THE BLACK BOOK version. una produzione TheBlackParade ( )

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2 THE BLACK BOOK 2011 version una produzione TheBlackParade ( ) 2

3 INDICE: Prefazione...p. 4 Savior, Blond In The Wind. p. 5 Sacchan. : Pride and Plates..p. 7 Berty_Poppins: Piece of life...p. 12 Tikkia: Una cosa è certa: in Paradiso non ci si sposa p. 174 DirtyCharity: Like a black Horse and a white Queen.p. 177 Shatzy: Replica: I m waiting for you..p. 184 michiyo1age: il compito di una kunoichi p. 200 Aphael: Smoking in the dark p. 221 Clahp: It s Friday, I m in love..p. 224 rolly too: Seven days p. 246 Sakura Akaichi: Cespuglio.p. 291.:(Hinata-Hyuga):. : Life goes on, capitolo 1...p. 293 Appendici...p.299 3

4 PREFAZIONE a cura di michiyo1age Questa raccolta si presenta come il così-detto meglio del meglio delle utenti del forum TheBlackParade. Si è arrivati a questo risultato tramite un sistema di votazione a sondaggio di tutte le fanfic (scritti prodotti da ammiratori di una certa serie, basandosi sulla serie stessa) ShikaxTema prodotte dalle scrittrici dall'inizio fino al 22 ottobre 2011 data che segna il primo compleanno del forum sopracitato. Il forum si concentra sulla coppia formata da Shikamaru Nara e Temari della Sabbia, personaggi appartenenti al mondo di Naruto (Masashi Kishimoto, Shueisha 1999). Se si volesse approfondire il tema è stata redatta un'enciclopedia che descrive e analizza tutto ciò che si deve sapere su questa coppia (http://theblackparademoschenere.jimdo.com/progetti/enciclopedia-nera/ ). Le fic partecipanti, inoltre, possono mostrare delle similitudini o un leitmotiv comune a causa delle iniziative mensili indette dall'utenza tra l'ottobre 2010 e l'0ttobre 2011: prima di ogni racconto è riportata una breve descrizione che servirà a chiarire il singolo pezzo. In appendice invece saranno rese noti il giorno di pubblicazione e la pagina di EFP dell'autore. Inoltre verranno illustrate le iniziative citate nella presentazione del racconto. La scelta è stata basata su sondaggi all'interno dell'utenza che hanno espresso la propria preferenza sui singoli pezzi candidati dagli stessi autori-utenti. Una volta decretato i vincitori, anche attraverso ballottaggio per i risultati a pari merito si sono raccolti tutti gli scritti in quest'opera variegata. Non vi sono limiti o caratteristiche: possono essere fanfic lunghe (che comprendono numerosi capitoli) o molto brevi (anche di poche pagine). Ognuno degli autori partecipanti può essere reperito sul sito EFP e alla fine del libro si possono trovare i singoli link che portano alla pagina dell'autore se se ne volesse approfondire la conoscenza. Lo staff formato da due fondatrici Sacchan e Clahp e quattro moderatrici michiyo1age, DirtyCharity, Selene e Tikkia, ha voluto far restare in modo tangibile e ufficiale il lavoro e la dedizione di ogni singolo membro in un mezzo imperituro quale il libro cartaceo. Se la prima edizione avrà buon esito, non si esiterà a riproporre l'iniziativa anche per l'anno seguente, eliminando però dai sondaggi la fanfic già oggetto di voto in questa edizione. 4

5 Savior Blond In The Wind La fanfic è stata scritta per l'iniziativa Happy Birthday Mr Crybaby. Si tratta di una one-shot ambientata durante la serie Naruto Shippuden contenente spoiler per tutti coloro che non hanno raggiunto il capitolo 342. La storia si dipana grazie al dialogo tra Shikamaru Nara e la coetanea Hinata Hyuuga. Una farfalla dalle ali cremisi volteggiava tra le margherite di una fioriera. Shikamaru dalla strada fissava immobile la scena, mentre stringeva sottobraccio la scacchiera da shogi. -Shikamaru-kun!- Hinata gli stava venendo incontro dalla strada al suo seguito. Hinata-chan - -Hai fatto visita a Kurenai-sensei?- Lui annui pacato. Già.- Hinata sorrise e sistemò una ciocca di capelli. Hai notato come Il pancione le cresce ogni settimana?- Shikamaru abbassò lo sguardo ed annuì con un sorriso, avanzò di un passo lento e l altra lo imitò seguendolo. C era un pacifico silenzio mentre entrambi camminavano alla luce del tardo pomeriggio, da un giardino di Disegnato da Selene fianco la strada, un albero carico di arance lasciava pendere un frutto che dalla prospettiva del ragazzo si poneva proprio davanti al sole, conferendogli una strana aura. Hinata la colse dolcemente e cominciò a sbucciarla, dividendola con Shikamaru. Silenziosi, forse per la pigrizia nel cominciare un discorso di uno o la timidezza dell altra, continuarono a camminare come se l altro fosse assente. Non era un silenzio imbarazzante, ma una reciproca compagnia accondiscendente. Fu il ragazzo a spezzare il silenzio. Hinata, mi si è stuzzicato l appetito, prendiamo dei takoyaki?- La ragazza intrecciò le dita e con un sorriso annuì. Dopo essere passati tra le vie commerciali di Konoha, consumarono le frittelle alle panchine del belvedere del villaggio fissando il crepuscolo. Un forte ronzio annunciò l arrivo di una mosca nera che si posò sulla scacchiera posata al loro fianco, il tempo di percorrerlo in lungo e riprese il volo per scomparire. Shikamaru abbozzò un sorriso. Hinata sai giocare a shogi?- La ragazza si voltò aggiustandosi una ciocca. Beh conosco le regole - L altro si mise a cavalcioni posizionando la scacchiera tra di loro e tirò fuori dalla tasca il sacchetto delle pedine per posizionarle. Avevo intenzione di fare una partita con il maestro Kurenai, ma non è stata una buona idea.- Alla ragazza sfuggì una risata. Immagino che non fosse di buon umore.- Mentre giocavano i minuti passarono in silenzio mentre il buio del cielo notturno si intensificava. Hinata - 5

