La computerizzazione della società Nota introduttiva Dal testo all ipertesto Ipermedium e

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1 Unità 5 La computerizzazione della società Contenuti Nota introduttiva Dal testo all ipertesto Ipermedium e Il personal computer come Il cyberspazio apprendimento new medium 1. Nota introduttiva Uno strumento interattivo di gran rilievo è l ipertesto. La computerizzazione della società, con l introduzione dell informatica e dei mass media, sta mettendo in discussione anche i tradizionali libri e, quindi, il modo di scrivere e di leggere. Il libro a stampa, testo fisico e composto di fogli cartacei, limitati e rilegati in modo sequenziale (una pagina segue l altra), sta lasciando rapidamente il posto all ebook, fruibile sul personal computer e, da qualche tempo, su appositi lettori digitali. Questo è composto di un insieme di informazioni Ipertesto: è la strutturazione di un testo per moduli collegati da legami logici. Esso organizza le informazioni in strutture reticolari e non sequenziali. L ipertesto può essere: letterario, strutturale, di presentazione, hipermedia for learning di lavoro e d esplorazione. E-book: libro in formato digitale, che è possibile leggere su computer, e-book reader e cellulari di ultima generazione. Lettore digitale: dispositivo elettronico portatile che consente di acquisire e consultare e-book. memorizzate ed è costituito non da segni fisici, come avveniva ed avviene con il libro, ma da codici elettronici. 2. Dal testo all ipertesto Un e-book reader di nuova generazione Dal testo virtuale si è passati in anni recenti all ipertesto termine coniato negli anni Sessanta (1965) dallo studioso Theodor H. Nelson che è un testo non sequenziale. Esso incomincia ad entrare nel vocabolario quotidiano negli anni Novanta del Novecento, con i convegni dell Università della Carolina del Nord (USA, 1987), di Versailles (Francia, 1990) e soprattutto con l avvento di Internet. L ipertesto è una forma particolare di testo elettronico che, essendo costituito da un insieme di nodi testuali, consente al lettore di intraprendere, con precisi collegamenti, itinerari differenti sia di lettura sia d apprendimento. 1

2 Modulo Comunicazione e mass media Theodor H. Nelson È nato nel Per intraprendere gli studi di Sociologia nel 1960 si è iscritto all Università di Harward. Nel 1963 ha ottenuto nella stessa Università il master in Social Relations. Nelson, attraverso i suoi studi, è stato il primo a concepire un programma in linguaggio macchina per archiviare, modificare e stampare, tramite il computer, note e manoscritti. Nel 1965, egli ha coniato il termine ipertesto con una famosa definizione: «Con ipertesto intendo scrittura non sequenziale, testo che si dirama e consente al lettore di scegliere; qualcosa che si fruisce al meglio davanti ad uno schermo interattivo. Così com è comunemente inteso, un ipertesto è una serie di brani di testo tra cui sono definiti legami che consentono al lettore differenti cammini». Le sue principali opere sono: Computer Lib Dream Machines (1974); Literary Machines (1987); L arte di progettare interfacce uomo-computer (1990). Ipertesto Un esempio potrebbe essere l enciclopedia elettronica e interattiva: da un testo, attraverso un itinerario multimediale, si può passare, anche con varie animazioni e con foto, ad altri testi. L ipertesto è lo strumento che produce, quindi, il collegamento di una parte di un testo ad una molteplicità di altri. Un testo, perciò, in tal modo non solo supera l isolamento fisico, ma consente anche di eliminare gli atteggiamenti che tale isolamento produce nell uomo. Esso, a differenza della sequenza lineare del testo tradizionale, introduce un organizzazione di comunicazione simile ad una rete. Nell ipertesto, quindi, scompaiono le caratteristiche dei testi della stampa tipografica (stabilità spaziale, fissità dell impaginazione, linearità, sequenzialità e unitarietà) e si sviluppano fluidità, flessibilità e dinamicità. Solitamente nel testo tradizionale la premessa, l introduzione, le note, la postfazione, l indice dei nomi e così via rispondono a gerarchie di status e di potere (ad esempio, i caratteri più piccoli usati per le note). Nell ipertesto, al contrario, l eventuale opposizione binaria tra il testo e la nota è superata e annullata dal collegamento elettronico; questo può condurre un lettore, pur seguendolo attentamente, non solo dal testo ad una nota, ma anche da un testo ad un altro, da una nota ad un altra e così via. Il testo è metaforicamente paragonabile ad un blocco di neve ghiacciata; questa, sciogliendosi, diventa l acqua di un piccolo fiume, che liberamente s immette in altri fiumi e finisce al mare. L acqua del piccolo fiume è metaforicamente l ipertesto. Questo è, dunque, una rete di testi che, non avendo un centro né una periferia, permette al lettore autonomamente di operare verso il decentramento della ricerca e di rientrare. L ipertesto ha come protagonista il lettore e non l autore; si configura come strumento che fa emergere sia la natura, anche nascosta, di quello che si legge sia l esperienza stessa della lettura. Esso, coinvolgendo più attivamente il lettore, fa acquisire a quest ultimo non solo la possibilità di scegliere liberamente i percorsi di lettura, ma anche di assumere il ruolo d autore, aggiungendo altri testi a quello che sta leggendo. Ogni ipertesto è un libro, che ha una chiave di lettura interna ed è scritto contemporaneamente in diversi stili, ma con codici che permettono al lettore di compiere scelte individuali. Con esso 2

