Gennaio. In attesa di registrazione al tribunale di Padova Redazione: Strada Statale del Santo Campodarsego (PD)

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1 1 Gennaio 2013 Periodico mensile gratuito on line In attesa di registrazione al tribunale di Padova Redazione: Strada Statale del Santo Campodarsego (PD)

2 INDICE ECONOMIA Numero 1 Gennaio LA VOCE DELLE CATEGORIE Artigianato e territorio: come uscire dalla crisi CNA Veneto e Friuli, sinergia di servizi a sostegno degli artigiani del nordest Una sferzata per la crescita Commercio, turismo, servizi: largo ai giovani Quell attacco al commercio di vicinato Regione ed Enti Locali: crollano investimenti e sostegni allo sviluppo Aria pulita per il paese La concorrenza sleale strangola i terzisti calzaturieri della Riviera del Brenta Superare la crisi: strumenti e strategie Le imprese polesane della giostra e degli spettacoli viaggianti, protagoniste alla fiera mondiale IAAPA in Florida Non è un paese per giovani Nessuno strumento reale per le imprese under 35 I codici della Comunicazione per le PMI INFO ISTITUZIONI Misure anticrisi. La Camera di Commercio di Padova corre in aiuto delle imprese padovane in difficoltà Fare impresa al femminile ENTI PUBBLICI E PRIVATI Mobilità e Intermodalità nel PTRC. Intervento del Presidente di Interporto Padova Spa Nata la collaborazione tra i Parchi Tecnologici Galileo e di Kielce Padova Fiere Spa PAROLA ALLE IMPRESE I giovani ideatori di app premiati da Eniac spa, Comune di Padova e Camera di Commercio DIRITTO E ROVESCIO Il passeggero di un volo aereo ha sempre diritto al risarcimento del danno se il ritardo è superiore a tre ore TECNOLOGIA UTILE Materiali e soluzioni innovative per il packaging alimentare RESPONSABILITA SOCIALE A Treviso, il Patto territoriale per la legalità contro le infiltrazioni mafiose CNA: bene la legge antimafia veneta, un aiuto alle aziende minacciate dalla malavita Direttore editoriale Sergio Gelain Direttore responsabile Carlo Perazzolo Redazione Via Antoniana, Campodarsego (PD) Tel Capo redattore Crisitina Sartori In redazione Marco Ferrero Fabio Marcolongo Mirko Milani Moreno Marcolongo Anna Marcolongo Mariano Milani Anna Pietropolli Hanno collaborato Marco Ceretta Editore Il Prato Publishing House srl Via Boscovich, Saonara (PD) 38 Dibattito metropolitano. Città è sbagliato chiamiamola Area 39 Appello degli artigiani cna per un area metropolitana larga C CULTURA Grafica e web Promotia consorzio d imprese Scriptorium 40 ARTE Arte al femminile. Tracciati di ebraicità nell Italia del Novecento STORIA 45 Arquà Petrarca. Vocazione al turismo tra conservazione e marchi turistici ambientali COSTUME e SOCIETÀ 48 Non occorre essere politici di professione per dare il proprio contributo alla vita pubblica Short stories 49 Belle arti Rivista periodica in attesa di registrazione presso il Tribunale di Padova

3 CFR Magazine: strumento di rete per le nostre imprese Cari imprenditori, benvenuti in CFR Magazine, la rivista pensata per voi da imprenditori come voi. Si tratta di un mensile che inviamo gratuitamente, via internet, a tutte le imprese che ci hanno fornito i loro indirizzi e, (parimenti,) alle associazioni di rappresentanza imprenditoriali che, a loro volta, potranno attivare un link per darne accesso a tutti i propri aderenti. L idea è nata pensando alle infinite problematiche che interessano il mondo delle partite iva, particolarmente acuite in questi ultimi anni da una crisi che sta attanagliando l intera economia, e di sviluppare su di esse il massimo confronto possibile. Si è pensato ad uno strumento di comunicazione che, simile ad una tavola rotonda, consenta a tutti i soggetti protagonisti dell economia di confrontarsi con competenza e in modalità trasversale su tematiche comuni e non, offrendo all impresa diffusa la possibilità di conoscere a fondo i termini delle questioni di loro interesse individuandone le criticità e le opportunità. Per realizzare l idea abbiamo ritenuto di far trattare gli argomenti direttamente ai protagonisti della nostra economia: le imprese, le loro associazioni di rappresentanza, gli enti (pubblici e privati), le istituzioni. Come si può intuire scorrendo le pagine, abbiamo trovato piena ed interessata condivisione da parte di tutti gli organismi interpellati e contiamo che, non appena incomincerà a diffondersi la rivista, anche gli imprenditori ci faranno pervenire direttamente la loro opinione aiutandoci così ad individuare gli argomenti di maggiore interesse. Ringrazio sentitamente gli autori degli articoli pubblicati questo mese e ricordo a tutti di scaldare la penna per il prossimo numero. A nome della redazione mi scuso con coloro che non sono stati interpellati per questo numero zero, pur avendo le caratteristiche per intervenire. Tuttavia ogni contributo è bene accetto e auspicato, pertanto vi invito a contattare la nostra redazione al numero , oppure all indirizzo mail Colgo l occasione per trasmettere a tutti, da parte di tutto il comitato di redazione, i migliori auguri per questo nuovo anno appena cominciato. Buona lettura cfr magazine 1 - gennaio

4 la voce delle categorie la voce delle categorie Artigianato e territorio: come uscire dalla crisi di Roberto Boschetto, Presidente dell UPA Confartigianato di Padova e Portavoce di Rete Imprese Italia «Io sono speranzoso perché ho visto lo spirito al lavoro in America. L ho visto nell azienda di famiglia i cui proprietari preferiscono tagliare il proprio stipendio piuttosto che licenziare i loro vicini, e nei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico che perde il lavoro». Questo brano è tratto da un passaggio del discorso di ringraziamento, del primo messaggio, che il confermato presidente Obama ha voluto rivolgere all America dopo la sua elezione. Ho voluto partire da tale testo, perché mi ha molto colpito che il primo punto che Obama riferisce, il primo ricordo che si porta dentro nel raccontare la sua America, quella che ha incontrato e ri-scoperto nel lungo peregrinare della campagna elettorale, è stato dedicato ad un piccolo imprenditore. Forse in molti avrebbero piuttosto scelto altri casi, esempi diversi, riferimenti ritenuti più alti. Invece Obama è partito dai lì, dai piccoli. Con un po di presunzione potremmo dire che è partito da noi. Grande lezione. Che forse ha anche il potere di farci un po arrossire, ridimensionandoci nella presunta voglia di grandezza, quando in effetti questo atteggiamento è frutto soltanto di palese provincialismo. Il riferimento è ovviamente all ormai logoro, superato, derelitto, dibattito sui piccoli imprenditori, sul loro nanismo, sui loro limiti dimensionali che qualcuno (anche recentemente lo ha fatto il ministro Grilli), in una presunzione arrogantemente preveggente, vorrebbe trasformare in una paradigma di inutilità, in una palese metafora di coloro che non hanno futuro. Forse è bene, in proposito, partire da qualche numero. Le microimprese (fino a 10 addetti) nella nostra regione sono , pari al 93,3% del totale delle imprese (non agricole). Gli occupati nelle imprese con meno di 10 addetti: persone, pari al 47,7% del totale degli occupati (sempre escluse le agricole). Le imprese con meno di 20 addetti: , pari al 97,3% del totale delle aziende. Qualcuno pensa che tutte queste imprese, questo mondo, questa economia non abbia un futuro. Io sono assolutamente convinto del contrario. Roberto Boschetto Comunque un fatto è certo: questo è il Veneto, questa è anche Padova. Che cosa vogliamo fare di tutto ciò? Vogliamo dire che è vecchio, superato, inutile? Vogliamo buttare via tutto? Allora cominciamo col mettere in ordine i fattori, i vari elementi che dovrebbero comporre il ragionamento che vorremmo sviluppare. La nostra realtà economica e produttiva non dovrebbe e non può essere o diventare grande, perché strutturalmente piccola, fatta di artigiani e commercianti. Questo siamo e siamo sempre stati storicamente. Questa è una terra di piccoli, ma non è detto che il modo di essere tali sia immutabile. Anzi probabilmente deve cambiare. Questo l hanno capito tutti e lo sappiamo anche noi, associazioni di categoria. Non per nulla abbiamo scelto di metterci insieme. Rete Imprese Italia è questo: la scelta di affrontare il presente e il futuro in comunanza di idee, volontà e azioni all insegna del cambiamento. È una testimonianza per le nostre imprese affinché facciano anche loro rete. Le nostre imprese, noi piccoli, siamo soggetti che hanno un livello di appartenenza e integrazione totale con il territorio. Per noi la comunità in cui siamo nati e operiamo non è un riferimento : è piuttosto un humus, un terreno che ci ha generati e nel quale cresciamo. Devo dire che ho l impressione che quello che sta accadendo nella politica e in particolare nei nostri enti locali, nei comuni ad esempio, mi pare molto simile al percorso che ha caratterizzato il dibattito sull inutilità dei piccoli. Oggi si pensa che un municipio comune, ad esempio, debba essere misurato soltanto nella sua capacità di dare servizi ai cittadini. In pratica il sindaco, chi dovrebbe rappresentare la comunità, non è niente altro che un organizzatore di prestazioni. Sostanzialmente sindaci, assessori, consigli comunali, si sono o si stanno trasformando da soggetti di rappresentanza e governo ad amministratori, a gestori. La stessa scelta di procedere ad aggregazioni e dimensioni più ampie degli enti locali, fermo restando l esigenza di contenere e razionalizzare le spese, non mi pare sostenuta da una valenza e da un ragionamento politico, ma essenzialmente da opportunità contabili. Di fronte a tale situazione, che cosa possiamo fare? Alla domanda è doveroso tentare una risposta. Credo fermamente che nei momenti di grande crisi, soprattutto di risorse, esista un unica via, una sola strada da imboccare: quella delle idee, della capacità di coinvolgere in progetti condivisi, di fare leva su pensieri alti e gesti significativi. Per questo stiamo chiedendo ai nostri interlocutori istituzionali di ricominciare a fare politica, quella vera e autentica, che ha l unico obbiettivo di perseguire il bene comune delle nostre genti. Un gesto di fiducia e di sfida: che non è e non sarà mai a costo zero, che ci peserà come un macigno sul nostro essere. Ma è un gesto che dobbiamo, a noi e alle nostre comunità. CNA Veneto e Friuli, sinergia di servizi a sostegno degli artigiani del nordest a cura dell Ufficio Stampa CNA Veneto Sottoscritto un protocollo d intesa che amplia una collaborazione dagli esiti già positivi Questa volta il riordino istituzionale non c entra, visto che nessuno ha deciso di accorpare anche le Regioni, ma il tema è certo del filone: quando la crisi aggredisce con tanta cattiveria occorre trovare risposte nuove e raccogliere le forze per lanciare più adeguate misure di contrasto. E questo è quello che hanno pensato i dirigenti delle CNA Regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia che oggi hanno sottoscritto un protocollo d intesa per allargare una collaborazione che ha già dato positivi risultati. Credito, formazione, innovazione e qualità dei prodotti, qualificazione continua delle risorse umane, miglioramento ed efficienza dei processi produttivi e delle capacità gestionali e manageriali, maggiori possibilità di partecipare con propri progetti a bandi regionali ed europei in materia di innovazione, di promozione commerciale, di formazione, saranno i terreni sui quali le strutture delle due realtà datoriali daranno nei prossimi mesi un forte sostegno alle imprese. Il protocollo, firmato da Alessandro Conte, Presidente della Cna del Veneto, e da Denis Puntin, Presidente della CNA del Friuli Venezia Giulia, impegna Denis Puntin e Alessandro Conte le Cna regionali e provinciali ad affinare e specializzare la loro offerta di servizi avanzati di assistenza e consulenza alle imprese, mediante una più stretta sinergia sul terreno sindacale, organizzativo ed economico tra le due organizzazioni. In concreto l accordo prevede da subito la nascita di un Comitato di coordinamento composto dalle Presidenze regionali, l apertura di una nuova sede del Consorzio fidi Sviluppo Artigiano in Friuli e di una nuova sede di Ecipa, ente di formazione CNA, a Monfalcone, avviare un coordinamento costante tra le attività di tutte le Unioni regionali di mestiere, partecipare insieme alla realizzazione di un Osservatorio sull andamento congiunturale dell artigianato e della piccola impresa dell intera area del NordEst. 6 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