6 - Si?- -Cos è che vuoi dirmi?- Arrossendo alzò lo sguardo verso l altro ed incrociò i suoi occhi, aveva intuito da un pezzo che la sua presenza aveva un motivo. Tolse con grazia le mani dalla scacchiera e abbassò lo sguardo. Shikamaru-kun - Chinò leggermente il capo in avanti nascondendo il volto con i fluenti capelli neri. Ti sono grata per il sostegno che hai dato a Naruto dopo la perdita del Maestro Jiraya.- Strinse i pugni sulle ginocchia, la voce le si abbassò di tono Io non riuscivo a trovare una parola di conforto che potesse - Il ragazzo allungò il braccio poggiandola sulla sua spalla. Non mi devi ringraziare, ne devi sentirti in colpa di nulla.- Hinata si voltò di lato. Mi sento inutile - -Beh l essere stata vicina a Kurenai dopo la morte di Asuma dimostra il contrario.- L atteggiamento di Hinata sembrò tornare rilassato, Shikamaru abbozzò un sorriso. Tuttavia una cosa dovresti dirla a Naruto.- - e sarebbe?- -Ciò che provi per lui.- Lei arrossì violentemente e scattò in piedi dalla panchina coprendosi il volto con le mani. Shi Shikamaru - Ridendo anche l altro si alzò mettendosi al suo fianco, rivolti verso le strade che cominciavano a risplendere delle luci delle lanterne. Hinata, sappiamo benissimo quanto è breve la vita di noi shinobi, non dovremmo mai perdere l occasione di rivelare i nostri sentimenti.- Lei lo guardò di sottecchi. Beh dovresti tenerlo presente anche tu la prossima volta che Temari-chan viene a fare visita al villaggio...- Lui imbronciò il muso e arrossì quanto l altra. Ma di che stai parlando?- Hinata alzò lo sguardo verso l orizzonte. Lo sai, Ino è una gran pettegola.- L altro si grattò la nuca. E complicato - -Allora puoi capire la mia situazione - Timidamente incrociarono gli sguardi, entrambi dal volto arrossato, ed insieme cominciarono a ridere. Shikamaru si risedette sulla panchina. Devo ammettere che non è facile da gestire lei è come il vento.- La ragazza alzò lo sguardo verso le prime stelle. Lui è il vento - Shikamaru abbassò lo sguardo verso la scacchiera, mosse la pedina del suo turno. Scacco.- Hinata si voltò portandosi una mano al mento. Certo che sei davvero bravo a shogi - Lui abbozzò un sorriso. A questo punto paghi penitenza, ti dichiarerai a Naruto.- -Eeeeeh? Ma ma io non c erano queste condizioni all inizio.- -Spiacente, applicati di più la prossima volta.- Hinata unì le mani sul petto. Va va bene ci sto, alla condizione che anche tu lo farai con Temari-chan.- Il ridere dell altro si fermò. Ma era solo uno scherzo!- Fu la ragazza a ridere stavolta. -Non mi interessa, adesso si va fino in fondo.- -Uff che seccatura.- -Grazie per la compagnia Shikamaru-kun, buonanotte.- Mentre l altra si allontanava ricambiò il saluto alzando il braccio, continuando a fissare gli scacchi rosso come un pomodoro. 6

7 Sacchan. Pride and Plates Il racconto è il primo ad essere pubblicato della raccolta Pride and.... La storia non prende forma in un determinato periodo del manga e in ogni episodio si scorgono spaccati della vita quotidiana dei due protagonisti. I temi trattati restano a livello degli avvenimenti giornalieri descritti con allegria e leggerezza. Temari inghiottì velocemente l ultimo boccone del suo pranzo, cercando allo stesso tempo di vestirsi e di trovare quelle dannate pratiche che non si decidevano a saltar fuori. - Ehi crybaby! urlò riemergendo frenetica dalla sala, fermandosi per un momento a squadrare con puro odio il suo più grande errore, - devo andare dall Hokage e sono incredibilmente in ritardo, quindi i piatti lavali tu, capito? - Shikamaru Nara, uomo terribilmente consapevole di avere un quoziente intellettivo pari a duecento e di non saperlo utilizzare consapevolezza dimostrata nel momento in cui aveva deciso di accettare che le seccature entrassero a far parte della sua esistenza, danneggiandone la precedente, perfetta, tranquillità- si bloccò improvvisamente con la forchetta a mezz aria, e squadrò la sua dolce metà con un sopracciglio lievemente sollevato. - Stai scherzando, vero? proruppe scettico, osservando Temari correre per la cucina ribaltando tutto il ribaltabile, nel disperato tentativo di trovare una delle tante cose sepolte nel caos di quella casa. La kunoichi si fermò un momento e lo squadrò: doveva essere stata proprio masochista, a sposare quell elemento. - Scusa Nara, non vorrei turbare la tua tranquilla routine, ma temo che dovremmo invertire i turni di lavaggio. Ti disturba così tanto? - - Si che mi disturba! si lamentò lui, allungandosi ancora di più sulla sedia e ficcandosi le mani in tasca, - Tu stasera tornerai a casa stanca morta, e mi costringerai a lavare i piatti anche se l avrò fatto a pranzo. Ergo - - Se quando torno a casa non hai fatto ciò che devi, - sibilò lei assottigliando minacciosamente gli occhi, - rimpiangerai di avermi incontrata, Nara! - Oh, quello lo faccio tutti i giorni. borbottò lui aprendo leggermente un occhio. Temari lo ignorò sprezzante, e strappando alcuni fogli da una pila di carte di notevoli dimensioni, si avviò verso la porta. - Lo sai Shikamaru, perché non voglio avere bambini tra le scatole? Perché te basti e avanzi! - Esclamò canzonatoria, prima di sbattersi la porta alle spalle. Era tardi e le strade erano ormai deserte, illuminate debolmente dalle luci delle case che la costeggiavano. Temari si soffermò a osservare attraverso una finestra le figure di due genitori giocare col figlio, e si ritrovò a sorridere e sfiorarsi la pancia con una mano. Un momento dopo sobbalzò e scosse infastidita la testa, per cacciare quella strana e per niente positiva punta di desiderio che aveva avuto, e ricominciò a camminare più veloce. Di una cosa era sicura: lei e l istinto materno erano due universi separati e senza possibilità di incontro. *** *** 7