3 Unità 5 La computerizzazione della società viene meno il modello di lettura lineare e statica e, nello stesso tempo, è riconsiderata la figura sia dell autore sia del lettore. Tutto questo significa passare da una logica sequenziale ad una che si basa su operazioni ramificate, dalla metafora temporale a quella spaziale, da una narrazione e da una descrizione dei saperi ad una mappa delle conoscenze. Il libro tradizionale, nella fase della cultura elettronica, non è più, quindi, lo strumento che godrà privilegi particolari; esso, tuttavia, utilizzato intelligentemente, potrebbe certamente continuare a rimanere un mass medium, capace di dare forma immediata ai contenuti della realtà e trasmetterli nei modi cui tutti possono accedere criticamente. 3. Ipermedium e apprendimento Ipermedia L ipermedium è un ipertesto multimediale; è, dunque, un insieme di testi che, oltre ad essere scritti, possono presentare contemporaneamente, una volta messi in relazione, filmati, musiche, animazioni, immagini, voci e così via. L ipermedium non è una somma di più media, ma rappresenta una loro dinamica integrazione. Anzi, esso è un ipertesto che, utilizzando diversi codici per comunicare, si moltiplica per molti mezzi di comunicazione. Il termine ipermedium deriva dalla fusione delle parole ipertesto e multimedium. Oggi la scuola può utilizzare le tecnologie multimediali e ipermediali in molte attività, quali lettura-studio, compilazione di documenti multimediali, costruzione di ipertesti e di documentazione-archivio. Nell attuale percorso formativo dei giovani, apprendere con gli ipermedia è diventata una modalità didatticamente indispensabile ed efficace. Un ipermedium, infatti, usato correttamente: 1. Consente ad ognuno di acquisire un enorme raccolta di informazioni in poco spazio. 2. Permette di accedere velocemente ad ogni tipo d informazione. 3. Consente a chi lo consulta di decidere e di scegliere un percorso formativo adeguato. 4. Nel rapporto tra docente e alunno, permette spesso d invertire i ruoli. 5. Consente di acquisire uno stile cognitivo della complessità e, quindi, a chi lo utilizza di pensare in maniera complessa. 6. Rafforza la cooperazione e il lavoro di gruppo. 7. Favorisce percorsi personali d apprendimento. 8. Permette di condurre i processi cognitivi a forme di autocontrollo. Tali caratteristiche contraddistinguono l apprendimento che si realizza attraverso l ipermedia e con il metodo tradizionale. Nel campo educativo, gli ipermedia e gli ipertesti hanno, tuttavia, prodotto alcuni problemi: 1. Chi naviga, spesso, viene disorientato. 2. La quantità di informazioni crea sovraccarico cognitivo. 3

