRA FORMA DI VIOLENZA SULLE DONNE IL RISULTATO DEI VOSTRI CONTRIBUTI CONCRETI Durante le due settimane (dal 16 al 29 aprile) dell iniziativa No

Dettagli

CURRICULUM EDUCAZIONE AL BEN ESSERE SCUOLA SECONDARIA CLASSE 1ˆ

CURRICULUM EDUCAZIONE AL BEN ESSERE SCUOLA SECONDARIA CLASSE 1ˆ CURRICULUM EDUCAZIONE AL BEN ESSERE SCUOLA SECONDARIA CLASSE 1ˆ PERIODO TEMATICA DALLA CARTA DELLA TERRA 1 q. ED. ALIMENTARE Sviluppo di una coscienza alimentare. Conoscere e riconoscere i sapori. Apprezzare

Dettagli

Una guida per avviare il tuo business e guadagnare online. chi non ha un lavoro, è precario, è in condizioni economiche difficili

Una guida per avviare il tuo business e guadagnare online. chi non ha un lavoro, è precario, è in condizioni economiche difficili COME PARTIRE Una guida per avviare il tuo business e guadagnare online Questo report si pone l obiettivo di dare una concreta speranza a chi non ha un lavoro, è precario, è in condizioni economiche difficili

Dettagli

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 CLAUDIO BELOTTI LA VITA COME TU LA VUOI La belotti1.indd vita come tu 2 la vuoi_testo intero.indd 3 23/05/11 10/06/11 14.02 15:35 la vita come tu la vuoi Proprietà Letteraria

Dettagli

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94 DAL MEDICO A: Buongiorno, dottore. B: Buongiorno. A: Sono il signor El Assani. Lei è il dottor Cannavale? B: Si, piacere. Sono il dottor Cannavale. A: Dottore, da qualche giorno non mi sento bene. B: Che

Dettagli

METODOLOGIA DI ALLENAMENTO NELLA PALLAVOLO GIOVANILE

METODOLOGIA DI ALLENAMENTO NELLA PALLAVOLO GIOVANILE METODOLOGIA DI ALLENAMENTO NELLA PALLAVOLO GIOVANILE di Massimo Merighi La pianificazione e l organizzazione dell allenamento determinano la metodologia di allenamento che sarà determinata in funzione

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

«Mamma, dopo che il dottore ti ha detto

«Mamma, dopo che il dottore ti ha detto Indice Cominciamo 7 La curiosità di Alice 9 Un po di imbarazzo 25 Innamorarsi 43 Fare l amore 55 Concepimento 71 Gravidanza 83 La nascita 95 Il nostro corpo: le donne 111 Il nostro corpo: gli uomini 127

Dettagli

Realizzato nell ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Lazio con l utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Realizzato nell ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Lazio con l utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico Realizzato nell ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Lazio con l utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico Ludopatia Per ludopatia (o gioco d azzardo patologico)

Dettagli

L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA

L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA DONATA BIANCHI, SILVIA MAMMINI, ROSA DI GIOIA ...FINALITÀ verificare

Dettagli

EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ a.s. 2013/2014

EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ a.s. 2013/2014 questionario di gradimento PROGETTO ESSERE&BENESSERE: EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ a.s. 2013/2014 classi prime e seconde - Scuola Secondaria di I grado di Lavagno CLASSI PRIME Mi sono piaciute perché erano

Dettagli

CAPITOLO UNO AUTOVALUTAZIONE DELLE ABITUDINI DI GIOCO D AZZARDO

CAPITOLO UNO AUTOVALUTAZIONE DELLE ABITUDINI DI GIOCO D AZZARDO CAPITOLO UNO AUTOVALUTAZIONE DELLE ABITUDINI DI GIOCO D AZZARDO Sommario Questo capitolo tratta di gioco d azzardo e di gioco d azzardo problematico. Le esercitazioni di questo capitolo le consentiranno

Dettagli

DIETA ZONA, SUBITO IN FORMA E PER SEMPRE

DIETA ZONA, SUBITO IN FORMA E PER SEMPRE DIETA ZONA, SUBITO IN FORMA E PER SEMPRE di Daniela Morandi Prefazione di Barry Sears. Con la partecipazione di Claudio Belotti Copyright 2012 Good Mood ISBN 978-88-6277-409-3 Prefazione del dottor Barry

Dettagli

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando di aiutarvi a diventare tanti Papà Ricchi! 1. IL RICCO NON LAVORA PER DENARO

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando di aiutarvi a diventare tanti Papà Ricchi! 1. IL RICCO NON LAVORA PER DENARO Credo che nella vita sia capitato a tutti di pensare a come gestire al meglio i propri guadagni cercando di pianificare entrate ed uscite per capire se, tolti i soldi per vivere, ne rimanessero abbastanza

Dettagli

«Sono delle teste dure!» ma è proprio vero?

«Sono delle teste dure!» ma è proprio vero? «Sono delle teste dure!» ma è proprio vero? Consigli per motivare al comportamento sicuro sul lavoro Forse vi è già capitato di trovarvi nei panni di questo allenatore di hockey e di pensare che i vostri

Dettagli

Progetto: Interventi Psicosociali per le Demenze. Protocollo operativo:psicoterapia di gruppo per pazienti con Demenza e i loro familiari

Progetto: Interventi Psicosociali per le Demenze. Protocollo operativo:psicoterapia di gruppo per pazienti con Demenza e i loro familiari CENTRO MEDICO H. BERGER AVERSA Convenzionato con il S.S.N. Regione Campania - I.N.P.S. NEUROLOGIA-PSICHIATRIA-PSICOLOGIA-PSICOTERAPIE Sede Legale :Via Orabona n 33 Sede Operativa: Via Vito di Jasi n 16

Dettagli

4.5- L OFFERTA FORMATIVA COOPERATIVA SOCIALE PICCOLO PRINCIPE - ONLUS

4.5- L OFFERTA FORMATIVA COOPERATIVA SOCIALE PICCOLO PRINCIPE - ONLUS PIANO INTEGRATO DIRITTO ALLO STUDIO Anno Scolastico 2012 2013 4.5- L OFFERTA FORMATIVA COOPERATIVA SOCIALE PICCOLO PRINCIPE - ONLUS SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO SCUOLA SECONDARIA DI 2 GRADO

Dettagli

L amore viene considerato il motore del mondo, per amore (o pseudo tale) noi compiamo la

L amore viene considerato il motore del mondo, per amore (o pseudo tale) noi compiamo la Il vero Amore L amore viene considerato il motore del mondo, per amore (o pseudo tale) noi compiamo la maggior parte delle nostre azioni, inoltre credo che esso sia la cosa più bella che Dio ci ha donato,

Dettagli

GLOSSARIO. Studiare sicurezza

GLOSSARIO. Studiare sicurezza 59 Studiare sicurezza In che modo le Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati relative alla scuola primaria e a quella secondaria di primo grado possono aiutare a formulare percorsi di

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli

FORUM Regionale R/S ABRUZZO OGGI

FORUM Regionale R/S ABRUZZO OGGI Ho capito che la situazione dell altro è uguale alla mia: uscirne da soli è egoismo, insieme è POLITICA (Don Milani) Noi educhiamo i nostri ragazzi a sviluppare la propria individualità tanto nello spirito

Dettagli