5 la voce delle categorie la voce delle categorie Una sferzata per la crescita a cura dell Ufficio Stampa Confindustria Padova mettere direttamente in campo attività di supporto alle aggregazioni con il progetto FaRETEam. Un piano biennale articolato in una prima fase di formazione rivolta alla struttura interna, a imprenditori e manager con l obiettivo di creare un team di facilitatori di rete e un luogo di confronto dove cogliere i fabbisogni di aggregazione e stimolare le collaborazioni tra imprese. Il progetto prevede anche la clusterizzazione della struttura produttiva provinciale per identificare i possibili ambiti di aggregazioni, quindi la fase della promozione di reti e network di imprese. Intervista al presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin. Uscita dalla crisi ancora lunga. Agire su cuneo fiscale e produttività per incidere su occupazione e investimenti. Internazionalizzazione e reti le leve per competere. E Confindustria Padova punta sui facilitatori La dieta dell industria non è ancora finita. Nel terzo trimestre del 2012 l indice della produzione industriale padovana ha ceduto il 7% su base annua. Segno negativo anche per l export - non accadeva dal nonostante i segnali di vitalità di qualche settore o mercato. E nel giudizio degli imprenditori la durezza della congiuntura non pare attenuarsi. Presidente Pavin, a che punto è l uscita dalla crisi? L uscita dalla crisi sarà lunga. Lo confermano l accelerazione negativa del terzo trimestre e le aspettative per fine anno. L affaticamento delle vendite all estero, per mesi unico traino della domanda, è l inevitabile effetto della recessione europea e del rallentamento dell economia mondiale. Mentre non si scorgono segnali di risveglio del mercato interno. Quali mosse per invertire la tendenza? Ci muoviamo in uno scenario complesso, gravato da forti incognite per il dopo-monti. Gli imprenditori chiedono certezze per scegliere cosa fare della propria impresa, dei lavoratori, degli investimenti. Quello della crescita resta il nodo essenziale, almeno quanto gli obiettivi di finanza pubblica. Serve una sferzata che spinga la crescita. La priorità è abbassare le tasse sul lavoro, dando più competitività alle imprese e più soldi in tasca ai lavoratori. La legge di stabilità e l accordo sulla produttività vanno in questa direzione. Ma bisogna dare continuità a questi interventi e renderli strutturali. Lei ha più volte denunciato il rischio che le aziende muoiano di fisco. Questo purtroppo è vero, in Italia le aziende muoiono di fisco. Perciò crediamo che i tagli fiscali vadano concentrati lì dove servono davvero al rilancio dell economia, quindi sulla produttività e sulla riduzione del cuneo fiscale, causa prima dell abisso tra salario netto e costo del lavoro, che vale il triste record del 53% contro una media Ocse del 35,4%. Va assestato un colpo deciso, con la riduzione dell Irap sulle imprese e degli oneri sul lavoro dipendente, se si vuole avere effetti sulle aspettative, quindi sull occupazione e le scelte di investimento. Quanto alle Massimo Pavin risorse, abbiamo detto e ripetuto che siamo pronti a rinunciare a ogni euro di incentivo in cambio di una riduzione netta del carico fiscale. Come sostenere la competitività delle Pmi sui mercati? L internazionalizzazione resta la leva principale per la competitività e la crescita. Le aziende che battono la crisi sono quelle capaci di proiettarsi all estero, allargando i confini oltre il mercato europeo, eroso dalla recessione, per intercettare la domanda potenziale dei nuovi mercati, emersi o emergenti. Per Confindustria Padova questo vuol dire impegno a favorire la presenza del maggior numero di imprese in queste aree, a rafforzare le filiere, le aggregazioni attorno a medie imprese globali che trascinano l intera catena dei fornitori. In questo modo si aprono opportunità anche alle piccole imprese della subfornitura industriale oggi in difficoltà perché operano prevalentemente sul mercato interno. India, paesi Asean, area del Golfo sono le aree dove abbiamo concentrato gli sforzi e accompagnato le imprese in questo anno difficile. Quali sono oggi i vantaggi di un sistema di aggregazione? La crisi ha alzato l asticella competitiva e stare sui mercati richiede dimensione adeguata, investimenti, offerte integrate. Il 97% delle nostre imprese ha fino a 50 addetti, una dimensione spesso insufficiente per affrontare i processi di innovazione e internazionalizzazione necessari per competere. Dobbiamo unirci e lavorare insieme, avendo chiare le finalità e gli strumenti, i limiti e i punti di forza della rete. È nata da qui la decisione di Confindustria Padova di Commercio, turismo, servizi: largo ai giovani La di molte piccole e medie imprese, ma di Nicola Rossi, Presidente Confesercenti Padova profonda conversione del sistema economico in atto nell intero Paese sta mettendo in discussione il futuro al contempo allarga le opportunità per nuove sfide imprenditoriali. Il sistema economico del Nord Est, dopo essere stato indicato per anni come modello da imitare, è oggi oggetto di mutamenti strutturali ed organizzativi. Le aziende della distribuzione, superato il fattore vincente del posizionamento, si misurano sempre più su innovazione organizzativa e di prodotto. Vincenti diventano le modalità innovative di erogazione del servizio di distribuzione (sia in termini strutturali: internet, network commerciali, marketing; sia di modalità del servizio: garanzia, informazione, sicurezza). Al pari diventa vincente l innovazione del prodotto, in tutti i settori. Dalla moda, all alimentare, alla tecnologia, diventa vincente la turnazione del magazzino e l offerta di nuovi prodotti. Caratteristica vincente del moderno negozio è la capacità di investire nel prodotto, di eliminare rapidamente le rimanenze, di proporre quotidianamente un nuovo prodotto alla clientela. Nel turismo, superata la logica della rendita dall inflazione e dal clima meteorologico, ci si confronta con un mercato che cambia continuamente la domanda. Anche in questo diventa vincente il sapersi proporre con un offerta turistica in grado di cambiare in base alla domanda. Club di prodotto, reti di commercializzazione, proposte di pacchetti diversi, interscambio tra ristorazione, attività ricettive, aziende agricole e commerciali, sono la base del nuovo successo del turismo Veneto. Nello stesso settore della ristorazione, sia quella turistica che quella rivolta ai residenti, sempre più vincente è la qualità, la ricerca della qualificazione dei prodotti e dei piatti tradizionali, e le novità nell offerta e nell accoglienza. Un successo incredibile stanno incontrando le serate che abbinano la cucina locale con quella tradizionale di altri territori del Paese. Il mondo delle imprese, dei servizi alle persone ed alle imprese, è quello che dà oggi maggiori prospettive. Si stanno aprendo Nicola Rossi nuove opportunità in tutte quelle attività di servizio alle persone che sembravano scomparse e che oggi trovano nuova linfa: dal recupero di oggetti alla gastronomia per asporto; dalla sartoria all organizzazione di celebrazioni personali e familiari. Le imprese sono alla costante ricerca di nuovi servizi e di nuove attività in grado di renderle sempre più competitive nel mercato. Questi sono settori dell economia del nostro territorio che pienamente inseriti nel tessuto delle nostre città, dei nostri centri storici e dei nostri centri urbani stanno costituendo l unicità del Nord Est. Un unicità un tempo legata alla capacità di produrre in termini temporali e che oggi si manifesta in capacità di produrre nel territorio e per il territorio con una crescita non della singola impresa, ma del sistema territorio in cui è inserita. In questa crescita si stanno inserendo le nuove capacità imprenditoriali giovanili. In questo contesto territoriale si possono affermare le imprese di domani con la consapevolezza di ritornare ad essere un sistema unico e vincente anche nell economia globale. 8 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

6 Quell attacco al commercio di vicinato di Fernando Zilio, Presidente Provinciale Ascom Padova Il re è nudo. la voce delle categorie Recentemente, con un intervento che ha avuto larga eco sulle agenzie e persino sulla stampa nazionale, ho preso a prestito la famosa affermazione della favola di Andersen per commentare i dati diffusi da Unioncamere sui consumi e sull occupazione nel commercio. Unioncamere Veneto ed il suo presidente Alessandro Bianchi hanno messo lodevolmente a nudo tre dati inconfutabili. Primo: i consumi sono in drammatico calo (-5,1% rispetto allo stesso periodo del 2011), calano di più negli ipermercati e nei grandi magazzini e nei punti vendita di media e grande dimensione toccano addirittura il -7,4%; secondo: se è vero che aumentano i dipendenti della grande distribuzione (+1,5%), è altrettanto vero che calano dell 1,5% i dipendenti dei piccoli negozi, per cui se la matematica non è un opinione, questo significa che non c è nessun guadagno in termini di posti di lavoro; terzo: la chiusura di negozi, solo in parte compensati dall apertura di nuove attività, denuncia un altra misconosciuta verità, ovvero che tutti quei titolari sono a spasso e, magari, anche con debiti sulle spalle. Mi chiedo: sono questi i risultati delle liberalizzazioni montiane? Le aperture domenicali, in altre parole, non servono né ad aumentare i consumi né ad aumentare l occupazione, ma servono alla grande distribuzione per attaccare il commercio tradizionale, metterlo alle corde e, una volta ridotto ai minimi termini, fare propria la quota di mercato di questi ultimi. Purtroppo ciò che non si riesce a contrastare è la consueta cattiva informazione da parte della grande distribuzione organizzata che, è sempre bene ricordarlo, è in buona parte in mano straniera. Dapprima, con la scusa (fasulla) dell allineamento all Europa cerca di imporre in Italia ciò che non riesce a fare negli altri Paesi. In questo modo non solo violenta le nostre abitudini e le nostre tradizioni, ma mette in difficoltà, accanto al commercio tradizionale, anche la media distribuzione locale che, infatti, a più riprese si è espressa in favore di un equilibrio tra domeniche aperte e domeniche chiuse. Di questo il governo dovrebbe farsi carico e per questo speriamo che la Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi in proposito, metta la parola fine ad una sfregio che, lo dimostrano i dati di Unioncamere, non aiuta i consumi e non aiuta nemmeno l occ ti persi nel commercio di vicinato a causa della chiusura dei negozi, sono praticamente tutti a tempo indeterminato. Significativo Fernando Zilio ed illuminante, al riguardo, l episodio avvenuto qualche mese fa all indomani dell apertura di un nuovo centro commerciale nell Alta Padovana dove un gruppo di lavoratori assunti a tempo determinato è stato lasciato in libertà dopo pochissimi giorni. Ovviamente non era la prima volta (e purtroppo non sarà l ultima) che per farsi belli agli occhi dell opinione pubblica i costruttori realizzatori - gestori di centri commerciali avessero sbandierato ai quattro venti assunzioni a tripla cifra. Un espediente che di norma funziona perché la gente è convinta che quelli siano posti di lavoro veri. In realtà, come si è potuto evincere da quella brutta vicenda, è fumo negli occhi dell opinione pubblica mentre, per quanto riguarda certi sindaci, non c è nemmeno bisogno dello specchietto per le allodole rappresentato dai posti di lavoro perché hanno la concretezza dei denari rappresentati dagli oneri di urbanizzazione e poi anche dall Imu. Solo che il loro atteggiamento miope finisce per condannare i loro stessi paesi alla morte civile rappresentata dal progressivo depauperamento della presenza commerciale e, con esso, anche della vivibilità dei centri urbani. la voce delle categorie Regione ed Enti Locali: crollano investimenti e sostegni allo sviluppo Regione Veneto investe in politiche di sostegno allo sviluppo solo il 2,1 % del suo bilancio, ultima voce tra quel- La le di spesa nel 2012, superata anche da di Alessandro Conte, Presidente Regionale CNA Veneto Alessandro Conte Marghera, 8 novembre 2012 quella per l Assetto istituzionale e la governance, attestata al 2,6 %. È questo uno dei dati più preoccupanti per il futuro produttivo, ma anche sociale, del Veneto emerso da uno studio comparativo dei bilanci di previsione dell ultimo triennio della Regione, delle Province e dei Comuni capoluogo svolto dal Centro Studi Sintesi di Venezia, per conto dell Osservatorio Federalismo e Impresa 2012, costituito dalla CNA del Veneto Sanità e servizi sociali drenano una parte crescente del bilancio regionale (75 %), mentre le risorse destinate a territorio, ambiente e infrastrutture non vanno oltre l 11,2%. Nel biennio la spesa per investimenti della Regione è diminuita del 23,8%, mentre le spese correnti della Regione sono aumentate del 4,5 %. REGIONE ED ENTI LOCALI: CROLLANO INVESTIMENTI E SOSTEGNI ALLO Le spese per investimento assorbono, pertanto, una SVILUPPO quota sempre minore del bilancio regionale: nel 2012, La Regione Veneto investe infatti, in politiche erano pari di al sostegno 13,2% contro allo sviluppo il 16,8% solo registrato il 2,1 % del suo bilancio, ultima voce tra quelle di spesa appena nel due 2012, anni superata prima, e la anche spesa da per quella le politiche per l Assetto di istituzionale e la governance, attestata al 2,6 sviluppo %. economico è calata del 18,8 %. Crescono, invece, preoccupanti le spese passate per il nel futuro biennio produttivo, dal 76% ma all 81,8%. anche sociale, del Veneto E questo uno dei dati più emerso da uno studio comparativo Anche in Veneto, dei bilanci dunque, di previsione conferma dell ultimo la tendenza triennio della Regione, delle Province e dei Comuni già capoluogo riscontrata svolto nel resto dal del Centro Paese quale Studi risposta Sintesi delle di Venezia, per conto dell Osservatorio "Federalismo e Impresa 2012", costituito dalla CNA del Veneto Amministrazioni locali al taglio dei trasferimenti statali e all inasprimento dei vincoli del Patto di stabilità interno. Per Province e Comuni veneti la situazione non è molto diversa. A livello aggregato, il complesso delle uscite di previsione nel 2012 risulta in calo del 5,4% rispetto all anno precedente nelle Province, mentre per l insieme dei Capoluoghi emerge una sostanziale tenuta. Nell ultimo anno, le previsioni per la spesa in conto capitale delle Province venete sono crollate del 18%, con punte di quasi il 50% a Venezia e a Verona e con flessioni superiori al 40% a Belluno; in controtendenza, vi sono invece Padova e Rovigo, rispettivamente con un +21,4% e un +29,6%. Sanità e servizi sociali drenano una parte crescente del bilancio regionale (75 %), Nei mentre Comuni le risorse il calo delle spese in conto capitale destinate a territorio, ambiente e infrastrutture non vanno oltre l 11,2%. (-10,4%) coinvolge tutti i capoluoghi della regione, con le eccezioni di Treviso e di Verona; particolarmente pronunciata è, infine, la flessione degli investimenti nel Comune di Rovigo (-73,2%). Anche nel Veneto - è il commento del Presidente della CNA regionale, Alessandro Conte - investimenti e risorse per lo sviluppo economico sono diventati un ammortizzatore per i bilanci locali. Una scelta che non è accettabile, perché se si tarpano le ali allo sviluppo dove andremo a finire? La ripresa economica passa inevitabilmente attraverso una riforma delle regole del Patto di stabilità interno; ma nello stesso tempo la Regione deve porsi l obiettivo di un contenimento deciso della spesa sanitaria, tagliando sprechi e inefficienze. Nel biennio la spesa per investimenti della Regione è diminuita del 23,8%, mentre le 10 cfr magazine 1 - gennaio 2013 spese correnti della Regione sono aumentate del 4,5 %. cfr magazine 1 - gennaio Le spese per investimento assorbono, pertanto, una quota sempre minore del bilancio regionale: nel 2012, infatti, erano pari al 13,2% contro il 16,8% registrato appena due anni prima, e la spesa

