GRUPPO DI LAVORO SULLA DISABILITÀ

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1 GRUPPO DI LAVORO SULLA DISABILITÀ Le problematiche prevalenti Relative alle Persone disabili Problematiche e domande sulla propria identità, sulla propria appartenenza. - alcuni in grado anche di parlarne e altri meno, riferite anche a affettività, sessualità; - di supporto al riconoscimento di adultità (relazioni, socialità, autonomie, lavoro); - di poter avere esperienze oltre la sola dimensione famigliare; - si riaprono quando al termine del percorso scolastico si confrontano con le risposte di fatto speciali dei servizi alla disabilità. Problematiche collegate a componenti psichiatriche. - Che si manifestano di più negli ultimi tempi, che non trovano prese in carico nei servizi del sanitario. Problematiche di orientamento - Situazioni da avvicinare e accompagnare ad una scelta, a comprendere i percorsi possibili. - Che implicano un lavoro di accompagnamento anche con le famiglie Relative alle Famiglie Solitudine e disorientamento rispetto a problemi - Dolore, peso della quotidianità, rabbie indifferenziate, ansie sul futuro. - Carenza di punti o di figure di mediazione che accolgano, orientino rispetto ai problemi, ai percorsi, alla ostruzione di punti di riferimento, alle scelte. - Grande tema de Il dopo di noi. Fragilità/fragilizzazione risorse - Invecchiamento, un solo genitore, scarsi supporti di rete familiare. - Problematiche economiche, domande di aiuto gestione domestica, famiglie immigrate con disabili. - Aumento di atteggiamenti rivendicativi. - Esigenza di sviluppare percorsi di accompagnamento della famiglia rispetto ad eventuali progetti di tutela (Amm. Sostegno, tutore, ecc). Critica la dimensione aggregativa - appartenenza ad associazioni con orientamenti e indicazioni diverse, conflittuali tra loro, con disorientamenti tra le famiglie. Relative al Contesto Prima c era più paura ma anche più curiosità verso la disabilità, ora si riscontra tendenzialmente più chiusura, meno interesse, più delega. Disponibilità da parte di soggetti del territorio a collaborare con attività ma fatte nei servizi Ciss; molto meno ad aprire propri spazi e attività alle persone disabili. Studio APS S.r.l Milano - Via S. Vittore, 38/A - Tel Fax Cap. Soc. Euro ,00 i.v. - C.C.I.A.A. Milano: REA / Reg. Imprese - Cod. Fiscale e Part. IVA

2 2 Gli orientamenti di lavoro più significativi Progettualità con persone disabili, famiglia, territorio Da approcci più assistenziali ad approcci che chiedono protagonismo e messa in gioco alla persona disabile e alla sua famiglia. Orientamento alla costruzione di spazi e opportunità di integrazione con il territorio, sia per i singoli che per piccoli gruppi, che consentano avvicinamento da parte delle persone del contesto. Consapevolezza anche delle domande di identità che poi questo apre nelle persone disabili. Orientamento al personalizzare i percorsi. Orientamento al riconoscere la famiglia, ad un investimento verso e con le famiglie, cercando anche di agganciarle il prima possibile, anche nei periodi pre-scolari e scolari. Reinterrogata anche l attribuzione di valenza sempre positiva alle relazioni famigliari. Riformulate le ipotesi sottese agli interventi territoriali e domiciliari per individuare valore e efficacia in relazione con il setting temporale delimitato degli interventi. Aperta la riflessione sulla opportunità, anche nel caso di interventi territoriali, di un lavoro con gruppi con problematiche simili nelle quali le persone si possano riconoscere. Orientamento a cercare nel lavoro spazi di integrazione, cercando di capire cosa significa oggi con la crisi. Aperto maggiore ascolto alle problematiche ed esigenze delle aziende. Sull offerta in generale Orientamento alla ricerca di un lavoro integrato con i servizi del territorio (in particolare con la Asl). Ma anche orientamento alla ricerca di un lavoro integrato tra settori all interno del Ciss. Orientamento di affidare servizi al privato sociale dopo il loro avvio e consolidamento operato come Ciss. Destinatari del servizio: 1) Utenti diretti: Persone disabili, Fragili privi di certificazione, Persone con problematiche psichiatriche, Famiglie 2) Contesto: Insegnanti, Cittadini, Luoghi di lavoro, Società/Territorio, 3) Sistema servizi: servizi invianti, servizi a cui si invia, Tutori, Curatori, amministratori Cosa come è cambiata la modalità dei cittadini nell accedere ai servizi? Flusso e modalità L accesso ai servizi disabilità avviene attraverso l Assistente sociale territoriale. La gran parte delle domande giungono attraverso la mediazione di altri servizi (scuola, servizi sanitari specialistici, ospedale ). Quando il cittadino entra nel circuito dei servizi avviene che, nella costanza dell interazione, tenda poi a portare le sue richieste all operatore/servizio con il quale ha instaurato il rapporto indipendentemente dal bisogno contingente, sia per legami di fiducia, sia forse per esigenze di ricomposizione.

