BAFFI. Indice. Editoriali... p. 3

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2 BAFFI Indice Editoriali... p. 3 Whatsapp? Che cosa succede nel mondo Salvini vs Aristotele di Olga Pavan... p. 4 Expo o NO EXPO? È questo il dilemma di Mattia Celebrin... p. 5 Milano è il centro del mondo di Nicolò Budoia... p. 6 Elezioni regionali del 31 maggio di Nicolò Budoia... p. 7 La scuola che vogliamo! Notizie dalla nostra scuola La #BuonaScuola pt.2 di Alberto Rosada... p. 8 Giornata della famiglia tradizionale con Arcigay di Alberto Rosada... p.10 Oderzo torna romana di Irene Spinacè... p.11 Voglio fare la ragazza immagine...romana di Martina Fantelli e Sofia Fresch... p.11 Progetto Comenius di Francesca Tintinaglia... p.12 Campioni di matematica di Mattia Celebrin... p.12 #corner(d) L angolo dello svago Ridendo sotto i baffi di Marco Crosato... p. 13 Citazioni da leccarsi i baffi di Lidia Bini... p. 14 Anche i modi di dire sono baffuti di Michela Tonetto... p. 15 Aforismi d autore di Mathilda Griguol... p. 15 Tipi di baffo di Martina Berri... p. 16 Quando il mondo girava a ritmo di britpop di Irene Martin... p. 17 Interviste doppie di Mattia Celebrin... p. 19 IPSE DIXIT... p. 20 La posta di Voci di Corridoio... p. 22 2

3 Titoli di coda di Olga Pavan Eccoci qua, secondo ed ultimo editoriale. Titoli di coda su questi cinque anni di dovere, il duro (?) studio ginnasiale e liceale, e di piacere, la redazione di Voci di corridoio. E come richiedono i titoli di coda seri, come SERIO ed AUTOREVOLE è il nostro giornalino, è la volta dei ringraziamenti. Grazie innanzitutto ai professori responsabili: il professor Gaetano De Biase, dal 2010 al 2013, la professoressa Sofia Spampinato, nell'anno scolastico 2013/'14 e infine, quest'anno il professor Tiziano Rorato. Grazie al preside Sala, primo lettore ed apprezzatore delle nostre piccole creazioni letterarie. Grazie a tutti i ragazzi che hanno partecipato, anche solo con un articolo, e tra tutti grazie a Mattia Celebrin, sempre presente e brillante. Grazie a tutti i professori che, con le loro perle, hanno portato materiale a noi del giornalino per gli immancabili Ipse dixit e ilarità a tutti i membri dello Scarpa. E, dulcis in fundo, grazie a tutti i lettori, quelli assidui e quelli occasionali, quelli che aprono il giornalino solo per gli Ipse dixit o il sudoku -e che dunque si stanno perdendo questo meraviglioso editoriale- e quelli che, stoicamente, leggono anche gli altri articoli -i venticinque lettori di manzoniana memoria, ma senza dubbio i miei preferiti. Orsù, dunque, caro/a membro/a del Club dei Venticinque! Asciugati le lacrime di commozione sgorgate copiose alla lettura di questo mio ultimo, struggente editoriale e buona lettura! Tempo di bilanci di Mattia Celebrin Fine dell anno. Periodo di bilanci. Mentre tutti scribacchiano sulle loro agende i voti e calcolano le medie, io sono qui a fare un altro bilancio, sicuramente meno matematico ed oggettivo, ma che va fatto comunque: il bilancio delle esperienze. Quest anno sicuramente per ognuno di noi ci saranno state moltissime esperienze positive, per me, una su tutte, quella di dirigere, insieme ad Olga, il giornalino scolastico. Per molti ci saranno state anche grandiose vittorie, come sonore sconfitte. E assieme ai bilanci arrivano anche i ringraziamenti e i saluti. Infatti proprio quest anno sarà l ultimo di Olga al timone di questo giornalino, la quale ringrazio molto per tutto quello che ha donato a questo giornale e a cui auguro un grande In bocca al lupo per il suo futuro. Non dimentichiamo poi tutti i nostri redattori, che con molta pazienza e impegno hanno scritto tutti gli articoli che troverete all interno. Infine vorrei anche ringraziare il prof. Tiziano Rorato ed il preside Sala per averci dato l opportunità di fare quest esperienza e di metterci in gioco. Buona lettura e buona estate a tutti! ;) 3

4 #WHATSAPP? Salvini vs Aristotele di Olga Pavan Se al segretario della Lega Nord il Principio di non-contraddizione non fa un baffo È impossibile che il medesimo attributo, nel medesimo tempo, appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il medesimo riguardo. Questa la definizione data dal filosofo greco al suo famoso principio, ovvero, in parole povere: un oggetto non può essere contemporaneamente due cose opposte. O è qua o è là, o da una parte o dall altra. Vi racconto una storia. C era una volta un Matteo Salvini. Egli era un ragazzo sulla trentina, milanese, capelli scuri, sbarbato. Iscritto alla Lega Nord da quando era adolescente, in camera, tra le altre, un immagine di Umberto Bossi. A vent anni, nelle liste del suo partito viene eletto consigliere comunale nella sua Milano. Sempre vestito bene, camicia e giacca con cravatta e fazzoletto verde d ordinanza, anche se qualche volta trasgrediva indossando t-shirt a tinta unita con delle scritte. Ma per una buona causa: la secessione della Padania*(vedi nota). Attaccato alle consuetudini, ogni anno partecipava ai raduni del popolo padano in Pontida, intonando per l occasione brevi poesie come Roma ladrona// la Lega non perdona! oppure Senti che puzza, scappano anche i cani// sono arrivati i napoletani. Un ragazzo d oro. Ora vi parlerò di un altro Matteo Salvini. Sì, si chiama proprio come il ragazzo di cui vi ho appena parlato! Pensate, anche lui iscritto da una vita alla Lega Nord! Le coincidenze della vita. Questo Matteo Salvini però ha ormai passato la quarantina, ha barba e baffi folti, un insana passione per le felpe e soprattutto non è un militante come gli altri: egli è il Segretario federale della Lega Nord. È il più Padano fra i Padani. O così dovrebbe essere. Il Salvini in questione, infatti, quello barbuto e felputo, si è messo in testa di valicare gli invalicabili confini e di rapportarsi con l inoperosa popolazione terrona. Per proclamare secessione? No, per allargare il bacino elettorale. Viva la Padania, ma Italia non fa così schifo, dai. I veri nemici sono l Europa e i negr ehm gli immigrati clandestini. Sono tanti: urge l aiuto dei Diversamente Padani (il termine Terroni è abolito). E fu così che il 28 febbraio 2015, il nostro Matteo Salvini è sceso in piazza. A Roma. Insieme all estrema destra ultranazionalista di CasaPound. Indipendentista e contemporaneamente ultranazionalista. Se lo vedesse l altro Matteo Salvini! ho pensato. Poi mi hanno detto che sono la stessa persona. In un primo momento, devo ammettere che ci sono rimasta male, poi ho capito tutto: attraversandolo, Salvini Aristotele e il Principio di non-contraddizione li ha fatti annegare nel Sacro Fiume Po. *Padania: operosa e verdeggiante landa situata al settentrione della penisola italiana delimitata a nord dalle Alpi e a sud dal Sacro Fiume Po. Al di sotto di suddetto confine vive la parassitaria e perigliosa stirpe dei Terroni. 4

