I SERVIZI NELLA PROVINCIA DI ANCONA

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2 LA DIFFUSIONE DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI E SOCIO-SANITARI NEL TERRITO- RIO DELLA PROVINCIA DI ANCONA I SERVIZI NELLA PROVINCIA DI ANCONA L'analisi che segue utilizza i dati rilevati nell'ambito del lavoro per la redazione del Piano Socio Assistenziale della Regione Marche. In particolare si fa riferimento ai risultati della mappatura dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari effettuata nei primi mesi del 1999 attraverso la somministrazione, a tutti i comuni della regione, di alcune schede organizzate in modo tale da permettere una raccolta il più possibile completa ed articolata delle informazioni relative alla presenza di servizi. I servizi sono stati suddivisi in sette categorie sulla base della tipologia di utenza alla quale si rivolgono: interventi per gli anziani interventi per l'infanzia e l'età evolutiva interventi per le dipendenze interventi per la devianza interventi per persone e gruppi emarginati interventi per l'handicap interventi per la salute mentale altri interventi (quelli cioè che si rivolgono a diverse tipologie di utenti). In quest'ambito verranno analizzati in modo più dettagliato i risultati relativi al territorio della provincia di Ancona, dati che permettono di ottenere un quadro abbastanza preciso dei servizi e delle strutture presenti e di realizzare un'analisi basata oltre che sulla tipologia dell'utenza, sulla distribuzione territoriale degli interventi. Verrà anche effettuata una lettura più analitica della distribuzione territoriale degli interventi utilizzando un indicatore sintetico in grado di permettere una lettura più immediata della presenza dei servizi nelle varie aree. Questo espediente ci consente di passare da un'analisi basata solamente sugli aspetti quantitativi e relativi alla presenza o meno di determinati interventi nei singoli comuni, ad un'osservazione che tenga conto anche delle caratteristiche qualitative dei singoli interventi. Tale impostazione presuppone infatti il riconoscimento di un diverso "valore" ai singoli interventi, valore che è determinato dalle caratteristiche intrinseche dell'intervento stesso. I requisiti in grado di conferire un diverso valore agli interventi presi in considerazione sono stati individuati nelle caratteristiche di integrazione socio-sanitaria; nel carattere di specializzazione; nell'estensione temporale dell'erogazione del servizio (nell'arco della giornata e/o nell'arco dell'anno). L'indicatore è stato quindi ottenuto attribuendo a ciascun servizio o struttura un "peso" oscillante tra 0,5 e 1,5 sulla base della riconosciuta presenza o meno di uno o più di tali requisiti Si tratta evidentemente di un criterio che presenta dei margini di soggettività ma che peraltro risulta necessario per tentare una lettura basata non solo sull'aspetto quantitativo della presenza o meno di un dato servizio ma anche un'analisi di tipo più qualitativo, in grado di valutare cioè la capacità dei servizi di fornire risposte più adeguate al tipo di domanda che si rivolge verso i singoli settori. Applicando i punteggi così individuati alle tabelle risultanti dalla mappatura (che riportano per ciascun comune e per ciascuna area di intervento il numero di strutture e l'attivazione o meno dei vari servizi) è stato possibi- 1