4 Modulo Comunicazione e mass media 3. La navigazione diventa, alle volte, caotica. 4. La libertà di acquisire liberamente le conoscenze favorisce i soggetti maggiormente dotati di quoziente intellettivo, lasciando gli altri indietro. Interfaccia: aspetto esteriore di un programma software. Tali problemi potrebbero essere, in parte, superati programmando adeguatamente le fasi del progettare l ipermedium e selezionando i nodi informativi, l interfaccia grafica amichevole e i codici, per trasmettere i contenuti informativi. L ipermedium è, dunque, una nuova e diversa modalità d apprendimento, imperniata sia sul ruolo attivo degli studenti sia sullo stretto legame tra i concetti che ogni allievo riesce a formulare, e i vari mass media attraverso i quali si comunica con gli altri. Gli studenti, in tal modo: 1. Imparano a collaborare. 2. Acquisiscono consapevolezza, giacché vengono valutati in itinere. 3. Instaurano un rapporto dialogico e democratico con gli insegnanti. 4. Coprono non solo la ricchezza peculiare del linguaggio ma anche la pari dignità d ogni forma linguistica. 4. Il personal computer come new medium Il personal computer è il new mass medium che, introducendo la comunicazione interattiva, ha rivoluzionato profondamente il sistema delle comunicazioni di massa tradizionali. Nella società elettronica, l avvento dei mass media interattivi ha trasformato dalle fondamenta i canoni delle comunicazioni di massa precedenti; le vie che stanno portando, a livello planetario, al massimo sviluppo e splendore nel campo delle comunicazioni le nostre civiltà sono state definite, con una bella metafora dallo studioso americano del Massachusetts Nicholas Negroponte, autostrade elettroniche. Nicholas Negroponte È nato negli Stati Uniti nel Ha studiato al MIT (Massachusetts Institute of Technology) laureandosi in architettura, per poi specializzarsi nel disegno computerizzato. Fondatore e direttore del Media Laboratory del Massachusetts ha poi fatto nascere, organizzandone il gruppo, l Architecture Machine Group, impegnato nella progettazione di interfacce uomo-macchina. Le sue opere principali sono: The Architecture Machine (1970); Soft Architecture Machine (1975); Computer Aids to Design and Architecture (1975); Che è digitale (1995). Il mezzo di comunicazione di massa non è più passivo, ma, passando da una logica centrifuga ad una centripeta, è diventato attivo e interattivo. Nello stesso tempo, l interazione tra televisione, personal computer e satellite sta conducendo ad una rapida globalizzazione sia di ciò che è prodotto sia della sua distribuzione. 4

5 Al pari del televisore, anche il pc nasconde numerose insidie per i più giovani Unità 5 La computerizzazione della società Il personal computer è stato il mezzo di comunicazione di massa che ha ormai unificato i diversi pianeti della galassia comunicativa. Anche il computer, però, nonostante rispetto alla TV sia uno strumento d interazione e di dialogo, non dovrebbe mai essere usato acriticamente perché, inchiodando gli utenti davanti al monitor per tante ore potrebbe causare dei danni, soprattutto nei più giovani, che rischiano di essere allontanati dalle loro attività di gioco svolte all aperto e con gli amici. La società attuale, definita informazionale, sta attraversando un periodo di forte espansione in ogni forma di comunicazione: i due terzi dei cittadini operano alla raccolta, all elaborazione e alla vendita, come pubblicità, della maggior parte delle informazioni. I mass media sono quasi tutti confluiti in un unico universo, detto mondo della comunicazione o dell industria dell informazione. Il personal computer è considerato anche l elemento unificatore dei diversi mondi della comunicazione; esso, però, come tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa, deve essere non solo utilizzato moderatamente, ma anche interpretato in maniera rigorosa e critica. Ci vorrebbe, dunque, non solo una pedagogia, ma anche un ecologia dei mezzi di comunicazione di massa. Questa dovrebbe studiare, in modo approfondito, l ambiente dell informazione e far comprendere in che modo le tecniche della comunicazione, da un lato, potrebbero controllare la quantità, la forma, la velocità e la direzione delle informazioni e, dall altro, come queste tendenze riescano a toccare le valutazioni, le percezioni e gli atteggiamenti delle persone. 5. Il cyberspazio Nel mondo della globalizzazione, dove si formano gerarchie tra coloro che rappresentano le élites globalizzate e quelli che sono costretti a vivere una localizzazione coatta, si produrrà normalmente un nuovo conflitto, perché i primi, vivendo nelle loro fortezze, non avranno alcun interesse per il territorio, e i secondi, pur non avendo concretamente alcuna possibilità di modificare la realtà, faranno pressione per migliorare la loro condizione di vita e per riuscire ad entrare nel sistema. Attraverso il processo di globalizzazione, da un lato, è stato liberalizzato il capitale e, dall altro, è stata asservita e condizionata la vita della maggior parte delle popolazioni del Sud del pianeta e di quelle nuove periferie che si trovano nelle aree marginali. Il denaro e il capitale sono, pertanto, oggi, diventati i veri soggetti liberi. Una multinazionale se decidesse di spostarsi, ad esempio, dall Europa all Asia, determinerebbe la disoccupazione di tantissime persone. Non si può assolutamente pensare, in tal caso, a politiche sociali dell occupazione perché, mentre il denaro e il capitale si trasferiscono alla velocità dei nuovi mezzi di comunicazione, gli uomini si spostano lentamente o sono costretti a vivere confinati nei loro territori. Il processo di velocità dell informazione ha eliminato il concetto di distanza e ha reso fondamentali, nella società attuale, la capacità e la competenza, specialmente nei giovani, di usare le nuove tecnologie. Solo con la consapevolezza che le giovani generazioni fossero capaci d impiegare con facilità le tecnologie della comunicazio- 5