5 #WHATSAPP? Expo o NO EXPO? È questo il dilemma di Mattia Celebrin Ebbene sì, dopo tutti i pronostici avversi, i Non lo aprirete mai in tempo e i Sarà un flop, l esposizione universale di Milano è iniziata già la sera del 30 aprile 2015, con una serata all insegna dell opera italiana, che ha visto il tenore Bocelli ed il virtuoso del piano Lang Lang, interpretare parti dei lavori di Puccini, Verdi e molti altri operisti italiani. Il 1 maggio invece, con una grandissima cerimonia inaugurale presieduta da moltissimi capi di stato, personalità politiche e non, è stata ufficialmente aperta al pubblico l esposizione universale. Dati alla mano il 1 maggio solo il 21% delle opere previste era completamente operativa e ben il 73% non era completamente ultimato o richiedeva una certificazione dall ente dell esposizione. Nonostante ciò Expo è stato aperto al pubblico con gran parte dei padiglioni funzionanti, anche se mancanti di qualche rifinitura finale. Siccome le polemiche qui in Italia non mancano mai, molte persone hanno contestato persino la scelta di variare l ultima strofa dell inno Italiano in: Siam pronti alla vita anzichè alla morte, decisione a mio parere molto oculata, non solo per il fatto di aver portato il tema della vita accanto a quello dell alimentazione, ma anche per aver compreso che l Italia ha bisogno di vita, ha bisgono di accettare e vincere le sfide che questi anni pongono, ha bisogno di innovazione e freschezza. Sempre il Primo maggio ha preso luogo nel centro di Milano un corteo contro l apertura di Expo. La manifestazione, pacifica e legittima, ha sfilato per le vie del centro senza creare nessuno scompiglio, finchè giovani perlopiù appartenenti a gruppi anarchici e Black Block si sono intromessi e con molotov, sassi e bombolette di vernice hanno messo a ferro e fuoco la città meneghina. Una decina di loro sono stati portati in questura e arrestati. Penso che ognuno di noi abbia visto una famosa intervista a uno di questi rivoluzionari-wanna-be, possiamo capire perfettamente il livello culturale e la motivazione per un attacco di questa dimensione; forse poi non si è sbagliato più di tanto a definirli figli di papà viziati. Le forze dell ordine in questo contesto hanno avuto un comportamento molto corretto e hanno cercato di evitare lo scontro diretto, cercando di minimizzare i danni ed evitando un ulteriore G8 di Genova. Nei giorni successivi l Expo ha ricevuto pareri contrastanti dalla critica, alcuni giornalisti del New York Times l hanno considerato uno spreco inutile di soldi con una partecipazione di aziende che avrebbero molti interessi (anche poco puliti) in questo ambito come Coca Cola o McDonalds. Ma non sono mancati anche i pareri positivi, soprattutto per quel che rigurada il design e la funzionalità delle strutture e dello sforzo fatto per mantere in funzione uno spazio così grande e complesso. I dati riguardanti gli ingressi e i biglietti fanno ben sperare. Nei primi due giorni di apertura Expo è stato visitato da più di persone da tutto il mondo e al 1 maggio erano già stati venduti più di 11 milioni di biglietti. Speriamo che l Italia colga questa grandissima occasione per dimostrare al mondo quanto vale davvero. 5

6 #WHATSAPP? Milano è il centro del mondo di Nicolò Budoia O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man canten tucc "lontan de Napoli se moeur" ma po' i vegnen chi a Milan. Ed è con la celeberrima Bela Madunina che si inizia parlando dell'expo. Milano è il centro del mondo, tanto che più di cinquanta Paesi del mondo hanno deciso di costruire un proprio padiglione dove promuovere la propria immagine culinaria, ma non solo. Milano è il centro del mondo, tanto che noi Italiani siamo riusciti nell'impresa di tirare su un Esposizione Universale là dove fino a meno di un anno fa c'era terra e cielo, coll'aggiunta del fango se pioveva. Milano è il centro del mondo, tanto che all'inaugurazione dell'expo c'erano Ministri di quasi tutta Europa e di tutti i Paesi coinvolti dall'esposizione. Milano è il centro del mondo, tanto che l'inter non è riuscita a vincere e il Milan, un po' vergognoso, per perdere 3 a 0 si è spostato momentaneamente a Napoli. Milano è il centro del mondo, tanto che i cretini di tutte le Nazioni si sono dati appuntamento in via Magenta e hanno tirato molotov e sassi alla Polizia e, quel che fa più male, uova alla Bandiera. Milano è il centro del mondo, tanto che per l'expo il Corriere della Sera ha cambiato direttore con un articolo al fulmicotone contro Renzi. Milano è il centro del mondo, tanto che per la prima volta la Scala ha dato al pubblico la Turandot noncurante della giornata di festività. Milano è il centro del mondo, tanto che l'apertura della sede veneziana dell'expo (Aquae, viva il nuovo che avanza) è stata praticamente snobbata. Milano è il centro del mondo, tanto che hanno rifatto le cartine geografiche spostando la Cina a est) e l'america a ovest. Milano è il centro del mondo, tanto che Bonolis e la Clerici al Concerto d'apertura erano perfettamente milanesi, con leggeri cedimenti al caciarismo imperante. Adesso, evitate di riempirci la testa per sei mesi con la frase Milano è il centro del mondo. Altrimenti, prevista pioggia di televisori. 6

