INCOMPATIBILITÀ SVOLGIMENTO PROFESSIONE CHIARIMENTI DALLA COMMISSIONE ALBO DELL'ORDINE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "INCOMPATIBILITÀ SVOLGIMENTO PROFESSIONE CHIARIMENTI DALLA COMMISSIONE ALBO DELL'ORDINE"

Transcript

1 INCOMPATIBILITÀ SVOLGIMENTO PROFESSIONE CHIARIMENTI DALLA COMMISSIONE ALBO DELL'ORDINE In considerazione della casistica riscontrata dalla Commissione Albo dell Ordine, presieduta dal collega Marco Carbone, si ritiene utile rammentare che le eventuali attività incompatibili rilevate dall Ordine hanno come immediata conseguenza, nel caso le stesse non siano rimosse dall Iscritto, la cancellazione dall Albo e la segnalazione alla Cassa di Previdenza. La Cassa di Previdenza, nella sua autonomia, potrebbe adottare provvedimenti in grado di incidere sulla posizione previdenziale individuale, con gravi ripercussioni sulle prestazioni pensionistiche. Si ritiene utile rammentare che qualora l iscritto versi in una situazione di incompatibilità e si trovi nella condizione di non poter rimuovere la stessa, in alternativa alla cancellazione, può avvalersi delle disposizioni di cui all art. 34, comma 8, del D.Lgs. 139/2005 e quindi, chiedere il passaggio dall Albo all Elenco Speciale. L iscrizione o il passaggio all Elenco Speciale è possibile solo nel caso in cui l iscritto si trovi in una condizione di incompatibilità. Il titolare dell impresa familiare L incompatibilità dell iscrizione all Ordine dei Dottori Commercialiste e degli Esperti Contabili con la titolarità dell impresa familiare è sancita dall art. 4 del D. Lgs. n. 139/2005 ed evidenziata dalle Note Interpretative sulla disciplina delle incompatibilità emanate dal Consiglio Nazionale il 1 marzo 2012 (pagina 19, caso 16). Il Professionista potrà pertanto partecipare all impresa familiare, ex art. 230 bis c.c., ma non esserne il titolare. Qualora si accerti che l iscritto, anche se non titolare, abbia l effettivo potere gestionale, tale attività sarà considerata incompatibile. Il promotore finanziario Il Promotore Finanziario, definito dall art. 31 del D.Lgs. 58/1998 come la persona fisica che, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita professionalmente l'offerta fuori sede (promozione e collocamento presso il pubblico di strumenti finanziari e di servizi di investimento fuori dalla sede legale), è un operatore specializzato nel collocamento di prodotti e servizi di investimento per conto di intermediari autorizzati, come ad esempio gli Istituti di Credito. L incompatibilità dell Iscritto all Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con l attività di Promotore Finanziario è sancita espressamente dall art. 4, comma 1, lettera e), del D. Lgs. n. 139/2005. La consulenza finanziaria può rientrare tra le attività del professionista solo se intesa in senso stretto e se quindi non si esplica in un'attività di intermediazione e non è retribuita con provvigioni. Il Giornalista Pubblicista ed il Giornalista Professionista Il Giornalista Pubblicista, iscritto nello specifico Elenco tenuto dall Ordine dei Giornalisti, svolge l'attività giornalistica pur esercitando altre professioni o impieghi. Egli può dunque definirsi come una persona appassionata di uno specifico argomento che collabora con testate giornalistiche mettendo a disposizione le proprie specifiche competenze per divulgare informazioni inerenti la propria materia di interesse. Non vi sono profili di incompatibilità tra l attività del Giornalista Pubblicista e quella del Commercialista. Il Giornalista Professionista, che viene iscritto nello specifico Elenco tenuto dall Ordine dei Giornalisti dopo il superamento dell esame di Stato, a differenza del Pubblicista, svolge la professione giornalistica in modo esclusivo e continuativo. L incompatibilità tra l attività di Giornalista Professionista e quella di Commercialista è sancita espressamente dall art. 4, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 139/2005. Attività di intermediazione e di procacciatore di segnalazioni Ogni attività di intermediazione o di mediazione è incompatibile con l esercizio della professione da parte dell Iscritto. È pertanto incompatibile l attività dell Iscritto finalizzata a fornire a terzi informazioni relative alla propria clientela, quali per esempio la consistenza patrimoniale, la presenza di anomalie bancarie 1

2 e finanziarie o qualsiasi altra notizia richiesta dal committente a fronte di un compenso, anche non determinato in percentuale. Inoltre, le informazioni fornite con modalità che non garantiscono l'anonimato della propria clientela, possono configurare violazioni della normativa sulla privacy (D.Lgs. n. 196/2003) ovvero sul segreto professionale (articolo 5 del D.Lgs. n. 139/2005). Si ritiene utile rammentare che qualora l iscritto versi in una situazione di incompatibilità e si trovi nella condizione di non poter rimuovere la stessa, in alternativa alla cancellazione, può avvalersi delle disposizioni di cui all art. 34, comma 8, del D.Lgs. 139/2005 e quindi, chiedere il passaggio dall Albo all Elenco Speciale. L iscrizione o il passaggio all Elenco Speciale è possibile solo nel caso in cui l iscritto si trovi in una condizione di incompatibilità. Effetti previdenziali L'effetto meno conosciuto delle situazione di incompatibilità è quello previdenziale. Infatti gli anni dichiarati incompatibili possono essere ritenuti non utili ai fini previdenziali e assistenziali con la conseguenza che questi non verranno conteggiati nell'anzianità assicurativo - contributiva del professionista. Le Casse di Previdenza, alle quali la giurisprudenza riconosce un potere di controllo sulle situazioni di incompatibilità autonomo da quello degli Ordini, effettuano le proprie verifiche sull'intero periodo di attività dell Iscritto. Società di servizi (caso 1) Una società di mezzi o di servizi che: 1) sia partecipata da due professionisti entrambi iscritti all Ordine dei Dottori Commercialisti ed degli Esperti Contabili di cui: - uno, il socio Rossi, detiene una quota di partecipazione pari al 40% e riveste la carica di amministratore unico; - l altro, il socio Verdi, detiene una quota di partecipazione pari al 60% e non riveste la carica di amministratore unico; 2) la società di servizi fattura anche a terzi; 3) il fatturato medio degli ultimi 5 anni è pari a 100, pertanto, la quota di fatturato da imputare al dott. Rossi sarà pari a 40 e la quota di fatturato da imputare al dott. Verdi sarà pari a 60. Per il Dott. Rossi, considerato che il fatturato medio degli ultimi 5 anni derivante dalla sua attività professionale è pari a 25, la società di servizi è considerata principale e non ausiliaria all attività professionale e dunque, appare configurarsi come condizione di incompatibilità con l esercizio della professione. Per il dott. Verdi, invece, rivestendo la sola qualifica di socio, la società di servizi può essere considerata realmente ausiliaria del professionista e quindi, non appare configurarsi alcuna ipotesi di incompatibilità con l esercizio della professione. Società di servizi (caso 2) Una società di mezzi o di servizi che: 1) sia partecipata da due iscritti all Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di cui: - sia il socio A sia il socio B hanno rispettivamente una quota di partecipazione pari al 50%; - entrambi rivestono la carica di amministratore; 2) la società di servizi opera anche nei confronti di terzi; 3) il fatturato medio della società di servizi degli ultimi 5 anni è pari a 120, pertanto la quota di fatturato da imputare a ciascun socio è pari a 60. I due Iscritti sono associati in uno studio professionale, con una quota di partecipazione sempre pari al 50%. Considerato che il fatturato medio degli ultimi 5 anni derivante dall associazione professionale è pari a 160, la quota di fatturato imputabile a ciascun Iscritto è di 80. Pertanto, nell ipotesi indicata, la società di servizi può essere considerata realmente ausiliaria per i due professionisti e dunque, non appare configurarsi alcuna ipotesi di incompatibilità con l esercizio della professione. 2

3 Società di capitali esercente attività commerciale (caso 3) Una società di capitali è partecipata da due professionisti entrambi iscritti all Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. In particolare: il socio Bianchi detiene una quota di partecipazione pari al 51% e riveste la carica di amministratore unico; il socio Verdi detiene una quota di partecipazione pari al 49% e non riveste la carica di amministratore. Nell ipotesi indicata, per il Socio Bianchi si ravvisa una condizione di incompatibilità con l esercizio della professione in quanto il professionista ricopre contemporaneamente la qualifica di socio di maggioranza e la carica di amministratore, mentre per il socio Verdi, rivestendo la sola qualifica di socio, non appare configurarsi alcuna ipotesi di incompatibilità con l esercizio della professione. Società di capitali esercente attività commerciale: Procura speciale (caso 4) Una società di capitali è partecipata da due professionisti entrambi iscritti all Albo dell Ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. In particolare: il socio Rossi detiene una quota di partecipazione pari al 51% e non riveste la carica di amministratore ma gli è stata conferita una procura speciale con ampi poteri; il socio Verdi detiene una quota di partecipazione pari al 49% e non riveste la carica di amministratore né gli è stata confertita alcuna procura. La carica di amministratore unico di detta società è attribuita ad un soggetto terzo. Pertanto, nell ipotesi indicata, il Socio Rossi versa in una condizione di incompatibilità con l esercizio della professione, pur non ricoprendo la carica di amministratore, in quanto al professionista, oltre ad essere socio di maggioranza, è stata conferita una procura speciale con ampi poteri. Per il socio Verdi, invece, rivestendo la sola qualifica di socio, non appare configurarsi alcuna ipotesi di incompatibilità con l esercizio della professione. Società di capitali: Amministratore Unico (Caso 5) Una società di capitali: è partecipata da due soci non iscritti all Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; ha quale amministratore unico, a seguito di specifico mandato professionale, il Dott. Rossi, iscritto all Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Nell ipotesi indicata, per il Dott. Rossi non si configura alcuna ipotesi di incompatibilità con l esercizio della professione. Società di capitali esercente attività commerciale (Caso 6) Una società di capitali esercente attività commerciale è partecipata da due soci entrambi iscritti all Albo dell Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. La carica di amministratore unico di detta società è attribuita ad un soggetto terzo. Pertanto, nell ipotesi indicata, per i due Iscritti all Albo dell Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, rivestendo la sola qualifica di soci, non appare configurarsi alcuna ipotesi di incompatibilità con l esercizio della professione. Trust e Trustee Secondo le note interpretative riguardanti la disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, l incarico di Trustee può essere svolto da un Commercialista o da un Esperto Contabile, soltanto qualora lo stesso non abbia alcun interesse concreto ed effettivo nell ambito del Trust, sia come disponente che come beneficiario. Società commerciale: Procura speciale Con i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti formulati dai diversi Ordini territoriali, è stato confermato che, l Iscritto nell Albo dei Commercialisti o degli Esperti Contabili, che sia socio di maggioranza in una società esercente attività commerciale, pur non ricoprendo la carica di amministratore unico (Amministratore Delegato ovvero Presidente del Consiglio di 3

