ECONOMIA. La vostra vita da Co.co.co. (912 interventi, ultimo alle :09:00)

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1 Testimonianze inviate al giornale La Repubblica. ECONOMIA La vostra vita da Co.co.co. (912 interventi, ultimo alle :09:00) 1. SI FA LA FAME Da che nel 1999 mi sono Laureata in architettura e nel 2001 ho conseguito un master in informatica,la mia vita,anziché migliorare ha definito un tracollo sistematico ;ossia i contratti non esistevano piu',il lavoro nero a 9 euro all' ora per circa venti o meno ore settimanali,hanno garantito il mio sostentamento,parificato al tenore di vita terzomondista.nonché attraverso collaborazioni a progetto un' assoluta mancanza di retribuzione costante:ossia i soldi non si sa mai quando arrivano. Questa é a la mia esperienza che spero e voglio cambi al piu' presto per garantire almeno a mé stessa un sostentamento. silvia di SILVIA MARTINELLI insegnante 2. L'ESPERIENZA DI UNA MIA AMICA... La mia amica e' una ex. cococo. Adesso ha un contratto a progetto che le scadra' a febbraio e guadagna in tutto euro netti all'anno. Ha 38 anni circa, laureata e single. Se avesse un figlio il contratto a progetto sparirebbe. nel suo ufficio ci sono tre caste. Le assunte, Le interinali e quelle in body rental. Per lei passare dall'inferno del body rental al purgatorio delle interinali sarebbe un salto epocale. Ogni anno verso la fine del contratto a progetto iniziano le tensioni, non si sa se rinnoveranno, deve fermarsi per almeno 15 giorni senno' l'ispettorato del lavoro..., non devi chiedere soldi in piu' perche' credimi noi facciamo l'impossibile per voi e cosi' via. Tu vorresti lottare per avere 50, 100 euro in piu' al mese? Ed ecco che l'azienda ti toglie i buoni mensa (o meglio, non te li toglie, semplicemente te li fa pagare) o ti trasferisce fuori sede. In pratica sposta il livello del disagio verso il basso e i tuoi sforzi per soddisfare i tuoi bisogni da propulsivi in avanti diventeranno difensivisti dei miseri diritti acquisiti. di Sandro Spera IT

2 3. CO.CO.CO O A PROGETTO: NESSUNA DIFFERENZA Buongiorno, per mia fortuna da due anni sono assunta a tempo indeterminato presso un'azienda di servizi. Questo dopo circa due anni e mezzo (nemmeno troppi, mi rendo conto) di gavetta tra interinale, stage infiniti e il mitico co.co.co. Quest'ultimo una fregatura colossale: gli stessi doveri di un lavoratore impiegato ma nessun diritto. Sottolineo nessuno: gli orari da rispettare sono gli stessi, staordinari obbligatori non retribuiti, ferie non pagate e nemmeno ti puoi scegliere quando prenderele, lo stipendio netto uguale o inferiore a quello di un lavoratore dipendente ma senza contributi. Il contratto a progetto? è la stessa identica cosa, perchè gli imprenditori si inventano progetti di lavoro inesistenti, fittizi e allo scadere degli stessi se ne inventano un altro. Un pura ipocrisia. Come si possono gettare le basi di un'economia solida se i giovani vivono perennemente una situazione di precariato? come si può richiedere un finanziamento per una macchina, una casa, dato che hai contratti di breve brevissima durata? di Cristina Ancona marketing 4. CONSULENTE INFORMATICO Salve, lavoro in co.co.co. dal 2000 ed ora sono passato ad un co.pro. Secondo il mio parere personale e la mia esperienza professionale questa riforma non fa che complicare le cose a tutto svantaggio del lavoratore. Non diminuisce affatto il sommerso e posso assicurare che nel settore nel quale opero questa riforma ha causato il ricorso forzato da parte della maggior parte delle persone alla p.iva con notevoli svantaggi per il lavoratore che di fatto diventa del tutto autonomo ma nei fatti e' costretto a sottostare a condizioni tipiche del dipendente(ad es. il rispetto rigido degli orari di lavoro imposti dal datore di lavoro). Inoltre vorrei anche evidenziare il fatto che questi rapporti di lavoro nel campo dell'information technology e delle telecomunicazioni sono solo molto raramente diretti, nella maggior parte dei casi tra collaboratore e cliente finale sono interposte una o piu' societa' di lavoro ad interim e/o grosse societa' che gestiscono grandi commesse per conto delle grosse telco. Auspicherei uno studio di settore completo ed approfondito per portare alla luce questi fatti troppo a lungo celati e che hanno prodotto e producono danni inimmaginabili Cordiali Salut

