AS.TRO con AAMS e Agenzia delle Entrate per trovare soluzione fiscali per la raccolta di gioco con gli apparecchi Newslot (video)

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1 AS.TRO con AAMS e Agenzia delle Entrate per trovare soluzione fiscali per la raccolta di gioco con gli apparecchi Newslot (video) In: Apparecchi Intrattenimento, Primopiano 17 gennaio :10 (Jamma) L Associazione AS.TRO ha organizzato un convegno di carattere tributario a Roma, presso il Ripa Hotel, via Degli Orti di Trastevere 3. Il dibattito rappresenta la prima occasione, nel 2013, per il settore degli apparecchi di intrattenimento per avere chiarezza dal punto di vista fiscale. La materia Aspetti contabili e fiscali relativi alla gestione degli apparecchi da gioco lecito di cui all art. 110 TULPS, comma 6 lett. A. Problematiche interpretative emerse nel corso delle verifiche dell Agenzia Delle Entrate è discussa dai relatori: Dott. Mario Carmelo Piancaldini Capo Ufficio Imprese minori e lavoratori autonomi Settore Analisi e Strategie Direzione Centrale Accertamento Agenzia delle entrate; dal Dott. Davide Diamare, Agenzie delle Dogane e dei Monopoli Direzione Generale Monopoli Direzione per i giochi Ufficio Apparecchi da Intrattenimento; dal Dott. Paolo Petrangeli, Commercialista revisore contabile, Commissione Imposte dirette Reddito di impresa Operazioni Straordinarie dell Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili di Roma; dal Dott. Marco Minoccheri Centro Studi AS.TRO Commercialista revisore contabile; Massimiliano Orlandini, Comitato di Presidenza Assotrattenimento2007/AS.TRO Confindustria sit Federazione S.G.I.; Carlo Geronimo Cardia, Avvocato, Dottore Commercialista e Revisore contabile,già professore a contratto di Diritto Tributario e Diritto Tributario internazionale Università G. D Annunzio di Pescara. Guarda i video Oppure la sintesi scritta Diamare (Agenzia dogane e monopoli): Giochi, avanza un profilo culturale Scritto da Sara Michelucci Giovedì 17 Gennaio :46 Gioconews 1

2 Roma Nel suo intervento al convegno 'Aspetti contabili e relativi alla gestione degli apparecchi di gioco lecito di cui all'arti. 110 Tulps, comma 6a - problematiche interpretative emerse nel corso delle verifiche dell'agenzia delle Entrate', Davide Diamare (Agenzie delle Dogane e dei Monopoli Direzione Generale Monopoli Direzione per i giochi Ufficio Apparecchi da Intrattenimento) sottolinea come nel settore dei giochi si stia evolvendo un profilo culturale. Non va dimenticato che il settore può progredire se sta in piedi l'intero assetto del comparto. Quello che conta è il fatto che un settore che genera un grande reddito e in grande gettito fiscale deve essere messo in sicurezza e questo si può ottenere con la coesione della filiera. Il settore subisce ogni giorno attacchi notevoli, molto spesso anche gratuiti, e per continuare ad operare in maniera ottimale occorre muoversi in maniera compatta. L OPERATO AAMS A FAVORE DEL SETTORE SLOT - Il dirigente sottolinea: L'amministrazione, rispetto ai tanti casi di limitazione dell'esercizio delle slot ha deciso di intervenire su alcune situazioni, intervenendo ad adiuvandum per esempio contro la legge di Bolzano per dare un chiaro segnale anche agli operatori che non devono sentirsi soli in questa 'battaglia'. Anche per quanto riguarda il decreto Balduzzi, in parte mal digerito all'interno della filiera, si intravedono tuttavia degli aspetti positivi nella norma. Per quanto riguarda gli apparecchi per esempio, la legge impone di indicare il numero di percentuale di vincita ma appare impossibile perché varia di macchina in macchina. Ma anche su questo bisogna guardare gli aspetti positivi, per esempio considerando che le cifre, come il Preu, non è detto che debbano rimanere inalterati. Come per esempio le possibilità di restituzione della macchina che non è detto che debbano rimanere inalterate nel tempo perché sappiamo che l'evoluzione normativa è costante e l'esigenza dei prodotti di gioco è anche quella di rispondere alle esigenze del mercato e quindi di rispondere alla domanda dei consumatori. Dallo stesso punto di vista, per quanto riguarda la materia fiscale che è l'oggetto del dibattito di oggi, Diamare non esclude la possibilità di considerare pratiche commerciali ulteriori e fuori dall'abituale, ma quello che è fondamentale è garantire la documentabilità delle operazioni. Gli operatori sono peraltro obbligati a garantire la tracciabilità dei pagamento e non si tratta quindi di un discorso di opportunità ma di un obbligo ben preciso. L'importante è che ci si muova i modo comune nella filiera nella gestione delle criticità. L intervento di Diamare si concentra sugli aspetti contabili e fiscali relativi alla gestione degli apparecchi di cui all art. 110 Tulps, comma 6 a). LA RACCOLTA DEL GIOCO Ai sensi dell articolo 39 del dl 269/2003, agli apparecchi e congegni di cui all'articolo 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, collegati in rete, si applica un prelievo erariale unico fissato in misura del 13,5 per cento (298) delle somme giocate, dovuto dal soggetto al quale l'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha rilasciato il nulla osta di cui 2

