IL MERCATO AZIONARIO: SITUAZIONI E PROSPETTIVE

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1 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IL MERCATO AZIONARIO: SITUAZIONI E PROSPETTIVE ANDREA ROTTI ERSEL S.I.M. 22/11/2013 Milano

2 Scenario 2014: premessa Il decennio è stato decisamente eccezionale. Enormi squilibri macroeconomici si sono accumulati fino al 2007, per poi iniziare un periodo di significativo rientro. La correzione degli squilibri è stata agevolata da un settore pubblico che ha assunto su di sé un quota rilevante di passività e da banche centrali che hanno finanziato questo processo. I mercati finanziari hanno registrato, con un certo ritardo, prima l aumento significativo dei rischi sistemici (i.e. di cross-default) poi la loro riduzione, che ad oggi appare largamente prezzata. Il comportamento futuro dei mercati sarà quindi in larga parte determinato dal comportamento del ciclo economico mondiale. 2

3 Premessa: squilibri in Europa e negli USA Disavanzo partite correnti in % del PIL (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia dal 2000) Rapporto Debito/Reddito disponibile delle famiglie USA Fonte: Datastream 3

4 Il ciclo macro può supportare il mercato azionario Fonte: Bloomberg 4

5 ed i prezzi sono ancora su livelli ragionevoli. Fonte: Bloomberg 5

6 Tuttavia alcuni mercati sono più maturi di altri Andamento utili America vs Europa Fonte: Datastream 6

7 Il ciclo europeo ha potenziale da esprimere Andamento utili europei in diversi cicli economici Fonte: Datastream 7

8 Il mercato europeo presenta una discreta visibilità sugli utili attesi Fonte: Datastream 8

9 La diversificazione geografica Eurofirst 300 MARKET CAP by region Eurofirst 300 estimated REVENUE exposure by region Other, 10% Netherlands, 4% United Kingdom, 31% RoW, 30% Italy, 4% Sw eden, 5% Contl Europe, 44% Spain, 5% Sw itzerland, 12% Germany, 13% 6 France, 16% North America, 17% UK, 9% Real Global GDP grow th (%y /y ) Real Eurozone GDP grow th (%y /y ) E 2013E 2014E Fonte: Datastream 9

10 L uscita dalla recessione solitamente porta ad una crescita a doppia cifra dei margini EPS europei ex finanziari: leva operativa (% var. EBIT / % var. fatturato) & crescita EPS Fonte: Datastream 10

11 Le valutazioni azionarie sono competitive Bond vs. dividend yields 5 Equities Corp Bonds 4 Government Bonds Money Markets European div yield US div yield A corp bond yield AA corp bond yield German 10y Bund US 10yr bond yield German 3m FIBOR US 3m rates Current (%) 10-year average (%) Fonte: Bloomberg 11

12 Valutazioni correnti in prospettiva storica (dal 1991) Fonte: Datastream 12

13 Il PE 12m forward Fonte: Datastream 13

14 Il PE di Shiller Fonte: Datastream 14

15 I flussi Flussi netti ultimi 12 mesi Flussi cumulati Fonte: Datastream 15

16 I settori Fonte: Datastream 16

17 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Il mercato italiano (Carlo De Vanna)

18 Azionario Italia: premessa In un contesto generale che dovrebbe favorire l investimento azionario, è legittimo chiedersi quale sia il ruolo dell Italia e se ci siano delle buone ragioni per riservare ad un area così specifica uno spazio nella nostra asset allocation. Il nostro essere italiani ci pone sicuramente in una posizione privilegiata per cogliere meglio i rischi e le opportunità che derivano da un investimento azionario domestico. D altra parte però la continua esposizione ai media locali ci porta spesso a perdere di vista la visione globale e talvolta ci porta a sopravvalutare i rischi rispetto alle effettive opportunità di guadagno. Vale quindi la pena di illustrare brevemente la situazione del mercato italiano, per poi evidenziarne i punti di debolezza e, con maggior enfasi, i punti di forza. 18

19 Qualche numero sul mercato azionario Il mercato italiano si è mosso in linea con quello europeo fino al 2009, ma negli ultimi quattro anni ha accumulato una significativa sottoperformance. FTSE MIB VS. STOXX 600 Fonte: Bloomberg 19

