#2015 In Abruzzo, un grande PD

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1 #2015 In Abruzzo, un grande PD Il 25 maggio 2014, con le elezioni regionali e la vittoria di Luciano D' Alfonso e della coalizione di centrosinistra, si è aperta una nuova fase nella storia della nostra comunità. Quel voto, arrivato forte e chiaro dagli abruzzesi, ci chiede specularmente di guardare avanti con coraggio per indicare alla nostra regione vie nuove e nuovi protagonisti. Oggi, alla vigilia del Congresso regionale, bisogna fuggire dalla tentazione della quiete a tutti i costi, immaginando di scegliere la nuova leadership regionale non in base al merito e alle proposte in campo, ma in base all appartenenza ad una corrente piuttosto che ad un altra. Va superata la teoria della cosiddetta filiera, quella teoria per cui i segretari e i gruppi dirigenti si scelgono in ragione della fedeltà ad una corrente o ad una persona e non in ragione delle qualità o dello spessore degli argomenti politici. Al tempo stesso va evitata la forzatura dell' unanimismo ad ogni costo. Pensiamo che tra le cianfrusaglie che negli ultimi due anni gli elettori delle primarie ci hanno detto di voler buttare nel cestino ci sia sicuramente anche questa idea, una concezione passata che vogliamo lasciare alla prima repubblica. Sfidiamoci sulle proposte e sull innovazione. Renderemo il Congresso del PD Abruzzo più interessante e costringeremo la nostra riflessione a fuggire dalla pigrizia dei posizionamenti interni. Il PD al servizio del cambiamento Il PD è l ultima speranza per la democrazia nel nostro Paese. Non esiste democrazia senza partiti ma sta ai partiti e al maggiore tra questi riformare su basi nuove il rapporto tra politica e società. Per farlo occorre rinnovare profondamente la missione dei partiti, del nostro PD in Abruzzo, avendo per fine non solo il buon governo delle istituzioni, cosa comunque necessaria, ma un profondo cambiamento dell esistente, capace di ridare speranza ad un Paese e ad una Regione stremati dalla crisi, di colmare l abisso che si è aperto tra i bisogni dei cittadini e la propria rappresentanza. Per farlo occorre restituire alla politica il senso di uno sguardo lungo, la forza di tornare a progettare con radicalità una società nuova, fondata sul merito, la libertà, l uguaglianza e il lavoro, liberandosi dall idea della politica come gestione ordinaria dell esistente o peggio come amministrazione di un potere più o meno illuminato. La sfida è costruire non solo una società che cresca, ma una società più giusta, che è poi l unica condizione per tornare a crescere davvero. Un progetto di rigenerazione del partito non sta né nell idea di un partito pesante fuori dalla storia, né nell idea di un permanente comitato elettorale al servizio delle ambizioni di pochi, ma nell idea di un partito comunità che si propone di rappresentare le energie migliori della società e non di occuparla. Un partito che fa una scelta di campo netta e che si schiera per il cambiamento con la volontà di mettere in discussione tutte le rendite di posizione e le stelle fisse di una politica, di una cultura e di una società declinanti che hanno bisogno di una riforma profonda e di nuovi orizzonti. Questo è del resto il senso del voto dei 3 milioni di elettori che sono venuti l 8 dicembre 2013 alle nostre primarie per la scelta del Segretario Nazionale. Non dobbiamo aver paura di cambiare. Il cambiamento è il destino della sinistra, perchè, come disse Bernstein all inizio del secolo scorso, la sinistra è movimento, altrimenti semplicemente non è. Rimettiamoci in cammino, sapendo, per fortuna, che in Abruzzo non partiamo da zero, partiamo da un percorso di rinnovamento che è iniziato da tempo nel nostro partito, e che ha investito persone e idee, ha incominciato a cambiare in profondità i nostri gruppi dirigenti e ha impresso un segno anche a tante nuove amministrazioni locali, portandoci da ultimo alla vittoria nelle elezioni regionali. Tuttavia sappiamo anche che non possiamo accontentarci e che tutto questo non basta. Siamo alla vigilia di un nuovo ciclo amministrativo in regione e l ambizione che dobbiamo avere è quella di costruire una nuova classe dirigente per l' Abruzzo ed un vivo progetto politico e di sviluppo per la nostra terra. Questo significa pensare al ruolo del nostro partito come ad una grande infrastruttura di pensiero e di persone al servizio della riscossa civile, culturale, politica ed