3 all'articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. A decorrere dal 26 luglio 2004 il soggetto passivo d'imposta è identificato nell'ambito dei concessionari individuati ai sensi dell'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, ove in possesso di tale nulla osta rilasciato dall'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. I titolari di nulla osta rilasciati antecedentemente al 26 luglio 2004 sono soggetti passivi d'imposta fino alla data di rilascio dei nulla osta sostitutivi a favore dei concessionari di rete o fino alla data della revoca del nulla osta stesso. I SOGGETTI DELLA FILIERA E il DD 9 settembre 2011 a istituire l elenco. La Sezione A è articolata nelle seguenti sottosezioni: Proprietari degli apparecchi e terminali di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del T.U.L.P.S. che non svolgono alcuna attività funzionale alla raccolta del gioco ed alla messa a disposizione dell importo residuo; Possessori ovvero detentori a qualsiasi titolo degli apparecchi e terminali di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del T.U.L.P.S. che non svolgono alcuna attività funzionale alla raccolta del gioco ed alla messa a disposizione dell importo residuo; Proprietari degli apparecchi e terminali di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del T.U.L.P.S. che svolgono attività funzionali alla raccolta del gioco ed alla messa a disposizione dell importo residuo; Possessori ovvero detentori a qualsiasi titolo degli apparecchi e terminali di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del T.U.L.P.S. che svolgono attività funzionali alla raccolta del gioco ed alla messa a disposizione dell importo residuo REMUNERAZIONE - Al concessionario spetta un compenso, agli altri soggetti abilitati una remunerazione. CALCOLO DELLE REMUNERAZIONI - Raccolta Vincite Preu Canone di concessione= Remunerazione complessiva RAPPORTI CONTRATTUALI CONCESSIONARIO-GESTORE L articolo 18 prevede che il concessionario può stipulare contratti solo con gestori che siano soggetti abilitati. La perdita dei requisiti è causa di risoluzione di diritto del rapporto contrattuale già instaurato. Il concessionario è tenuto a stipulare con il gestore un contratto che deve prevedere i seguenti contenuti minimi: l obbligo, da parte del gestore di fornire ad Aams, qualora effettui attività di raccolta e messa a disposizione del concessionario dell importo residuo, tutte le informazioni da questa richieste relativamente alle somme giocate con apparecchi di gioco Awp che il suddetto 3

4 gestore ha raccolto sulla base del contratto stipulato con il concessionario ed ad effettuare i riversamenti al concessionario stesso alle scadenze concordate; l obbligo, da parte del gestore, di tracciabilità dei flussi finanziari secondo quanto previsto dall articolo 3 della Legge 13 agosto 2010, n. 136 e successive modificazioni ed integrazioni e nei limiti di quanto stabilito dalle competenti autorità ; l accettazione incondizionata della comunicazione alle autorità competenti, da parte del concessionario, dei redditi conseguiti dalla raccolta di gioco mediante gli apparecchi da divertimento ed intrattenimento RAPPORTI CONTRATTUALI CONCESSIONARIO-ESERCENTE L articolo 19 prevede che il concessionario può stipulare contratti solo con esercenti che siano soggetti abilitati. La perdita dei requisiti è causa di risoluzione di diritto del rapporto contrattuale già instaurato. Il concessionario è tenuto a stipulare con l esercente un contratto che deve prevedere i seguenti contenuti minimi: l obbligo, da parte dell esercente, di fornire ad Aams, qualora effettui attività di raccolta e messa a disposizione del concessionario dell importo residuo, tutte le informazioni da questa richieste relativamente alle somme giocate con apparecchi di gioco Awp che il suddetto esercente ha raccolto sulla base del contratto stipulato con il concessionario ed ad effettuare i riversamenti al concessionario stesso alle scadenze concordate; l obbligo, da parte dell esercente, di tracciabilità dei flussi finanziari secondo quanto previsto dall articolo 3 della Legge 13 agosto 2010, n. 136 e successive modificazioni ed integrazioni e nei limiti di quanto previsto dalle competenti autorità; l accettazione incondizionata della comunicazione alle autorità competenti, da parte del concessionario, dei redditi conseguiti dalla raccolta di gioco mediante apparecchi da divertimento ed intrattenimento. OBBLIGHI DEL CONCESSIONARIO L articolo 14 prevede che il concessionario si impegna a trasmettere alle competenti autorità tutte le informazioni utili per verificare i redditi relativi all attività di raccolta del gioco tramite apparecchi da divertimento ed intrattenimento percepiti da tutti i soggetti abilitati. Deve inoltre comunicare ad Aams l importo dei compensi spettanti relativi alla raccolta di gioco tramite apparecchi da divertimento e intrattenimento, ancorché non corrisposti nell anno solare ad ognuno dei soggetti abilitati contrattualizzati, entro e non oltre il 31 dicembre dell anno successivo a quello in cui è sorto il diritto alla percezione dei predetti compensi. I DOCUMENTI CONTABILI - Il concessionario, in un periodo contrattualmente definito, non superiore ad un bimestre solare, mette a disposizione di ogni soggetto abilitato, che effettui in virtù del rapporto contrattuale instaurato la raccolta dell importo residuo, un estratto conto riportante i seguenti dati per il periodo considerato: nel caso di apparecchi AWP: l importo complessivo della raccolta; le vincite effettive riscontrate; il compenso da trattenere, come contrattualmente definito; l importo netto da versare al 4

5 concessionario, comprensivo dell importo dovuto a titolo di Preu e dell importo pari allo 0,8 per cento delle somme giocate; TRACCIABILITAì FLUSSI FINANZIARI Secondo l articolo 3 della legge 136/2010, per assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata a prevenire infiltrazioni criminali, gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese devono utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali, accesi presso banche o presso la società Poste italiane Spa, dedicati, anche non in via esclusiva. Tutti i movimenti finanziari relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici devono essere registrati sui conti correnti dedicati e, salvo quanto previsto al comma 3, devono essere effettuati esclusivamente tramite lo strumento del bonifico bancario o postale, ovvero con altri strumenti di incasso o di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni. Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, gli strumenti di pagamento devono riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dalla stazione appaltante e dagli altri soggetti di cui al comma 1, il codice identificativo di gara (CIG), attribuito dall'autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture su richiesta della stazione appaltante e, ove obbligatorio ai sensi dell'articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il codice unico di progetto (CUP). In regime transitorio, sino all adeguamento dei sistemi telematici delle banche e della società Poste italiane Spa, il CUP può essere inserito nello spazio destinato alla trascrizione della motivazione del pagamento. Il mancato utilizzo del bonifico bancario o postale ovvero degli altri strumenti idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni costituisce causa di risoluzione del contratto. L UNA TANTUM SULLE AWP Secondo l articolo 24 del DL 98/2011, il rilascio delle concessioni di cui al comma 35 è subordinato al versamento di un corrispettivo una tantum di 100 euro per ogni singolo apparecchio di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a), per il quale si chiede il rilascio o il mantenimento dei relativi nulla osta. Nel caso in cui la proprietà dell'apparecchio è di soggetto diverso dal richiedente la concessione, quest'ultimo ha diritto di rivalsa nei suoi confronti. Artt. 18 e 19 schema di atto di convenzione Qualora il concessionario intenda avvalersi del diritto di rivalsa, previsto nell articolo 24, comma 36, del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito con modificazioni nella Legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni ed integrazioni, tale previsione deve essere inserita obbligatoriamente nel contratto. Piancaldini (AdE): "Linee guida e trasparenza per prevenire i controlli nel settore slot" Come funziona l'analisi e il controllo dell'agenzia delle Entrate nel settore slot Cardia: "Cambio culturale in atto nel settore slot/vlt ma il gestore è sempre cruciale" 5