8 Aprì piano la porta, borbottando tra se qualcosa sul fatto che tutte le case vicine erano piene di vita e nella loro le luci erano già spente, il che stava a significare che qualcuno già dormiva, e si diresse a passi strascicati in cucina con tutta l intenzione di trafugare qualcosa dal frigo e andare a riposare. I piatti beh li avrebbe lavati con calma la mattina dopo, non c era fretta. O magari avrebbe trovato un modo per convincere un certo Nara a farlo al posto suo, concluse con un ghigno. E accese le luci. E lo vide. I piatti del pranzo e della cena di quella sottospecie di ameba, graziata sì della facoltà di parlare, ma evidentemente non di quella di recepire quello che gli veniva ordinato, impilati nel lavello, sporchi come li aveva lasciati. Fu un attimo. Afferrò il ventaglio e si diresse a passo deciso verso la stanza da letto, meditando su quale fosse il modo più crudele e spietato di svegliarlo prima, e di ucciderlo dopo. Aprì la porta con tanta violenza che quasi la divelse dai cardini, ma si fermò furente sulla soglia. - Dove sei, Nara?! Vieni fuori e paga per le tue azioni! urlò aprendo gli armadi, nel tentativo di scovare il suo nascondiglio. Inutile. Non c era proprio, il vile. - Se vuole la guerra, guerra avrà! E poi non dica che non lo avevo avvisato! sibilò dopo aver letto il biglietto che aveva trovato sul tavolo, sui cui era scribacchiato qualcosa riguardo un impegno improvviso e un Lava pure i piatti tu, io in caso lo farò domani a pranzo al posto tuo. Con uno sbuffo stracciò il pezzetto di carta, ed aprì il frigo. Oh sì, l avrebbe pagata cara. *** Quello che Shikamaru Nara avrebbe dovuto fare, invece che starsene insieme a Chouji sdraiato su un prato fuori dal villaggio (e lontano dalla moglie), sarebbe stato pensare alla sola pecca della sua geniale idea: due anni prima aveva avuto la geniale idea di sposare la donna più terribile e vendicativa del globo. *** 8

9 Shikamaru aprì piano la porta di casa, e si azzardò a sporgere la testa all interno, guardandosi intorno con fare circospetto. Le cose di Temari non c erano, il che stava a significare che la seccatura era già uscita. Sollevato decise che poteva smettere di trattenere il respiro, e stiracchiandosi si diresse verso il suo tanto amato letto, su cui la notte precedente non aveva osato poggiare la testa temendo di risvegliarsi senza. Ma prima di arrivare alle scale si fermò, come folgorato. - Chissà se - Titubante si diresse verso la cucina e si accorse con orrore che la porta era chiusa, e attaccato vicino alla maniglia c era un biglietto. Lo prese, se lo rigirò tra le mani, e con un sospiro lo gettò a terra. Sicuramente ci sarebbe stato scritto qualcosa che avrebbe turbato il suo prossimo sonnellino, quindi tanto valeva lasciarlo lì. Girò i tacchi per andarsene, ma dopo pochi passi si fermò; cercò di convincersi che ignorare la situazione non era codardia, ma puro istinto di sopravvivenza. Si riavvicinò piano al foglietto, e cautamente lo prese in mano e lo aprì. Se non sbaglio, hai scritto che a pranzo lavavi tu. Buon lavoro! Ormai non poteva fare finta di niente. Sapeva che lo aspettava qualcosa di terribile, ma aprì temerariamente la porta della cucina e guardò dentro. Cacciò uno strillo spaventato e la richiuse, stringendo gli occhi con forza e pregando tutti i Kami esistenti di potersi svegliare e rendersi conto di essere in un incubo. Con estrema cautela, la riaprì: poteva aver visto male, aver avuto una allucinazione Ma in cuor suo sapeva che non era così, e squadrò triste il cumulo di piatti e stoviglie disseminati per tutta la stanza. Quella seccatura aveva svuotato completamente la credenza! E magari si aspettava che lui avrebbe ceduto e lavato tutta quella roba! Si sedette contro il muro e ridusse gli occhi ad una fessura. - E così è guerra. ghignò tra sé e sé. Ne era assolutamente certo. Non era ancora nata la donna capace di mettergli i piedi in testa. *** Quando, in tarda serata, la kunoichi della sabbia arrivò a casa, era certa che ad attenderla ci sarebbe stata una contromossa. Per questo si stupì, quando spalancò la porta della cucina e vide tutte le stoviglie sparite, volatilizzate. Corse al piano superiore, e si accorse incredula che c era la vasca da bagno già pronta per lei, con tanto di schiuma e acqua calda. Marciò confusa verso la camera da letto, chiedendosi se fosse il caso di cominciare a ringraziare i Kami, ma notò con orrore che lui non c era. E questo significava solo una cosa: aveva preparato un contrattacco. E se non se ne era ancora accorta, voleva dire che il crybaby aveva messo in moto il suo super quoziente intellettivo, e questo poteva essere un problema. La sua mente non smise un secondo di pensare, mentre lei si svestiva e si dirigeva verso il bagno. Fece per immergere un piede nell acqua, e lo tenne lì a mezz aria per un istante, pensando al perché del bagno caldo e a dove fossero spar- - Nara! - *** 9

10 - Cosa hai fatto?! esclamò Choji con gli occhi sgranati, dimenticando di masticare la patatina che si era messo in bocca. - Cioè tu hai riempito di acqua e detersivo la vasca da bagno e ci hai buttato dentro tutti i piatti?! Shikamaru finì la contemplazione di una nuvola particolarmente interessante, quindi si girò lievemente verso l amico. - Uhn, si, perché? - *** Shikamaru aprì piano gli occhi, cercando di riattivare tutte le sue facoltà mentali che si erano addormentate nel momento in cui, sospirando, si era gettato sul suo amato letto. Guardò l orologio, e decise che era ancora presto per il rientro della seccatura, quindi si girò sull altro fianco e fece per richiudere gli occhi, quando lo vide. Poggiato sul comodino c era un biglietto. Si mise velocemente a sedere, improvvisamente sveglio, e lo aprì tremante: Dal momento che non ci sono più piatti puliti, io vado a mangiare fuori. Ah, dimenticavo ho preso il tuo portafoglio. - Cazzo! - Shikamaru si vestì in fretta e furia, mentre i suoi duecento punti di quoziente intellettivo lavoravano come mai avevano fatto prima d allora. L obiettivo: colpire senza alcuna pietà, e distruggere. Sarebbe stato il colpo di grazia, il punto finale che avrebbe posto fine alla battaglia. Ovviamente, con la sua vittoria. *** Temari aprì piano la porta di casa, ed entrò il più cautamente possibile: da uno come Shikamaru doveva aspettarsi di tutto. Quindi salì al piano di sopra camminando rasente i muri, e solo quando giunse alla loro camera si azzardò a mettere la testa all interno. E Nara non c era. Allentò lievemente la presa sul ventaglio e rilassò i muscoli, ma senza abbassare la guardia: se il crybaby non c era, significava che era fuggito, il che significava che aveva preparato un attacco. Ora doveva solo scoprire di cosa si trattava, per poter valutare se fosse il caso di ricorre a quello, per poi chiudere la questione definitivamente e dare una bella lezione al crybaby. *** - Comunque voi due non è che siate tanto normali, lasciatelo dire! asserì Chouji scuotendo un pacchetto di patatine, nella speranza di individuare una qualche superstite. Shikamaru aprì pigramente gli occhi e mugugnò qualcosa che suonava molto come sopravvivere e seccature, e si girò su un fianco. Da quando era iniziato quello stancante combattimento aveva dovuto abbassare e di molto la media delle sue ore di riposo. - Beh, in ogni caso stai pur certo che è tutto finito! annunciò, senza poter nascondere il sorriso di sadico godimento che gli era spuntato alle labbra. Aspettò un istante prima di raccontare, solo per gustarsi la faccia preoccupata ed incredula dell amico, e infine, con non poca fierezza, rivelò: - Semplicemente, la seccatura arriverà a casa, e non trovandomi inizierà a cercare di smascherare il prossimo attacco che riceverà da parte mia, ovviamente più elaborato di quello della vasca. E il bello sta proprio qua: non ho fatto assolutamente niente. Quindi Temari perderà ore a cercare qualcosa che in verità non c é. Chouji aprì un nuovo pacchetto di patatine e sospirò. Ricordami di non provare mai a sfidarti, Shikamaru. Non credo reggerei. 10