2 economica abruzzese, significa pensare meno a quello che succede tra noi e di più a quello che accade fuori da noi, significa praticare un idea di partito che porti nella nostra famiglia le migliori pratiche e le migliori intelligenze che stanno là fuori e che devono riconoscere in noi un potente attrattore di tutta l innovazione esistente nei nostri territori. Quello che ci deve stare a cuore non è solo il rinnovamento del partito ma il rinnovamento dell' Abruzzo. Dobbiamo sapere che il primo è in funzione del secondo e che solo aprendoci alle forze nuove e creative della società abruzzese, anche quelle che oggi vivono in altre regioni o all' estero, cambieremo noi stessi fino in fondo. Dal PD ci si aspetta risposte ai problemi della società di oggi. La produzione di idee, l elaborazione di proposte, l analisi dei contesti, il confronto con i principali interlocutori sociali, economici, culturali e politici, sono l anima di un partito che rivendica con forza la sua autonomia e non rinuncia ad esprimere il proprio punto di vista sui principali fenomeni politici e sociali della nostra regione. Un partito di proposta è uno stimolo alle nostre amministrazioni, un continuo momento di verifica sui risultati dei nostri governi locali e anche un partito che cerca di recuperare un respiro più vasto che vada oltre la contingenza amministrativa per parlare alla società con il linguaggio del futuro. Un partito che comunica e si mobilita Dal momento che il nostro scopo è quello non solo di elaborare tesi ma di renderle note e popolari la comunicazione ricopre un ruolo decisivo. Accanto all implementazione dell uso del sito e dei social e ad una migliore connessione e interazione tra la comunicazione dei diversi livelli del partito tra loro (circoli, provinciale, regionale e nazionale) una grande opportunità è legata alla possibilità di comunicare scelte amministrative o singole nostre posizioni tramite campagne informative mirate non solo all interno del partito ma soprattutto all esterno e tese al coinvolgimento e all informazione verso i cittadini. Comunicare per campagne può offrire la possibilità anche di alimentare una campagna di found raising molto capillare legata ai singoli progetti, tema questo sempre più importante nell era della fine del finanziamento pubblico. Sempre sotto il profilo del massimo dialogo con l esterno la rete può offrire ulteriori opportunità come quella di costituire una community il più possibile estesa, che offra una occasione di scambio e di commento sui temi del giorno o del momento a scala abruzzese con un vasto pubblico. Un partito che punta sulla partecipazione Accanto all elaborazione e alla comunicazione la partecipazione è il terzo aspetto decisivo. Le primarie rimangono il principale strumento di coinvolgimento degli elettori nella scelta del nostro personale politico apicale tanto dentro il partito quanto nelle amministrazioni. Questo sarà lo strumento con cui al momento opportuno sceglieremo insieme i futuri candidati per le prossime sfide elettorali. Ma tra una primaria e l altra noi dobbiamo essere in grado di far vivere un grande dibattito pubblico dentro e fuori dal Partito Democratico. I circoli sono e devono rimanere lo snodo fondamentale della nostra organizzazione, il luogo privilegiato della discussione politica, del confronto con i nostri amministratori, dell apertura alla società che sta intorno a noi, della selezione di una nuova generazione di militanti e di dirigenti democratici. Valorizzare il ruolo degli iscritti vuol dire non solo ascoltare e condividere le scelte ma anche riconoscere agli iscritti il diritto di attivare in modo più agevole strumenti di democrazia consultiva e deliberativa dal basso come i referendum, creando le condizioni perché gli iscritti possano interagire anche per questa via con i processi decisionali degli organismi dirigenti del partito. Il referendum nella sua forma consultiva può essere utilizzato anche per coinvolgere gli elettori su temi di particolare impatto politico e sociale. Il tema del dibattito pubblico deve valere come prassi anche per i grandi interventi delle amministrazioni locali e regionale in particolare in relazione ai più significativi progetti di pianificazione del territorio. Un partito che forma i suoi dirigenti Una delle funzioni fondamentali di un partito politico è la selezione di una nuova classe dirigente, preparata, competente e dotata di una forte passione e di una grande carica di civismo. Sappiamo di

3 non essere i soli a contribuirvi ma sappiamo che l apporto che può dare il maggiore partito italiano e dell' Abruzzo è molto importante. La formazione politica deve divenire centrale nella vita del PD abruzzese, raccordando la formazione del regionale e dei provinciali con quella del nazionale. I campi formativi del PD Abruzzo si dovranno rivolgere soprattutto ai circoli e alla formazione di nuovi dirigenti di base, ma non basta il carattere identitario. Domani deve porsi un tema ancora più urgente che è quello di formare una nuova generazione di amministratori in grado di aiutare a testa alta nella stagione costituente che si è aperta. Un partito che sta nei luoghi del lavoro e nelle scuole e che sa intercettare l innovazione Ritornare nei luoghi di lavoro con una nostra presenza autonoma rappresenta per noi un punto importante. Questa linea di radicamento va potenziata se vogliamo tornare nel cuore pulsante dell economia abruzzese, guardando al mondo del lavoro dipendente