IL CONTROLLO DI GESTIONE NEGLI ENTI LOCALI TERRITORIALI DELL UMBRIA

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1 IL CONTROLLO DI GESTIONE NEGLI ENTI LOCALI TERRITORIALI DELL UMBRIA (Indagine sull organizzazione ed il funzionamento del controllo di gestione realizzata con la collaborazione della Dott.ssa Angela Rossini)

2 INDICE 1. Il controllo di gestione negli Enti locali Territoriali pag I dati emersi pag Tabelle riepilogative pag

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4 1. IL CONTROLLO DI GESTIONE NEGLI EE.LL. Il controllo di gestione nasce nell industria insieme al processo di diversificazione della produzione di beni e servizi, come strumento di controllo economico di gestione, inquadrato in un sistema complesso di pianificazione e controllo; la pianificazione è il processo con cui formulano le scelte fondamentali e strategiche dell impresa, effettuando previsioni, individuando gli obiettivi, predisponendo i mezzi e le risorse necessarie finanziarie, umane e tecnologiche, oltre che percorsi gestionali e modalità d azione per raggiungere le mete prefissate; il controllo rappresenta il processo di verifica dell effettivo conseguimento dei traguardi. A seguito delle norme emanate dopo la Legge 142/90, anche negli Enti Locali il controllo di gestione ha assunto, almeno nella legislazione un ruolo centrale nel sistema informativo. Il filo conduttore che unisce le principali riforme degli EE.LL. negli anni 90 è certamente la volontà di introdurre una cultura della valutazione dell efficacia, dell efficienza e della qualità dei servizi,nonché delle prestazioni del personale. Basti pensare,nel corso degli anni successivi al novanta, alla Riforma sul procedimento amministrativo (L.241/90), alla Riforma del Pubblico Impiego (D.Lgs.29/93), al Nuovo Ordinamento Finanziario e Contabile (D.Lgs. 77/95), ai Contratti Collettivi di lavoro sia per l area dirigenza che per le altre qualifiche, e alla Riforme sui Controlli Interni delle Pubbliche Amministrazioni del D.Lgs. 286/99, concluse definitivamente con il D.Lgs. 267/2000, recante il Testo Unico delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali, il quale non introduce grandi novità, ma provvede a recepire e riordinare quanto già presente nella precedente normativa in vigore. Il primo riferimento esplicito al Controllo di Gestione è stato quindi introdotto dalla L.142/90 che introduceva la possibilità di adottare forme di 4

5 controllo interno, ma non ne regolava le modalità di esercizio; successivamente il D.Lgs.29/93, oltre a ribadire il principio della gestione per obiettivi per tutte le PP.AA., aveva disposto l istituzione di servizi di controllo interno, con il compito di verificare la realizzazione degli obiettivi, la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, e l imparzialità ed il buon andamento della gestione amministrativa. In seguito il D.Lgs. 77/95 ha introdotto in via obbligatoria il Controllo di Gestione, ed ha assoggettato gli EE.LL. al controllo della Corte dei Conti, che poteva richiedere dati e notizie o effettuare e disporre ispezioni e accertamenti, facendo diretto riferimento ai servizi di controllo interni; questo tipo di impostazione era nata principalmente per dare valenza certificativa con rilascio di attestazioni e pareri sia per la valutazione dei dirigenti che per la corresponsione del salario ai dipendenti,come stabilito nei contratti collettivi nazionali di lavoro, e non tanto dalla volontà di attivare meccanismi operativi di programmazione e controllo. Tutte queste norme hanno provveduto a disciplinare i lineamenti del controllo di gestione non riuscendo però a diffonderli completamente nei comportamenti delle autonomie territoriali. L intervento legislativo più importante, il D.Lgs. 286/99, è riuscito a riordinare sia dal punto di vista terminologico che concettuale l operatività del controllo di gestione, introducendo anche rilevanti innovazioni quali: la collocazione del controllo gestione in staff ai dirigenti, la distinzione tra controllo di gestione e controllo di regolarità amministrativa e contabile, il superamento della sovrapposizione tra funzioni di controllo gestionale e funzione di valutazione della dirigenza, ed infine l introduzione del controllo strategico come attività di supporto agli organi di governo per la formulazione di politiche e la verifica della loro attuazione. 5

