le Pro Loco e il Fisco soci o concorrenti?

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1 le Pro Loco e il Fisco soci o concorrenti?

2 Che fare il Presidente di Pro Loco sia cosa complicata ne siamo tutti ben consapevoli in quanto ci siamo dovuti scontrare pressoché quotidianamente con la burocrazia e prendere coscienza di sigle astruse: D.I.A. H.A.C.C.P. L.626/94 D.Lgs.81/08 L.675/96 D.Lgs.196/03 L.383/00 L.398/91 (e moltissime altre ancora)

3 Non è certo questa la sede per iniziare alcun processo di beatificazione (anche se.) quanto piuttosto l occasione di cercare di sgomberare qualche nuvola o quantomeno di tenere a portata di mano un capiente ombrello per ripararsi dal temporale, ed in particolare da quello che potrebbe seguire un avviso di accertamento dall Agenzia delle Entrate oppure una visita ispettiva della Guardia di Finanza.

4 Il Presidente di Pro Loco, ai fini fiscali, deve farsi poche semplici domande: 3.Le entrate annuali sono date solamente da quote associative, liberalità da privati ed imprese e contributi da enti pubblici a fini istituzionali?

5 1. Tutti questi soggetti non chiedono e non riceveranno nulla in cambio del loro contributo se non la soddisfazione che la Pro Loco possa pienamente raggiungere i propri scopi di promuovere il territorio, salvaguardarne le tradizioni, animare la località, ecc.?

6 1. Fra le entrate non vi sono mai proventi da pubblicità, sponsorizzazione, organizzazione di fiere ed esposizioni, somministrazione di alimenti e bevande, organizzazione di gite?

7 Se a queste tre semplici domande siete in grado di rispondere con altrettanti decisi SI potete rilassarvi e considerare che tutto quello che diremo di qui innanzi non vi riguarda minimamente. Per mia curiosità personale e professionale sarò lieto di stringervi singolarmente la mano in quanto vere e proprie rarità nel panorama associativo nazionale.

8 Intendiamoci non dovete convincermi ad ogni costo che effettivamente siete delle anime candide (a proposito di beatificazioni.), quanto essere pronti a difendere quei tre SI veramente impegnativi nello scenario globale che vede sempre più rarefarsi le risorse finanziarie complessive disponibili. Il suggerimento resta quindi quello di imparare cosa fare nel caso qualche SI possa divenire NI.

9 Quando i proventi sono a fronte della cessione di un bene o dell assunzione di una obbligazione ad effettuare qualsiasi prestazione di servizi, il caso tipico è la presenza pubblicitaria, dovremo imparare a considerarli corrispettivi e come tali ad essere consapevoli di tre cose:

10 Dobbiamo essere dotati di partita Iva prima del contratto (anche verbale); Dobbiamo sapere che in quel corrispettivo è incorporata dell Iva che dovremo versare; Dovremo dichiarare tutti i corrispettivi attraverso la denuncia annuale dei redditi.

11 Esempio: la Pro Loco riceve 100 euro a fronte dell esposizione di uno striscione sotto il palco quei 100 euro vanno suddivisi in 17,66 di Iva e 83,34 di volume di affari i 17,66, al netto dell abbattimento forfetario o dell Iva pagata ai fornitori, andranno versati tramite delega fiscale F24 sugli 83,34, al netto dell abbattimento forfetario o dei costi sostenuti, si calcolerà l I.R.E.S. nella misura del 27,50%.

12 Vale la pena di sottolineare che sono soggetti a tassazione in Italia tutti i redditi ovunque prodotti, quindi anche all estero, dagli aventi residenza o sede in Italia così come pure che le Pro Loco sono soggette ad I.R.E.S. in quanto enti non commerciali unicamente per la parte delle loro attività che assumono le caratteristiche di essere considerate fiscalmente commerciali.

13 Gli enti non commerciali possono esercitare attività commerciali solamente se le stesse sono accessorie nel rispetto delle finalità istituzionali e non sussiste la tipica organizzazione di natura imprenditoriale.

14 Una doverosa precisazione va effettuata nel caso in cui la Pro Loco perdesse la qualifica di ente non commerciale per assumere quella di ente commerciale (quando cioè svolgesse in maniera organizzata e continuativa attività assimilate a quelle di impresa); in tale caso tutti i proventi conseguiti (quote associative comprese) sarebbero da considerare corrispettivi e non sarebbero ammesse forme contabili semplificate o forfetarie.