11 *** Shikamaru Nara aprì tranquillo la porta di casa, ed entrò senza esitazione. Era dell idea che nessuno potesse rispondere ad un attacco se non sapeva di cosa si trattava, ergo non avrebbe trovato brutte sorprese. Quindi attraversò con calma la sala, entrò deciso in cucina, e si fermò davanti al lavandino: i piatti erano immersi in acqua e detersivo, pronti per essere lavati. Subito nella sua testa scattò l allarme, ed iniziò a perlustrare i mobili alla ricerca di un qualche biglietto, di una qualche provocazione, ma non trovò nulla. Si fermò a squadrare accigliato il lavello, interrogandosi sul subdolo inganno che poteva aver tramato la seccatura: magari era un sottile attacco psicologico, o forse - Devo aspettare per molto? - Una voce piena di sadico divertimento e terribilmente conosciuta gli fece gelare il sangue nelle vene. Si girò piano, pregando in cuor suo di aver avuto una spaventosa allucinazione, ma lei c era: Yoshino Nara lo fissava dalla porta, le braccia incrociate al petto ed un ghigno spaventoso sul volto. Shikamaru iniziò a pensare freneticamente ad un modo per salvarsi: se solo fosse riuscito a raggiungere la finestra prima di lei avrebbe potut- - E no, non pensare nemmeno all eventualità di scappare da tuo padre. Lo sai che è troppo pigro per mettersi contro di me. - - Oh cazzo! esclamò il Nara lasciando cadere le braccia. Ora, era decisamente nella merda. *** Quando Temari era arrivata a casa, la sera prima, aveva cercato per ore di scovare il subdolo trucchetto che certamente il crybaby aveva piazzato per casa, ma non ottenne alcun risultato. Dunque aveva dovuto ricorrere alla sua ultima arma disponibile, nonostante avesse di gran lunga preferito evitarla: Yoshino. L unica donna capace di assoggettare tutti i Nara con un solo sguardo e che evidentemente non aveva fallito nemmeno quella volta, pensò Temari con un ghigno, mentre osservava il marito chino a lavare tutti i piatti di casa. - Comunque giochi sporco, donna. Quello era un colpo scorretto, e tu lo sai bene! si lamentò Shikamaru senza girarsi, avendo intuito la presenza della moglie dietro di lui. Temari sbuffò, roteando gli occhi: - Non ci parliamo da quasi quattro giorni, e questo è tutto quello che sai dirmi? Il Nara si girò verso di lei, un piatto insaponato in mano e l espressione tremendamente scocciata: - Perché, tu hai di meglio? - In effetti sì. Sono incinta, crybaby. - E fu nel momento in cui vide il marito impallidire all istante e il piatto frantumarsi a terra, che ne fu certa. Aveva vinto lei. 11

12 Berty_Poppins Piece of life Questa fic è una raccolta che consta di 22 capitoli tutt'ora in corso che si dipana per un lungo arco di tempo fuori dal contesto del manga. La storia racconta la vita della famiglia Nara, e non solo, in ogni momento della sua esistenza. Più capitoli possono riferirsi allo stesso anno o mese oppure distaccarsi completamente dal precedente. Gli stessi capitoli presenti non sono posti in ordine cronologico, dando proprio l'idea di vedere la vita dei protagonisti attraverso le fotografie sparse sul tavolo. I personaggi cardine sono Shikamaru e Temari a cui fanno capo però genitori, figli, amici, figli degli amici in un turbinio di personaggi molto spesso inventati dall'autrice con una loro personalità e storia originale. Capitolo 1: Troublesome women, lazy man Quella mattina; ambulatorio, ore 9:48. - Non vuole uscire.- Sakura roteò gli occhi al cielo mentre si lavava le mani - Sei soltanto all'inizio del nono mese.- - Soltanto?, parli così perchè non hai niente dentro la pancia tu, a parte lo stomaco. Questo bambino deve uscire adesso!- - In tutta sincerità Temari,- la guardò appoggiando le reni al bancone e incrociando le braccia al petto - qual è il problema?- La bionda sbuffò più volte prima di lanciarle un'occhiata illuminante - Il problema è che la mia schiena urla di dolore, e non posso dormire in nessuna posizione. Sento caldo e mi avete portato via ventaglio e kunai!- - Che c'entrano i kunai con il caldo?- - Uccido e mi rinfresco.- borbottò gettando la testa indietro, si portò la mano sinistra sull'evidentissimo rigonfiamento che la faceva somigliare vagamente ad una palla e sbuffò ancora - Un rimedio qualunque, un taglietto, una pinza, qualcosa!- Sakura si trovò a pensare che la gravidanza doveva essere una gran brutta cosa nelle ultime settimane se Sabaku no Temari era andata da lei in cerca di un qualsiasi aiuto. Che lei, purtroppo, non poteva darle - Non si possono accellerare le cose, la natura deve fare il suo corso Questo bambino,- e s'indicò la pancia con un'espressione alquanto isterica, stava pure sudando da morire quindi l'immagine d'insieme non doveva essere molto rassicurante - è figlio del cry baby, ok? Non m'interessa del corso della natura o delle altre stronzate, va bene? Questo bambino mi sta deliberatamente facendo un dispetto!- 12

