C è lettera e lettera. Quella

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1 VENERDÌ 24 OTTOBRE In Italia (con Sette ) EURO 1,90 ANNO N. 252 Milano, Via Solferino 28 - Tel Roma, Via Campania 59/C - Tel Tempi liberi FONDATO NEL 1876 Oggi Trudie Styler, trent anni con Sting: «Come sopravvivo agli alti e bassi di un vero matrimonio d amore» Domani Sconnessi e in volo L ultimo spazio vuoto (riempito dai social) Servizio Clienti - Tel mail: 41024> Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano I conti, le promesse e l Europa NON È QUESTIONE DI SPICCIOLI di Antonio Polito C è lettera e lettera. Quella «strettamente confidenziale» che trovate oggi su tutti i giornali, inviata dalla Commissione europea all Italia, è severa nella forma; ma è niente a cospetto dell altra ben più drammatica spedita nel 2011 dalla Bce, che fu l inizio della fine dell era Berlusconi (e infatti quella il governo la tenne riservata; questa invece è stata subito resa pubblica, con grande irritazione di Bruxelles). La lettera è dunque innanzitutto l occasione per riflettere sui progressi fatti grazie ai sacrifici degli italiani, durante i governi Monti e Letta: se Renzi può permettersi oggi una «deviazione» dalle norme europee è solo perché l Italia è uscita dalla procedura d infrazione e ha riconquistato un minimo spazio di manovra. Meglio non dimenticarlo e non renderlo vano. Che la «significativa deviazione» dalle regole ci sia, è del resto fuori discussione. E la Commissione, in quanto «guardiana dei Trattati», non può non segnalarla, come ha fatto anche con Parigi. Quindi il problema sono le regole. Il governo Renzi ritiene che rispettandole aggraverebbe la spirale recessiva. Non avendo la forza di cambiarle, prova a forzarle, sperando che basti per invalidarle. È probabile che ci riesca, magari pagando un obolo (i 3,4 miliardi tenuti da parte servono a quello): la confusione è oggi grande sotto il cielo dell Europa, tutto dipende dalle previsioni macro-economiche di novembre. Ma non è detto che evitando la bocciatura di Bruxelles il problema sia risolto. Perché se ricominciamo a indebitarci ma il Pil non riparte, allora la sanzione potrebbe arrivare dai nostri creditori sui mercati. Nella manovra ci sono circa 18 miliardi di minori tasse destinati a rilanciare la crescita. I dieci investiti per gli 80 euro finora non hanno funzionato, speriamo nel taglio Irap e negli incentivi alle assunzioni. Ma basta un colpo di vento nelle Borse, un entrata che non entra (tipo la lotta all evasione), o un altro tuffo del Pil, e una scommessa politica può trasformarsi in un azzardo. Ecco perché il governo deve rispondere alle richieste di chiarimenti con precisione e pubblicamente. Non basta dire, «ci mettiamo due miliardi e affare fatto». La deviazione «si giustifica se i margini di manovra saranno utilizzati per innalzare il potenziale di sviluppo», ha scritto ieri Bankitalia; dobbiamo dunque spiegare esattamente con quali misure, per essere credibili. Renzi sta provando a scavare una galleria sotto una montagna di più di duemila miliardi di debiti, per vedere la luce. Ma basta una mossa falsa, e la montagna viene giù. E allora pioverebbero pietre, altro che lettere. di Matteo Persivale Se Moratti è molto più nero che azzurro Il presidente onorario si dimette in polemica con Thohir. Lite sulle finanze della società di Fabio Monti e Beppe Severgnini assimo Moratti, il presidente dell Inter del Tri- M plete, si dimette da presidente onorario in polemica con Erick Thohir, il magnate indonesiano a cui appartiene la maggioranza della società. Lo scontro è sui conti. Ma l abbandono da parte di Moratti, che chiude un era, è solo l epilogo di un distacco a puntate. Lasciano l Inter anche il figlio Angelomario e altri collaboratori di fiducia. alle pagine 54 e 55 IDEE& PERSONAGGI ZUCKERBERG IN CINA LA STRATEGIA DEL MANDARINO di Guido Santevecchi acebook è censurato in Cina, ma il fondatore Mark F Zuckerberg è il benvenuto. Ospite dell università Tsinghua di Pechino, ha conquistato la platea parlando mandarino. a pagina 25 Economia e politica L Italia deve rispondere entro 24 ore. Il presidente del Consiglio: l Unione sia più trasparente Duro scontro tra Renzi e Barroso Lettera di richiamo sulla manovra. Il premier la rende pubblica. Bruxelles: era riservata L assalto Il terrorista ha agito da solo Un ex «giubba rossa» eroe Il Canada cerca di scuotersi Il Canada cerca di superare lo choc dopo l assalto al Parlamento del terrorista Michael Zehaf-Bibeau e celebra Kevin Vickers, il cerimoniere ed ex giubba rossa (foto) che ha sparato a Bibeau evitando così una strage. alle pagine 12 e 13 Buzzi, Olimpio «La fine della nostra innocenza» di Massimo Gaggi vanti, senza paura». Un intero Paese, colpito «A dall attentato al Parlamento di Ottawa, si scopre ferito e vulnerabile. La conferma che l assalto è stato condotto da un «lupo solitario», e non da un commando come si era temuto, è solo una magra consolazione. a pagina ANNI DOPO IL MARITO IL CAVALIERE ROSITA MISSONI di Daniela Monti a ieri Rosita Missoni è cavaliere del lavoro, 21 anni D dopo il marito Ottavio, scomparso nel Lei, ironica e affettuosa: a lui, che si alzava alle dodici, l onorificenza nel a pagina 23 AP / THE CANADIAN PRESS / ADRIAN WYLD di Fabio Savelli La lettera di richiamo sulla legge di Stabilità con richiesta di chiarimenti apre lo scontro tra il premier italiano Renzi e il presidente uscente della Commissione europea, Barroso. Il presidente del Consiglio ha reso pubblico il testo della missiva. Per Bruxelles «non doveva». Renzi ha chiesto inoltre che «l Europa sia più trasparente». Anche la Francia ha contestato la lettera di chiarimenti sulla sua legge di Stabilità. Il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan dovrà rispondere entro 24 ore al commissario Ue per gli Affari economici, il finlandese Katainen, vicepresidente nella nuova Commissione di Jean-Claude Juncker in attività dal primo novembre prossimo. alle pagine 2, 3 e 5 Baccaro, Caizzi, Galluzzo Offeddu, Sensini, Stringa GIANNELLI LA LEGGE DI STABILITÀ NAPOLITANO HA FIRMATO Bonus bebè, fondi dimezzati Più controlli sui conti bancari Il disegno di legge di Stabilità, ricevuta la bollinatura della Ragioneria dello Stato e l autorizzazione del presidente della Repubblica, è stato depositato alla Camera, dove inizierà il suo percorso parlamentare la prossima settimana. Riduzione. Il bonus bebè è stato rimodulato con uno stanziamento ridotto a 202 milioni di euro per il 2015 in modo da venire incontro alle osservazioni della Ragioneria. La stretta sui servizi. Più controlli sull Isee, l indicatore della situazione economica utilizzato per l accesso ai servizi come gli asili nido. Sui conti correnti non ci si fiderà più dell autocertificazione, ma del «valore medio di giacenza annuo». a pagina 6 L. Salvia DIRITTI E ALLEANZE Nozze gay e ius soli Berlusconi apre alla proposta del Pd di Tommaso Labate di Gian Guido Vecchi a pagina 10 Iossa VATICANO E GIUSTIZIA La denuncia del Papa: abolire l ergastolo, è come la pena di morte a pagina 17

2 2 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera Primo piano Duello con la Ue Katainen scrive a Padoan. Barroso: lettera pubblica? Così si mina la fiducia europea. Bankitalia: giustificato il rinvio del pareggio «Deficit, a Roma 24 ore per chiarire» La vicenda Il governo Renzi ha presentato la legge di Stabilità da 36 miliardi lo scorso 15 ottobre. Lo stesso giorno il testo è stato inviato a Bruxelles Il punto sensibile della legge è il rinvio del pareggio di bilancio dal 2016 al Il provvedimento infatti prevede una correzione dello 0,1% di Pil per quanto riguarda il deficit strutturale facendo slittare di due anni il pareggio Ieri è arrivata la lettera da Bruxelles con i chiarimenti richiesti sulla manovra. Si rileva che l Italia viola i vincoli europei del Patto di stabilità e rallenta il percorso di riduzione del debito/pil Roma risponderà entro oggi a Bruxelles e nel frattempo ha pubblicato il testo della lettera sul sito web del ministero dell Economia Il caso Così Visco sfida i tabù del rigore di Stringa E arrivò il giorno in cui la politica indossò le vesti del «rigore» e la banca centrale quelle della «flessibilità». Ieri. Nelle stesse ore in cui arrivava a Roma la lettera della Commissione europea sulla legge di Stabilità, la Banca d Italia spiegava che le scelte del governo di rinviare al 2017 il pareggio strutturale di bilancio «appaiono motivate». Il motivo? «L eccezionale durata e profondità della recessione». La conclusione? «Un più graduale processo di riequilibrio può aiutare a evitare una spirale recessiva della domanda». Via Nazionale ha sottolineato, nel suo nuovo bollettino, che la spinta dell export sull economia «potrebbe continuare ad affievolirsi» e pertanto è essenziale «il recupero della domanda interna» e la ripresa degli investimenti. Così la legge di Stabilità «ha incassato il sostegno della Banca d Italia», ha subito scritto il «Financial Times». Intanto, ha aggiunto la banca centrale, «il Pil nel terzo trimestre avrebbe segnato una nuova, lieve flessione». Che si somma al calo dello 0,2% del secondo trimestre e alla contrazione dello 0,1% dei primi tre mesi. Tanto che, in base ai nuovi calcoli dell Istat, il Pil dell Italia non cresce in termini congiunturali dal terzo trimestre del Ma gli stimoli potrebbero non bastare, anche se venissero dalla locomotiva d Europa: lo sostiene l agenzia di rating Standard & Poor s, per cui neanche una spesa più alta della Germania aiuterebbe in modo sostanziale il Pil italiano. Quanto alle finanze pubbliche, il debito del nostro Paese è salito al 133,8% del Pil nel secondo semestre contro il 130,7% di tre mesi prima (dati Eurostat). E oggi è atteso l aggiornamento del rating sull Italia da parte di Fitch: l agenzia ha spiegato che alzerà il giudizio dei Paesi più deboli dell eurozona, come Italia e Spagna, solo se i governi taglieranno il rapporto tra debito e Pil. Cosa che, numeri alla mano, si può fare in due modi: con un taglio «rigorista» al numeratore e con una spinta «flessibile» al denominatore. Ieri, Bankitalia, ha puntato il faro sul secondo. DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES Italia e Francia hanno ridimensionato e contestato in modo netto le lettere con richieste di chiarimenti sulle loro leggi di Stabilità, che sono state inviate dalla Commissione europea uscente del portoghese Josè Manuel Barroso. Il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan ha diffuso il testo arrivato a Roma e intende rispondere entro le previste 24 ore al commissario Ue per gli Affari economici, il finlandese Jyrki Katainen, vicepresidente nella nuova Commissione del lussemburghese Jean-Claude Juncker in attività dal primo novembre prossimo. L attenzione sulla prima giornata del Consiglio dei capi di Stato e di governo dell Ue a Bruxelles, che aveva in agenda dai cambiamenti climatici al virus Ebola, si è così di fatto spostata anticipatamente sul confronto sui temi economici in programma oggi. La Germania e altri Paesi del Nord chiedono il rispetto dei vincoli Ue nei bilanci nazionali. Gli Stati mediterranei sollecitano investimenti Ue per rilanciare la crescita e l occupazione. Renzi ha sminuito il peso della lettera di Katainen, che chiede chiarimenti principalmente sul rinvio del pareggio di bilancio al 2017 e sul conseguente aumento del debito pubblico: cresciuto del 3,1% nel secondo trimestre di quest anno, secondo Eurostat, raggiungendo il 133,8% del Pil (pari a milioni di euro). «Stiamo discutendo di uno o due miliardi di differenza, possiamo metterli anche domattina ha dichiarato Renzi a Bruxelles. Su una manovra da 36 miliardi, su un bilancio da 800 miliardi, per un Paese che ogni anno da 20 miliardi all Europa, il problema dei due miliardi che potrebbero, in teoria, essere necessari, corrisponde a un piccolissimo sforzo». Il presidente francese François Hollande ha confermato la richiesta di informazioni arrivata da Bruxelles, ribadendo di voler rinviare gli obiettivi di deficit per stimolare la ripresa con investimenti pubblici. «La Francia vuole che la crescita sia la priorità e niente ci farà desistere da questo obiettivo», ha detto il leader dell Eliseo. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto capire la sua disponibilità a trattare una accordo con Parigi e Roma, ma senza rimettere in discussione il rispetto dei vincoli previsti dal complicato quadro normativo Ue (costituito da Patto di Il vertice Il premier Matteo Renzi ieri a Bruxelles per il Consiglio europeo. Con lui il presidente François Hollande L ira dietro le quinte di Bruxelles: quello sforamento è «premeditato» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES La frase era in alto, a sinistra, tutta in lettere maiuscole, pubblicata con la massima evidenza nella missiva indirizzata a Roma dalla Commissione europea. E la cosa che deve aver più sconcertato il mittente, cioè il commissario Jyrki Katainen, è stato il modo in cui l Italia l ha ignorata. «Strictly confidential», «strettamente confidenziale», era ed è anche una formula diplomatica vincolante, soprattutto se indirizzata da un governo (e la Commissione in un certo senso lo è) a un altro. Ma già di primo mattino, ieri, quel testo che avrebbe dovuto aprire un dialogo riservato era su tutti i dispacci delle agenzie di stampa, diffuso dal nostro ministero dell Economia. Per un mondo formale come quello delle istituzioni della Ue, molto più che una gaffe: un incidente diplomatico, o perfino e qualcuno qui lo dice chiaro e tondo, una mancanza di rispetto inspiegabile. Clima incandescente Neppure ai tempi di Silvio Berlusconi rapporti con Bruxelles così incandescenti Questi sono gli umori che si respirano ai piani alti della Commissione, il giorno dopo il gran temporale. Oggi ci saranno altre spiegazioni, quasi certamente si troverà un compromesso: nessuno ha interesse a un silenzio prolungato. Ma mai, neppure ai tempi più bollenti di Silvio Berlusconi, i rapporti Roma-Bruxelles erano giunti a una temperatura così incandescente. Forse era inevitabile, anche perché la famosa lettera dell altro ieri un elenco di appunti e domande sulle mancanze del piano di stabilità italiano conteneva messaggi molto chiari, al di là dell eurolinguaggio diplomatico. Tutto ruota intorno al verbo inglese to plan pianificare, programmare, avere intenzione di usato non certo a caso. E usato nel significato più o meno implicito di un atto volontario, se non premeditato. Nella lettera, compare per quattro volte. Quella che sembra suscitare l eco più pesante, al di sotto della cortesia formale, è verso la fine: «Le scrivo per consultarla sulle ragioni per le quali l Italia pianifica (plans) di non obbedire (letteralmente: «la non-obbedienza») al Patto di stabilità e di crescita». Chi scriveva avrebbe potuto usare altri verbi, dicendo che l Italia risks, rischia, o may, «potrebbe» violare il Patto. Queste espressioni avrebbero racchiuso in sé il concetto di un errore tecnico, invece traspare il sospetto della premeditazione. All altro capo della lettera, cioè all ottava riga, altro bis: «La bozza del piano di bilancio italiano pianifica (ancora plans) di infrangere i requisiti spettanti all Italia sotto il braccio preventivo del Patto di stabilità». Il Patto ha infatti una sorta di zona d allarme con 2,8 per cento il rapporto deficit/pil italiano nel per cento il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo 44,2 per cento la disoccupazione giovanile nell ultima rilevazione di agosto stabilità e di crescita, Semestre europeo, Six-pack, Two-pack, Fiscal compact), che nel complesso ha trasferito a Bruxelles il controllo sulle politiche economiche e di bilancio nazionali. «Io sostengo il piano di investimenti da 300 miliardi annunciato dal presidente Juncker ha affermato Merkel allo stesso modo in cui sostengo che vengano rispettate in modo credibile le regole del Patto di stabilità e il consolidamento di bilancio». I dubbi di Italia e Francia ruotano anche intorno alla provenienza di questi fondi, che potrebbero essere recuperati tra quelli Ue già stanziati o da investitori privati. «Non c è denaro fresco», ha ammesso il premier finlandese Alexander Stubb, alleato della Germania nell evitare nuovi esborsi per l Europa ai connazionali. Trecento miliardi possono venire da fondi strutturali, nazionali, Bei e dal privato. Ma non possiamo crescere sulla base del debito». La discussione di oggi sui temi economici si annuncia così accesa. L europartito socialista di Renzi e Hollande è stato decisivo per far passare le nomine di Juncker e di vari commissari voluti da Merkel. A Roma e a Parigi si aspettano in cambio più flessibilità nei bilanci. Barroso si è irritato quando Padoan ha diffuso la lettera di Katainen: un po perché ha infranto la segretezza utilizzata spesso dalla sua Commissione per gestire con più discrezionalità il compito di controllo tecnico sugli Stati, un po perché in Italia il suo comportamento è stato molto criticato. Ivo Caizzi norme e allarmi ben codificati, il braccio preventivo, che serve a bloccare un eventuale slittamento dei bilanci. Se il governo richiamato non agisce, si passa al «braccio correttivo», cioè alle sanzioni. Ma qui si lascia intendere che l Italia ha in programma di violare già da subito gli stessi requisiti del Patto. Volgarizzando al massimo, è come se Bruxelles dicesse a Roma: state già pensando di fare i furbi, prima ancora che cominci la partita, e non certo per distrazione. Alla decima riga, altra stangata appena velata dalla cortesia del protocollo, ma chiarissima nel contenuto: «L Italia programma una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento richiesto verso il suo obiettivo di bilancio a medio termine». Ora la parola passa ai mediatori. Che però chiederanno una procedura strictly confidential, nella speranza di essere ascoltati. Luigi Offeddu