6 Pietrangeli: Operatori e Agenzia delle Entrate: criticità e best practise da seguire Orlandini (As.Tro): Gestore primo avamposto nel passaggio a legalità Minoccheri (Centro Studi As.Tro): Si applichi il principio di neutralità fiscale in materia di gioco Convegno As.Tro Aams e Agenzia Entrate, Piancaldini (AdE): "Linee guida e trasparenza per prevenire i controlli al settore slot" Scritto da Sara Michelucci Giovedì 17 Gennaio :28 Roma - Entra subito nel vivo il convegno che si sta svolgendo a Roma, presso il Ripa Hotel, organizzato dall'associazione che riunisce gli addetti ai lavori del settore degli apparecchi di intrattenimento AsTro e che prevede la partecipazione dell'agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Confindustria e esperti contabili. Aspetti contabili e fiscali relativi alla gestione degli apparecchi da gioco lecito di cui all art. 110 TULPS, comma 6 lett. A. Problematiche interpretative emerse nel corso delle verifiche dell Agenzia Delle Entrate, il tema del convegno. Il convegno di oggi mira a fare chiarezza su temi molto importanti per il settore delle slot con i principali attori e le autorità che regolano questo mercato. Si parlerà di temi molto importanti tra cui quello degli accertamenti del 2007 che per questo settore è a dir poco cruciale, ha introdotto il moderatore dell'incontro, il direttore di Gioconews.it Alessio Crisantemi. Subito la parola passa a Mario Piancaldini, Capo Ufficio Imprese minori e lavoratori autonomi Settore Analisi e Strategie Direzione Centrale Accertamento dell'agenzia delle entrate. AsTro si e' interfacciata subito con Aams e Ade per capire la natura della nostra attività di controllo. L'obiettivo ora è dare linee guida per evitare in futuro che si debba ricorrere ad un'attivita successiva di controllo. Questa e' la nostra volonta. L'agenzia delle entrate mira a essere trasparente per evitare di ricorrere a controlli successivi, spiega Pancaldini. Prevenire meglio che curare, quindi. Pancaldini spiega il perché dei controlli: Volevamo cercare di fare un'analisi puntuale dei gestori e degli esercenti, cercando di individuare le situazioni discrepanti. Mancava una individuazione da parte dei concessionari della quota che il gestore deve riconoscere all'esercente. Abbiamo chiesto ai concessionari i dati di dettaglio di gestori ed esercenti che avevano avuto rapporti con loro per le verifiche. 6

7 Ma non è finita qui: Dai concessionari acquisiremo anche i dati dal 2009 al 2011 su awp e anche per le vlt. In conclusione del convegno, Piancaldini prende poi la parola per sollecitare Massima trasparenza e collaborazione nei confronti degli uffici fornendo la documentazione utile. È questo che chiediamo oggi ai gestori per i controlli che in futuro potrebbero esserci. Noi dobbiamo partire dal dato del concessionario e qualora ci fossero discrepanze gli uffici sono già sensibilizzati e cercare di non arrivare al contenzioso. Per il futuro adottate gli indirizzi che stiamo dando sulla tracciabilità dei passaggi. Come funziona l'analisi e il controllo dell'agenzia delle Entrate nel settore slot Scritto da Redazione Giovedì 17 Gennaio :55 Attività di analisi, selezione e controllo delle somme raccolte mediante gli apparecchi di cui all art. 110 comma 6 del TULPS Apparecchi art. 110, co. 6, TULPS I congegni e gli apparecchi che distribuiscono vincite in denaro sono quelli elencati all art. 110, comma 6, del Regio Decreto n. 773 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) e nello specifico: apparecchi di cui alla lettera a) (c.d. NEW SLOT o AWP); apparecchi di cui alla lettera b) (c.d. Video Lottery Terminals o VLT). Questa ultima tipologia di apparecchi prevede la collocazione dei software di gioco sui sistemi di elaborazione dei concessionari (e non più all interno dei singoli apparecchi, come nel caso delle New Slot), pertanto è necessario l utilizzo delle rete di comunicazione per il funzionamento online degli apparecchi. La filiera: Concessionari Gestori Esercenti I concessionari della rete telematica a cui gli apparecchi comma 6 devono essere collegati sono: individuati mediante procedure ad evidenza pubblica; i soggetti passivi del Prelievo Erariale Unico (PREU). I gestori sono i proprietari (o possessori) e distributori degli apparecchi. Gli esercenti sono i titolari degli esercizi presso cui gli apparecchi sono fisicamente installati (sale giochi, bar, ristoranti, tabaccherie). 7