13 E Sakura dovette trattenersi per non scoppiarle a ridere in faccia - Non credo che Si!, è pigro, come suo padre, e siccome sa che io non lo voglio più dentro la mia pancia se ne starà bello comodo e tranquillo ad oltranza. Non voglio arrivare al periodo di gestazione delle balene è chiaro!?- - Temari, sei isterica.- - Non sono isterica!- e gemette perchè aveva appena tentato di mettersi a sedere troppo velocemente - Visto!- e la guardò con gli occhi sgranati e lucidi, cercò comunque di calmarsi perchè era consapevole di stare esagerando - Deve uscire.- - Tra un mese uscirà.- - No che non uscirà!.- ululò trucidando l'altra con lo sguardo. - Non vedo perchè non dovrebbe.- sospirò Sakura che di tutta quella situazione ne aveva piene le tasche - Non vuole farti un dispetto, non è colpa sua se ci vogliono nove mesi per partorire e non è di sicuro colpa sua il caldo; ti abbiamo tolto il ventaglio perchè hai cercato di uccidere Naruto Mi stava appiccicato manco fossi sua madre! E potresti mettere in pericolo il bambino usandolo, idem per i kunai e non fare quella faccia.- bofonchiò quando l'espressione tramortita di Temari la colpì in pieno - E' per il tuo bene.- Più tardi, casa Nara - cucina. La seccatura più seccante di tutte le seccature seccanti viventi era che Shikamaru se ne sbatteva dell'umore nero della sua compagna, infatti continuava a guardarla come se nella sua faccia ci fosse qualcosa di molto interessante - o imbarazzante, a scelta. E Temari trovava quel suo ghignetto lì molto, molto irritante - Mi prendi per il culo, Nara?- Il cry-baby sembrò risvegliarsi dal suo rimuginare e la guardò con noia - Non ho detto niente.- - Gli occhi parlano.- disse tra i denti mentre strofinava i polpastrelli sul legno del tavolo; Shikamaru inarcò un sopracciglio - Ti hanno detto che ho sonno?- Sbattè le mani sul tavolo e lo trucidò con lo sguardo - No, imbecille, tu mi stai apertamente criticando!- - Io?- - Si!- - Sul serio?- sghignazzò sorreggendosi la testa con la mano - Senti seccatura, fatti una dormita.- E, in secundis, la seccatura per eccellenza - Shikamaru l'aveva dimenticato - diventava un pericolo ambulante quando qualcosa non andava come lei aveva previsto andasse - Non dirmi quello che devo fare!- sbraitò alzandosi con qualche difficoltà, si portò una mano alla base della schiena e lo uccise, di nuovo, con lo sguardo - Non sono una qualche specie di...- gesticolò con la mano libera - Di animale da compagnia!- E allora Shikamaru strabuzzò gli occhi e la guardò - Eh?- - Hai capito!- e s'indicò il pancione. Quindi fu davvero semplice per Shikamaru iniziare a ridere mentre il colorito di Temari cambiava man mano che l'uomo continuava; si arrivò al punto di rottura quando il bimbo scalciò obbligandola e prendere un profondo respiro. Shikamaru, nel frattempo, aveva rispreso la sua compostezza e adesso la stava guardando, di nuovo, come se tutto il suo corpo avesse qualcosa di veramente interessante - o imbarazzante, a scelta. - Smettila.- borbottò tra i denti mentre un distinto calore le si diffondeva sul retro del collo, distolse lo sguardo quando quello di Shikamaru si fece più torbido. 13

14 - Non ti prendo per il culo.- disse scrollandosi nelle spalle - Sei solo... tanto incinta.- Lei tossì, guardò ovunque tranne che a lui e poi uscì ciondolando dalla cucina - Ho fame.- gli disse prima di sparire. - Seccatura.- Tempo dopo, salotto - gelato time; ore 18:25 Il periodo di gestazione delle balene durava dagli 11 ai 12 mesi e Temari non sapeva come facessero quelle povere bestie a sopportare qualcuno che ti prende a calci ( fastidiosi, tanto ) direttamente da dentro il loro stesso corpo. Ora, lei non era sicura che i balenotteri scalciassero, ma il suo lo faceva, soprattutto di mattina quando lei faceva colazione. E a volte anche di sera, tanto il dormire, ormai, era diventato un optional per lei; e c'erano quelle volte che si sedeva sul pavimento, fusuma* aperte e guardava fuori. Si era pure addormentanta qualche volta - e si era risvegliata in tarda mattinata con una coperta che lei non ricordava di aver portato con sè, ma Shikamaru non aveva mai aperto bocca quindi neanche lei l'aveva fatto. Ma questo che c'entrava con il periodo di gestazione della balene?, Temari si passò le mani tra i capelli e, gelato tra le grinfie, si sedette ( ovvero si distese poggiando il peso su un lato del corpo, la sua schiena la ringraziò ) cercando di riprendere il filo dei suoi pensieri da dove l'aveva lasciato. Lei era al nono mese ed era sicura che suo figlio se la sarebbe tirata fino all'ultimo - piccolo pigro che non era altro. Con la prima cucchiaiata si sentì libera da ogni male, Shikamaru entrò in casa proprio in quel momento e la guardò tra il serio e il faceto - Com'è?- Lei leccò il cucchiaio in risposta - Buono e mio, stai lontano.- - E chi te l'ha chiesto?- si scrollò nelle spalle. - Dove vai?- - Doccia.- replicò - Ah, Sakura ha detto che dovresti andare a farti controllare.- Prese un'altra cucchiaiata e soppesò l'idea di ascoltare la ragazza in rosa - Vediamo, se sono dell'umore forse.- - Mh.- la sua faccia era così vicina che Temari si domandò quando caspita si era mosso, le rubò un po' del gelato rimasto nel cucchiaio e si leccò le labbra - Magari ti faccio compagnia.- Lei in risposta nascose la vaschetta dal prezioso contenuto e gli rifilò una linguaccia - Puzzi.- - Mhmh.-, la baciò, succhiando il labbro inferiore e strofinandole le dita sulla nuca sudata, 14

