Spedizione in abbonamento postale, art. 2, Comma 20/d, Legge 662/96, filiale di Treviso. Pubblicità inferiore al 70%

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1 Spedizione in abbonamento postale, art. 2, Comma 20/d, Legge 662/96, filiale di Treviso. Pubblicità inferiore al 70% Rivista quadrimestrale di informazione bancaria e di cultura locale C O N I L C R E D I T O C O O P E R A T I V O T R E V I G I A N O

2 Non è un sito di ultima generazione, particolarmente sofisticato, arricchito di ammennicoli e di diavolerie tecniche accattivanti e sorprendenti. Ma si presenta bene, con una home-page gradevole, che orienta in modo chiaro su tutte le altre pagine, di facile consultazione. Il linguaggio comunicativo è essenziale, l evidenziazione delle news e delle informazioni importanti senz altro efficace. Stefano Ciriello, il tecnico del Credito Trevigiano cui è affidato il sito, sta facendo un buon lavoro, anche se non può dedicarvi il tempo che sarebbe necessario. Ancora in via di allestimento il catalogo prodotti, che attende una rivisitazione a livello di immagine. Ma risulta davvero interessante la consultazione della Guida ai servizi per i Soci Come pure le informazioni relative ai Concorsi ed agli incontri in programma. Sta diventando per molti una buona abitudine la consultazione almeno settimanale del sito. Si trova sempre qualcosa di interessante! SOMMARIO Una cooperativa di credito a responsabilità sociale 5 Guardare oltre la stagnazione 7 Il nostro vero bilancio è quello sociale 8-9 Anche a Mussolente è Credito Trevigiano Accordi di Basilea 12 I guru, Ciu En Lai e la nostra banca 13 Da Vedelago a S. Giuliano Bosa Trade Maiali per caso, salami per scelta La porta dell acqua 20 Paolo, un protagonista dei nostri tempi 21 Gli studenti di fronte ai problemi 22 La grande forza dei piccoli gesti Tutti al Mercatutto 23 Madri coraggio Dalla S. Pio X alle Latterie Trevigiane Idee giovani, idee vincenti 27 Freestyle Caerano. Industrie di ieri e di oggi Montebelluna e il distretto della calzatura sportiva 32 Tante strade partono da Vedelago 33 I viaggi del Credito Trevigiano Una crociera memorabile 2 Periodico quadrimestrale d informazione bancaria e di cultura locale della Banca di Credito Cooperativo Trevigiano via Roma, Vedelago (TV) Reg. St. Trib. TV n. 676 dell 1/2/1988 Direttore Responsabile: Nicola Di Santo autorizzazione 28/6/2001 delibera n. 362/2001 Comitato di Redazione: Nicola Di Santo, Primo Franchetto, Lorenzo Morao, Giovanni Scomparin, Franco Zambon Hanno collaborato a questo numero: Gianni Lo Martire, Piero Faccin, Enzo Bergamin Progetto grafico: Luizio Capraro Realizzazione: Studio Grafico Enio Miotto Sas Stampa: Graficart Questo periodico è associato all Unione Stampa Periodica Italiana

3 UNA COOPERATIVA DI CREDITO A RESPONSABILITÀ SOCIALE È tempo di bilanci, Presidente Di Santo. Com è andato questo 2002 per il Credito Trevigiano? In genere ci si aspetta una risposta scontata da parte di un istituto di credito. Se non va bene per le banche! Basta guardare l utile finale! Può andar male un settore economico, può entrare in crisi l economia di un territorio, ma un grande gruppo bancario, specie se multinazionale, trova sempre modo di rifarsi altrove. Ed anche se ha sbagliato qualche grosso investimento, arriva sempre qualche salvataggio esterno. Almeno finora. Per una Banca di Credito Cooperativo, invece, i positivi risultati di bilancio sono soltanto il riflesso della buona tenuta economica del territorio in cui opera. Quindi dovremmo un po tutti essere confortati dal positivo andamento della BCC. Soci e non soci. Sicuramente. Non ci sono altre banche che dipendano così strettamente dall economia di un territorio ben definito. Per noi quello della Castellana e della Pedemontana. Siamo i soli che qui raccogliamo e qui investiamo. Come vera banca locale. Com è da considerare l utile di quest anno, di poco superiore a quello dell anno precedente? Se si considera che per ottenere lo stesso risultato dello scorso anno abbiamo dovuto aumentare e di molto l attività (+ 30 % di impieghi), aprire nuove filiali, assumere nuovi dipendenti, avremo la riprova che non è certo l utile il nostro unico obiettivo. E questa nostra scelta è andata a beneficio degli operatori locali. Non c è quindi motivo di pensare che la banca stia rallentando la corsa Tutt altro. La corsa si sta facendo sempre più frenetica, sui ritmi con cui si muovono del resto anche i nostri operatori. Abbiamo aperto nuove filiali a Montebelluna ed a Castelfranco, un altra prima di Pasqua a Mussolente, sulla direttrice di Bassano, continuiamo ad assumere personale, che ormai ha superato le 200 unità, abbiamo deciso nuovi e massicci investimenti in attrezzature ed in tecnologie, stiamo passando ad un nuovo sistema informativo per offrire nuovi e più efficienti servizi, abbiamo promosso da poco una più razionale ed articolata riorganizzazione del personale D accordo, Presidente, ma in tutto questo fervore di attività resta sempre presente e viva l attenzione per i soci? Noi cerchiamo di aver sempre presente il nostro essere prima di tutto banche di credito cooperativo. Cioè cooperative di Soci. Senza i quali non avremmo ragione di esistere. E non lo diciamo solo a parole. Continuiamo a fare nuovi Soci senza fare tanta pubblicità. Ed abbiamo ormai varcato la soglia dei Mentre tante altre consorelle, anche più grandi di noi, sono ferme a quote molto più basse. Ci conforta anche la riforma del diritto societario che porterà tra poco alla distinzione tra vere cooperative di soci ed altre forme. Con diverse conseguenze normative e fiscali. A proposito di Soci, non avevate annunciato da tempo l operazione ristorno? Sì e con tanto entusiasmo, perché avevamo individuato nel ristorno uno strumento valido per rendere concreto il vantaggio di essere socio. E l avevamo fatto tra le prime BCC italiane in assoluto. Poi sono intervenuti la legge, il regolamento, il parere della Banca d Italia e la controversa interpretazione del profilo fiscale. Alla fine quello che si può restituire al Socio, in proporzione di quanto ha fatto guadagnare alla banca, si riduce a ben poco. Perché rimanendo intatti l accantonamento a riserva legale (70% dell utile) e la destinazione ai fondi mutualistici (3%), si può destinare al ristorno solo il 50% IL PUNTO CON IL PRESIDENTE 3

