PHILOBIBLON. Addenda. Mille anni di bibliofilia dal X al XX secolo LIBRERIA PHILOBIBLON

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1 PHILOBIBLON Mille anni di bibliofilia dal X al XX secolo Addenda LIBRERIA PHILOBIBLON

2 1 Very rare first or second vernacular edition probably printed in Milan by Cristophorus Valdafer around that witnesses the great influence and success of this catechism written by the dominican St Antoninus, archibishop of Florence who is regarded as one of the founders of modern moral theology and Christian social ethics. Antoninus Florentinus, santo ( ). [Incomencia Uno Confessionale Vulgare del Reverendissimo padre beato frate Antonino arcivescovo di fiorenze de lordine de frati predicatori intitulato Specchio di conscientia]. [Milano, Cristoforo Valdafer, ]. In-4 (mm 181x118). Segnatura: a-m 8, n 6 (i quaderni m e l invertiti). 102 carte non numerate. Carattere 107R su 28 linee. Spazi per iniziali, aggiunte in inchiostro rosso solo alle cc ; rubricato in rosso. Legatura moderna in pergamena con unghie. Esemplare in discreto stato di conservazione, piccolo restauro a porzione all angolo inferiore esterno della prima carta, alcune gore e qualche macchia d inchiostro; alla carta f3v alcune parole cancellate in inchiostro marrone; margini sobri. Antica numerazione all angolo superiore esterno in inchiostro marrone, parzialmente asportata da rifilatura. Antica nota manoscritta di possesso abrasa al margine inferiore della prima carta. Rarissima edizione - la prima o la seconda in volgare - di una delle prime stampe incunabole del Confessionale redatto da Sant Antonino vescovo di Firenze, che godette di un successo vastissimo, che segue la princeps latina impressa a Colonia verso il 1468 da Ulrich Zel. La presente edizione di questo testo, di cui esistono svariate stampe realizzate in Italia negli stessi anni, che non reca alcuna nota tipografica, corrisponde per formato e partitura del testo a quella attribuita dal Gesamt Katalog, sulla base dell analisi delle caratteristiche formali e materiali, all attività milanese di Cristoforo Valdafer e databile al , cioè ai primissimi anni del suo soggiorno in questa città, dopo il suo trasferimento da Venezia. Il domenicano Sant Antonino Pierozzi, arcivescovo di Firenze dal 1446, fu uomo pratico, sensibile ai problemi sociali, desideroso di dare un significato cristiano ai nuovi fermenti umanistici, e fu tra i primi a tentare una sintesi tra diritto e teologia. I suoi scritti includono una Summa di teologia morale che godette di rilevante considerazione. Umile e arguto, zelante e benefico, fu molto amato dal popolo e si meritò già in vita l appellativo di Antonino dei consigli. «Nel Proemio al Confessionale Curam illius habe, detto anche Confessionale volgare o Medicina dell anima (1442), Antonino rivolgendosi ai confessori, in particolare ai sacerdoti con cura d anime, ai vescovi, e ai secolari, ovvero ai laici, tracciava una sorta di gerarchia del sapere utile al cristiano, che partendo dalle SS. Scritture arrivava al Decretum, a S. Gregorio, a S. Agostino, a Catone, a Seneca e Cicerone. Era la letteratura volgare del secolo prima, quella degli scrittori fiorentini come Dante e Boccaccio ad essere maggiormente penalizzata, mentre fra i classici erano Ovidio e Terenzio, ovvero la poesia amorosa e la commedia, a non possedere i necessari requisiti per la salute delle anime. Vescovi e sacerdoti, retori e grammatici, poeti e filosofi, tutti sono messi davanti alla possibilità di prendere atto di tali requisiti reggiungibili attraverso strumenti diversi dai consueti. [ ] Le stesse cose predicava San Bernardino sostenitore in polemica col Salutati di un sapere strumentale e della superiorità dell agire sul sapere. E indubbio, tuttavia, che la capillare diffusione del Curam illius habe, cinquantasei edizioni tra il 1472 e il 1603, avrebbe dato a questi argomenti una cassa di risonanza maggiore e duratura» (M. P. Paoli, S. Antonino «vere pastor ac bonus pastor». Storia e mito di un modello, pp ) GW 2171; BMC VI, 794; IGI 658; M. P. Paoli, S. Antonino «vere pastor ac bonus pastor». Storia e mito di un modello, in Verso Savonarola. Misticismo, profezia, empiti riformistici fra Medioevo ed Età moderna, Firenze1999, pp

3 2 Second absolute edition of Apuleius works, preceeded only by the rare 1469 first, printed in Rome. They are here joined by the Asclepius of Hermes Trismegistus, the only philosophical Hermetic work known in the West during the Middle Ages, supposedly translated by Apuleius. Apuleius Madaurensis, Lucius ( d.c.). [Opera]. Vicenza, Henricum de Sancto Ursio, 9 agosto In-folio (mm 284x211). Segnatura: A 6, a-m 8+6, n-o 8, p-u 6+8, x-z 6, & 6, di 178 carte non numerate, mancano la prima e l ultima bianche. Caratteri 112R e G α. Testo su una colonna di 38 linee. Marca tipografica incisa su legno al colophon. Legatura settecentesca in mezza pelle con dorso decorato da ferri dorati. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune gore alle prime carte, piccoli restauri agli angoli inferiori degli ultimi quaderni, senza perdita di testo. Alcune carte rinforzate lungo il margine interno, l ultima carta del registro rimarginata. Marginalia di mano coeva in inchiostro marrone, verde e rosso nel testo. Ex-libris ottocenteschi dei collezionisti Charles Butler e del celebre ritrattista e illustratore americano W. T. Smedley ( ); un antica nota di possesso manoscritta parzialmente nascosta dagli ex-libris. Seconda edizione assoluta di questa importante silloge del Platonismo rinascimentale, comprendente l Opera omnia di Apuleio, che segue fedelmente, nell organizzazione dei contenuti, la celebre princeps impressa a Roma da Sweynheym e Pannartz nel All interno di questa raccolta, oltre alle Metamorfosi e all Asino d oro, si trovano anche l Asclepius di Ermete Trismegisto, l unica opera filosofico-ermetica conosciuta in Occidente durante il Medioevo, e che fu probabilmente tradotta dal greco dallo stesso Apuleio, e l Epitome di Albino, un manuale generale di filosofia platonica. HC* 1316; GW 2302; BMC VII, 1047; Goff A, 935; IGI Very rare richly and most beautifully illustrated Dutch incunable, containing the sermons of S. Bernard of Clairvaux, both for the winter and summer time, published by Pieter van Os van Breda, the first printer at Zwolle. Illustrated by 21 woodcuts, 9 of which used here for the first time, and most of which on full-page, which are important because they witness the flourishing of Dutch painting of the 15th century. Bernardus Claraevallensis, santo ( ). Sermones Bernardi In Duytssche. Zwolle, Peter van Os, 27 maggio In-folio (mm 275x102). Segnatura: I 4, a-y 6, A-G 6, H 4, I-K 6, L 4, M-Y 6, A 6, B 4, C 6. 4 carte non numerate, 275 carte con numerazione romana, mal numerate CCLXXIIII, una carta non numerata. Caratteri 6:125G (titoli) e 8:99G (testo). Marca silografica alle carte I3v e C5v con due scudi giustapposti appesi a due rami e recanti, rispettivamente, le armi della città di Zwolle e la marca dello stampatore. Al frontespizio grande legno raffigurante San Bernardo con la Vergine e il bambino; altre 19 illustrazioni silografiche nel testo: due a piena pagina (c. I4v e c. C6v) raffiguranti l Annunciazione e il Salvator Mundi; 6 su mezza pagina (la Natività, la Circoncisione, l Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, l Annunciazione e la Visitazione) racchiusi entro cornici silografiche decorate a motivi floreali; 11 vignette più piccole nelle quali vengono raffigurati santi