3 # Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre La procedura I TEMPI LA MANOVRA LA LETTERA LA PROCEDURA LA RACCOMANDAZIONE LE SANZIONI Entro il 15 ottobre gli Stati dell'area euro dovevano presentare alla Commissione europea la bozza di legge di Stabilità nazionale L Italia ha inviato il testo della manovra a Bruxelles con incluso il rinvio del pareggio di bilancio dal 2016 al 2017 Ieri la Commissione europea ha inviato una lettera di chiarimento all Italia chiedendo una risposta entro il 24 ottobre In base alle regole del Two Pack se la Commissione nota uno «scostamento significativo» rispetto agli obiettivi di medio termine, può inviare una lettera di avvertimento Alle lettera di avvertimento segue una proposta di raccomandazione al Consiglio europeo entro un mese Dopo i diversi step e raccomandazioni, se lo Stato non modifica la legge di Stabilità secondo quanto indicato dal Consiglio, può essere comminata una sanzione equivalente allo 0,2% del Pil I conti dell Italia Deficit/Pil (In %, in positivo gli avanzi di bilancio, dati 2013) +0,1 Germania Fonte: Eurostat -2,8-4,1-4,9-4,9-5,7-6,8-12,2 La lettera ITALIA Francia Cipro Portogallo Irlanda Spagna Grecia La legge di Stabilità 36 miliardi L entità della manovra 18 miliardi I tagli alle tasse Rendite 3,6 Banda larga 0,6 Slot machine 1 Entrate Revisione della spesa 15 Lotta all evasione fiscale 3,8 Risorse reperite in deficit 11 Spesa a legislazione vigente 6,5 Patto di stabilità per i Comuni 1 Famiglie 0,5 Partite Iva 0,8 Scuola 0,5 Ammortizzatori sociali 1,5 Uscite Tfr in busta paga 0,1 Riserva 3,4 Stabilizzazione bonus 80 euro 9,5 Abolizione componente lavoro Irap 5 Assunzioni defiscalizzate per 3 anni 5 Lo schiaffo di Renzi a Barroso «L Europa sia più trasparente» Corriere della Sera Il premier: ci chiedono 2 miliardi? Li troviamo domani. In ritardo al consiglio Ue Ecco il richiamo della Ue Bruxelles, 22 ottobre 2014 aver presentato la bozza delle legge di Signor Ministro, vorrei anzitutto ringraziarla per Stabilità dell Italia (Dbp, Draft budgetary plan) per il 2015, che abbiamo ricevuto il 15 ottobre e, per le tabelle complementari, il 16 ottobre. Le sono anche grato per la lettera che accompagna il Dbp e che spiega chiaramente che la strategia di bilancio italiana è da considerarsi all interno del programma generale di riforma strutturale. Rispetto al Patto di stabilità del 2014, il Dbp dell Italia rinvia il conseguimento degli obiettivi di medio termine al 2017 e rallenta la riduzione del rapporto debito-pil nei prossimi anni. Di conseguenza, il Dbp prevede di violare i requisiti richiesti all Italia nella parte preventiva del Patto di stabilità e crescita. Secondo la nostra analisi preliminare sulla scorta del ricalcolo effettuato dagli uffici tecnici della Commissione Ue con il metodo comunemente concordato l Italia programma una significativa deviazione dal percorso di correzione richiesto per raggiungere gli obiettivi di medio termine nel 2015 sulla base della prevista modifica dell equilibrio strutturale. Inoltre, la prevista modifica dell equilibrio strutturale per il 2015 non consentirebbe di produrre il cambiamento necessario a garantire il rispetto delle regole transitorie sul debito, dal momento che questo requisito è ancora più severo del percorso di correzione richiesto per raggiungere gli obiettivi di medio termine. In questo contesto ulteriori scambi di informazioni hanno già avuto luogo tra i suoi uffici e la Commissione. In linea con le disposizioni dell Articolo 7 (2) del Regolamento (Ue) N 473/2013 del 21 maggio 2013, le scrivo per conoscere le ragioni per cui l Italia programma di non rispettare il Patto di stabilità nel Vorrei anche sapere in che modo l Italia assicurerà il pieno rispetto degli obblighi fissati per la politica di bilancio dal Patto di stabilità per il La Commissione intende continuare un dialogo costruttivo con l Italia per arrivare a una valutazione finale. Gradirei quindi il suo punto di vista non appena possibile, e preferibilmente entro il 24 ottobre. Questo consentirebbe alla Commissione di tenere conto dei pareri dell Italia nella prossima fase. Cordiali saluti Jyrki Katainen Vicepresidente della Commissione Ue (Traduzione di Maria Sepa) La vicenda Ieri e oggi il Consiglio europeo, il summit dei 28 capi di governo. Al centro della discussione l economia, alla presenza anche di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea Sul tavolo il negoziato sulla flessibilità e gli stimoli per la crescita. Cinque i Paesi che hanno ricevuto dal commissario europeo agli Affari economici Jyrki Katainen altrettante lettere di «chiarimento sulle leggi di bilancio». Oltre all Italia, anche Austria, Francia, Malta e Slovenia, i quali hanno un giorno di tempo per spiegare DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES Prima di arrivare nella capitale belga decide con Padoan di pubblicare la lettera della Ue: che diventi un caso, quella richiesta di chiarimenti di cui si è tanto parlato sui giornali, è proprio quello che Renzi vuole. E infatti appena mette piede nel palazzo del Consiglio condisce la decisione, e dunque lo scontro con Barroso, con parole che suonano come uno schiaffo diretto alle istituzioni della Ue: «Sono stupito dello stupore di Barroso, è finito il tempo delle lettere segrete, pubblicheremo tutti i dati di questi Palazzi, ci sarà da divertirsi...». Nel grande salone che ospita il Consiglio europeo i capi di governo e di Stato stanno già parlando fra loro. Sembra che la Merkel, al vertice del Ppe, senza citare l Italia, abbia espresso preoccupazione per i Paesi che rischiano di aggravare la situazione dei propri bilanci. Renzi arriva in ritardo, quasi per ultimo, ma non ha fretta di raggiungere i colleghi. Si ferma qualche minuto davanti alle telecamere, non attende le domande e si fa beffa senza giri di parole della trattativa in corso con la Ue, della lettera inviata al governo italiano, del fatto che in realtà «la lettera è stata anticipata qui», come a dire che a Bruxelles c è stato chi ha giocato con i media, sul destino e l immagine dell Italia, ben prima che la Commissione chiedesse chiarimenti sulla manovra in modo ufficiale. Insomma una vicenda strumentalizzata, a danno del nostro Paese, e ora è il momento di dirlo. II tono del premier è irridente, Barroso è in uscita, dopo dieci anni, lui lo sottolinea, «dalla settimana prossima non sarà più presidente»: se qualcuno vuole lo scontro che scontro che sia. Altro che lettera all Italia, «credo che sia il momento della open transparency più totale, d ora in poi vogliamo che in questo Palazzo sia tutto chiaro, ci sia la chiarezza più ampia, non solo la lettera, pubblicheremo tutti i dati economici, quanto si spende in questi palazzo, chiederemo a Juncker che tutto venga pubblicato, ogni dato sensibile delle istituzioni europee». Nel discorso che ha preparato c è la difesa a spada tratta della manovra appena varata, insieme al sarcasmo per le correzioni richieste dalla Ue. Entrambe le cose sono importanti da comunicare «ai cittadini italiani»: a loro dice «di non preoccuparsi, abbiamo fatto una grande operazione di riduzione delle tasse e siccome tante volte dall Ue ci hanno chiesto di ridurre le tasse, ora che l abbiamo fatto non sarà certo una piccola discussione sui decimali e le virgole a bloccare il percorso di cambiamento del nostro Paese». E visto che si discute di «2 miliardi di differenza, visto che l Italia ha un bilancio di 800 miliardi, li possiamo mettere anche domattina». Insomma più che una lettera, una letterina, ordinaria amministrazione, come aveva detto il giorno prima in Parlamento, tanto rumore per nulla. Se la Ue ci chiede «un piccolissmo sforzo» in più «non ci sono Addio segreti «È finito il tempo delle lettere segrete, pubblicheremo tutto, ci sarà da divertirsi...» I decimali «Una discussione su decimali e virgole non bloccherà il cambiamento» grandi problemi». In realtà la correzione che ci sta chiedendo la Ue è più alta di due miliardi, ma il passaggio del premier sui contenuti della lettera è molto veloce. Semmai il presidente del Consiglio ha voglia di capire perché si fa tanta fatica a riconoscere all Italia la flessibilità che è prevista nei Trattati, quei riferimenti alle circostanze negative del ciclo economico che possono far deviare, almeno momentaneamente, da un percorso di risanamento: «Quello che è in discussione, e sarà interessante approfondirlo, è chi decide quali sono le valutazioni politiche sulle circostanze eccezionali di cui parlano i trattati». La domanda per Renzi si porta dietro una risposta naturale, anche se non detta: decide il Consiglio, dei capi di governo, non certo la Commissione. Marco Galluzzo

4 4 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera MILANO - BOLOGNA - GENOVA - PIACENZA - PALERMO