7 la voce delle categorie Aria pulita per il paese di Claudio D Ascanio, Presidente C.I.A. Padova La uno stile di vita più sobrio e, pertanto, crisi drammatica che sta vivendo il nostro Paese ha costretto cittadini, imprese e associazioni a ripiegare su risultano assolutamente incomprensibili ed ingiustificabili i ritardi di quanti, a tutti i livelli, non abbiano ancora messo in atto una concreta riduzione dei costi della politica, senza aver ancora fatto propri i principi di trasparenza e controllo della spesa. La mappa dello spreco davanti agli occhi di tutti ci impegna a rivedere i nostri comportamenti imponendoci di evitare qualsiasi forma di giustificazionismo: è pur vero che i compensi della politica sono il costo della democrazia, ma essi devono essere vincolati alla sostenibilità dell intero sistema paese. Un velo pietoso su quanti, ancora, negli ultimi giorni hanno dimostrato di utilizzare la politica come territorio da saccheggiare per i propri personali tornaconti, con l augurio che possano essere spazzati via oltre che dalla giustizia, qualora risultino colpevoli, anche dalla reazione degli elettori, che dovranno avere la maturità di separare le mele marce dai molti amministratori corretti e competenti che operano con passione ad ogni livello. Un altro tema caldo è quello della tutela e valorizzazione del territorio, a favore del quale agisce il disegno di legge presentato dal ministro delle Politiche agricole, Mario Catania: a tale proposito l auspicio è che si riesca a vederne l approvazione entro questa legislatura, specie considerando il rapporto 2012 dell Agenzia Ue per l Ambiente presentato a Bruxelles, nel quale si assegna la maglia nera per la qualità dell aria all Italia. Il nostro Paese ha, infatti, sforato i limiti europei per il particolato, l ozono e il monossido di carbonio, ma anche per il nickel e il benzene, a braccetto con Polonia, Slovacchia, Balcani e Turchia. Su questo argomento la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori, ndr) è intervenuta evidenziando come, al peggioramento della qualità dell aria, si aggiunga la cementificazione selvaggia, che ha scippato all agricoltura 1,9 milioni di ettari negli ultimi dieci anni. Da qui la necessità di intraprendere al più presto un percorso che tuteli la superficie agricola e garantisca terreno coltivabile anche alle giovani generazioni. Rimane sempre centrale, nel dibattito politico, la questione del rilancio dell economia attraverso la crescita del Pil, unica soluzione per far riprendere l occupazione e far aumentare la fiducia nel futuro. In questo contesto l agricoltura può dare un forte contributo, ma è necessario comprendere che lo sviluppo del settore primario passa attraverso una nuova riforma agraria che tenga conto delle nuove esigenze della società e delle nuove sfide che l Europa ci pone. È proprio a livello Europeo che l agricoltura italiana gioca, in questi giorni, una delle partite più importanti discutendo della riforma della Pac per il In questa discussione il nostro impegno sarà quello di ribadire il principio in base al quale le risorse, seppur minori rispetto al passato, devono essere destinate ai veri agricoltori e alle vere imprese agricole, escludendo dai benefici le rendite fondiarie e parassitarie. Lavoreremo perché si realizzi una Pac che favorisca l efficienza del mercato, contenendo la volatilità dei prezzi e le crisi di mercato, e metta in atto un vero ricambio generazionale. Da parte nostra non potrà venir meno l impegno per un agricoltura rispettosa dell ambiente per una sicurezza alimentare garantita dell Europa. Per il raggiungimento di questi risultati è fondamentale che il governo, nella sua collegialità, porti avanti con forza e autorevolezza la proposta italiana cercando alleati e praticando un gioco di squadra sconosciuto nel passato. Claudio D Ascanio 12 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

8 la voce delle categorie La concorrenza sleale strangola i terzisti calzaturieri della Riviera del Brenta In piazza con dipendenti e famiglie per dire no. Manifestazione a Stra per difendere imprese, lavoratori e tessuto economico dell area. Un tavolo congiunto delle Prefetture marchio di tracciabilità etica del prodotto realizzato nel rispetto delle regole e della legalità e un di Venezia e Padova di concertazione con imprese e autorità locali per smascherare illegalità e concorrenza sleale. È quanto chiedono gli artigiani terzisti del calzaturiero della Riviera del Brenta per fronteggiare un fenomeno crescente che ha già decimato il settore e rischia di cancellare in breve tempo le rimanenti imprese italiane, che forniscono ai calzaturifici le parti che compongono le scarpe prodotte per le grandi firme della moda mondiale. Una convinzione non casuale, ma che emerge dalla lettura attenta dei dati forniti dalle statistiche di Camera di Commercio e Acrib, l associazione degli industriali del calzaturiero del Brenta. È emblematico che a fronte della tenuta della produzione e del fatturato, calino aziende, occupazione e soprattutto crolli il numero delle aziende terziste italiane mentre crescono in modo esponenziale quelle gestite da cinesi. Produzione e fatturato del comparto si confermano nel decennio: quasi 20 milioni di paia di scarpe e 1,65 miliardi di euro nel 2011 contro 21 milioni di paia e 1,68 miliardi nel 2001, un export pari al 90 %. Si registra una flessione del 14 % dei calzaturifici (da 167 a 143) ed un forte calo dei tomaifici (-19 %) che passano da 412 a 333. Però i tomaifici con titolare cinese passano da 30 a 200, con un %, mentre quelli italiani crollano da 380 a 130, con un calo del 65 %. a cura dell Ufficio Stampa CNA Veneto un azione collettiva che si basi sull etica e sul rispetto delle regole da parte di tutti, per la salvaguardia dell intera filiera della scarpa e quindi delle aziende terziste che rappresentano la parte più artigianale e qualificata della produzione. la Il voce futuro delle del categorie distretto si gioca sulla costruzione di Marchio di Tracciabilità della Filiera, che consentirebbe di coniugare aumento del fatturato, del numero di addetti qualificati e anche di imprese per realizzare ricchezza diffusa di qualità per il territorio (% su 2009) 2011 (% su 2001) PRODUZIONE paia di scarpe paia di scarpe paia di scarpe ADDETTI (- 11%) ( - 26%) Calzaturifici (- 4,2%) (- 17%) Accessoristi (tomaifici/terzisti) (- 26%) (- 38 %) Modellisti (- 4%) 239 (+ 17 %) Unione Federmoda Calano anche gli addetti complessivamente (da a %), dei calzaturifici (-17 %, da del 2001 a del 2011), e crolla l occupazione nei tomaifici terzisti (-38%, da a 1.942), molti dei quali hanno il personale in cassa integrazione. Se alla nascita di nuove imprese (tutte cinesi) non corrisponde una crescita dell occupazione, che invece diminuisce, mentre scarpe prodotte e fatturato non mutano, allora i conti non tornano. Vuol dire che c è chi produce al di fuori delle regole, impiegando più personale di quanto viene dichiarato, e quindi in nero, se non peggio, in condizioni umane inconcepibili nel nostro Paese. Vuol dire anche che sono del tutto inefficaci i controlli delle autorità preposte al rispetto delle regole di legalità e vuol dire, infine, che i committenti dei lavori ai terzisti sono disposti a chiudere un occhio e forse tutti e due, pur di pagare il meno possibile ampliando il proprio margine di profitto. A nulla sono valse, finora, le denunce dell ATV, l As- Commerciali (- 7%) 169 (- 35%) Rischia, infatti, di sparire chi ha contribuito con il proprio lavoro a rendere famose nel mondo le più DITTE grandi firme dell alta moda, 710 ed ha fatto la fortuna 591 dei ( calzaturifici 17%) della 568 (- Riviera 20%) del Brenta, Calzaturifici contribuendo al prodotto interno 167 lordo della provincia di 149 Venezia (-11%) per il 36%. 143 (- 14%) I terzisti, accessoristi e tomaifici, con le loro aziende artigiane, da Stra a Fiesso a Mirano hanno Accessoristi costituito per (tomaifici/terzisti) decenni il nucleo 412 principale del tessuto 329 produttivo, (-20%) dando da 333 lavorare (- 19%) a migliaia e migliaia di persone. Un tessuto (di cui sociale, 30 cinesi) oltre che produttivo, che rischia di franare (di cui 200 portandosi cinesi) dietro Modellisti (- 14%) 53 (- 26%) il benessere di tante famiglie costruito nel tempo e con sacrificio. Ora vogliono salvare il salvabile, ovvero aziende, lavoro, famiglie, e arginare una probabile Commerciali (- 14%) 39 (- 34%) pratizzazione della Riviera, per fare in modo che questa zona rimanga ancora nelle province di FATTURATO Venezia e Padova e non diventi 1686,16 una milioni enclave di del Beijng 1.650,98 o del Fujian. milioni di 1651,59 milioni di CNA del Veneto e ATV ritengono che il futuro di questo distretto non possa prescindere da Fonte: un azione Acrib, CCIAA collettiva Venezia che e si CCIAA basi Padova sull etica indicatori. e sul rispetto delle regole da parte di tutti, per la salvaguardia dell intera filiera della scarpa e quindi delle aziende terziste che rappresentano la PRESENZA parte più artigianale IMPRESE e CON qualificata TITOLARE/SOCIO della produzione. DI NAZIONALITA CINESE sociazione ANNO dei tomaifici terzisti 2000 veneti che ha una 2009 Il futuro del distretto si gioca sulla costruzione tivo, di Marchio dando da di lavorare 2011 Tracciabilità a migliaia della e migliaia 2012 Filiera, di che persone. del Un numero tessuto di sociale, 171 cinquantina IMPRENDITORI di associati, quasi la 30 metà di quelle ita-15liane, consentirebbe di coniugare aumento del fatturato, addetti oltre qualificati che produttivo, 200 e anche che di % VAR. poste nelle sedi competenti - dal 2009 anno della sua nascita. tante famiglie costruito nel tempo e con sacrificio. - imprese per realizzare ricchezza diffusa di qualità per rischia il territorio. di franare + 110,33% portandosi (su 2009) dietro +667% il benessere (su 2000) di (fonte CCIAA PADOVA E CCIAA VENEZIA). Oggi, Stra, lunedì 12 novembre 12 novembre, 2012 imprenditori 2001 artigiani e Ora 2010 vogliono salvare il salvabile, 2011 ovvero aziende, lavoro, (% famiglie, su 2009) e arginare (% una su probabile 2001) pratizzazio- loro dipendenti e famiglie hanno manifestato a Stra, PRODUZIONE con un corteo lungo la statale Ufficio della Stampa Riviera del CNA Brenta Veneto ne Testa&RizzoAssociati della Riviera, per fare in modo che questa zona Cristina Testa paia mob: di +39 scarpe paia di scarpe paia di scarpe per ADDETTI sensibilizzare maggiormente Sindaci, Parlamentari, Consiglieri regionali, province, altre istituzioni e e non diventi una enclave del Beijng o del Fujian. rimanga ancora (- 11%) nelle province ( di - 26%) Venezia e Padova Sebastiano Rizzo mob: Calzaturifici (- 4,2%) (- 17%) cittadini. CNA del Veneto e ATV ritengono che il futuro di ATV Accessoristi (Associazione (tomaifici/terzisti) terzisti Veneti) e CNA Federmoda hanno sollecitato misure di controllo sulla legalità Modellisti ed il ripristino di condizioni 204 di concorrenza questo distretto (- 26%) non possa prescindere (- 38 %) da un azione collettiva che si basi sull etica e sul rispetto delle regole 254 (- da 4%) parte di tutti, per 239 la (+ salvaguardia 17 %) dell intera filiera della scarpa e quindi delle aziende terziste leale che permettano alle aziende italiane di affermare il valore del made in Italy. che rappresentano la parte più artigianale e qualifi- Commerciali (- 7%) 169 (- 35%) Rischia, DITTE infatti, di sparire chi ha 710 contribuito con il cata 591 della ( 17%) produzione. 568 (- 20%) proprio Calzaturifici lavoro a rendere famose 167 nel mondo le più grandi firme dell alta moda, ed ha fatto la fortuna dei Il futuro 149 (-11%) del distretto si 143 gioca (- 14%) sulla costruzione di Marchio di Tracciabilità della Filiera, che consentirebbe calzaturifici Accessoristi della (tomaifici/terzisti) Riviera del Brenta, 412 contribuendo al 329 di (-20%) coniugare aumento 333 (- 19%) del fatturato, del numero 62 (- di 14%) addetti qualificati 53 (- e 26%) anche di imprese per (di cui 30 cinesi) (di cui 200 cinesi) prodotto Modellisti interno lordo della provincia 72 di Venezia per il 36%. realizzare ricchezza diffusa di qualità per il territorio. I terzisti, Commerciali accessoristi e tomaifici, 59 con le loro aziende artigiane, da Stra a Fiesso a Mirano hanno costituito FATTURATO 1686,16 milioni di per decenni il nucleo principale del tessuto produt- 51 (- 14%) 1.650,98 milioni di 39 (- 34%) 1651,59 milioni di Fonte: Acrib, CCIAA Venezia e CCIAA Padova indicatori. PRESENZA IMPRESE CON TITOLARE/SOCIO DI NAZIONALITA CINESE ANNO IMPRENDITORI % VAR ,33% (su 2009) +667% (su 2000) (fonte CCIAA PADOVA E CCIAA VENEZIA). Stra, 12 novembre 2012 Ufficio Stampa CNA Veneto Testa&RizzoAssociati 14 cfr magazine 1 - gennaio 2013 Cristina Testa mob: cfr magazine 1 - gennaio Sebastiano Rizzo mob:

9 Superare la crisi: strumenti e strategie di Tito Alleva, Presidente Provinciale Confapi Padova la voce delle categorie la voce delle categorie Le imprese polesane della giostra e degli spettacoli viaggianti, protagoniste alla fiera mondiale IAAPA in Florida Tito Alleva Cari colleghi Imprenditori, Nel clima di profonda incertezza che contraddistingue il momento storico ed economico che stiamo attraversando, occorre fare sintesi degli strumenti a sostegno delle nostre scelte strategiche aziendali. Serve concretezza per orientarsi in uno scenario assai mutevole a livello internazionale, prima che nazionale. Innanzitutto occorre interpretare, con attualità e decisione, il concetto di fare rete. E il momento di dedicare parte del nostro tempo a un analisi comune: definire e condividere scelte strategiche che puntino alla crescita di sistema oltre che al consolidamento delle proprie posizioni di mercato. Oggi possiamo fare affidamento sull istituto del Contratto di Rete, accordo con il quale più imprenditori si impegnano a collaborare al fine di accrescere la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato, sia individualmente (cioè la propria impresa) che collettivamente (cioè con le imprese che fanno parte della rete). La rete che nasce dal modello contrattuale, più semplice ed economica rispetto ai modelli aggregativi del passato, offre inoltre la possibilità di beneficiare di importanti agevolazioni sia pubbliche (in primis attraverso la defiscalizzazione degli utili reinvestiti nella rete), sia private (attraverso, ad esempio, prodotti convenzionati offerti dal mondo bancario). Dobbiamo anche imparare a comunicare meglio il valore aggiunto creato dalle nostre aziende. Non possiamo pensare di competere eternamente solo sul prezzo. Per evitarlo è necessario avviare una comunicazione efficace, in grado di trasmettere passione, creatività, competenza e tutto ciò che serve per definire l alta qualità e il livello di specializzazione del nostro lavoro. Il nostro mercato, che sappiamo essere vasto come il mondo, riconosce un grande brand: il Made in Italy. è un dato di fatto che deve servire da stimolo per tutti noi per guardare con fiducia e ottimismo verso il futuro. La classe politica del nostro paese guarda altrove, non si interessa della piccola impresa che la mantiene. E inutile attendersi un contributo attivo. All imprenditore resta come unica arma il voto. E non si può permettere di sprecarlo inseguendo vuote promesse da parte dei soliti interlocutori non più credibili. Il rilancio economico passa unicamente dalle nostre scelte e dalla nostra capacità di gestire il cambiamento che siamo chiamati ad introdurre nel nostro modo di fare impresa. Confapi Padova, l Associazione delle Piccole e Medie Industrie padovane, lotta da anni per sostenere i propri associati nell improcrastinabile percorso di sviluppo imposto dal terzo millennio: credito, sviluppo commerciale in Italia e all estero, formazione delle competenze e contenimento dei costi sono gli assi portanti della nostra politica associativa. è quindi necessario concentrare gli sforzi su strategie aziendali che puntino a difendere ed accrescere quote di mercato in un contesto competitivo globale. è una riflessione che può spaventare, ma abbiamo gli strumenti affinché si possa affrontare la sfida in rete, anche contando sulla cabina di regia offerta dalle nostre associazioni. Si è conclusa con un discreto successo la partecipazione delle imprese polesane del settore Giostre e Spettacoli Viaggianti alla Fiera Internazionale del settore IAAPA ATTRACTIONS EXPO 2012 che si è svolta ad Orlando, in Florida, dal 12 al 16 novembre Lo afferma Franco Cestonaro, responsabile dell Area Promozione ed Internazionalizzazione della CNA, evidenziando la partecipazione all iniziativa, quali espositori e visitatori, di una decina di aziende della provincia di Rovigo. IAAPA ATTRACTIONS EXPO commenta Cestonaro è la manifestazione più importante del settore a livello mondiale che vede la partecipazione di oltre milleduecento espositori provenienti da tutte le parti del mondo e, pertanto, rappresenta una vetrina importante per le imprese polesane del Distretto Veneto della Giostra. In occasione di questa edizione prosegue il responsabile dell Area Promozione ed Internazionalizzazione come CNA di Rovigo, tramite l intesa operativa Rappresentanti delle imprese partecipanti alla Fiera IAAPA a cura dell Ufficio Stampa CNA Provinciale di Rovigo siglata con il Ministero dello Sviluppo Economico (ex-ice), è stato, inoltre, sviluppato il progetto Promozione del Sistema Produttivo Giostre e Spettacoli Viaggianti che ha visto, per le imprese polesane del settore e del distretto della giostra, l organizzazione e la realizzazione di una serie di iniziative: un Meeting Point Spazio Italia per le imprese che non hanno acquistato spazi espositivi in fiera e che intendevano essere presenti ed incontrare loro clienti/buyers; una campagna di comunicazione e promozionale del Made In Italy sulle più importanti riviste specializzate del settore quali AMUSEMENT TODAY e FUN WORLD MAGAZINE; un educational con giornalisti specializzati del settore provenienti dal Brasile e dagli Stati Uniti. Il successo ottenuto dall inizitiva è stato di rilievo commenta Cestonaro con apprezzamenti lusinghieri da parte degli imprenditori per gli incontri organizzati e per la visibilità ottenuta nel contesto della fiera e delle manifestazioni collaterali. Soprattutto è stata evidenziata l ottima collaborazione tra le imprese, la CNA ed il Ministero ICE. Anche in questa edizione prosegue il responsabile dell Area Promozione ed Internazionalizzazione della CNA le nostre imprese sono riuscite, pur in presenza di una situazione economica globale non positiva, a presentare nuove ed innovative proposte molto apprezzate dai buyers internazionali. Tutto questo conclude Cestonaro favorirà inoltre la partecipazione dei buyers, provenienti sia da oltre oceano che dai paesi europei, al tradizionale Work Shop delle giostre che si svolgerà a Bergantino e a Melara dal 10 al 13 dicembre 2012, realizzato con il contributo della Camera di Commercio. 16 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

10 Non è un paese per giovani a cura dell Ufficio Stampa CNA Vicenza Nessuno strumento reale per le imprese under 35 Che le imprese giovani fossero in seria difficoltà era molto più di un impressione. La conferma, fatta di numeri concreti afferma Filippo Dalla Villa, Presidente dei Giovani Imprenditori CNA è arrivata assieme alla recente indagine diffusa da Unioncamere, che ha evidenziato come in un solo anno sia sparito il 5,5% delle imprese fondate da imprenditori under 35. La logica prosegue Dalla Villa porterebbe a mettere il sostegno all imprenditoria giovanile tra le priorità di qualunque agenda di governo, per le immediate e importanti conseguenze che essa può provocare sul piano economico e sociale: ad esempio potrebbe rappresentare una parziale soluzione al problema della disoccupazione giovanile, che galoppa ben oltre il 30%; inoltre significherebbe dare un impulso allo sviluppo di imprese innovative (non c è bisogno di sottolineare che sono i giovani, più di ogni altra categoria d età, a scegliere di lavorare nel settore informatico e nella comunicazione, tanto per fare un paio di esempi). Sfortunatamente, tuttavia, è difficile trovare traccia di questa logica nei recenti provvedimenti: se ne trovano gli intenti, magari, ma non gli elementi concreti che potrebbero generare una politica di sostegno alle giovani imprese veramente risolutiva. L esempio lampante commenta Dalla Villa peraltro già segnato dai Giovani Imprenditori di CNA, è quello delle Srl con un euro che tante speranze aveva acceso nei cuori dei giovani imprenditori, o aspiranti tali. La proposta chiarisce il presidente dei Giovani Imprenditori di per sé sarebbe interessante: aprire una società versando, di fatto, un capitale sociale puramente simbolico potrebbe essere comodo, perché consente di aprirla con risorse minime, senza rischiare il patrimonio personale, con una netta riduzione delle spese notarili e burocratiche. Peccato commenta Filippo Dalla Villa che si tratti di una possibilità inattuabile nella pratica. In Italia la legge prevede che se il capitale sociale viene intaccato per un terzo, l organo amministrativo è tenuto a soddisfare pesanti adempimenti di garanzia: in parole povere, se la Srl semplificata va in passivo di 0,34 centesimi di euro, per essa si scatena il finimondo. Inoltre, l assenza di un sostanzioso capitale sociale acuisce un problema già drammatico per le imprese di ogni dimensione: quello dell accesso al credito bancario. Quale istituto di credito sarebbe disposto a finanziarti a fronte di un capitale sociale di un solo euro? Ma c è anche dell altro: c è il persistente paradosso della soffocante politica di austerity che, accanto ai prelievi di liquidità d emergenza, non pone i presupposti per la ripresa economica. Il cosiddetto regime dei minimi, che offre condizioni realmente favorevoli agli imprenditori fino al raggiungimento del trentacinquesimo anno di età, decade non appena il libero professionista o l impresa produce ricavi superiori ai euro: vale a dire, non appena l imprenditore infrange la cosiddetta soglia di sussistenza. Perché? Perché non un massimale più alto? Perché disincentivare il profitto - anche minimo - di un attività neonata? Una situazione per certi versi paradossale prosegue commenta il Presidente dei Giovani Imprenditori CNA se si pensa che, sulla base dell attuale formulazione del Decreto Sviluppo, aziende come Apple, Microsoft e Facebook non sarebbero state ammesse a godere delle agevolazioni statali, in quanto start up di imprenditori non laureati e per questo non innovative. Un fatto che non ha bisogno di commenti, ma che dimostra una volta di più come in Italia non esistano, ad oggi, reali strumenti per favorire l ingresso nel mercato di nuove imprese. O di imprese nuove, se vogliamo: imprese più moderne, che non vadano a sovrapporsi con quelle già affermate e forti della propria ineguagliabile tradizione, ma che completino l offerta di beni e servizi in quei mercati che rappresentano, più che il presente, il futuro. Un problema di scottante attualità, ma anche vecchio di almeno un decennio: il mondo si trasforma e con esso l Italia, ma a un ritmo più lento e con più ostacoli da sormontare per le nuove generazioni. Il bilancio parziale degli sforzi a favore dell imprenditoria giovanile è stremante: esiste una legge interessante ma praticamente inutilizzabile; esistono incentivi fiscali che si disattivano non appena la giovane impresa comincia a guadagnare; e non esistono autentici canali di credito per chi, le proprie garanzie, deve ancora riuscire a costruirsele. Il fatto è conclude Dalla Villa che le imprese nuove servono: non solo per garantire il ricambio generazionale verso quelle che non sopravvivono all esame del tempo, ma anche per offrire all economia locale e nazionale spunti complela voce delle categorie la voce delle categorie I codici della Comunicazione per le PMI Comunicazione siamo noi. La Comunicazione è tutto e niente. Un tema, quello dell universo comunicativo, che raccon- La ta il contemporaneo in tutte le sue sfaccettature. Ne rappresenta la spina dorsale, lo stimola e lo accompagna, deformandone giornalmente l aspetto. Si, perché la Comunicazione è fiera colpevole di tutto ciò che possiamo immaginare: è mezzo e voce stessa, è studiata e va compresa, ma fatalmente ci appartiene anche innata come mezzo di relazione. Dove c è Comunicazione c è vita, velocità, attività, scambio e stimolo. Temi cari al mondo della piccola impresa, in costante sfrenabile bisogno di comprendere le esigenze di un mercato che fugge in avanti come un cavallo imbizzarrito. Certo, Comunicazione è paradossalmente anche comprensione: una rete di informazioni nella quale apriamo la porta ad ospiti incuriositi sarà un canale fondamentale per comprendere anche noi stessi. La nostra azienda, il nostro lavoro. Comunicando il valore e la professionalità artigianale ci possiamo scontrare con un pubblico innamorato ed inerme, con quello curioso e collaborativo, con una comunità di esperti e consiglieri, e ancora. Le proprietà del tema sono indiscutibilmente benefiche però, e c è un però, se maneggiate ed utilizzate con coscienza e conoscenza. Oggi le soluzioni per comunicare e comunicarsi al mondo sono tante, troppe; così, inciampare di continuo non è così difficile, al punto di non comprendere più quali siano le strade da intraprendere per far arrivare il messaggio che abbiamo in mente. L artigiano ha osservato, sofferente, un processo storico industriale che lo ha potato ai margini della discussione, ai bordi della rete commerciale e promozionale. Grandi centri destinati al commercio, grandi investimenti, grandi imprese che fagocitano le piccole, grandi masse e grandi, concentrati, poteri decisionali. Processi di massificazione totalmente impossibili da immaginare senza il peso costante della Comunicazione. Arma letale senza scrupoli allora, opportunità di crescere e aggredire il mercato ora. Le tecnologie esistenti hanno varcato la soglia del valore monetario e si presentano sul mercato come open source (sorgente aperta a tutti, gratuita), totalmente gestibili e utilizzabili da qualsiasi pc o smartphone personale. La rivoluzione internet offre al mondo tutto la medesima possibilità di gestione delle risorse, la differenza si trova proprio nella modalità con la quale le applichiamo e le incrociamo. O meglio, le sfruttiamo a nostra misura. di Jacopo Vencato, CNA Vicenza tamente nuovi, per inaugurare settori inesplorati, per trasformare e attualizzare quelle attività che altrimenti rischiano di entrare a far parte della storia. E soprattutto, per offrire una prima e immediata risposta ai numeri drammatici della disoccupazione giovanile: conferire veri strumenti d impresa ai giovani disoccupati può rappresentare una soluzione virtuosa e costruttiva. Più in generale, la Comunicazione si identifica in una professione che imprime ricordi, gestisce relazioni, crea opportunità, confeziona iter promozionali ad hoc, e non lascia mai nulla al caso. CNA Vicenza ha conosciuto e imparato a comprendere quanto i processi comunicativi possano incidere e influenzare un caso di successo, o la buona riuscita di un progetto artigianale; a tal punto da aver investito in competenze e capacità, in soluzioni innovative e nuovi slanci relazionali. Progetti coraggiosi come Creativity in Action, AAA Cercasi Nuovo Artigiano, Edition Of non sarebbero potuti divenire realtà senza un processo di fiducia verso il mondo della Comunicazione e della promozione digitale. Comunicazione è stato generare nuove idee e suscitare stimoli negli artigiani coinvolti e non, facilitare la relazione con soggetti apparentemente distanti. Ma è anche promozione della professionalità, intesa come ingrediente necessario in ogni processo comunicativo che si possa chiamare tale. Comunicazione è Rete, d Impresa e di distribuzione. Comunicazione è offrire una faccia diversa della medaglia. Comunicazione è per la nostra Associazione una colonna fondamentale di sostegno, in continua trasformazione, in pieno sviluppo. Il calendario di eventi e di incontri che CNA sta stilando giorno dopo giorno vede alla base delle soluzioni proposte al mondo artigianale, proprio il tema della Comunicazione. A partire da qualsiasi considerazione sulla condizione umana e commerciale attuale, comprendiamo che ogni singolo artigiano che opera al buio è un artigiano che il mondo non può conoscere, osservare e ammirare. Se un albero cade nella foresta, e nessuno lo sente, fa rumore? Questa è la domanda che i piccoli imprenditori dovrebbero porsi giornalmente, quando si regalano alla maestria della loro intelligenza manuale. 18 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