3 di Giuseppe Vita telecomunicazioni 5. SOLO PER ABBASSARE IL COSTO DEL LAVORO Niente tredicesima, nè quattordicesima, zero accantonamenti TFR, contributi per la pensione?hahahahaa!!!! Se un giorno mi manderanno via (quando gli pare,mica si tratterebbe di licenziamento!)non potrò nemmeno chiedere il sussidio di disoccupazione. Questa forma di contratto è solo una truffa legalizzata: il costo del lavoro per il datore si dimezza, il lavoratore deve comunque rispettare(nel mio caso come in quello degli altri) un orario di lavoro, alla faccia della flessibilità. E se un giorno mi ammalassi? Niente malattia. E se rimanessi incinta (peggio di una malattia nel mondo del lavoro)? Sisuramente il PROGETTO al quale lavoro...puff!!! Svanirebbe all'improvviso, e io mi ritroverei in mezzo alla strada col pancione. Mi sento in balia degli eventi, senza alcuna difesa, mentre il mio datore di lavoro si arricchisce sempre più... di angela barone new economy 6. FUTURO Mi ritengo fortunato, in quanto ho un contratto a tempo indeterminato. Mi chiedo pero' lo stato come crede che possa fare un ragazzo o una ragazza che voglia costruirsi una famiglia, comprare una casa o avere figli, sapendo che il suo futuro lavorativo e' appeso ad un contratto a tempo, che quando va bene non supera i 12 mesi. E poi??? Forse sara' rinnovato??? Tutte queste precarieta' fanno si che i giovani restino sempre di piu' emarginati dal reale mondo del lavoro. di Andrea Gallucci IT 7. COCOCO, MENO PRENDO E PIÙ FO La splendida Repubblica.it chiede di raccontare questa esperienza. Non posso, perché ho un capetto dietro che mi controlla di piero ciccone telefonia 8. SFRUTTAMENTO INDISCRIMINATO sono un ex co.co.co. e acnhe co.co.pro., ora per cause di forza maggiore(se voglio continuare a lavorare!) sono passato a partita iva. Secondo me, questi sono solo strumenti per le aziende e gli imprenditori. perchè? io ero in un azienda aassunto a tempo indeterminato. alla comparsa di questi contratti, mi hanno prima licenziato (eravamo in meno di quindici). Poi prima mi hanno ripreso

4 con contratto di collaborazione, poi a co.co.pro. e attualmente a partita iva. Che potevo fare??? o questo, o non lavorare affatto. (quando non gli servirò, arrivederci e grazie.) Certo che per un' azienda è il massimo, il poter disporre di un lavoratore così!!!!!! Intanto io, non avendo uno stipendio fisso, non posso chiedere un finanziamento, non posso avere un mututo, non posso cadere malato, sltrimenti non vegno pagato, non posso andare in ferie, che non vengo pagato. Questa la chaimano flessibilità, a me sembra più una sorta di schiavitù legalizzata! di pix fax informatico 9. CHE FINE HANNO FATTO I MIEI CONTRIBUTI DA CO.CO.CO.? Salve per mia fortuna oggi sono un lavoratore dipendente con regolare contratto a tempo indeterminato.ma per 8 mesi ho lavorato presso una azienda di telecomunicazioni con contratto di "co.co.co" io sapevo che avevo una mia posizione all'inps (percepivo regolare busta paga) ma dopo due anni ho scoperto che i contributi (pochissimi) che mi spettavano non sono stati versati. Che posso fare? Giovanni di Accetta Giovanni telecomunicazioni 10. LA CADUTA DELLE ILLUSIONI Mi meraviglio di leggere di fior di laureati che all'estero darebbero la paglia a molti dei loro colleghi (specie anglosassoni) in fatto di preparazione e idee che si abbassano a fare da servi ai padroni ignoranti dell'imprenditoria italiana (che tra l'altro e' destinata a sparire per la concorrenza estera, specie cinese, nonostante qualche urlatore ora voglia i dazi doganali per proteggere qualcosa che non c'e'). Ma che aspettate a cercarvi un lavoro onorevole e dignitoso fuori dall'italia? La vostra prima sconfitta e' proprio questa, nell'accettare regole assurde pur di restare nell'ex-belpaese. In bocca al lupo a tutti, meglio straniero fuori che corpo estraneo in patria. di Fiorello Manfredonia ricercatore 11. VOCE ANOMALA Sono una voce anomala nel grande mare dei co.co.co. Sviluppo siti internet. Ho cominciato la mia collaborazione con ---- SpA, azienda leader nel proprio settore, nel Al termine del contratto, l'azienda mi proponeva di essere assunto. Rifiutai e da allora

5 rinovo i anno in anno, garantendomi una maggiore entrata mensile e una maggiore elasticita' nei tempi. Non è all'ordine del giorno cacciarmi. Un altro che facesse il mio lavoro, costerebbe di più. Dal canto mio, ora lavoro da casa recandomi presso la sede solo raramente. Significa più tempo a disposizione, maggiore elasticità negli orari, meno spreco di carburante, meno persone sulle strade. Anche perchè nelle aziende si comunica spesso tra un ufficio e l'altro via . Che io aprissi una partita IVA sarebbe sconveniente per entrambi: lo posso evitare in quanto la mia collaborazione con ---- ha un carattere quasi esclusivo. Che anche all'interno della stessa azienda dove lavoro ci siano -e sono la maggioranza- finti contratti a progetto che in realtà sono contratti di lavoro dipendente in grigio, è la realtà. Ma finchè gli ispettorati del lavoro fanno finta di niente, alle aziende conviene e lo spacciano per normale. di Filiippo Volpe Internet 12. Non si può lavorare così!! Il datore di lavoro ti usa(sfrutta)quando servi per poi scaricarti quando non ha più bisogno.che pagliacciata! L'elasticità di cui tanto si parla viene solo richiesta(al lavoratore)e mai concessa(dell'azienda). Esperienza tante...prospettive ZERO... Non scherziamo! Saluti di Omar Bortesi CO.CO. CHE? Sono stato un co.co.co. nell'epoca in cui la prestigiosa stampa nazionale raccontava che quello era il marchio delle nuove professioni. Sembrava fosse un guaio non averlo! Ho iniziato a lavarare nel settore più precarizzato d'italia: l'informazione. Dopo quattro anni circa, ho proseguito nell'odissea speranzosa di essere al centro del nuovo mondo, entrando nella stanza attigua della comunicazione professionale, dove la precarietà, invece, è la norma. Undici anni di spostamenti, adeguamenti, chili di cravatte e brevi periodi di inattività. Posso dire di aver anche guadgnato bene, di aver avuto la fortuna di capire se ero adatto o meno a fare quel lavoro. Lo ero. Nel 1999 alla scadenza dell'ennesimo contratto, ho deciso di ricominciare da zero. Da cinque anni mi occupo di tutt'altro e ho un contratto a tempo indeterminato.

