PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI"

Transcript

1 PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI SCOPO Lo scopo della presente procedura è di descrivere l attività del personale psicosociale (assistente sociale, psicologo) del servizio Tutela Minori dell A.T. consistente nella gestione di 1. minori in situazioni di abbandono familiare dovuto ad incuria, inadeguatezza delle figure genitoriali 2. minori che hanno subito maltrattamenti o violenza sessuale 3. minori che vivono in famiglie multiproblematiche PROCEDURE OPERATIVE Elenco delle attività di cui viene definita la procedura. 1. Dalla segnalazione alla presa in carico 2. Segnalazioni provenienti dall autorità giudiziaria: Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Giudice Tutelare, Procura della Repubblica presso il TM, USSM (Ufficio Servizio Sociale Minorile) 3. Segnalazioni provenienti da altri soggetti 4. Consulenza 5. Affido Familiare 6. Collocamento in Comunità Alloggio Minori 7. Rapporti con i servizi specialistici ( Neuropsichiatria infantile, CPS, CRT, SERT ecc..) 8. Rapporti con l istituzione scolastica 9. Assistenza Domiciliare Minori 10. Interventi formativi 11. Centro Diurno Minori DALLA SEGNALAZIONE ALLA PRESA IN CARICO Tutte le segnalazioni afferiscono e vengono protocollate alla sede del servizio e seguono determinate fasi Arrivo della segnalazione Le segnalazioni che arrivano al servizio Tutela Minori si possono suddividere in due principali categorie: quelle provenienti dal Tribunale per i Minorenni e quelle provenienti da altri soggetti (servizi specialistici, istituzioni scolastiche, Carabinieri, singoli, associazioni del Terzo Settore). Al momento del suo arrivo la Responsabile del servizio visiona la segnalazione e decide quale procedura attivare per la presa in carico del caso: Via normale: la segnalazione viene discussa in equipe entro 15 giorni dal suo arrivo. Via urgente: viene convocata un equipe ad hoc entro 3 giorni dall arrivo della segnalazione; se ciò non fosse possibile il caso verrà affidato ad un operatore direttamente dalla Responsabile del servizio. Nel caso la segnalazione non sia pertinente con le funzioni del servizio, la responsabile ne informerà per scritto l inviante.

2 Presa in carico della segnalazione L equipe fa al suo interno una analisi di quanto riportato nella segnalazione e concorda a chi affidare il caso (assistente sociale e/o psicologo); i due nominativi verranno scritti nel verbale di riunione e comunicati per iscritto a tutti i soggetti interessati, ovvero segnalante, operatori di riferimento, Sindaco e Assessore dei Servizi Sociali del Comune di residenza del minore. Gli operatori che hanno in carico il caso dovranno compilare un piano di lavoro e farlo pervenire alla Responsabile entro due mesi dalla data di presa in carico. All interno del Piano di Lavoro gli operatori dovranno inserire, oltre ai principali dati anagrafici del minore in carico e dei familiari di riferimento, la situazione attuale del nucleo ed eventuali disposizioni da parte dell Autorità Giudiziaria con relative scadenze. Vanno inoltre segnati gli obiettivi che il progetto d intervento individualizzato prevede, gli strumenti che si intendono utilizzare per il loro raggiungimento e le relative periodicità. Gli obiettivi vengono suddivisi tra quelli a medio termine, ovvero quelli che ci si pone di raggiungere entro la fine dell anno in corso, e quelli a lungo termine, ovvero quelli che ci si prospetta di raggiungere nel corso dell anno successivo. I Piani di Lavoro vengono modificati in caso di cambiamenti significativi rispetto a quanto previsto al loro interno, negli altri casi vengono aggiornati periodicamente. Oltre a ciò, l Assistente Sociale provvede ad aprire la cartella psico-sociale relativa alla situazione in carico. Al suo interno viene inserito il Piano di Lavoro e conservata copia di tutti i documenti ufficiali relativi al caso, sia in entrata (decreti, comunicazioni da parte di altri servizi. Ecc.) che in uscita (convocazioni, relazioni psicosociali, comunicazioni varie); all interno del diario degli interventi vengono registrati gli esiti dei colloqui e delle eventuali visite domiciliari. Uno spazio viene inoltre utilizzato per inserire il materiale psico-diagnostico, come colloqui e test psicologici. Segnalazioni provenienti dal Tribunale per i Minorenni Il TM è un organo specializzato con funzioni di primo grado per tutti gli affari riguardanti i minori gli anni 18. Ha competenza per i reati commessi dai minorenni, per l applicazione delle misure rieducative, per l esercizio della potestà dei genitori, dell affiliazione, adozione e assistenza. Il rapporto tra TM e servizi sociali deve essere improntato su una collaborazione da parte di questi ultimi che va oltre il provvedimento giurisdizionale. Il TM segnala di prassi con proprio decreto soggetti che necessitano di tutela e per i quali è necessario verificare l eventuale stato di abbandono, di maltrattamento o rischio di grave disagio e predisporre un progetto d intervento. L iter di presa in carico segue quanto sopra previsto: gli operatori prendono contatto, entro una settimana dall assegnazione del caso, con il nucleo familiare interessato per creare un Piano di Lavoro che permetta loro di venire a conoscenza della situazione di vita della famiglia stessa. Il contatto deve avvenire in forma scritta, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno: gli operatori convocano presso la sede del servizio i familiari di riferimento del minore, per una prima conoscenza e per cominciare a stabilire gli interventi da effettuare. A questo primo incontro seguirà poi quanto previsto nel Piano di Lavoro. Generalmente il TM chiede agli operatori di redigere una relazione psicosociale che permetta di pervenire ad una maggiore conoscenza della situazione; tali relazioni devono avere un 2