3 le ottenere una serie di indicatori sintetici in grado di permettere un primo piano di analisi che può essere poi successivamente approfondito entrando nel merito dei singoli contesti territoriali o delle singole aree di intervento. Trattandosi, come si è detto, di indicatori sintetici e di valori medi sarà necessario, di volta in volta, approfondire l'analisi delle singole aree di intervento facendo riferimento alle specificità dei singoli comuni e dei diversi contesti socio-demografici. a) Interventi per gli anziani Gli interventi a favore di questa fascia della popolazione sono articolati in diversi servizi, tra i quali: - l'assistenza domiciliare: un servizio finalizzato a fornire prestazioni sanitarie o sociali a domicilio dell'utente. Lo scopo principale è quello di consentire la permanenza del soggetto nel normale ambiente di vita e ridurre così il ricorso a strutture residenziali; - l'assistenza domiciliare integrata: si distingue da quello precedente per il fatto che gli interventi a favore degli anziani hanno livelli di complessità più elevati. L'assistenza domiciliare integrata è infatti costituita da prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali fornite a domicilio della persona anziana; - i Centri Sociali: luoghi di aggregazione finalizzati a garantire uno spazio per l'espressione ed emancipazione sociale e culturale della popolazione in età senile, ad incentivare l'autonomia fisica, psicologica e sociale dell'utente, a permettere agli ospiti della struttura di partecipare attivamente ad iniziative ludico-ricreative e culturali, e a prevenire l'isolamento fisico e relazionale e il decadimento delle capacità intellettive. Il Centro Sociale può essere promosso e gestito da soggetti diversi; - i soggiorni di vacanza: iniziative che rientrano nell'ambito dei servizi per il tempo libero e costituiscono un'occasione di svago, di recupero psicologico e fisico e di socializzazione per questa fascia della popolazione; - gli orti per anziani: fazzoletti di terreno affidati alle cure dei cittadini della "terza età"; - il reinserimento lavorativo: un progetto volto ad impegnare gli anziani in determinate attività in maniera diretta e coinvolgente che ha validi effetti in termini di integrazione psico-sociale; 2 - le agevolazioni per le attività socio-culturali: si inseriscono nell'ambito di una politica di incentivi alla vita di relazione, e si concretizzano in facilitazioni di varia natura finalizzate alla prevenzione dell'isolamento e dell'emarginazione della persona anziana; - le residenze per anziani: si distinguono in comunità alloggio (un complesso di appartamenti minimi forniti di servizi generali destinati ad un numero ristretto di soggetti autosufficienti), casa albergo (una struttura adibita ad ospitare persone autosufficienti, sole o coniugate che offre le prestazioni di tipo alberghiero e non prevede una particolare protezione sanitaria); casa di riposo (ospita sia anziani autosufficienti che non autosufficienti, fornisce un servizio di tipo alberghiero ed assistenziale); casa di accoglienza (ospita persone anziane che necessitano di un alloggio temporaneo); residenze sanitarie assistenziali - RSA (sono destinate ad accogliere anziani prevalentemente non autosufficienti); residenze protette (strutture residenziali di assistenza sociale e sanitaria per soggetti non autosufficienti o malati cronici per i quali non è possibile progettare un intervento a domicilio). - le Università della terza età: attività che si inseriscono propriamente nell'ambito culturale ed educativo

4 - il Telesoccorso: un servizio di assistenza all'anziano nella propria abitazione attivo 24 ore su 24. Ha l'obiettivo di mantenere la persona nel proprio ambiente in un clima di sicurezza e protezione. La distribuzione a livello territoriale dell'insieme degli interventi rivolti alla popolazione anziana consente di osservare una maggiore concentrazione di tali servizi nell'area costiera ed in particolare in corrispondenza del capoluogo provinciale e del comune di Osimo. In generale poi si osserva una maggiore concentrazione di interventi rivolti alla popolazione anziana in alcuni comuni della fascia costiera o della prima fascia collinare ma anche nell'area del fabrianese. Per contro si evidenziano comuni più sprovvisti di tali tipi di servizi e strutture: tra questi alcuni comuni di piccole dimensioni dell'area anconetana (Offagna, Sirolo, Agugliano, Polverigi) e dell'area jesina (San Paolo di Jesi, Rosora). Tab. 1 - Interventi per gli anziani