4 Amministrazione), versa in una condizione di incompatibilità, qualora gli venga conferita procura con ampi poteri. Attività non prevalente/abituale Secondo le note interpretative riguardanti la disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, si ravvisa incompatibilità quando l Iscritto svolga concretamente, effettivamente e contemporaneamente attività commerciale, di intermediazione e di mediazione (a puro titolo esemplificativo ma non esaustivo: la figura di rappresentante di commercio, procacciatore di affari, agente di assicurazione, intermediario finanziario, assicurativo o commerciale ecc.) in nome proprio o altrui e per proprio conto, anche in modo non prevalente, né abituale. Rientra in questa fattispecie il caso in cui il commercialista, a scopo di lucro, metta in contatto per un interesse economico proprio, un cliente e terzi al fine di ricavarne una provvigione. Socio e amministratore di cooperative Le note interpretative riguardanti la disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, emanate dal Consiglio Nazionale, escludono l incompatibilità dell iscritto nel caso il Professionista ricopra contemporaneamente la qualifica di socio e la carica di amministratore di società cooperativa, di mutue assicuratrici e di società consortili. Spedizionieri Doganali In virtù dell art. 4 del D.Lgs. 139/2005, e considerato l ordinamento applicabile ai soggetti iscritti all Albo degli Spedizionieri Doganali che non vieta l esercizio della libera professione di Commercialista e di Esperto Contabile, l incompatibilità può ritenersi esclusa per la contemporanea iscrizione nei due Albi. Società Immobiliari: gestione patrimonio familiare o di mero godimento o conservativa Secondo le note interpretative della disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, l incompatibilità può ritenersi esclusa qualora l attività di gestione immobiliare sia diretta alla pura gestione patrimoniale ovvero di mero godimento o meramente conservativa. Pertanto, non si ravvisa una condizione di incompatibilità, qualora l iscritto pur ricoprendo contemporaneamente la qualifica di socio di maggioranza e la carica di amministratore (ovvero altra carica da cui derivino poteri gestori) in società di persone o di capitali, gestisca il solo patrimonio immobiliare familiare, come avviene, per esempio, nell ipotesi in cui gli immobili siano dati in locazione all iscritto stesso oppure a componenti della sua famiglia; in tal modo l attività di gestione immobiliare si configura come attività di pura gestione, finalizzata alla conservazione e valorizzazione dell immobile stesso. Dipendenti della P.A. Le note interpretative della disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini, pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, hanno chiarito che per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, l incompatibilità allo svolgimento della professione di Commercialista ed Esperto contabile è esclusa solo in caso di opzione per il tempo parziale, previa espressa autorizzazione del responsabile della Pubblica Amministrazione. Mediatori Civili, Organismi di Mediazione ed Enti di Formazione per mediatori In materia di attività incompatibili con la professione, ex art. 4 del D.Lgs. 139/2005, i Pronto Ordini del Consiglio Nazionale, pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, hanno chiarito che l attività di mediatore civile e commerciale ex D.Lgs 28/2010 è compatibile con l esercizio della professione di commercialista e di esperto contabile. Le attività svolte dagli Organismi di Mediazione, iscritti nel Registro del Ministero della Giustizia ex D.Lgs 28/2010, sono considerate strumentali e ausiliarie della professione, allo stesso modo dei Centri Elaborazioni Dati, delle Società di Revisione, di gestione/amministrazione condominiali e di elaborazione paghe, e pertanto incompatibili laddove congiuntamente: 1) il professionista ricopra 4

5 contemporaneamente la qualifica di socio (a prescindere dalla partecipazione societaria di minoranza o maggioranza detenuta) e la carica di amministratore dell Organismo di Mediazione; 2) la media del fatturato dell ultimo quinquennio dell Organismo di Mediazione, imputabile all iscritto in base alla percentuale del capitale in suo possesso, risulti superiore alla media del fatturato, rapportata allo stesso periodo, relativa all attività di commercialista e di esperto contabile. Qualora un Organismo di Mediazione sia anche Ente di Formazione dei mediatori, iscritto anch esso nel Registro del Ministero della Giustizia ex D.Lgs 28/2010, si ravvisa l incompatibilità allorquando il professionista ricopra contemporaneamente la carica di amministratore e socio di maggioranza. Professori e Ricercatori Universitari Le Note Interpretative della disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, hanno chiarito che sia per i professori universitari ordinari e associati, che per i ricercatori universitari, l'incompatibilità allo svolgimento della professione è esclusa solo in caso di opzione per il part-time (l'art. 1, comma 56 e 56 bis, legge n. 662/1996, stabilisce la compatibilità dell'iscrizione in un albo professionale con lo status di dipendente pubblico in regime part-time). Imprese Agricole Le Note Interpretative della disciplina delle incompatibilità di cui all art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, hanno chiarito che l esercizio di attività di impresa agricola, in linea di principio preclusa all iscritto, è consentita laddove tale attività si configuri come mero godimento, ovvero meramente conservativa del fondo agricolo, come avviene per esempio nell ipotesi in cui i prodotti agricoli siano rivenduti esclusivamente per poter contribuire alle spese di manutenzione e conservazione del fondo agricolo. L incompatibilità si rileva invece laddove la vendita dei prodotti agricoli - per quantità e fatturato - configura, non già il recupero delle spese di manutenzione e conservazione del fondo, ma attività di impresa. Pertanto, non si ravvisa una condizione di incompatibilità qualora l iscritto eserciti, in qualità di coltivatore diretto, l attività di impresa agricola esclusivamente con funzioni di mero godimento o meramente conservativa del fondo agricolo, mentre, è ritenuto incompatibile l esercizio di attività d impresa agricola con l esercizio dell attività professionale laddove l iscritto rivesta la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (I.A.P.). Attività di impresa, agente di commercio, giornalista, notaio, promotore finanziario, agente di assicurazione, mediatore immobiliare L esercizio della professione di commercialista è incompatibile con lo svolgimento di attività imprenditoriale in forma individuale, anche non prevalente e/o abituale, cosi come con lo status di socio illimitatamente responsabile nelle società di persone. Sono peraltro incompatibili con l esercizio della professione le seguenti attività: agente di commercio, giornalista professionista (compatibile con la professione è invece l attività di giornalista pubblicista), promotore e/o intermediario finanziario, procacciatore d affari, agente di assicurazione e mediatore immobiliare. Soci di maggioranza, amministratori o liquidatori Versa in una condizione di incompatibilità con l esercizio della professione l iscritto che risulti titolare di partecipazioni di maggioranza in società e contemporaneamente ne ricopra la carica di presidente del consiglio di amministrazione, di consigliere delegato, di amministratore unico o liquidatore con ampi poteri gestionali. 5