3 contenuto descrittivo, devono essere integrate da elementi valutativi e devono terminare con una proposta di intervento. La relazione relativa a quanto richiesto del decreto del TM viene predisposta e firmata dagli operatori psicosociali che hanno preso in carico la situazione; la stessa viene revisionata dal Responsabile di Servizio che firma la lettera di trasmissione per l invio al TM medesimo, entro i termini previsti dal decreto. La relazione viene consegnata al Responsabile entro e non oltre 4 giorni antecedenti la data di scadenza riportata nel decreto. Segnalazioni provenienti dall USSM Le segnalazioni di minori autori di reato pervengono dalla Procura della Repubblica attraverso l USSM, che richiede al servizio Tutela Minori la collaborazione per una valutazione della situazione personale e familiare del minore e del suo contesto sociale, al fine di predisporre un progetto di messa alla prova. Agli operatori del Servizio Tutela Minori vengono richiesti i seguenti interventi: Colloquio preliminare con un operatore USSM per la conoscenza della situazione Colloqui di conoscenza con il minore e la sua famiglia al fine di valutare quale ingaggio è possibile richiedere a ciascuno per un intervento di messa alla prova Reperimento sul territorio di risorse (enti, associazioni, privati) disponibili ad accogliere progetti di messa alla prova Predisposizione del progetto e condivisione dello stesso con la famiglia ed il minore interessato Monitoraggio dell andamento del progetto attraverso incontri periodici con l ente che ospita il progetto e con il minore. Incontri periodici con operatore USSM Stesura della relazione finale da presentare al TM e presenza all udienza. Segnalazioni provenienti da altri soggetti Nel caso la segnalazione pervenga da un Servizio Specialistico o dall Istituzione Scolastica, deve essere inviata su apposito modulo predisposto dal Servizio Tutela Minori. Dopo un analisi da parte dell èquipe psicosociale e in caso di riscontro positivo circa la segnalazione pervenuta, gli operatori di riferimento provvedono a contattare entro dieci giorni i segnalanti, per un incontro di approfondimento circa le motivazioni che hanno portato alla segnalazione. Nel caso la segnalazione pervenga da servizio specialistica, scuola o soggetto del terzo settore, al primo incontro ne seguono altri per la predisposizione di un progetto di intervento comune e per un costante monitoraggio condiviso sulla situazione segnalata. Le due equipe concorderanno il piano di intervento definendo i rispettivi compiti, i tempi e le modalità di azione e di verifica. Affido del Minore al Servizio Sociale Generalmente il TM dispone che il minore venga affidato al Servizio Sociale, che si assume pertanto la responsabilità di tutti gli interventi predisposti a favore della tutela del minore stesso. Tali interventi possono prevedere l allontanamento del minore dalla famiglia d origine 3

4 con conseguente collocamento presso struttura o famiglia, oppure il permanere del minore presso la sua famiglia con attivazione di interventi domiciliari (ADM) o di semiresidenzialità (CDM). L affido al Servizio Sociale non prevede necessariamente la decadenza della potestà genitoriale. Di seguito i possibili interventi previsti all interno del Piano di Lavoro CONSULENZA Per consulenza si intende un intervento di breve durata, generalmente di non più di 5 colloqui che possono avvenire sia per via telefonica che diretta. La consulenza è rivolta a cittadini, operatori di altri servizi/istituzioni ed è finalizzata a rispondere a problemi ben circostanziati di natura psicologica e/o sociale o ad orientare il richiedente verso altri servizi. COLLOCAMENTO IN COMUNITA ALLOGGIO PER MINORI Tale intervento avviene a seguito di disposizione da parte del tribunale per i Minorenni. L èquipe psicosociale è chiamata a reperire la struttura più idonea ad accogliere il minore, inviando alle diverse strutture una relazione di presentazione del minore con relativa domanda di inserimento, prevedendo tempi e obiettivi. Una volta stabilito l inserimento, vengono incontrati gli opertaori della Comunità per predisporre un piano di intervento con cadenze temporali. Viene poi incontrata la famiglia alla quale viene letto il provvedimento del TM e vengono spiegati gli obiettivi dell allontanamento e dell inserimento in struttura. Gli eventuali rientri a casa o gli incontri tra il minore e la famiglia vengono definiti dagli operatori del Servizio Tutela Minori, anche in base alle indicazioni definite dal TM. Spetta gli operatori accompagnare il minore in struttura al momento dell inserimento e mantenere il monitoraggio attraverso incontri periodici con l equipe educativa della Comunità. ASSISTENZA DOMICILARE MINORI (ADM) L ADM ha lo scopo di fornire al domicilio della famiglia interventi di sostegno al minore che si trova in situazione di disagio, attraverso la predisposizione, l attuazione, la verifica di progetti di assistenza domiciliare. Le procedure di seguito riportate sono riprese dall art. 6 del regolamento del servizio. La domanda di attivazione del servizio (su apposito modulo predisposto dal servizio) e la scheda di progetto relativa al/alla minore, vengono predisposte dagli operatori Assistente sociale e Psicologo del servizio Tutela Minori ed inoltrate al responsabile del servizio. Il progetto deve indicare gli obiettivi dell intervento, la durata e la frequenza. La Commissione Minori, entro massimo un mese dal ricevimento della domanda, valuta il progetto relativo al/ai minore/i al fine di stabilire l attivabilità del servizio e l ordine di priorità rispetto ai progetti pervenuti. Il Responsabile comunica per scritto l esito della valutazione agli operatori della Tutela Minori e, in caso di esito positivo, provvede ad avviare il servizio.. Gli operatori che hanno in carico il caso presentano il progetto alla famiglia, condividendo con loro gli obiettivi e facendo loro sottoscrivere un patto educativo relativo al progetto ADM, in presenza dell educatore che svolgerà il servizio al domicilio. Mensilmente AS e Psic. incontrano educatore e coordinatore ADM per mantenere monitorato il progetto. 4

5 Presentano periodicamente alla Commissione Minori una relazione di aggiornamento sulla situazione in carico. A cadenza annuale o al termine del progetto, la commissione Minori dovrà verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. VISITE PROTETTE Le visite protette possono essere predisposte: Dal TM qualora, a seguito di allontanamento del minore dal proprio nucleo familiare, si ravveda una situazione di pregiudizio in caso di incontro tra il minore e la famiglia d origine. Dal T.O. in caso di separazioni e divorzi con affido esclusivo ad un genitore. Le Visite protette avvengono in uno spazio neutro e si svolgono alla presenza di un operatore del Servizio Tutela Minori. CENTRO DIURNO MINORI La proposta di inserimento presso il Centro Diurno Minori viene formulata, in forma scritta dall equipe del servizio tutela minori e viene inviata al Responsabile del Servizio Tutela Minori. L ammissione del minore viene valutata all interno della Commissione Minori. Per ogni minore ammesso, gli operatori della tutela minori e il Coordinatore del CDM definiscono il progetto individualizzato all interno del quale dovranno essere indicati gli obiettivi, le modalità, i tempi, la durata dell inserimento, i rapporti con la famiglia; il progetto, inoltre, definisce la periodicità delle verifiche con la famiglia e con l equipe del CDM. La famiglia viene accompagnata dall assistente sociale della Tutela Minori a prendere visione del CDM e a conoscere gli educatori che vi operano. L equipe della Tutela Minori mantiene con la famiglia un costante rapporto di collaborazione, attraverso incontri periodici al fine di monitorare l andamento del progetto ed eventualmente apportarvi le necessarie modifiche. La dimissione del minore dal CDM viene concordata all interno dell apposita commissione sopraccitata. AFFIDO FAMILIARE Questa procedura descrive l attività finalizzata all avvio, monitoraggio e alla verifica di progetti di affido familiare. L affido può avvenire su decreto del tribunale dei minori (affido giudiziale) o può essere concordato con la famiglia di origine (affido consensuale) Affido Giudiziale L affidamento del minore/i è decretato dal tribunale Minori senza il consenso dei genitori naturali. Affido Consensuale I genitori o chi ne ha la patria potestà sono concordi con il provvedimento di affido del minore/i. Esso viene effettuato attraverso i servizi sociali ed è convalidato dal Giudice Tutelare (G.T.). L affidamento di un minore ai parenti fino al 4 grado può avvenire senza particolari formalità. La procedura per l affido consensuale prevede, da parte degli operatori del servizio Tutela Minori, i seguenti impegni: 5