A.S.L. Codice ISTAT Comune Valore OFFAGNA 1, SIROLO 1, SAN PAOLO Di JESI 2, AGUGLIANO 2, POLVERIGI 2, ROSORA 3, GENGA 3, MONTERADO 3, BELVEDERE OSTRENSE 3, MONSANO 3, POGGIO SAN MARCELLO 3, POGGIO SAN VICINO 3, SAN MARCELLO 3, SANTA MARIA NUOVA 3, CERRETO D'ESI 3, CAMERATA PICENA 3, NUMANA 3, CASTEL COLONNA 4, MERGO 4, CAMERANO 4, BARBARA 4, CASTELPLANIO 4, MONTE ROBERTO 4, FALCONARA MARITTIMA 4, CASTELLEONE Di SUASA 5, CUPRAMONTANA 5, MORRO D'ALBA 5, STAFFOLO 5, SASSOFERRATO 5, SERRA SAN QUIRICO 5, LORETO 5, MONTE SAN VITO 5, RIPE 5, MONTECAROTTO 5, OSTRA 6, MAIOLATI SPONTINI 6, CASTELFIDARDO 6, CASTELBELLINO 6, CHIARAVALLE 6, CORINALDO 7, SERRA DE'CONTI 7, FABRIANO 7, ARCEVIA 7, SENIGALLIA 7, OSTRA VETERE 8,0 7 O42027 MONTEMARCIANO 8, FILOTTRANO 8, JESI 9, ANCONA 10, OSIMO 10,5 3

5 Figura 1 - INTERVENTI PER GLI ANZIANI All'interno di questo quadro generale emergono poi alcune particolarità determinate dalla presenza e dalla diffusione di alcuni servizi nelle singole aree. Piuttosto uniforme è ad esempio la situazione per quanto riguarda l'assistenza domiciliare in quanto si tratta di un intervento attivato diffusamente nella provincia. Ne risultano sprovvisti solamente alcuni comuni della fascia collinare dell'interno. Altrettanto diffusa è anche l'assistenza domiciliare integrata carente solamente in alcuni comuni dell'area costiera o della prima fascia collinare. Per quanto riguarda poi le residenze per anziani, mentre le case di riposo sono presenti un po' in tutto il territorio provinciale differente è la situazione per quanto riguarda le case albergo presenti in pochi comuni (sia dell'area montana che di quella costiera) e gli alloggi protetti e le case protette che rappresentano casi piuttosto rari. Relativamente più diffuse sono invece le R.S.A. presenti anche in alcuni comuni di minori dimensioni della fascia collinare. Alcuni interventi cosiddetti leggeri" infine presentano una diffusione piuttosto uniforme nell'intera provincia. Tra questi le agevolazioni per attività socio-culturali, il reinserimento lavorativo, i soggiorni di vacanza, i centri sociali. 4

6 Se si analizzano poi raggruppamenti comunali sulla base della A.S.L. di appartenenza emerge come il territorio della A.S.L. n. 4 (comprendente Senigallia e comuni limitrofi) risulta. tra i territori più coperti dalla presenza di servizi sociali e assistenziali. Relativamente agli interventi per anziani, in particolare, si nota una diffusione di servizi abbastanza omogenea sul territorio. Risultano ad esempio attivati in tutti i comuni l'assistenza domiciliare, l'assistenza domiciliare integrata, il telesoccorso, i soggiorni di vacanza. Una diffusione elevata si registra relativamente alle case di riposo, presenti nel 54% dei comuni, stessa diffusione si riscontra in relazione alle agevolazioni per attività socio-culturali. Tutti gli altri servizi presentano una minore diffusione: i centri sociali sono presenti nel 36% dei comuni; i centri diurni nel 18%; il reinserimento lavorativo nel 45%; l'università della Terza Età nel 36%; le case albergo nel 18%. Il territorio della A.S.L. n. 5 mostra buoni livelli di presenza di servizi sociali, specie nel campo degli anziani. Si nota una distribuzione uniforme di alcuni servizi sull'intero territorio, che comunque vede in San Paolo di Jesi il comune più sguarnito e in Jesi quello più attrezzato. Risultano comunque attivati nell'intero territorio della A.S.L. l'assistenza domiciliare integrata ed il telesoccorso. Ampia diffusione hanno anche i soggiorni di vacanza, presenti in oltre i tre quarti dei comuni. Significativo è anche il dato relativo alle case di riposo che risultano presenti nel 62% dei comuni. Stessa presenza a livello territoriale si riscontra relativamente ai centri sociali, che vedono in particolare l'attivazione di più centri in alcuni comuni (in particolare a Jesi). Diffusione più limitata invece relativamente al reinserimento lavorativo (presente nel 