20 I motivi della sottoperformance dell Italia Il motivo fondamentale della sottoperformance va ricercato nella composizione degli indici principali, dove il settore industriale ha un peso preponderante, seguito a ruota da quello finanziario. Fonte: Equita 20

21 Le stime degli analisti sull Italia L impatto del rallentamento economico si è fatto sentire sulle stime degli analisti per gli utili 2014, scesi del 10% circa tra l inizio dell anno e la parte finale. Nonostante questa discesa però, il mercato italiano non è affatto caro, sia in termini assoluti che in un ottica di lungo periodo. Fonte: Equita 21

22 I punti di debolezza del mercato italiano Possiamo distinguere tra fattori ambientali, esogeni quindi alle singole aziende, e fattori invece caratteristici della realtà imprenditoriale italiana. Tra i primi spicca l eccesso di burocrazia e la scarsa capacità dello Stato di aiutare le aziende a fare sistema, soprattutto rispetto ad altre economie europee, ed a maggior ragione rispetto ai Paesi Emergenti. Tra i secondi bisogna ricordare la scarsa forza patrimoniale delle aziende, spesso troppo esposte nei confronti del sistema bancario, che rende arduo trovare le risorse per finanziare crescita ed investimenti necessari per continuare ad essere competitive sui mercati internazionali. 22

23 I punti di forza del mercato italiano: le riforme L inefficienza di molti settori economici, unita alla necessità di rimanere sul treno della crescita mondiale, rende ogni giorno più urgente alcuni importanti cambiamenti. Nel settore bancario ci aspettiamo che si possa arrivare ad una maggiore concentrazione degli istituti e soprattutto auspichiamo un cambiamento nella governance delle banche popolari, che negli ultimi anni ha mostrato tutta la propria inefficienza e fragilità. Nel settore delle utilities assisteremo ad un processo di aggregazione tra municipalizzate che dovrà necessariamente passare per la borsa. Infatti solo le aziende quotate potranno trovare le risorse per fare acquisizioni e per sfruttare le sinergie derivanti dalla maggiore dimensione. 23

24 I punti di forza del mercato italiano: piccoli leader Molte aziende italiane, pur avendo un fatturato relativamente piccolo, sono delle vere e proprie multinazionali, sia dal punto di vista della leadership di mercato, sia per la sofisticata organizzazione manageriale. Volendo fare alcuni esempi di eccellenza si può citare Brembo, Ima, Interpump, Sabaf, Sogefi, Sorin. Tra le aziende di maggiore dimensione invece spiccano i nomi di Ansaldo STS, Campari, Pirelli, Prysmian, Tenaris. Un discorso a parte merita il settore del lusso, dove la leadership italiana è assolutamente riconosciuta e paragonabile soltanto a quella francese. In tutti questi casi il mercato offre la possibilità di investire in aziende internazionali che crescono su driver globali. In alternativa è possibile individuare aziende target, che possono entrare nel mirino delle più grandi multinazionali proprio per la loro riconosciuta e consolidata leadership. 24

25 Un ultima considerazione Di solito i grandi investitori internazionali procedono con un approccio top-down, partono cioè dall asset allocation e solo sui mercati principali declinano le scelte tra i diversi titoli. Quando investono sui mercati minori come l Italia, spesso comprano derivati, o comunque si limitano ai titoli più importanti. Questo lascia grande spazio a chi si dedica alla ricerca sulle aziende di minore dimensione, sottovalutate dal mercato solo per la minore liquidità o minor circolazione delle informazioni. Indice Star VS. FTSE MIB 25

26 Conclusioni L Italia ha offerto, e tuttora offre, delle buone opportunità di investimento, anche in un portafoglio diversificato a livello globale. Per cogliere queste opportunità bisogna dedicare tempo e risorse all analisi e selezione delle aziende in cui investire, perché i drivers specifici delle singole storie sono più importanti delle analisi settoriali. La diversificazione del rischio assume un importanza fondamentale per evitare che un singolo investimento sbagliato possa pregiudicare il risultato complessivo del portafoglio. I fondi di investimento, soprattutto quelli che riservano un peso importante alle aziende a minore capitalizzazione, permettono di cogliere le migliori opportunità dei singoli settori, ed al contempo offrono una diversificazione sufficiente a scongiurare un eccessiva volatilità dei risultati. 26

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