6 C.E.D. Centri Elaborazioni Dati Con riguardo alle società di servizi ed ai relativi centri elaborazione dati, fattispecie in relazione alla quale la menzionata Commissione dell Ordine ha constato particolari criticità, l incompatibilità si ravvisa laddove si verifichino le seguenti condizioni: 1. l Iscritto ricopra contemporaneamente la carica di amministratore e di socio, e 2. la quota parte di fatturato della società di servizi imputabile all Iscritto (riferita alla media dell ultimo quinquennio) sia maggiore del fatturato dell Iscritto (sempre riferito all ultimo quinquennio). Formazione La Formazione Professionale Continua La Formazione Professionale Continua è attività obbligatoria di aggiornamento, approfondimento e sviluppo delle conoscenze e delle competenze tecniche sulle materie oggetto di esercizio dell attività professionale per gli Iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. E prevista espressamente dall Ordinamento Professionale e dal Codice Deontologico della Professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile. La Formazione Professionale Continua - che non sostituisce, ma completa ulteriori attività formative che si rendessero necessarie dalla natura degli incarichi acquisiti - è diretta al miglioramento e al perfezionamento professionale e costituisce uno dei presupposti per erogare, nell interesse di clienti e pubblico, prestazioni professionali di qualità, secondo le correnti prassi e tecniche professionali e le vigenti disposizioni normative. Riferimenti normativi I riferimenti normativi che disciplinano la FPC, sono il Regolamento per la Formazione Professionale Continua del Consiglio Nazionale Secondo tali regolamenti, i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili devono acquisire un minimo di 90 crediti formativi nell arco di un triennio. Ogni anno sono richiesti un minimo di 20 crediti di cui almeno 3 maturati in materie obbligatorie (ordinamento, deontologia, tariffe, organizzazione dello studio professionale). Regolamento Formazione Professionale Continua del CNDCEC presentato per l approvazione del Ministero della Giustizia ai sensi dell art. 7 del DPR 7 agosto 2012, n. 137 Novità rispetto alla vigente regolamentazione Il Consiglio Nazionale, nel corso della seduta del 18 marzo 2015, ha deliberato l approvazione del nuovo testo di Regolamento per la Formazione Professionale Continua, per la cui emanazione si dovrà attendere il parere favorevole del Ministero della Giustizia,ai sensi dell art. 7 del DPR 7 agosto 2012, n. 137 (Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148). Nell intervento di rivisitazione del testo del Regolamento per la Formazione Professionale Continua, il Consiglio Nazionale è intervenuto al fine di recepire le novità introdotte in tema di formazione dall art. 7 del DPR 7 agosto 2012, n. 137, e tenuto conto delle esigenze rappresentate da professionalità ed esperienze di Ordini territoriali diversi. Il citato decreto Ministeriale, oltre ad aver introdotto per tutte le professioni regolamentate l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale e previsto che la violazione dell'obbligo formativo costituisce illecito disciplinare, ha attribuito al Consiglio Nazionale la regolamentazione della Formazione Professionale Continua, previo parere favorevole del Ministro della Giustizia. Pertanto la prima novità rilevante rispetto all attuale regolamentazione è data dall adozione di un regolamento unico emanato dal Consiglio 6

7 Nazionale che soddisfa anche l esigenza di uniformità di trattamento sul territorio nazionale. Il DPR 137/2012 prevede che i corsi di formazione possano essere organizzati anche da associazioni di iscritti agli Albi e da altri soggetti autorizzati dal Consiglio Nazionale, previo parere vincolante del Ministro della Giustizia. Nel Regolamento sono stati dunque introdotti il procedimento per il riconoscimento delle Associazioni di iscritti agli albi e di altri soggetti, e l istituzione di un registro contenente l elenco dei c.d. soggetti autorizzati. E previsto che la proposta di delibera con parere positivo alla concessione dell autorizzazione è trasmessa al Ministero della Giustizia da parte del Consiglio Nazionale se gli istanti sono in possesso dei requisiti indicati all art. 8 del Regolamento. L istruttoria della richiesta di accreditamento degli eventi organizzati dai soggetti autorizzati è demandata all Ordine territorialmente competente, il quale deve trasmetterne l esito al Consiglio Nazionale almeno 30 giorni prima della data di svolgimento dell evento. Il Consiglio Nazionale deciderà in merito all accreditamento. Alle associazioni di iscritti agli Albi ed agli altri soggetti che abbiano ottenuto l autorizzazione per l organizzazione degli eventi (escluse le Fondazioni e Associazioni costituite o partecipate da uno o più Ordini e le associazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative riconosciute dal Consiglio Nazionale) è richiesto il versamento di un contributo all Ordine. La principale novità prevista dall articolo 1 del Regolamento per la Formazione Professionale Continua in approvazione al Ministero è l introduzione della distinzione tra aggiornamento e formazione. Per le sole attività definite di formazione, ossia orientate all acquisizione di nuove conoscenze ed all accrescimento delle competenze professionali, è previsto il riconoscimento di un numero di crediti anche superiore ad 1 per ciascuna ora di svolgimento dell attività formativa, individuati oltre che sul dato temporale, sulla base di criteri oggettivi predeterminati. Per la valutazione degli eventi rientranti nell attività di aggiornamento si è mantenuto il criterio 1 ora = 1 cfp. Si è previsto che ai fini dell adempimento dell obbligo formativo, l iscritto debba acquisire almeno 9 crediti nel triennio, derivanti da attività formative aventi ad oggetto l ordinamento, la deontologia, la normativa antiriciclaggio, l organizzazione dello studio professionale, le tecniche di mediazione ed i compensi. Relativamente all acquisizione dei crediti formativi tramite le attività di formazione a distanza, il limite dei CFP utili per l adempimento dell obbligo formativo annuale è stato innalzato a 20 e sono state escluse limitazioni alla maturazione di CFP in modalità elearning per gli iscritti affetti da disabilità permanente. Attualmente le ipotesi di esenzione dallo svolgimento della Formazione Professionale Continua sono previste nei regolamenti degli Ordini territoriali. Rispetto alla linee guida emanate nel 2008 dal Consiglio Nazionale, l esonero dallo svolgimento della formazione per i casi maternità è stato modificato prevedendo la riduzione di 45 CFP ed il riconoscimento dell esenzione anche ai padri ed ai genitori adottivi o affidatari. E stata altresì introdotta l ipotesi di esonero dall obbligo formativo per gli iscritti che abbiano compiuto i sessantacinque anni di età (65). In materia sono poi stati definiti i casi in cui l esonero è attribuito d ufficio e quelli in cui il riconoscimento avviene su istanza di parte. Anche con riguardo le attività formative particolari, rispetto alla linee guida emanate nel 2008 dal Consiglio Nazionale, sono state rivisitate le formulazioni di alcuni voci della tabella, variato il numero dei crediti attribuiti alle diverse attività ed introdotte altre attività che consentono l acquisizione di CFP. Infine, è stato introdotto l art. 17 che indica: le modalità di svolgimento da parte dell Ordine delle verifiche annuali e triennali dell assolvimento dell obbligo formativo da parte degli iscritti; l obbligo di annotazione nell Albo del provvedimento disciplinare previsto dall articolo 1, del D.P.R. 137/2012; l esclusione di coloro ai quali sia stata irrogata una sanzione per il mancato adempimento dell obbligo formativo dall inserimento di specifici elenchi al fine dell assegnazione di incarichi o della designazione di Commissario di esame. 7

8 LA NUOVA CONVENZIONE QUADRO PER LO SVOLGIMENTO DEL TIROCINIO DURANTE GLI STUDI UNIVERSITARI Nel mese di ottobre 2014 è stata sottoscritta la nuova convenzione quadro fra il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, il Ministero della Giustizia ed il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che ai sensi dell art. 6, comma 4, DPR 7 agosto 2012, n. 137 consente lo svolgimento del tirocinio durante gli studi universitari. La nuova convenzione quadro dovrà essere attuata mediante accordi tra Ordini territoriali e Università. L attuazione dovrà realizzarsi entro l anno accademico , in quanto la norma transitoria prevede che le vecchie convenzioni tra Ordini ed Università (stipulate in attuazione della convenzione quadro del 2010) possono trovare applicazione fino alla stipula delle nuove convenzioni tra Ordini ed Università e, comunque, non oltre l anno accademico Quindi a partire dall anno accademico non potranno più trovare applicazione i vecchi accordi e, se non saranno siglati i nuovi accordi, non sarà possibile svolgere il semestre di tirocinio nel corso degli studi universitari. Con la riduzione del tirocinio da 36 a 18 mesi sono stati riformulati anche i termini delle convenzioni universitarie che consentono lo svolgimento del tirocinio durante gli studi universitari. L art. 6, comma 4, DPR 137/2013 consente di svolgere solo 6 mesi di tirocinio durante l ultimo anno del corso di laurea triennale e magistrale. Le nuove disposizioni di legge consentono di estendere il beneficio dell inizio del tirocinio nel corso degli studi anche agli aspiranti esperti contabili per i quali sarà possibile svolgere 6 mesi di tirocinio per l accesso alla sezione B dell albo nel corso dell ultimo anno del percorso di laurea. La convenzione permetterà non solo di svolgere un tirocinio semestrale nel corso dell ultimo anno del percorso di laurea triennale o magistrale, ma anche di avere l esonero dalla prima prova dell esame di Stato per l accesso alla Sez. A o B dell Albo. La convenzione consente anche di realizzare percorsi formativi espressamente finalizzati all accesso della professione di dottore commercialista e di esperto contabile. Le convenzioni locali siglate in attuazione della convenzione quadro avranno valenza su tutto il territorio. Al tirocinante, infatti, sarà possibile applicare la convenzione siglata dall Università presso la quale risulta iscritto, ancorché la convenzione sia stata sottoscritta con un Ordine territoriale diverso da quello presso il quale il tirocinante chiede l iscrizione per lo svolgimento del tirocinio. Per poter svolgere un semestre di tirocinio nell ultimo anno del corso di laurea triennale e per avere l esonero dalla prima prova dell esame di Stato per l accesso alla Sezione B dell albo sarà necessario: - essere iscritti ad un corso di laurea triennale della classe L18 (ex DM 270/2004) o della classe L33 (ex Dm 270/2004) attuato nell ambito di una convenzione tra Ordine territoriale ed Università; - acquisire 24 crediti formativi universitari (CFU) in economia aziendale e di 15 CFU in altre materie aziendalistiche (tali crediti dovranno essere acquisiti prima dello svolgimento del semestre di tirocinio in convenzione) - svolgere nel semestre un numero di ore compreso fra 200 e 225 di tirocinio presso lo studio professionale o sotto la supervisione e controllo del dominus e con l indicazione di un docente del dipartimento (tutor accademico). La valutazione dell attività svolta nel corso del semestre di tirocinio è fatta sulla base di un attestazione semestrale apposta dal professionista e dal tirocinante sul libretto di tirocinio professionale rilasciato dall Ordine stesso. La verifica sull effettivo svolgimento del tirocinio spetta all Ordine, in sede di apposizione del visto semestrale sul libretto del tirocinio. Alle ore di tirocinio svolte nel corso della laurea triennale potranno essere riconosciuti anche crediti universitari. In particolare, l Università potrà attribuire all attività di tirocinio professionale fino a 9 crediti formativi universitari a condizione che: a) ex ante sia redatto un progetto formativo comprendente obiettivi e tipologie di attività prevalenti, sottoscritto dal professionista presso il quale è svolto il tirocinio e dal Dipartimento interessato; b) l effettivo svolgimento del tirocinio sia verificato mediante l attestazione apposta dal tutor professionista, dal tutor accademico e dal tirocinante sul libretto di tirocinio, validato dall Ordine territoriale al termine del semestre; c) una Commissione d esame valuti, previa discussione, una relazione scritta elaborata dallo studente su argomenti affrontati durante il tirocinio che utilizzano le conoscenze e competenze 8