8 Il Prelievo Erariale Unico Il PREU si determina applicando l aliquota d imposta alla base imponibile costituita dalle somme giocate e registrate negli appositi contatori di ciascun apparecchio di gioco ed è dovuto, dal concessionario, per ciascun periodo contabile. Esso è assolto dai soggetti passivi d imposta con riferimento a ciascun anno solare, mediante versamenti periodici (bimestrali) e un versamento annuale a saldo (D.M. 12 aprile 2007 e successive modificazioni). La liquidazione ed il controllo dei versamenti dovuti dai concessionari a titolo di PREU sono effettuati, ai sensi del D.M. 12 luglio 2007, dall AAMS che all uopo si avvale di procedure automatizzate. Somme raccolte con apparecchi comma 6 TOTALE RACCOLTA ANNI ,5 MILIARDI DI EURO (Fonte AAMS) di cui presunta remunerazione conc./gestori/esercenti 17 MILIARDI DI EURO TOTALE RACCOLTA SOLO ANNO ,8 MILIARDI DI EURO (Fonte AAMS) di cui presunta remunerazione conc./gestori/esercenti 2,3 MILIARDI DI EURO Remunerazione della filiera Il residuo della raccolta è ripartito tra concessionari, gestori ed esercenti sulla base di accordi di diritto privato conclusi tra gli stessi. Il compenso del concessionario è generalmente determinato in misura fissa sulla base del numero di macchinette di ogni singolo gestore e in ragione di un determinato periodo temporale. I compensi dei gestori e degli esercenti sono generalmente rappresentati da un aggio espresso in misura percentuale sul complessivo della raccolta. Tali somme costituiscono ricavi da reddito d impresa ai sensi dell articolo 85 del TUIR e sono esenti IVA. Attività di analisi, selezione e controllo dell Agenzia delle entrate DESTINATARI DELL ATTIVITÀ DI CONTROLLO: Gestori ed Esercenti 8

9 PERIODI D IMPOSTA OGGETTO DI CONTROLLO: PRINCIPALE OGGETTO DEL CONTROLLO: Corretta contabilizzazione e dichiarazione delle somme percepite come remunerazione INFORMAZIONI A DISPOSIZIONE Previo confronto e in stretta collaborazione con AAMS, l AE ha acquisito ai sensi dell art. 51, comma 2 n. 3), del d.p.r. n. 633/1972 e dell art. 32, comma 1 nn. 4) e 8), del d.p.r. n. 600/1973 dalle società concessionarie della rete i dati relativi alla raccolta effettuata dagli apparecchi comma 6, in particolare: l ammontare delle somme raccolte; la quota parte destinata complessivamente ai gestori ed esercenti nonché i dati identificativi di questi; ove disponibile, la quota parte destinata agli esercenti; il numero di apparecchi in carico ad ogni gestore (e, ove disponibile, ad ogni esercente). Attività di analisi del rischio e selezione Le informazioni acquisite dai concessionari sono state: validate, con riferimento ai dati identificativi (CF e PIVA) dei gestori e degli esercenti, mediante confronto con i dati presenti in Anagrafe Tributaria; confrontati con i dati reddituali dichiarati dai gestori e dagli esercenti (fonte Anagrafe Tributaria). In particolare, sono stati controllati i campi dichiarativi delle operazioni esenti IVA, il volume d affari, i costi residuali, i dati strutturali e contabili dichiarati ai fini degli studi di settore ecc. L elaborazione ha, pertanto, messo in condizione di individuare le posizioni (gestori) che presentavano le maggiori incongruenze tra i dati acquisiti e quelli dichiarati. Con apposita nota interna, sono stati diramati indirizzi operativi alle Direzioni Provinciali in cui è stato specificato che: le informazioni complessive per ogni gestore ed esercente messe a disposizione degli uffici rappresentano solo un punto di partenza per una successiva attenta ed approfondita analisi complessiva della posizione fiscale dei contribuenti mediante l esecuzione di attività istruttoria (prima mediante complessivo approfondimento dei dati a disposizione dell AE e poi mediante convocazione in ufficio della parte ovvero verifica fiscale in loco); occorre procedere ad accertamento solo dopo aver espletato l attività istruttoria e il confronto con il contribuente. 9

10 ATTIVITA DI CONTROLLO: INDIRIZZI OPERATIVI In conseguenza della natura privatistica dei rapporti tra concessionari, gestori ed esercenti, è stato consigliato di: procedere, in prima battuta, con la selezione e il successivo controllo dei soggetti gestori, per poi proseguire nei confronti degli esercenti collegati a questi ultimi; verificare, preliminarmente, la ripartizione delle somme destinate alla remunerazione degli attori della filiera mediante acquisizione degli accordi/contratti commerciali; richiedere ai contribuenti sottoposti a controllo ogni ulteriore documentazione (fatture, distinte, prospetti o schemi) da cui sia possibile evincere o ricostruire con sufficiente puntualità e certezza gli importi riferiti alla remunerazione derivante dall attività di raccolta. Laddove il gestore, a seguito di regolare notifica dell invito a produrre la documentazione, ometta di produrre i contratti conclusi col concessionario e con gli esercenti e non esibisca la documentazione da cui emerga con esattezza la raccolta realizzata e la modalità di ripartizione della stessa, l Ufficio potrà procedere con la determinazione induttiva del reddito attribuibile allo stesso gestore ai sensi dell art. 39, comma 2, lett. d-bis del d.p.r. n. 600/73, partendo dai dati in suo possesso. Effettuato il controllo relativo ai compensi scaturenti dalla gestione degli apparecchi comma 6, l Ufficio potrà esaminare anche le componenti negative di reddito esposte dal gestore. In merito, dall elaborazione dei dati dichiarativi è stato constatato che un considerevole numero di gestori presenta (anche per più annualità): un rapporto tra costi residuali e costi totali > 80%; un rapporto tra costi residuali e ricavi > 80%. Apparecchi art. 110, co. 7, TULPS (cenni) Unitamente agli apparecchi di cui al comma 6, l attività dei gestori (e degli esercenti) può essere caratterizzata dall impiego di apparecchi e congegni che non distribuiscono vincite in denaro (art. 110, comma 7, del TULPS). Principali caratteristiche di tali apparecchi: non distribuiscono vincite in denaro; i proventi sono assoggettati all'isi determinata su un importo forfetario, nonché all'iva, che può essere liquidata in modo forfetario sullo stesso imponibile rilevante per l'isi (regime naturale) ovvero secondo criteri ordinari (su opzione del contribuente, ai sensi dell'art. 74, comma 6 ultimo periodo, del d.p.r. n. 633/1972). 10

