Patologia Clinica. Lezione 4. Dott.ssa Samantha Messina

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1 Patologia Clinica Lezione 4 Dott.ssa Samantha Messina Modulo: Patologia clinica Anno accademico 2011/2012 II anno, I semestre CdL Infermieristica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi del Molise

2 NECROSI CELLULARE - EMATOCHIMICA La necrosi cellulare può essere evidenziata dal punto di vista delle indagini ematochimiche in base a segni diretti e indiretti Possiamo considerare come manifestazioni dirette dei processi citolesivi la liberazione dai vari compartimenti cellulari (citosol, lisosomi, mitocondri) di enzimi nel torrente circolatorio Con il loro dosaggi non solo si mette in evidenza la presenza di un processo necrotico, ma si può risalire alla sede dove tale processo si è verificato Esistono quadri enzimatici tipici che forniscono al laboratorio un utile strumento non solo per individuare il danno tissutale, ma anche per monitorarne la sua evoluzione. Gli enzimi segnalano il danno abbastanza precocemente, alcune volte le loro variazioni si manifestano poche ore dopo l intervento dello stimolo lesivo.

3 NECROSI CELLULARE - EMATOCHIMICA Entità di lesione Ci sono due aspetti quantitativi della lesione cellulare che vanno considerati: la gravità e l estensione La gravità va da una lesione reversibile (es. aumento della permeabilità di membrana) ad una lesione irreversibile (come la necrosi) L estensione del danno è invece data dal numero di cellule che sono coinvolte Specificità tissutale dei marker di lesione Un marker per essere specifico deve provenire da un determinato tessuto e solo da quello, in questo caso il suo valore diagnostico sarà elevato. Questo requisito è caratteristico di poche sostanze, ma l origine multitissuale può essere superata mediante l associazione di più marker, o attraverso l utilizzo degli isoenzimi (proteine che catalizzano la stessa reazione, ma differiscono per particolarità strutturali)

4 NECROSI CELLULARE - EMATOCHIMICA Come marker di lesione si utilizzano: Sostanze normalmente non presenti nelle cellule (e quindi nemmeno in circolo) Sostanze normalmente presenti, ma che presentano variazioni quantitative I fattori che regolano la fuoriuscita dei marcatori dalla cellula e la loro permanenza nei liquidi organici sono i seguenti: Gradiente di concentrazione Peso molecolare Localizzazione intracellulare Tempo di attraversamento del plasma Catabolismo Vie di eliminazione

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7 MARKERS FINESTRA DIAGNOSTICA I marker che entrano rapidamente nei liquidi biologici tendono ad avere una finestra diagnostica che inizia precocemente rispetto all inizio della lesione; al contrario si comportano quelli che entrano tardivamente e lentamente in circolo Le applicazioni cliniche sono molto importanti: La precocità della diagnosi è legata all utilizzo dei marker precoci Il follow up di una patologia è legata all utilizzo dei marker tardivi

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9 MARKERS FINESTRA DIAGNOSTICA La finestra diagnostica può essere definita come: l intervallo di tempo durante il quale la misurazione della concentrazione di un marker nei liquidi biologici consente di dimostrare la presenza di una lesione d organo o sistema La concentrazione del marker deve essere al di sopra di un valore critico scelto (livello critico) per dare significato diagnostico valido al marker in questione. Alcune possibili cause di lesioni cellulari che provocano la fuoriuscita di sostanze sono: Presenza di microrganismi patogeni Ingestione di/o contatto con farmaci e tossici Lesioni da agenti fisici Neoplasie

10 MARCATORI DI NECROSI MIOCARDICA L infarto miocardio acuto (IMA), la principale causa di morte nei Paesi occidentali è una necrosi del tessuto muscolare del cuore, (miocardio) causata da un periodo di ischemia prolungata L ischemia è una riduzione del flusso sanguigno che comporta una diminuzione dell apporto di ossigeno e conseguente transitoria alterazione della funzionalità meccanica, biochimica, elettrica del tessuto miocardio Le patologie ischemiche comprendono forme con scarsi sintomi ed altre con manifestazioni acute (angina stabile, instabile, IMA)

11 Cause MARCATORI DI NECROSI MIOCARDICA Generalmente si riconosce la presenza di un restringimento fisso nelle arterie coronarie che provoca una diminuzione del flusso sanguigno di oltre il 75%; in tal modo un aumento delle richieste di sangue da parte del miocardio, come accade durante uno sforzo, non può essere soddisfatto (è il meccanismo di base dell angina pectoris) Il restringimento è causato soprattutto dalla formazione di una placca aterosclerotica nella parete delle arterie coronaria dovuta alla deposizione di lipidi (colesterolo) La placca aterosclerotica può andare incontro a brusche modificazioni (i.e. ulcerazioni o piccole emorragie al suo interno) > contrazione dell arteria e/o formazione di un trombo Il trombo è un tappo di piastrine e fibrine che chiude il vaso impedendo il flusso di sangue a valle. Questo processo è alla base sia dell angina instabile sia dell IMA in cui la persistenza dell ischemia prolungata causa un danno irreversibile alle cellule che vanno incontro a necrosi e rilasciano in circolo delle sostanze utilizzate a fini diagnostici, prognostici e di monitoraggio.

