AssoPsicologi. Il Training Autogeno tra tensione e distensione. Prima parte. Dott. Massoli Mirko

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1 Il Training Autogeno tra tensione e distensione. Prima parte. Dott. Massoli Mirko Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento ideata nella prima metà del ventesimo secolo dal neurologo e psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz. La caratteristica fondamentale del TA è quella, così come la stessa etimologia della denominazione descrive, di consistere in un allenamento (training) che da sé (autos) si genera (genos). Questo lavoro individuale, determinato dall apprendere i diversi esercizi, determina un costruttivo atteggiamento di autoresponsabilizzazione e auto-determinazione da parte del soggetto verso se stesso e il proprio stato psico-fisico. Il TA tende a sviluppare una profonda conoscenza e consapevolezza dei propri stati mente-corpo e a favorire il processo di integrazione somatopsichico con conseguente regolazione dei processi energetici. Tale tecnica si fonda su numerosi principi che appartengono alla psicologia corporea e più in particolare all analisi bioenergetica. Per comprendere il TA possiamo partire dalle parole conclusive del quaderno delle esercitazioni di Schultz: La vita richiede polarità; applicato al nostro materiale: alto grado di tensione per la realtà e la combattività da una parte, profonda distensione, sgorgante dall interno, dall altra. La distensione va intesa sempre nel suo rapporto di alternanza con la tensione. Sul piano fisiologico l interazione tra tensione e distensione non è così evidente come appare a prima vista. L esempio più semplice di questo rapporto è osservabile nell attività muscolare, sia scheletrica (ad esempio nell alternanza ritmica di tensione e distensione nel camminare), che viscerale (nell attività cardiaca, respiratoria e intestinale). La tensione è costituita dall accorciamento e dalla contrazione del muscolo, la distensione invece dal suo rilassamento o allungamento passivo. Nel TA si parla anche di tono, si intende la tensione dei tessuti, in particolare dei muscoli, controllata dal sistema nervoso. Quando si parla di tono, ci si riferisce al tono in stato di riposo, vale a dire alla tensione base del muscolo in riposo. Questo oscilla entro determinati limiti, pertanto se le varie funzioni si trovano in un rapporto equilibrato tra di loro, si parla di 'eutono', invece si parla di 'ipotono' e 'ipertono' nei casi si insufficienza o eccessiva tensione. Inoltre si parla di 'distonia' nei casi in cui le singole funzioni si differenziano fortemente nel loro grado di tensione-distensione. Il TA, considera l essere umano nella sua totalità e globalità, pertanto il fine ultimo è quello di riportare e ristabilire l equilibrio, cioè il tono appropriato. Dall ipnosi al training autogeno L ipnosi è la capostipite di molte psicoterapie, sia la psicoanalisi che le terapie suggestive hanno preso le mosse dall ipnosi. Anche il TA è suo figlio legittimo. Tutti i cambiamenti somatici e psichici che possono essere provocati dall ipnosi, possono essere raggiunti anche dal TA, ambedue i procedimenti utilizzano messi simili. Nell ipnosi questi cambiamenti avvengono tramite un fattore esterno, cioè un altra persona: si tratta quindi di un effetto eterogeno, invece nel TA ha luogo un auto-influenzamento. Secondo Schultz il TA è un esercizio sistematico che si sviluppa (gen=divenire) da sé (autos) e che plasma il nostro Io. Il TA si basa su due derivazioni dell ipnosi: da una parte i risultati delle ricerche sull ipnosi condotte da Oskar Vogt), dall altra le esperienze della cosiddetta prima e seconda scuola di Nancy. I rappresentanti della prima scuola di Nancy hanno trasformato l ipnosi in uno strumento terapeutico riconosciuto a livello scientifico. Il termine suggestione si riferisce sia allo stato di ipnosi sia allo stato di veglia, questo è un passo avanti, in quanto prima veniva usato solo per definire l influenzamento durante l ipnosi. Un altro progresso è costituito dall aver scoperto che la suggestione non è una derivazione dell ipnosi, ma, al contrario, è un processo sovraordinato, di cui l ipnosi è solo un caso speciale. La seconda scuola di Nancy sviluppò questa tesi e affermò che in ogni suggestione il fattore attivo è solo l autosuggestione: ogni suggestione, sia nell ipnosi sia in stato di veglia, ha effetto soltanto se viene accettata e memorizzata dal 1