ma anche a quello dell impresa, specialmente la PMI, quella libero professionale e cooperativa. Al tempo stesso è fondamentale un confronto con il mondo studentesco, nella scuola e nelle Università abruzzesi. Tornare nei luoghi di studio e formazione, del lavoro, ma anche in quelli della sperimentazione, dell innovazione, della creatività tecnologica, culturale e sociale significa anche ripensare le forme della nostra organizzazione e il nostro modo di fare politica. I risultati positivi raccolti da Arnie Graf, il community organizer chiamato da Ed Miliband a ridisegnare l organizzazione del Labour Party e a riconnetterla con le comunità locali e la società civile britannica, ci indicano la direzione da seguire: La chiave è parlare con le persone, una ad una. A sinistra siamo abituati da troppo tempo a parlare alla gente non a parlare con la gente. Pretendiamo di insegnargli cosa è più giusto per loro. Semplicemente abbiamo smesso di parlare con le persone. Ecco dobbiamo ricominciare da qui, dalle persone, dai loro bisogni, dalle loro aspettative, stando il più possibile in mezzo a loro. Cambiando tutto quello che c è da cambiare nella forma della nostra organizzazione, con la sperimentazione di nuove forme di partecipazione al servizio di un partito che si propone come strumento della società. Un partito snello e decidente fondato sulla parità di genere Un partito che discute è un bel partito. Ma un partito che vuole incidere nella realtà e nelle vita amministrativa delle istituzioni e della società è un partito che deve poter decidere in tempi brevi e con autorevolezza. Gli organismi pletorici, specie di direzione politica, cui abbiamo assistito in questi anni non consentono né la rapidità delle decisioni, né la forza delle scelte. Esiste un problema di velocità della politica e anche uno di indeterminatezza delle sue posizioni. E giusto che gli organi assembleari siano ampi per garantire la massima rappresentanza di tutti i territori. Non è giusto che le Direzioni e le Segreterie ne seguano l esempio.la parità di genere rimane non solo come fondamentale principio statutario ma anche come sacrosanto principio da onorare per fare sempre più del PD un soggetto all avanguardia nella promozione di un modello di società che dia piena e uniforme cittadinanza ad entrambi i sessi riconoscendone le differenze ma garantendo a tutti parità di condizioni. Un partito che torna a dare il buon esempio In questi anni bui della politica l accusa più consueta e anche più lacerante è: siete tutti uguali. Per poter dire che non è vero bisogna poterlo dimostrare. Recuperare il tratto di una rigorosa condotta morale è quindi qualcosa di più della nostra ragione sociale; è la condizione per far sopravvivere la buona politica. Il nostro codice etico già delinea un preciso skill del buon democratico. Il codice etico per noi è sacro. Ma occorre evidentemente fare di più. Visto che la trasparenza deve diventare il tratto di un partito che non deve temere il controllo pubblico on line devono finirci i bilanci del partito a ogni livello, i resoconti delle spese per le primarie, i rendiconti delle spese dei candidati a partire da quelli che si sfideranno per la segreteria regionale e i dati patrimoniali dei nostri amministratori. PD open significa anche open data.

4 Non abbiamo nulla da temere, se non il cielo stellato sopra di noi e la legge morale dentro di noi.. IL PARTITO DEMOCRATICO PER L' ABRUZZO Siamo alla fine di un ciclo quinquiennale e all inizio di una fase nuova, politica e di governo. E tempo dunque di fare qualche valutazione che parta dallo stato attuale dell economia e della società abruzzese, e, misurato il senso delle politiche compiute dagli altri, provi ad esercitarsi sulle linee di un nuovo modello di sviluppo, quello che vogliamo impostare nel prossimo decennio, con la consapevolezza che avviare un nuovo ciclo significa rafforzare la nuova classe dirigente in Abruzzo e nel partito ed avere chiarezza su quale sia la missione del PD della nostra regione nel prossimo futuro. In questi anni abbiamo vissuto al centro della più grande crisi economica della storia. Probabilmente la conformazione sociale della nostra regione, scarsa popolazione attiva, popolazione molto vecchia, presenza di un apparato pubblico ancora significativo, una tradizionale propensione al risparmio delle famiglie, ha attutito all inizio gli effetti della crisi. Oggi ne vediamo però la dimensione profonda e strutturale. Il mondo che abbiamo conosciuto quanto meno dagli anni 90 in avanti è stato sconvolto e l incertezza è diventata il tratto fondamentale di questo tempo. Nei primi dieci mesi del 2014 la situazione peggiora ancora e l occupazione si contrae ulteriormente: l' Abruzzo si trova oggi a dover invertire una tendenza molto negativa. A pagare sono soprattutto le forze deboli e precarie del mondo del lavoro: giovani, contratti a termine, partite IVA, contratti a progetto, lavoro occasionale, oltre a