6 Modulo Comunicazione e mass media 6 ne multimediale si potrebbe ben sperare nel futuro. Chi non subisce in maniera passiva i saperi informatici, riuscirà non solo a controllare il proprio spazio fisico e mentale, ma anche a collegare la memoria alla propria esperienza e al proprio vissuto quotidiano. Non rischierà, in tal modo, di perdere la propria identità. Di fronte al cyberspazio, ovverosia all insieme delle risorse disponibili nelle reti informatiche, ci sono, tuttavia, nel mondo, miliardi di persone che non conoscono alcun sistema di comunicazione. Il termine cyberspazio è stato coniato dallo scrittore William Gibson, osservando un gruppo di bambini mentre fissavano un videogioco su uno schermo. Tali bambini, vivendo isolatamente nella sala dei videogiochi e non facendo alcuna esperienza, erano convinti dell esistenza dello spazio artificiale proiettato dal gioco, e immaginavano che ci fosse realmente un posto, seppur non visibile, al di là dello stesso schermo. Nel suo romanzo Neuromante, William Gibson narra le interconnessioni che si formano tra il personal computer e il cervello dell uomo. Il lettore di tale romanzo, allo stesso modo del cybernauta, è costretto ad attraversare un mondo fantastico che, essendo fatto di immagini mentali, non gli dà la possibilità, se non metaforicamente, di riflettere ed avere contatto con la vita reale. Nella vita reale l identità e la collocazione degli individui con i quali si comunica sono noti, stabili e riconoscibili. Nel cyberspazio ogni cosa è sommersa. La comunicazione si realizza, infatti, soltanto attraverso l oralità. Cyberspazio: spazio di comunicazione virtuale e fonte di servizi informatici accessibile a tutti, attraverso reti telematiche in maniera gratuita e in quasi tutte le lingue. I nativi digitali sono tutti cybernauti Le modalità comunicative non verbale e paraverbale sono soppresse. Alcuni studiosi vanno, anzi, sostenendo che, soprattutto negli adolescenti, l uso esagerato delle reti informatiche altera, giacché si sviluppa nel soggetto una forma d onnipotenza virtuale, il processo di formazione dell identità personale. Una delle caratteristiche del cyberspazio è, infatti, quella di fare irresponsabilmente assumere, a chi ne fa uso, identità sempre diverse, cosa che nella realtà a nessuno sarebbe consentito di fare. per approfondire Intervista a Nicholas Negroponte «L ultimo evangelista di Internet» Nicholas Negroponte è un sognatore. Forse perché ha visto il futuro quando ancora non c era. Quando il vecchio secolo non era ancora trapassato pensò di cambiare la misura del tempo. La chiamò beat. Il tempo di internet, un riferimento unico in ogni angolo del pianeta, senza più vincoli di fusi orari. Divise la giornata in mille beat, ognuno dei quali dura un minuto e 26,4 secondi. L uomo nuovo del web avrebbe detto: «Ci sentiamo stasera ai 700 beat». Ma si sa, il mondo è abitudinario e ognuno continuò a consultare il suo orologio. Negroponte continuò a sognare. Era lì quando tutto è cominciato. Quando l Ibm mise insieme chip e plastica, hardware e software, e disse: questo è il personal computer. E Pc fu. Era lì quando il Dipartimento della Difesa americana pensò che in caso

