IV Commissione Attività Produttive e Occupazione. Lombardia no slot CRITERI GUIDA PER LA LEGGE REGIONALE

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1 IV Commissione Attività Produttive e Occupazione Lombardia no slot CRITERI GUIDA PER LA LEGGE REGIONALE

2 Iniziativa E stato molto utile il lavoro del Servizio Studi e Valutazione Politiche Regionali che ha fotografato il fenomeno

3 Il fenomeno Negli ultimi anni nuove forme di dipendenza sono entrate a far parte della nostra vita quotidiana. Grande allarme ha destato il fenomeno del gioco d azzardo patologico (Es. slot-machine) Coloro che soffrono di questo disturbo possono mettere i loro posti di lavoro a rischio, indebitarsi in maniera ingente, trovarsi ad infrangere la legge per ottenere denaro e eludere il pagamento dei debiti. Vi sono anche gravi ricadute sanitarie, sociali, economiche e legali.

4 Alcuni dati La Lombardia èla regione italiana con la maggior spesa assoluta per il gioco Con piùdi euro di spesa procapite annuale si posiziona al quarto posto dopo la Campania (primatista italiana con euro). La provincia di Pavia detiene il record nazionale di spesa pro capite con euro. Seconda Como con e terza Bergamo con euro.

5 Il lavoro della commissione IV Ci siamo mossi in due fasi. Fase 1 -Audizioni in commissione dei soggetti interessati (Anci Lombardia, Ufficio Regionale dell Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Associazioni dei consumatori, Sistema Gioco Italia, Confesercenti, Sindacato Totoricevitori, Unioncamere, Componenti Campagna no slot) Fase 2 Attivazione gruppo di lavoro della IV Commissione

6 Fase 1 -Le audizioni A nome dei sindaci, l Anci ha chiesto con forza a Regione Lombardia di contrastare il fenomeno e arginare i gravissimi effetti. L Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha confermato ufficialmente che in Lombardia si gioca molto. Le Associazioni dei consumatori hanno sottolineato l opportunitàdi regolamentazioni più conservative e prudenziali nei confronti degli utenti. Sistema Gioco Italia ha annunciato l allestimento di corsi di formazione professionale per i preposti di sale dedicate. Confesercenti èpronta a recepire l utilizzo della Carta Regionale dei Servizi per il contenimento del gioco. La Federazione Italiana Pubblici esercizi ha sottolineato che, in questo periodo di crisi, oltre imprese di pubblico esercizio hanno chiuso e il gioco è diventato un reddito significativo per le imprese commerciali.

7 Fase 2 -Il Gruppo di lavoro Il gruppo di lavoro HA RAGGIUNTO COME OBIETTIVO: la creazione di un documento guida ( un decalogo ) da inviare alla giunta presieduta da Roberto Maroni, in modo che tutti possano lavorare, tenendo in considerazione l attivitàdel Gruppo di Lavoro.

8 DECALOGO: Ecco i 10 punti messi in luce 1. Prevedere l utilizzo della Carta regionale dei servizi per contrastare il fenomeno, con riferimento all età, ai soggetti in cura, alla possibilitàdi temporizzare il gioco, all autoinibire e di segnalare patologie all Asl. 2. Istituire un osservatorio regionale e un Numero verde dedicati. 3. Prevedere un sistema di premialità, anche mediante detassazione regionale, per chi non installa o disinstalla slot-machine. 4. Individuare percorsi di formazione per la polizia locale. 5. Individuare percorsi di formazione per gli esercenti, finalizzati al controllo e al monitoraggio dei frequentatori.

9 Ecco i 10 punti messi in luce 6. Prevedere interventi di pianificazione urbanistica in merito alla localizzazione delle WLT e WM e di regolamentazione degli spazi da gioco all interno dei locali. 7. Istituzione di una figura professionale all interno delle ASL con funzioni affiancamento, assistenza e vigilanza sui soggetti. 8. Vietare la pubblicitàdel gioco d azzardo (ES. mezzi pubblici, insegne luminose, ecc.) 9. Prevedere una tassa di scopofinalizzata a finanziare la prevenzione e il recupero dei soggetti patologici. 10. Prevedere un idoneo sistema sanzionatorio.

10 GRAZIE IV COMMISSIONE ATTIVITA PRODUTTIVE E OCCUPAZIONE MILANO VIA F. FILZI 22 indirizzo

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305 Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie LA GIUNTA REGIONALE Premesso: che con D.P.R. 12 aprile

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