EMERGENZE IN SICUREZZA ALIMENTARE: PROCEDURE E GESTIONE II Edizione

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1 EMERGENZE IN SICUREZZA ALIMENTARE: PROCEDURE E GESTIONE II Edizione Dr. Silvio Borrello Direttore Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione Ministero della Salute 1

2 II Edizione 2

3 Perchè questo corso? Perché la formazione è un diritto/dovere previsto dalla attuale normativa, a tutti i livelli. Per distinguere tra sistema di allerta e sistema emergenziale. Per testare l applicazione di processi logicodecisionali; Per potenziare le capacità comunicative con organi scientifici e di stampa. 3

4 Perchè questo corso? Per favorire il confronto e la collaborazione tra le autorità sanitarie e gli OSA, durante una crisi. SSN OSA 4

5 Quando è emergenza? 5

6 Quando è emergenza? Quando le disposizioni in vigore e i normali strumenti (es. Sistema di allerta), o misure provvisorie urgenti non sono più in grado di prevenire, eliminare o ridurre a un livello accettabile i rischi diretti o indiretti per la salute umana derivanti da alimenti o mangimi. (articoli 55 e 56 del Regolamento CE 178/2002) 6

7 Quando è emergenza? Secondo EFSA Quando un incidente di sicurezza alimentare presenta due o più di queste caratteristiche: 1. La fonte del problema è sconosciuta 2. La gravità del rischio per la salute pubblica è elevato (morte o grave malattia). 3. La dimensione dell incidente è ampia o è probabile che lo diventi (per numero di prodotti, Paesi o persone colpite). 4. L incidente deriva da o è probabile che derivi da un atto di terrorismo. 5. Gruppi di popolazione vulnerabili sono o saranno colpiti in maniera sproporzionata. Es. bambini o anziani. 6. EFSA ha identificato un problema emergente di sicurezza degli alimenti o mangimi che ha un elevata probabilità di sfociare in una crisi. 7

8 Quando è emergenza? Secondo EFSA Quando un incidente di sicurezza alimentare presenta due o più di queste caratteristiche: Il potenziale interesse dei media è alto. La percezione pubblica del rischio o l accettabilitl accettabilità del medesimo, è di sostanziale preoccupazione. Il parere scientifico su un pericolo che EFSA ha esaminato nel corso della sua normale attività è verosimile che causi preoccupazione presso l opinione pubblica. 8

9 Azioni in caso di emergenza Attuazione del Piano di emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi (Intesa tra il Governo e le Regioni del 24 gennaio 2008) 9

10 Azioni in caso di emergenza Attivazione della rete delle unità di crisi a livello centrale, regionale e locale. 10

11 IZS ARPA ISS UE UNITA DI DI CRISI Unita di di crisi nazionale DGSAN Unità di di crisi crisi regionale UFFICIO VIII VIII DGSAN Punto Punto di di contatto nazionale RASFF RASFF NAS Unità Unità di di crisi crisi locale locale 11

12 Modalità di attivazione Su segnalazione comunitaria unità di crisi della Commissione europea (decisione CE 478/2004) Su segnalazione nazionale. 12

13 Attivazione su base comunitaria 1. Il coordinatore nazionale, membro dell unit unità di crisi comunitaria, avvisa il responsabile dell UCN UCN. 2. Il responsabile UCN informa i punti di contatto regionali e delle PA, al più presto e non oltre le 24 h. 3. Il responsabile UCN convoca la prima riunione dell UCN che entra in operazione al più presto e non oltre le 24 h. 13

14 Attivazione su segnalazione nazionale: ASL Situazione di serio rischio informazione ai punti di contatto locale UC entro 24h informazione al responsabile UCR INFORMATO IL PUNTO DI CONTATTO NAZIONALE NO Bastano le misure degli articoli 50, 53 e 54 del reg. 178/2002 SI APPLICATE ATTIVAZIONE UNITA DI CRISI NO SI STATO DI EMERGENZA APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE DEL PIANO INTERFACCIA CON L UNITA DI CRISI COMUNITARIA 14

15 Ruolo dell unità di crisi centrale individua, valuta e coordina le strategie operative da attuarsi sul territorio nazionale in caso di emergenza controlla la reale operatività delle unità di crisi istituite, anche attraverso l'attuazione di piani di simulazione; svolge un ruolo di informazione per l'opinione l pubblica, riguardo i rischi in questione e le misure prese a riguardo; promuove l'organizzazione di corsi di formazione. 15

16 Ruolo dell unità di crisi regionale coordina e verifica le attività previste sul territorio; assicura l'invio l tempestivo, per via informatizzata, dei dati e delle informazioni inerenti l'emergenzal emergenza; promuove l'organizzazione di corsi di formazione; Il responsabile dell'unita' di crisi regionale e delle province autonome ha il ruolo di garantire la cooperazione con l'unita' di crisi nazionale. 16

17 Ruolo dell unità di crisi locale Individua i punti di contatto, comunicati all UCN e UCR, che assicurano, tramite la pronta reperibilità, l attivazione del flusso operativo. Verifica e aggiorna e distribuisce i database dei punti di contatto. Attua le misure individuate a livello centrale/regionale regionale. Assicura la rapida attuazione delle misure di ritiro/richiamo richiamo, sequestro/distruzione delle partite. Il responsabile dell UCL UCL, assume la gestione di tutte le risorse di tutte le aree funzionali del servizio veterinario e del SIAN. 17