6 Certo, guadagno di meno. Però non corro tutti i giorni con i curricula in mano. Certo, mi posso permettere di mandar a quel paese il mio titolare, anche se non mi chiamano più dottore. Posso alzarmi la mattina e non pensare alle promesse di rinnovo, posso invece cercare di cambiare qualcosa dentro la mia azienda. Oppure cercare altrove: legge 30 permettendo... di Francesco Forbino FINCHÈ LA BARCA VA La mia esperienza non è direttamente legata al co.co.co. Problema: Io ho 29 anni e lavoro da dieci. Ho cominciato negli alberghi come cameriere con contratto di "apprendistato al lavoro", successivamente come cassiere con contratto di formazione, attualmente faccio il barista con contratto interinale rinnovabile ogni 2-3 mesi. Domanda: Calcolando che in dieci anni nessuno mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato, quante possibilità ho di trovarmi vecchio e senza un lavoro che mi permetta di sopravvivere? Soluzione: no comment Un ringraziamento speciale al Cav. S. B. per la sua integerrima correttezza morale e limpidezza d'animo. di Simone Garagiola ristorazione 15. SOLO SFRUTTAMENTO ho lavorato come Co.Co.Co. in un internet point, in un residence turistico e in un call centre. Per farla breve, è un lavoro a cottimo,paga da fame, niente ferie, niente malattie pagate, orari a discrezione del boss, e, ovviamente, licenziamento in tronco non appena si paventava la possibilità di "lavoro dipendente". Nessuna autonimia, una sorta di servità della gleba. Niente liquidazione. Ora sono disoccupato. E nei guai, perchè l'affitto non è flessibile, è implacabile. di Marco Ottanelli servizi 16. COMPETITIVITÀ SULLE SPALLE DELLA POVERA GENTE Ora vi racconto come si è "evoluta" l'azienda per cui lavoro: eravamo in tre lavoratori dipendenti. Ora, io quella con maggiore anzianità (20anni di servizio e maggior stipendio) sono stata licenziata, i colleghi sono stati contretti a dare le dimissioni e gli è stato proposto un bel contratto a progetto. L'azienda, con meno di 15 dipendenti e quindi SENZA TUTELE, sicuramente dal 1 dicembre sarà (?) più flessibile e competitiva. L'Italia e tre suoi cittadini decisamente NO! Io sono disoccupata, i colleghi... precari! EVVIVA la Legge Biagi e le sue OPPURTUNITA' di

7 crescita!. Roberta di Roberta Pozzobon informatica 17. MANAGER Sono a capo di una struttura che si occupa di formazione ed in particolare quella finanziata da Fondo Sociale Europeo. Al momento dell'entrata in vigore del limite delle collaborazioni occasionali a euro (e 30 giorni lavorativi) e del contratto a progetto al posto della co.co.co. mi sono trovato costretto a rinunciare a varie persone non disponibili a passare a p.iva. Il peso amministrativo complessivo non mi consentiva piu' di proseguire un'attivita' con lo stesso importo se non facendo passare i collaboratori ad una gestione con p.iva. Alla fine chi ci ha rimesso e' stata l'azienda che ha perso il know how e il personale (soprattutto quello piu' giovane) che non si e' reso disponibile a diventare un'autonomo. di Vav formazione 18. IO GIÀ DA 10 MESI CONTRATTO A APROGETTO Buongiorno a tutti, questa mattina sono rimasta stupita della notizia data, su tutti i GR, sulla fine dei CO.CO.CO., perchè per me il tempo del Co.co.co. è finito già da 10 mesi, e si è aperto il tempo dei L.A.P. (lavoratori a progetto), beh non è cambiato molto, anzi nulla: paga giornaliera, niente ferie, niente malattia pagata, niente garanzie ne tutele, stipendio misero... non ho nulla di più da aggiungere. di Claudia Rossi servizi 19. SEMPRE PEGGIO già i cococo precedenti erano solo una maniera per far pagare meno tasse ai datori di lavoro e senza alcuna garanzia per il lavoratore che si trova (anche un banale lavoro di segreteria) a non avere ferie e malattia pagate nè alcuna certezza del domani e adesso è anche peggio. Almeno con il cococo precedente potevo essere pagata come lavoro di segreteria durante il periodo in cui lavoravo ma non c'era un progetto di un corso. Adesso devo aspettare che parta un corso e magari mi salterà anche il cococo e sarò costretta ad aprirmi una partita iva. E non mi si dica che ho altre scelte perchè non ce ne sono. In giro cercano solo al di sotto di una certa età per i contratti di formazione ecc. Inoltre con questo cococo ancora più di prima te lo sogni che ti venga fatto un prestito o un mutuo. Insomma sempre peggio per quanto mi riguarda. di eliana matania formazione