7 Unità 5 La computerizzazione della società di attacco nucleare serviva un mezzo di comunicazione per i superstiti e per governare il dopo. E internet fu. Negroponte fu l unico a finanziare il progetto di una rivista a cui nessuno credeva: Wired. E ha raccontato la nuova era. Negroponte è tuttora convinto che con un computer di 100 dollari si può esportare la filosofia del 2.0 nei villaggi più sperduti dell Africa o dell Asia. È da lì, sostiene, che arriveranno le nuove idee. Negroponte è qui, a Roma, come ambasciatore di un premio Nobel per la pace un po particolare. È un idea di Wired Italia ed ha il suo fascino. Il Nobel per Internet. La rete che ha rivoluzionato il millennio non è solo tecnologia. È un agorà, dove i popoli si incontrano, intrecciano le idee, i destini, le parole. Dietro ogni avatar, al di là del virtuale, ci sono persone, vere, con nomi e cognomi, con una storia. Chris Anderson, direttore di Wired Usa, scrive: «Non c è partita fra un account su Twitter e un fucile AK-47, ma a lungo termine la tastiera è più potente della spada». Lei ci crede davvero? «A cosa?». Alla tastiera e alla spada? «Ci credo da sempre. Lei no?». La rete è un mezzo. Ci camminano i santi e i terroristi. «Vero. Ma fa viaggiare le informazioni, abbatte i muri, crea buchi nella censura, molti dei valori tradizionali dello Stato-Nazione lasceranno il passo a quelli di comunità elettroniche, grandi o piccole che siano. Guardando fuori dalla finestra potrete vedere qualcosa distante da voi cinquemila miglia e sei fusi orari. Un reportage sulla Patagonia potrà darvi la sensazione di andarci di persona. La rete è la piazza, il vecchio mondo è una mappa dove i confini sono cicatrici. Nel cyberspazio non ci sono frontiere. I bit non si fermano alle dogane». Google e la Cina sono in guerra. «E l informazione è un arma. Google ha deciso di togliere i filtri in Cina dopo che ha subito gli attacchi degli hacker». Hacker che lavorano per il governo cinese? «Io non lo so. Leggo i giornali e osservo la tempistica. Google subisce l attacco degli hacker e subito dopo toglie i filtri in Cina. Non è un caso». Molti pensano che Google quei filtri non avrebbe mai dovuto metterli. Non si scende a patti sulla libertà. «Qualche volta bisogna accettare i compromessi. Meglio una mezza rete che nulla». Il cinese è la lingua più parlata del mondo. Ha sorpassato l inglese. Questo cambia qualcosa? «No. La prima lingua non è importante. È la seconda quella che conta. È quella con cui si comunica con il resto del mondo. La seconda lingua universale resta l inglese. E da questo punto di vista l arabo è molto più parlato del cinese. È la differenza tra lingue di scambio e lingue confinate all interno di una muraglia». I giornali di carta non sono ancora morti. «Moriranno». E i giornalisti? «Saranno ancora qui. Forse più utili». Qualcuno dice che ormai le masse sono entrate nell informazione. In un mondo di blogger che bisogno c è di giornalisti? «In teoria blogger e giornalisti sono sullo stesso piano. Ma non è così. La differenza è la qualità. Le informazioni sono infinite, quelle scritte dai giornalisti sono più affidabili. La firma diventa un certificato di garanzia. Mi fido di quella persona perché conosco la sua buona fama. Non si preoccupi. Non siete ancora una specie in via d estinzione». Ha visto «Avatar»? «Il film di Cameron? Mi dispiace, ancora no». Siamo già nel virtuale? «Ci stiamo arrivando». Il futuro assomiglia a un videogame. L arte, i romanzi, il cinema, la moda seguono sempre più l estetica dei mondi virtuali. C è gente che va in giro vestita come se fosse su «Second Life» o qualcosa di simile. È un invasione barbarica? 7