18 Nuovo codice alimentare Articolo 47, comma 5. Ai fini dell applicazione degli articoli 55 e 56 del Regolamento 178/2002 le autorità di cui all articolo 3, comma 1, lett. b) punto 1, predispongono ed attuano, ciascuna nell ambito di competenza, specifici piani di emergenza che prevedano l attivazione dell unità di crisi, a livello centrale, regionale e locale, in relazione all entità dell evento. 18

19 Gruppo di lavoro Emergenze in sicurezza alimentare Ministero della Salute (DGSAN) ISS Regioni IZS ARPA Protezione Civile Documento 19

20 Obiettivi del documento Specificare meglio le modalità e gli ambiti di applicazione del Piano di emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi (Intesa Stato Regioni 24 gennaio 2008) Raccordare il piano con i sistemi di risposta alle emergenze di altre Amministrazioni A chi è rivolto: Autorità coinvolte nella sicurezza alimentare, PdC delle unità di crisi, sistema di allerta. Protezione Civile 20

21 Struttura del documento Introduzione Definizione di crisi alimentare Scenari di rischio 3.1 Contaminazione biologica 3.2 Contaminazione chimica 3.3 Contaminazione da agenti fisici 3.4 Disastri naturali Organizzazione della risposta 4.1 Obiettivi 4.2 Indicazioni operative: Attivazione unità di crisi a livello nazionale, locale/regionale e disattivazione. 4.3 Attività di campionamento e analisi in emergenza 4.4 Struttura del servizio nazionale di protezione civile 4.5 Integrazione tra il sistema di risposta alle crisi alimentari e il servizio nazionale di protezione civile contaminazione radioattiva (fisica) disastri naturali La comunicazione esterna Normativa di riferimento 21

22 Struttura del documento Allegati specifici : Punti di contatto UCR Laboratori Arpa e IZS e centri di referenza Controllo acque per l industria l alimentare Allo studio: check list, modelli di comunicazione, gestione della sicurezza alimentare nelle aree di accoglienza 22

23 Punti fondamentali: Definizione di crisi in sicurezza alimentare Indicazioni operative sull attivazione UC nazionali, regionali/locali locali Attività di campionamento e analisi in emergenza Integrazione con il sistema di Protezione Civile 23

24 Definizione di crisi in sicurezza alimentare: l impossibilità di gestire il rischio attraverso le procedure del sistema di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi nazionale e /o comunitario (RASFF) 24

25 Quindi Fonte/origine origine del rischio sconosciuta; Perdita della tracciabilità/impossibilit impossibilità di rintracciare e/o e richiamare il prodotto implicante un rischio serio, diretto o indiretto, per la salute umana; Diffusione del contaminante incontrollabile Rischi emergenti (definizione Efsa); Elevato impatto sull opinione pubblica ; Attivazione/Collaborazione con altre unità di crisi (SM, altri Enti e/o e o Ministeri coinvolti nella risposta alle emergenze) Evento CBRN; In seguito a eventi dell art 2 lettera c della legge 225 del 24 febbraio

26 Emergenza? BSE: Elevato impatto sull opinione pubblica. Rischio emergente Conseguenze: 1-1,5 miliardi di Euro di perdita del comparto su circa 4,5 totali annui di fatturato. Danno permanente al tessuto produttivo nazionale 26

27 Emergenza? Mozzarella blu : Elevato impatto sull opinione pubblica. Origine del rischio sconosciuta 27

28 Emergenza? E. Coli O:104 Origine del rischio sconosciuta. Impossibilità di rintracciare, rischio grave per la salute umana. Elevato impatto sull opinione pubblica 28

29 Contaminazione Contaminazione applicare quanto previsto dalle linee applicare quanto previsto dalle linee guida 18 novembre 2008 sul sistema di guida 18 novembre 2008 sul sistema di allerta allerta SI Attivazione Attivazione sistema sistema di di allerta allerta Le Le procedure procedure attivate attivate sono sono sufficienti sufficienti per per gestire gestire il il problema? problema? NO Azioni: Azioni: individuazione individuazione dell agente/agenti dell agente/agenti contaminanti contaminanti valutazione valutazione dei dei livelli livelli di di contaminazione contaminazione delle delle derrate derrate alimentari alimentari stima stima della della esposizione esposizione della della popolazione popolazione capacità capacità gestionali gestionali regionali regionali insufficienti insufficienti Richiesta Richiesta attivazione attivazione UCN UCN informare il informare il punto di contatto punto di contatto informare informare il il punto di contatto punto di contatto UCR UCR Richiesta Richiesta attivazione attivazione unità di crisi unità di crisi locale locale Azioni: Azioni: origine origine e e natura natura della della sostanza, sostanza, possibile possibile diffusione diffusione e e distribuzione distribuzione degli degli alimenti alimenti possibilità possibilità ed ed efficacia efficacia delle delle misure misure di di ritiro ritiro e e richiamo richiamo capacità capacità gestionali gestionali locali locali insufficienti insufficienti 29

30 Attività di campionamento e analisi in emergenza Una volta attivato il Piano di emergenza e l unitl unità di crisi, il responsabile può decidere di acquisire dati analitici derogando dalle disposizioni normative vigenti in materia di controllo ufficiale degli alimenti. Condizione temporanea e di urgenza 30

31 Integrazione con il sistema di Protezione Civile L UCN opera in coordinamento con il Sistema - Funzione Sanità, attivato presso il Dipartimento della protezione civile. Le UC regionali e locali, operano in stretto collegamento decisionale e operativo rispettivamente con i centri di coordinamento attivati a livello regionale e provinciale, secondo quanto previsto dall organizzazione di protezione civile regionale. 31

32 Grazie per l attenzione! Grazie per l attenzione! 32

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