2 soggetto. Così si spianò la strada verso l autoinfluenzamento suggestivo e quindi verso l autosuggestione attiva applicata coscientemente, come la troviamo nel TA. L altro orientamento abbandonò il tipo di ipnosi prescientifica autoritaria e condusse ad un metodo d ipnosi differenziato dal punto di vista terapeutico, adattato cioè alle possibilità del paziente, il quale si rendeva gradatamente sempre più indipendente dall ipnotista nel controllo della situazione (autoipnosi). Si possono evidenziare le differenze tra sonno, ipnosi e TA. Tipico dell ipnosi è il rapporto ipnotico intenso e di conseguenza la spiccata etero-suggestionabilità, cosa che non esiste nel sonno normale e nel TA (quando c è si verifica solo nello stato iniziale). Un altra netta distinzione è data dall attività presente nel TA sotto forma di passivazione attiva, in contrasto con la passività vera e propria che precede il sonno e l ipnosi e permane durante il processo. Lo stesso vale per la capacità nel disporre di sé che è tipica del TA, mentre manca nell ipnosi e nel sonno. La commutazione Nel TA la commutazione ha un ruolo di importanza centrale. Il significato e i vari aspetti del termine variano a seconda del contesto in cui viene utilizzato. Espressioni come esperienza concentrativa di commutazione, oppure commutazione autoipnotica si riferiscono principalmente all aspetto psichico del processo, ma la maggior parte delle espressioni contenenti il termine commutazione rimandano all evento psico-fisico globale. Gli studiosi affermano che durante il sonno, l ipnosi e il TA avviene lo stesso processo commutativo, ma i risultati sono notevolmente diversi. La contraddizione è solo apparente, perché la diversità dei risultati è dovuta ad una diversa utilizzazione della commutazione e alla sua combinazione con altri processi o con altri principi. A seconda che il processo commutativo sia collegato ad un atteggiamento attivo o passivo nei confronti della commutazione stessa si ottengono risultati diversi. Se un individuo lascia che la commutazione avvenga passivamente, senza una presa di posizione personale, arriverà al sonno. Se, altrettanto passivamente, lascia che la commutazione sia condotta da un altro individuo, il quale limita ad un intenso rapporto a due le modificazioni dello stato di coscienza che avvengono durante il processo, si parla di ipnosi. Se al contrario si procede attivamente, cioè se tutti i presupposti per una commutazione vengono creati coscientemente dal soggetto stesso, se al processo viene dedicata la piena attenzione (rilassata), e di conseguenza esso viene accelerato e diretto nel senso desiderato, allora si tratta di un processo auto suggestivo o di una commutazione autogena-concentrativa. Il fattore fondamentale del TA è dato da un cosciente orientamento dell attenzione verso la propria commutazione. Appena quest attenzione viene interrotta il soggetto slitta nel sonno o di nuovo indietro in uno stato di veglia cosciente. Il concetto di regressione Per comprendere meglio il TA come processo commutativo, bisogna soffermarci sul concetto di regressione. Il termine regressione viene spesso utilizzato con un accezione negativa. Questo capita in particolar modo quando il termine viene usato in senso stretto, come nella teorie delle nevrosi (Freud). In tale contesto, regressione, significa un passo indietro verso stadi evolutivi già superati soprattutto nel periodo dell infanzia, perciò anche ritorno a stadi espressivi e comportamentali con un basso grado di differenziazione e strutturazione. Queste forme regressive indicano quanto meno un disturbo psichico. Nel TA la regressione è produttiva per molti aspetti. Le caratteristiche della coltura occidentale hanno condotto l individuo ad assumere un atteggiamento estremamente estroverso. Spesso alcune qualità che ognuno di noi ha posseduto da bambino vengono represse o atrofizzate con un educazione unilaterale. In questo complesso stato di cose interviene il TA. Esso favorisce le funzioni trascurate promuovendo le possibilità di espressione dell uomo. Nel TA l individuo resta sovrano di se stesso decidendo fino a che punto vuole 2