15 pressò la mano libera sullo schienale del divano e soffiò sulle sue labbra non appena si separarono, sghignazzò notando l'aria trasecolata della sua seccatura - Doccia.- - Mhmh.- gli tirò un orecchino - Magari ti faccio compagnia.- Due settimane dopo, sala d'attesa; ore 2:40 a.m. - Domenica. - Tieni.- L'odore del caffè gli arrivò alle narici solo quando il bicchiere fu sotto il suo naso, guardò Choji prima di prenderlo - Grazie.- - Da quanto è Non lo so.- - E non ha Non ancora.- Il respiro impaziente del suo migliore amico quasi lo fece sorridere, ma era decisamente troppo teso per permettere alla sua faccia una qualsiasi espressione - l'avrebbero chiamata parilisi facciale. Choji si sedette accanto a lui, un pacchetto di caramelle gommose alla frutta tra le grinfie e tanta fame nervosa - Ti hanno detto qualcosa?- - Stanno aspettando che si...- fece un gesto con entrambe le mani, come se stesse cercando di aprire qualcosa, il respiro si fermò in gola quando quell'immagine gli colpì la testa - Dilati.- concluse. - Ah,- tossicchiò per alleggerire la tensione - mh, Ino sta arrivando.- l'altro annuì - Credo sia andata a buttare giù dal letto gli altri, sai com'è è un tantino tardi...- Annuì ancora e prese un sorso di caffè. In sincerità non aveva poi tutta questa voglia di fare conversazione; lui non era neanche a casa quando Temari era stata portata in ospedale - l'hokage gli aveva rifilato una caterba di dossier sulle missioni svolte negli ultimi cinque mesi, gli facevano ancora male gli occhi per l'appunto. Choji era arrivato in ospedale un quarto d'ora dopo di lui, la divisa piena di briciole di patatine. La sua dispotica madre si era addormentata qualche sedia più in là - dopo averlo barbaramente rimproverato per non sapeva quale motivo - e suo padre se ne stava tranquillo fuori - ovvero era stato il più furbo di tutti. Stare ad aspettare che serviva?, si chiese prendendo un altro sorso di caffè. Le cose non si sarebbero di certo velocizzate con lui che guardava quella porta manco volesse scioglierla. Sakura era uscita due volte per avvertirli che ancora non se ne parlava, gli aveva pure chiesto se voleva entrare, ma lui sapeva che la seccatura l'avrebbe ucciso se fosse entrato, la conosceva, e Sakura era sembrata d'accordo con lui. - Ancora un po',- disse Choji - e diventerò zio!- e gongolò quasi mentre gli riservava uno sguardo luminoso, lui non ebbe la voglia di contraddirlo, e non c'erano motivi per farlo. - E tu papà.- Shikamaru distese le gambe e scivolò sulla sedia, il bicchiere mezzo pieno sullo stomaco - Mh.- - Sei spaventato.- - Non sono spaventato.- - Hai ragione,- ridacchiò - sei fottutamente terrorizzato!- e rise sul serio quando il futuro padre si prodigò in un gemito dolorante - Hey,- lo colpì leggermente su una spalla - è normale sai?- indicò la porta che entrambi avevano guardato per chissà quanto tempo - Là dentro c'è la tua donna e tuo figlio sta per nascere, credo sia normale esserne terrorizzati.- Non le ascoltò realmente quelle parole, perchè già lo sapeva. Gli fu comunque grato per lo sforzo. 15

16 - Se, normale.- si scrollò nelle spalle - Normalissimo.- si alzò - Vado un attimo Da tuo padre fuori a fumare.- bofonchiò. - Certo, certo.- sventolò una mano in aria - Se nasce butto un urlo.- - Uhn, grazie.- Fuori, ore 3: E' una seccatura.- - Già.- - Davvero.- Shikaku guardò il figlio - Lo so.- continuò a guardarlo mentre si accendeva una sigaretta - Il giorno più lungo di tutta la tua vita.- - Eh, grazie.- sbuffò una densa nuvola di fumo - Grazie mille.- - E' vero.- la sua grassa risata tolse un po' della tensione - Hai mangiato qualcosa?- - Bevuto un caffè.- Shikamaru si appoggiò alla parete, faceva caldo, ma ad agosto era normale che facesse caldo anche di sera, soprattutto lì a Konoha. Lui voleva rilassarsi un attimo, ma fumare non sortiva quell'effetto stranamente, e si ritrovò a pensare che fare conversazione fosse l'idea migliore. Pensò di tornare dentro e iniziare a parlare con Choji di qualsiasi cosa non implicasse Temari - perchè non gli piaceva essere preoccupato, assolutamente no, gli si corrodeva lo stomaco, non riusciva a dormire e i Kami solo sapevano quante anime riusciva a tirar giù dal cielo. - Potevamo giocare.- - Già.- - Perchè non hai portato Sono un tantino nervoso.- lo bloccò grattandosi il collo - In queste situazioni non si gioca bene, Shika.- Tirò ancora maledicendo la sua cattiva sorte - Mh.- - E quelle non aiutano.- e gli sbadigliò allegramente in faccia dopo averlo detto, poi sollevò gli occhi al cielo - Tua madre partorì verso quest'ora.- - Bello L'hai stremata, non volevi proprio uscire.- Shikamaru non lo voleva sentire, davvero, non c'aveva proprio voglia - Fa caldo.- e suo padre sorrise mentre lui corrugava la fronte, non si era mai sentito così scombussolato in tutta la sua vita - Anche tu stavi...- s'indicò con un gesto nervoso. - No.- si scrollò nelle spalle - Tua madre è sempre stata una gatta da pelare, una vera seccatura. In un certo senso sapevo che se la sarebbe cavata anche senza di me.- - Non sei entrato?- - Nah, non ne vedevo l'utilità.- rispose muovendo il collo. La sigaretta era finita, la calpestò infilando le mani nelle tasche - Fa davvero caldo.- - E potevamo giocare, ho capito.- Shikamaru si morse l'interno delle labbra, combattuto - Non è che, uhn.- guardò altrove - Non sarà sempre Nah, dopo la tempesta c'è sempre il sole.- gli schiaffò la mano sulla testa e gli scombinò i capelli - Un bel sole.- Sakura era uscita due ore dopo, un sorriso da un orecchio all'altro - E' un bel maschietto, Tsunade sta facendo i controlli per Temari, ma è andato tutto bene, non sembrava neanche che stesse partorendo.- lo aveva guardato maliziosa - Tra un po' te lo faccio vedere.- 16