6 Predisposizione del Progetto di Affido consensuale su apposito modulo da presentare al Giudice Tutelare, con allegata relazione. Condivisione del progetto con la famiglia d origine e famiglia affidataria che devono sottoscriverlo. Deposito del progetto di Affido, sottoscritto da tutti i soggetti interessati (famiglia d origine, famiglia affidataria e Responsabile del servizio Tutela Minori), presso la cancelleria del tribunale Ordinario. Rilascio dichiarazione di Affido per la famiglia affidataria. Relazione semestrale al Giudice Tutelare sull andamento dell Affido. SERVIZIO AFFIDI Gli operatori del servizio affidi (psicologo ed educatore, parte del servizio Tutela Minori) si occupano in particolare di: Ricerca di famiglie affidatarie e/o accoglienti. Si tratta di un capillare lavoro sul territorio, al fine di diffondere la conoscenza dello strumento affido e di sensibilizzare le famiglie al tema dell accoglienza. Primi interlocutori sono solitamente le Parrocchie, attraverso la pubblicità sui bollettini parrocchiali e l incontro con gruppi di famiglie all interno della Parrocchia o dell Oratorio. Talvolta poi il contatto avviene con la singola famiglia, incrociata tramite il passaparola tra servizi e famiglie. Il lavoro di sensibilizzazione è svolto anche in collaborazione con la Rete Familiare presente sul territorio. Incontri di conoscenza con possibili famiglie affidatarie: qualora si presenti una famiglia disponibile ed interessata all esperienza dell affido, gli operatori predispongono un percorso di conoscenza solitamente attraverso tre colloqui con la coppia (o il singolo) ed una visita domiciliare per la conoscenza degli eventuali figli o altri membri della famiglia. L abbinamento del minore con la famiglia affidataria viene analizzato in collaborazione con gli operatori psicosociali a cui è in carico il minore. Mensilmente gli operatori incontrano il gruppo delle famiglie affidatarie: uno spazio per trovare sostegno nel mutuo aiuto e per condividere le differenti esperienze di accoglienza, al fine di sostenere le famiglie e allo stesso tempo approfondire argomenti che, seppure in modi e tempi diversi, attraversano tutte le esperienze di affido. Per monitorare il singolo progetto di affido: in collaborazione con gli operatori del servizio tutela, le famiglie vengono incontrate anche singolarmente a cadenza mensile, e vengono effettuate visite domiciliari. Consulenza telefonica alle famiglie in caso di bisogno. LAVORO SULLA GENITORIALITA Gli operatori del servizio Tutela Minori sono chiamati a lavorare sul recupero delle capacità genitoriali delle famiglie problematiche, e lo attuano con diversi strumenti: Colloqui dell AS e/o Psicologo con i genitori (congiunti o singolarmente) Visite domiciliari Proposta gruppi laboratoriali per genitori su temi educativi: gli operatori del servizio Tutela Minori propongono alla famiglia la partecipazioni ad un gruppo, condotto da operatori del privato sociale e dall educatore del servizio Tutela Minori. Cicli di 5 incontri, due volte 6

7 all anno. Il lavoro degli operatori del Servizio Tutela Minori è concentrato soprattutto nella fase di presentazione della proposta e motivazione della famiglia alla partecipazione. Impegni provinciali Il Responsabile del Servizio Tutela Minori, o suo delegato, partecipa agli incontri provinciali promossi su diverse tematiche: Percorso di formazione servizi ADM e Visite Protette incontri referenti Tutela Minori incontri in ASL per rendicontazione Regionale Mansioni del personale amministrativo Protocollo in entrata e uscita delle comunicazioni Definizione della previsione di bilancio Impegni di spesa per affidi (residenziale, semi-residenziale, in famiglia) e per l ADM Rendicontazione all ASL e alla Regione Comunicazione ai Comuni di presa in carico dei soggetti/famiglie Controlli Fatture e relativa predisposizione per pagamento all Ufficio ragioneria. dipendenti Coop. Sottosopra, tramite co-progettazione) Predisposizione delibere e determine Stesura nuovi regolamenti ADM e Affido Familiare. 7

Regolamento Servizio Assistenza Domiciliare Minori Premessa

Regolamento Servizio Assistenza Domiciliare Minori Premessa Regolamento Servizio Assistenza Domiciliare Minori Premessa A seguito della stesura del protocollo operativo, approvato dal Direttivo della Comunità Montana Valle Seriana Superiore con Delibera n. 27 del

Dettagli

SPERIMENTAZIONE LINEE GUIDA AFFIDO FAMILIARE

SPERIMENTAZIONE LINEE GUIDA AFFIDO FAMILIARE SPERIMENTAZIONE LINEE GUIDA AFFIDO FAMILIARE BUONE PRASSI PREMESSA L affidamento familiare, intervento di protezione e tutela nei confronti di minori temporaneamente privi di idoneo ambiente familiare,

Dettagli

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento PROTOCOLLO D INTESA TRA L ASL DI BRESCIA E L AZIENDA SPECIALE CONSORTILE OVEST SOLIDALE PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO TUTELA MINORI INTERESSATI DA PROVVEDIMENTI DELLA MAGISTRATURA ANNO 2011 Premessa La

Dettagli

Città di Ispica Prov. di Ragusa

Città di Ispica Prov. di Ragusa Città di Ispica Prov. di Ragusa REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI Art. 1 L amministrazione comunale attua l affidamento familiare allo scopo di garantire al minore le condizioni migliori per

Dettagli

(Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE

(Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE (Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n.35 del 28/09/2011 Art. 1 Oggetto L affido familiare

Dettagli

REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE Allegato sub lettera A) alla delibera di CC. N COMUNE DI MIRA (Provincia di Venezia) REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE 1 Art. 1 IL VALORE DELLA FAMIGLIA 1. La famiglia viene riconosciuta come l unità fondamentale

Dettagli

REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE Premessa L affidamento etero-familiare consiste nell inserire un minore in un nucleo familiare diverso da quello originario per un tempo determinato. È un esperienza di accoglienza

Dettagli

L AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI. Regolamento

L AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI. Regolamento L AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI Regolamento Art. 1 Oggetto di regolamentazione e fonti normative 1. Il presente Regolamento disciplina i procedimenti, le modalità di organizzazione e la natura degli

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO E PRINCIPI GENERALI L affidamento familiare, rappresenta uno strumento prioritario di aiuto al minore e alla sua famiglia,

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE E DEL CENTRO AFFIDI.