5 Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre Primo piano Il retroscena di Mario Sensini I conti pubblici Il governo pronto a usare il tesoretto Le condizioni per il compromesso Sul tavolo gli accantonamenti per ridurre il deficit, «ma la manovra resti espansiva» La vicenda L avviso del commissario Ue agli Affari economici e monetari, l ex premier finlandese Jyrki Katainen, non viene preso al ministero del Tesoro come un ultimatum definitivo. È, invece, in corso una trattativa che ha già portato ad alcune correzioni alla legge di Stabilità È possibile che la discussione tra Italia e Ue porti anche a modificare i saldi della legge di bilancio, purché non si metta in discussione l impianto della manovra «che deve rimanere espansiva» Il prossimo appuntamento europeo importante è l Ecofin, il Consiglio di economia e finanza (la riunione dei ministri dell Economia degli stati membri), che ha già fissato due incontri dedicati proprio al budget, il 7 e il 14 novembre ROMA La lettera della Commissione Ue è arrivata, il contenuto è noto. La risposta del ministro dell Economia arriverà oggi, o forse anche lunedì. Al Tesoro non reputano quello del Commissario Jyrky Katainen come un ultimatum perentorio. Al di là delle formalità della corrispondenza, quello che conta è che il governo e la Commissione trattano, come stanno facendo già da giorni, ma in modo ormai aperto, e continuano a discutere per arrivare a un punto condiviso. E la legge di Stabilità, piano piano, si sta già adattando. Per ora sono stati apportati piccoli aggiustamenti tecnici, ma il Tesoro è pronto a ritoccare anche i saldi. Purché non si metta in discussione l impianto della manovra, «che deve restare espansiva». «Parliamo di 1 o 2 miliardi, ce li possiamo mettere domattina» diceva ieri il premier Matteo Renzi da Bruxelles. Evidentemente, per lui e per il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan è importante aprire il «caso Italia» formalmente, per poter avviare il dibattito sugli strumenti e la flessibilità del Patto. Anche se nel bilancio pubblico c è quella «elasticità», come definiscono al Tesoro l accantonamento di 3,5 miliardi per rafforzare il risanamento strutturale dei conti, che permetterebbe di chiudere subito la questione. Un «open dialogue», come lo chiama Pier Carlo Padoan: un confronto alla luce del sole, e questo spiega anche la decisione di rendere nota la lettera della Commissione, nonostante fosse «strettamente confidenziale», sul sito internet del ministero dell Ecocomia. Dopo comunque aver informato Katainen della decisione. La sua lettera, arrivata ieri mattina, non ha destato alcuna sorpresa. I contenuti e i toni sono giudicati costruttivi dallo staff del ministro. Considerato che la deviazione dell Italia dagli obiettivi di risanamento è evidente, era sostanzialmente un atto dovuto, si spiega, che non pregiudica nessuna conclusione. Il governo resta convinto di poter strappare il via libera in tempi brevi. Per farlo è pronto a mettere sul piatto un po di soldi, ma chiede che sia riconosciuta la correttezza della scelta fatta, quella di varare una manovra espansiva e non più restrittiva. Padoan la ribadirà nella risposta a Bruxelles, che chiede le ragioni dello slittamento del pareggio al 2017, e in che modo «l Italia potrebbe assicurare l adesione agli obblighi della politica di bilancio per il 2015». Si sottolineeranno le circostanze eccezionali, positive per l avvio del piano di riforme, e negative, dovute alla congiuntura che non dà ancora cenni di miglioramento e alla deflazione, che in particolare appesantisce il costo del debito. Le In famiglia Il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy con i suoi nipoti e i leader europei al summit di Bruxelles (Epa) manovre correttive necessarie a rispettare puntualmente, alla lettera, le regole del Patto, 9 miliardi per ridurre il deficit strutturale di 0,5 punti, 40 per stare anche dentro la regola del debito, rischierebbero di uccidere definitamente l economia. Il Tesoro ritiene che una correzione di bilancio di questo tipo pregiudicherebbe qualsiasi possibilità di ripresa dell economia, ed anzi avrebbe conseguenze pesantissime sul Pil, che continuerebbe a diminuire. E Padoan, nella risposta a Katainen, potrebbe sottolineare anche l inaffidabilità dei parametri usati per giudicare i progressi strutturali di bilancio. La distanza tra il Governo e l Unione Europea non è certamente incolmabile. La Commissione, per di più, ancora ragiona sulla base delle sue previsioni economiche di primavera, che saranno aggiornate il 3 novembre. Il quadro dei numeri è destinato a cambiare molto presto, e anche questa una circostanza che per il momento, contribuisce a mantenere fluido il negoziato, che potrebbe anche avere una coda. Senza contare che l ultima parola spetterà all Ecofin, cioè ai governi. Sì allo Sblocca Italia, dimezzati i fondi per Genova Il voto di fiducia alla Camera: cancellato il taglio dell Iva al 4% per le ristrutturazioni ROMA Via libera della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto legge Sblocca Italia con 316 voti favorevoli, 138 contrari e un astenuto. L esame riprenderà martedì prossimo e il voto finale è in programma giovedì mattina, poi il provvedimento passerà all esame del Senato. Diversi deputati M5S ieri hanno votato contro la fiducia tenendo in mano un crisantemo, come segno di lutto per un provvedimento che hanno combattuto. Il decreto è approdato al voto di fiducia dopo che la commissione Bilancio ha corretto alcune novità che aveva introdotto la commissione Ambiente e che parevano prive di coperture. Così è stato cancellato il taglio dell Iva al 4% per chi effettua lavori di ristrutturazioni edilizie o di efficientamento energetico. Così come non ci sarà più l incremento dell aliquota sul valore aggiunto al 10% per le nuove costruzioni. Né sarà possibile utilizzare gli sconti Irpef per l acquisto di un abitazione e cedere in usufrutto l appartamento. Non solo. Sempre 316 i voti con cui ieri è passata alla Camera la fiducia posta dal governo sul dl Sblocca Italia (138 i no e un astenuto) IMMUNO Per preparare il tuo organismo all arrivo della stagione fredda e quando le tue difese immunitarie sono messe a dura prova dalle molteplici situazioni di stress, SU con Sustenium Immuno Energy. La sua formula a doppia azione, con GLICINA, GLUTAMMINA, VITAMINE e ZINCO, è studiata per ATTIVARE e RINFORZARE le tue difese immunitarie. Disponibile in FARMACIA. per chi acquista un immobile torna il vincolo di affitto per un minimo di otto anni, per poter usufruire del bonus fiscale. In definitiva la formulazione dell articolo sul bonus-affitti impone che «la nuova unità immobiliare acquistata sia destinata, entro sei mesi dall acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per almeno otto anni e purché tale periodo abbia carattere continuativo; il diritto alla deduzione, tuttavia, non viene meno se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso del suddetto periodo e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data della suddetta risoluzione del precedente contratto». Dietrofront anche sulla defiscalizzazione delle concessioni autostradali, nonché sull autostrada Cispadana, che la commissione Ambiente aveva definito «opera di interesse strategico nazionale» da porre sotto l egida del ministero delle Infrastrutture e non più della Regione Emilia-Romagna. I deputati hanno dovuto peraltro eliminare la norma, che era stata cambiata da un emendamento di Sel, che portava da 50 a 100 milioni la dotazione del Fondo emergenze nazionali della Protezione Civile, da destinare a Genova e agli altri territori colpiti da calamità. Secondo il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci, il tema dovrà essere ripreso con la legge di Stabilità, perchè «cinquanta milioni per il rischio idrogeologico sono del tutto insufficienti». Antonella Baccaro UNA MARCIA IN PIÙ ALLE TUE DIFESE? SU CON

6 6 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera Primo piano La legge di Stabilità I provvedimenti La soglia a 90 mila euro Meno Irap per le aziende La liquidazione Partite Iva Fondi per gli 80 euro Dal 2015 arriva il bonus bebè per i redditi complessivi lordi dei genitori fino a 90 mila euro all anno: 900 euro annui fino a fine 2017 erogati su base mensile L aliquota Irap passa dal 3,5 al 3,9%. Verso la cancellazione della quota Irap legata al costo del lavoro, ma solo per il personale a tempo indeterminato I dipendenti del settore privato potranno chiedere l anticipo del Tfr in busta paga. Per la liquidazione è prevista la tassazione ordinaria Viene ampliata la platea delle partite Iva a basso reddito che possono godere del regime di tassazione forfettizzata, passando dagli attuali 300 a 900 mila Il bonus Irpef da 80 euro diventa strutturale e si applica alla medesima platea con redditi tra 8 mila e 26 mila euro, esclusi incapienti e pensionati Via al bonus bebè, mancano 300 milioni Il Tfr in busta paga non fa scattare l Irpef Via libera del Quirinale al disegno di legge. Stretta sulle dichiarazioni Isee per i conti correnti Il testo Ieri il via libera del Quirinale al testo della legge di Stabilità dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato. Ora comincia l iter parlamentare ROMA Il bonus bebè, che viene rimodulato con uno stanziamento ridotto a 202 milioni di euro per l anno prossimo, in modo da venire incontro ai dubbi sulle coperture. L anticipo in busta paga del Tfr, il trattamento di fine rapporto, sul quale si pagherà sì la «tassazione ordinaria» ma che non verrà calcolato nel reddito, evitando di sforare il tetto per il bonus da 80 euro, che viene confermato. E poi la stima di un milione di posti di lavoro creati con il taglio dei contributi sulle assunzioni. Dopo la «bollinatura» della Ragioneria dello Stato e l autorizzazione del presidente della Repubblica, il disegno di legge di Stabilità è stato depositato alla Camera, dove inizierà il suo percorso la prossima settimana, dopo un incontro fra governo e sindacati fissato per lunedì. C è già una misura destinata a cambiare, però, quella che riguarda il taglio dei fondi alle Regioni. Il testo arrivato alla Camera dice che se non si troverà un accordo su come ripartire il risparmio di 4 miliardi di euro imposto dal governo, sarà direttamente Palazzo Chigi a decidere «tenendo conto del Pil e della popolazione residente». Una regola che penalizzerebbe le Regioni più grandi e più forti economicamente. Ma proprio ieri il governo ha incontrato i governatori per ricucire lo strappo dei giorni scorsi. Le Regioni si sono impegnate a presentare una proposta alternativa entro una settimana. E l idea è quella di rovesciare la logica, con una ripartizione del taglio che tenga conto dei cosiddetti costi standard, in modo da premiare le gestioni più efficienti. Nel testo depositato alla Camera ci sono diverse novità rispetto a quello uscito di una settimana fa da Palazzo Chigi. Sul bonus da 80 euro al mese per i nuovi nati, della durata di tre anni, sarà necessario presentare domanda all Inps ed è confermata la soglia massima di reddito: 90 mila euro lordi l anno, sommando le buste paga dei due genitori. Per l anno prossimo vengono stanziati 202 milioni di euro, che nel 2016 saliranno a 607, nel 2017 a poco più di un miliardo per un totale in cinque anni di 3,6 miliardi di euro. I soldi stanziati per il 2015 basteranno almeno per 200 mila bambini, ipotizzando per assurdo che nascano tutti il primo gennaio e abbiano così diritto a 12 mesi di bonus. In Italia ogni anno di bambini ne nascono più del doppio, oltre 500 mila senza considerare le adozioni, che pure saranno comprese. Anche tenendo conto del limite di reddito, è possibile che qualcuno resti fuori? Al ministero dell Economia assicura che non sarà così: i 202 milioni di euro, spiegano, sono una «copertura previsione non un limite» e tutte le domande saranno accolte. Se necessario, in sostanza, i fondi saranno aumentati magari pescando proprio da quel fondo per la famiglia nel quale restano per l'anno prossimo 298 milioni di euro. A quel punto, però, sarebbe necessario far salire le coperture anche per gli anni successivi, 5 miliardi il minore gettito Irap sul costo del lavoro 4 miliardi i tagli chiesti dal governo alle Regioni che già adesso sono abbastanza pesanti. Sulle pensioni lo spostamento dell incasso al 10 del mese riguarda solo chi ha almeno due assegni previdenziali. Mentre su quelle integrative c è un correttivo, che congela l aumento della tassazione per tutto il 2014, ma solo per chi ha riscattato quest anno le somme versate nei fondi. Arriva una stretta sull Isee, l indicatore della situazione economica utilizzato per l accesso ai servizi come gli asili nido. Sui conti correnti bancari non ci si fiderà più dell autocertificazione, visto che oggi l 80% dice di non avere depositi. Ma si terrà conto del «valore medio di giacenza annuo», utilizzando l anagrafe dei conti correnti bancari. I tagli lineari sui ministeri peseranno nel 2015 per un miliardo di euro, con il sacrificio maggiore chiesto alla Difesa con 550 milioni di euro nel 2015 e ancora di più negli anni successivi, anche grazie alla rimodulazione del piano d acquisto per gli aerei F- 35. Saltata ancora una volta la norma che preveda la fusione tra Aci e motorizzazione, sulla quale il governo aveva già fatto marcia indietro nella riforma della Pubblica amministrazione. Eliminata anche la norma che prevede un solo componente esterno nelle commissioni per gli esami di maturità. Vengono tagliate per 16 milioni di euro le dotazioni di alcuni crediti d imposta, come quello per il gasolio e il gpl nelle aree svantaggiate. Confermato, invece, l aumento dell Iva come clausola di salvaguardia, cioè come «piano B» per garantire le tenuta dei conti in caso qualcosa vada storto: due punti in più dal 2016 per 12,8 miliardi di euro. Lorenzo Salvia lorenzosalvia ILLUSTRAZIONI DI ROBERTO PIROLA Titoli di Stato Btp Italia si ferma a 7,5 miliardi Cedola più alta Questa volta la corsa al Btp Italia non c è stata. Rende troppo poco in tempi di deflazione. L ultima edizione, la settima, si è chiusa con richieste per 7,5 miliardi (20 nell emissione di aprile). Il Btp a 6 anni ha registrato una componente retail superiore al 60% del totale: i piccoli hanno sottoscritto per 4,6 miliardi, gli istituzionali per 2,9 miliardi. Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo è stato portato all 1,25% dall 1,15% minimo garantito iniziale (in aprile era stato l 1,65%, un anno fa il Btp Italia a 4 anni pagava il 2,15%). La proiezione Standard&Poor s: basso impatto su Pil da più spesa tedesca Secondo Standard&Poor s nemmeno una spesa più alta della Germania aiuterebbe il Pil del resto dell eurozona e, in particolare, di quello italiano. Uno stimolo della domanda tedesca aumentando la spesa pubblica «avrebbe un effetto piuttosto limitato» sulle economie di Italia, Spagna e Francia, scrive l agenzia in un rapporto, dove stima che un +1% di spesa tedesca spingerebbe il Pil dei tre Paesi di appena lo 0,1-0,2%. E la contrazione del Pil prosegue. Il messaggio dell agenzia di rating è chiaro: la Germania non è la panacea.