4 del residuo e di questo si può liquidare solo il 50%, l altro 50% essendo riservato all incremento delle quote azionarie. In più il nostro attuale sistema informatico non ha ancora messo a punto i relativi programmi, anche perché, come ci è stato comunicato a metà aprile, siamo l unica BCC veneta a richiedere il ristorno. Ed in attesa cosa fate per i Soci? Non vorrei enfatizzare troppo i nostri interventi di politica mutualistica e sociale. I più significativi sono raccolti nel Bilancio Sociale, che inviterei tutti a sfogliare in occasione dell Assemblea annuale. Ogni Socio, poi, per essere informato sulle opportunità, bancarie e non bancarie, offerte dal Credito Trevigiano, può consultare la Guida ai servizi per i Soci, approntata a fine Sarebbe anche utile fare un confronto con i vantaggi offerti dagli altri istituti di credito, cooperativi e non cooperativi. Avete anche approntato un nuovo regolamento di ammissione a socio? Sì, il Consiglio nelle sue facoltà ha ritenuto opportuno provvedere ad una nuova formulazione dei criteri di ammissione. A termini di Statuto può diventare Socio soltanto chi opera da tempo ed in modo significativo con la BCC. Il Socio, quindi, deve lavorare con la banca e diventare anche suo promotore. E per quanto riguarda le quote azionarie, c è qualche variazione? Nessuna. Non essendoci possibilità di speculare sui dividendi (ad interesse legale), la quantità di azioni proposte per la sottoscrizione si mantiene a livelli bassi ed uniformi (circa 10 azioni). Aumenta, invece, il sovrapprezzo, fermo dal 1996, ed ora in parte adeguato per i nuovi Soci all incremento del patrimonio e delle attività della banca. All ordine del giorno della prossima assemblea c è anche la proposta di un nuovo Regolamento assembleare per l elezione delle cariche sociali Sì, avevamo un accordo con i Soci ed abbiamo cercato di rispettarlo. La nuova proposta non vuole cambiare tutto e subito, ma cerca di introdurre con gradualità alcune importanti riforme. Come, ad esempio, la scelta di un momento unico e comune per l elezione delle cariche senza dover passare per le preassemblee. Saranno ugualmente assicurate adeguate rappresentanze sia degli Enti fondatori che dei territori in cui la BCC è più radicata. Altra novità, e di notevole portata, è l impegno del Consiglio di non presentare candidati che siano rimasti in carica per tre mandati consecutivi e completi. Si provvederà ad un opportuno ricambio a fine di ogni mandato. Con quale spirito il Credito Trevigiano guarda al futuro? Con lo spirito di chi intende affrontare con coraggio e decisione le difficoltà di un mercato sempre più complesso ed in rapida evoluzione, forte di un solido radicamento nel territorio conquistato nel corso di una storia più che centenaria. Sono già in atto azioni di aggiornamento e riorganizzazione della struttura, politiche di espansione mirata ed iniziative forti di politica sociale sia nei riguardi dei Soci che delle comunità del territorio. Avendo chiara la coscienza del ruolo di responsabilità sociale che la nostra cooperativa di credito è chiamata a svolgere come autentica ed ormai unica banca locale della Castellana e della Pedemontana. 4

5 GUARDARE OLTRE LA STAGNAZIONE Il bilancio di Credito Trevigiano guarda già oltre il difficile momento economico per cogliere immediatamente i segnali di ripresa. L economia italiana e mondiale nell ultimo anno è sembrata un motore in panne tanto che molti esperti parlano ormai apertamente di stagnazione. Gli effetti si sono fatti sentire anche nel nostro territorio che, per l alta concentrazione di piccole e medie imprese, molto spesso orientate all export, ha risentito di questo clima poco favorevole. Credito Trevigiano, proprio perché è una banca di credito cooperativo e tipicamente locale, gestendo migliaia di rapporti con clienti e famiglie, non poteva fare finta di niente. Spiega Franco Zambon, direttore generale di Credito Trevigiano: La nostra strategia per raggiungere un bilancio positivo è stata quella di acquisire nuove fette di mercato togliendole ad altri istituti bancari, di procedere negli insediamenti in nuovi territori e di consolidare la nostra operatività nelle zone di presenza storica. Ma abbiamo fatto di più: non abbiamo aumentato i prezzi dei servizi bancari offerti alla clientela ed ai soci. Sembra una politica bancaria controcorrente, ma abbiamo ottenuto gli utili come negli anni precedenti. Il 15 aprile scorso, ad esempio, abbiamo aperto la filiale in comune di Mussolente, la prima fuori provincia, e qualche mese prima abbiamo aperto due filiali nelle zone storiche, una a Montebelluna in centro e l altra Castelfranco Veneto sempre in centro. Insomma una saggia ed oculata politica dei prezzi orientata alla crescita dei volumi a scapito dei margini di guadagno, come è scritto nella storia di questa banca cooperativa a valenza sociale. Con questa scelta di politica bancaria abbiamo inteso, spiega il direttore Zambon, dare una mano agli operatori economici ed alle famiglie specie sul lato degli impieghi in un momento economico non facile. Infatti lo sviluppo dei volumi sugli impieghi è cresciuto del 30% e la raccolta diretta segna un +20%. Incrementando i volumi, infatti, abbiamo potuto attuare una contrazione della forbice delle condizioni a favore di soci e clienti e dall altra abbiamo ottenuto la copertura dei costi derivanti sia da incremento di personale sia dagli investimenti fatti per l espansione territoriale. Il personale ha superato le 200 unità, senza contare gli assunti con contratto di lavoro interinale. E stato completato il programma delle assunzioni? Il piano strategico 2002/2004 prevede, per il 2003, una politica espansiva e di ulteriore consolidamento nel territorio. Quindi credo, in quest ottica, che verranno operate altre assunzioni. IL PUNTO CON IL DIRETTORE La convention con i dipendenti del 2 aprile