6 Con l adozione del Testo unico degli enti locali (D.Lgs.267/2000), il sistema dei controlli interni è traslato anche agli enti pubblici territoriali e il controllo di gestione diventa una delle quattro forme di controllo interno previste dall art del Tuel, al quale è rimessa la verifica dell efficacia, dell efficienza e dell economicità dell azione amministrativa, al fine di ottimizzare,anche mediante tempestivi interventi correttivi, il rapporto costirisultati. Il controllo di gestione, definito anche programmazione e controllo, differentemente dalle altre forme di controllo, viene compiutamente disciplinato nei suoi principi dagli articoli del Tuel sull ordinamento finanziario e contabile, relativamente alla sua funzione (art.196) 2, alle modalità applicative (art.197) 3, ed al contenuto del referto dell intera attività 1 Art. 147, D.Lgs.267/2000: Gli enti locali, nell ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, individuano strumenti e metodologia adeguati a: a)garantire attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile la legittimità, regolarità e correttezza dell azione amministrativa; b) Verificare attraverso il controllo di gestione l efficacia, efficienza ed economicità dell azione amministrativa,al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati; c)valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale; d)valutare l adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, dei programmi ed altri strumenti di determinazione dell indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti ed obiettivi predefiniti.[.] 2 Art.196, D.Lgs.267/2000: 1. Al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi programmati,la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione e la trasparenza dell azione amministrativa, gli enti locali applicano il controllo di gestione, secondo le modalità stabilite dal presente titolo, dai propri statuti e regolamenti di contabilità. 2. Il controllo di gestione è la procedura diretta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati e, attraverso l analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell organizzazione dell ente, l efficacia, l efficienza ed il livello di economicità nell attività di realizzazione dei predetti obiettivi. 3 Art.197, D.Lgs.267/2000: 1. Il controllo di gestione, di cui all art.147,ha per oggetto l intera attività amministrativa e gestionale delle province, dei comuni, delle comunità montane, delle unioni dei comuni, delle città metropolitane, ed è svolto con una cadenza periodica, definita dal regolamento di contabilità dell ente. 2. Il controllo di gestione si articola in almeno tre fasi: a) predisposizione di un piano dettagliato degli obiettivi; b) rilevazione dei dati relativi ai costi e ai proventi nonché rilevazione dei risultati raggiunti; c) valutazione dei dati predetti in rapporto al piano degli obiettivi al fine di verificare il loro stato di attuazione e di misurare l efficacia, l efficienza e l economicità dell azione intrapresa. 3. Il controllo di gestione è svolto in riferimento ai singoli servizi e centri di costo, ove previsti, verificando in maniera complessiva e per ciascun servizio i mezzi finanziari acquisiti, i costi dei singoli fattori produttivi, i risultati qualitativi e quantitativi ottenuti e, per i servizi a carattere produttivo, i ricavi. 4. La verifica dell efficacia, dell efficienza e dell economicità dell azione amministrativa è svolta rapportando le risorse acquisite e i costi dei servizi, ove possibile per unità di prodotto, ai dati risultanti dal rapporto annuale sui parametri gestionali dei servizi degli enti locali. 6