15 L ente non commerciale è obbligato alla tenuta della contabilità separata distinguendo l attività istituzionale da quella commerciale. La perdita di qualifica di ente non commerciale, indipendentemente da quanto dovesse essere statutariamente previsto e comunque rimanendo a tutti gli effetti nel grande mondo del non profit, è prevista dall articolo 6 del D.Lgs. 460/97

16 che individua una serie di parametri anche in base ai quali essa può avvenire: prevalenza delle immobilizzazioni, dei ricavi, del reddito, delle spese, sempre ovviamente della parte commerciale rispetto a quella istituzionale. Anche è evidenziato in grassetto in quanto non vi è alcun automatismo sulla base dei parametri che servono unicamente perché tale perdita possa essere definitivamente proclamata dagli uffici finanziari dopo un contradditorio con il contribuente.

17 Una volta che abbiamo consolidato la necessità di richiedere l attribuzione della partita Iva si pone il problema di scegliere il regime fiscale ritenuto più idoneo.

18 Le possibilità sono sostanzialmente tre: Il regime ordinario sia ai fini Iva che contabili, Il regime ordinario ai fini Iva e semplificato ai fini contabili, Il regime forfetario di cui alla L.398/91.

19 L opzione 1. è consigliata alle grandi associazioni con volumi di affari rilevanti in quanto presuppone costi amministrativi di un certo rilievo data anche la ragionevole necessità di avvalersi di professionisti esterni.

20 L opzione 2. è da suggerire a quelle associazioni che ritengono di avere un vantaggio dal calcolo dell Iva da versare deducendo da quella riscossa quanto effettivamente assolto sulle fatture dei fornitori, pur con costi minori richiede anch essa professionalità non sempre disponibili a titolo gratuito.

21 L opzione 3. Quella maggiormente diffusa consente di determinare in maniera completamente forfetaria sia l Iva da versare che il reddito su cui calcolare le imposte con formalità contabili talmente minimali da potere essere agevolmente tenuta in casa. Soffermeremo la nostra attenzione quindi su quest ultimo regime contabile anche attraverso l analisi di alcuni esempi esplicativi.

22 Innanzitutto va precisato che possono aderire a questo regime le Pro Loco con un volume di affari annuale non superiore a euro e che le stesse devono: Dotarsi di un prospetto riepilogativo annuale su cui annotare su base mensile i corrispettivi introitati, Conservare e numerare progressivamente tutti i documenti di spesa,

23 Provvedere in via telematica ai versamenti trimestrali dell Iva, Presentare la dichiarazione annuale dei redditi e versare le imposte corrispondenti a titolo di saldo e, se dovuto, di acconto. Oltre alle già citate possibili economie amministrative va evidenziato che l adozione di questo regime esenta dall emissione di scontrini e/o ricevute fiscali a fronte dei corrispettivi (particolarmente utile quando si organizzano chioschi gastronomici).

24 Per contro occorre anche precisare che non vi potranno mai essere dichiarazioni in perdita anche a fronte di annate particolarmente deludenti ma che vi sarà sempre qualche euro da versare sia ai fini Iva che di imposte sui redditi per il semplice fatto di avere introitato corrispettivi anche minimi.

25 Personalmente amo considerare questo regime una sorte di condono fiscale permanente in cui la serenità fiscale viene raggiunta tramite un modesto impegno finanziario annuale. L opzione va esercitata in sede di dichiarazione dei redditi ma occorre sapere che l erario considera valido il comportamento concludente per cui il contribuente potrà sempre fare valere il regime forfetario anche in caso di irregolarità commesse in sede di esercizio dell opzione.

26 Ipotizziamo quindi che l attività estiva della Pro Loco considerata ad esempio si chiuda con: Proventi da chiosco gastronomico per euro ,00, Proventi da pubblicità commerciale per euro 3.500,00, Costi per l acquisizione delle vivande per euro 4.000,00, Spese tipografiche per euro 2.000,00, Cachet artistici per spettacoli euro 4.500,00, Spettacolo pirotecnico euro 3.000,00.