7 Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre

8 8 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera Politica Napolitano contro i «vecchi assetti di potere» Il no alla paralisi: servono riforme, io continuerò nei limiti delle mie forze. Il messaggio alla Ue: ora politiche di crescita Al Quirinale Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiacchiera al Colle con i nuovi Alfieri del Lavoro (i venticinque migliori studenti d Italia tra quelli diplomati nelle scuole superiori) al termine della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell Ordine «Al merito del Lavoro» (Ansa) Il caso Crisi di governo in Sicilia Crocetta attende Delrio «Giunta entro martedì» «L importante è che la crisi si chiuda entro martedì». Così il governatore siciliano Rosario Crocetta alle prese con la gestazione del suo terzo governo: «Finora ho trovato atteggiamenti positivi da parte dei partiti». Con ogni probabilità, però, il presidente non riuscirà a chiudere la crisi prima dell arrivo nell isola del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Ma, appunto, il governatore ostenta fiducia: «Alcune forze politiche hanno anche sciolto i loro nodi interni e sono in linea con le indicazioni che ci siamo dati e con il programma che ho in mente di attuare». La crisi è stata innescata dalle polemiche interne al Pd. L esito potrebbe essere non solo un rimescolamento degli assessori, ma anche a quello degli incarichi interni al Pd. ROMA «Non possiamo restare prigionieri di paralisi o impedimenti: bisogna procedere con passo celere verso i cambiamenti essenziali». Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, parlando ai Cavalieri del Lavoro al Quirinale, lancia un monito, ricordando che sarà «garante dell unità e tutore delle regole che siano veramente tali, e non paraventi a difesa dell esistente» e che continuerà «a svolgere» questi compiti «nei limiti» delle sue forze. Il presidente chiede uno scatto in avanti: «Si sta diffondendo un clima di insofferenza per il trascinarsi di vecchi assetti strutturali e di potere» che convive con «la determinazione forte, come da lungo tempo non si vedeva, a non fermarsi per strada nel perseguire riforme e cambiamenti in varia misura avviati». E allora, «nessun profondo e organico cambiamento potrà compiersi se prevalesse la tendenza di singoli settori della società a considerare i problemi che il nostro Paese si trascina pesantemente dietro ormai da decenni come addebitabili solo a una parte e che solo ad una parte tocchi fare ogni sforzo per superarli». «Il tema di una comune assunzione di responsabilità dinanzi alle sofferenze, ai rischi e alle sfide che il Paese sta vivendo dice ancora è stato uno dei motivi ispiratori dell indirizzo che da presidente, nell ambito delle mie funzioni costituzionali, ho seguito fin dall inizio, ormai otto, quasi otto anni e mezzo or sono». Il presidente chiede ancora una volta dialogo e responsabilità alle forze politiche: «Le troppe contrapposizioni pregiudiziali, l incapacità di dialogo e di intesa, gli atteggiamenti frenanti, o di vero e proprio rifiuto rispetto a scelte concrete di riforma, sono stati l espressione di conservatorismi, corporativismi e ingiuste pretese di conservazione di posizioni di rendita, di ingiuste posizioni acquisite». Non si può, aggiunge, restare fermi: «Occorre varare, con passo celere e determinazione, cambiamenti essenziali». Il vicesegretario del Partito democratico Lorenzo Guerini, in una nota, ringrazia il presidente e spiega che il suo appello «non deve rimanere inascoltato»: «Il Pd è pronto e sta lavorando per trovare una soluzione di alto profilo che permetta di superare l impasse parlamentare». E proprio mentre il presidente del Consiglio Matteo Renzi arriva a Bruxelles per il Consiglio europeo, e mentre l Unione Europea chiede chiarimenti all Italia, il capo dello Stato controfirma il decreto di Stabilità e dà il suo sostegno all azione di governo: «Tocca alla Ue imboccare ora la strada di politiche decisamente orientate alla crescita». Uno sforzo che l Unione deve compiere nel suo insieme perché tutti «accusano i colpi della stagnazione, se non di deflazione, nonostante le indubbie differenze». Il presidente ha sottolineato come si possa ormai cogliere un cambiamento di clima in tal senso nei contesti europei e ha ricordato come una linea più vicina alla crescita sia stata sostenuta dall Italia e «sta per essere sancita» dal Consiglio europeo di Bruxelles: «Nella speranza di non essere smentiti già domani». Contro il presidente interviene dal blog Beppe Grillo: «Oggi si scaglia contro i vecchi assetti del potere, lui che è incollato alla poltrona parlamentare, europarlamentare, governativa dal Roba da far invidia ad Andropov o Cernienko. Dia l esempio e si dimetta». «Accuse volgari e inaccettabili» controreplica Paola De Micheli, vicepresidente vicario del gruppo del Pd della Camera. Al. T. Il commento L avvertimento a chi vuole la palude (dentro ogni partito) di Marzio Breda N on c è solo l esame con Bruxelles che l Italia deve superare in questa fase di difficoltà e rischi. C è soprattutto un esame che partiti, istituzioni e forze sociali hanno con il Paese. Per dimostrare ai cittadini, tra i quali «si sta diffondendo un senso di insofferenza per il trascinarsi di vecchi assetti strutturali e di potere», che abbiamo davvero imboccato un nuovo corso. E più saremo uniti, maggiori probabilità avremo di vincere la sfida. Ecco il senso del messaggio che Giorgio Napolitano ha lanciato ieri. Una riflessione aspra con i toni di chi veste i panni del difensore civico, perché la gente è stufa in cui ha intrecciato due fronti. Quello europeo, dove si verificherà il rispetto italiano degli impegni presi davanti a partner con bilanci più in ordine del nostro e con un debito pubblico meno penalizzante. E quello interno, frenato da resistenze, pretese di conservazione, contrapposizioni pregiudiziali, incapacità di dialogo e d intesa. Per superare i ritardi e conseguire la modernizzazione del sistema politico che Napolitano considera premessa per la crescita, serve un cambio di passo e un assunzione di responsabilità sulle riforme. Realizzabili con una discussione da non trascinare all infinito. Insomma: mentre l Italia resta soffocata tra corruzione e criminalità, è l inconcludenza ad assillarlo. E un esempio della palude in cui si galleggia lo si è visto con la nomina dei giudici costituzionali, con un Parlamento che non riesce ad accordarsi neppure sulla scelta degli organi di garanzia. Sarebbe semplificatorio considerare il discorso come un assist a Palazzo Chigi. Lo è, certo. Il presidente, infatti, apprezza l energia, il dinamismo e l ansia di procedere in fretta di Renzi (apprezzava meno l iniziale atteggiamento di «non ascolto» di tutte le componenti che rivendicano il diritto di partecipare alle scelte). In realtà, oltre a tenere in gran conto la stabilità istituzionale, il suo ragionamento non si rivolge solo alle varie minoranze, ma anche a chi ha funzioni di governo. Perché dimostri coerenza e, senza mettersi sempre di traverso, non fiancheggi obliquamente un opposizione preconcetta. Chissà, mentre ha scritto quel testo il capo dello Stato magari pensava a quando era in politica lui e il mondo era diviso in blocchi e c erano violenze e terrorismo, eppure si cercava sempre di dialogare. Oggi ci sarebbero le premesse culturali, e ragioni d emergenza, almeno per cercare d intendersi. Come allora.

9 POLITICA 9 Consulta, anche Forza Italia per le donne Grillo: Violante è fuori grazie a noi Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre 2014 Berlusconi annuncia una rosa di giuriste. Tra Pd e M5S dialogo difficile sui nomi I nomi Lorenza Violini, professoressa di Diritto costituzionale a Milano, con Letta tra i saggi per le riforme Antonella Marandola insegna Diritto processuale a Bari (Lum): già consultata da Berlusconi sulla legge Severino Tania Groppi, professoressa di Istituzioni di diritto pubblico a Siena, è stata nel cda del Monte dei Paschi ROMA Per l elezione dei due giudici della Consulta, Silvio Berlusconi ora punta su una rosa di giuriste e si impegna a comunicare tre nomi ai capigruppo di Forza Italia in vista della prossima votazione, la ventunesima, che probabilmente si terrà giovedì. Mentre la trattativa imbastita da Matteo Renzi con il M5S annaspa con le ipotesi di consultazioni in rete, ma insospettisce lo stesso ex Cavaliere che esorta i suoi parlamentari a scongiurare ogni pretesto per un intesa tra dem e 5 Stelle. Beppe Grillo esulta: «Grazie a noi Violante è fuori». Ma l ex presidente della Camera resiste e rimane, al momento, al suo posto di candidato ufficiale del Pd, laddove è stato messo dai vertici del Nazareno. Silvio Berlusconi ripete che per lui questa è una partita comunque persa: «La Corte costituzionale non è più da molto tempo quella istituzione di garanzia prevista dalla Costituzione. È diventata un organismo politico della sinistra perché presidenti della Repubblica di sinistra ci hanno mandato i loro vecchi amici di sinistra». Ma il presidente di Forza Italia non rinuncia a dare battaglia e fa capire che, a questo punto, anche il Pd potrebbe puntare su una donna: «È emerso nei dialoghi con l altra parte la possibilità di eleggere due signore». Ma il partito di Renzi per ora tace ufficialmente sulle quote rosa alla Consulta e fa girare molte suggestioni: indiscrezioni filtrate dal Nazareno evidenziano nei giorni scorsi un tentativo, un sondaggio di Renzi con Anna Finocchiaro. Ma la presidente della prima commissione del Senato, ex magistrato, con tutta probabilità, non prenderebbe mai il posto di candidato ufficiale assegnato dal partito a Luciano Violante. 20 i tentativi finora a vuoto per scegliere i due membri della Consulta 570 i voti necessari per l elezione, i 3/5 delle Camere in seduta comune 118 i giorni passati dalla fine dell incarico dei due giudici della Consulta, il 28 giugno 15 i giudici della Corte costituzionale, cinque quelli di nomina parlamentare Eleonora Bechis La 5 Stelle a rischio espulsione: con i dem ci sono strade percorribili Chi è Eleonora Bechis, 40 anni, deputata del Movimento 5 Stelle, è stata eletta in Piemonte Nei giorni scorsi è stata al centro di un acceso diverbio con Alberto Airola. Ivan Della Valle ha proposto la sua espulsione MILANO «La mia possibile espulsione? Mi chiede di fare la veggente. Vediamo cosa accade, bisogna vedere che motivazioni forniscono». Eleonora Bechis, piemontese, è l ultima Cinque Stelle al centro delle polemiche, è stata al centro di una rissa sfiorata con il capogruppo al Senato Alberto Airola, su di lei pende la richiesta di procedura per l estromissione dal gruppo M5S. Si è parlato di problemi legati al territorio «È solo una scusa frivola. Alcuni colleghi hanno preso una posizione, vedremo se la manterranno». A sua difesa si sono schierati dei colleghi. Si vocifera che alcuni di voi siano pronti a chiedere a loro volta l espulsione di qualche fedelissimo. In primis Riccardo Nuti. È vero? «Ci sono diverse cause lasciate in sospeso da tempo. La posizione di Nuti, tra le altre, è abbastanza grave». Non teme che questo scontro possa condurre a una frattura netta del gruppo? «Non lo so, dipende da come si evolve. Di sicuro non è nostra intenzione. Noi vogliamo solo che si torni ai vecchi punti portanti del Movimento. E che ci diano delle risposte». Cosa pensa dell offerta del Pd sulla Consulta? «È un tentativo di dialogo e la politica dovrebbe essere fatta dal dialogo. Ogni tanto abbiamo peccato noi, ogni tanto ha peccato la maggioranza: adesso sembra che qualcosa si stia muovendo». È l inizio di un percorso? «È una strada percorribile». Emanuele Buzzi E così, a destra e a sinistra, a questo punto, girano molti nomi di professoresse e di avvocatesse papabili per la Corte costituzionale anche se il capogruppo alla Camera di FI, Renato Brunetta, coltiva un dubbio nella speranza che passi il suo candidato, Guzzetta: «Il candidato di FI sarà una donna? Vedremo...». Nella rosa di Berlusconi ci potrebbero essere anche le avvocatesse e le professoresse che un anno fa collaborarono alla stesura dei pareri pro veritate sulla sua decadenza da senatore: tra le altre Antonella Marandola che insegna a Bari e Carla Pasini che ha la cattedra a Napoli. Berlusconi avrebbe parlato di tre civiliste, ma in pista ci sarebbero anche Ginevra Cerrina Ferroni (ordinaria di diritto Costituzionale a Firenze), Lorena Il centrosinistra Groppi tra le possibili candidate del centrosinistra. E c è chi evoca Finocchiaro Il centrodestra Tra le ipotesi le docenti Cerrina Ferroni, Violini e Ferraioli. Ma anche Severino e Grazia Volo Violini (Diritto costituzionale, Milano), Marzia Ferraioli (Procedura penale a Tor Vergata, già candidata di FI alle Europee). E come è successo in passato girano anche altri nomi del foro: quelli dell ex Guardasigilli Paola Severino (che però ha alcuni nemici giurati nel centrodestra) e della penalista Grazia Volo. Per la quota rosa del Pd invece la professoressa Tania Groppi (Diritto pubblico, Siena) potrebbe essere un buon candidato. Resta da capire, però, quanto e come il Pd riesca a gestire in modo indolore un eventuale sostituzione del candidato Violante che nei gruppi parlamentari dem ha molti nemici ma anche molti amici. Spiega la senatrice Doris Lo Moro, ex magistrato: «Violante non si ritira. Se il segretario Renzi ha puntato con tanta determinazione sulla sua candidatura vuol dire che il partito intende andare fino in fondo. Non credo che Renzi farà uno scherzo del genere perché questo significherebbe una sconfitta per la leadership di Renzi. Dunque Violante farà un passo solo se c è un altro candidato ufficiale del Pd». Davanti a questo impasse, che va avanti da mesi, Giorgio Napolitano è tornato sull argomento: «Al capo dello Stato non è rimasto che dare l esempio, dovuto e severo, procedendo alla nomina dei giudici della mia competenza alla Corte costituzionale, con scelte imparziali e mirate a un minimo riequilibrio di genere anche in quella sede». Dino Martirano