4 e varie scene bibliche. Iniziali dipinte alternativamente in blu e rosso, alcune delle quali decorate da grafismi a penna di colore contrastante rispetto al corpo della lettera; segni di paragrafo in inchiostro rosso in tutto il volume. Legatura coeva in pelle marrone decorata a secco, rimontata su assi di legno moderne; tracce di fermagli, tagli blu. Esemplare in buono stato di conservazione, le prime 10 carte rinforzate lungo il margine interno; l angolo della carta h4 asportato, alcuni fori di tarlo alla carta Q4. Restauro a porzione del margine inferiore bianco delle ultime due carte senza perdita di testo; lievi gore. Rara edizione del secondo dei due incunaboli in olandese dei Sermones di San Bernardo, stampati da Peter van Os, il primo tipografo ad introdurre l arte della stampa nella città di Zwolle, e la prima edizione ad essere stampata in una parte, le prime due erano state impresse separatamente rispettivamente nel 1484 e nel 1485, e l antica partitura si può ancora desumere nella presente edizione in cui si trova, alla carta CXXXII verso, l indicazione Winterstuck (Sermoni per l inverno) e, alla carta CCLXXIII verso, quella di Somerstuck (Sermoni per l estate). Il volume è considerato uno dei più pregevoli incunaboli figurati olandesi, l apparato iconografico comprende alcuni legni ripresi da precedenti edizioni, mentre 9 vengono qui usati per la prima volta (Ingresso a Gerusalemme, l Ultima Cena, la Discesa nel Limbo, la Resurrezione, la Pentecoste, l Assunzione e tre ritratti di Santi). Lo splendido legno iniziale a piena pagina con sla Vergine e San Bernardo (I1r) e quello con l Annunciazione (I4v) sono ripresi invece da altre stampe impresse a Zwolle (rispettivamente i Sermones di San Bernardo e la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze del 1490) e sono opera dei maestri incisori di questa città, mentre il resto dell apparato iconografico riutilizza i legni realizzati da Gerard Leeu a Gouda e da Jacob Bellaert a Haarlem. Le illustrazioni di questa edizione sono state oggetto di un attenta analisi da parte degli studiosi, soprattutto di Arthur Hind e William Conway, che hanno rivolto un attenzione particolare al legno con San Bernardo e la Vergine considerato «the most interesting and one of the best Dutch woodcuts of the period» (Hind), di capitale importanza perché costituisce una preziosa testimonianza della fioritura della pittura fiamminga del secolo XV. GW 3948; BMC IX, 88; Goff B, 435; A. M. Hind, An Introduction to a history of Woodcut with a detailed survey of work done in the 15th century, New York 1963, II, pp ; W. M. Conway, The woodcutters of the Netherlands in the fifteenth century, Cambridge 1884, p. 102.

5 4 Extraordinary copy, with the manuscript subscription by the Venetian nobleman Matteo Dandolo and his notes throughout the text, of the first and sole aldine edition of this important Greek lexicon. Pollux, Julius (sec. II d.c.). ΙΟΥΛΙΟΥ ΠΟΛΥΔΕΥΚΟΥΣ ΟΝΟΜΑΣΤΙΚΟΝ. IULII POLLUCIS VOCABULARIUM.Venezia, Aldo Manuzio, aprile In-folio (mm 302x203). 112 carte non numerate. Testo in greco stampato su due colonne di 56 linee, l Indice è invece stampato in caratteri sia greci che latini. Legatura inglese del secolo XIX in vitello nocciola, dorso rifatto, decorato da ferri dorati, con titolo e note tipografiche in oro su tassello in marocchino nero; segnalibro in seta verde, tagli rossi. Esemplare in buono stato di conservazione, abrasioni ai piatti della legatura, qualche leggera macchia al frontespizio, le ultime carte del primo fascicolo leggermente macchiate nel margine bianco superiore. Al frontespizio nota di possesso manoscritta M. danduli μαιτθαισ δανδουλου ενετω ; numerose note manoscritte, in greco e in latino, del possessore Matteo Dandolo alle prime e alle ultime carte; nota manoscritta di possesso ottocentesca al foglio di guardia anteriore di S. Coleridge. Straordinario esemplare, con la firma di appartenenza e le postille del patrizio veneto e doge di Venezia Matteo Dandolo, dell editio princeps del lessico di Polluce, retore e grammatico del II secolo d.c. originario di Naucratis in Egitto, che studiò ad Atene presso il sofista Adraino e, con il favore dell imperatore Commodo, ottenne la cattedra di retorica presso la scuola pubblica di Atene. La sua opera, una silloge di parole greche di grande interesse filologico, si è conservata solo in parte. Si tratta di un edizione di grande eleganza, tra le greche più rare licenziate da Aldo. L Onomastikon, diviso in dieci libri e dedicato all imperatore, è l opera più importante di Polluce; il testo è preceduto da una dedica latina ad Elia Capreolo, giurista e storico bresciano, ed è seguito da 8 carte di indici in greco ed in latino; infine è stampato il saluto in greco ai filologi di Scipione Forteguerri. Renouard 32, 1; Marciana, n. 57; Ahmanson-Murphy, n. 42; Adams P, 1787; Dionisotti-Orlandi, n. XXXIV. 5 Very rare original edition of this important treatise about the education of the prince, dedicated by the author, son of the famous Tuscan humanist Poggio Bracciolini, to Giulio II, who became pope the year before. Bracciolini, Giovanni Francesco ( ). De officio principis liber. Roma, Johann Besicken, 29 dicembre In-4 (mm 199x137). 40 carte non numerate. Carattere romano per il testo e carattere gotico per i richiami marginali. Testo su una colonna di 28 linee. Capilettera silografici ornati su fondo nero nel testo. Legatura in pergamena del secolo XVIII, titolo in oro su tassello dipinto al dorso, tagli marmorizzati. Esemplare in discreto stato di conservazione, piccoli fori di tarlo ai margini bianchi delle prime tre carte, qualche gora alla prima carta e lungo il margine esterno delle ultime. Rarissima prima e unica edizione, dedicata dall autore a papa Giulio II, salito al soglio pontificio l anno precedente, di questo interessante trattato, opera di Giovanni Francesco Bracciolini, giureconsulto, canonico, figlio di Poggio, che si inserisce nell ampio filone della trattatistica