9 acquisite nel percorso formativo triennale nonché in quelle maturate durante l esperienza formativa del tirocinio. Per poter svolgere un semestre di tirocinio nell ultimo anno del corso di laurea magistrale e per essere esonerati dalla prima prova dell esame di Stato per l accesso alla Sezione A dell Albo sarà necessario: - essere in possesso di una laurea triennale della classe L18 (ex DM 270/2004) o della classe L33 (ex Dm 270/2004), ovvero di una laurea triennale di un altra classe di laurea e di aver colmato i debiti formativi richiesti dall Ordinamento didattico; - essere iscritti ad un corso di laurea triennale della classe LM 56 (ex DM 270/2004) o della classe LM 77 (ex Dm 270/2004) attuato nell ambito di una convenzione tra Ordine territoriale ed Università; - acquisire 18 CFU in economia aziendale, di 9 CFU in altre materie aziendalistiche e di 21 CFU in materie giuridiche (tali crediti dovranno essere acquisiti prima dello svolgimento del semestre di tirocinio in convenzione. Ciò rappresenta una novità rispetto alla precedente convenzione quadro). Per coloro che sono in possesso di una laurea triennale della classe L18 (ex DM 270/2004) o della classe L33 (ex Dm 270/2004) sarà necessario aver acquisito nel corso della laurea triennale anche 24 (CFU) in economia aziendale e di 15 CFU in altre materie aziendalistiche; - svolgere nel semestre un numero di ore compreso fra 275 e 300 di tirocinio presso lo studio professionale o sotto la supervisione e controllo del dominus e con l indicazione di un docente del dipartimento (tutor accademico). La valutazione dell attività svolta nel corso del semestre di tirocinio è fatta sulla base di un attestazione semestrale apposta dal professionista e dal tirocinante sul libretto di tirocinio professionale rilasciato dall Ordine stesso. La verifica sull effettivo svolgimento del tirocinio spetta all Ordine, in sede di apposizione del visto semestrale sul libretto del tirocinio. Alle ore di tirocinio svolte nel corso della laurea triennale potranno essere riconosciuti anche crediti universitari. In particolare, l Università potrà attribuire all attività di tirocinio professionale fino a 12 crediti formativi universitari a condizione che siano rispettate le stesse condizioni già indicate per le lauree triennali. Regolamento per l esercizio della funzione disciplinare territoriale Il Consiglio nazionale (art. 29, co. 1, lett. c. del D.Lgs. 139/05)) ha il compito di adottare ed aggiornare il codice deontologico della professione nonché di disciplinare, con propri regolamenti, l esercizio della funzione disciplinare sia a livello nazionale che territoriale. Il nuovo Regolamento per l esercizio della funzione disciplinare territoriale è stato approvato dal CNDCEC nella seduta dei giorni 18/19 marzo L esigenza di una nuova stesura del Regolamento scaturisce dalle regole del sistema disciplinare definite nell art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012 n. 137 recante Riforma degli ordinamenti professionali in attuazione dell art. 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n Il Regolamento disciplinare è stato preceduto dal Regolamento che disciplina i criteri di proposta dei candidati e le modalità di designazione dei componenti dei Consigli di disciplina territoriali degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili - previsto al comma 3 del sopracitato articolo 8 - che è stato approvato dal Ministero della Giustizia e pubblicato nel Bollettino Ufficiale dello stesso Ministero in data 15 maggio Il nuovo Regolamento Disciplinare entrerà in vigore il giorno 1 giugno STRUTTURA Il nuovo Regolamento si compone di 28 articoli raccolti in 3 titoli: a) il primo (artt. 1-8) disciplina i principi generali, l esercizio dell azione disciplinare e l analisi preliminare degli atti; b) il secondo (artt. 9-27) disciplina l apertura del procedimento disciplinare, il dibattimento ed i provvedimenti dell organo giudicante; c) il terzo (art. 28) indica la data di approvazione e l entrata in vigore. PRINCIPALI NOVITA 1) Individuazione e disciplina degli organi giudicanti Alla luce di quanto stabilito dall art. 8 del D.P.R. 137/2012 e dal Regolamento del 15 maggio 2013 sono state disciplinate la composizione e le competenze dei Consigli e dei Collegi di Disciplina. 9

10 2) Archiviazione Oltre alla fattispecie dell archiviazione immediata è prevista la possibilità di disporre l archiviazione alla fine dell analisi preliminare e della fase istruttoria. 3) Sospensione cautelare La sospensione cautelare è stata disciplinata in un articolo autonomo dove è stato tra l altro indicato che può essere disposta in ogni fase del procedimento. È stato altresì precisato che la sospensione cautelare è comunque disposta in caso di applicazione di misura cautelare o interdittiva non avente natura esclusivamente patrimoniale, di sentenza definitiva con cui si è applicata l interdizione dalla professione o dai pubblici uffici. 4) Ordinanza di sospensione del procedimento disciplinare All art. 21 (co. 2) è stato precisato che: La sospensione interrompe il decorso del termine di prescrizione. Se col provvedimento di sospensione non è stata fissata la data in cui il procedimento deve proseguire, il Consiglio o il Collegio di Disciplina deve fissare e notificare alle parti interessate la prosecuzione del procedimento entro il termine perentorio di tre mesi dalla conoscenza effettiva da parte del Consiglio o del Collegio della cessazione della causa di sospensione di cui al presente comma, o del passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia avanti l Autorità Giudiziaria. 5) Notificazione ed esecutività dei provvedimenti disciplinari Oltre a disciplinare le modalità di notificazione e comunicazione dei provvedimenti disciplinari - le decisioni di cui all art. 25 e le sospensioni cautelari di cui all art. 10 è stato stabilito che i suddetti provvedimenti diventano esecutivi decorso il termine per impugnare (30 giorni) decorrente dalla notifica all incolpato. E prevista inoltre la facoltà per il ricorrente di proporre al Consiglio di Disciplina Nazionale istanza di sospensione dell efficacia del provvedimento. 6) Approvazione ed entrata in vigore Il Regolamento entrerà in vigore il giorno 1 giugno E stato previsto che il Regolamento si applica ai procedimenti disciplinari aperti ai sensi dell art. 9 della nuova regolamentazione; mentre i procedimenti disciplinari pendenti ( cioè già aperti) alla data di entrata in vigore del presente Regolamento sono disciplinati dalle disposizioni vigenti al momento dell apertura dei relativi procedimenti. Regolamento per lo svolgimento del tirocinio mediante frequenza di corsi di formazione professionale L articolo 6, commi 9, 10 e 111 del D.P.R. 137/2012 (Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148) prevede che il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso un professionista, può consistere anche nella frequenza con profitto, per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati dagli Ordini o Collegi e da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti, autorizzati dai vari consigli nazionali previo parere vincolante del Ministro vigilante. Il D.P.R. 137/2012 demanda ad un regolamento da adottarsi da parte dei Consigli nazionali delle varie professioni, previo parere favorevole del Ministro vigilante, la disciplina delle modalità e delle condizioni per l istituzione dei corsi di formazione, la fissazione dei contenuti formativi essenziali dei corsi e della loro durata minima (non inferiore a 200 ore) ed, infine, la disciplina delle modalità e delle condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte dei tirocinanti nonché quelle per le verifiche intermedia e finale del profitto, affidate a una commissione composta da professionisti e docenti universitari, in pari numero, e presieduta da un docente universitario. In ragione di ciò il Consiglio Nazionale nella seduta del 3 dicembre 2014 ha approvato il regolamento per lo svolgimento del tirocinio mediante frequenza di corsi di formazione professionale che è stato poi trasmesso al Ministero della Giustizia per il parere vincolante. 1 Articolo 6, comma 9 e 10,11, D.P.R. 137/ Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso un professionista, può consistere altresì nella frequenza con profitto, per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi. I corsi di formazione possono essere organizzati 10