12 Patologie Enzimi e proteine del cuore

13 Patologie Cosa si dosa - Marcatori di necrosi miocardica -BNP - CK - LDH - Mioglobina - Troponina - PCR

14 Patologie Dosaggio del peptide natriuretico tipo B (BNP) Il peptide natriuretico di tipo B (BNP) è un neurormone prodotto prevalentemente dal ventricolo cardiaco Il BNP è rilasciato dal cuore come risposta alla distensione ventricolare determinata dall espansione della volemia o da un sovraccarico di pressione Il BNP del plasma aumenta con la gravità dell insufficienza cardiaca Esso è un marcatore ormonale eccellente della disfunzione ventricolare sistolica o diastolica

15 Patologie Dosaggio del peptide natriuretico tipo B Scopo: aiutare nella diagnosi di insufficienza cardiaca Valori di riferimento: vn < 100 pg/ml Reperti normali: Le concentrazioni nel sangue superiori a 100 pg/ml sono un fattore accurato di previsione dell insufficienza cardiaca

16 CREATINCHINASI Patologie La creatinchinasi (CK) è un enzima prodotto da varie specie tissutali (muscoli e cervello) che appartiene alla classe delle transferasi La sua funzione consiste nel catalizzare la trasformazione della creatina a fosfocreatina, consumando ATP e liberando energia chimica Catalizza la seguente reazione: ATP + creatina = ADP + fosfocreatina + H+

17 Patologie CREATINCHINASI L aumento dei livelli sierici della creatinchinasi (CK) (valori normali: < 130 U/l) è un indice di danno muscolare più sensibile dell aumento di qualunque altro enzima sierico Lo sforzo muscolare normale può innalzare i livelli di CK fino a valori da tre a otto volte superiori a quelli normali (variabilità interindividuale)

18 Patologie CREATINCHINASI La CK raggiunge un picco diverse ore dopo lo sforzo, e i suoi livelli rimangono massimali per h, in parte anche a causa della lunga emivita plasmatica dell enzima enzima (da 38 a 118 h) Di conseguenza, bisogna evitare di eseguire il dosaggio della CK a meno di 48 h di distanza da un esercizio muscolare vigoroso

19 Patologie CREATINCHINASI I livelli dell enzima aumentano anche in seguito al danno muscolare provocato dalla compressione prolungata, come può accadere nelle persone anziane costrette all immobilità su una superficie rigida Aumenti lievi dei livelli enzimatici (< 4 volte il limite superiore) si verificano: > nelle persone sane in seguito a traumi muscolari minori (iniezioni intramuscolari o elettromiografia ad ago) > negli individui affetti da alcune malattie croniche delle cellule delle corna anteriori (sclerosi laterale amiotrofica)

20 Patologie CREATINCHINASI Gli isoenzimi della CK comprendono: CK-MM (presente principalmente nei muscoli scheletrici) CK-MB (nel muscolo cardiaco) CK-BB (nel tessuto cerebrale)

21 Utilizzo: Patologie CREATINCHINASI Diagnosi infarto miocardico acuto e reinfarto (CK-MB) Diagnosi precoce dermatomiosite e malattie muscolo-scheletriche che non hanno origine neurogena (Duchenne) (CK totale)

22 Valori di riferimento: Patologie CREATINCHINASI I valori della CK totale, determinati con metodica UV variano da U/L per gli uomini U/L per le donne I livelli possono essere notevolmente più alti nelle persone muscolose

23 Gli ambiti di normalità CK-BB non determinabile CK-MB < 5% CK-MM 90%-100% Reperti normali: Patologie CREATINCHINASI La CK-MM costituisce il 99% della CK totale presente normalmente nel siero Un isoenzima CK-BB determinabile può indicare una diagnosi di lesione del tessuto cerebrale Livelli di CK-MB >5% della CK totale indicano un infarto del miocardio, specialmente se il rapporto tra lattato deidrogenasi ed isoenzima è >1 (LD invertita)

24 Patologie LATTATO DEIDROGENASI (LDH) L Enzima catalizza la conversione reversibile dell acido lattico del muscolo in acido piruvico Poiché è presente in quasi tutti i tessuti dell organismo, il danno cellulare aumenta la LDH totale nel siero, limitando la utilità diagnostica della LDH E possibile dosare cinque isoenzimi specifici di tessuti (LDH1 ed LDH2 appaiono principalmente nel cuore) Evitare l emolisi perché provoca artefatti in quanto i globuli rossi contengono LDH1

25 Scopo Patologie LATTATO DEIDROGENASI (LDH) - aiutare nella diagnosi differenziale tra infarto del miocardio, infarto polmonare. - complementare i dati del dosaggio della CK > LDH invertita Proporzioni anormali di ogni enzima, nell IM acuto la concentrazione di LDH1 è >> di LDH2 tra 12 e 48 h dopo l insorgenza dei sintomi; quindi il rapporto è >1 L inversione della combinazione enzimatica anormale è tipica del danno miocardico ed è conosciuta come LDH invertita

26 VALORI DI RIFERIMENTO Patologie LATTATO DEIDROGENASI (LDH) LDH1 da 14-26% LDH2 da 29-39% LDH3 da 20-26% LDH4 da 8-16% LDH5 da 6-16%

27 Isoenzimi CK-MB: nel muscolo cardiaco ed in piccole quantità nel muscolo scheletrico Lattato deidrogenasi 1 e 2 (LDH1 e LDH2): in cuore, cervello, fegato, reni,muscoli scheletrici, globuli rossi Proteine: Patologie Proteine ed isoenzimi dopo infarto del miocardio Troponina I e troponina T (le proteine contrattili cardiache) hanno una sensibilità maggiore della CK-MB nello scoprire la lesione del miocardio

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29 Queste diapositive sono state realizzate per il Corso Integrato di Farmacologia e diagnostica di laboratorio, Modulo di Patologia clinica, CdL Infermieristica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università del Molise Nel caso riscontraste errori o inesattezze potete inviare una all indirizzo Nel caso voleste utilizzare queste diapositive per i vostri corsi vi saremmo molto grati se lo segnalaste allo stesso indirizzo di posta Il materiale del corso è disponibile sul sito

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