6 riguardante l educazione, i compiti e i doveri del principe che godette di vasta fortuna soprattutto nel Quattrocento e nel Cinquecento. Il testo venne stampato dal tedesco Johann Besicken, attivo a Roma già dal 1489, sebbene non in proprio, la cui produzione comprende soprattutto guide per i pellegrini, raccolte di versi e stampe dei discorsi tenuti alla corte papale. Dal 1509 i suoi caratteri tipografici vennero usati da un altro celebre e prolifico stampatore d Oltralpe attivo a Roma: Stefano Guillery. Della presente edizione sono noti alcuni esemplari che, a differenza di quello qui descritto, hanno due carte finali non segnate contenenti l errata, impressa probabilmente in un secondo momento. STC, Italian, p. 123; Fumagalli, 339; Ascarelli-Menato, p First and sole edition of this treatise which is considered a linguistic and stylistic thesaurus of the vulgar Italian language, with many examples taken from the works of Dante, Petrarca and Boccaccio. A most attractive specimen of Italian Renaissance Literature by the Venetian writer Niccolò Liburnio who was an authority on Italian syntax and style. Liburnio, Niccolò ( ). Le vulgari elegantie. Venezia, Aldo Manuzio e Andrea d Asola, giugno In-8 (mm 162x95). Una carta non numerata, 63 carte mal numerate 64. Carattere corsivo. Àncora aldina al frontespizio, ripetuta al verso dell ultima carta. Legatura ottocentesca in pelle rossa, decorata ai piatti da una cornice a ferri floreali dorati con al centro un arabesco; decorazioni, titolo e note tipografiche in oro al dorso, sguardie in carta a pettine, tagli dorati. Esemplare in buono stato di conservazione, un piccolo foro di tarlo restaurato al margine bianco delle ultima quattro carte. Prima e unica edizione di quest opera, dedicata dall autore al procuratore veneziano Marco Mollino, e suddivisa in tre libri nei quali vengono trattati, e illustrati con esempi desunti dalle opere di Dante e Petrarca per la lingua poetica e da Boccaccio per la prosa, vari argomenti inerenti le elegantie e gli accorgimenti linguistici da adoperare in diverse occasioni per scrivere e parlare in una tersa, et polita loquela. L opera può essere considerata un vero e proprio repertorio atto a stabilire una normativa linguistico-letteraria del volgare italiano e testimonia la viva partecipazione dell umanista veneto al dibattito linguistico che vide coinvolti, nel corso del Cinquecento, illustri letterati quali Pietro Bembo, Gian Giorgio Trissino, Niccolò Machiavelli, Benedetto Varchi, Claudio Tolomei e Sperone Speroni. Adams L, 655; Raynouard, p. 92, n. 11; Ahmanson-Murphy 205; STC, Italian, 378.

7 7 Second edition of one of Dante s major works, of extraordinary importance because it contains the first portrait of the author to appear in a printed edition. Alighieri, Dante ( ). Lo amoroso Convivio di Dante: con la additione: Novamente stampato.venezia, Giovann Antonio e fratelli da Sabbio per Niccolò e Domenico del Gesù, ottobre In-8 (mm 153x102). 8 carte non numerate, 151 carte numerate di 152, manca l ultima carta bianca. Carattere romano e carattere gotico. Al frontespizio grande legno con il ritratto di Dante, il primo a comparire in un edizione a stampa, raffigurante il poeta coronato di alloro e, sullo sfondo, un paesaggio; al verso la marca silografica dei finanziatori dell opera: le iniziali I.H.S. sormontate da una croce su fondo nero in cornice. Legatura settecentesca in pergamena con titolo in oro su tassello in marocchino rosso al dorso, tagli azzurri. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune gore e alcune macchie al frontespizio; un foro di tarlo lungo il margine bianco esterno delle cc Nota di possesso manoscritta del secolo XIX al verso del foglio di guardia anteriore; piccola etichetta di carta, recante l antica segnatura, al contropiatto anteriore. Qualche sottolineatura in inchiostro marrone nel testo. Prima cinquecentina e seconda edizione assoluta del Convivio che segue la princeps stampata dal Buonaccorsi a Firenze nel «Questa edizione, assai rara e poco nota, fu giudicata dal Poggiali meno difettosa dell edizione del 1531 citata dalla Crusca. Essa ha il frontespizio, la tavola e i versi stampati in gotico, il resto in caratteri rotondi» (Mambelli, Annali delle edizioni dantesche, p. 257). Il ritratto al frontespizio riveste una particolare importanza nell iconografia dantesca essendo il primo assoluto a comparire in un edizione a stampa. Mambelli 801; Gamba 418; Essling 2109; Sander 2329

8 8 First separate edition of the collection of epistles by this famous humanist and scholar, published for the first time in the volume containing his complete works printed in Bologna in The letters are addressed by Pico della Mirandola to many famous personalities of the time such as Angelo Poliziano, Girolamo Savonarola, Marsilio Ficino and Aldo Manuzio. Pico della Mirandola, Giovanni ( ). Ioan. Pici Mirandulae, hominis cum natalium splendore, tum literarum quoque cognitione insignis Epistolae non piae minus quàm elegantes. Venezia, Niccolò Zoppino, In-8 (mm 151x98). 44 carte numerate con numerosi errori di numerazione. Carattere corsivo. Frontespizio racchiuso entro una elaborata cornice architettonica ornata incisa su legno. Al verso dell ultima carta marca silografica dello Zoppino raffigurante S. Nicola seduto sulla cattedra episcopale con la mitra, nella sinistra il pastorale, nella destra tre palle d oro su libro e, ai piedi una fedele inginocchiata. Capolettera silografico ornato al verso del frontespizio. Legatura moderna in mezza pergamena con carta avana ai piatti, tagli spruzzati. Esemplare in buono stato di conservazione, qualche lieve gora e qualche fioritura. Prima edizione separata delle epistole di Pico, pubblicate per la prima volta all interno del volume delle Opere impresso a Bologna nel 1496, poi più volte ristampato nel corso del Cinquecento. Le lettere contenute nella presente stampa coprono un arco di tempo che va dal 1482 fino alla morte dell autore e sono indirizzate a corrispondenti insigni come, tra gli altri, Ermolao Barbaro, Angelo Poliziano, Filippo Beroaldo, Girolamo Savonarola, Marsilio Ficino, Aldo Manuzio e Giovanni Francesco Pico della Mirandola, nipote dell autore. Mambelli 801; Gamba 418; Essling 2109; Sander Second very rare edition of one of the oldest known treatises about artis notariae, the first one being printed in Naples in Leone Spelungano, so called from the name of his native town, Sperlonga, situated between Rome and Naples, was a successful lawyer and notary of the 14th century and his work enjoyed a great success, as witnessed by the large number of manuscripts and printed editions. Spelungano, Leone (m. 1372). Artis notarie. Venezia, Pietro Fascolo, 21 aprile In-4 (mm 217x155). 261 carte numerate, tre carte non numerate. Carattere romano. Frontespizio stampato in rosso e nero, racchiuso entro una splendida bordura silografica ornata su fondo criblé; capilettera silografici ornati su fondo nero nel testo. Legatura coeva in pergamena floscia con titolo manoscritto in inchiostro marrone al dorso e al piatto anteriore; dorso scucito che permette di vedere le braghette ricavate dal riutilizzo di un frammento di un codice membranaceo in littera textualis del secolo XIV; tagli azzurri, tracce di bindelle. Esemplare in ottimo stato di conservazione. Nota manoscritta di mano coeva al recto del foglio di guardia anteriore: die 20 octobr 1537 hunc libellum Leonettus emit sol. 80 a magistro Antonio [ ]. Numerose note manoscritte di mano coeva nel testo. Seconda edizione, rarissima, la princeps era stata stampata a Napoli nel 1526, di uno dei più antichi formulari notarili conosciuti, redatto da Leone detto Spelungano, dal nome della sua città di origine, Sperlonga, che esercitò con successo la propria attività di avvocato prima presso lo studio napoletano

9 di Tommaso de Riccardis e poi nella sua città natale, dove ricoprì numerose cariche pubbliche e compose la sua Artis notarie. Il successo di questo manuale è attestato da una cospicua tradizione manoscritta e dalle numerose stampe. Le edizioni che si susseguirono nel corso del Cinquecento riprendono tutte il testo della princeps napoletana, curata da Alessandro Pomarico che vi appose anche alcune aggiunte. L. Giustiniani, Memorie istoriche scrittori legali del regno di Napoli, Napoli , III, p Beautiful edition of the most famous work by the humanist scholar Mario Equicola, dedicated by him to Isabella d Este of whom he had been the tutor for several years. Equicola, Mario (ca ). Libro di natura d amore. Venezia, Pietro Nicolini da Sabbio, maggio In-8 (mm 149x100). 224 carte numerate. Carattere corsivo. Frontespizio racchiuso entro cornice architettonica ornata incisa su legno; alla c. 78v diagramma silografico raffigurante le proporzioni ideali che le varie parti del corpo devono avere tra di loro. Legatura in cartonato del Settecento. Esemplare in ottimo stato di conservazione, alcune gore al frontespizio e alle prime carte, alcune carte uniformemente brunite.