8 20. ANALISTA PROGRAMMATORE Dopo aver perso il lavoro con moglie e figlio a carico, a causa del fallimento della mia azienda, è stato l'unico modo per poter salvare una situazione disastrosa. Ora sono tornato dipendente nella società per la quale ho lavorato come co.co.co. per 2 anni! Contributi persi, malattia non pagata, ferie inesistenti... altro che precarietà! di Daniele Carluccio Chimica 21. STESSA SITUAZIONE Confermo quanto detto da Pix Fax, con la sola eccezione della partita IVA, che non ho aperto. Se questo è progresso! di Saverio Miligi informatico 22. Nel 2000 dopo 13 anni passati presso un'industria farmaceutica in Roma sono stato messo in cassa integrazione e poi licenziato (nessuno purtoppo è intervenuto a darci una mano)poichè è stato deciso di chiudere l'attività produttiva. Dal 2000 ad oggi ho una vita da precario,sono passato dal co.co.co alla partita I.v.a. come un professionista, ma di professionista ho poco poichè lavoro per un call center.ormai sono 4 anni che ogni giorno di malattia non mi viene pagato, che se voglio fare dei giorni di vacanza non vengo pagato (PER QUESTO MOTIVO NEGLI ULTIMI 4 ANNI HO FATTO BEN 30 GIORNI DI FERIE...MENO DI DIECI GIORNI ALL'ANNO)che a scadenza del co.co.co non prendo un soldo di liquidazione...insomma, che futuro mi posso creare?su quali base far crescere il mio futuro?oggi ho 39 anni, quanto posso resistere "precariamente"?se perdo il lavoro a 40 anni chi mi riassume? di claudio piacentin CONSULENTE WEB Come attività secondaria arrotondavo con consulenze web occasionali o co.co.co. Al momento dell'entrata in vigore della Legge Biagi sia io che altre persone nella mia stessa situazione non hanno ottenuto il rinnovo del contratto. Motivo: troppi oneri (fiscali e gestionali) per l'impresa. di Vav Informatica 24. SOLO CHIACCHERE mi hanno da poco rinnovato il contratto e sono passata da co.co.co a a co.co pro stesso trattamento economico (meno male) crollo verticale delle tutele

9 no maternità (notare che mi è stato rinnovato il nuovo contratto dopo il mio rientro dalla maternità che era contemplata nel mio vecchio contratto co.co-co), idem per l'infortunio mentre la malattia me l'hanno concessa solo dopo lunghe trattative e sbuffando a più riprese e niente di più. più che un rafforzamento delle tutele nel mio caso è stata una perdita. Mi avevano anche proposto l'apertura della partita iva come alternativa, offerta che noin ho accettato per ovvi motivi. sto cercando un altro lavoro. di emanuela losi formazione 25. MANCANO I CONTROLLI Sono stata a lungo un co.co.co. Ora sono un lavoratore a tempo determinato con contratto in scadenza. Per quello che vedo da tempo sull'applicazione sia dell'una che dell'altra tipologia contrattuale (co.co.co. e co.pro) confermo la sensazione diffusa che il contratto a progetto non faccia che peggiorare la situazione per il lavoratore, rispetto al co.co.co. Di fatto in entrambi i casi questi contratti rappresentano un modo per celare quelle che in buona sostanza sono vere e proprie posizioni assimilate al lavoro dipendente per i doveri, ma non per i diritti. In piccole aziende, dove il datore di lavoro è il "padrone" della situazione, i giovani o accettano le condizioni proposte al limite della legalità e con corrispettivi economici che fanno ridere, oppure sono tagliati fuori dal mondo del lavoro. E' scoraggiante pensare che non si faccia nulla per disincentivare l'abuso di tali posizioni contrattuali. Mancano i controlli. di Patrizia Isaija MATURITÀ SCIENTIFICA Ho lavorato come interinale con co.co.co e con il progetto.cosa dire il mondo dei call center è un mondo di sfruttamento giovanile dove capacità, cultura e umanità non vengono prese in considerazione.numbers... cantava una canzone anni 70.Numeri, solo numeri da cancellare quando non servono e da spremere quando servono.il contratto a progetto è solo un modo per continuare ad usare i giovani senza garantire loro il ben che minimo futuro.non credo in

10 questa formula come non credevo alle precedenti.la formula da cambiare è in parlamento di Fabrizio Gualtieri call center 27. SCANDALO! Voglio dire due cose. Io sono stato cococo` per un anno e cocopro` per un altro anno, e adesso diventero` un consulente esterno per la semplice ragione che per quanto alla mia azienda interessi il mio lavoro, non hanno comunque voglia di assumermi. Ovviamente tutta la storia della collaborazione e dei "progetti" e` stata una emerita messinscena, visto che tanto il lavoro quanto la modalita` con cui viene svolto sono assolutamente identici a quelli dei dipendenti. E poi si parla tanto di flessibilita`, ma perche` noi dobbiamo essere flessibili quando invece banche e finanziarie non lo sono per niente? Perche` se voglio cambiare macchina mi tocca pagarla in contanti? Perche` se dico che sono un cococo` a una banca, chiedendo un mutuo, quelli mi rispondono sempre "perepe`"? di Oscaruzzo Telecomunicazioni 28. LAVORO SENZA DIGNITA', TACITA ABITUDINE ITALIANA Denunciare lo scandalo del co.co.co. mi pare una ipocrisia: tutti sanno, nessuno si scandalizza e il futuro si prospetta semplicemente come una rimanipolazione lessicale del problema. Chi utilizza i contratti atipici per gli insegnanti delle scuole civiche sono addirittura i Comuni: si lavora con orari assurdi - io insegno pianoforte da anni ormai -anche 7/8 ore di fila si insegnamento diretto in rapporto singolo, senza pause, senza ferie e malattie, orari precisi al minuto giacche' ogni allievo paga per la sua ora, assoluto precariato giacche' ogni anno puoi essere sostituito senza nessun preavviso, le assenze dal lavoro devono essere recuperate, i contributi sono minimi e gli stipendi appena accettabili per sopravvivere. Che dire di piu'. Sarei felice che la nostra categoria di laureati venisse trattata con maggiore rispetto sia professionale sia dal punto di vista dei diritti del lavoratore, ma mi pare che la situazione possa solamente peggiorare. Auspico che l'argomento possa essere trattato in maniera piu' diffusa, magari anche in tv, giacche' il nostro specifico sommerso non compare in nessuna statistica, e offro volentieri la mia collaborazione a riguardo. Grazie di Nico Antonio Pintus insegnante

