La problematica della gestione e casi applicativi

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1 La problematica della gestione e casi applicativi R. Gori e R. Francalanci (ARPA Toscana) 1 Introduzione La gestione delle terre e rocce da scavo rappresenta un problema significativo in Toscana ed in particolare nella Provincia di Firenze. In questa area limitata della Regione insistono infatti quattro grandi opere di rilievo nazionale: TAV tratta appenninica TAV nodo di Firenze Variante di valico autostrada A1 Terza corsia autostrada A1 Oltre a queste, nella sola città di Firenze, sono presenti a vari livelli di avanzamento, almeno 24 opere collaterali per l adeguamento della mobilità cittadina, cui vanno ovviamente aggiunti una quantità imprecisata di piccoli cantieri edili. La tabella che segue può dare un'idea della dimensione quantitativa del problema relativamente alle grandi opere: Opera m 3 terre da gestire Tratta appenninica TAV Nodo Firenze TAV Variante di valico autostrada A Terza corsia autostrada A Per quanto riguarda le opere collaterali per il rinnovo della mobilità fiorentina non è disponibile una stima delle terre complessivamente da gestire, si è però appurato che la sola prima linea tranviaria sta affrontando in questi giorni la necessità di gestire circa m3 di terre non previste nel progetto iniziale. Relativamente ai piccoli cantieri per la realizzazione di villette, condomini, centri commerciali, ristrutturazioni, recuperi edilizi, ecc, semplicemente non si ha idea della dimensione del problema! Le due strutture di controllo territoriale che operano nell area metropolitana fiorentina prevedono comunque di dover rilasciare non meno di 400 pareri (ex L. 306/03) per il prossimo anno (2006). Sintetizzando siamo di fronte ad un duplice contesto: da una parte abbiamo alcune grandi opere con grandi quantitativi di terre gestite e dall'altra moltissime piccole opere, con quantitativi modesti di terre per singola opera. Il "caso" Il caso che viene utilizzato per le riflessioni che seguono riguarda l'esperienza maturata da ARPAT nella gestione dei controlli sulle terre da scavo all'interno delle grandi opere nell area fiorentina. Nella tabella che segue è riportata molto schematicamente una sequenza storica degli eventi di interesse: 1 Si ringraziano i colleghi S. Rossi, A. D'Elia, M. Panarese per il contributo conoscitivo e di riflessioni sul tema. Pag. 1

2 luglio 1995 conferenza servizi TAV ottobre 1995 LR 66 istituisce ARPAT 1996 inizio lavori TAV febbraio 1997 Dlgs 22 cd. Decreto Ronchi novembre 1997 Ronchi bis giugno luglio 2000 circolari interpretative Ministero Ambiente 2000 la Magistratura indaga su TAV giugno 2001 sequestro dei cantieri e delle discariche TAV agosto 2001 protocollo per la caratterizzazione delle terre di scavo dicembre 2001 Legge 443/01 (Lunardi) ottobre 2003 Legge 306/03 maggio 2005 documento delle Agenzie Dieci anni di tempo hanno portato molti cambiamenti ed evoluzioni nel mondo dei rifiuti e anche delle terre di scavo, in effetti nel 1999 ARPAT riteneva che il principale problema (di rifiuti) dei cantieri della TAV fosse legato alla gestione dei fanghi di depurazione delle acque di aggottamento e di betonaggio e che le terre da scavo provenienti dalla perforazione di gallerie non fossero contaminate e non fossero neppure rifiuti alla luce della normativa allora vigente. A seguito dei sequestri del 2001 è emersa invece una interpretazione che affermava la natura di rifiuto di questi materiali e richiamava il DM 471/99 per valutare la compatibilità degli utilizzi sul suolo. In questo contesto è stato quindi proposto un protocollo tecnico per la caratterizzazione delle terre da scavo che tiene conto delle specifiche caratteristiche delle terre e rocce provenienti anche dagli strati non superficiali del terreno Il protocollo è stato definito nell'agosto 2001 anche per offrire le garanzie necessarie a consentire la ripresa dei lavori (dissequestro) dopo l'intervento della Magistratura. I contenuti di tale protocollo sono stati definiti dal Ministero dell Ambiente, la Regione Toscana, ARPA Toscana, la Provincia di Firenze che hanno prodotto un documento dal titolo: Documento di approfondimento dei profili giuridici amministrativi e tecnici della gestione dei materiali prodotti dai cantieri per l esecuzione della tratta Bologna Firenze del treno alta velocità. Tale documento conteneva, tra l'altro indicazioni per: L'esecuzione di campionamenti rappresentativi per litologia incontrata nello scavo e per lavorazione in atto (avanzamento, arco rovescio, murette, altro); La misura analitica sulla frazione passante a 2 mm; La misura della granulometria del campione; La correzione del risultato se la frazione passante a 2 mm è minore del 50% in volume del totale. La motivazione di questa procedura, alquanto complessa, risiedeva nella consapevolezza che la contaminazione delle terre derivante dalle lavorazioni di scavo interessa sostanzialmente la superficie delle particelle. Conseguentemente una misura limitata alla sola frazione fine (passante a 2 mm), se espressa come concentrazione, può introdurre in alcuni casi (molti in questo contesto) un inaccettabile elemento di sovrastima delle contaminazioni. Il protocollo prendeva atto del fatto che campionare in maniera rappresentativa un materiale eterogeneo è la parte più difficile del lavoro. Per questo veniva presa come riferimento la: norma UNI 10802/02. Le figure 1 e 2 descrivono schematicamente i percorsi di costruzione dei campioni per l'analisi chimica e per quella granulometrica: Sui campioni prelevati per l'analisi chimica sono stati ricercati gli idrocarburi derivanti da dispersioni di oli disarmanti, gasolio, oli idraulici, oli lubrificanti o, anche, idrocarburi naturali. Questi corrispondono al parametro: "idrocarburi pesanti C >12" (come da D.M. 471/99). Per Pag. 2