7 (art.198) 4. Esso dunque è il processo per il cui tramite il management aziendale si assicura che le risorse a disposizione vengano utilizzate in modo efficace, efficiente, economico e coerente con gli obiettivi fissati dall organo volitivo. 2. I DATI EMERSI Nell ambito dei programmi di attività e degli adempimenti normativi previsti, il Consiglio delle Autonomie Locali, anche con la firma del Patto per l innovazione dello sviluppo dell Umbria, si è assunto l impegno di concorrere, tra l altro, all attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione, facendosi promotore di una cultura amministrativa rivolta al risultato, e della diffusione di adeguati strumenti informativi e metodologie per il controllo di gestione, in tutti gli enti locali territoriali dell Umbria. A tal fine è stata richiesta la collaborazione di tutti i Comuni, le Comunità Montane e le Province dell Umbria, per la compilazione di un questionario, che ha consentito la rilevazione e il monitoraggio sullo stato di attuazione dei sistemi di controllo di gestione in tutti gli enti interessati, al fine di conoscere il livello di organizzazione degli stessi in materia di controllo di gestione, nell ambito più generale dell attivazione dei controlli interni previsti a decorrere in particolare dal D.Lgs. 286/99. L indagine è stata effettuata inviando e chiedendo di compilare un questionario a tutti i Responsabili del Controllo di Gestione degli enti interessati, che nella maggior parte dei casi sono risultati essere il Segretario generale o il Responsabile del Servizio finanziario, a parte sporadici casi in cui sia stato istituito all interno dell Ente uno specifico Ufficio o Unità 4 Art.198, D.Lgs.267/2000: La struttura operativa alla quale è assegnata la funzione del controllo di gestione fornisce le conclusioni del predetto controllo agli amministratori ai fini della verifica dello stato di attuazione degli obiettivi programmati e ai responsabili dei servizi affinché questi ultimi abbiano gli elementi necessari per valutare l andamento della gestione dei servizi di cui sono responsabili. 7

8 Organizzativa addetto all organizzazione, implementazione e attuazione del controllo di gestione. Prima di analizzare i risultati dell indagine è necessario puntualizzare come la divisione geografico- politica dell Umbria abbia influenzato lo sviluppo dei sistemi di controllo di gestione, e l importanza a volte molto relativa, che gli stessi enti hanno attribuito alla necessità di attuare un efficiente sistema di controllo di gestione, che permetta di raggiungere adeguati livelli di qualità delle prestazioni offerte e convenienti livelli di efficienza nell impiego delle risorse. La regione Umbria comprende una popolazione di circa abitanti, ed è costituita di 2 Province: la Provincia di Perugia, costituita di circa abitanti suddivisi in 59 Comuni, e la Provincia di Terni, con circa , per 33 Comuni; la grande numerosità dei Comuni ha comportato la costituzione di piccoli enti, esclusi i comuni capoluogo, con una popolazione media molto limitata, con la conseguente istituzione di strutture amministrative molto piccole e con grosse limitazioni per quanto riguarda risorse finanziarie, umane e strumentali. Le risposte inviate dai Responsabili non hanno costituito la totalità delle Pubbliche Amministrazioni dell Umbria interpellate, ma possono comunque essere ritenute un buon campione rappresentativo della reale situazione umbra. Come si può vedere dalla Tabella n.2, i questionari ricevuti dagli Enti locali umbri sono stati il 60% del totale per quanto riguarda i Comuni, il 77% del totale per le Comunità Montane ed il 100% per le Province. Nella prima parte del questionario è stato richiesto di indicare la presenza di eventuali atti deliberativi in cui si preveda un organizzazione almeno normativa, del controllo di gestione all interno dell Ente; dalle risposte ottenute, la quasi totalità degli enti interessati ha risposto inviando delibere della Giunta o del Consiglio, in cui si prevede l istituzione di un Nucleo di 8

