E-LEARNING E E-READING NEL CONTESTO DIDATTICO DELLE ARTI VISIVE

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1 E-LEARNING E E-READING NEL CONTESTO DIDATTICO DELLE ARTI VISIVE Orietta Berlanda INDICE DEI CONTENUTI 1. elearning = Electronic Learning 2. Reinterpretare la dimensione spazio-temporale del Web Plusvalore e limiti dell elearning 3. ebook, eink, ereader 3.1 Impiego dell ebook e ereader nella didattica 3.2 Ipotesi di impiego dell ebook in chiave maieutica nella didattica delle arti visive 3.3 Proposte di lavoro Schema di un ipertesto costruito a partire dall immagine della Gioconda 1. ELEARNING = ELECTRONIC LEARNING L elearning designa un insieme di pratiche teorico-pratiche didattiche che si avvalgono delle nuove Tecnologie dell Informazione e Comunicazione (TIC) al fine di migliorare l esperienza formativa in tutte le sue componenti. Trattato a partire dagli anni Sessanta da varie prospettive di analisi - informatica, comunicativa, psicopedagogica, sociologia e organizzativa (Cantoni, Di Maria, Picco- Schwendener) - questo ampio settore di studi e sperimentazioni sul campo mette al centro dei propri obiettivi il ruolo attivo dell apprendere del discente. Alcuni esempi di sperimentazioni didattiche ci illustrano l applicazione degli assunti dell elearning dimostrando al contempo il fermento di iniziative in corso in questo settore. 1 1 Curioso notare come l antesignano dell elearning venga individuato dal sito History of elearning nell insegnamento a distanza per corrispondenza condotto dal professore Isaac Pitman verso il Pitman assegnava i compiti via lettera e gli studenti completavano il lavoro e lo rispedivano per posta. È con l introduzione del primo personal computer (l Altair del 1

2 - Un progetto sperimentale condotto dal Centro Studi Impara Digitale affronta ad esempio l utilizzo integrato delle tecnologie sperimentate come ambienti di apprendimento o biblioteche digitali per misurare come sia in grado di determinare un cambiamento significativo nell organizzazione della - Efficace è la regola delle 5 C: Comunicare e Collaborare per Creare e Condividere la Conoscenza propugnata da DIDASCA, un associazione culturale non profit che propone un aggiornamento continuo sull informatica attraverso degli elearning Center (https://sites.google.com/a/didasca.org/valli-della-materia-grigia/). - Interessante anche l esperienza di un collega dell Accademia di Belle Arti di Venezia, Giovanni Federle, che ha creato il sito che rimanda all elearning, in particolare ad una conferenza tenuta da Mario Rotta del quale riporterò il pensiero più avanti. - Segnalo infine una rassegna dedicata al rinnovamento della didattica eskills week 2012, organizzata a Copenhagen dalla Commissione Europea (http://eskillsweek.ec.europa.eu). Nell approfondire le implicazioni connesse al prefisso e del termine elearning, lettera iniziale di electronic, va subito precisato che il riferimento al termine elettronico deriva non tanto dalla natura elettronica degli apparecchi che usiamo, quanto piuttosto dal fatto che per usarli bisogna connettersi elettronicamente via cavo oppure wireless con irradiazione elettromagnetica (http://it.wikipedia.org/wiki/wireless). Da ciò inferiamo che entro il campo didattico il significato attribuito al prefisso e va ben oltre il termine electronic. Entro questo specifico settore questa e rappresenta infatti una conditio sine qua non, evocando una modalità di approccio alle nuove tecnologie che implica una serie di competenze (eskill) che ampliano enormemente le possibilità dell insegnamento/apprendimento. 2. REINTERPRETARE LA DIMENSIONE SPAZIO-TEMPORALE INTRODOTTA DAL WEB 2.0 Per quanto riguarda il rapporto tra eskill e la realtà off line, al di là di quella acquisita quotidianamente con l uso di apparecchi elettronici (dal computer, al telefono, a media di massa digitalizzati), va precisato un aspetto innovativo specificamente emerso con il Web 2.0, ovvero l affermarsi di una dimensione spazio-temporale nuova rispetto alla nostra comune esperienza. Va considerato questo ultimo aspetto per le ricadute che esso ha sull elearning. In questa innovativa modalità di trasmissione e condivisione del sapere dobbiamo affrontare due aspetti critici della relazione comunicativa docente-discente: innanzitutto la sua delocalizzazione, non luogo, e la sua temporalità asincrona. 1975, subito seguito da Apple II e dall PC dell IBM) che la tecnologia viene impiegata per scopi didattici. Alla fine anni Novanta nasce il Learning Management System, che nel sistema educativo americano significò l introduzione del Blackboard, una soluzione per la gestione dei corsi. Oggi l elearning è giunto a maturità, adottato in molte scuole e Università. (http://www.leerbeleving.nl/wbts/1/history_of_elearning.html). 2