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE E DEL CENTRO AFFIDI. REGOLAMENTO COMUNALE n. 57 REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE E DEL CENTRO AFFIDI. Allegato B Alla deliberazione di Consiglio Comunale nr 34 del 31/3/2004 Protocollo operativo tra Centro

Dettagli

L affido, il Tribunale per i Minorenni e i Servizi Sociali

L affido, il Tribunale per i Minorenni e i Servizi Sociali L affido in Italia: dalle prime esperienze all attuale normativa giuridica L affido, il Tribunale per i Minorenni e i Servizi Sociali Interventi della dott.ssa Barbara Montisci,, Giudice Onorario del T.M.

Dettagli

DISTRETTO SOCIO SANITARIO 18 (PATERNO -BELPASSO-RAGALNA-ASL 3)

DISTRETTO SOCIO SANITARIO 18 (PATERNO -BELPASSO-RAGALNA-ASL 3) DISTRETTO SOCIO SANITARIO 18 (PATERNO -BELPASSO-RAGALNA-ASL 3) Allegato alla deliberazione consiliare n. 04 del 7 febbraio 2007 ART. 1 DEFINIZIONE DI AFFIDAMENTO FAMILIARE 1. L affidamento familiare è

Dettagli

REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI

REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI TITOLO I Finalità e soggetti Art.1 Normativa L affidamento familiare per minori è regolato

Dettagli

Regolamento. Questo Servizio adotta il seguente regolamento:

Regolamento. Questo Servizio adotta il seguente regolamento: Regolamento L affidamento familiare aiuta i bambini ed i ragazzi a diventare grandi, nutrendo il loro bisogno di affetto e di relazione con figure adulte che si prendano cura di loro, al fine di diventare

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDAMENTO FAMILIARE DEL COMUNE DI FIRENZE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDAMENTO FAMILIARE DEL COMUNE DI FIRENZE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDAMENTO FAMILIARE DEL COMUNE DI FIRENZE Premessa normativa Art.1 - Principi generali Art.2 - Tipologia e modalità di affidamento Art.3 - Durata dell affidamento Art.4 - Come

Dettagli

Regolamento per l Affidamento familiare dei minori. Premessa

Regolamento per l Affidamento familiare dei minori. Premessa Regolamento per l Affidamento familiare dei minori Premessa L Affido familiare è regolamentato dalla Legge 4 maggio 1983n.184 Disciplina dell Adozione e dell Affidamento dei Minori, modificata dalla Legge

Dettagli

LINEE GUIDA CENTRO AFFIDI

LINEE GUIDA CENTRO AFFIDI LINEE GUIDA CENTRO AFFIDI In uno strumento complesso e articolato come l affidamento familiare, intervento di rete per eccellenza, è fondamentale definire i compiti di ogni tecnico. Una prima chiarezza

Dettagli

Servizi sociali di Ambito tutela minori

Servizi sociali di Ambito tutela minori Settore 4 servizi alla persona Ambito di Seriate Piano sociale di Zona Servizi sociali di Ambito report_tm_2012.doc Premessa Report sull attività del servizio tutela minori e affidi dell Ambito territoriale

Dettagli

AREA RESPONSABILITA FAMILIARI

AREA RESPONSABILITA FAMILIARI RESPONSABILITA FAMILIARI Componente dell U. d. P. referente e responsabile d Area Nome e cognome Enrichetta La Ragione - Annamaria Neri - Giovanna Canfora - Raffaella Scotto Di Ciccariello Franco Napolitano

Dettagli

Comune di Jesi. Protocollo d intesa

Comune di Jesi. Protocollo d intesa Comune di Jesi Protocollo d intesa TRA LA PREFETTURA DI ANCONA, IL COMUNE DI JESI, LE FORZE DELL ORDINE, L UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE, IL C.I.O.F., L ASUR ZONA TERRITORIALE 5, L AMBITO TERRITORIALE

Dettagli

Piano Sociale di Zona

Piano Sociale di Zona Piano Sociale di Zona 2010-12 Molfetta-Giovinazzo Protocollo Operativo Istituzione dell équipe integrata, multidisciplinare e multiprofessionale, per l affido familiare e l adozione Organizzazione, Funzioni,

Dettagli

Comune di Rovigo Assessorato Pari Opportunità Commissione per le Pari Opportunità CARTA SERVIZI CASA RIFUGIO CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE

Comune di Rovigo Assessorato Pari Opportunità Commissione per le Pari Opportunità CARTA SERVIZI CASA RIFUGIO CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE Comune di Rovigo Assessorato Pari Opportunità Commissione per le Pari Opportunità CARTA SERVIZI CASA RIFUGIO CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE LA CASA RIFUGIO Finalità La Casa Rifugio è una struttura nella

Dettagli

Comune di Comune di Comune di Comune di. San Marco in Lamis San Giovanni Rotondo Rignano Garganico San Nicandro Garganico

Comune di Comune di Comune di Comune di. San Marco in Lamis San Giovanni Rotondo Rignano Garganico San Nicandro Garganico Comune di Comune di Comune di Comune di San Marco in Lamis San Giovanni Rotondo Rignano Garganico San Nicandro Garganico PRESENTAZIONE L art. 1 della legge 149 del 2001 Diritto del minore ad una famiglia

Dettagli

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/9

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/9 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/9 PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2008 ATTUAZIONE DELL'ART. 39 BIS COMMA 1 LETT. C) LEGGE 184/83 CON MODIFICHE

Dettagli

Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi

Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi PIANO DI ZONA I triennio Annualità: I ann. II ann. X III ann. Progetto di durata biennale AMBITO _COMUNE DI BARI PROV Ba AUSL BA/4

Dettagli

Percorso formativo all interno del Progetto di sperimentazione delle Linee di Indirizzo per l Affidamento Familiare. Genova 7 ottobre 2014

Percorso formativo all interno del Progetto di sperimentazione delle Linee di Indirizzo per l Affidamento Familiare. Genova 7 ottobre 2014 Percorso formativo all interno del Progetto di sperimentazione delle Linee di Indirizzo per l Affidamento Familiare. Genova 7 ottobre 2014 Genova e gli affidi familiari Come città aderente alla sperimentazione

Dettagli

Servizi sociali di Ambito

Servizi sociali di Ambito Regolamento sull affido familiare dell Ambito territoriale di Seriate Comuni di: Seriate, Albano S. Alessandro, Bagnatica, Brusaporto, Cavernago, Costa di Mezzate, Grassobbio, Montello, Pedrengo, Scanzorosciate,

Dettagli

Regol@mento per. l affidamento familiare dei minori

Regol@mento per. l affidamento familiare dei minori Comune di Spoleto Direzione Istruzione Coesione Sociale Salute e Sport Regol@mento per l affidamento familiare dei minori Il Regolamento per l affidamento familiare dei minori è stato adottato dal Consiglio