11 Pietrangeli: Operatori e Agenzia delle Entrate: criticità e best practise da seguire Scritto da Sm Giovedì 17 Gennaio :22 Roma Nell'analisi degli avvisi di accertamento sono emerse delle criticità e un disallineamento dati tra gestori e concessionari. Nel ripartire i compensi tra gestori ed esercenti erano state pattuite delle deroghe e in alcuni casi i gestori avevano contabilizzato i compensi sulle somme 'scassettate'. È quanto evidenzia Paolo Pietrangeli, dottore commercialista e revisore contabile, nel suo intervento incentrato sulle verifiche fiscali in corso sugli operatori del settore del gioco lecito ed esistenza di problematiche interpretative sull applicazione delle norme tributarie. LE CONTESTAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE AGLI OPERATORI DEL SETTORE I rilievi apparecchi comma 6 - I compensi spettanti ai terzi incaricati della raccolta delle somme giocate tramite gli apparecchi di cui all articolo 110, c. 6 del Tulps, che sono stati comunicati telematicamente ad Aams dai concessionari, risultano maggiori rispetto a quelli che vengono effettivamente contabilizzati e dichiarati dai suddetti terzi incaricati. Gli Uffici, recuperano a tassazione la differenza ai fini dell Ires, dell Irpef e dell Irap. I motivi della suddetta differenza sono relativi principalmente ai seguenti fenomeni: compensi comunicati dai concessionari calcolati sulla base dell importo giornaliero forfettario, in caso di mancata lettura del contatore annuale; compensi comunicati dai concessionari calcolati sulla base dell importo giornaliero forfettario in caso di furto, incendio, danneggiamento degli apparati che compongono i contatori, sequestro, confisca; compensi comunicati dai concessionari calcolati sulla base della percentuale minima di vincite pari al 75%, anziché sulla percentuale effettiva; diversa ripartizione del compenso tra gestore ed esercente rispetto a quanto previsto contrattualmente; compensi contabilizzati dai terzi incaricati per cassa anziché per competenza. Il rilievo per mancata lettura del contatore annuale - Nei casi in cui non è possibile leggere i contatori degli apparecchi tramite la rete telematica, il Preu viene determinato sulla base di un importo forfetario giornaliero (fissato con decreto di Aams). La quantificazione forfetaria si applica fino al momento in cui i contatori dell apparecchio non sono nuovamente leggibili per il tramite della citata rete telematica. Sulla base della nuova lettura si provvede, quindi, a conguagliare (in più o in meno) l importo del Preu liquidato provvisoriamente sulla base dell importo giornaliero forfetario. Ne consegue che, qualora sia possibile leggere il contatore annuale, si conosce l importo complessivo delle somme che sono state raccolte dagli apparecchi da intrattenimento in un determinato anno solare (tranne il caso che manchi il contatore dell anno precedente). 11

12 In alcuni casi, tuttavia, tale lettura non è possibile a causa di interruzioni di funzionamento dell apparecchio che impediscono una corretta memorizzazione del contatore annuale, sicché il Preu viene liquidato, dalla data dell ultima lettura al 31 dicembre dell anno, con modalità forfetaria. In questa ipotesi il compenso comunicato dal concessionario e determinato sul valore giornaliero forfettario non coincide con l effettiva remunerazione del terzo incaricato che dipende dalle somme concretamente raccolte. Rilievo in caso di furto, incendio, danneggiamento degli apparati - In altri casi la lettura degli apparecchi è impedita da eventi che incidono sulla funzionalità o addirittura sull esistenza dell apparecchio. Si intende in particolare fare riferimento ad eventi quali il furto, l incendio, il danneggiamento degli apparati che compongono i contatori, il sequestro, la confisca (questi due ultimi eventi sono spesso imputabili ad altri soggetti, quali ad esempio il titolare del locale dove è installato l apparecchio), ecc.. In queste casistiche il Preu viene quantificato con modalità forfetaria dal giorno dell ultima lettura fino al giorno dell evento. Anche in questa ipotesi il compenso comunicato dal concessionario e determinato sul valore giornaliero forfettario non coincide con l effettiva remunerazione del terzo incaricato che dipende dalle somme concretamente raccolte. Inoltre, in molti casi (si pensi al furto o all incendio) non è stata proprio raccolta alcuna somma di denaro, in quanto lo stesso è andato perduto. Peraltro in queste fattispecie non è neppure possibile ricostruire quale sia stata l effettiva raccolta realizzata dall apparecchio per i giorni in cui il contatore non è stato letto (fino alla data dell evento). Rilievo in caso compensi calcolati sulla base della percentuale minima anziché quella effettiva - Gli apparecchi, secondo le previsioni normative in materia, debbono erogare un ammontare di vincite non inferiore al 75 per cento delle somme giocate su un ciclo di partite non superiore a e non inferiore a , di volta in volta verificato, in sede di certificazione dell apparecchio, dall ente certificatore, e, successivamente all installazione dello stesso apparecchio, dal concessionario della rete telematica. Dovendo rispettare il rigido precetto normativo che non consente di scendere sotto il 75 per cento delle giocate, i produttori, anche in considerazione del fatto che risulta particolarmente complesso il rispetto puntuale del suddetto limite, sviluppano software di gioco con motori di pagamento che prevedono percentuali di vincite superiori di alcuni decimi al limite in questione. Inoltre alcuni produttori, per rendere più performanti i loro prodotti nei confronti dei giocatori, hanno immesso sul mercato italiano apparecchi che erogano percentuali di vincite molto superiori al limite del 75 per cento. In alcuni studi sul settore del gioco lecito si sostiene che la percentuale media nazionale delle vincite con gli apparecchi di cui all articolo 110, comma 6, del Tulps è circa pari al 75,6 per cento. 12