migliaia di micro imprese. Le domande che devono essere al centro della nostra discussione congressuale sono tante: questo andamento verso il declino si può arrestare? E possibile immaginare un nuovo modello di sviluppo più sostenibile tanto dal lato sociale quanto dal lato ambientale, in grado di riprodurre su basi nuove i fattori della crescita per la nostra economia e la nostra società? E possibile che la politica, liberandosi dalla sua impotenza, si riprenda il proprio ruolo e torni a soddisfare i bisogni fondamentali dei cittadini a partire dalla ricerca del lavoro, al diritto alla salute, alla tutela delle acque e della terra fino alla difesa dal rischio povertà? E possibile immaginare un futuro in Abruzzo per un intera nuova generazione che per la prima volta nella storia ha di fronte a sé un orizzonte peggiore rispetto a quello dei propri padri, caratterizzato dall assoluta incertezza e da altrettanta assoluta insicurezza? Siamo convinti che dare una risposta affermativa a questi interrogativi sia possibile e che in Abruzzo vi siano le risorse, innanzitutto umane, le intelligenze e le potenzialità per invertire la rotta, ma per farlo serve un grande progetto politico, che affianchi il buon programma amministrativo regionale e costruisca alcune linee forti che diano coerenza alle tante scelte puntuali che dovremo fare in questi anni di governo e ancora di più nel ciclo decennale che si sta per aprire. Il Congresso deve servire a questo: arbitrare una gara alle migliori idee per battere il declino e garantire un futuro più sicuro e più giusto alla nostra regione. La debolezza di un modello di società, prima ancora che di sviluppo, che è stato dominante negli ultimi trent anni in tutto il mondo e che puntando su alcuni principi risultati illusori (l idea del mercato senza regole, la supremazia della finanza sull economia reale, l idea che la competitività si fondasse sulla compressione dei diritti sociali, la volontà di ridimensionare il welfare universale pubblico per suscitare un nuovo sviluppo) ha portato prima alla crisi dei debiti privati e poi a quella dei debiti sovrani, facendo traballare l edificio del mondo occidentale e una parte vasta di eurozona. Le politiche di austerità praticate in Europa in questi anni e i durissimi tagli inferti al sistema delle regioni e degli enti locali in Italia hanno fatto il resto, aumentando le spinte alla recessione e al blocco delle economie nazionali e regionali. Anche in Abruzzo gli enti locali si sono spesso trovati strangolati dai vincoli dei Patti di stabilità e da una riduzione dei servizi essenziali che ha reso molto difficile non solo arginare la caduta del prodotto interno lordo ma anche offrire una qualche difesa ad un numero crescente di soggetti deboli e sempre più privi di tutela..

5 Dopo cinque anni di vuoto politico e amministrativo regionale da parte del governo fantasma di centrodestra il nuovo governo regionale ha iniziato con energia un percorso di rilancio.tuttavia la strada è sempre in salita e vale la pena analizzare quali sono i punti di debolezza del sistema abruzzese che ancora lo appesantiscono, per valorizzare di più i punti di forza, per spingere più avanti con maggior coraggio i processi e di riforma in modo da rendere più evidente, il caso della sanità sotto questo profilo è forse il più emblematico, non solo cosa non siamo più, ma anche cosa vorremmo essere. Per uscire dal guado della crisi l unica via è immettere una dose massiccia di innovazione in tutto il sistema regionale, consapevoli che la manutenzione dell esistente non porta da nessuna parte visto che l esistente nel frattempo sta inesorabilmente crollando. Dipende da noi, dalla forza di una nuova visione, dal coraggio di rischiare in campo aperto. E credo sia a maggior ragione responsabilità di una nuova classe dirigente, quella che si candida a guidare il Partito Democratico nel prossimo decennio, porsi l obiettivo non solo di sostenere il passaggio, non solo di ridurre i danni della crisi, ma di mettere in campo i tratti di fondo di un modello di sviluppo fondato su una nuova qualità della vita, dell ambiente, del lavoro e della crescita. Non sarà compito facile delinearne i contorni nitidamente, né è pensabile che questo tema si risolva solo nel corso del congresso regionale, ma questa riflessione, aperta durante la campagna elettorale delle regionali 2014, deve proseguire nei Circoli del PD e nei luoghi di ascolto della nostra gente: sarà quello il banco di prova nei prossimi anni per la nuova generazione. Un Abruzzo più Green&Smart La strategia - Europa2020 mira a una crescita capace di essere ad un tempo sostenibile, grazie alla decisa scelta a favore di un'economia a basse emissioni di CO2 e della competitività dell'industria, intelligente, grazie a investimenti più efficaci nell'istruzione, nella ricerca e nell'innovazione, solidale,ossia focalizzata sulla creazione di posti di lavoro e la riduzione della povertà. Gli stessi termini - sostenibilità, intelligenza e capacità di innovazione, inclusione sociale - devono rappresentare pertanto anche il terreno delle grandi sfide di cambiamento culturale cui è chiamata una nuova classe dirigente nel nostro Paese e nella nostra regione. E una sfida cruciale che richiede anche a livello locale un deciso cambio di passo (culturale e nella capacità di pianificazione) e dovremo utilizzare al meglio le importanti risorse della prossima programmazione europea che coerentemente con la strategia Europa2020 saranno quasi interamente orientate a promuovere l aumento della qualità della vita a livello UE come volano per la ripresa economica..questo è il motivo per cui crediamo che anche per l' Abruzzo sia giunto il momento di avviare con forza una declinazione in chiave green dell intero impianto di sviluppo economico e sociale proponendo: un uso sostenibile delle risorse e una riduzione drastica degli impatti ambientali e sociali ai fini di un miglioramento generalizzato della qualità della vita; specifici strumenti di intervento capaci di coniugare e valorizzare ad un tempo il capitale economico (investimenti e ricavi), il capitale naturale (bellezza del territorio, tutela dei parchi, risorse primarie e impatti ambientali) e il capitale sociale (lavoro e benessere). Questo processo è già stato avviato e continua a svilupparsi nell ambito di alcune iniziative che vedono la nostra regione all avanguardia a livello nazionale: si pensi ad esempio all esperienza rappresentata dal progetto del Parco della costa teatina, che però continua ad essere minacciato dal rischio di un' aggressione del territorio alla ricerca di idrocarburi e risorse energetiche. A noi la difesa del principio che con tre parchi e riserve naturali l' Abruzzo debba rimanere libero dalle incursioni delle trivelle. Si tratta di sostenere iniziative che hanno la loro specificità e il loro punto di forza in quello che può essere definito l'approccio Green&Smart", una forma innovativa di governance che ha visto collaborare attivamente soggetti diversi, quali istituzioni, imprese, associazioni e cittadini. Questo approccio, che deve rappresentare sempre di più nel prossimo futuro il tratto distintivo dell economia abruzzese, potrà trovare applicazione innanzitutto in alcuni settori strategici. Uso efficiente delle risorse (energia e suolo)

6 In primo luogo il settore del risparmio e dell efficienza energetica, da perseguire sia con riferimento agli interventi di manutenzione straordinaria degli immobili privati e pubblici che per quanto riguarda l ottimizzazione energetica dei processi produttivi delle imprese locali e dei nostri porti: un modo per creare lavoro per le imprese che realizzano i progetti di efficientamento, diminuire la bolletta energetica di famiglie e imprese, ridurre gli impatti sull ambiente. In secondo luogo si tratta di chiudere una fase, quella dell'espansione edilizia dell' Abruzzo, e di aprirne una nuova in cui il minor consumo di suolo e l'ambiente possono trainare un nuovo sviluppo delle nostre città e una urbanizzazione più sostenibile. Promuovere la ripresa del comparto edilizio e impiantistico si può, in un'ottica di innovazione di processo, operando sulla riqualificazione del patrimonio esistente, sul riuso e la rigenerazione delle aree già interessate da processi edificatori, con logiche a volume zero. Recepire le nuove indicazioni legislative, a partire dal principio base secondo cui non si costruisce il nuovo prima di aver verificato la possibilità di riutilizzare quello che già esiste. In parallelo va promosso un tavolo con le imprese per aprire un confronto sulle nuove opportunità che si possono generare con questo approccio. Decisivo è poi il tema della difesa del suolo e del riassetto idrogeologico del nostro fragile territorio. Le risorse sono poche, e vanno utilizzate al meglio e coordinate, stimolando la predisposizione da parte dei Comuni di progetti pronti al finanziamento. Paesaggio e Bellezza: la risorsa Abruzzo. L altro grande possibile volano di sviluppo può prendere il via da un serio progetto di manutenzione del territorio, in particolare per quanto riguarda il presidio dell entroterra e della costa. Si tratta di un attività capace di attivare varie filiere economiche: dall utilizzo di legname locale sia a fini artigianali che per una filiera energetica corta e virtuosa, fino allo sviluppo di produzioni agricole di qualità ecologica e ad una rinnovata proposta di accoglienza turistica. Valorizzazione del territorio, delle culture e dei prodotti tipici, riscoperta delle tradizioni, anche nella forma dei lavori tradizionali, cultura del paesaggio e della terra, promozione dei beni culturali e ambientali, interconnessione tra il sistema dei parchi e i sistemi turistici costieri e urbani sono alcuni dei terreni su cui sperimentare nuove sinergie turistiche, commerciali, produttive e culturali capaci di generare economia dalla bellezza dell' Abruzzo. Processo che