11 info istituzioni info istituzioni Misure anticrisi La Camera di Commercio di Padova corre in aiuto delle imprese padovane in difficoltà a cura dell Ufficio Stampa della Camera di Commercio di Padova Un e nella ripresa economica. Oggi anno fa, di questi tempi, le imprese e gli imprenditori avevano maggiore fiducia nel futuro l incertezza regna invece sovrana: quasi tutti i principali indicatori sullo stato di salute delle imprese segnano il passo. Ma confrontando i dati padovani con quelli del Veneto e dell Italia, emergono differenze che ci devono indurre all ottimismo e ci fanno capire come qui ci siano le condizioni per reagire meglio alla crisi in atto. In questo scenario di tensione e incertezze, dove ormai le imprese navigano a vista, la Camera di Commercio di Padova è fortemente impegnata sui versanti dell internazionalizzazione; innovazione; promozione del territorio e in particolare nel sostegno al credito. Continuano infatti le difficoltà di accesso al credito, con moltissimi piccoli imprenditori che lamentano da ormai quattro anni il problema di reperire finanziamenti e prestiti dal sistema bancario. Sul fronte del sostegno al credito delle Pmi locali in forte difficoltà, la Camera di Commercio di Padova ha messo in campo 5 milioni di euro attraverso una formula legata ai Confidi, i quali offrono garanzie in maniera capillare soprattutto alle piccole imprese. L impegno della Camera è rivolto infatti alle imprese che chiedono finanziamenti alle banche ma che non hanno sufficienti garanzie. I Confidi assumono l onere della garanzia affiancando l impresa, permettendo alla banca di procedere al finanziamento. Questo intervento straordinario messo in atto a favore dei Confidi vigilati da Bankitalia, pone la Camera di Padova come modello a cui guarda l intero sistema camerale nazionale per la concreta attuazione del Decreto Monti Salva Italia. Roberto Furlan, Presidente della Camera di Commercio di Padova Un secondo intervento dell ente sul fronte del credito va ad aiutare le piccole imprese locali che vantano crediti verso i Comuni, i quali non possono pagare per colpa del Patto di Stabilità. Questa operazione sbloccacrediti si pone di fatto come primo accordo-convenzione a Nordest con l importante istituto bancario Unicredit mirato a costituire un fondo rotativo per anticipare i crediti in ritardo vantati dalle piccole imprese padovane nei confronti dei Comuni italiani vincolati dal Patto di Stabilità. Il fondo rotativo ammonta a 5 milioni di euro, ed è destinato a fornire a costo zero la provvista fino al tetto di euro per ciascuna impresa. L intervento dell ente camerale dimostra la volontà, come sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Padova Roberto Furlan, di puntare sempre ad affiancare le imprese, a maggior ragione in questo momento di profonda crisi economica e finanziaria, che ci continua a porre tutti nella piena incertezza relativamente ai tempi di uscita dal tunnel. In particolare, abbiamo rilevato la situazione di alcuni Comuni che, pur in possesso dei necessari fondi di cassa, sono impossibilitati o costretti a rinviare i pagamenti alle imprese fornitrici dalle norme fissate in merito al Patto di Stabilità. I crediti delle Pmi nei confronti dei Comuni sono ormai insostenibili e questo strumento risolve il problema in modo semplice, efficace ed economico. Ci auguriamo che questo permetta di ridare ossigeno alle tante imprese del nostro tessuto produttivo, costrette ad attendere troppo a lungo prima di essere pagate. Anche per i giovani con il progetto Nuova Impresa avviato nel 2012, la Camera ha messo in campo forme di microcredito per i nuovi imprenditori. Inoltre, per quanto riguarda il patrimonio di conoscenza accumulata nelle nostre aziende, costituito dagli asset immateriali, sono stati messi a punto strumenti di valorizzazione per permettere alle imprese di avere maggiore forza nell accesso al credito bancario. 20 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

12 info istituzioni info istituzioni Fare impresa al femminile Un primo bilancio delle attività del neo-eletto Comitato per l Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Padova di Stefania Brogin, Presidente del Comitato per l Imprenditoria Femminile scorso aprile 2012 si è rinnovato il Comitato per Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Lo Padova. Sono state nominate diciassette imprenditrici e una rappresentante delle banche e dei sindacati, per favorire l avvio di imprese femminili e sostenerne la crescita e lo sviluppo. Il Comitato di Padova fu istituito nel 1999 a seguito del recepimento del protocollo d intesa firmato da Unioncamere e dall allora Ministero dello Sviluppo, riconoscendo nell imprenditoria femminile una risorsa indispensabile e strategica per lo sviluppo locale. Inoltre, il comitato, si vanta di appartenere ad una delle Camere di Commercio più antiche d Italia e di rappresentare quasi imprenditrici, distribuite in percentuale maggiore nel settore commercio e turismo, poi dei servizi alle imprese, industriale, artigianale, manifatturiero, agricolo e dei servizi alla persona. La squadra che ricoprirà il mandato triennale è composta da: - Presidente, Stefania Brogin, Ascom Confcommercio - Vice presidente, Olga Eugenia Pegoraro, rappresentante AGCI - Sonia Bellavere, Federterziario C.L.A.A.I. - Tiziana Boggian, Confcooperative - Giuseppina Buso, Confservizi Veneto - Daniela Collesei, CNA - Franca Dussin, Coldiretti - Loretta Freguglia, Confesercenti - Roberta Gallana, Confindustria - Michela Masiero, CIA - Guglielmina Peretto, UPA Confartigianato - Patrizia Piazza, Artigianato Padovano - Francesca Salvan, Confagricoltura - Elena Sillini, Appe - Giovanna Tosato, Usarci Ara - Maria Grazia Turolla, FIAIP - Monica Zoin, Confapi - Cristina Balbo, ABI - Flavia Marcellan UIL. Le parole chiave del mandato sono creatività e innovazione. L obiettivo finale è quello di qualificare e valorizzare le imprese femminili, sulla base delle seguenti linee strategiche: - Rafforzamento delle competenza manageriali; - Avviamento di percorsi di innovazione (anche dal A destra, Stefania Brogin punto di vista organizzativo), come reti d impresa o aggregazioni spontanee, vere e proprie filiere per affrontare anche mercati lontani; - Sviluppo di un intensa attività di networking tra le imprese, le associazioni di categoria, le amministrazioni, le istituzioni; - Attivazione di iniziative a sostegno del credito alle imprese femminili; - Approccio alle problematiche della conciliazione lavoro-famiglia. Per superare la crisi, le imprese devono guardare al futuro, creare nuove idee, nuovi modi di relazionarsi e di comunicare, innovare le competenze. E in questo le donne vanno aiutate e sostenute con attività formative multidisciplinari. È tempo di bilanci e, con orgoglio, affermiamo che le partecipanti alle attività realizzate nei primi mesi di mandato sono state oltre novecento. L evento di punta del programma, finora l unico realizzato da un Comitato Camerale in Italia, è stato l Open Day Donna, diventa anche tu imprenditrice con noi. È stato pensato per aspiranti e neo-imprenditrici e si è svolto lo scorso ottobre. In una giornata, i funzionari della Camera di Commercio, consulenti e addetti delle associazioni allo sportello nuova impresa, hanno erogato oltre mille consulenze gratuite individuali su vari argomenti: adempimenti, contrattualistica, marketing, business-plan, comunicazione, brevetti, fisco, accesso al credito e mentoring. Il segreto di una sentita partecipazione alle varie attività? La presentazione di temi attuali e caldi, affrontati con un approccio diretto e concreto, per creare coinvolgimento, dare risposte, trasmettere competenze immediatamente fruibili; l uso di una comunicazione efficace ed innovativa: pensiamo alla potente presenza on-line della Camera di Commercio e ai social media (il Comitato, oltre al proprio sito, ha una pagina Facebook). I seminari sono disponibili sul sito della Camera di Commercio, on demand, cosicché ne possa beneficiare il maggior numero possibile di imprese. Si stannno concludendo anche due corsi in aula, importanti per attivare quelle reti di conoscenza reciproca e scambio di esperienze che diventano strategiche per le donne: - Innovare per crescere, per imprenditrici in essere; - Non è mai troppo tardi per fare impresa, il primo corso per la creazione dell idea di impresa per donne disoccupate over cinquanta. Desideriamo creare una relazione forte tra i bisogni delle imprenditrici e le azioni del comitato. Il messaggio che desideriamo inviare alle imprenditrici è che il Comitato è impegnato a sostenerle, che è fatto di imprenditrici che vivono le stesse sfide, le stesse problematiche, gli stessi bisogni e che, in entrambe le vesti, è al loro fianco per crescere e superare le sfide del quotidiano e quelle future. 22 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

13 enti pubblici e privati enti pubblici e privati Mobilità e Intermodalità nel PTRC. Intervento del Presidente di Interporto Padova Spa Sergio Giordani - giugno 2012 di Sergio Giordani, Presidente Interporto Padova Spa Interporto Padova Spa è uno dei più importanti interporti italiani ed è considerato tra i principali inland terminal a livello europeo per il traffico container marittimo. Si sviluppa nella zona industriale di Padova, a pochissimi chilometri dal centro della città, su di una superficie di oltre un milione di metri quadri in proprietà. Di questi, 260 mila mq sono dedicati a moderni magazzini per la logistica, anche a temperatura controllata e frigoriferi, dotati di tutti i servizi tecnologici necessari, mentre su altri 240 mila si estende il Nuovo Grande Terminal Intermodale dove sono svolte le attività terminalistiche e di scambio modale strada/ferrovia. Sono circa 80 a settimana i treni blocco che lo collegano regolarmente con i principali porti italiani e del nord Europa. Una delle caratteristiche dell attività internazionale di Interporto Padova è infatti proprio quella di servire il traffico container marittimo: una specializzazione che lo fa considerare da molte compagnie di navigazione come la banchina secca di alcuni dei porti di destinazione. Il bacino di imprese alle quali si rivolge Interporto Padova Spa è tutto il nord-est: aziende che esportano i loro prodotti sia attraverso alcuni porti nazionali come Livorno, La Spezia e Genova sul Tirreno, e Trieste per quanto riguarda l Adriatico, ma anche del nord Europa come Rotterdam e Hams Hall. Per l import, Padova è uno dei poli principali attraverso i quali le merci provenienti dal Far East raggiungono i mercati di distribuzione nel nord Italia, dell Austria e della Baviera. La società padovana è quindi contemporaneamente uno dei cardini del sistema logistico nazionale e uno dei nodi principali della rete logistica europea. Una peculiarità che rischia di essere vanificata se la programmazione strategica delle infrastrutture, che la Regione Veneto sta definendo con la stesura del nuovo PTRC, non terrà conto di alcune importanti considerazioni che riguardano la nostra società, ma anche gli altri importanti terminal intermodali già attivi nel Nord Est. Vediamo perché. Oggi siamo chiamati ad esprimerci su documenti programmatici formulati solo pochi anni fa. Eppure, la prima valutazione che ci è venuta in mente, per chi come noi si confronta con il mercato e la sua perdurante crisi, è che tornare indietro nel tempo, anche solo di un paio d anni, dà l impressione di aver vissuto in una realtà lontana ed irripetibile. Si sta avverando quello che più di qualcuno sosteneva, e cioè che l economia non sarebbe stata più come prima. Mai come in questo momento girarsi e guardare indietro serve, perché consente di evitare errori fatali nella programmazione del futuro della nostra Regione. Anche Interporto Padova aveva contribuito, a quel tempo, a prevedere uno sviluppo molto più sostenuto e quasi inarrestabile. Oggi la situazione è radicalmente cambiata; nel nostro interporto negli ultimi due anni e mezzo abbiamo visto cambiare l 85% dei clienti insediati con una volatilità nella permanenza che non lascia spazio ad illusioni. Ci vogliono un impegno ed un dinamismo senza prece- denti anche solo nel mantenimento delle posizioni. E noto che Interporto Padova SpA è proprietaria di circa 1,1 milioni di mq di superficie fondiaria nella Zona Industriale di Padova, dove abbiamo realizzato, anche grazie alla Regione Veneto, uno dei maggiori inland terminal a livello nazionale. Ma la superficie reale di interporto non è ovviamente limitata alle nostre proprietà, molti operatori hanno un loro magazzino, mentre molti altri spazi si stanno rendendo disponibili in questi mesi come conseguenza di una forzata ricollocazione di capannoni del mondo della produzione. Come vedremo meglio in seguito, siamo in grado di affrontare una domanda doppia rispetto ad oggi in tempi rapidi (addirittura tripla nell intermodalità). Quindi, quando si sente affermare che Interporto Padova è saturo, si dice una scorrettezza. Ovviamente non ci dimentichiamo che occorre crescere con gli altri senza chiudersi in se stessi; ci sono risposte da dare a livello locale, ma anche risposte a livello di rete. La nostra priorità di questi ultimi due anni è stata quella di connettersi sempre più alle direttrici ferroviarie nazionali ed internazionali, acquistando treni e migliorando la qualità dei nostri servizi. Ma per un struttura come la nostra - che riceve per il 75% i carichi dal Veneto e che arriva ad un area di influenza che va da Udine a Trento e da Brescia a Ferrara (con propaggini addirittura fino al Lazio) - occorre che il sistema programmatorio pubblico sia consapevole di come le economie di scala siano imprescindibili. Riempire la Regione di terminal intermodali non significa migliorare i servizi, ma farli morire tutti, perché dividere i traffici significa non sostenere i terminal. Per questo motivo siamo risoluti nel ribadire, in generale, la nostra contrarietà a nuovi interventi logistici ed intermodali che non siano giustificati da reali sviluppi di traffico. Non dimentichiamo che anche Venezia ha grandi risorse di territorio da recuperare a ridosso delle banchine e che anche Interporto di Venezia, il quale vive in parte dando spazi ad operatori, farà i conti con l eccesso di offerta. La nostra Regione, grazie anche a chi ci amministra, è un gioiellino come rete logistica, ma non dobbiamo farci prendere da quel fenomeno, tutto italiano, per il quale ognuno pensa di diventare il centro del mondo. Vorrei al riguardo citare alcuni passaggi chiave riportati nel recente Studio di settore della Cassa Depositi e Prestiti Porti e logistica (del Maggio 2012) che noi condividiamo in pieno: Le azioni intraprese fino a oggi sono state spesso disorganiche, i diversi soggetti coinvolti individuano i loro progetti di sviluppo in modo autonomo e non coordinato con evidenti rischi di sovrapposizione e spiazzamento. Un indicazione in questo senso giunge dalla ricognizione degli interventi programmati sino a oggi dalle Autorità Portuali italiane con riferimento, ad esempio, alla movimentazione container: qualora questi fossero tutti realizzati si assisterebbe ad un aumento di capacità Sergio Giordani stimato pari a 11 mln TEU, in un Paese che oggi, avendo ancora capacità residua, movimenta meno di 10 mln TEU. Appare evidente, dunque, come [ ] si determini spesso una dispersione di risorse e investimenti. E opportuno adottare un approccio differente in cui qualsiasi decisione di investimento si inserisca in un quadro organico di fabbisogni e l individuazione puntuale degli interventi prenda le mosse dall analisi della domanda e del contesto competitivo. In tal senso, lo sviluppo del sistema portuale e logistico non può prescindere dalle esigenze del tessuto industriale italiano, dalla sua specializzazione e dal suo grado di integrazione internazionale. Ovviamente questo fenomeno non riguarda solo i porti, ma anche interporti e aeroporti; siamo in un Paese dove troppo spesso si pensa che una struttura, magari pubblica, possa risolvere problemi di cronica mancanza di imprenditorialità. Per ovvi motivi la nostra attenzione sul PTRC riguarda l area del Distretto logistico portuale PD-VE di Dogaletto-Giare. I volumi dei traffici riportati quali presupposti per lo scenario di sviluppo nei successivi vent anni (scenario pre-crisi) riguardavano una previsione di raddoppio del traffico dell Interporto di Padova. Alla luce delle recenti evoluzioni economiche e da ormai numerosi studi consolidati, l individuazione territoriale cartografica prevista per soddisfare gli scenari di mercato risulta superata e non più attuale, facendo quindi venir meno le motivazioni formali che hanno portato all adozione di questa 24 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