10 10 POLITICA Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera A Roma Un gruppo di sostenitori (a destra) aspetta l arrivo di Silvio Berlusconi, che ieri con Mara Carfagna (foto sotto) alla Camera ha presentato il dipartimento diritti civili di FI (Benvegnù- Guaitoli, Blow Up) «Dico sì a unioni gay e ius soli» Un altro asse Berlusconi-premier Il leader di FI : l Italicum con il premio alla lista? Non è un idea negativa ROMA C è il «sì» al modello tedesco di unioni gay. E anche il «sì» alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia. E financo il «ni», che ieri l altro però era un «no», alla bozza dell Italicum che prevede il premio di maggioranza alla migliore lista e non alla coalizione, definita «un idea non negativa». Nel giro di qualche ora, Silvio Berlusconi allarga il raggio d azione del Patto del Nazareno e offre una triplice risposta affermativa a Renzi. Tre dossier che avrebbero potuto mettere in difficoltà il governo, altrettante garanzie di soccorso azzurro da parte di FI. E c è una frase berlusconiana affidata ai fedelissimi «Con Matteo sono pronto a confrontarmi anche su altro» che, oltre all ennesimo avvicinamento alla maggioranza, assomiglia quantomeno a un campanello di allarme per il partito di Alfano, distante da Renzi su almeno una delle questioni (unioni gay) su cui ieri il leader di forzista ha invece aperto. Le prime due svolte Berlusconi le ufficializza nella conferenza stampa di battesimo del Dipartimento diritti civili di Forza Italia, affidato a Mara Carfagna. «La famiglia tradizionale è il cardine del nostro Paese ma lo sono di più l amore e la dignità», scandisce prima di aprire al modello tedesco di unioni gay e di anticipare una proposta di legge ad hoc. Il passaggio successivo, sullo ius soli, arriva a seguire: «Dare la cittadinanza ai figli degli immigrati è doveroso». Due dossier che fanno arrabbiare mezzo partito. Con Fitto che affonda il colpo a mezzo stampa: «Quando abbiamo deciso questo cambio di linea anche sugli immigrati?». Ma è prima della conferenza stampa, quando incontra i suoi deputati, che Berlusconi si abbandona a uno show in cui mostra molte delle sue carte coperte. Di fronte a una platea ridotta rispetto agli aventi diritto ad ascoltarlo sono Il dialogo Ai suoi spiega: con Matteo mi confronterò anche su altro. E non mi alleerò con Alfano una trentina l ex premier spiega il perché dell addio all alleanza con Alfano. «Vedete», dice, «io l alleanza con Ncd non la faccio, così Angelino o è costretto ad andare da solo con una listina centrista o ad andare col Pd. In entrambi i casi, è destinato all isolamento». Altro giro, alta chicca, stavolta sulla Consulta. «A me di chi quel voto non frega nulla. È il Pd che vuole togliere di mezzo Violante per candidare una donna». Nel dibattito, oltre agli spot («Nel 2018 vinceremo le elezioni con il 51 per cento» oppure «Non lascio Forza Italia visto che sono sceso di nuovo in campo») spuntano i nomi di Matteo Salvini e Raffaele Fitto. Sul primo Berlusconi dice: «È un furbacchione. Viene a casa tua a cena tutto simpatico, poi esce e te ne dice di tutti i colori». La citazione del secondo finisce per trasformarsi in un peana della vecchia Dc: «Mi spiace che abbiate equivocato la mia frase della discussione con Raffaele. Io ho sempre apprezzato il ruolo della Democrazia Cristiana». Quando l assemblea volge al termine, l ex Cavaliere si sbilancia a favore «della parità tra euro e dollaro», perché «io voglio che gli italiani tornino a comprare le Fiat». E, forse temendo per le troppe aperture a Renzi, lancia un tema che finisce per animare anche i più dubbiosi: «Dobbiamo tornare in piazza anche noi. A manifestare contro le tasse sulla casa». Quindi fila via, verso le due svolte su diritti e immigrazione. Che stanno di nuovo per arroventare il dibattito dentro Forza Italia. Tommaso Labate Responsabilità delle toghe, la mossa del Csm Richiesta del filtro di legittimità. Ex M5S vota la fiducia: mi hanno accontentata sul giudice di pace a Ostia I nodi Berlusconi nei giorni scorsi ha ribadito che Forza Italia dovrà tenere una linea di opposizione «responsabile» al governo Renzi. Linea che non tutti nel partito condividono: l area vicina a Fitto chiede un opposizione più dura Berlusconi ha avviato, con il patto del Nazareno, il dialogo con Renzi su riforme e legge elettorale. Ma il premier vuole cambiare l Italicum, frutto dell accordo con FI. E la trattativa rischia di creare ulteriori malumori nel partito Nuove aperture sono arrivate ieri su diritti civili e immigrazione. Ma su questi temi, il dialogo con Renzi potrebbe dividere ancora gli azzurri. Le critiche: improvviso cambio di linea Il progetto condiviso Il modello tedesco: coppie registrate con i diritti ereditari e la reversibilità ROMA Si avvicinano le posizioni politiche su cittadinanza agli stranieri e unioni omosessuali. Vladimir Luxuria a casa di Berlusconi dice di aver convinto il leader di Forza Italia sui diritti alle coppie gay, quanto ai figli degli immigrati, solo la Lega e Fratelli d Italia insorgono. Ma su che cosa si sta di fatto discutendo? Quali sono i punti che hanno messo d accordo partiti in passato così lontani su questi temi? Per gli omosessuali, l ipotesi che piace di più è la versione delle unioni civili cosiddetta «alla tedesca». In Germania, sottolinea Berlusconi si chiamano «unioni registrate». In pratica si tratta di una sorta di nuovo istituto giuridico che si inserisce nel codice civile e che consente alle coppie dello stesso sesso di vedere riconosciuti tutti i diritti «forti», come per esempio i diritti ereditari (fatte salve ovviamente le quote della «legittima») e la pensione di reversibilità. L unione civile delle coppie omosessuali non si chiamerebbe matrimonio ma appunto «unione civile» o «registrata» e riguarderebbe soltanto i gay. L unione registrata sarebbe quasi completamente equiparata al matrimonio coprendo così un vuoto giuridico discriminatorio per gli omosessuali. La differenza con il matrimonio vero e proprio, che ovviamente, sempre nelle parole di Berlusconi, è quello che continuerebbe ad essere maggiormente sostenuto dal diritto italiano, è l adozione. Le coppie gay non potranno adottare, sebbene in uno dei disegni di legge presentati in Parlamento, quello a firma della senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà, si prevede il caso della possibilità di adottare il figlio del partner. Quale sarà il testo su cui si troverà l accordo definitivo ancora non si sa, anche perché lo stesso Renzi ha dichiarato di volerci mettere mano personalmente. L accordo di massima tra Pd e Forza Italia sulle coppie gay lascerebbe completamente fuori le convivenze, anche eterosessuali. E subito, su questo, sono scoppiate polemiche. I conviventi vogliono vedersi riconosciuti alcuni diritti ed è probabile che anche questo aspetto venga in futuro preso in considerazione dalle forze politiche. Nel ddl di Monica Cirinnà, per esempio,il «Titolo 2», dedicato alle convivenze, sia etero sia omosessuali, prevede una serie di diritti «leggeri», per esempio il subentro nel contratto d affitto o l assistenza in ospedale o in carcere. Ancora delicatissimo da suonare il tasto della cittadinanza ai figli degli immigrati regolari, su cui Berlusconi è ormai così convinto da rivendicarne la paternità, mentre la Lega e Fratelli d Italia si oppongono fortemente, e accusano Forza Italia di voler «regalare» la cittadinanza. Ma la versione dello «ius soli» che potrebbe mettere d accordo Forza Italia e Pd è quella ribattezzata dal ministro dell Istruzione Stefania Giannini «ius soli e culturae»: una «cittadinanza temperata» concessa solo ai figli degli immigrati regolari nati in Italia o giunti nel nostro Paese in tenera età, che abbiano compiuto almeno un intero ciclo di studi, le scuole elementari o anche le medie, con esame finale superato. «Un ciclo scolastico non è una passeggiata dice Mariastella Gelmini, è un impegno pubblico e duraturo da parte delle famiglie e dei ragazzi». Mariolina Iossa Senatrice Fabiola Anitori ha lasciato, a giugno dell anno scorso, il gruppo dei Cinque Stelle al Senato: ora è nel Misto ROMA Al Senato, il ministro della Giustizia Andrea Orlando incassa la fiducia per il decreto legge sulla giustizia civile che ora passa alla Camera. Il voto, nonostante le proteste dei grillini e di Forza Italia, è stato superato senza grandi difficoltà dalla maggioranza (161 i sì) che ha ottenuto anche il voto della ex grillina Fabiola Anitori. La cosa ovviamente non è piaciuta ai Cinque stelle rimasti fedeli a Grillo che si vedono assediati e lusingati da tutte le parti. Nel caso della senatrice Anitori non è passato inosservato il fatto che proprio lei avesse svelato alcuni giorni fa il motivo della sua scelta: «Sono pronta a votare la fiducia al maxiemendamento se il testo conterrà l istituzione della sede autonoma del giudice di pace di Ostia». Così, una volta constatato che la richiesta era stata accolta, la senatrice ha sciolto ogni riserva e ha votato per il governo. Resta da vedere poi Al Senato Il decreto sul civile ha passato senza problemi lo scoglio al Senato: 161 sì 161 i sì incassati ieri dal dl giustizia, su cui è stata posta la fiducia, 51 i no chi al Senato fosse interessato al ripristino dell ufficio del giudice di pace di Barra (Napoli) che ha subito la stessa sorte di quello di Ostia. La versione del governo è diversa: la cancellazione degli uffici di Ostia e di Barra era frutto di un errore tecnico del recente passato che è stato riparato. Per la prossima settimana, il governo si prepara ad un altra battaglia al Senato: quella sulla responsabilità civile dei magistrati che tanta agitazione alimenta tra le toghe. Il testo del governo, che pure è di mediazione, non è piaciuto alla sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura che ha varato per il plenum di mercoledì un parere decisamente critico sul testo all esame del Parlamento. I due relatori, il giudice Piergiorgio Morosini e il laico Renato Balduzzi lavoreranno ancora, anche con il vicepresidente Legnini, per smussare gli angoli. Anche se la «linea Maginot» dei togati si attesta sul filtro di legittimità dei ricorsi per responsabilità civile dei magistrati (oggi esiste, con la nuova legge viene cancellato) che è un po il cuore del parere. Davanti alle richieste dei togati, che chiedono di reinserire il filtro nel testo, il laico Giuseppe Fanfani (Pd) potrebbe proporre un emendamento così concepito: «Il filtro di legittimità resti pure ma venga assegnato alla sezione stralcio della Cassazione e non al giudice di merito che poi si esprime sul merito del ricorso». In Parlamento però tira una brutta aria per le richieste dei magistrati. Nel Pd sia Donatella Ferranti sia David Ermini fanno capire che la proposta di Orlando è la «soluzione più avanzata» se non si vuole tornare a testi puntivi per le toghe. D.Mart.

11 Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre 2014 La Nota di Massimo Franco L ITALIA A MUSO DURO COSTRETTA A UN ALTRA SFIDA Il retroscena di Maria Teresa Meli Matteo Renzi ed i suoi collaboratori insistono nel minimizzare la lettera della Commissione europea con la quale si chiedono chiarimenti sulla legge di Stabilità. In parallelo, però, si indovina un inizio di rissa con le istituzioni di Bruxelles: a conferma che la missiva è stata percepita come uno schiaffo al governo. E brucia, al punto da far presagire una polemica velenosa tra Palazzo Chigi e il presidente uscente, Josè Manuel Barroso. Il tentativo di Matteo Renzi è di inserire un cuneo tra la vecchia Commissione e quella che si insedierà a fine ottobre, guidata da Jean-Claude Juncker. L irritazione di Barroso per la decisione del ministero dell Economia di renderla pubblica fa dire a Renzi: «È finita l era delle lettere segrete. Occorre trasparenza». Il presidente del Consiglio ironizza su «uno o due miliardi di euro di differenza. Possiamo metterli anche domattina», dice alludendo allo scarto con le previsioni di spesa europee. Vuole accreditare la tesi secondo la quale i rilievi contro l Italia sono farina di un vecchio sacco, mentre col nuovo è in corso una trattativa per evitare la bocciatura. Barroso sostiene invece di avere avuto l avallo di Juncker, e di avere compiuto «un atto dovuto». Pier Carlo Padoan assicura una risposta all Europa in ventiquattr ore. E il capo dello Stato, Giorgio Napolitano offre la sua copertura istituzionale, firmando il testo e lodando le riforme. Ma si teme un conflitto istituzionale tra Roma e Bruxelles. Renzi annuncia la pubblicazione «di tutti i dati economici di quanto si spende in questi palazzi, e sarà molto divertente». Apre dunque le ostilità contro la burocrazia europea, promettendo una sorta di «occhio per occhio, dente per dente» su chi butta i soldi. La cosa singolare è che lo fa durante il semestre italiano di presidenza dell Ue. Lo scontro rivela Le alleanze L asse tra Italia e Francia ridimensionato dai legami tra Parigi e Berlino Il rischio di uno scontro istituzionale POLITICA 11 una tensione repressa lungamente tra un governo che ritiene di avere fatto quanto doveva per essere «promosso»; e istituzioni continentali che non hanno smesso di diffidare degli impegni assunti da palazzo Chigi. È il riflesso dell incrinatura tra Nord e Sud europei, accentuatosi negli ultimi anni. Chiama in causa soprattutto il rapporto tra la Germania e i suoi «satelliti», e le nazioni mediterranee che faticano ad accettare i vincoli dell austerità. Su questo sfondo si conferma l asse tra Italia e Francia; meno solido del previsto, però, perché è bilanciato da quello tra Parigi e Berlino. È possibile che una volta fornite le assicurazioni richieste, la legge di Stabilità non venga bocciata. D altronde, la lettera di Barroso è stata spedita anche a francesi, austriaci, sloveni e maltesi: sebbene solo Palazzo Chigi l abbia resa pubblica. L ipotesi che si raggiunga un compromesso non va scartata. L atteggiamento renziano prefigura una trattativa a muso duro, dalla quale l Italia può riemergere più forte o ulteriormente indebolita. Così il leader pd ha spaccato la sinistra La linea morbida dei pensionati Cgil L idea di lasciare la direzione dell Unità a un esponente non necessariamente renziano 321 i giorni passati dalla vittoria di Renzi alle primarie per la segreteria pd 200 mila gli euro pagati per organizzare la quinta edizione della Leopolda Da oggi a domenica a Firenze Parte la Leopolda «di governo» Boschi: Fassina? Dice che andrà allo zoo ROMA In questi ultimi giorni ha avuto altro da fare, impegnato com è in un braccio di ferro con «la banda di funzionari dell Europa». Ma da oggi, pur continuando a tenere un occhio vigile sulla Ue, Matteo Renzi riprenderà a tessere le fila del Partito democratico che verrà, a metà tra il modello di quello statunitense e il Labour Party, forze politiche che sono una sorta di grandi contenitori che riescono a tenere insieme moderati, liberali riformisti e anche esponenti della sinistra radicale. La Leopolda, in fondo, è stata e sarà anche questo: uno spazio libero e aperto dove si incontrano per discutere tra di loro e confrontarsi personalità che vengono da tradizioni e culture diverse. Certo, stavolta, almeno in apparenza, l ex stazione di Firenze non avrà le porte spalancate come un tempo. Questioni di sicurezza: il prefetto e le forze dell ordine del capoluogo toscano preferiscono usare la massima cautela, vista la presenza del presidente del Consiglio e di mezzo governo. Anche perché l affluenza prevista per la quinta Leopolda è nettamente superiore a quella delle ROMA «La protesta pacifica in piazza è legittima, ma alla Leopolda c è un altra Italia, dove ci si confronta e forse è più facile parlarsi e dirsi anche quello che si sta sbagliando». Maria Elena Boschi si presenta in conferenza stampa per raccontare la quinta edizione della Leopolda che inizia oggi, all ombra della manifestazione della Cgil. Lo fa con un atteggiamento prudente verso chi ha deciso di andare in piazza al fianco del sindacato. I fronti aperti nel partito sono molti e lo dimostra la lunga assemblea del Senato, dove il capogruppo Zanda ha affrontato i «dissidenti». La Boschi annuncia, citando le cronache, una «Leopolda di governo». In effetti è la prima volta che l evento si tiene con Renzi a Palazzo Chigi. Ma il ministro precisa che questo non vuol dire che chi non viene sia all opposizione, tutt altro. Resta il fatto che la pattuglia dei ministri sarà corposa: ci saranno Andrea Orlando, Roberta Pinotti, Dario Franceschini, Marianna Madia, Giuliano Poletti, Maria Carmela Lanzetta, Graziano Delrio. E ci saranno il altre edizioni. Per questo motivo a tutti coloro che si sono già registrati viene «gentilmente chiesto di non portare bagagli», «sia per questioni di spazio, che per questioni di sicurezza». Ma questi sono dettagli di ordine organizzativo. Il «grande Pd» versione Renzi è invece un progetto politico ancora in costruzione, che impensierisce alcuni esponenti della minoranza interna. Non si tratta, almeno nelle intenzioni del suo ideatore, di un partito «pigliatutto», ma del «partito degli italiani». Che resta lontano anni luce da Susanna Camusso, ma che, invece, è disponibile a dialogare con altre figure di sindacalisti. Si è già detto e scritto dello scambio regolare di sms tra il premier e la leader della Spi Cgil (i pensionati) L idea commissario anticorruzione Raffaele Cantone e il direttore dell Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi. Insieme a loro molti imprenditori e Davide Serra, il finanziere amico di Renzi. Non ci dovrebbe essere invece Sergio Marchionne. E neanche Diego Della Valle: «Ma Carla Cantone, la quale non ha mai negato di trovare «Renzi simpatico», anche se è pronta a contestargli alcune misure, come quella sull articolo 18 dello Statuto dei lavoratori o l esclusione dal bonus degli 80 euro. Ma adesso c è qualcosa di più, come rivelava l altro ieri il sito «Lettera 43»: per domani la Spi ha deciso di tenere una linea morbida. In piazza, sì, «ma senza essere il braccio armato di nessuno» e senza «fare opposizioni pregiudiziali, tanto meno al governo Renzi. Se c è da dialogare, dialoghiamo: la Spi non è la Fiom». Una linea, quella del dialogo e della contrarietà ai «no» pregiudiziali che è la stessa adottata dalla neo segretaria della Cisl Annamaria Furlan. Anche per quel sindacato, che pure non 1Il «partito della Nazione» Lunedì scorso, alla direzione del Pd, il premier e segretario Matteo Renzi ha rilanciato il partito a vocazione maggioritaria, un «partito della Nazione» che parli a tutti e che si apra anche ad accogliere i transfughi di Sel e di Scelta Civica: «Il Pd ha detto Renzi deve essere un partito che si allarga, che deve contenere realtà diverse» Tonini È il progetto che Veltroni non era riuscito a mandare in porto se vorrà, saremo felici di accoglierlo. La Leopolda è aperta a tutti, senza inviti». Un invito, in realtà, l ha fatto: «Ho chiesto a Stefano Fassina di passare, ma ha detto che ha già promesso ai suoi figli di portarli allo zoo». Da lontano si fa sentire Alfredo D Attorre: «La Leopolda dà ha intenzione di fare sconti a Renzi, la parola concertazione non ha più senso, esattamente come non lo ha più per il presidente del Consiglio. C è quindi un vasto mondo a cui il Pd versione Renzi può guardare. Tant è che c è chi sospetta che il premier abbia voluto scientemente spingere Camusso nelle braccia della Fiom, costringendo la leader della Cgil ad adottare la linea dura e pura di Landini. Eppure anche nell area della sinistra più radicale il Pd potrebbe trovare nuovi interlocutori, nonché nuovi elettori, e in questo modo mettere in difficoltà il tandem Camusso-Landini, oltre che la minoranza interna. E non si sta parlando solo degli ex grillini, che ormai al Senato, danno una mano alla maggioranza nei momenti di 2I dubbi della minoranza Sempre alla direzione, Matteo Renzi ha invitato la minoranza del Partito democratico a partecipare alla Leopolda, che non è un «organizzazione parallela», ha replicato a Gianni Cuperlo che invitava il segretario a chiarire che modello di Pd aveva in mente e spiegare come la kermesse di Firenze si combini con il partito I volti della kermesse Roma, il ministro alle Riforme Maria Elena Boschi con i quattro deputati del Pd che condurranno la quinta edizione della Leopolda, da oggi a domenica a Firenze: da sinistra Luigi Famiglietti, Silvia Fregolent, Lorenza Bonaccorsi ed Edoardo Fanucci (Imagoeconomica) difficoltà. È in questo quadro che da due giorni, nel Transatlantico di Montecitorio, filtra la notizia che ad andare a dirigere l Unità potrebbe essere proprio uno dei rappresentanti di spicco di un mondo che finora è stato assai più vicino a Landini che a Renzi. È circolato anche il nome di Michele Santoro, benché non vi sia nessuna conferma. Insomma, è proprio un nuovo partito quello che potrebbe nascere, un partito che, come dice il senatore Giorgio Tonini, potrebbe «realizzare il progetto che Veltroni non era riuscito a mandare in porto». Un partito che potrebbe persino arrivare non negare la tessera a Marco Pannella. A patto, chiaramente, che il leader radicale non chieda di iscriversi al Pd per provocazione e per continuare la sua guerra quotidiana contro Renzi, a cui non ha perdonato ancora la bocciatura di Emma Bonino alla Farnesina. Ma forse per questo passo clamoroso ci vorrà ancora un po di tempo. Quello che serve per rimarginare le ferite e dimenticare i livori del passato. Maria Teresa Meli l idea che Renzi non creda al Pd». Intanto al Senato andava in scena un assemblea del gruppo non idilliaca. All ordine del giorno, il caso dei tre senatori dissidenti (Felice Casson, Corradino Mineo e Lucrezia Ricchiuti) che non hanno votato il Jobs act. Nessuna sanzione per loro. Zanda ha spiegato perché non si possono permettere troppe libertà quando si hanno solo 7 voti di vantaggio. Spiegando che «tutti sono liberi di esprimere il loro pensiero, ma c è un esigenza di stare in gruppo». Il regolamento, che prevede il dissenso solo per questioni etiche, potrebbe essere modificato. Zanda ha lanciato un appello alla «responsabilità» contro lo «sfarinamento» che rischia il Pd. Tiepida la risposta. In molti hanno fatto notare come con tutti i decreti presentati, risulti difficile un confronto sereno. Confronto a cui sembra aver deciso di sottrarsi Walter Tocci. Che ha risposto picche alla richiesta di Zanda di ritirare le sue dimissioni. Alessandro Trocino