11 anche daassociazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti, autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi. Quando deliberano sulla domanda di autorizzazione di cui al periodo precedente, i consigli nazionali trasmettono motivata proposta di delibera al ministro vigilante al fine di acquisire il parere vincolante dello stesso. 10. Il consiglio nazionale dell ordine o collegio disciplina con regolamento, da emanarsi, previo parere favorevole del ministro vigilante, entro un anno dall entrata in vigore del presente decreto: a) le modalità e le condizioni per l istituzione dei corsi di formazione di cui al comma 9, in modo da garantire la libertà e il pluralismo dell offerta formativa e della relativa scelta individuale; b) i contenuti formativi essenziali dei corsi di formazione; c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a duecento ore; d) le modalità e le condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte del praticante nonché quelle per le verifiche intermedie e finale del profitto, affidate a una commissione composta da professionisti e docenti universitari, in pari numero, e presieduta da un docente universitario, in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale. Ai componenti della commissione non sono riconosciuti compensi, indennità o gettoni di presenza. 11. Il ministro vigilante, previa verifica, su indicazione del consiglio nazionale dell ordine o collegio, dell idoneità dei corsi organizzati a norma del comma 9 sul territorio nazionale, dichiara la data a decorrere dalla quale la disposizione di cui al medesimo comma e applicabile al tirocinio. N.B.: attualmente il Consiglio Nazionale è in attesa della formulazione del parere da parte del Ministero della Giustizia. I corsi verranno istituiti con delibera del Consiglio Nazionale previa verifica del rispetto dei requisiti stabiliti dal regolamento stesso per ciò che riguarda durata, modalità di frequenza, materie di insegnamento, caratteristiche dei docenti e verifiche. Essi potranno essere organizzati: dagli Ordini da associazioni di iscritti nell albo ed altri soggetti autorizzati dal Consiglio Nazionale previo parere vincolante del Ministero della Giustizia Cosa cambierà per i tirocinanti Attualmente sono previsti solamente corsi di formazione integrativi (art. 3 D.M. 7 agosto 2009, n. 143), nel senso che le ore destinate alla frequenza dei corsi si aggiungono alle ore settimanali di svolgimento del tirocinio presso lo studio. Il tirocinio tramite frequenza di corsi di formazione sarà facoltativo e alternativo al tirocinio svolto presso lo studio. Potrà essere svolto per un semestre e solo a laurea magistrale/specialistica o triennale già conseguite (rispettivamente per il tirocinio da dottore commercialista e per quello da esperto contabile). per gli Ordini Il D.P.R. 137/2012 attribuisce una competenza specifica agli Ordini, in virtù della quale essi saranno chiamati a predisporre una offerta formativa. per il Consiglio Nazionale In aggiunta alle competenze che normalmente svolge dovrà: deliberare, previo parere vincolante del Ministero della Giustizia, sulle domande di autorizzazione a diventare soggetto formatore presentate dai soggetti diversi dagli Ordini territoriali (articolo 6, comma 9 del D.P.R. 137/2012); deliberare in merito alle proposte di istituzione dei corsi di formazione presentate dai soggetti formatori. Procedure amministrative Il Consiglio Nazionale intende avviare un progetto teso alla diffusione tra gli Ordini delle best practices amministrative con riferimento alle procedure che gli Ordini stessi sono chiamati a porre in essere nello svolgimento della loro funzione istituzionale di tenuta dell albo/elenco speciale e del registro del tirocinio. Le procedure verranno analizzate alla luce della normativa vigente in tema di procedimento amministrativo (legge n. 241/1990) e coordinate con le disposizioni normative relative alla professione ed al tirocinio di dottore commercialista e di esperto contabile. In relazione ad ogni passaggio delle procedure verranno individuati gli specifici modelli documentali che potranno essere utilizzati dagli Ordini. 11

12 L iniziativa è finalizzata al miglioramento della efficienza dell attività amministrativa degli Ordini e della prevenzione delle eventuali contestazioni che potrebbero sorgere in relazione all espletamento delle funzioni istituzionali degli Ordini stessi. Durante l Assemblea dei Segretari è stata illustrata la procedura di iscrizione nell albo e nell elenco speciale. Le altre procedure che analizzate e per le quali saranno forniti i modelli di documenti sono: iscrizione nel registro del tirocinio cancellazione su istanza dall albo/elenco cancellazione su istanza dal registro del tirocinio cancellazione d ufficio dall albo/elenco cancellazione d ufficio dal registro del tirocinio rilascio di certificati Inoltre, sono state analizzate le procedure accertamento d ufficio, notificazione e comunicazione che sono collegate alle procedure principali. Con riferimento al tirocinio sono state elaborate anche le procedure rilascio nulla osta e sospensione del tirocinio su istanza. È stata infine analizzata e resa disponibile anche la procedura relativa all esercizio della funzione disciplinare. Scuola di Alta Formazione Si chiameranno SAF (Scuola di Alta Formazione) e saranno in tutto 14: tre nelle grandi Città metropolitane (Milano, Roma e Napoli) ed altre 11 su tutto il territorio nazionale, suddiviso per macro-aree in base al numero di iscritti. In ognuna di esse, gli iscritti alle sezioni A e B dell Albo (ma non è escluso che in futuro potranno essere accessibili anche ai tirocinanti), potranno seguire dei corsi di formazione altamente qualificati, propedeutici al riconoscimento di una specializzazione nell ambito che si è deciso di approfondire. Commercialisti specialisti, si può In campo le scuole di alta formazione. Arriva il commercialista specialista. Dopo i medici e gli avvocati ci pensano ora i professionisti del fisco a ritagliarsi nuovi titoli di specializzazione cuciti (anche) a misura di mercato e di competenze acquisite sul campo. A formare i commercialisti saranno le nuove scuole di alta formazione (Sal) costituite su base regionale e interregionale che svolgeranno la loro attività in collaborazione con le università. E, in attesa di ottenere un riconoscimento giuridico, i nuovi titoli specialistici saranno approvati dallo stesso Consiglio nazionale. Ovviamente alla loro costituzione interverrà il Cn, la Fondazione nazionale commercialisti e gli ordini territoriali, deputati storicamente a gestire la formazione. Dunque, dopo l'approvazione del regolamento della formazione continua, con il quale è stata sancita la separazione tra aggiornamento e formazione in <<un'ottica già tutta votata alle specializzazioni, arriva un nuovo tassello finalizzato>>, spiega il presidente Gerardo Longobardi, <<a creare nuove opportunità di lavoro per i commercialisti, ma anche a migliorare la qualità delle prestazioni professionali offerte dagli iscritti nei nostri albi. Le Sal completeranno il quadro dell'offerta formativa, puntando a definire i caratteri tecnico-culturali della professione del futuro>>. Per la realizzazione delle scuole, alcune delle quali potranno già partire a fine 2015, il Cn ha individuato 11 macroaree territoriali nell'ambito delle quali ne nascerà un numero compreso tra 11 e 14 e per i primi due anni di start-up saranno finanziate da Roma, con un contributo complessivo di quasi 2 mln di euro. Le attività formative saranno però sovvenzionate anche attraverso un contributo di iscrizione ai corsi, destinato alla copertura delle spese organizzative. Le intenzioni del Cn sono comunque quelle di dare legittimità giuridica a questo percorso, proponendo una modifica dell'ordinamento professionale (dlgs 139/05), che possa portare a un riconoscimento legislativo dei titoli di specializzazione. 12

13 13

INCOMPATIBILITÀ PER L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE

INCOMPATIBILITÀ PER L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE INCOMPATIBILITÀ PER L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nella seduta del 1 marzo 2012,

Dettagli

VERIFICA DI FATTISPECIE DI INCOMPATIBILITA CON L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI COMMERCIALISTA E DI ESPERTO CONTABILE

VERIFICA DI FATTISPECIE DI INCOMPATIBILITA CON L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI COMMERCIALISTA E DI ESPERTO CONTABILE LINEE GUIDA PER LA VERIFICA DI FATTISPECIE DI INCOMPATIBILITA CON L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI COMMERCIALISTA E DI ESPERTO CONTABILE a cura del Consiglio dell Ordine dei Dottori Commercialisti e degli

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione

Dettagli

Regolamento per la formazione professionale continua dell Ordine territoriale di Milano

Regolamento per la formazione professionale continua dell Ordine territoriale di Milano FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA degli iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili Regolamento per la formazione professionale continua dell Ordine territoriale

Dettagli

ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LATINA

ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LATINA REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA Approvato nella seduta consiliare del 20 Marzo 2008 Aggiornato con le modificazioni ed integrazioni approvate nelle sedute consiliari del 23

Dettagli

Convenzione. tra. l'ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo

Convenzione. tra. l'ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo Convenzione tra l'ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo e II Dipartimento di Economia e Impresa - D.E.Im., delll'università degli Studi della Tuscia per lo svolgimento

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione

Dettagli

adotta il seguente Regolamento. Art. 1 Scopo del Regolamento

adotta il seguente Regolamento. Art. 1 Scopo del Regolamento REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA DELL'ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LECCO Il Consiglio dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili

Dettagli

contabile; CONSIDERATO

contabile; CONSIDERATO "CONVENZIONE QUADRO" FRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA, Il MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ED Il CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI "Tirocinio

Dettagli

Nuovo regolamento del tirocinio professionale per i Praticanti Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Nuovo regolamento del tirocinio professionale per i Praticanti Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Nuovo regolamento del tirocinio professionale per 1 i Praticanti Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili 2 È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16.10.2009, n. 241 il decreto del Ministero

Dettagli

REVISIONE LEGALE NOVITÀ dei DD.MM. 20.6.2012, nn. 144 e 145 e del D.M. 25.6.2012, n. 146

REVISIONE LEGALE NOVITÀ dei DD.MM. 20.6.2012, nn. 144 e 145 e del D.M. 25.6.2012, n. 146 Circolare informativa per la clientela n. 29/2012 dell'11 ottobre 2012 REVISIONE LEGALE NOVITÀ dei DD.MM. 20.6.2012, nn. 144 e 145 e del D.M. 25.6.2012, n. 146 In questa Circolare 1. Quadro normativo di

Dettagli

FAQ FORMAZIONE Ordine Architetti P.P. e C. di Palermo

FAQ FORMAZIONE Ordine Architetti P.P. e C. di Palermo FAQ FORMAZIONE Ordine Architetti P.P. e C. di Palermo Le seguenti Faq cercano di dare le prime semplici indicazioni e orientamenti in relazione all aggiornamento e allo sviluppo professionale continuo,

Dettagli

ORDINE dei DOTTORI COMMERCIALISTI e degli ESPERTI CONTABILI di CASERTA

ORDINE dei DOTTORI COMMERCIALISTI e degli ESPERTI CONTABILI di CASERTA Accordo tra l Ordine dei dottori commercialisti e esperti contabili di Caserta e la Facoltà di Economia della Seconda Università di Napoli visto - l articolo 43 del Decreto Legislativo 28 giugno 2005,

Dettagli

8 30-11-2013 - BOLLETTINO UFFICIALE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA N. 22

8 30-11-2013 - BOLLETTINO UFFICIALE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA N. 22 8 30-11-2013 - BOLLETTINO UFFICIALE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA N. 22 LIBERE PROFESSIONI Consiglio Nazionale dei geologi - Regolamento per la formazione professionale continua, in attuazione dell art.