9 Valutazione, interno o esterno,con il compito di verificare semestralmente il corretto andamento della gestione dell ente. La presenza di un assetto normativo non include però la presenza di un organizzazione funzionante ed operativa per lo svolgimento del controllo di gestione, in quanto già dal 1993 era stata prevista l istituzione normativa, presso tutte le amministrazioni pubbliche di servizi di controllo interno, delineandone compiti e modalità fondamentali, che potevano assumere sia la posizione di organismi di valutazione interni, di staff al vertice burocratico o politico, sia organi di controllo esterni, che è rimasta poi disapplicata per diversi anni. Nella seconda parte del questionario è stato richiesto di specificare l organizzazione, qualora fosse prevista, dei sistemi di controllo, specificandone i soggetti interessati nel processo di programmazione e la struttura organizzativa alla quale fa capo tutto il sistema. In virtù della scelta del legislatore, di lasciare libere le singole amministrazioni di scegliere se attribuire il controllo di gestione a nuclei di valutazione esterni o a servizi di controllo interni, dalle risposte ottenute l istituzione di Unità Organizzative o specifici Uffici addetti all organizzazione, implementazione e attuazione del sistema di controllo sono risultate essere solo le due Province, e qualche Comune che conta (condizione necessaria ma non sufficiente) almeno abitanti. Data la tipicità degli enti locali umbri caratterizzata da un numero di abitanti inferiore a 10000, è prevalsa infatti la scelta di affidare il controllo di gestione ad organi collegiali esterni a composizione mista; ancor meglio come già anticipato, a causa delle caratteristiche demografiche e morfologiche del territorio, molti enti hanno ritenuto necessario organizzare la propria struttura convenzionandosi o associandosi ad altri enti per la gestione associata o direttamente dipendente del controllo di gestione o dei Nuclei di Valutazione, per limitare l impiego di risorse finanziarie, umane e strumentali. 9

10 Per risolvere questa esigenza sono stati istituiti: Convenzione per il Servizio del controllo di gestione in forma associata tra i Comuni di Bastia, Bettona, Cannara e Torgiano; Convenzione Terre dell olio e del Sagrantino per il servizio del Controllo di gestione in forma associata con Nucleo Tecnico di Valutazione per i Comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Giano dell Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi; Convenzione per l istituzione associata del Nucleo Tecnico di valutazione per i Comuni di Otricoli e Calvi dell Umbria; Protocollo d intesa per l istituzione di un sistema associato per la gestione dei controlli interni tra la Comunità Monte Alto Tevere Umbro ed i Comuni di Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Pietralunga e San Giustino; Convenzione per l istituzione in ferma associata del Nucleo Tecnico di valutazione del Personale per i Comuni di Alviano, Attigliano, Lugnano in Teverina, Penna in Teverina; Convenzione per la gestione associata del controllo interno della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e per i Comuni di Allerona, Castelgiorgio, Castelviscardo, Collazzone, Fabro, Ficulle, Fratta Todina, Montecastello di Vibio, Montegabbione, Monteleone d Orvieto, Orvieto, Parrano, Porano, San Venanzo e Todi; Convenzione per la gestione in forma associata del nucleo di valutazione presso la Comunità Montana Valnerina dei Comuni della Valnerina. Nella terza parte del questionario è stato richiesto di specificare che tipo di contabilità è stata finora utilizzata per la rilevazione dei dati; quasi tutti gli enti che hanno tentato di istituire un sistema di C.d.G., hanno affermato di aver 10

11 attivato una struttura informativa contabile adatta a rilevare i dati utili alla gestione del sistema di controllo; aldilà di tutti i fraintendimenti terminologici, emerge come siano veramente pochi gli enti che gestiscono dei veri sistemi di registrazione per partita doppia, da cui poi far derivare il conto economico; costituiscono infatti la quasi totalità, gli enti che hanno confermato la presenza esclusiva della contabilità finanziaria. Alcuni enti parlano di contabilità analitica, ma riferendosi, di fatto, a sistemi di rettifica delle registrazioni in contabilità finanziaria, attribuiti a loro volta su un piano di centri di costo. La tradizionale impostazione finanziaria della contabilità pubblica come noto non è adeguata ad esprimere la valutazione economica delle scelte effettuate con le politiche pubbliche, e gli EE.LL. anche oggi continuano a basare le loro decisioni sulla copertura finanziaria iniziale senza una valutazione scientifica dei costi-benefici che ne derivano. Pertanto se si intende effettivamente implementare un sistema di C.d.G., occorre affiancare alla contabilità finanziaria una contabilità parallela che permetta di rilevare i costi dei programmi, dei servizi, e dei progetti, e di elaborare gli indicatori idonei a misurare i risultati delle attività svolte; infatti, solo attribuendo alla contabilità economica il compito di rielaborare i dati generali della contabilità finanziaria per adeguarlo alle esigenze della programmazione di bilancio, nel rispetto dei principi contabili e della competenza economica, sarà possibile misurare efficacia, efficienza ed economicità della gestione, ed effettuare comparazioni di costi e indici, nel tempo e nello spazio. Particolarmente significativa risulterebbe l attuazione del controllo di gestione con contabilità analitica per centri di costo, che consente di conoscere effettivamente l onere sostenuto dall Ente in un determinato periodo di tempo, per realizzare specifici programmi, servizi, e progetti, di analizzare i costi di produzione e confrontarli con gli standard produttivi medi, in modo da 11