7 #WHATSAPP? Elezioni regionali del 31 maggio di Nicolò Budoia Finalmente i giornali locali hanno pubblicato le liste che quasi certamente verranno proposte alle Regionali del 31 maggio. Queste elezioni stavano prendendo una brutta piega, iniziando ad assomigliare più che altro a un accordo segreto da far conoscere a cose fatte ai cittadini che avrebbero dovuto semplicemente far sapere il livello di gradimento alle varie coalizioni. Dunque, dovrebbero candidarsi Zaia, Tosi, Moretti, Berti, Di Lucia Coletti, Morosin e Sartori. Zaia, Tosi e Moretti, più che a delle elezioni, sembrano presentarsi alla battaglia di Stalingrado per il numero di liste che li sostiene, mentre gli altri si presentano con una sola lista a sostegno. Ebbene, Zaia si presenta con la Lega, Forza Italia, Fratelli d'italia e due civiche, di cui una indipendentista: come fa la Meloni ad andare d'accordo con gli indipendentisti?; Tosi si presenta con tre civiche, Razza Piave Veneto Stato e il Centro: anche qui, fa un po' impressione che un partito di Governo come l'ncd si allei con una lista chiaramente secessionista come quella Veneto Stato; la Moretti si presenta col PD, tre civiche e il Sel: incredibile convergenza a Sinistra; poi ci sono il Movimento, l'indipendenza Veneta, i rimasugli della Lista Tsipras e Forza Nuova. Personalmente, non provo alcuna simpatia per l'antipolitica, per la Sinistra e la Destra nostalgiche e per il secessionismo veneto. Mi trovo dunque in difficoltà sul chi votare. O meglio, mi trovo in difficoltà nel sapere che, votando, trasgredirò ad almeno una delle mie profonde convinzioni: nell'ordine, il primato della politica, l'esigenza di stare nel Ventunesimo secolo, l'orgoglio di appartenere ad un'italia unita. Apparentemente, però, le mie parole sono campate in aria. Ma dopo aver fatto un po' d'attenzione, ci si accorge che Zaia, leghista, ha dalla sua la Lega e la lista Indipendenza Noi Veneto con Zaia. Tosi, come già detto, si presenta con Razza Piave Veneto Stato e Unione Nord Est, e, forse sbagliando, le considero su posizione non troppo unitarie. La Moretti (e questo non me l'aspettavo), si presenta con Progetto Veneto Autonomo. Mi chiedo che senso abbia che il PD, tradizionalmente ostile al secessionismo padano, svenda il proprio bagaglio culturale per cercare di arraffare poche migliaia di voti. Ma proprio non è possibile cercare di far valere le proprie visioni senza accantonarle perchè trascinati dal montante (e ormai fortunatamente sgonfiatosi) venetismo? Per carità, me lo posso aspettare da Zaia e Tosi, che comunque vengono dalla Liga Veneta, e che giustamente non svendono il loro patrimonio politico. Ma perchè bisogna mettere in imbarazzo gli apoti? Alla fine voterò, certamente; ma sapendo che, come insegna il maestro Montanelli, si vota pentendosi. Ma mi si conceda di dire che non è nemmeno giusto che io, alla prima elezione cui sono chiamato a votare, sia tentato di buttarla dentro bianca. 7

8 La scuola che vogliamo La #BuonaScuola pt.2 di Alberto Rosada Martedì 5 Maggio c'è stata una grandissima mobilitazione del mondo della scuola contro la riforma che il governo vuole attuare. I sindacati parlano dell'80% delle adesioni da parte degli insegnanti, tutti noi ci siamo accorti che sono stati moltissimi i prof in sciopero. Ma perché la maggioranza (e più) dei prof ha deciso di rinunciare a delle ore di lezione e soprattutto ad una parte di stipendio? I docenti hanno deciso di scioperare perché la situazione è grave, e la contestazione ai propositi del governo quasi unanime, si è trattato di uno sciopero unitario, indetto da tutte l eprincipali sigle sindacali. Se da una parte i professori hanno espresso chiaramente il loro dissenso, dall'altra noi studenti non dobbiamo rimanere passivi di fronte a tutto questo, perché questa riforma riguarda anche noi. Ecco perché la Buona Scuola è così contestata. Dopo delle consultazioni farsa e poco partecipate, il governo ha dimostrato di non essere stato così disponibile all'ascolto, altrimenti il mondo della scuola non avrebbe dovuto esprimere il proprio dissenso con una mobilitazione così grande. Infatti il tentativo del governo è quello andare verso un modello di scuola autoritaria, sottomessa alle aziende, esclusiva e non inclusiva, non certo quello che chiedono studenti e professori. Possiamo leggere in quest'ottica il contenuto del decreto sulla Buona Scuola : si promettono 100mila assunzioni tacendo il fatto che si tagliano fuori definitivamente circa 200mila docenti, si aumenterà il potere dei presidi (vero risultato della autonomia scolastica), con facoltà discrezionali nelle assunzioni, con la chiamata diretta, e persino nell erogazione dei (pochi) aumenti salariali. Un uomo da solo dovrà valutare e premiare i suoi dipendenti : siamo sicuri che non si andrà a incentivare favoritismi e che in questo modo la libertà di insegnamento verrà tutelata? Con il modello renziano di scuola, i privati aumenteranno a dismisura la loro ingerenza. Dietro la frase una maggiore sinergia scuola-territorio si nasconde il progetto di mandare gratuitamente per 400 ore l anno gli studenti a lavorare in aziende con gli stages. Per agevolare tutta l operazione banche e aziende potranno finanziare le scuole, dietro sgravi fiscali, con il forte pericolo di asservire la didattica al loro interesse economico immediato. Nessun privato può, né deve, influire sulle decisioni del consiglio d'istituto. Mentre Renzi parla di dialogo e confronto con gli studenti, chiede una delega per modificare gli organi collegiali senza spiegare come. Questo potrebbe anche comportare la riduzione dei poteri dei rappresentanti degli studenti, andando a rimarginare il nostro ruolo all'interno della scuola. La collegialità fa in modo che in consiglio d'istituto studenti e genitori possano discutere sulle questioni più importanti per l'istituto. La riforma va nel senso opposto: lasciare più potere in mano al preside togliendone anche a noi studenti. Per questo è evidente che la riforma va verso un idea di scuola-azienda capeggiata di preside come manager, molto distante da un idea di scuola come luogo del apprendimento dove esprimere la propria libera opinione e governata in maniera democratica. Dulcis in fundo, rimangono le agevolazioni per chi iscrive il proprio figlio alle scuole paritarie: è così che lo stato si preoccupa delle famiglie benestanti che hanno i soldi per una paritaria invece di pensare alle famiglie in difficoltà, che non si possono permettere libri e trasporto per mandare i figli a scuola. Nel frattempo la dispersione scolastica cresce drammaticamente (sempre più ragazzi si ritirano prima di raggiungere il diploma) e non si pensa ad una legge sul diritto allo studio che possa assicurare un istruzione di qualità anche a chi è più svantaggiato. 8