14 enti pubblici e privati enti pubblici e privati parte di PTRC. I motivi sono i seguenti: - I traffici intermodali di Interporto Padova nel 2006 erano di circa unità di carico: a dicembre 2011 erano di unità di carico, circa il 38% in meno. E evidente che sono da rivedere le proiezioni formulate nello studio MasterPlan. - Nel 2008, la disponibilità di aree terminalistiche nell Interporto di Padova era di mq , successivamente sono state acquisite ulteriori aree per una superficie complessiva di circa mq di cui mq già infrastrutturali ed operativi dal Rispetto alla dotazione dello scenario di previsione l area a disposizione è aumentata del 65%. - Con le nuove aree a disposizione e con ulteriore dotazione di mezzi di movimentazione, la capacità di traffico del sistema terminalistico di Interporto Padova è in grado di supportare un volume più del triplo rispetto a quello attuale ( TEU contro i del 2011). - Nell area industriale di Padova, con una superficie di circa 11 milioni di mq e di cui Interporto è parte integrante, si stanno rendendo disponibili rilevanti aree a magazzino (anche in spazi contermini) idonee all attività logistica. Le caratteristiche di accessibilità e il posizionamento rispetto ai mercati sono analoghe a quelle di Interporto. - All interno di Interporto è possibile una maggiore saturazione delle aree attuali rendendo quindi disponibili maggiori metri quadri coperti senza intaccare la superficie territoriale (+22% nell area di proprietà di Interporto Padova). - Entrambe le potenzialità di sviluppo di cui ai due punti precedenti consentono una crescita di disponibilità tale da ottenere il raddoppio dell offerta degli spazi logistici attuali. Ciò senza considerare le nuove aree contermini previste nel PATI di Padova. Non dimentichiamo poi che non saranno necessari grandi investimenti pubblici perché le aree sono già ampiamente servite dalle vie di comunicazione esistenti. L area logistica di Dogaletto per noi, non solo non serve, ma sarà pericolosa per il sistema veneto. La nosta proposta è semplice (e meno dispendiosa in termini infrastrutturali ed ambientali): lavoriamo sull esistente, miglioriamo le connessioni fra i nodi, investiamo sulla tecnologia per rendere le aree attuali più produttive, automatizziamo i magazzini, informatizziamo, razionalizziamo, creiamo autostrade telematiche; solo così eleveremo la logistica veneta da cantiere con manodopera a basso valore aggiunto (che esclude quasi sempre i nostri giovani) verso un insieme di piattaforme evolute e competitive dove la catena dei fornitori e dei clienti possono creare un economia che sostiene le nostre imprese sia pur in un contesto di mercato di traffici globalizzato. Purtroppo oggi la logistica di cui si parla è ridotta solo a un miraggio immobiliare, è diventata un mostro divoratore di territorio che ha prodotto milioni di metri quadri di magazzini in tutta la pianura padana, e che, in alcune aree del Paese, ha ridotto le aree industriali ad una teoria di spazi vuoti che vengono messi nel mercato a condizioni non compatibili con una normale remunerazione degli investimenti. Ciò significa che questo modello di logistica tutto cemento e cooperative è fallito. La capacità di fare pianificazione consiste nel saper prevedere un modello che sostenga una crescita reale con capacità di adeguamento rapido al mercato. Questo modello è già evoluto nel Veneto (caso raro ed invidiato in Italia ed in Europa); esso è migliorabile assecondando le caratterizzazioni dei nostri hub esistenti che esprimono nel territorio le esigenze degli operatori. Spesso nei convegni si sente dire che la crisi deve essere, almeno, l occasione per fermarsi un attimo e programmare meglio il futuro; proprio per questo non possiamo pensare di ripartire su presupposti formalmente recenti, ma totalmente sorpassati nella sostanza. Il Veneto ha la grande occasione di ripensare al suo territorio e alla sua logistica in termini innovativi per essere ancora una volta portatore di un moderno modello competitivo sempre a misura di territorio. Solo allora saremo in grado anche di imporci come porta privilegiata verso i mercati dell Europa centro-orientale. Nata la collaborazione tra i Parchi Tecnologici Galileo e di Kielce L accordo firmato lo scorso settembre nell Aula Magna di Scuola Italiana Design. L inizio dell anno di studi 2012/2013 si è aperto con una bella notizia per Scuola Italiana Design e il Parco Scientifico e Tecnologico Galileo: la firma di un accordo di cooperazione con il Technology Park di Kielce (Polonia). Lo Joanna Rudawska, Project Manager responsabile del scorso settembre sono giunti in Italia, ospiti Scuola Italiana Design, i delegati del Parco polacco: Simon Mazurkiewicz, direttore generale, e Progetto Europeo Centralab per il PST di Kielce. I due sono stati fatti ambientare prima con una presentazione del Parco e dei suoi dipartimenti MaTech e Scuola Italiana Design, in seguito con una visita a Padova e ai suoi preziosi monumenti artistico-culturali. Il giorno seguente si è aperto con la presentazione da parte di Mazurkiewicz e Rudawska del progetto CentraLab davanti ad una platea composta anche dai nostri studenti. CentraLab prevede la cooperazione tra diversi PST, Enti di Ricerca ed Università Europee per sviluppare progetti in diversi ambiti: dalla salute 2.0 all agricoltura, dai media al turismo e proprio per quanto concerne il design potrebbe divenire importante l apporto di Scuola Italiana Design. Presentazione dell accordo di collaborazione di Fabio Cappelletto, Web Communications Manager SID Ing. Massimo Malaguti, Direttore PST Galileo e Simon Mazurkiewicz, direttore generale Technology Park di Kielce È giunto poi l atteso momento della firma: si tratta di un agreement fra PST Galileo (Scuola Italiana Design e MaTech) e Kielce Technology Park, che prevede l inizio di una interessante cooperazione tra i nostri due parchi: è il primo passo per cominciare a lavorare assieme e avvicinare i nostri due Paesi e realtà per quanto riguarda sia aziende e professionisti che studenti e giovani. Al momento della firma era anche presente il Secondo Segretario dell Ambasciata della Repubblica di Polonia, Monika Wicinska, che si è dimostrata molto interessata ai rapporti che stanno nascendo tra PST Galileo e Kielce TP. E ora? Si comincia: Scuola Italiana Design ha già ricambiato la visita nelle prime settimane di ottobre cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

15 enti pubblici e privati enti pubblici e privati Padova Fiere Spa La Events che possiede sedi fieristiche e Fiera di Padova è l unica in Italia sostanzialmente privata. Per l 80% appartiene al Gruppo multinazionale GL a cura dell Ufficio Stampa della Fiera di Padova congressuali in tutto il mondo. GL Events è attore di primaria importanza a livello internazionale nell organizzazione di eventi, nella gestione di spazi e quartieri espositivi e nella fornitura di servizi. Quotato alla Borsa di Parigi, conta oltre dipendenti dislocati in 80 sedi in 13 Paesi in tutto il mondo, spaziando dalla Francia al Regno Unito, dall Ungheria al Belgio, dalla Spagna al Brasile, dagli Stati Uniti alla Cina. L ingresso in PadovaFiere è stato il primo investimento di GL Events in Italia, Paese che per la società francese rappresenta oggi il secondo mercato dopo quello interno. L obiettivo di GL Events è accompagnare lo sviluppo del comparto fieristico del nostro Paese in una prospettiva di crescita e di costante dialogo con il sistema del territorio. PadovaFiere è una realtà con una forte capacità organizzativa che spazia dall offerta fieristica a quella congressuale, dagli eventi culturali agli spettacoli. Il calendario delle manifestazioni è bilanciato tra iniziative B2B e B2C;e i settori trattati sono molto eterogenei: ambiente, florovivaismo, arredamento, termoidraulica, food and beverage, elettricità, meccanica, logistica, costruzioni stradali, antiquariato, auto d epoca, bici, moto, turismo, informatica, arte. La Fiera di Padova rappresenta un pezzo di storia della nostra città e nonostante le crisi e le trasformazioni avute in quasi 100 anni di vita, si presenta oggi sul mercato come un azienda dinamica ed efficiente, in grado di stare al passo con i tempi. Infatti, nonostante la congiuntura negativa degli ultimi anni, che ha investito l economia mondiale, il quartiere fieristico mantiene la sua posizione in termini di competizione anche rispetto agli altri soggetti fieristici grazie ad un lavoro di qualità della sua squadra che riesce, sfruttando la centralità geografica della sua posizione, a svolgere un attività continuativa di rassegne internazionali come Flormart, Auto e Moto d Epoca, Asphaltica, Sep, Fiera Campionaria Internazionale ed ExpoBici e o di ambito nazionale come Casa Su Misura, Mondo Mare e Tuttinfiera. Padova- Fiere è un azienda a tutti gli effetti e vive la realtà del mercato che non è facile per nessuno e tantomeno per chi gestisce ed organizza in prima persona eventi. Accanto al potenziamento dell attività fieristica in una logica di internazionalizzazione, la presenza di GL Events a Padova si concretizzerà nei prossimi anni nel rilancio dell attività convegnistica attraverso la realizzazione di un innovativo Centro Congressi che farà della città di Padova una delle più interessanti novità nel panorama europeo del settore. SETTORI DI ATTIVITÀ Ambiente (Sep, Hydrica) Trasporti e mobilità (Passione Moto, Auto e Moto d Epoca, ExpoBici) Turismo (Tecnobar&Food, Tuttinfiera, Padova Tour/ Fiera Campionaria, Vacanze WeekEnd) Agricoltura (Flormart, Verdecasa) Arte e Antiquariato (Arte Padova) Arredamento (Casa su Misura) Tecnologie (Elettro Domotica Expo, Termoidraulica Clima, Asphaltica, VenMec) Grande Pubblico (Fiera Campionaria, Casa su Misura, Tuttinfiera, Passione Moto, Auto e Moto d Epoca, È Sposi, Expo Scuola, ExpoBici, Verdecasa, Mondomare) MANIFESTAZIONI INTERNAZIONALI 2013 Passione Moto SEP Salone Internazionale Dedicato all Ambiente Fiera Campionaria Internazionale di Padova Flormart Salone internazionale florovivaismo e giardinaggio ExpoBici la Fiera della Passione Bici Auto e moto d epoca Mostra dell auto, della moto d epoca e della ricambistica originale Termoidraulica Clima - professionale del riscaldamento, idrosanitaria, trattamento acque, isolamento, energia alternativa, complementi bagno MANIFESTAZIONI NAZIONALI 2013 Casa su Misura Mostra mercato arredo e complementi Tuttinfiera Fiera mercato dell hobby e del tempo libero Arte Padova - Mostra mercato dell arte contemporanea Mondo Mare Salone della nautica, della pesca e della subacquea Verdecasa - Idee verdi per casa e giardino Expo scuola Salone prodotti e servizi per l educazione e la formazione MANIFESTAZIONI LOCALI 2013 Esposizione Felina - Mostra esposizione del gatto Esposizione Canina È Sposi - Mostra mercato degli sposi e del matrimonio Antiquaria Mostra mercato di antiquariato Vacanze Weekend - Mostra del turismo e del tempo libero Smau Business Padova - Information Communication Technologies Padova Pride Village Job Meeting Padova INFORMAZIONI GENERALI Collegamenti: Aeroporto a 30 minuti d auto con servizio bus ogni ora. Stazione treni a 500 metri. Autostrade: uscita Padova Est a 2 km, Padova Ovest a 3 km. CARATTERISTICHE DEL QUARTIERE ESPOSITIVO Superficie quartiere espositivo: mq; Superficie espositiva lorda coperta: mq; Superficie espositiva lorda scoperta: mq Superficie dei servizi: mq. STRUTTURE CONGRESSUALI Numero sale convegni: 13 sale permanenti per posti e sale allestibili fino a posti. PROGETTI IN ITINERE Realizzazione centro congressi, silos parcheggi multipiano. PadovaFiere SpA Azienda del Gruppo GL Events Via N. Tommaseo, Padova tel. 049/ fax 049/ cod. fisc. e part. IVA: cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

16 parola alle imprese I giovani ideatori di app premiati da Eniac spa, Comune di Padova e Camera di Commercio a cura dell Ufficio Stampa ENIAC Venerdì 30 novembre 2012 Sala Rossini, Caffè Predrocchi, Padova C reatività, innovazione e sperimentazione: sono questi i valori perseguiti da Eniac S.p.A. software house e web agency di Loreggia che da oltre 25 anni opera su tutto il territorio nazionale. Valori fondamentali che hanno portato la storica azienda del settore ICT a progettare un concorso rivolto ai giovani ideatori di app per smartphone e tablet. È nata così l iniziativa Start-App, patrocinata dal Comune di Padova e dalla Camera di Commercio, il cui bando di partecipazione rivolto agli under 35 si è chiuso lo scorso 19 ottobre e la cui premiazione si è tenuta venerdì 30 novembre nella suggestiva cornice della Sala Rossini del Caffè Pedrocchi. A premiare i tre finalisti, scelti tra le numerose domande pervenute all azienda, Cristina Toso in rappresentanza del Comune di Padova, Sergio Gelain - Membro di Giunta di Camera di Commercio di Padova e la Commissione Tecnica di Eniac, presieduta dal Direttore Commerciale Giuliano Corò. Votata a gran voce dalla giuria per la novità, la funzionalità, l utilità e l integrazione l app Fast.Kju di Andrea Dragone; pensata per gestire attraverso il proprio mobile phone l annoso problema dei flussi e delle code.al secondo posto un idea che trova le sue radici in un ambito di grande rilievo sociale: il volontariato. Help Up, l applicazione webapp ideata da Yhidad Calle, mira proprio ad avvicinare le persone alle iniziative di volontariato presenti sul territorio loro prossimo. Infine, Go-App, terza classificata, è l app ideata da Bruno Truant che nasce dalla necessità di ottimizzare il servizio di trasporto taxi in termini di tempi e percorsi, riducendo così i costi e aumentando il livello del servizio per il cliente. Il gruppo Eniac sta vivendo un momento di forte crescita negli ultimi tempi. spiega l Amministratore Delegato di Eniac S.p.A. Paolino Piccolo. In questo contesto orientato alla crescita e al continuo redesign dell azienda, è nato il progetto Eniac Lab. Come dice il nome stesso, un laboratorio di idee, di creatività e di innovazione, di sperimentazione, che diventa la nuova linfa vitale di Eniac. Start-App si inserisce all interno di questo progetto con l intento di attirare i talenti brillanti di oggi e di domani, costruendo progressivamente un network creativo bacino di innovazione. Quella conclusa con la premiazione di ieri sera è solo la prima edizione del Concorso Start-App, che ci auguriamo di ripetere ogni anno assieme al prezioso sostegno del Comune di Padova e della Camera di Commercio. La prima edizione della premiazione, infatti, si è tenuta in occasione della cena di fine anno del Gruppo Eniac, ma la speranza per gli anni successivi è quella di poterla rendere un momento pubblico aperto ai cittadini. Da sinistra: Giuliano Corò, Eniac S.p.A. e Presidente della giuria del Concorso Start-App; Yhidad Calle, ideatrice di Help Up; Andrea Dragone, primo classificato e ideatore di Fast.Kju; Bruno Truant, ideatore di Go-App; la Consigliera Comunale Cristina Toso; il Rappresentante di Camera di Commercio di Padova Sergio Gelain; Paolino Piccolo, Amministratore Delegato di Eniac S.p.A. 30 cfr magazine 1 - gennaio 2013