6 6 E gli utili della banca? L utile dopo la postazione a fondi rischi e gli ammortamenti prudenti è in sintonia con quello dell anno precedente. E questo risultato è stato raggiunto nonostante un aumento di imposta, in seguito alla nuova normativa fiscale nazionale, di più di 250 mila euro. Come si prevede possa svilupparsi il 2003 per quanto riguarda l economia più in generale? Lo scorso anno, proprio di questi tempi, si prevedeva un primo semestre di stagnazione ed un secondo semestre di ripresa economica. Tutto questo non si è verificato e le previsioni di stagnazione sono ormai quotidiane. Gli esperti parlano apertamente di recessione in Germania e di perdita di competitività e maggiore inflazione in Europa rispetto agli Usa. La situazione dei tassi è penalizzante per il mondo economico, i consumi non riprendono e lo stesso discorso si può fare per le banche: riduzione degli affari e deterioramento della qualità dei crediti. Se questo è il panorama quali consigli dare ai soci e clienti? Alle aziende socie e clienti possiamo consigliare di ragionare positivamente, di fare attenzione al parco clienti ed ai mercati e di non demordere sulle possibilità d investimento perché è proprio nei momenti di crisi che le aziende migliori emergono. Se l azienda rinuncia all innovazione rischia di essere estromessa dai mercati e di non cogliere appieno la ripresa quando si ripresenterà. E necessario, invece, vedere anche questo momento come un occasione per esplorare nuove opportunità. Alle famiglie direi di attendere prima di procedere a nuovi investimenti finanziari evoluti. La maggior parte delle azioni rappresenta imprese che hanno un valore di patrimonio sopra le quotazioni di borsa. Ma nonostante questo è opportuno attendere, mentre per qualcuno più esperto e specializzato, può essere il momento di acquistare. Non consiglio di operare in borsa con il trading, se non si è veramente esperti e consci dei rischi che si corrono, in attesa che la politica internazionale dia segnali più positivi. La guerra in corso può produrre riflessi negativi sul sistema produttivo mondiale. Un eventuale chiusura del conflitto in tempi abbastanza brevi, però, aiuterà l economia americana che farà da locomotiva per quella europea. Veniamo ad un appuntamento che preoccupa molte delle nostre imprese,basilea 2. Cosa sta facendo la banca? Il percorso di Basilea 2, in poche parole la riforma dell erogazione del credito alle imprese, richiede che i nostri operatori siano informati ed aiutati. Vorremmo fare un percorso assieme a loro per evitare che valide aziende vengano penalizzate a causa di un eccesso di prudenza nella valutazione dei rischi. Questo argomento potrà essere oggetto di un futuro articolo di approfondimento e consigli alle imprese. Giovanni Scomparin

7 IL NOSTRO VERO BILANCIO È QUELLO SOCIALE Da qualche anno anche le banche hanno scoperto il sociale. È di moda. Da allora c è tutto un affannarsi di esperti o pseudo-tali con convegni, corsi di formazione, campagne di stampa, per evidenziare il ruolo sociale che ogni attività economica assume. A volte, in realtà, per nascondere o mimetizzare il vero ed unico valore che molte banche perseguono, cioè quello economico. Al di là di ogni valore. Con il consenso più o meno convinto o rassegnato di una parte consistente dell opinione pubblica. Non è che vogliamo far la predica agli altri istituti di credito, noi che pure banche siamo, anche se di credito cooperativo. Ma è appunto per questo nostro essere cooperative di credito che ci sentiamo differenti. Per natura, per scelta, per forza. Da quando siamo nati, oltre un secolo fa, per combattere l usura e la miseria, fino allo sviluppo degli ultimi decenni, conseguito dando poco a tanti, piuttosto che tanto a pochi (vedi il limite massimo di fido), investendo nel territorio quanto raccogliamo, consentendo a tutti i soci di partecipare con gli stessi diritti, creando valore economico, sociale e culturale a beneficio dei Soci stessi e delle comunità in cui operiamo. Da vera banca locale. Perciò il nostro Bilancio Sociale, inteso come rendiconto di quanto la nostra BCC ha contribuito allo sviluppo del territorio, vorremmo che non si confondesse con quelli che vanno ora di moda, di altri istituti di credito o di altre aziende. Convinti che ormai il Bilancio ordinario, compilato così come esigono le norme civilistiche, è riservato agli addetti ai lavori. Non sarà difficile e, ci auguriamo, nemmeno noioso scorrerlo e ricavare alcune informazioni importanti sui vantaggi bancari e non bancari offerti nel corso del 2002 ai Soci (mutualità), sul sostegno dato allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali (socialità), sul valore aggiunto riversato nel territorio, sulla nostra identità di Credito Trevigiano. Vorremmo in questa sede anticipare, raggruppati in grandi categorie, alcuni dati significativi del Bilancio Sociale 2003, che verrà presentato all Assemblea del 25 maggio: Mutualità diretta (L ) + 15% Comprende: Vantaggi bancari (custodia titoli gratuita, polizza ricovero al 50 %, commissioni ridotte su negoziazione titoli e fondi comuni, dividendi) Vantaggi non bancari (Progetto Studenti, incontri ed assemblee, omaggi, agevolazioni per viaggi, gite, visite culturali, spettacoli teatrali, Filo Diretto) Socialità (L ) % Comprende: Interventi a favore di associazioni, enti, parrocchie, missioni, cooperative sociali, onlus, gruppi di volontariato, fondo eticosolidale A grandi classificazioni si possono suddividere in interventi di natura: - assistenziale 35% - sportivo-ricreativa 30% - informativa-culturale 17% - bancaria 8% - altro 10% Un maggiore dettaglio è da ricercare nel fascicolo del Bilancio Sociale, che vuole dare ad ogni Socio la consapevolezza del ruolo svolto dalla sua cooperativa di credito in campo sociale. Una cooperativa che può crescere soltanto facendo crescere gli altri, cioè i Soci e gli appartenenti alle comunità locali. Anche il più scettico dei lettori provi a pensare a cosa cambierebbe per le nostre comunità se non potessero più contare sul Credito Trevigiano. La vita continuerebbe, sicuramente, ma non sarebbe più la stessa. Basti vedere cosa sta succedendo là dove qualche banca storica di riferimento ha spostato altrove interessi e centro direzionale. 7

8 ANCHE A MUSSOLENTE È CREDITO TREVIGIANO NUOVE FILIALI La nuova filiale di Mussolente aperta il 15 aprile Consolidare e sviluppare la presenza del Credito Trevigiano nei centri abitati è stato l obiettivo delle ultime aperture a Castelfranco (in dicembre) ed a Montebelluna (a gennaio). Ed avevamo visto giusto. Anche in piazze da oltre un secolo affezionate a qualche banca storica si aprono spazi interessanti ed imprevisti per le piccole cooperative di credito. Effetti delle grandi e progressive concentrazioni in atto. La nostra gente cerca ancora, e per fortuna, il contatto umano, il rapporto familiare, la conoscenza diretta non solo con il cassiere ma anche con il Direttore generale e soprattutto con i Consiglieri e con il Presidente. Possibilità sempre più preclusa nel rapporto con le grandi banche. Con questo spirito e con questo stile il Credito Trevigiano si propone anche sulle piazze nuove o meglio relativamente nuove. Perché le Banche di Credito Cooperativo possono espandersi, passo passo, soltanto nei territori limitrofi e perciò già in parte conosciuti. Così siamo giunti a Mussolente, come al solito senza tanti clamori, la settimana di Pasqua. È la prima espansione della nostra BCC fuori provincia, nel Vicentino, ma sempre ad un tiro di schioppo dal territorio Trevigiano e non molto lontano dalla nostra filiale di Asolo. Non ci sentiamo certo fuori casa. Il Direttore della nuova filiale, Antonio Civiero, è ben conosciuto nel territorio, anche per altre precedenti esperienze di lavoro sempre nel settore bancario, e dimostra una sicura conoscenza dell ambiente. La zona è interessante per lo spirito imprenditoriale che anima gli operatori locali, che hanno dato vita ad una gamma ben diversificata di attività artigianali ed industriali, fra le quali spiccano quelle orafe (con ditte di rilevanza internazionale), quelle della meccanica di precisione e del mobile antico. Il comprensorio è quello di Bassano Sì e comprende nella parte sud-orientale che ci interessa zone ricche di attività come Rosà e Cassola. Quale tipo di clientela dobbiamo aspettarci? Beh, non molto diversa da 8