8 Modulo Comunicazione e mass media «È una nuova civiltà. C è proprio una divisione generazionale assoluta tra chi è digitale e chi non lo è. In effetti, quelli che io chiamo i senzatetto digitali sono molto intelligenti, molto bravi, di solito sono persone benestanti di 40 anni o più, ma hanno un problema: sono giunti su questo pianeta troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli». Non ha paura del lato oscuro del web? E se il futuro fosse quello cyberpunk dei romanzi di Gibson? «Gibson è un grande scrittore di fantascienza. Ma il cyberspazio non è quello visto da lui. Il lato oscuro c è, ma la luce è più forte». Il premio Nobel si dà a persone in carne e ossa... Chi lo riceverà nel nome di Internet? «Gli evangelisti della rete. Larry Roberts e Vint Cerf disegnarono Arpanet. Tim Berners Lee ha inventato il nome World Wide Web e la prima versione del linguaggio Html. Il quarto è morto 20 anni fa. Era il mio maestro, J.C.R. Licklider, padre dell intelligenza artificiale». Ma che ha fatto Internet per la pace? «E Obama?». Vittorio Macioce, il Giornale, giovedì 27 ottobre 2011 Per tali motivi, i soggetti che incontrano difficoltà a socializzare nella vita reale pensano, sbagliando, di trovare nell uso delle reti informatiche la soluzione del loro problema. Essi, però, in tal modo non fanno altro che accentuare ancora di più il loro isolamento e, quindi, diventare maggiormente dipendenti dai sistemi informatici. Un soggetto con un identità molto forte usa, al contrario, con parsimonia le reti informatiche e riesce a rinnovare il cyberspazio, aprendosi a nuovi modi per interpretare il presente e a nuove strade per costruirsi il futuro. 8

9 Unità 5 La computerizzazione della società Fissiamo i concetti L ipertesto è un contenuto strutturato per moduli collegati da legami logici. Con un ipertesto un singolo elemento può essere collegato ad un infinità di altri, e ciò permette al lettore una consultazione non necessariamente sequenziale. Con l ipertesto il lettore diventa protagonista, al pari dell autore, del processo di strutturazione del materiale a sua disposizione. L ipermedium fornisce una vasta quantità di informazioni, testuali e audiovisive, consultabili liberamente e senza necessità di seguire percorsi lineari o rigidamente prefissati. Ciò permette allo studente di personalizzare il percorso di apprendimento in base ai propri interessi e curiosità. Tuttavia, occorre prestare attenzione e rimanere concentrati, perché l enorme quantità di informazioni offerte può distogliere il navigatore dall obiettivo e condurlo su inutili divagazioni. L ipermedium, dunque, per essere funzionale va progettato con un interfaccia semplice, di facile consultazione e che consenta l accesso diretto ai contenuti ricercati. L avvento dei nuovi media ha rivoluzionato profondamente il mondo delle comunicazioni. Da passiva, la comunicazione di massa è divenuta attiva e interattiva, tanto da rendere l individuo protagonista del processo informativo. Naturalmente l utilizzo indiscriminato dei nuovi media, soprattutto per i più giovani, pone diversi problemi, che vanno dal rischio dell isolamento fisico alla videodipendenza. Sarebbe opportuno, quindi, diffondere una cultura che promuova un uso ecologico dei mezzi di comunicazione di massa, soprattutto a tutela degli utenti più deboli e indifesi di fronte ai pericoli della rete, come i bambini. Per cyberspazio si intende un area di comunicazione virtuale fonte di risorse e servizi informatici accessibile a tutti. Si tratta di uno spazio libero, in cui ciascuno può cercare informazioni, contatti, vestire identità di fantasia e, talvolta, perdersi nell infinità di informazioni proposte e servizi offerti. Prove di verifica 1. Rispondi alle seguenti domande utilizzando lo spazio a disposizione: a) In che modo il sociologo Theodor Nelson ha introdotto e definito l ipertesto? b) Perché l ipertesto viene paragonato metaforicamente all acqua di fiume? 9