12 12 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera Esteri Il reportage di Massimo Gaggi Ora il Canada si scopre vulnerabile «Finita l era della nostra innocenza» Centinaia di sospetti, 80 persone sulla no-fly list nel Paese che dall 800 non aveva omicidi politici DAL NOSTRO INVIATO OTTAWA «Adesso dobbiamo andare avanti senza paura, ma è inutile girarci intorno: con l attentato di ieri questo Paese ha perso la sua innocenza». Mattinata limpida e freddo pungente sulla spianata davanti al National War Memorial transennato e ancora circondato dai poliziotti. Jim Munson, senatore del partito liberale, si ferma un attimo a parlare mentre tenta di farsi largo in una selva di telecamere. Barricato ieri in un aula del Parlamento durante la caccia all attentatore, Michael Zehaf-Bibeau, torna ora sul luogo dell attentato per onorare Nathan Cirillo, il militare italo-canadese ucciso. «Abbiamo osservato per anni con distacco le immagini dei palazzi di Washington e di Westminster, a Londra, blindati. Eravamo convinti di godere di una specie di immunità. L era delle illusioni è finita: dobbiamo affrontare una realtà assai più dura». Il giorno dopo l attacco al Parlamento, il Canada è ancora sotto choc. La conferma che l assalto è stato condotto da un «lupo solitario», non da un commando militare come si era temuto all inizio, è una magra consolazione: due attentati mortali in 48 ore pesano come un macigno su un Paese nel quale l ultimo omicidio politico risale al regno della Regina Vittoria, nell Ottocento. Capitale aperta, tollerante, rilassata, Lupo solitario La polizia canadese ha confermato che l attacco è stato condotto solo dal killer quasi una «città delle bambole» inventata a tavolino proprio dalla grande regina britannica (si dice che Queen Victoria abbia deciso la fondazione di Ottawa piantando uno spillo a caso sulla mappa), la metropoli amministrativa di questa nazione sterminata ha registrato appena quattro omicidi l anno scorso. Quanto al Parlamento, nel quale l attentatore è entrato con grande facilità, senza incontrare ostacoli, l ultimo allarme rosso risale al 2009, quando un gruppo di ambientalisti salì sul tetto per protestare contro lo sfruttamento delle sabbie bituminose dell Alberta. Non è solo il senatore Munson a parlare di perdita dell innocenza: un espressione che ritrovi anche nei servizi televisivi e sui giornali. «Ma quale fine dell innocenza si ribella lo scrittore Andrew Cohen. «Speriamo piuttosto che sia la fine dell era dell ignoranza e del compiacimento di una città sonnolenta. La capitale di un Paese a lungo soprannominato il regno pacifico, che improvvisamente si sveglia e scopre di essere precipitato nel Ventunesimo secolo». In effetti regno dei balocchi e bombardamento dell Isis in Iraq sono due cose difficili da mettere insieme. È quello che cerca di far capire al suo popolo il primo ministro Stephen Harper in un discorso davanti al Parlamento pieno di orgoglio, di determinazione («non ci faremo intimidire: gli attacchi ai nostri uomini e alle nostre istituzioni sono attacchi alla nostra civiltà, ai valori di libertà e democrazia della nostra gente»), ma anche di rimpianto: «Prendiamo atto che non siamo più immuni da attacchi che fin qui ci sembravano realtà lontane». Insieme alle tante angosce, il day after si porta dietro due problemi giganteschi: come difendersi da nuovi attacchi, vista l estrema difficoltà di individuare i potenziali terroristi e anche l impossibilità di tenere Sui media «Attaccati», si legge sulla prima pagina del quotidiano canadese Globe and Mail di ieri. I media locali, in particolare la tv Cbc, sono stati elogiati per la copertura sobria, non sensazionalistica e «assolutamente non americana» delle confuse notizie iniziali sull attentato di Ottawa 2 minuti La durata dell ovazione con cui è stato accolto ieri nel Parlamento canadese Kevin Vickers, l addetto alla sicurezza che ha sparato e ucciso l attentatore di Ottawa che si era introdotto nel Parlamento sotto contro 24 ore su 24 i soggetti pericolosi già identificati: alcune centinaia, 80 dei quali sono finiti nella no-fly list, con conseguente ritiro del passaporto. Un grosso problema anche per gli Usa che hanno strutture di intelligence ben più agguerrite di quelle canadesi, ma non hanno la possibilità materiale di marcare stretto, oltre ai circa 800 jihadisti della no-fly list, tutti i soggetti considerati genericamente sospetti che sono ormai decine di migliaia. L altro problema è come preservare l armonia sociale in un Paese dalla struttura fortemente multietnica con un milione di musulmani che ora rischiano di essere messi sotto accusa. Il capo della polizia ha subito scritto all Imam Sikander Hashmi promettendo di difendere la sua comunità da ogni manifestazione di intolleranza, ma chiede la collaborazione della comunità islamica contro il terrorismo. Intervistato dal Corriere, Hashmi promette: «Abbiamo sempre vissuto in pace, questi pazzi vanno fermati: coopereremo. Ma, realisticamente, non potremo risolvere noi il problema dell Isis quando nemmeno lo Stato riesce a tenere sotto controllo i fiancheggiatori che ha individuato». La polemica Il deputato grillino: «Un assassino pazzo o che ha ritrovato la ragione?» Una nuova polemica. Uno scivolone sulla tragedia del Canada si abbatte sul Movimento 5 Stelle. Dopo le parole di Alessandro Di Battista su Isis e i terroristi elevati ad interlocutori, dopo le critiche di Davide Bono sulle decapitazioni ad hoc in concomitanza con la visita di Matteo Renzi in Iraq, stavolta a finire nel mirino della Rete è il deputato campano Carlo Sibilia. Il parlamentare in un post su Facebook commenta: «I politici spesso prendono a modello il governo del nord. Norvegia, Usa e Canada. Eppure dov è che hanno iniziato a sparare ai politici... Proprio in un Paese come il Canada. Opera di un pazzo o di qualcuno che ha ritrovato la ragione?». Poi conclude: «La mia solidarietà a chi ha perso la vita nell attentato. A chi vanno attribuite le colpe?». Il post genera subito una ridda di commenti che invadono il web. Si va dagli insulti agli sfottò. Alcuni condividono il commento, ma anche sulla pagina Facebook del deputato piovono duri interventi. Angelo scrive: «Tu la ragione invece non sai nemmeno lontanamente dove alberga». Qualcuno ricorda un tweet di luglio in cui il parlamentare metteva in dubbio lo sbarco sulla Luna: «Ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa...», scriveva. Oggi Sibilia si difende: «Il mio post? Era una provocazione per spingere le persone a porsi delle domande. Se qualcuno vuole strumentalizzare, può farlo tranquillamente». «Mi sono solo chiesto perché questa persona ha fatto questo gesto aggiunge. Questa settimana ho fatto innumerevoli interventi in Aula e in Commissione su temi come privatizzazione dell acqua, trivellazioni petrolifere e ora esce solo questo». Poi contrattacca: «Gli insulti equivalgono a qualsiasi tipo di violenza». Emanuele Buzzi

13 # Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre 2014 ESTERI 13 La foto e il video Il soldato ucciso e il terrorista Bandiere a mezz asta a Ottawa per il caporale Nathan Cirillo, 24 anni, ucciso l altro ieri davanti al Monumento ai Caduti. Nathan era un riservista degli «Argyll and Sutherland Highlanders», reggimento di fanteria con base in Ontario. Era il papà single di un bambino di 5 anni, Marcus. La foto grande, a sinistra, è stata scattata alle 9.41 del mattino, 12 minuti prima del tweet con cui il giornalista canadese Peter Henderson ha annunciato la sparatoria. Cirillo faceva parte del picchetto d onore. È stato ucciso da Michael Zehaf- Bibeau che, subito dopo, ha rubato una macchina ed è corso verso il Parlamento: a destra, due immagini del terrorista ripreso al suo arrivo da telecamere fisse L attentatore Il diavolo e la Siria: le ossessioni del killer rinnegato dalla madre L eroe L ex «giubba rossa» che ha sparato per la prima volta Mamma Inviamo le nostre sentite condoglianze alla famiglia del soldato. Piangiamo per la vittima non per nostro figlio. Vogliamo anche chiedere scusa per il dolore, la paura e il caos che ha creato Susan Bibeau WASHINGTON La madre dell assassino non lo perdona. «Piango per le vittime, non per mio figlio. Sono arrabbiata con lui e addolorata. L ho incontrato a pranzo la scorsa settimana dopo 5 anni che non ci vedevamo. Ho poco da aggiungere e non voglio partecipare al circo mediatico», afferma Susan Bibeau, impiegata nell ufficio immigrazione, in un breve scambio con l Associated Press. Parole che equivalgono ad una condanna per un giovane che, oltre ad essere un terrorista, ha avuto una montagna di problemi. Trentadue anni, originario del Quebec, Michael Zehaf-Bibeau, dopo un adolescenza in apparenza normale tra una famiglia tranquilla e buone scuole, si infila nei guai. Le carte giudiziarie segnalano una dozzina di incriminazioni per reati comuni. Dalla detenzione di droga alla rapina. Condanne che lo portano a periodi di detenzione. Inquieto, instabile, si trasferisce in British Columbia, dall altra parte del Canada, forse vuole fare il minatore e intanto frequenta una piccola moschea. Dove si fa notare per i comportamenti bizzarri che lo mettono in urto con gli anziani della comunità musulmana. Sono segnali che dovrebbero essere colti, ma nessuno lo fa. Un amico dell epoca lo descrive strano, ossessionato dal «Diavolo che sta prendendo piede nel mondo». Michael, che si faceva chiamare anche Abdullah, è molto attratto dall islam e dal Medio Oriente. Probabilmente vuole riscoprire parte delle sue origini. La madre è canadese mentre il padre, Belgasem, è libico. È emigrato in Canada dove ha gestito per qualche anno un bar, quindi avrebbe fatto il commerciante. Dettagli scarsi, a parte il divorzio dalla moglie nel Quando esplode la rivolta contro Gheddafi, Belgasem si sarebbe recato per qualche mese a Tripoli dove sarebbe stato testimone di torture e violenze. Particolari, per ora, impossibili da verificare. Per i servizi di sicurezza Michael, che aveva anche la cittadinanza libica, voleva recarsi in Siria, seguendo l esperienza di altri canadesi entrati nell Isis, in Al Nusra e altri gruppi. Un passaggio provocato dalle sue idee estremiste. Infatti Michael attira l attenzione dell antiterrorismo che però non lo inserisce nella lista dei 90 «elementi pericolosi». Ma quando chiede il rinnovo del passaporto scatta il divieto e lui arriva, il 2 ottobre a Ottawa, proprio per risolvere il problema. È probabile che le autorità abbiano messo dei paletti perché lo considerano a rischio. Magari sapevano già che il killer era in rapporti con Hasibullah Yusufzai, un canadese partito per la Siria dove è entrato in un gruppo ribelle estremista. Non ci sono invece prove di relazioni con Martin Ahmad Rouleau, l altro convertito che ha ucciso un soldato investendolo con una vettura nei pressi di Montreal. È su questi rapporti che ora dovrà puntare l inchiesta. L ipotesi base è che Michael sia un «lupo solitario», ma è presto per scartare connessioni più ampie. Un testimone ha riferito che il giovane frequentava assiduamente altre due persone nell ostello per senzatetto dove era solito dormire. Ed era con loro anche nei giorni precedenti all attacco. Semplici amici o complici? L altro filone è quello dei contatti sul web: la polizia ha accertato che comunicava con ambienti estremisti in Medio Oriente, sembra in Iraq. Un giovane che potrebbe sintetizzare una nuova minaccia doppia. Uno sparatore di massa, con turbe mentali, ma che è anche jihadista. Guido Premier Ringrazio il sergente Vickers per il suo coraggio. Non ci faremo intimidire, siamo qui, ai nostri seggi, nella nostra Camera nel cuore della nostra democrazia. Il Canada non cederà mai al terrorismo Stephen Harper WASHINGTON «L ho abbattuto». Con queste parole Kevin Vickers ha informato il premier canadese Stephen Harper che era barricato in una sala del parlamento. Vickers ha abbattuto Michael Zehaf- Bibeau, il terrorista protagonista dell assalto di Ottawa. Lo ha fermato con la sua pistola, impedendo che l aspirante jihadista potesse uccidere ancora. Un gesto coraggioso di un uomo che ha trascorso trent anni nelle file delle Giubbe Rosse, indagando su trafficanti di droga, assassini e truffatori senza sparare un solo colpo. E mai avrebbe pensato di doverlo fare in quel luogo. La carriera di Vickers, 58 anni, inizia nella regione del New Brunswick, costa est canadese, vicino al Maine. Tutti lo ricordano come un poliziotto determinato e capace come pochi a interagire con i cittadini. Ci sapeva e ci sa fare, sottolinea il sindaco di Miramichi, la cittadina dove è cresciuto. Il suo curriculum parla di indagini complesse, di situazioni a volte delicate che l agente ha sempre provato a risolvere con un tocco di diplomazia. Smussando gli angoli, cercando il contatto diretto, usando la mediazione. Una volta smessa la divisa, Vickers ha continuato a lavorare ottenendo otto anni fa un posto di prestigio. Quello di sergente di cerimonia. Una definizione che può far pensare a qualcosa di decorativo, da parata. E in effetti, durante alcuni eventi, porta una feluca, una palandrana scura, a volte un antico spadone. Ma dietro questo rito c è una funzione precisa: quella di occuparsi della sicurezza dei deputati. Un coordinatore, un angelo custode silenzioso, un funzionario chiamato a vigilare ma anche a dirimere questioni legate alle procedure. Nel 2011 si è battuto in favore dei sikh quando il Parlamento voleva bandire il kirpan, il loro pugnale tradizionale. In un altra occasione ha fatto di tutto per dare accesso ad un gruppo di studenti. Piccoli incombenze insieme a quelle più importanti al fianco di re, regine e presidenti ospiti dei deputati canadesi. Kevin è padre e sbirro buono che il destino ha portato nel mezzo di un atto di terrore. Alle 9 e 54 di mercoledì ha sentito, come altri, le urla all ingresso principale, quando il terrorista ha fatto irruzione nell edificio armato di un fucile. Alle 9 e 56 era lì nel corridoio diventato un campo di battaglia. Non aveva la spada da cerimonia, ma la semi automatica e con quella ha aperto il fuoco sull intruso. Le immagini delle televisioni mostrano il «sergente» mentre cammina lentamente e in modo calmo. Il braccio destro lungo il corpo, con in pugno la sua pistola. Perlustra le stanze dell edificio insieme agli altri agenti, alla ricerca di possibili complici del killer. Missione compiuta. Poi gli interrogatori dei suoi ex colleghi per ricostruire la dinamica dell attacco. Quindi a casa dove sono arrivate tonnellate di messaggi di felicitazioni ai quali ha risposto con un «sono fiero di aver fatto parte di questo team». Ieri mattina Vickers era al suo posto. Ha ripercorso i corridoi scortato da alcuni militari, è entrato nell aula portando sulla spalla un grande scettro che accompagna l apertura della seduta. Ad accoglierlo i deputati e un applauso interminabile. L eroe si è commosso, il labbro ha tremato, poi ha chinato leggermente il capo rivolto alla platea. Un istante dopo era di nuovo il sergente. Sull attenti. Come ha detto il ministro della Giustizia: «Grazie a Dio c è Kevin». L uomo con la pistola ha fermato quello con il fucile. G.O.