11 29. PSICOLOGA DEL LAVORO Totale assenza di autonomia nella gestione degli orari e nell'organizzazione del lavoro. Sottovalutazione delle capacità e delle competenze ed utilizzo di queste per compiti non richiedenti specifiche competenze(di certo non una laurea). Totale assenza di certezze sulla stabilità del rapporto di lavoro. Ho deciso di troncare il rapporto di lavoro in seguito alla promessa, non mantenuta, di un contratto di altri sei mesi per occuparmi della selezione. Improvvisamente è venuta meno questa opportunità e mi è stato proposta una occupazione da "segretaria" da svolgere la sera in un edificio che rimaneva vuoto ed in luogo isolato. Mi si chiedeva di fare il giro degli uffici e dei bagni per controllare l'effettivo spegnimento di luci e pc. Di spostare il tappeto davanti al portone d'entrata e chiudere i locali inserendo anche l'allarme! L'attività prevedeva una raccolta quote di partecipazione al corso di formazione, di cui ero "tuor",ed un lavoro fisico di spostamento per ben due volte di banchi e sedie. I dirigenti sapevano benissimo che, nonostante l'apparenza e il buono stato di salute, avevo problemi di salute dovuti ad una malattia genetica. La società per cui lavoravo è cattolica! di Paola Scarnato Risorse Umane 30. LAUREATO CON MASTER N.D.R. lavoratore a progetto in consulenza presso terzi: -il progetto generalmente e' fasullo, si limita ad indicare un'attività generica - si è comunque vincolati ad un orario - niente straordinari retribuiti (cioè li fai ma non te li pagano) - nessuna garanzia di continuare il lavoro a fine contratto - niente ferie - niente mutua - niente permessi - niente preavviso in caso di "licenziamento" - paga identica o quasi ad un lavoratore dipendente - se il cliente si stufa di te: sei fuori - se la "tua" ditta si stufa di te: sei fuori - se litighi con la suocera del capo: sei fuori. - nessun contratto nazionale di appartenenza (se devi andarti a lamentare con qualcuno non sai da chi andare ne con chi scioperare) - i contributi versati nella "cassa separata" non si sa che fine faranno. i conti fateli un po' voi... di emiliano viecca - - informatica/web

12 ECONOMIA La vostra vita da Co.co.co. (912 interventi, ultimo alle :09:00) 31. LA BEFFA DELLA PENSIONE Lavoro da oltre 15 anni come Co.Co.Co (prima si chiamavano con un altro nome) come bibliotecaria, 16 ore alla settimana. Il datore di lavoro mi ha sempre trattato equamente, in base alla legge. La più grossa fregatura l'ho ricevuta da non so quale governo di sinistra che ha reso obbligatori i contributi INPS, però in una gestione separata che non potrò sommare ai versamenti fatti come lavoratrice dipendente ed al riscatto laurea. Per di più mi hanno detto che, siccome lavoro poco e verso poco, non avrò nemmeno diritto ad una pensione. Per fortuna che é stato un governo di sinistra a fregarmi in questo modo!! Piera Malpeli di Malpeli Piera Scuola 32. QUALCUNO CREDE CHE......con questa riforma ci saranno + diritti? Che i co.co.co si trasformeranno a valanga in assunzioni? Ho fatto co.co.co. e, tanto per dire quanto in realtà il mio lavoro fosse inquadrato, mi facevano timbrare il cartellino (cosa illegale). Ma penso che non mi avrebbero assunta con il passaggio alle collaborazioni a progetto.. La precarietà nel settore web-grafica è quasi la regola, e le prospettive non mi sembrano migliorare con questi nuovi contratti. di Ilaria Chelavora web 33. E' MEGLIO IL LAVORO NERO Tanto i diritti non esistono nemmeno con questi contratti che altro non sono che lavoro in nero legalizzato!! La mia società di informatica mi obbliga perfino a lavorare durante alcune festività senza pagarmi e senza concedermi delle ore di recupero, siamo ai limiti,anzi il limite è già stato superato da

13 un pezzo,spero presto di andarmene e di dire addio a queste "famose" società di informatica AGUZZINE e a questi VERGOGNOSI CONTRATTI DI LAVORO. La vera scommessa è di riuscire a non andare in rosso coi soldi in banca!! Signori al governo (tutti, maggioranza ed opposizione) vi auguro tutto il male possibile. di Simone informatica ANNI lavoro da 2 anni presso una Università (non dirò quale). Faccio 8 ore al giorno tutti i giorni e, come tutti i miei colleghi (una ventina) veniamo pagati ogni 4 mesi. La mia esperienza dal punto di vista lavorativo è molto buona (ho imparato un sacco di cose), dal punto di vista contrattuale davvero pessima. Grazie Andrea di Andrea cescon università 35. TROPPI CO.LLOQUI POCHE CO.NQUISTE TANTE CO.NTRADDIZIONI zero contratti ma solo progetti... contraddittori blandi e ambigui... escamotage perfetto alla disoccupazione... temporeggiare con un progetto che fa rima con precarierà assoluta 29 anni laureata specializzata e con le carte in regola (mi avevano illuso) per "buttarmi" nel mondo del lavoro... avevano dimenticato di aggiungere che il mondo del lavoro è ormai l'isola che non c'è e noi tanti piccoli peter pan.. armatevi di coraggio e fantasia ragazzi perchè per noi "progettisti" non ci sono finanziarie che tengano ne prestiti ne soldi ne case ne macchine..."splendidi progetti" da terminare in tempi "assolutamente determinati"...in appartamenti squallidi uffici stressanti metropolitane piene palestre economiche e discount fin troppo decenti allora...popolo di progettisti: fantasia per disegnare le ali e coraggio per volare! in bocca al lupo una piccola "campanellino" di antonia fiorelli turismo 36. LAUREA IN MATERIE LETTERARIE Lavoro per oltre 5 anni in un ente semi pubblico denominato ARPAT Agnzia Regionale per l'ambiente a Firenze. Esce dopo qualche anno un concorso con lo stesso profilo prof. Sapendo che io possedevo quel titolo di studio l'ente mi discrima e decide di chiedere Lettere e no Materie Letterarie