deve vedere come obiettivo primario il rafforzamento dell' Aeroporto d' Abruzzo, snodo fondamentale per lo sviluppo della nostra regione. Le città intelligenti Infine occorrerà dare ulteriore impulso e vigore ai progetti legati alle Smart Cities partendo dal presupposto che il concetto di smart city si lega indissolubilmente a quello di innovazione sociale. Le Smart Cities sono le città che creano le condizioni di governo, infrastrutturali e tecnologiche per produrre innovazione sociale, per risolvere cioè problemi sociali legati alla crescita, all'inclusione e alla qualità della vita. In questo senso dovremo iniziare a pensare tutte le città della nostra regione in termini di sistemi urbani intelligenti e sostenibili, puntando decisamente sull efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, sulla mobilità sostenibile, sulla messa a disposizione di nuovi servizi grazie all ottimizzazione delle risorse, sul coinvolgimento dei cittadini in un cambiamento culturale e comportamentale, sullo sviluppo di un economia verde, sulla promozione delle start-up, sull integrazione tra enti di ricerca ed Università e aziende ad alto valore aggiunto tecnologico definendo attraverso una regia complessiva regionale - un adeguato e integrato programma di finanziamenti a sostegno dell evoluzione in senso smart delle nostre città. Prima di tutto il lavoro Partiamo da un assunto probabilmente controcorrente, almeno a vedere gli indicatori sociali ed economici principali: il paese ce la può fare, l' Abruzzo ce la può fare. Il declino non è una deriva inevitabile, può essere contrastato. A patto di mettere in campo tutte le migliori energie di cui

7 disponiamo ed un progetto di cambiamento concreto, realizzabile, possibilmente piuttosto radicale. La vera domanda tuttavia è cosa possiamo fare noi in Abruzzo per il lavoro? La risposta è: agire simultaneamente su tutti i fattori competitivi a nostra disposizione. Il problema atavico dell' Abruzzo sta nella predisposizione ad investire più sulla rendita che nello sviluppo, nelle chiusure oligarchiche e consociative, nella scarsa competitività del nostro sistema produttivo, nella scarsa internazionalizzazione, in una bassa propensione all innovazione, in un approvvigionamento al credito sempre problematico, oggi ancora più complicato e, come si è visto nella vicenda Carichieti, affidato spesso a criteri troppo discrezionali. Insomma in Abruzzo i nemici della società aperta sono più forti che altrove. Per venirne fuori occorre darsi delle priorità: favorire a tutti i livelli regimi concorrenziali basati su evidenze pubbliche che escludano il modello del massimo ribasso puntando sulla qualità e sugli investimenti; incentivare politiche di forte internazionalizzazione; consolidare e alimentare il sistema dei consorzi fidi con garanzie pubbliche. Dai collegamenti il futuro dell' Abruzzo Abbiamo già detto dell' importanza strategica dell' Aeroporto d' Abruzzo, ma anche il resto dei sistemi di trasporto va rafforzato. I nostri porti meritano maggiore attenzione e tantissimo è il lavoro da fare per i collegamenti ferroviari con Roma e con le città della costa. Senza alta velocità l' Abruzzo resta troppo indietro rispetto alle regioni del medio-alto Adriatico. Il modello economico: un industria più innovativa, il turismo vocazione dell' Abruzzo In questi anni le funzioni economiche con cui si è usciti dalla crisi degli anni 80 hanno vacillato praticamente in tutte le componenti. Le ragioni sono molteplici e note: 1) la forte crescita del tasso di competitività richiesta alle imprese per sopravvivere; 2) il ridimensionamento drastico di alcuni settori industriali; 3) la sofferenza finanziaria diffusa dovuta a bassa capitalizzazione, ridotte dimensioni d impresa e credito strozzato. Noi riteniamo che sia necessario sviluppare fino in fondo come vocazione principale dell' Abruzzo le potenzialità dell area turismo e cultura, intesa non solo come beni culturali, ma come paesaggio e valorizzazione del territorio, e le sue connessioni con tutta la gamma dei servizi, a partire da quelli commerciali, e con attività fondamentali per il vivere comune, dall agricoltura, ai servizi pubblici, alle politiche per la salute. Il tema è lavorare attorno al concetto di attrattività del sistema abruzzese e praticare politiche che vadano verso queste attività. Valorizzare la cultura significa far crescere un mondo intero. Una forte regia unitaria tra enti e imprese è il presupposto per partire con il piede giusto. Strumenti normativi esistenti aprono nuove prospettive per integrare risorse pubbliche e private. Lo sviluppo di sistemi high tech, app, siti e sistemi multimediali finalizzati alla conoscenza del territorio e del patrimonio culturale sono la marcia in più che dobbiamo sviluppare. Da questo mondo deve partire una nuova riscossa civile per dare un contributo essenziale alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo per i nostri territori. La scommessa