Dettagli

CONVENZIONE TRA. Fondazione L'Albero della Vita e il Distretto di Certosa di Pavia. Anno 2012/13

CONVENZIONE TRA. Fondazione L'Albero della Vita e il Distretto di Certosa di Pavia. Anno 2012/13 CONVENZIONE TRA Fondazione L'Albero della Vita e il Distretto di Certosa di Pavia Anno 2012/13 L'anno 2012, il giorno del mese di.. presso la sede di Basiglio via Ludovico il Moro TRA Fondazione L Albero

Dettagli

I bambini e le famiglie

I bambini e le famiglie 3.8 I bambini e le famiglie ambiti bisogni SERVIZI C.I.S.S. DOMICILIARITà Continuare a vivere ASSISTENZA DOMICILIARE nel proprio ambiente di vita Vivere in un contesto familiare, AFFIDAMENTO FAMILIARE

Dettagli

Deliberazione Consiglio Comunale n 119 del 6 ottobre 2009

Deliberazione Consiglio Comunale n 119 del 6 ottobre 2009 Deliberazione Consiglio Comunale n 119 del 6 ottobre 2009 Regolamento Affidamento Familiare Art. 1 Oggetto Il presente Regolamento disciplina i principi e le modalità cui devono uniformarsi la gestione,

Dettagli

Centro Affidi Provincia di Potenza Politiche Sociali

Centro Affidi Provincia di Potenza Politiche Sociali PROVINCIA DI POTENZA Centro Affidi Provincia di Potenza Politiche Sociali Protocollo d Intesa tra : Provincia di Potenza - Tribunale per i Minori- Comuni del territorio provinciale PROTOCOLLO D INTESA

Dettagli

pvcasa di prima accoglienza Mamma Emilia

pvcasa di prima accoglienza Mamma Emilia Destinatari del servizio pvcasa di prima accoglienza Mamma Emilia Il servizio è rivolto a gestanti e madri con bambini che hanno bisogno di temporanea ospitalità, indipendentemente dalla loro nazionalità,

Dettagli

PRASSI OPERATIVA AFFIDO FAMILIARE

PRASSI OPERATIVA AFFIDO FAMILIARE AMBITO TERRITORIALE SOCIALE Comuni di COLBORDOLO - GABICCE MARE GRADARA - MOMBAROCCIO MONTECICCARDO MONTELABBATE PESARO SANT ANGELO IN LIZZOLA - TAVULLIA PRASSI OPERATIVA AFFIDO FAMILIARE PREMESSA - la

Dettagli

CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo)

CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo) CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo) REGOLAMENTO COMUNITA EDUCATIVA PER MINORI INDICE ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART. 6 ART. 7 ART. 8 ART. 9 ART. 10 ART. 11 ART. 12 ART. 13 ART.

Dettagli

COMUNE DI RIPOSTO Provincia di Catania. Regolamento per l affidamento familiare dei minori

COMUNE DI RIPOSTO Provincia di Catania. Regolamento per l affidamento familiare dei minori COMUNE DI RIPOSTO Provincia di Catania Regolamento per l affidamento familiare dei minori Adottato con deliberazione consiliare n 41 del 16/03/2000 COMUNE DI RIPOSTO Provincia di Catania Regolamento per

Dettagli

Regolamento. L affido è istituito e regolamentato dalla Legge N.184/83, dalla Legge N.149/01 e dalla D.G.R 79-11035 del 17.11.2003.

Regolamento. L affido è istituito e regolamentato dalla Legge N.184/83, dalla Legge N.149/01 e dalla D.G.R 79-11035 del 17.11.2003. Regolamento Premessa L affidamento familiare aiuta i bambini ed i ragazzi a diventare grandi, nutrendo il loro bisogno di affetto e di relazione con figure adulte che si prendano cura di loro, al fine

Dettagli

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia Num. Scheda 1 TITOLO AZIONE o o Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS OBIETTIVI Scopo dell intervento è promuovere un processo di cambiamento

Dettagli

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e 2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e Gruppo percorsi assistenziali Partecipanti al gruppo - Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia

Dettagli

Relazione tecnica relativa al Servizio per l affido familiare

Relazione tecnica relativa al Servizio per l affido familiare Relazione tecnica relativa al Servizio per l affido familiare 1.1 Informazioni generali Denominazione intervento: servizio integrato per l affido. 1.2 Soggetto titolare ed enti coinvolti Comuni dell ambito

Dettagli

ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA

ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA AI MINORI E ALLE LORO FAMIGLIE 2. Progetto già avviato Sì No 3. Tipologia di servizio Istituzionale Servizi Essenziali Altro 4. Area tematica Minori e Famiglia 5. Macrotipologia

Dettagli

Documento relativo all applicazione a livello locale di:

Documento relativo all applicazione a livello locale di: Documento relativo all applicazione a livello locale di: - Linee guida 2008: la cura e la segnalazione - Linee guida 2008: l affidamento familiare - Orientamenti per la comunicazione tra scuola e servizi

Dettagli

Distretto Socio Sanitario n. 24

Distretto Socio Sanitario n. 24 Distretto Socio Sanitario n. 24 Centro Affidi Distrettuale Azione n. 9 Piano di Zona 2010-2012 Comuni di: Piazza Armerina Aidone Barrafranca Pietraperzia Cos è il Centro affidi Il Centro Affidi è un servizio

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO AFFIDO APPOGGIO FAMILIARE AMBITO TERRITORIALE SOCIALE n. 8

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO AFFIDO APPOGGIO FAMILIARE AMBITO TERRITORIALE SOCIALE n. 8 REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO AFFIDO APPOGGIO FAMILIARE AMBITO TERRITORIALE SOCIALE n. 8 Art. 1 Oggetto Il presente Regolamento disciplina l Istituto dell Affido e dell Appoggio Familiare presso i Comuni

Dettagli

ALLEGATO A. Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima CENTRO FAMIGLIA STELLA POLARE. Municipio Roma XIII

ALLEGATO A. Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima CENTRO FAMIGLIA STELLA POLARE. Municipio Roma XIII ALLEGATO A Denominazione Servizio Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima CENTRO FAMIGLIA STELLA POLARE Municipio Roma XIII sostegno alle responsabilità genitoriali e di tutela del

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO DISTRETTUALE SOSTEGNO DELLA GENITORIALITA DISTRETTO CARBONIA PREMESSA

REGOLAMENTO SERVIZIO DISTRETTUALE SOSTEGNO DELLA GENITORIALITA DISTRETTO CARBONIA PREMESSA Allegato B II annualità Progetto Sostegno alla genitorialità - Distretto di Carbonia REGOLAMENTO SERVIZIO DISTRETTUALE SOSTEGNO DELLA GENITORIALITA DISTRETTO CARBONIA PREMESSA - Con D.G.R. n. 40/09 del

Dettagli

PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE

PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE PREMESSA Il presente bando disciplina l erogazione di buoni sociali finanziati attraverso Fondo Non Autosufficienze (FNA). Il Buono Sociale si

Dettagli

Carta Dei Servizi. Servizio Assistenza Domiciliare Educativa In favore di minori e delle loro famiglie. Emessa il 14 Febbraio 2013 Versione 2.