12 individuare il grado di efficienza nell utilizzazione delle risorse, analizzare la qualità delle prestazioni erogate, e l apporto dato dall attività realizzata alle finalità collettive perseguite, per poter misurare l efficacia. Per quanto riguarda l attività di reportistica si rileva come praticamente tutti gli enti facciano relazioni infrannuali da cui risultano stati di avanzamento degli obiettivi di PEG, analisi dei costi o rapporti di gestione sull andamento delle attività, ma in merito alla periodicità e alla natura dei reports, sarebbe stato più corretto distinguere tra i documenti e report che siano ordinari strumenti di lavoro dei destinatari e quelli ad hoc realizzati in base alle specifiche esigenze dell Ente. 12

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14 3. TABELLE RIEPILOGATIVE 14

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16 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzio n. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile SI/NO COME Acquasparta N.P. Alllerona N.P. Alviano Delib. G.C.76/98 Delib.G.C.21/ SegretarioComunale 2.NucleoCdG (in forma associata) 3.Serv.Segreteria 1.R.P.P 2.P.E.G. contabilità finanziaria Amelia N.P. Arrone N.P. Assisi No Attigliano Del.G.C.4/ Resp.Serv.Finanz. 2.NucleoDiValutazione Associato viene svolta dal Servizio Finanziario 1.PEG Finanziaria Avigliano Umbro 2408 Delib.G.C.95/2000 Delib.G.C.94/ SegretarioComunale 2.Nucleo divalutazione e Controllo viene svolta dal Servizio Finanziario 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. Finanziaria Baschi No Bastia Umbra Del.G.C.173/2000 Del.C.C.68/ Direttore Generale; 2.UfficioC.d.G.(3) viene svolta da un Ufficio di "LINE" al Servizio Finanziario 1.R.P.P. 2.P.E.G. 3.Report economici Finanziaria e Analitica;ste ma AUTONOMO, INTEGRATO e PARALLELO Bettona N.P. Bevagna Convenzione dell'unione dei Comuni"Terre del Sagrantino" 1 1.SegretarioComun. 2.N.T.V. Associato 3.Responsabili dei Servizi viene svolta dal Servizio Finanziario 1.P.E.G. 3.Reports Finanziaria Calvi Del.G.C.51/2000 dell'umbria Del.C.C.34/2000 Cannara N.P. Campello sul Clitunno Cascia N.P. Castel Giorgio No Del.G.C.55/2000 Convenzione per la Gestione Associata del N.T.V. N.P. 3 1.Nucleo di Valutazione 1. Responsabili Servizi Solo valutazione 2.Segretario Com. delle posizioni 3.Giunta organizzzative 4.NTV - 1.R.P.P. 2.P.E.G P.d.O. - Castel Ritaldi Del.C.C.2/2000 Del.C.Unione dei Comuni"Terre dell'olio e del Sagrantino" 4 1.Direttore Generale; 2.N.T.V. Solo Valutazione del NTV 1.R.P.P 2.P.d.O. Finanziaria 16