3 3 I famigliari ricorrono molto anche alla modalità informale di avvicinare gli operatori per chiedere informazioni o per esporre questioni e problematiche. Dinamiche Prima l accesso aveva una finalità puramente assistenziale ed era l utente, oggi in molti casi i genitori sono più consapevoli dei loro diritti e proprio per questo possono apparire più rivendicativi e conflittuali, ma questo spesso nasconde solitudine, rabbie e paure. Portano spesso i problemi avendo già in testa una risposta, ma è possibile anche costruirne delle riformulazioni. Associazionismo Molti genitori portano domande ed esigenze anche alle associazioni sulla disabilità. Qui ci sono due questioni a cui dare attenzione: - capire le forme di collaborazione costruttiva sostenibili anche come servizi; - il disorientamento che a volte generano nei famigliari avendo le associazioni posizioni o logiche dissimili o antagoniste tra loro. Questioni da approfondire Utile forse rafforzare, amplificare, anche nella rappresentazione dell utente la parte di ascolto offerta dal servizio Ciss complessivamente nella fase di accesso, prevedendo un ascolto sia da parte di AS che di Educatori ma presso il territorio, cercando di rappresentare all utente l insieme e l unitarietà del sistema servizio. Investire nell accesso su ascolto-progettazione dato che si tratta di utenti che poi entrano in percorsi di presa in carico lunghi, consistenti, che impegnano significative risorse. Cosa e come è cambiata la modalità di intercettare problemi da parte del Servizio, i luoghi e le forme dell ascolto Percorsi e setting definiti Quelli della disabilità sono servizi di secondo livello e intervengono su situazioni e su problemi che hanno avuto un primo trattamento dal Servizio sociale territoriale. I problemi vengono poi approfonditi tramite: colloqui, ascolto diretto delle persone e dei familiari nei setting del servizio, osservazione per comprendere anche attraverso forme indirette, visite domiciliari, eventuali approfondimenti con altri servizi del sanitario. La dimensione dell equipe è poi lo spazio di ricomposizione. Luoghi istituzionali e non, formale e informale Si segnala un maggiore intercettamento diretto di problematiche, questioni, rilievi critici, attraverso la presenza nel territorio per lo svolgimento delle attività. Problematiche portate sia dai familiari che da soggetti locali del territorio (insegnanti, commercianti, baristi, istruttori sportivi ). Probabilmente in questi luoghi le persone si sentono più libere di esprimere i loro problemi senza i filtri della situazione formale. Si intercettano in queste situazioni