3 l'analisi è stato utilizzato il metodo analitico: ISO 11046/A/94, che utilizza come tecnica analitica la spettrometria infrarossa. Altra tecnica utilizzabile è la gascromatografia FID che può consentire anche una analisi qualitativa. Per il calcolo della concentrazione finale si è seguito il procedimento illustrato nella figura 3: Risultati Il grafico di figura 4 rappresenta la percentuale di frazione passante a 2 mm nei campioni prelevati. Come si vede solo 17 campioni su 73 (23 %) hanno una percentuale di frazione fine che supera il 50%. Nella tabella che segue sono riportati in sintesi i risultati dell'analisi chimica per la ricerca degli idrocarburi C > 12, sia sul passante a 2 mm, che dopo correzione per la granulometria. mg/m 3 idrocarburi passante a 2 mm corretto x la granulometria C > 12 sul secco n min 10 6 max mediana media 122,82 26,21 sd 127,46 23,16 n dati > n dati > Mediamente i risultati ottenuti sul passante a 2 mm risultano più alti di quelli corretti per la granulometria di poco meno di cinque volte (sia che si consideri la media o la mediana). Se si considera la frazione passante a 2 mm il 70 % dei campioni (51) è risultato superiore al limite di colonna a) tab 1 del DM 471/99. Tale percentuale si riduce al 12 % (9) dopo correzione per la granulometria. Solo in un caso sul passante a 2 mm si è rilevato un superamento del limite di colonna b) della stessa tabella. Considerazioni Quasi dieci anni di controlli hanno insegnato molte cose sulle terre da scavo e in particolare: 1. Le terre da scavo sono certamente rifiuti, anche se, a certe condizioni, possono essere gestite con norme diverse dal DLgs 22/97; 2. Le terre da scavo della TAV contengono idrocarburi C > 12; 3. La concentrazione di idrocarburi risulta diversa a seconda di come la si cerca e si valuta. Per quanto riguarda il protocollo siglato nel 2001 presso il Ministero dell'ambiente ci si chiede se esso possa essere considerato coerente con la L. 443/01 (Lunardi). In effetti secondo alcuni pareri espressi dallo stesso Ministero dell Ambiente su un certo numero di casi specifici (relativi a riutilizzi nell ambito di opere TAV o correlate) si potrebbe pensare di sì. Bisogna però tenere conto del fatto che i tecnici delle Agenzie hanno ritenuto, alla luce del riferimento al DM 471/99, di non prevedere correzioni ai risultati analitici ottenuti sulla frazione passante a 2 mm. Inoltre il Ministero dell Ambiente nell ambito dei procedimenti di bonifica di siti di interesse nazionale non ritiene accettabile la correzione dei risultati ottenuti sul passante a 2 mm Pag. 3

4 In conclusione è, a nostro parere, necessario chiedersi se le terre da scavo siano effettivamente gestibili come rifiuti. Secondo la nostra esperienza questo è teoricamente possibile, ma praticamente molto difficile. Conseguentemente è necessario affrontare con rigore e concretezza le problematiche che ne derivano tenendo conto anche del fatto che solo in Provincia di Firenze ci sono diverse decine di milioni di m 3 di terre di scavo da gestire secondo la legge Lunardi. D'altronde se è vero che le grandi e le piccole opere devono garantire gli stessi livelli di tutela dell'ambiente, esse non devono per questo necessariamente seguire lo stesso percorso sul piano tecnico ed amministrativo Conseguentemente è possibile e necessario definire percorsi amministrativi certi, verso cui indirizzare sia le piccole che le grandi opere. Tali percorsi devono però essere differenziati: Per le grandi opere la gestione delle terre deve entrare nei percorsi amministrativi, con la previsione dei necessari elementi/opere a supporto, in particolare, nella VIA; Per le piccole opere, il lavoro fatto a valle del documento delle Agenzie, ha portato alla produzione di una modulistica con alcuni elementi di semplificazione (ancora non sufficienti); Per le grandi opere è necessario individuare piani di caratterizzazione in grado di documentare le effettive caratteristiche delle terre da scavo; Per le piccole opere è necessario semplificare e garantire la tracciabilità dei percorsi. E' inoltre necessario: Decidere come valutare le contaminazioni delle terre da scavo; Riservare le valutazioni analitiche ai soli casi in cui sono effettivamente utili per la conoscenza del materiale prodotto; Condividere piani di valutazione e gestione riservando alle Agenzie un ruolo di verifica; Tenere sempre presente che i riflessi sui costi sono enormi. Per concludere: Aspettare il nuovo testo unico non pare il modo migliore per risolvere le problematiche tecniche o amministrative Il documento delle Agenzie rappresenta un contributo forte, nella giusta direzione, da utilizzare e migliorare. Pag. 4

5 Figura 1 Formazione del campione per l'analisi chimica Errore. Non si possono creare oggetti dalla modifica di codici di campo. Figura 2 Formazione del campione per l'analisi granulometrica Errore. Non si possono creare oggetti dalla modifica di codici di campo. Pag. 5

6 Figura 3 Procedimento di calcolo della concentrazione. Calcolo della concentrazione finale come da bozza 2001 Calcolare concentrazione di idrocarburi Calcolare il passante a 2mm Passante 2mm > 50% volume totale Passante a 2mm < 50% volume totale Concentrazione finale uguale alla percentuale del passante a 2mm Concentrazione finale rapportata alla percentuale del passante a 2mm Figura 4 Distribuzione della frazione passante a 2 mm nei campioni considerati. n campioni > 50 % passante a 2 mm Pag. 6

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