14 nel bando essendo a conoscenza del mio titolo di studio. Faccio il concorso e vengo escluso dopo la prima prova perchè dicono che il mio titolo di studio non soddisfa le richieste del bando. Ho un Master in Direzione e Management delle Biblioteche, esperienza di lavoro decennale nel campo. Nel bando concorso per parasubordinato arrivai primo.allora per essere sfruttato avevo i titoli. Adesso mi si è escluso per un cavillo. Sfruttato all'epoca, sbeffeggiato oggi. Per un vuoto legislativo ho perduto un posto per il quale almeno moralmente avevo tutti i diritti per partecipare. Vergogna!!! di Daniele Montagnani BIBLIOTECA 37. SCHIAVISMO LEGALIZZATO!! Questa che riporterò non è la mia esperienza ma quella vissuta da mia moglie la quale ha lavorato per 3 anni presso una società del settore accessori moto svolgendo a tutti gli effetti l'incarico di responsabile di programmazione produzione, o meglio era titolare dei doveri e delle responsabilità di tale incarico, ma non dei meriti. Il contratto un co.co.co rinnovato di anno in anno nonostante le promesse di una prossima quanto imminente assunzione a tempo indeterminato (per 2 anni la stessa solfa). Naturalmente lei come molti dei suoi colleghi di lavoro (tutti ingegneri)contrattualmente inquadrati con co.co.co erano tenuti a rispettare orari di lavoro ben precisi (come un dipendente), con il minimo dello stipendio paragonabile ad un contratto di formazione (800 Euro mensili), ma naturalmente con tutte le altre caratteristiche di un co.co.co. Situazioni del genere ne ho viste tantissime e personalmente penso che quel genere di contratti siano un mezzo molto potente in mano ad un datore di lavoro che ti voglia tenere in pugno. Tutti doveri nessun diritto, a tutti gli effetti per me un'esempio lampante di "SCHIAVISMO LEGALIZZATO"... SALUTI di Ferro Riccardo THE NEVER END STORY Ciao Preferirei mantenere l'anonimato per non avere problemi futuri in ambito lavorativo, visto che la legislazione attuale di quelli come me i cosidetti co.co.co o co.co.pro se ne infischia. Lavoro da tre anni in questo settore e sempre inquadrato con questa tipologia contrattuale, senza ferie pagate, malattie, tredicesime..., tfr e quant'altro possa identificare un lavoratore dipendente. Nell'ambiente di lavoro non puoi alzare la testa perchè l'indomani ti ritrovi fuori la porta, con il badge disabilitato ad entrare senza conoscere in anticipo le motivazioi.

15 Se ti presenti in banca per avere un mutuo per l'acquisto di una casa ti ritrovi rispondere picchè, stessa cosa se vuoi fare un acquisto a rate tipo automobile. Cosa sarà del nostro futuro visto che non solo il solo a trovarmi in questa situazione? Come può un giovane avviare una famiglia in queste condizioni?? Gradirei una risposta dal sottosegretario Sacconi visto che giustifica l'esistenza di tali contratti infischiandosene delle problematiche legate ai contorni. Sempre per Sacconi, lo farebbe lavorare lei un suo familiare in queste condizioni? Grazie di Ted Mobisa Informatica 39. SIAMO TUTTI NELLA STESSA BARCA Nel cinema il lavoro è di solito a t.d.: si viene collocati per la durata del film. Ma quando si lavora per 14 ore circa al giorno e si fanno le giuste amicizie di persone che apprezzano la tua abnegazione allora sì che il lavoro è pressochè garantito x tutto l'anno! Poi sono rimasta incinta: e chi vuole assumere una segretaria con già una pancia di 4 mesi?! Eh no: rischi di affaticarti, ma poi, sopratutto, servono persone disponibili 24 ore su 24! Per non parlare dopo la nascita della bimba sono riuscita ad ottenere per la preparazione di un film di poter tornare a casa per le 19.30! Va bene, per due mesi si può anche fare...! Infine: incinta della seconda bimba, reclutata per un film che non si fa + a Milano ma a Roma, quindi niente lavoro... nuova proposta di lavoro ma incinta non va bene. Vivo a Milano da 2 anni e non è facile trovare qualcosa che sai fare senza che nessuno ti conosca! Quindi II gravidanza senza lavoro, senza contributi x la maternità (devi lavorare il 7 mese ma se non sei assunta come si fa?!)e con una casa che non ci fa ottenere il contributo del comune! Ora ho fatto 2 lavori in rai e sono in attesa di una nuova chiamata che manca da maggio! di Federica Costantini prod. cinema e regia tv E LA STORIA CONTINUA. Si cambia lasigla ma il succo è uguale.i co.co.co dovevano servire per far emergere il lavoro nero ma sono diventati una scusante per legalizzare il lavoro nero..ne sono deluso.comunque da circa 5 hanni ci sono dentro...tengo duro e vado avanti... di alessandro desideri informatica 41. Sono una laureata in Scienze dell'educazione.dal 2001 al 2003 ho lavorato per una cooperativa sociale come co.co.co.