38% dei comuni), le agevolazioni per attività socio-culturali (47%), le RSA (14%). Risultano invece assenti o quasi i centri diurni, gli orti per anziani, le Università della terza età, le comunità alloggio o i gruppi appartamento, le case albergo, le case protette. Il territorio della A.S.L., n. 6 (comprendente Fabriano e altri comuni dell'area montana) relativamente agli interventi per gli anziani denota una relativa uniformità di diffusione dei servizi: l'assistenza domiciliare integrata ad esempio, risulta attivata in tutti i cinque comuni. Altri servizi come l'assistenza domiciliare e i soggiorni di vacanza risultano attivati nell'80% dei comuni. Le case di riposo sono presenti nel 60% dei comuni. Risultano invece non attivati il telesoccorso, i centri diurni, gli orti per anziani, le comunità alloggio, le case protette, le RSA. Nel territorio della A.S.L. n. 7 (comprendente Ancona e i comuni dell'area metropolitana) l'assistenza domiciliare è l'intervento che presenta la diffusione più consistente (è attivato infatti nell'87% dei comuni). L'altro servizio uniformemente diffuso nell'intero territorio della A.S.L. è rappresentato dai soggiorni di vacanza, praticamente attivati dappertutto. Le case di riposo e l'assistenza domiciliare integrata sono presenti invece nel 40% dei comuni, le prime anche con più strutture. Nel complesso tutti gli interventi previsti per gli anziani risultano attivati sul territorio della A.S.L. n. 7: i centri sociali, ad esempio, sono anch'essi diffusi, riguardando il 60% dei territori comunali; meno diffusi sono invece i centri diurni, le agevolazioni per attività socio-culturali, il telesoccorso, il reinserimento lavorativo, le Università per la terza età, le case protette, con una presenza che coinvolge da un quarto a un terzo dei comuni. Valori ancora più bassi si registrano infine relativamente agli orti per anziani, le comunità alloggio o i gruppi appartamento, le case albergo, le R.S.A.. 5

7 b) Interventi per l'infanzia e l'età evolutiva Anche in questo ambito i servizi sono variamente modulati rispetto alle specifiche esigenze dell'utenza. In particolare possono essere presenti: - gli asili nido: hanno lo scopo di aiutare i piccoli a crescere in stato di salute e benessere, a seguire percorsi equilibrati di socializzazione, a superare eventuali forme di difficoltà e ad acquisire varie abilità, conoscenze e capacità relazionali; - le Ludoteche: locali forniti di vari giochi a disposizione dei bambini che spesso attuano iniziative volte alla socializzazione e all'apprendimento mediante l'attività ludica; - i Centri Estivi: accolgono i bambini durante il giorno e sono attivi nei mesi estivi, in essi la presenza di educatori assicura la vigilanza e consente l'organizzazione di diverse attività ludico-ricreative ed educative; - i Centri educativo-ricreativi diurni: luoghi di aggregazione generalmente rivolti a minori dai 6 ai 14 anni, in essi sono presenti educatori che hanno il compito di promuovere e coordinare attività ludico-ricreative, sociali, educative, culturali e sportive; - i Centri Informazione giovani: sportelli di informazione e orientamento per giovani dai 14 ai 28 anni circa, offrono generalmente notizie e materiale inerenti a scuola, lavoro, corsi di formazione, tempo libero, cultura, vacanze, sport. Hanno l'obiettivo di attivare processi di inserimento sociale, professionale e culturale dei giovani; - i Centri di aggregazione giovanile: rivolti ad adolescenti e giovani, in questi luoghi vengono promosse varie attività sociali, educative, culturali, ricreative, artistiche e sportive. Hanno lo scopo di prevenire il disagio ed i processi di esclusione sociale, e di promuovere il protagonismo adolescenziale e giovanile; - i Centri Sociali autogestiti: le attività ludico-ricreative, educative e culturali in essi attivate sono completamente autogestite ed organizzate dai ragazzi stessi. Questi Centri hanno spesso forti connotazioni