10 Bella edizione, la quarta assoluta la princeps venne impressa a Venezia da Lorenzo Lorio da Portes nel 1525 dell opera principale di questo umanista di origini partenopee, la cui stesura originale, della quale si è conservato il manoscritto autografo, è stata creduta per molto tempo essere stata composta in latino e tradotta solo in seguito in italiano dal nipote dell autore, Francesco Prudenzio, mentre in realtà si tratta di un artificio letterario dell Equicola, al quale va ascritta dunque la redazione primigenia in volgare. L Equicola soggiornò prima a Firenze dove fu allievo di Marsilio Ficino e in seguito fu al servizio della corte dei Gonzaga a Mantova. Il trattato, dedicato a Isabella d Este, di cui il letterato fu per molti anni precettore e factotum, si inserisce nel quadro del neoplatonismo rinascimentale, e mescola elementi derivati da Marsilio Ficino con echi stilnovistici. «A giudicare dalle numerose riedizioni, che si protrassero fino all inizio del secolo XVII, sembrerebbe che il Libro abbia goduto di un successo duraturo. Il rapido mutare del gusto e soprattutto la rivoluzione linguistica messa in atto dal Bembo resero tuttavia necessari interventi sull aspetto formale dell opera. I tipografi si sentirono liberi, già a partire dal 1526 (data della prima ristampa, a un anno di distanza della morte di Equicola), di ritoccare, com era del resto normale, la veste linguistica del testo, che nella prima edizione appariva ancora vicina alla volontà dell autore, e che suscitò, proprio per la distanza dal canone linguistico già dominante, giudizi poco benevoli. [ ] Delle due edizioni del 1536 va considerata tale solo quella stampata da Pietro Nicolini da Sabbio. L altra è invece una nuova emissione dell ed. del 1531, come prova l identica impaginazione e soprattutto il colophon, recuperato, come il resto delle carte, dall edizione precedente» (La redazione manoscritta del Libro de natura de amore, pp ). Olschki 4499; La redazione manoscritta del Libro de natura de amore di Mario Equicola, a cura di L. Ricci, Roma Very rare first and only edition of the only known work by Cherubino dei Tolomei, which is a poem in tercets about the life and passion of Jesus Christ, dedicated by the author to Renée of France, the wife of the duke of Ferrara, Hercules II of Este. Tolomei, Cherubino (m. 1534). Opera intitolata il fascicolo della Mirrhata, Redentrice, & Salutifera, Humanita di Christo. Novamente, In Terze Rime, Raccolto. Ferrara, Francesco Rossi, 10 maggio In-4 (mm 190x131). 168 carte non numerate. Carattere corsivo. Al frontespizio incisione su legno raffigurante una fenice racchiusa in cornice circolare a sua volta inscritta entro una bordura quadrata ornata e circondata dal motto: Et Sic. Alter. Ab Altero. Unica. Phenice. Qual La Tua Tal La Mia Scusa.. Il frontespizio e il testo sono racchiusi in una bordo nero inciso su legno. Legatura settecentesca in vitello agli acidi, dorso decorato da ferri dorati con titolo in oro su tassello in marocchino rosso; tagli rossi, sguardie in carta marmorizzata, segnalibro in seta verde. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune gore e qualche macchia alle prime carte, abrasioni alla pelle dei piatti della legatura. Nota di possesso manoscritta del secolo XVI al frontespizio: ad usum domini petri gatti ; al contropiatto anteriore ex-libris con uno stemma nobiliare, al quale manca la parte inferiore che recava probabilmente il nome del possessore. Rarissima prima e unica edizione se ne conoscono solo 4 copie censite nelle biblioteche italiane di quest opera, che è anche l unica nota del ferrarese Cherubino dei Tolomei, detto degli Assassini, che si inserisce nell ampio filone della poesia spirituale del Cinquecento che ha per oggetto la vita e la passione di Cristo. Il componimento è dedicato a Renata di Francia, duchessa di

11 Ferrara e moglie di Ercole II d Este, ed è posto simbolicamente sotto l ègida della fenice, raffigurata al frontespizio, come dichiarato dall autore che afferma di voler «Rinovare l huomo vecchio, isteriore mio, et farlo in Christo nova creatura». La Mirrhata e il titolo allude chiaramente alla mirra che secondo la tradizione simboleggia l unzione di Cristo, o l espiazione dei peccati tramite la sofferenza e la morte corporale è scritta in terza rima ed è divisa in cinquanta sarmenti cioè rami che il Tolomei dichiara di aver metaforicamente raccolto «da gli propri alberi loro, cioe da quelli, che hanno di questo Christianissimo sobietto, della salutifera Humanita, dello nostro piissimo Redentore, felicemente scritto, cosi in prosa, come in verso, et Rima, Abenche quanto mi sappia, non di questa sorte anchora» (c. 2v). L opera, impressa l anno dopo la morte dell autore, è seguita da un errata introdotta da una nota apologetica dello stampatore in cui si dice che trattandosi della prima impressione del poemetto fatta sull ultima revisione condotta dal Tolomei essa non è scevra da imperfezioni. C. Fahy, Elenco delle edizioni di Francesco Rosso, in Id. L Orlando furioso del Profilo di un edizione, Milano 1989, pp First edition of Holbein s Icones to contain the medaillions with the four evangelists and the first of the two printed by Jean Frellon in the same year. One of the most famous and beautiful collections of illustrations to the Bible of the Renaissance. Holbein, Hans, il giovane ( ). Icones Historiarum Veteris Testamenti. Lione, Jean Frellon, In-4 (mm 188x119). 52 carte non numerate. Carattere romano e carattere corsivo. Al frontespizio marca tipografica del Frellon incisa su legno raffigurante un granchio che trattiene una farfalla con le chele e il motto Matura, il tutto racchiuso