9 quella propria di una banca di credito cooperativo, ma con una più precisa caratterizzazione aziendale. Anche per la conformazione di Mussolente e per l ubicazione stessa della filiale. Cioè? C è una diversità tra Mussolente ed altri paesi limitrofi? In parte sì. Basti pensare, ad esempio a Casoni, che ha un centro ben definito attorno al quale si è sviluppato il paese. Il vero centro di Mussolente, invece, non è tanto la chiesa, un po scostata a nord della statale, ma appunto la statale stessa, divenuta ormai il fulcro commerciale del paese. E proprio lungo di essa, in bella evidenza alle porte orientali del paese ed a ridosso dell area artigianale, è ubicata la nostra filiale. Raggiungibile, quindi, facilmente da operatori del commercio, dell artigianato e dell industria. Allora la concorrenza di altre banche sarà forte Sicuramente. Sono già insediate nel territorio comunale altre 4 banche, due qui a Mussolente e due a Casoni. Ed alcune hanno una presenza storica nel territorio. Non sarà facile inserirsi in questo mercato. Ha già qualche strategia? Dai contatti avuti nei mesi che hanno preceduto l apertura, mi son reso conto che sono più facilmente avvicinabili gli operatori mediopiccoli e, in tempi un po più lunghi, le famiglie, mentre quelli più grandi sono fin troppo curati dalle altre banche. Nello stile di una banca di credito cooperativo, dunque. Proprio. Io che vengo da altre esperienze bancarie apprezzo ancor di più lo stile del Credito Trevigiano. Come direttore della filiale non mi sento pressato dalla necessità di far subito numeri,a tutti i costi, ma posso in questi primi mesi dedicarmi a costruire una rete di relazioni indispensabile al nostro radicamento nella comunità. Il momento le sembra propizio? Il momento è senz altro buono. Le grandi banche, di fusione in fusione, portano sempre più lontano interessi e centri direzionali e diventano estranee al territorio. A livello operativo, poi, c è uno scollamento evidente tra sede centrale e sede locale. Noi invece siamo qui, a portata di mano. Il Direttore ed il Presidente stesso mi vengono a far visita spesso. I problemi si risolvono in tempo reale. Il suo è quindi un ottimismo ben motivato? Direi di sì. Ho motivo di avere grande fiducia sulla sperimentata capacità imprenditoriale degli operatori locali. Ho già constatato come il nostro approccio di vera banca locale può risultare vincente. Ma anche le famiglie si accorgeranno presto del nostro modo diverso di fare banca. Una vera banca locale, che raccoglie ed investe solo nel territorio, a beneficio dei Soci, degli operatori e della comunità. Filiale di Castelfranco Veneto Filiale di Montebelluna Filiale di Mussolente 9

10 ACCORDI DI BASILEA RIFLESSI IMPORTANTI PER GLI OPERATORI ECONOMICI 10 ECONOMIA Il Comitato di Basilea è costituito dai Governatori delle Banche Centrali del gruppo dei 10. Esso è l organismo attraverso il quale le autorità di vigilanza bancaria hanno concordano principi comuni per l esercizio della funzione di controllo del sistema bancario. Uno tra i più importanti documenti da esso redatto riguarda il tema dell adeguatezza del patrimonio delle banche. Il punto di partenza è che tutte le banche debbono offrire stessi standard di garanzia. Si vuole così evitare che un istituto che raccolga denaro dal pubblico possa perderne una parte distruggendo. L adeguatezza del patrimonio delle banche indica - allora - qual è il patrimonio di cui ciascuna dispone per coprire i rischi assunti. La normativa iniziale prevedeva, con una semplice formula, che le istituzioni creditizie non potessero assumersi rischi superiori a 12,5 volte il patrimonio. Con un esempio si chiarirà questo concetto. Consideriamo un prestito pari a 100, erogato da una banca ad una impresa. Poiché questa forma tecnica ha un coefficiente di rischio pari a 100% l attivo ponderato che scaturirà da questa operazione sarà il 100% di 100 (quindi 100). Ora se dividiamo questo importo per 12,5 otteniamo 8 (100/12,5=8). Questo valore indica quanto patrimonio assorbe l operazione. Se la banca avesse avuto un patrimonio pari a 500, dopo l erogazione solamente 492 unità sarebbero disponibili per alimentare la crescita del suo attivo. Tuttavia nel 1999 sono state introdotte altre novità. La prima indica che finanziare con la stessa somma e con la stessa forma tecnica 2 soggetti comporta, se i soggetti hanno merito di credito diverso, diverso assorbimento di patrimonio. Un altro esempio chiarirà quando detto. Se una banca in alternativa può prestare sempre la stessa somma di denaro (100) o ad un soggetto solidissimo (con possibilità di fallimento a breve scadenza prossima a zero) o ad un soggetto meno solido (con possibilità di fallimento a breve scadenza decisamente superiore) diverso è l impatto in termini di assorbimento di patrimonio se il primo soggetto ha coefficiente 20% ed il secondo coefficiente 150%. Nel primo caso, infatti, il patrimonio assorbito a copertura del rischio sarà pari a 100 x 20% x 8% (cioè 1,6), mentre nel secondo sarà pari a 100 x 150% x 8% (cioè 12). Per rating, tuttavia, non si intende solamente quella pagella che grandi case attribuiscono (attraverso l utilizzo di lettere da A a D) ad altrettante grandi società, ma anche un sistema interno in cui le banche, in base a dati statistici, analisi personali, studi acquistati, valutano i loro clienti effettivi o potenziali. E chiaro che la banca che non sarà in grado di porre in essere questo articolato sistema di rating interno (entro il 2006) che le consentirebbe di segmentare la clientela riducendo i rischi, si troverà a dover applicare il modello di misurazione generico che certamente comporterà un maggiore assorbimento di patrimonio e, quindi, un limite alla crescita dell attivo. Le banche che maggiormente dovranno attrezzarsi in questa direzione sono soprattutto quelle di piccola dimensione che, spesso, concedono il credito più per conoscenza specifica del cliente che in base a criteri oggettivi. E allora evidente che costruire un sistema di rating interno basato su dati conta-