3 regredire, per quanto tempo vuole mantenere questo stato e a quale scopo lo vuole utilizzare. Così considerata, la regressione è sempre un mezzo per un fine, un possibile mezzo per un espressione individuale migliore e più disinibita. Lo stato di coscienza nel Training Autogeno Nel TA interessa quel tipo di coscienza che costituisce una caratteristica di determinati stati funzionali dell organismo, in altre parole: la corrispondenza psichica di determinate funzioni fisiologiche. Il campo di competenza vero e proprio del TA è il quarto stadio della coscienza, che viene raggiunto in tutta la sua estensione solo dopo molti mesi di esercizio. È lo stadio della distensione completa del restringimento al mondo interiore, nel quale per prima cosa è importante la comprensione dei processi psichici, cioè l appercezione cosciente delle funzioni sensoriali (senso del tatto, del peso, della temperatura, della posizione, della percezione degli organi, ecc). Questo orientamento dell attenzione verso le funzioni del corpo, costituisce nel TA il passaggio necessario per la presa di coscienza dei processi psichici, che vengono afferrati, e acquistano perciò importanza, solo durante il corso degli esercizi. La coscienza onirica corrisponde al quarto grado della scala di vigilanza, dove il grado di attenzione e di vigilanza è ridotto. In tale coscienza l elemento dominante è di tipo ottico, si tratta di immagini e rappresentazioni che spesso compaiono in gran quantità e in maniera confusa, dove le immagini possono accavallarsi e confondersi creando nuove forme fantastiche. La generalizzazione La generalizzazione fa parte dei processi di apprendimento. Schultz rimanda la concetto di sinergia della psicologia classica, al quale corrisponde il suo concetto di generalizzazione. Esso esprime l idea che l esercizio di una funzione ne coinvolge altre non direttamente interessate. Secondo Schultz questo tipo di generalizzazione corrisponde al transfert psicologico, cioè la trasposizione automatica, su altre situazioni, di capacità o moduli comportamentali. Nel TA, ogni singolo esercizio localizzato, non solo può coinvolgere tutte le funzioni vegetative, ma anche la sfera emotiva strettamente collegata con esse. Ogni esercizio riuscito produce un cambiamento nell atteggiamento del soggetto verso se stesso e verso il mondo esterno e ciò si ripercuote favorevolmente su tutti i piani. Sia nella sfera organica che in quella psichica non esistono processi isolati, essi sono sempre inseriti in un tutto complessivo e sono solo un elemento all interno di un enorme sistema. Il sistema nervoso vegetativo è costituito da due strutture parziali, il simpatico e il parasimpatico (vago). Essi si differenziano tra l altro per il tipo di mediatore, che nel punto di contatto tra i nervi e l organo esecutore, è la noradrenalina e l adrenalina per il simpatico e l acetilcolina per il parasimpatico. Questi ormoni vengono prodotti nelle terminazioni nervose in quantità sufficienti per condizioni di vita normale. Nel caso di prestazioni superiori le ghiandole surrenali secernano una maggiore quantità di adrenalina e noradrenalina e la immettono nel sangue, rinforzando così prontamente tutte le funzioni del simpatico e facilitando un adattamento del corpo a prestazioni maggiori o a uno stress. L acetilcolina, la sostanza del vago, viene prodotta in tutto il corpo e immessa nel sangue, essa è alla base del processo metabolico. L immissione supplementare degli ormoni suddetti provoca una modificazione vegetativa globale e con ciò una generalizzazione dell effetto. Gli effetti delle formule del TA corrispondono in linea di massima a una sollecitazione delle funzioni del parasimpatico e ad una inibizione di quelle del simpatico. La suggestione Secondo Schultz il TA permette di raggiungere tutte le prestazioni proprie degli stati suggestivi. Nel TA ci sono due forme di suggestione: quella dell eterosuggestione applicata dall operatore, senza che il soggetto in allenamento lo percepisca (può essere importante all inizio del TA) e quella dell autosuggestione applicata dal soggetto nella 3

4 sua forma cosciente (processo concentrativo del TA). Il TA viene definito come un metodo di autosuggestione praticabile e comprensibile a tutti. Il TA, nella sua applicazione, è l utilizzazione psicoterapeutica cosciente e mirata di un autosuggestione dove il termine concentrativo equivale ad auto suggestivo. È vero che gli impulsi per gli esercizi e le indicazioni per le singole formule provengono dall operatore, ma è anche vero che l adozione cosciente e l applicazione (auto suggestiva) avvengono esclusivamente ad opera dei soggetti in allenamento. Proprio in questo sta la differenza fondamentale rispetto alle forme non intenzionali di autosuggestione. Immagini, emozioni e loro effetto suggestivo Con il termine immaginare, nel senso psicologico usato in questo contesto, si intende: la rappresentazione di dati sensoriali, non in base all azione diretta di stimoli sensoriali, ma in base alle tracce residue di precedenti percezioni. Si tratta quindi di contenuti psichici concreti: a