ideologiche e politiche,- - gli Istituti per la prima infanzia: strutture educativo-assistenziali residenziali o semiresidenziali con funzioni di accoglienza, mantenimento, vigilanza, tutela ed educazione. In tali Istituti vengono ospitati bambine e bambini con difficoltà personali e di relazione familiare, in situazione di disadattamento; - l'affidamento familiare: uno strumento di sostegno a favore dei minori e delle loro famiglie istituito con la legge n. 184 del 1983; - l'affidamento preadottivo: segue la pronunzia di stato di adottabilità del soggetto minorenne da parte del Tribunale dei Minori; - l'assistenza educativa domiciliare o territoriale: consiste in interventi di sostegno alle famiglie e/o a minori a rischio di emarginazione. Tale servizio fornisce assistenza educativa ai minori, ma a volte anche assistenza domestica nei casi in cui si rilevi una situazione familiare carente o problematica sotto il profilo educativo organizzativo, di igiene della casa e della persona; - i soggiorni di vacanza e campeggio: si pongono come momento importante di crescita, autonomia, socializzazione e svago del minore; - le Case famiglia: luoghi di accoglienza e comunità di vita imperniati sulla presenza a tempo pieno di una famiglia, costituita da una coppia sposata con o senza figli, che convive con i minori ed è supportata dalla presenza di altri operatori; - le Comunità educative residenziali: sono condotte da operatori non legati fra loro da vincoli familiari; - i Centri di prima accoglienza: hanno lo scopo di ospitare con tempestività minori in situazioni di emergenza che sì caratterizzano per un bisogno immediato e temporaneo di ospitalità, mantenimento e tutela, in attesa di soluzioni più adeguate; 6

8 - il Telefono amico: un servizio che accoglie richieste di aiuto di vario genere ed è spesso collegato con le altre strutture sociali o socio-sanitarie presenti sul territorio. Gli interventi rivolti all'infanzia e all'età evolutiva presentano una distribuzione, a livello territoriale, dalla quale emerge in misura abbastanza evidente una loro maggiore diffusione lungo l'area costiera e nella prima fascia collinare. Si nota comunque una concentrazione piuttosto elevata anche in coincidenza del più grande comune dell'area montana. I comuni che fanno registrare i più elevati valori medi sono infatti Ancona, Jesi e Fabriano seguiti da altri comuni dell'area costiera (Senigallia) o dell'area metropolitana di Ancona (Osimo e Filottrano). 1 comuni più sprovvisti sono quelli di minori dimensioni, dell'area montana (Genga) ma soprattutto dell'area costiera e collinare (Camerata Picena, Sirolo, Agugliano, Polverigi, Monterado, San Paolo di Jesi). Gli asili nido presentano una diffusione particolare nei comuni di maggiori dimensioni (in primo luogo Ancona ma anche Jesi, Fabriano, Senigallia e Osimo). Non trascurabile è anche la presenza in alcuni comuni della Vallesina e soprattutto nell'area metropolitana di Ancona. I centri informazione giovani sono diffusi abbastanza uniformemente su tutto il territorio, così come i soggiorni di vacanza e i campeggi. Un servizio piuttosto diffuso è anche quello rappresentato dai centri estivi che sono presenti piuttosto uniformemente nell'entroterra fabrianese, nell'area Ancona-Falconara e comuni limitrofi e, in maniera meno uniforme, nella fascia collinare dell'interno. I servizi di affidamento familiare e di affidamento preadottivo sono presenti nell'area collinare e nella zona di Senigallia mentre non sono altrettanto sviluppati nel resto della provincia. Alcuni servizi mostrano una diffusione piuttosto scarsa. Tra questi le ludoteche, le case famiglia, le comunità educative residenziali, i centri di prima accoglienza. 7