17 a cura dell Avv. Marco Ceretta diritto e rovescio Il passeggero di un volo aereo ha sempre diritto al risarcimento del danno se il ritardo è superiore a tre ore Benvenuti cari lettori alla nuova rubrica legale di CFR Magazine. Tale sezione vuole essere una finestra sul cortile della giustizia italiana e della Comunità Europea per analizzare in modo critico casi giurisprudenziali interessanti, ovvero per rispondere ai quesiti più curiosi che giungeranno alla nostra redazione. Per questo primo numero, prendo spunto da una recente sentenza della Corte di Giustizia dell Unione Europea in materia di trasporto aereo. Visti i grandi disagi che ha subito tutta Europa nel settore dei trasporti per la recente ondata di gelo, tale vicenda credo possa interessare ad un vasto numero di persone.la pronuncia trae origine da due diverse cause, poi riunite. La prima riguardava un volo della Lufthansa partito da Lagos (Nigeria) e giunto a Francoforte sul Meno (Germania) con più di 24 ore di ritardo rispetto all orario previsto. La seconda invece concerneva la domanda di un gran numero di compagnie aeree rivolta alla Civil Aviation Authority inglese di non concedere il risarcimento del danno per il mero ritardo del volo, ma solo in caso di cancellazione di quest ultimo. Il nocciolo del problema risiede nel fatto che il diritto comunitario soffre di una lacuna in quanto stabilisce solamente per il caso di cancellazione del volo una compensazione pecuniaria in favore dei passeggeri pari ad euro 250,00 per le tratte inferiori o pari a km, euro 400,00 per tutte le tratte interne alla Comunità Europea superiori a km e per tutte le altre tratte comprese tra e km ed euro 600,00 per tutte le altre tratte.per il caso di volo ritardato il diritto comunitario e men che meno quello italiano non stabilisce alcunché. Solamente la Convenzione internazionale di Montreal stabilisce un risarcimento del danno in favore del passeggero derivante dal ritardo, e non per il ritardo in sé e per sè. La Corte di Giustizia, sciogliendo ogni nodo, con sentenza del parificava i passeggeri dei voli ritardati ai passeggeri dei voli cancellati, concedendo la compensazione pecuniaria ai sensi del regolamento comunitario n. 261/2004, nel caso in cui i passeggeri giungano alla destinazione finale tre ore o più dopo l orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo. Tale ritardo non dà diritto alla compensazione pecuniaria solo quando il vettore possa dimostrare che il ritardo prolungato sia dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ovverosia circostanze che sfuggono al controllo effettivo del vettore aereo. Siffatte circostanze possono ad esempio ricorrere in caso di instabilità politica, condizioni meteorologiche incompatibili con l effettuazione del volo, rischi per la sicurezza e scioperi che si ripercuotono sull attività della compagnia aerea. Tale sentenza ha messo in luce altri due aspetti interessanti. Il primo è che la concessione della compensazione pecuniaria è compatibile con altra richiesta di risarcimento dei danni ai sensi della Convenzione di Montreal. Infatti se la somma forfetaria concessa dal regolamento comunitario è diretta a risarcire la perdita di tempo di tutti i passeggeri di un volo cancellato o in ritardo superiore a tre ore, la tutela invece offerta dalla Convenzione citata è di tipo individuale e mira a risarcire i danni causati dal ritardo nell adempimento del contratto di trasporto aereo. I due regimi risarcitori sono pertanto compatibili e complementari. Il secondo aspetto riguarda l efficacia temporale della sentenza. La Corte di Giustizia fornendo l interpretazione di una norma comunitaria, precisando il significato e la portata della stessa, chiarisce il senso in cui deve o avrebbe dovuto essere intesa e applicata sin dal momento della sua entrata in vigore. Pertanto, l equiparazione tra cancellazione del volo e ritardo superiore a tre ore potrà essere applicata dai giudici nazionali anche per vicende accadute prima della recente pronuncia, sempre che non si sia già prescritto il diritto al risarcimento del danno, che in caso di contratto di trasporto aereo avviene dopo due anni. Per cui se avete subito disagi di questo genere e non sono ancora passati due anni, fatevi avanti datevi da fare! tecnologia utile Materiali e soluzioni innovative per il packaging alimentare prassi del confezionamento risponde alle attuali esigenze dei consumatori che richiedono una maggiore possi- La bilità di scelta, prodotti convenienti, e a cura dell Ing. Marco Franchin Plastiche biodegrabili diversi sistemi e condizioni di distribuzione e produzione. Garantendo la qualità del prodotto, l imballaggio consente il trasporto e la distribuzione locale, regionale e globale del prodotto stesso, rendendo in tal modo disponibili importanti risorse alimentari ad una parte consistente della popolazione mondiale. Grazie all imballaggio è inoltre possibile consumare per tutto l arco dell anno la maggior parte dei tipi di frutta e di ortaggi, locali e di importazione. Sempre grazie agli imballaggi, è possibile fare un uso maggiore di cibi pronti, cibi in scatola e surgelati, in una diversa e vasta varietà di formati, per risparmiare tempo sia sulla cottura che sulla loro preparazione. L imballaggio, come qualsiasi altro prodotto, al termine del suo utilizzo si trasforma in un rifiuto e come tale deve essere trattato e gestito. La soluzione che garantisce la maggiore eco-sostenibilità è definita con il termine di minimizzazione e necessita dell introduzione del concetto di eco-progettazione. Si tratta di una progettazione di prodotto che estende le proprie competenze non soltanto alla fruibilità e funzioni del prodotto nella sua fase di utilizzo bensì al suo intero ciclo di vita. Un monitoraggio continuo di materiali e tecnologie innovative consente di esplicare tre importanti funzioni che l imballaggio deve assicurare: protezione e conservazione del contenuto, comunicazione al consumatore. In questa ottica, i biopolimeri, cioè i polimeri derivanti da risorse rinnovabili, riciclabili e biodegradabili, rappresentano una categoria di materiali di particolare interesse per il packaging. I biopolimeri derivano generalmente da mais, canna da zucchero, amido di patata o olio di ricino; si differenziano dagli altri polimeri sia per caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità sia per prestazioni meccaniche. Per biodegradazione si intende il processo che consente a determinati microbi di digerire intere strutture molecolari presenti nei materiali polimerici. Le plastiche effettivamente biodegradabili sono quelle in grado di essere completamente digerite dalle colonie microbiche con relativo rilascio di biogas e biomassa. Polimeri biodegradabili vengono generalmente impiegati per la realizzazione di film flessibili estrusi in impianti di blow-moulding e, per termoformatura, di vaschette di vario tipo principalmente per il settore del packaging alimentare, ad esempio per i fast food, dove volumi elevati e relative problematiche di smaltimento trovano nei biopolimeri biodegradabili e compostabili una risposta significativa in termini di salvaguardia ambientale. Di generazione successiva è invece il PHA, un poliestere lineare termoplastico sintetizzato da batteri non patogeni, a partire da zuccheri o lipidi, con proprietà meccaniche molto simili a quelle del polipropilene; di grande interesse risulta la possibilità di produrlo con proprietà elastomeriche. È un polimero che risulta biodegradabile ed è certificato idoneo per contatto alimentare secondo normativa statunitense FDA. Grazie alla sua biocompatibilità trova inoltre interessanti spazi anche nel settore medicale. Nella forma elastomerica si presenta come l ideale sostituto del TPU o del PVC plastificato. Di recentissimo sviluppo 32 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

18 tecnologia utile tecnologia utile le non fa uso, rispetto alle bioplastiche tradizionali, dei frutti di coltivazioni ma sfrutta gli scarti derivanti dall agricoltura (per es. pula del riso) e dall industria (per es. dalla lavorazione del cotone); Attualmente trova applicazione come packaging per oggetti di elettronica o per prodotti alimentari (bottiglie di vino ecc.). Per l applicazione di grafiche, scritte e loghi sul packaging di tipo plastico, si possono utilizzare i nuovi inchiostri bio che permettono al prodotto completo di ottenere la certificazione di compostabilità. L ecoprogettazione e l attenzione rivolta alla scelta oculata dei materiali in un ottica di rispetto ambientale non rappresentano gli unici obiettivi per le aziende del packaging: questo settore sta infatti investendo molto per un continuo miglioramento delle prestazioni Bioespansi biodegrabili del proprio prodotto, legate alla facilità d uso, a nuove funzionalità e, in ambito alimentare, a una miglio- è invece il biopolimero denominato PHBH, prodotto per sintesi batterica, che si presta a trovare ampio re conservazione del prodotto. La shelf-life è senz altro un aspetto fondamentale nel settore alimentare e spazio di utilizzo nel settore agricolo, dell automotive ma soprattutto nel settore del packaging alimentare. il suo incremento è sicuramente un obiettivo ambizioso e gradito. È noto che il deterioramento dell a- Anche per quanto riguarda i prodotti espansi si può parlare di ecocompatibilità e addirittura di biodegradabilità: dalle prime schiume poliuretaniche par- l ossigeno e l etilene, provenienti dall alimento stesso limento viene accelerato dalla presenza di gas come zialmente derivate da soia, impiegate inizialmente e, nel caso dell ossigeno, anche dall ambiente esterno all imballo. Le nanotecnologie permettono oggi nel settore auto, si è arrivati oggi a espansi al 100% di derivazione naturale, soprattutto PLA ma anche di realizzare film con nanocariche non solo di argilla, amido e cellulosa; con questi materiali si ottengono già esistenti da qualche anno sul mercato, ma anche prodotti dall aspetto del tutto simile al polistirene di ioni ferro che, reagendo con l ossigeno, ne riducono drasticamente e per lunghi tempi la concentra- espanso, con caratteristiche meccaniche molto simili. Queste schiume trovano applicazione nel settore zione e rendono il packaging attivo. Inoltre, possono dell imballaggio, dell edilizia o dei trasporti. essere inseriti all interno del packaging fogli al 100% Rispetto alle bioplastiche tradizionali espanse merita naturali, a base mais o bambù, per assorbire l etilene attenzione il packaging derivante da scarti di agricoltura e funghi espansi. Questo materiale è prodotto durata degli alimenti senza perdere, anche a seguito prodotto dagli ortaggi o dalla frutta, aumentando la a partire da scarti di cereali assieme ai miceli (mycelium) dei funghi, ovvero dell assorbimento, la caratteristica di compostabilità. le radici del fungo stesso, costituite da numerosi filamenti bianchi che ramificano in ogni direzione. Quest ultime, poste in determinate condizioni ambientali (al chiuso, al buio, senza acqua e senza aggiunta di sostanze chimiche sintetiche), crescono assimilando gli scarti agricoli, agendo come un collante, legandoli assieme per formare un insieme strutturale e compatto. La tecnologia che porta alla realizzazione di questo materiale natura- Espanso da amido e cellulosa Inchiostri compostabili Un altro ambito in cui lo sviluppo tecnologico può dare il proprio contributo significativo è quello legato alla durata del packaging in funzione della resistenza agli UV. Fino a ieri questa proprietà era garantita dall inserimento nel film di assorbitori di tipo organico che però presentano durata limitata, non risultano idonei al contatto alimentare e, col passare del tempo, fanno perdere trasparenza al film. Oggi si può ricorrere all impiego di assorbitori inorganici che reagiscono con i raggi UV e li bloccano; essi mantengono una elevata trasparenza del film e non ingialliscono nel tempo. Test hanno confermato la non migrazione delle sostanze nella superficie, rendendo gli assorbitori inorganici idonei al contatto alimentare; sono applicati nel settore del packaging alimentare e nella protezione di pigmenti per il settore della cosmetica. Merita una breve descrizione un nuovo materiale plastico che ha trovato applicazioni utili nel settore del packaging, grazie ad un particolare comportamento, del tutto anomalo per un polimero. Si tratta di un polietilene speciale che, disponibile in forma di strisce, piattine e fogli, ha la capacità di piegarsi a freddo e di rimanere nella posizione impressa, garantendo elevata resistenza a sforzo ciclico. Fino ad oggi questa proprietà era garantita solo da materiali metallici come l alluminio o l acciaio (il classico filo di ferro). In alcune applicazioni questo tipo di materiale conferisce un vantaggio d uso (il sacchetto che rimane aperto), in altre permette di alleggerire il prodotto, sostituendo i metalli sopracitati, in altri casi consente di ottenere un vantaggio ecologico, in quanto, in mancanza della parte metallica, lo smaltimento del prodotto è più semplice, oppure offre un maggior grado di sicurezza a determinati prodotti (ad esempio nei giocattoli piegabili). Plastica deformabile a freddo 34 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