11 bili sarebbe fortemente limitativo oltre che poco operativo. In questo caso, nell impossibilità di evidenziare il vero rischio le banche sarebbero costrette a dover riconoscere al cliente una pagella peggiore che presumibilmente immobilizzerà quote crescenti di patrimonio e farà pagare ai clienti il conto di questa anomalia con condizioni di accesso al credito peggiori. Ciò potrebbe favorire la sopravvivenza dei soli operatori virtuosi perché chi non si adegua ai nuovi standard non può crescere ed è meglio che porti in dote il patrimonio a chi lo può far fruttare in modo ottimale. A seguito si riportano alcune conseguenza che derivano dalla norma. Le grandi banche dovrebbero essere meno penalizzate sia perché spesso hanno già in casa sofisticati impianti (ma funzionano viste le maggiori sofferenze?) per il monitoraggio specifico del rischio sia perché gestiscono i rapporti in modo più formale. I piccoli clienti (ci riferiamo a piccoli imprenditori, aziende familiari, ), stante questo scenario, non sono certamente in una situazione favorevole. L oggettiva difficoltà a retarli e quindi il conseguente maggiore assorbimento di patrimonio per la banca che volesse intrattenere rapporti con essi, comporterà (in linea teorica) una penalizzazione delle condizioni di accesso al credito. Gli improvvisi cambiamenti di scenario potrebbero determinare rapidi peggioramenti contemporanei di rating di molti soggetti affidati. A questo punto le banche che dovessero tener conto di ciò e che non volessero modificare la dimensione del loro attivo dovrebbero o ripatrimonializzarsi in fretta (aumenti di capitale) o mantenere sempre una parte del patrimonio libero (con peggioramento delle condizioni estese a tutti i soggetti). Potrebbero modificarsi di molto gli attivi delle banche. Infatti una banca potrebbe in alternativa decidere se mettere nel suo attivo una obbligazione di un paese emergente che assorbe una fetta altissima di patrimonio (rischio alto) oppure in alternativa erogare ammontari multipli di mutui assistiti da garanzie ad assorbimento di patrimonio molto inferiore. Cosa sta facento il credito trevigiano Non è tuttavia detto che ciò che è (o potrebbe essere) valido a livello generale lo sia per un singolo operatore. Il Credito Trevigiano, ad esempio, pur essendo una banca locale, ormai da mesi si sta preparando a BASILEA-2 con la costituzione di uno stabile team di esperti interni ed esterni che partoriranno nei tempi dettati dalla normativa il sistema di rating interno. Gianni Lo Martire 11

12 I GURU, CIU EN LAI E LA NOSTRA BANCA 12 I NOSTRI SOLDI Il più importante settimanale italiano che si occupa di vicende di borsa alcune settimane fa ha aperto la prima pagina con il seguente titolo Paura della guerra ma i signori della borsa comprano. Poi, dopo alcune pagine pubblicitarie, ecco uno spazio acquistato da una società italiana operante nel risparmio gestito con un titolone a quattro colonne Borsa, il calo non spaventa. E ancora, dopo gli spazi dedicati al sommario settimanale, si riprende il tema con un nuovo titolo, questa volta a cinque colonne, Guerra, c è chi dice buy. Ed Yardeni, seguitissimo guru di borsa e strategist di una delle maggiori case di investimento mondiali, in un box inserito nella stessa pagina indica in un più 25% il rialzo da lui previsto dell indice Dow Jones entro la fine dell anno. Insieme a lui altri gestori, rigorosamente ottimisti, indicano i motivi di questo loro sentiment. Senza dare più di tanto peso ai proclami più umilmente abbiamo preferito analizzare i mercati azionari partendo dai fatti. Ovvero da ciò che nelle ultime settimane le cronache hanno riportato e gli uffici di statistica divulgato. Guerra a parte, i segnali che emergono impongono prudenza perché gli scenari paiono tutt altro che positivi. Negli Usa, l ombelico del mondo finanziario, sono franate le vendite della grande distribuzione, sono scesi ancora gli ordini di beni durevoli, sono aumentati i licenziamenti, il tasso di disoccupazione è ancora elevato, il deficit pubblico è in piena accelerazione, il debito pubblico anche a causa della guerra in atto - si ingigantisce. Né basta. La produttività del lavoro è calata e si è mosso in direzione opposta il costo del lavoro. In questo contesto di palese debolezza ci si dovrebbe aspettare che i prezzi scendano. Niente affatto. L inflazione sale sospinta dai prezzi oil. Uniamo tutti questi tasselli e ne emergerà un quadro a tinte fosche in cui in controluce sta scritto che il rischio che all inflazione si unisca la stagnazione è concreto. L andamento del dollaro riassume tutti questi dati: solo pochi mesi fa era a 0,83 contro euro mentre oggi naviga a quota 1,08 - un bel meno 30%. Chi si occupa di mercati finanziari non ricorda un periodo in cui a fronte di un calo di Wall-Street le altre piazze siano salite. E questo l indicatore che dovrebbe fare riflettere più di ogni altro (guru e non) obbligando tutti (guru e non) ad essere prudenti. Cambiamo ora tema, ma solo all apparenza. Le cronache riportano che all inizio degli anni 70 un giornalista chiese a Ciu En Lai se pensava che la rivoluzione parigina del 1789 fosse stata positiva per la successiva storia del paese. Bene - rispose il primo ministro cinese - mi pare che sia ancora troppo presto per dare dei giudizi su questo tema. Duecento anni non gli bastavano per poter aprire la bocca e dare sentenze. Se a Ciu En Lai non bastavano due secoli per dare giudizi su di un tema i cui effetti parevano già essersi consolidati, a taluni bastano meno di duecento secondi per capire che la svolta è prossima. Ma chi è prudente e guru non è non può non convenire che il mercato è ancora tra le affilatissime unghie dell orso. Chi, purtroppo, ha già nel proprio portafoglio azioni dovrà pazientare ancora per il recupero. Per chi vuole starsene tranquillo ed ha qualche risparmio da investire - invece - una soluzione da proporre ce l abbiamo: le nostre obbligazioni, che si sono rivelate un ottimo investimento nel passato e lo saranno ancora per gli anni a venire. Capitale garantito, rendimento superiore a quello di mercato dei bot, prezzo certo dichiarato in anticipo nel caso di vendita prima della scadenza. Sono 3 caratteristiche che riunite assieme pochi altri titoli riteniamo possano offrire. Gianni Lo Martire