9 Tab. 2 - Interventi per l'infanzia e l'età evolutiva A.S.L. Codice ISTAT Comune Valore GENGA 1, CAMERATA PICENA 1, SIROLO 1, AGUGLIANO 2, POLVERIGI 2, MONTERADO 2, SAN PAOLO DI JESI 2, OFFAGNA 2, CUPRAMONTANA 3, SANTA MARIA NUOVA 3, STAFFOLO 3, NUMANA 3, RIPE 3, CASTELBELLINO 3, MONSANO 3, ROSORA 3, LORETO 3, BARBARA 4, POGGIO SAN MARCELLO 4, CERRETO D'ESI 4, MONTEMARCIANO 4, CASTELLEONE Di SUASA 4, SERRA DE'CONTI 4, MONTE ROBERTO 4, CAMERANO 4, MORRO D'ALBA 5,0 6 0,42047 SERRA SAN QUIRICO 5, BELVEDERE OSTRENSE 5, OSTRA VETERE 6, SAN MARCELLO 6,0 5 o42024 MERGO 6, MONTECAROTTO 6, FALCONARA MARITTIMA 6, ARCEVIA 7, CASTEL COLONNA 7, CORINALDO 7,0 5 o42012 CASTELPLANIO 7, SASSOFERRATO 7,5_ CASTELFIDARDO 7, CHIARAVALLE 7, MONTE SAN VITO 7, MAIOLATI SPONTINI 8, OSTRA 8, OSIMO 9, SENIGALLIA 9, FILOTTRANO 9, FABRIANO 10, JESI 13, ANCONA 35,0 Per quanto riguarda gli interventi per infanzia e giovani, nel territorio dell'a.s.l. n. 4, il comune che risulta meno coperto è Monterado, mentre quello con maggiore presenza di servizi è Senigallia. L'area nel suo complesso mostra comunque una presenza diffusa relativamente ad alcuni interventi, quali l'assistenza educativa domiciliare o territoriale, attivata nel 73% dei comuni, e l'affidamento familiare e preadottivo attivati nella totalità dei comuni. Gli asili nido, al contrario, risultano presenti nel 27% dei comuni. Più diffusi i centri educativo-ricreativi (45%) e i soggiorni di vacanza, presenti nella quasi totalità dei comuni. Anche i centri di aggregazione e i centri estivi sono abbastanza diffusi, risultando presenti i primi nel 36% dei comuni e i secondi in quasi la metà. 8 Nel campo degli interventi per l'infanzia e l'età evolutiva, l'a.s.l. n.5 mostra, nell'attivazione dei servizi, il dato medio più elevato rispetto a tutto il territorio provinciale. Il comune che mostra la maggiore presenza di servizi è ovviamente Jesi, capofila anche per la presenza di asili nido, che a livello di intera A.S.L., comunque risultano essere presenti nel 33% dei comuni.

10 Figura 2 - INTERVENTI PER L'INFANZIA E L'ETA' EVOLUTIVA Gli interventi quali l'affidamento familiare e l'affidamento preadottivo risultano invece attivati nella totalità dei comuni. Piuttosto diffusi risultano essere anche i soggiorni di vacanza ed i campeggi (presenti nel 90% circa dei comuni), mentre i centri di aggregazione giovanile mostrano una diffusione minore (38%). I centri di informazione per giovani sono presenti nel 71% dei comuni mentre i centri educativo-ricreativi lo sono in un terzo circa dei comuni appartenenti alla A.S.L.. Una minore diffusione territoriale si riscontra relativamente all'assistenza educativa domiciliare o territoriale, così come per quanto riguarda i centri estivi, i centri sociali autogestiti, l'assistenza domiciliare e le case famiglia. Gli interventi per l'infanzia e i giovani, nel territorio della A.S.L. n.6, vedono al primo posto il comune di Fabriano, caratterizzato soprattutto dalla presenza di asili nido; dal lato opposto abbiamo Genga con la quasi totale assenza di qualsiasi tipo di intervento per questa area. Comunque, l'assistenza domiciliare, i centri estivi, i centri di informazione per giovani, i soggiorni di vacanza risultano presenti nel 60% dei comuni; piuttosto elevata è anche la presenza dell'assistenza educativa domiciliare o territoriale e dell'affidamento preadottivo, che risultano attivati in quattro comuni su cinque. 9

11 Poco diffusi invece i centri di aggregazione giovanile e l'affidamento familiare; pressoché assenti tutti gli altri servizi. Nel campo degli interventi per l'infanzia e l'età evolutiva il dato medio piuttosto elevato relativo all'attivazione di servizi e interventi sul territorio dell'a.s.l. n. 7 è indubbiamente condizionato dal forte peso specifico costituito dal capoluogo provinciale. Il dato infatti, oltre ad essere influenzato dall'alto numero di asili nido presenti ad Ancona, risente anche dell'attivazione nel capoluogo di alcuni servizi che risultano invece assenti negli altri comuni (altri servizi per la fascia 0-3 anni, comunità educative residenziali, centri di prima accoglienza), o scarsamente presenti (centri