12 entro cornice circolare. Il volume è illustrato da una splendida suite di 94 legni con scene dell Antico Testamento, 92 dei quali ripresi dalla princeps del 1538 e 2 dalla stampa del 1539; alla c. N3v quattro silografie raffiguranti i quattro evangelisti entro medaglioni, qui usate per la prima volta. I legni che illustrano il testo sono tratti da disegni di Holbein e incisi dallo stesso artista insieme a Hans Luetzelburger, mentre quelli raffiguranti i quattro evangelisti vengono comunemente ascritti ad un altra mano non identificata. Capilettera silografici ornati su fondo criblé nel testo. Legatura novecentesca in pergamena con unghie, titolo dipinto in inchiostro nero al dorso. Esemplare in ottimo stato di conservazione, qualche fioritura alle prime e alle ultime carte. Nota di possesso manoscritta al frontespizio. Ex-libris inciso del Dr. Amand Fonder al contropiatto anteriore e un altro, non identificato, al foglio di guardia anteriore recante le iniziali EF. Prima edizione contenente i ritratti dei quattro evangelisti e prima delle due edizioni impresse da Jean Frellon nel 1547, di questa straordinaria storia biblica per immagini di uno dei più celebri artisti del Cinquecento europeo - Hans Holbein la cui princeps era stata stampata sempre a Lione nel Il ricco apparato iconografico, di grande modernità, è accompagnato da un breve testo latino, posto nella parte superiore di ogni pagina e dalla relativa traduzione in versi francesi di Gilles Corrozet, posta invece nella parte inferiore di ogni pagina. Gli intagli di Holbein sul tema dell Antico Testamento rappresentano uno dei più rari legami tra un grande disegnatore e un opera letteraria e vennero scelte dal grande artista svizzero per la loro forma anneddotica e quasi mitologica che ben si prestava ad essere sintetizzata e condensata in un immagine. «Regarded as illustrations to the books of the Old Testament, these woodcuts are in all ways admirable [Holbein] has concentrated his skill upon the faithful and accurate telling of these sacred stories and he does this with a perfect understanding of their strong dramatic power and their equally strong human interest [Holbein] is revealed in them as a teller of stories of the first rank, with the power of seizing the most dramatic moment of each incident he depicts with unfailing instinct, and then representing it with a few unerring strokes of his pencil clearly and simply». (A. B. Chamberlain, Hans Holbein, I, pp ). È inoltre interessante notare che la marca tipografica con il granchio e la farfalla si ispira a una moneta di età augustea sulla quale compare la stessa immagine - e venne ripresa da numerosi tipografi e librai lionesi del Rinascimento quali Jean Frellon, Paul Frellon, Antoine de Harsy e Pierre Ravaud (si veda W. Deonna, The Crab and the Butterfly. A Study in Animal Symbolism, in «Journal of the Warburg and Courtauld Institutes», vol. 17, n. 1/2 (1954), pp ). Adams B, 1963; STC, French, 68; Mortimer, French, 281 e 276 (per la princeps); Fairfax Murray, French, 244; A. B. Chamberlain, Hans Holbein the Younger, New York 1913, 2 voll. 13 A superb copy of this extraordinary first edition, the only one known printed on blue paper, of Livio Sanuto s Italian translation of Claudianus poem De raptu Proserpinae. Bound in red morocco with the armorial coat of the Venetian doge Marco Foscarini, famous 18th century collector of Aldines and Italian books. Claudianus, Claudius (n. ca. 370 d.c.). La Rapina di Proserpina di Livio Sanuto. Venezia, [s.n.], In-4 (mm 184x118). 64 carte non numerate. Carattere corsivo. Capilettera silografici animati e ornati nel testo. Legatura romana settecentesca in marocchino rosso, i piatti sono inquadrati da una cornice a merletto composta da un doppio filetto e da una rotella di ferri floreali stilizzati; al centro grande stemma del patrizio veneto Marco Foscarini ( ),

13 Doge di Venezia dal Dorso a 6 comparti decorato da piccole ghiande dorate, autore e titolo in oro su tassello in marocchino nero, sguardie in carta a pettine, tagli dorati. Esemplare in ottimo stato di conservazione, lievi danni al capitello superiore e inferiore della legatura. Ex-libris del conte Henry Chandon de Briailles, celebre collezionista di libri in carta azzurra, ai fogli di guardia anteriori; al recto del terzo foglio di guardia anteriore l annotazione, di mano settecentesca, rarissimo 16. Straordinario esemplare stampato su carta azzurra, l unico conosciuto al mondo ad avere questa caratteristica, della prima rarissima edizione della prima traduzione italiana, eseguita dal geografo e letterato veneziano Livio Sanudo ( ), del poema di argomento mitologico De raptu Proserpinae, scritto da Claudiano poeta del tardo paganesimo che appartenne probabilmente al seguito della corte dell imperatore romano d Occidente. Della presente opera si conoscono due esemplari in ottavo (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale e Rovereto, Biblioteca Civica Girolamo Tartarotti), di sole 48 carte, datati 1553 e anch essi privi del nome dello stampatore. In base alle caratteristiche dei capilettera silografici questa stampa del 1553 è stata attribuita da Denis Rhodes alla tipografia veneziana di Gabriel Giolito de Ferrari. Nel catalogo della biblioteca di Harvard è inoltre censito un volume stampato su carta normale -del De Raptu datato, come il nostro, 1551 che sembrerebbe essere l unico altro esemplare di questa edizione finora censito. Dei tre capilettera riprodotti da Rhodes nel suo studio, solo il terzo corrisponde esattamente a quello della presente stampa, mentre i primi due sono alquanto simili, ma non identici. Si potrebbe tuttavia trattare di una variante dovuta all eccezionalità dell esemplare e si potrebbe ipotizzare che se lo stampatore dell edizione del 1553 fu veramente il Giolito, di certo anche la presente del 1551 è un prodotto della stessa officina tipografica. È inoltre interessante notare che Livio Sanuto dedica la propria traduzione al cardinale di Trento, il che farebbe supporre che il nostro potrebbe essere un esemplare di dedica impresso appositamente per essere donato al dedicatario dell opera. D.E. Rhodes, Silent Printers. Anonymous printing at Venice in the sixteenth century, London 1995, p. 245 (per l edizione del 1553).

14 14 Rare first edition of «one of the handsomest volumes of its time» (Updike). The painter Jean Cousin was an important theorist in the field of perspective who perfected the tiers points technique (in which the eye is led away from two points close to the viewer to the distant third or vanishing point). This book was the first to be printed by Le Royer, the king s printer for mathematics, who cut most of the woodcuts himself from the designs by Cousin. The copy of the painter Giulio Cesare Angeli ( ). Cousin, Jean (ca ). Livre de perspective. Parigi, Jehan Le Royer, 28 giugno In-folio (mm 391x269). 72 carte non numerate di cui l ultima bianca; le carte L2-3, M2, Q2 e Q4 sono doppie ma sono segnate solo al recto della seconda carta. Nel presente esemplare la carta A2 è priva della seconda carta bianca. Le carte M3-4 legate al contrario rispetto al resto del volume. Alla seconda carta splendida cornice allegorica incisa su legno decorata da motivi architettonici e cariatidi e in cui si trovano raffigurate tutte le principali figure geometriche che vengono utilizzate nel testo. Illustrato da 58 diagrammi, 16 dei quali a piena pagina e 5 su doppia pagina; diagramma inciso incollato alla c. C3v. Capilettera e testatine silografici ornati in tutto il volume. Legatura ottocentesca in mezza pergamena con carta marmorizzata ai piatti; titolo in oro su tassello in pelle rossa al dorso. Esemplare in buono stato di conservazione, piccola perdita lungo il margine esterno del legno alla seconda carta causata da eccessiva rifilatura; una macchia e alcune gore alle prima due carte. Nota manoscritta di possesso al frontespizio: De Giuliocesare Angeli Pittore Perugi[ ]. Prima rara edizione di questo celebre trattato sulla prospettiva, considerato uno dei più bei libri francesi del secolo XVI. Il testo e l apparato iconografico sono opera dell artista e matematico francese Jean Cousin il Vecchio che iniziò la sua carriera come pittore di vetrate sotto la guida di Jean Hympe e del Grassot, realizzando le finestre della cattedrale di Sens e quelle di numerosi castelli della zona e trasferendosi, dal 1530, a Parigi, dove iniziò ad occuparsi anche di oreficeria e realizzò numerosi disegni per le illustrazioni di libri come quelli da cui vennero tratti i legni della Bibbia impressa da Le Clerc nel 1596 e quelli per le Metamorfosi e per le Epistole di Ovidio stampate, rispettivamente nel 1566 e nel «According to the printer s introduction, leaf A3v, Le Royer received from Cousin the text and les figures pour l intelligence d iceluy necessaires, portraittes de sa main sus planches de bois, and he himself cut most of Cousin s blocks and completed others which his brother-in-law, Aubin Olivier, had started. Several of the diagrams are extended into landscapes with figures» (Mortimer). Il presente esemplare è impreziosito dalla firma di appartenenza del pittore perugino Giulio Cesare Angeli (1570 ca.-1630), allievo del Carracci a Bologna e attivo principalmente nella sua città natale, celebre per il S. Carlo Borromeo realizzato per la chiesa di S. Simone del Carmine, per il S. Michele Arcangelo, dipinto nel 1625 nell ospedale della Misericordia e soprattutto per le nove tele raffiguranti Scene della vita di Gesù realizzate per l Oratorio di S. Agostino tra il 1618 e il Adams C 2852; Cicognara 832; Mortimer 157; Didot, Cousin, p ; Updike, pp