4 4 lamentele, critiche, sensazione di poche risposte, solitudine, molta rassegnazione, ma anche gratitudine per ciò che si fa. Si segnala in questo tipo di situazione di intercettamento più aperta: - un opportunità di contatto, conoscenza e dialogo, - una esposizione anche emotiva e professionale dell operatore, con tensioni nella mediazione tra identificazione solidale e assunzione di quanto messo in campo da servizi e istituzioni. Sono spazi per una proattività nel dialogo col contesto che andrebbero approfonditi. Si segnala l importanza che assume l accessibilità e una quotidianità aperta nelle modalità di funzionamento dei servizi, dove la possibilità di soffermarsi, passare per un saluto, condivider un caffè da parte di famigliari, volontari, utenti, può costituire occasione di parola e di ascolto. Focus e punti di attenzione nell ascolto Ascolto empatico - per comprendere e decodificare i messaggi verbali e non verbali, espliciti e impliciti. Attenzione e valore alle strategie dell utente e delle famiglie - Per comprendere il loro progetto e le loro strategie ed entrarvi in relazione. Contenere l ascolto - Contenere al tendenza a intervenire su tutto, coinvolgere anche ad altri servizi più coerenti con le questioni in campo. Ascolto e setting - I colloqui danno esiti diversi anche in relazioni ai setting in cui avvengono: è importante valorizzarli e connetterli. La collaborazione con altri soggetti Cooperazione attorno ai progetti delle persone con: La persona destinataria e la sua famiglia - è richiesta e questo consente un buon esito del progetto e una sua maggiore tenuta, - anche quando è difficile diventa importante da favorire e sostenere. I contesti di vita e quelli di esperienze di integrazione - anche micro, quotidiani (negozi, attività associative, posti di lavoro ), - sono da curare e valorizzare la cooperazione delle persone che vi agiscono, operano. I servizi e gli operatori che sviluppano o possono sviluppare altre forme di intervento con la persona disabile e la sua famiglia (terapeutici, formativi, per il lavoro). Le Cooperative aggiudicatrici degli appalti: - perché possano accogliere i principi, la filosofia e gli orientamenti di base del servizio. - affinché il loro personale possa sentirsi appartenente anche al CISS e non solo dipendente della cooperativa. Con le Associazioni del territorio per il tempo libero, per favorire la disponibilità a esperienze di carattere ludico-sportivo, ricreativo, formativo. - con alcune si ha un rapporto che si è consolidato rivelandosi un valore aggiunto,

5 5 - con altre si registrano delle difficoltà nel generare delle connessione in relazione a diversi orientamenti e metodologie. Con le cooperative e i soggetti del lavoro per la messa a disposizione di spazi lavorativi per percorsi di formazione, esperienziali, lavorativi. Più in generale sull assetto dei servizi e sulle problematiche della disabilità Con le realtà del privato sociale (Ass. di Promozione Sociale, es. ANFFAS, Gazza Ladra): - l intento è costruire un assetto di servizi a favore della popolazione disabile, partendo da riflessioni sulle domande, sugli accessi e sui dati rilevati, - per sperimentare come Ciss nuove progettazioni, - per affidare eventualmente il proseguo dei servizi già impostati al Terzo settore, - per attivare servizi specifici di supporto quali i trasporti e gli accompagnamenti. Con le Cooperative presenti sul territorio - con un attenzione particolare alle tematica dell inserimento lavorativo. Generatività e Valore aggiunto Per sostenere cooperazione e valore aggiunto è importante che l operatore sia risorsa: - nella mediazione tra persone disabili e contesto, e tra le diverse figure presenti, per i problemi, i timori, i conflitti che si possono presentare. - Andando negli spazi dei soggetti che si aprono alle relazioni per sostenerle. - Aprendo anche delle autoreferenzialità che vi possono essere. - Assumendo anche le problematiche degli altri soggetti e non solo quelle del servizio. Valore aggiunto è: - l ampliamento delle opportunità di relazione, socializzazione e di integrazione. - La sensibilizzazione del territorio. Integrazione dei processi di lavoro Più in generale i livelli di scambio e ricomposizione sono: - A livello di servizio. - Internamente all area tra operatori e responsabile. - Tra le aree, per lo più tra operatori di un area e la responsabile dell altra. Lo scambio avviene a livello strutturato, ma in particolare nel singolo servizio molto avviene a livello informale, nello svolgimento delle attività. Prestazioni, progettualità sul caso, progettualità sul problema La gran parte del lavoro avviene secondo la logica della progettualità sul caso. Vi è anche una componete più prestazionale riferita ad alcune attività. Progettualità su problema possono essere ad esempio:

6 6 - l attivazione e il supporto al gruppo di auto-mutuo aiuto tra genitori, - la partecipazione alla nascita del comitato genitori-educatori, - anche il confronto con nuove tipologie di disabilità quali persone con problemi psichiatrici, disabili da trauma porta gli operatori ad aprire interlocuzioni con nuove realtà e associazioni del territorio. Rileviamo nella nostra modalità operativa un orientamento che ci induce a investire prevalentemente sulla progettualità del caso, affrontando più marginalmente le problematiche più generali territoriali per le quali occorrerebbero degli spazi di riflessione e approfondimento più attenti. E sicuramente questa una direzione di sviluppo da assumere.

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