3 Proviamo dunque ad affrontare tale criticità mettendo in relazione il concetto allargato del prefisso e con i due tratti della teledidattica appena descritti. Entro la rosa dei significati attribuibili al prefisso e, prendiamo in considerazione quello riconducibile al linguaggio informatico. Peculiarità del linguaggio digitale è l essere basato su tratti discontinui lo 0,1, (il termine inglese digit significa proprio cifra), che lo distingue dalla scrittura su carta, la quale viceversa si basa su elementi continui (il fluido tratto della penna nello scrivere le parole) in modo analogo allo scorrere della vita. Per rendere meglio l idea dello iato strutturale esistente tra le due soggiacenti visioni del mondo, basta pensare alla differenza che passa tra il funzionamento di un orologio con lancette che segnano lo scorrere del tempo analogamente al fluire del tempo reale, e uno digitale sul quale il tempo viene indicato da tratti discontinui, le cifre, così come acutamente ricordato da Claudio Marra. (Marra, 49). A differenza degli immigrati digitali (categoria a cui io stessa appartengo), i cosiddetti nativi digitali di Marc Prensky hanno assimilato inconsapevolmente la discontinuità intrinseca all era informatica, e questo li rende naturalmente predisposti a ragionare per salti logici. Ricordo qui che l organizzazione per nodi logici rappresenta la griglia di lavoro basilare del Web e dell ipertesto digitale, incontrando il favore di esperti della didattica quale efficace pratica di apprendimento (mappe cognitive). 2 In merito alla ottimale forma di trasmissione dei contenuti Mario Rotta - storico dell arte e insegnante di elearning alla Facoltà di Scienze della Formazione di Firenze - afferma che nel contesto delle nuove tecnologie l ipertesto rappresenta uno degli elementi didatticamente più interessanti. Merita segnalare come invece Rotta, dopo varie sperimentazioni condotte in collaborazione con il Ministero dell Istruzione, si dimostri critico riguardo all abuso della multimedialità, che considera apportatrice di contenuti caotici, preferendovi un approccio poliprospettico. Nello specifico, entrando nella didattica della storia dell arte, ciò significa far sì che si possa ottenere un immagine d arte con cui poter interagire al fine di acquisire ulteriori informazioni (Rotta), sostenendo perciò implicitamente un modello ad albero o ipertestuale (Di Blas, Poggi). Vale la pena riflettere sul fatto che Rotta nel 2004 sollecita un tale impiego dell immagine digitale, che parrebbe scontato nell era Internet, precisando che non è ancora adottato didatticamente. Credo oltretutto che oggi questa situazione non sia cambiata, fatto che richiede un impegno da parte di noi docenti per ripensare l ereading e l ebook. Lo stesso Cognitivismo, uno dei vari orientamenti di studi sulla didattica che studia la relazione tra processi intellettivi e computer, ritiene che le mappe cognitive siano fondamentali per ancorare le informazioni (http://www.leerbeleving.nl/wbts/1/didactical_models.html). Questo fa pensare all utilità per la didattica di un sito come che fornisce software gratuiti per creare mappe cognitive. Vale la pena notare in proposito che i miei studenti nativi digitali hanno dimostrato molto interesse nei confronti di questo sito. In conclusione, partire dal considerare la natura del linguaggio digitale ha una funzione propedeutica, costituisce cioè una premessa indispensabile all accettazione dell insegnamento/apprendimento caratterizzato da non luogo e da temporalità differita, come l elearning. Tale affermazione mi stimola a rivedere le conoscenze fin qui acquisite, 2 Alcuni sostengono che l interesse spontaneo e la dimestichezza dei bambini per le tecnologie derivi dalla corrispondenza tra funzionamento del cervello umano e linguaggio digitale (le accattivanti interfacce dei computer o dei siti sono la punta dell iceberg del linguaggio informatico e sono il frutto di decenni di studi ingegneristici, basti ricordare i primi personal computer degli anni Novanta con display monocromi, o le battaglie tra Microsoft e Apple). 3