10 Modulo Comunicazione e mass media Prove di verifica c) Come può essere definito un ipermedium? d) Quali sono i rischi principali di un esposizione indiscriminata a Internet e al computer in generale? 2. Dal libro tradizionale all e-book: spiega vantaggi e svantaggi di questo nuovo modo di leggere i testi Definisci brevemente i seguenti termini: Ipertesto E-book Interfaccia Cyberspazio Leggi il brano seguente e rispondi alle domande: Un team per difendere il cyberspazio Gli attacchi di cyberterrorismo alle reti digitali sono «una delle minacce più serie alla sicurezza nazionale americana», ha detto Obama, in un discorso alla Casa Bianca nel quale ha rivelato tra l altro che i network militari e della sicurezza statunitensi «sono 10

11 Prove di verifica Unità 5 La computerizzazione della società costantemente sotto attacco». Ma non sono solo le grandi infrastrutture e le reti top secret a essere minacciate. Milioni di americani sono vittime di furti di identità e fenomeni di hackerismo, e Obama ha raccontato, per la prima volta nei dettagli, come anche il sito della sua campagna elettorale lo scorso anno sia finito per mesi sotto attacco. Tra agosto e ottobre i pirati informatici hanno messo le mani su documenti politici e piani di viaggio. Ricordando l importanza che Internet ha avuto nella sua campagna elettorale, Obama ha sottolineato che l episodio è stato «un potente promemoria del fatto che uno dei nostri maggiori punti di forza, cioè l abilità a comunicare, poteva essere anche una delle nostre maggiori vulnerabilità». Gli Usa, secondo il presidente, hanno bisogno di migliorare le loro difese in questo campo, per proteggere le infrastrutture civili e militari, i canali sui quali avvengono le maggiori operazioni economiche, ma anche gli strumenti di comunicazione della gente comune. «Il cyberspazio ha affermato Obama è un mondo da cui dipendiamo ogni giorno. È fatto dei nostri computer, del software, dei cellulari, dei Blackberry che sono diventati parte del tessuto della nostra quotidianità». La figura del nuovo zar, che Obama dovrà nominare a breve, avrà il compito di coordinare le difese in tutti questi campi. Il coordinatore per la cybersicurezza, come verrà formalmente chiamato, farà parte dello staff ristretto del presidente e sarà un membro non solo del Consiglio per la sicurezza nazionale, ma anche e l annuncio è stato una sorpresa in questo senso del Consiglio nazionale per l economia, il gruppo di esperti della Casa Bianca a cui fanno capo le maggiori iniziative economiche. Una conferma dei timori dell amministrazione americana di attacchi alla rete digitale che possano mettere in ginocchio il sistema finanziario. Il presidente ha garantito che i nuovi passi sul fronte della sicurezza on-line non prevedono alcuna intrusione nella privacy o violazione della libertà delle imprese. Ma parallelamente alla creazione del nuovo ufficio all interno della Casa Bianca, Obama si appresta a dare il via libera a un vasto piano del Pentagono che dovrebbe portare alla creazione di un comando militare specifico che si occuperà delle guerre digitali del futuro. La rivelazione è del New York Times, secondo il quale Obama firmerà presto un ordine esecutivo top secret per la nuova struttura. Il Pentagono: «Consideriamo il cyberspazio un luogo di combattimento». Il comando avrà il compito di difendere l America da attacchi di cyberterrorismo o da offensive digitali di potenze straniere, ma dovrà anche coordinare l uso di un vasto arsenale di strumenti segreti da cyberguerra di cui dispongono i militari americani. «Non ci piace discutere pubblicamente questioni legate a cyberoperazioni d attacco ha detto il portavoce del Pentagono, Bryan Whitman ma consideriamo il cyberspazio un luogo di combattimento. Dobbiamo essere in grado di operare su quello scenario come facciamo su qualsiasi altro campo di battaglia, con modalità che includono per questo la protezione della nostra libertà di movimento e la tutela della capacità di agire in modo efficace». 14 luglio 2011 In cosa consistono i fenomeni più frequenti di hackerismo?

12 Modulo Comunicazione e mass media Prove di verifica Perché Obama ritiene il cyberspazio così importante? Con quali strumenti il Presidente americano intende portare avanti il suo piano di cybersicurezza? Ritieni che termini quali cyberterrorismo e cyberguerra siano eccessivi? Argomenta brevemente la tua risposta

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