17 Lui era riuscito ad annuire, poi era si era buttato sulla sedia e aveva respirato - la paralisi facciale accantonata, un sorriso da vero imbecille sulle labbra. Dopo, probabilmente mattina. Non gliel'avevano fatto vedere subito. Era rimasto salato come una sarda su quella sedia, incapace di cambiare espressione anche quando Ino l'aveva abbracciato - e poi preso a schiaffi. Quando Sakura era ritornata, però, era saltato sul posto e non aveva neanche ascoltato quello che lei diceva, l'aveva seguita lasciandosi dietro la folla che era arrivata in ospedale - tra amici e parenti vari ed eventuali potevano riempire uno stadio. Gliel'aveva messo tra le braccia guardandolo seria - Non lo dovrei fare, se il primario lo viene a sapere mi degrada, quindi acqua in bocca!- bisbigliò. Lui ebbe qualche difficoltà per capire come tenerlo, Sakura mimò con le braccia e aspettò che lui eseguisse. Poi uscì dicendogli di non farsi notare. Era una cosa assurda, quanto poteva pesare tre kg?, anche meno per quanto ne capiva. Si sedette sul pavimento stando attendo a non fare nessun tipo di movimento con le braccia, non riusciva a sbattere le palpebre; era completamente catturato da quell'esserino lì, che se ne stava bello stranquillo con la testolina adagiata nell'incavo del suo gomito, respirò piano accarezzandogli con il pollice una guancia. Seppe immediatamente che si era rincoglionito. - Shirai, eh?- Completamente rincoglionito. - Buongiorno.- accarezzò di nuovo la guanciotta e gli sfiorò la fronte con la punta del naso. - Non stai facendo una bella figura.- - Stà zitto.- Shikaku si chinò sulle ginocchia e guardò suo figlio, poi il nipotino - Shirai?- - La mamma.- - Capisco.- Non l'aveva neanche guardato. C'era così tanto da dire eppure non riusciva a spiccicare parola, l'unica cosa che era in grado di fare era sorreggere suo figlio tra le braccia, accarezzargli piano la guancia e guardarlo, non gli importava l'espressione della sua faccia nè quello che suo padre poteva pensare, anche se credeva non gli importasse poi molto, a suo padre. - Questo è...- prese un profondo respiro - wow.- - Ha i capelli.- considerò suo padre. - Sono quattro peli...- bofonchiò in risposta. - Bhè, anche tu avevi quattro peli in testa e qualcuno nelle orecchie, ma sono caduti poi.- Finalmente Shikamaru lo guardò - Và via.- - Fammelo tenere.- - Non ci penso neanche.- - Sono il nonno.- - Sono il padre.- - Io sono il padre del padre.- Guardò di nuovo quel grande pezzo di vita che teneva tra le braccia, poi sospirò - Stai attento.- - Che seccatura, lo so fare meglio di te non scassare...- Quel pomeriggio. 17

18 - Ti dico che sto bene accidenti!- - Temari hai appena partorito.- - E quindi?, non sono mica un'invalida!- - Non se ne parla!- L'Hokage quando voleva poteva diventare davvero una rottura di palle, Temari lo stava appunto scoprendo - Ma Niente ma, l'hokage sono io e non si discute.- - Ma è il mio ventaglio!- Tsunade le scoccò un'occhiata tra il seccato e il divertito - Mi sorprende che tu voglia avere il tuo ventaglio invece che tuo figlio.- Boccheggiò senza aver biente da dire, strinse le dita sulle lenzuola candide e si adombrò - Mi hanno detto che... per gli esami Shikamaru starà arrivando,- disse guardando la cartella clinica, poi guardò lei con un sorriso - Aspettiamo ventiquattro ore per allattare, eh?- - Hai pianto!- - Non ho pianto!- Temari sghignazzò alla faccia sua - Hai dannatamente pianto!- e poi gemette respirando tra i denti, Shikamaru si avvicinò al letto con circospezione, in braccio suo figlio. Figlio loro. - Uhn, tutto ok?- - Si, dolori insignificanti, ho sofferto di peggio.- i suoi occhi caddero inevitabilmente sul bambino infagottato in una copertina bianca - Morirà di caldo.- - E' nato da poche ore Guarda, non lo sapevo!- lui arrossì e lei ridacchiò prima di allungare le braccia in un chiaro ordine a darle il suo bambino. E lui, al solito, obbedì - Sono arrivati i primi regali.- - Ma và.- in tutta sincerità non le interessava, proprio no - C'è un ventaglio più grande?- - Non per te.- - Che cosa crudele.- fece melodrammatica, poi la sua attenzione fu catalizzata dal neonato. Quando gliel'avevano messo tra le braccia*, pochi minuti prima che iniziassero con i primi esami, era troppo distratta per capire l'emozione che le aveva liquefatto il petto, ora l'avvertiva in tutta la sua interezza. - Ti rendi conto?, tu... papà.- - Si dice la stessa cosa di te là fuori.- - Ah, sarei un padre migliore di te, questo è certo.- Lui sbuffò - Accontentati di essere solo una mamma eh?, poi ne riparliamo.- - Ah!- - Che c'è?- - Si è attaccato.- - Vedo.- sua madre gli diede una manata. Shikamaru non sapeva più cosa dire, non che avesse detto molto, e vedere Temari che allattava, in sincerità, non poteva essere una cosa sminuita dalle parole - o almeno era quello che si sforzava a pensare. Si sedette vicino a lei e guardò - ricordiamo che era completamente rincoglionito. - Com'è?- Lei respirò un po', soppesò le parole - Un po' fastidioso all'inizio.- - Non ti fa male?- 18