vera è trasformare il comparto turistico in un settore trainante della nostra economia. Semplificazione dei modelli di governance, oggi assai confusi, criteri uniformi per la classificazione delle strutture ricettive, strategie di promozione coordinate sono i presupposti per creare con una forte regia regionale un sistema a rete che integri offerte diverse, culturali, ambientali, enogastronomiche, per trasformare il prodotto turistico abruzzese da un prodotto di fascia media in una vera eccellenza. Lo sport, per il valore socio educativo che ha e per la valenza economica che può esprimere, può diventare un forte motore di crescita dei nostri sistemi turistici. Infrastrutture e mobilità, anche pedonabile e ciclabile sono strumenti indispensabili. Al tempo lo sport e gli investimenti sull' attività sportiva rappresentano uno strumento fondamentale in termini di educazione al rispetto dell'altro, competitività, integrazione, salute e benessere. Politiche sportive affiancate a politiche di buona educazione alimentare sono fondamentali, anche in termini economici, per il benessere delle future generazioni della nostra regione. L Aquila una priorità abruzzese

8 Tra le priorità che devono contraddistinguere l azione del futuro PD Abruzzo c è senza dubbio la città dell Aquila e tutta la realtà aquilana. Partendo dal lavoro quotidiano di coraggiosi amministratori locali e di rappresentanti della comunità il partito abruzzese dovrà essere ogni giorno al fianco di chi combatte battaglie per una realtà che ha bisogno di attenzione costante e provvedimenti concreti. La continua attenzione sulla ricostruzione, il monitoraggio delle attività con i rappresentanti locali e progetti a tutela del territorio sono solo alcune delle cose da realizzare per il capoluogo aquilano e per il suo territorio. La nuova stagione delle autonomie locali: dalla Carta delle autonomie alla sfida della semplificazione I tentativi di riforma del sistema autonomistico degli ultimi anni hanno trovato giustificazione nella necessità di ridurre la spesa pubblica e migliorare l efficienza della pubblica amministrazione. Nonostante ciò ad oggi si registrano esiti molto deludenti e, in generale, una maggiore precarietà del sistema, oltre ad un diffuso disorientamento negli amministratori locali. In tale contesto si inserisce il progetto di riforma del Governo Renzi che ruota intorno a due fondamentali obiettivi: la revisione dell Ente territoriale intermedio e la forte spinta all associazionismo intercomunale. La Carta delle Autonomie In Abruzzo si apre una straordinaria occasione per mettere mano a una riforma radicale del sistema degli Enti locali in grado di accompagnare le prospettive di ripresa attraverso processi di innovazione. L obiettivo deve essere quello di un riordino complessivo e organico attraverso un percorso concertativo con i Comuni. Il governo regionale può avvalersi del PD come comunità che ragiona e sostiene questo percorso. C'è bisogno di una vera stagione costituente che arrivi a definire una Carta regionale delle Autonomie Locali, mobilitando le migliori energie culturali, economiche e istituzionali dell' Abruzzo attraverso la convocazione di una Conferenza strategica per le Autonomie locali. Le funzioni amministrative costituiscono lo snodo centrale attraverso il quale la Regione potrà contribuire a configurare il nuovo assetto delle istituzioni locali, evitando sovrapposizioni e confusione di competenze o dispersione di risorse, al fine di ricondurre ogni realtà istituzionale al ruolo che le è più congeniale per rispondere ai bisogni della collettività e rimettere in moto lo sviluppo. Ciò vale per i Comuni che hanno di fronte la sfida dell associazionismo e dell adeguatezza; per le Province che, nella nuova configurazione di enti di secondo livello, mantengono un ruolo di area vasta e per la Regione stessa che potrebbe concentrarsi sulla funzione legislativa e di programmazione che le è propria. Un PD Abruzzo vicino ai più deboli Obiettivo di una comunità è quello di non lasciare solo nessuno. Anche dall' Abruzzo è necessario stimolare con forza il PD a livello nazionale affinché solleciti il Governo a definire concrete misure economiche di sostegno all affitto, del tutto annullate negli anni precedenti, in attesa di un Fondo Unico socio sanitario a sostegno delle politiche per la persona. Dobbiamo lavorare affinchè le politiche abitative e sociali convergano sempre di più, in modo che la casa torni a essere un diritto modulato rispetto alla disponibilità di risorse. Una società più giusta: il valore della legalità e i nuovi diritti di cittadinanza L impegno per la legalità Il valore della legalità, l esigenza preminente della sua difesa, appartengono alla più autentica tradizione del centrosinistra italiano; allo stesso modo vi appartiene il valore della tolleranza, la disponibilità piena all accoglienza senza pregiudizio di nazionalità, lingua e religione. Questi principi cardine devono trovare sintesi attraverso l azione politica anche a livello territoriale. Il primo tema è quello della moralità pubblica. Non sono mancati anche recentemente fatti corruttivi, o di patente violazione dell etica pubblica, che hanno riguardato in Italia diverse amministrazioni, suscitando non solo allarme ma una profonda e legittima reazione nell opinione pubblica, col rischio di insanabili fratture tra cittadini e istituzioni. È dunque indispensabile una guerra senza