17 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzio n. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile Castel Viscardo Castiglione del Lago SI/NO COME No Convenzione per Servizio Associato con la C.M. Monte Peglia e Selva di Meana N.P. Cerreto di No Spoleto Citerna No Del.G.C.83/2002 Città della Pieve Consulenti esterni 1.Reports Finanziaria Città di Castello Det.106/ Direttore Generale; 2.Responsabile Servizio Finanziario 3.Ufficio C.d.G.(1) viene svolta dall'ufficio CdG in collaborazione con il Direttore Generale e il Serv.Finanziario 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. 5.Reports Finanziaria e scritture extracontabili Collazzone N.P. Corciano Del.G.C.273/2000 Del.G.C.41/2002 Costacciaro Del.G.C.88/2000 Del.G.C.92/2000 Deruta N.P. 3 1.Responsabile Serv.Finanziario 2.Addetto al Serv.Fin. 3 1.Segretario Comunale 2.GiuntaCom. 3.Responsabili Servizio(4) viene svolta dal servizio Finanziario Ogni unità organizzativa è dirett. dipendente dal Segr.Com. 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. 5.Reports 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. Finanziaria e Analitica??? Finanziaria Fabro No Ferentillo No 5 1.Segretario Com. 2.Resp.Servizio Finanz. 3.Resp.Servizio Tecnico Amministrativo Ficulle No Foligno Ufficio CdG (1 Responsabile) Le unità organizzative dipendono dirett.dal Segretario Comunale Ufficio di Staff,direttam.dip endente dal Direttore Generale. No 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. 5.Reports 1.Bil.Annuale 2.P.E.G. 3.Report Finanziaria e Analitica Fossato di Vico N.P. 17

18 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzio n. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile Fratta Todina Giano dell'umbria SI/NO N.P N.P. COME Giove N.P. Gualdo Cattaneo Convenzione dell'unione dei Comuni"Terre dell'olio e del Sagrantino" 3 1.Responsabili dei Servizi (6) Le unità organizzative dipendono dirett.dal Segretario Comunale 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. 5.Reports Finanziaria Gualdo tadino Speriment Del.G.C.182/2003 ale Guardea N.P. Fase 1.Nucleo di Sperim Valutazione entale 1.P.E.G. 2.Reports Finanziaria Gubbio N.P. Lisciano Niccone Lugnano in Teverina Del.C.C.41/ Direttore Generale 2.Segretario Comunale 3.Nucleo di Controllo di Gestione Associato 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. 5.Reports Contabilita Finanziaria Magione No Del.G.C.335/2002 Marsciano N.P. Massa Martana Convinzione dell'unione "terre dell'olio e del Sagrantino" 2 Monte Castello di Vibio N.P. Monte S.M. Tiberina Del. G.C.42/2003 Del.G.C.45/ Resp.Uff.Ragioner ia viene svolta dal 2.Giunta Comunale servizio 3.Segretario Ragioneria Comunale 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. finanziaria Montecastrilli Del.G.C.406/99 Del.G.C.77/ ndaco 2.Commissione con funzioni di controllo e valutative(preside nte+2componenti esterni) No 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. finanziaria 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. 18

19 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzio n. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile SI/NO COME Montefalco Del.G.C.42/20 03 Del.G.C.45/20 03 Convenzione dell'unione "terre dell'olio e de Sagrantino" Montefranco N.P. 1 1.Segretario Comunale 2.GiuntaCom. 3.ResponsabileS ervizio Finanziario 4.Responsabili Servizi viene svolta dal servizio Finanziario 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. finanziaria Montegabbione Monteleone d'orvieto Convenzione per la gestione associata del Servizio con la C.M. M.Peglia e Selva di Meana 671 N.P. In fase 1.Serv.Finnziario di 2.Serv.Tecnico attuazi one Convenzione per la gestione associata del controllo di Gestione (Comunità Montana M.Peglia e Selva di Meana) 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien. 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. finanziaria Monteleone di Spoleto No Montone N.P. Narni No Del. 85/2003 (progetto preliminare) Nocera N.P. Umbra Norcia No Orvieto Convenzione per la gestione associata dei controlli interni 1 1:Segretario Comunale viene svolta dal Servizio Associato del controllo di gestione 1.R.P.P. Apposito 2.Bil.Plurien. strumento 3.Bil.Annuale elaborato 4.P.E.G. dal Servizio Associato 19