15 15 Beautiful Roman 16th century binding, richly decorated in gold, made by the master Niccolò Franzese, for the nun Livia Zanona, probably belonging to a noble Venitian family. [Legatura di Niccolò Franzese, Pietro da Castello (ca )]. Processionarium secundum Ordinem fratrum Praedicatorum, quod secundo reuisum est literis & cantu quam diligentissime. Venezia, eredi di Luc Antonio Giunta, In-8 (mm167x107). 4 carte non numerate, 204 numerate. Testo stampato in rosso e nero. Al frontespizio incisione su legno raffigurante San Domenico e marca silografica dei Giunti in rosso. Nel testo due grandi silografie a piena pagina, una delle quali raffigura la mano musicale di Guido d Arezzo, e 28 legni più piccoli. Numerosi diagrammi musicali incisi su legno nel testo. Legatura parlante coeva in marocchino marrone, eseguita a Roma da Nicolò Franzese e riccamente decorata in oro. Il piatto anteriore presenta una riquadratura formata da una larga cornice di filetti e ferri di tipo aldino. Il campo centrale è quasi completamente coperto da ferri di tipo aldino a volute piene in cui si nota il fiore di arum con la classica spirale di Nicolò Franzese,al centro dello stesso, l immagine della Madonna con il Bambino su di un crescente circondata da 6 stellette a piccoli ferri. Il piatto posteriore, identico nel decoro, reca al centro l iscrizione su tre linee Suora Livia Zanona. Dorso a 5 cordoni e 4 cordoncini decorati alternativamente con filetti e segmenti obliqui, negli scomparti decoro a piccoli ferri. Tagli in oro zecchino inciso a bulino con il motivo dei cordami intrecciati; tracce di fermagli. Esemplare in ottimo stato di conservazione, un piccolo foro di tarlo lungo il margine inferiore bianco di alcuni quaderni. Antichi ex-libris del Vescovo di Comacchio. Rara edizione di questo processionario redatto ad uso dei frati domenicani da Alberto da Castello, nel quale sono contenuti antifone, salmi ed inni posti in musica con notazione gregoriana quadrata. La splendida legatura parlante che racchiude il volume fu realizzata dal maestro Nicolò Franzese, come testimoniato dai ferri caratteristici qui utilizzati, per una non meglio identificata suora Livia Zanona, quasi senz altro appartenente alla Nobile famiglia veneta degli Zanon, imparentata con i Morosini e altre famiglie illustri. Camerini, Annali, I, n.643; T. De Marinis, La legatura artistica in Italia, Firenze 1960, vol. I, nn. 661, 733, 846; T. De Marinis, Die italienischen Renaissance - Einbande, Hamburg 1966, pp.58-59; P. Quilici, Legature antiche e di pregio secoli XIV-XVIII, Roma 1991, n. 188, fig First edition perfectly preserved in its original limp vellum - of the first important Latin translation of Proclus Greek commentary to Euclid s Elementa first book, made by the mathematician from Crete Francesco Barozzi and dedicated by him to the Venetian nobleman Daniele Barbaro. The volume is elegantly printed and is adorned by a beautiful full-page portrait of Barozzi within decorated architectural border. Proclus ( d.c.) - Barozzi, Francesco ( ). Procli Diadochi in Primum Euclidis Elementorum librum Commentariorum ad universam mathematicam disciplinam principium eruditionis tradentium Libri IIII. Padova, Grazioso Percacino, In-folio (mm 302x210). 8 carte non numerate, 272 pagine numerate, alcuni errori di numerazione.

16 Carattere romano, corsivo e caratteri greci. Al frontespizio grande marca tipografica disegnata appositamente per la presente edizione - incisa su legno raffigurante Minerva e Mercurio tenenti per la punta le ali di una fenice che nasce dalle spoglie sul rogo di un altra fenice morta e il motto: Ερμαικóν Δωρον και Aθηναικóν ; al verso del frontespizio legno a piena pagina con il ritratto del Barozzi entro un ovale circondato da una splendida cornice architettonica a grottesche e, agli angoli inferiori, le armi di Daniele Barbaro, patriarca di Aquileia, sulla sinistra e quelle del Barozzi, sulla destra. Variante della marca tipografica del Percacino al recto dell ultima carta raffigurante un serpente alato attorcigliato a un bastone in cornice figurata. Nel testo tre differenti tipi di cornici silografiche a grottesche, ripetute più volte, nelle quali è impresso il testo degli elementi di Euclide. Numerosi diagrammi e capilettera silografici animati e ornati nel testo. Legatura coeva in pergamena floscia; al dorso titolo manoscritto in inchiostro marrone parzialmente abraso e antica segnatura dipinta in rosso; tracce di bindelle. Splendido esemplare, ad ampi margini, in ottimo stato di conservazione. Prima importante edizione della traduzione latina del commento del filosofo greco Proclo al primo libro degli Elementa di Euclide, curata dal matematico di origine cretese Francesco Barozzi e da lui dedicata al patrizio ed erudito veneziano Daniele Barbaro. Insieme a Federico Commandino a Urbino, il Barozzi è considerato tra i capofila di coloro che si adoperarono in direzione della rinascita degli studi di geometria, come testimonia anche il suo corso, tenuto all Università di Padova l anno precedente alla stampa della presente edizione, sul Tractatus de Sphaera di Giovanni Sacrobosco. L edizione del Commentarium di Proclo, oltre che per la grande eleganza tipografica, è di notevole importanza anche dal punto di vista filologico dal momento che venne allestita effettuanto un riscontro rigoroso sui migliori manoscritti disponibili all epoca. Il Barozzi si occupò inoltre anche della traduzione delle opere di Erone di Alessandria, di Pappo di Alessandria e di Archimede di Siracusa e di argomenti di carattere esoterico, come testimoniano le edizioni del Pronostico Universale di tutto il mondo stampato a Bologna nel 1566 e la stampa della traduzione delle profezie criptiche attribuite all imperatore bizantino Leone VI gli Oracula Leonis da lui dedicati al governatore di Creta Giacomo Foscarini, che gli procurarono una fama ambigua che fece sì che venisse processato per ben due volte dal tribunale dell Inquisizione, nel 1583 e nel 1587 quando, essendo stato trovato colpevole per aver causato una tempesta a Creta, venne costretto a pagare una multa di cento ducati. Harvard, Italian, 403; Honeyman Coll. 2543; Riccardi I, 82; Adams P, 2138; STC Italian p. 540; Thorndike VI, pp