seconda della varie aree sensoriali, dalle quali provengono, possiamo distinguere immagini uditive, visive, tattili e cenestetiche. Ciò che hanno in comune con le percezioni è il loro carattere concreto, evidente e oggettivo, anche se in parte molto più sbiadito; la differenza è data invece dalla coscienza che si tratta di un processo non reale: esso può essere solo realizzato (termine usato frequentemente da Schultz). Se si usa il termine immaginare come sinonimo di rappresentazione, l interesse si focalizza su tutte le aree sensoriali, così anche la pesantezza e il calore nel TA sono definite immagini. Queste contengono esperienze (complessi percettivi e concettuali) che vengono impresse nella mente. Esse possono essere determinanti per tutto il corso della vita, da ciò l importanza alle prime esperienze giovanili, che vengono prese a modello e condizionano tutte le esperienze successive. Come nel bambino le prime impressioni sono determinanti per tutto il resto della vita, così nel TA l esperienza della prima seduta condiziona spesso tutto l andamento successivo. Anche il TA è infatti un processo di apprendimento. Le emozioni che partecipano nel processo del TA possono essere elementi di ostacolo o non. Per esempio i timori possono disturbare le funzioni organiche, mentre le immagini collegate agli affetti, alle sensazioni e ai desideri dell individuo aumentano la sua suggestionabilità. Inoltre l affettività possiede un ulteriore effetto: facilita la via verso la personalità profonda. Nel TA è necessario tener presente che il grado di efficacia di una suggestione dipende dall intensità dell emozione e della qualità dell immagine. Il ruolo del linguaggio nel TA Nel TA il parlare, nel senso di proferire parole, è molto meno importante che nell ipnosi, dato che nel processo autogeno (TA) si tratta più che altro di un dialogo interno, che nell individuo ben allenato non necessita più di stimolazioni esterne attraverso la parola. L operatore non può però fare a meno di dare spiegazioni, di pronunciare le formule davanti ai soggetti in allenamento, di dimostrare il funzionamento dell esercizio, anche se, come dice Schultz, sarebbe preferibile evitare dimostrazioni verbali di accompagnamento all esercizio. Nel TA la voce energica-moderata, viene utilizzata all inizio del lavoro di allenamento, nella fase di ripresa, e più tardi in alcune formulazioni di personalità. La voce delicata viene usata nella distensione e nel rilassamento, ma anche nel libero uso di formulazioni per la loro illustrazione. È da tener presente che dietro ogni comunicazione materiale dell operatore c è la sua personalità, infatti in ognuna delle sue spiegazioni e illustrazioni è implicito il suo modo di pensare e di vedere le cose. L espressione linguistica che viene utilizzata dal conduttore di TA deve essere il più possibile comprensibile al soggetto, ma nel colloquio sulle condizioni e i fondamenti del training non è possibile evitare terminologie tecniche. Infatti, le formule più semplici sono anche quelle più efficaci, pertanto si realizzano le suggestioni che sono conformi alla sfera dell interesse vitaleesistenziale del soggetto. La verbalizzazione delle formule vale solo per l inizio del training. Con lo svolgimento sempre più autonomo del processo queste considerazioni diventano superflue. 4

5 Nell esercizio del TA non bisogna 'costringersi alla quiete', ma piuttosto 'dissolvere le proprie tensioni', più che altro 'lasciare che il cambiamento si verifichi spontaneamente'. Il TA diventa un importante incontro di conoscenza del proprio sé psico-corporeo che, se contestualizzato all interno della visione olistica dell individuo, è in grado di valorizzare ulteriormente il potenziale curativo-trasformativo della tecnica stessa. In questa prima parte dell articolo sono stati approfonditi, se pur brevemente, i concetti fondamentali del Training Autogeno, nella seconda parte verranno presi in considerazione altri elementi come l applicazione del TA, i problemi riguardanti l andamento pratico e saranno presentate le formule del TA. Riferimenti Bibliografici HOFFMANN H. Bernt (a cura di), Manuale di training autogeno, Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore SCHULTZ Johannes Heinrich, Il Training Autogeno. Metodo di autodistensione da concentrazione psichica. Esercizi Inferiori Vol.1, Milano, Feltrinelli SCHULTZ Johannes Heinrich, Il Training Autogeno. Metodo di autodistensione da concentrazione psichica. Esercizi Superiori Vol.2, Milano, Feltrinelli

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