13 Gli Uffici accertatori spesso, in sede di verifica, non riconoscono la presenza di vincite erogate per una percentuale superiore al 75 per cento. Più esattamente vengono accertati i compensi comunicati dai concessionari che sono calcolati sulla base di una percentuale fissa del 75 per cento I compensi dei terzi incaricati comunicati dai concessionari risultano quindi maggiori di quelli effettivi, perché le vincite effettivamente erogate sono una percentuale superiore a quella minima del 75 per cento. Rilievo in caso di diversa ripartizione del compenso tra gestore ed esercente rispetto al contratto - I contratti che vengono stipulati con i concessionari dai gestori e dagli esercenti, per l esercizio dell attività di raccolta delle somme giocate, prevedono normalmente una identica remunerazione per entrambe le imprese, ossia pari al 50% dell importo raccolto che residua dopo il riversamento delle somme spettanti al concessionario. Tuttavia, nella prassi, si verifica che le due imprese possano decidere di ripartire tra loro le somme raccolte in percentuali, di volta in volta, parzialmente differenti, per tenere conto di alcuni fattori quali ad esempio: la volontà del gestore di fidelizzare il locale in cui sono siti gli apparecchi, la presenza di eventi che hanno modificato nei singoli casi il valore dell attività da ciascuno espletata, ecc. I gestori provvedono, quindi, a contabilizzare la loro effettiva remunerazione, così come di volta in volta convenuta con gli esercenti, in deroga alle originarie condizioni contrattuali. Nella maggior parte dei casi gli esercenti rilasciano ai gestori (che operano per conto del concessionario) una ricevuta che indica il maggior compenso da loro ricevuto ovvero viene redatto un verbale di scassettamento degli apparecchi con l evidenziazione del compenso da ciascun soggetto percepito. La deroga contrattuale è, di norma, adeguatamente documentata e comprovata dalle aziende. Gli Uffici non riconoscono questa diversa ripartizione dei compensi se non è adeguatamente documentata e in alcuni casi anche in presenza di documentazione prodotta. In alcuni casi gli Uffici hanno disconosciuto il maggior compenso riconosciuto agli esercenti ritenendo che si tratti di una liberalità non inerente all esercizio dell impresa. Rilievo in caso di compensi contabilizzati dai terzi incaricati per cassa anziché per competenza - Secondo alcuni gestori, il servizio di raccolta delle giocate espletato per conto dei concessionari si considera ultimato solo con lo scassettamento dell apparecchio e l effettiva raccolta del denaro scommesso. Sulla base di questo orientamento i suddetti operatori hanno proceduto alla contabilizzazione della loro remunerazione non quando le somme sono giocate e immesse nell apparecchio, ma quando concretamente il denaro viene prelevato dall apparecchio stesso e riversato al concessionario. Tale tesi interpretativa ha comportato la rilevazione dei componenti 13

14 positivi di reddito secondo un criterio temporale diverso da quello basato sui contatori degli apparecchi. Sono conseguentemente emerse differenze tra i compensi comunicati dai concessionari e quelli iscritti nella contabilità dei gestori che hanno adottato il criterio di cassa. I RILIEVI POSTI DA AS.TRO As.Tro ha posto all attenzione dell Amministrazione Finanziaria alcune considerazioni rispetto ai rilievi precedentemente esposti e ha formulato alcune argomentazioni che potrebbero risultare utili per dirimere le varie questioni sollevate. Mancata lettura del contatore annuale - Le specifiche modalità forfetarie di determinazione del Preu, in caso di mancata lettura dei contatori, si ritiene che esplichino la loro efficacia solo con riferimento a tale imposta. Si tratta, in effetti, di una modalità particolare di quantificazione della base imponibile che non sembra possa assumere rilievo nel diverso comparto impositivo delle imposte dirette (Ires, Irpet e Irap). Ne consegue che ai fini del reddito e dell Irap i corrispettivi maturati dovrebbero essere quantificati con riferimento alle somme effettivamente raccolte dagli apparecchi e non in relazione alla raccolta teorica misurata con il metodo forfetario. A tal fine dovrebbero costituire prova sufficiente le scritture contabili tenute dall impresa, nelle quali sono state annotate le somme effettivamente incassate. Furto, incendio, confisca e simili - Ad analoga conclusione (irrilevanza del valore forfetario) si dovrebbe poter pervenire anche nel caso in cui l apparecchio e il denaro in esso contenuto non siano più nella disponibilità del gestore a causa di furti, incendi, confische e simili. In effetti, in questa fattispecie non essendo possibile conoscere la raccolta dell apparecchio nel periodo in cui i contatori non sono stati letti (prima dell evento), appare non infondato il comportamento tenuto da molte imprese associate di non contabilizzare alcuna somma raccolta. Infatti, il relativo valore sarebbe privo dei requisiti della certezza e della oggettiva determinabilità, che sono necessari per una sua eventuale rilevanza reddituale (ex art. 109 del Tuir). Inoltre, l eventuale compenso sarebbe bilanciato dalla corrispondente sopravvenienza passiva derivante dalla perdita del denaro e, quindi, risulterebbe anche inutile, ai fini della quantificazione del reddito, contabilizzare due importi di segno opposto e di identico ammontare, caratterizzati come detto - da una evidente incertezza sull an e, soprattutto, sul quantum. Nella diversa ipotesi in cui le somme raccolte risultino dai contatori letti e trasmessi regolarmente all Aams, ma il relativo denaro non sia stato possibile prelevarlo perché l apparecchio è stato rubato, incendiato, confiscato, ecc., appare, in effetti, corretto rilevare, da una parte, le somme raccolte e i compensi maturati e, dall altra, la sopravvenienza passiva per la perdita del denaro. 14