20 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzion. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile SI/NO COME Otricoli Del.G.C.20/ Segretario Comunale 2.GiuntaCom. viene svolta dal servizio 3.NucleoDiValut Finanziario azione Paciano 923 N.P. Panicale Del.G.C.97/ Segret.Comun. 2.Consulente esterno Parrano 600 No Passignano sul No Trasimeno Penna in Del.G.C.91/2001 Teverina Del.G.C.53/ Resp.Servizio Finanziario viene svolta da un'unità Organizzativa diretta dal Segretario Comunale viene svolta dal servizio Finanziario 1.R.P.P. 2.P.E.G. No 1.Reports finanziaria finanziaria 1.R.P.P. 2.Bil.Plurienn. finanziaria 3.Bil.Annuale 4.P.E.G. Perugia Del. G.C.2070/97 (Regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi) Del.G.C.249/ Direttore Generale 2.Dirigente viene svolta dall'unità Ufficio"Organizz Organizzativa azione econtrollo di gestione" 3.Personale Unità Organizzativa Gontrollo di "Organizzazi one e Controllo di gestione" direttamente dipendente del D.G. gestione 4.Nucleo di valutazione 1.Bil.Annuale 2.P.E.G. 3.Reports Cont. Finanziaria e analitica 20

21 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzion. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile SI/NO Piegaro N.P. COME Pietralunga Del.G.C.91/2001 Del.G.C.53/2002 Poggiodomo 220 N.P. 3 1.Resp.Servizio Finanz. 2.Respons. Servizi(3) viene svolta dal servizio Finanziario 1.R.P.P. 2.Bil.Plurie finanziaria nn. 3.Bil.Annua le 4.P.E.G. Polino 304 No Porano No Convenzione Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana San Gemini N.P. San Giustino Del.C.C. 72/ Resp.Servizio Finanz. 2.Respons. Servizi(3) viene svolta dal servizio Finanziario San Venanzo N.P. Scheggia e Pascelupo N.P. Scheggino 482 No Sellano N.P. gillo No 1.R.P.P. 2.Bil.Plurie finanziaria nn. 3.Bil.Annua le 4.P.E.G. Spello N.P. Spoleto N.P. Stroncone Giunta 2.Nucleo di Valutazione viene svolta dal servizio Finanziario 1. P.E.G. finanziaria 21

22 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNE n.abit. Controllo di Gestione Funzion. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile SI/NO COME Terni Del.G.C.99/200 1 Del.G.C.350/20 02 Del.G.C.09/200 3 Del.G.C.208/20 01 Todi Del.G.C.375/19 99 Del.G.C.108/20 00 Del.G.C.52/200 2 Convenzione per la gestione associata del Servizio con la C.M.Monte Peglia Torgiano Convenzione per la gestione associata del Servizio Controllo di gestione Trevi N.P D.G. 2.Dirigente Direzione Organizzativa del stema Informativo 3.Funzionario Resp. Uff.CdG 4.Vicendaco 5.DTN Consulenza Spa 3 1.Direttore Generale 2.Giunta Comunale 3.NIV 3 1.Resp.Servizio Finanz. 2.Respons. Servizi(3) Unità Organizzativa direttamente dipendente dal D.G. viene svolta dall'ufficio CdG viene svolta dal servizio Finanziario 1.R.P.P. Cont.finanzi 2.Bil.Plurien aria n. (Analitica in 3.Bil.Annual fase di e 4.P.E.G. avvio) 5.Bilancio Sociale( ) 6.Bilancio di mandato 1.Bil.Annual e 2.P.E.G. finanziaria 3.Reports??? 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien n. 3.P.E.G. 4.Reports finanziaria Tuoro sul Trasimeno No Umbertide No Valfabbrica Del.G.C.269/19 99 Del.G.C.195/20 02 Vallo di 450 N.P. Nera Valtopina No 4 1.Consulente Esterno 2.Responsabile Servizio Finanz. 3.Respons. Servizi(5) viene svolta dal servizio Finanziario 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien n. 3.P.E.G. 4.Reports finanziaria 22