13 DA VEDELAGO A S. GIULIANO UN FILO DIRETTO DI SOLIDARIETÀ Lo scorso sabato 22 marzo la solidarietà di Vedelago è arrivata nelle zone terremotate del Molise, sotto forma di contributi a favore delle comunità del luogo impegnate nell opera di ricostruzione, sia edilizia, sia economico-sociale. Ma andiamo con ordine. All indomani del sisma, tutti si mobilitano per far fronte alle necessità di quanti avevano le proprie case inagibili, con l inverno in arrivo. Anche a Vedelago qualcosa si muove: l Avis, il Gruppo Atletica e il vasto mondo del volontariato, raccolgono fondi da inviare alle popolazioni colpite; a ciò si aggiunge il contributo del Credito Trevigiano, dei suoi dipendenti ed amministratori. Si cerca di stabilire un contatto diretto con qualche referente del luogo che possa segnalare le situazioni più bisognose di aiuto. La banca si muove attraverso le strutture del Movimento e il Presidente Di Santo riesce a comunicare col suo collega della BCC di Colletorto, comune dove si trova il tristemente famoso S.Giuliano; contemporaneamente Vittorio Innocente riesce a mettersi in contatto con Ginetta De Simone, persona fortemente impegnata nel volontariato locale. Entrambe le fonti sono concordi nel rinviare a quando la TV si sarà dimenticata di noi l intervento di Vedelago. Una prima iniziativa fa capo al parroco di Larino, che sta costruendo un centro sociale per attività destinate ai portatori di handicap e agli anziani. Una seconda iniziativa, cui sono stati destinati i fondi raccolti dalla nostra banca, sarà gestita direttamente dalla locale BCC di Colletorto a favore delle situazioni maggiormente bisognose. E proprio sul piano economico che il terremoto ha fatto i maggiori danni in quanto ha colpito una zona già di per sé debole. L attività principale della zona è l agricoltura, che però non garantisce il completo assorbimento della forza lavoro in quanto non riesce ad organizzarsi, a mettere insieme le risorse per riuscire a trasformare i prodotti della terra, magari attraverso forme organizzative, come la cooperazione, in grado di garantire un soddisfacente grado di democrazia economica. Nel centro di Colletorto spicca una serie di containers che la locale banca è riuscita, grazie alla solidarietà del Credito Cooperativo nazionale, a mettere a disposizione delle attività commerciali che altrimenti sarebbero state costrette a chiudere. Parecchi edifici sono puntellati ed inagibili, analogamente al centro di Larino, mentre è inaccessibile il centro di S.Giuliano. Contemporaneamente il nuovo S.Giuliano, fatto di case prefabbricate di legno, è sorto a poca distanza, segno della volontà di restare a tutti i costi nella luogo natìo. Lasciati gli amici ai quali era stato portato un po di conforto, la comitiva ha fatto tappa nel cimitero dove sono sepolti i bambini morti nel crollo della scuola di S.Giuliano. Una serie di tombe, riempite dei loro giocattoli, degli oggetti a loro cari, dei berretti, dei caschi, delle tute dei primi soccorritori, che si sono prodigati nel tentativo di strapparli al loro infausto destino. Una preghiera corale ha spezzato, per un attimo, il gelido silenzio del luogo e il nostro sguardo non riusciva a staccarsi dalle foto che li ritraevano in momenti di felicità: quegli sguardi infantili, quelle espressioni gioiose sembravano veramente di angeli, gli angeli di S.Giuliano. Enzo Bergamin SOLIDARIETÀ Foto: da sin a dx-in piedi: Ginetta De Simone, il Commissario Straordinario di Colletorto, il sindaco Remigio Parisotto, Vittorio Innocente, Nicola Di Santo, due amministratori della BCC locale, il parroci di Larino e di Colletorto. Accosciati: don Florido, Renzo Biasini, Giovanni Martini, Enzo Bergamin 13

14 BOSA TRADE FIRMA LE CERAMICHE D ARTE FAMOSE NEL MONDO La minuscola azienda di Pove del Grappa è conosciuta nei negozi internazionali più famosi e sofisticati. Italo Bosa, artigiano che opera ai piedi del Grappa, in quel di Borso, è un artista della ceramica e spiega così la sua vocazione imprenditoriale : A volte nella vita si presentano opportunita che colte al volo ti indirizzano per una strada piuttosto che in un altra cosi è capitato a me. Sfruttando la mia passione per il disegno e per il modellato. Ho iniziato molto giovane ad imparare il mio mestiere in un piccolo laboratorio di ceramiche. La creatività è un qualcosa che si ha dentro, naturalmente il gusto si affina come si affina la lavorazione di un materiale con l esperienza, ma la voglia di andare oltre, di ricercare il nuovo, di stravolgere e di inventare quello che non c è, diventa una sfida che per mio carattere mi pongo sempre davanti. Il troppo facile non mi entusiasma, mi piacciono le battaglie e per questo a volte sono sempre in guerra anche con i miei oggetti che si rompono, si deformano, sono difficili da controllare perché fatti di acqua, terra e fuoco. D. State iniziando una nuova battaglia? R. Con questo spirito stiamo iniziando una nuova avventura con l artista spagnolo Jame Hayon. Lui giovanissimo, un vulcano di idee, è stato braccio destro di Oliviero Toscani ed ora direttore artistico di Fabrica. Ci ha proposto di realizzare delle vere e proprie opere d arte che verranno presentate ad ottobre nella nota galleria londinese di David Gill. Una prima presentazione dell albero Cactus è stata fatta al Salone del Mobile di Milano. Si tratta di un oggetto scultura alto circa 3 metri realizzato interamente in ceramica. 14

15 D. Qual è la parola chiave della sua attività? R. La ricerca è la parola chiave nella nostra azienda: ricerca di forme, ricerca di colori (gli smalti infatti vengono miscelati da noi in laboratorio), ricerca di materiali. Non a caso abbiamo introdotto il marchio Bosa Trade inserendo nelle nostre collezioni altri materiali come le pelli con cui realizziamo coloratissimi tappeti, le casse acustiche, le cere e quant altro. D. Quando è iniziato il contatto con il design? R. Negli anni 80 abbiamo iniziato il nostro primo approccio con il design con una collezione assieme a Marco Zanuso jr. Nel 1998 con Roberto e Ludovica Palomba abbiamo proposto la collezione Basic seguita da Words dove abbiamo coinvolto circa una vendita di designers di varia nazionalità. Ognuno ha progettato un proprio oggetto reinterpretando la ceramica attraverso il segno contemporaneo. Numerose sono state le attenzioni da parte di riviste nazionali ed internazionali sia per la collezione DESIGN sia per la collezione CONTEMPORARY CLASSIC, collezione che progettiamo io e mia figlia. Si tratta di oggetti di un design più morbido, meno minimale, che comunque interpretano un gusto contemporaneo d arredamento, utilizzando metalli preziosi quali l oro, il platino e l argento. Ricerchiamo per le nostre collezioni un linguaggio unico, oggetti che possano piacere al nostro cliente svizzero e a quello di NewYork. La clientela Bosa è sparsa in tutto il mondo, dall Europa all America, all Asia e all Australia, dando la massima attenzione ai punti vendita. D. Il prossimo obiettivo? R. Stiamo raddoppiando la nostra unità produttiva e contiamo anche quest anno di mantenere una crescita media del 20%. Ci stiamo strutturando per crescere e poter mantenere un costo produttivo italiano. Quindi niente delocalizzazione ma utilizzo, sempre di più, di manodopera specializzata locale. D. Quali sono le vostre soddisfazioni? R. La soddisfazione più importante è veder crescere la propria azienda anche in tempi così duri per il mercato, è il coinvolgimento della propria famiglia, è il rapporto di squadra instauratosi con i dipendenti che da anni collaborano con noi.le idee certo non ci mancano e neanche la voglia di sperimentare nuove rifiniture o materiali, cercando sempre di cogliere e proporre quelle che saranno le nuove tendenze di gusto. Amo l arte e le cose belle e, nonostante fare l imprenditore non sia affatto un gioco, la cosa che mi porto a casa la sera è il divertimento che provo nel fare sempre cose nuove. Questa è la mission che abbiamo scelto. G.S. LE NOSTRE AZIENDE 15