9 La scuola che vogliamo Vogliamo una scuola per ricchi o una scuola per tutti? Esclusiva o inclusiva? Tutto questo non è altro che un ulteriore attacco alla scuola pubblica, già stremata dalla riforma Gelmini. Stiamo andando progressivamente verso la scomparsa del'insegnamento libero e gratuito. Ma questo non dobbiamo permetterlo professori e studenti sono scesi in piazza contro la riforma il 5 Maggio. E se il governo vorrà continuare con la sua riforma senza ascoltare che vive ogni giorno la scuola, ci saranno tante altre giornate così. Gli studenti di tutta Italia si stanno mobilitando, Oderzo e Motta dove sono? Parliamone, discutiamone, facciamoci un'opinione e se lo riteniamo opportuno protestiamo! Non restiamo addormentati! Il futuro della scuola dipende anche da noi! 9

10 La scuola che vogliamo Giornata della famiglia tradizionale con Arcigay di Alberto Rosada Quest'anno il più bel regalo di Natale me l'ha fatto Elena Donazzan, assessore alle Politiche dell'istruzione e della Formazione della Regione Veneto, stabilendo la giornata della famiglia tradizionale il 23 Dicembre, lo stesso giorno in cui nella mia scuola abbiamo organizzato un autogestione. Autogestione alla quale ho invitato, tra gli altri, degli attivisti del comitato Arcigay Tralaltro di Padova. Insomma, per onorare al massimo questa festa in onore della famiglia basata sull'unione uomo-donna abbiamo svolto dei workshop di discussione con dei ragazzi omosessuali e bisessuali. La giunta regionale deve essere fiera di noi, fiera della sede di Oderzo del liceo Antonio Scarpa. Devono essere fieri di noi, perché abbiamo parlato di amore e famiglia a scuola, abbiamo parlato di questione di identità di genere, orientamento sessuale, transessualità, argomenti spaventosamente assenti dai programmi scolastici, argomenti sui cui regna l'ignoranza generale, ma allo stesso tempo argomenti attuali, vicini, concreti. E proprio l'ignoranza in merito genera pregiudizi e discriminazioni ingiustificate. Proprio la parola omosessualità, solitamente un tabù dentro le aule scolastiche, è stata scritta a caretteli cubitali sulle lavagne dai nostri amici di Arcigay, per far partire un brainstorming sul tema, e un ora di discussione senza alcun preconcetto o argomento non trattabile. I ragazzi dell'associazione Tralaltro Arcigay hanno creato dei workshop di riflessione. In un certo senso si è parlato di Famiglia Naturale, per far felice la nostra giunta regionale. Ma poichè essa esclude tutte quelle realtà di famiglia non tutelate dalla legge in Italia oggi, a tal proposito si è parlato di tematiche GLBT (Gay, Lesbian, Bisex, Trans) ponendo l'accento su quanto l'identità sessuale della persona sia un frutto multifattoriale fortemente culturale che nulla ha che vedere con l'odio e la discriminazione nei confronti di chi conduce una vita differente da quella eternormativa. Si è parlato di tematiche molto attuali in Italia come la libertà di poter esprimere il proprio genere di appartenenza, il proprio orientamento sessuale sfatando stereotipi, falsi miti, pregiudizi e prevenendo alla discriminazione con modalità partecipative nei confronti dei ragazzi per generare spunti di riflessione utili anche alle insegnanti presenti, col fine di promuovere linee guida dell'oms (Organizzazione mondiale della Sanità) che in Italia non vengono adeguatamente seguite e anzi, vengono addirittura boicottate talvolta con accuse di indottrinamento. E stato bello accogliere questi cinque ragazzi e una ragazza di diverso orientamento sessuale, o meglio, diverso da quello che noi riteniamo normale, ma non meno capaci di amare e chissà, un giorno metter su famiglia. C è amore anche nella famiglia tradizionale, e se la festa in suo onore fosse davvero un iniziativa in favore e non contro qualcuno sarebbe anche condivisibile, ma purtroppo sappiamo che non sono questi i nobili sentimenti che muovono il leghisti nel nostro consiglio regionale. Noi, al liceo Scarpa, abbiamo rispettato la festa della famiglia, e basta, non importa se tradizionale o moderna, l importante è che ci sia amore e condivisione. Un allegra mattinata in compagnia di professori e ragazzi di Arcigay, tutti insieme senza pregiudizi o risentimenti è significativa di come la questione può essere affrontata da un altra prospettiva, anche all interno delle nostre scuole, che per una volta non sono luogo di proliferazione di omofobia e bullismo ma di rispetto e apertura mentale. Con Mirco Costacurta, responsabile scuole Veneto di Arcigay 10

11 Oderzo torna romana di Irene Spinacè La scuola che vogliamo Anche quest'anno, come di consueto, verrà realizzato il progetto della rievocazione storica presso il comune di Oderzo. A partie da domenica 31 maggio, fino al 7 giugno, una serie di esibizioni, rappresentazioni teatrali, spettacoli gladiatorii ispirati alla Opitergium romana del II sec. d.c. (e fedelmente ricostruiti attraverso costumi e scene di vita quotidiana dell'epoca), animeranno il centro di Oderzo, in modo particolare Piazza del Foro Romano. Tra gli eventi, per tutta la settimana, a partire dalle 19.30, verrà aperta la CAVPONA (antica osteria), dove si potranno degustare prodotti e vini d'epoca accompagnati da una realistica atmosfera romana riprodotta da abiti, arredi e personaggi in costume che non potranno non stupire. Vogliamo ricordare che nel mese di marzo il comune di Oderzo ha ottenuto il patrocinio del Consiglio dei Ministri per la manifestazione, il quale ha confermato la qualità dell'evento che, dalle parole del sindaco, "genera oltretutto un indotto positivo per le attività commerciali, della ristorazione, dell'artigianato" opitergine. Per informazioni più dettagliate relativamente alle varie attività che si svolgeranno, tra pochi giorni dovrebbero essere disponibili i volantini presso l'ufficio informazioni di Oderzo accanto al municipio. Allora... appuntamento ad Oderzo! Non mancate! Voglio fare la ragazza immagine...romana di Martina Fantelli e Sofia Fresch Il nostro sogno più grande è sempre stato fare le ragazze immagine nella piazza di Oderzo. Il tutto sarà reso più interessante dal nostro outfit vintage, di circa duemila anni fa: se volete vedere una schiera di classicisti in erba intenti a vendere cianfrusaglie di dubbia utilità, siete invitati alla rievocazione storica opitergina del 6 e 7 giugno, in onore del bi millenario (e uno!) della morte dell imperatore Ottaviano Augusto. Passeggiando fra le vie di Oderzo, vi sentirete immersi nell atmosfera di una città romana del primo secolo: giovincelli abbigliati a dovere vi guideranno attraverso bancarelle, spettacoli ed esibizioni. Da segnalare la performance serale degli attori del nostro al teatro di Venere, in cui vi potrete sentire degli esperti latinisti ascoltando romantici versi di Catullo e Orazio (non disperate, sarà disponibile la traduzione in lingua corrente.) Se invece siete degli amanti dello sport, l evento che fa per voi è sicuramente la corsa podistica, in cui gareggeranno gli studenti delle varie scuole di Oderzo, dotati di tuniche e sandaletti adattissimi per fratturarsi una caviglia. In sostanza, vi aspettiamo numerosi e ci aspettiamo inoltre che acquistiate i nostri braccialetti, orecchini e collane, realizzati artigianalmente anche dalle sottoscritte durante un pomeriggio di duro lavoro. 11