23 RISULTATI QUESTIONARIO COMUNITA MONTANA n.abit. Controllo di Gestione Funzio n. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile Alto Tevere Umbro Alto Chiascio Amerino Croce di Serra Monte Peglia e Selva di Meana Monte Subasio Monti Martani e del Serano Monti del Trasimeno SI/NO No No COME Del. C.23/ Ufficio CdG (Resp.Serv.Finan viene svolta z???) dal servizio 2.Consul.esterno Finanziario 3.Segret.Comunal N.P. N.P. Valle del N.P. Nera F.M.S.Panc razio Valnerina No Del.C.29/97 e 1.Segretario Gener. 2.Resp.Serv.finan z. 3.Consulente esterno 1 1.Segretario Gener. 2.Resp.Serv. finanz. 3.Respons. Servizio Controllo di gestione 4.Revisore dei conti Direttore Generale 2.Resp.Serv.Fina nz. La Funzione viene svolta dal Serviazio Associato Controllo di gestione La Funzione viene svolta dal Serv. Controllo di gestione viene svolta dal servizio Finanziario No 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien Finanziaria n. 3.Bil.Annual e 4.P.E.G. 1.R.P.P. 2.Bil. Plurienn. 3.Bil.Annual e 4.PdO 1.R.P.P. 2.P.E.G. 3.Reports Apposito strumento elaborato dal Servizio Associato finanziaria e analitica 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien Finanziaria n. 3.Bil.Annual e 4.PdO 23

24 RISULTATI QUESTIONARIO PROVINCE n.abit. Controllo di Gestione Funz ion. da n anni Soggetti Organizzazione CDR Strumenti Struttura Informativa Contabile SI/NO COME Perugia Del.G.C.220/2001 Del.305/ Direttore Generale 2.Ufficio del Controllo di Gestione(3) 3.Uff. Economica Terni Del. 145/ Direttore Generale 2.Ufficio del Controllo di Gestione(3) 3. Responsabili dei Servizi(15) Ufficio CdG di "staff",diretta mente dipendente dal Direttore Generale. Ufficio CdG di "staff", direttamente dipendente dal D.G. 1.R.P.P. 2.Bil.Plurien. 3.Bil.Annual e 4.P.E.G. 5.Reports econ.sui Costi Generali di funzionamen to; 6.Reports sullo stato di attuazione dei progetti di PEG 7.Bilancio Economico consuntivo con attribuzione spese ai CdC 8.Reports sullo stato di attuazione dei LL.PP. 9.Reports trim. per il monitoraggio del PEG 1.RPP 2.PEG 3.Reports Finanziaria Economica e Analitica Finanziaria 24

25 25

26 COMUNI Tabella n.2 RISPOSTE OTTENUTE UMBRIA PROVINCIA DI PG PROVINCIA DI TR RISPOSTE OTTENUTE RISPOSTE NON PERVENUTE TOT COMUNI

27 COMUNI Tabella n. 3 ISTITUZIONE NORMATIVA DEL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE UMBRIA PROVINCIA DI PERUGIA PROVINCIA DI TERNI SI NO TOT COMUNI

28 UMBRIA COMUNI Tabella n.4 STRUTTURA ORGANIZZATIVA PROVINCIA DI PERUGIA PROVINCIA DI TERNI Specifiche Unità Organizzative o Uffici di CdG direttam.dipendenti dal D.G. Funzione svolta dai Servizi interni all'ente Altro TOT.COMUNI

29 COMUNI Tabella n. 5 STRUTTURA INFORMATIVA CONTABILE PROVINCIA DI PROVINCIA DI UMBRIA PERUGIA TERNI finanziaria finanziaria e Analitica Altro TOT.COMUNI

30 30

31 31

32 32

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