16 perchè la quantità di ore lavorate settimanalmente era molto variabile e spesso non tale da poter garantire uno stipendio dignitoso con un contratto da dipendente. Mi occupavo di un doposcuola per bambini delle elementari e di un progetto giovani. Quello che mi dava più fastidio era il non poter contare sulla retribuzione in caso di malattia e di non avere le ferie pagate. Senza contare che, qualora la cooperativa avesse perso l'appalto, sarei rimasta senza lavoro.come si può progettare il proprio futuro quando non si percepisce uno stipendio fisso e non si gode di quelle garanzie che ai dipendenti spettano, per fortuna, di diritto?chi vuol fare l'imprenditore sa che andrà incontro a certi rischi, ma gli si prospettano anche buoni guadagni, ma chi vuole rimanere dipendente che deve fare?e'giusto che a tanti giovani lavoratori di oggi vengano negate quelle conquiste sindacali per cui hanno lottato i loro genitori? di Elena Pasqualetti sociale 42. RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA VITA E LA NOSTRA FAMIGLIA (PRESENTE E FUTURA). Grazie a Dio, e non agli uomini, sono un dipendente a tempo indeterminato. Naturalmente dico alla redazione che nome e cognome sono inventati per ovvi motivi. Dico però che tutti gli strumenti cosiddetti di flessibilizzazione del mercato del lavoro sono solo delle panzane e, purtroppo, una moderna frusta per tenere gli schiavi al passo. Non sono di sinistra. Nè tantomento di estrema sinistra. Ma percepisco, mi rendo conto che siamo in pochi, che la svolta liberista che ha imprisso la nostra classe pseudodirigenziale ci riporta agli inizi dell'ottocento, ossia della rivoluzione industriale. Percepisco, cioè, che il mondo è già cambiato e che questi "signori" si sono presi la nostra vita presente e futura. Allora basta: non è possibile che la ricchezza prodotta si traduca in rendita di capitale automaticamente, mentre chi contribuisce a produrla sempre deve vivere a tratti. Questi si stanno bevendo il nostro presente ed hanno già prenotato le bottiglie di vino del nostro futuro. La coscienza che dovrebbe nascere è quella di una fortissima risposta civile a questa situazione drammatica: smontare le imprese e far fare gli imprenditori a chi ha anche una coscienza sociale. di ritorno indietro industria 43. NON LE RINNOVO IL CONTRATTO E IO VADO IN VACANZA...

17 Ho lavorato con un co.co.co. per la seconda azienda italiana del settore costruzioni e grandi appalti. Dopo quasi un anno di onarato "servizio" il mio capo, una persona di nobili natali per altro!!!!, mi avverte alle 19 sulla porta che lui andava in vacanza in barca a vela e a me non mi rinnovava il contratto. Risultato mi sono trovata a spasso dalla sera alla mattina... Lavoratori di serie B? Magari... Non cambi e non cambierà nulla anche con il co.pro. Il mio attuale contratto è stato già tramutato ma a poche decine di giorni dalla scadenza non so se me lo rinnoveranno! Sindacatiiiiiiiiii dove siete???????????? di Francesca D'Esposito ong diritti umani 44. CAMBIA SOLO IL NOME Già, le intenzioni, le promesse di un passaggio dal co.co.co ad una vera forma contrattuale sono solo vuote parole e lo si è già visto...ho lavorato per due anni e mezzo per una società di consulenza e quando ci fu il passaggio da co.co.co. a progetto, è cambiato solo il nome del contratto. Le società si inventano di tutto pur di nn assumerti! Chiesi di essere assunta e mi prospettarono una differenza mensile di stipendio superiore ai 300 euro in meno, affermando che costava troppo assumere... In più, formalmente nn ero vincolata ad orari e a giornate, ma era solo una facciata: dovevo firmare ogni giorno e la giornata lavorativa doveva essere di 8 ore. Non cambierà assolutamente niente. E ora che sono riuscita a trovare un lavoro da dipendente, è come se i precedenti anni nn avessi lavorato perchè i contributi nn si sommano...che mi ridiano allora i soldi che ho versato! Parlano sempre di flessibilità, ma a me sembra precarietà allo stato puro...ma d'altronde, bisogna pur mangiare e allora si accetta qualsiasi cosa, anche perchè tanto è l'unica cosa che ti viene offerta! di Federica DM consulenza 45. SFRUTTAMENTO DEL 21 SECOLO Non ho mai lavorato come co.co.co., però ho visto da vicino molti miei amici. La realtà è molto semplice: si tratta di lavoro subordinato con gli stessi doveri e meno diritti. Uno solo dei miei amici ha avuto il coraggio di denunciare questa situazione, ottenendo, con l'aiuto dei sindacati, un discreto risarcimento dal datore di lavoro. Il rapporto di lavoro, però, era irrimediabilmente compromesso. Chi, a diferenza di questo mio amico, non ha altre speranze di trovare lavoro, deve accettare supinamente, ieri i co.co.co., oggi i co.pro. e domani chissà...