Dettagli

FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA. Scuola di specializzazione per le professioni legali. Regolamento

FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA. Scuola di specializzazione per le professioni legali. Regolamento FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA Scuola di specializzazione per le professioni legali Regolamento Art. 1 Istituzione e finalità della Scuola 1. E istituita presso la Facoltà di Giurisprudenza dell Università

Dettagli

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLA FORMAZIONE CONTINUA IN PSICOLOGIA. Articolo 1 Formazione ed aggiornamento professionale

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLA FORMAZIONE CONTINUA IN PSICOLOGIA. Articolo 1 Formazione ed aggiornamento professionale SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLA FORMAZIONE CONTINUA IN PSICOLOGIA Articolo 1 Formazione ed aggiornamento professionale 1. Il presente regolamento disciplina i criteri e le modalità della formazione continua,

Dettagli

AGGIORNAMENTO DELLA COMPETENZA PROFESSIONALE

AGGIORNAMENTO DELLA COMPETENZA PROFESSIONALE AGGIORNAMENTO DELLA COMPETENZA PROFESSIONALE Regolamento, Linee di Indirizzo e chiarimenti a cura del Comitato Formazione Continua DEONTOLOGIA Art. 1.4 L ingegnere rifiuta di accettare incarichi per i

Dettagli

Dott.ssa Annalisa DE VIVO

Dott.ssa Annalisa DE VIVO L ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA E DI ESPERTO CONTABILE Dott.ssa Annalisa DE VIVO Le fonti normative LEGGE 24 FEBBRAIO 2005, N. 34 (legge delega) Delega al Governo per l istituzione

Dettagli

Formazione professionale continua degli iscritti all'ordine dei giornalisti

Formazione professionale continua degli iscritti all'ordine dei giornalisti Formazione professionale continua degli iscritti all'ordine dei giornalisti - REGOLAMENTO - Approvato dal Consiglio nazionale il 6 novembre 2013 sulla base del parere favorevole espresso dal Ministro della

Dettagli

ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI MANTOVA REGOLAMENTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA

ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI MANTOVA REGOLAMENTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI MANTOVA REGOLAMENTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA il Consiglio dell Ordine di MANTOVA nella seduta del 16.05.2012 PRESO ATTO delle

Dettagli

Regolamento sulla formazione professionale continua degli iscritti all'ordine dei giornalisti

Regolamento sulla formazione professionale continua degli iscritti all'ordine dei giornalisti Documento Regolamento sulla formazione professionale continua degli iscritti all'ordine dei giornalisti Art.1 Scopo del Regolamento 1) Scopo di questo Regolamento e disciplinare l attivita di formazione

Dettagli

Regolamento Formazione Professionale Continua

Regolamento Formazione Professionale Continua ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI VITERBO Regolamento Formazione Professionale Continua Aggiornato nella seduta consiliare del 11 marzo 2014 Via Marconi, 7 01100 Viterbo Tel.

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA DELL ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI PARMA

REGOLAMENTO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA DELL ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI PARMA REGOLAMENTO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA DELL ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI PARMA Approvato dal Consiglio dell Ordine nella seduta del 26/11/2008 (con modifiche

Dettagli

UNIVERSITÀ ALDO MORO

UNIVERSITÀ ALDO MORO "*^^HF*" Ordine del Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili -BRWDISI- UNIVERSITÀ DEGÙ STUDI DI BARI ALDO MORO Convenzione tra gli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di

Dettagli

tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001

tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 UFFICIO PERSONALE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DFP-0020266-30/04/2008-1.2.3.3 CIRCOLARE N.6/08 A Alle tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 Autorità amministrative

Dettagli

Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali. Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali. (Atto n. 488) PARERE APPROVATO La Commissione Giustizia, esaminato lo schema

Dettagli

Norme per l'ordinamento della professione di Consulente del Lavoro. TITOLO I. Disposizioni generali. Art. 1 La professione di Consulente del Lavoro

Norme per l'ordinamento della professione di Consulente del Lavoro. TITOLO I. Disposizioni generali. Art. 1 La professione di Consulente del Lavoro Norme per l'ordinamento della professione di Consulente del Lavoro. TITOLO I Disposizioni generali Art. 1 La professione di Consulente del Lavoro 1. La professione di Consulente del Lavoro é disciplinata

Dettagli

REGOLAMENTO DISCIPLINANTE LE MODALITA DI RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 30.12.2010, n.

REGOLAMENTO DISCIPLINANTE LE MODALITA DI RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 30.12.2010, n. REGOLAMENTO DISCIPLINANTE LE MODALITA DI RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 30.12.2010, n. 240 ART. 1 Finalità 1. L Università degli Studi di Teramo, nell

Dettagli

ACCORDO. tra L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LECCE e L UNIVERSITA DEL SALENTO FACOLTA DI ECONOMIA

ACCORDO. tra L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LECCE e L UNIVERSITA DEL SALENTO FACOLTA DI ECONOMIA ACCORDO tra L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI DI LECCE e L UNIVERSITA DEL SALENTO FACOLTA DI ECONOMIA visto - l articolo 43 del Decreto Legislativo 28 giugno 2005, n. 139 e l art. 6 del DM 7 agosto 2009,

Dettagli

REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CHIMICI

REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CHIMICI REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CHIMICI IL CONSIGLIO NAZIONALE DEI CHIMICI considerato che ai sensi dell'art. 7 comma 1 del D.P.R. 7 agosto 2012 n. 137, al fine di garantire

Dettagli

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto

Dettagli

AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI POTENZA

AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI POTENZA AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI POTENZA Il/La sottoscritto/a nato/a a il residente in CAP via tel., chiede di essere iscritto/a al Registro Praticanti Avvocati per trasferimento dall Ordine

Dettagli

PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ. Anni 2014-2016

PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ. Anni 2014-2016 PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ Anni 2014-2016 1 TITOLO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI Paragrafo 1 (Premessa) 1. La legge 6 novembre

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI ISTITUTI DI MOBILITA

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI ISTITUTI DI MOBILITA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI ISTITUTI DI MOBILITA Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 42/536 del 22.12.2010-1 - Art. 1 OGGETTO

Dettagli

Premessa. Direzione Centrale delle Entrate Contributive

Premessa. Direzione Centrale delle Entrate Contributive Direzione Centrale delle Entrate Contributive Roma, 27 Gennaio 2005 Circolare n. 6 Allegati 5 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Direttori delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

Regolamento. della formazione professionale continua. dei Ragionieri commercialisti

Regolamento. della formazione professionale continua. dei Ragionieri commercialisti Regolamento della formazione professionale continua dei Ragionieri commercialisti Approvato dal Consiglio Nazionale Ragionieri il 18 ottobre 2006 Il Consiglio Nazionale Ragionieri Commercialisti CONSIDERATO

Dettagli

Regolamento per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato ai sensi dell articolo 24 della Legge 30/12/2010 N. 240

Regolamento per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato ai sensi dell articolo 24 della Legge 30/12/2010 N. 240 Regolamento per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato ai sensi dell articolo 24 della Legge 30/12/2010 N. 240 Decreto Presidenziale n.6/13 del 18 aprile 2013 Art. 1 Ambito di applicazione

Dettagli

Decreto del Ministero dell economia e delle finanze 20 giugno 2012, n. 145.