27 Bilancio quindi in assoluto pareggio finanziario fra entrate ed uscite. Ai fini del calcolo delle imposte in regime 398/91 il calcolo da fare tralascia completamente i costi e prende in esame unicamente i ricavi:

28 Da somministrazione di alimenti e bevande soggetta ad Iva 10% il calcolo da fare sarà: : 1,10 = 9.090,91 imponibile per cui * 10% otterremmo 909,09 di Iva; Da proventi pubblicitari soggetti ad Iva 20% il calcolo da fare sarà: : 1,20 = 2.916,67 imponibile * 20% otterremmo 583,33 di Iva.

29 La somma dei 2 imponibili (9.090, ,67) è quindi pari euro ,58 mentre la somma delle due imposte (909, ,33) è pari a euro 1.492,42. Con queste semplici operazioni ho tutti gli elementi fiscali necessari.

30 Cominciamo dall Iva che andrà versata entro il giorno 16 del mese successivo alla chiusura del trimestre, quindi 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio. L importo da inserire nella sezione erario del modello F24 sarà 746,21 avendo applicato un abbattimento forfetario del 50% sul totale dell Iva introitata che abbiamo visto ammontare a euro 1.492,42.

31 In sede di dichiarazione fiscale annuale, presumendo che queste siano le uniche attività commerciali, applicherò sull imponibile complessivo di euro ,58 un abbattimento forfetario del 97% ottenendo come risultato euro 360,23 su cui calcolare il 27,50% di imposta pari a euro 99,07.

32 In definitiva verserò all Erario complessivamente euro 845,28 che corrisponde pressappoco al 6,27% dei euro incassati. Sono tanti! Sono pochi! Ognuno arriverà alle proprie personali conclusioni.

33 Di sicuro sono molti di meno di quello che paga un qualsiasi altro contribuente, imprenditore o meno, anche se, almeno nell esempio proposto, sono quasi euro di costi che faranno chiudere la manifestazione in passivo malgrado l apparente pareggio iniziale.

34 Occorre sottolineare che 845,28 saranno il conto da pagare anche nel caso che i costi fossero il doppio oppure la metà di quelli indicati in quanto abbiamo visto che non rilevano in alcun modo nel calcolo delle imposte da versare.

35 Non è stata volutamente considerata nell esempio una ulteriore imposta cui sono soggette le Pro Loco; trattasi dell I.R.A.P. (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) che viene devoluta alle singole Regioni.

36 Essa sostituisce una serie di imposte abrogate fra cui la tassa sulla partita Iva e viene applicata sullo stesso reddito, determinato con i criteri analitici o forfetari, aumentato del costo sostenuto per interessi passivi e di quello complessivo del lavoro, sia esso rappresentato da dipendenti, collaboratori a progetto o prestazioni occasionali.

37 Vi sono una serie di deduzioni la più importante delle quali consente fino ad un volume di affari pari a poco più di euro annui di avere un abbattimento pari all imposta calcolata rendendo, di fatto, l I.R.A.P. non applicabile alle Pro Loco che non abbiano dipendenti.

38 Una riflessione separata è dovuta per le attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte nei circoli Pro Loco in cui prevale l aspetto assistenziale rispetto a quello commerciale e quindi i proventi non costituiscono base imponibile fiscale. La materia è regolata dal D.P.R. 235/01 che stabilisce con quali criteri i singoli Comuni rilasciano le autorizzazioni amministrative.

39 Né può mancare un cenno all iscrizione nel registro nazionale delle associazioni di promozione sociale che permette l accesso ad una serie di agevolazioni di stampo civilistico mentre per ciò che attiene la sfera fiscale meritano particolare rilievo la possibilità di dedurre i contributi erogati dai contribuenti privati e/o imprenditori e la possibilità di essere indicati quali beneficiari della quota del 5 per mille.

40 Dopo 1773 parole, le ha contate il programma di scrittura, ritengo di avere abusato a sufficienza della pazienza dei miei interlocutori cianciando di una materia che tutto si può dire fuorché affascinante; non era mia intenzione tediarvi in alcun modo ma solamente farvi conoscere meglio il vostro socio occulto che viene a mettere il naso nei bilanci e a spartire i magri guadagni senza neppure pagare la quota associativa.

41 Anche se lo conosci non puoi comunque evitarlo! Puoi però prevenire i possibili danni. Un Presidente avvisato è già mezzo salvato! E con la parola arrivederci fanno complessivamente Roberto Prescendi

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