17 17 Second very rare edition, greatly augmented, of Sansovino s Historia of Orsini s noble family, first printed in The second part of the volume is adorned by 18 full-page portraits here printed for the first time probably engraved by Sansovino himself within beautiful decorated borders showing the most famous memebers of this noble Roman family. Sansovino, Francesco ( ). L historia di casa Orsina. Venezia, Niccolò Bevilacqua per Bernardino e Filippo Stagnini, (Legato con:) Id. De gli huomini illustri della casa Orsina. Venezia, Domenico Niccolini da Sabbio per Bernardino e Filippo Stagnini, Due opere in un volume in-folio (mm 301x196). 13 carte non numerate, una carta bianca, 135 carte numerate, una carta non numerata (la c. 13 è una tavola stampata a doppia pagina, mentre tra la c. 13 e la c. 14 è presente una carta non numerata in segnatura [C4]); 92 carte numerate con alcuni errori di numerazione. Carattere rotondo e carattere corsivo. Al frontespizio della prima opera lo stemma della famiglia Orsini inciso su rame firmato NIC. NE., cioè Niccolò Nelli, che eseguì anche alcuni dei rami per le Imprese illustri di Girolamo Ruscelli del 1566; le stesse armi sono ripetute al frontespizio della seconda parte. Alle cc. 9v, 12r, 13 e alla c. [C4] gli stemmi genealogici della famiglia Orsini incisi su legno; al verso dell ultima carta marca tipografica raffigurante una mano che sostiene una fiaccola che si accende alla fiamma di un altra e il motto Deus adiuvat volentes, che si trova in alcune stampe dello Stagnino e che viene probabilmente qui usata come marca dal Sansovino; capilettera silografici animati e ornati nel testo. Il testo della seconda parte dell opera è illustrato da 18 incisioni su rame a piena pagina di cui 11 recano i ritratti dei membri più illustri della famiglia Orsini entro ovali circondati da elaborate cornici architettoniche ornate da figure mitologiche, mentre 7 recano solo le cornici, e gli ovali in bianco con al centro il nome del personaggio che però non vi è stato raffigurato; marca silografica - identica a quella della prima opera - al verso dell ultima carta; capilettera silografici animati e ornati. Bella legatura veneziana coeva in pergamena con unghie, decorata ai piatti da una cornice a un filetto con ferri floreali ai quattro angoli e, al centro, da un elaborato arabesco ovale impresso in oro. Dorso decorato da ferri dorati e da 5 rotelle orizzontali, con titolo e antica segnatura manoscritti; tracce di bindelle, tagli dorati. Splendido esemplare, in ottimo stato di conservazione, uno strappo al margine bianco inferiore della c. 36. Alcune note manoscritte di mano coeva in inchiostro marrone nel testo. Nota di possesso Vespucci al frontespizio. Seconda edizione, la prima a contenere la seconda parte concernente gli uomini illustri della casata, di quest opera che tratta la storia della nobile famiglia romana degli Orsini, e ne celebra gli esponenti più famosi e che è dedicata dall autore, il letterato di origini romane Francesco Sansovino, al principe Paolo Giordano Orsini. La prima edizione dell Historia di casa Orsina era stata impressa sempre a Venezia da Niccolò Bevilacqua nel Il presente volume, di grande eleganza tipografica, è pregevole anche per gli eccellenti intagli in rame, eseguiti dallo stesso Sansovino, con i ritratti dei membri della famiglia inscritti in elaboratissime bordure, alcune delle quali ripetute, che presentano motivi decorativi di grande raffinatezza stilistica, mentre l ultimo ritratto, quello del dedicatario, è impreziosito dalle sue armi recanti gli orsi, simbolo del casato. «Book 3 of part 2 contains letters to the Orsini by Petrarca, Ficino, Bembo, and others. In his Della origine, et de fatti delle famiglie illustri d Italia, printed in Venice by Altobello Salicato in 1582, Sansovino does not repeat any of this material but refers his reader to his 1565 volume» (Mortimer). Olschki, Choix, 904; Hayn, 175; Lozzi, 4521; Mortimer, Italian, 460; E. Bonora, Ricerche su Francesco Sansovino imprenditore, libraio e letterato, in «Memorie dell Istituto veneto di scienze, lettere ed arti. Classe di scienze morali, lettere ed arti» 1994.

18 18 Second edition the first being printed in of Girolamo Fracastoro s Complete Works. The volume is introduced by a life of the author and collects his writings on astronomy and philosophy, his Latin poems and his medical works, including his Syphilis sive Morbus Gallicus, first published in 1530, which is «the most famous of all medical poems. It epitomized contemporary knowledge of syphilis, gave to it its present name, and recognized a venereal cause» (DSB). Fracastoro, Girolamo ( ). Opera omnia. Venezia, Giunti, In-4 (mm 237x164). 20 carte non numerate, 213 carte numerate, una non numerata. Carattere rotondo e carattere corsivo. Marca silografica dei Giunti al frontespizio ripetuta in un altra variante al recto dell ultima carta. Al verso della carta 6 ritratto silografico dell autore entro medaglione ovale; Diagrammi e capilettera ornati incisi su legno nel testo. Legatura coeva in pergamena, titolo manoscritto in inchiostro marrone al dorso, tracce di bindelle. Esemplare in ottimo stato di conservazione, qualche lieve gora lungo il margine inferiore di alcune carte. Al frontespizio nota di possesso manoscritta in inchiostro marrone: Iulis Cesaris Bracceschi Iulii 1699 ; la stessa mano ha aggiunto i numeri di pagina all indice dell opera al verso del frontespizio. Seconda edizione della raccolta delle opere complete del medico, filosofo e astronomo veronese Girolamo Fracastoro - che era stata impressa per la prima volta sempre a Venezia dai Giunti nel 1555 curata dal letterato e traduttore Lodovico Nogarola, anch egli originario di Verona, e da lui dedicata a Paolo Ramusio, figlio del celebre umanista, geografo e viaggiatore Giovanni Battista. Di questa edizione sono note due varianti: una, come la presente, recante al colophon la data 1573 e l altra che presenta un erronea composizione tipografica del fascicolo B. Il volume è introdotto da una biografia dell autore redatta dal canonico, poeta e traduttore Adamo Fumani (ca ), segretario del cardinal Navagero, seguita dalla dedica e dagli scritti del Fracastoro, che testimoniano la vastità degli interessi e della cultura del grande medico e scienziato scaligero. Si ricordano, tra gli altri, il trattato astronomico sulle sfere omocentriche Homocentricorum sive de stellis; il De causis criticorum dierum, sui giorni critici della malattia; il testo di filosofia naturale De sympathia et antipatia rerum, il De contagione et contagiosis morbis et curatione il primo grazie al quale l autore è considerato il fondatore della moderna epidemiologia, in cui vengono descritti i modi attraverso i quali le infezioni si diffondono; il dialogo che tratta di questioni teoriche relative alla poesia Navagerius, intitolato all amico e poeta Andrea Navagero e il Syphilis sive Morbus Gallicus, il più celebre dei poemi medici, in cui l autore usa per primo il termine sifilide per indicare la lue, che si diffuse a Napoli a partire dal 1495, in seguito all assedio posto dal sovrano francese Carlo VIII. Il volume si chiude con la raccolta di carmi latini d occasione indirizzati dall autore a personaggi illustri del suo tempo. Adams F, 818; Durling Beautiful unsophisticated collection of three works including the second edition of the Italian translation made by Pier Vincenzo Danti of Johannes de Sacrobosco s De Sphaera, one of the fundamental astronomy texts of the Middle Ages, and one of the earliest printed books on astronomy, the first edition appearing at Ferrara in The text is accompanyied by the commentary of Egnazio Danti, the renowned mathematician and astronomer who worked mostly for the Medici in Florence.