16 MAIALI PER CASO, SALAMI PER SCELTA 16 LE NOSTRE AZIENDE Dietro lo slogan accattivante lavora il Salumificio di Cornuda S.p.A., un azienda che punta tutto sulla qualità delle tre linee produttive: prosciutti cotti, crudi salati stagionati e salami. Prossimo obiettivo la Soppressa Trevigiana Dop. Due famiglie trevigiane, De Nadai di Cornuda e Pizzolon di Ponzano Veneto, unite da un identica missione: produrre i migliori insaccati con la passione e l arte del vero bechér, ma con la qualità ed i procedimenti dell industria moderna. Hanno iniziato i padri ed ora i figli, Stefano De Nadai presidente e direttore commerciale e Guido Pizzolon direttore finanziario, continuano l impresa con il marchio Bechèr salumi di natura con risultati lusinghieri. Negli ultimi 3 anni il nostro fatturato è passato da 45 miliardi di vecchie lire a 60 miliardi, precisa Guido Pizzolon, e negli ultimi 4 mesi registriamo una crescita del 12%.A fine anno contiamo di raggiungere i 33 milioni di Euro. Abbiamo la volontà di crescere anche come valore aggiunto per continuare ad effettuare i necessari investimenti tecnici ed immateriali: la ricerca e lo sviluppo in nuovi prodotti. Intendiamo coprire nicchie di mercato in cui solo l ingegno garantisce una supremazia rispetto ai quasi 2 mila altri salumifici che ci sono in Italia. Progetti ambiziosi, quindi, per il Salumificio di Cornuda S.p.A., in cui le due famiglie detengono il 99% delle quote azionarie, ma basati su una precisa scelta: la ricerca quasi spasmodica della qualità. Dalla scelta e selezione delle materie prime, sempre le migliori, alla fidelizzazione e formazione continua del personale coinvolto in questo obiettivo. Nel contratto integrativo aziendale, spiega ancora Pizzolon, abbiamo inserito la voce che premia il miglioramento della qualità. Ogni mese eseguiamo dei test alla cieca confrontandoci con i prodotti concorrenti dei leaders di mercato e dove siamo intervenuti abbiamo avuto un aumento delle vendite anche del 50-60%. In questo modo, in 2 anni ai nostri dipendenti (120 in tre sedi, una a Cornuda e due a Ponzano Veneto) abbiamo distribuito 180 mila euro. L anno scorso abbiamo aggiunto un altro obiettivo: superare scaglioni di valore aggiunto per addetto, quale conseguenza del maggior reddito creato, perseguendo una politica incentrata sulla qualità. In questo caso abbiamo erogato altri 30 mila euro. Nella produzione dei crudi salati stagionati a ciclo lungo (speck), il Salumificio di Cornuda detiene il 5% della quota del mercato italiano, e da circa 6 mesi è entrato nel segmento dei prosciutti crudi di alta qualità marchiati San Daniele e Berico Euganeo DOP (Denominazione Origine Protetta). Tra i crudi salati a ciclo breve produce i cubetti di pancetta per i quali Bechèr rappresenta la terza marca per quota (30%) di mercato in Italia. Nel 2002, quest ultima linea di prodotto ha avuto un incremento del 25% con 3,5 milioni di Euro di fatturato ed è stata l unica marca industriale a crescere. Stiamo facendo un ulteriore investimento per mettere una barriera all entrata tecnologica fra noi ed i nostri principali competitors,

17 acquistando un impianto automatico di confezionamento per vaschette da grammi a Ponzano Veneto. Tra i cotti, importanza strategica riveste per l azienda il prosciutto CottoNatura Bechèr, 1,5 milioni di euro di fatturato nel 2002, certificato 100% da materie prime selezionate italiane, frutto della ricerca e dello sviluppo aziendale prima dello scoppio dei fenomeni quali B.S.E. (o Mucca pazza ) ed afta epizootica, per soddisfare le nuove esigenze dei consumatori sempre più attenti alla qualità ed alla sicurezza dei prodotti. Il prossimo grande obiettivo da raggiungere? Innanzitutto realizzare il marchio Soppressa Trevigiana DOP. Un impresa che da 2 anni ci vede impegnati, assieme alla Camera di Commercio di Treviso, con una quindicina di aziende locali con le quali vogliamo costituire una filiera agro-alimentare. E naturalmente crescere presso i clienti della grande distribuzione, che già ora costituisce il 75% delle nostre vendite. Siamo posizionati nella fascia alta dei segmenti di mercato in cui operiamo per fare concorrenza ai leader del settore. Loro hanno costi di produzione e prezzi di vendita molto più elevati dei nostri. Noi siamo pronti a sfruttare l arma della più alta qualità e dei costi inferiori del 10-15%. Nel 2002 siamo entrati nel segmento degli hamburger di prosciutto cotto con Le Prosciuttine Bechèr con le quali abbiamo raggiunto già il 10% della quota di mercato ed anche per questo prodotto, come per i cubetti di pancetta Bechèr, prevediamo elevati investimenti. La qualità presuppone anche la specializzazione. E così lo stabilimento di Cornuda è dedicato alla produzione dei salami e della soppressa, in quello di Ponzano, dove fuori troneggia l accattivante slogan Maiali per caso, salami per scelta, si producono i prosciutti e nell altro, poco lontano, gli stagionati. L altra grande leva della qualità è la professionalità. In azienda, afferma Pizzolon, abbiamo inserito negli ultimi 2 anni persone di sempre più elevata professionalità ed altamente motivati a lavorare per obiettivi: dal responsabile della produzione, a quello del controllo qualità, al responsabile dell area tecnologia, al responsabile del controllo di gestione, al direttore vendite, ecc.. La struttura commerciale, diretta con sapienza da Stefano De Nadai, conta 5 dipendenti dedicati a presidiare la fascia dei maggiori clienti e circa 50 agenzie che promuovono la vendita dei prodotti Bechèr in tutta Italia. Siamo estremamente convinti, conclude Pizzolon, che nel medio termine il miglioramento qualitativo dei prodotti, la cura delle confezioni e l affinamento del servizio offerto ai clienti aumenterà la credibilità del nostro marchio Bechèr e con esso il valore aziendale. Giesse 17