9 quartiere a tutti quei comportamenti che violino il principio secondo cui i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore (54 Cost.). Sui temi della sicurezza l' Abruzzo non presenta emergenze specifiche di straordinaria gravità. Non vanno dimenticate però situazioni di fragilità e rischio, in particolare in alcune zone in relazione all accrescersi del fenomeno migratorio. Accanto al controllo del territorio che richiede un sempre più forte coordinamento tra forze dell ordine dello Stato e locali appaiono fondamentali accoglienza e inclusione, nel rispetto dei doveri e delle regole. La bellezza dei diritti La politica deve ambire a coinvolgere tutti nella vita sociale del paese e per farlo deve innanzitutto riconoscere la dignità di ognuno assegnandogli i diritti e i doveri che gli permettano di esercitarla. Il nostro partito per primo deve lavorare per abbattere le disuguaglianze che ci rendono un paese incapace di interpretare i cambiamenti e di difendere chi è più debole. Nella drammatica situazione delle nostre carceri, non c'è solo un'emergenza umanitaria, ma anche la rinuncia ad un principio di civiltà che vuole le pene detentive come momento rieducativo che riconsegni alla comunità individui rigenerati, dobbiamo riaffermare questo principio e dare a chi lavora a contatto con i detenuti gli strumenti per farlo al meglio.sostenere con forza il lavoro che il nostro partito ha fatto e sta facendo sullo ius soli per riconoscere la cittadinanza ai bambini nati nel nostro paese da genitori stranieri, bambini che si sentono italiani e che rappresentano un'importante risorsa per il futuro dell'italia. Mantenendo sempre al centro l'individuo, la sua dignità e la sua opportunità di realizzare il proprio progetto di vita e perseguendo l'obiettivo ambizioso di uno sviluppo che sia umano e non solo economico, anche in Abruzzo il PD dovrà essere voce a sostegno delle politiche per i diritti delle coppie gay, contro qualsiasi elemento di omofobia e transfobia. LE RAGIONI DI UN'AVVENTURA Queste considerazioni sono alla base dell'idea che abbiamo di Abruzzo e di Partito Democratico. Parlo al plurale perché solo una squadra di donne e uomini liberi e amanti delle avventure può avere l'ambizione di raggiungere i risultati che abbiamo in mente. I percorsi della vita portano a conoscere persone pronte a mettersi in gioco e a dedicare tempo ed energie a sfide che in partenza sembrano impossibili. Per questa ragione abbiamo pensato di presentare un progetto e una candidatura al Congresso Regionale del PD Abruzzo, con l'umiltà di chi sa di dover correre e imparare e la voglia di chi desidera un domani migliore. Per chi non mi conoscesse ecco una breve biografia di Alessandro Marzoli Mi chiamo Alessandro Marzoli e sono nato a Chieti nel febbraio del Nel 2001 mi sono diplomato presso la Somerset Senior High School in Pennsylvania, l anno successivo presso il liceo Classico GB Vico di Chieti. Nel marzo 2011 mi sono laureato in Giurisprudenza con una tesi sulle Gestioni aeroportuali. Grazie ad una borsa di studio ANCI nell estate 2011 ho avuto l opportunità di partecipare a un master su Leadership e gestione del personale presso il prestigioso Imperial College di Londra.Sono attualmente Mediatore civile e commerciale. Dopo la prima esperienza di coordinatore elettorale alle provinciali del 2004 sono stato eletto Consigliere Comunale a Chieti nell aprile 2005, con il partito DL La Margherita, di cui sono stato responsabile della comunicazione a livello cittadino. Ambientalista convinto e cattolico praticante gioco a pallacanestro a livello agonistico. Nel 2008 sono Consigliere delegato del Sindaco di Chieti alla partecipazione. Nel gennaio 2009 sono stato eletto Presidente regionale dei Giovani PD Abruzzo. Alle nuove elezioni di marzo 2010, nonostante la sconfitta del centro sinistra, sono stato rieletto in Consiglio, secondo più votato di tutta l opposizione con 389 voti. Alla prima seduta l Assise civica mi ha eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Chieti. Nell agosto 2012 ho lavorato a San Francisco-Oakland in Organizing for America, nello staff di Barack Obama per la California, in occasione della campagna per le elezioni presidenziali Nel dicembre 2012,

10 grazie all aiuto e al sostegno di tantissimi giocatori di pallacanestro, sono stato eletto Presidente della Giba, l associazione che rappresenta e tutela gli atleti e le atlete del basket italiano.

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