4 in quanto la dimensione spazio-temporale, considerata da me più sopra come critica, richiede nuovi orizzonti interpretativi. Il concetto di non luogo non va inteso, nell accezione del filosofo Paul Virilio, per definire quei luoghi di passaggio i moltitudini di persone quali le stazioni ferroviarie o i centri commerciali. Viene dal massmediologo Derrick De Kerckove, Direttore del Mac Luhan Institute, il suggerimento per un nuovo quadro interpretativo del non luogo, concependo la delocalizzazione della comunicazione digitale come ubiquità, così come affermato in una conferenza a Milano dedicata alle nuove prospettive dell applicazione della cloud all insegnamento: Lo spazio mentale tende a coincidere con lo spazio fisico grazie alla cloud: con l ubiquità che questa garantisce, la collaboratività diventa sempre più rilevante al posto dell individualità (Soldavini). 2.1 Plusvalore e limiti dell elearning Tra tutte le potenzialità dell elearning credo sia fondamentale quella relativa alla messa in comune dei saperi entro una comunità collaborativa, perché apporta un arricchimento del gruppo economizzando i tempi lavorativi dei singoli individui. Voglio segnalare che entro la struttura del sistema didattico italiano in merito all applicazione dell elearning permangono comunque alcuni elementi critici, come ad esempio una mentalità dirigenziale poco propensa a riconoscerne l importanza al di fuori della visione tradizionale della docenza in cattedra. Nella mia esperienza di docente a contratto, ad esempio, la remunerazione tiene conto delle ore di lezione frontale. Ciò funge da deterrente nell impiego di piattaforme digitali che apporta una mole di lavoro al di fuori dell aula che si aggiunge a quello necessario per la preparazione dei contenuti, che probabilmente è riconosciuta in linea teorica, ma non finanziata. Va notato che nel mondo delle Accademie di Belle Arti non è nemmeno pensabile condurre tale programma in aula a causa di problemi di una connessione a singhiozzo (un giorno c è, un altro no), vanificando così buona parte delle potenzialità dell elearning. 3. E-BOOK, E-INK, E-READER Nonostante gli aspetti critici fin qui considerati, continuiamo ad interrogarci sull elearning, e in particolare su una sua derivazione quale l ereading. Non ho esperienza diretta di un ereader, o di un ebbook, per questo, per quanto riguarda l adozione delle nuove tecnologie, secondo i parametri indicati dall inventore della teoria della diffusione delle tecnologie Everett M.Rogers (Cantoni, Di Maria, Picco-Schwendener), ritengo di rientrare del gruppo dell ultima maggioranza, non tanto per eccesso di cautela, ma piuttosto perché, pur potenzialmente interessata, non mi risulta siano stati immessi sul mercato prodotti che possano rivelarsi utili ad un uso professionale e quindi anche didattico. Al di fuori dello specifico contesto dell ereading, mi considero un adottatore della prima maggioranza, in quanto solitamente adotto una nuova tecnologia perché incuriosita dalle sue prestazioni che ho avuto modo di vedere applicate nei corsi di aggiornamento piuttosto che in conferenze. Date queste premesse, proverò innanzitutto a raccogliere le idee su questo argomento, per poi avanzare un ipotesi di impiego dell ereading nella didattica delle arti visive, 4