Carta Dei Servizi. Servizio Assistenza Domiciliare Educativa In favore di minori e delle loro famiglie. Emessa il 14 Febbraio 2013 Versione 2. Carta Dei Servizi Servizio Assistenza Domiciliare Educativa In favore di minori e delle loro famiglie Emessa il 14 Febbraio 2013 Versione 2.0 Pagina 1 Premessa Il presente documento, denominato Carta dei

Dettagli

INTESA TRA COMUNE DI MILANO E AZIENDA SANITARIA LOCALE CITTA DI MILANO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI NEI SERVIZI ALL INFANZIA (0-6 ANNI)

INTESA TRA COMUNE DI MILANO E AZIENDA SANITARIA LOCALE CITTA DI MILANO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI NEI SERVIZI ALL INFANZIA (0-6 ANNI) INTESA TRA COMUNE DI MILANO E AZIENDA SANITARIA LOCALE CITTA DI MILANO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI NEI SERVIZI ALL INFANZIA (0-6 ANNI) Al fine di garantire un approccio coordinato alla gestione

Dettagli

REGOLAMENTO AFFIDAMENTO FAMILIARE

REGOLAMENTO AFFIDAMENTO FAMILIARE REGOLAMENTO AFFIDAMENTO FAMILIARE AMBITO TERRRITORIALE VALLE SERIANA Comuni di Albino, Alzano Lombardo, Aviatico, Casnigo, Cazzano S.A., Cene, Colzate, Fiorano al Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Nembro,

Dettagli

COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali

COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali SCHEMA DI PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA COLLABORAZIONE TRA IL COMUNE DI IGLESIAS, ENTI AUTORIZZATI E TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CAGLIARI, IN MATERIA

Dettagli

CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIALI ALTA IRPINIA REGOLAMENTO DELL AFFIDO FAMILIARE E DEGLI ALTRI SERVIZI PER LA TUTELA DEI MINORI (Legge 184/1983)

CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIALI ALTA IRPINIA REGOLAMENTO DELL AFFIDO FAMILIARE E DEGLI ALTRI SERVIZI PER LA TUTELA DEI MINORI (Legge 184/1983) CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIALI ALTA IRPINIA REGOLAMENTO DELL AFFIDO FAMILIARE E DEGLI ALTRI SERVIZI PER LA TUTELA DEI MINORI (Legge 184/1983) Articolo 1 (Oggetto del Regolamento) Oggetto del presente regolamento

Dettagli

I MINORI E LE FAMIGLIE. Educativa. Educativa

I MINORI E LE FAMIGLIE. Educativa. Educativa BISOGNI BISOGNI I MINORI E LE FAMIGLIE I MINORI E LE FAMIGLIE Educativa Educativa Avere un supporto educativo quando si hanno difficoltà nella famiglia, nella vita di relazione, nell'apprendimento e nei

Dettagli

REGOLAMENTO DEL S.A.A.T.

REGOLAMENTO DEL S.A.A.T. REGOLAMENTO DEL S.A.A.T. OBIETTIVI GENERALI Scopo generale dell affidamento familiare è quello di tendere ad inserire un bambino che presenta disadattamento in un sistema di rapporti affettivi armonici,

Dettagli

CARTA DEL SERVIZIO 2014/15

CARTA DEL SERVIZIO 2014/15 CARTA DEL SERVIZIO 2014/15 Presentazione dell Associazione La Cascina La nostra storia inizia nel 1982 dall incontro di alcune persone che -come cittadini e volontari- hanno cercato risposte plausibili

Dettagli

INTERVENTI TERRITORIALI DI ORIENTAMENTO E PREVENZIONE

INTERVENTI TERRITORIALI DI ORIENTAMENTO E PREVENZIONE Area Diritti dell Infanzia e dell Adolescenza. INTERVENTI TERRITORIALI DI ORIENTAMENTO E PREVENZIONE Commissione provinciale Affidamento Familiare con coordinamento provinciale, partecipazione di associazioni

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI

PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI Indice : 1. Scopo del protocollo 2. Invio 3. Verifiche 2.1 tipologia dell utenza 2.2 procedura segnalazione 2.3 procedura

Dettagli

COMUNE DI GREZZANA REGOLAMENTO COMUNALE SULL'AFFIDO E SULLA TUTELA DEI MINORI

COMUNE DI GREZZANA REGOLAMENTO COMUNALE SULL'AFFIDO E SULLA TUTELA DEI MINORI PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO COMUNALE SULL'AFFIDO E SULLA TUTELA DEI MINORI (ai sensi della L. 184/83 e modifiche L. 149/01) INDICE PRINCIPI ISPIRATORI Art. 1. OGGETTO Art. 2. TIPOLOGIA DI INTERVENTI

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO DI INTESA Comune Capofila San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Campofilone Carassai Cossignano Cupra Marittima Grottammare Massignano Monsampolo del Tronto Montalto delle Marche Montefiore dell Aso Monteprandone

Dettagli

Unità d offerta accreditata dal Comune di Milano tel 02.48007174 fax 02.48196125 e-mail: bpcomunita@virgilio.it

Unità d offerta accreditata dal Comune di Milano tel 02.48007174 fax 02.48196125 e-mail: bpcomunita@virgilio.it CARTA DEI SERVIZI CARTA DEI SERVIZI COMUNITÀ EDUCATIVE COMUNITÀ FAMILIARE SERVIZIO SEMIRESIDENZIALE ALLOGGIO PER L AUTONOMIA COMUNITA EDUCATIVE COMUNITA FAMILIARE FONDAZIONE PIO ISTITUTO BUON PASTORE Via

Dettagli

Presentazione del Mal.Ab. Gruppo specialistico interistituzionale contro il maltrattamento grave e l abuso ai minori.