12 La scuola che vogliamo Progetto Comenius di Francesca Tintinaglia Il progetto Comenius, incentivato e finanziato dall Unione Europea, nel quale la nostra scuola è stata uno dei quattro istituti partecipanti, insieme ad Olanda, Germania e Turchia, è giunto al suo termine.. Un biennio, , che ha visto alcuni studenti dello Scarpa partecipare a degli scambi interculturali. È dal 30 maggio al 4 giugno che l Italia ha ospitato l ultimo incontro, incontro di chiusura e di presentazione dei lavori che sono stati organizzati durante i vari meeting, incentrati sui quattro elementi. Sono state prescelte alcune uscite, quali l escursione delle Isole Veneziane e la visita in cantina, per far conosce ai ragazzi stranieri un prodotto tipico della nostra zona come la vite e il vino e Venezia, da sempre meta ambita da tutti i turisti del mondo. Durante i giorni di permanenza i ragazzi hanno collaborato tra di loro nell allestimento di una mostra che è stata esposta lungo i corridoi della nostra scuola. È stato preparato inoltre un video di foto delle varie esperienze in Italia e all estero e tutto ciò è stato mostrato ai genitori durante la giornata del 3 giugno, accompagnata da un buffet. I nostri ragazzi italiani che hanno partecipato in questi due anni al progetto sono rimasti soddisfatti delle varie uscite e della possibilità di interagire con loro coetanei di culture diverse. Abbiamo messo alla prova il nostro inglese, abbiamo conosciuto ragazzi in gamba e sono nate grandi amicizie che tuttora continuano, siamo entrati a contatto con stili di vita totalmente diversi, ma è stato di stimolo per noi adattarsi alle più svariate situazioni. Campioni di Matematica di Mattia Celebrin Il nostro istituto, ormai per il terzo anno consecutivo ha partecipato alle olimpiadi nazionali di matematica a squadre. I nostri olimpionici hanno soggiornato nei giorni dal 7 al 10 maggio a Cesenatico, dove si sono svolte le gare. Il giorno 8 maggio l alunno Alessio Dal Bo (V A LS) ha partecipato alle gare individuali nazionali, classificandosi nella 3a fascia di punteggio, un risultato davvero eccellente, tra i primi 150 studenti su più di , provenienti da tutta Italia. La nostra squadra ha invece gareggiato nel pomeriggio dell 8 maggio, qualificandosi quattordicesima in uno dei 4 gironi di semifinale (120 squadre totali). Grande merito va anche al prof. Martin che nei mesi precedenti ha preparato gli studenti per affronatare questo genere di problemi. 12

13 #corner(d) Ridendo sotto i baffi di Marco Crosato Il più delle volte chi, come me, non si può definire nulla più che un estimatore del cinema fatica a realizzare quanto questa arte sia antica e come sia stata a lungo ben diversa da come la vediamo ora, senza effetti speciali, colore e sonoro. Certo, sappiamo dell'esistenza del cinema muto, ma si tratta di qualcosa avvolto in una sfumata nebbia bicroma, nella quale riusciamo a scorgere ben poco. Eppure, aguzzando la vista, giurerei di riuscire a vedere una figura venire verso di me, spettatore, a passi irregolari e zoppicanti: un ometto vestito in modo raffazzonato, bastone da passeggio saldo in mano, capigliatura riccia e un indimenticabile paio di baffetti. Proprio così fa il suo ingresso in scena Charlie Chaplin in The Tramp del 1915, uno dei primi film in cui già possiamo riconoscere i segni caratteristici delle sue opere. Perché qua non si parla di un semplice attore, bensì di un autore, che ha curato ogni aspetto: recitazione, regia e sceneggiatura; rendendo così possibile riconoscere a prima vista lui e i suoi film girati dal 1914 al 1961, accompagnando il cinema nell'introduzione del sonoro e nell'acquisto di una dignità maggiore che di un semplice mezzo di intrattenimento. Ma qual è stata la fonte di tanto successo? Perché rivedo la sua sagoma e non quella di un altro attore pensando al cinema dei suoi anni? La risposta è meno banale di quanto sembri: sapeva come far ridere. Per scatenare una risata non ci vuole poi molto, ci riescono molti comici mediocri, riferimenti a tabù, lo sapevano fare in molti nel cinema anche prima di Chaplin con la splapstick comedy, comicità fatta di inseguimenti e pestaggi da cui lui stesso è partito. Questo autore però è stato in grado di dare ai suoi film qualcosa di più, rendendoli attuali ancora oggi, facendo loro compiere quei passi necessari ad uscire dalla nebbia dell'anonimato. Lo si può vedere, ad esempio, all'inizio di Tempi moderni : in dieci secondi e con pochi fotogrammi passano sullo schermo due mandrie: pecore e uomini in una città, entrambe con un elemento fuori posto: una pecora nera e Chaplin. Dieci secondi, tanto basta per farci capire che stiamo per assistere ad una commedia che non ha intenzione di fermarsi alla risata ma la vuole usare come rampa di lancio per mostrarci la difficoltà ad integrarsi dell'autore, che in nessuno dei suoi film trova un posto nell'ordine delle cose. Vagabondo, disoccupato, ribelle: il Chaplin personaggio ci racconta le difficoltà dell'uomo dietro alla cinepresa, che per esempio non prese la cittadinanza americana pur vivendo negli States per trent'anni e da cui venne cacciato sotto accusa di comunismo. Entrambi sanno però prendere tutto alla leggera, con un sorriso, e ripartire sulla strada, consapevoli che è veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione. Perdere con classe e vincere osando perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante. Ecco perché nel 1940 il passo che compie con Il grande dittatore non è quello più lungo della gamba di un comico da quattro soldi che si butta sulla politica, ma di un eclettico intellettuale capace di realizzare che non occorre essere ebreo per essere antinazista. Basta essere un normale essere umano con un briciolo di dignità. Penso di aver capito quindi come mai, malgrado tutto, nei suoi film Chaplin conservasse un certo sorriso accennato: se la rideva sotto ai baffi, consapevole del potere delle risate che stava scatenando in quel momento