5 ponendomi l obiettivo di riflettere sulla possibile risoluzione dei limiti intrinseci all uso del libro cartaceo in questo campo. Partiamo con il contestualizzare l ambito dell ereading. Una sintetica spiegazione della famiglia dei termini collegabili ad esso servirà ad individuare le potenzialità per un suo impiego nella didattica. ebook: electronic book eink: electronic ink ereader: electronic reader ebook (electronic book), è un libro in formato digitale che offre un rendering identico allastampa su carta. Come un comune libro contiene testo, immagini o entrambe le cose. Esso può essere creato dalla trasposizione di un preesistente libro cartaceo (attraverso processi di scansione tecnologicamente avanzati) o nascere direttamente in formato digitale 3. Al di là del concepire l ebook come sostituto digitale del supporto cartaceo, per quanto riguarda il suo impiego a fini didattici fa ben sperare l orientamento attuale delle ricerche informatiche che sta pensando di rivedere un formato come epub predisponendolo per la lettura di vari formati mediali attraverso i metadati come indicato dalla fonte Wikipedia in un contesto di rete, la discussione sui metadati è diventata una discussione su schemi standard condivisi per far sì che un indicizzazione con uno schema di metadati omogeneo consenta l interoperabilità anche tra tipi di risorse diverse (testi, audio, video, ecc.) e l integrazione di vari sistemi informativi, sia all interno che all esterno dei diversi sistemi locali. Due obiettivi questi ultimi che devono basarsi soprattutto sull accordo e sull uso di un sistema di indicizzazione standard e quindi su uno stesso schema di metadati (www.wikipedia.org/wiki/metadata) eink (electronic Ink o epaper), è una tecnologia di display progettata per imitare l'aspetto dell'inchiostro su un foglio cartaceo. A differenza di un normale schermo del computer, che illumina i pixel grazie ad una luce posteriore al display, l'eink riflette la luce ambientale come su un foglio di carta. Questa tecnologia è stata inventata nel 1996 da Joe Jacobson, fondatore di E-Ink e professore al MIT Media Lab in Massachusset. Rappresenta la tecnologia più utilizzata nei più diffusi lettori ebook (cfr. voci eink e Joe Jacobson su ereader, (Electronic book reader) è lo strumento mobile, ad esempio tablet o appositi cellulari, pensato per la lettura degli ebook, il più noto è Kindle di Amazon, ma esiste anche una versione di ereader di Kobo. Ai fini di un loro impiego nella didattica credo che i modelli più interessanti si rivelino quelli dotati di touchscreen. 3.1 Impiego dell ebook e ereader nella didattica L applicazione Kobo, come dal tutorial visionabile su mostra come attraverso l ereader e il rispettivo software di ereading sia possibile fare delle operazioni impensabili per un libro cartaceo. Si può ad esempio vedere in tempo reale, su un 3 In merito Scervini scrive nonostante esistano ebook nei più svariati formati, i più comuni sono il.pdf formato molto diffuso, ma nato per altri scopi e che quindi non sfrutta appieno le potenzialità dello strumento e il.epub, su cui si concentrano i maggiori produttori di contenuti e di lettori. 5

6 apposito menu, chi sta leggendo lo stesso libro, oppure selezionare una parte del libro per condividerla immediatamente su Facebook o su Twitter. Questo esempio si rivela uno spunto prezioso per un suo impiego nel campo della didattica nella lettura collaborativa di un libro, dove ciascuno studente può commentare i passaggi interessanti, mentre il docente può verificare il grado di partecipazione. Cito in proposito un esperienza condotta da Dianora Bardi, docente di Italiano e Latino nel Liceo scientifico di Lussana a Bergamo che ha sostituito i libri cartacei con i tablet, ideando una piattaforma per creare testi scolastici con i ragazzi, facendoli essere protagonisti di un percorso di ricerca. Grazie alle nuove tecnologie ne è sortita una nuova forma della Divina Commedia di Dante che, oltre ai consueti passi chiosati, viene accompagnato dalla lettura del componimento fatta da Benigni e termina con i commenti di vari autori oltre che con note bibliografiche e sitografiche. Come afferma la docente, quest anno per la prima volta gli studenti di quinta si presenteranno alla Maturità senza testi. Obiettivo della docente è modellizzare questa esperienza in modo da riproporla ad altre scuole attraverso l istituzione del Centro studi Impara il digitale (Soldavini). Fin qui certo, premesso che vi sia una connessione continua, questo metodo si rivela valido per le scuole superiori, applicabile a varie materie. Penso a come si potrebbe rendere più motivante e coinvolgente la matematica o la fisica se si potesse reperire qualche informazione biografica sugli inventori di certe formule (gli inventori delle equazioni di II grado piuttosto di quelli dei limiti). Altrettando fruttuosa potrebbe rivelarsi l applicazione dell ebook nell apprendimento della Storia dell arte se si raccontassero alcune curiose vicende biografiche degli artisti. 3.2 Ipotesi di impiego dell ebook in chiave maieutica nella didattica delle arti visive Tenterò ora di vedere quali prospettive si potrebbero aprire nel settore didattico delle arti visive, cercando di individuare il plusvalore di strumenti come l ereading/ebook 4. Iniziamo dall interessante affermazione del gesuita Eraldo Cacchione, che lavora per il Centro studi Impara il digitale, secondo il quale nella funzione docente il tablet può mediare tra la figura del datore di una materia e del maieuta (Soldavini). Come concepire l uso dell ebook in chiave maieutica? Consideriamo i limiti dei libri cartacei. Nei libri d arte tradizionali, per ragioni economiche, le immagini di opere d arte nei libri del settore scarseggiano, sono spesso di bassa qualità (bianco e nero), se non addirittur a citate solo in testo. Il supporto cartaceo, eccetto le costose monografie, si rivela dunque 4 Francesco Scervini, dell Università di Milano, in un articolo che commenta la legge 133/2008 sull adozione a scuola di testi digitale e una delibera di un Collegio docenti del che parla di adozione di testi esclusivamente online (in parte gratuiti), precisa che l ebook, è un libro cartaceo in formato digitale, da fruirsi con il dispositivo ereader che non consente un uso multimediale (ipertestuale). Tuttavia l esperimento di Dianora Bardi, rivolto ai cicli scolastici più elevati, insieme alle novità di alcuni software proposti dagli stessi fornitori di tablet come Kobo, dimostrano un ipotesi più ampia di impiego dell ebook suggerendo nuove stimolanti ipotesi di lavoro. 6