15 Tuttavia, la soluzione di non rilevare le somme raccolte e, corrispondentemente, la connessa sopravvenienza passiva, non sembra che possa comportare alcun effetto sul reddito da dichiarare e, quindi, sulle imposte dovute, trattandosi di importi identici e contrapposti. D altra parte, l articolo 109, comma 4, ultimo periodo, dispone espressamente che le spese e gli oneri specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi, che pur non risultando imputati al conto economico concorrono a formare il reddito, sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi. Dunque, anche qualora si volessero recuperare a tassazione le somme raccolte, l Ufficio dovrebbe corrispondentemente riconoscere la deduzione della sopravvenienza passiva per la perdita del denaro, con conseguenza irrilevanza reddituale della contestazione. Diversa ripartizione del compenso - Per quanto attiene all accordo tra gestore ed esercente finalizzato ad una diversa ripartizione tra le parti del compenso maturato per la raccolta delle somme giocate, si ritiene che non vi sia alcuna prescrizione normativa che vieti o preveda particolari forme ad substantiam per la validità dell atto. Pertanto, non sembra che possa, ai fini fiscali, essere disconosciuta la rilevanza degli accordi intercorsi tra i due soggetti che, peraltro, risultano anche documentati (come chiarito in precedenza) da apposite ricevute o da verbali di scassettamento degli apparecchi. D altra parte, una ripresa fiscale non si può fondare su una lettura acritica e formalistica di una clausola del contratto, quando i fatti concreti conducono a diverse conclusioni. In altri termini occorre tenere conto della effettiva volontà delle parti (Corte di Cassazione, sentenze n del 1997, n del 1999, n del 2000, n del 2001, n del 2006, n del 2007, n del 2008 e n del 2008), le quali possono modificare o integrare (anche con formule non sacramentali) il contratto originario. Infatti, l attività del terzo incaricato si ritiene che non possa considerarsi esaurita nel momento in cui le somme sono giocate con gli apparecchi, poiché una parte rilevante delle sue funzioni è costituita proprio dallo scassettamento dell apparecchio e dal riversamento della raccolta netta al concessionario. L incertezza sulla competenza fiscale dei proventi permane anche qualora si voglia ritenere che il servizio di raccolta rientri tra i contratti da cui derivano corrispettivi periodici, in quanto il dubbio riguarda proprio la data in cui i corrispettivi maturano. Le considerazioni sopra esposte evidenziano, quindi, come sulla individuazione della competenza dei componenti positivi sussista una obiettiva condizione di incertezza. Ne consegue che i comportamenti tenuti dagli operatori anche in difformità alla soluzione interpretativa che vorrà adottare l Amministrazione Finanziaria, non dovrebbero essere sanzionabili. Peraltro, trattandosi di questioni di competenza, non vi è comunque stata alcuna sottrazione di materia imponibile, ma solo un eventuale spostamento della stessa da un esercizio all altro. 15

16 La Suprema Corte di Cassazione, nell affermare l inderogabilità del principio di competenza, ha sottolineato che, al fine di evitare la doppia imposizione sul medesimo componente di reddito generatasi a seguito della definitività della pretesa tributaria, il contribuente può esercitare l azione di restituzione della maggior imposta indebitamente corrisposta per la mancata esposizione nell annualità di competenza dei costi negati in relazione a diversa imputazione temporale (Corte di Cassazione, sentenza del 10 marzo 2008, n In tal senso anche la sentenza dell 8 luglio 2009, n ). In conformità all indirizzo della Cassazione, la circolare del 4 maggio 2010, n. 23 ha fornito alcune indicazioni operative in merito al diritto al rimborso della maggiore imposta versata con riguardo al periodo d imposta di effettiva competenza. Tale principio è stato ribadito nella circolare del 27 giugno 2011, n. 29. Da ultimo, con la circolare n. 31 del 2 agosto 2012 è stata prevista la possibilità di compensare l imposta a debito con quella a credito nell ambito del procedimento di adesione. I descritti principi si ritiene che siano applicabili anche in caso di accertamento per errata imputazione temporale dei componenti positivi (in tal senso risposta n. 4 della Diretta MAP del 31 maggio 2012, risposta n. 1.4 della circolare n. 35 del 20 settembre 2012, ed anche Assonime, Approfondimento n. 3 del 2011). Inoltre nel caso in esame, stante l obiettiva incertezza su quale sia la soluzione corretta, le sanzioni amministrative si dovrebbero, comunque, ritenere non dovute. Compensi calcolati sulla percentuale minima e non sull effettiva - In relazione alla percentuale di vincite erogate dagli apparecchi, si ritiene che non possa essere assunta in via aprioristica la percentuale del 75 per cento, stante il fatto che la stessa risulta essere a livello nazionale più alta (75,6 per cento). Pertanto, in tutti i casi in cui non sia possibile per il gestore dimostrare analiticamente quale sia stata l effettiva percentuale di vincite erogate dall apparecchio, l Amministrazione Finanziaria dovrebbe applicare la percentuale media nazionale di vincite con gli apparecchi di cui all articolo 110, comma 6, lett. b), del Tulps, calcolata dall Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Al contrario si attribuirebbe al gestore, in sede di accertamento, un reddito non effettivamente conseguito. LE CONTESTAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE AGLI OPERATORI Rilievi apparecchi comma 7 - L Agenzia delle Entrate ha effettuato alcuni rilievi anche sugli apparecchi di cui al comma 7 dell articolo 110 del Tulps. I rilievi sono stati essenzialmente i seguenti: si è ipotizzato in via induttiva che gli apparecchi comma 7 siano stati in numero superiore rispetto a quelli dichiarati all Aams, sull assunto che negli esercizi deve essere presente un numero congruo di detti apparecchi rispetto a quelli del comma 6; si è ipotizzato che le somme raccolte da detti apparecchi non possano essere di ammontare inferiore rispetto alla base 16

17 imponibile forfettaria prevista normativamente ai fini della quantificazione dell Isi e dell Iva; sono stati accertati maggiori ricavi da detti apparecchi sulla base di una ricostruzione induttiva basata sugli acquisiti dell oggettistica distribuita da detti apparecchi. LE BEST PRACTICE DA SEGUIRE 1) Tenere un comportamento trasparente e collaborativo teso a dimostrare i motivi delle divergenze eventualmente riscontrate tra i compensi comunicati dai concessionari e quelli rilevati in contabilità; 2) Produrre un prospetto riepilogativo che chiarisca all Ufficio i motivi e gli importi, apparecchio per apparecchio, delle suddette divergenze; 3) Produrre la documentazione a supporto dei motivi delle divergenze; 4) Chiedere in modo ufficiale un rinvio del termine per la presentazione della documentazione, qualora non si è in condizione di produrre entro la scadenza quanto necessario per giustificare le divergenze; 5) Contattare l Associazione As.Tro, nel caso in cui l Ufficio ritenga di non accogliere le motivazioni esplicative delle divergenze, anche se adeguatamente documentate. LE COMUNICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Lo spesometro - Le operazioni relative all esercizio del gioco e alla raccolta delle giocate di cui al punto 6) dell articolo 10 D.P.R. n. 633 del 1972 sono esonerate dall obbligo di fatturazione. I concessionari sono già tenuti a comunicare all Aams e, a seguito di specifica richiesta, all Agenzia delle Entrate i compensi riconosciuti ai terzi incaricati della raccolta. Al fine di evitare una duplicazione nelle comunicazioni per operazioni che sono anche esonerate dalla fatturazione, sarebbe auspicabile che l Agenzia delle Entrate escludesse espressamente (in via interpretativa) i concessionari e i terzi incaricati dall invio dei dati relativi alle prestazioni di raccolta delle giocate svolte da questi ultimi e già oggetto di separata comunicazione da parte dei concessionari. Il trattamento ai fini Iva della rivalsa dei 100 euro per Awp - Il comma 36 dell articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 prevede che «Il rilascio delle concessioni di cui al comma 35 è subordinato al versamento di un corrispettivo una tantum di 100 euro per ogni singolo apparecchio di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a), per il quale si chiede il rilascio o il mantenimento dei relativi nulla osta. Nel caso in cui la proprietà dell'apparecchio è di soggetto diverso dal richiedente la concessione, quest'ultimo ha diritto di rivalsa nei suoi confronti». 17