14 #corner(d) Citazioni da leccarsi i baffi di Lidia Bini La musica può fare molte cose senza perdere nulla di sé. Di recente uno spot della carta igienica ha utilizzato la Settima Sinfonia di Beethoven senza che questa ne sia rimasta minimamente lesa: rimane sempre la Settima Sinfonia. Chi viene danneggiato è l'ascoltatore, perché gli si nega la possibilità di accedere al reale significato della musica. Quest'ultima, però, non viene compromessa. Se qualcuno disegnasse dei baffi sul volto della Gioconda, quella vera, allora le recherebbe un grave danno, ma non è possibile fare la stessa cosa con la musica: essa rimane intatta. Roman Vlad Come saprete benissimo io sono molte cose: un mercante d'arte o un provetto ricercatore, un ottimo utilizzatore di tutte le armi. Sono amato e rispettato da tutti quelli che mi conoscono... a malapena. Ma ho sempre avvertito che mancava qualcosa, sapete un tassello finale al mio puzzle personale, mi occorreva qualcosa di audace, di caratteristico e il capolavoro, con il quale poter dichiarare al cielo: "Io sono lord Charlie Mortdecai", è questo piccolo tocco di magia, sono i miei baffi! Johnny Deep Mortdecai Checco [Rivolto ai monaci tibetani]: Allora forse non ci siamo capiti. In queste condizioni dal vescovo non posso farvi entrare: braccia scoperti, le zoccolette... Ahò, e che siamo alla spiaggia qui? Rappresentante: Ma lei lo sa chi sono questi? Vengono dal Tibet! Checco: Non mi interessa. Allora, andate in Tibet, mettetevi la giacchetta, la cravatta, belli eleganti, come a me. Anche un spezzato, ma gli infraditi, dai su... [Rivolto ad altri monaci con capelli e barba lunghissimi] Ahè, guarda quest'altri! Signori per cortesia, da questa parte[rimandandoli indietro] Uomo: Perché, è di là il vescovo? Checco: No, no, c'è il barbiere: Capobianco Gino, via Filippo Turati, vai! Dì "vi manda Checco", andate andate! [Rivolgendosi a una donna col burka] Eh, signora mi scusi, lo devi levare il velo per cortesia. Motivi di sicurezza. [La donna se lo toglie, rivelando un paio di baffi] Ecco, per gli stessi motivi, rimettilo! [Rivolto alla folla] Vogliamo retreggiare? Dal film Che bella giornata Chico: C'è un uomo qui fuori con dei grossi baffi neri. Groucho: Digli che ne ho già un paio. Dal film Horse Feathers - I fratelli Marx al college Willy Wonka: Ed ecco i "croccantini piliferi". Basta mangiare uno di questi cosi e dopo neanche mezz'ora una zazzera nuova di zecca comincia a spuntarvi fluente sulla zucca. E anche i baffi, e anche la barba. Mike: E chi la vuole?! Willy Wonka: Beh... i capelloni, no? I cantanti folk e i motociclisti. Sai, tutti quei tipi ganzi e i super-fichi tirati a lucido. La tengo in fresco, bello mio! Hai capito o sei impedito? Ti gusta la mangusta? Sei connesso? C'avrei scommesso! Dammi il cinque, fratello! Dal film La fabbrica di cioccolato 14

15 #corner(d) Anche i modi di dire sono baffuti di Michela Tonetto Hey! Io me ne faccio un baffo!. No, non significa avere intenzione di farsi crescere un bel paio di mustacchi, né di dilettarsi a tagliare le vibrisse del proprio gatto che altrimenti, poveretto, vagherebbe privo di orientamento sbatacchiando per i muri. E solo un comune modo di dire per indicare che me ne sto altamente infischiando di qualcosa che so, qualcuno di fianco a me mi sta riempiendo la testa di assurdi discorsi su assurdi argomenti e, senza che se ne accorga, io non ascolto una parola di quello che dice, me ne faccio un baffo insomma; oppure,la stessa cosa può avvenire davanti alla propria madre che, per l ennesima volta, ripete come una cantilena di non usare il telefono durante i compiti. O ancora, ci si può fare un baffo nel senso di rimanere nell inerzia più assoluta, incapaci di prendere decisioni e di schierarsi da una parte o dall altra in un dibattito, o nel senso di non dare un minimo di importanza alle regole, trascorrendo il proprio tempo totalmente incuranti dei rimproveri che ci vengono dati. Non tutti per fortuna si fanno spesso un baffo delle cose, ma credo di poter contare sulle dita il numero delle persone che almeno una volta abbiano anche solo annusato un piatto da leccarsi i baffi! In senso letterale, ovviamente, lo possono fare solo gli animali, ma l espressione si adatta perfettamente anche a noi esseri umani per descrivere il brontolio sordo emesso dalla pancia e lo sguardo incentrato solo su quel piatto su cui non vediamo l ora di avventarci. Un piatto che deve essere davvero fatto coi baffi! Eccellente, perfettamente riuscita, un ottimo lavoro, ecco cos è una cosa fatta coi baffi; un modo di dire degno di risultati ottenuti dopo tanta fatica e sudore, ma che danno enormi soddisfazioni, degno di ciò che è talmente preciso e raffinato da non avere nessuna virgola fuori posto. E chissà che un bel giorno anche la scuola italiana possa essere definita come fatta coi baffi. Aforismi d autore di Mathilda Griguol Ecco alcuni detti, citazioni e freddure che vi faranno ridere sotto i baffi: I tuoi gattini sono maschi o femmine? Maschi. Non vedi che hanno i baffi? (J. Charles) "Donna baffuta sempre piaciuta." (Proverbio calabrese) " Scomode verità, mortalità umana, donne con i baffi: tre cose che vorremmo ignorare." (Lie to Me) "Lei aveva qualcosa che un sacco di uomini vogliono: un paio di baffi!" (Milton Berle) "Un bacio senza baffi é come un uovo senza sale" "Senza baffi un uomo non é vestito correttamente" (Salvador Dalí) Un tale a un altro tale: - "Sai che assomigli in modo impressionante a mia moglie? Tranne i baffi naturalmente." - "Ma... io non ho i baffi!" - "Tu no, ma mia moglie si!" (Diylan Dog) "Forse vi piaccio di più così, senza baffi? [coprendosi i baffi con un grosso sigaro] D'accordo, ma sarei l'unico uomo al mondo con un sigaro sotto il naso." (Dylan Dog, Groucho) 15