educativo-ricreativi e centri di aggregazione). Comunque, gli asili nido sono presenti nel 67% dei comuni dell'a.s.l. n.7; piuttosto diffusi a livello territoriale sono anche l'assistenza educativa domiciliare o territoriale (presente nel 67% dei comuni), i centri estivi (80%), i soggiorni di vacanza (60%), i centri di informazione per giovani (53%). I centri educativo-ricreativi ed i centri di aggregazione giovanile risultano invece meno diffusi. c) Interventi per le dipendenze Gli interventi in questo settore prevedono: - le attività di prevenzione e informazione: generalmente si concretizzano in attività di primo sostegno ed orientamento per i tossicodipendenti e le loro famiglie, iniziative di informazione mirate alle fasce giovanili della popolazione, interventi di prevenzione dell'hiv e delle patologie correlate; - i Centri Consultoriali: strutture dislocate sul territorio che svolgono varie attività di prevenzione, cura e riabilitazione, psicoterapie individuali, familiari e di gruppo, disbrigo di pratiche burocratiche e amministrative, elaborazione di progetti terapeutici, contatti con le altre strutture e soggetti, ricerche epidemiologiche e di raccolta dati; - i Centri di accoglienza diurna: ospitano durante il giorno persone che stanno seguendo un programma terapeutico; - le Comunità terapeutiche: effettuano una presa in carico globale e residenziale degli utenti che iniziano un programma terapeutico; - i Servizi di consulenza e aiuto ai familiari: offrono sostegno alle persone che hanno nella loro famiglia uno o più soggetti tossicodipendenti. Possono essere attivate nei loro confronti iniziative volte alla informazione, consulenza, sostegno psicologico e sociale di vario tipo; - il reinserimento sociale e lavorativo: rappresenta, di solito, l'ultima fase dei programmi terapeutici, è finalizzato all'assunzione e alla riappropriazione di ruoli sociali, competenze e abilità relazionali e lavorative, e dell'autonomia personale; - i Centri di ascolto: accolgono domande di vario tipo (counseling, vitto, doccia) e svolgono attività di primo sostegno, sono generalmente gestiti da volontari, a volte anche ex tossicodipendenti, e figure professionali non appartenenti ad istituzioni pubbliche. Gli interventi per le dipendenze, in generale presentano una minore diffusione rispetto agli interventi attivati rispettivamente nell'area "anziani" e "minori". Nel complesso, le aree dove si nota una maggiore concentrazione di tale tipo di interventi sono rappresentate dalla fascia collinare e dall'area iesina. Risultano invece scoperti i comuni di minori dimensioni dell'area montana e della fascia collinare. 10

12 Tab. 3 - Interventi per le dipendenze A.S.L. Codice ISTAT Comune Valore ARCEVIA 0, BARBARA 0, RIPE 0, CASTELBELLINO 0, CASTELPLANIO 0, CUPRAMONTANA 0, MAIOLATI SPONTINI 0, MERGO 0, MONSANO 0, MONTECAROTTO 0, MORRO D'ALBA 0, POGGIO SAN MARCELLO 0, ROSORA 0, SAN MARCELLO 0, SAN PAOLO Di JESI 0, SANTA MARIA NUOVA 0, STAFFOLO 0, FABRIANO 0, GENGA 0, SERRA SAN QUIRICO 0, CAMERATA PICENA 0, MONTEMARCIANO 0, MONTE SAN VITO 0, OFFAGNA 0, CASTELLEONE DI SUASA 0, OSTRA 0, MONTE ROBERTO 0, CAMERANO 0, NUMANA 0, CORINALDO 1, MONTERADO 1, OSTRA VETERE 1, BELVEDERE OSTRENSE AGUGLIANO 1, LORETO 1, FILOTTRANO 2, POLVERIGI 2, SIROLO 2, CASTEL COLONNA 2, SERRA DE' CONTI 2, CASTELFIDARDO 2, FALCONARA MARITTIMA 3, OSIMO 3, SASSOFERRATO 3, CHIARAVALLE 3, SENIGALLIA 6, CERRETO D'ESI 7, JESI 9, ANCONA 11,5 Tra i servizi che presentano una maggiore diffusione ci sono le attività di prevenzione e informazione, attivate oltre che dai comuni di maggiori dimensioni, anche da alcuni centri minori dell'area collinare e costiera. Anche le attività per il reinserimento sociale e lavorativo sono piuttosto diffuse con una presenza sulle varie aree del territorio e una relativa carenza nei comuni di minori dimensioni dell'area iesina. Meno presenti sono invece tutti gli altri servizi: i centri consultoriali (presenti