14 14 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera contro i piccoli guasti domestici, arriva eni sos casa la polizza assicurativa che è tua per 2 anni, senza costi aggiuntivi, se sei nostro cliente o se lo diventi. attivala subito all o su soscasa.eni.com un tubo che perde, una serratura che si blocca o un elettrodomestico che si rompe: sono tanti gli imprevisti che possono capitare. con eni sos casa hai una polizza assicurativa per i piccoli guasti domestici che prevede l intervento tempestivo di tecnici specializzati. perché eni gas e luce ti dà molto di più di gas e luce. Polizza erogata da selezionata compagnia di assicurazione e attivabile entro il 31/01/2015 per i già clienti, ed entro il 31/03/2015 per i nuovi clienti. Condizioni e massimali su soscasa.eni.com Superamento massimali soggetto a preventivo. eni gas e luce la soluzione più semplice esprimi la tua arte negli spazi autorizzati

15 Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre 2014 Diplomazie di Guido Santevecchi La Cina insegue lo Stato di diritto ma «comunista» LE ELEZIONI BRASILE ESTERI 15 E Dilma per la vittoria punta sugli operai della «fabbrica Fiat» L agenzia Xinhua ha lanciato ieri sera la sua Breaking News in inglese con il titolo «Il Partito comunista cinese nel Plenum fissa lo schema per uno Stato di diritto». Erano mesi che la stampa preparava il terreno per la «grande svolta». Nella versione inglese è scritto «rule of law», ma non è lo «Stato di diritto» dei sistemi democratici. «Sia chiaro che il rule of law non può essere in conflitto con la guida del Partito», spiega l agenzia. Quindi, il sistema giudiziario in Cina resterà soggetto all interesse supremo della politica, cioè del regime. Che cosa è successo allora nei quattro giorni del Plenum, tenuto nel segreto di un albergo gestito dall esercito? Xi Jinping sta accentrando ulteriormente il potere, anche nel campo giudiziario, non vuole certo una magistratura indipendente. Vuole però dare uniformità a un sistema legale che lontano da Pechino, nelle province dell impero, è stato finora amministrato dai vari potentati locali, corrotti. Per questo, nello schema compare anche l istituzione in via sperimentale di «tribunali mobili» diretti dalla Corte suprema di Pechino, da utilizzare nelle province. Giudici scelti e istruiti dal centro e non manovrati dai ras di città e di campagna. L obiettivo principale dell innovazione varata dal Plenum è il rafforzamento della campagna anticorruzione. Stato di diritto significa andare avanti con la grande purga dei funzionari che pretendono tangenti per ogni progetto, per ogni promozione di sottoposti. In realtà, il grande protagonista di questo «Plenum cruciale» è la Commissione centrale per la disciplina del partito, la Santa inquisizione comunista.tanto è vero che il secondo comunicato della Xinhua ieri conteneva i nomi di sei alti funzionari espulsi dal Pcc. Tra loro un generale. La battaglia in corso è dura, coinvolge anche l Esercito. La Commissione militare ammonisce che sono emerse divisioni tra i ranghi degli ufficiali, una confusione ideologica «eccezionalmente acuta e complessa», perché in tempo di pace è facile che i militari dimentichino le regole. Insomma, Xi promette di governare con la legge: non è lo Stato di diritto occidentale, ma è sempre meglio che governare fuori dalla legge. Alle urne Domenica prossima in Brasile si svolge il ballottaggio delle Presidenziali Gli sfidanti sono la presidente uscente Dilma Rousseff e Aécio Neves Gli ultimi sondaggi danno Dilma in vantaggio su Neves (52 a 48). La Rousseff spopola nel povero Nordest, per via dei programmi sociali del governo. Neves nel Sud, più benestante GOIANA (BRASILE) Per vederli sono arrivati in migliaia sotto un sole assassino, ragazzi e ragazze in tuta e caschetto. Tutto attorno alla grande fabbrica profuma di vernice fresca, e le distese di canna da zucchero dall altra parte della strada ricordano il passato, quel lavoro semischiavo che nessuno più immagina di dover fare. La riscossa di Dilma Rousseff prima in affanno, ora lanciata verso la riconferma alle presidenziali di domenica prossima passa da Goiana, cittadina del Pernambuco, nordest profondo del Brasile. «A fabrica da Fiat», come la chiamano qui, porta in realtà il nome Jeep, il marchio che Fca ha ereditato da Chrysler. A gennaio partirà la produzione di Suv popolari all anno, e il Brasile più povero vive una aspettativa che ricorda i tempi di Pomigliano e Melfi, con le fabbriche che vanno a casa degli operai, i sogni di sviluppo dispensati a larghe mani dalla politica. Non potevano mancare la barba imbiancata e la voce rauca di Lula, che dell operazione Fiat Pernambuco è stato il padrino. L ex presidente è nato da queste parti, e da qui è dovuto scappare bambino per fame. La sua simbolica epopea è poi passata per le fabbriche di auto di San Paolo, dove divenne operaio e poi leader sindacale. Quando si è trattato di convincere la Fiat a portare uno dei più grandi investimenti al mondo nella sua terra natale, Lula ha usato ogni mezzo. Piegando gli uomini di Marchionne che avrebbero preferito la regione di Minas Gerais, dove Fiat è presente da 40 anni, un Brasile più sicuro e conosciuto. Davanti alla fabbrica Lula si asciuga il sudore e la burbera Dilma vestita di rosso si apre persino in un sorriso, mentre i neo operai la puntano con gli smartphone. Se il loro ciclo di potere continuerà, dopo 12 anni, lo si deve alla valanga di voti che arriva da queste terre. Lula In tandem Lula con Dilma Rousseff, la presidente uscente del Brasile, in corsa per la riconferma. Lula è stato accanto alla sua pupilla durante la campagna elettorale ha strappato lo stabilimento al rivale di Dilma, Aécio Neves, boss di Minas Gerais, ed è una occasione per ribadire il ritornello di questa campagna elettorale: noi siamo con i poveri e stiamo creando un nuovo Brasile, loro con i ricchi e i banchieri e vogliono farvi tornare indietro. «Per me urla Lula agli operai non basta avervi portato la fabbrica. Ho detto al presidente della Fiat: companheiro, il mio sogno sarà realizzato quando ognuno degli operai potrà comprare una delle macchine che costruisce». Tutto, nella corsa di Dilma alla rielezione, passa da questa regione e serve il pieno di consensi. Il Brasile più sviluppato, a sud, la manderebbe a casa. A San Paolo, per esempio, il rivale Neves la sopravanza di decine di punti, un umiliazione per il Partito dei lavoratori che nacque in quelle periferie operaie durante la dittatura. Ma nulla sarebbe l effetto di una nuova fabbrica senza il vero catalizzatore del voto «nordestino»: i sussidi dispensati attraverso la Borsa Famiglia, il sistema di aiuto ai poveri che ormai raggiunge 13 milioni di case, inaugurato da Lula ed esteso dalla Rousseff. Nella sede di campagna di Neves a Goiana, un capannone deserto, la signora Elisa prepara adesivi del suo Pernambuco BRASILE GOIANA Brasilia Rio de Janeiro San Paolo km 1000 candidato in una giornata difficile. Fuori il jingle di Dilma è assordante e migliaia di magliette rosse si avviano verso il comizio. «Bene le fabbriche dice ma qui mezza città vive senza fare niente. I soldi del governo sono pochi, ma arrivano tutti i mesi, più fai figli più ne prendi. Doveva essere una emergenza contro la fame, è diventata un istituzione. Come possono perdere le elezioni, quei due?». Lula e Dilma rispondono con i numeri delle scuole professionali aperte, «una signora mi ha abbracciato, mio figlio va a studiare in Germania, come immaginarlo prima di voi?», racconta Lula. Goiana affitta case agli stranieri venuti qui per avviare la produzione, la signora Elisa ci guadagna un affitto, ma non può evitare il confronto. «C è un elettricista italiano che guadagna 10 volte più di mio nipote, e fanno lo stesso lavoro». Il duello tra Rousseff e Neves si conclude domenica. Gli ultimi sondaggi dicono 52 a 48, ma i giorni finali della campagna sono intensi, con Lula a fianco della sua pupilla. C è da difendere la grande svolta ma anche giustificare una economia in stagnazione e controbattere le accuse di corruzione. Neves ha buoni argomenti, ma Lula sta riuscendo a far passare il concetto che rappresenta il passato, pur avendo 20 anni in meno. Le ultime cartucce in un dibattito tv, stasera. Rocco Cotroneo

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17 Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre Cronache In Italia In Italia l ergastolo è la massima pena (carcere a vita) prevista per un delitto, disciplinata dall articolo 22 del codice penale Nella prassi la pena massima non supera i 30 anni. Anche l ergastolano può ottenere il regime di semilibertà dopo l espiazione di 20 anni e può fruire della detrazione di pena per buona condotta Il Pontefice contro l ergastolo «È un esecuzione nascosta» Il Papa: abolire la pena di morte. E sui corrotti: presi solo i pesci piccoli Catania Vittima del vento Muore schiacciata dalla palma caduta CITTÀ DEL VATICANO «In Vaticano, da poco tempo, nel Codice penale non c è più l ergastolo...». Quando Francesco parla a braccio dice spesso le cose più notevoli: «L ergastolo è una pena di morte nascosta». Ieri ha rivolto a un gruppo di giuristi una riflessione planetaria sul senso della giustizia penale e del recupero, chiesto di «migliorare le condizioni carcerarie» contro «il plus di dolore» dei «moderni campi di concentramento» come di certe prigioni, e messo in guardia dalla «incitazione alla vendetta» e dal «populismo penale»: «Si è affievolito il dibattito sulla sostituzione del carcere con altre sanzioni penali alternative. Ogni nuovo carcere esaurisce la sua capienza già prima di essere inaugurato». Francesco, tra l altro, denuncia l abuso della carcerazione preventiva: «Quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto commesso costituisce un altra forma contemporanea di pena illecita occulta, al di là di una patina di legalità». Ma anzitutto parte dal «primato della vita e della persona umana», ricordando il Catechismo (2267) e la «condanna della pena di morte» fatta da Wojtyla nella Evangelium Vitae (56), fino a scandire: «È impossibile immaginare che oggi gli Stati non possano disporre di un altro mezzo per difendere dall aggressore ingiusto la vita di altre persone». Il Papa ricorda «l uso che ne Era seduta su una panchina di piazza Cutelli, nel centro di Catania, con la figlia di 19 anni, quando una palma si è spezzata e la parte di albero caduta l ha travolta (sopra, nella foto Ansa) uccidendola. La vittima è Patrizia Scalora, 49 anni. Tra le cause possibili, il punteruolo rosso, il coleottero che attacca le palme. I pm indagano per omicidio colposo. In Vaticano La legislazione penale vaticana è stata in parte cambiata nel luglio 2013 dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, estesa dal Papa con un Motu Proprio all intero ambito della Santa Sede Dal punto di vista sanzionatorio la Commissione ha deciso di abolire la pena dell ergastolo sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni fanno i regimi totalitari e dittatoriali per sopprimere la dissidenza politica o perseguitare minoranze religiose e culturali». E poi ci sono «le cosiddette esecuzioni extragiudiziali o extralegali, omicidi deliberati commessi da alcuni Stati e dai loro agenti». Morale: «Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono chiamati oggi a lottare non solo per l abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, ma anche per migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana». Di qui la richiesta di abolizione dell ergastolo: Francesco, per parte sua, lo fece con il Motu proprio dell 11 luglio 2013, sostituendolo con un massimo di 35 anni. A giugno la rivista dei gesuiti America Magazine rivelò che aveva risposto a cinquecento ragazzi condannati negli Usa, da minorenni, all ergastolo: «Le loro storie e la loro richiesta che questa forma di sentenza venga rivista alla luce della giustizia e della possibilità di una riforma e riabilitazione mi hanno commosso profondamente». Bergoglio torna poi a parlare contro i corrotti (per loro la pena «è come una rete che cattura solo i pesci piccoli, mentre lascia i grandi liberi»), la tratta delle persone. E la tortura «fisica e psichica» nell universo carcerario. Un venticinquenne di Bolzano si è ucciso mercoledì nel carcere di Lucca, denuncia il sindacato polizia penitenziaria Sappe: «In sette giorni i casi sono cinque, altro che emergenza superata». Gian Guido Vecchi