16 #corner(d) Tipi di baffo di Martina Berri Baffi, baffi ora sembra stiano tornando di moda, come si può notare guardando alcuni degli attori più famosi al mondo come Johnny Depp, Robert Downey o Zac Efron. Ma quanti tipi ne esistono? Ecco un breve elenco baffuto: 1) I Baffi ungheresi, grossi e cespugliosi, partono dal centro del labbro superiore e vanno ai lati; 2) I Dalí, baffi lunghi, piegati o curvati all'insù; Chiamati così grazie a Salvador Dalì, conosciuto per questo genere di baffi; 3) All Inglese, sottili lunghi barbigli che iniziano dal centro del labbro superiore crescono sui lati, leggermente arricciati; 4) Imperiali,che crescono sia sul labbro superiore sia sulle guance, curvati all'insù; 5) I Manubri, cespugliosi con le parti terminali leggermente piegate all'insù. Conosciuti anche come baffi spaghetti, in quanto associati spesso allo stereotipo dell'uomo italiano; 6) Alla Ferro di cavallo,spesso utilizzati dai moderni cowboy e consistono in ampi baffi con estensioni verticali verso il basso dagli angoli del labbro fino alla linea della mascella, assomigliando così alla forma di un ferro di cavallo; 7) I cosiddetti Mustacchio, baffi cespugliosi, con peli che a volte crescono giù dai lati della bocca. Anche conosciuti come barba del naso, o come mustacchio fantastico ; 8) I Baffi penna, dritti e sottili come una penna, tagliati stretti, seguono la linea del labbro superiore. Anche conosciuti come Sopracciglia della bocca. Di recente anche il cantante Piero Pelù ha cominciato ad adottare questo tipo di baffi; 9) I cosiddetti Spazzola dei denti,spessi, li portavano Adolf Hitler e il personaggio Charlot, interpretato da Charlie Chaplin; 10) I GG, peli cespugliosi cresciuti solo sopra gli angoli della bocca, rasati nel centro. Sono così chiamati grazie al musicista esecutore GG Allin. Sono una versione accorciata di quelli portati da Ghengis Khan. 16

17 #corner(d) QUANDO IL MONDO GIRAVA A RITMO DI BRITPOP di Irene Martin Quanti di voi giovani lettori di queste parole c erano già nel 95? Credo nessuno compresa la sottoscritta o ben pochi, tra l altro ancora privi di capacità raziocinante. Di conseguenza direi che ci siamo persi un gran bel momento come quello del risveglio della musica inglese sul panorama mondiale dopo il decennio della Thatcher e di Madonna. Un risveglio anticipato dal caposaldo che si ritrova ad essere The Stone Roses, per maturare pian piano in un genere più definito, altresì detto Britpop. Ma nel fatidico 95 tutto questo sta ormai giungendo alla fine. Perciò, accompagnati da sicure (ed essenzialmente inutili) ulteriori rimasterizzazioni per i loro vent anni, ecco a voi due degli ultimi rappresentanti di questo fenomeno: (What s the Story) Morning Glory? e The Great Escape! Ora, per coloro ai quali i suddetti titoli risultino totalmente sconosciuti, sarà bene inquadrarli nel loro contesto. Nell angolo blu troviamo i Blur: middle-class inglese dell Essex, tanto criticata poi dalla penna del frontman Damon Albarn, cominciano a farsi un vero nome nello scenario del Britpop con il secondo album, Modern Life Is Rubbish. Ironici, pazzi e alla moda, pur non essendo esattamente l esempio perfetto dei bravi ragazzi anzi, pur non essendolo per niente appaiono comunque belli, puliti e lavati con Perlana rispetto ai loro avversari, che ne stanno nell angolo rosso: gli Oasis. Dalla grigia Manchester arrivano questi figli della classe operaia, guidati da due personalità come i fratelli Gallagher se non avete mai, ma dico MAI, sentito parlare di loro, allora siete messi maluccio. Più che pop inglese, robusto rock stile Beatles & Sex Pistols, senza tralasciare però una nota alla Morrissey. Aggressivi, schietti e soprattutto e per questo non si può dimenticarli dannatamente egocentrici. Il ring è quello della Band Battle, mastodontico apparato di rumors e copertine creato ad hoc dai media, a partire alla famigerata rivista musicale NME. E la competizione sale, a volte toccando punti non molto piacevoli, finché una mattina le due band si svegliano pensando Non sarebbe una cosa proprio carina pubblicare un singolo lo stesso giorno?. E così il 14 agosto 1995 escono in contemporanea Roll With It degli Oasis e Country House dei Blur. Questi ultimi si aggiudicano il primo round, ma chi vincerà l incontro sarà tutto da vedere (WHAT S THE STORY) MORNING GLORY? Artista: Oasis Pubblicazione: 2 ottobre 1995 Tracce: 12 Dopo un disco d esordio con il più alto record di vendite della storia superato solo nel 2006 da Whatever People Say I Am, That s What I m Not degli Arctic Monkeys i lads mancuniani devono dimostrare al mondo che hanno intenzione di continuare alla grande. E ci riescono, ovviamente a modo loro. Alla fin fine, qui dentro ci stanno forse gli Oasis più conosciuti. Dalla vera e propria hit Wonderwall ai riferimenti lennoniani di Don t Look Back in Anger (voglio vedervi resistere dal cantare pardon, urlare So Sally can wait ). Ma anche pezzi amatissimi dai fan, come Some Might Say; Cast No Shadow, dedicata a Richard Ashcroft dei Verve, e l assordante Morning Glory. Punti deboli? La traccia d apertura Hello, che a detta di tutti tranne che dell autore avrebbe potuto essere sostituita con Acquiesce, relegata invece a b-side; Hey Now, canzone semisconosciuta, ma con interessanti spunti nel testo, e She s Electric, classico brano pop molto orecchiabile. 17