Decreto del Ministero dell economia e delle finanze 20 giugno 2012, n. 145. Decreto del Ministero dell economia e delle finanze 20 giugno 2012, n. 145. Regolamento in applicazione degli articoli 2, commi 2, 3, 4 e 7 e 7, comma 7, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39,

Dettagli

Delega al Governo per la istituzione e la regolamentazione della professione intellettuale di ufficiale giudiziario DISEGNO DI LEGGE

Delega al Governo per la istituzione e la regolamentazione della professione intellettuale di ufficiale giudiziario DISEGNO DI LEGGE Legislatura 16º - Disegno di legge N. 749 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori BERSELLI e BALBONI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 5 GIUGNO 2008 Delega al Governo per la istituzione e la regolamentazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Testo approvato definitivamente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente

Dettagli

il Direttore generale della Giustizia civile

il Direttore generale della Giustizia civile Circolare 13 giugno 2011 - Attività di tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell'elenco degli enti di formazione. Indicazioni sull'applicabilità della disciplina del silenzio assenso 13

Dettagli

Regolamento per la formazione professionale continua del Consiglio Nazionale

Regolamento per la formazione professionale continua del Consiglio Nazionale Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA degli iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili

Dettagli

VISTO di CONFORMITÀ e COMPENSAZIONE dei CREDITI SUPERIORI a 15MILA EURO

VISTO di CONFORMITÀ e COMPENSAZIONE dei CREDITI SUPERIORI a 15MILA EURO Circolare informativa per la clientela n. 28/2014 del 16 ottobre 2014 VISTO di CONFORMITÀ e COMPENSAZIONE dei CREDITI SUPERIORI a 15MILA EURO In questa Circolare 1. Comunicazione 2. Chi può apporre il

Dettagli

Circolare Informativa n 24/2013

Circolare Informativa n 24/2013 Circolare Informativa n 24/2013 Responsabilità solidale nell Appalto - Enti previdenziali ed assicurativi e-mail: info@cafassoefigli.it - www.cafassoefigli.it Pagina 1 di 10 INDICE Premessa pag.3 1) Riferimenti

Dettagli

LA BOZZA DEL REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA Fabio Bonfà, Vice Presidente Vicario del Consiglio Nazionale Ingegneri Assemblea

LA BOZZA DEL REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA Fabio Bonfà, Vice Presidente Vicario del Consiglio Nazionale Ingegneri Assemblea LA BOZZA DEL REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA Fabio Bonfà, Vice Presidente Vicario del Consiglio Nazionale Ingegneri Assemblea ordinaria dell Ordine degli ingegneri di Trieste Trieste,

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI

CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI PRESSO MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CODICE DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE DEI GEOMETRI Approvato con Delibera del 7 giugno 2005 SOMMARIO Introduzione Pagina 3 Titolo I Dei principi

Dettagli

Regione Piemonte - Azienda Sanitaria Locale CN2 Alba Bra

Regione Piemonte - Azienda Sanitaria Locale CN2 Alba Bra D e t e r m i n a z i o n e C o m m i s s a r i a l e NUMERO GENERALE 1306 CODICE PROPOSTA BUDGET ADOTT. ANNO PROGR. 000 COM 11 0035 DATA 17 OTTOBRE 2011 O G G E T T O : REGOLAMENTO INTERNO IN APPLICAZIONE

Dettagli

LA RIFORMA DELL ORDINAMENTO PROFESSIONALE: STATO DELL ARTE E ADEMPIMENTI PER CNI, ORDINI ED ISCRITTI

LA RIFORMA DELL ORDINAMENTO PROFESSIONALE: STATO DELL ARTE E ADEMPIMENTI PER CNI, ORDINI ED ISCRITTI LA RIFORMA DELL ORDINAMENTO PROFESSIONALE: STATO DELL ARTE E ADEMPIMENTI PER CNI, ORDINI ED ISCRITTI Armando Zambrano,Presidente CNI Rimini, 12 settembre 2012. 1 IL REGOLAMENTO SULLA RIFORMA Il regolamento

Dettagli

DECRETO RETTORALE N. 380/2014 IL RETTORE

DECRETO RETTORALE N. 380/2014 IL RETTORE DECRETO RETTORALE N. 380/2014 IL RETTORE Visto lo Statuto dell Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, emanato con Decreto Rettorale n. 138/2012 del 2 aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

Dettagli

GIURISPRUDENZA DEL CNF E DELLA CASSAZIONE

GIURISPRUDENZA DEL CNF E DELLA CASSAZIONE GIURISPRUDENZA DEL CNF E DELLA CASSAZIONE a cura di Remo Danovi 1. Tenuta albi - Pena interdittiva accessoria sentenza penale di condanna La cancellazione dall Albo degli Avvocati, disposta come conseguenza

Dettagli

AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI POTENZA. Il/La sottoscritto/a nato/a a il residente in CAP via tel. chiede

AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI POTENZA. Il/La sottoscritto/a nato/a a il residente in CAP via tel. chiede AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI POTENZA Il/La sottoscritto/a nato/a a il residente in CAP via tel. chiede di essere iscritto/a al Registro dei Praticanti Avvocati. Il/La sottoscritto/a consapevole

Dettagli

ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO

ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO . ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO PROMOTORE FINANZIARIO La figura del promotore finanziario è regolata dal Dlgs 24 febbraio 1998, n. 58, che all art.31, comma 2, definisce

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05 Emanato con D.R. n. 301 del 16/4/2009, modificato con D.R. 57 del 3/02/2010 REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05

Dettagli

CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI VERONA

CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI VERONA CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI VERONA REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE Premessa Chiunque voglia avviarsi alla professione forense deve aver svolto un periodo di pratica professionale

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

Accordo tra l Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Brescia e l Università degli Studi di Brescia

Accordo tra l Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Brescia e l Università degli Studi di Brescia Allegato al Verbale del Consiglio di Facoltà del 13 luglio 2011. Accordo tra l Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Brescia e l Università degli Studi di Brescia visto - l articolo

Dettagli

2012 REPERTORIO N 4/2012 PROT. 750 POS. II/2.2

2012 REPERTORIO N 4/2012 PROT. 750 POS. II/2.2 2012 REPERTORIO N 4/2012 PROT. 750 POS. II/2.2 ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI Accordo con l Ordine di Firenze relativo al DM del 05.XI.2010 Accordo tra l Ordine dei Dottori

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA R E G O L A M E N T O 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua I L C O NSI G L I O N A Z I O N A L E F O R E NSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l recante la Nuova disciplina dell

Dettagli

CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TEMPIO PAUSANIA REGOLAMENTO INTERNO DEL COA DI TEMPIO PAUSANIA PREAMBOLO

CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TEMPIO PAUSANIA REGOLAMENTO INTERNO DEL COA DI TEMPIO PAUSANIA PREAMBOLO CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TEMPIO PAUSANIA REGOLAMENTO INTERNO DEL COA DI TEMPIO PAUSANIA PREAMBOLO Il presente Regolamento disciplina l attività del Consiglio dell Ordine Forense di Tempio

Dettagli

NOTE INTERPRETATIVE. La disciplina delle incompatibilità di cui all'art. 4 del D.Lgs. 28/6/2005, n. 139

NOTE INTERPRETATIVE. La disciplina delle incompatibilità di cui all'art. 4 del D.Lgs. 28/6/2005, n. 139 NOTE INTERPRETATIVE La disciplina delle incompatibilità di cui all'art. 4 del D.Lgs. 28/6/2005, n. 139 13 ottobre 2010 1 Indice 1. Premessa... 4 2. L'esercizio di altre professioni e di specifiche attività...

Dettagli

LA PREVIDENZA E L ASSISTENZA DEI DOTTORI COMMERCIALISTI

LA PREVIDENZA E L ASSISTENZA DEI DOTTORI COMMERCIALISTI LA PREVIDENZA E L ASSISTENZA DEI DOTTORI COMMERCIALISTI La presente edizione è stata chiusa in redazione il 5 aprile 2013 La proprietà intellettuale della presente Opera (cui sono allegati alcuni testi

Dettagli

CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI

CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI Tra: il CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PADOVA, in persona del suo Presidente Avv. Giovanni Chiello, il TRIBUNALE ORDINARIO

Dettagli

STATUTO ORGANISMO DI MEDIAZIONE FORENSE DI AREZZO DISPOSIZIONI PRELIMINARI. Art. 1

STATUTO ORGANISMO DI MEDIAZIONE FORENSE DI AREZZO DISPOSIZIONI PRELIMINARI. Art. 1 STATUTO ORGANISMO DI MEDIAZIONE FORENSE DI AREZZO DISPOSIZIONI PRELIMINARI Art. 1 Ai sensi dell art. 18 del D.Lgs 04.03.2010 n. 28, è istituito dal Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Arezzo (d ora

Dettagli

OGGETTO: Interpello 954-541/2006 Art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 Università Telematica Pegaso

OGGETTO: Interpello 954-541/2006 Art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 Università Telematica Pegaso RISOLUZIONE N. 6/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 24 gennaio 2007 OGGETTO: Interpello 954-541/2006 Art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 Università Telematica Pegaso Con l interpello

Dettagli

Direzione Centrale Entrate. Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Direttori delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e

Direzione Centrale Entrate. Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Direttori delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e Istituto Nazionale Previdenza Sociale Direzione Centrale Entrate Roma, 24/11/2010 Circolare n. 148 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Direttori delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per il personale scolastico

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per il personale scolastico Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per il personale scolastico Decreto n. 58 IL DIRETTORE GENERALE VISTA VISTA VISTA La Legge 19

Dettagli

Chi è il mediatore creditizio? Il soggetto che svolge l attività di mediazione creditizia può essere una persona fisica?

Chi è il mediatore creditizio? Il soggetto che svolge l attività di mediazione creditizia può essere una persona fisica? Chi è il mediatore creditizio? È mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari previsti dal Titolo V del TUB con la

Dettagli

ARTICOLO 2 REQUISITI DELL AVVOCATO 1) L

ARTICOLO 2 REQUISITI DELL AVVOCATO 1) L REGOLAMENTO PER LA PRATICA FORENSE E PER L ESERCIZIO DEL PATROCINIO La pratica forense costituisce un momento essenziale del percorso formativo dell avvocato e svolge la funzione essenziale di consentire

Dettagli

Oggetto Documento Unico di Regolarità Contributiva. Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24 ottobre 2007.