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19 Corriere della Sera Venerdì 24 Ottobre 2014 CRONACHE 19 Le novità I Paesi africani si sono impegnati a inviare oltre mille medici e paramedici in Liberia, Guinea, Sierra Leone e Congo per far fronte all emergenza All Istituto Wyss di Harvard gli esperti hanno sviluppato un test «low cost» per riconoscere il virus. Mentre scienziati internazionali testeranno l efficacia contro l Ebola del siero dal sangue dei pazienti guariti La Commissione europea stanzierà 24,4 milioni per la ricerca. Intanto il bilancio è di morti e casi Volontari Chiara Maretti e Paolo Setti Carraro lo scorso settembre nel piccolo ospedale governativo costruito dall Unicef a Pujehun (foto di Luigi Baldelli) Gli italiani in quarantena per Ebola Lui medico, lei ostetrica: tornati dalla Sierra Leone sono in isolamento precauzionale Paolo: appena fuori leggerò un libro con mia figlia. Chiara: io mi sento ancora in Africa Chiara si sveglia la notte e pensa di essere in Sierra Leone: «Cerco d istinto il telefonino, come quando le infermiere mi chiamavano e correvo in ospedale». Invece a svegliarla è la dottoressa dell Asl che chiede se si è provata la febbre. Paolo rimugina sulle cose fatte e su quelle andate storte, ogni tanto pensa al 5 novembre quando uscirà dall isolamento: «Cosa farò appena fuori? Vorrei leggere un libro con mia figlia e cenare con gli amici». Per ora il cibo glielo fanno trovare discretamente sullo zerbino, nella villetta vuota che gli ha messo a disposizione il cognato: oggi va di lusso, parmigiana mandata dalla suocera. Due italiani in quarantena in Lombardia per l emergenza Ebola: Paolo Setti Carraro e Chiara Maretti, un chirurgo sessantenne e un ostetrica trentenne. Misura precauzionale: stanno bene ma vivono chiusi in casa, non possono incontrare nessuno, contano i giorni (21 quelli dell incubazione del virus) dal rientro in Italia. Da giugno alla settimana I selfie Chiara Maretti, ostetrica trentenne, e Paolo Setti Carraro, chirurgo, 65 anni Allarme per la legionella a Bresso «Uno dei contagi sotto la doccia» Sotto esame l acqua pubblica. Controlli su tubature e fontane MILANO Si stringe il cerchio intorno al batterio killer. Bresso, centro di 26 mila abitanti alle porte di Milano, è in allarme per sei episodi di legionella in pochi giorni, uno dei quali letali. Dopo l esito degli ultimi esami, ieri i tecnici dell Asl hanno stabilito una (prima) causa di contagio: «È avvenuto sotto la doccia di casa», conferma il sindaco Ugo Vecchiarelli. Così le indagini si concentrano sull esame dell acqua pubblica e sul sistema di condutture che la portano nelle abitazioni. L obiettivo adesso è capire da dove arriva il batterio trovato nei soffioni della doccia. L anomalia del caso di Bresso è la simultaneità delle infezioni e la vicinanza delle abitazioni dei contagiati. La malattia si contrae respirando goccioline di acqua infetta. E il germe si può annidare dove manca una costante manutenzione degli impianti idrici. È il motivo per cui ieri, a scopo di prevenzione, è stata avviata la sanificazione di pozzi, filtri e tubazioni delle acque pubbliche. Dei prelievi sono stati effettuati anche sulle fontane. E il Comune ha intimato agli amministratori dei condomini dove ci sono stati i contagi di bonificare entro tre giorni gli impianti idrosanitari. «C è Le misure Dopo cinque casi di infezione e una vittima si lavora per sanificare pozzi, filtri e condutture stato un settembre caldo e anomalo che potrebbe essere causa dello sviluppo del batterio dice Vecchiarelli. Ma il germe potrebbe essersi sviluppato anche durante i lavori all acquedotto situato all inizio del paese (lavori condotti in tempi recenti ndr)». È morto un uomo di 78 anni, altri cinque sono ricoverati (Niguarda, Sacco, Multimedica, Cinisello Balsamo). Soltanto la prossima settimana sarà possibile sapere con certezza la causa del contagio. Giorgio Ciconali, alla guida dell Ufficio di Prevenzione, spiega: «Ci sono stati campionamenti a tappeto. Non solo nelle abitazioni, ma anche nei caseggiati e nella distribuzione pubblica dell acqua. È difficile statisticamente che sia tutto un caso». Tra i cittadini, che in serata si sono riuniti in un assemblea pubblica, si è diffuso il panico: per tranquillizzarli sono stati messi a disposizione due numeri di telefono e tutti sono stati nuovamente invitati a seguire le misure di sicurezza. Niente doccia, precauzioni nell utilizzo dell acqua calda dei rubinetti di casa, nessuna irrigazione dei giardini con diffusori d acqua a spruzzo. Simona scorsa hanno lavorato per «Cuamm Medici con l Africa» a Pujehun, Sierra Leone, uno dei tre Paesi colpiti dall epidemia che ha fatto quasi cinquemila vittime. Il Corriere li aveva incontrati tra i materassini blu della maternità e i secchi di acqua fredda usati per i bambini con la malaria e 40 di febbre. Ora il termometro è solo per loro: dopo 130 giorni di doppi guanti e stivali di protezione, la «tuta» anti-ebola pronta per interventi a rischio, i bambini salvati e qualche volta no, Paolo e Chiara hanno dovuto lasciare Pujehun. In fretta «evacuati»: Freetown-Malpensa via Marocco. Ad aspettarli, medici e infermieri del presidio aeroportuale. Mascherine, termometri laser e questionari. Gli esperti dell ospedale Sacco di Milano, dice Setti Carraro al telefono con il Corriere, hanno valutato il loro grado di rischio «intermedio» in una scala di tre. Le autorità in accordo con Cuamm hanno chiesto l isolamento a casa per 21 giorni. Chiara vive sola: all aeroporto è andato il fratello, «con l auto tappezzata di teli e asciugamani. Gli ho detto: Oh, guarda che sono infettante solo se ho i sintomi!». Hai voglia a spiegarlo: da allora nessun contatto con familiari o amici. Tanto telefonino, una birretta, tanta noia, il pensiero a Pujehun. Tre chiamate al giorno dalla Asl: «Ci controllano». Unico rapporto umano a distanza: dalla finestra con la vicina di casa. Ma sa della quarantena? «La Franca? Certo: dice che tanto è vecchia e non ha paura. Mi racconta dei tempi di guerra». Paolo ha visto la figlia Alice da lontano prima di isolarsi nel comasco: alla casa della quarantena l ha portato la moglie, ginecologa a Milano. «Ero appena arrivato quando la mamma di una compagna di Alice ha chiamato: Ben tornato. Ma non è pericoloso?. Ho dovuto scrivere alla preside per assicurare che starò alla larga». L ostetrica e il chirurgo del Cuamm non hanno lavorato nella tenda di isolamento Ebola allestita all ospedale governativo. Perché siete stati evacuati? «Per una serie di rotture dei protocolli nella gestione dei pazienti colpiti da Ebola o sospetti dice Setti Carraro. Errori del personale sanitario nazionale ci hanno esposto a un rischio incontrollato ed elevato di contagio». L ultimo caso: l autista di un «ambulanza Ebola» che presentava i sintomi ma è stato fatto uscire dalla tenda di isolamento prima dell esito degli esami (per cui ci vogliono almeno 24 ore). Era un amico, pensavano fosse sano. Baci e abbracci. Tra il personale chi si è autodenunciato è stato messo in quarantena, come il responsabile della tenda, un ragazzone di nome Swarey che ha detto: «In tanti qui all ospedale sono stati con l autista ma stanno zitti». Anche operatori che lavoravano in maternità con gli Chiusi in casa Sono stati rimpatriati perché si sono trovati in situazioni di elevato rischio di contagio italiani? Non si poteva escludere. Così Paolo e Chiara sono dovuti rientrare. «Vorremmo tornarci». «Penso alle infermiere locali che stanno rischiando», dice Chiara. «È pesante, stare qui isolati, non poter abbracciare nessuno. Ma dobbiamo pensare a chi è rimasto là». Swarey è morto pochi giorni fa: «La sera stava bene, la mattina della nostra partenza non è venuto a salutarci da lontano», dice Chiara. «Ho pensato: che pigrone». Michele TRIBUNALE DI ROMA Sezione Fallimentare Concordato Preventivo n. 52/2012 della società Sapam Immobiliare s.r.l. in liq. Giudice delegato Dr. Fabio Miccio - Liquidatore giudiziale Dr. Leonardo Quagliata Avviso di Vendita di Immobili Il Liquidatore giudiziale del concordato preventivo n. 52/2012 della società Sapam Immobiliare s.r.l. in liq. avvisa che intende procedere alla vendita mediante gara competitiva dei seguenti beni in uno o più lotti: Lotto n. / Ubicazione del Bene Destinazione d uso - Descrizione 1) Roma - Eur Tre Fontane Terreno edificabile Superficie lorda mq e/o n. parcheggi Dati catastali Prezzo base di gara in euro terreno mq lordi, pari a sup. sviluppata mq lordi ; mq comm.li (di cui resid , Fg. 851 p.lle commerc , posti auto res. e 0 posti auto commerc.) park residenz. n. 464 park comm.le n ) Parco del Broletto - Lecco Park pubblico - interrato (1, 2 e 3 ) cat. D/8 n. 24 posti auto Fg. 3 p.lla 2370 sub ) Parco del Broletto - Lecco Park pubblico - interrato (1, 2 e 3 ) cat. D/8 n. 97 posti auto Fg. 3 p.lla 2370 sub ) Parco del Broletto - Lecco Dep.to-cantina (cat. C/2) 7 Fg. 3 p.lla 2369 sub ) Parco del Broletto - Lecco Dep.to-cantina (cat. C/2) 125 Fg. 3 p.lla 2370 sub ) Parco del Broletto - Lecco Dep.to-cantina (cat. C/2) 35 Fg. 3 p.lla 2370 sub ) Parco del Broletto - Lecco Dep.to-cantina (cat. C/2) 12 Fg. 3 p.lla 2370 sub ) Parco del Broletto - Lecco Dep.to-cantina (cat. C/2) 79 Fg. 3 p.lla 2370 sub ) Margara - Fubine Alessandria Appartamento uso ab. (cat.a/2) + posto auto (cat.c/6) 72 Fg. 17 p.lla 494 sub 38 e ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Appartamento uso ufficio (cat. A/10) 324 Fg. 318 p.lla 499 sub ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Deposito-magazzino (cat. C/2) 24 Fg. 318 p.lla 499 sub ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Deposito-magazzino (cat. C/2) 24 Fg. 318 p.lla 499 sub ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Deposito-magazzino (cat. C/2) 25 Fg. 318 p.lla 499 sub ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Deposito-magazzino (cat. C/2) 24 Fg. 318 p.lla 499 sub ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Deposito-magazzino (cat. C/2) 24 Fg. 318 p.lla 499 sub ) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona Deposito-magazzino (cat. C/2) 25 Fg. 318 p.lla 499 sub Previa istanza, da inviare elettronicamente con firma digitale a mezzo p.e.c. agli indirizzi: e secondo il format esistente nel sito internet sarà possibile accedere alla data room virtuale (ove sono contenuti il regolamento di vendita completo, i format per la richiesta di accesso alla data room e la proposta irrevocabile di acquisto cauzionata, le perizie di stima ed altri documenti rilevanti ai fini della vendita), esistente all interno del medesimo sito internet, per lo svolgimento della due diligence. Anche in assenza di richiesta di accesso alla data room virtuale, sarà possibile presentare entro venerdì 28 novembre 2014 una proposta irrevocabile d acquisto cauzionata avente ad oggetto uno o più beni (la Proposta Vincolante di Acquisto ), secondo il format disponibile sul sito che dovrà essere inviata con firma digitale a mezzo p.e.c. agli indirizzi e nonché in formato cartaceo a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al notaio Francesco Rizzuti, presso il suo studio in Roma corso Vittorio Emanuele II n. 251 Martedì 2 dicembre 2014, con inizio alle ore 10, dinanzi al medesimo notaio Rizzuti, presso il suo studio in Roma corso Vittorio Emanuele II n. 251, si svolgerà la gara competitiva prendendo come prezzo base di gara quello su indicato ovvero, se superiore, il prezzo della Proposta di Acquisto più alta; con rilancio minimo del 5% del prezzo base di gara. Per ulteriori informazioni contattare il Liquidatore Giudiziale Dr. Leonardo Quagliata all indirizzo di posta elettronica certificata inviando la medesima comunicazione per conoscenza agli indirizzi e Il presente avviso non costituisce proposta irrevocabile, né offerta al pubblico, né sollecitazione al pubblico risparmio, né impegna in alcun modo il Liquidatore Giudiziale a contrarre con gli offerenti. Il Liquidatore Giudiziale - Dr. Leonardo Quagliata Unione Europea AMBIENTIPER L APPRENDIMENTO (FESR) ISTITUTO TECNICO STATALE E. BARSANTI PomiglianoD Arco (NA) Tel BANDO DI GARA - PROCEDURA APERTA con il criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa CIG n FE3 CUP n. D58G Istituto Tecnico E. Barsanti - Via Mauro Leone n pomiglianod Arco (Na). OGGETTO DELL APPALTO: lavori di riqualificazione Istituto Tecnico E. Barsanti CIG: FE3. 3)PROCEDURA DIAGGIUDICAZIONE: Procedura apertaaisensidel D.Lgs. 163/2006 e del D.P.R. 207/2010conilcriterio dell offerta economicamente più vantaggiosa. 4) IMPORTO LAVORI: ,33 oltre Iva, incluso oneri per lasicurezza. Termine eluogo per la presentazione delle offerte: Ore delgiorno25/11/2014 presso l Ufficio Protocollo dell Istituto Tecnico E. Barsanti sito in PomiglianoD Arco (NA) in via Mauro Leone n Il procedimento di gara è regolamentato dal Disciplinare di gara: RUP: Ing. Antonio Mazzocca. Per tutte le informazioni ed allegati si rimanda integralmente ai siti: albo pretorio della Provincia di Napoli. IL DIRIGENTE SCOLASTICO - Prof. Mario Rosario Ponsiglione MIUR

20 20 Venerdì 24 Ottobre 2014 Corriere della Sera CANTIERE DOMUS AUREA Photo (C) Musée du Louvre, Dist. RMN-Grand Palais / Martine Beck-Coppola SCOPRI LA REGGIA DI NERONE CON I SUOI AMBIENTI MAESTOSI, GLI AFFRESCHI SPETTACOLARI E LE SALE DELL ALA OVEST APERTE AL PUBBLICO PER LA PRIMA VOLTA. PER INFO E PRENOTAZIONI: APERTURA DAL 26I10 OGNI SABATO E DOMENICA DALLE 9 ALLE 15,45

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