18 La descritta rivalsa dovrebbe essere esclusa dal campo di applicazione dell Iva per assenza di qualunque sinallagma, dal momento che il concessionario non rende alcun servizio al gestore (ma è quest ultimo che rende il servizio di raccolta al concessionario). Sul punto si auspica un confronto con l Agenzia delle Entrate. Cardia: "Cambio culturale in atto nel settore slot/vlt ma il gestore è sempre cruciale" Scritto da Sara Michelucci Giovedì 17 Gennaio :41 Quello che possiamo fare è cercare di dare trasparenza a delle misure normative che questo comparto, ormai moderno, si trova ad affrontare. Siamo partiti dal Preu, per passare all'iva fino alle imposte dirette, oggetto del convegno di oggi. C'e' un cambio culturale che fa si che ci si senta tutti parte di un tutto. Spetta a Carlo Geronimo Cardia, Avvocato, Dottore Commercialista e Revisore contabile,g ià professore a contratto di Diritto Tributario e Diritto Tributario internazionale Università G. D Annunzio di Pescara, ad analizzare il tema del Convegno AsTro con Aams e Agenzia delle Entrate in corso di svolgimento a Roma. Secondo Cardia al vertice della piramide c'e' uno Stato che attraverso dei soggetti si assicura che funzioni tutto nelle regole. Poi ci sono i concessionari che svolgono la loro funzione sotto uno strumento importante come quello della concessione che serve a riunire il tutto. Poi ci sono circa 130mila soggetti che lavorano sul territorio. Gli esercenti sono fondamentali per risolvere problemi comuni e per far rispettare alcune regole: in primis I'll divieto del gioco ai minori. Importante la figura del gestore: Sul territorio è colui che ha il polso della situazione e dice di sapere quanto spetta all'esercente. Ma questo si scontra con quei contratti che ci sono alla base tra concessionario e gestore. Cosa fare quindi? Come muoversi? L'associazione può studiare un modello per attuare le esigenze che arrivano dal mercato, tenendo presente alcuni paletti a partire dalla concessione, dal contratto col gestore e con l'esercente. I concessionari devono assicurare che vi sia la ripartizione della remunerazione della filiera. Per questo stanno lavorando anche per la creazione di un applicativo software. Inoltre vanno fatti estratti conto bimestrali, semestrali e annuali.la rappresentata ripartizione va documentata in vista di eventuali controlli. I gestori quindi dovranno interfacciarsi con gli esercenti per testare il grado di gradimento del cambiamento della ripartizione della remunerazione documentandolo, conclude Cardia. Minoccheri (Centro Studi As.Tro): Si applichi il principio di neutralità fiscale in materia di gioco Scritto da Sm Giovedì 17 Gennaio :05 Roma As.Tro ha puntato molto sull informazione e sia con il proprio sito che con infogaming ha voluto comunicare tutte le novità normative e fiscali. Tutti gli accertamenti avevano sempre riguardato l'aspetto Iva tra gestore e esercente e quella riguardante i comma 7. Il rapporto economico contrattuale tra gestore ed esercente ha presentato spesso delle criticità. Secondo alcune sentenze della commissione tributaria il rapporto esercenti e gestori deve essere considerato esente Iva. La Corte di giustizia Ue ha stabilito in materia di gioco il principio di neutralità fiscale, bisogna quindi un esenzione oggettiva all'attività di raccolta e non soggettiva. 18

19 Si tratta di un concetto ribadito anche dal commercialista Francesco Scardovi: I rapporti concessionari, gestori ed esercenti sono esenti da Iva, secondo una sentenza. Oggi il contenzioso è stato superato in quasi tutti i comparti geografici. Orlandini (As.Tro): Gestore primo avamposto nel passaggio a legalità Scritto da Sm Giovedì 17 Gennaio :47 Roma Siamo le imprese che nel 2004 hanno presentato l'avamposto statale del passaggio tra un sistema illegale e uno legale. Lo rivendica con un pizzico di orgoglio Massimiliano Orlandini, del comitato di presidenza As.Tro. Orlandini ricorda ancora: Il 2007 è stato un anno epocale per il caso black slot. Si deve discutere del fatto che noi abbiamo garantito la lotta all'illegalità. Il primo avamposto statale nasce con il pagamento del Preu. Noi crediamo molto nella retribuzione sociale. È aumentata la raccolta perché c'è una regressione dell'illegalità e non perché si gioca di più. Il gestore è baluardo dell'attività dello Stato. Il 2007 è stato l'anno del caso Venezia e nonstante ci siano state tolte le macchine non abbiamo investito sui videopoker, ma sulle macchine legali. Oggi abbiamo a che fare con una serie di attività perimetrali di fronte a cui ci sentiamo soli. L'Agenzia delle Entrate e le istituzioni devono starci accanto con un confronto e delle certezze. Io sono un tifoso del pay out, ma paradossalmente oggi incide molto sulle aziende di gestione. Noi delle istituzioni facciamo parte e quindi vogliamo certezza normativa su cui basare piani industriali delle nostre aziende. Oggi il gestore ha una forte collaborazione con il concessionario di rete con cui ha una mission comune. 19

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