Presentazione del Mal.Ab. Gruppo specialistico interistituzionale contro il maltrattamento grave e l abuso ai minori. Presentazione del Mal.Ab. Gruppo specialistico interistituzionale contro il maltrattamento grave e l abuso ai minori. Trieste, 1 dicembre 212 Il Mal.Ab. di Trieste Gruppo interistituzionale attivo dal

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE Allegato alla determinazione direttoriale n. 681/000/DIG/14/0024 del 06.06.2014 ART. 1 PRINCIPI GENERALI Il servizio Educativa Territoriale si inserisce come

Dettagli

C.I.S.S. PINEROLO CONSORZIO INTERCOMUNALE. Approvato con

C.I.S.S. PINEROLO CONSORZIO INTERCOMUNALE. Approvato con C.I.S.S. PINEROLO CONSORZIO INTERCOMUNALE SERVIZII SOCIALII Via Montebello, 39 10064 PINEROLOO (TO) Tel. 0121/325001-325002-325003 Fax 0121-395396 Cod. fisc. e Part. IVA 07329610013 E-mail: ciss@cisspinerolo.it

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDO FAMILIARE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDO FAMILIARE Art.1 - Oggetto Il presente Regolamento, in rispondenza alle priorità d intervento individuate dalla legge 328/00, norma gli interventi relativi agli affidamenti

Dettagli

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO PER MINORI LA TARTARUGA INDICE CAP 1 - Principi generali Art. 1 Definizione del servizio Art. 2 Finalità e obiettivi

Dettagli

COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI

COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI Approvato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 47/8 in data 26/01/2012 1 ART. 1 Premessa Il presente regolamento

Dettagli

TUTELA MINORI presentazione del servizio STM: MISSION Tutelare minori in situazioni famigliari inadeguate o pregiudizievoli per la loro crescita; oggetto di abuso, maltrattamento fisico e psichico, trascuratezza

Dettagli

alle scelte e alle modalità di sviluppo della co-progettazione e gestione dei servizi;

alle scelte e alle modalità di sviluppo della co-progettazione e gestione dei servizi; Richiamata la convenzione quadro sottoscritta in data 6.7.2007 con il Consorzio di Cooperative Sociali Il Solco del Serio avente per oggetto la co-progettazione e la gestione dei servizi sociali relativamente

Dettagli

IL CENTRO PARLA CON NOI

IL CENTRO PARLA CON NOI Pesaro, in via Diaz n. 10 Tel 0721 639014 1522 parlaconnoi@provincia.ps.it CARTA DEI SERVIZI del Centro Antiviolenza provinciale Parla Con Noi La Carta è lo strumento che permette ai cittadini il controllo

Dettagli

DISTRETTO SOCIO - SANITARIO N. 45 AFFIDO FAMILIARE

DISTRETTO SOCIO - SANITARIO N. 45 AFFIDO FAMILIARE DISTRETTO SOCIO - SANITARIO N. 45 1. NUMERO AZIONE 16 2. TITOLO AZIONE AFFIDO FAMILIARE 3. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ Descrivere sinteticamente le attività che si intendono realizzare all interno dell

Dettagli

PROGETTO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE INTERVENTI PER LA PRESA IN CARICO E IL TRATTAMENTO DI MINORI VITTIME DI ABUSO NELL AREA VASTA FIRENZE

PROGETTO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE INTERVENTI PER LA PRESA IN CARICO E IL TRATTAMENTO DI MINORI VITTIME DI ABUSO NELL AREA VASTA FIRENZE Allegato B PROGETTO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE INTERVENTI PER LA PRESA IN CARICO E IL TRATTAMENTO DI MINORI VITTIME DI ABUSO NELL AREA VASTA FIRENZE PREMESSA Negli ultimi anni l attenzione al disagio in generale,

Dettagli

Bando di Accreditamento di Soggetti professionali per l erogazione di:

Bando di Accreditamento di Soggetti professionali per l erogazione di: Bando di Accreditamento di Soggetti professionali per l erogazione di: 1. Interventi socio educativi finalizzati al sostegno di minori in affido e/o famiglie affidatarie; 2. Interventi socio educativi

Dettagli

PIANO DI ZONA I triennio allegato n. 4

PIANO DI ZONA I triennio allegato n. 4 Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi PIANO DI ZONA I triennio allegato n. 4 Annualità: II ann. X Progetto di durata triennale AMBITO COMUNE DI BARI PROV Ba AUSL BA 1.1

Dettagli

ALLEGATOC alla Dgr n. 901 del 04 giugno 2013 pag. 1/15

ALLEGATOC alla Dgr n. 901 del 04 giugno 2013 pag. 1/15 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOC alla Dgr n. 901 del 04 giugno 2013 pag. 1/15 INDICAZIONI OPERATIVE REGIONALI A FAVORE DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI MINORENNI CHE HANNO VISSUTO SITUAZIONI DI ABUSO

Dettagli

Consultori familiari

Consultori familiari Consultori familiari Le prestazioni del consultorio corsi di accompagnamento alla nascita rivolti ad entrambi i genitori assistenza a domicilio a mamma e neonato dopo il parto (Servizio di Dimissione protetta):

Dettagli

REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA

REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA AMBITO TERRITORIALE ALTO SEBINO Comuni di: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina, Sovere. REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA INDICE ART.

Dettagli

Sono consentite ai medesimi coniugi più adozioni, con atti successivi.

Sono consentite ai medesimi coniugi più adozioni, con atti successivi. Legge n. 476/98 Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la Cooperazione in materia di adozione internazionale fatta a l Aja il 29 maggio 1993. Modifiche alla legge 4 maggio

Dettagli

Piano di Interventi per il sostegno delle famiglie affidatarie di minori residenti nel Distretto Socio-Sanitario VT4

Piano di Interventi per il sostegno delle famiglie affidatarie di minori residenti nel Distretto Socio-Sanitario VT4 Piano di Interventi per il sostegno delle famiglie affidatarie di minori residenti nel Distretto Socio-Sanitario VT4 Comuni di : Barbarano Romano Bassano Romano Blera Capranica Caprarola Carbognano Monterosi

Dettagli

Ufficio Politiche e Solidarietà Sociali

Ufficio Politiche e Solidarietà Sociali Ufficio Politiche e Solidarietà Sociali DISCIPLINARE DI FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDO ANZIANI ART. 1 NATURA DEL SERVIZIO Il Comune di Mesagne intende realizzare il servizio di affidamento anziani,

Dettagli

PROTOCOLLO DIVERS-ABILITÀ

PROTOCOLLO DIVERS-ABILITÀ PROTOCOLLO DIVERS-ABILITÀ Amministrazione Comunale Amministrazione Scolastica Zanica I.C. Zanica Commissione Inter-istituzionale La Commissione Inter-istituzionale è una commissione mista tecnico-politica

Dettagli

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/8

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/8 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/8 PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2012-2014 ATTUAZIONE DELL'ART. 39 BIS COMMA 1 LETT. C) LEGGE 184/83 CON MODIFICHE

Dettagli

REGOLAMENTO PER L AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO PER L AFFIDO FAMILIARE REGOLAMENTO PER L AFFIDO FAMILIARE approvato dal Coordinamento Istituzionale con delibera n. 10 del 14/07/2009 PRINCIPI GENERALI Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell ambito della propria

Dettagli

REGOLAMENTO PER L AFFIDO FAMILIARE E L AFFIANCAMENTO SOLIDALE

REGOLAMENTO PER L AFFIDO FAMILIARE E L AFFIANCAMENTO SOLIDALE REGOLAMENTO PER L AFFIDO FAMILIARE E L AFFIANCAMENTO SOLIDALE (DGR dell 8.08.08 n. 2416) Allegato alla deliberazione n. 247 del 23.3.2011 Introduzione Dal Piano di Zona 2011-2015, approvato dalla Conferenza