7 uno strumento incompleto per la visione delle opere d arte e quindi per lo studio dell arte, sebbene oggi, va ricordato, la Rete sopperisca in parte a queste lacune. Da diversi anni mi chiedo come mai gli editori di saggi critici non pubblichino libri accompagnati da CDrom che integrino le immagini pubblicate su carta. Oltretutto circolano molti libri sul tema della multimedialità, della Rete, della Net.art, ma paradossalmente nessuno di questi sfrutta le potenzialità delle tecnologie analizzate. È proprio questo stato di cose a farmi prospettare la possibilità di formulare ipotesi a partire dalle potenzialità offerte dall ereading. 3.3 Proposte di lavoro - Si potrebbe pensare ad un ebook nel quale, con il comando touch si possa passare da un opera d arte alla visione di ulteriori prospettive dell opera, o di varianti di quell operarealizzate dallo stesso autore o da altri artisti (vedi sotto schema di collegamento ipertestuale). Un ebook così pensato potrebbe prevedere dei link ai video d arte citati nel testo. I collegamenti dovrebbero ricondurre ad un sito appositamente creato dove reperire tutti i materiali, per i video si potrebbe sfruttare l ottima opportunità di Youtube per creare un collegamento (la sua realizzabilità con mezzi semplici è dimostrabile attraverso un esempio pratico di inserimento a fini didattici di un video su John Cage tratto da Youtube sulla homepage di un un wiki creato da me: - Se questo riguarda l ideazione di un ebook, un ulteriore possibilità è rappresentata dall impiego di un ebook in campo didattico, prevedendo, ad esempio, che gli studenti stessi possano aggiungere altre immagini o citazioni sotto la guida di un docente-maieuta, così come nel progetto didattico su tablet di Dianora Bardi. - Ulteriore ipotesi di lavoro in classe potrebbe essere quella di tradurre in formato ebook (prevedendone un ampliamento) un libro d arte già pubblicato, proponendo una collaborazione con il rispettivo editore, che potrebbe trovare un vantaggio in termini di immagine/professionalità mettendolo a disposizione in forma ampliata sul proprio portale. Schema di un ipertesto costruito a partire dall immagine della Gioconda Da una parte vengono messi a confronto artisti della stessa epoca per ricercarne somiglianze e diversità (dal contemporaneo e più aggraziato Raffaello, alla rilettura lievemente deformata della figura del manierista Bronzino); un secondo collegamento semantico propone alcuni artisti contemporanei che hanno reinterpretato la Gioconda testimoniando così la modernità dell opera leonardesca (i baffi della Gioconda di Duchamp con l intenzione provocatoria di irridere all arte tradizionale, Warhol che ha diffuso la Monna Lisa attraverso tecniche massmediatiche, l artista contemporaneo indiano Gupka che riprende la Gioconda citando a sua volta Duchamp mettendole la barba al posto dei baffi). Vedi sotto. 7

8 Note bibliografiche Lorenzo Cantoni, Alessandra Di Maria, Anna Picco-Schwendener, Formazione nell era delle tecnologie. Aspetti sociali e organizzativi, Dol, Politecnico di Milano. Nicoletta Di Blas, Caterina Poggi, Comunicazione e nuove tecnologie. Aspetti sociologici dell avvento delle nuove tecnologie, Dol, Politecnico di Milano. Claudio Marra, L Immagine infedele. La falsa rivoluzione della fotografia digitale, Bruno Mondadori, Milano Mario Rotta, Annalisa Perissa, intervento per Arte e disegno. Seminari di formazione per docenti, (Venezia, 2004) Francesco Scervini, L uso degli e-book a scuola, Stefano Soldavini, La scuola riparte dalla nuvola, Il sole 24 Ore, 6 maggio

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