18 #corner(d) Ma la chicca sta nel finale: Champagne Supernova, quasi sette minuti e mezzo di chitarre psichedeliche e nonsense, con la partecipazione straordinaria di Paul Weller, pretenziosa e quanto mai immancabile nella classifica delle loro canzoni più riuscite. D altronde, se non consideriamo la meravigliosa attitudine di questa band a mandare tutto a puttane (Paolo Hewitt, Oasis. Fuori di testa), non stupisce che molti lo considerino il loro album più riuscito e sicuramente il più famoso. Pietra miliare? Riconosciuto all unanimità. THE GREAT ESCAPE Artista: Blur Pubblicazione: 11 settembre 1995 Tracce: 15 Quarto album in studio, dopo quel Parklife che li ha consacrati definitivamente sulla scena della Cool Britannia. Disco accompagnato da opinioni molto contrapposte, di sicuro non il preferito di Damon, che l ha definito a mess e a bad record. Effettivamente si trova in una posizione un po infelice, tra un pilastro del Britpop e Blur, con il quale spiazzeranno pubblico e critica. Ma le sonorità dell alternative rock cominciano a farsi sentire già qui, nonostante compaia ancora un ultimo sprazzo di puro pop in Country House. Stereotypes e Charmless Man (provvista dell immancabile nanana stile Blur che non fa mai male) sono nate e moriranno nella loro funzione: essere singoli molto buoni. Si direbbe però che i dubbi risiedano soprattutto nella resa dei testi, che lascia a desiderare in Mr. Robinson s Quango e nella stramba Ernold Same, o che appaiono quasi non revisionati del tutto (Top Man, Dan Abnormal, Globe Alone). Ma non potevano mica lasciarci senza qualche canzone degna di questo nome sono pur sempre i Blur in questo caso la vera opera dell album, The Universal, accompagnata da un wall of sound di archi e da un video ispirato ad Arancia Meccanica di Kubrik. Disco certamente eclettico, forse non ben formato né indimenticabile, ma che lascia trasparire la nuova consapevolezza artistica che si è aperta nel gruppo, rappresentata perfettamente dalla copertina: i ragazzi, il mare, l atmosfera estiva spezzata dalla rivelazione dello squalo alle loro spalle una volta aperta la custodia. Gli anni allegri del pop britannico stanno per finire: i Blur lo sentono e cambiano direzione prima degli altri. Eccoci qua a tirare le somme. And the winner is, sicuramente per vendite e popolarità, (What s the Story) Morning Glory?, anche se questa gloria non durerà a lungo, visto il successivo Be Here Now e il suo stroncamento da parte della critica. Finisce così una vera e propria era musicale che ha tratto la sua forza dal sarcasmo contro la noiosa società borghese e dalla voglia di allontanarsi da essa. Tema sempre riproposto, vent anni prima come vent anni dopo, nell eterno scontro tra generazioni e società. Queste band all epoca hanno dato voce alla ribellione dei giovani di allora, chissà che attraverso le loro canzoni non ci riescano ancora con quelli di oggi. 18

19 #corner(d) Intervista Doppia: alunno-prof Domande Federica Zanchetta 16/10/1987 Nome Data di nascita Liceo Scientifico Antonio Scarpa, Motta di Livenza Diplomato a? Non arrendersi mai! Il suo motto? Matematica Preferivo matematica e filosofia, non ne ho odiata nessuna in modo particolare Ce ne sono molti, a seconda dell argomento ogni libro dà qualcosa Da studente molto bene e anche da prof. non mi lamento Perchè il mondo della scuola mi è sempre piaciuto, perchè c è un aggiornamento continuo e perchè si è a contatto con le nuove generazioni, che sono il nostro futuro In cosa si è laureato/a? Materia preferita/odiata? Libro preferito? Come si è trovato/a qui? Perchè ha scelto di insegnare questa materia? Adriano Miolli 17/08/1951 Liceo Classico Antonio Canova, Treviso Più la scimmia sale, più mostra il sedere. Montaigne Filosofia Preferivo il latino, ho odiato matematica ed ed. fisica (per colpa del prof) Libri di filosofia e narrativa...ne ho davvero molti,, anche Dylan Dog mi piace. Dal 1979 quasi sempre bene, negli ultimi 15 anni molto bene Perchè è arrivato prima l incarico per la cattedra di italiano e latino rispetto a quella di storia e filosofia Ammesso che ci vada, dedicarmi ad una laurea a mia scelta Cosa vorrebbe fare in pensione? Girare per convegni e seminari, viaggiare all estero, I 1000 amici sparsi per il mondo, il mio caro Mac e il giornale Tre oggetti da cui non può separarsi mai Una biro Pentel superb, nera a punta fine; la bamboletta Gilda di mia figlia Giulia e una mia caricatura fatta da dei miei alunni in gita 19

20 #corner(d) Dov è Ushuaia? [Argentina] Sud-est asiatico? Un autore latino? Me ne vergogno Chi fu Metastasio? [Poeta italiano, 1700] sen2x+cos2x=1 Identità goniometrica [sen2x+cos2x=1] Tibet? India? Non lo so Un poeta italiano del 700, fece parte dell arcadia e scrisse melodrammi La matematica non mi è mai piaciuta, comunque è qualcosa con seni e coseni IPSE DIXIT Zanette: fidarsi di F. è come buttarsi nel monticano per questo mi affido alla B. D.: I capisced that Praddissitto : undestood non capisced!! Beh almeno non ti ha sentito nessuno Bellinato (riferito a due ragazzi compagni di banco): ma sempre li a toccheggiarvi voi due?!?! Zanette : sapete da chi si faceva tagliare la barba Dionisio?? D.: dal cane? Pietro: beh prof è il migliore amico dell uomo almeno di lui poteva fidarsi Zanette: come avete tradotto questa frase?? F.: nonostante fosse un alcolista e si rallegrasse con le sbronze D.: ma sbronze in senso che si ubriacava o che andava con altre tipe a loro volta ubriache?? Praddissitto: secondo voi è facile rimanere a casa dopo un anno all estero?? D.: bah, più che altro è l odore.. quando mia sorella è tornata a casa dalla corea sapeva da Praddissitto: da? D.: da coreano Bellinato: non sarai mica della banda di quelli che fanno yoga come mio marito ma io lo rad drizzo non vi preoccupate Bellinato(compilando il registro) chi fa qui Latino?? Alunni: la Zanette Bellinato: ah, pastrocciona! Zanette: siete l unica classe che ha riso mentre spiegavo il perfetto greco D.: prof esorcizziamo la paura CESARO: Ragazzi! Siete nell anno dei 19: fra poco non vi bastano neanche le dita dei piedi per contarli! Alunna: Vabbè, abbiamo i denti! 20

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