Oggetto Documento Unico di Regolarità Contributiva. Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24 ottobre 2007. DIREZIONE GENERALE DIREZIONE CENTRALE RISCHI Circolare n. 7 Roma, 5 febbraio 2008 Al Ai Dirigente Generale Vicario Responsabili di tutte le Strutture Centrali e Territoriali e p.c. a: Organi Istituzionali

Dettagli

Regolamento della formazione professionale continua del dottore commercialista

Regolamento della formazione professionale continua del dottore commercialista CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI Regolamento della formazione professionale continua del dottore commercialista (approvato nella seduta consiliare del 26 novembre 2003) Art. 1 Formazione

Dettagli

ACCORDO TRA L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI PESARO URBINO

ACCORDO TRA L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI PESARO URBINO ACCORDO TRA L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI PESARO URBINO E L UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO FACOLTÀ DI ECONOMIA L Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti

Dettagli

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO I DEFINIZIONI Articolo

Dettagli

Approfondimento 6.11 w - La nuova normativa relativa agli intermediari finanziari

Approfondimento 6.11 w - La nuova normativa relativa agli intermediari finanziari Approfondimento 6.11 w - La nuova normativa relativa agli intermediari finanziari INTERMEDIARI FINANZIARI ART. 106 TUB, CONFIDI, AGENTI IN ATTIVITÀ FINANZIARIA, MEDIATORI CREDITIZI E OPERATORI PROFESSIONALI

Dettagli

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (BOZZA)

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (BOZZA) IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (BOZZA) Articolo 1 (Obbligo di formazione professionale continua) 1. In attuazione delle disposizioni di cui

Dettagli

RUOLO AGENTI D AFFARI IN MEDIAZIONE

RUOLO AGENTI D AFFARI IN MEDIAZIONE RUOLO AGENTI D AFFARI IN MEDIAZIONE DefinizionI Che cos è e chi deve iscriversi In quale Camera iscriversi Sezioni Requisiti per l iscrizione Incompatibilità Polizza assicurativa Corsi preparatori ed esami

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CONSULENTI DEL LAVORO

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CONSULENTI DEL LAVORO CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CONSULENTI DEL LAVORO Approvato dal Consiglio Nazionale con Delibera n. 311 del 25 settembre

Dettagli

COMUNE DI CINETO ROMANO PROVINCIA DI ROMA

COMUNE DI CINETO ROMANO PROVINCIA DI ROMA COMUNE DI CINETO ROMANO PROVINCIA DI ROMA REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 02.05.2007 Modificato con Delibera del Consiglio n. 52 del 20.12.2007

Dettagli

MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE. DECRETO 20 giugno 2012, n. 145

MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE. DECRETO 20 giugno 2012, n. 145 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DECRETO 20 giugno 2012, n. 145 Regolamento in applicazione degli articoli 2, commi 2, 3, 4 e 7 e 7, comma 7, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante

Dettagli

LA DURATA DEL TIROCINIO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE. BREVE EXCURSUS.

LA DURATA DEL TIROCINIO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE. BREVE EXCURSUS. LA DURATA DEL TIROCINIO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE. BREVE EXCURSUS. Il presente elaborato viene redatto, senza pretese di completezza, come vademecum

Dettagli

Art. 1 Iscrizione obbligatoria alla Cassa

Art. 1 Iscrizione obbligatoria alla Cassa REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL ART. 21 COMMI 8 E 9 LEGGE N. 247/2012 (Delibera del Comitato dei Delegati del 31 gennaio 2014 e successive modificazioni - Approvato con nota ministeriale del 7 agosto 2014

Dettagli

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Garante per la protezione dei dati personali AUTORIZZAZIONE 13 dicembre 2012 Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti. (Autorizzazione n. 4/2012). (GU n.3 del

Dettagli

- 2 - Ma le innovazioni più incisive si rinvengono nella previsione, introdotta con la lett. c-bis, della incompatibilità per:

- 2 - Ma le innovazioni più incisive si rinvengono nella previsione, introdotta con la lett. c-bis, della incompatibilità per: Circolare relativa alle incompatibilità, trasferimenti, decadenza, dispensa e sanzioni disciplinari dei giudici di pace. (Circolare n. P-1436 del 21 gennaio 2000 - Deliberazione del 19 gennaio 2000) 1.

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO

REGOLAMENTO DIDATTICO REGOLAMENTO DIDATTICO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA DIPARTIMENTO DI ARTE COREUTICA Indice TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI SULL ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI STUDIO CAPO I - Generalità,

Dettagli

Costo del lavoro. La contribuzione da lavoro autonomo aconfronto Andrea Costa - Dottore commercialista e Revisore legale in Roma.

Costo del lavoro. La contribuzione da lavoro autonomo aconfronto Andrea Costa - Dottore commercialista e Revisore legale in Roma. Costo del lavoro Esempi di calcolo La contribuzione da lavoro autonomo aconfronto Andrea Costa - Dottore commercialista e Revisore legale in Roma Ai sensi dell art. 2222 c.c. è lavoratore autonomo colui

Dettagli

CASI ministro di qualunque culto giornalista professionista mediatore

CASI ministro di qualunque culto giornalista professionista mediatore CASI I. FATTISPECIE SOGGETTIVE Per orientare gli Ordini Locali nella valutazione dei singoli casi si ricordano e fanno proprie le seguenti definizioni: 1. Per ministro di qualunque culto, il diritto canonico

Dettagli

Pagina 1 di 12 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137 Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011,

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

NOTE SUL DECRETO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA REVISIONE

NOTE SUL DECRETO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA REVISIONE NOTE SUL DECRETO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA REVISIONE febbraio 2010 AMBITO DI INTERVENTO DEL DECRETO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA REVISIONE Il decreto di attuazione della direttiva revisione (2006/43/CE)

Dettagli

IL REGISTRO DEI REVISORI: ACCESSO, FORMAZIONE E CONTROLLO DELLA QUALITÀ. Annalisa DE VIVO

IL REGISTRO DEI REVISORI: ACCESSO, FORMAZIONE E CONTROLLO DELLA QUALITÀ. Annalisa DE VIVO : ACCESSO, FORMAZIONE E CONTROLLO DELLA QUALITÀ Annalisa DE VIVO Diretta 19 aprile 2010 ISTITUZIONE DEL REGISTRO Con il d.lgs. n. 39/2010 è istituito un UNICO REGISTRO DEI REVISORI LEGALI. L autorità pubblica

Dettagli

INTERVENTO 3 Prof. Arch. GIANFRANCO CELLAI L aggiornamento e sviluppo professionale continuo

INTERVENTO 3 Prof. Arch. GIANFRANCO CELLAI L aggiornamento e sviluppo professionale continuo FEDERAZIONE ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI CONSERVATORI TOSCANI AREZZO GROSSETO LIVORNO LUCCA PISTOIA PRATO SIENA FAD formazione a distanza Seminario formativo valido per 4 CFP obbligatori in materia

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO DEI CONSIGLI DI DISCIPLINA

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO DEI CONSIGLI DI DISCIPLINA CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO DEI CONSIGLI DI DISCIPLINA Approvato dal Consiglio Nazionale nella seduta del 25 settembre 2014, a seguito del parere favorevole alla definitiva

Dettagli

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE La Santa Sede ed il Governo della Repubblica Italiana, qui di seguito denominati anche Parti contraenti; tenuto conto

Dettagli

FONDO INTEGRATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE STATUTO

FONDO INTEGRATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE STATUTO SICURASSIEME FONDO INTEGRATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE STATUTO 1 ART. 1 COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE È costituito come Associazione Non Riconosciuta ai sensi degli Artt. 36 e seguenti cod. civ.,

Dettagli

NEWS FISCALI E SOCIETARIE NOVEMBRE 2011 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI

NEWS FISCALI E SOCIETARIE NOVEMBRE 2011 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI Milano Roma News fiscali e societarie Novembre 2011 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI Acconto IRPEF di novembre ridotto dal 99% all 82% L acconto IRPEF da versare entro mercoledì 30 novembre 2011 dovrà

Dettagli

4. I mediatori di assicurazione e riassicurazione o brokers

4. I mediatori di assicurazione e riassicurazione o brokers La distribuzione del prodotto assicurativo 105 Subagente, coagenzia e procacciatore d affari Il subagente è un soggetto il quale viene incaricato da un agente, verso corrispettivo, di promuovere la conclusione

Dettagli

SENATO ACCADEMICO. Art. 1. Finalità

SENATO ACCADEMICO. Art. 1. Finalità SENATO ACCADEMICO Regolamento per la costituzione di contratti per lo svolgimento di attività di ricerca presso l Università degli Studi di Palermo deliberato dal SA nella seduta del 14 aprile 2009 e modificato

Dettagli

CITTA DI CANELLI Provincia di Asti

CITTA DI CANELLI Provincia di Asti CITTA DI CANELLI Provincia di Asti ALLEGATO Si attesta che il presente documento, composto di 13 pagine, è allegato alla deliberazione del Consiglio Comunale numero 13 del 08/04/2002 quale parte integrante.

Dettagli

Decreto RSPP : le ulteriori indicazioni delle Regioni per favorire l interpretazione univoca del testo dell Accordo

Decreto RSPP : le ulteriori indicazioni delle Regioni per favorire l interpretazione univoca del testo dell Accordo ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO Associazione di Protezione Ambientale di interesse nazionale (D.M. 1/3/88 - G.U. 19/5/88) Decreto RSPP : le ulteriori indicazioni delle Regioni per favorire l interpretazione

Dettagli

Regolamento in materia di CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO E CORSI DI PERFEZIONAMENTO. dell Università degli Studi di Perugia

Regolamento in materia di CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO E CORSI DI PERFEZIONAMENTO. dell Università degli Studi di Perugia Regolamento in materia di CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO E CORSI DI PERFEZIONAMENTO dell Università degli Studi di Perugia (Emanato con decreto rettorale n. 66 del 26 gennaio 2015) 1 Indice TITOLO I DEFINIZIONI

Dettagli