19 A Treviso, il Patto territoriale per la legalità contro le infiltrazioni mafiose Il più recente e inquietante caso, oggetto di un inchiesta del Ros di Padova coordinato dalla DDA di Venezia: a vincere l appalto per la costruzione delle nuova caserma dei carabinieri di Dueville (VI) sarebbe stata una ditta edile legata ad una delle famiglie più potenti della ndrangheta calabrese, quella degli Iannazzo di Lamezia Terme. E poi tanti altri segnali d allarme che interessano tutte le province venete. Nell aprile dello scorso anno la DIA di Padova ha sgominato un organizzazione criminale, contigua ai casalesi, che tramite una società di intermediazione finanziaria, la Aspide srl, prestava denaro ad usura. Nella rete erano caduti oltre 130 imprenditori, tra cui due trevigiani. Ancora: nel gennaio di quest anno a Brugine (PD) è stato arrestato Nicola Imbriani, braccio destro del boss Giuseppe Polverino, latitante. Anche la tranquilla Treviso, non è immune: qualche settimana fa sono stati sospesi i lavori per l ampliamento del depuratore di Carbonera, quando è emerso che sulla ditta vincitrice dell appalto pende un provvedimento di interdittiva antimafia. La cronaca veneta è piena di fatti che rilevano presenze e affari di uomini legati alle potenti organizzazioni criminali mafiose che da decenni tengono sotto scacco il Sud e l intero Paese. E che stanno intensificando i propri business nelle ricche regioni del Nord, dove investono e ripuliscono fiumi di denaro sporco derivante dalle loro attività illecite: traffico d armi e narcotraffico, smaltimento illegale di rifiuti, usura e il racket delle estorsioni, tratta e sfruttamento della prostituzione.insomma, oggi è impossibile affermare che la mafia in Veneto non ci sia. Certo, non controlla il territorio, come al Sud, o anche in certe regioni settentrionali, una per tutte la Lombardia, dove in ottobre è stato arrestato, con l accusa di voto di scambio con l la ndrangheta, l assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, e agli inizi dell anno si è autosciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Desio, in provincia di Monza. di Francesca Nicastro responsabilità sociale Ma anche in Veneto, terra ricca, le mafie fanno affari, riciclano, investono. E finiscono per coinvolgere, nei loro traffici, pezzi dell imprenditoria, quella senza scrupoli per la quale pecunia non olet, come raccontano diverse inchieste. O quella più fragile, indebolita dalla crisi economica, a cui le banche hanno chiuso i rubinetti del credito, bisognosa di liquidità. La nostra regione non conta fortunatamente alcun Comune sciolto per mafia. Tuttavia, fino al 2010, quasi nessuna regione del Nord aveva subito questo sfregio. L unico ente locale settentrionale commissariato per infiltrazioni mafiose era stato Bardonecchia, in Piemonte, nel Dal 2010 ad oggi sono stati commissariati Bordighera e Ventimiglia in Liguria, Leinì in Piemonte. Non è un caso se il presidente provinciale della CNA di Treviso, Alfonso Lorenzetto, alla presentazione del Patto territoriale per la Legalità, il 14 novembre scorso in Prefettura a Treviso, ha scandito: «Non vogliamo aspettare il primo Comune sciolto per mafia a Treviso». E proprio per non aspettare, per alzare un «muro etico» contro le infiltrazioni delle mafie nell economia locale, le associazioni di categoria della Marca Trevigiana, le organizzazioni sindacali, le reti antimafia Libera e Avviso Pubblico hanno responsabilità sociale condiviso e sottoscritto questo documento, che sancisce il comune impegno a diffondere una cultura della crescita e dello sviluppo che faccia perno sulla legalità e sulla responsabilità individuale e sociale. Nel Patto, un iniziativa che appare unica nel panorama italiano con una mobilitazione così ampia di soggetti del mondo dell impresa e del lavoro, ci sono impegni concreti, come ad esempio la lotta all evasione fiscale, la promozione di strumenti preventivi contro l usura (confidi e fondi antiusura), la collaborazione con le forze CNA: bene la legge antimafia veneta, un aiuto alle aziende minacciate dalla malavita Il fenomeno assume risvolti sempre più preoccupanti. Opportuno il sì del Consiglio regionale. Un apprezzamento senza distinguo è stato espresso dalla CNA regionale del Veneto all approvazione in Commissione della nuova Legge Antimafia della Regione Veneto. È un provvedimento opportuno, che affronta un fenomeno esistente e che assume sempre più risvolti preoccupanti. Un voto positivo ed unanime del Consiglio regionale martedì prossimo sarebbe un ottimo segnale alle imprese venete ed alla malavita organizzata che da noi deve essere respinta ha commentato Alessandro Conte, Presidente regionale della CNA veneta. La nuova legge si pone l obiettivo di contrastare l usura, il riciclaggio di capitali sporchi, di salvaguardare imprenditori e imprese che, a fronte di difficoltà, pensano di potersi fidare di chi porta denaro contante, ma poi vengono magari strangolati e coinvolti in attività e traffici illegittimi. Un grido d allarme sull infiltrazione mafiosa nel nostro territorio era stato lanciato lo scorso settembre nel corso di un convegno promosso da Ceva, la Casse edile della Cna. Secondo i dati emersi dal Convegno (sulla base a cura dell Ufficio Stampa CNA Veneto dell ordine e le altre istituzioni, il sostegno a iniziative di aiuto alle vittime del racket e dell usura. Lo hanno sottoscritto ANCE Treviso, Artigianato Trevigiano Casartigiani Treviso, Cia Treviso, CNA Confederazione Nazionale dell Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti Treviso, Confagricoltura Treviso, Confartigianato Marca Trevigiana, Confcommercio Unascom Treviso, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop Ufficio territoriale di Treviso, Unindustria Treviso, Cgil, Cisl e Uil, Libera e Avviso Pubblico. delle informazioni dell unità di informazione della Banca d Italia) in Veneto il numero delle operazioni finanziarie sospette, un indicatore importante che riguarda il fenomeno del riciclaggio, è passato dalle del 2010 alle del 2011, con un aumento del 9,4%. Nel 2011 inoltre sono stati denunciati 42 casi di riciclaggio, ossia il 12% delle denunce in Italia fa riferimento al Veneto, ce n è quasi una alla settimana. Altri indicatori importanti riguardano il numero dei beni confiscati: al 4 giugno 2012 i beni erano 87 di cui 83 immobili e 4 aziende. Le denunce per usura tra il 2010 e il 2012 sono state 34 e quelle per estorsione 387. Nel caso dell usura però è bastata una sola inchiesta, l indagine Serpe, che ha portato in carcere alcune figure legate ai clan casalesi, per svelare che cento piccole e medie imprese erano state colpite da questo reato. 36 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

20 responsabilità sociale responsabilità sociale Dibattito metropolitano Città è sbagliato chiamiamola Area di Mario Liccardo, Presidente Associazione LaSpecoladelleIdee Strano Paese il nostro: dormiente su certi argomenti per decenni, si risveglia improvvisamente il più delle volte sotto la forca caudina dell emergenza e vara allora riforme rivoluzionarie in quattro e quattr otto. Con tutti i limiti di funzionalità e razionalità, però, connessi alla fretta. La premessa si attaglia perfettamente all ipotesi di accorpamento di provincie e varo di dieci città metropolitane, che è improvvisamente salita alla ribalta dietro la spinta governativa della spending review. Per la verità, mentre stendo queste note, non mi sento di escludere lo stop parlamentare, date le molte resistenze ed il clima pre-elettorale. Ma, vada come vada, in questi giorni è indubbio che si sia messo in moto un meccanismo di revisione dell assetto del territorio che ritengo, alla lunga, inarrestabile. Cerco di sintetizzare i pensieri, vedendo ovviamente la questione in ottica padovana. 1. Il mondo vive una rivoluzione epocale in tutti i settori: economico, geopolitico, tecnologico. Bisogna necessariamente percorrere strade nuove sacrificando vecchi stereotipi, compreso quello per cui piccolo è bello. 2. In questa logica, la totale abolizione delle Provincie appare una strada segnata. Per chi voglia efficienza, razionalità, competitività, l obiettivo deve essere un Italia con metà delle Regioni attuali, niente provincie, molti Comuni accorpati (non solo i più piccoli: Abano e Montegrotto cosa aspettano?..) 3. Resterebbero allora due livelli: (Macro) Regioni e Comuni. In mezzo si gioca la partita Nuove Provincie/Città metropolitane: un progetto che per ora appare ancora confuso; ma l approdo dovrebbe essere l organizzazione, all interno delle nuove macro-regioni, di aree legate da interessi omogenei, infrastrutture e servizi comuni. Con quali precise competenze e tipo di governance, è ancora in gran parte da scoprire e costruire. 4. Le Città Metropolitane del resto sono state rispolverate da un progetto risalente agli anni 80/ 90. Ma proprio la loro denominazione ingenera confusione e ribellioni istintive (città di serie A e di serie B?... ed all interno delle metropoli, un capoluogo che prevale sull altro?...). In realtà stiamo parlando di ex-provincie più o meno allargate, in cui le città continueranno ad essere tali, e quindi il rimedio nominalistico si impone ed è semplice: chiamiamo queste nuove entità Aree o Comunità (o perfino Provincie) Metropolitane. 5. Veniamo all ipotizzata Città metropolitana Pa-Ve (o Pa- Tre-Ve) lanciata in orbita Mario Liccardo dai due Sindaci Flavio Zanonato e Giorgio Orsoni, con l evidente intento di sparigliare le carte sulla questione dell accorpamento delle provincie e di prendere un treno che dovrebbe essere importante per la crescita e competitività del Veneto Centrale, anche in virtù dell accesso a finanziamenti speciali ad hoc. Parlo di Veneto Centrale non a caso, perché credo che dalla partita non dovrebbe essere tenuta fuori Vicenza, visto che buona parte della sua provincia pende verso l Alta Padovana ed il Trevigiano (ed a maggior ragione lo farà con la Pedemontana) più che verso Verona (che invece guarda a Trentino, Lombardia, basso Veneto ed Emilia). E se ci fosse l accorpamento delle Regioni, anche le aree metropolitane o sub-regionali dovrebbero aggregarsi secondo criteri nuovi ed indipendenti dai confini regionali attuali. 6. In realtà sono tutti ragionamenti - questi come altri possibili - che partono dal comune denominatore di una semplificazione del territorio, ma che hanno bisogno di qualche tempo di maturazione, sia per la cattura di un consenso diffuso, sia per l ideazione di un ingegneria amministrativa ad hoc. Per cui propenderei per un modello da attuarsi per fasi: oggi magari le dieci città metropolitane, grossomodo come da ipotesi governativa, a fare solo da apripista, per realizzare, domani, una integrale suddivisione del territorio per aree molto più vaste delle odierne provincie. 7. Non credo però sia solo questione di ingegneria istituzionale. Se è vero che si tratta di un esigenza data dall evolversi in primis dell economia mondiale, le forze attive della società non possono stare ad attendere la politica. A maggior ragione se verso la classe politica c è una sfiducia come innegabilmente c è in questo momento nel Paese. E quindi potrebbero essere proprio le categorie dell economia a tracciare la strada della riorganizzazione sul territorio, anticipando nei fatti i tempi della politica, attraverso unioni e sinergie di area vasta. Appello degli artigiani cna per un area metropolitana larga Un documento delle Presidenze delle CNA regionale e provinciali di Venezia, Padova e Treviso chiede alle istituzioni e alle forze politiche di non sprecare questa occasione di rilancio per l intera regione a cura dell Ufficio Stampa CNA Veneto 8. Anche il mondo associativo della cosiddetta società civile è chiamato a dire la sua e soprattutto ad aiutare la riflessione dei decisori finali. La Specoladelleidee associazione di liberi pensatori senza finalità partitiche sorta per approfondire i temi della Padova che verrà nei prossimi 10/20 anni - ha posto fin dalla sua nascita, avvenuta quattro anni fa, i temi di attualità oggi, di una nuova governance del territorio, al centro delle proprie iniziative. Continuerà a farlo nelle prossime settimane. Gli artigiani della CNA hanno rivolto un appello alle istituzioni locali, Comuni, Province, Regione, al Parlamento ed alle forze politiche e sociali per dar vita nel Veneto centrale ad una Città Metropolitana comprendente le città e le Province di Venezia, Padova e Treviso. In un documento congiunto inviato nei giorni scorsi a tutti gli interlocutori politici, Le Presidenze delle Cna provinciali di Venezia, di Padova e di Treviso e della Cna regionale del Veneto hanno ribadito il loro netto parere favorevole a questa soluzione e la convinzione dei grandi vantaggi che essa presenta per l intera popolazione veneta. Vantaggi che sono corroborati dalle notizie rimbalzate ieri dall Unione Europea sul potenziale sostegno economico che da Bruxelles potrebbe arrivare all area metropolitana veneziana, stimato in un miliardo di euro, una somma che creerebbe un volano di sviluppo quanto mai indispensabile in un momento così difficile per l economia regionale. La Cna veneta ha inoltre accolto con favore la possibilità di un allungamento dei tempi a disposizione dei comuni per aderire all area metropolitana, ipotizzato dal senatore Giaretta, che permetterebbe di affrontare queste scelte in modo più sereno e consapevole. Questo vuole essere un nostro contributo di riflessione e di proposta, nella convinzione che tale dibattito sia una occasione preziosa per assicurare all area centrale veneta una governance di tipo metropolitano adeguata ai profondi cambiamenti già intervenuti e alle potenzialità che da ciò deriverebbe per una crescita qualitativa di questa parte importante della Regione Veneto. è chiaro che il nostro auspicio è per una adesione quanto più allargata, comprendente tutte e tre le province ha commentato Alessandro Conte, Presidente della Cna Veneta. L avvio di un nuovo soggetto istituzionale dotato oltre che dei poteri delle Province anche di importanti poteri in materia di pianificazione territoriale, di gestione coordinata dei maggiori servizi pubblici e di promozione e coordinamento dello sviluppo economico, si legge nel documento comporterebbe indubbi e facilmente verificabili risparmi di spesa. Si va dall eliminazione di duplicazioni a maggiore attrattività per la localizzazione di attività innovative e a maggiore valore aggiunto, incentivi per la gestione integrata di strutture e centri di eccellenza nel campo della logistica, della formazione universitaria e postuniversitaria, della cultura, dell offerta per la fruizione di beni ambientali ed artistici. Questo, a giudizio degli artigiani della CNA Veneta, accrescerebbe i livelli di competitività del tessuto sociale ed economico dell intera Area metropolitana, a vantaggio di tutto il Veneto. 38 cfr magazine 1 - gennaio 2013 cfr magazine 1 - gennaio

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