Dettagli

SPORTELLO DI CONSULENZA PER DONNE IN DIFFICOLTA

SPORTELLO DI CONSULENZA PER DONNE IN DIFFICOLTA 1. NUMERO AZIONE RIPROGRAMMAZIONE PIANO DI ZONA 2 E 3 ANNO DEL 1 TRIENNIO 6 2. TITOLO AZIONE SPORTELLO DI CONSULENZA PER DONNE IN DIFFICOLTA 3. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ Analisi del Contesto Nel piano

Dettagli

COMUNITA EDUCATIVA S. GIUSEPPE

COMUNITA EDUCATIVA S. GIUSEPPE REGOLAMENTO Il presente regolamento, di V stesura, predisposto dalla direzione e dagli operatori della Comunità, ha lo scopo di disciplinare l'istituzione, la vita comunitaria degli operatori, dei minori

Dettagli

Area Persone Anziane. Servizio di assistenza domiciliare sociale per anziani LIVEAS

Area Persone Anziane. Servizio di assistenza domiciliare sociale per anziani LIVEAS Area Persone Anziane Num. Scheda 1 TITOLO AZIONE o o Servizio di assistenza domiciliare sociale per anziani LIVEAS OBIETTIVI Scopo del servizio è permettere agli anziani, parzialmente o totalmente non

Dettagli

COMUNE DI BIBBIENA REGOLAMENTO COMUNALE DEL SERVIZIO AFFIDI FAMILIARI

COMUNE DI BIBBIENA REGOLAMENTO COMUNALE DEL SERVIZIO AFFIDI FAMILIARI COMUNE DI BIBBIENA REGOLAMENTO COMUNALE DEL SERVIZIO AFFIDI FAMILIARI Art. 1 premessa Art. 2 finalità e obiettivi del Servizio Art. 3 modalità e definizioni Art. 4 requisiti e Banca dati delle famiglie

Dettagli

Regolamento Affidamento Familiare

Regolamento Affidamento Familiare Art. 1 - Oggetto 1. Il presente Regolamento disciplina i principi e le modalità cui devono uniformarsi la gestione, l erogazione e l accesso all affidamento familiare rivolto ai minori e alle loro famiglie

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE NA6

AMBITO TERRITORIALE NA6 AMBITO TERRITORIALE NA6 CASORIA ARZANO CASAVATORE UFFICIO TECNICO DI PIANO ======================================================================= Via Po Centro Gallery - 80026 CASORIA (NA) REGOLAMENTO

Dettagli

CRITERI ATTUATIVI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA

CRITERI ATTUATIVI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA CRITERI ATTUATIVI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA Art. 1 - OGGETTO Il presente Regolamento disciplina l attuazione dell intervento Servizio di assistenza domiciliare educativa, così come

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO. Regolamento sull Affido Familiare

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO. Regolamento sull Affido Familiare CASARANO COLLEPASSO MATINO PARABITA RUFFANO SUPERSANO TAURISANO VISTI AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO Regolamento sull Affido Familiare la L.184/1983 Disciplina dell'adozione e dell'affidamento

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI DISABILI ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE A.COSTA Scuola dell infanzia G.B.Guarini Scuole primarie A.Costa G.B.Guarini A.Manzoni Scuola Secondaria di I grado M.M.Boiardo - Sezione Ospedaliera Sede: Via Previati, 31

Dettagli

CENTRO COMUNALE DI CITTADINANZA

CENTRO COMUNALE DI CITTADINANZA 1. NUMERO AZIONE 15 2. TITOLO AZIONE 3. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ CENTRO COMUNALE DI CITTADINANZA Considerato che dall analisi delle attività svolte dai Centri di Cittadinanza Comunale, realizzati nei

Dettagli

COMUNE DI VALDISOTTO (Provincia di Sondrio)

COMUNE DI VALDISOTTO (Provincia di Sondrio) OGGETTO: Esame ed approvazione Regolamento del servizio di affidamento familiare. IL CONSIGLIO COMUNALE Premesso che la legge 08 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato

Dettagli

1. Le Amministrazioni Comunali dell Ambito distrettuale di Cremona (di seguito denominati Enti per la gestione

1. Le Amministrazioni Comunali dell Ambito distrettuale di Cremona (di seguito denominati Enti per la gestione REGOLAMENTO PER IL LIVELLO ASSOCIATO DELL AFFIDO FAMILIARE Articolo 1 - Oggetto 1. Le Amministrazioni Comunali dell Ambito distrettuale di Cremona (di seguito denominati Enti per la gestione associata

Dettagli

COMUNE DI CUTROFIANO Provincia di Lecce REGOLAMENTO COMUNALE DELL AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI

COMUNE DI CUTROFIANO Provincia di Lecce REGOLAMENTO COMUNALE DELL AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI COMUNE DI CUTROFIANO Provincia di Lecce (Settore Amministrativo) REGOLAMENTO COMUNALE DELL AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI Vista la legge nazionale 184/83 che, agli artt. 1,2,3,4 e 5, disciplinando l affidamento

Dettagli

PRINCIPI GENERALI PER L INTEGRAZIONE DI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

PRINCIPI GENERALI PER L INTEGRAZIONE DI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ALL ISC 05 Ed 1 -Rev 1 del 08/2011 SISTEMA DI GESTIONE QUALITÀ CERTIFICATO N 5705/0 SECONDO LA NORMA ISO 9001:2008 PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA- INTEGRAZIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI E SEDI ASSOCIATE Il

Dettagli

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO Benedetta Baquè Psicologa - Psicoterapeuta I BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI Ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia, la propria o se questa non

Dettagli

COMUNE DI PACIANO PROVINCIA DI PERUGIA

COMUNE DI PACIANO PROVINCIA DI PERUGIA COMUNE DI PACIANO PROVINCIA DI PERUGIA Cap 06060 P.zza della Repubblica n. 4 P.IVA 00436320543 Tel. 075.830186 e-mail: info@comune.paciano.pg.it fax. 075.830447 REGOLAMENTO COMUNALE DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO

Dettagli

ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI Ufficio di Piano di Zona VT4 rif. L.328/00 SERVIZI ISTITUZIONALI DISTRETTO VT4

ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI Ufficio di Piano di Zona VT4 rif. L.328/00 SERVIZI ISTITUZIONALI DISTRETTO VT4 SERVIZI ISTITUZIONALI DISTRETTO VT4 REPORT SERVIZIO DI PSICOLOGIA SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DISTRETTUALE UFFICIO DI PIANO VT4 Il Distretto dei Comuni VT4 ha progettato e realizzato un Servizio Sociale

Dettagli