19 Sacrobosco, Johannes de (fl.1230). La Sfera di M. Giovanni di Sacrobosco tradotta da Pier Vincentio Dante de Rinaldi, con le Annotazioni del medesimo. Et con l aggiunta delle Figure, & d altre Annotazioni. Perugia, Giovanni Bernardino Rastelli, (Legato con:) Rastelli, Giovanni Bernardini (m. 1585). De ratione atque emendatione Anni, & Romani kalendarii Opusculum. Perugia, Giacomo Ruffinelli in casa dell autore, (Legato con:) Lupicini, Antonio (ca ca. 1607). Breve discorso d Antonio Lupicini, Sopra la reduzione dell anno, & emendazione del Calendario. Firenze, Giorgio Marescotti, Tre opere in un volume in-4 (mm 201x153). I: 4 carte non numerate, 61 pagine numerate, una carta non numerata. Al frontespizio marca tipografica incisa su legno raffigurante la testa di un animale fantastico con lingua bifida in cornice figurata ripetuta al verso dell ultima carta; al verso del frontespizio ritratto silografico del Danti in cornice architettonica. Numerosi diagrammi e figure astronomiche incise su legno nel testo; 5 grandi capilettera incisi su legno ornati da vedute di città e 35 piccoli decorati da vedutine o personaggi. II: 4 carte non numerate, 72 pagine numerate. Al frontespizio stemma silografico del dedicatario dell opera, al verso la marca tipografica del Rastelli incisa su legno. Nel testo tre grandi e due piccole iniziali silografiche animate e ornate; testatine e finalini silografici. III: 8 carte non numerate. Marca silografica del Marescotti al frontespizio, grande capolettera silografico animato e ornato alla prima carta. Legatura coeva in pergamena floscia con titolo manoscritto in inchiostro marrone al dorso, tagli viola scuro, tracce di bindelle. Splendido esemplare, in ottimo stato di conservazione. Al frontespizio della prima opera nota di possesso manoscritta in inchiostro marrone: Di Giulio Cesare Bracceschi adi 13 Agosto I: Seconda edizione la prima era stata stampata a Firenze dai Giunti nel del volgarizzamento di Pier Vincenzo Danti del celebre trattato di astronomia De Sphaera Mundi di Girolamo Sacrobosco, libro di testo diffusissimo con nozioni di geografia e di tecniche di navigazione che compendia in sé tutte le conoscenze dell età classica e medievale e che restò in uso fino al XVII secolo godendo di un vastissimo successo, testimoniato dal gran numero di copie manoscritte e di edizioni a stampa, che, a partire dalla princeps del 1472, si susseguirono fino a Seicento inoltrato. La presente edizione venne curata dal perugino Pier Vincenzo Danti, che si occupò di tradurre il testo e dal più famoso nipote, il matematico, cosmografo e architetto Egnatio Danti, che vi appose il proprio commento al testo del Sacrobosco in cui sono contenuti gli aggiornamenti necessari ad adeguare alcune norme ormai superate alle esigenze dell epoca. Il commento di Egnazio Danti, pubblicato poco dopo che la sua opera principale, il Trattato dell Uso, e della fabbrica dell astrolabio con l aggiunta del planisfero del Roias del 1569, aveva visto la luce è da collocarsi all interno della sua attività indefessa di quegli anni, al servizio della corte Medicea di Firenze. La presente stampa accanto a quella che segue appartiene alla esigua produzione sono note solo una decina di edizioni della tipografia perugina di Giovanni Bernardino Rastelli, la cui attività è documentata dal 1574 al II: Rara prima e unica edizione di questo calendario, redatto dal medico, filosofo e matematico Giovanni Bernardino Rastelli che insegnò medicina e filosofia all Università di Perugia e che ebbe in casa una piccola officina tipografica presso la quale lavorarono gli stampatori Baldo Salviani e Giacomo Ruffinelli, che sottoscrive appunto il presente volume. La stampa, come quella che la precede, è caratterizzata da una grande eleganza tipografica e dal largo impiego di capilettera silografici, alcuni dei quali di dimensioni assai estese, finemente decorati da piccoli paesaggi e incisi con grande accuratezza. III: Seconda edizione di questo breve opuscolo riguardante, come il precedente, l emendazione del calendario, dell ingegnere e architetto fiorentino Antonio Lupicini, che operò principalmente al servizio dei Medici, la cui princeps era stata impressa sempre a Firenze dal Sermartelli nel I: Riccardi I, 390; Adams H, 740 (per l ed. del 1571); Gamba II: Ascarelli-Menato, p III: Gamba, 1499.

20 20 First edition of this treatise on the planisphere by Guidobaldo Del Monte, one of the most prominent figures in the renaissance of the mathematical sciences, «Galileo s patron and friend for twenty years and possibly the greatest single influence on the mechanics of Galileo» (DSB). Del Monte, Guidobaldo ( ). Planispheriorum universalium theorica. Pesaro, Girolamo Concordia, In-4 (mm 260x185). 4 carte non numerate, 128 pagine numerate, una carta non numerata (manca l ultima carta bianca). Testo in carattere romano inscritto in un doppio riquadro. Al frontespizio incisione su legno raffigurante un planisfero sormontato dal motto ARDUA PLANA. Illustrato da numerosi diagrammi incisi su legno nel testo; capilettera silografici animati e ornati alle carte +1r e A1r. Legatura in pergamena antica rimontata, titolo manoscritto in inchiostro marrone al dorso e sul taglio piede. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune macchie alle prime due carte, alcune carte uniformemente brunite, lievi fioriture in tutto il volume. Prima edizione di questo importante trattato sul planisfero scritto dal matematico e astronomo pesarese Guidobaldo del Monte, una delle più eminenti personalità del Rinascimento matematico italiano. L opera, che tratta principalmente di trigonometri sferica su un piano bidimensionale, è divisa in due parti in cui, nella prima, l autore commenta il planisfero del Gemma Frisio e dà le indicazioni necessarie, corredate dai relativi diagrammi, per la sua costruzione, dimostrando inoltre come la sfera celeste possa essere proiettata su un piano. Nella seconda parte invece il del Monte passa ad analizzare il planisfero di Juan de Rojas l inventore dell astrolabio universale -, che il Gemma Frisio descriveva come una sorta di prospettiva col punto di osservazione collocato ad una distanza infinita. È da ricordare che, oltre ai suoi contributi significativi nel campo della prospettiva e della meccanica, un altro grandissimo merito di Guidobaldo è quello di essere stato il primo esponente del mondo scientifico a riconoscere il genio di Galileo Galilei. Grazie alla stima e all aiuto concreto di del Monte, nel 1589 il venticinquenne Galileo ottenne infatti una cattedra all Università di Pisa e poi nel 1592 all Università di Padova. Tra i due ci fu una rilevante collaborazione scientifica. La loro amicizia è uno dei più notevoli fatti umani e culturali agli inizi della scienza moderna. Cinti, 4; Riccardi II, 179; Adams U, Rare first and only edition of this collection of poems by the writer from Perugia Francesco Beccuti, considered an important historical and social document because the author sings in it his homosexual loves, fact that will become impossible a few years later. Beccuti, Francesco ( ). Rime. Venezia, Domenico e Giovanni Battista Guerra, In-8 (mm 143x93). 8 carte non numerate, 188 pagine numerate, due carte non numerate. Al frontespizio marca tipografica dei Guerra incisa su legno raffigurante un aquila che vola verso il sole e perde le penne in cornice figurata e il motto Renovata iuventus ; una variante della stessa marca ripetuta alla penultima carta. Capilettera ornati e fregi silografici nel testo. Legatura coeva in pergamena con titolo manoscritto al dorso. Esemplare in buono stato di conservazione, margini superiori sobri; una gora alle ultime 10 carte e sul piatto posteriore della legatura. Antica nota di possesso manoscritta al frontespizio.

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