19 - No, non ha i denti e comunque no, non mi fa male.- - Lo sai che dovrai restare in ospedale si?- Respirò di nuovo e lo guardò - Resti con me?- - Mhmh, o gli infermieri impazziranno.- - Stronzo.- riportò lo sguardo sul suo pigro e affamato bambino - Capito?, non osare diventare come tuo padre o assaggerai la potenza del mio ventaglio.- Ventaglio che, per l'appunto, se ne stava appoggiato accando a Temari, minaccioso. Da morire. Capitolo 2: I like coffee so much Al mondo ci sono molte cose che inducono a pensieri omicidi. Come le risse appena fuori da un locale; un imbecille ubriaco che non solo ti sbatte il muso della macchina in culo, ma ha anche l'ardire di giustificarsi perchè era ubriaco*; il pacchetto delle sigarette vuoto e via discorrendo. Solo uno, però, era capace di farti buttare tutti i tuoi buoni propositi fuori dalla finestra con un voglioso " Vaffanculo " stretto a stento tra le labbra : il lunedi. Il giorno della settimana che ti fa partire l'emicrania già prima che venga, il solo pensarci ti butta un masso mastodontico sulle spalle e qualche anima pia ben pensa di schiacciartelo ancora di più addosso con un piede ( leggesi : genitori indisponenti che buttano giù la porta della tua stanza con la sola forza dell'ugola ). E la sveglia del lunedi, non ne parliamo, perchè se pensi che la sera prima eri buttato tipo nababbo sul divano di casa tua, con in mano una birra e una sigaretta tra le dita, ti salgono i bollori alle orecchie; perchè non è concepibile vedere la porta dei tuoi sogni di conquista aprirsi il sabato per vederla chiudersi sul tuo naso la domenica sera. No, che non lo è, è una cosa masochista, un pugno sulle gengive, una sega fatta male. No, Shikamaru Nara proprio non lo digeriva l'inizio della settimana; non quando aveva un'emicrania post sbornia e una voglia matta di ricominciare a dormire, ma soprattutto non quando sentiva così caldo da pensare di far volare le lenzuola - calde - sul pavimento - probabilmente caldo -, togliersi il pigiama umido ed eventualmente anche i boxer. Il problema, però, stava nel fatto che non poteva neanche muoversi. Restò ancora qualche minuto con gli occhi chiusi pensando che si, doveva smettere di uscire con Kiba perchè quel ragazzo aveva una strana tendenza ad infilarsi in tutti i locali del villaggio per bere quantità abnormi di alcolici, facendo impazzire i gestori che, puntualmente, vedevano le loro cantine svuotarsi nello stomaco dell'inuzuka, manco fosse una spugna aliena. Strofinò la lingua sul palato e fece una smorfia disgustata subito dopo : il suo stomaco non aveva un buon sapore. La strofinò sui denti e corrugò la fronte muovendo appena le sopracciglia. Cercò di puntare i piedi sul materasso, ma non ci riuscì e fu allora che il suo sopracciglio sinistro si inarcò a dismisura. Avvertì una sensazione strana alla base della schiena, tipo un brivido, e socchiuse gli occhi ritrovandosi a fissare il soffitto della sua camera, sbattè più volte le palpebre e deglutì mentre cercava di non richiudere gli occhi infastiditi dalla fioca luce che c'era nella stanza. Una volta abituato alla fastidiosa sensazione di essere sveglio abbassò lo sguardo sulle sue gambe, colpevoli di averlo fatto svegliare, e il suo sopracciglio si inarcò di più. Nude; una sorta di panico s'insinuò all'interno del suo stomaco quando capì di essere nudo come mamma l'aveva fatto e che non c'era nessun lenzuolo a coprire le sue vergogne. Grugnì qualcosa di indefinito e mosse il braccio destro, scoprendolo troppo pesante. Mise sù un'espressione inebetita e sussultò quando avvertì un movimento contro il suo fianco sinistro. Voltando lentamente la testa e abbassandola di poco per riuscire a delineare i contorni, si rese vagamente conto che c'era una testa bionda sopra il suo braccio. Trattenne 19

20 bruscamente il respiro quando quella figura si mosse di nuovo, avvicinandosi ancora di più al suo corpo umido. La sentì emettere dei suoni incomprensibili mentre si ritrovava completamente sormontato dalle braccia della ragazza e irrigidì i muscoli del collo quando osservò quella testa bionda spostarsi dal suo braccio al suo petto, e restò così. Assurdamente imbarazzato e caldo e sudato da fare schifo. Si portò la mano libera al volto e la strofinò energicamente contro gli occhi, quando si rese conto che era realmente sveglio e che quello non era un fottutissimo scherzo abbassò di nuovo gli occhi e allargò le braccia sul letto. La mano destra penzolava fuori, quasi inerte, e la sinistra sfiorava casualmente l'altro cuscino, tastandone la superficie, sfiorando i punti più caldi come se ci fosse qualcosa di veramente importante lì, dove il tessuto era più stropicciato. Deglutì di nuovo e la guardò come se si trattasse di un nemico pericolosissimo e, senza volerlo veramente, sollevò la mano destra e con essa sfiorò alcune ciocche di capelli che gli solleticavano la pelle sopra il torace; avvertì un brivido quando la sentì schiacciare il naso contro quel punto e respirare, mugugnare debolmente per poi ricadere nel silenzio. Shikamaru studiò attentamente il profilo rilassato che aveva davanti, così diverso da quello che si vedeva quando era sveglia, ne tracciò leggermente i contorni con l'indice e sghignazzò mollemente quando quella arricciò il naso - Donna petulante.- borbottò abbandonando di nuovo la testa contro il cuscino, scivolò più giù in modo da far appoggiare completamente la testa sulla sua spalla, le circondò il collo con il braccio sinistro e schiacciò la guancia contro la sua tempia, sospirò - Vediamo di non fare troppo casino quando sarai sveglia eh, seccatura?- - Tutta Konoha pensa che stiamo insieme!- Sarebbe bastato lo sbattere della porta per far capire a Shikamaru Nara che quella non sarebbe stata una bella giornata, ma ovviamente c'era quella piccola, insignificante tonalità vocale altamente cancerogena a far pensare al Jonin di licenziarsi e darsi all'ippica. Per non parlare dei pugni sbattuti con violenza sulla sua scrivania, gli occhi spiritati e il colorito fiammeggiante che Sabaku no Temari aveva; sollevò appena lo sguardo dal fascicolo che stava completando - erano le valutazioni degli esami Chūnin, sarebbero bastati pochi minuti perchè lui lo finisse, perchè il mondo lo perseguitava a forza di seccature?- e la guardò con le sopracciglia terribilmente abbassate - Davvero?- e riprese a scrivere da dove si era fermato. - Si!- sbraitò quella strappandogli il foglio da sotto gli occhi, gli gettò un'occhiata e, appurato che la cosa di cui voleva parlare era più importante, se lo gettò alle spalle dopo averlo appallottolato. Shikamaru si rilassò sulla sedia, si accese una sigaretta e la riguardò, più annoiato di prima - Sul serio?- - Si ti dico!, mi hanno pure fatto le felicitazioni, capisci? Felicitazioni!- A dirla tutta e in completa buona fede... non lo capiva e non gli interessava neanche, a lui bastava lavorare quelle ore che aveva da lavorare, scrivere quello che aveva da scrivere e poi sparire dalla circolazione - Ah si?- - SI!- A quel punto Shikamaru non aveva più niente da dire e sperava che neanche lei avesse qualcosa da aggiungere - E ora che me l'hai detto puoi andare via?- Temari lo fulminò con un'occhiata e sbattè di nuovo le mani sulla sua scrivania - Tu...- sibilò ad una spanna dal suo viso e Shikamaru sentì l'istinto di scappare farsi impellente - non capisci o vuoi farmi incazzare.- e non era una domanda, considerò il moro - Ti ho appena detto che il tuo fottuto villaggio crede che io me la faccio con te.- 20

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