18 LA PORTA DELL ACQUA Punto d ingresso al Parco del Sile IL PARCO DEL SILE La tradizionale gita di Pasquetta alle sorgenti del Sile sarà sicuramente più interessante e ricca di opportunità a partire dal Parola di Presidente. E quando il Presidente in questione è quello del Parco del Sile, Antonio Confortin, non c è motivo per non credergli. Anche perché è supportato dai sì del Comitato tecnico regionale, della Commissione Ambiente e del Consiglio Veneto, che hanno approvato in toto il progetto della Porta dell Acqua, porta d ingresso del Parco. Si sentiva da tempo, soprattutto da parte delle numerose scolaresche del Trevigiano e del Veneziano che ogni anno fanno visita al Parco, la necessità di poter disporre di un vero e proprio Centro Visite, opera indispensabile in tutti i parchi che si rispettino, per organizzare e coordinare il flusso di visitatori e per offrire loro adeguate strutture culturali, scientifiche e ricettive in grado di orientarli e guidarli nella visita. L impegno è davvero consistente ( ripartite tra Regione, Amministrazione Comunale di Vedelago e sponsor privato) e si propone di attrezzare un area di mq. per accogliere (parcheggi, area di ricevimento, punto di ristoro, alloggio del custode), per esporre e documentare (Ecomuseo delle Risorgive, Orto botanico, zona ad habitat umido, ambiente forestale tipico, formazione forestale pioniera, recupero della polla d acqua) e per consentire un operatività didattica (Casetta digitale con una cinquantina di computer). Un ponte sulla strada (via S. Brigida) consentirà il collegamento col bosco del fontanazzo della Coa Longa (già attrezzato), con i percorsi sul Sile e con una pista pedonale lunga 94 km. (ciclabile in parte). La Porta d Acqua costituirà uno speciale punto d accesso al Parco, il primo dei 29 previsti lungo l intera asta del fiume. L Ente Parco è già riuscito a stabilire un opportuno coordinamento tra il punto d accesso di Casacorba e quelli di Istrana, Morgano e dell Oasi Cervara. L intervento di tutela, recupero e valorizzazione dell ambiente delle prime risorgive (particolare attenzione sarà riservata alle lavorazioni ed ai materiali, tutti bioed eco-compatibili) è stato progettato dall architetto Gennaro Mammoli e dall esperto forestale Francesco Tocco. Verrà realizzato in tre stralci. Del primo, comprendente l area a parcheggio, l abitazione del custode, il punto di ristoro ed una parte del percorso d ingresso, la posa della prima pietra avverrà nei primi giorni di settembre, in concomitanza con La Fiera dei Sapori, prima grande rassegna dei prodotti di qualità della Castellane, che si terrà anch essa a Vedelago. G H 18

19 A I B C F D E A Accesso da nord, da una laterale di via S. Brigida, con parcheggio capace di 50 posti auto ed area di sosta per 2 pulman B Casa del custode e punto di ristoro con pergolato a portico e filare di metasequoie C Polla d acqua di risorgiva da recuperare D Eco-museo delle Risorgive con zone per esposizione e per piccoli convegni e conferenze; Casetta digitale con 50 computer E Orto botanico con una quarantina di specie vegetali tipiche F Habitat umido con specie erbacee acquatiche, semisommerse e di torbiera G Habitat forestale con bosco di querce e carpini misti a tigli, aceri e frassini ed ambiente tipico delle risorgive H Habitat delle piante pioniere, di nuovo impianto, con specie forestali pioniere o preparatorie (salici, ontani, ornelli, pioppi) e specie botaniche tipiche del sottobosco I Habitat del bosco esistente con specie arboree ed arbustive autoctone da tutelare 19

20 PAOLO Un protagonista dei nostri tempi Paolo Berro ed il ministro Stanca alla Camera dei Deputati Apparire sulle pagine dei giornali, essere invitato al Costanzo show, intervenire a convegni assieme ad esperti e parlamentari, diventare a 26 anni addirittura consulente del Ministro per l Innovazione e le Tecnologie: sembrano avvenimenti e situazioni che accompagnano di solito la carriera di un giovane rampante dei nostri tempi. Ma è vero solo in parte per Paolo Berro, giovane di Castelfranco assurto in poco tempo alla notorietà nazionale. Dopo un fatto di 5 anni fa che l ha fatto rinascere a nuova vita. Come dice lui. Prima era un ragazzo felice, dinamico, sportivo, impegnato negli studi di Ingegneria meccanica a Padova. Poi, improvviso, il dramma che avrebbe potuto stroncare chiunque: un incidente d auto abbastanza banale, come tanti altri. Ed il lungo e doloroso tunnel del coma e della lentissima rieducazione, durata tutt un anno, affrontata con straordinaria forza di volontà e sostenuta dalla dedizione totale dei genitori, Maria Teresa e Giorgio, e dalle cure amorevoli di medici, infermieri e conoscenti. Grazie a tutti loro è rinato Paolo. Un nuovo Paolo. Che, nonostante l immobilizzazione che gli consente di muovere solo la testa, è molto più mobile, attivo, propositivo di prima. Circondato da tanti più amici e conoscenti, contattato quotidianamente da persone che vogliono conoscerlo ed entrare in rapporto con lui. E lui stesso in grado di aiutare tanti altri e di mettere a disposizione di tutti le sue nuove abilità. Perché grazie ad un programma informatico a comando vocale, il Dragon Dictate, è riuscito a riprendere gli studi al Politecnico di Torino, a sostenere esami in video conferenza (primo esperimento in Italia), a dialogare via internet con il mondo intero. Ed è ricominciata la sua nuova vita, che l ha portato a diventare collaboratore della stessa Dragon System Italia, web designer di una compagnia telefonica, progettista di tecnologia applicata alla disabilità (suo è il brevetto di una speciale carrozzina elettronica per disabili), consulente ricercato in convegni, come quello nazionale sulle tecnologie per la disabilità tenutosi alla camera dei Deputati lo scorso 5 marzo, dove, davanti ai ministri Maroni, Sirchia, Buttiglione e Stanca, ha fatto presenti con fermezza e decisione le esigenze dei disabili italiani in tema di lavoro e di formazione professionale. Non cerchiamo assistenza, ma la possibilità di mettere a frutto le abilità che abbiamo o che possiamo acquisire anche attraverso la tecnologia. Createci le condizioni perché possiamo diventare anche noi delle risorse. È la lotta che Paolo conduce da anni, a tutti i livelli ed in tutte le sedi, da quando ha rinunciato alla pensione sociale per pretendere di diritto un posto nella società. E c è pienamente riuscito, a dispetto di tante barriere non solo architettoniche. Pensando anche alle esigenze della nostra normalità. Come ha fatto recentemente progettando e curando la realizzazione del sito web del Civico Museo Virtuale di Castelfranco, unico e prezioso strumento di divulgazione del patrimonio artistico della città. Una delle iniziative sostenute anche dal Credito Trevigiano, con cui Paolo ha in atto ormai da anni un rapporto di amicizia e di collaborazione, che l ha portato anche a Vedelago alla festa di premiazione degli studenti. A testimoniare la sua voglia di vivere, di comunicare, di progettare, di guardare al futuro. Da autentico testimone in piedi, come l ha definito Giorgio Lago. Lorenzo Morao 20

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