18 Nella realtà che conosco io, il cambiamento da co.co.co. a co.pro. non ha sortito il benché minimo effetto tangibile: guide museali, animatrici e cassiere firmano un foglio leggermente diverso, ma restano a svolgere un lavoro subordinato non considerato né remunerato come tale. Come corollario, il mobbing è una costante, vista la precarietà del contratto. Il co.co.co. (o surrogati) può andar bene per teen-ager in cerca delle prime lirette, non per padri di famiglia. Chi si chiede del perché del crollo dei consumi, indaghi su queste persone, costrette, a 30 anni e più, a dipendere dai soldi di mamma e papà. di Marko Germani turismo/musei 46. AD MAIORA Laurea in Giurisprudenza ed esperienza nel settore della formazione professionale. Co.co.co praticamente da sempre, la società con cui collaboro da due anni adesso mi ha "gentilmente" obbligata ad aprire Partita Iva. Naturalmente nessuna possibilità di contrattare sul lordo che è rimasto uguale. Il netto si abbasserà sensibilmente e comunque non potrò sfruttare la mia posizione di free-lance perchè la società pretende pure l'esclusiva! Vorrei fare un bambino, avere la possibilità di sviluppare un mio progetto personale, ma mi rendo conto che nello scenario in cui ci muoviamo devo, tutto sommato, ritenermi una privilegiata ad avere uno stipendio regolare e "un posto fisso"...(?) Ad maiora di Bruna Ambrosecchio Formazione professionale 47. POTERE CONTRATTUALE Il contratto co.co.co è tutto sommato un modo di disciplinare alcune tipologie di lavoro non inquadrabili altrimenti. E' stato un buon esperimento ma la grande falla che si è aperta riguarda il potere contrattuale: a chi ne era provvisto è andata bene, a tutti gli altri è toccato un posto di lavoro vacante e sottopagato. In generale la contrattualistica privata ha un senso civile solo nel momento in cui il potere contrattuale è lo stesso da entrambe le parti: così è raramente stato in Italia ad oggi, periodo di recessione e difficoltà nel trovare lavoro, le aziende utilizzano queste forme contrattuali per risparmiare sulla manodopera. Il contratto a progetto, poi, aumenta il potere contrattuale dell'azienda perchè non è più legato ad una mansione, ma ad un progetto. L'azienda ha un potere di ricatto notevole nel

19 momento in cui la capacità contrattuale del lavoratore è minima. Tutto ciò è una considerazione valida nel momento in cui questa tipologia contrattuale non mascheri una dipendenza, come accade nella maggioranza dei casi. di Sergio Martino Informatica 48. STUDENTI E CO.CO.CO Sono uno studente lavoratore con contratto co.co.co, rientro nella fascia di coloro ai quali il contratto è stato rinnovato sino ad ottobre prossimo. Fino ad ora il co.co.co è stato l'unico in grado di garantire la giusta flessibilità per chi come me deve lavorare per sostenersi ma non vuole che il lavoro diventi impegno esclusivo a scapito dello studio. Per intenderci io ho lavorato,fino ad ora, quanto ho voluto nei periodi distanti dagli esami ed ho potuto tranquillamente astenermi dal farlo quando avevo da studiare ciò mi ha consentito di non diminuire il mio rendimento accademico riuscendo comunque ad avere un lavoro capace di garantirmi un sostegno economico. Allo scadere del mio contratto io non sarò disponibile a passare ad un altro contratto, magari parttime, perchè non mi garantirebbe la giusta flessibilità di cui uno studente ha bisogno ne tantomeno ad un contratto a progetto perchè questo richiederebbe la fissazione di una data di scadenza e di un monte ore da realizzare entro quella data costituendo dunque una contrazione della flessibilità. Francamente ritengo ovvio l'aumento del lavoro sommerso. di Marco Crusafio Centro scommesse 49. MA QUALI CONTRATTI A PROGETTO? NON È CAMBIATO NIENTE! Sveglia! E' cambiata la forma, ma non la sostanza... le aziende trovano ogni tipo di escamotage per mantenere i rapporti parasubordinati. Avevo un Co.Co.Co. fino all'anno scorso, adesso è "teoricamente" un Co.Pro. In realtà faccio nove/dieci ore al giorno presso la sede aziendale, timbro il cartellino, non ho garanzia su ferie/malattie, tralasciando i contributi. E' a tutti gli effetti lavoro dipendente, senza i vantaggi del medesimo. di Alessandro Capochino web 50. POSITIVA? si e no, da un lato puo' rendere le persone piu' professionali perche' ricercare un posto di lavoro vuol dire controntarsi

20 spesso con altre persone del tuo livello..quindi la reputo una cosa positiva (sempre se uno ha voglia di competere). Dall'altra parte questa competivita' rende il lavoro piu' stressante e ansioso. Ci voglio far ammalare di ansia? Sta per uscire un nuovo farmaco apposta? Io non ho mai avuto la fortuna di un contratto a tempo ind. ma chi lo aveva e ne e' uscito con un co.co.pro e' disperato. Chi ha mutui. Chi ha famiglia. Chi non ha nulla e vuole progettare un futuro? su che base lo fa? ipoteca la casa dei familiari?..che poi sarebbe il mio caso, ma non lo faro' mai cosi' sto seriamente pensando di emigrare e non in europa. E infine quando vedi piu' istituti di credito che bar...beh non fai che prefedere una pessima sopravvivenza. di Gico Consulente Informatico 51. OPERATORE P.C. Ho lavorato 2 anni con questo contratto, l'ente era l'istituto zooprofilattico di Portici.Scaduti i due anni non mi hanno rinnovato piu' il contratto. Fine della storia. Mi sono ritrovato senza nulla! Vorrei vedere se qualche figlio di un politico favorevole a questi contratti ha fatto esperienze del genere...viva l'italia di Gaetano De Vivo sanitario 52. CO.CO.CO. NELLE SCUOLE PRIVATE Per legge le scuole paritarie (scuole private equiparate in tutto e per tutto alla scuola pubblica) possono assumere a co.co.co. fino al 25% del proprio personale docente. Ti fanno firmare un contratto in cui si dichiara, ovviamente, che non c'è nessun rapporto di lavoro dipendente nè vincolo di orario. Solo che, essendo una scuola, tu hai le tue ore nei tali giorni, più vincolato di così... di Marco Franceschin scuola-università 53. Per quanto il co.co.co fosse un contratto lavorativo deprecabile, quanto meno permetteva di lavorare, ora con questa trasformazione di co.co.co in contratto a progetto, ho già visto un sacco di giovani andare a casa perchè non sempre è possibile delineare un progetto credibile. ma che cosa si aspettavano che da co.co.co fiorissero assunzioni??? piùttosto ora non assumono più. Grazie.

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