quasi esclusivamente nella fascia costiera e a Jesi), i centri di accoglienza diurna (presenti solo in alcuni comuni di maggiori dimensioni), i servizi di consulenza e aiuto, i centri di ascolto. Gli interventi per le dipendenze attivati sul territorio dell'azienda n.4 vedono al primo posto il servizio di reinserimento sociale e lavorativo e le attività di prevenzione e informazione (attivati, entrambi, nel 45% dei comuni). I centri di accoglienza diurna, le comunità terapeutiche, i servizi di consulenza, i centri di ascolto, gli interventi per l'alcoldipendenza, hanno invece una diffusione molto scarsa, coinvolgendo dal 9 al 18% dei territori comunali. 11

13 Gli interventi per le dipendenze, nel territorio dell'a.s.l. n.5, vedono scoperti oltre la metà dei comuni. Il reinserimento sociale e lavorativo risulta presente solamente nel 9,5% dei comuni. Una analoga scarsa diffusione si registra per le comunità terapeutiche, i centri di accoglienza diurna, le attività di prevenzione e informazione, gli interventi per le alcoldipendenze. Nel campo delle dipendenze, nel territorio della A.S.L. n. 6, gli interventi sono concentrati nei territori dei comuni di Fabriano e Sassoferrato, mentre sono quasi del tutto assenti negli altri tre comuni. Come negli altri ambiti territoriali già analizzati, anche in questo caso è il reinserimento sociale e lavorativo a registrare la maggiore diffusione, che insieme agli interventi per l'alcoldipendenza, risulta attivato in due comuni. Nel territorio della A.S.L. n. 7 sono poco più del 25% i comuni dove non risultano attivati interventi per le tossicodipendenze. Ovviamente, nel capoluogo provinciale risulta presente il maggior numero di servizi. Tuttavia, il reinserimento sociale e lavorativo con le attività di prevenzione e informazione sono attivati nel 40% dei comuni; anche i centri consultoriali sono piuttosto diffusi (circa un terzo dei comuni). Le comunità terapeutiche invece sono presenti solamente in tre comuni, così come gli interventi per l'alcoldipendenza che sono presenti al massimo in due comuni. d) Interventi per la devianza Tale tipologia di interventi comprende: - l'ufficio Servizio Sociale Minorenni del Ministero di Grazia e Giustizia: si occupa dei minori di anni 18 sottoposti a procedimenti giudiziari di natura penale, limitativi o restrittivi della libertà personale; - gli Istituti penali per minorenni del Ministero di Grazia e Giustizia: sono strutture detentive che privano i soggetti, non ancora maggiorenni colpevoli di reato, della libertà personale; - i Centri di prima accoglienza: offrono ospitalità immediata e temporanea ai soggetti in situazione di emergenza e a rischio di emarginazione; - le Comunità di accoglienza e recupero: strutture educativo-assistenziali, residenziali o semiresidenziali che accolgono soggetti in situazione di disadattamento e devianza; - i Servizi di formazione-lavoro e tempo libero per minori in semilibertà: hanno lo scopo di favorire il reinserimento sociale dei minori che, pur essendo detenuti in Istituti penali, godono della facoltà di trascorrere parte della giornata all'esterno di tali strutture; - le iniziative sociali di prevenzione per soggetti a rischio: sono volte a prevenire i processi di esclusione e devianza prima del loro verificarsi o appena si innescano; - i Centri di Servizio Sociale per Adulti del Ministero di Grazia e Giustizia: si occupano dei soggetti maggiorenni sottoposti a procedimenti giudiziari di natura penale, limitativi o restrittivi della libertà personale. L'area degli interventi per la devianza è quella che fa registrare la più bassa presenza di servizi nel territorio provinciale. Le aree in cui sono attivati interventi di questo tipo sono relative al capoluogo provinciale e alla fascia montana interna. Si tratta quasi esclusivamente di uffici di servizio sociale per minorenni e di centri di prima accoglienza. 12

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